Gorizia, 24 novembre 2022
Introduzione
all’ASTRONOMIA
MULTIMESSAGGERA
Giovanni Aglialoro
L’astronomia multimessaggera…
… è una nuova via di esplorazione dell’universo, che si avvale in
combinazione di onde gravitazionali, di fotoni (onde
elettromagnetiche) e di neutrini.
Nasce praticamente nel 2017, a seguito della prima osservazione
di un’onda gravitazionale da parte degli interferometri statunitensi
LIGO e dell’italiano VIRGO. Pochissimi istanti dopo, vari
radiotelescopi captarono i segnali associati al fenomeno (a 130
milioni di anni luce da noi, nella NGC4993, in direzione dell’Idra.
Le conquiste del connubio fra Fisica e Astronomia
(Astrofisica)
• Classificazione spettrale
• Interpretazione del diagramma H-R
• Sorgenti di energia nelle stelle
• Basi dell’evoluzione stellare
• Scoperta dell’espansione dell’Universo e sua prima
datazione
• Nascita della Cosmologia
• Onde gravitazionali
• Astronomia multimessaggera
• …
Lo spartiacque tra Astronomia e Astrofisica:
la spettroscopia
• Introdotta in astronomia
nella seconda metà del
1800, segna l’inizio degli
studi di fisica applicati ai
corpi celesti.
Grande progresso:
dall’Astronomia
Sferica, di
posizione, si passa
alla moderna
Astrofisica
Luce :
natura ondulatoria
e corpuscolare
La radiazione elettromagnetica è vettore di informazioni!
Ogni oggetto, purchè a temperatura superiore allo 0 K (zero Kelvin),
irradia, per varie cause fisiche, onde luminose o di altra lunghezza d’onda.
Non tutta la radiazione elettromagnetica
raggiunge il suolo
Il primo rivelatore: l’occhio
• Osservazioni ad occhio nudo
dagli albori della civiltà umana
• e con i primi cannocchiali
dall’epoca di Galileo Galilei (1610)
In entrambi i casi l’occhio
resta lo strumento usato
per vedere le immagini e
il disegno a mano il modo
con cui si registravano
Curva di risposta dell’occhio umano
diametro massimo
della pupilla al buio
circa 7 mm
Risoluzione angolare
minimo angolo che un sistema ottico è in grado di distinguere
Risoluzione angolare (rad) / D
Occhio 1’
Telescopio (d = 20 cm) 0,7”
Telescopio (d = 5 m) 0,03”
Radiotelescopio (d = 3 m; freq.= 1,42 GHz) 5,5°
Radiotelescopio (d = 3 m; freq.=10 GHz) 0,7°
Radiotelescopio (d = 32 m; freq.= 1,42 GHz) 0,5°
1 rad = 57,29…°
1° = 60’ = 3600”
Perchè costruire (radio)telescopi di grandi dimensioni?
(1) La quantità di luce raccolta dal telescopio è
proporzionale all’area dello specchio
L∝D2
(2) La risoluzione angolare è inversamente proporzionale
al diametro dello specchio
1
θ∝
D
Tutti i “colori” della Via Lattea
nel radio LUNA nel visibile
Nebulosa del Granchio (costellazione del Toro)
a varie frequenze
Raggi cosmici
Raggi cosmici: cosa arriva sulla Terra?
Neutrini
Sono particelle prive di carica elettrica e con una massa
estremamente piccola (che non si è ancora riusciti a misurare).
Interagiscono raramente con la materia; possono infatti
attraversare, indisturbati, enormi spessori di materia.
Furono teorizzati da Wolfgang Pauli nel 1931, Enrico Fermi fornì
una teoria solida e il nome, per questa sfuggente particella.
Nel 1956 F. Reines e C. Cowan finalmente rilevarono i neutrini
dopo alcuni esperimenti con un reattore nucleare.
1. Neutrini terrestri
2. Neutrini atmosferici
3. Neutrini solari
4. Neutrini da esplosioni di supernovae
5. Neutrini fossili ?
Un segnale
multimessenger sicuro è Neutrini: Ice Cube
quello del 22set2017
grazie alla concomitanza
di una sorgente gamma.
La sorgente sarebbe IC-170922A
un blazar* distante 4.5
miliardi di anni luce, e
sono serviti sedici
esperimenti congiunti per
isolare la probabile culla
di partenza. La distanza è
stata calcolata grazie
al redshift di debolissime
righe di emissione di
ossigeno e azoto.
* sorgente altamente energetica,
variabile e compatta, associata a
un buco nero supermassiccio al
centro di una galassia ospitante.
Onde gravitazionali: Ligo, Virgo
Onde gravitazionali:
l’interferometro VIRGO a Cascina, Pisa
Onde gravitazionali.
Il primo rilevamento
GW150914
Radioastronomia
1931: Karl Jansky scopre le radioemissioni cosmiche
1944: Grote Reber compila la prima radio-mappa della nostra galassia
1965: R. Wilson e A. Penzias scoprono la radiazione cosmica di fondo
1967: Antony Hewish e Jocelyn Bell scoprono le Pulsar (stelle di neutroni)
L’ “occhio” è ora il
radiotelescopio, strumento
costituito da un ricevitore
radio (radiometro) che
attraverso un’antenna, capta
le radiazioni provenienti dallo
spazio.
Potere di risoluzione dei radiotelescopi
Green Bank, WV, USA
Very Large Array
Socorro, NM, USA
Single dish Array
Radiazione termica e di sincrotrone
…sono i principali meccanismi di
emissione di onde radio dal
cosmo
Quando un elettrone incontra un
campo magnetico ci spiraleggia
intorno. La spirale cambia
continuamente la direzione
dell’elettrone, che è quindi
accelerato ed emette radiazione.
…ma c’è anche la
emissione in righe spettrali
es.: riga dell’idrogeno
f = 1420.4 MHz λ = 21 cm
Molte righe
spettrali (di emiss.
o assorb.) si
rilevano in gamma
radio e non solo
nell’ottico.
Tramite la riga a 21 cm fu possibile nel 1952 tracciare le prime mappe
della distribuzione dell'idrogeno neutro nella Galassia, rivelando per la
prima volta la struttura a spirale della Via Lattea.
Esempio di attività pratica:
rileviamo l’idrogeno galattico
con radiotelescopi remoti
[Link]
SALSA is a part of the European
Hands-On Universe project
L’Università Chalmers di Onsala
(Svezia) rende disponibili tre
radiotelescopi da 2,3 m remotizzati
via internet, per uso didattico!
Coordinate galattiche
I IV
II III
Quadrante I 0° < l < 90°
Quadrante II 90° < l < 180°
Quadrante III 180° < l < 270°
Quadrante IV 270° < l < 360°
Altra attività di radioastronomia amatoriale…
Progetto Radiometeore
[Link]
L’entrata in atmosfera di un meteoroide lascia una scia di gas ionizzato che
diffonde o riflette le onde radio ad essa incidenti, su frequenze ove
normalmente non è possibile la ricezione oltre l’orizzonte radio.
Sintonizzandosi su una frequenza ove irradia un trasmettitore noto (il cui
segnale normalmente non è ricevibile), il passaggio di una meteora è segnalato
da un eco del segnale proveniente dal trasmettitore considerato
Riferimenti
[Link]
[Link] Hands of Universe
Mappa radio della Via Lattea
(grazie a Mario Sandri per le immagini)
Giovanni Aglialoro jan@[Link]