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Guida dello Studente

Anno Accademico 2011-2012

GUIDA DELLO STUDENTE Offerta Formativa 2011-2012

LETTERA DEL DIRETTORE AGLI STUDENTI


Cari Studenti, con grande piacere vi do il benvenuto allUniversit degli Studi della Tuscia, il dinamico e innovativo Ateneo di Viterbo. Come sapete in corso di applicazione la riforma universitaria e, come forse non sapete, siamo i primi in Italia a darne piena attuazione. La riforma prevede, tra laltro, il passaggio delle competenze didattiche dalle Facolt, che sono disattivate, ai Dipartimenti, che precedentemente si occupavano quasi esclusivamente di ricerca scientifica e tecnologica. Questo passaggio ha il preciso intento di legare inscindibilmente la ricerca scientifica e la produzione culturale dei docenti del Dipartimento allofferta didatticoformativa. Quindi i corsi di laurea attivati allinterno del Dipartimento possono essere solo nellambito delle discipline nelle quali questo attivo, qualificato e scientificamente produttivo. Il Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche (DEB) comprende quattro Corsi di Laurea: Scienze Biologiche (triennale di base), Scienze Ambientali (triennale di base), Biologia cellulare e molecolare (biennale magistrale) e Conservazione della Natura (biennale magistrale, con due curricula: Ambiente Terrestre e Ambiente Marino). Questi sono i Corsi di Laurea attivati secondo il DM 17/10, a cui vi siete immatricolati o vi state per immatricolare. Ovviamente, per gli studenti immatricolati negli anni precedenti, sono sempre attivi i Corsi degli Anni Accademici successivi al primo. Le lezioni, le attivit di esercitazione e le attivit di laboratorio, comprese quelle di tesi, si svolgono presso il Campus di Viterbo, ma per il Curriculum Ambiente Marino, le lezioni si svolgono presso la nostra sede di Civitavecchia e le attivit di laboratorio presso i nostri laboratori di Oceanologia e di Ecologia e Biologia Marina e Costiera di Civitavecchia e delle Saline di Tarquinia. I corsi di Laurea e di Laurea magistrale del DEB preparano tecnici e professionisti altamente specializzati in campo biologico ed ambientale. I laureati in Scienze biologiche potranno svolgere attivit in diversi ambiti di applicazione, quali attivit produttive e tecnologiche in laboratori (di aziende ospedaliere, laboratori privati di analisi biologiche, industrie private etc.) e servizi a livello di analisi, controllo e gestione. Il corso di Laurea in Scienze Ambientali si propone di formare figure professionali capaci di affrontare i problemi ambientali, riconoscerli, classificarli ed impostarne la soluzione, in dialogo consapevole e competente con specialisti della natura, tecnici analitici, imprese, Enti pubblici ed opinione pubblica. Il DEB si articola in numerosi laboratori, con docenti-ricercatori e attrezzature di altissimo livello, che hanno meritato riconoscimenti internazionali e nazionali e che pubblicano sulle migliori riviste scientifiche internazionali. I laboratori attivi, presso cui si svolgono le tesi di laurea e di dottorato di ricerca sono: Anatomia Funzionale e biologia dello sviluppo, Biochimica, Bioclimatologia, Biologia molecolare, Botanica e Micologia, Chimica organica, Citologia, Ecologia, Ecologia dei funghi e delle alghe, Genetica, Fisica, Idrobiologia, Idrogeologia, Immunologia, Microbiologia, Oceanologia

sperimentale ed ecologia marina, Proteomica, metabolomica e interattomica, Scienza dellalimentazione, Statistica. I laboratori del DEB afferiscono a network quali CONISMA (Consorzio Interuniversitario per le Scienze del Mare) e CNISM (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze Fisiche della Materia). Il DEB partecipa alla gestione del Centro Interdipartimentale dellOrto Botanico, attivo nella ricerca e nella didattica botanica, e del Centro Grandi Attrezzature, dove si svolgono ricerche di punta in vari campi e sono in funzione strumentazioni scientifiche di altissimo livello e di recente acquisizione. Il DEB attivo nella gestione del territorio, con convenzioni e contratti con Comuni, Province e Regioni: ad esempio il monitoraggio delle acque del Lago di Vico, il biomonitoraggio della Centrale di Torvaldaliga Nord, la gestione della Riserva delle Saline di Tarquinia e molto altro. Il Dipartimento gestisce anche i Centri di Educazione e Divulgazione Ambientale delle Saline di Tarquinia e di Monte Casoli di Bomarzo. Numerose sono le collaborazioni con le realt produttive locali e non, come le collaborazioni con industria spaziale, farmaceutica e alimentare e con enti quali le ASL, il CNR, lENEA etc.

Molti gruppi di ricerca svolgono attivit in pieno campo, dove gli studenti sono sempre parte attiva e indispensabile. Inoltre, molti docenti collaborano proficuamente con prestigiosi Atenei stranieri che sono aperti a programmi di mobilit studentesca (programmi Erasmus). Presso il DEB sono attivi tre corsi di Dottorato di Ricerca (triennali, dopo la Laurea Magistrale), che consentono di ottenere il titolo di Dottore di Ricerca in Ecologia e gestione delle risorse biologiche, Evoluzione biologica e biochimica, Genetica e biologia cellulare: unopportunit in pi per completare il proprio percorso formativo con una specializzazione di alto livello internazionale. I Corsi di Master di secondo livello sono dedicati al Management per le organizzazioni complesse e alla Alimentazione, Nutrizione e Dietetica.

Mi complimento per la vostra scelta di immatricolarvi nel nostro Dipartimento, dove gli studenti sono seguiti singolarmente, trovano docenti disponibili, strutture adeguate e la possibilit di fare una reale esperienza di laboratorio e sul campo. Vi auguro buon lavoro.

Prof. Silvano Onofri Direttore del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche

INDICE
STRUTTURA DEL DIPARTIMENTO OFFERTA FORMATIVA A.A. 2011/2012 CORSI DI LAUREA E DI LAUREA MAGISTRALE (ex D.M. 17/10) Scienze Biologiche Scienze Ambientali Biologia cellulare e molecolare Conservazione della Natura CORSI DI LAUREA E DI LAUREA MAGISTRALE (ex D.M. 270/04) Scienze Biologiche Scienze Ambientali Biologia cellulare e molecolare Conservazione della Natura DOTTORATI DI RICERCA MASTER pag. 25 pag. 27 pag. 30 pag. 34 pag. 37 pag. 41 pag. 12 pag. 15 pag. 18 pag. 22 pag. 7 pag. 11

PARTE GENERALE Scadenze per gli studenti Calendario accademico Norme di accesso ai corsi di laurea triennale e laurea magistrale Norme per lo svolgimento di prova finale e tesi Insegnamenti liberi o attivit formative Stage o Tirocinio Strutture convenzionate Nuovo ordinamento didattico: normativa Indirizzi utili

pag. 45 pag. 46 pag. 47 pag. 48 pag. 50 pag. 52 pag. 53 pag. 54 pag. 57 pag. 77

Dipartimento di SCIENZE ECOLOGICHE E BIOLOGICHE

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STRUTTURA DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECOLOGICHE E BIOLOGICHE (DEB)

Nel Dipartimento di SCIENZE ECOLOGICHE E BIOLOGICHE sono attivati i seguenti CORSI DI LAUREA TRIENNALE (ex DM 17/10): SCIENZE BIOLOGICHE classe L-13 SCIENZE AMBIENTALI classe L-32 e due CORSI DI LAUREA MAGISTRALE (ex DM 17/10): BIOLOGIA CELLULARE E MOLECOLARE classe LM -6 CONSERVAZIONE DELLA NATURA classi LM-75 e LM-6 con due curricula: - Ambiente terrestre - Ambiente marino Sono inoltre attivi tre DOTTORATI DI RICERCA: ECOLOGIA E GESTIONE DELLE RISORSE BIOLOGICHE EVOLUZIONE BIOLOGICA E BIOCHIMICA GENETICA E BIOLOGIA CELLULARE Sono attivi due CORSI MASTER: Corso Master di II livello MANAGEMENT PER LE ORGANIZZAZIONI COMPLESSE Corso Master di II livello ALIMENTAZIONE, NUTRIZIONE E DIETETICA

CORSI DI LAUREA DELLEX FACOLT DI SCIENZE MM. FF. NN. (ex DM 270/04)
Sono attivi solo secondo e terzo anno delle lauree triennali in SCIENZE BIOLOGICHE e SCIENZE AMBIENTALI ed il secondo anno delle lauree magistrali in BIOLOGIA CELLULARE E MOLECOLARE e CONSERVAZIONE DELLA NATURA

Dipartimento di SCIENZE ECOLOGICHE E BIOLOGICHE

CONSIGLIO DI DIPARTIMENTO
PRESIDENTE: Prof. Silvano ONOFRI PROFF. DI I FASCIA: Anna Rita BIZZARRI, Luigi BOSCO, Salvatore CANNISTRARO, Giuseppe NASCETTI, Silvano ONOFRI, Fabrizio PALITTI, Giorgio PRANTERA, Francesca VELOTTI, Lello ZOLLA PROFF. DI II FASCIA: Carlo BELFIORE, Carlo CAPORALE, Carla CARUSO, Massimiliano FENICE, Anna Maria GARZILLO, Giampiero GUALANDI, Marco MARCELLI, Nicol MERENDINO, Pasquale MOSESSO, Vincenzo PISCOPO, Nicla ROMANO, Raffaele SALADINO, Antonino SCARELLI, Maurizio SEVERINI, Laura ZUCCONI RICERCATORI: Paola ARDUINO, Paolo BARGHINI, Daniele CANESTRELLI, Roberta CIMMARUTA, Ines DELFINO, Maria Saveria GILARDINI MONTANI, Roberta MESCHINI, Marcella PASQUALETTI, Luca PROIETTI DE SANTIS, Sara RINALDUCCI, Laura SELBMANN, Anna Maria TIMPERIO, Daniela WILLEMS RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO: Dario ANGELETTI, Fulvio CERFOLLI, Daniela ISOLA, Daniele PORRETTA RAPPRESENTANTE DOTTORANDI: elezioni in corso RAPPRESENTANTE ASSEGNISTI: elezioni in corso RAPPRESENTANTE TECNICO: Fabrizio SCIALANCA RAPPRESENTANTE AMMINISTRATIVO: Iride LAURENTI SEGRETARIO AMMINISTRATIVO: Daniele PERONI

PROFESSORI DEL DIPARTIMENTO


BELFIORE Carlo BIZZARRI Anna Rita BOSCO Luigi CANNISTRARO Salvatore CAPORALE Carlo CARUSO Carla FENICE Massimiliano GARZILLO A. M. Vittoria GUALANDI Giampiero MARCELLI Marco MERENDINO Nicol MOSESSO Pasquale NASCETTI Giuseppe ONOFRI Silvano PALITTI Fabrizio PISCOPO Vincenzo PRANTERA Giorgio ROMANO Nicla SALADINO Raffaele SCARELLI Antonino SEVERINI Maurizio BIO/05 - Zoologia FIS/07 - Fisica applicata BIO/06 - Anatomia Comparata e Citologia FIS/07 - Fisica applicata BIO/10 - Biochimica BIO/10 - Biochimica BIO/19 - Microbiologia generale BIO/10 - Biochimica BIO/18 - Genetica BIO/07 - Ecologia BIO/10 - Biochimica BIO/18 - Genetica BIO/07 - Ecologia BIO/02 - Botanica sistematica BIO/18 - Genetica GEO/05 - Geologia applicata BIO/18 - Genetica BIO/06 - Anatomia comparata e Citologia CHIM/06 - Chimica organica SECS-S/06 - Metodi matematici dellEconomia e delle scienze attuariali e finanziarie GEO/12 - Oceanografia e Fisica dellAtmosfera

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VELOTTI Francesca Romana ZOLLA Lello ZUCCONI Laura

MED/04 - Patologia generale BIO/11 - Biologia molecolare BIO/03 - Botanica ambientale applicata

RICERCATORI DEL DIPARTIMENTO


ARDUINO Paola BARGHINI Paolo CIMMARUTA Roberta DELFINO Ines GILARDINI MONTANI Maria Saveria MESCHINI Roberta PASQUALETTI Marcella PROIETTI DE SANTIS Luca RINALDUCCI Sara SELBMANN Laura TIMPERIO Anna Maria WILLEMS Daniela BIO/07 - Ecologia CHIM/11 - Chimica e Biotecnologie delle Fermentazioni BIO/07 - Ecologia FIS/07 - Fisica applicata MED/04 - Patologia generale BIO/18 - Genetica BIO/02 - Botanica sistematica BIO/18 - Genetica BIO/11 - Biologia molecolare BIO/02 - Botanica sistematica BIO/11 - Biologia molecolare BIO/06 - Anatomia comparata e Citologia

RICERCATORI DEL DIPARTIMENTO A TEMPO DETERMINATO


ANGELETTI Dario CERFOLLI Fulvio ISOLA Daniela PORRETTA Daniele BIO/07 - Ecologia BIO/07 - Ecologia BIO/03- Botanica ambientale applicata BIO/07 - Ecologia

PERSONALE AMMINISTRATIVO DEL DIPARTIMENTO


SEGRETARIO AMMINISTRATIVO: Daniele PERONI RESPONSABILE DELLA SEGRETERIA DIDATTICA: Maria Concetta VALERI PERSONALE: Iride LAURENTI, Maria Elena LAURUCCI, Paola MARZIALI, Paola VITA, Giuliana BOSCHI, Cinzia DE CICCO.

SEGRETERIA STUDENTI
Francesco CLARIONI (Responsabile Ufficio), Irene MANTOVANI

TECNICI DEI LABORATORI DEL DIPARTIMENTO


Carlo GREGORI, Angelo SCHINOPPI, Fabrizio SCIALANCA, Sabrina TEMPESTA, Francesca TILESI Maurizio MANTINEO, Viviana PIERMATTEI (tempo determinato).

PERSONALE DEI SERVIZI DIDATTICI COMUNI


Marco URBANI, Maria Elena CIANFANA, Marco MANCINI, Laura BERTINI, Giovanni MORETTI, Giuseppe DE SANTIS

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OFFERTA FORMATIVA A.A. 2011/2012

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Corso di Laurea in SCIENZE BIOLOGICHE


Classe delle lauree in Scienze Biologiche (L-13) (ex DM 17/10)

Ordinamento 2011/12
INDIVIDUAZIONE DELLE ESIGENZE FORMATIVE Le esigenze formative individuate dal Comitato di Consultazione Locale prefigurano un laureato in Scienze Biologiche con solide basi culturali che possano essere sfruttate in ambiti diversi. Pertanto, il Corso di Laurea in Scienze Biologiche si propone di formare giovani laureati che abbiano un'adeguata preparazione di base nei diversi settori della Biologia. Il percorso formativo e la sequenza degli insegnamenti impartiti sono stati studiati per garantire allo studente l'acquisizione integrale, integrata e progressiva di competenze finalizzate alla comprensione dei fenomeni biologici a livelli di complessit crescente. Gli obiettivi specifici del corso, pur avendo presenti le competenze richieste da un eventuale inserimento in attivit professionali al termine del percorso triennale, sono prevalentemente formulati in vista dell'acquisizione di una ulteriore formazione universitaria. CONOSCENZE E COMPETENZE Il corso mira a far acquisire allo studente adeguate conoscenze e competenze per un corretto inserimento nel mondo del lavoro o per la prosecuzione del percorso formativo con una laurea magistrale. I laureati avranno acquisito: gli strumenti conoscitivi e tecnici di ambito matematico, fisico e chimico propedeutici allo studio teoricosperimentale dei fenomeni biologici; gli approcci teorici e sperimentali per lo studio di fenomeni biologici a livello molecolare, cellulare e tissutale; gli approcci teorici e sperimentali per lo studio di organizzazioni biologiche complesse, quali organismi, specie e i loro rapporti con l'ambiente; gli approcci teorici e sperimentali per lo studio dei meccanismi adattativi che permettono il mantenimento e l'evoluzione delle cellule, degli organismi e delle specie.

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Il percorso formativo prevede l'acquisizione di crediti anche attraverso attivit a scelta, quali tirocini e frequenza di insegnamenti aggiuntivi. Attraverso i tirocini, gli studenti possono avere accesso a numerose strutture convenzionate, o a strutture non convenzionate previa autorizzazione della Commissione Didattica del corso di studi, dove mettere alla prova le proprie competenze, acquisite nel corso di studi, in un primo costruttivo contatto con il mondo del lavoro. Attraverso un consistente numero di crediti formativi universitari (CFU) per la frequenza di insegnamenti aggiuntivi, gli studenti possono personalizzare il loro percorso di studi rendendolo pi consono ai personali interessi e/o inclinazioni. I laureati dovranno: acquisire metodiche disciplinari di indagine; possedere competenze ed abilit operative ed applicative in ambito biologico; essere in grado di utilizzare efficacemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre l'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali;

essere in possesso di adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell'informazione; essere capaci di lavorare in gruppo, di operare con definiti gradi di autonomia e di inserirsi prontamente negli ambienti di lavoro.

SBOCCHI OCCUPAZIONALI E PROFESSIONALI I laureati della classe potranno svolgere attivit professionali e tecniche in diversi ambiti di applicazione, quali attivit produttive e tecnologiche in laboratori e servizi a livello di analisi, controllo e gestione. In particolare, secondo la classificazione ISTAT delle professioni, i laureati della classe potranno inserirsi nelle professioni della categoria 2.3.1.1 (Specialisti nelle scienze della vita biologi, botanici, zoologi ed assimilati). Il laureato potr integrarsi nei diversi ambienti di lavoro utilizzando la sua preparazione come base duttile da cui partire per approfondire conoscenze specifiche e professionalizzanti. La figura del Biologo professionalmente riconosciuta. Per il laureato prevista l'iscrizione all'Albo B dell'Ordine Nazionale dei Biologi (Biologo Junior), previo superamento di un Esame di Stato.

