24/07/2021
ELABORATO DI METODOLOGIE SINTETICHE ECOCOMPATIBILI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II
SCUOLA POLITECNICA E DELLE SCIENZE DI BASE LA CHIMICA VERDE
CORSO DI LAUREA TRIENNALE IN CHIMICA
ANNO ACCADEMICO 2020-2021
• Il concetto di chimica verde nasce dalla necessità del chimico di
sintesi di tener conto degli aspetti inerenti alla tutela della salute
dell’uomo e dell’ambiente nella fase di sviluppo di una strategia
sintetica di una molecola target.
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LA CHIMICA VERDE
• La green chemistry definisce l’adozione di un insieme di principi atti
a ridurre o eliminare l’uso e la produzione di sostanze pericolose
nella progettazione e nella manifattura di prodotti chimici.
• L’attributo pericoloso è relativo ad aspetti fisici, globali e
tossicologici.
PROF. SSA: CANDIDATA:
ANDREA CORREA MARIA CRISTINA PESOLA • I principi della green chemistry sono 12 e rappresentano le linee
MATR. N83001434 guida per un chimico intenzionato a progettare una nuova via
sintetica.
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I PRINCIPI DELLA GREEN CHEMISTRY I PRINCIPI DELLA GREEN CHEMISTRY
1. Prevenire l’inquinamento all’origine è più conveniente rispetto 4. I prodotti dovrebbero essere disegnati per rimanere adatti
a doverlo trattare successivamente. al loro scopo, pur presentando una tossicità ridotta;
bisogna soddisfare il bilancio tra massimizzazione di
2. Le sintesi dovrebbero massimizzare l’inclusione di tutti i prestazione e riduzione di pericolosità.
materiali di partenza nel prodotto finale: concetti di economia
atomica (EA), E-factor e quoziente ambientale (EQ). 5. Nella manifattura di un prodotto chimico l’uso di sostanze
ausiliari, quali solventi o agenti separatori, dovrebbe essere
3. Le sintesi dovrebbero prevedere l’uso e la produzione di evitato o limitato a sostanze innocue. Sostituzione dei VOC
sostanza con una tossicità minima o nulla. Valutazione di dose Sopra: Metodo classico produzione di fenolo, con solventi alternativi quali liquidi ionici, acqua, solventi
tramite benzensulfonato di sodio
tossica, tipo di danno e reversibilità nel mondo umano, Sotto: Metodo innovativo produzione di fenolo, supercritici.
animale e vegetale. tramite processo cumene.
6. Il consumo energetico di un processo chimico dovrebbe
essere minimizzato.
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I PRINCIPI DELLA GREEN CHEMISTRY I PRINCIPI DELLA GREEN CHEMISTRY
7. Materie prime e fonti di energia dovrebbero essere innocue per 10. I prodotti chimici non dovrebbero rimanere inalterati
l’uomo e il territorio; le fonti di energia rinnovabili dovrebbero nell’ambiente dopo aver svolto la loro funzione, ma dovrebbero
sostituire quelle destinate a scomparire. essere trasformati in sostanze innocue.
8. Le derivatizzazioni nelle sintesi dovrebbero essere evitate. 11. Le metodologie analitiche dovrebbero permettere il
Modificare il reagente o usare gruppi protettori comporta l’uso monitoraggio ambientale e il controllo dell’inquinamento in
di reagenti estranei alla reazione principale e la produzione di tempo reale durante la manifattura dei prodotti chimici.
rifiuti.
12. Il design di impianti deve minimizzare il rischio di incidenti:
9. È preferibile avere reazioni catalitiche piuttosto che quelle bisogna lavorare su impianti intrinsecamente sicuri, in assenza di
stechiometriche; queste ultime prevedono la produzione di rischio.
sottoprodotti di scarto, processi di separazione, l’uso di sostanze
ausiliari e raramente hanno resa del 100%. Reazione di sintesi dell’insetticida carbaryl, con intermedio di
reazione isocianato di metile, il quale deposito di stoccaggio a
Bhopal esplose nel 1984 rilasciando una nube tossica di
isocianato di metile.
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I PRINCIPI DELLA GREEN CHEMISTRY LA CHIMICA VERDE
Principio 10: dopo aver svolto la loro funzione, i composti chimici APPROFONDIMENTO SUI PRINCIPI 10 E 11 DELLA GREEN CHEMISTRY
sono tipicamente rilasciati nell’ambiente. Il rischio maggiore risiede
nella possibilità di un loro accumulo e assimilazione da parte di piante,
animali o uomini nel momento in cui gli scarti vengano rilasciati senza
LA TERRA DEI FUOCHI
prima essere modificati in sostanze innocue. Già in fase di
progettazione il chimico deve prevedere il comportamento
nell’ambiente di una certa molecola e garantire uno smaltimento
sicuro.
Principio 11: i chimici analitici sono impegnati in prima linea nella
prevenzione dell’inquinamento durante il processo di produzione, e
quindi a livello industriale, e al monitoraggio ambientale del territorio
oggetto di studio.
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LA TERRA DEI FUOCHI LA TERRA DEI FUOCHI
• Un caso esemplare del danno potenziale di rifiuti, industriali e non, rilasciati
nell’ambiente senza essere trattati e senza alcun controllo è rappresentato dalla • Il rapporto dell’ISS ha tenuto conto di tre indicatori, mortalità,
cosiddetta Terra dei fuochi. ospedalizzazione e incidenza tumorale, nella popolazione di 39 comuni
dei 55 totali della Terra dei Fuochi, con dati riferiti al periodo 2008-2015.
