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CAP.

1 LA SOCIETA CIVILE
LIRRUZIONE DELLE MASSE NELLA STORIA Gli ultimi decenni del 19sec e i primi del 20 furono caratterizzati nei paesi europei e negli Stati Uniti dallirrompere delle masse nella storia che rivendicavano una partecipazione attiva e direttiva alla vita pubblica. Nacque cs la SOCIETA DI MASSA che avrebbe caratterizzato tutto il 20sec. Il primo ad analizzare i comportamenti e gli atteggiamenti mentali della massa fu il francese GUSTAVE LE BON il quale rilev che la massa, da lui definita folla, aveva acquistato un crescente peso economico, politico e sociale; la massa gli appariva non +controllabile attraverso i soliti strumenti di dominio, infatti sembrava essere in grado di formare sue autonome associazioni, come le camere di lavoro, i partiti e i sindacati, indipendenti dal potere statale, e di mandare rappresentanti in Parlamento, prendendo cs coscienza della propria forza. Si svilupp cs la societ civile che veniva a distinguersi dalla societ politica, cio dallo Stato. Oltre che nellattivit politica, le masse mostravano di avere notevoli capacit di iniziativa anche nellorganizzare il tempo libero, con la creazione di una cultura autonoma, di societ ginniche, associazioni musicali. X evitare sconvolgimenti sociali, le classi dirigenti (moderati e conservatori)cercarono di NAZIONALIZZARE LE MASSE, facendole partecipare alla vita nazionale attraverso feste tradizionali, cerimonie patriottiche, riti e simboli. LA NASCITA DEI PARTITI DI MASSA Le masse riuscirono ad influenzare profondamente la vita politica con lesercizio del diritto di voto e la formazione di partiti di massa, chiamati cs xk coinvolsero un numero elevatissimo di cittadini. Lestensione del diritto di voto segn il passaggio dalla societ liberale a quella liberal-democratica Nella concezione classica del liberalismo la partecipazione alla vita politica richiedeva lindipendenza economica(aveva diritto di voto solo chi possedeva una rendita fornita dalla propriet o un reddito derivante da una professione), si trattava di una concezione censitaria; nel corso dell800, il diritto di voto fu poi progressivamente allargato a coloro che fossero in grado di leggere e scrivere, cs si arriv al suffragio universale maschile. I partiti di massa passarono da una struttura federativa (cio da una sorta di federazione di gruppi diversi) ad una struttura centralizzata (una direzione centrale che dettava la linea politica allintero partito). Nel 1875 fu costituito in Germania il primo Partito socialdemocratico, durante un congresso che si tenne nella citt di Gotha; nacque dalla fusione di 2partiti gi esistenti: lAssociazione degli operai tedeschi e il Partito socialista democratico dei lavoratori di cui prese il nome; nel 1890 assunse quello di Partito socialdemocratico della Germania (SPD). Nel programma approvato al congresso di Gotha furono chiesti il passaggio dei mezzi di produzione dalla propriet privata alla propriet collettiva, la sicurezza sociale e la formazione di un esercito popolare al posto di quello di mestiere; qsti obiettivi dovevano essere raggiunti pacificamente attraverso la democratizzazione dello Stato. Marx critic tale programma xk lo consider troppo vago e xk non prevedeva un periodo di dittatura del proletariato. Le critiche di Marx trovarono risonanza allinterno del partito e, nel 1891, al congresso di Erfurt, fu approvato un nuovo programma elaborato soprattutto da KARL KAUTSKY che deline con maggior chiarezza lobiettivo di una completa trasformazione della societ in senso socialista. Ma neanche a Erfurt si affermarono le tesi marxiane della conquista rivoluzionaria del potere e dellinstaurazione della dittatura del proletariato xk K.celebrava lazione parlamentare sostenendo che in presenza di un parlamento forte anche la forma istituzionale dello stato poteva passare in secondo piano, era necessario perci che il proletariato, conquistate le libert politiche (che K.riteneva fondamentali x

lo sviluppo del movimento operaio), si battesse soprattutto x accrescere i poteri del parlamento e il proprio peso al suo interno. Nel 1880 nacque il Partito operaio francese; il Italia, nel 1892, nacque il Partito dei lavoratori italiani che poi prese il nome di Partito socialista italiano; nel 1898 nacque il Partito socialdemocratico russo le cui vicende furono molto diverse da quelle della socialdemocrazia tedesca a causa dellazione svolta da VLADIMIR ILIC ULJANOV che prese il nome di battaglia di LENIN (adoperato x la prima volta nellopuscolo Che fare? pubblicato nel 1901; probabile che derivi dal fiume Lenin o alcuni pensano da una sua compagna di scuola di nome Lena). Il movimento socialista russo era diviso in 2grandi filoni: quello marxista, cui apparteneva la socialdemocrazia, e quello social-rivoluzionario, che si rifaceva alle posizioni dei populisti che negli anni 70 del 19sec avevano chiesto la distribuzione delle terre ai contadini. Lenin diede uninterpretazione originale del marxismo, elaborando una particolare teoria del partito: x L. il partito doveva avere un carattere estremamente coeso x poter assumere la guida del processo rivoluzionario e portare il proletariato alla conquista del potere; tale concezione pu essere definita <giacobina> xk richiamava le posizioni dei giacobini che durante la riv.francese avevano dato grande importanza alla compattezza del gruppo dirigente, nellambito di una concezione fortemente centralistica e unitaria della direzione del movimento rivoluzionario. L.riteneva anche che la classe operaia fosse incapace di formarsi da s una coscienza politica, quindi spettava agli intellettuali borghesi il compito di dare agli operai la consapevolezza della propria forza attraverso lo strumento del partito. Nel 1903 il partito socialdemocratico russo si divise in 2correnti: la maggioritaria, chiamata bolscevica (in russo bolscevik=maggioritario), guidata da L. che voleva un partito disciplinato e centralizzato; la minoritaria, chiamata menscevica (menscevik=minoritario), guidata da MARTOV che chiedeva unorganizzazione politica meno rigida, sul modello della socialdemocrazia tedesca.
Partito socialdemocratico tedesco= organizzazione politica meno rigida Partito socialdemocratico russo = organizzazione politica +rigida

Karl Marx ed un gruppo di sindacalisti inglesi e francesi fondarono a Londra nel 1864 la PRIMA INTERNAZIONALE con lo scopo di conseguire lemancipazione economica della classe operaia. A Marx si contrappose MICHAIL BAKUNIN, fondatore del mov.anarchico ed avversario di ogni forma di autorit, compresa quella di un futuro stato socialista (Prima internazionale: anarchici vs socialisti). Nel 1876 la Prim.intern si sciolse e nel 1889 fu fondata la SECONDA INTERNAZIONALE da cui restarono esclusi gli anarchici. Come nella prima anche nella seconda intern.si contrapposero 2tendenze: socialisti riformisti vs socialisti rivoluzionari. I rivoluzionari ritenevano che soltanto la rivoluzione avrebbe risolto le contraddizioni della societ borghese; i riformisti avevano ankessi come obiettivo la trasformazione della societ in senso socialista ma erano convinti che potesse essere raggiunto attraverso una serie di riforme. La loro divisione coinvolse interi partiti: x es., la socialdemocrazia tedesca era riformista; la socialdemocrazia russa era rivoluzionaria. La Seconda internazionale non riusc a dare una linea politica omogenea a tutti i partiti socialisti anche a causa delle diversit nazionali e delle differenti condizioni di sviluppo in cui si trovavano i paesi europei. Nel 1893 fu fondato in Inghilterra il Partito laburista indipendente. Prima di allora i socialisti inglesi si erano raccolti nella Fabian Society, essi erano contrari alla rivoluzione e sostenevano che le riforme dovessero essere ottenute con una tattica temporeggiatrice, la stessa adottata da Quinto Fabio Massimo (detto perci il Temporeggiatore) contro Annibale: il fabianesimo prendeva il nome proprio da lui. Fino ad allora la difesa degli interessi della classe lavoratrice inglese era stata affidata soprattutto al partito whig (termine di origine seicentesca, indicava la forza politica contrapposta a quella tory, conservatrice; i whigs erano riformatori e rappresentavano i liberali

britannici). La nascita del Partito laburista limit linfluenza del partito whig, sicch lInghilterra continu ad avere un sistema bipartitico con la contrapposizione tra conservatori e laburisti al posto di quella tra conservatori e liberali. Anche negli Stati Uniti esisteva un sistema bipartitico che vedeva la contrapposizione tra repubblicani e democratici, ma nel 1911 un repubblicano, THEODORE ROOSEVELT, tent di creare una terza formazione politica fondando il Partito progressista il cui programma consisteva nellattuare una politica di riforme facendo intervenire lo stato nelleconomia e favorendo la libera concorrenza. Le elezioni presidenziali del 1912 decretarono la fine del nuovo partito, ma il progressismo rimase un punto di riferimento sia x i socialisti moderati sia x i borghesi riformisti e fin col diventare sinonimo di riformismo. I SINDACATI Mentre nei partiti le masse svolgevano attivit politica, nei sindacati potevano avanzare le loro richieste di carattere economico(aumenti dei salari e migliori condizioni di lavoro). Agli inizi i sindacati assunsero la forma di federazioni di mestiere, cio organizzazioni di operai che esercitavano lo stesso tipo di lavoro; in seguito qste associazioni si riunirono in grandi confederazioni nazionali. A livello locale i lavoratori erano organizzati in camere o borse del lavoro. Tra i sindacati europei ebbero un carattere ed una funzione particolare le Trade Unions inglesi che influenzarono notevolmente la politica indirizzando il voto dei lavoratori prima verso il Partito liberale e poi verso quello laburista col quale si strinsero in una confederazione. La principale forma di lotta adottata dai sindacati fu lo sciopero al quale gli imprenditore contrapponevano la serrata, cio la chiusura delle fabbriche e si servivano dei crumiri (lavoratori che sostituivano gli scioperanti). Una data importante nella storia del movimento operaio costituita dalla nascita della festa dei lavoratori: un sindacalista statunitense McGuire sugger di dedicare una festivit alla celebrazione del lavoro e +tardi il +combattivo sindacato americano, i Cavalieri del lavoro, indicarono il primo luned di settembre (Labor Day). Negli altri paesi la festa del lavoro ricorre il primo maggio ma anche qsta data si riferisce a un avvenimento che si verific negli Stati Uniti: il primo maggio del 1886 inizi a Chicago uno sciopero x ottenere la giornata di 8ore di lavoro, nel corso delle manifestazioni scoppi una bomba che uccise un poliziotto, segu una dura repressione che provoc alcuni morti e centinaia di feriti; il congresso dellInternazionale socialista tenuto nel 1889 scelse il primo maggio come festa di tutti i lavoratori del mondo. Accanto ai sindacati dei lavoratori si formarono anche associazioni di imprenditori che avevano lo scopo di tutelarne gli interessi. REVISIONISMO DI BERNSTEIN E SINDACALISMO RIVOLUZIONARIO DI SOREL La conquista del diritto di voto rafforz le posizioni dei riformisti che ritenevano possibile la conquista pacifica del potere da parte dei rappresentanti delle classi operaie. Essi erano convinti che attraverso la propaganda e lorganizzazione, i partiti socialisti avrebbero potuto raggiungere, in un futuro non lontano, la maggioranza assoluta nei parlamenti. Marx riteneva invece che le condizioni del proletariato non potevano cambiare in maniera sostanziale, a qsta sua convinzione erano legati i socialisti rivoluzionari. Sulla possibilit di conquistare pacificamente il potere attraverso le elezioni insistevano i teorici del revisionismo che avevano il maggior esponente il EDUARD BERNSTEIN il quale critic fortemente i principi fondamentali marxiani quali: la teoria del valore: x M.il valore delle merci dato dalla quantit di lavoro che gli operai hanno impiegato x produrle; x B. invece dato dalla loro utilit; progressiva proletarizzazione della societ e di conseguenza della sua polarizzazione politica: x M. gli artigiani ed i piccoli imprenditori si sarebbero trasformati in operai; B invece era convinto che si andasse verso una maggiore articolazione sociale e sembravano dargli ragione le vicende della societ tedesca dove le classi sociali non si stavano riducendo

alla 2individuate da M, borghesia e proletariato, ma stavano anzi divenendo +numerose e non si stava verificando nemmeno limpoverimento del proletariato grazie allincremento delloccupazione, allaumento dei salari e alle riforme sociali. B.respingeva anche la concezione marxiana della lotta di classe, che non considerava un essenziale strumento rivoluzionario, e quella della dittatura del proletariato il cui rifiuto derivava dallanalisi dello Stato che B non considerava +Stato classista, cio lo strumento di cui si serviva la classe dominante x esercitare il suo dominio sul proletariato; x B anche il proletariato, attraverso il voto, poteva conquistare la direzione dello Stato o poteva parteciparvi, di conseguenza non era +necessario abbatterlo, x instaurare la dittatura del proletariato, era invece possibile x i socialisti servirsi proprio dello Stato x attuare le riforme. Anche il francese GEORGES SOREL rivide le posizioni di Marx, invitando i sindacati a occuparsi di politica x portare le masse alla rivoluzione: nelle Riflessioni sulla violenza S.consider non scientifiche le tesi di Marx che aveva visto uno stretto rapporto tra crisi economica e politica, S era convinto che la societ borghese fosse in decadenza ma sosteneva che x abbatterla fosse necessario un mito politico che avesse una grande forza propulsiva. Egli, infatti, dava grande importanza ai miti, considerati come <insieme di immagini capaci di evocare una massa di sentimenti> e qsti sentimenti dovevano spingere gli operai a insorgere contro il dominio della borghesia. S non credeva alla possibilit di una conquista pacifica del potere e attribuiva alla violenza un ruolo di eccezionale importanza nella storia. Tra i miti politici dava importanza allo sciopero generale rivoluzionario che avrebbe costituito la battaglia finale della guerra intrapresa dai socialisti contro la borghesia e avrebbe consentito di distruggere il potere dello stato borghese. Le idee di S ispirarono una forte corrente sindacale che prese il nome di sindacalismo rivoluzionario che adott metodi violenti di lotta. In origine, al sindacalismo rivoluzionario diedero un certo contributo gli anarchici e perci fu chiamato anche anarco-sindacalismo. I sindacati riv consideravano gli scioperi larma +efficace dei lavoratori e li promuovevano con lobiettivo non tanto di ottenere il miglioramento dei salari quanto di tenere in allenamento gli operai in vista di un attacco finale al potere borghese e qsto attacco sarebbe avvenuto tramite il grande sciopero generale previsto da Sorel. I sindacati riv davano una particolare importanza allazione svolta dalle camere del lavoro che riunivano tutti i lavoratori di una citt xk ritenevano che esse fossero la +diretta espressione del movimento dal basso. IL CRISTIANESIMO SOCIALE Non ebbe invece alcuna intenzione rivoluzionaria il cattolicesimo sociale che, nellultimo decennio dell800, si propose di lottare sia contro la societ borghese liberale sia contro il socialismo. Al liberalismo la Chiesa rimproverava non solo lallontanamento dalla religione ma anche lindifferenza verso le classi +povere; al socialismo rimproverava lateismo e la volont di sovvertire la societ dalle fondamenta. La Chiesa condannava anche leconomia capitalistica accusata di portare alla distruzione delle tradizioni. La dottrina sociale cattolica ebbe come fondamento lenciclica Rerum novarum, pubblicata nel 1891 dal pontefice LEONE XIII. In qsto documento il Papa difese la propriet privata ed invit tutte le classi a vivere nella concordia e nellosservanza dei doveri reciproci; le associazioni operaie socialiste vennero considerate un pericolo x la fede ed il pontefice sugger agli operai cristiani di formare associazioni ispirate alla dottrina sociale della Chiesa. Nellenciclica non erano contenute indicazioni programmatiche politiche vere e proprie ma ebbe lo stesso un grande peso nella vita politica tracciando la strada del futuro impegno sociale. LE DONNE E LA FAMIGLIA NELLA SOCIETA DI MASSA Nella societ di massa le condizioni delle donne stavano cambiando, soprattutto a causa del lavoro fuori casa, svolto ora anche dalle borghesi che cominciavano ad entrare nelle professioni riservate fino a quel momento solo ai maschi. Il lavoro femminile e lemigrazione dalle campagne alle citt

influivano sulla struttura e sui ruoli allinterno delle famiglie che da multiple-patriarcali si trasformarono in famiglie nucleari (1solo nucleo-chiuse). Alla fine dell800 le donne non avevano ancora il diritto di voto e qsta fu perci la richiesta fondamentale avanzata dai movimenti femminili. Il mov femminile fu forte allinizio soprattutto negli Stati Uniti, ma nella seconda met dell800 si diffuse anche in Europa e specialmente in Inghilterra dove nacque il movimento delle suffraggette (chiamate cs xk chiedevano proprio un suffragio veramente universale). Negli Stati Uniti lassociazione +forte fu la NAWSA(Associazione delle donne americane x il suffragio), che, nata nel 1890, riusc a raggiungere nel 1920 lobiettivo del suffragio femminile. In Inghilterra le donne, guidate da EMMELINE PANKHURST, ottennero il pieno riconoscimento delluguaglianza politica nel 1928. In Europa e negli Stati Uniti molte donne si batterono nei movimenti e partiti di sinistra. ROSA LUXEMBURG fu la +illustre rappresentante della sinistra europea, fondatrice del Partito socialdemocratico polacco. Si oppose a Bernstein, al regime parlamentare e soprattutto a Lenin, xk sosteneva una rigida centralizzazione della direzione dei partiti rivoluzionari, invece lei era favorevole allinstaurazione di rapporti democratici al loro interno.

CAP.2 LA SOCIETADI MASSA IN ITALIA E IL SISTEMA GIOLITTIANO


In Italia la delineazione dei primi caratteri della societ di massa coincise con gli inizi del 20sec. Luccisione a Monza di Umberto I da parte dellanarchico Gaetano Bresci il 29 luglio 1900 fece comprendere alla classe dirigente italiana la necessit di un cambiamento della linea politica che negli ultimi anni dell800 era stata fondata su metodi repressivi. Il nuovo sovrano, Vittorio Emanuele III, decise di affidare il governo a uomini contrari ai vecchi metodi e in grado perci dinserire le masse nella vita dello stato. Lartefice del nuovo indirizzo politico fu GIOVANNI GIOLITTI che si pose proprio come compito fondamentale il graduale inserimento delle masse nellattivit politica in maniera da non provocare lo sconvolgimento del sistema liberale. G. fu presidente del consiglio nel 1903 e fino al 1914 fu luomo +influente dItalia, perci gli anni 1903-1914 furono definiti et giolittiana. G.era gi stato al governo, dal 1892 al 1893, e si era mostrato contrario alla repressione xk riteneva che occorresse punire soltanto i reati, non la diversit di opinione e di programmi politici e sociali. Una volta tornato al governo, prima come ministro degli interni, nel governo costituito nel 1901 da Giuseppe Zanardelli, e poi dal 1903 come presidente del consiglio, si attenne rigidamente a qsta linea di condotta. G si schier a favore della libert delle organizzazioni sindacali che lottavano x accrescere i salari dei lavoratori. X lui il governo non doveva intervenire a sostegno degli industriali x impedire gli scioperi xk ci sarebbe stato uningiustizia, un errore economico ed un errore politico: uningiustizia xk lo Stato avrebbe mancato al suo dovere di assoluta imparzialit fra i cittadini prendendo parte alla lotta contro una classe; un errore economico xk avrebbe turbato il funzionamento della legge economica dellofferta e della domanda; un errore politico xk avrebbe reso nemiche dello Stato le classi lavoratrici che costituivano la maggioranza del paese. X G lascesa di qste classi non poteva essere arrestata xk comune a tutti i paesi e fondata sulleguaglianza tra gli uomini. Da qste concezioni derivavano 2conseguenze, una politica e una sindacale. Sul piano politico G cerc di trovare un accordo con le forze socialiste che erano disposte a operare nellambito della legalit e che si proponevano lobiettivo non di abbattere lo Stato borghese ma di riformarlo; sul piano sindacale adott una linea di non intervento nelle vertenze tra imprenditori e lavoratori. G cerc di ridurre laltissimo tasso di analfabetismo riconoscendo nella scuola uno strumento fondamentale per la nazionalizzazione dei cittadini e la fusione delle culture regionali. G favor anche la crescita dellindustria italiana, arretrata rispetto agli altri paesi. Dal 1902 al 1913 il prodotto interno lordo (misura il valore globale dei beni e dei servizi prodotti in uno stato) aument di circo il

70%; nel 1911 il debito pubblico (complesso dei prestiti contratti dallo stato e dagli enti pubblici con lemissione di titoli di stato e obbligazioni) rappresentava il 111% del prodotto interno lordo; nel 1913 era sceso all80%. Lo sviluppo industriale interessava soprattutto il nord: nel 1899 in Piemonte fu fondata da Giovanni Agnelli la Fabbrica italiana automobili Torino(FIAT), a nord sorsero anche le prime associazioni degli industriali come la Confederazione italiana dellindustria (CIDI). G era consapevole della gravit della <questione meridionale>, cio del ritardo dello sviluppo economico della maggior parte delle regioni meridionali di fronte a quelle che formavano a nord il c.d. <triangolo industriale>(Lombardia, Piemonte e Liguria) e adott verso il Mezzogiorno una nuova politica fondata su leggi speciali che diedero inizio allindustrializzazione del Mezzogiorno che x rimase affidata soprattutto alliniziativa governativa. Proprio nel Mezzogiorno la politica giolittiana mostr i suoi punti deboli. G, infatti, che aveva nellItalia meridionale una delle basi del proprio potere xk forniva alla maggioranza parlamentare un buon numero di deputati, favor lelezione dei candidati meridionali appartenenti alla sua maggioranza facendoli sostenere dai prefetti e consentendo loro di assicurarsi il voto degli elettori in cambio di favori. In tal modo G aliment il sistema delle clientele duramente criticato da Gaetano Salvemini il quale lo defin il ministro della malavita. Le difficili condizioni economiche costringevano ogni anno 600 000 italiani a emigrare in America, lemigrazione presentava benefici effetti economici, costituiti dalle rimesse degli emigrati che facevano affluire nelle povere campagne meridionali rilevanti quantit di denaro, ma comportava la divisione delle famiglie e lo spopolamento delle campagne. Grazie alla prudente linea politica, G riusc a superare senza danni anche i momenti di grave tensione sociale come lo sciopero generale del 1904 che fu guidato dalle camere del lavoro e dai socialisti. La direzione del PSI, pur approvando lo sciopero, non intervenne attivamente in esso e si divise tra i riformisti, che volevano limitare la sua durata, e i rivoluzionari, che intendevano utilizzarlo x far cadere il governo Giolitti. Qsti ultimi ottennero un successo xk la Camera fu sciolta e furono indette nuove elezioni che videro avanzare la corrente riformista del PSI. G tent di stabilire rapporti di collaborazione con i socialisti riformisti, guidati da Filippo Turati, xk riteneva che essi rappresentassero la classe operaia dellItalia settentrionale il cui sostegno gli appariva necessario x poter portare avanti il suo progetto di sviluppo industriale e di riforme ma il suo intento fall xk Turati, se avesse collaborato con G, non solo non avrebbe avuto con s la maggioranza del partito ma avrebbe potuto essere accusato di tradimento degli ideali socialisti. Negli ultimi anni dellet giolittiana la corrente riformista del PSI sindebol mentre si rafforzava quella massimalista. I massimalisti erano cs chiamati xk volevano realizzare il programma socialista massimo, quello della rivoluzione, mentre i riformisti proponevano un programma minimo da attuare attraverso le riforme. Nel luglio del 1912 si tenne a Reggio Emilia il 12 congresso del PSI. Mussolini chiese e ottenne lespulsione dei riformisti Bissolati e Bonomi che costituirono un nuovo partito, il Partito socialista riformista, mentre la corrente massimalista assumeva la guida del PSI con Costantino Lazzari alla segreteria del partito e Mussolini alla direzione del giornale Avanti! che trasform in uno strumento di propaganda e agitazione politica contro G e contro il governo. Nel 1912, x cercare di indebolire lopposizione delle sinistre alla guerra di Libia (scoppiata nel 1911 contro la Turchia e conclusasi con la conquista della Libia), G concesse il suffragio universale maschile (potevano votare tutti coloro che avessero compiuto 21anni, 30 se analfabeti) ma lestensione del diritto di voto fece affluire molti voti a sinistra. X bilanciare qsta situazione G, alle elezioni tenute nel 1913, riusc ad ottenere che i cattolici votassero x i deputati della maggioranza, grazie al patto Gentiloni, dal nome del presidente dellUnione elettorale cattolica italiana che si proponeva di indicare ai cattolici i candidati da votare, tra cattolici e candidati liberali che sarebbero stati votati se si fossero impegnati a garantire la salvaguardia di alcuni

principi come la tutela dellistruzione religiosa e il rifiuto del divorzio. Il decreto Non expedit (Non conviene)di Poi 9, del 1874, infatti aveva impedito sino ad allora che i cattolici prendessero parte alla vita politica. G ottenne la maggioranza, ma la base parlamentare del suo sistema si erose e cs, condizionato dal sostegno dei cattolici e attaccato dalla sinistra, si dimise nel 1914. Il nuovo governo fu formato da ANTONIO SALANDRA, un liberale conservatore. Da destra lopposizione a G era guidata dai nazionalisti che trovavano adesioni tra gli intellettuali i quali consideravano la linea politica di G priva di ideali. Nei nazionalisti la celebrazione della nazione si univa alla richiesta di uno stato forte che ritenevano irrealizzabile nellambito del regime parlamentare. Essi si battevano contro la democrazia e contro il socialismo: ai democratici rimproveravano di rinunciare ad una politica estera diretta a rendere grande lItalia attraverso lespansione imperialistica; ai socialisti rivolgevano laccusa di sabotaggio degli interessi nazionali a causa delle loro posizioni internazionalistiche. Il maggior rappresentante del nazionalismo era ENRICO CORRADINI che attaccava il parlamentarismo e riteneva che soltanto la guerra avrebbe potuto rendere grande lItalia. Nel 1909 elabor la concezione della nazione proletaria: il soggetto della storia non era la classe, come sostenevano i socialisti, ma la nazione e al suo interno non dovevano esserci divisioni tra borghesia e proletariato. Lantagonismo di classe doveva trasformarsi in antagonismo tra nazioni ricche e nazioni povere e qste ultime dovevano servirsi della violenza x conquistare anchesse ricchezza e potenza. Inoltre C chiedeva agli industriali di impegnarsi +direttamente della vita politica. I nazionalisti furono lespressione di un interventismo degli intellettuali nella politica che ebbe caratteri nuovi rispetto a quello degli intellettuali del periodo risorgimentale e postrisorgimentale che si interessavano solo allarte e alla cultura. In nuovo interventismo fu caratterizzato da unimpronta decisamente liberale e fu antidemocratico. Ebbe le prime espressioni di rilievo in 2riviste: Il Leonardo di Giuseppe Prezzolini e Giovanni Papini che svolse una dura polemica contro la democrazia, il positivismo ed il materialismo, e Il Regno diretto da Corradini che riprese e svilupp gli argomenti del nazionalismo. Tra gli intellettuali che +contribuirono a diffondere il nazionalismo con le loro opere vanno ricordati Gabriele DAnnunzio e Filippo Tommaso Martinetti, il +noto esponente del futurismo italiano. Una nuova rivista La Voce riusc ad aggregare un fronte culturale +vasto xk vi collaborarono tutti gli intellettuali contrari alla politica giolittiana e vi scrisse anche Salvemini.
NAZIONALISMO= affermare la potenza della nazione (x es.lItalia), x potenza si intende fare lutile della nazione stessa, di tutto il popolo. Lo sviluppo industriale e il capitalismo monopolista comportano negli stati una lotta per la conquista di nuovi mercati e di fonti di materie prime; quindi i popoli alimentano i miti di supremazia nazionale. Lidea di nazione, gi affermatasi durante la fine dellOttocento, sub, all'inizio del '900 un cambiamento: nata dal semplice desiderio di costituzione di ununit nazionale passata a indicare il sostegno ad una volont di sopraffazione. I diversi movimenti nazionalisti che si formarono all'inizio del 900 in molti paesi europei si collocarono a destra degli schieramenti politici e si svilupparono anche a causa di delusioni storiche particolari e della comune avversione per la debolezza dei governi nei confronti della classe operaia. Il Nazionalismo contrappone al concetto socialista di classe e al liberale principio di razionalit la nozione di comunit di sangue fondata su una solidariet naturale, nella quale lindividuo trova la sua piena realizzazione. In nome di tale vincolo elementare, la nazione deve stringersi in un unico fascio denergie per conquistare, attraverso la guerra, una posizione internazionale di massimo prestigio e di massima potenza.