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attivo solo il I ANNO


(*) I crediti contrassegnati da asterisco sono crediti di laboratorio e corrispondono a 16 ore di lezione frontale. (**) possibile inserire nel proprio piano di studi individuale qualsiasi insegnamento attivato nei corsi di laurea dellateneo, purch congruo con il percorso formativo; i piani di studio sono approvati dal Consiglio di Corso di Studi; attivit di tirocini esterni al Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche, opportunamente documentate, potranno essere riconosciute, su domanda, dal Consiglio di Corso di Studio

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Corso di Laurea in SCIENZE AMBIENTALI


Classe delle lauree in Scienze e tecnologie per lambiente e la natura (L-32) (ex DM 17/10)

Ordinamento 2011/12
OBIETTIVI FORMATIVI SPECIFICI Gli obiettivi formativi specifici del corso sono quelli di formare delle figure professionali capaci di affrontare i problemi ambientali, riconoscerli, classificarli ed impostarne la soluzione, in dialogo consapevole e competente con specialisti della Natura, tecnici analitici, imprese, Enti pubblici e opinione pubblica. Al termine del percorso didattico, il laureato in Scienze Ambientali dovrebbe avere acquisito la capacit di un approccio interdisciplinare allo studio delle problematiche ambientali, diventando lo specialista di un metodo di lavoro piuttosto che di una singola area disciplinare, in grado di dialogare con professionisti di varia estrazione e di collocare in una visione prospettica i contributi derivanti da ambiti pi specifici e settoriali. CONOSCENZE E COMPETENZE Il corso mira a far acquisire allo studente le seguenti: adeguati elementi di matematica, fisica, chimica, statistica, informatica e lingua inglese; adeguati elementi anche operativi relativamente alla biologia animale e vegetale, genetica, ecologia, microbiologia, scienze della Terra, scienza del suolo, diritto e legislazione dellambiente ed economia dellambiente; metodi di analisi mediante attivit di laboratorio nei diversi settori per non meno di 20 Crediti Formativi Universitari (CFU); esperienze professionalizzanti mediante attivit formative esterne come tirocini presso aziende, strutture della pubblica amministrazione e

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laboratori, e stage presso Universit italiane ed estere anche nel quadro di accordi internazionali; e le seguenti competenze: rilevamento, classificazione, analisi, ripristino e conservazione di componenti abiotiche e biotiche di ecosistemi naturali, acquatici e terrestri (parchi, riserve naturali, ecc.); analisi, monitoraggio e simulazione di sistemi e processi ambientali gestiti dagli esseri umani, nella prospettiva della sostenibilit e della prevenzione, ai fini della promozione della qualit dell ambiente; localizzazione, diagnostica, tutela e recupero dei beni ambientali. SBOCCHI OCCUPAZIONALI E PROFESSIONALI Gli sbocchi occupazionali e professionali previsti sono individuabili nei settori pubblico e privato nonch nellambito del lavoro autonomo. In particolare, considerate le mansioni cui sono tenuti istituzionalmente, rappresentano sbocchi naturali per un professionista con le competenze del laureato in Scienze Ambientali le Amministrazioni pubbliche centrali quali gli Enti di Ricerca ed i Ministeri competenti in ambito ambientale, delle risorse agricole, forestali e della pesca, le Amministrazioni locali quali

Comune, Provincia e Regione ed Enti quali Autorit di Bacino, Enti Parco, ASSIND, ARPA, ISPRA, ecc. Inoltre, esprimono tipicamente esigenze ricopribili da questa figura professionale Enti privati quali piccole, medie e grandi industrie ed Aziende impegnate in ambito ambientale (depurazione, potabilizzazione, gestione smaltimento rifiuti, ecc.). Va infine considerata con grande attenzione la valorizzazione del Laureato in Scienze Ambientali in attivit di consulenza per la piccola impresa in ampi settori, che spaziano dalla sicurezza sul lavoro alla normativa comunitaria in ambito sicurezza e controllo qualit all igiene industriale, allo smaltimento di rifiuti, alla valutazione di impatto ambientale. Il corso prepara alla professione di: guide ed accompagnatori specializzati; tecnici dello smaltimento dei rifiuti; tecnici del controllo ambientale.

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attivo solo il I ANNO


(*) I crediti contrassegnati da asterisco sono crediti di laboratorio e corrispondono a 16 ore di lezione frontale. (**) possibile inserire nel proprio piano di studi individuale qualsiasi insegnamento attivato nei corsi di laurea dellateneo, purch congruo con il percorso formativo; i piani di studio sono approvati dal Consiglio di Corso di Studi; attivit di tirocini esterni al Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche, opportunamente documentate, potranno essere riconosciute, su domanda, dal Consiglio di Corso di Studio

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Corso di Laurea Magistrale in BIOLOGIA CELLULARE E MOLECOLARE


Classe delle lauree magistrali in Biologia (LM-6) (ex DM 17/10)

Ordinamento 2011/12
OBIETTIVI FORMATIVI SPECIFICI Obiettivo principale del corso di Laurea Magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare, classe LM-6 BIOLOGIA, quello di approfondire la preparazione culturale e le conoscenze nel campo della biologia di base ed applicata, coniugata con una approfondita preparazione scientifica e operativa nelle discipline che caratterizzano il corso. Tale obiettivo in linea con il miglioramento del sistema universitario, in relazione al contesto europeo ed internazionale, che prevede un aumento della qualit dellofferta formativa proposta. Infatti, il corso di studio di secondo livello prevede una specializzazione delle conoscenze e competenze rispetto a quelle acquisite nel corso di Laurea di primo livello e fornir una preparazione solida che consentir di affrontare in maniera pi adeguata i vari livelli di lavoro e di professionalit che sono oggigiorno pi impegnativi e complessi. Un altro obiettivo del corso di secondo livello quello di fornire agli studenti la possibilit di acquisire strumenti culturali specifici e metodologie di analisi durante lo svolgimento del lavoro di tesi sperimentale. Tutti i laboratori scientifici di cui si avvale il corso di studio sono in grado di fornire le necessarie competenze in quanto le linee di ricerca presenti in ciascuna struttura sono coerenti con il profilo del corso. Inoltre, le attivit formative prevedono anche esercitazioni di laboratorio dedicate alla conoscenza di metodiche sperimentali e attivit di stage da svolgersi presso altre Universit, Centri di ricerca, laboratori di ricerca pubblica o privata e aziende. Il corso di Laurea Magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare strutturato in modo tale da portare alla formazione di competenze specifiche ed abilit funzionali ad alta professionalit differenti. Larticolazione del corso prevede otto esami obbligatori che intendono fornire al laureato competenze approfondite nel campo della Biologia cellulare, Biologia molecolare, Genetica, Biochimica ed Immunologia. Lampliamento delle conoscenze di tali discipline garantir una solida preparazione in settori importanti per la moderna Biologia cui seguono approfondimenti specifici forniti da quattro esami che possono essere definiti in piani di studio individuali. Con gli esami a scelta, lo studente potr affrontare aspetti specifici della Biologia cellulare e molecolare indirizzando la propria formazione verso profili professionali pi definiti. In particolare, alcuni esami sono

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ed in generale in biochimica e biologia molecolare. Gran parte degli insegnamenti proposti sono corredati da un congruo numero di esercitazioni pratiche effettuate in laboratorio. Infine, prevista una attivit di tirocinio da svolgere in strutture esterne al Corso di Laurea magistrale che hanno lo scopo di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro. dedicati allapprofondimento dei meccanismi cellulari e molecolari con specifica attenzione a vari sistemi sperimentali ed in particolare alluomo. Altri prevedono un approfondimento delle tecnologie emergenti in campo biologico con particolare riguardo alle metodologie che fanno uso di strumentazioni avanzate. In particolare potr essere approfondita: la conoscenza della citogenetica, con riferimento particolare alluomo ed ai meccanismi della ereditariet e dellinvecchiamento; la conoscenza della biologia e neurobiologia in relazione allo sviluppo in condizioni fisiologiche e patologiche; lo studio e la comprensione dei fenomeni biologici a livello molecolare e cellulare; lo studio e lo sviluppo delle metodologie di indagine scientifica utili per la comprensione di fenomeni biologici; le nanotecnologie applicate al settore biomedico; sviluppo di metodologie basate sullutilizzo delle tecniche microscopiche applicate a vari sistemi sperimentali che spaziano dal mondo vegetale a quello animale; lo sviluppo di metodologie biotecnologiche in campo industriale CONOSCENZE E COMPETENZE Il corso mira a far acquisire allo studente le seguenti conoscenze: Il laureato magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare acquisisce competenze approfondite in campo biomolecolare e biomedico; inoltre matura una comprensione integrata dei fenomeni biologici a livello morfologicofunzionale, chimico/biochimico/biofisico, cellulare/molecolare con riferimento anche a meccanismi di sviluppo e dellereditariet. In particolare i Laureati magistrali in Biologia Cellulare e Molecolare dovranno: avere unottima conoscenza aggiornata delle problematiche biologiche e delle metodologie sperimentali che sono adottate nella ricerca moderna nei campi molecolare e cellulare, al fine di sapere individuare le metodologie e i sistemi

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biologici pi adeguati per lo studio di specifici fenomeni ed essere in grado di interpretare i dati ottenuti; avere unapprofondita conoscenza della metodologia strumentale, degli strumenti analitici e delle tecniche dacquisizione e analisi dei dati nelle indagini citologiche, biochimiche, biomolecolari, fisiologiche e genetiche. acquisire padronanza del metodo scientifico; tale obiettivo sar sostenuto da un attivo coinvolgimento degli studenti nelle attivit di ricerca che attualmente si svolgono nei laboratori dei docenti coinvolti nella laurea magistrale in questione; avere unadeguata conoscenza degli strumenti informatici, quali la consultazione di data base, e lutilizzo di software di allineamento e confronto di sequenze proteiche e di DNA, e di programmi di analisi ed elaborazione di immagine; acquisire autonomia lavorativa e quindi essere in grado di gestire la responsabilit di progetti di ricerca nel settore; e le seguenti competenze: competenze ad ampio spettro sulla biologia dei sistemi viventi considerando sia gli aspetti della ricerca di base sia le potenziali applicazioni biotecnologiche. acquisizione di tecniche e di metodologie analitiche innovative per la comprensione dei fenomeni a livello biomolecolare e cellulare, durante lo svolgimento della tesi di laurea magistrale gli studenti acquisiscono la capacit di elaborare e presentare progetti di ricerca, nonch di illustrare i risultati della ricerca; capacit di lavorare in gruppo con autonomia e responsabilit.

SBOCCHI OCCUPAZIONALI E PROFESSIONALI Gli sbocchi occupazionali e professionali previsti sono: attivit di ricerca di base e applicata in campo biologico, biomedico, biologico molecolare, nutrizionistico, fisiologico, genetico in istituti di ricerca pubblici o privati e nelle Universit; accesso a svariati corsi di Dottorato di ricerca e diverse scuole di specializzazione. attivit libero-professionali ed imprenditoriali nellambito delle Scienze della vita in qualit di biologi ed assimilati; attivit professionali e di progetto in ambiti correlati con le discipline biologiche, negli istituti e nei settori dell'industria, della sanit e della pubblica amministrazione; attivit di gestione di laboratori di analisi cliniche, biologiche e microbiologiche, di controllo biologico e di qualit dei prodotti di origine biologica e delle filiere produttive; attivit di promozione e innovazione scientifica e tecnologica nei vari settori della biologia, nonch di gestione e progettazione delle tecnologie. La figura del Biologo professionalmente riconosciuta. Per il laureato Magistrale prevista l'iscrizione all'Albo A dell'Ordine Nazionale dei Biologi (Biologo Senior), previo superamento di un Esame di Stato.

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Il corso di studi si articola in 8 esami obbligatori di 6 CFU ciascuno (48 CFU) e uno stage (2CFU) previsti al I anno, nonch 3 esami a scelta fra gli insegnamenti opzionali proposti (18 CFU), esami a libera scelta (12 CFU) e tesi sperimentale (40 CFU)al II anno.

attivo solo il I ANNO


(*) I crediti contrassegnati da asterisco sono crediti di laboratorio e corrispondono a 16 ore di lezione frontale. (**) possibile inserire nel proprio piano di studi individuale qualsiasi insegnamento attivato nei corsi di laurea dellateneo, purch congruo con il percorso formativo; i piani di studio sono approvati dal Consiglio di Corso di Studi; attivit di tirocini esterni al Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche, opportunamente documentate, potranno essere riconosciute, su domanda, dal Consiglio di Corso di Studio.

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Dipartimento di SCIENZE ECOLOGICHE E BIOLOGICHE

Corso di Laurea Magistrale in CONSERVAZIONE DELLA NATURA


Classi delle lauree magistrali in Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio (LM-75) e in Biologia (LM-6) (ex DM 17/10)

Ordinamento 2011/12
OBIETTIVI FORMATIVI SPECIFICI Gli obiettivi formativi del corso sono quelli di formare una figura professionale di elevata qualifica e specializzazione capace di affrontare problemi ambientali con un approccio fortemente biologico. Il percorso didattico tende a formare la figura del biologo ambientale, profilo professionale utile a conoscere, classificare e risolvere le problematiche ambientali con approccio sistemico ed interdisciplinare, privilegiando le competenze nella conservazione delle risorse biologiche dellambiente terrestre e marino. CONOSCENZE E COMPETENZE Il corso mira a far acquisire allo studente le seguenti conoscenze: approfondite conoscenze nel campo delle discipline biologiche ed ecologiche, sia di base sia applicate allambiente terrestre e marino; elementi di scienze della terra, di discipline agrarie, chimiche e valutative utili a contestualizzare adeguatamente le risorse biologiche nel contesto ambientale di riferimento; metodi di analisi mediante attivit di laboratorio nei diversi settori disciplinari e specificamente nel campo del biomonitoraggio; esperienze professionalizzanti mediante attivit formative esterne, quali tirocini, e interne, quali la preparazione di una tesi a carattere sperimentale; e le seguenti competenze: rilevamento, classificazione, analisi, ripristino e conservazione delle componenti biotiche di ecosistemi acquatici e terrestri inquadrandole correttamente nel contesto ambientale generale; monitoraggio e gestione dei sistemi e dei processi ambientali con specifico riferimento alle risorse biologiche; progettazione e gestione di interventi di valutazione, risanamento, restauro e conservazione dellambiente terrestre e marino con particolare riferimento alla componente biotica. SBOCCHI OCCUPAZIONALI E PROFESSIONALI Gli sbocchi occupazionali e professionali sono previsti nei seguenti settori:

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analisi, certificazione e gestione dell'ambiente codificate dalle norme a protezione della qualit di acque (acque interne e marine) e suolo; analisi, conservazione, gestione e monitoraggio delle risorse e dei sistemi ambientali e del territorio, orientati al mantenimento della biodiversit nelle sue diverse componenti e nei suoi diversi livelli funzionali; attivit professionali e di progetto in ambiti correlati con le discipline biologiche nei settori della pubblica amministrazione, dell'industria e della sanit, con particolare riferimento alla conoscenza degli organismi animali e vegetali, dei microrganismi, della biodiversit e dell'ambiente; gestione di parchi e riserve naturali; valutazione della qualit dell'ambiente e produzione di strumenti e servizi finalizzati al suo miglioramento; realizzazione e valutazione di studi di

impatto ambientale e di valutazione strategica; analisi e controllo degli inquinamenti e gestione e controllo di impianti di trattamento di acque reflue, rifiuti solidi, ecc.; progettazione e monitoraggio degli interventi di bonifica e di controllo ambientale; pianificazione, promozione e coordinamento di iniziative orientate allo sviluppo sostenibile. Le prospettive occupazionali del laureato magistrale sono riferibili ad attivit professionali autonome e compiti dirigenziali in ambito pubblico (Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Aziende sanitarie, Agenzie nazionali e regionali per la Protezione dellAmbiente, Parchi, Riserve, ecc.) e privato (aziende, societ, studi professionali, ecc.). Il corso prepara alla seguenti professioni: Ecologi; Ricercatori e tecnici laureati nelle scienze biologiche; Zoologi; Botanici. Il corso articolato in due curricula: AMBIENTE TERRESTRE AMBIENTE MARINO

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Dipartimento di SCIENZE ECOLOGICHE E BIOLOGICHE

attivo solo il I ANNO


(*) I crediti contrassegnati da asterisco sono crediti di laboratorio e corrispondono a 16 ore di lezione frontale. (**) possibile inserire nel proprio piano di studi individuale qualsiasi insegnamento attivato nei corsi di laurea dellateneo, purch congruo con il percorso formativo; i piani di studio sono approvati dal Consiglio di Corso di Studi; attivit di tirocini esterni al Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche, opportunamente documentate, potranno essere riconosciute, su domanda, dal Consiglio di Corso di Studio.

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CORSI DI LAUREA E CORSI DI LAUREA MAGISTRALE AFFERENTI ALLE CLASSI EX D.M. 270/04 Ordinamenti 2009/10

Corso di laurea in SCIENZE BIOLOGICHE


Classe delle lauree in Scienze Biologiche (L-13) (ex DM 270/04)

Ordinamento 2009/10
OBIETTIVI FORMATIVI QUALIFICANTI Il Corso di Laurea di primo livello in Scienze Biologiche si propone di formare giovani laureati che abbiano unadeguata preparazione di base nelle discipline dei diversi settori della biologia. In particolare, i laureati dovranno: possedere unadeguata conoscenza di base dei diversi settori delle scienze biologiche; acquisire metodiche disciplinari di indagine; possedere competenze ed abilit operative ed applicative in ambito biologico; essere in grado di utilizzare efficacemente, in forma scritta e orale, almeno una lingua dellUnione Europea, oltre litaliano, nellambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali; essere in possesso di adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dellinformazione; essere capaci di lavorare in gruppo, di operare con definiti gradi di autonomia e di inserirsi prontamente negli ambienti di lavoro.

PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI I laureati della classe potranno svolgere attivit professionali e tecniche in diversi ambiti di applicazione, quali attivit produttive e tecnologiche in laboratori e servizi a livello di analisi, controllo e gestione. Il laureato potr integrarsi nei diversi ambienti di lavoro, utilizzando la sua preparazione come base duttile da cui partire per approfondire conoscenze specifiche e professionalizzanti; potr altres proseguire gli studi per il conseguimento della laurea specialistica.

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PROVA FINALE La prova finale consister della discussione di un elaborato originale, svolto sotto la guida di un relatore, in cui il candidato descriver le problematiche affrontate e/o le procedure sperimentali usate durante il periodo di attivit formativa.

Laccesso al corso di studio regolato dalle normative vigenti e richiede un diploma di scuola secondaria superiore o altro titolo di studio conseguito allestero riconosciuto idoneo.

Sono attivi il II e III ANNO


(*) I crediti contrassegnati da asterisco sono crediti di laboratorio e corrispondono a 16 ore di lezione frontale. (**) possibile inserire nel proprio piano di studi individuale qualsiasi insegnamento attivato nei corsi di laurea dellateneo, purch congruo con il percorso formativo; i piani di studio sono approvati dal Consiglio di Corso di Studi; attivit di tirocini esterni al Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche, opportunamente documentate, potranno essere riconosciute, su domanda, dal Consiglio di Corso di Studio.

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Corso di laurea in SCIENZE AMBIENTALI


Classe delle lauree in Scienze e tecnologie per lambiente e la natura (L-32) (ex DM 270/04)

Ordinamento 2009/10
OBIETTIVI FORMATIVI Gli obiettivi formativi specifici del corso sono quelli di formare delle figure professionali capaci di affrontare i problemi ambientali, riconoscerli, classificarli ed impostarne la soluzione, in dialogo consapevole e competente con specialisti della Natura, tecnici analitici, imprese, Enti pubblici e opinione pubblica. Al termine del percorso didattico, il laureato in Scienze Ambientali dovrebbe avere acquisito la capacit di un approccio interdisciplinare e sistemico allo studio delle problematiche ambientali, diventando lo specialista di un metodo di lavoro piuttosto che di una singola area disciplinare, in grado di dialogare con professionisti di varia estrazione e di collocare in una visione prospettica i contributi derivanti da ambiti pi specifici e settoriali. PERCORSO FORMATIVO Il percorso formativo mira a far acquisire allo studente le seguenti conoscenze: elementi di base matematica, fisica, chimica, statistica, informatica e lingua inglese; adeguati elementi anche operativi relativamente alla biologia animale e vegetale, genetica, ecologia, microbiologia, biochimica, fisiologia, scienze della Terra, scienza del suolo, diritto e legislazione dellambiente ed economia dellambiente; metodi di analisi mediante attivit di laboratorio nei diversi settori per non meno di 20 Crediti Formativi Universitari; esperienze professionalizzanti mediante attivit formative esterne come tirocini presso aziende, strutture della pubblica amministrazione e laboratori, e stage presso Universit italiane ed estere anche nel quadro di accordi internazionali; le seguenti competenze: rilevamento, classificazione, analisi, ripristino e conservazione di componenti abiotiche e biotiche di ecosistemi naturali, acquatici e terrestri (parchi, riserve naturali, ecc.); analisi, monitoraggio e simulazione di

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sistemi e processi ambientali gestiti dagli esseri umani, nella prospettiva della sostenibilit e della prevenzione, ai fini della promozione della qualit dellambiente; localizzazione, diagnostica, tutela e recupero dei beni ambientali; e le seguenti capacit: capacit per laggiornamento continuo delle proprie conoscenze; capacit di lavorare in gruppo, di operare con autonomia e inserirsi negli ambienti di lavoro; adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dellinformazione; capacit di utilizzare in forma scritta e orale almeno una lingua dellUnione Europea, oltre litaliano, per lo scambio di informazioni. PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI Possibili prospettive occupazionali del laureato sono riferibili ad attivit professionali in diversi ambiti operativi pubblici (Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Aziende Sanitarie, Agenzie nazionali e regionali per la Protezione dellAmbiente, ecc.) e privati (aziende, societ, studi professionali, ecc.) che prevedono: il rilevamento, la classificazione, l'analisi, il ripristino e la conservazione di componenti abiotiche e biotiche di ecosistemi naturali, acquatici (sia acque interne che marine) e terrestri; la gestione di parchi e di riserve naturali, di musei scientifici e di centri didattici; l'analisi e il monitoraggio di sistemi e processi ambientali gestiti dagli esseri umani, nellottica della sostenibilit e della salvaguardia della qualit dell'ambiente; la localizzazione, la diagnostica, la tutela e il recupero dei beni ambientali. Il corso prepara alla professione di: Geologi, meteorologi, geofisici e professioni correlate; Biologi, botanici, zoologi ed assimilati; Tecnici del controllo ambientale. Il corso articolato in due curricula: TERRESTRE MARINO

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Sono attivi il II e III ANNO


(*) I crediti contrassegnati da asterisco sono crediti di laboratorio e corrispondono a 16 ore di lezione frontale. (**) possibile inserire nel proprio piano di studi individuale qualsiasi insegnamento attivato nei corsi di laurea dellateneo, purch congruo con il percorso formativo; i piani di studio sono approvati dal Consiglio di Corso di Studi; attivit di tirocini esterni al Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche, opportunamente documentate, potranno essere riconosciute, su domanda, dal Consiglio di Corso di Studio.

