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Fere et Mercati

Questa grande circolazione di uomini e merci rifluiva ciclicamente in diversi gangli di scambio ove si perfezionavano le contrattazioni e le merci passavano di mano. Ricordiamo i grandi mercati di Varzi ( Fera di S.Simone), di S.Sebastiano Curone, di Torriglia ( Fera di maggio e di S.Michele), di Monleone di Cicagna. Oltre alle fere maggiori, durante lanno mercati minori si sviluppano anche in sedi secondarie (Propata) o si specializzano (solo per bestiame). Dalla fine del 500 al sorgere del Noveau Rgime la piaga del banditismo impegnava costantemente le poche forze a disposizione della Comunit. Continue imboscate, pi frequenti con lavvicinarsi del tempo dei mercati, tormentavano questo flusso di crinale e costringevano ad organizzare sistemi di protezione. Si viaggiava armati,con spade, pistolle et archibugi, cercando di raggrupparsi in carovane. Su ordine dei Commissari dei Feudi, le Comunit organizzavano turni di guardie armate a protezione del traffico, i Caporali di Villa e i Miliziani presidiavano i punti pi esposti. Alla piega di Lavagnola, al Monte dAntola, alle Cabanne del Romano, erano punti controllati in cui si installavano rastelli o robuste cancellate di legno che permettevano controlli pi accurati soprattutto in tempo di epidemie. Allingresso dei paesi altri controlli, Birri della Corte fermavano i feanti ed obbligavano a depositare le armi in baracche o guardiole predisposte, le Grida del Principe non ammettevano gente armata alle fiere. Spesso le grida non erano rispettate, i contravventori venivano arrestati e condotti nelle carceri del Castello e rilasciati solo dopo il pagamento di salatissime multe. Nelle Osterie del Borgo, allietate da suonatori di pinfio e musa, ci si spezzava le nocche al gioco della morra, poi, quando le bevute diventavano pesanti, saltavan fuori i coltelli e spesso le liti finivano in tragedia.

Dalle Filze criminali: 1626 - Nel luogo di Torriglia si fanno le fere che seguono, nel mese di Maggio e nel mese di Settembre vi si conduce grandissima quantit di bestiame, Bovi, Manzi, Vacche, Capre, Pecore, Cavalli, Poledri, Muli, Porci et altra sorta di animali 1624 - i testi han sempre sentito dire che il confine fra la Giurisdizione di Torriglia e quello della Ser. Repubblica di Genova si divide con la strada che dalla Scoffera cammina a Recco e con la strada di Val dAveto che dal Casteluzzo cala a quella di Recco verso la colla di Boasi et avervi sempre visto atti di giurisdizione dei Messi della Corte e dei Pedagieri del dazio verso i mulattieri di Recco che cercavano frodare il dazio venendo dalla Fera di S.Simone a Varci 1681 - Gio Segalerba imputato di furto di una capra, viene arrestato e condotto in Castello era vestito di un casaccone di panno oscuro, un paio di calzoni di cadisso scuri con due pezze di tela turchina davanti, una camixiola rossa, scarpe di corame nero et camisia bianca 1681 - Si dice che da 8 o 10 mesi il mercato era cominciato a declinare e vengono Mulattieri Lombardi a portar Grano, Riso, Melega, e Fave e non vi erano forestieri a comprare, perci non pose la banderuola. ( Il lunedi, giorno di mercato, sulla torre del Castello veniva esposta la banderuola.)

Guardie armate
1672 - Il mio schioppo laveva portato seco mio padre alla guardia dAntola per il giorno della fera di questo Borgo

1672 - Leonardo Cicarello, famulo della Corte dice: il giorno del Corpus Domini prossimo passato, essendo io andato per il Monte di Lavagnola con altri soldati per vedere se vi fosse qualche bandito o ladro per perseguitarlo e darle addosso, viddi che Domenico Garaventa, Stefanino Casaleggio e Agostino Biggio app.to il Cagnino invece dessere sopra il monte con loro schioppi a far la guardia per la fera che si fece il giorno di hieri, vi erano senzarmi in modo che per loro i viandanti non potevano mancar dessere assassinati e rubbati 1681 - Simone Varni dice: ...stavano facendo la guardia sui monti comandato dal Caporale di Fascia su disposizione del Commissario di Torriglia in occasione della fera di Varzi