CAP.3 LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE


Negli anni compresi tra la fine dell800 e i primi anni del 900, la base economica della societ di massa fu caratterizzata da uno sviluppo dellindustria cs imponente da essere definito seconda rivoluzione industriale. La I riv ind, che si era verificata fra la fine del 700 e gli inizi dell800, aveva cambiato leconomia europea; la II gett le basi del mondo in cui noi viviamo. Durante la II riv ind furono compiuti grandi progressi scientifici e tecnologici che servirono a migliorare non solo le condizioni economiche generali ma anche la vita quotidiana; la produzione dei beni destinati al consumo si svilupp in maniera superiore al passato. I produttori dei beni essenziali (artigiani, operai e in misura limitata contadini) diventarono anche consumatori partecipando cs al benessere che producevano. Tra i fattori che la resero possibile vanno ricordati il massiccio impiego dellacciaio, lo sviluppo della chimica e luso dellelettricit come fonte di energia. Infatti le grandi quantit dacciaio di cui fu possibile disporre, intorno al 1870, incrementarono la crescita dellindustria dei trasporti (con costruzioni di navi, binari, piccoli e grandi macchinari); linvenzione della lampadina da parte dello statunitense Thomas Alva Edison, nel 1897, introdusse x la prima volta lelettricit nellambito domestico; mentre lo sviluppo della chimica consent la produzione di nuovi concimi x lagricoltura. Larticolazione economica della societ determina larticolazione in classi e gruppi sociali. A met dell800 Marx aveva posto al centro della storia le classi sociali, la lotta e la coscienza di classe. X Marx le classi erano le protagoniste dei processi storici: i membri di un gruppo sociale che svolgeva la stessa funzione nel processo di produzione acquistavano una coscienza di classe quando prendevano consapevolezza di avere forti interessi comuni. La lotta di classe costituiva x M il motore delle grandi trasformazioni. Egli considerava la borghesia e il proletariato le classi fondamentali xk erano le sole originate dal modo di produzione capitalistico; gli altri strati sociali, soprattutto quello degli artigiani, erano x M residui dei vecchi modi di produzione ed erano xci destinati a scomparire col tempo. M riteneva anche che le classi avessero dappertutto comportamenti analoghi e potessero xci essere considerate classi mondiali, senza rilevanti peculiarit nazionali. Ma nel 1905 Bernstein sostenne che le classi si contraddistinguono e si definiscono non solo x la funzione che svolgono nel modo di produzione ma x il reddito, la posizione sociale e le abitudini di vita. B si rifaceva alla specifica situazione della societ tedesca mentre M alla societ inglese. Lallargarsi dellattenzione a societ diverse da quella inglese ha consentito di arricchire il discorso sulle classi: oggi lattenzione non viene +portata soltanto alle 2fondamentali classi marxiane (borghesia e classe operaia), ma anche alle altre classi e gruppi sociali (dalle aristocrazie ai sottoproletari). Durante il periodo della II riv ind furono fatte o perfezionate importanti invenzioni: lo scozzese Bell costru il telefono, gi ideato dallitaliano Antonio Meucci; Edison brevett il fonografo che qualche anno +tardi fu trasformato in grammofono da Berliner; Marconi effettu il primo esperimento di telegrafia senza fili e i fratelli francesi Lumire inventarono il cinema. Nel 1903 i fratelli americani Wright riuscirono, x la prima volta, a far sollevare da terra un velivolo pesante. Lo sviluppo della chimica diede un notevole contributo al progresso della medicina, grazie alla scoperta dellaspirina. Verso i primi anni del 1900, il petrolio, che sino ad allora era stato utilizzato come lubrificante o come fonte x lilluminazione, venne x la prima volta impiegato come combustibile x il motore, in sostituzione del carbone. La scoperta di nuovi pozzi petroliferi aument la disponibilit di qsto prodotto e ne abbass conseguentemente il prezzo. La diffusione dellautomobile e la scoperta della benzina trasformarono in seguito il petrolio nella +importante fonte di energia esistente. Henry Ford stato luomo che +di tutti ha contribuito alla motorizzazione di massa.Lo sviluppo dei trasporti consent la crescita e una maggiore articolazione

della citt, rendendo +agevoli e rapidi gli spostamenti degli abitanti. Non fu +necessario che le abitazioni sorgessero accanto ai luoghi di lavoro. La societ di massa apr lepoca dei consumi di massa. Anche in qsto campo gli Stati Uniti anticiparono di alcuni decenni gli altri paesi. Grazie alla pubblicit e ai nuovi metodi di vendita fu allargato il numero dei consumatori, infatti le donne divennero le maggiori destinatarie delle pubblicit che riguardavano prodotti domestici (come la macchina x cucire). Ma qsto fu anche il risultato di un miglioramento generale delle condizioni economiche. Grazie allinvenzione di nuove macchine stampatrici, i quotidiani poterono essere stampati in gran numero. Un nuovo ed importantissimo mezzo di comunicazione fu la radio che consentiva di avere notizia dei fatti nel momento stesso in cui avvenivano. Si rese disponibile maggior tempo da impiegare in attivit non lavorative, x es i borghesi lo occupavano nella villeggiatura e nel turismo; gli strati popolari nello sport. Nacquero gli sport di massa come il calcio e il ciclismo e gli stadi cominciarono a riempirsi. La II riv ind accentu le differenze tra le economie dei diversi paesi: infatti, alcune se ne avvantaggiarono in larghissima misura, mentre altre rimasero indietro. Tra i primi bisogna ricordare soprattutto gli Stati Uniti che diventarono il nuovo modello delleconomia capitalistica. Gli Stati Uniti, infatti, potevano sfruttare ricchi giacimenti minerari che possedevano in patria. Allo stesso tempo gli industriali si impegnavano a sviluppare il mercato interno considerando le esportazioni inadeguate alla promozione della crescita economica. Lindustriale ANDREW CARNEGIE sostenne che gli USA non dovevano conquistare <popoli barbari> ma ottenere <il dominio industriale nel mondo>. La struttura del capitalismo americano si trasform con la nascita dei cartelli e dei trust(unioni industriali) con i quali ebbe inizio la fase del capitalismo monopolistico: i cartelli erano costituiti da aziende che controllavano i prezzi dei prodotti in modo da annullare la concorrenza che le avrebbe danneggiate; i trust consistevano in associazioni di aziende, guidate da un unico centro direttivo, che tendevano ad isolare le piccole societ rimaste fuori. Qsti strumenti furono concepiti x monopolizzare il mercato ed annullare la libera concorrenza, ma la legislazione statunitense, prima con JOHN SHERMANN, un senatore del partito repubblicano che promosse lo Shermann Anti-trusts Act (1890) e poi con il presidente democratico THOMAS WOODROW WILSON che promosse il Clayton Anti-trusts Act (1914), riusc a dare un forte freno a qsto fenomeno. Una grande rivoluzione nei metodi di lavorazione fu attuata da HENRY FORD con la catena di montaggio che consentiva la produzione di massa di automobili a prezzi bassi. Grazie anche agli alti salari che F dava ai suoi operai, lautomobile non fu +un bene di lusso. Ladozione della catena di montaggio rientrava in un +vasto processo di razionalizzazione del lavoro che trov il suo maggior teorico in TAYLOR il quale afferm che il lavoro doveva essere organizzato scientificamente, cio fondato sul calcolo dei tempi. Anche in passato ogni metodo di lavorazione aveva avuto una sua razionalit ma qsta era opera del lavoratore stesso, con T invece i compiti furono rigidamente divisi: lorganizzazione del lavoro fu affidata alla direzione mentre alla manodopera toccava soltanto lesecuzione. La catena di montaggio e il taylorismo portarono al limite estremo lalienazione delloperaio dal lavoro imponendo unassoluta meccanicit e ripetitivit dei gesti. X qsto le idee di T incontrarono un ostacolo nei sindacati che si battevano contro lo sfruttamento dei lavoratori. LA II RIV IND IN EUROPA: In Europa fu soprattutto la Germania a trarre profitto dalla II riv ind grazie alla rapida crescita della produzione dellacciaio e dellindustria chimica. Lo sviluppo economico favor e fu favorito dallo sviluppo delle banche miste cio banche che, utilizzando i depositi dei clienti, concedevano crediti x la costituzione di nuove societ nella cui direzione entravano anche rappresentanti delle banche stesse.

CAP.4 LE PRIME GUERRE DEL XX SECOLO


IMPERIALISMO, MILITARISMO E PACIFISMO Limperialismo si deline nellultimo decennio del 19sec come fattore di trasformazione del colonialismo. Nella conferenza che si riun a Berlino nel 1884-85 le grandi potenze europee delimitarono le rispettive sfere dinfluenza in Africa e in Asia, cs si verific una vera e propria spartizione di quelle 2parti del mondo che pu essere considerata non soltanto come una marcata accelerazione dellespansionismo coloniale ma soprattutto come lavvio del processo imperialistico. A suo fondamento, infatti, non cera +soltanto il desiderio di trovare territori da sfruttare economicamente, come era avvenuto nel corso dellespansione coloniale fino al 1880, ma cera in particolare la volont di rafforzare, attraverso un politica di potenza, le proprie posizioni nel mondo. Li assunse un carattere diverso dal colonialismo anche sul piano economico: mentre il colonialismo era stato caratterizzato dalla volont dei governi europei di sfruttare economicamente le colonie, durante il periodo delli si guard invece alle colonie soprattutto come a mercati dove poter esportare i capitali che non trovavano impiego nella madrepatria ma si tratt di unillusione xk nelle colonie non vennero mai effettuati grandi investimenti di capitali. (La trasformazione del colonialismo in imperialismo fu subito oggetto di attenzione: il liberale radicale inglese HOBSON giudicava
lespansione coloniale un effetto perverso del capitalismo industriale, x lui era leccedenza di capitali a determinare le tendenze dei governi a spinte imperialistiche. Alla fine dell800 ci fu una polemica tra lala riformista e quella rivoluzionaria del socialismo: il leader dellarea riformista, BERNSTEIN, sosteneva che lespansione intensiva del commercio estero era +importante della sua espansione estensiva; x larea rivoluzionaria, ROSA LUXEMBURG, affermava che il mercato interno fosse insufficiente a garantire laccumulazione di capitali x cui erano necessari sbocchi aggiuntivi rappresentati dalle classi sociali dei paesi arretrati. LENIN, in uno dei suoi scritti +noti LImperialismo fase suprema del capitalismo affermava che limperialismo il capitalismo unito a quella fase di sviluppo in cui si formato il dominio dei monopoli e del capitale finanziario e la lotta x legemonia mondiale generava contrasti tra le potenze che sfociavano in conflitti armati e nellinevitabile putrefazione del capitalismo fino al suo crollo).

Il termine imperialismo fu coniato in Francia x definire la volont egemonica di Napoleone III, ma si afferm definitivamente in Inghilterra, alla fine degli anni 70 dell800, x indicare il programma di espansione coloniale del primo ministro inglese DISRAELI, ed entr poi nelluso comune come sinonimo di politica di potenza e di conquista territoriale su scala mondiale. Dopo Disraeli, JOSEPH CHAMBERLAIN, sostenitore di un i aggressivo, diede alli inglese una caratterizzazione sociale facendo riferimento allorgoglio nazionale che permeava la grande maggioranza degli inglesi. Qsta forma di fu definita jingoismo (nel 1877, durante la guerra tra Russia e Turchia, gli inglesi
inviarono truppe a Gallipoli x ammonire i russi a non minacciare gli interessi inglesi nella zona; i sostenitori di qsta politica furono chiamati jingoes, dal ritornello di una loro canzone in cui ricorreva lespressione by Jingo!. Il J pu essere considerato lequivalente inglese del francese sciovinismo xk entrambi indicano una forma esasperata di nazionalismo).

Lideologia jingo era fondata sulla celebrazione della superiorit del popolo inglese e faceva presa soprattutto sui piccoli borghesi e anche sui disoccupati che, nonostante le loro difficili condizioni di vita, si sentivano orgogliosi di appartenere a un Impero. In Germania, il nazionalismo di Otto van Bismark, il cancelliere che era stato artefice dellunificazione della Germania e della nascita dellImpero tedesco, si trasform nellimperialismo dellimperatore GUGLIELMO II che voleva fare della Germania una grande potenza non solo europea ma mondiale. Laggressivit delli tedesco rese inevitabile lo scontro con lInghilterra che si svolse nellambito di un duplice schieramento di alleanze delineato dai tratti internazionali: da un lato la Triplice Alleanza, nata nel 1882 tra Germania, Austria-Ungheria, Italia; dallaltro la Triplice Intesa, stabilita nel 1907 tra Gran Bretagna, Francia e Russia. La contrapposizione tra qsti stati imperialistici comport un aumento nella produzione degli armamenti e la possibilit che qsto scontro sfociasse in una guerra si fece sempre +realistica. Il capo di stato maggiore tedesco ALFRED VON SCHLIEFFEN, in previsione di una guerra su due fronti con la Francia e la Russia, aveva elaborato un piano che prevedeva un attacco a sorpresa

contro la Francia attraverso lOlanda e il Belgio, in modo da annientare rapidamente lesercito francese, prima di portare il grosso delle forze sul fronte orientale, contro i Russi. Negli ultimi decenni dell800 il militarismo era stato indebolito in Francia dal fallimento del tentativo del generale Georges Boulanger di creare un movimento di estrema destra con una forte base popolare e dal movimento dellopinione che si era creato a favore del capitano ebreo Alfred Dreyfus, ingiustamente accusato di essere una spia al servizio dei tedeschi e condannato. La concessione della grazia a Dreyfus accrebbe il peso delle tendenze antimilitaristiche. La ripresa del militarismo si ebbe con il presidente del consiglio e poi della repubblica francese, Raymond Poincar, che fu soprannominato Poincar la guerre. Molti francesi miravano alla rivincita della sconfitta subita dalla Francia nel 1870, quando lesercito prussiano aveva battuto quello di Napoleone III. Alla fine dell800 si riteneva che la Francia avesse il +forte esercito del mondo. Il capo di stato maggiore dellesercito francese, Joseph Joffre, rinnov la dottrina strategica francese basandola sulloffensiva e non +sulla difensiva. Il pacifismo era forte soprattutto tra i socialisti i quali si illudevano che le classi dirigenti non avrebbero mai scatenato una guerra europea x timore che provocasse delle rivoluzioni. Nel congresso della Seconda internazionale tenutosi a Stoccarda nel 1907, la guerra divenne il tema principale ma non si riusc a trovare una linea politica uniforme di fronte allipotesi di un conflitto europeo. Anche in Italia furono soprattutto i socialisti a farsi interpreti del rifiuto della guerra, che era molto forte negli strati popolari, ma ci fu anche un pacifismo di origine borghese con la motivazione che leconomia poteva svilupparsi soprattutto in tempo di pace, grazie al commercio internazionale. Il punto di riferimento internazionale del movimento pacifista borghese era costituito dalla Societ internazionale x la pace che aveva sede a Berna e si proponeva di sostituire le guerre con la pace. Anche se la lotta x legemonia mondiale si svolgeva soprattutto tra Gran Bretagna e Germania, non ci fu guerra tra i due paesi. Tra gli ultimi anni dell800 e i primi del 900 furono combattute 3guerre imperialistiche: - LA GUERRA TRA LA SPAGNA E GLI STATI UNITI (1898): bisogna premettere che il forte sviluppo economico degli Stati Uniti negli ultimi decenni dell800 si accompagnava allisolazionismo, cio alla convinzione di dover rinunciare a una politica estera espansionistica x considerare soltanto lo sviluppo interno. Gi il primo presidente degli Stati Uniti, George Washington, aveva affermato che non bisognava stringere alleanze con le potenze straniere, mentre un altro presidente, James Monroe, aveva rivendicato agli USA il compito di tenere le grandi potenze europee lontane dallAmerica Latina, sostenendo che lAmerica dovesse appartenere agli americani. Lopinione pubblica rimase a lungo ostile ad ogni forma di intervento armato fuori dei confini ma non pot restare indifferente alle vicende di Cuba, dove la presenza della Spagna, che laveva occupata nel 1511, costituiva lultimo ostacolo alla piena realizzazione della dottrina di Monroe. Da tempo liberali e nazionalisti cubani si battevano contro gli spagnoli ed erano riusciti ad ottenere lautonomia amministrativa, quando, nel 1895, JOSE MARTI, alla testa di un gruppo di rivoluzionari, sbarc a Cuba, proclam la repubblica e diede inizio alla lotta contro gli spagnoli. Il governo statunitense, poich aveva forti interessi a Cuba, nel 1898 invi nel porto dellAvana la nave da guerra Maine ma essa salt in aria provocando la morte di 226marinai. La Spagna fu accusata di aver provocato laffondamento della Maine e cs, il presidente repubblicano WILLIAM MCKINLEY, il 15 febbraio 1898 le dichiar guerra. Una flotta statunitense blocc le navi spagnole nel porto cubano di Santiago, mentre unaltra flotta distruggeva quelle che si trovavano nella baia di Manila, nelle Filippine. Dopo 110 giorni di guerra la Spagna chiese la pace. Gli Stati Uniti ottennero le isole di Guam e di Puerto Rico e acquistarono le Filippine x 20milioni di dollari. Cuba divent una repubblica indipendente ma gli Stati Uniti si riservarono il diritto di controllo

sulla politica estera e interna dei governi cubani, e Cuba divenne dipendente dagli USA anche sul piano economico xk essi compravano quasi lintera produzione dello zucchero di canna dellisola. Nel 1901 un anarchico di origine polacca assassin McKinley che durante la guerra contro la Spagna era stato accusato di imperialismo dai democratici. Gli succedette un altro repubblicano, THEODORE ROOSEVELT il quale aggiunse un corollario alla dottrina di Monroe con il quale gli Stati Uniti acquisivano il diritto di poter intervenire direttamente in tutto il continente americano. - LA GUERRA TRA LA GRAN BRETAGNA E I BOERI DEL SUDAFRICA(1899-1902): alla fine del 18se la Gran Bretagna aveva tolto allOlanda lestremit meridionale dellAfrica, assoggettando i Boeri, cio i discendenti dei coloni olandesi che vi erano arrivati nel 600 e che tenevano gli africani in uno stato di quasi schiavit. Nel 1800 la Gran Bretagna aveva creato in quella regione la Colonia del Capo, ma una parte dei Boeri, non volendo sottostare al dominio inglese, verso il 1830 era emigrata verso linterno (lemigrazione era stata chiamata grande trek) e aveva fondato due nuovi stati, lOrange e il Transvaal. La loro indipendenza fu riconosciuta dalla Gran Bretagna rispettivamente nel 1854 e nel 1857. In seguito furono scoperti, sia nella Colonia del Capo che nel Transvaal, ricchissimi giacimenti auriferi e diamantiferi che arricchirono i bianchi mentre la popolazione locale era sfruttata come manodopera, insieme con immigrati che venivano fatti venire da altre regioni africane. Luomo politico +rappresentativo del nazionalismo boero era il presidente del Transvaal, PAULUS KRUGER, che aveva lanciato la parola dordine: <LAfrica agli Afrikaner> (come si facevano chiamare i Boeri x distinguersi dagli africani). Il governo britannico temeva che la Germania potesse acquistare nel Transvaal e nellOrange uninfluenza che avrebbe messo in pericolo la Colonia del Capo. I timori aumentarono quando, nel 1896, limperatore tedesco Guglielmo II invi un telegramma di congratulazioni al presidente Kruger che aveva soffocato nel Transvaal una rivolta istigata dagli inglesi, Nellottobre del 1899 inizi la guerra tra i britannici e Kruger: dopo alcuni iniziali successi dei Boeri, gli Inglesi, possessori di un numero maggiore di soldati, riportarono numerose vittorie ma i Boeri continuavano a resistere ricorrendo alla guerriglia. Il governatore della Colonia del Capo, HERBERT KITCHENER, conquistatore del Sudan, combatt i guerriglieri con metodi molto duri bruciando le loro fattorie e circa 25000 Afrikaner morirono nei campi di prigionia. Il conflitto si prolung fino al 1902 e si chiuse con la sconfitta dei Boeri ai quali x il governo britannico riconobbe la superiorit sui neri. La guerra anglo-boera, sebbene fosse stata combattuta, come tutte le guerre coloniali, tra un paese europeo (la Gran Bretagna) e una popolazione indigena (i Boeri), stata considerata come una guerra imperialistica xk fu provocata anche dal tentativo della Germania di acquistare influenza sullAfrica meridionale. Cessato il pericolo, il governo britannico non assoggett i Boeri del Transvaal e dellOrange ma concesse loro lautonomia. Nel 1910, insieme con la Colonia del Capo, Transivaal e Orange formarono lUnione Sudafricana. - LA GUERRA TRA RUSSIA E GIAPPONE (1904-1905): le tensioni tra Russia e Giappone divennero tese quando il Giappone, dopo aver battuto la Cina, conquist nel 1895 Port Arthur in Manciuria. Esercitando una forte pressione diplomatica, la Russia convinse allora il Giappone ad abbandonare la citt, ma nel 1898 conquist a sua volta Port Arthur e tocc al Giappone protestare senza x ottenere nessun risultato. Nel 1904 il governo giapponese decise di passare allazione ordinando alla sua flotta di attaccare Port Arthur: sul piano strategico la situazione era favorevole al Giappone xk i rifornimenti allesercito russo potevano arrivare soltanto attraverso la ferrovia transiberiana e il grosso della flotta si trovava nei porti europei. Le truppe giapponesi poterono xci sbarcare in Manciuria, attaccare Port Arthur anche da terra e, nonostante le gravi perdite, conquistare la citt. Le navi russe non erano state in grado di affrontare quelle giapponesi, cs lammiraglio russo decise di spostare in Oriente la flotta del Baltico che giunse nel Mar del Giappone dopo una navigazione di 7mesi. Lo scontro decisivo avvenne presso lisola di Tsushima,

tra la Corea e larcipelago giapponese, e la flotta russa fu sconfitta. La guerra termin nel 1905. La Russia dovette rinunciare a Port Arthur e riconoscere linfluenza giapponese sulla Corea ma conserv la Manciuria settentrionale. La guerra segn cs lingresso del Giappone tra le grandi potenze. La guerra russo-giapponese pu essere considerata il primo grande conflitto dellet contemporanea x la modernit e la distruttivit delle armi che furono impiegate, x la durezza dei combattimenti e x lelevato numero di vittime. LA RIVOLUZIONE RUSSA DEL 1905 La guerra contro il Giappone rese ancora +forte in Russia il malcontento x le difficili condizioni economiche e sociali. Nel gennaio del 1905 si svolse a San Pietroburgo una grande manifestazione popolare che quando giunse davanti al Palazzo dInverno, la residenza imperiale dello zar Nicola II, le truppe schierate x difenderlo spararono sui manifestanti provocando un centinaio di morti e molti feriti. La domenica di sangue diede lavvio a una serie di sommosse che culminarono nellammutinamento dellequipaggio di una delle +grandi navi da guerra russe, la corazzata Potemkin, che faceva parte della flotta del Mar Nero. Il fatto politico di maggiore rilievo nella rivoluzione del 1905 fu la formazione, a San Pietroburgo e in altre citt, dei Soviet (consigli rivoluzionari eletti dagli operai). Lo zar Nicola II, non riuscendo a soffocare la rivoluzione, nel 1905 decise di concedere la formazione di un parlamento, la Duma. Nel 1906 ci fu la prima riunione ma la Duma non pot svolgere unazione efficace xk venne +volte sciolta dal governo, guidato da STOLYPIN, un conservatore che x realizz unimportante riforma agraria volta a sciogliere le antiche comunit di villaggio russe (organizzazioni rurali) ed avviare cs la trasformazione delle campagne russe in senso capitalistico ma ci grav sui contadini, improvvisamente privati di quelle terre comunitarie da cui, fino ad allora, avevano tratto buona parte dei loro mezzi di sostentamento. LE CRISI MAROCCHIENE E LE GUERRE BALCANICHE Le maggiori tensioni di carattere imperialistico si verificarono tra Francia e Germania in Marocco (Africa). Nel 1884 la Germania aveva imposto un protettorato coloniale(lo Stato non trasforma la regione protetta in una vera e propria colonia ma se ne assume la guida politica) sul Togo (Africa occidentale) ma aspirava a estendere la sua influenza anche su una parte di quella settentrionale. Ma nel 1906, la Francia, sostenuta dai suoi alleati, riusc ad ottenere alla conferenza di Algeciras, il riconoscimento che il Marocco rientrava nella sua sfera dinfluenza. Nel 1911 il sultano del Marocco chiese lintervento delle truppe francesi x reprimere una rivolta. I Tedeschi, allora, x controbilanciare la presenza francese, inviarono una loro cannoniera, la Panther, che salp nel porto marocchino di Agadir. La reazione diplomatica francese e il sostegno che la Francia ricevette dalla Gran Bretagna, costrinsero Guglielmo II a fare ancora una volta marcia indietro. La maggior parte del Marocco rest alla Francia, mentre quella rimanente and alla Spagna. Ma le tensioni +forti si ebbero nella penisola balcanica e furono provocate non dallimperialismo ma da nazionalismo. Due etnie slave, ma di diversa religione, la serba (ortodossa) e la croata (cattolica), aspiravano entrambe allegemonia sullintera regione mentre lAustria e la Russia aspiravano ad estendere in quellarea le loro zone dinfluenza. I nazionalisti serbi aspiravano ad assumere la guida di tutti gli Slavi del sud (cio degli Jugoslavi) e sognavano di creare una grande Serbia, unendosi ai loro connazionali che vivevano allinterno delle frontiere dellAustria-Ungheria x qsto la loro ideologia era definita panserbismo. I Croati sognavano una grande Croazia comprendente anche la Dalmazia, la Bosnia-Erzegovina e il Montenegro. Fino al 1903 lAustria riusc ad esercitare sulla politica della Serbia una certa influenza che era x fortemente contrastata dai movimenti serbi filo-russi che guardavano alla Russia come alla sola potenza il cui sostegno avrebbe consentito alla Serbia di creare un grande Stato jugoslavo. Essi sembravano avere il

sopravvento, infatti, nel corso di un colpo di stato militare fu assassinato il re Alessandro I Obrenovic, favorevole allAustria, che aveva governato con metodi autoritari. Sul trono di Sarbia sal Pietro I, amico della Russia e di tendenze liberali. Intanto continuava lo scontro tra Russia e Austria x ottenere la supremazia nella penisola balcanica : nel 1908 lAustria, temendo che il nuovo governo turco rivendicasse la Bosnia-Erzegovina, di cui aveva ottenuto lamministrazione nel 1878, ne decise lannessione. La Russia riusc a controbilanciare lestendersi dellinfluenza austriaca solo nel 1912 quando appoggi la Lega balcanica formata da Grecia, Serbia, Montenegro e Bulgaria, che, nel corso della PRIMA GUERRA BALCANICA (1912-1913), costrinse la Turchia a cedere gli ultimi territori con popolazione slava rimasti in suo possesso. Ma sulla spartizione di quei territori non ci fu accordo tra gli alleati e a giugno, un mese dopo la conclusione della prima, scoppi una SECONDA GUERRA BALCANICA tra Grecia e Serbia da un lato e Bulgaria dallaltro. La Bulgaria fu sconfitta e la Macedonia fu divisa tra Serbia e Grecia, sicch il mosaico di etnie esistente nei Balcani, che non coincideva con i confini statali, si complic ulteriormente. LA GUERRA DI LIBIA Linstaurazione del protettorato francese sul Marocco nel 1911 spinse il governo italiano a cercare di contrastare lestendersi dellinfluenza francese sullAfrica settentrionale occupando la Libia che apparteneva allImpero ottomano. I maggiori sostenitori della guerra furono i nazionalisti e i socialisti riformisti, invece la guerra di Libia incontr lopposizione dei socialisti rivoluzionari, tra i quali Benito Mussolini che rimproverava ai governi di sperperare risorse nellAfrica invece di occuparsi dei +gravi problemi italiani come quelli che esistevano nelle campagne del Mezzogiorno. I primi sbarchi in Libia furono effettuati nel settembre del 1911. Le truppe turche opposero una forte resistenza che il corpo di spedizione italiano riusc a superare soltanto sulle coste. Il governo allora decise di allargare le operazioni militare anche al mar Egeo dove le truppe italiane conquistarono Rodi insieme con altre 11isole (il Dodecaneso). Nellottobre del 1912 lImpero ottomano fu costretto a firmare il trattato di Losanna con cui riconobbe la sovranit dellItalia sulla Libia, ma la lotta non ebbe termine xk le popolazioni arabe impegnarono con azioni di guerriglia le truppe italiane che dovettero xci limitare loccupazione alle sole zone costiere. Durante il conflitto alcuni grandi intellettuali simpegnarono direttamente nella sua celebrazione: Giovanni Pascoli, riprendendo unespressione di Corradini, scrisse che <la grande proletaria si era finalmente mossa> e Gabriele DAnnunzio con la Canzone dOltremare assunse il ruolo di poeta-vate.