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Corso di Laurea Magistrale in BIOLOGIA CELLULARE E MOLECOLARE


Classe delle lauree magistrali in Biologia (LM-6) (ex DM 270/04)

Ordinamento 2009/2010
OBIETTIVI FORMATIVI Obiettivo principale del corso di Laurea Magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare, classe LM-6 BIOLOGIA, quello di approfondire la preparazione culturale e le conoscenze nel campo della biologia di base ed applicata, coniugata con una approfondita preparazione scientifica e operativa nelle discipline che caratterizzano il corso. Tale obiettivo in linea con il miglioramento del sistema universitario, in relazione al contesto europeo ed internazionale, che prevede un aumento della qualit dellofferta formativa proposta. Infatti, il corso di studio di secondo livello prevede una specializzazione delle conoscenze e competenze rispetto a quelle acquisite nel corso di Laurea di primo livello e fornir una preparazione solida che consentir di affrontare in maniera pi adeguata i vari livelli di lavoro e di professionalit che sono oggigiorno pi impegnativi e complessi. Un altro obiettivo del corso di secondo livello quello di fornire agli studenti la possibilit di acquisire strumenti culturali specifici e metodologie di analisi durante lo svolgimento del lavoro di tesi sperimentale. Tutti i laboratori scientifici di cui si avvale il corso di studio sono in grado di fornire le necessarie competenze in quanto le linee di ricerca presenti in ciascuna struttura sono coerenti con il profilo del corso. Inoltre, le attivit formative prevedono anche esercitazioni di laboratorio dedicate alla conoscenza di metodiche sperimentali e attivit di stage da svolgersi presso altre Universit, Centri di ricerca, laboratori di ricerca pubblica o privata e aziende. Il corso di Laurea Magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare organizzato in due curricula dedicati alla formazione di competenze specifiche ed abilit funzionali ad alta professionalit differenti. Inoltre, la organizzazione in due curricula finalizzato a garantire che lofferta formativa rimanga ampia e variata e che laccesso al corso magistrale risulti possibile a laureati provenienti da pi corsi di Laurea di primo livello, anche appartenenti a classi differenti, in modo tale da valorizzare al massimo la interdisciplinariet. Larticolazione del corso prevede una parte comune che intende fornire al laureato competenze approfondite nel campo della Biologia cellulare, Biologia molecolare, Genetica e Biochimica. Lapprofondimento di tali discipline garantir una solida preparazione in settori importanti per la moderna Biologia che saranno successivamente approfonditi nei due indirizzi.

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In particolare, il curriculum in Biologia dei sistemi cellulari dedicato allapprofondimento dei meccanismi cellulari e molecolari con specifica attenzione a vari sistemi sperimentali ed in particolare alluomo. In particolare sar approfondita: la conoscenza della citogenetica generale, con riferimento particolare alluomo ed ai meccanismi della ereditariet; la conoscenza della biologia e neurobiologia in relazione allo sviluppo in condizioni fisiologiche e patologiche; lo studio e la comprensione dei fenomeni biologici a livello molecolare e cellulare; lo studio e lo sviluppo delle metodologie di indagine scientifica utili per la compresione di fenomeni biologici Il curriculum in Biologia dei sistemi cellulari, inoltre, stato progettato in modo tale da fornire una specificit maggiore per la preparazione di laureati che vogliano proseguire la propria formazione ed affacciarsi al mondo della ricerca scientifica; ci anche in raccordo con i corsi di Dottorato di Ricerca nella stessa area scientifica. Il curriculum Diagnostico-strumentale prevede un approfondimento delle tecnologie emergenti in campo biologico

con particolare riguardo alle metodologie che fanno uso di strumentazioni avanzate. In particolare verranno approfonditi gli studi su: lo studio integrato di genomica e proteomica applicato sia al settore animale che vegetale; le nanotecnologie applicate alle nanoscienze; sviluppo di metodologie basate sullutilizzo delle tecniche microscopiche applicate a vari sistemi sperimentali che spaziano dal mondo vegetale a quello animale; lo sviluppo di metodologie biotecnologiche in campo immunologico ed in generale in biochimica e biologia molecolare. CONOSCENZE Il laureato magistrale in Biologia Cellulare e Molecolare acquisisce competenze approfondite in campo biomolecolare e biomedico; inoltre matura una comprensione integrata dei fenomeni biologici a livello morfologico-funzionale, chimico/biochimico/biofisico, cellulare/ molecolare con riferimento anche a meccanismi di sviluppo e dellereditariet. In particolare i Laureati magistrali in Biologia Cellulare e Molecolare dovranno: avere unottima conoscenza aggiornata delle problematiche biologiche e delle metodologie sperimentali che sono adottate nella ricerca moderna nei campi molecolare e cellulare, al fine di sapere individuare le metodologie e i sistemi biologici pi adeguati per lo studio di specifici fenomeni ed essere in grado di interpretare i dati ottenuti; avere unapprofondita conoscenza della metodologia strumentale, degli strumenti analitici e delle tecniche dacquisizione e analisi dei dati nelle indagini citologiche, biochimiche,

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biomolecolari, fisiologiche e genetiche, nonch padronanza nelle tecniche applicate alla biofisica e alle nanoscienze. acquisire padronanza del metodo scientifico; tale obiettivo sar sostenuto da un attivo coinvolgimento degli studenti nelle attivit di ricerca che attualmente si svolgono nei laboratori dei docenti coinvolti nella laurea magistrale in questione; avere unadeguata conoscenza degli strumenti informatici, quali la consultazione di data base, e lutilizzo di software di allineamento e confronto di sequenze proteiche e di DNA, e di programmi di analisi ed elaborazione di immagine; essere in grado di utilizzare fluentemente in forma scritta ed orale, oltre allitaliano, la lingua inglese come lingua veicolare comunitaria preferenziale. acquisire autonomia lavorativa e quindi essere in grado di gestire la responsabilit di progetti di ricerca nel settore; e le seguenti competenze: competenze ad ampio spettro sulla biologia dei sistemi viventi considerando sia gli aspetti della ricerca di base sia le potenziali applicazioni biotecnologiche. acquisizione di tecniche e di metodologie analitiche innovative per la comprensione dei fenomeni a livello biomolecolare e cellulare, durante lo svolgimento della tesi di laurea magistrale gli studenti acquisiscono la capacit di elaborare e presentare progetti di ricerca, nonch di illustrare i risultati della ricerca; capacit di lavorare in gruppo con autonomia e responsabilit.

PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI attivit di ricerca di base e applicata in campo biologico, biomedico, biologico molecolare, fisiologico, genetico e biofisico in istituti di ricerca pubblici o privati e nelle Universit; accesso a svariati corsi di Dottorato di ricerca e diverse scuole di specializzazione. attivit libero-professionali ed imprenditoriali nellambito delle Scienze della vita in qualit di biologi ed assimilati; attivit professionali e di progetto in ambiti correlati con le discipline biologiche, negli istituti e nei settori dell'industria, della sanit e della pubblica amministrazione; attivit di gestione di laboratori di analisi cliniche, biologiche e microbiologiche, di controllo biologico e di qualit dei prodotti di origine biologica e delle filiere produttive; attivit di promozione e innovazione scientifica e tecnologica nei vari settori della biologia, nonch di gestione e progettazione delle tecnologie. La figura del Biologo professionalmente riconosciuta. Per il laureato Magistrale prevista l'iscrizione all'Albo A dell'Ordine Nazionale dei Biologi (Biologo Senior), previo superamento di un Esame di Stato.

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attivo solo il II ANNO


(*) I crediti contrassegnati da asterisco sono crediti di laboratorio e corrispondono a 16 ore di lezione frontale. (**) possibile inserire nel proprio piano di studi individuale qualsiasi insegnamento attivato nei corsi di laurea dellateneo, purch congrui con il percorso formativo; i piani di studio sono approvati dal Consiglio di Corso di Studi; attivit di tirocini esterni al Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche, opportunamente documentate, potranno essere riconosciute, su domanda, dal Consiglio di Corso di Studio.

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Corso di Laurea Magistrale in CONSERVAZIONE DELLA NATURA


Classi delle lauree magistrali in Scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio (LM-75) e in Biologia (LM-6) (ex DM 270/04)

Ordinamento 2009/2010
OBIETTIVI FORMATIVI Gli obiettivi formativi specifici del corso sono quelli di formare una figura professionale di elevata qualifica e specializzazione capace di affrontare problemi ambientali con un approccio fortemente biologico. Il percorso didattico tende a formare la figura del biologo ambientale, profilo professionale utile a conoscere, classificare e risolvere le problematiche ambientali con approccio sistemico ed interdisciplinare, privilegiando le competenze nella conservazione delle risorse biologiche dellambiente terrestre e marino. CONOSCENZE E COMPETENZE Il corso mira a far acquisire allo studente le seguenti conoscenze: approfondite conoscenze nel campo delle discipline biologiche ed ecologiche, sia di base sia applicate allambiente terrestre e marino; elementi di scienze della Terra, di discipline agrarie, chimiche e valutative utili a contestualizzare adeguatamente le risorse biologiche nel contesto ambientale di riferimento; metodi di analisi mediante attivit di laboratorio nei diversi settori disciplinari e specificamente nel campo del biomonitoraggio; esperienze professionalizzanti mediante attivit formative esterne, quali tirocini, e interne, quali la preparazione di una tesi a carattere sperimentale; e le seguenti competenze: rilevamento, classificazione, analisi, ripristino e conservazione delle componenti biotiche di ecosistemi acquatici e terrestri inquadrandole correttamente nel contesto ambientale generale; monitoraggio e gestione dei sistemi e dei processi ambientali con specifico riferimento alle risorse biologiche; progettazione e gestione di interventi di valutazione, risanamento, restauro e conservazione dellambiente terrestre e marino con particolare riferimento alla componente biotica. SBOCCHI OCCUPAZIONALI E PROFESSIONALI Gli sbocchi occupazionali e professionali previsti sono nei seguenti settori: analisi, certificazione e gestione dell'ambiente codificate dalle norme a

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protezione della qualit di acque (acque interne e marine) e suolo; analisi, conservazione, gestione e monitoraggio delle risorse e dei sistemi ambientali e del territorio, orientati al mantenimento della biodiversit nelle sue diverse componenti e nei suoi diversi livelli funzionali; attivit professionali e di progetto in ambiti correlati con le discipline biologiche nei settori della pubblica amministrazione, dell'industria e della sanit, con particolare riferimento alla conoscenza degli organismi animali e vegetali, dei microrganismi, della biodiversit e dell'ambiente; gestione di parchi e riserve naturali; valutazione della qualit dell'ambiente e produzione di strumenti e servizi finalizzati al suo miglioramento; realizzazione e valutazione di studi di impatto ambientale e di valutazione strategica; analisi e controllo degli inquinamenti e gestione e controllo di impianti di trattamento di acque reflue, rifiuti solidi, ecc.;

progettazione e monitoraggio degli interventi di bonifica e di controllo ambientale; pianificazione, promozione e coordinamento di iniziative orientate allo sviluppo sostenibile. Le prospettive occupazionali del laureato magistrale sono riferibili ad attivit professionali autonome e compiti dirigenziali in ambito pubblico (Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Aziende sanitarie, Agenzie nazionali e regionali per la Protezione dellAmbiente, Parchi, Riserve, ecc.) e privato (aziende, societ, studi professionali, ecc.). Il corso prepara alla seguenti professioni: Architetti, urbanisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio. Biologi, botanici, zoologi ed assimilati; Ricercatori, tecnici laureati ed assimilati. Il corso articolato in due curricula: AMBIENTE TERRESTRE AMBIENTE MARINO

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attivo solo il II ANNO


esame unico esame unico (*) I crediti contrassegnati da asterisco sono crediti di laboratorio e corrispondono a 16 ore di lezione frontale. (**) possibile inserire nel proprio piano di studi individuale qualsiasi insegnamento attivato nei corsi di laurea dellateneo, purch congrui con il percorso formativo; i piani di studio sono approvati dal Consiglio di Corso di Studi; attivit di tirocini esterni al Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche, opportunamente documentate, potranno essere riconosciute, su domanda, dal Consiglio di Corso di Studio.

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DOTTORATI DI RICERCA

DOTTORATO DI RICERCA IN ECOLOGIA E GESTIONE DELLE RISORSE BIOLOGICHE

Coordinatore: Dott.ssa Roberta Cimmaruta E-mail: cimmaruta@unitus.it tel. 0761 357759 Il Dottorato in Ecologia e Gestione delle Risorse Biologiche ha come obiettivo la formazione di giovani laureati alla ricerca scientifica avanzata nel campo dell'ecologia, con particolare attenzione a quegli aspetti che riguardano la gestione sostenibile delle risorse biologiche. Il corso incentrato sull'acquisizione di solide basi culturali che riguardano le teorie fondamentali, i modelli applicativi e le metodiche e tecniche per la ricerca nei settori dellecologia genetica, popolazionistica, di comunit ed ecosistemica. Le strutture di ricerca alle quali fa riferimento il Dottorato in Ecologia e Gestione delle Risorse Biologiche sono numerose e coprono le aree dellecologia di base ed applicata verso le quali il dottorato orientato. Le ricerche di Ecologia molecolare finalizzate alla conservazione

della biodiversit a livello genetico si possono avvalere dei laboratori presenti presso lUniversit della Tuscia (Dip. Scienze Ecologiche e Biologiche - DEB) e La Sapienza di Roma (Dip. Scienze Ambientali DSA); le ricerche di monitoraggio ambientale possono svolgersi presso i laboratori di Ecologia delle Acque, Geologia Applicata e Botanica Sistematica (DEB); per le ricerche sulle risorse genetiche degli animali destinati allallevamento c il laboratorio di Biologia Molecolare per le Produzioni Animali (DIBAF); gli studi di ecologia ecosistemica e funzionale sono condotti presso i laboratori di Ecologia del DSA e del DEB. Molte sono le strutture dedicate alla ricerca in campo marino, con i laboratori di Oceanologia Sperimentale ed Ecologia Marina (DEB, sede a Civitavecchia) per lo studio degli ecosistemi marini e dellecologia acustica; di Microbiologia Marina Applicata (DEB) per la coltivazione ed analisi dei microrganismi marini; di Micologia (DEB) per lanalisi e lisolamento dei funghi acquatici e marini; di Parassitologia del Dipartimento di Scienze di Sanit Pubblica della Sapienza per l'ecologia dei parassiti di organismi acquatici. Inoltre il Centro Ittiogenico Sperimentale Marino delle Saline di Tarquinia (CISMAR - www.cismar.it/) ospita studi sullallevamento di specie marine di interesse conservazionistico e sulletologia di invertebrati marini. Infine, numerosi dottorandi svolgono le loro ricerche presso

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enti di ricerca nazionali, quali ENEA, IRSACNR, ISPRA, IAMC, o universit straniere (Granada, Touluse3, Cardiff). Trattandosi di un dottorato di ricerca, il corso stato strutturato in modo da massimizzare il tempo dedicato allattivit di ricerca sperimentale dei dottorandi, stimolando, al contempo, lapprofondimento di alcune discipline indispensabili e trasversali ai vari settori dellecologia, quali lelaborazione statistica di dati ambientali e la padronanza della lingua inglese. In coerenza con quanto detto, il corso di dottorato prevede: 1) lo svolgimento da parte di ogni dottorando di un programma di ricerca attinente alle tematiche del dottorato, che verr messo a punto dal dottorando stesso assieme al tutor che lo seguir ed indirizzer sia nel lavoro di campo e di laboratorio, sia nellanalisi dei dati per la stesura della tesi. I progressi realizzati saranno valutati annualmente dal Collegio dei Docenti del Dottorato davanti al quale i dottorandi sono chiamati a presentare e discutere i risultati conseguiti; 2) la partecipazione a cicli di seminari su tematiche ecologiche di rilievo, tenuti da ricercatori italiani e stranieri. Sono previsti inoltre corsi specifici per lacquisizione di strumenti informatici a supporto dellanalisi dei dati (programmi open source per lanalisi statistica, GIS, eccetera); 3) la partecipazione ad un corso di statistica per lanalisi dei dati ambientali e ad un corso di lingua inglese di livello base o avanzato. Il Dottorato in Ecologia e Gestione delle Risorse Biologiche orientato a formare nuovi giovani ricercatori abituati a muoversi nellambiente internazionale e quindi sostiene, cofinanziandola, la partecipazione dei dottorandi a congressi

nazionali ed internazionali dove possano abituarsi a presentare e discutere i loro risultati in seno alla comunit scientifica di riferimento. Inoltre ogni anno il dottorato accetta uno o pi studenti da paesi extraeuropei.