• La Terra dei fuochi è una vasta area a cavallo tra le province di Napoli e Caserta che
comprende 55 comuni in cui si è avuto, e si ha ancora, un alto tasso di discariche • «I risultati del piano di sorveglianza epidemiologica […] hanno
abusive e roghi tossici a partire dai primi anni 2000. corroborato la nozione di un carico di patologia, nell’area in esame, per il
quale le esposizioni a emissioni e rilasci dei siti di smaltimento e
• Parallelamente alle indagini delle forze dell’ordine sul tema Ecomafia e sui rapporti combustione illegale dei rifiuti possono avere svolto un ruolo causale o
della Camorra con il traffico di rifiuti nel nostro Paese, la Procura della Repubblica di concausale.»*
Napoli Nord e l’Istituto Superiore di Sanità nel 2016 hanno stipulato un accordo di
collaborazione scientifica, il cui rapporto finale è stato rilasciato nel dicembre 2020. • In particolare è interessante osservare le mappe in cui si riporta l’indice di
rischio comunale (IRC) e l’indice di esito sanitario (IES) dei comuni
• Obiettivo del report dell’ISS era quello valutare la correlazione tra i roghi tossici e interessati.
malattie di tipo cancerogene e asmatiche che colpiscono i cittadini residenti nei
comuni della Terra dei Fuochi. * Mortalità, ospedalizzazione e incidenza tumorale nei Comuni della Terra dei Fuochi in Campania
(relazione ai sensi della Legge 6/2014), ISSN 1123-3117, Rapporti ISTISAN 15/27.
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LA TERRA DEI FUOCHI LA TERRA DEI FUOCHI
• Detto che lo scienziato contemporaneo dovrebbe seguire i principi
MAPPA DELL’INDICE DI RISCHIO COMUNALE MAPPA DELL’INDICE DI ESITO SANITARIO della Green Chemistry e quindi favorire lo smaltimento sicuro dei
prodotti chimici, una volta in cui si ritrova di fronte una situazione
del genere, cosa può fare per risolvere il problema?
• La questione bonifiche è ormai un tema caldo da anni, a causa della
loro evidente necessità e del loro eccessivo costo. Negli ultimi 13
anni solo una discarica dei veleni è stata bonificata, l’exResit nel
comune di Giugliano in Campania tramutata in parco urbano e, ad
oggi, abbandonata.
• Tra i metodi ecocompatibili sviluppati per bonificare queste aree di
interesse, questo elaborato si soffermerà sul protocollo sviluppato
dalla Life+ Ecoremed, progetto dell’Università degli Studi Federico II
finanziato dalla Commissione Europea.
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LA TERRA DEI FUOCHI SOIL WASHING PER LA RIMOZIONE DI METALLI PESANTI
• Il bio-fito-risanamento consiste in un insieme di tecniche di coltivazione di piante
finalizzate a ridurre la concentrazione o il rischio legato alla presenza di contaminanti
organici ed inorganici, soprattutto di metalli pesanti. • Il procedimento di soil washing prevede la rimozione di metalli pesanti
presenti in un campione di terreno tramite l’agente chelante EDDS
• Talvolta il biorisanamento potrebbe essere ostacolato da fattori limitanti, come la (Ethylenediamine-disuccinic acid, nella figura a lato).
composizione chimica degli inquinanti nel suolo e più in dettaglio la loro concentrazione
o l’elevata biodisponbilità, in quanto questi potrebbero inibire lo sviluppo di • Successivamente le acque contaminate subiscono un
microrganismi adatti o richiedere tempi molto lunghi per completare la bonifica. processo fotocatalitico per raggiungere concentrazioni di
EDDS e metalli entro i limiti della legislazione.
• In tali casi è preferibile usare una tecnica di soil washing ecocompatibile, accoppiato ad
un processo solare di ossidazione fotocatalitica per il trattamento delle acque esauste
• I risultati evidenziano che il lavaggio del suolo tramite EDDS
del lavaggio del suolo.
è un metodo di successo per ridurre le concentrazioni di
metalli pesanti nel suolo (55% per Zn dopo sole 96h di
lavaggio); tuttavia il processo genera acque di scarto
contaminate che necessitano un processo fotocatalitico per
eliminare completamente l’EDDS e ridurre le concentrazioni
dei metalli pesanti in questione.
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ELABORATO DI METODOLOGIE SINTETICHE ECOCOMPATIBILI
CONCLUSIONI
• Benché il concetto al centro della Green
Chemistry sia la prevenzione tramite sviluppo P – Prevent wastes
sostenibile, questo elaborato intendeva anche R – Renewable Materials
mostrare come la figura dello scienziato può O – Omit derivatization steps
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risultare fondamentale nel risanamento di una D – Degradable chemical product
situazione dannosa per l’uomo e per l’ambiente. U – Use safe synthetic methods
C – Catalytic reagents
• Le tecniche ecocompatibili di bonifica del T – Temperature and pressure ambient
territorio usate per la riqualificazione della Terra I – In-process monitoring
dei Fuochi risultano inoltre essere più efficienti V – Very few auxiliary substances
delle classiche metodologie di bonifica. E – E-factor, maximise feed in product
L – Low toxicity of chemical products
• La sola figura del chimico non basta: Y – Yes, it is safe
«Il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica
il successo.»
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