CAP.5 LA PRIMA GUERRA MONDIALE


La Prima guerra mondiale, o Grande Guerra, fu combattuta dal 1914 al 1918. Tale guerra si differenzia dalle precedenti per diversi motivi: innanzitutto, coinvolse non solo le grandi potenze euro-asiatiche, come la Turchia e soprattutto la Russia, ma anche quelle extra-europee come Stati Uniti e Giappone; fu caratterizzata inoltre da un enorme spiegamento di forze con lutilizzo di nuove armi (armi chimiche, aerei, carri armati, sottomarini, gas tossici); fu poi una guerra totale, nel senso che tutta la compagine degli Stati belligeranti (economica, amministrativa, politica) fu al servizio bellico; infine, si avvalse di imponenti campagne propagandistiche. (fu una guerra europea!) Le cause di questo conflitto sono da ricercarsi nella crisi dei rapporti internazionali europei, nonch nella rapida e potente ascesa della Germania a potenza navale (a scapito dellInghilterra) con ripercussioni anche sul mondo coloniale; non ultimi i movimenti nazionalisti e irredentisti
(mov.politico che si propone di riunire alla madrepatria terre che x lingua e cultura sono ad essa legate e che politicamente sono invece soggette a uno stato straniero, forti soprattutto in alcune zone strategiche dellEuropa quali Serbia e Italia:i Balcani, lAlsazia e la Lorena, il Trentino e Trieste).

Loccasione per linizio del conflitto fu data dallattentato a Sarajevo(Bosnia), il 28 luglio 1914, da parte di uno studente nazionalista serbo-bosniaco, Gavrilo Princip, allerede al trono austriaco Francesco Ferdinando e alla sua consorte. Lattentatore ag x conto di unassociazione segreta serba, la Mano nera, che aveva sede a Belgrado ed era stata fondata nel 1908 da un gruppo di ufficiali. Subito dopo lattentato, il governo austriaco decise di dare un colpo decisivo allirredentismo serbo anche se non era sua intenzione provocare linizio di una guerra europea, infatti, i governanti austriaci ritenevano che un eventuale conflitto con la Serbia sarebbe rimasto limitato, xk la Russia, tradizionale protettrice dei Serbi, non sarebbe intervenuta x timore della Germania. Ma fu proprio lattentato di Sarajevo a far esplodere tensioni che altrimenti avrebbero potuto restare latenti e furono le decisioni prese da governanti e capi militari a trasformare una crisi locale in un conflitto generale. DICHIARAZIONI DI GUERRA Il governo di Vienna, comp la prima mossa inviando, il 23 luglio, un durissimo ultimatum alla Serbia ritenuta responsabile di un piano antiaustriaco. Il secondo passo fu fatto dalla Russia assicurando il proprio sostegno alla Serbia, sua principale alleata nei Balcani. Forte dellappoggio russo, il governo serbo accett solo in parte lultimatum, respingendo in particolare la clausola che prevedeva la partecipazione di funzionari austriaci alle indagini sui mandanti dellattentato. LAustria giudic la risposta insufficiente e, il 28 luglio, dichiar guerra alla Serbia. Immediata fu la reazione del governo russo che, il giorno successivo, ordin la mobilitazione delle forze armate. La mobilitazione, che i generali russi vollero estesa fino al confine con la Germania, fu interpretata dal governo tedesco come un atto di ostilit. Il 31 luglio la Germania invi un ultimatum alla Russia intimandole limmediata sospensione dei preparativi bellici. Lultimatum non ottenne risposta e fu seguito, a ventiquattrore di distanza, dalla dichiarazione di guerra. Il giorno stesso (il 1agosto) la Francia, legata alla Russia da un trattato di alleanza militare, mobilit le proprie forze armate. La Germania rispose con un nuovo ultimatum e con la successiva dichiarazione di guerra alla Francia (3 agosto). Fu dunque liniziativa del governo tedesco a far precipitare definitivamente la situazione. Bisogna ricordare che la Germania soffriva da tempo di un complesso di accerchiamento, ritenendosi ingiustamente soffocata nelle sue ambizioni internazionali. La strategia dei generali

tedeschi si basava inoltre sulla rapidit e sulla sorpresa, non ammetteva la possibilit di lasciare liniziativa in mano agli avversari e costituiva dunque di per se un fattore di accelerazione della crisi e di ostacolo al negoziato. Il piano di guerra tedesco, dando per scontata leventualit di una guerra su due fronti (lalleanza franco-russa era operante dal 1894), prevedeva in primo luogo un attacco contro la Francia, che avrebbe dovuto esser messa fuori combattimento in poche settimane. Dopodich il grosso delle forze sarebbe stato impiegato contro la Russia, la cui macchina militare era lenta a mettersi in azione. Il 3agosto lesercito tedesco, guidato da Helmulth von Moltke, invase il Belgio e il 4agosto la Gran Bretagna intervenne nel conflitto a fianco della Francia. Mentre lItalia si dichiarava neutrale, anche il Giappone (alleatosi con gli inglesi nel 1902) dichiar guerra al Reich il 23 agosto, attaccandone subito dopo i possedimenti asiatici. Nel settembre 1914 la firma del patto di Londra sanciva lunit tra Francia, Gran Bretagna e Russia. LA CRISI DELLINTERNAZIONALISMO SOCIALISTA Sul piano politico europeo lavvenimento di maggior rilievo fu la crisi delle socialdemocrazie europee: nel decennio precedente, la Seconda Internazionale era la protagonista della scena politica europea, anche grazie al peso e al prestigio raggiunti dal Partito socialdemocratico tedesco, considerato da quasi tutti i socialisti europei il partito-guida di un movimento di opposizione alla societ borghese che non conosceva confini nazionali e che proprio in tale internazionalismo trovava una delle principali ragioni della sua forza. Linvasione del Belgio da parte della Germania mise in crisi tutta limpalcatura politica e ideologica su cui si reggeva la Seconda Internazionale e che aveva uno dei suoi pilastri nel pacifismo. Con linvasione di un paese neutrale, la Germania aveva violato il diritto internazionale. Ma qsta violazione, che fu condannata da tutte le potenze nemiche, non suscit in Germania una consistente opposizione interna. Soltanto il Patito socialdemocratico russo, a opera di Lenin, proclam la lotta alla guerra, mentre il Partito socialista italiano si schierava x la neutralit assoluta. La Seconda Internazionale non si riprese +dal colpo subito, infatti con labbandono del pacifismo, prima da parte della socialdemocrazia tedesca e poi da quasi tutti i partiti socialisti, il movimento socialista europeo rimase privo di uno dei suoi punti fondamentali di riferimento ideologico. La guerra provoc un rafforzamento dello Stato. La necessit di dedicare tutte le energie economiche allo sforzo bellico e di creare un solido fronte interno, spinse i governi a intervenire sia nel campo economico sia in quello politico. Fu introdotta la censura e fu condotta unintensa opera di propaganda rivolta a giustificare le ragioni del conflitto. Nel campo economico i governi dovettero intervenire con elementi di dirigismo, organizzando la produzione in funzione delle esigenze militari. I consumi vennero disciplinati poik non si poteva contare sugli scambi internazionali. Si verific anche lingresso di moltissime donne nel mondo del lavoro in sostituzione degli uomini che partivano x il fronte. In Italia si verific anche una maggiore partecipazione delle donne alla vita politica, non tanto nellattivit dei partiti, che il conflitto limitava, quanto nelle manifestazioni spontanee, x es nelle rivolte contro il carovita o contro la guerra. 1914-1915: DALLA GUERRA DI MOVIMENTO ALLA GUERRA DI POSIZIONE Invadendo il Belgio, i Tedeschi diedero inizio ad una guerra di movimento, cio a una guerra in cui, allo sfondamento del fronte nemico, seguivano rapide avanzate in profondit. Qsta era lattuazione del piano del capo di stato maggiore tedesco Alfred von Schlieffen(vedi inizio cap.4), tale piano era stato aggiornato dal suo successore, Helmulth von Moltke, il quale, x evitare +gravi ripercussioni politiche, aveva deciso di attaccare solo attraverso il Belgio, risparmiando lOlanda cos i tedeschi evitarono le fortificazioni che si trovavano alla frontiera tra Francia e Germania e colsero di sorpresa lesercito francese. Il 20agosto i Tedeschi conquistarono Bruxelles, poi

entrarono nel territorio francese e puntarono su Parigi, giungendo ad una quarantina di km dalla capitale. Ma i Francesi, guidati dal maresciallo Joseph Joffre, riuscirono, nel settembre del 1914, a organizzare la resistenza sul fiume Marna. Fermati i Tedeschi, passarono a loro volta alla controffensiva che x si esaur in beve tempo. Nel 1916, sul fronte occidentale, o franco-belga, ebbe inizio una lunga guerra di posizione in cui le fanterie nemiche si fronteggiavano restando al riparo nelle trincee, senza che nessuno dei due schieramenti riuscisse a prevalere. Il 21 febbraio 1916 i tedeschi sferrarono un massiccio attacco alla Francia dirigendosi verso la fortezza di Verdun ma furono ancora bloccati e dovettero subire la controffensiva alleata (dei francesi e degli inglesi) sul fiume Somme. Ma n luna n laltra operazione furono decisive. Unavanzata di poche centinaia di metri costava migliaia di morti xk i soldati venivano colpiti dalle mitragliatrici o dal fuoco delle artiglierie ancor prima di giungere a contatto delle linee nemiche. Anche su fronte orientale i Tedeschi, guidati dal maresciallo, Paul Ludwig von Hindenburg, riuscirono, in un primo momento, a realizzare la guerra di movimento, infatti essi sconfissero i Russi nelle battaglie di Tannenberg e dei laghi Masuri, ma i loro alleati austriaci furono fermati sia dai Russi che dai Serbi. I Tedeschi pensavano di dover combattere una guerra facile e breve ma essa si rivel +dura e lunga del previsto. La lunghezza della guerra andava a svantaggio soprattutto degli imperi di Germania e dAustria-Ungheria che vedevano interrotte tutte le loro linee di rifornimento dagli altri continenti, infatti, le flotte nemiche, soprattutto quella inglese, dominavano i mari e i 2imperi, il tedesco e laustriaco, erano assediati nel centro dellEuropa. La potente flotta tedesca fu costretta a restarsene allancora nelle sue protette basi navali e quando, alla fine del maggio del 1916, tent di uscirne, fu duramente sconfitta nella battaglia combattuta presso la penisola del Jylland(Jutland): lo spionaggio inglese avvert lammiraglio che la flotta tedesca stava lasciando le sue basi e gli Inglesi riuscirono a chiuderle la strada nello stretto dello Skagerrak. Ci furono perdite elevate da entrambe le parti. I Tedeschi dichiararono di aver vinto xk avevano affondato +navi degli Inglesi, ma il successo in realt fu di qsti ultimi xk costrinsero la flotta tedesca a ritornare nelle sue basi dove rimase fino alla fine della guerra. I Tedeschi riportarono invece grandi successi nella guerra sottomarina infliggendo alla marina britannica gravissime perdite. LINTERVENTO DELLITALIA LItalia non entr subito nel conflitto. Nellagosto del 1914 essa faceva ancora parte della Triplice Alleanza i cui membri, nel trattato del 1882, si erano impegnati alla preventiva consultazione degli alleati nel caso che uno dei paesi contraenti avesse deciso di procedere ad azioni di guerra e ad intervenire soltanto se uno di loro fosse stato aggredito. Nel 1914 la consultazione x non cera stata xk il governo austriaco si era limitato ad avvertire quello italiano soltanto il giorno prima dellultimatum alla Serbia dopo aver gi messo in movimento la macchina bellica, inoltre la Germania non era stata aggredita ma aveva dichiarato guerra x prima. X tali ragioni il governo italiano non si sent tenuto ad intervenire e dichiar la sua neutralit, nella speranza di poter ricavare ugualmente vantaggi territoriali. Al momento del rinnovo del trattato, nel 1887, era stata infatti introdotta una clausola in cui si prevedevano compensi allItalia se lAustria avesse esteso la sua influenza nella penisola balcanica, ma il governo austriaco fece sapere che la clausola sarebbe stata applicata soltanto se lItalia fosse intervenuta in guerra al suo fianco e al fianco della Germania. Tuttavia in nessuna parte dello schieramento politico italiano, diviso tra interventisti e neutralisti, un intervento del genere sarebbe stato accettato, anzi, i sostenitori della partecipazione dellItalia alla guerra, cio gli interventisti, chiedevano che si combattesse contro lAustria e la

Germania. Lo schieramento interventista era caratterizzato da unala destra composta da nazionalisti (che vedevano la guerra come un antidoto contro lavanzata del socialismo) e da unala sinistra composta da socialisti riformisti, repubblicani e sindacalisti rivoluzionari. I repubblicani individuavano nellImpero autro-ungarico un impedimento alla realizzazione di unEuropa fondata sul principio della nazionalit, mentre i socialisti riformisti, guidati da Leonida Bissolati, consideravano lImpero tedesco il baluardo del militarismo. Nel fronte interventista esisteva anche una componente liberale, guidata da Luigi Albertini, il direttore del Corriere della sera, che era interessato alla possibilit di portare a compimento il processo risorgimentale riunendo allItalia Trieste e Trento. Lo schieramento neutralista comprendeva anchesso 3grandi forze con aspirazioni diverse: i socialisti, i cattolici e i liberali giolittiani. I socialisti italiani erano rimasti fedeli alle posizioni della Seconda Internazionale e la loro neutralit trovava consensi soprattutto tra gli operai che erano ostili alla guerra e al militarismo e attribuivano lo scoppio della guerra al desiderio dei fabbricanti di armi di vedere aumentati i loro profitti e la guerra come una questione interna alla borghesia. Il neutralismo dei cattolici era alimentato dalla Chiesa che considerava lAustria-Ungheria uno dei paesi di +sicura fede cattolica. Giolitti invece temeva che una lunga guerra potesse dare origini a situazioni rivoluzionarie ed era convinto che lItalia, restando neutrale, avrebbe potuto guadagnare ugualmente molto dalla sconfitta dellAustria-Ungheria che riteneva inevitabile. Una posizione particolare fu assunta da Mussolini che era seguito dai socialisti massimalisti. Allinizio del conflitto la sua popolarit crebbe x le sue battaglie antimilitariste e pacifiste, ma latteggiamento dei socialdemocratici tedeschi lo convinse che la rivoluzione socialista in Europa non sarebbe +scoppiata e cominic allora a ritenere che soltanto la guerra avrebbe potuto essere un efficace strumento di trasformazione della societ xk avrebbe spezzato gli equilibri esistenti e coinvolto anche le masse infatti egli trasform operai e contadini in combattenti. Perci nellottobre del 1914 M chiese che i socialisti passassero dalla neutralit assoluta a una neutralit attiva e operante. Egli era convinto che la maggior parte del Partito socialista lo avrebbe seguito invece fu attaccato duramente dalla base del partito e accusato di tradimento, fu espulso e fond un nuovo giornale Il Popolo dItalia iniziando una violenta campagna interventista che in un primo momento fu diretta contro Giolitti ma, dopo lingresso in guerra, fu rivolta sempre +contro i socialisti. Nellaprile del 1915 furono stipulati gli accordi di Londra fra lItalia e le potenze dellIntesa con i quali lItalia si impegnava ad intervenire entro un mese e cos avrebbe ricevuto Trento, Trieste, Gorizia, lIstria, la Dalmazia settentrionale, il porto di Valona e parte dei possedimenti tedeschi in Africa. Giolitti, appena seppe di qsti accordi, costrinse il capo del governo di Antonio Salandra, ed il ministro degli esteri, Sidney Sonnino, il +autorevole esponente dellopposizione conservatrice a Giolitti, a dimettersi il 13maggio 1915. Ma lo stesso Giolitti rifiut di succedere a Salandra e di assumersi tutte le responsabilit del momento, cs Vittorio Emanuele III dovette respingere le dimissioni di Salandra e il 23 maggio del 1915 lItalia dichiar guerra allAustria. Gli interventisti riuscirono ad avere la meglio nel maggio del 1915 grazie anche alla mobilitazione di piazza, in quelle che +tardi sarebbero state chiamate le radiose giornate di maggio, in cui svolse un ruolo di rilievo Gabriele DAnnunzio con la sua oratoria militaresca. Fu il primo uomo politico di destra a stabilire, attraverso i comizi tenuti nelle piazze o nei teatri, un diretto contatto con la folla. Il suo linguaggio, violento e acceso, con un frequente ricorso allinvettiva, era una novit che colpiva fortemente lopinione pubblica. La contrapposizione della piazza al parlamento derivava dallantiparlamentarismo borghese nato durante il periodo giolittiano e rappresentava una novit x le forze della destra xk fino a quel momento era stata la sinistra a mobilitare le folle. LO SVOLGIMENTO DELLA GUERRA: sul fronte italiano, che si estendeva lungo i confini con

lImpero austriaco, dalle Alpi allAdriatico, si combatt fin dallinizio una guerra di posizione. Il capo di stato maggiore, Luigi Cadorna, aveva creduto nella possibilit di unavanzata ma aveva dovuto presto ricredersi xk il terreno era favorevole solo alla difesa e gli Austriaci lo avevano munito di potenti fortificazioni. Fin dallinizio Cadorna adott una tattica che comportava un altissimo costo in vite umane: la fanteria italiana investiva le trincee austriache con continui assalti, incurante delle perdite. Da giugno a dicembre, Cadorna sfer 4offensive, chiamate le battaglie dellIsonzo che provocarono alle truppe gravi perdite senza ottenere grandi risultati e fecero fallire lobiettivo di spezzare le linee austriache e conquistare Trieste. Allincapacit dei comandi supremi si aggiungeva la scarsa preparazione degli ufficiali e dei soldati xk si trattava in massima parte di contadini, in quanto gli operai erano stati lasciati in fabbrica x necessit di produzione di guerra, inoltre larmamento era inferiore a quello degli Austriaci. Nel 1916 sul fronte italiano fall unoffensiva sferrata contro gli Italiani dagli Austriaci, chiamata Strafexpedition, spedizione punitiva, xk intesa a punire labbandono della Triplice Alleanza da parte dellItalia. Anche gli italiani, che nellagosto del 1916 dichiararono guerra alla Germania, attaccarono cercando di aprirsi la strada verso Trieste ma riuscirono a conquistare solo Gorizia. 1917: LANNO DECISIVO- LA RIVOLUZIONE RUSSA E LINTERVENTO DEGLI USA Nei primi mesi del 1917 si verificarono 2avvenimenti di segno opposto che cambiarono il corso della guerra: la riv.russa e lintervento degli Stati Uniti. L8-9 marzo (il 23-24 febbraio secondo il calendario russo) si verific a Pietrogrado uninsurrezione, da parte degli operai, contro il governo imperiale dello zar Nicola II che port alla formazione di un governo democratico; il nuovo governo decise di continuare a combattere ma lo sforzo bellico russo divent meno intenso, consentendo alla Germania e allAustria-Ungheria di spostare truppe dal fronte orientale a quelli francese e italiano. Nello stesso tempo, x, gli Stati Uniti intervennero a fianco delle potenze dellIntesa. Larrivo delle truppe americane in Europa riequilibr la situazione. Nel 1915 i sottomarini tedeschi avevano affondato il transatlantico britannico Lusitania provocando la morte di oltre mille passeggeri americani. Il governo statunitense si era limitato a protestare mentre i Tedeschi avevano giustificato lattacco alla nave col fatto che a bordo cera anche un carico di munizioni. Laffondamento, oltre a suscitare lindignazione dei paesi neutrali, aveva rafforzato negli USA le tendenze favorevoli allintervento. Il presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson, era pacifista e aveva offerto +volte la sua mediazione affink il conflitto si concludesse senza vincitori n vinti. Nel febbraio del 1917 i Tedeschi iniziarono una guerra sottomarina indiscrimintata che comportava laffondamento non solo delle navi nemiche ma di tutte quelle che si avvicinavano alle coste della Gran Bretagna e degli altri paesi con i quali la Germania era in guerra. Ad aprile Wilson giustific la sua decisione dintervenire ricordando le navi americane attaccate dai sommergibili tedeschi e sostenendo che gli attacchi ai mercantili appartenenti ai paesi neutrali sarebbero aumentati a causa della decisione presa dai Tedeschi a febbraio. Le ragioni dellintervento statunitense, x, erano +profonde, legate ai tradizionali rapporti culturali, politici ed economici che esistevano con la Francia e soprattutto con la Gran Bretagna e anche alla volont, da parte degli USA, du assumere sulla scena internazionale un ruolo adeguato al peso della loro economia. Lintervento giov alle potenze dellIntesa sia sul piano economico che su quello militare xk lapparato industriale statunitense fu messo al servizio delle necessit belliche dei paesi alleati, cs si cre unimmensa retrovia che rese ancor +debole la situazione strategica degli imperi centrali (Germania e Austria-Ungheria) assediati e quasi schiacciati nel centro dellEuropa. LA SCONFITTA ITALIANA DI CAPORETTO Il cedimento del fronte russo, con il conseguente spostamento di truppe tedesche e austriache su altri fronti, ebbe gravi conseguenze x lItalia. Cadorna aveva sferrato una nuova offensiva sulla Bainsizza e sul Carso ma anchessa era stata fermata. In ottobre, lesercito austriaco, che aveva

ricevuto rinforzi da quello tedesco, non +duramente impegnato sul fronte russo, attacc sullIsonzo e sfond le linee italiane a Caporetto, e la colpa della sconfitta fu attribuita alla propaganda disfattista delle forze contrarie alla guerra, cio dai socialisti e dai cattolici. In realt, i comandi militari furono i principali responsabili della disastrosa ritirata di Caporetto e ci provoc 40 000 tra morti e feriti e quasi 300 000prigionieri, si aggiunsero anche un numero elevato di soldati che disertarono che Cadorna accus cercando cs di nascondere le sue responsabilit. Il 30 ottobre si form un nuovo governo guidato da Vittorio Emanuele Orlando che fece appello allunit di tutta la nazione. Il 9 novembre il governo sostitu Cadorna con il generale Armando Diaz che riusc a organizzare unefficace linea di resistenza sul Piave. LA CONCLUSIONE DEL CONFLITTO Nellagosto del 1917 il pontefice Benedetto XV rivolse ai capi delle potenze belligeranti un invito a porre fine a un conflitto che appariva ormai soltanto uninutile strage. Il Papa oppose agli orrori della guerra gli immensi vantaggi della pace che avrebbe dovuto essere conclusa sulla base di rapporti internazionali fondati sulla giustizia. Ma le potenze dellIntesa sentivano vicina la vittoria e non volevano rinunciarvi e nello stesso tempo Germania e Austria temevano limposizione di dure condizioni di pece e traevano motivi di speranza dal sempre +accentuato disfacimento dellesercito russo. A novembre scoppi la rivoluzione bolscevica in Russia dopo la quale il paese si ritir dal conflitto. Nella notte fra il 6 e il 7 novembre 1917 (24-25 ottobre secondo il calendario russo), i bolscevichi presero il potere in Russia. Il nuovo governo decise infatti di porre fine alla guerra dichiarandosi disposto ad una pace senza annessioni e senza indennit. La propaganda x la pace svolta dai bolscevichi rafforz lavversione x la guerra. Lo stesso effetto ebbe la proposta di pace, in 14 punti, del presidente degli Stati Uniti Wilson nel gennaio 1918 che rappresentava la risposta delle democrazie alla propaganda x la pace condotta da Lenin. I 14 punti di Wilson prevedevano una pace giusta senza rivendicazioni territoriali in cui avrebbero potuto riconoscersi sia i vincitori che i vinti. Allinizio del 1918, rendendosi conto della necessit di portare a conclusione il confronto sul fronte occidentale prima che gli americani potessero stabilirvisi, i tedeschi decisero un attacco finale che avrebbe dovuto portarli a Parigi. Ma le due offensive lanciate in marzo e in giugno furono bloccate. Alla fine di luglio le forze dellIntesa, ormai superiori in uomini e mezzi, passarono al contrattacco. Fra l8 e l11 agosto, nella grande battaglia di Amiens, i tedeschi subirono la prima grave sconfitta sul fronte occidentale. Da quel momento cominciarono ad arretrare lentamente fino a Cambrai, mentre fra le loro truppe si facevano pi evidenti i segni di stanchezza. I generali tedeschi capirono allora di aver perso la guerra. Il compito ingrato di aprire le trattative tocc ad un nuovo governo di coalizione democratica formatosi ai primi di ottobre. Si sperava che un governo realmente rappresentativo potesse costruire un interlocutore pi credibile per lIntesa. Ma era troppo tardi. Mentre la Germania cercava in vano una soluzione di compromesso, i suoi alleati crollavano militarmente o si disgregavano dallinterno. La prima a cedere, alla fine di settembre, fu la Bulgaria. Un mese dopo era lImpero Turco. Sempre alla fine di ottobre si consum la crisi finale dellAustria-Ungheria ormai minata dai movimenti indipendentisti. Quando, il 24 ottobre, gli Italiani lanciarono unoffensiva sul fronte del Piave, lImpero era ormai in piena crisi. Sul fronte italo-austriaco gli italiani ottennero quindi la vittoria decisiva, mettendo in fuga gli austro-ungarici nella battaglia di Vittorio Veneto (24 ottobre-4 novembre). Il 3 novembre Trieste cadde in mano italiana, cos come Fiume il giorno 5. La sconfitta fece precipitare la situazione interna dellimpero asburgico: cechi, slovacchi e slavi del sud proclamarono la loro indipendenza; a nove giorni dalla firma dellarmistizio con gli Alleati (3 novembre) a Villa Giusti, presso Padova, che sarebbe

entrato in vigore il giorno successivo, 4 novembre, limperatore Carlo IV abdic, e il giorno seguente un moto rivoluzionario popolare proclam la repubblica austriaca, mentre gli ungheresi istituivano un governo indipendente. Ai primi di novembre, poich la sconfitta era evidente, i marinai di Kiel, dovera concentrato il grosso della flotta tedesca, si ammutinarono e diedero vita, assieme agli operai della citt, a consigli rivoluzionari ispirati allesempio russo. Il moto si propag a Berlino ed in Baviera e l11 novembre i delegati del governo provvisorio tedesco (il Kaiser Guglielmo II fu costretto a fuggire in Olanda e Friedrich Ebert, fu proclamato capo del governo il 9 novembre) firmavano larmistizio a Compigne impegnandosi a consegnare tutto larmamento pesante, gli aerei, le navi da battaglia e i sottomarini e annullare le conquiste fatte in Polonia e in Russia. BILANCIO DELLA GUERRA E NUOVO DISEGNO GEO-POLITICO EUROPEO La guerra era durata 4 anni, 3 mesi e 14 giorni. Le vittime nelle forze di terra furono pi di 37 milioni, in aggiunta, la guerra produsse indirettamente quasi 10 milioni di morti tra la popolazione civile. Nonostante la speranza che gli accordi raggiunti alla fine della guerra potessero ristabilire una pace duratura, la prima guerra mondiale pose al contrario le premesse di un conflitto ancor pi devastante. Le potenze centrali dichiararono la loro accettazione dei quattordici punti del presidente Wilson come base per larmistizio, aspettandosi che i loro princpi ispiratori avrebbero costituito il fondamento dei trattati di pace. Al contrario, gli alleati europei si presentarono alla conferenza di Versailles e a quelle successive determinati a esigere dalle potenze centrali riparazioni equivalenti allintero costo della guerra, nonch a spartirsi tra loro i territori e i possedimenti delle nazioni sconfitte, secondo gli impegni presi in accordi segreti stabiliti tra il 1915 e il 1917, prima dunque dellentrata in guerra degli Stati Uniti. I trattati di pace prodotti dalle conferenze di Versailles, Saint-Germain, Trianon, Neuilly e Svres risultarono cos squilibrati da divenire fattori di instabilit nel futuro dellEuropa. La soluzione diplomatica che prevalse al termine della guerra disegn un quadro politico dellEuropa completamente differente da quello del 1914. Tale quadro politico venne designato nel 1919 nella reggia di Versailles e vi presero parte i capi di governo delle principali potenze vincitrici (Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Italia): lamericano Wilson, il francese Clemenceau, linglese Lloyd George, e litaliano Orlando (il quale svolse per un ruolo marginale). Il contrasto fra una pace democratica e lobiettivo di una pace punitiva risult evidente soprattutto quando furono discusse le condizioni da imporre alla Germania. Il trattato, che fu firmato a Versailles il 28 giugno 1919, fu una vera e propria imposizione (diktat). Dal punto di vista territoriale il trattato prevedeva, oltre alla restituzione dellAlsazia-Lorena alla Francia, il passaggio alla ricostituita Polonia di alcune regioni orientali abitate solo in parte da tedeschi: in particolare il corridoio polacco che permetteva alla Polonia di affacciarsi sul Baltico e di avere accesso al porto di Danzica. La Germania perse anche le sue colonie, spartite tra Francia, Gran Bretagna e Giappone. Ma la parte pi pesante del Diktat era costituita dalle clausole economiche e militari. Indicata nel testo stesso del trattato come responsabile della guerra, la Germania dovette impegnarsi a riparare ai vincitori i danni subiti in conseguenza del conflitto (lentit delle riparazioni sarebbe stata fissata solo in seguito). Fu inoltre costretta ad abolire il servizio di leva, a rinunciare alla marina da guerra, a ridurre la consistenza del proprio esercito e a lasciare smilitarizzata, priva cio di reparti armati e di fortificazioni, la Renania, la vasta regione industriale al confine con il Belgio e la Francia. Erano condizioni umilianti, tali da ferire profondamente la Germania nel suo orgoglio nazionale, oltre che nei suoi interessi. Ma erano anche, agli occhi dei francesi, lunico mezzo per impedire alla Germania, che restava pur sempre lo stato pi popoloso, pi industrializzato e potenzialmente pi ricco dellEuropa continentale, di riprendere la posizione di grande potenza che naturalmente le competeva.