DOTTORATO DI RICERCA IN EVOLUZIONE BIOLOGICA E BIOCHIMICA

Coordinatore: Prof.ssa Laura Zucconi E-mail: zucconi@unitus.it tel. 0761 357012 Il Dottorato di Ricerca in Evoluzione Biologica e Biochimica, con sede presso lUniversit della Tuscia, al suo XXVI ciclo. Coordinato dalla Prof.ssa Laura Zucconi, il Collegio dei Docenti composto di 13 docenti di ruolo, afferenti a pi settori scientifico disciplinari (BIO/02, BIO/03, BIO/05, BIO/06, BIO/10, BIO/18), e 4 non di ruolo dellUniversit della Tuscia; oltre 20 sono i Tutor esterni, tra docenti di altre sedi universitarie, anche straniere, ricercatori, esperti, ed altre figure con documentata produzione scientifica, che negli anni hanno seguito lattivit di ricerca dei nostri dottorandi. La Biologia evoluzionistica ha due obiettivi principali: la ricostruzione dei processi evolutivi su scala molecolare, cellulare ed organismica e lo studio dei meccanismi che sono alla base di tali processi. Risulta quindi importante la conoscenza dei vari livelli dellorganizzazione biologica sia animale che vegetale, iniziando dalla cellula germinale per passare allembrione e poi

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alladulto. I dottorandi approfondiscono le tecniche di ricostruzione filogenetica, avvalendosi delle conoscenze morfoecologiche, che sono le pi immediate, e di dati e tecniche pi avanzate di microscopia a scansione e trasmissione, di biochimica e di sequenziamento di DNA. Un altro aspetto che viene approfondito riguarda lequilibrio genetico delle popolazioni, dai microrganismi alluomo, in relazione ai fenomeni di selezione ambientale. Attualmente possibile studiare e quantificare la variabilit genetica e i meccanismi di speciazione molto meglio di quanto fosse possibile in passato. Le nuove tecniche di analisi molecolare metagenomiche stanno permettendo al livello ambientale la determinazione della reale biodiversit microbica delle popolazioni residenti, consentendo di rilevare anche la presenza di microrganismi prima sconosciuti in quanto non coltivabili. Le nuove tecniche di biologia molecolare consentono inoltre di meglio disporre di risorse genetiche di notevoli potenzialit applicative. Il Dottorato in Evoluzione Biologica e Biochimica ha pertanto lo scopo di formare dei ricercatori, con elevata competenza scientifica, che siano in grado di mettere a punto e di applicare tecniche di valutazione della variabilit genetica e degli adattamenti ambientali, che rappresentano i principali gradi dei cambiamenti evolutivi delle singole specie e chiarire i processi evolutivi nelle diverse condizioni. I dottorandi dovranno inoltre essere in grado di individuare e, se del caso, di sviluppare le relative potenziali ricadute applicative. Il percorso formativo articolato in tre anni. Lattivit svolta soggetta a verifiche annuali, consistenti in una relazione scritta ed una orale sullo stato di avanzamento della ricerca. previsto, a seguito di un

periodo di lavoro e ricerca di almeno tre mesi presso un paese della Unione Europea, il rilascio della certificazione di Doctor Europaeus, aggiuntiva al titolo ed al valore nazionale del dottorato. La formazione consiste in cicli seminariali e stage su tematiche di interesse comuni, tenuti da docenti interni ed esterni, anche stranieri, organizzati anche in collaborazione con altri corsi di dottorato. Sono previsti e fortemente consigliati periodi di studio allestero, nonch stage di formazione presso soggetti pubblici e privati della durata minima di 6 mesi. fortemente consigliata la partecipazione a congressi internazionali e la pubblicazione su riviste note al livello internazionale dei risultati delle ricerche svolte nel triennio. La formazione acquisita offre possibilit lavorative presso Universit e centri di ricerca pubblici e privati, insegnamento nelle Scuole Secondarie, libera professione, impiego presso industrie- farmaceutiche in particolare - e ASL.

DOTTORATO DI RICERCA IN GENETICA E BIOLOGIA CELLULARE

Coordinatore: Prof. Giorgio Prantera E-mail: prantera@unitus.it tel. 0761 357419 OBIETTIVI FORMATIVI Il Corso di Dottorato in Genetica e Biologia Cellulare si propone di formare giovani ricercatori con alto livello di professionalit per indagini sull'organizzazione strutturale

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e funzionale del materiale genetico, sulla proteomica, e sulla struttura e fisiologia della cellula e degli organelli intracellulari, in relazione a processi biologici fondamentali quali la regolazione dell'espressione genica, il controllo della proliferazione cellulare, normale e patologica, e il differenziamento. I piani di formazione dei dottorandi sono conseguentemente strutturati in modo da permettere ai dottorandi lacquisizione di metodologie sperimentali adeguate ed innovative per affrontare problematiche di ricerca di base, che allo stesso tempo rappresentano il necessario presupposto a ricerche applicate a livello cellulare e molecolare, in particolare per quanto riguarda le possibili applicazioni biotecnologiche. Particolare impegno viene posto affinch il dottorando consegua capacit di giudizio critico ed un elevato grado di autonomia nell'impostazione della propria ricerca, sotto la guida di un severo rigore metodologico. In questo contesto, viene vivamente caldeggiato il soggiorno dei dottorandi presso qualificati laboratori di ricerca nazionali ed internazionali. Parte integrante dellattivit formativa laddestramento dei dottorandi ad esporre negli appropriati consessi i risultati delle loro ricerche in modo tale da permettere loro lacquisizione di capacit espositive in ambiti scientifici nazionali ed internazionali. Gli obiettivi di cui sopra hanno come traguardo finale la compilazione autonoma da parte dei dottorandi non solo della tesi di laurea ma in particolar modo di pubblicazioni scientifiche.

TEMATICHE DI RICERCA Controllo genetico e molecolare dei fenomeni epigenetici durante lo sviluppo Analisi genetica e dei prodotti genici di cellule pancreatiche in apoptosi Studi inerenti il processo di fecondazione nelle piante superiori e miglioramento genetico delle specie di interesse economico Analisi sperimentale del differenziamento cellulare Proteomica e genomica dei sistemi cellulari vegetali ed animali Meccanismi di difesa delle piante contro stress biotici e abiotici Ingegneria proteica e matabolica Ruolo della latenza virale nelle cellule umane Dissezione genetica del ciclo cellulare meiotico Studio della variabilit genetica di animali da allevamento Analisi funzionale di proteine regolatrici della progressione tumorale Analisi molecolare e funzionale della proteina HIPK2 in relazione allo sviluppo e alla progressione dei tumori Aspetti funzionali di recettori della somatostatina in cellule tumorali neuroendocrine Conservazione del sangue in ambiente anaerobico, vantaggi e prospettive Rilevazione e caratterizzazione molecolare dei contaminanti presenti nel FVIII plasma derivato e ricombinate, fattore XI e immunoglobuline. Rivelazione di fibrosi cistica con tecniche di spettrometria di massa

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GUIDA DELLO STUDENTE Offerta Formativa 2011-2012

MASTER

MASTER di 2 livello MANAGEMENT E FORMAZIONE PER LE ORGANIZZAZIONI COMPLESSE


A.A. 2011/2012 Organizzazione, formazione, comunicazione, bioetica per linnovazione e lumanizzazione delle strutture complesse
LUniversit degli studi della Tuscia di Viterbo e lAzienda Sanitaria Locale di Viterbo S.I.P. Dipartimento di prevenzione, attivano per lAA. 2011-2012 Il Master di Secondo Livello in Management e Formazione per le Organizzazioni Complesse Principio Ispiratore del Master la necessit di formare personale sempre pi ad alto profilo professionale con abilit organizzative e formative di grado elevato, che sia anche teso a quella partecipazione umana e effettiva utile per creare ambienti di lavoro stimolanti e capaci di valorizzare le professionalit di ogni individuo. Il Master rivolto a laureati di secondo livello nelle discipline scientifiche, sanitarie e umanistiche che intendono divenire nellesercizio della loro attivit lavorativa maggiormente consapevoli delle questioni organizzative, gestionale, etiche e della formazione ad essa connesse.

Il percorso di studi vede tra i propri obiettivi: 1. la formazione alle Funzioni di Coordinamento nellambito del Management, realizzata attraverso un percorso didattico teorico-pratico di eccellenza, orientato allacquisizione di una nuova cultura metodologica/organizzativa e allo sviluppo di nuove capacit strategiche, relazionali e tecnico-operative, onde affrontare problemi e situazioni complesse mantenendo lattenzione alla centralit della persona. Il Master rilasciato ai sensi dellart. 3, c.8, del Regolamento di cui al Decreto del Ministero dellUniversit e della Ricerca Scientifica 3 novembre 1999, n 509, e dellarticolo 3, c. 9, del Regolamento di cui al Decreto del Ministero Istruzione, Universit e Ricerca 22 ottobre 2004, n 270 ed interessa, tra gli altri, il profilo delle Professioni Sanitarie ivi comprese quelle di cui allart. 1 Legge 01.02.2006 n 43. 2. la preparazione alle Funzioni di Tutor della Formazione (tutor professionale, supervisore, guida di tirocinio), di cui al D.M.19 febbraio 2009, articolo 4 c. 5 Determinazioni delle classi dei Corsi di laurea per le Professioni Sanitarie, ai sensi del D.M. 22 ottobre 2004 n 270, allinterno dei nuovi contesti in cui viene riconosciuto alla formazione e alla ricerca un ruolo fondamentale. Il Master intende formare professionisti in possesso degli strumenti

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culturali, strategico-metodologici ed operativi per affiancare: (a) i docenti nella progettazione didatticodisciplinare e nella pratica quotidiana nella ricerca di soluzioni orientate e sensibili sia ai molteplici contesti formativi, sia alle necessit di personalizzazione dei curricula; (b) i discenti al fine di facilitarne il percorso formativo. Il Master si svilupper nei due seguenti moduli di lezioni frontali e avr durata di un anno (Gennaio-Dicembre): I Modulo: Educazione e Formazione II Modulo: Organizzazione e Management

Dr. Giorgio Demurtas SPTSReAS-Responsabile Area Formazione ASL Viterbo - Via E. Fermi, 01100 Viterbo Tel. 0761/236773 giorgio.demurtas@asl.vt.it SEGRETERIA AMMINISTRATIVA: Responsabile Dr. Daniele Peroni tel. 0761.357116.357742; fax 0761.357751 peroni@unitus.it Universit della Tuscia www.unitus.it Azienda Sanitaria Locale Viterbo www.asl.vt.it

Limporto complessivo per liscrizione e la partecipazione al Master pari ad 3.000/00, che verranno versate in 3 rate. Per le attivit Gestionali del Master sono utilizzate le sedi del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche. DIRETTORE DEL CORSO: Prof. Dr. Nicol Merendino PRESIDENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO: Dr. Adolfo Pipino SEDE ORGANIZZATIVA: Prof. Nicol Merendino Universit degli Studi della Tuscia Largo dellUniversit snc, 01100 Viterbo, tel. 0761.357133 fax 0761.357751 merendin@unitus.it Dr. Domenico Spera Dr.ssa Maria Elena Cianchi Dipartimento di Prevenzione ASL Viterbo Via E. Fermi, 01100 Viterbo tel. 0761.236731 fax 0761.236732 sipa@asl.vt.it

MASTER di 2 livello ALIMENTAZIONE, NUTRIZIONE, DIETETICA


A.A. 2011/2012
Sono sempre pi consistenti le evidenze scientifiche che legano lo stato di salute e di benessere dell'uomo al tipo di alimentazione seguita, in particolare per quanto riguarda l'insorgenza di malattie di tipo cronico-degenerativo. Il Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell'Universit degli Studi della Tuscia di Viterbo ed il Servizio Igiene Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda U.S.L. di Viterbo hanno attivato un percorso di Master denominato Alimentazione, Nutrizione e Dietetica (AND) diretto alla formazione di figure professionali che operano o intendono operare nel settore dell'alimentazione e della salute pubblica. Il principio ispiratore del Master essenzialmente quello di formare personale sempre pi ad alto profilo professionale che abbia come obiettivo quello di lavorare nella

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GUIDA DELLO STUDENTE Offerta Formativa 2011-2012

protezione e nel mantenimento dello stato di salute e benessere dell'individuo. Il Master rivolto a laureati in diverse discipline scientifiche che intendono divenire, nell'ambito delle loro attivit professionali, maggiormente consapevoli delle conoscenze e delle metodologie attualmente disponibili nel settore dell'alimentazione, della nutrizione umana e delle loro applicazioni in campo pratico e dietetico. Il Master ha una durata di due semestri consecutivi (gennaio dicembre) e larticolazione del Piano di studio prevede tre distinti moduli: I Modulo (Gennaio-Marzo): Alimentazione umana II Modulo (Aprile- Maggio): Nutrizione umana III Modulo (Giugno-Luglio): Dietetica OBIETTIVI DEL MASTER: 1. Formare professionisti in grado di svolgere un ruolo attivo nel settore della produzione e controllo degli alimenti per uso umano, in quello della valutazione dello stato di nutrizione e di salute dell'individuo e/o di gruppi di popolazioni e in quello della elaborazione di regimi dietetici adatti alle diverse condizioni fisiologiche dell'uomo. 2. Creare formatori che costituiscano un canale privilegiato di trasmissione e

divulgazione delle conoscenze nel settore alimentare, nutrizionale e dietetico. 3. Fornire competenze avanzate nel settore delle Scienze dell'alimentazione, della nutrizione umana e in quello della dietetica applicata alle diverse condizioni e situazioni fisiologiche. Limporto complessivo per liscrizione e la partecipazione al Master pari ad 4.000/00, che verranno versate in 3 rate. Per le attivit Gestionali del Master sono utilizzate le sedi del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche DIRETTORE DEL CORSO: Prof. Dr. Nicol Merendino PRESIDENTE DEL COMITATO SCIENTIFICO: Dr. Adolfo Pipino SEDE ORGANIZZATIVA: Prof. Nicol Merendino Universit degli Studi della Tuscia - Largo dellUniversit snc, 01100 Viterbo, tel. 0761.357133 fax 0761.357751 merendin@unitus.it Dr. Domenico Spera Dr.ssa Maria Elena Cianchi Dipartimento di Prevenzione ASL Viterbo Via E. Fermi, 01100 Viterbo tel. 0761.236731 fax 0761.236732 sipa@asl.vt.it SEGRETERIA AMMINISTRATIVA: Responsabile Dr. Daniele Peroni tel. 0761.357116.357742; fax 0761.357751 peroni@unitus.it Universit degli Studi della Tuscia www.unitus.it Azienda Sanitaria Locale Viterbo www.asl.vt.it

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GUIDA DELLO STUDENTE - Parte generale

PARTE GENERALE

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SCADENZE PER GLI STUDENTI

1 AGOSTO 2011 Apertura delle immatricolazioni e delle iscrizioni 8 SETTEMBRE 2011 Scadenze per la presentazione da parte degli studenti delle domande di preiscrizione alle lauree di II livello attivate 5 NOVEMBRE 2011* Scadenza per la domanda di: Immatricolazione Iscrizione ad anni successivi Passaggio ad altro corso di laurea *NOTA BENE: la normativa regionale stabilisce che per usufruire dei benefici offerti da Laziodisu le pratiche delliscrizione devono essere concluse entro il 5 Novembre 31 DICEMBRE 2011 Scadenza per la domanda di trasferimento ad altra Universit 31 MAGGIO 2012 a Scade il termine per il pagamento della 2 rata delle tasse e contributi ESAME DI LAUREA Le domande di ammissione devono essere presentate entro 30 giorni dallesame stesso

www.unitus.it
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GUIDA DELLO STUDENTE - Parte generale

CALENDARIO ACCADEMICO 2011/2012

I SEMESTRE
Inizio lezioni Fine lezioni Inizio vacanze di Natale Fine vacanze di Natale 10 Ottobre 2011 27 Gennaio 2012 23 Dicembre 2011 6 Gennaio 2012 5 Marzo 2012 8 Giugno 2012 6 Aprile 2012 10 Aprile 2012

II SEMESTRE
Inizio lezioni Fine lezioni Inizio vacanze di Pasqua Fine vacanze di Pasqua

SESSIONI DI ESAMI
SESSIONE I SEMESTRE Inizio esami 1 Febbraio2012 Fine esami 2 Marzo 2012 SESSIONE ESTIVA Inizio esami 11 Giugno 2012 Fine esami 27 Luglio 2012 SESSIONE AUTUNNALE Inizio esami 5 Settembre 2012 Fine esami 5 Ottobre 2012 SESSIONE STRAORDINARIA per fuori corso e laureandi Inizio esami 19 Novembre 2012 Fine esami 27 Novembre 2012 ULTIMA SESSIONE A.A. 2011/12 Inizio esami 4 Febbraio 2013 Fine esami 1 Marzo 2013

SESSIONI DI LAUREA
17-18 Luglio 2012 23-24 Ottobre 2012 18 -19 Dicembre 2012 16-17 Aprile 2013

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NORME DI ACCESSO AI CORSI DI LAUREA TRIENNALE E DI LAUREA MAGISTRALE

PROVE DI INGRESSO AI CORSI DI LAUREA TRIENNALE


Limmatricolazione degli studenti a tutti corsi di laurea attivati presso questa Universit per lA.A. 2011/2012 avr piena validit solo se lo studente sosterr la prova d'ingresso per la verifica delle conoscenze, ai sensi dellart. 6 del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270 e in conformit con quanto previsto dagli ordinamenti e dai regolamenti didattici dei singoli corsi di studio. Detta normativa impone di verificare, per mezzo di un test, le conoscenze di base e la preparazione individuale degli studenti che intendono immatricolarsi a un corso di laurea. Il test obbligatorio sebbene la prova non abbia finalit selettive. Lo studente potr comunque immatricolarsi sin dal 1 agosto 2011, dunque anche prima di sostenere il test, fermo restando che liscrizione potr considerarsi perfezionata solo una volta sostenuta la prova di ingresso. Lesito del test non preclude infatti la possibilit di iscriversi ad un corso di laurea ma serve ai Dipartimenti per impostare le attivit di recupero per gli studenti che presentino carenze di preparazione, in modo da rendere pi proficua la frequenza ai singoli corsi di studio. I candidati che non supereranno la prova dovranno assolvere obblighi formativi

aggiuntivi stabiliti dai Dipartimenti da soddisfare nel primo anno di corso. A tale scopo il Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche attiver a partire da settembre 2011 una serie di PRECORSI relativi alle discipline di Chimica, Fisica, Matematica e Biologia. LE PROVE DI INGRESSO SI SVOLGERANNO NEI GIORNI: CdL in SCIENZE BIOLOGICHE 07-08 settembre 2011 inizio ore 9.00 15 settembre 2011 solo pomeriggio 05 ottobre 2011 inizio ore 9.00 20 dicembre 2011 inizio ore 9.00 CdL in SCIENZE AMBIENTALI 09 settembre 2011 inizio ore 9.00 15 settembre 2011 solo pomeriggio 06 ottobre 2011 inizio ore 9.00 20 dicembre 2011 inizio ore 9.00 PRESSO IL CENTRO LINGUISTICO DI ATENEO (CLA) situato in Via Santa Maria in Gradi n. 4, VITERBO Per sostenere la prova dingresso ai corsi di laurea lo studente dovr effettuare una preiscrizione on line e un versamento di 15,00 sul c.c.p. n. 10518017 intestato a Universit degli studi della Tuscia indicando sul bollettino come causale iscrizione prova dingresso corsi di studio.

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GUIDA DELLO STUDENTE - Parte generale

Gli studenti dovranno esibire la ricevuta del versamento assieme a un documento didentit in occasione della prova. Lesito sar comunicato on line contestualmente allinteressato e alle Segreterie studenti.