Furti in Fera
1593, 27/9 - Il Baricello dice: Si come hoggi ho fatto secrettamente guardia per la fiera del presente luogo di Torriglia per veddere alcuno che rubbasse et ho veduto Batto Freghera qual ha rubato un paro di scarpe al Banco duno Calegaro detto il Bado di Recco 1593 - Carozino e Carchetto robano scarpe sul Banco del Mercato di Torriglia, arrestati e condotti in Castello vengono condannati a multa ed alla Berlina Jussit ipsum ligari et ligatum tenere x una hora ad berlina hora mercati in publico loco Turrilie vel ad standum ligatos ad Berlina, Carozinus x medium hora et Chirchetum x quartum hore..

Le Rapine
1624 - Jo Angelo Palavicino: hieri a circa quatro hore del giorno, venendo dalla Cabella, che venivo cost a portar del vino, e

quando gionsi nelli Crosi di Fassia si mi presentorono doi armati darchibugji, quali mi fermorno, come anche Gio Maria, mio fratello, e me roborno doi ducatoni, uno pezzo e mezzo da otto reali e ci presero un malandrano nuovo et li corselli a tutti doi con le coronette che havevo nella stacca e mi dissero che se volevamo caminare per questi paesi dovevamo tacere 1624 - Paulinus de Scribanis denuncia: Mercred andando con Laurenzo Scribano a Beneito Re detto il Rattino, Tognino Scribano, Simon Muratore a pagare li fitti in Carrega, quando gionsimo nelli Crosi di Fassia se apresentorno doi armati di archibugji et uno di pistolla e coltello e a me ruborno .14.10. che havevo in la borsa e a Lorenzo gli tolsero il malandrano, a Simone tolsero il gonello Io conobbi il Renesso di Rovegno perch ha una mano che gli manca il dito grosso e non so il nome, laltro intendo che fosse il Cotto di Casanova 1663 Dicembre - Dominicus de Piperis q. Gulielmi, jurisd.Placentie et Cristoforo Bazinus q, Jo Bapta. qualmente hier sera, nel mentre conducevano alla volta di questo Borgo delli animali porcini quali sono dun huomo soppranom.to il Boffo del luogo di S.Stefano, gionti che sono stati sopra la Costa del Bagordo sono stati assaliti da tre armati che li hanno preso tre rubbi di formaggio che havevano in un sacco, con un paro di calzette e poi se ne sono andati

Il Mercato di S.Sebastiano Curone


I mulattieri di Frascata (Gatti), di Cecima(Lazzati) portano olio, sapone, formaggio e sale e acquistano grano per portarlo al Genovese.

1536 - Dalle Rettorie di Cantalupo fa viaggi di mulo verso Pavia, Vigevano, Cremona con muli che vengono da Genova e frequenta S.Sebastiano, dove porta grandi some di grano in direzione di Genova. al Mercato convenivano da Cecima, Frascata, Cantalupo, Figino, Zebedassi, Vendersi, Vigo, Albera, Vigo Ponzo, Rocchetta, Alborella, Croce dei Fieschi, Merlassino, Dernice, Rocca Spinola, Menconico, Roverassa, Brignano Tradizionalmente era un mercato dove non si pagavano dazi, almeno fino al 1565. Lesattore andava verso i conduttori e chiedeva Donde seti o donde andati, per qual strada?? E scoprendo che avevano attraversato il territorio di Montacuto ordinava.. date qua il pedagio di Monteacuto Dal 1566 in poi sul Mercato si paga al Principe Doria Bossano e Stefanino Rocca esattori riscuotevano a nome della Sig.ra Ginetta Doria e del figlioSe uno non pagava gli sequestravano i muli.1

Figura 1 Pondus equum voluntas Domini

G. Bonavoglia Il mercato di S. Sebastiano Curone a met del 500