Nei trattati di pace con lAutria e lUngheria, firmati a Saint-Germain, si prese atto della situazione che si era determinata con lo sfaldamento dellImpero austro-ungarico, ci determin la nascita della nuova Polonia, della Repubblica di Cecoslovacchia, del regno di Jugoslavia, che univa alla Serbia gli sloveni e i croati gi soggetti alla monarchia austro-ungarica. LEuropa uscita dalla conferenza di Parigi contava dunque ben otto nuovi Stati sorti dalle rovine dei vecchi imperi. Ad essi si sarebbe poi aggiunto lo Stato libero dIrlanda, cui la Gran Bretagna concesse una semi-indipendenza. Un altro trattato fu firmato il 10 agosto 1920 a Svres tra le potenze vincitrici e lImpero ottomano costretto ad accettare la neutralizzazione degli stretti del Bosforo e dei Dardanelli, che mettono in comunicazione il Mar Nero col Mediterraneo, e la perdita di gran parte del suo territorio, lIraq, la Palestina, la Siria e la Giordania che finirono sotto linfluenza della Gran Bretagna e della Francia. Parte dellAnatolia fu assegnata alla Grecia. Fu poi deciso che lArmenia avrebbe ottenuto lindipendenza e il Kurdistan avrebbe conquistato lautonomia. Cs lImpero ottomano si ridusse alla sola Turchia la cui capitale fu trasferita da Instambul (Costantinopoli) ad Ankara. Le dure condizioni di pace, accettate dal sultano, rafforzarono anche in Turchia il nazionalismo, rappresentato prima della guerra dal movimento dei giovani turchi; nel dopoguerra la guida del movimento nazionale fu assunta da Ataturk che riprese lAnatolia, riafferm la sovranit della Turchia sugli Stretti e nel 1921 depose il sultano Maometto VI. Ebbe fine cs lImpero ottomano. La Turchia divent una repubblica laica e moderna grazie ad Ataturk e tale laicizzazione rappresent una novit nel mondo islamico. Il 24 luglio 1923 fu firmato a Losanna un nuovo trattato con il quale fu definitivamente abolito il regime delle capitolazioni, cio delle concessioni date dallImpero ottomano a cittadini delle potenze europee i quali, grazie alle capitolazioni, in passato avevano risposto delle loro azioni illegali non alle autorit turche ma ai loro consolati. Alla Turchia furono definitivamente attribuite le regioni abitate dai Curdi, negando a esse lindipendenza. Gli Armeni avevano chiesto lindipendenza gi alla fine dell800. La risposta del sultano era stata luccisione di decine di migliaia di persone. Dopo la salita al potere dei giovani turchi la situazione delgi Armeni si aggrav: non solo non venne concessa loro lautonomia ma, allo scoppio della prima guerra mondiale, fu attuato un vero e proprio sterminio. Invece gli Armeni del Caucaso si armarono, resistettero e crearono una repubblica riconosciuta col trattato di Svres. Gli Stati Uniti non ottennero vantaggi territoriali dal conflitto ma in termini di prestigio il loro ruolo internazionale acquist rilievo che non avevano mai avuto. Uscirono rafforzati dalla guerra anche sul piano economico xk le industrie statunitensi avevano lavorato a pieno ritmo ed erano in grado dinvadere con i loro prodotti i mercati europei. LA NASCITA DELLA SOCIETA DELLE NAZIONI E GLI ACCORDI TRA LE GRANDI POTENZE Ad assicurare il rispetto dei trattati e la salvaguardia della pace avrebbe dovuto provvedere la Societ delle Nazioni, proposta nei quattordici punti di Wilson, che fu accettata sotto la pressione degli Stati Uniti da tutti i partecipanti alla conferenza di Versailles (o conferenza di pace di Parigi) e nellaprile del 1919 il suo statuto era stato approvato. Si componeva di unassemblea, di un consiglio e dei un segretariato e prevedeva, in un suo punto, la rinuncia da parte degli stati membri alla guerra come strumento di soluzione dei contrasti; ma nasceva sin dallinizio minata per lesclusione della Germania e della Russia. Il Senato degli Usa respinse ladesione alla Societ, infliggendole cos un colpo durissimo. Essa fin con lessere egemonizzata da Gran Bretagna e Francia e non fu in seguito in grado di attuare nessun punto del suo statuto. Alcune potenze cercarono perci maggiori garanzie in accordi parziali stipulati non contro ma al di fuori della Societ delle Nazioni. Nellaprile del 1922 si riun a Genova una conferenza internazionale x

esaminare i problemi economici della Russia sovietica e della Germania, quindi vi parteciparono insieme x la prima volta paesi vincitori e vinti; a conclusione di essa, la Russia sovietica e la Germania simpegnarono, col trattato di Rapallo, a stringere rapporti diplomatici e a rinunciare alle reciproche rivendicazioni (nel 1926 avrebbero stipulato un patto di non aggressione). Con la conferenza di Genova la Russia sovietica entr nel gioco diplomatico da cui la Russia di Lenin sembrava uscita con la rivoluzione del 1917. La posizione internazionale della Germania rest debole. Nel gennaio del 1923 truppe francesi e belghe occuparono il bacino carbonifero e siderurgico della Ruhr x costringere la Germania a pagare le riparazioni, allora, la popolazione tedesca della regione diede vita alla resistenza passiva, bloccando la produzione. La situazione miglior solo nel 1924. Nel gennaio Italia e Gran Bretagna riconobbero lUnione Sovietica, che lanno seguente ristabil i rapporti diplomatici anche con la Cina ed il Giappone. Alla fine dellanno fu deciso il ritiro delle truppe straniere dalla Rurh. Nellottobre del 1925, col trattato di Locarno, la Germania riconobbe la frontiera franco-tedesca e nel 1926 entr a far parte della Societ delle Nazioni. A Locarno era rimasta x irrisolta la questione delle frontiere tedesche orientali e meridionali x le quali non era stata data nessuna garanzia ai paesi confinanti con la Germania: il governo tedesco, infatti, non voleva precludersi x il futuro la possibilit di uneventuale unione con lAustria e di una revisione dei confini con la Polonia e con la Cecoslovacchia. Il ministro degli esteri britannico, Joseph Austen Chamberlain, aveva acconsentito, mentre la Francia temeva la ripresa dellespansionismo tedesco. X limitarlo, il governo francese firm trattati di mutua assistenza con la Polonia e con la Cecoslovacchia, perseguendo una politica di garanzie bilaterali. X qualche anno sembr, cmq, che a Locarno fossero state corrette le impostazioni date alle relazioni internazionali a Versailles e si parl di uno spirito di Locarno, aperto a ulteriori intese x la pace. Un suo prodotto fu considerato il patto stipulato a Parigi nellagosto del 1928 tra il ministro degli esteri francese Aristide Briand e il segretario di stato americano Frank Billings Kellogg e sottoscritto poi da 57paesi che si assunsero limpegno a risolvere pacificamente tutte le questioni internazionali. La prima guerra mondiale segn infine il declino dellEuropa, che dopo tre secoli di espansione vedeva il suo ruolo emarginato da nuove grandi potenze, quali gli Stati Uniti e il Giappone.
Conseguenze economiche Ancor pi grave fu il dissesto finanziario i cui effetti negativi si aggiunsero ai problemi derivanti non solo dalla riconversione delle industrie dalla produzione militare a quella civile, ma pi in generale dal riassetto di un intero sistema economico. La guerra per oltre quattro anni aveva finalizzato la produzione, gli scambi, la gestione monetaria, la macchina burocratica degli stati, realizzando la mobilitazione totale delle risorse umane e materiali. Ne erano state sconvolte le regole precedenti. Per quanto concerne l'aspetto finanziario, la guerra aveva generato un enorme disavanzo nei bilanci statali, sollecitati alla spesa dalle esigenze militari. Nelle transazioni monetarie l'instabilit dei cambi aveva prodotto inflazione e svalutazione a livelli incontrollati. In queste condizioni rimettere sotto controllo le finanze statali si presentava come un problema arduo, dai complessi risvolti sociali e politici, prima che tecnici. Anche la situazione industriale apparve di difficile gestione nel momento in cui vennero a mancare le commesse statali, che in tempo di guerra avevano trainato interi settori, quali il meccanico, il tessile, il chimico. Insorsero gravi problemi legati alla riconversione dell'industria bellica. Inoltre bisognava trovare un lavoro per i milioni di reduci dal fronte. Conflitti sociali La guerra aveva innescato profondi e ampi sommovimenti in tutte le societ coinvolte e aveva depositato nella coscienza di milioni di uomini il ricordo brutale della violenza. Dal rifiuto morale che molti soldati e ufficiali elaborarono in risposta ai massacri, scatur un odio profondo verso la guerra che si tramut in un impulso di riscatto. Sentimenti simili furono all'origine della rivoluzione russa del 1917, ma anche delle lotte operaie e contadine che si manifestarono in Germania, in Francia, in Italia tra il 1917 e il 1922. Al contrario, nei soldati che non avevano avvertito un'opposizione morale alla guerra, l'esperienza sotto le armi aveva lasciato impressioni di forza bruta, abitudini all'uso della violenza, attitudine alla prevaricazione fisica, tutte componenti queste che prepararono il clima psicologico delle forze reazionarie attive in Europa gi dal 1919. La crisi del dopoguerra infine, se travolse operai e contadini, agrari e industriali, turb ancora di pi i ceti medi, esposti ai contraccolpi dell'inflazione e alla perdita di reddito e di prestigio, predisponendoli a favorire soluzioni autoritarie con le quali liquidare i conflitti ideologici e gli squilibri sociali

CAP.6 LA RIVOLUZIONE BOLSCEVICA CAP.7 IL PRIMO DOPOGUERRA IN ITALIA E IN GERMANIA


La Prima Guerra Mondiale ebbe pesanti conseguenze politiche, sociali ed economiche. Quelle politiche e sociali furono gravi soprattutto in Italia, anche se aveva vinto la guerra, e in Germania, che invece aveva perso. FASCISMO LItalia era entrata in guerra con 2obiettivi fondamentali: il completamento del processo di unificazione nazionale con la conquista di Trento e di Trieste e laffermazione del primato italiano nellAdriatico. Il 1obiettivo fu pienamente raggiunto mentre il 2fu in parte mancato, nonostante gli accordi di Londra, xk lItalia non ettenne n la Dalmazia n Fiume. Di qui la convinzione che quella italiana fosse stata una vittoria mutilata (riprendendo il tema da Gabriele DAnnunzio). La polemica tra nazionalisti e socialisti non si era placata nemmeno con la conclusione del conflitto: i socialisti attribuivano ai nazionalisti la colpa di aver trascinato lItalia in una guerra che non era stata voluta e sentita n dalla maggioranza del parlamento n dalla maggioranza della popolazione e attribuivano ai reduci la colpa di aver combattuto precludendosi cs la possibilit di ottenere adesioni tra gli ufficiali, che appartenevano alla piccola borghesia, e tra i soldati, che erano soprattutto contadini; i nazionalisti, a loro volta, ritenevano i socialisti responsabili della sconfitta di Caporetto x il loro atteggiamento disfattista. Inoltre, la delegazione italiana alla Conferenza di pace di Parigi, guidata da Vittorio Emanuele Orlando, non mostr grandi capacit diplomatiche cs il parlamento, deluso dal modo in cui vennero condotte le trattative da Orlando, port alle dimissioni dello stesso e alla nascita, nel giugno del 1919, di un governo guidato da Francesco Saverio Nitti, economista liberale, sostenitore dellindustrializzazione del Mezzogiorno e attento conoscitore delle societ europee economicamente +avanzate. Nel 1919 due fatti mutarono il quadro politico italiano: in gennaio il sacerdote Luigi Sturzo fond il Partito popolare italiano (PPI); in marzo Mussolini fond i Fasci di combattimento. Sturzo si era subito distinto x il suo impegno meridionalistica e indirizz un appello a quei cattolici che intendevano impegnarsi direttamente nella vita politica italiana senza +delegare al partito liberale la rappresentanza dei propri interessi, con qsto appello viene indicato lingresso ufficiale dei cattolici nella vita politica. Diversamente dalla fondazione del PPI, la nascita dei Fasci di combattimento ebbe inizialmente scarso rilievo: essi erano composti da gruppi non numerosi di ex combattenti, dinterventisti, di sindacalisti rivoluzionari che assumevano posizioni anticapitalistiche ma erano soprattutto una forza antisocialista xk x loro il socialismo minacciava il principio stesso di propriet. La polemica di Mussolini contro il Partito socialista italiano fu violentissima. Il PPI ebbe anche unimmediata influenza politica xk alle elezioni che si tennero in novembre si colloc al 2posto, dopo il PSI che risult il 1partito, con oltre il 30% dei voti. Ma il PSI non seppe mettere a frutto il successo elettorale. Nel congresso da esso tenuto in ottobre erano prevalsi i massimalisti, giodati da Giacinto Menotti Serrati, favorevoli alladesione allInternazionale comunista. X i massimalisti le elezioni erano utili soltanto xk, nel corso della campagna elettorale, i socialisti potevano dare maggior rilievo al loro programma rivoluzionario, infatti il loro unico obiettivo restava la rivoluzione che essi consideravano lo sbocco inevitabile dei processi economici e sociali che si stavano svolgendo, ma le loro idee su quando e come essa sarebbe realmente scoppiata e soprattutto come poterla guidare, erano molto confuse. In qsto clima, anche la destra sentiva lesigenza di dotarsi di una formazione politica che avesse una base di massa (reduci di guerra e piccola borghesia, cio gli ufficiali) visto che la vecchia

destra liberale non era in grado di rispondere a qsta esigenza. Fu DAnnunzio a candidarsi alla guida della destra italiana entrando in Fiume alla testa di un corpo di volontari, nel settembre del 1919. Mussolini vide che era soprattutto la piccola borghesia intellettuale a guardare con favore a DAnnuznio, invece la media e la grande borghesia produttiva (imprenditori) preferiva lordine alle avventure belliche e M cercava di ottenerne lappoggio presentandosi come possibile portavoce di un capitalismo moderno. M aveva definito il Popolo dItalia, il suo quotidiano, il giornale dei combattenti e dei produttori e nel 1918 rivendic il merito di aver puntato sulla parola produttori e spieg che il loro interesse era quello di portare al massimo le loro capacit produttive e qsto era interesse comune sia dei produttori borghesi che di quelli proletari. In qsto modo egli riteneva di aver superato la lotta di classe, in realt allinterno della produzione M manteneva un rigido ordine gerarchico con il produttore-capitalista alla direzione della fabbrica e il produttore-operaio soltanto alla funzione esecutiva. Egli contrapponeva Milano, il centro delle attivit produttive, a Roma, il centro delle discussioni politiche e sosteneva che lo Stato doveva liberarsi di tutte le bardature, cio degli interventi nel campo economico che gli erano stati attribuiti in seguito alle conquiste del movimento dei lavoratori. Gli anni 1919-1920 furono definiti il < biennio rosso> xk, oltre al successo dei socialisti nelle elezioni del 1919, furono caratterizzati da frequenti scioperi e dimostrazioni popolari e si ebbero anche violenti moti contro il carovita. Il 30 agosto 1920 si verific loccupazione delle fabbriche guidata dalla FIOM (Federazione Italiana Degli Operai Metalmeccanici) e da un gruppo di intellettuali socialisti, raccolti intorno alla rivista torinese LOrdine Nuovo, che si ispiravano allesperienza sovietica: Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti. Loccupazione delle fabbriche fu appoggiata dalle direzioni del PSI e della CGL ke x avevano diversi obiettivi: il PSI intendeva guidare lintero proletariato a una lotta che avesse un significato politico, senza x darle uno sbocco rivoluzionario; la CGL, invece, voleva mantenere lazione sul piano sindacale. Coloro che parteciparono lloccupazione x attribuirono la mancanza di uno sbocco rivoluzionario allincapacit dei dirigenti del PSI e della CGL e si posero la questione di fondare un partito comunista che fosse in grado di assumere la guida della rivoluzione. Infatti, nel gennaio del 1921, durante il 17congresso nazionale riunito a Livorno, i comunisti uscirono dal PSI e fondarono il Partito comunista dItalia guidato da Amedeo Bordiga. I comunisti ritenevano che non fosse possibile conseguire importanti risultati attraverso lazione parlamentare ma credevano, come i massimalisti, allimportanza dei movimenti di piazza che avrebbero aperto la strada alla rivoluzione indicata da Lenin. Molti liberali, compreso Giolitti, credevano di poter utilizzare a loro vantaggio la piazza fascista contro la pizza socialista. Musoolini alimentava qsta illusione mostrandosi ora duro, con le squadre di fascisti che distruggevano le sedi del partito socialista e le camere del lavoro, ora +disteso nelle trattative. La fiducia dei liberali di poter normalizzare il fascismo si accrebbe quando M decise di trasformare il movimento in un partito, ma in realt egli voleva creare uno strumento +compatto, cs, nel novembre del 1921 fond il Partito nazionale fascista. In realt, nellinverno 1921-1922, i fascisti intensificarono luso della violenza contro i loro avversari politici (squadrismo), impossessandosi di molte piazze italiane. Nello stesso tempo lo Stato liberale entr maggiormente in crisi, sia x la pressione esercitata dalla destra (x lintervento delle truppe italiane contro DAnnunzio a Fiume e x lazione dello squadrismo), sia da sinistra (con la continua minaccia di una rivoluzione). La crisi precipit nellestate del 1922. Il 31 luglio di quellanno venne indetto dai partiti e dai sindacati di sinistra uno <sciopero legalitario> che avrebbe dovuto fermare lo squadrismo fascista, chiedendo al governo di imporgli il rispetto delle leggi. Ma M colse loccasione x attaccare ulteriormente lo Stato e i sindacati affermando che lo sciopero era illegale e mobilit il PNF x farlo fallire. Inoltre M utilizz qsta circostanza x mostrare lefficienza del suo partito e la debolezza dello Stato.

La marcia su Roma: La possibilit di conquistare il potere con la forza fu prospettata per la prima volta da Benito Mussolini il 29 settembre 1922, in una seduta segreta a Firenze della direzione fascista. La decisione di passare allazione si ebbe il 16 ottobre 1922, nella riunione a Milano del gruppo dirigente fascista, nel corso della quale venne anche costituito il quadrumvirato che avrebbe diretto l'insurrezione, formato da De Vecchi, De Bono, Balbo e Bianchi. Secondo i piani, il quadrunvirato, insediato a Perugia, avrebbe assunto nella notte tra il 26 e il 27 i pieni poteri e nei due giorni successivi sarebbe seguita la mobilitazione delle squadre fasciste che avrebbero occupato i punti chiave dell'Italia centrale. Le bande destinate a marciare sulla capitale (26.000 uomini) cominciarono a muovere verso Roma il 27. Mussolini rimase a Milano in attesa degli sviluppi della situazione a livello governativo. il presidente del consiglio Luigi Facta convoc il Consiglio dei ministri per predisporre il decreto di stato dassedio, che dava pieni poteri al governo per disperdere i fascisti con l'esercito. Vittorio Emanuele III quando ricevette Facta con il decreto, anche perch influenzato dal parere negativo di Salandra e di Giolitti, si rifiut di firmarlo. Caduto Facta, il re propose a Mussolini un ministero con Salandra, ma il duce rifiut sostenendo la richiesta di un governo interamente fascista. Il 29 ottobre Vittorio Emanuele cedette e chiese formalmente a Mussolini di formare il nuovo esecutivo. Quando i fascisti entrarono a Roma, il 28 ottobre 1922, era gi tutto deciso. La marcia fu essenzialmente una parata: le squadre fasciste, infatti, giunsero nella capitale 24 ore dopo che Mussolini aveva gi ricevuto lincarico di formare il nuovo governo. NAZISMO LA NASCITA DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR (GERMANIA-HITLER) Dal 1916 lImpero Germanico(Deutsches Reich) era stato all'atto pratico governato dai militari, guidati dal Comando Supremo dell'Esercito (OHL). Quando divenne evidente che la prima guerra mondiale era persa, l'OHL richiese che venisse instaurato un governo civile. Ogni tentativo di continuare la guerra dopo che la Bulgaria aveva lasciato gli Imperi Centrali avrebbe provocato l'occupazione dei territori tedeschi. Il nuovo Principe Max von Baden, offr quindi un cessate il fuoco al Presidente americano Woodrow Wilson, il 3 ottobre 1918, e da qsto momento si cerc di rendere il Reich una democrazia parlamentare, cosa che era stata rifiutata per mezzo secolo: il Cancelliere avrebbe risposto al Parlamento, il Reichstag, e non pi all'Imperatore.Il piano allora in corso per trasformare la Germania in una monarchia costituzionale (forma attenuata di monarchia dove il sovrano controllato dagli altri organi dello Stato) divenne ben presto obsoleto mentre la nazione scivolava in uno stato di caos quasi completo. La ribellione esplose quando, il 29 ottobre, il comando militare, senza essersi consultato con il governo, ordin alla Flotta d'Alto Mare uninsurrezione che non solo era senza speranza da un punto di vista militare, ma che avrebbe anche portato sicuramente a un arresto dei negoziati di pace. Gli equipaggi di due navi si ammutinarono. Quando i militari arrestarono circa 1.000 marinai e li fecero trasportare a Kiel(citt tedesca) la rivolta locale si trasform in una ribellione generale che dilag rapidamente in gran parte della Germania. Altri marinai, soldati e persino operai solidarizzarono con gli arrestati, iniziando a eleggere consigli di lavoratori e soldati modellati sui soviet della Rivoluzione Russa del 1917 e presero il potere civile e militare in molte citt. Il 7 novembre la rivoluzione aveva raggiunto Monaco di Baviera provocando la fuga di Ludwig III di Baviera in qualit di primo monarca di Germania. La nazione era sull'orlo di diventare una Repubblica Socialista. A quel tempo la rappresentanza politica della classe operaia era divisa: una fazione rappresentava il Partito Socialdemocratico Indipendente (USPD), fondato nel 1917, ke spingeva verso un sistema socialista; i restanti, del Partito Socialdemocratico Maggioritario (MSPD), che appoggiavano un sistema parlamentare, decisero di mettersi alla testa del movimento allo scopo di non perdere la loro influenza e, sempre il 7 novembre, chiesero all'Imperatore