PROVE DI INGRESSO AI CORSI DI LAUREA MAGISTRALE


Liscrizione ai corsi di laurea magistrale condizionata: 1) al possesso dei requisiti curriculari previsti per ciascun corso di studio. 2) alla verifica delladeguatezza della preparazione personale, secondo modalit stabilite dai regolamenti didattici dei singoli corsi di studio e rese note nei siti web dei Dipartimenti. Considerato che il D.M. n. 270/04 non prevede liscrizione al corso di laurea magistrale con debiti formativi (CFU), lo studente potr sostenere la prova di ingresso solo se in possesso dei requisiti curriculari. Lo studente, anche quello proveniente da altro Ateneo, potr colmare le eventuali lacune iscrivendosi, presso la Segreteria Studenti, a corsi singoli legati ai settori scientifico-disciplinari in cui deve recuperare CFU e sostenere i relativi esami prima della prova di ingresso per liscrizione al corso di studio. In tal caso gli studenti verranno esonerati dal versamento del contributo di iscrizione al corso singolo. Potranno sostenere la prova di ingresso ai corsi di laurea magistrale, sotto condizione e fermo restando il necessario possesso dei requisiti curriculari, anche gli studenti non ancora in possesso della laurea triennale

che presentino domanda cautelativa per laurearsi entro il 30 dicembre 2011. Liscrizione al corso dovr essere perfezionata entro il 15 gennaio 2012. Gli studenti che intendono sostenere la prova di verifica della preparazione personale e in vista delliscrizione ai corsi di laurea magistrale dovranno presentare la domanda di preiscrizione alla Segreteria Studenti almeno 5 giorni prima della data fissata dal Dipartimento per lo svolgimento della prova a cui intendono sottoporsi allegando: (per gli studenti gi in possesso di laurea triennale) il certificato di laurea comprensivo degli esami sostenuti con lindicazione dei crediti acquisiti e i relativi settori scientifico-disciplinari; (per i laureandi) il certificato degli esami sostenuti e da sostenere, con lindicazione dei crediti acquisiti e da acquisire e i relativi settori scientificodisciplinari. Gli studenti saranno informati dellesito per posta elettronica. LE PROVE DI INGRESSO SI SVOLGERANNO NEI GIORNI: CdLM in BIOLOGIA MOLECOLARE 12 settembre 2011 19 dicembre 2011 CELLULARE ore 10.00 ore 10.00 E

CdLM in CONSERVAZIONE DELLA NATURA 13 settembre 2011 ore 10.00 20 dicembre 2011 ore 10.00 PRESSO I LOCALI DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECOLOGICHE E BIOLOGICHE, Largo dellUniversit s.n.c. , VITERBO

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NORME PER LO SVOLGIMENTO DI PROVA FINALE E TESI

NORME PER LO SVOLGIMENTO DELLA PROVA FINALE PER I CORSI DI LAUREA TRIENNALE
La tesi di laurea deve essere svolta nellambito di un argomento attinente alle finalit didattiche e culturali dei diversi corsi di studio del Dipartimento e consiste in un elaborato originale, scritto a cura dello studente, di tipo compilativo, compilativo-sperimentale, tecnico o sperimentale. Il lavoro di tesi pu anche consistere in una relazione su una attivit svolta durante stages o presso strutture esterne allAteneo. La pertinenza della tesi, il contenuto e la stesura della stessa sono controllati da un Relatore responsabile, nominato dal relativo CCS fra i Docenti del Dipartimento. Nel caso di tesi interdisciplinari e esterne, in aggiunta al Relatore responsabile, possibile la nomina di un Correlatore. La richiesta di assegnazione della tesi deve essere inoltrata, su apposito modulo, dallo studente alla Segreteria studenti almeno cinque mesi prima della data prevista per la Laurea; la successiva assegnazione della tesi e del Docente relatore avverr almeno tre mesi prima della data suddetta. Una volta completata la stesura, lo studente dovr consegnare copie della tesi alla Segreteria studenti, al relatore e al Correlatore, se previsto; lo studente dovr redigere un riassunto (due pagine al

massimo) della stessa tesi, da consegnare, tramite la Segreteria studenti, a tutti i membri della Commissione di Laurea. Le tesi vanno rilegate in verde, colore tradizionalmente utilizzato per le Facolt di Scienze MM.FF.NN.

NORME PER LO SVOLGIMENTO DELLA TESI SPERIMENTALE DI LAUREA MAGISTRALE


A. I docenti del Dipartimento assegnano, su richiesta degli interessati e sulla base delle capacit ricettive dei laboratori di propria competenza, tesi sperimentali di laurea agli studenti dei corsi di laurea specialistica. I Consigli di Corso di Studio provvederanno, ove necessario, a reperire strutture di ricerca disponibili per lo svolgimento di tesi sperimentali per garantire tale opportunit a tutti gli studenti delle lauree specialistiche. B. Laddove lo studente scelga di preparare la tesi sperimentale di laurea in un laboratorio il cui responsabile non sia un docente del DEB, egli dovr, contestualmente, ottenere lapprovazione di un docente del Dipartimento (titolare di materia affine alla tematica prescelta) che si assumer lonere di seguire lo studente nelle varie fasi del lavoro di tesi e di fungere da relatore ufficiale del Dipartimento nella relativa seduta dell'esame finale degli esami di Laurea. In

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GUIDA DELLO STUDENTE - Parte generale

questo caso, il responsabile esterno (docente e/o ricercatore) al Dipartimento assumer il ruolo di correlatore e parteciper alla seduta degli esami di Laurea durante la discussione della tesi. In qualit di correlatore, egli fornir il suo giudizio sul lavoro svolto dal candidato ma non potr partecipare alla formulazione del giudizio finale (voto di Laurea). C. La domanda per lo svolgimento della tesi sperimentale di laurea va redatta, su apposito modulo (disponibile presso la Segreteria Studenti) e dovr riportare la firma (per accettazione) del docenteresponsabile del Dipartimento (relatore) sotto la cui direzione il candidato intende svolgere il lavoro di tesi. Nel caso in cui il lavoro di tesi venga condotto sotto la guida di un responsabile esterno (correlatore) la domanda dovr essere firmata anche da questultimo. La domanda va indirizzata al Direttore del Dipartimento che provveder a trasmetterla al CCS per la relativa approvazione e registrazione. D. La preparazione della tesi, di norma a carattere sperimentale o che comunque apporti un contributo originale, comporta la frequenza di almeno 1 anno presso un laboratorio sotto la guida del relatore o del responsabile esterno. Se lattivit sperimentale del laureando viene eseguita da un esperto della materia qualificato, non abilitato a fungere da relatore, a giudizio di questultimo, lesperto pu essere designato correlatore e partecipare alla relativa seduta di esame di laurea con gli stessi compiti del responsabile esterno. E. Durante lo svolgimento della tesi e sotto la guida del relatore (o correlatore), sar cura dello studente acquisire le basi culturali per una consapevole conduzione

del suo lavoro; ci avverr attraverso la consultazione bibliografica, la conoscenza della specifica letteratura scientifica e attraverso la partecipazione a seminari, conferenze, stage, etc., organizzati nellambito del gruppo di ricerca, dei dipartimenti o nelle strutture esterne. F. Almeno sei mesi prima della data presunta per lesame di Laurea, il Presidente del CCS proporr al Direttore del DEB il nominativo di un controrelatore scelto tra i docenti del Dipartimento. Sar cura dei laureandi incontrare in tempi brevi, e non pi tardi di 3 mesi prima della data presunta per lesame di laurea, il controrelatore per informare della tematica affrontata durante il lavoro sperimentale e degli eventuali risultati raggiunti. In quella sede il controrelatore, se lo riterr necessario, concorder con il candidato il calendario dei futuri colloqui. G. Almeno 20 giorni prima della seduta dellesame di Laurea, lo studente dovr preparare tre copie dattiloscritte del lavoro di tesi. Le copie, debitamente firmate dal candidato medesimo, dal relatore e dal correlatore (ove esistente), saranno cos distribuite: 1 copia al controrelatore; 1 copia al relatore; 1 copia alla Segreteria studenti. Inoltre, 1 copia della tesi dovr essere presentata alla Biblioteca su supporto informatico (CD) insieme al frontespizio e un breve riassunto contenente fino a 5 parole chiave. H. Il dattiloscritto della tesi sperimentale, rilegato in verde, dovr essere presentato in forma di lavoro scientifico, redatto secondo le modalit previste dalle maggiori riviste scientifiche a carattere internazionale.

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INSEGNAMENTI LIBERI O ATTIVIT FORMATIVE A SCELTA

Con questi nomi vengono indicate le attivit formative autonomamente scelte dallo studente. Lo studente dovr operare tale scelta in modo logico, per completare il proprio percorso formativo o arricchirlo di esperienze comunque utili e coerenti con il proprio piano di studi. In pratica le attivit libere potranno consistere in: a. Qualsiasi insegnamento programmato da questo Dipartimento o da altri Dipartimenti dellAteneo non presente nel proprio corso di studi. In questo caso i crediti acquisiti e le modalit per la verifica della preparazione sono quelli relativi allinsegnamento prescelto; lattivit sar chiaramente corredata dal voto. b. Attivit programmate in altri Atenei o altre istituzioni culturali, purch formalmente certificate e purch prevedano una valutazione finale. In questi casi lo studente inoltrer richiesta al Presidente del Consiglio di Corso di Laurea per il riconoscimento della validit dellattivit proposta e lassegnazione del numero dei crediti. Al termine dellattivit, lo studente presenter al Presidente del CCL la relativa certificazione per averne riconosciuti i crediti. Lattivit potr essere corredata dal voto o senza voto, ma sempre necessaria una valutazione finale. Esempi di attivit formative extrauniversitarie: corsi di lingua (oltre allinglese);

corsi di formazione professionale organizzati da Enti pubblici o privati, centri culturali, ecc.; corsi di aggiornamento. c. Attivit programmate nellambito dellAteneo o addirittura nellambito del Dipartimento stesso (seminari, convegni, corsi teorici pratici) di cui il Dipartimento abbia deliberato il riconoscimento individuando il numero di crediti corrispondenti. In questo caso basta presentare apposita domanda di riconoscimento alla Segreteria studenti corredata della certificazione di avvenuta partecipazione allattivit indicata. Lattivit potr essere corredata dal voto o senza voto, ma sempre necessaria una valutazione finale.

N.B. possibile chiedere riconoscimento anche di attivit gi espletate, anche in tempi pre-universitari, ancorch non siano state gi utilizzate per acquisire crediti scolastici.

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GUIDA DELLO STUDENTE - Parte generale

STAGE O TIROCINIO

Sono le attivit comunque utili per linserimento nel mondo del lavoro, nonch attivit formative volte ad agevolare le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del settore lavorativo cui il titolo di studio pu dare accesso, tra cui, in particolare, i tirocini formativi di orientamento (D.M. 3.11.99 n. 509, art. 10 c1f). Lo studente libero di scegliere presso quale struttura pubblica o privata svolgere le attivit di tirocinio/stage, tenendo presente che in questa tipologia formativa ad 1 credito corrispondono 25 ore di attivit. In pratica le attivit di tirocinio/stage potranno consistere in: a. Partecipazione ad attivit di tirocinio/stage o ad escursioni didattiche organizzate dai docenti del Dipartimento. In questo caso sufficiente la prenotazione allattivit seguendo poi le istruzioni comunicate dai responsabili dellattivit. b. Frequenza di strutture pubbliche o private con le quali sono in atto specifiche convenzioni (vedere elenco allegato). In questi casi necessario contattare la struttura per verificare la disponibilit di posto, quindi ritirare e compilare apposito modulo presso la Segreteria del Dipartimento (vedi oltre). c. Frequenza di qualsiasi altra struttura pubblica o privata disponibile ad ospitare studenti per attivit formativa di tirocinio/stage. In questi casi, in aggiunta

alle modalit riportate al punto precedente, necessario avere lapprovazione preventiva del Consiglio di Corso di Studio, facendone richiesta al Presidente (vedi oltre). d. Frequenza di laboratori del Dipartimento o di altri Dipartimenti o Strutture dellAteneo. In tal caso il responsabile del laboratorio o della struttura seguir direttamente o tramite un collaboratore le attivit dello studente, rilasciando al termine un attestato della frequenza e delle attivit svolte. In alcuni corsi di laurea previsto un limite massimo al numero di crediti di stage che possono essere svolti presso strutture interne allAteneo.

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STRUTTURE CON LE QUALI SONO ATTIVATE CONVENZIONI PER TIROCINI DI FORMAZIONE ED ORIENTAMENTO
(ai sensi dellart. 18 della legge n. 196 del 24 Giugno 1997) La ex Facolt di Scienze MM.FF.NN. si attivata per promuovere convenzioni di tirocinio/stage con soggetti pubblici e privati presenti sul territorio in ambito provinciale, regionale e nazionale. Tali strutture potranno essere utilizzate dagli studenti afferenti ai corsi di laurea di pertinenza del DEB. I Soggetti sono stati selezionati in base alle rispondenze dellattivit da essi promossa con i corsi di studio e le finalit dei corsi stessi. In particolare si cercato di coinvolgere strutture ed enti che potessero fornire agli studenti una preparazione professionalizzante e che potessero costituire un possibile sbocco occupazionale. ASL Azienda Sanitaria Locale di Via Enrico Fermi n.15 (VITERBO) Complesso Ospedaliero San Giovanni Addolorata - Via Amba Aradam n.9 (ROMA) Azienda Unit Sanitaria Locale Roma F (CIVITAVECCHIA) Azienda ospedaliera S. Maria - P.le Tristano di Joannuccio n.1 (TERNI) Casa di Cura Villa Immacolata - San Martino del Cimino (VITERBO) Casa di Cura Villa Rosa (VITERBO) Casa di Cura Salus (VITERBO) Ospedale San Filippo Neri - Piazza S. Maria della Piet n. 5 (ROMA)

Ospedale San Carlo - Via Potito Petrone (POTENZA) Liceo Scientifico Statale Paolo Ruffini Via della Verit n.8 (VITERBO) Universit degli Studi di PERUGIA Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regione LAZIO e TOSCANA - Via Appia Antica n. 1411 (ROMA) I.A.T. Istituto Analitico Tuscanese - Via Verona (TUSCANIA) Comune di ROMA, Dip. IV Politiche Culturale - Piazza Capitelli n. 7 (ROMA) Comune di ROMA, Dip. X Politiche Ambientali ed Agricole - Via Cola di Rienzo n. 23 (ROMA) Municipio ROMA, 1 Centro Storico del Comune di ROMA - Via Giulia (ROMA) Museo del Fiore - P.zza G. Fabrizio n. 17 (ACQUAPENDENTE) Ministero delle Infrastrutture e Trasporti - Via Nomentana N. 2 (ROMA) Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - Corpo Forestale dello Stato - Via Carducci n.5 (ROMA) Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - Corpo Forestale dello Stato - Borgo Fogliano (LATINA) Coldiretti - Viale F. Baracca n. 81 (VITERBO) Tribunale - Via Falcone e Borsellino n. 41 (VITERBO) Research Toxicology (POMEZIA) Centre S.P.A.

Novamont - Via Fausern. 8 (NOVARA) Novartis Vaccines Instituto for Global Healfh - Via Fiorentina n. 1 (SIENA) Studio Ambiente Green Promotion - Via Romeo Tacchi n. 24 (CAPRAROLA)

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GUIDA DELLO STUDENTE - Parte generale

Associazione Ecologica per la Conservazione della Natura, Sede Stradale S. Elia n.4 (CAPRANICA VT) Parco Nazionale D' Abruzzo, Lazio e Molise - Via S. Lucia (L'AQUILA) Consorzio tra i Comuni di Manzano Romano e Calcata per la gestione del Parco Suburbano Valle del Treja, sede (MANZANO ROMANO) ARPA - Via Pievaiola Localit San Sisto (PERUGIA), Arpa Lazio -Via Monte Zebio (Viterbo), sede legale (RIETI) Ambito Territoriale di Caccia (A.T.C.) Associazione "Tuscia Sud" Amministrazione Provinciale di Viterbo Via Saffi n. 49 (VITERBO) Riserva Naturale Regionale Lago di Vico Via Filippo Nicolai n. 2 (VITERBO) Azienda Nuova Azzurra - Via Pacinetti n. 27 (ROMA) Legambiente Onlus - Via Salaria n. 403 (ROMA) Parco Naturale Regionale di Veio - Via F. Cavolotti n. 18 00063 Campagnano di Roma (RM) Parco Naturale Regionale di BraccianoMartignano - Via Saffi n. 4/a (BRACCIANO) Comunit Montana Alta Tuscia Laziale Via Carmine n. 23 (VITERBO) Azienda Naturale (ACQUAPENDENTE) Monte Rufeno

CSeA - Via Beato Giacomo n. 1 (VITERBO) ISRIM - Loc. Pentina Bassa n. 21 (TERNI) CO. BA.L.B. Sede Legale (BOLSENA) ISAC Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima - Via del Fosso del Cavaliere n.100 (ROMA) AQSMare - Via Aldo Moro di Levante n. 1, Fiumicino (ROMA) TERNA - Via Arno n. 64 (ROMA) ARPAM Agenzia Regionale per la Protezione Ambiente delle Marche - Via dei Caduti del lavoro n. 40 (ANCONA) Coni Servizi - Via Largo de Bosis n. 15 (ROMA) A.R.S.IA.L. - Via RodolfoLanciani n. 38 (ROMA) EUROCONTROLLI - Via Monte Bianco n. 63 (VITERBO) Istituto di Istruzione Superiore "F. Agosti" - Viale F. Agosti n. 7 (ACQUAPENDENTE) Consiglio Nazionale delle Ricerche Universit degli Studi Roma Tre - Via Ostiense n. 159 (ROMA) Consiglio del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati Via Arenula n. 71 (ROMA) IMC Centro Marino Internazionale - Loc. Sa Mardini n. 09072, Torregrande (ORISTANO) Societ Abies Alba Soc. Coop - Vicolo del Castello n. 14, Piancastagnaio (SIENA) Agenzia Nazionale per li Nuove Tecnologie, l'energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile - Lungo Tevere Grande Ammiraglio Thaon di Revel n. 76 (ROMA) Riserva Naturale Regionale Monterano Piazza Tubigen n. 1, Canale Monterano (ROMA)

CNR-IBAF (Istituto di Biologia Agroambientale e Forestale) PORANO Via Marconi n.2 (TERNI) CYPRAEA - Via Marco Enrico Bossi n. 1 (ROMA) CNR-IAMC Istituto Ambiente Marino e Costiero - Via Aldo Moro n. 7 (ORISTANO)

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@gmTrust Organismo di Certificazione Via XXIV Maggio n. 150, Grottaferrata (RM) Societ UMANA S.p.A. - Via Colombara n.113, Marghera Venezia (VE) Ricerca sul Sistema Energetico - RSE S.p.A. - Via R. Rubattino n. 54 (MILANO) Lelenco, continuamente aggiornato, di tutte le convenzioni attivate esposto presso la bacheca della Segreteria Studenti. Presso lUfficio di Presidenza gli studenti possono recarsi per ricevere qualsiasi informazione in proposito e per ritirare la modulistica da compilare per attivare il tirocinio presso la struttura da loro prescelta. La modulistica da compilare per ciascun tirocinio prevede la specifica del periodo, delle attivit da svolgere, obblighi e diritti del tirocinante, nonch ovviamente quelli del Soggetto ospitante. prevista la figura di un Tutor aziendale e di un Tutor Universitario. Il Soggetto ospitante, alla fine del tirocinio, rilascia allo studente un certificato che

illustra non solo le attivit svolte e le competenze dimostrate, ma pure la capacit di operare in attivit di gruppo e le conoscenze acquisite. Tale certificazione viene poi inviata, tramite sempre lUfficio di Presidenza, al Consiglio di Corso di Studio che traduce in crediti formativi il periodo di tirocinio svolto dallo studente. Non tutti i tirocini svolti dagli studenti prevedono una convenzione tra Universit e Soggetto ospitante. Agli studenti infatti data la possibilit di svolgere tirocini anche presso strutture non convenzionate previa apposita richiesta di autorizzazione da inoltrare al Consiglio di Corso di Studio. Alla richiesta, da presentare presso la Segreteria Studenti, va allegata tutta la documentazione necessaria affinch il Consiglio possa valutare la rispondenza tra le attivit promosse dal Soggetto ospitante e le finalit didattiche proprie del corso di studio a cui lo studente richiedente appartiene.