Guglielmo II di abdicare. Il 9 novembre 1918 fu proclamata la repubblica e venne formato un governo provvisorio, definito governo dei commissari del popolo che ebbe come primo ministro il presidente del partito socialdemocratico maggioritario, Friedrich Ebert, e fu formato da socialdemocratici e socialisti indipendenti. Anche se il nuovo governo venne confermato dal consiglio dei lavoratori e dei soldati di Berlino fu avversato dalla Lega di Spartaco, l'ala sinistra dell'USPD guidata dagli ex socialdemocratici Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, liberati dal carcere dove erano finiti x essersi opposti alla guerra. Ebert riusc a imporre delle rapide elezioni per un'Assemblea Costituente che doveva produrre la costituzione per un sistema parlamentare, marginalizzando il movimento che richiedeva una Repubblica Socialista. Per assicurarsi che il suo governo fosse in grado di mantenere il controllo sulla nazione, Ebert fece un patto con l'OHL, ora guidato dal successore di Ludendorff, il Generale Wilhelm Groener. Questo Patto Ebert-Groener essenzialmente stabiliva che il governo non avrebbe cercato di riformare l'esercito fintanto che l'esercito giurava di difendere il governo. Da una parte questo accordo simboleggiava l'accettazione di un nuovo governo da parte dei militari, calmando le preoccupazioni della classe media, dall'altra parte venne considerato un tradimento degli interessi dei lavoratori da parte della sinistra; inoltre stabiliva l'Esercito come un gruppo indipendente e conservatore all'interno di Weimar che avrebbe influenzato il destino della Repubblica. Questo fu uno dei tanti passi che determin la permanente suddivisione della rappresentanza politica della classe operaia in SPD e comunisti. La divisione divenne definitiva dopo che Ebert fece richiesta all'OHL di truppe per sedare un altro ammutinamento di soldati a Berlino, il 23 novembre 1918, nel quale i soldati in rivolta avevano catturato il comandante della citt e chiuso il luogo nel quale il governo dei commissari del popolo risiedeva. L'intervento fu brutale, con molti morti e feriti. Questo indusse l'estrema sinistra a invocare la scissione dall'MSPD che, nella loro visione, era sceso a patti con i militari controrivoluzionari per sopprimere la rivoluzione. . La spaccatura si approfond quando, in dicembre, fu formato il Partito comunista tedesco (KDP) da un certo numero di gruppi di sinistra, inclusa l'ala sinistra dellUSPD e i gruppi Spartachisti. In gennaio, ulteriori sanguinosi tentativi si stabilire una dittatura proletaria da parte dei lavoratori nelle strade di Berlino venne sedata culminando con la morte della Luxemburg e di Liebknecht. Le elezioni dell'Assemblea Costituente avvennero il 19 gennaio 1919, in questa occasione i nuovi partiti della sinistra, inclusi l'USPD e il KPD, furono a malapena in grado di organizzarsi, permettendo la costituzione di una solida maggioranza delle forze moderate. Il primo governo della repubblica, che sostitu quello provvisorio, fu presieduto da Scheidemann, che guidava con Ebert lMSPD, mentre Ebert divent presidente della repubblica. X evitare le continue lotte di Berlino, lAssemblea Costituente si riun nella citt di Weimar cs l11 agosto 1919 fu firmata la Costituzione di Weimar fondata sui principi della +avanzata democrazia. Al Reichstag, il parlamento centrale, si affiancava il Reichsrat, cio la camera dei rappresentanti dei singoli stati regionali (Lander) dove i loro interessi potevano trovare espressione +diretta. Il Reichstag era eletto a suffragio universale ogni 4anni, con un sistema rigidamente proporzionale, che consentiva anche ai piccoli partiti di esservi rappresentati. Al Reichstag toccava il potere legislativo ma il Reichsrat poteva porre il veto alle leggi e anche qsto fu un tentativo di realizzare il massimo equilibrio tra i diversi poteri e interssi. Il cancelliere, che era a capo del governo, doveva rispondere dei suoi atti al Reichstag ma era nominato dal presidente della repubblica che veniva eletto direttamente dai cittadini e durava in carica x 7anni. Con lelezione diretta e con lattribuzione al presidente del diritto di sciogliere il Reichstag e di indire referendum sui provvedimenti legislativi, si introdussero nel sistema politico tedesco, accanto al parlamentarismo e al federalismo (l'obiettivo del federalismo garantire l'unit verso l'esterno e la molteplicit all'interno), anche elementi di presidenzialismo. La costituzione di W sembrava costituire quasi un modello ideale di costituzione democratica. In essa era racchiuso anche il

progetto di uno stato sociale xk garantiva a ogni tedesco la possibilit di procurarsi i propri mezzi di sussistenza mediante un lavoro remunerato. Ma linserimento nella Costituzione dei diritti sociali non trov realizzazione in Germania xk la disoccupazione non pot essere eliminata. Effettivamente la Costituzione di W non fu capace di assicurare alla Germania un lungo futuro democratico e le cause di tale incapacit vanno cercate sia nella situazione interna che in quella internazionale. Inoltre bisogna dire che la Costituzione garantiva anche la difesa della purezza della famiglia e la promozione del suo risanamento fisico e morale, ma a qsto riguardo si verificarono preoccupanti sviluppi delleugenetica (ramo della genetica che studia il miglioramento della specie umana agendo sul patrimonio genetico). Nazionalsocialisti, liberali e socialdemocratici erano convinti che il patrimonio genetico ereditario dovesse essere preservato x es sterilizzando coloro che erano affetti da malattie. Ci furono anche manifestazioni antisemite contro il rafforzamento della presenza degli ebrei nella vita pubblica ed economica e contro limmigrazione di ebrei poveri dellEuropa orientale che venivano visti come pericolosi concorrenti dei lavoratori tedeschi xk si accontentavano di salari inferiori. LA CRISI ECONOMICA E POLITICA DEL 1923 I governi della repubblica di Weimar dovettero affrontare una duplice opposizione proveniente sia da destra che da sinistra. La sinistra, raccolta intorno al partito comunista e sempre favorevole alla rivoluzione x risolvere i problemi del paese, faceva leva sulla crisi economica e sociale del dopoguerra; le forze conservatrici della destra, uscite sconfitte dal conflitto, trovavano ascolto in alcuni settori dellesercito ke x, nel suo complesso, restava fedele alle istituzioni. La propaganda della destra cominci a far leva sullopinione pubblica quando apparve evidente che le condizioni della pace non sarebbero state quelle promosse dal presidente degli USA Wilson. Lo scontro politico conobbe un momento drammatico nel giugno del 1922, con luccisione, da parte degli elementi antisemiti di estrema destra, del ministro degli estri Walter Rathenau, un industriale di origine ebraica, autore di un trattato, Nuova economia, in cui chiedeva lintervento dello Stato nelleconomia. La destra era avversa a R xk qstultimo non solo era contrario a ogni spirito di rivincita, ma anke xk era favorevole a intese tra imprenditori e sindacati. Alcuni mesi dopo la morte di R, i socialdemocratici uscirono dal governo e se ne form uno nuovo, presieduto da Wilhelm Cuno e appoggiato da una maggioranza di centro. I socialdemocratici rientrarono nel governo nellagosto del 1923 quando divent cancelliere Gustav Stresemann. I governi C e S dovettero affrontare i problemi creati, nel gennaio 1923, dalloccupazione franco-belga della Rurh che produceva l85% del carbone tedesco. Vi furono scontri tra gli occupanti e la popolazione locale che oppose una resistenza passiva con uno sciopero generale. Il governo, non potendo +utilizzare la produzione della regione e dovendo sostenere finanziariamente gli scioperanti, dovette stampare quantit sempre maggiori di cartamoneta cs il marco si and rapidamente deprezzando sul mercato internazionale mentre aumentava la disoccupazione. Nel 1923 linflazione raggiunse livelli elevatissimi, trasformandosi in iperinflazione e il valore della moneta tedesca sub un vero e proprio crollo. Il risanamento fu ottenuto sostituendo il vecchio marco con uno nuovo (il Rentenmark) cs fu possibile, anke grazie al finanziere americano Charles Gates Dawes, attirare in Germania capitali stranieri. Loccupazione della Rurh ebbe, x il governo tedesco, anke un costo politico, oltre che finanziario. Infatti le destre scatenarono una violenta campagna contro i socialdemocratici e i partiti di centro accusandoli di aver accettato il pagamento delle riparazioni e di non reagire duramente contro loccupazione straniera. Il malcontento era diffuso soprattutto nel ceto medio sul quale ritenne di poter far leva ADOLF HITLER x realizzare una rivoluzione di destra. H era nato a Braunau, in Austria, e aveva trascorso unadolescenza solitaria. A 15anni si era recato a Vienna x studiare architettura ma aveva dovuto fare lavori manuali x mantenersi. Nutriva rancore verso la societ e linfluenza degli ebrei in essa. Aveva partecipato come volontario al Primo

conflitto mondiale e nelle trincee di Ypres era stato intossicato dai gas. La sconfitta lo aveva colpito profondamente e da allora aveva cominciato a sognare la rivincita. Dotato di grandi capacit organizzative e abilissimo oratore, H aveva fatto una rapida carriera politica facendo sua la tesi dellestrema destra secondo cui la Germania era stata sconfitta a causa dei traditori e dei disfattisti. Nel 1919 si era iscritto al Partito tedesco dei lavoratori e aveva contribuito a trasformare il partito nel Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi (NSDAP) che nel 1920 si era dato un programma a forte contenuto nazionalistico e anticapitalistico: al primo punto del programma nazionalistico vi era la richiesta dellunione di tutti i tedeschi in base al diritto di autodecisione dei popoli x la formazione di una Grande Germania. H aveva stretti rapporti con alcuni ambienti militari e in particolare con il generale Erich Ludendorff che era stato uno degli artefici della strategia tedesca nel corso della Grande Guerra, egli fu considerato un simbolo del militarismo tedesco, and in esilio dopo la sconfitta ma presto ritorn a Monaco. Proprio a Monaco, H, con laiuto di Ludendorff, tent un colpo di stato nellautunno del 1923, il momento era favorevole x il malcontento generato dallinflazione e dalloccupazione nella Rurh. Gli uomini di H riuscirono a dimpadronirsi x breve tempo di una parte della citt di Monaco ma le forze di polizia riuscirono ad arrestare H (8 novembre). Nello stesso mese i socialdemocratici uscirono di nuovo dal governo e se ne form un altro, di centrodestra, che ebbe come cancelliere il presidente del Zentrum (Partito cattolico), Wilhelm Marx. Alle elezioni presidenziali che si svolsero nel 1925, a causa della morte di Ebert, si presentarono: W.Marx, appoggiato dallo Zentrum e dai socialdemocratici, il comunista Ernst Thalmann e il maresciallo Paul von Hindehburg, rappresentante del nazionalismo e del militarismo, che era sostenuto dalle destre. Qstultimo vinse le elezioni presidenziali ma le destre non raggiunsero la maggioranza al parlamento e si form nuovamente un governo di grande coalizione con socialdemocratici, cattolici e liberali sotto la guida del socialdemocratico Hermann Muller. Stresemann, che aveva assunto il ministero degli esteri, cre una linea politica che vide il miglioramento della posizione internazionale della Germania con levacuazione della Rurh da parte dei Francesi e dei Belgi, con il patto di Locarno e con lingresso della Germania nella Societ delle Nazioni. Cs la repubblica di W conobbe alcuni momenti di stabilit interna e di prestigio in Europa sebbene i rapporti tra i partiti non fossero molto solidi.

CA.8 IL FASCISMO AL POTERE


1922-1925: LA TRANSIZIONE VERSO LA DITTATURA FASCISTA La marcia su Roma del 28 ottobre 1922 non segn linizio della dittatura fascista. Infatti Mussolini form un governo di coalizione, con rappresentanti liberali e del Partito popolare, e ottenne alla Camera una larga maggioranza pur essendosi schierato contro il parlamento. A dicembre M ottenne dalla Camera i pieni poteri x un anno xk molti parlamentari moderati credevano che, risolti i gravi problemi finanziari e sociali, egli avrebbe lasciato il governo. Nel gennaio del 1923 M istituzionalizz la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (MVSN) posta agli ordini diretti del presidente del consiglio e vi presero parte coloro che avevano partecipato allo squadrismo fascista. M si serv dei pieni poteri x adottare una serie di misure dirette a ridurre lintervento dello Stato nella vita economica e ottenne il sostegno al suo governo sia da parte del mondo degli affari sia da parte dei lavoratori. Al primo concesse privatizzazioni e sgravi fiscali; ai secondi la fissazione x legge della lunghezza della giornata lavorativa in 8ore. Sul piano politico M limit lattivit degli oppositori e la libert di stampa. Con la giustificazione di voler rafforzare la stabilit dellesecutivo, fece approvare una legge, elaborata dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Giacomo Acerbo, che assegnava i 2/3 dei seggi alla lista che avesse riportato la maggioranza relativa dei voti. I ministri del partito popolare, favorevoli al

mantenimento del sistema proporzionale, si dimisero e M, x controbilanciare la loro uscita dal governo, cerc di stringere rapporti +diretti con le gerarchie ecclesiastiche. Nellaprile del 1924 si svolsero nuove elezioni, sulla base della legge Acerbo. I fascisti formarono una lista in cui entrarono anche uomini di altri partiti, come i liberali Calandra e Orlando, e che fu xci definita listone che vinse le elezioni. Lopposizione denunci gli imbrogli e le violenze e in ci fu particolarmente attivo il deputato socialista Giacomo Matteotti che il 10 giugno fu rapito da un gruppo di fascisti e ucciso. La protesta degli oppositori, definita dellAventino, xk Turati disse che i deputati dellopposizione si ritiravano sullAventino delle loro coscienze, si limit ad abbandonare il parlamento (La parola
Aventino si riferisce al colle di Roma sul quale, durante le lotte tra patrizi e plebei del Vsec a.C., si ritirava la plebe minacciando di separarsi dalla comunit cittadina se non fossero state accolte le sue richieste di parificazione politica con il ceto patrizio). Tranne i comunisti, che continuavano a credere in unimpossibile mobilitazione

rivoluzionaria delle masse, gli altri oppositori contavano soprattutto sul richiamo alla legalit. Qsto richiamo, x, avrebbe potuto avere un peso politico soltanto se fosse stato accolto dal re. Vittorio Emanuele III, invece, temendo di restare isolato dalle forze conservatrici che erano forti in Senato e ancora favorevoli a Mussolini, non si mosse. Fu invece M a muoversi, infatti, il 3 gennaio 1925, pronunci alla Camera un duro discorso assumendosi la piena responsabilit di ci che era successo. Tale discorso fu il segnale di una svolta verso la dittatura, infatti, subito dopo il governo prese serie misure contro le opposizioni, dal sequestro dei giornali allo scioglimento delle associazioni politiche considerate +pericolose. Nei mesi seguenti M fece approvare al parlamento una serie di leggi, dette fascistissime, x rafforzare i poteri del governo e soprattutto del presidente del consiglio che fu chiamato capo del governo e non fu +indicato dai partiti che avevano la maggioranza nel parlamento ma fu nominato direttamente dal re. LA REALIZZAZIONE DELLA DITTATURA FASCISTA Nel 1926 fu istituito il Tribunale speciale x la difesa dello Stato che inflisse agli oppositori una lunga serie di pesanti condanne, tra i condannati ci fu Antonio Gramsci, che aveva sostituito Amedeo Bordiga alla testa del PCDL. M cercava +di prevenire che di reprimere x qsto istitu la censura e anche una polizia politica segreta chiamata OVRA (Organizzazione x la vigilanza e repressione dellantifascismo) che serviva a individuare le zone di malcontento sociale x permettere al governo di intervenire prontamente. M introdusse anche alcune riforme istituzionali: nel 1928 fece approvare una legge che trasform in un organo istituzionale il Gran Consiglio del fascismo e fu approvata una nuova legge elettorale che toglieva ogni carattere di democraticit alle lezioni, infatti, gli elettori avrebbero potuto votare solamente x una lista formata da candidati proposti da organizzazione fasciste e dal Gran Consiglio. Nel 1926 era stato creato il ministero delle corporazioni, ma esse furono istituite solo nel 1934. Le corporazioni erano organismi di cui facevano parte i rappresentanti dei lavoratori e delgi imprenditori e avrebbero dovuto assumere il governo delleconomia. Nel 1939 la Camera dei deputati fu sostituita dalla Camera dei fasci e delle corporazioni formata da membri del consiglio nazionale del partito fascista e del consiglio nazionale delle corporazioni. Poik il Senato era di nomina regia, fu tolta al popolo ogni facolt di eleggere i suoi rappresentanti. Come x tutte le dittature, anche in quella fascista fu consentita la presenza di un unico partito, il Partito nazionale fascista (PNF) che M considerava come uno strumento di potere personale e non gli concesse mai una vera autonomia dal governo e non vi mise mai alla guida uomini che potessero oscurarlo. M govern lItalia +attraverso i prefetti e la burocrazia che attraverso i federali e gli altri funzionari del partito. Al PNF furono affidati compiti propagandistici e assistenziali. LA POLITICA SOCIALE ED ECONOMICA DEL FASCISMO NEGLI ANNI VENTI Il f si propose come terza via, tra il comunismo e il capitalismo. In realt durante il ventennio fascista, leconomia rimase capitalistica e non nacque il nuovo ordine economico che M diceva di

voler realizzare e avrebbe dovuto fondarsi sul superamento del contrasto fra capitale e lavoro da ottenere attraverso il corporativismo. Il maggior teorico del corporativismo fu Ugo Spirito il quale sosteneva che le corporazioni avrebbero dovuto assumere la propriet delle imprese ma esse furono soltanto organismi burocratici e la collaborazione fra lavoratori e imprenditori si risolse a esclusivo beneficio di qsti ultimi. Infatti, nel 1925, col patto di palazzo Vidoni la Confederazione generale dellindustria riconobbe come soli legittimi rappresentanti dei lavoratori e sindacati fascisti, cs fu soppressa la libert sindacale e i lavoratori non poterono + ricorrere allo sciopero x rivendicare aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro, ma poterono far ricorso soltanto a vertenze giudiziarie individuali. La dittatura fascista riordin il sistema di previdenza sociale istituendo lassicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, x linvalidit e la vecchiaia e contro la disoccupazione involontaria. Nel 1933 nacque lIstituto nazionale fascista x la previdenza sociale (INFPS). Una novit, anche rispetto agli altri paesi, fu la creazione dellOpera nazionale x la maternit e linfanzia (ONMI) che si inseriva nella politica fascista di preparazione degli italiani alla guerra. Prima di conquistare il potere M era stato sostenitore del liberalismo, infatti fino al 1925 attu una politica liberistica attraverso il ministro delle finanze Alberto deStefani che abol la nominativit dei titoli azionari (sul titolo risultava il nome dei possessori ci comportava una maggiore difficolt di vendita e di evitare eventuali imposte), ridusse le imposte dirette, tolse quella di successione, privatizz le linee telefoniche e le assicurazioni sulla vita e disun il numero dei ferrovieri. Ben presto, x, M si rese conto che lo smantellamento del settore pubblico delleconomia avrebbe creato gravi tensioni sociali e rinunci a qsta parte del programma su cui pare aveva insistito prima della marcia su Roma. Nel 1925 la politica economica fu capovolta, infatti, col nuovo ministro delle finanze, Giuseppe Volpi, lintervento dello Stato non solo non fu ridotto ma si accent e leconomia cominci a dipendere dalla politica. Fu soprattutto x ragioni di prestigio internazionale che M, nel 1926, decise di rivalutare la lira rispetto alla sterlina facendo corrispondere il valore di una sterlina a 90 lire. Ne deriv una deflazione (processo inverso allinflazione, cio allaumento dei prezzi) che favor le importazioni di materie prime x lindustria ma danneggi le esportazioni agricole e di conseguenza lindustria del Mezzogiorno che esportava prodotti di colture pregiate (agrumi, olio e vino). I salari e gli stipendi furono ridotti, lo Stato intervenne anche nellagricoltura con la battaglia del grano (aumento dei dazi sullimportazione di cereali x rendere la produzione cerealicola italiana autosufficiente). LA RICERCA DEL CONSENSO X conquistare il consenso dei lavoratori e x accrescere quello degli starti borghesi M istitu lOpera nazionale dopolavoro che organizzava il tempo libero degli italiani (gite, spettacoli teatrali). Vennero inoltre fondate lOpera nazionale balilla (ONB)e la Giovent italiana del littorio (GIL) x dare ai ragazzi un addestramento paramilitare. I giovani erano divisi in Balilla (soprannome di un ragazzo genovese che, nel 1746, fu protagonista dellepisodio che diede inizio ad una rivolta contro gli Austriaci. Durante il fascismo furono chiamati cs i ragazzi dagli 8 ai 14anni). Oltre ai Balilla, fecero parte dellONB i Figli della lupa (dai 6 agli 8anni), gli Avanguardisti (dai 15 ai 18anni) e corrispondenti sezioni femminili delle Piccole italiane (813anni) e delle Giovani italiane (13-18anni). Il consenso fu cercato anche attraverso riti e cerimonie di massa e, soprattutto, attraverso la nascita e la diffusione del culto di Mussolini che lui stesso alimentava grazie alle sue grandi capacit oratorie. Un notevole consenso venne anche dai cattolici dopo l11 febbraio 1929 quando M firm i Patti lateranensi e il Concordato con la Chiesa. I Patti lateranensi procurarono al fascismo il sostegno di vaste masse cattoliche e permisero la conciliazione tra Stato e Chiesa attraverso alcuni compromessi: lo Stato italiano riconobbe la sovranit della Chiesa sul territorio della Citt del Vaticano mentre la Santa Sede riconosceva che Roma era capitale del regno dItalia. La religione cattolica fu proclamata la sola religione dello

Stato italiano, ci fu anche un accordo finanziario col quale il governo italiano, a titolo di risarcimento, simpegn a versare alla Citt del Vaticano un miliardo e 750milioni di lire. Il Concordato aveva lo scopo di regolare le relazioni tra Stato e Chiesa allinterno della societ italiana, infatti la Chiesa accett che i vescovi giurassero fedelt allo Stato e che i confini delle diocesi coincidessero con quelli delle province, in cambio lo Stato riconobbe la validit civile dei matrimoni celebrati dalla Chiesa, introdusse nelle scuole linsegnamento della religione cattolica e si impegn ad allontanare dai pubblici uffici i sacerdoti che fossero stati colpiti da censura ecclesiastica. Nel C fu riconosciuta la liceit dellattivit svolta dallAzione cattolica (organizzazione dei laici cattolici, la sola organ non fascista che continuava a operare in Italia) purk non sconfinasse sul terreno della politica. LAzione cattolica accett la politica sociale e le idee corporative del fascismo ma entr in conflitto con esso x la volont del fascismo di egemonizzare leducazione giovanile. Emersero perci forti contrasti tra fascismo e Azione cattolica e furono condotte alcune azioni di carattere squadristico contro le sedi di qsta associazione, ma i rapporti col Vaticano rimasero buoni. LIDEOLOGIA FASCISTA E LA QUESTIONE DEMOGRAFICA Lideologia del fascismo fu nazionalistica e imperialistica. Durante il fascismo gli intellettuali furono lasciati liberi sul piano artistico e letterario purch non invadessero il terreno della politica. Gli organizzatori della cultura di quegli anni furono lo storico Gioacchino Volpe e il filosofo Giovanni Gentile che attu una riforma scolastica nel 1923 con cui introdusse lesame di stato che consent il controllo pubblico sullinsegnamento privato. La riforma Gentile assegn un ruolo fondamentale alla cultura umanistica relegando in secondo piano quella scientifica; la religione cattolica fu introdotta come fondamento e coronamento dellistruzione primaria. Solo la classe dirigente poteva accedere al ginnasio-liceo classico. Inoltre x Gentile bisognava ostacolare lingresso delle donne nelle universit e soprattutto tenerle lontane dal campo della ricerca. I provvedimenti legislativi voluti da Gentile prevedevano, dolo la scuola elementare, diversi canali scolastici visti come corsi paralleli, di diversa durata e senza possibilit di passaggio dalluno allaltro. Soltanto il ginnasio-liceo classico e il liceo scientifico consentivano laccesso alluniversit. Nei primi anni la politica estera del governo fascista fu ispirata dalla prudenza. M nel 1924 riusc ad ottenere pacificamente lannessione di Fiume allItalia, stabil buoni rapporti con Ungheria, Albania, Romania e Gran Bretagna. Le tensioni espansionistiche si manifestarono alla fine degli anni Venti e agli inizi degli anni Trenta quando la pressione demografica, che non trovava + la valvola di sfogo dellemigrazione, cominci a diventare insostenibile. La demografia assunse un grande peso nellazione politica e nellideologia del regime. Alle origini la politica demografica fu determinata da un fattore esterno cio dalle limitazioni poste dagli Stati Uniti allingresso di nuovi immigrati. In un primo momento M cerc di convincere il governo statunitense a lasciare le porte aperte allimmigrazione italiana ricordando il contributo degli italiani alla costruzione della societ e delleconomia degli Stati Uniti. Solo quando vide falliti i suoi tentativi, decise di adottare una nuova politica demografica: fece propria la teoria che il numero degli abitanti costituiva un fattore di potenza, cs rese la natalit +elevata, diede aiuti finanziari ai giovani che si sposavano, penalizzando i celibi con la tassa sul celibato, alle madri prolifiche (con almeno 7figli) dava un premio di 5000lire e unassicurazione. LANTIFASCISMO FINO AL 1934 Esistevano molti antifascismi: la.popolare, degli intellettuali, liberale, socialista, comunista che spesso non avevano nessun punto di contatto tra di loro ed erano anzi in polemica. Cera anche un antifascismo tollerato che ebbe come +insigne rappresentante Benetto Croce ma qsto si pu considerare un caso isolato xk B Croce era protetto dalla sua fama internazionale e dalla sua fedelt alla monarchia. Gli antifascisti infatti venivano condannati al carcere o al confino. Antonio

Gramsci fu la vittima +illustre della repressione fascista, dovette scontare una pena detentiva fino a pochi giorni prima della morte

ECONOMIA E DEMOGRAFIA TRE LE 2 GUERRE MONDIALI CAP.11 GLI ANNI VENTI


LA DEMOGRAFIA NEGLI ANNI VENTI E TRENTA La Prima Guerra Mondiale interruppe le correnti migratorie dallEuropa alle Americhe. Dopo il conflitto esse ripresero in misura +ridotta, sia xk nei paesi europei le condizioni di vita erano migliorate rispetto al primo decennio del 900, sia xk gli Stati Uniti cercarono di limitarne lafflusso visto che tra il 1880 e il 1920 la popolazione statunitense era raddoppiata (da 50 a 106milioni) quindi se limmigrazione fosse continuata le risorse degli Stati Uniti, nonostante la ricchezza del paese, sarebbero diventate insufficienti; inoltre tra gli abitanti di origine anglosassone e di religione protestante era diffuso il timore che limmigrazione potesse portare in futuro alla prevalenza delle etnie latine e dei cattolici; infine, conservatori e moderati temevano che essa potesse essere veicolo di idee rivoluzionarie. Nel 1921 fu approvato il Johnson Act col quale fu stabilito che potevano essere accolti negli Stati Uniti soltanto contingenti ristretti di immigrati: x ogni etnia, il 3%di quelli che si erano gi stabiliti in America. Nel 1924 la percentuale fu ridotta al 2% x qsto lafflusso di europei si ridusse in maniera drastica. Qsta diminuzione della crescita demografica europea faceva apparire +minaccioso lalto numero degli abitanti dellAsia, dove la popolazione Giapponese era in continua crescita e ci fece temere anche che in un prossimo futuro i rapporti di forza tra lOccidente e il resto del mondo sarebbero mutati con la conseguente perdita di dominio del mondo della razza bianca. LE CONSEGUENZE DELLA GRANDE GUERRA SULLECONOMIA Le conseguenze della Grande Guerra furono +gravi x le economie di quei paesi che avevano visto una parte del loro territorio invasa dagli stranieri, x es la Francia. Invece leconomia che ne usc +rafforzata fu quella degli Stati Uniti che erano intervenuti, oltre che x timore di una eccessiva espansione della potenza tedesca, anche xk avevano prestato ingenti somme alla Gran Bretagna e alla Francia x finanziare gli acquisti di armi che i governi inglese e francese effettuarono negli Stati Uniti. In Italia la guerra favor la crescita dellindustria siderurgica e meccanica, particolarmente rilevante fu lo sviluppo dellazienda Ansaldo e limpulso della produzione dal settore automobilistico a quello aereo grazie alla Fiat. La Grande Guerra sconvolse il commercio internazionale, la riduzione del commercio estero dei paesi impegnati nel conflitto provoc una contrazione del mercato mondiale, si venne cs ad arrestare la tendenza alla formazione di un mercato sempre +vasto, che aveva caratterizzato i decenni precedenti. Un peso decisivo ebbe linfluenza della politica sulleconomia capitalistica con lapparizione del fenomeno del dirigismo, cio con un massiccio intervento dello Stato nellorganizzazione della produzione xk i governi non potevano +lasciare leconomia nelle mani dei soli privati ma dovettero sottoporla a uno stretto controllo x produrre gli armamenti necessari. IL PASSAGGIO DEL PRIMATO ECONOMICO MONDIALE DALLA GRAN BRETAGNA AGLI STATI UNITI Se si considera che limportanza del mercato non data tanto dallestensione territoriale ma dal numero dei consumatori, si pu affermare che in realt negli anni Venti il mercato mondiale non si ridusse ma anzi si allarg. Infatti, nel dopoguerra, la domanda internazionale di beni si accrebbe x la necessit della ricostruzione delle regioni in cui si era combattuto. Furono soprattutto gli Stati Uniti a soddisfare qsta domanda. Gli altri due paesi che prima della guerra dominavano la scena economica insieme con gli Stati Uniti, si indebolirono: la Gran Bretagna in misura non grave; la Germania in maniera catastrofica.

La perdita del dominio finanziario della Gran Bretagna: fino al 1914 la G B era stata la maggiore potenza finanziaria del mondo. Invece nel dopoguerra si verific un indebolimento delle finanze che deriv da tre cause principali: le esigenze cui la G B aveva dovuto far fronte durante la guerra, i prestiti contratti con gli Stati Uniti x ragioni belliche e limpossibilit di riscuotere i crediti concessi al governo zarista xk quello sovietico rifiut di riconoscerli. La perdita del primato finanziario mondiale divent evidente nel 1919 quando la G B abbandon la convertibilit della sterlina in oro e attu una politica di deflazione che provoc una riduzione del 30% della produzione industriale e una elevata disoccupazione (la convertibilit, attuabile dai paesi che
avevano sufficienti riserve auree, era la garanzia che i governi davano ai possessori di cartamoneta che poteva essere convertita in oro in ogni momento, una moneta convertibile xci godeva di un prestigio notevolmente superiore a quello delle monete dei paesi che non garantivano la convertibilit ed era preferita nei pagamenti internazionali).

Ma la fine del primato della G B non fu dovuta solo a ragioni economiche. Infatti, la classe dirigente si mostr incapace di rispondere alla sfida che veniva dagli Stati Uniti. Essa era ancora composta dallaristocrazia e da una borghesia che aveva fatto suoi, almeno in parte, gli atteggiamenti mentali tradizionali dellaristocrazia che la portavano a guardare con diffidenza allideologia dellindustrialismo. Nei periodi della sua grande espansione economica, leconomia britannica aveva trovato sostegno politico nellesistenza di un grande Impero che rappresentava unarea commerciale protetta e forniva alla madrepatria materie prime a buon mercato. Gli Stati Uniti non avevano un impero, ma la loro potenza economica era cs forte da consentire la conquista di nuovi mercati senza doverne assumere il controllo politico. X qsto motivo, limperialismo statunitense fu definito nuovo imperialismo fondato non + sulla forza degli eserciti e delle flotte ma su quella dellindustria e della finanza. Le banche statunitensi presero il posto di quelle inglesi nella concessione di crediti e gli Stati Uniti diventarono cs il maggiore paese creditore del mondo. La nuova situazione finanziaria internazionale fu sancita nel 1922 con ladozione del Gold Exchange Standard. Fino ad allora era stato adottato il Gold Standard che collegava la stampa di nuova cartamoneta allesistenza di adeguate riserve di oro in grado di garantirne la convertibilit. Il nuovo sistema consent ai governi di stampare cartamoneta senza possedere adeguate riserve di oro, infatti qstultimo poteva essere sostituito da sterline inglesi o da dollari. Nel 1925 WINSTON CHURCHILL, cancelliere dello scacchiere (carica che nel governo britannico equivale a quella di ministro delle finanza), ripristin la convertibilit della sterlina e riport il cambio al livello dellanteguerra. Lillusione di poter ristabilire cs legemonia della moneta inglese e lostinazione con cui la classe dirigente britannica ne cerc la realizzazione, finirono con laggravare la situazione. Infatti, la sterlina fu sopravvalutata e, di conseguenza, i prezzi dei prodotti inglesi crebbero provocando una riduzione delle esportazioni che si aggiunse a quella provocata dalla progressiva conquista dei mercati sudamericani da parte degli USA e dei mercati orientali da parte del Giappone. Ne deriv una contrazione della produzione con conseguente disoccupazione che provoc il grande sciopero generale del 1926. La crisi delleconomia in Germania: gi nel 1914 il bilancio tedesco era in deficit xk le spese erano quasi il triplo delle entrate; nel 1918 le spese erano +che quintuplicate. La situazione finanziaria tedesca si aggrav ulteriormente x la questione del risanamento dei danni di guerra. Alla conclusione del conflitto, la Francia aveva, come la G B, ingenti debiti verso le banche statunitensi, mentre non poteva +esigere crediti che aveva con i paesi danneggiati dalla guerra. Allora il governo francese cerc di rivalersi sulla Germania sostenendo che avrebbe potuto rimborsare i prestiti contratti con gli Stati Uniti soltanto se il governo tedesco avesse pagato le pesanti riparazioni imposte dal trattato di Versailles. Qsta richiesta della Francia era giustificata dal fatto che essa aveva sofferto della guerra +degli altri alleati ed era basata sul principio che il paese iniziatore di un conflitto poteva essere chiamato a risarcire i danni che quel conflitto aveva

provocato. Ma la Germania non disponeva di sufficienti risorse finanziarie e vers soltanto la prima rata. Nel 1919 era iniziata linflazione che nel 1921 si trasform in iperinflazione mai verificatasi in nessun paese. La situazione divent catastrofica nel 1923 quando i Tedeschi, a causa delle sfiducia nella capacit del governo di rimediare alla situazione apparentemente senza uscita dopo loccupazione della Rurh da parte della Francia, risposero alloccupazione con una resistenza passiva che si tradusse in una sorta di sciopero generale. X pagare i salari agli scioperanti, il governo dovette incrementare ulteriormente lemissione di banconote. La debolezza politica della Germania sulla scena internazionale aggrav lindebolimento del marco che divent rapidissimo e drammatico: a novembre, sulla piazza di Colonia, il valore del dollaro pass in sei giorni da 6850 marchi a 11700miliardi di marchi. Gli stipendi dovettero essere pagati ogni settimana, poi ogni giorno, ed era necessario fare la spesa alluscita del luogo di lavoro xk il mattino seguente non si sarebbe potuto comprare +niente con un salario che durante la notte si era gi svalutato. La drammatica crescita del costo della vita provoc violente proteste contro gli affaristi accusati di aver dato origine allinflazione con le loro speculazioni. Qste erano rese possibili soprattutto x il fatto che, accanto al marco ufficiale, molte industrie private avevano cominciato a emettere una moneta di emergenza, chiamata Notgeld. Il malcontento si rivolse anche contro i contadini che trattenevano il raccolto nei loro magazzini x venderlo quando i prezzi salivano. Non cera +alcuna fiducia nella moneta e cominciava a diffondersi la convinzione che leconomia dovesse fondarsi non sulle leggi del mercato ma su quelle della morale. Il banchiere Hjalmar Schacht fu il responsabile del risanamento finanziario con seri provvedimenti contro ogni tipo di speculazione, con la messa fuori legge del Notgeld, con lintroduzione di una nuova moneta, il Rentenmark e con lannullamento del pagamento degli interessi sul debito pubblico i cui titoli furono cambiati con titoli nuovi. Il Rentenmark fu garantito da unipoteca posta su tutti i beni della nazione. Al risanamento contribu il piano elaborato nel 1924 dal finanziere e uomo politico americano Charles Gates Dawes, presidente, dal 1923, della commissione x le riparazioni di guerra. Il piano Dawes prevedeva, a sostegno delleconomia tedesca, che il pagamento delle riparazioni fosse scaglionato nel tempo e che fosse concesso alla Germania un forte prestito cs si sarebbero fatti gli interessi, oltre che della Germania, anche degli Stati Uniti. Infatti, secondo D, la Germania avrebbe potuto risarcire, col denaro proveniente dalle banche statunitensi, i danni di guerra che aveva arrecato alle potenze vincitrici; qste, a loro volta, sarebbero state in grado di rimborsare i debiti che durante la guerra avevano contratto con gli Stati Uniti. LA CRESCITA ECONOMICA DEGLI STATI UNITI NEGLI ANNI VENTI Grazie allininterrotto sviluppo negli anni Venti, gli USA divennero il paese-guida delleconomia mondiale e una sorta di modello x le societ capitalistiche. La crescita industriale fu molto rilevante nel settore automobilistico e il settore delle radiocomunicazioni si svilupp ancora +rapidamente. Anche lagricoltura, essendo stata meccanizzata, conobbe un incremento della produttivit con il conseguente eccesso di manodopera nelle campagne che x trovava nuovo lavoro nellindustria e nei servizi (settore terziario). Oltre a qsti fattori, linfluenza degli USA sugli altri paesi si esplic anche sul piano culturale attraverso lamericanismo. Il cinema fu il suo +potente mezzo di diffusione (Hollywood). Sul piano economico gli europei erano colpiti soprattutto dallabbondanza dei consumi che faceva considerare ricca la societ statunitense. Oltre agli aspetti positivi, gli USA, x furono caratterizzati anche da aspetti negativi: la grande disponibilit di beni provoc profondi mutamenti nelle abitudini e negli atteggiamenti mentali con conseguenti traumi psicologici che portarono alla diffusione delle teorie di Freud e al ricorso sempre +frequente alla psicoanalisi; nonostante lentrata in vigore nel 1919 del proibizionismo, cio del divieto di produrre e commerciare bevande alcoliche, molti cercavano rifugio nellalcol

che veniva venduto clandestinamente; il contrabbando rafforz il gangsterismo che si era sviluppato soprattutto negli ambienti dellimmigrazione italiana (Al Capone). Tutti qsti sono segni di anti-americanismo, cio di debolezza di una societ minata allinterno dal suo stesso sviluppo. Lanti-americanismo era dovuto anche alla consapevolezza degli europei che, a causa dello sviluppo che collocava gli Usa 10-20anni +avanti delle societ europee, lEuropa non era +il centro del mondo.

CAP.12 LA CRISI DEL 1929 E GLI ANNI TRENTA


IL CROLLO DI WALL STREET Durante il decennio di grande sviluppo, dal 1920 al 1929, definiti gli anni ruggenti, gli Stati Uniti furono guidati da 3presidenti repubblicani: Warren Harding, John Calvin Coolidge e Herbert Hoover. Nel 1920 Harding sconfisse il democratico Wilson, artefice dellintervento degli Stati Uniti in guerra e di una politica sociale favorevole agli strati meno agiati della popolazione. Harding vinse le elezioni sostenendo invece che gli Stati Uniti dovevano tornare allisolazionismo e rilanciare lindividualismo attraverso una politica economica liberistica sul piano interno dove il governo avrebbe dovuto favorire in ogni modo liniziativa privata, e protezionistica sul piano internazionale, a sostegno dellindustria nazionale. Coolidge, vicepresidente di H, gli succedette alla sua morte e ne prosegu la politica. Mentre i primi 2presidenti repubblicani avevano governato in un periodo di prosperit economica e sociale, il presidente Hoover, eletto nel 1928, dovette affrontare una terribile crisi delleconomia. Verso la fine degli anni Venti il mercato interno non fu +in grado di assorbire unofferta che non trovava nuovi sbocchi di rilievo sul mercato mondiale, sia xk la ricostruzione post-bellica era terminata, sia xk il protezionismo degli USA spingeva gli altri paesi ad adottare le stesse misure chiudendo le frontiere alle esportazioni americane. Mentre in passato la domanda aveva riguardato soprattutto beni indispensabili (cibo e vestiario) e x qsto era rimasta costante, alla fine degli anni Venti venivano acquistati soprattutto beni di consumo durevoli (radio, macchine da cucire, automobili) il cui acquisto poteva essere rinviato ogni volta che si profilava una riduzione dei redditi delle famiglie. Fu la stessa ricchezza degli Stati Uniti a provocare la grave crisi economica del 1929. Infatti il denaro abbondava e le banche concedevano facilmente ai loro clienti prestiti che venivano impiegati spesso in attivit speculative e soprattutto nellacquisto di azioni il cui prezzo, a causa della crescente domanda, cominci a salire sempre + dando origine ad un rialzo che si autoalimentava: quanto +il valore delle azioni saliva, tanto +esse sembravano costituire un ottimo investimento, di conseguenza aumentava la domanda. Si trattava x di un valore soltanto nominale, dietro al quale non cera una corrispondente crescita della produzione. Il crollo si verific allimprovviso, quando i possessori di azioni cominciarono a venderle x realizzare i guadagni prodotti dallaumento del loro valore. Il 24 ottobre 1929 (venerd nero) la tendenza della borsa si invert nettamente, infatti le vendite provocarono una discesa dei prezzi che mise in moto un meccanismo completamente contrario a quello che aveva funzionato fino a quel momento, xk quanto +alto era il numero delle azioni che venivano vendute, tanto +il loro prezzo scendeva. Il timore di dover sopportare perdite elevate si trasform in panico il 29 ottobre quando lentit delle vendite fece scendere a livelli bassissimi il valore delle azioni. Da qsto momento, che fu chiamato il crollo (crack) di Wall Street, dal nome della strada dove si trova la borsa di New York, ebbe inizio la crisi del 1929, la +grave che abbia colpito i paesi a economia capitalistica. Tale crisi fu determinata soprattutto dalla sproporzione che si era creata tra produzione e attivit finanziaria, ma laccelerazione fu dovuta al panico che si impadron dei risparmiatori. Molte banche, non potendo +esigere i crediti che avevano concesso con eccessiva facilit, fallirono. La distruzione del risparmio fece mancare il sostegno creditizio alle attivit economiche. La produzione industriale si

dimezz e molti imprenditori andarono in rovina. La disoccupazione colp molti strati sociali (operai e impiegati, dirigenti e tecnici).
Le cause del crack e della conseguente depressione sono state variamente individuate dagli economisti. Secondo il liberale americano John Galbraith esso sono ravvisabili: - nella sovrapproduzione dei beni di consumo durevoli che superarono le capacit dacquisto dei ceti medio-alti ai quali erano destinati, e che rimasero invenduti provocando la crisi delle aziende, le cui azioni persero valore in borsa; - nel tipo di gestione delle industrie condotte da tecnici dediti alla ricerca dei massimi utili possibili, indifferenti ai bisogni generali del paese; - nei prestiti incontrollati concessi dalle banche a gruppi daffaristi senza scrupoli che investivano nellacquisto di titoli azionari x poi rivenderli in modo speculativo; - nellesorbitante rialzo delle quotazioni dei titoli il cui valore effettivo non corrispondeva al reale andamento delleconomia.

Alla crisi del 1929 segu un lungo periodo di stagnazione economica, chiamato la Grande Depressione che accompagn tutti gli anni in cui si fecero sentire le drammatiche conseguenze della crisi del 1929. La Grande Depressione provoc un ripensamento delle teorie economiche dominanti:
Il mercato lasciato a se stesso raggiunge da solo lequilibrio, grazie alloperare delle forze economiche della domanda e offerta, e questequilibrio sempre di pieno impiego (si parlava addirittura, come diceva Adam Smith, di una mano invisibile che indirizza il mercato verso la piena occupazione). Le forze di mercato, libere di agire senza ostacoli, realizzano sempre lefficiente allocazione delle risorse. Lo Stato non deve mai intervenire nel mercato con manovre di politica economica (PE), perch queste costituiscono un ostacolo alla libert dazione delle forze di mercato e, quindi, non permettono il raggiungimento della piena occupazione e dellefficienza produttiva.

Artefice di qsto ripensamento fu soprattutto leconomista inglese John Maynard Keynes. Keynes aveva criticato leccessiva gravosit delle riparazioni imposte alla Germania e si era opposto al ritorno al Gold standard, inoltre aveva affermato che lepoca in cui il liberismo assoluto aveva dato importanti risultati stava x finire e la crisi del 1929 sembrava dargli ragione. In unopera pubblicata nel 1936, Teoria generale dellimpiego, dellinteresse e della moneta, K afferm che lo Stato doveva intervenire non solo x alleviare la disoccupazione attraverso lavori pubblici, ma anche concedendo crediti a basso interesse e favorendo una politica di alti salari, intesa ad accrescere il numero dei consumatori e, quindi, ad allargare il mercato interno. Allo stesso scopo, secondo K, occorreva favorire una ridistribuzione del reddito, introducendo imposte progressive sulle rendite improduttive. Lopera di K segn uno spartiacque nella storia del pensiero economico moderno e assunse anche un rilevante valore politico. K, ritenendo che la crisi potesse essere superata grazie a unadeguata politica economica, si contrapponeva alle analisi condotte dagli economisti dellUnione Sovietica che vedevano nella crisi del 29 linizio del crollo del sistema capitalistico. La teoria di K costitu una risposta anche alle analisi svolte in Italia dove si sosteneva che fosse necessario un forte interventismo statale. X K lo Stato non doveva assumere un ruolo imprenditoriale ma solo correggere le distorsioni e gli squilibri di uneconomia priva di regole. Negli anni Trenta il termine pianificazione conobbe una notevole fortuna anche al di fuori dellURSS: a causa degli indubbi successi dellindustria sovietica, in un periodo in cui il resto del mondo era gravemente colpito dalla crisi, molti economisti contrari al socialismo cedettero che un intervento governativo diretto a introdurre nelleconomia alcuni elementi di pianificazione potesse essere utile anche nei paesi capitalistici. Bisogna x ricordare che esiste una grande differenza tra la pianificazione sovietica e

quella adottata in Occidente. Qstultima, infatti, mirava a introdurre elementi di razionalizzazione e di sostegno allindustria, senza intaccare le regole di mercato.

FRANKLIN DELANO ROOSEVELT E IL NEW DEAL R. nacque a Hyde Park, New York, il 30 gennaio 1882, da una ricca famiglia di lontane origini olandesi e sostenitrice del partito democratico. Si laure in legge e a 28anni riusc ad entrare nella vita politica. Era cugino di Theodore Roosevelt (26presidente degli USA e premio nobel x la pace), che lo aveva incitato a intraprendere la carriera politica, in cui fu aiutato dalla moglie Eleonor, nipote di Theodore, che svolgeva unintensa attivit a favore dei poveri. Divenuto senatore, R si era mostrato ostile allisolazionismo battendosi affink gli Stati Uniti intervenissero nella Grande Guerra, e nel dopoguerra si era opposto alla politica economica dei repubblicani. X qsto motivo, nel 1932 apparve il candidato democratico +idoneo ad imprimere una svolta alla politica degli Stati Uniti. Vinse le elezioni presidenziali che si tennero alla fine del 1932, battendo il repubblicano Hoover. Dal 1933 al 1945 fu il 32presidente degli Stati Uniti dAmerica. Nella campagna presidenziale del 1932, R promise di combattere la Grande Depressione, promuovendo un programma politico con tre R: relief, recovery and reform (cura, risollevamento e riforma). Coni il termine "New Deal" (nuovo contratto) quando afferm: "Impegno voi, impegno me stesso, per un nuovo contratto per il popolo americano". Le prime settimane di R in carica furono chiamate I Cento Giorni, durante le quali, avvalendosi della collaborazione di tecnici e di professori universitari (brain trust= i migliori cervelli), elabor qsto programma che prevedeva una serie di interventi statali in molti settori delleconomia: - x alleviare la disoccupazione furono impiegati in lavoro di bonifica e rimboschimento quattro dei dodici-quindici milioni di disoccupati esistenti (Civilian conservation corps). Il tentativo principale fu compiuto con la Tennesee valley authority (ente x la vallata del Tennesee) nel cui bacino furono costruite dighe e centrali idroelettriche, con lo scopo non solo di dare lavoro ai disoccupati, ma anche di costringere le aziende private produttrici di energia ad abbassare i prezzi, x la concorrenza che lente statale faceva loro sul mercato; - nel settore agricolo, lobiettivo principale da raggiungere era, invece, quello del rialzo dei prezzi x accrescere i redditi degli agricoltori; x riuscirvi R li convinse a ridurre le colture in cambio di indennizzi; nel 1933 le coltivazioni del cotone furono ridotte di dieci milioni di ettari; furono anche concessi nuovi crediti ai contadini che, non essendo in grado di pagare i debiti contratti, rischiavano di essere espropriati delle loro terre dalle banche creditrici. - tra le difficolt affrontate ci fu anche quella che prese il nome di Dust bowl (bacino di polvere): durante gli anni precedenti la terra delle pianure delle regioni centrali degli Stati Uniti era stata sfruttata dagli agricoltori in maniera eccessivamente intensiva; quando, negli anni Trenta, si verificarono lunghi periodi di siccit, vi furono fenomeni di desertificazione e grandi tempeste di sabbia, cs molti piccoli coltivatori furono costretti a lasciare la terra che non poteva +essere coltivata. - nel settore industriale si cerc un rimedio alla disoccupazione attraverso la riduzione dellorario di lavoro che x gli operai fu fissato in 36ore settimanali. - x impedire lanarchia finanziaria, che aveva portato al crollo di Wall Street, il mercato borsistico fu sottoposto a controlli e anche il settore bancario fu regolamentato. X favorire gli scambi con lestero furono abbassate le tariffe doganali e, x sostenere le esportazioni, il dollaro fu svalutato fortemente. - tra le +importanti riforme di carattere sociale va ricordato il Social Security Act, col quale fu creato nel 1935 un sistema di pensioni x la vecchiaia e x linvalidit, in qsto modo lo Stato si assumeva anche negli Stati Uniti compiti previdenziali che fino ad allora erano stati affidati

alliniziativa individuale e che, aggiungendosi a quelli assistenziali rivolti a rendere meno dura la disoccupazione, gettavano le basi del welfare state, che x ancora non comprendeva lassistenza in caso di malattia.

Il New Deal ebbe il sostegno di molti intellettuali, alcuni di essi x prospettavano soluzioni utopistiche: tra i socialisti utopisti, il +noto fu lo scrittore Upton Sinclair, che elabor il progetto della Fine della povert in California. Qsto progetto prevedeva lacquisto da parte dello Stato delle terre in quel momento non coltivate e delle fabbriche inattive x impegnarvi i disoccupati. Allinterno di qsto sistema statale, che si sarebbe sviluppato solo in California, sarebbe stata abolita la moneta sostituita da buoni e da crediti acquistati con il lavoro. Lo strumento politico x la realizzazione di qsto progetto, che S sperava potesse essere considerato parte del New Deal di R, avrebbe dovuto essere costituito dal partito democratico ma S non riusc nemmeno ad essere eletto. In realt, il programma di R non era anticapitalistico ma diretto contro il capitalismo finanziario privo di regole che x molto tempo era sembrato costituire il motore delleconomia statunitense e che si era dimostrato incapace di risolverne i problemi +gravi. In realt, nemmeno il New Deal pose fine alla Grande Depressione ma ne allevi le conseguenze negative sugli strati +poveri della popolazione e contribu a sanare le gravi fratture che si erano aperte nella societ americana. Gli Stati Uniti uscirono definitivamente dalla crisi soltanto allo scoppio della seconda guerra mondiale quando le industrie ricominciarono a lavorare x la produzione bellica a sostegno della Gran Bretagna. LE CONSEGUENZE NEL MONDO DELLA CRISI DEL 1929 Quando le banche statunitensi chiesero il pagamento dei crediti che avevano concesso agli altri paesi e smisero di investire allestero, la crisi si estese agli altri paesi. I paesi +colpiti furono quelli che avevano avuto maggiore necessit dellaiuto delle banche americane, xci le conseguenze della crisi furono particolarmente drammatiche in Germania che aveva fatto ampio ricorso al credito statunitense dopo il piano Dawes. Nel 1930 il finanziere americano Owen Young, che era stato un collaboratore di Dawes, redasse un nuovo piano che prevedeva unulteriore riduzione dellentit delle riparazioni di guerra tedesche, ma la crisi era ormai scoppiata anche in Germania provocando la chiusura di molte fabbriche e una forte diminuzione delle attivit commerciali. Nel 1932 fu sospeso il pagamento delle riparazioni ma la produzione si dimezz e i disoccupati salirono a sei milioni. Meno devastanti furono gli effetti della crisi in Francia dove non erano stati necessari finanziamenti esteri e dove il commercio interno e quello che si svolgeva con i possedimenti coloniali erano in grado di sopperire alla contrazione di quello esterno. La Gran Bretagna sub soprattutto le conseguenze della riduzione degli scambi sul mercato internazionale causata dalla forte diminuzione delle esportazioni. Si ridussero anche le esportazioni del Giappone, che gi durante la guerra era riuscito a conquistare quote di mercato in Cina e in India a danno della Gran Bretagna e le aveva poi allargate nel decennio successivo. Dopo il 1929 lIndia alz barriere doganali, mentre in Cina i prodotti stranieri vennero boicottati. Allora il governo giapponese cerc di rimediare sostenendo le industrie che producevano armi ma le spese militari crebbero fino ad assorbire met del bilancio statale. La crisi danneggi anche lAmerica Latina soprattutto le sue economie fondate sulle monocolture; il Brasile vide precipitare il prezzo del caff, di cui era maggiore esportatore mondiale; lArgentina e il Cile diminuirono i prezzi internazionali delle materie prime che producevano e le esportazioni crollarono. Gi durante le guerra, gli USA avevano aumentato gli investimenti nei paesi sudamericani e vi avevano instaurato +intensi rapporti commerciali che dopo il 1929 si rafforzarono, nonostante la crisi, a causa dellindebolimento delle economie europee e soprattutto

di quella inglese. X limitare linfluenza statunitense, alcuni governi, dal Brasile allArgentina, dal Cile allUruguay, adottarono riforme sociali rivolte a migliorare le condizioni dei lavoratori che colpivano anche gli interessi delle compagnie americane, costringendole a trattare meglio i loro operai.

Tra le conseguenze della crisi una delle +dannose fu una nuova contrazione del mercato mondiale, sia in termini territoriali sia x quanto riguarda il numero dei consumatori. X il primo aspetto, si verific una tendenza allautosufficienza economica x rendere meno stretti i rapporti con il mercato mondiale e meno forti i contraccolpi di altre eventuali crisi. Qsta tendenza era +facile da raggiungere x i paesi che possedevano un impero (Gran Bretagna e Francia), invece fu +difficile da raggiungere x la Germania che non aveva colonie. Essa fu fortissima soprattutto nei regimi fascisti e in Italia prese il nome di autarchia, ma proprio lItalia incontr molte difficolt xk non disponeva di sufficienti materie prime. LItalia fu colpita meno di altri paesi dalla crisi del 1929 xk leconomia era meno sviluppata e i rapporti con il mercato mondiale meno stretti. Gli effetti si fecero cmq sentire con un calo degli investimenti e del prodotto interno lordo. Il governo fascista ordin una nuova riduzione degli stipendi e dei salari, dopo quella imposta nel 1926, furono diminuiti anche i tassi degli interessi sul debito pubblico. I sacrifici imposti agli operai furono giustificati dallo stesso Mussolini con la necessit di sostenere la concorrenza straniera sui mercati internazionali. Quando la crisi si aggrav, M adott la soluzione dellautarchia che comportava la separazione dal mercato mondiale. Ci trov la massima espressione nella politica economica del fascismo. Mussolini affermava di cercare una terza via tra comunismo e capitalismo, ma durante il ventennio fascista leconomia rimase capitalistica. Ci fu soltanto un +decisivo intervento dello Stato nelleconomia: i 2+imp strumenti dellintervento statale furono lIstituto mobiliare italiano (IMI) e lIstituto x la ricostruzione industriale (IRI). Il primo si occupava di finanziamenti allindustria, il secondo assumeva la gestione delle numerose aziende in cui lo Stato aveva partecipazioni azionarie. LIRI concentr in una sola istituzione tutte le partecipazioni statali nellindustria che negli anni seguenti crebbero, cs lo Stato si trasform in imprenditore, ma, poik lIRI assorb soprattutto aziende in crisi, si disse che erano state nazionalizzate le perdite lasciando i profitti ai privati. Lo Stato intervenne anche sullagricoltura e nel 1925, con laumento dei dazi sulle importazioni dei cereali, fu avviata la battaglia del grano che avrebbe dovuto portare la produzione cerealicola a un livello tale da rendere lItalia autosufficiente ma, lincremento della coltura del grano a scapito di quella di altri prodotti +pregiati, non solo non arrecava nessun vantaggio alleconomia, me ra dannoso xk diminuiva il valore della produzione agricola globale. Un imp intervento statale fu costituito dalla bonifica integrale dei terreni paludosi, iniziata nel 1928. In qsto campo, lopera +rilevante fu la bonifica delle paludi Pontine dove furono fondate nuove citt (Littoria, ora Latina, e Sabaudia), anche qstazione serviva ad incrementare la produzione di cereali. LUnione Sovietica fu il solo paese che non risent gli effetti negativi della crisi del 1929 xk si era isolata dal mercato internazionale infatti lo sviluppo delleconomia era affidato alla pianificazione interna. Nel 1928 Stalin aveva fatto preparare un piano quinquennale che prevedeva un fortissimo sviluppo dellindustria pesante a scapito di quello agricolo. Leconomia sovietica, basata sulla pianificazione, fu cs sottoposta a uno sforzo eccezionale, che, come ammon Bucharin, comportava gravi conseguenze x il livello di vita della popolazione. Lindustria pesante crebbe del 170% (contro il 230%previsto) ma la produzione di petrolio e carbone aument ai ritmi che erano stati prefissati, mentre la produzione di energia elettrica rest inferiore a quella prevista nella pianificazione. Migliaia di contadini furono trasformati in operai e ci provoc una sorta di ruralizzazione delle citt con conseguenze economiche negative. Con lo stacanovismo (dal

minatore Aleksej Stachanov che era riuscito ad estrarre grabdi quantit di minerale superando di gran lunga gli obiettivi fissati dalla pianificazione) lUnione Sovietica si contrappose al taylorismo, fondato sullorganizzazione scientifica del lavoro, in cui loperaio era considerato un semplice elemento di un complesso ingranaggio ma veniva ricompensato con un salario elevato. In realt, anche gli stacanovisti sovietici ricevettero un salario molto +alto di quello che veniva dato agli altri operai cs le esigenza della produzione prevalsero sullideale di unassoluta eguaglianza di condizioni economiche. Il successo delleconomia sovietica in quegli anni divenne uno scomodo confronto x tutti i paesi capitalistici colpiti dalla crisi, facendo passare in secondo piano la politica repressiva di Stalin. Le conseguenze della crisi del 1929 non furono solo economiche ma anche politiche. La prima conseguenza fu la crisi del liberalismo con un rafforzamento del nazionalismo e del militarismo, soprattutto in Giappone e in Germania. In alcuni paesi europei vi fu anche un rafforzamento dellautoritarismo: nel 1932, ad esempio, Antonio Salazar divenne primo ministro del Portogallo ma nel 1933 trasform lo stato in una dittatura. Si pu dire, in realt, che gli effetti della crisi aprirono la strada alla conquista del potere da parte di Hitler.