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GUIDA DELLO STUDENTE - Parte generale

NUOVO ORDINAMENTO DIDATTICO: NORMATIVA

DECRETO MINISTERIALE 22 SETTEMBRE 2010 n. 17 Requisiti necessari dei corsi di studio


VISTO il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni; VISTO l'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 e successive modificazioni e integrazioni; VISTI gli artt. 1 e 2 della legge 19 ottobre 1999, n. 370; VISTO il D.M. 22 ottobre 2004, n. 270, con il quale stato approvato il regolamento sull'autonomia didattica degli Atenei in sostituzione del D.M. 3 novembre 1999, n. 509 e, in particolare, l'art. 9, il quale prevede che: - (comma 2) "le Universit attivano i corsi di studio nel rispetto dei requisiti strutturali, organizzativi e di qualificazione dei docenti dei corsi determinati con decreto del Ministro"; - (comma 3) "l'attivazione dei corsi di studio di cui al comma 2 subordinata all'inserimento degli stessi nella Banca dati dell'offerta formativa, sulla base di criteri stabiliti con apposito decreto ministeriale"; VISTO l'art. 1-ter, comma 1, del decreto legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, il quale prevede che "le Universit adottano programmi triennali coerenti con le linee

generali di indirizzo definite con decreto del Ministro", con riferimento, fra l'altro a "i corsi di studio da istituire e attivare nel rispetto dei requisiti minimi essenziali in termini di risorse strutturali ed umane, nonch quelli da sopprimere"; VISTO il decreto legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286; VISTO, in particolare, l'art. 2, commi 138142, della legge n. 286/2006, che, nel prevedere la costituzione "dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR)", dispone (comma 141) che, a decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di istituzione dell'ANVUR di cui al comma 140, contestualmente alla effettiva operativit della stessa, soppresso il CNVSU; VISTO il D.P.R. 1 febbraio 2010, n. 76, con il quale stato adottato il regolamento di istituzione dell'ANVUR e in particolare: l'art. 2, comma 4, il quale dispone che l'ANVUR "svolge, altres, i compiti di cuiall'art. 1-ter del decreto legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertitodalla legge 31 marzo 2005, n. 43.gi attribuiti al Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario"; l'art. 14, comma 2, il quale dispone che "a decorrere dalla data di insediamento del Consiglio direttivo (dell'ANVUR) e della nomina del Presidente sono soppressi (fra

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l'altro) il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario"; l'art. 14, comma 3, il quale dispone che "allo scopo di facilitare la gestione della fase transitoria, i Presidenti (fra l'altro) dei soppressi Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario. fanno parte.del Consiglio direttivo (dell'ANVUR) durante il primo anno di attivit; CONSIDERATO che, in relazione a quanto previsto dall'art. 2, comma 141, della legge n. 286/2006 e dall'art. 14, commi 2 e 3, del D.P.R. n. 76/2010, i compiti attribuiti ai fini del presente decreto all'ANVUR sono svolti dal CNVSU fino alla data di insediamento del Consiglio direttivo e della nomina del Presidente della stessa; CONSIDERATO che presso il Ministero stata costituita la Banca dati dell'offerta formativa con procedura telematica di trasmissione delle informazioni, suddivisa nelle seguenti sezioni: RAD (Regolamenti Didattici di Ateneo), relativa agli ordinamenti didattici dei corsi di studio; Off.F. (Offerta Formativa), relativa alla attivazione dei corsi di studio, che viene annualmente ridefinita; Off.F pubblica, anch'essa annualmente ridefinita, volta a fornire allo studente e agli altri soggetti interessati le informazioni necessarie sull'offerta didattica delle Universit; VISTO il D.M. 27 gennaio 2005, n. 15 e successive modificazioni, recante disposizioni per la costituzione della Banca Dati dell'offerta formativa delle Universit e sulla verifica del possesso dei requisiti minimi quale condizione per l'attivazione dei corsi di studio universitari; VISTI i DD.MM. 16 marzo 2007, con i quali sono state ridefinite, ai sensi del predetto

decreto n. 270/2004, le classi dei corsi di laurea e dei corsi di laurea magistrale; VISTO il D.M. 26 luglio 2007, n. 386, con il quale sono state individuate le linee guida per l'istituzione e l'attivazione da parte delle Universit dei corsi di laurea in attuazione dei DD.MM. 16 marzo 2007; TENUTO CONTO dei documenti predisposti dal Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario - CNVSU (doc. 17/01; doc. 12/02; doc. 3/03; doc. 3/04; doc. 19/05; doc. 7/07); VISTO il D.M. 31 ottobre 2007, n. 544, con il quale sono state adottate disposizioni in ordine ai requisiti necessari quali condizione per l'attivazione dei corsi di studio universitari nelle classi di cui ai predetti DD.MM. 16 marzo 2007, al fine, tra l'altro, di: a. assicurare, nell'interesse pubblico (e degli studenti in particolare), un livello minimo essenziale di risorse di docenza qualificata, per consentire il corretto funzionamento dei corsi di studio; b. correggere le tendenze negative, correlate alla proliferazione di corsi di laurea e di laurea magistrale; CONSIDERATO che i requisiti necessari di cui al D.M. n. 544/2007 hanno assicurato quanto indicato alla predetta lettera a., mentre, come risulta dalla sezione Off.F. della predetta Banca dati dell'offerta formativa negli anni accademici per i quali tale D.M. ha trovato applicazione, non risulta che gli stessi abbiano portato progressi significativi in ordine a quanto indicato alla lettera b.; VISTO l'art. 66, comma 13, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, il quale ha, fra l'altro, previsto le modalit con le quali il sistema universitario statale partecipa agli obiettivi di contenimento della spesa pubblica;

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VISTO l'art. 2 (Misure per la qualit del sistema universitario) del decreto legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, il quale prevede che a decorrere dal 2009 una parte delle risorse rese disponibili sul fondo di finanziamento ordinario delle Universit statali sia ripartita "al fine di.migliorare l'efficacia e l'efficienza nell'utilizzo della risorse" con riferimento anche all'offerta formativa delle stesse; RITENUTO che, al fine di conseguire i predetti obiettivi: a. non sufficiente che sia assicurato, nell'interesse pubblico (e degli studenti in particolare), ai corsi di studio il livello di docenza di ruolo che consente il corretto funzionamento dei corsi di studio; b. ma altres necessario che siano disattivati i percorsi formativi non essenziali e sia resa pi razionale l'organizzazione delle attivit didattiche; RITENUTO, in relazione anche a quanto previsto dall'art. 66, comma 13, della legge n. 133/2008 e dall'art. 2 della legge n. 1/2009 di dovere intervenire relativamente al punto b.; TENUTO CONTO che quanto previsto dalle predette due leggi riguarda esclusivamente le Universit statali e che, a differenza di quanto avviene per tali Universit, il funzionamento delle Universit non statali sostenuto in misura assai ridotta da risorse statali; RITENUTO pertanto alla luce delle predette considerazioni, di intervenire in ordine al predetto punto b., in maniera differenziata per le Universit statali e per le Universit non statali; VISTA la ministeriale n. 91 del 5 maggio 2009, con la quale il Ministero ha fornito alle Universit non statali indicazioni sui requisiti di docenza dei propri corsi di studio;

VISTA la ministeriale n. 160 del 4 settembre 2009, con la quale il Ministero ha illustrato i principi e i contenuti generali degli interventi che lo stesso intende attuare per la ulteriore razionalizzazione e qualificazione dell'offerta formativa universitaria; VISTE le note del CNVSU n. 547 del 5 novembre 2009 e n. 640 del 18 dicembre 2009, in ordine a quanto contenuto nelle note n. 91 del 5 maggio 2009 e n. 160 del 4 settembre 2009; RITENUTO di dovere adottare un nuovo D.M. i cui contenuti sostituiscono quelli del D.M. n. 544/2007, nei termini temporali indicati dall'art. 1 dello stesso;

DECRETA

Art. 1 AMBITO DI APPLICAZIONE 1. I requisiti di cui al presente decreto trovano applicazione per tutti i corsi di laurea e di laurea magistrale nelle classi di cui ai DD.MM. 16 marzo 2007 ed ai D.I. (Istruzione, Universit e Ricerca - Lavoro, Salute e Politiche Sociali) 19 febbraio 2009 e D.M. 8 gennaio 2009, fatto salvo quanto indicato all'art. 12, commi 3 e 5. 2. Fatto salvo quanto indicato all'art. 6 ed all'art. 12, commi 1 e 2, i termini temporali per l'applicazione del presente decreto sono stabiliti con il D.M. relativo alle linee generali d'indirizzo della programmazione delle Universit per il triennio 2010-2012, in coerenza con l'attuazione del quadro generale delle indicazioni operative previste da tali linee generali d'indirizzo finalizzato alla razionalizzazione e alla qualificazione dell'offerta formativa.

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Art. 2 QUADRO DEI REQUISITI NECESSARI 1. Ai fini di quanto disposto dall'art. 9, comma 2, del D.M. n. 270/2004, i requisiti necessari per l'attivazione annuale dell'offerta formativa degli Atenei statali e non statali riguardano: a) i requisiti di trasparenza e le condizioni necessarie per una corretta comunicazione rivolta agli studenti e a tutti i soggetti interessati relativamente alle caratteristiche dei corsi di studio attivati; b) i requisiti per la assicurazione della qualit dei processi formativi; c) i requisiti di strutture e di docenza di ruolo che devono essere disponibili per sostenere i corsi e il grado di copertura necessario relativamente ai settori scientifico-disciplinari che caratterizzano tale docenza; d) le regole dimensionali relative agli studenti sostenibili per ciascun corso di studio; e) i requisiti organizzativi, per garantire la razionale organizzazione e la effettiva sostenibilit dei corsi di studio. 2. I requisiti di cui al comma 1 sono preordinati ad indirizzare le azioni delle Universit statali e non statali nelle seguenti tre fasi di definizione della propria offerta formativa: a. attivit di progettazione e riprogettazione dei corsi di studio; b. attivit correlate all'attivazione dei corsi di studio; c. funzionamento effettivo del corso di studio, anche ai fini dell'attribuzione delle risorse ministeriali. 3. I dati relativi ai predetti punti a., b. e c. sono evidenziati, rispettivamente, nelle sezioni RAD, Off.F. e Off.F. pubblica della Banca dati dell'offerta formativa. L'ANVUR fornisce ai Nuclei di valutazione le indicazioni operative per le attivit di

valutazione di loro competenza e procede al monitoraggio delle stesse. Art. 3 REQUISITI DI TRASPARENZA 1. Per i fini di cui all'art. 1, le Universit statali e non statali rendono disponibili un insieme di informazioni da inserire nel RAD, nell'Off.F e nell'Off.F pubblica, secondo quanto indicato all'art. 10. Le predette informazioni - da evidenziare nella Off.F pubblica, per una esaustiva conoscenza da parte degli studenti e di tutti i soggetti interessati delle caratteristiche dei corsi di studio attivati - sono individuate con decreto direttoriale, sentiti la CRUI, il CUN e il CNSU, sulla base delle indicazioni fornite dal CNVSU nel doc. 7/07. 2. I Nuclei di valutazione procedono alla verifica delle informazioni di cui al comma 1, ai fini di quanto indicato all'art. 10 del presente decreto. 3. Le verifiche sulla qualit delle informazioni inserite nella Banca dati dell'offerta formativa vengono effettuate anche in itinere dai Nuclei di valutazione e dall'ANVUR. Art. 4 REQUISITI PER LA ASSICURAZIONE DELLA QUALIT 1. Le Universit statali e non statali predispongono annualmente la propria offerta formativa assicurando livelli di qualit, efficienza ed efficacia dei corsi di studio. 2. Per i fini di cui al comma 1, i Nuclei di valutazione procedono alla verifica della sussistenza dei predetti livelli di qualit, utilizzando gli indicatori definiti, in prima applicazione, sulla base di quanto indicato nel doc. 7/07 del CNVSU, nell'Allegato A al presente decreto, che costituisce parte integrante dello stesso.

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Art. 5 REQUISITI DI DOCENZA 1. I requisiti relativi alle entit e alle caratteristiche delle dotazioni di docenza di ruolo necessari per la durata normale dei corsi di laurea e di laurea magistrale sono riportati, sia per le Universit statali che per le Universit non statali, nell'Allegato B al presente decreto, il quale costituisce parte integrante dello stesso. Le dotazioni di docenza riportate nel predetto allegato si riferiscono al personale dell'Ateneo effettivamente disponibile, calcolato ipotizzando una situazione teorica di impegno dello stesso esclusivamente nelle attivit didattiche di un singolo corso di studio. 2. Per lo svolgimento delle operazioni relative alla verifica del possesso complessivo per ogni Facolt (o competente struttura didattica) dei requisiti di cui al presente articolo, predisposta nella Banca dati dell'offerta formativa un'apposita sezione, visibile anche dai Nuclei di valutazione, con una procedura informatizzata di autovalutazione della sostenibilit dei corsi di studio in relazione alle risorse disponibili. 3. I Nuclei di valutazione predispongono pertanto la relazione sul possesso dei requisiti di cui al presente articolo, limitatamente ai corsi di studio di cui sia accertata la sostenibilit secondo quanto indicato al precedente comma 2, valutando, in particolare, anche utilizzando le informazioni inserite annualmente dagli Atenei nella Banca dati dell'offerta formativa in attuazione dell'art. 3 (requisiti di trasparenza) del presente decreto e nell'Anagrafe nazionale degli studenti: a. se il possesso complessivo dei predetti requisiti teorici sia coerente con l'effettivo impegno dei docenti nei corsi che l'Universit intende attivare, in relazione anche a quanto previsto dall'art. 1, comma

9, dei DD.MM. 16 marzo 2007, nonch, per le professioni sanitarie, dall'art. 2, comma 2, dei D.I. (Istruzione, Universit e Ricerca Lavoro, Salute e Politiche Sociali) 19 febbraio 2009 e D.M. 8 gennaio 2009; b. se il grado di copertura effettivo da parte della docenza di ruolo dell'Ateneo con riferimento alle attivit formative afferenti ai settori scientifico disciplinari di base e caratterizzanti nei corsi che l'Universit intende attivare sia non inferiore al grado di copertura teorico di cui al punto 3 dell'allegato B, del presente decreto; c. se assicurata la ulteriore docenza di ruolo e non di ruolo per sostenere il complesso degli insegnamenti da attivare in ciascun corso di studio. Art. 6 PIANI DI RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI DI DOCENZA A) - Universit statali 1. Attese le restrizioni al reclutamento del personale di ruolo delle Universit statali disposte dalla legge n. 1/2009, non possono essere sottoscritti piani di raggiungimento dei requisiti necessari per i corsi di studio di tali Universit. I piani di raggiungimento gi sottoscritti ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2, del D.M. n. 544/2007, sono portati a compimento entro e non oltre il termine della chiusura della Off.F. relativa all'a.a. 2012/2013, pena la disattivazione dei corsi di studio interessati. Le Universit statali che hanno sottoscritto tali piani non possono aumentare il numero di corsi di studio complessivamente attivati fino al raggiungimento dei requisiti necessari per i predetti corsi di studio. B) - Universit non statali 1.Le Universit non statali, permanendo il possesso dei requisiti di cui al D.M. n. 15/2005 e successive modificazioni per

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tutti i corsi gi attivati, possono continuare ad attivare, in carenza del possesso dei requisiti di docenza di cui all'art. 5, esclusivamente i corsi di studio per i quali le stesse hanno gi sottoscritto un piano di raggiungimento entro i termini per l'inserimento dei medesimi nella Off.F. relativa all'a.a. 2010/2011, secondo quanto previsto dall'art. 5 del D.M. n. 544/2007. I predetti piani sono portati a compimento comunque entro i termini indicati dallo stesso art. 5 del D.M. n. 544/2007. Non possono comunque essere sottoscritti nuovi piani di raggiungimento. 2. L'attuazione dei piani di raggiungimento di cui al comma 1, lett. A) e B) viene monitorata dall'ANVUR, il quale fornisce ai Nuclei di valutazione le indicazioni per la predisposizione della loro relazione ai fini dell'inserimento annuale di tali corsi nella Off.F. secondo quanto previsto dall'art. 2, comma 3. Le Universit non statali che hanno adottato tali piani non possono aumentare il numero di corsi di studio complessivamente attivati fino al raggiungimento dei requisiti necessari per i predetti corsi di studio. 3. Le Universit non statali che hanno adottato un piano di raggiungimento dei requisiti minimi di cui al D.M. n. 15/2005, e non hanno conseguito gli stessi nei termini per l'inserimento dei relativi corsi di studio nell'Off.F. relativa all'a.a. 2010/2011, secondo quanto gi previsto dall'art. 5, comma 4, del D.M. n. 544/2007, procedono alla disattivazione di tali corsi a decorrere da tale anno accademico, assicurando comunque la possibilit per gli studenti gi iscritti di concludere gli studi conseguendo il relativo titolo e disciplinando la facolt per gli studenti di optare per l'iscrizione ad altri corsi di studio attivati, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del D.M. n. 270/2004.

4. Le Universit non statali ancora oggetto della valutazione dei risultati della loro attivit da parte dell'ANVUR e istituite prima della data del presente decreto, fino all'ultima delle predette valutazioni, possono continuare ad attivare i corsi di studio gi attivati dalle stesse alla data del presente decreto, nel rispetto di quanto previsto ai commi da 1, lett. B) a 3. Le stesse possono attivare nuovi corsi, oppure altri corsi di studio, in sostituzione di quelli gi attivati, previa autorizzazione ministeriale subordinatamente alla relazione tecnica positiva dell'ANVUR, e subordinatamente al possesso dei requisiti necessari di cui al presente decreto. 5. Le Universit non statali istituite successivamente alla data del presente decreto, fino all'ultima valutazione dei risultati della loro attivit da parte dell'ANVUR, possono attivare esclusivamente i corsi di studio previsti dal provvedimento che le istituisce. Fermo restando il numero complessivo di corsi di studio previsti nel provvedimento istitutivo, tali Universit possono attivare altri corsi di studio, in sostituzione dei predetti corsi, previa autorizzazione ministeriale subordinatamente alla relazione tecnica positiva dell'ANVUR. 6. I corsi di studio delle Universit di cui al comma 5 possono essere attivati senza il possesso dei requisiti iniziali di docenza di cui all'art. 5 in presenza di un piano di raggiungimento degli stessi, per un numero di anni accademici non superiore a quello della durata normale dei corsi stessi. Art. 7 REGOLE DIMENSIONALI RELATIVE AGLI STUDENTI 1. In attesa di una esaustiva definizione, sentita l'ANVUR, di regole dimensionali relative agli studenti, al fine di migliorare l'efficienza dei processi formativi,

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l'attivazione da parte delle Universit di corsi di studio con un numero di immatricolati inferiore ai minimi indicati nel DM n. 544/2007 - come riportati nell' Allegato C, che parte integrante del presente decreto - subordinata alla relazione favorevole del Nucleo di valutazione. 2. Ai fini della predisposizione della relazione di cui al comma 1, in prima applicazione, i Nuclei di valutazione, in coerenza con quanto indicato dal CNVSU nella relazione tecnica trasmessa al Ministero con nota n. 640 del 18 dicembre 2009, utilizzano i seguenti criteri: i) indicatori di efficienza/costo e di efficacia/costo; ii) specificit degli obiettivi e delle attivit formative, con riferimento a quanto indicato al successivo comma 4; iii) localizzazione e rilevanza del corso per il sistema territoriale dove attivo. 3. Il Ministero verifica ex post l'attivazione dei corsi con numero di immatricolati inferiori ai minimi di cui al comma 1, ai fini di quanto indicato all'art. 11. 4. Quanto previsto al comma 3 non trova applicazione, sentita l'ANVUR, per i corsi di studio aventi caratteri di elevata specializzazione in ambiti disciplinari strategici ma caratterizzati da bassa numerosit degli iscritti (quali ad esempio quelli previsti per l'Universit di Napoli "l'Orientale" e per l'Universit di Napoli "Parthenope" e derivanti, rispettivamente, dall'Istituto Orientale di Napoli e dall'Istituto navale di Napoli), nonch per i corsi di studio ubicati in regioni dove non sono funzionanti altri corsi di studio della stessa classe. Sono altres fatti salvi i corsi di studio con programmazione a livello nazionale degli accessi ai sensi dell'art. 1 della legge 2 agosto 1999, n. 264, nonch i corsi che prevedono il rilascio del doppio

titolo o del titolo congiunto con Atenei stranieri. Art. 8 REQUISITI DI STRUTTURE 1. In attesa della definizione, sentita l'ANVUR, dei requisiti relativi alle quantit e alle caratteristiche delle strutture per lo svolgimento delle attivit formative, i Nuclei di valutazione delle Universit statali e non statali - tenuto conto di quanto indicato dal CNVSU nei doc. 17/01, 12/02 e 19/05 e delle informazioni gi disponibili nella Banca dati "Rilevazione Nuclei" predispongono apposita relazione, valutando per ogni Facolt (o struttura didattica competente) la compatibilit dell'offerta formativa dell'Ateneo (anche in relazione al numero degli studenti iscritti e all'entit degli insegnamenti e delle altre attivit formative cui gli stessi partecipano) con le quantit e le caratteristiche delle strutture messe a disposizione della stessa per la durata normale degli studi. 2. Fino alla definizione dei requisiti di cui al comma 1, la programmazione degli accessi dei corsi di laurea e di laurea magistrale, individuati ai sensi dell'art. 2, comma 1, lettere a) e b) della legge n. 264/1999, subordinata all'accertamento, con decreto del Ministro, sentita l'ANVUR, in ordine al rispetto delle condizioni stabilite da tale normativa, sulla base di apposita richiesta formulata dall'Universit, corredata dalla relazione del Nucleo di valutazione. Art. 9 REQUISITI ORGANIZZATIVI 1. Al fine di razionalizzare l'organizzazione delle attivit didattiche, anche evitando la eccessiva frammentazione delle attivit formative, le Universit statali e non statali attivano i propri corsi di studio nel rispetto dei requisiti organizzativi indicati