CAP.13 LA GERMANIA NAZIONALSOCIALISTA (HITLER AL POTERE)


LA CRISI DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR Gli effetti della crisi del 1929 contribuirono in misura determinante alla conquista del potere da parte dei nazionalsocialisti (e quindi di Hitler). Nel 1930 si form un governo di centro-destra presieduto dal cattolico Heinrich Bruning, il maggior esponente del Zentrum, il quale, x risolvere le difficolt economiche, adott una poltica deflativa che comportava una contrazione delle spese statali e una riduzione di salri e stipendi che rese drammatiche le condizioni di vita dei tedeschi. X superare le resistenze che la sua linea politica incontrava nel parlamento, indisse elezioni che si tennero nel settembre del 1930. Le forze governative non ottennero risultati elettorali favorevoli, mentre i nazionalsocialisti ottennero il 18,3%dei voti, diventando il secondo partito del paese, dopo i socialdemocratici e anche i comunisti avanzarono. Nel 1932, alla scadenza del mandato presidenziale di Paul Ludwig von Hindenburg, Hitler present la propria candidatura ma fu sconfitto dallo stesso Hindenburg che ritorn ad essere presidente grazie allappoggio dei sindacati e del partito socialdemocratico oltre che delle forze moderate. Hindenburg affid il governo al cattolico Franz von Papen che indisse nuove elezioni che si tennero nel luglio 1932: qsta volta i nazionalsocialisti diventarono il primo partito, cs la NSDAP (Patito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi) di Hitler poteva legittimamente aspirare a fare entrare suoi rappresentanti nel governo. Al rifiuto di Hindenburg e von Papen, i nazionalsocialisti si schierarono allopposizione e il governo, trovandosi in minoranza, dovette indire nuove elezioni nel novembre del 1932 alle quali la NSDAP prese circa due milioni di voti provenienti dai ceti medi che volevano essere protetti contro il socialismo e contro il capitalismo, mentre i comunisti guadagnavano voti a spese dei socialdemocratici. Cs la polarizzazione politica del paese si accentu. Anche se la NSDAP fosse rimasta il partito di maggioranza, Hindenburg rifiut ancora una volta di affidare il cancellierato a Hitler e nomin cancelliere Kurt von Schleicher, ministro della guerra nel gabinetto von Papen. Ma lavanzata dei comunisti intimor gli ambienti capitalistici, x qsto alla fine del 1932 crebbero le adesioni ad Hitler da parte della borghesia (industriali, banchieri,agrari,ecc) e dellesercito i quali vedevano nel movimento nazionalsocialista linizio di unepoca in cui sarebbero stati superati i contrasti di classe. Nel gennaio 1933 Schleicher si dimise e Hindenburg si convinse ad affidare il governo a Hitler e il 30 gennaio lo nomin cancelliere. Poik Hitler non aveva ancora la maggioranza in parlamento, indisse nuove elezioni che si tennero il 5 marzo 1933. I comunisti parteciparono alla campagna elettorale in condizioni difficili xk erano stati accusati dai nazionalsocialisti di essere i responsabili di un incendio che il 27 febbraio 1933 aveva distrutto la sede del Reichstag; nelle sue vicinanze fu arrestato un giovane olandese, Marinus van der Lubbe, che confess di essere lautore dellattentato e di aver agito da solo x protesta, ma il governo cerc di dimostrare lesistenza di un complotto comunista e fece arrestare alcuni comunisti bulgari, tra i quali Georgi Dimitrov, un esponente dellInternazionale comunista, ma qsti scelse di difendersi da solo riuscendo ad ottenere lassoluzione mettendo in difficolt i gerarchi chiamati a testimoniare. Alle elezioni Hitler raggiunse i due terzi, ottenendo il voto favorevole dei deputati nazionalsocialisti e soprattutto dei cattolici del Zentrum, da un lato intimiditi dalle minacce, dallaltro corrotti con la promessa che sarebbe stata rispettata lautonomia delle scuole cattoliche. Non avendo ancora raggiunto la

maggioranza assoluta, H il 23 marzo chiese al parlamento i pieni poteri, cio poteri dittatoriali, in modo da poter sanzionare ogni azione, annullare tutte le norme giuridiche e statali. In qsto modo ebbe fine la repubblica di Weimar ed ebbe inizio la dittatura nazionalsocialista, nacque il Terzo Reich (Terzo Impero), dopo il primo, rappresentato dal Sacro romano impero germanico, e il secondo, costituito dallimperatore Guglielmo I nel 1871 e guidato da Bismarck. H conquist il potere
in maniera diversa da Mussolini xk ricevette lincarico di cancelliere dopo una vittoria elettorale, quindi in modo pseudolegale.

In pochi mesi liquid la struttura costituzionale della repubblica di Weimar, il potere fu centralizzato, i sindacati e il partito socialdemocratico furono sciolti e il solo partito legalmente riconosciuto fu la NSDAP.. Nel 1934 i sindacati furono sostituiti da unassociazione di carattere corporativo, il Fronte del lavoro, guidato da Robert Ley, che non era un operaio ma aveva organizzato il sindacato nazionalsocialista nella Farben, la maggiore industria chimica tedesca, dove lavorava come ingegnere chimico. Il Fronte del lavoro non ebbe gli stessi caratteri dei sindacati tradizionali ma si basava sullesempio delle corporazioni italiane e vi fecero parte sia lavoratori che imprenditori, il suo scopo fondamentale era la militarizzazione degli operai nella prospettiva di un aumento della produzione degli armamenti. Il nuovo regime dittatoriale riusc ad assicurarsi il potere attraverso una serie di organi repressivi: la Gestapo (polizia segreta di Stato) che si affiancava alle milizie del partito, le SA (squadre dassalto) e le SS (reparti di difesa), qste ultime nacquero come guardia del corpo di H. Il 14 ottobre 1933 H sciolse il Reichstag e il 12 novembre furono tenute elezioni non +libere che diedero unapparente legittimazione ai suoi provvedimenti. Nel gennaio 1934 furono sciolti i Lander e le loro prerogative furono assunte dal governo che divent cs, come era avvenuto anche in Italia, lorgano del potere effettivo. Nellagosto 1934, alla morte di Hindenburg, H abol la carica di presidente del Reich, assumendone i poteri, compreso quello di nominare il capo del governo, cs si attribu il diritto di nominare un suo eventuale successore. Il nuovo Stato ebbe il suo massimo rappresentante nel Fuhrer e fu governato secondo il principio del Capo, cs la volont di H divenne legge. Nel 1934 fu anche creata la Corte suprema x i crimini di tradimento. H fu attorniato da fedelissimi collaboratori: Hermann Goring (nello sviluppo dellaviazione), Joseph Goebbels (nella propaganda), Heinrich Himmler (nella repressione), Albert Speer (nellorganizzazione delleconomia e nella ristrutturazione urbanistica). Nel 1934, le SA possedevano ancora una certa autonomia organizzativa e ideologica e ci dava fastidio ad alcuni dei massimi dirigenti del partito, cs esse furono sciolte nella notte del 30 giugno (la cd notte dei lunghi coltelli) in cui le SS uccisero gli esponenti delle SA, Ernst Rohm e i fratelli Otto e Gregor Strasser e fu ucciso anche Kurt von Schleicher al quale H non aveva perdonato il tentativo di impedirgli il controllo dellesercito. Cos come Mussolini, anche H riteneva che le opinioni delle masse fossero determinanti e che x conquistarle occorresse far leva sui sentimenti e sulle passioni. Nel Mein Kampf, lopera scritta nei mesi di prigionia, H indic la strada da seguire x conquistare le masse: <chi vuole organizzarle e farsi obbedire da esse deve prendere gli uomini cos come sono e deve conoscerli, senza stimare troppo o troppo poco lumana natura>. La maggior parte dellumanit secondo H era mentalmente pigra e poteva xci essere forgiata dalla propaganda che assumeva un ruolo fondamentale nellattivit politica. Gli argomenti utilizzati nella propaganda hitleriana furono il nazionalismo, il razzismo, fondato sulla presunta superiorit della razza ariana e lanticomunismo. Molti tedeschi erano convinti che la Germania fosse stata ingiustamente umiliata dopo la Grande Guerra, con la separazione dalla madrepatria di territori abitati da popolazioni di nazionalit tedesca e aspiravano a riconquistarli. H fece leva su qsto sentimento di umiliazione e sul desiderio di rivincita x impostare una politica estera diretta a unificare in una sola patria tutti coloro che appartenevano alla nazionalit tedesca x lingua, cultura e tradizioni. Secondo i nazionalsocialisti, gli antichi

germani avevano consegnato ai loro discendenti un patrimonio genetico che costituiva il carattere distintivo della stirpe tedesca, ma affink la stirpe potesse perpetuarsi, il suo sangue non doveva essere contaminato. Di qui limportanza della conquista e della guerra che consentivano ai popoli di razza superiore, quello tedesco, di assoggettare quelli di razza inferiore.

Lantisemitismo era diffuso presso ampi strati della popolazione xk i circa 500 000ebrei che vivevano in Germania appartenevano di solito alla borghesia agiata e avevano una buona posizione economica che suscitava invidia e rancore, inoltre H considerava il bolscevismo come il risultato di una congiura tramata dagli ebrei. Nei confronti degli ebrei H prese subito provvedimenti legislativi di tipo razziale (Leggi di Norimberga, 1935), ebbe cs inizio una persecuzione antiebraica che andava dallesclusione delle cariche pubbliche alluso della violenza. Nella notte dei cristalli (8novembre 1938) le SS e le SA devastarono migliaia di negozi, centinaia di sinagoghe e uccisero molti ebrei; molte famiglie furono inviate ai campi di concentramento. Iniziava cos quella crudele politica che, nel corso della seconda guerra mondiale, avrebbe portato allo sterminio di cinque milioni di ebrei. Anche H, come Mussolini, ebbe uno spiccato senso della teatralit, xk le adunate del partito nazionalsocialista erano organizzate con uno straordinario senso della coreografia ma, diversamente dallItalia, i riti politici avevano una forte risonanza nellanimo popolare in quanto chi vi partecipava sentiva di far parte di una comunit. Anche leducazione, come quella fascista, si svolse sui due piani dellistruzione militare e del controllo del tempo libero che fu esercitato dalla Forza attraverso la gioia, che organizzava crociere, gite, concerti,ecc e, attraverso istituti di educazione x adulti, diffondeva lideologia guerriera nazionalsocialista. Sul piano economico e sociale i nazionalsocialisti crearono uno stato di tipo corporativo: il Fronte del lavoro, infatti, riuniva operai e imprenditori ma in realt erano tutelati soprattutto gli interssi degli imprenditori. Ma dopo il 1936, quando venne varato il Piano Quadriennale, i rappresentanti dellindustria vennero esclusi dalle decisioni politiche, infatti, a partire da qsta data leconomia nazionale divenne uno strumento x realizzare le aspirazioni politiche e soprattutto belliche del nazionalsocialismo. Molti operai aderirono ugualmente al nazionalsocialismo, sia xk ritenevano che li avesse salvati dalla disoccupazione, sia xk H aveva fatto promuovere una intensa attivit assistenziale e di organizzazione del tempo libero. Ad esempio, nel 1936 si tenne a Berlino lXI Olimpiade che fu utilizzata da H x dimostrare a tutto il mondo le grandi capacit organizzative del suo regime, nonostante le vittorie x lui imbarazzanti dello statunitense di colore Jessie James Owen nellatletica leggera al quale H non volle stringere la mano. Il Paino Quadriennale fu affidato a Hermann Gring con l'obiettivo di rendere la Germania economicamente indipendente in vista della guerra, che il Fhrer era gi deciso a combattere. In quest'ottica, egli assegn primaria importanza ai settori industriali maggiormente legati al riarmo, come quello metallurgico. Gring approfitt astutamente del compito affidatogli per creare un trust di miniere e industrie metallurgiche facenti capo a lui stesso, cui annesse nel corso degli anni una serie considerevole di attivit nella Germania nazista ma anche all'estero, divenendo cos in breve tempo uno dei principali monopolisti dell'industria e dell'economia del Terzo Reich e uno degli uomini pi ricchi del mondo. Nello stesso 1936, quale responsabile dell'economia, divenne responsabile del piano di confisca dei beni degli ebrei tedeschi in Germania, che sarebbe dovuto servire a finanziare il riarmo della Germania.

CAP.14 LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA


IL RITORNO DELLA GERMANIA SULLA SCENA INTERNAZIONALE La conquista del potere da parte di Hitler modific profondamente la situazione internazionale, ma i governi, sia quelli democratici sia quello fascista italiano, non si resero subito conto della portata delle trasformazioni. Il deterioramento delle relazioni internazionali era iniziato gi prima che H diventasse cancelliere. Infatti, nel 1931, il Giappone aveva invaso la Manciuria e messo in crisi il sistema di sicurezza collettiva(la cui applicazione integrale negli organismi internazionali stata sempre difficile xk
richiede che gli stati membri siano disposti a rinunciare a una parte minima della loro sovranit e ad accettare pienamente le decisioni collettive anche se esse non concordano con i loro interessi nazionali), abbandonando la Societ delle

Nazioni che aveva condannato linvasione. Ma qsta prima crisi non appariva minacciosa xk si era aperta lontano dallEuropa. Nel 1933, anche dopo la conquista del potere da parte di H, sembrava possibile proseguire sulla strada della soluzione pacifica delle questioni internazionali, infatti, a giugno fu firmato il Patto a quattro tra Italia, Francia, Germania e Inghilterra, ma esso si ridusse allaffermazione di principi (primo fra tutti la necessit di operare x il mantenimento della pace) xk non fu reso effettivo. Infatti, il governo tedesco voleva correggere lassetto europeo definito dagli accordi di Versailles, mentre Mussolini, che aveva promosso il patto avrebbe voluto affidare alle quattro potenze questo compito ma il governo francese non voleva modificare gli accordi. Hitler aveva intenzione di revisionare gli accordi di Versailles anche a costo di impiegare la forza e lo dimostr nellottobre dello stesso 1933 portando la Germania fuori della Societ delle Nazioni e rifiutando il principio della sicurezza collettiva. Nel 1934 il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss fu ucciso dai nazionalsocialisti e si deline la minaccia di unoccupazione tedesca dellAustria ma Mussolini riusc ad impedirla, inviando due divisioni sulla frontiera del Brennero col sostegno della Francia e della Gran Bretagna. Lesercito tedesco era ancora troppo debole, ma nel 1935 H diede inizio al suo rafforzamento istituendo il servizio militare obbligatorio e costruendo aerei da guerra, cs viol il trattato di Versailles che proibiva il riarmo tedesco. Nellaprile dello stesso anno si riun a Stresa una conferenza in cui Francia, Gran Bretagna e Italia protestarono x tale violazione ma H non se ne preoccup e nel 1936 rioccup militarmente la Renania, riportandola cs sotto la piena sovranit tedesca. Qsta volta lItalia non partecip alle proteste xk erano sorte divergenze con la Francia e la Gran Bretagna. LA POLITICA ESTERA DELLITALIA (LA GUERRA IN ETIOPIA) Nel 1935 fu Mussolini a minare la pace europea, abbandonando il principio di sicurezza collettiva e invadendo lEtiopia riprendendo un progetto di Francesco Crispi, lo statista italiano dell800 che M ammirava e che si era proposto di <fare gli italiani> attraverso una guerra coloniale. Gi nel periodo giolittiano i nazionalisti, e in particolare Enrico Corradini, avevano sostenuto che lItalia doveva diventare una potenza imperiale, ma limperialismo di Corradini aveva come obiettivo la ricerca di nuovi mercati x unindustria in espansione, invece M cercava di risolvere i problemi legati alla sovrapopolazione, infatti lEtiopia avrebbe dovuto essere una colonia di popolamento e non di sfruttamento. Inoltre M voleva anche trasformare attraverso le guerre il popolo italiano in un popolo bellicoso xk lo giudicava troppo pacifico. Il 2 ottobre 1935 M diede inizio allinvasione. La maggior parte degli italiani accolse con favore tale decisione anche xk quella contro lEtiopia fu presentata come la guerra di un popolo proletario contro i popoli ricchi in quanto, secondo la propaganda fascista, il vero nemico

dellItalia era la Gran Bretagna che sosteneva lEtiopia x impedire al popolo italiano di conquistare il suo dominio. LEtiopia era governata da Hail Selassi, un imperatore che aveva un potere assoluto. Era un paese molto povero, dove lagricoltura costituiva lattivit economica prevalente, il commercio era arretrato e, anche se ricevette aiuti dalla Gran Bretagna, lesercito etiope rimase debole e male armato. La guerra fu facile e breve, infatti le truppe italiane, guidate da Pietro Badoglio, penetrarono in Etiopia partendo dallEritrea e dalla Somalia; a capo di quelle provenienti dalla Somalia era Rodolfo Graziani. Tra i due comandanti nacque allora una rivalit che sarebbe durata tutta la vita. Gli etiopi opposero una scarsa resistenza. La Societ delle Nazioni proclam contro lItalia le sanzioni economiche che x risultarono inefficaci ed ebbero il solo risultato di fare aumentare il consenso al regime che si trasform in entusiasmo il 5 maggio 1936 allannuncio che le truppe italiane erano entrate nella capitale Addis Abeba e che lEtiopia era diventata italiana. Vittorio Emanuele III ricevette, accanto a quello di re dItalia, il titolo di imperatore dEtiopia. La conquista di Addis Abeba non pose fine alle ostilit xk inizi una guerriglia che rese insicure x gli italiani vaste regioni e che fu duramente repressa da Graziani al quale era stata data la carica di vicer dEtiopia. Sul piano internazionale la guerra in Etiopia ebbe come conseguenza labbandono dellItalia della Societ delle Nazioni e il suo avvicinamento al Terzo Reich, lunica potenza che laveva sostenuta e con cui, nellottobre del 1936 fu stretta unalleanza che viene definita Asse Roma-Berlino alla quale viene attribuita di solito ladesione di M alle teorie razziste. Nel 1938, a causa dellalleanza con la Germania, loriginario razzismo antiafricano si trasform in antisemitismo, infatti furono varati provvedimenti x la difesa della razza nella scuola fascista con lesclusione degli ebrei dallinsegnamento. In ottobre il Gran Consiglio approv una Dichiarazione sulla razza in cui si stabiliva anche il divieto di matrimoni degli italiani sia con gli ebrei che con gli africani. LA FINE DELLE DIVISIONI DELLA SINISTRA Dopo la vittoria di H, lInternazionale comunista, che aveva sottovalutato il fascismo, cap la pericolosit del nazionalsocialismo. Nel 1935, al VII congresso, lInternazionale invit i partiti comunisti a promuovere la formazione di Fronti popolari antifascisti con tutte le forze della sinistra (comuniste, socialiste e liberaldemocratiche). Il nuovo atteggiamento delle sinistre scaturiva dalla riflessione sul fatto che in Germania proprio la loro frattura aveva permesso la conquista del potere da parte di H e scaturiva anche dalle spinte verso lunit con i socialisti che provenivano dai militanti di base in alcuni paesi europei. Intanto Stalin intensificava la repressione allinterno dellUnione Sovietica dove non esisteva nessuna di quelle libert che i fronti popolari rivendicavano contro il fascismo, tuttavia ci non imped la loro formazione. Infatti, nonostante i processi contro gli oppositori, la maggior parte dei socialisti e dei democratici francesi e spagnoli decise di allearsi con i comunisti giudicando che il pericolo costituito dal nazionalsocialismo fosse maggiore. Lalleanza fu possibile anche xk alcuni importanti principi democratici erano affermati nella nuova Costituzione dellUnione Sovietica fatta approvare da Stalin nel 1936. La differenza fondamentale fra Germania nazionalsocialista e Unione Sovietica consisteva proprio nel fatto che la politica hitleriana era del tutto coerente con le sue promesse ideologiche, Stali invece accettava in teoria i principi democratici anche se nella pratica li contraddiceva con una politica depressiva. I FRONTI POPOLARI IN SPAGNA E IN FRANCIA I Fronti popolari vinsero le elezioni sia in Francia sia in Spagna. - In Spagna, fra i deputati del Fronte, prevalsero i repubblicani che, nel 1936, incaricarono Manuel Azana (si legge:Azagna) di formare un governo. Le destre x reagirono con un colpo di stato militare promosso dal movimento della Falange e dal grande generale Francisco Franco. Ebbe cs inizio una sanguinosissima guerra civile tra le forze fasciste e quelle che si richiamavano ai principi della democrazia. Italia e Germania si schierarono con Franco, inviando armamenti e soldati, mentre Francia e Inghilterra proclamavano il principio del non-intervento. A favore della repubblica si

batterono solo alcune brigate internazionali provenienti da diversi paesi e lUnione Sovietica che invi soprattutto armi, mentre la Chiesa spagnola e il Vaticano si schierarono a favore del generale Franco. Dopo tre anni di guerra civile Franco riusc a prevalere. Furono effettuati anche bombardamenti contro la popolazione: il 26 aprile 1937 gli aerei italiani e tedeschi bombardarono Guernica, una citt della Biscaglia, dove morirono moltissimi civili. Le forze repubblicane furono indebolite dalle divisioni che continuavano a esistere al loro interno x tutta la durata del conflitto e anche dalla riluttanza degli anarchici, molto forti in Spagna, ad accettare una rigida disciplina militare. Era diffusa lidea dellautogoverno delle masse e si form una molteplicit di poteri locali che assumevano iniziative non coordinate x poter realizzare provvedimenti rivoluzionari in campo economico e sociale nel corso della stessa guerra civile. Tra qsti anarchici e comunisti si form una grave frattura: in Catalogna, a Barcellona, si arriv a scontri armati che indebolirono lintero fronte antifascista. Pesarono negativamente in Spagna anche i riflessi della spietata lotta che Stalin stava conducendo in URSS contro i suoi oppositori: il Partito operaio di unificazione marxista (POUM), dispirazione trozkista, fu liquidato con laccusa di tradimento, la stessa accusa che Stalin faceva ai suoi avversari. Si realizz invece una maggiore unit nelle brigate internazionali dove comunisti e democratici combattevano fianco a fianco: tra i comunisti italiani cerano Palmiro Togliatti e Luigi Longo; tra i democratici Carlo Rosselli. La guerra termin nellaprile del 1939 dopo che Franco ebbe conquistato Barcellona e Madrid. - In Francia i partiti del Fronte popolare formarono nel 1936 un governo guidato da Lon Blum, un socialista riformista. Il governo, x, incontr molte difficolt, infatti i provvedimenti economici che prese, con aumenti salariali e riduzione delle ore di lavoro a 40 settimanali, da un lato non soddisfacevano in pieno le aspettative dellelettorato di estrema sinistra e dallaltro provocarono un fenomeno inflazionistico. Nel 1938 succedette a Lon Blum il radicale Edouard Daladier, anchegli promotore del Fronte popolare, ma su posizioni +moderate. I contrasti sulla linea economica e sullaiuto da dare al governo repubblicano spagnolo provocarono la fine del Fronte popolare. LAUTORITARISMO IN EUROPA E NEL MONDO I paesi in cui esistevano regimi autoritari non formavano un fronte unitario xk erano divisi dalle rivendicazioni nazionalistiche. Infatti, a distanza di tempo lassetto dato allEuropa dai vincitori continuava ad essere causa di forti tensioni. Non cerano solo i propositi di rivincita della Germania nazionalistica, ma che le rivendicazioni da parte dellUngheria, della Romania e della Polonia di frontiere statali che coincidessero con le frontiere etniche. - In Ungheria lammiraglio Micls Horthy non era una ammiratore di Hitler ma ne approvava la lotta contro il comunismo che considerava come una crociata. Horthy si avvicin alla Germania anche xk sperava che la politica estera tedesca, che metteva in discussione i confini stabiliti dopo la Grande Guerra, potesse favorire le rivendicazioni territoriali dellUngheria su alcune zone della Cecoslovacchia e, soprattutto, sulla Transilvania, una vasta regione abitata in maggioranza da ungheresi, che a conclusione della Grande Guerra era stata assegnata alla Romania. - Anche in Romania vi fu un ulteriore rafforzamento dellautoritarismo. Nel 1937 la Legione, guidata da Cornelio Codreanu, riusc a diventare il terzo partito, dopo quello liberale e quello nazionale contadino. Ma il re Carol II la sciolse e fece imprigionare Codreanu che fu poi ucciso. Nel 1938 Carol II instaur una dittatura monarchica, sciogliendo tutti i partiti. La politica etera rumena era fondata sul nazionalismo alimentato soprattutto da sentimenti anti-ungheresi a causa della questione della Transilvania. - In Polonia erano rimasti vivi sia lautoristarismo che un acceso nazionalismo. I polacchi rivendicavano zone della Cecoslovacchia dove esistevano minoranze polacche e temevano, a loro volta, le rivendicazioni tedesche sulle terre cedute dalla Germania dopo la Grande Guerra. Fuori dellEuropa cerano dei conflitti in Estremo Oriente: - Nel Giappone si era verificata una svolta autoritaria e il governo aveva dato lavvio a una politca

di espansione in Cina dove x incontr la resistenza sia dei nazionalisti sia dei comunisti. In Giappone non nacque uno stato simile a quello fascista e nazionalsocialista xk lestrema destra aveva anchessa il suo punto di riferimento nellimperatore, Hirohito, che attu una politica autoritaria. Nel 1936 Giappone, Germania firmarono il Patto anticomintern rivolto contro il comunismo (lInternazionale comunista era chiamata anche Comintern) e nel 1937 vi ader anche lItalia. - In Sudamerica sinstaurarono dittature a Cuba, con il sergente Fulgencio Batista, e in Nicaragua, con Anastasio Somoza, anchegli militare autore di un colpo di stato che lo port alla presidenza del paese. In Argentina, dopo un anno di regime militare, nel 1931 si svolsero elezioni i cui risultati portarono alla formazione di un governo conservatore che lentamente si trasform in un regime oligarchico. In Brasile, Getulio Vargas, sconfitto alle elezioni del 1930, depose il presidente legittimamente eletto e instaur un regime in cui i poteri presidenziali erano molto forti. Sul piano economico V realizz una sorta di corporativismo, che defin Estrado novo, sullesempio del fascismo, senza x dare vita ad un vero e proprio regime fascista: come avveniva anche in Argentina, il governo cercava lappoggio popolare attraverso una politica di tipo populistico, cio facendo concessioni ai sindacati e alla piccola borghesia. Nel Cile, il presidente progressista Arturo Alessandri, x risolvere i problemi economici legati alla crisi del 1929, adott una politica conservatrice e repressiva contro le sinistre, ma qste formarono un Fronte popolare che vinse le elezioni del 1938. In Messico, il presidente Lzaro Crdenas riprese la riforma agraria (vedi la Rivoluzione Messicana) dandole nuovo impulso espropriando tutti i grandi proprietari terrieri, concedendo ai contadini crediti dalle banche che x erano insufficienti x la modernizzazione dellagricoltura a cui segu xci un calo produttivo. Nel 1938 C nazionalizz il petrolio espropriando le compagnie petrolifere straniere nellambito di una politica fortemente avversa alla Gran Bretagna e agli Stati Uniti, e attu cs una rivoluzione che era insieme nazionalistica e sociale. Ma, a causa delle ostilit dei governi inglese e statunitense, le importazioni di macchinari necessari allindustria diventarono molto +difficili e anche nel settore industriale si verific una caduta della produttivit. Sul piano politico la conseguenza delle profonde trasformazioni della societ messicana fu un decisivo rafforzamento dei poteri del governo che aveva la sua base in un solo partito, quello della rivoluzione messicana, sostenuto dagli strati popolari e dallesercito.

CAP.15 LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Guerra combattuta dal 1 settembre 1939 all8 maggio 1945 in Europa e dal 7 dicembre 1941 al 2 settembre 1945 in Asia. Ebbe come principali contendenti Gran Bretagna e Francia, prima, Stati Uniti dAmerica e Unione Sovietica, poi, da una parte; Germania, Italia e Giappone dallaltra.