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nell'Allegato D al presente decreto, che costituisce parte integrante dello stesso. 2. Al fine di garantire la effettiva sostenibilit dei corsi di studio, anche evitando la eccessiva proliferazione delle attivit formative, le Universit statali e non statali determinano altres la quantit massima della didattica assistita che - sulla base delle strutture e della docenza disponibile - ciascun Ateneo in grado di erogare per i propri corsi di studio, in modo qualitativamente adeguato, senza compromettere lo svolgimento di una proficua attivit di ricerca e senza presupporre un utilizzo eccessivo della docenza non di ruolo, previa relazione favorevole del Nucleo di valutazione. In attesa di una esaustiva definizione, sentita l'ANVUR, di appositi standard al riguardo, la predetta quantit di didattica assistita viene determinata, in prima applicazione, secondo quanto indicato all'Allegato E al presente decreto, che parte integrante dello stesso. Attese le maggiori dotazioni di docenza di ruolo delle Universit statali, il predetto allegato E, che fa riferimento esclusivamente alla docenza di ruolo disponibile presso le Universit, trova applicazione per le sole Universit statali. 3. Il Ministero monitora i livelli quantitativi di didattica assistita effettivamente erogati da ciascun Ateneo, utilizzando le informazioni inserite annualmente dagli Atenei nella Banca dati dell'offerta formativa in attuazione dell'art. 3 (requisiti di trasparenza) del presente decreto e nella Anagrafe nazionale degli studenti ed elabora al riguardo appositi indicatori - che tengono conto anche della incidenza dei costi del personale docente diversi dagli assegni fissi - da utilizzare per la ripartizione delle risorse.

Art. 10 BANCA DATI DELL'OFFERTA FORMATIVA 1. I criteri e procedure relative all'inserimento dei corsi di studio nella Banca dati dell'offerta formativa (RAD e Off.F.), ivi compresi i termini temporali per la chiusura della stessa, sono definiti, ai sensi dell'art. 9, comma 3, del D.M. n. 270/2004, con successivo decreto ministeriale, in coerenza con il quadro generale delle indicazioni operative definito con il decreto relativo alle linee generali d'indirizzo della programmazione delle Universit. 2. In relazione a quanto previsto dall'art. 9, comma 2, del D.M. n. 270/2004, la verifica del possesso dei requisiti necessari, ai fini dell'inserimento dei corsi di studio nella Off.F, deve essere "chiusa" da parte dei Rettori previa acquisizione, sugli stessi, della relazione favorevole dei Nuclei di valutazione di Ateneo di cui agli artt. 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9. I corsi di studio privi della relazione favorevole dei Nuclei di valutazione non possono essere inseriti nella Off.F e, pertanto, non possono essere attivati. 3. L'eventuale iscrizione di studenti in corsi di studio non inseriti nei termini nella Off.F comporta: - la revoca dell'autorizzazione ministeriale al rilascio del relativo titolo di studio, e la conseguente impossibilit dell'inserimento degli studenti illegittimamente iscritti nell'Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati, fatto salvo il riconoscimento dei crediti gi acquisiti dagli studenti stessi per il proseguimento degli studi in altro corso; - la non considerazione dei relativi studenti ai fini della erogazione dei fondi ministeriali, nonch la riduzione delle quote di finanziamento da attribuire in applicazione del modello per la ripartizione teorica del fondo di finanziamento

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ordinario delle Universit statali e non statali. Art. 11 VERIFICA EX POST E RIPARTIZIONE DELLE RISORSE 1. Il possesso effettivo dei requisiti necessari per i corsi di studio inseriti nella Off.F. (e il loro mantenimento nel tempo) delle Universit statali e non statali viene verificato anche ex post, utilizzando i sistemi informativi del Ministero; dei risultati di tale verifica si tiene conto ai fini della attribuzione dei fondi ministeriali. 2. I risultati della verifica di cui al comma 1 potranno essere altres utilizzati ai fini della definizione dei criteri di ripartizione dei fondi ministeriali destinati alle Universit statali, in particolare: a. prevedendo apposite modalit di penalizzazione per le Universit statali che attivano corsi di studio con immatricolazioni inferiori ai minimi di cui all'art. 7, comma 1, o caratterizzate da una bassa utilizzazione della docenza di ruolo, con riferimento agli standard di cui all'allegato E; b. premiando le situazioni caratterizzate da un grado di razionalizzazione dell'offerta formativa pi elevato rispetto ai livelli minimi/massimi previsti dal presente decreto, anche con riferimento al numero medio di esami per ciascun corso di studio, inferiore ai livelli indicati dall'art. 4, comma 2, dei DD.MM. 16 marzo 2007, tenuto conto dell'eventuale organizzazione in moduli degli stessi. Art. 12 DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI 1. Tenuto conto delle attuali limitazioni al reclutamento del personale docente di ruolo, previste dall'art. 1 della legge n. 1/2009, gi a decorrere dall'a.a. 2010/2011, per le Universit statali:

- trova applicazione quanto previsto dall'Allegato B, punto 1, del presente decreto; - non trova applicazione quanto previsto dall'Allegato B, punto 4, del D.M. n. 544/2007. 2. Fino al termine di cui all'art. 1, comma 2, del presente decreto per le Universit non statali continuano a trovare applicazione le indicazioni operative fornite con la ministeriale n. 91 del 5 maggio 2009. 3. In attesa della definizione, sentita l'ANVUR, di appositi requisiti, per le classi riguardanti i corsi di studio relativi alle professioni sanitarie, al servizio sociale, alle scienze motorie, alla mediazione linguistica e alla traduzione e interpretariato - in considerazione delle relative precipue finalit professionalizzanti, per le quali previsto un apporto significativo di docenza non universitaria - sono confermati i requisiti di docenza di cui al D.M. n. 15/2005 e successive modificazioni, fermo restando il possesso dei requisiti di cui agli art. 3, 4, 7, 8 e 9 del presente decreto, nonch, per i corsi di studio delle professioni sanitarie, dall'art. 2, comma 2, dei D.I. (Istruzione, Univ. e Ricerca - Lavoro, Salute e Polit. Sociali) 19 febbraio 2009 e D.M. 8 gennaio 2009. 4. Ai corsi della classe LMG-01 si applicano i requisiti necessari indicati nel presente decreto e quanto previsto dall'art. 4, comma 3, del D.M. 16 marzo 2007 relativo alle classi di laurea magistrale. 5. Per i corsi di studio on line, di cui all'art. 26 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, si provvede secondo quanto sar disposto dal regolamento da adottare ai sensi dell'art. 2, comma 148, del D.L. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito dalla legge 24 novembre 2006, n.286. Fino all'adozione del predetto regolamento continuano ad applicarsi per tali corsi i requisiti di docenza previsti dal D.M. n. 15/2005 e successive modificazioni,

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fermo restando il possesso dei requisiti di agli art. 3, 4, 7, 8 e 9 del presente decreto. 6. In relazione a quanto indicato nelle premesse, i compiti attribuiti ai fini del presente decreto all'ANVUR sono svolti dal CNVSU fino alla data di insediamento del Consiglio direttivo e della nomina del Presidente della stessa. Registrato dalla Corte dei Conti
20 gennaio 2011 Registro n. 1, Foglio n. 222.

Roma, 22 settembre 2010 IL MINISTRO f.to Gelmini

DECRETO MINISTERIALE 22 OTTOBRE 2004, n. 270


Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 novembre 2004 n. 266

Modifiche al regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei, approvato con decreto del Ministro dell'universit e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509.
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300; Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, ed in particolare l'articolo 17, comma 3; Visto l'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni ed integrazioni; Visto il decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, e i decreti ministeriali 4 agosto 2000 pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000; 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla

Gazzetta Ufficiale n. 18 del 22 gennaio 2001; 2 aprile 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 23 gennaio 2001; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25; Visto il decreto 25 marzo 1998, n. 142, del Ministero del lavoro; Vista la legge 3 luglio 1998, n. 210; Vista la legge 2 agosto 1999, n. 264; Visti il parere del Consiglio universitario nazionale (CUN) reso il 25 settembre 2003, il parere del Consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU) reso il 19 giugno 2003, il parere della Conferenza dei rettori delle universit italiane (CRUI) reso il 23 settembre 2003 e il parere del Comitato di valutazione del sistema universitario (CONVSU) reso il 21 maggio 2003; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione consultiva degli atti normativi nelle adunanze del 24 novembre 2003 e del 22 marzo 2004; Visti i pareri delle competenti commissioni parlamentari; Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della predetta legge n. 400 del 1988 (nota n. 2705/1.5/04 del 21 giugno 2004) cos come attestata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con nota del 12 luglio 2004, n. 13634Dagl1/21.3-4/1/2004;

Adotta il seguente regolamento: Art. 1. DEFINIZIONI 1. Ai sensi del presente regolamento si intende: a) per Ministro o Ministero, il Ministro o il Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca;

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b) per decreto o decreti ministeriali, uno o pi decreti emanati ai sensi e secondo le procedure di cui all'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni; c) per regolamenti didattici di ateneo, i regolamenti di cui all'articolo 11, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341; d) per regolamenti didattici dei corsi di studio, i regolamenti di cui all'articolo 11, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341; e) per corsi di studio, i corsi di laurea, di laurea magistrale e di specializzazione, come individuati nell'articolo 3; f) per titoli di studio, la laurea, la laurea magistrale, il diploma di specializzazione rilasciati al termine dei corrispondenti corsi di studio, come individuati nell'articolo 3; g) per classe di appartenenza di corsi di studio, l'insieme dei corsi di studio, comunque denominati, raggruppati ai sensi dell'articolo 4; h) per settori scientifico-disciplinari, i raggruppamenti di discipline di cui al decreto ministeriale 4 ottobre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2000, e successive modifiche; i) per ambito disciplinare, un insieme di settori scientifico-disciplinari culturalmente e professionalmente affini, definito dai decreti ministeriali; l) per credito formativo universitario, la misura del volume di lavoro di apprendimento, compreso lo studio individuale, richiesto ad uno studente in possesso di adeguata preparazione iniziale per l'acquisizione di conoscenze ed abilit nelle attivit formative previste dagli ordinamenti didattici dei corsi di studio; m) per obiettivi formativi, l'insieme di conoscenze e abilit che caratterizzano il profilo culturale e professionale, al

conseguimento delle quali il corso di studio finalizzato; n) per ordinamento didattico di un corso di studio, l'insieme delle norme che regolano i curricula del corso di studio, come specificato nell'articolo 11; o) per attivit formativa, ogni attivit organizzata o prevista dalle universit al fine di assicurare la formazione culturale e professionale degli studenti, con riferimento, tra l'altro, ai corsi di insegnamento, ai seminari, alle esercitazioni pratiche o di laboratorio, alle attivit didattiche a piccoli gruppi, al tutorato, all'orientamento, ai tirocini, ai progetti, alle tesi, alle attivit di studio individuale e di autoapprendimento; p) per curriculum, l'insieme delle attivit formative universitarie ed extrauniversitarie specificate nel regolamento didattico del corso di studio al fine del conseguimento del relativo titolo. Art. 2. FINALIT 1. Ai sensi dell'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive modificazioni e integrazioni, il presente regolamento detta disposizioni concernenti i criteri generali per l'ordinamento degli studi universitari e determina la tipologia dei titoli di studio rilasciati dalle universit. 2. Ai fini della realizzazione dell'autonomia didattica di cui all'articolo 11 della legge 19 novembre 1990, n. 341, le universit, con le procedure previste dalla legge e dagli statuti, disciplinano gli ordinamenti didattici dei propri corsi di studio in conformit con le disposizioni del presente regolamento e di successivi decreti ministeriali. Art. 3. TITOLI E CORSI DI STUDIO 1. Le universit rilasciano i seguenti titoli:

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a) laurea (L); b) laurea magistrale (L. M.). 2. Le universit rilasciano altres il diploma di specializzazione (DS) e il dottorato di ricerca (DR). 3. La laurea, la laurea magistrale, il diploma di specializzazione e il dottorato di ricerca sono conseguiti al termine, rispettivamente, dei corsi di laurea, di laurea magistrale, di specializzazione e di dottorato di ricerca istituiti dalle universit. 4. Il corso di laurea ha l'obiettivo di assicurare allo studente un'adeguata padronanza di metodi e contenuti scientifici generali, anche nel caso in cui sia orientato all'acquisizione di specifiche conoscenze professionali. 5. L'acquisizione delle conoscenze professionali, di cui al comma 4 preordinata all'inserimento del laureato nel mondo del lavoro ed all'esercizio delle correlate attivit professionali regolamentate, nell'osservanza delle disposizioni di legge e dell'Unione europea e di quelle di cui all'articolo 11, comma 4. 6. Il corso di laurea magistrale ha l'obiettivo di fornire allo studente una formazione di livello avanzato per l'esercizio di attivit di elevata qualificazione in ambiti specifici. 7. Il corso di specializzazione ha l'obiettivo di fornire allo studente conoscenze e abilit per funzioni richieste nell'esercizio di particolari attivit professionali e pu essere istituito esclusivamente in applicazione di specifiche norme di legge o di direttive dell'Unione europea. 8. I corsi di dottorato di ricerca e il conseguimento del relativo titolo sono disciplinati dall'articolo 4 della legge 3 luglio 1998, n. 210, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 6, commi 5 e 6. 9. Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 6 della legge 19 novembre 1990, n. 341, in materia di formazione finalizzata

e di servizi didattici integrativi. In particolare, in attuazione dell'articolo 1, comma 15, della legge 14 gennaio 1999, n. 4, le universit possono attivare, disciplinandoli nei regolamenti didattici di ateneo, corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente, successivi al conseguimento della laurea o della laurea magistrale, alla conclusione dei quali sono rilasciati i master universitari di primo e di secondo livello. 10. Sulla base di apposite convenzioni, le universit italiane possono rilasciare i titoli di cui al presente articolo, anche congiuntamente con altri atenei italiani o stranieri. Art. 4. CLASSI DI CORSI DI STUDIO 1. I corsi di studio dello stesso livello, comunque denominati dagli atenei, aventi gli stessi obiettivi formativi qualificanti e le conseguenti attivit formative indispensabili di cui all'articolo 10, comma 1, sono raggruppati in classi di appartenenza, nel seguito denominate classi. 2. Le classi sono individuate da uno o pi decreti ministeriali. Modifiche o istituzioni di singole classi possono essere adottate, anche su proposta delle universit, con decreto del Ministro, sentito il CUN, unitamente alle connesse disposizioni in materia di obiettivi formativi qualificanti e di conseguenti attivit formative. 3. I titoli conseguiti al termine dei corsi di studio dello stesso livello, appartenenti alla stessa classe, hanno identico valore legale, e sono corredati dal supplemento al diploma di cui all'articolo 11, comma 8. 4. In deroga alla disposizione di cui al comma 3, con decreto del Ministro, sentito il CUN, di concerto con il Ministro della funzione pubblica, possono essere

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dichiarate ai soli fini dell'accesso a specifiche posizioni funzionali del pubblico impiego, le equipollenze fra titoli accademici dello stesso livello afferenti a pi classi. Art. 5. CREDITI FORMATIVI UNIVERSITARI 1. Al credito formativo universitario, di seguito denominato credito, corrispondono 25 ore di impegno complessivo per studente; con decreto ministeriale si possono motivatamente determinare variazioni in aumento o in diminuzione delle predette ore per singole classi, entro il limite del 20 per cento. 2. La quantit media di impegno complessivo di apprendimento svolto in un anno da uno studente a tempo pieno convenzionalmente fissata in 60 crediti. 3. I regolamenti didattici di ateneo determinano, altres, per ciascun corso di studio la frazione dell'impegno orario complessivo che deve essere riservata allo studio personale o ad altre attivit formative di tipo individuale. 4. I crediti corrispondenti a ciascuna attivit formativa sono acquisiti dallo studente con il superamento dell'esame o di altra forma di verifica del profitto, fermo restando che la valutazione del profitto effettuata con le modalit di cui all'articolo 11, comma 7, lettera d). 5. Il riconoscimento totale o parziale dei crediti acquisiti da uno studente ai fini della prosecuzione degli studi in altro corso della stessa universit ovvero nello stesso o altro corso di altra universit, compete alla struttura didattica che accoglie lo studente, con procedure e criteri predeterminati stabiliti nel regolamento didattico di ateneo. 6. I regolamenti didattici di ateneo possono prevedere forme di verifica periodica dei crediti acquisiti, al fine di

valutarne la non obsolescenza dei contenuti conoscitivi, e il numero minimo di crediti da acquisire da parte dello studente in tempi determinati, diversificato per studenti impegnati a tempo pieno negli studi universitari o contestualmente impegnati in attivit lavorative. 7. Le universit possono riconoscere come crediti formativi universitari, secondo criteri predeterminati, le conoscenze e abilit professionali certificate ai sensi della normativa vigente in materia, nonch altre conoscenze e abilit maturate in attivit formative di livello postsecondario alla cui progettazione e realizzazione l'universit abbia concorso. Art. 6. REQUISITI DI AMMISSIONE AI CORSI DI STUDIO 1. Per essere ammessi ad un corso di laurea occorre essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo. I regolamenti didattici di ateneo, ferme restando le attivit di orientamento, coordinate e svolte ai sensi dell'articolo 11, comma 7, lettera g), richiedono altres il possesso o l'acquisizione di un'adeguata preparazione iniziale. A tal fine gli stessi regolamenti didattici definiscono le conoscenze richieste per l'accesso e ne determinano le modalit di verifica, anche a conclusione di attivit formative propedeutiche, svolte eventualmente in collaborazione con istituti di istruzione secondaria superiore. Se la verifica non positiva vengono indicati specifici obblighi formativi aggiuntivi da soddisfare nel primo anno di corso. Tali obblighi formativi aggiuntivi sono assegnati anche agli studenti dei corsi di laurea ad accesso programmato che siano stati ammessi ai corsi con una

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votazione inferiore ad una prefissata votazione minima. 2. Per essere ammessi ad un corso di laurea magistrale occorre essere in possesso della laurea o del diploma universitario di durata triennale, ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo. Nel caso di corsi di laurea magistrale per i quali non sia previsto il numero programmato dalla normativa vigente in materia di accessi ai corsi universitari, l'universit stabilisce per ogni corso di laurea magistrale, specifici criteri di accesso che prevedono, comunque, il possesso di requisiti curriculari e l'adeguatezza della personale preparazione verificata dagli atenei, con modalit definite nei regolamenti didattici. L'iscrizione ai corsi di laurea magistrale pu essere consentita dall'universit anche ad anno accademico iniziato, purch in tempo utile per la partecipazione ai corsi nel rispetto delle norme stabilite nei regolamenti stessi. 3. In deroga al comma 2, e all'articolo 7, comma 2, i decreti ministeriali possono prevedere l'ammissione ad un corso di laurea magistrale con il possesso del diploma di scuola secondaria superiore, esclusivamente per corsi di studio regolati da normative dell'Unione europea che non prevedano, per tali corsi, titoli universitari di primo livello, ovvero, fermo restando il periodo formativo iniziale comune di cui all'articolo 11, comma 7, lettera a), per i corsi di studio finalizzati all'accesso alle professioni legali. 4. Per essere ammessi ad un corso di specializzazione occorre essere in possesso almeno della laurea, ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo. Nel rispetto delle norme e delle direttive di cui all'articolo 3, comma 6, i decreti ministeriali stabiliscono gli specifici requisiti di ammissione ad un corso di

specializzazione, ivi compresi gli eventuali crediti formativi universitari aggiuntivi rispetto al titolo di studio gi conseguito. 5. Per essere ammessi ad un corso di dottorato di ricerca occorre essere in possesso della laurea magistrale ovvero di altro titolo di studio conseguito all'estero e riconosciuto idoneo. 6. Il riconoscimento dell'idoneit dei titoli di studio conseguiti all'estero ai soli fini dell'ammissione a corsi di studio e di dottorato di ricerca deliberata dall'universit interessata, nel rispetto degli accordi internazionali vigenti. Art. 7. CONSEGUIMENTO DEI TITOLI DI STUDIO 1. Per conseguire la laurea lo studente deve aver acquisito 180 crediti, comprensivi di quelli relativi alla conoscenza obbligatoria, oltre che della lingua italiana, di una lingua dell'Unione europea, fatte salve le norme speciali per la tutela delle minoranze linguistiche. La conoscenza deve essere verificata, secondo modalit stabilite dai regolamenti didattici di ateneo, con riferimento ai livelli richiesti per ogni lingua. 2. Per conseguire la laurea magistrale lo studente deve aver acquisito 120 crediti. 3. I decreti ministeriali determinano il numero di crediti che lo studente deve aver acquisito per conseguire il diploma di specializzazione. Sono fatte salve le disposizioni previste da specifiche norme di legge o da direttive dell'Unione europea. 4. Per conseguire il master universitario lo studente deve aver acquisito almeno sessanta crediti oltre a quelli acquisiti per conseguire la laurea o la laurea magistrale. Art. 8. DURATA DEI CORSI DI STUDIO 1. Per ogni corso di studio definita di norma una durata in anni proporzionale al

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numero totale di crediti di cui all'articolo 7, tenendo conto che ad un anno corrispondono sessanta crediti ai sensi del comma 2 dell'articolo 5. 2. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 6, comma 3, la durata normale dei corsi di laurea di tre anni; la durata normale dei corsi di laurea magistrale di ulteriori due anni dopo la laurea. Art. 9. ISTITUZIONE E ATTIVAZIONE DEI CORSI DI STUDIO 1. I corsi di studio di cui all'articolo 3 sono istituiti nel rispetto dei criteri e delle procedure di cui all'articolo 11 e delle disposizioni vigenti sulla programmazione del sistema universitario. 2. Con apposite deliberazioni le universit attivano i corsi di studio nel rispetto dei requisiti strutturali, organizzativi e di qualificazione dei docenti dei corsi determinati con decreto del Ministro nell'osservanza degli obiettivi e dei criteri della programmazione del sistema universitario, previa relazione favorevole del Nucleo di valutazione dell'universit. Nel caso di disattivazioni, le universit assicurano comunque la possibilit per gli studenti gi iscritti di concludere gli studi conseguendo il relativo titolo e disciplinano la facolt per gli studenti di optare per l'iscrizione ad altri corsi di studio attivati. 3. L'attivazione dei corsi di studio di cui al comma 2 subordinata all'inserimento degli stessi nella banca dati dell'offerta formativa del Ministero, sulla base di criteri stabiliti con apposito decreto ministeriale. Art. 10. OBIETTIVI E ATTIVIT FORMATIVE QUALIFICANTI DELLE CLASSI 1. I decreti ministeriali individuano preliminarmente, per ogni classe di corsi di laurea, gli obiettivi formativi qualificanti e

le attivit formative indispensabili per conseguirli, raggruppandole nelle seguenti tipologie: a) attivit formative in uno o pi ambiti disciplinari relativi alla formazione di base; b) attivit formative in uno o pi ambiti disciplinari caratterizzanti la classe. 2. I decreti ministeriali determinano altres, per ciascuna classe di corsi di laurea, il numero minimo di crediti che gli ordinamenti didattici riservano ad ogni attivit formativa e ad ogni ambito disciplinare di cui al comma 1, rispettando il vincolo percentuale, sul totale dei crediti necessari per conseguire il titolo di studio, non superiore al 50 per cento dei crediti stessi, fatti salvi i corsi preordinati all'accesso alle attivit professionali, tenuto conto degli obiettivi formativi generali delle classi. 3. I decreti di cui al comma 1 determinano, altres, il numero minimo di CFU necessario per l'istituzione dei corsi di studio adeguatamente differenziati. 4. I decreti ministeriali individuano preliminarmente per ogni classe di corsi di laurea magistrale gli obiettivi formativi qualificanti e le attivit formative caratterizzanti indispensabili per conseguirli in misura non superiore al 40 per cento dei crediti complessivi, fatti salvi i corsi preordinati all'accesso alle attivit professionali. 5. Oltre alle attivit formative qualificanti, come previsto ai commi 1, 2 e 3, i corsi di studio dovranno prevedere: a) attivit formative autonomamente scelte dallo studente purch coerenti con il progetto formativo; b) attivit formative in uno o pi ambiti disciplinari affini o integrativi a quelli di base e caratterizzanti, anche con riguardo alle culture di contesto e alla formazione interdisciplinare;

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c) attivit formative relative alla preparazione della prova finale per il conseguimento del titolo di studio e, con riferimento alla laurea, alla verifica della conoscenza di almeno una lingua straniera oltre l'italiano; d) attivit formative, non previste dalle lettere precedenti, volte ad acquisire ulteriori conoscenze linguistiche, nonch abilit informatiche e telematiche, relazionali, o comunque utili per l'inserimento nel mondo del lavoro, nonch attivit formative volte ad agevolare le scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del settore lavorativo cui il titolo di studio pu dare accesso, tra cui, in particolare, i tirocini formativi e di orientamento di cui al decreto 25 marzo 1998, n. 142, del Ministero del lavoro; e) nell'ipotesi di cui all'articolo 3, comma 5, attivit formative relative agli stages e ai tirocini formativi presso imprese, amministrazioni pubbliche, enti pubblici o privati ivi compresi quelli del terzo settore, ordini e collegi professionali, sulla base di apposite convenzioni. Art. 11. REGOLAMENTI DIDATTICI DI ATENEO 1. Le universit disciplinano gli ordinamenti didattici dei propri corsi di studio nei regolamenti didattici di ateneo che sono redatti nel rispetto, per ogni corso di studio, delle disposizioni del presente regolamento e di successivi decreti ministeriali, e che sono approvati dal Ministero ai sensi dell'articolo 11, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341. 2. I regolamenti didattici di ateneo e le relative modifiche sono emanati con decreto rettorale. L'entrata in vigore degli ordinamenti didattici stabilita nel decreto rettorale di emanazione. 3. Ogni ordinamento didattico determina:

a) le denominazioni e gli obiettivi formativi dei corsi di studio, indicando le relative classi di appartenenza; b) il quadro generale delle attivit formative da inserire nei curricula; c) i crediti assegnati a ciascuna attivit formativa e a ciascun ambito, riferendoli per quanto riguarda quelle previste nelle lettere a) e b), dell'articolo 10, comma 1, ad uno o pi settori scientifico-disciplinari nel loro complesso; d) le caratteristiche della prova finale per il conseguimento del titolo di studio. 4. Le determinazioni di cui al comma 3, sono assunte dalle universit previa consultazione con le organizzazioni rappresentative nel mondo della produzione, dei servizi e delle professioni con particolare riferimento alla valutazione dei fabbisogni formativi e degli sbocchi professionali. 5. Per il conseguimento della laurea magistrale deve comunque essere prevista la presentazione di una tesi elaborata in modo originale dallo studente sotto la guida di un relatore. 6. Il regolamento didattico di ateneo pu prevedere pi corsi di studio appartenenti alla medesima classe. 7. I regolamenti didattici di ateneo, nel rispetto degli statuti, disciplinano altres gli aspetti di organizzazione dell'attivit didattica comuni ai corsi di studio, con particolare riferimento: a) ai criteri di accesso ai corsi di laurea, prevedendo, fatto salvo quanto stabilito per i corsi di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 2 agosto 1999, n. 264, che gli studenti vengano immatricolati a corsi di base comuni secondo criteri e procedure disciplinate nel regolamento didattico di ateneo. A tale fine i regolamenti didattici di ateneo stabiliscono che tutti gli iscritti ai corsi di laurea, afferenti alla medesima classe o gruppi affini di essi cos come

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definiti dai singoli ordinamenti di ateneo, condividano le stesse attivit formative di base e caratterizzanti comuni per un minimo di 60 crediti prima della differenziazione dei percorsi formativi prevista dall'articolo 3, comma 4, secondo criteri stabiliti autonomamente e definiscano i criteri per la prosecuzione degli studi nei diversi percorsi; b) agli obiettivi, ai tempi e ai modi con cui le competenti strutture didattiche provvedono collegialmente alla programmazione, al coordinamento e alla verifica dei risultati delle attivit formative; c) alle procedure di attribuzione dei compiti didattici annuali ai professori e ai ricercatori universitari, ivi comprese le attivit didattiche integrative, di orientamento e di tutorato; d) alle procedure per lo svolgimento degli esami e delle altre verifiche di profitto, nonch della prova finale per il conseguimento del titolo di studio; e) alle modalit con cui si perviene alla valutazione del profitto individuale dello studente, che deve comunque essere espressa mediante una votazione in trentesimi per gli esami e in centodecimi per la prova finale, con eventuale lode; f) alla valutazione della preparazione iniziale degli studenti che accedono ai corsi di laurea e ai criteri di accesso ai corsi di laurea magistrale; g) all'organizzazione di attivit formative propedeutiche alla valutazione della preparazione iniziale degli studenti che accedono ai corsi di laurea, nonch di quelle relative agli obblighi formativi aggiuntivi di cui al comma 1 dell'articolo 6; h) all'introduzione di un servizio di ateneo per il coordinamento delle attivit di orientamento, da svolgere in collaborazione con gli istituti d'istruzione secondaria superiore, nonch in ogni corso

di studio, di un servizio di tutorato per gli studenti; i) all'eventuale introduzione di apposite modalit organizzative delle attivit formative per studenti non impegnati a tempo pieno; l) alle modalit di individuazione, per ogni attivit, della struttura o della singola persona che ne assume la responsabilit; m) alla valutazione della qualit delle attivit svolte; n) alle forme di pubblicit dei procedimenti e delle decisioni assunte; o) alle modalit per il rilascio dei titoli congiunti di cui all'articolo 3, comma 10. 8. I regolamenti didattici di ateneo disciplinano le modalit con cui le universit rilasciano, come supplemento al diploma di ogni titolo di studio, un certificato che riporta, secondo modelli conformi a quelli adottati dai Paesi europei, le principali indicazioni relative al curriculum specifico seguito dallo studente per conseguire il titolo. 9. Le universit, con appositi regolamenti, riordinano e disciplinano le procedure amministrative relative alle carriere degli studenti in accordo con le disposizioni del presente regolamento, di successivi decreti ministeriali e dei regolamenti didattici di ateneo. Per l'elaborazione di valutazioni statistiche omogenee sulle carriere degli studenti universitari, il Ministro, con propri decreti, individua i dati essenziali che devono essere presenti nei sistemi informativi sulle carriere degli studenti di tutte le universit. Art. 12. REGOLAMENTI DIDATTICI DEI CORSI DI STUDIO 1. In base all'articolo 11, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, il regolamento didattico di un corso di studio, deliberato dalla competente struttura

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didattica in conformit con l'ordinamento didattico nel rispetto della libert d'insegnamento, nonch dei diritti e doveri dei docenti e degli studenti, specifica gli aspetti organizzativi del corso di studio. Il regolamento approvato con le procedure previste nello statuto dell'ateneo. 2. Il regolamento didattico di un corso di studio determina in particolare: a) l'elenco degli insegnamenti, con l'indicazione dei settori scientificodisciplinari di riferimento e dell'eventuale articolazione in moduli, nonch delle altre attivit formative; b) gli obiettivi formativi specifici, i crediti e le eventuali propedeuticit di ogni insegnamento e di ogni altra attivit formativa; c) i curricula offerti agli studenti e le regole di presentazione, ove necessario, dei piani di studio individuali; d) la tipologia delle forme didattiche, anche a distanza, degli esami e delle altre verifiche del profitto degli studenti; e) le disposizioni sugli eventuali obblighi di frequenza. 3. Le disposizioni dei regolamenti didattici dei corsi di studio concernenti la coerenza tra i crediti assegnati alle attivit formative e gli specifici obiettivi formativi programmati sono deliberate dalle competenti strutture didattiche, previo parere favorevole di commissioni didattiche paritetiche o di altre analoghe strutture di rappresentanza studentesca. Qualora il parere non sia favorevole la deliberazione assunta dal senato accademico. Il parere reso entro trenta giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine la deliberazione adottata prescindendosi dal parere. 4. Le universit assicurano la periodica revisione dei regolamenti didattici dei corsi di studio, in particolare per quanto riguarda

il numero dei crediti assegnati ad ogni insegnamento o altra attivit formativa. Art. 13. DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI 1. Il presente decreto sostituisce il decreto del Ministro dell'universit e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509. 2. Le universit adeguano i regolamenti didattici di ateneo alle disposizioni dei decreti ministeriali di cui all'articolo 10, recanti la modifica delle classi dei corsi di studio vigenti, entro i termini stabiliti dai decreti medesimi, sentita la CRUI. 3. Le disposizioni di cui all'articolo 4, comma 3 e all'articolo 9 si applicano a decorrere dall'anno 2004-2005. 4. In via di prima applicazione del presente regolamento e comunque non oltre la determinazione delle nuove classi di laurea e di laurea magistrale ai sensi del comma 1, le universit possono ridefinire, ad eccezione dei corsi di studio di cui all'articolo 6, comma 3, gli ordinamenti didattici dei corsi di studio gi istituiti ed attivati nel rispetto delle procedure di cui all'articolo 11 ed in particolare delle disposizioni di cui agli articoli 7, comma 2 e 11, comma 7, lettera a) del presente regolamento. Gli ordinamenti didattici stessi sono rideterminati sulla base dei settori scientifico-disciplinari, gi ricompresi nelle classi dei corsi di studio di cui al comma 1, in vigore alla data di entrata in vigore del presente regolamento. 5. A seguito dell'adozione dei regolamenti didattici di ateneo di cui al comma 1, le universit assicurano la conclusione dei corsi di studio e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici previgenti, agli studenti gi iscritti alla data di entrata in vigore dei regolamenti stessi e disciplinano, altres, la facolt per gli

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studenti di optare per l'iscrizione a corsi di studio previsti dai nuovi ordinamenti. 6. Gli studi compiuti per conseguire i diplomi universitari in base ai previgenti ordinamenti didattici sono valutati in crediti e riconosciuti dalle universit per il conseguimento della laurea di cui all'articolo 3, com-ma 1. La stessa norma si applica agli studi compiuti per conseguire i diplomi delle scuole dirette a fini speciali istituite presso le universit, qualunque ne sia la durata. 7. A coloro che hanno conseguito, in base agli ordinamenti didattici di cui al comma 1, la laurea, la laurea magistrale o specialistica e il dottorato di ricerca, competono,

rispettivamente, le qualifiche accademiche di dottore, dottore magistrale e dottore di ricerca. La qualifica di dottore magistrale compete, altres, a coloro i quali hanno conseguito la laurea secondo gli ordinamenti didattici previgenti al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sar inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 22 ottobre 2004 Il Ministro: Moratti

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INDIRIZZI UTILI

ATENEO (Rettorato, Direzione Amministrativa, Servizi Amministrativi centrali) Via S. Maria in Gradi, 4 01100 Viterbo. NUMERO VERDE: 800 007 464 CENTRALINO TELEFONICO orario 8.00-14.00/14.30- 17.30 0761 3571 DIPARTIMENTO DI SCIENZE ECOLOGICHE E BIOLOGICHE (Direzione, Segreteria Didattica, Aule, Laboratori, Segreteria studenti). Largo dellUniversit 01100 Viterbo E-mail: deb@unitus.it DIREZIONE DIRETTORE: Prof. Silvano Onofri SEGRETERIA AMMINISTRATIVA RESPONSABILE: Dott. Daniele PERONI Tel./Fax: 0761 357129 E-mail: onofri@unitus.it Tel.: 0761 357116 - 0761 357742 Fax: 0761 357751 - 0761 357179 E-mail: peroni@unitus.it Tel.: 0761 357109 Fax: 0761 357114 E-mail: mvaleri@unitus.it Tel.: 0761 357092-357093-357111 Fax: 0761 357112 E-mail: segrstudscienze@unitus.it

SEGRETERIA DIDATTICA RESPONSABILE: Sig.ra Maria Concetta VALERI

SEGRETERIA STUDENTI RESPONSABILE: Sig. Francesco CLARIONI

CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DELLORTO BOTANICO DIRETTORE: Prof. Anna SCOPPOLA Strada Bullicame 01100 Viterbo Tel.: 0761 357028 CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI MICROSCOPIA ELETTRONICA (CIME) PRESIDENTE: Prof. Antonio TIEZZI Largo dellUniversit, Blocco D 01100 Viterbo Tel.: 0761 357105-6-7 CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE Tel.: 0761 357109

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STABULARIO DIRETTORE: Prof. Luigi BOSCO Largo dellUniversit 01100 Viterbo BIBLIOTECA DIRETTORE: Dott. ssa Maria Grazia FRANCESCHINI Via S. Camillo de Lellis 01100 Viterbo

Tel.: 0761 357699

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AZIENDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO (Laziodisu) Via Cardarelli - 01100 Viterbo Tel.: 0761 270610 8.00 13.00 (escluso il sabato) 15.00 17.00 (luned mercoled) CENTRO SPORTIVO UNIVERSITARIO (C.U.S.) Largo dellUniversit 01100 Viterbo 10.30 12.00 (luned venerd) CASA DELLO STUDENTE E MENSA Piazza S. Sisto, 8 01100 Viterbo Tel.: 0761 352737-3

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DIFENSORE DEGLI STUDENTI Avv. Fernando SALVAGNI Studio legale, via Maria SS. Liberatrice, 2 01100 Viterbo SERVIZIO SUPPORTO PSICOLOGICO RESPONSABILE: Dott. ssa Chiara SCALESSE Riceve su appuntamento nell'intera giornata del marted presso il complesso di Via S. Maria in Gradi. Tel.: 347 8175862 SERVIZIO DI SOSTEGNO AGLI STUDENTI DIVERSAMENTE ABILI Prof. Saverio SENNI Tel. 0761 357247 Fax 0761 357295 E-mail: infodisabili@unitus.it

INDIRIZZI WEB UNIVERSIT DELLA TUSCIA OFFERTA FORMATIVA 2011-12 DIPARTIMENTO DEB EX FACOLT DI SCIENZE MM. FF. NN.

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