PREMESSE=1838: HITLER RIPRENDE LOFFENSIVA In Europa nel 1939 si era andato definendo sempre pi il disegno imperialistico tedesco, volto a espandere il territorio. Lanno precedente, dopo essere riuscito ad allestire un forte esercito, Hitler costrinse il cancelliere austriaco Kurt von Schuschnigg a dimettersi imponendo come nuovo cancelliere Arthur Seyss-Inquart che invit H ad occupare lAustria. Il 12 marzo lesercito tedesco entr in Austria senza incontrare resistenza. Lannessione fu ratificata con un referendum e fu approvata dal 97%dei votanti. Arthur Seyss-Inquart fu nominato luogotenente x lAustria, trasformata in una provincia del Terzo Reich. Dopo aver annesso lAustria, H si pose lobiettivo di conquistare i Sudeti, una regione della Cecoslovacchia dove i cittadini di lingua tedesca erano in maggioranza e chiedevano di riunirsi alla madrepatria. X cercare di evitare un conflitto, il 29 e il 30 settembre si riun a Monaco una conferenza cui parteciparono, oltre alla Germania, la Gran Bretagna (con Chamberlain), la Francia (con Daladier) e lItalia (con Mussolini) che diedero il loro consenso alloccupazione dei Sudeti da parte dellesercito tedesco, a patto che i tedeschi rinunciassero ad ogni ulteriore ingrandimento territoriale a danno delle nazioni confinanti. Chamberlain e Daladier erano convinti di aver fermato lespansionismo tedesco e soprattutto di aver salvato la pace, ma le loro idee furono destinate a essere smentite dai fatti. Infatti, dopo aver occupato la regione, il 14 marzo 1939 H smembr la Cecoslovacchia, costituendovi un nuovo stato, la Slovacchia. Il 15 marzo le truppe del Reich occuparono il resto del paese, la Boemia e la Moravia, trasformandole in un protettorato tedesco. Nello stesso mese la Germania procedette anche alloccupazione di Memel, una citt di popolazione tedesca che apparteneva alla Lituania. Il premier inglese Chamberlain accus esplicitamente Hitler di essere venuto meno agli impegni presi. Il 22 maggio del 1939 i ministri degli Esteri di Italia e Germania, Galeazzo Ciano e Joachim von Ribbentrop, firmarono il cosiddetto Patto dacciaio, un accordo politico-militare che nelle intenzioni dei contraenti doveva diventare un potente mezzo di pressione diplomatica sulle democrazie occidentali e soprattutto il segno dellidentit di interessi tra lItalia fascista e la Germania nazista. Nello stesso momento H riteneva di potersi impadronire di Danzica e del corridoio polacco, la parte del territorio polacco che univa la Polonia al mare impedendo le comunicazioni dirette tra la Prussia orientale e il resto del territorio tedesco. Egli era convinto che la guerra non si sarebbe estesa al di l dei confini polacchi ma commetteva un grave errore di valutazione xk i governi inglese e francese non intendevano +cedere alle sue richieste e ai suoi colpi di mano, infatti, il 21 marzo 1939, x impedire ogni ulteriore aggressione in Europa, essi avevano proposto alla Polonia uniniziativa comune che avrebbe dovuto coinvolgere anche lUnione Sovietica ma, come Chamberlain, il governo polacco non era disposto ad arrivare a unalleanza con lUnione Sovietica. Lo stesso giorno H rinnov alla Polonia le pesanti richieste gi presentate altre tre volte, a partire dal 24 ottobre dellanno precedente, e precisa mente: 1)restituzione di Danzica;2)consenso alla costruzione di una autostrada e di una ferrovia extra territoriali che consentano il collega mento tra la Germania e la Prussia Orientale attraverso il Corridoio di Danzica;3)garanzie, a lunga scadenza,del nuovo assetto territoriale.Ma la Polonia respinse ancora una volta tali richieste e decise di potenziare i contingenti militari che presidiavano

il corridoio di Danzica. Allora, il 3 aprile, H ordin alle forze armate tedesche di prepararsi segretamente a un attacco alla frontiera polacca e il 23 maggio disse ai comandanti militari che la guerra contro la Polonia era inevitabile e che, di conseguenza, si rischiava anche un conflitto contro Gran Bretagna, Francia e Unione Sovietica. Fino ad un mese prima, le relazioni tra Germania e URSS erano state molto tese, infatti, il commissario agli affari esteri sovietico, Maskim Litvinov, era favorevole a una politica di sicurezza collettiva da realizzare insieme alle potenze occidentali, ma Stalin, che temeva di essere trascinato in una guerra contro la Germania, lo allontan dal governo sostituendolo con Molotov (dal russo molot=martello) che si era sempre schierato con la linea di politica estera di Stalin che si basava sullabbandono della sicurezza collettiva. Il governo tedesco cap che poteva evitare di combattere una guerra su due fronti utilizzando il timore di Stalin che le potenze occidentali potessero spingere la Germania verso la sola Unione Sovietica. I sovietici avanzarono a Gran Bretagna e Francia la proposta di un accordo politico e militare, ma il governo inglese era disposto soltanto a un accordo politico xk riteneva di scarso peso il potenziale militare dellURSS. Allora H decise di prendere liniziativa e propose a Stalin un patto di non aggressione che fu firmato a Mosca il 23 agosto dai ministri degli esteri dei due paesi, Molotov e Joachim von Ribbentrop, cui era allegato un protocollo segreto relativo alla futura(e quindi data come certa)spartizione della Polonia. Si tratta di un rovesciamento di posizioni clamoroso e sconcertante che lascia inquieto e perplesso tutto il mondo. Laggancio dellURSS che non era riuscito alle potenze occidentali in lunghi mesi di trattative riesce in poche settimane alla diplomazia tedesca, qsto Berlino poteva offrire a Mosca su un piatto dargento quello che mai Francia e Inghilterra avrebbero potuto consentire, e cio mezza Polonia, la Bessarabia e gli Stati baltici. H poteva cs attaccare la Polonia senza temere un intervento sovietico. INIZIO DEL CONFLITTO: LA GERMANIA CONQUISTA LA POLONIA Il 1 settembre 1939 lesercito tedesco, la Wehrmacht, diede inizio allinvasione della Polonia e il 3 settembre Gran Bretagna e Francia entrano in guerra a fianco della Polonia, mentre lItalia, che non era militarmente pronta a un conflitto, dichiarava la <<non belligeranza>>. Contro la Polonia le truppe tedesche attuarono una guerra lampo, cio un attacco in profondit, con una rapida avanzata nelle retrovie nemiche dopo lo sfondamento del fronte. In soli diciassette giorni lesercito tedesco ebbe il sopravvento sui polacchi che non avevano un armamento moderno e continuavano a far affidamento sulla cavalleria. Il 17 settembre, cs come era stato previsto da patto di non aggressione, anche le truppe sovietiche entrerono in Polonia che fu spartita tra Unione Sovietica e Germania: il 28 settembre le due potenze si concordarono sulla delimitazione delle rispettive zone di occupazione e con qsto nuovo accordo lintera Lituania fu inserita nella sfera dinfluenza sovietica. In ottobre H, avendo raggiunto il suo obiettivo, propose trattative di pace ai governi inglese e francese che x non accettarono xk erano convinti che le rivendicazioni di H non si sarebbero +fermate. Sul fronte occidentale linverno trascorse quasi senza combattimenti, con gli eserciti trincerati nelle due linee fortificate che correvano lungo la frontiera: la francese Maginot e la tedesca Sigfried. Si svolse cs una guerra di posizione con pochissime perdite, molto diversa da quella, sanguinosissima, che si era svolta durante il primo conflitto mondiale. Il 30 novembre 1939 lUnione Sovietica attacc la Finlandia, alla quale aveva chiesto alcune correzioni di frontiera vicino alla citt di Leningrado, ma, nonostante la superiorit dei suoi armamenti, lURSS riusc a conquistare la Finlandia soltanto a marzo. I primi sette mesi di guerra ebbero leffetto di tranquillizzare lopinione pubblica mondiale xk il nuovo conflitto appariva meno cruento del primo xk nessun esercito sembrava in grado di passare alloffensiva. La situazione x cambi nellaprile del 1940, x iniziativa della Germania che attacc e conquist la

Danimarca e la Norvegia, dove le truppe tedesche riuscirono a sbarcare nonostante la superiorit navale degli inglesi. A capo del nuovo governo norvegese creato dagli invasori fu lasciato Vidkun Quisling, un norvegese di tendenze nazionalsocialiste, proclamatosi primo ministro.

LA CONQUISTA DI PARIGI La guerra lampo, gi sperimentata in Polonia, Norvegia e Danimarca, fu impiegata dai tedeschi anche sul fronte occidentale: mentre i francesi attendevano unoffensiva contro la linea Maginot, lesercito tedesco penetr in Olanda e in Belgio che avevano proclamato la neutralit, cs i tedeschi evitarono di attaccare frontalmente la Maginot e cercarono di prendere i francesi alle spalle. La manovra riusc e il fronte franco-inglese fu rapidamente sfondato grazie allimpiego massiccio di carri armati e allappoggio aereo dei cacciabombardieri. Le armate di H puntarono sulla citt di Abbeville, sulla Manica, x accerchiare le truppe francesi schierate alla frontiera con il Belgio e il corpo di spedizione che la Gran Bretagna aveva inviato in soccorso della Francia allinizio del conflitto e che riusc a stento e reimbarcarsi a Dunquerque, sfuggendo cs alla distruzione. Il 5 giugno inizia la battaglia di Francia: le truppe tedesche passarono nuovamente alloffensiva, puntando su Parigi. Il fronte francese cedette e i tedeschi si spinsero verso la capitale. Il 17 giugno la Francia chiese larmistizio che fu firmato cinque giorni +tardi. Da Radio Londra, il gen. Charles De Gaulle lancia il suo primo messaggio alla nazione francese: la guerra tuttaltro che finita, sostiene il generale, perch si tratta di una guerra mondiale di cui la Battaglia di Francia rappresenta solo un episodio. Invita quindi i francesi che vivono in Inghilterra a mettersi in contatto con lui per continuare la lotta. Lappello dellancora sconosciuto generale non solleva particolari entusiasmi. LINGRESSO IN GUERRA DELLITALIA Il 10 giugno entra in guerra anche lItalia. Mussolini riteneva che fosse giunto il momento di realizzare i suoi obiettivi massimi di politica estera: la conquista di Nizza, della Corsica, della Tunisia, di Malta e lestensione della sfera dinfluenza italiana nella penisola balcanica e nellAfrica. Ma, nelle condizioni di armistizio imposte dalla Germania alla Francia, lItalia non si vide riconoscere nessun diritto sui territori francesi rivendicati (Nizza e Savoia) anche xk i tedeschi non volevano umiliare la Francia ma intendevano solo crearvi un governo amico, come avevano fatto in Norvegia. Qsto obiettivo fu raggiunto quando il 16 giugno la guida del governo francese fu assunta dal maresciallo Henri-Philippe Ptain che accett di collaborare con H e fiss la sede del governo nella cittadina di Vichy, in una parte della Francia non invasa dai tedeschi che avevano occupato la parte settentrionale x preparare linvasione dellInghilterra. In qsto modo fu creato anche in Fracia un governo collaborazionista che evitava allesercito tedesco il peso di unoccupazione diretta. CHURCHILL E LA RESISTENZA DELLA GRAN BRETAGNA Il 10 maggio al governo Chamberlain era succeduto un governo di unit nazionale, con la partecipazione dei laburisti, presieduto dal conservatore Winston Churchill, luomo politico inglese di maggior prestigio che appariva il +adatto a condurre la lotta contro H. C era stato liberale, aperto ai problemi sociali, ma ostile ai comunisti e ai socialisti. Nel 1920 aveva sostenuto la necessit di intervenire con le armi contro il governo sovietico e nel 1924 si era distaccato dal partito liberale, che aveva appoggiato il governo laburista. Negli anni seguenti aveva mostrato una certa simpatia x Mussolini, ma, dopo la conquista del potere da parte di H, era diventato uno dei +strenui avversari del dittatore tedesco e si era opposto agli accodi di Monaco, considerati un cedimento alle richieste della Germania.

I tedeschi avevano preparato x linvasione dellInghilterra un piano chiamato Leone Marino la cui realizzazione x non era facile xk la flotta inglese avrebbe potuto trasformare il tentativo di sbarco in una catastrofe x la Germania. Cs, prima di avventurarsi sulla Manica, i tedeschi dovevano conquistare unassoluta supremazia aerea. Il 7 settembre 1940 ebbe cs inizio la battaglia aerea che sarebbe stata chiamata la battaglia dInghilterra in cui i tedeschi commisero il primo errore strategico: invece di cercare di distruggere laviazione inglese attaccando gli aeroporti, diedero inizio ai bombardamenti di Londra e di altre citt. Gli inglesi, aiutati anche da una nuova invenzione, il radar, riuscirono ad abbattere un gran numero di bombardieri tedeschi e poi a colpire a loro volta prima i territori occupati dallesercito tedesco sulle coste del mare del Nord e infine la stessa Germania. La resistenza inglese rese evidente il fatto che la guerra sarebbe stata lunga e difficile, infatti la Gran Bretagna disponeva di una vastissima retrovia sorretta anche dagli Stati Uniti di Roosevelt dove x esisteva una forte tendenza isolazionista contraria a qualsiasi intervento in Europa, x qsto motivo Roosevelt dovette limitare il suo sostegno alla concessione di aiuti, sebbene H proclamasse apertamente la volont di realizzare un nuovo ordine mondiale in cui gli interessi vitali degli USA sarebbero stati seriamente minacciati. Il 27 settembre 1940 Germania, Italia e Giappone stipularono il Patto tripartito, con il quale stabilirono le rispettive zone dinfluenza mentre ciascuno dei tre paesi preparava i propri progetti x il nuovo ordine che avrebbe dovuto caratterizzare il futuro assetto mondiale: mentre non esistevano problemi x lAsia, su cui era riconosciuto il predominio giapponese, il nuovo ordine era immaginato in modo diverso in Germania e Italia. Mussolini voleva che linfluenza italiana si estendesse anche alla penisola balcanica, H invece che essa dovesse limitarsi alle regioni costiere del Mediterraneo. LA GUERRA PARALLELA DI MUSSOLINI (LATTACCO ALLA GRECIA) Preoccupato x lestendersi dellinfluenza tedesca in Europa e deciso ad affermare con la forza gli interessi dellItalia nellarea balcanica, Mussolini decise di attaccare la Gracia, senza avvertire H, che sapeva contrario a un estensione del conflitto in quellarea. La base di partenza delloffensiva sarebbe stata lAlbania, che gli italiani avevano conquistato nellaprile del 1939. LItalia avrebbe cs combattuto una guerra parallela, accanto alla Germania, ma con propri obiettivi. Lattacco ebbe inizio il 28 ottobre 1940: le truppe italiane, costrette a muoversi su un terreno impervio, incontrarono uninattesa resistenza e, dopo una breve avanzata, dovettero ripiegare. Le sconfitte subite sul fronte greco-albanese e un attcco di aerosiluranti inglesi al porto di Taranto il 12 novembre 1940, suscitarono sentimenti di paura nellopinione pubblica italiana. La situazione miglior solo nellaprile del 1941 quando le truppe tedesche attaccarono la Jugoslavia e intervennero in Gracia, riuscendo in breve tempo a conquistare entrambi i paesi. LA GUERRA IN AFRICA AllItalia restava il fronte africano, dove nel settembre del 1940 le truppe comandate da Rodolfo Graziani avevano attaccato alla frontiera tra Libia ed Egitto, riuscendo ad avanzare x circa 150km in territorio egiziano. Ma a novembre gli inglesi erano passati alla controffensiva, occupando lintera Cirenaica (la parte orientale della Libia, con capoluogo Cirene, distinta dalla Tripolitania, con capoluogo Tripoli, poik si torvava ai confini dellEgitto, allepoca colonia inglese, nel corso della IIgm fu la regione che vide i +aspri combattimenti e frequenti capovolgimenti di fronte). La perdita della Cireanica rese necessario lintervento tedesco anche in Africa, dove fu inviato un corpo di spedizione comandato dal generale Erwin Rimmel, il quale, nellaprile del 1941, riport le truppe dellAsse alla frontiera con lEgitto, rivelando grandi capacit di stratega che lo fecero definire <la volpe del deserto>. Anche le vicende africane mostrarono che lItalia, senza il sostegno della Germania, non era in grado di condurre una guerra vittoriosa.

LATTACCO DELLA GERMANIA ALLUNIONE SOVIETICA Il 1941 fu lanno in cui la guerra divent effettivamente mondiale, coinvolgendo lUnione Sovietica e gli Stati Uniti. Non potendo conquistare lInghilterra, H decise dimpadronirsi delle ricchezze minerarie dellURSS. Aveva preparato lattacco gi a febbraio, convinto di poter combattere unaltra guerra lampo, ma era stato costretto a rinviarlo x poter intervenire in Jugoslavia e in Grecia. I servizi segreti inglesi e agenti sovietici erano venuti a conoscenza dei preparativi tedeschi e ne avevano informato Stalin che x non aveva prestato credito a tali informazioni ritenendo che si trattasse di una provocazione degli inglesi x spingerlo ad attaccare la Germania. In realt Stalin non escludeva un attacco alla Germania e aveva dato allesercito sovietico uno schieramento adatto alloffensiva, ma avrebbe voluto entrare in guerra soltanto quando i tedeschi fossero stati indeboliti a sufficienza dal conflitto contro lInghilterra. Il 22 giugno 1941, attuando il piano Barbarossa, le truppe tedesche (tre milioni di uomini, diecimila carri armati e tremila aerei) invasero lURSS e poterono facilmente distruggere gran parte dellaviazione sovietica e annientare molte divisioni russe, impreparate a difendersi. H credeva di poter vincere la guerra sul fronte orientale in pochi mesi, invece le truppe sovietiche opposero una resistenza inattesa che provoc gravi perdite ai tedeschi. Lesercito tedesco riusc ugualmente ad avanzare puntando su Leningrado e Mosca e arriv ad attestarsi a poco +di 50km dalla capitale dellURSS, mentre alcuni reparti avanzati raggiungevano la periferia. Ma lesercito tedesco non riusc ad assestare un colpo decisivo allArmata rossa prima dellinverno e non fu in grado di conquistare nemmeno Leningrado che pot solo assediare. Quello di Leningrado fu chiamato lAssedio dei novecento giorni xk dur dall8 settembre 1941 al 27 gennaio 1944 e caus terribili sofferenze e perdite anche alla popolazione civile. Stalin riusc a mobilitare lintera popolazione facendo appello non tanto allideologia comunista ma allidea di patria, dando cs al conflitto il carattere di una grande guerra patriottica. In breve tempo, una parte delle industrie minacciate dallavanzata tedesca fu trasferita al di l degli Urali, ma la situazione rest gravissima x lURSS che aveva perduto in pochi mesi le sue terre +fertili, come lUcraina, e le regioni + ricche di materie prime. I tedeschi x, qsta volta non riuscirono a realizzare la guerra lampo, cs x la prima volta il mito dellinvincibilit dellesercito tedesco, che si era diffuso a partire dalla campagna di Francia, inizi a vacillare. GLI USA ENTRANO IN GUERRA Nel 1941 anche gli Stati Uniti entrano in guerra xk furono attaccati. A causa dellopposizione degli isolazionisti allintervento, Roosevelt, x sostenere lo sforzo bellico della Gran Bretagna, aveva dovuto limitarsi a far approvare la legge degli affitti e prestiti che autorizzava il presidente degli Stati Uniti a vendere o prestare a paesi amici tutto larmamento di cui avessero avuto bisogno, se lo avesse giudicato necessario x la difesa degli interessi nazionali. Il 14 agosto del 1941 Roosevelt incontr Churchill su una nave ancorata presso lisola di Terranova ed essi firmarono una dichiarazione, chiamata Carta atlantica, in cui proclamarono i principi ai quali si sarebbero ispirati i loro paesi x fondare un nuovo e migliore ordine internazionale: diritto dei popoli allautodeterminazione, rinuncia a qualsiasi conquista, liberalizzazione del mercato mondiale, libero accesso di tutti i paesi alle materie prime. In qsto modo, Gran Bretagna e Stati Uniti rispondevano ai progetti di un nuovo ordine avanzati dal Tripartito. Intanto i rapporti tra Stati Uniti e Giappone diventavano sempre +tesi, ma Roosevelt non poteva

assumere liniziativa di un intervento. Furono i giapponesi, che avevano preparato loperazione da tempo, ad attaccare. Il 5 novembre il comandante della flotta giapponese, lammiraglio Isoroku Yamamoto, ricevette lordine di prepararsi a combattere; il 23 novembre gli fu comandato di procedere verso le Hawaii senza farsi scoprire. Gli americani erano impreparati, infatti si aspettavano un attacco da parte di sottomarini e non avevano allestito unefficace difesa contraerea xk non immaginavano che i giapponesi potessero portare le loro portaerei a distanza utile x far decollare gli aerei. Il 7 dicembre 1941 la flotta di Yamamoto, munita di grandi portaerei, si avvicin senza essere avvistata alle Hawaii dove situata Pearl Harbor, la + grande base navale statunitense nel Pacifico. Mentre lambasciatore giapponese presentava la dichiarazione di guerra, gli aerei iniziarono il bombardamento, riuscendo cs a cogliere di sorpresa e a distruggere gran parte delle navi che si trovavano nella base di Pearl Harbor. La gravit della sconfitta subita a Pearl Harbor apr nellopinione pubblica americana una ferita che non si era ancora rimarginata. Agli avversari di Roosevelt limpreparazione della flotta americana sembr sospetta ed essi misero sotto accusa il governo. Nacque allora la leggenda che lo spionaggio avesse avvertito Roosevelt dellattacco imminente e che il presidente non avesse fatto niente x impedirlo, con lo scopo di trascinare un paese riluttante nella guerra a fianco della Gran Bretagna e dellUnione Sovietica. Contemporaneamente al bombardamento di Pearl Harbor, i giapponesi effettuarono una serie di sbarchi in tutta larea del Pacifico: da dicembre a giugno 1941 conquistarono lIndocina, le Filippine, il Borneo, Giava, Su marra, la Birmania, la Malesia e Singapore, giungendo cs alle porte dellIndia e dellAustralia. La promessa della Gran Bretagna di concede lindipendenza a conclusione della guerra e lesempio dei paesi gi assoggettati al Giappone impedirono che le colonie dei paesi europei si ribellassero, in quei mesi furono cs gettate le basi della successiva decolonizzazione. 1942: LA SVOLTA DELLA GUERRA Nel giugno 1942 la flotta e laviazione degli Stati Uniti arrestarono lavanzata dei giapponesi in Oriente, infliggendo loro gravi perdite nella battaglia aeronavale che si svolse presso lisola di Midway, nella parte +occidentale dellarcipelago delle Hawaii. Nello stesso tempo riprendeva in Europa e in Africa loffensiva delle forze tedesche e italiane, con una serie di successi che fecero credere di nuovo di poter giungere a una conclusione vittoriosa della guerra. Nella primavera e nellestate Rimmel riusc ad avanzare fino a El-Alamein, a non molti km da Alessandria dEgitto, dove x fu costretto a fermarsi xk le linee di rifornimento si erano molto allungate e il petrolio necessario alle forze corazzate giungeva con difficolt attraverso il Mediterraneo. Infatti, gli inglesi, partendo dalla base di Malta, potevano facilmente attaccare i convogli italiani. In estate lesercito tedesco e le truppe alleate (italiane, romene e ungheresi) ripresero loffensiva anche sul fronte orientale, spingendosi verso il Caucaso e raggiungendo Stalingrado. LA SCONFITTA TEDESCA A STALINGRADO Hitler riteneva, a ragione, che la conquista di Stalingrado avrebbe portato un colpo decisivo alla resistenza dei sovietici, ma proprio a Stalingrado inizi il ripiegamento, infatti i sovietici riuscirono ad impedire allesercito tedesco di conquistare lintera citt; nello stesso tempo, fecero affluire rinforzi dalle estreme regioni orientali ammassandoli ai lati della citt. La controffensiva dellArmata rossa fu sferrata allimprovviso il 19 novembre e colse di sorpresa lesercito tedesco e i suoi alleati (tra i quali vi erano le truppe italiane dellARMIR Armata italiana in Russia male armate ed equipaggiate). La sesta armata tedesca, alla quale H aveva ordinato di non ripiegare da Stalingrado, fu accerchiata, ma il comandante, Friedrich von Paulus, disobbed agli ordini di H e il 2 febbraio 1943 firm la resa, mentre le altre truppe del fronte meridionale impossibilitate a rifornirsi, si ritiravano disordinatamente, sottoposte a violenti

attacchi. A Stalingrado furono catturati circa 90 000tedeschi ma le perdite +gravi furono subite durante la ritirata. Il 23 ottobre 1942 gli inglesi sferrarono la controffensiva anche sul fronte egiziano e, dopo aver battuto le forze dellAsse a El-Alamein, avanzarono rapidamente raggiungendo Tripoli il 23 gennaio 1943. Intanto gli anglo-americani erano sbarcati l8 novembre 1942 in Marocco e in Algeria e di l puntarono sulla Tunisia dove ripiegarono le truppe italo-tedesche in ritirata dalla Tripolitania. A maggio esse furono costrette ad arrendersi. Nel Pacifico gli americani proseguivano la controffensiva iniziata con la battaglia di Midway. Lindustria degli USA era riuscita a porre riparo in breve tempo allaffondamento delle navi provocato dallattacco a sorpresa dei giapponesi. LA RESISTENZA IN EUROPA La guerra fu caratterizzata dal fenomeno della Resistenza. La macchina bellica tedesca fu tuttavia costretta ad affrontare ovunque importanti gruppi di resistenti armati, pronti ad una guerra fino all'ultimo sangue. Alla Resistenza partecip una moltitudine spinta dell'impeto naturale di salvarsi dalla prigionia e dalla tirannide tedesca, ma anche da una fervida aspirazione alla libert, ed una minoranza che ebbe il coraggio di prendere le armi e di iniziare la guerriglia contro i tedeschi che occuparono la propria nazione. Infatti anche la II guerra mondiale, come la I, fu combattuta in nome del nazionalismo. Inizialmente, i gruppi di partigiani europei non avevano alcun collegamento, nemmeno nel proprio paese. Il primo centro propulsore dei primi nuclei organizzati dalla resistenza europea fu Londra, ove il S.O.E. (Secret Operations Executive) cerc di raccogliere e di potenziare l'attivit di quadri militari legittimisti della Cecoslacchia, della Polonia, dell'Olanda, del Belgio e della Francia, operando, per, in modo da mantenerli rigorosamente entro i vecchi limiti dello spionaggio e del sabotaggio, e mirando soprattutto a creare alle spalle del nemico una schiera di esperti nella lotta clandestina, non prevedendo una pi larga partecipazione popolare. Un primo mutamento qualitativo nella struttura della Resistenza si verific in occasione dell'invasione della Grecia e della Jugoslavia dove la reazione popolare fu vasta ed immediata ed il clima generale divent subito incandescente. Contemporaneamente, all'altro capo dell'Europa, si svilupp lo stesso fenomeno: in Olanda nacque il movimento dei Gueux (i pezzenti) che trasse il nome dai fautori della feroce rivolta dei Paesi Bassi sotto la dominazione spagnola, nel XVI secolo. Nell'Unione Sovietica i primi sintomi di sviluppo della Resistenza coincisero con la pi radicale svolta del regime nazista. Al principio del 1941, infatti, dopo il fallimento della battaglia di Londra, nella prospettiva di una guerra che si sarebbe protratta oltre i limiti previsti, Hitler aveva deciso di dare la soluzione finale al problema ebraico , cio lo sterminio totale degli undici milioni di ebrei che vivevano in Europa - olocausto o shoah= distruzione totale - deportazione e sterminio di oltre sei milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti, la cosiddetta soluzione finale del problema ebraico. Lesercito tedesco comp anche numerose stragi di civili: in Italia le +atroci furono compiute alle Fosse Ardeatine, a Roma e a Merzabotto, presso Bologna. Alle Fosse Ardeatine, il 24 marzo 1944, furono trucidati 335civili (una parte dei quali scelti soltanto xk erano ebrei) come rappresaglia x un attentato effettuato da un gruppo di partigiani a via Rasella a causa del quale erano morti 33soldati tedeschi. A Marzabotto, sullAppennino, nellottobre dello stesso anno, furono trucidati oltre 1800civili accusati di sostenere le formazioni partigiane. Le stagi x non finirono con la guerra, infatti nelle foibe (voragini profonde caratteristiche della regione istriana e del Carso) furono gettati e uccisi centinaia di italiani incolpati di essere fascisti. LE ARMI La II g m fu vinta dalle potenze che riuscirono a produrre il maggior numero di aerei, carri armati,

cannoni e navi. La produzione bellica tedesca e giapponese era di buona qualit ma sul piano quantitativo la superiorit statunitense era schiacciante. Fin dai primi mesi apparve evidente limportanza dei sottomarini e del radar(che permette di scoprire navi o aerei nemici a grande distanza). Nel 1942 il presidente degli Stati Uniti, Roosevelt, allarmato dai servizi segreti di un possibile impiego militare dellenergia atomica da parte dei tedeschi, autorizz la costruzione della bomba atomica. Loperazione, chiamata progetto Manhattan, ebbe come capo il generale Groves e come responsabile scientifico il fisico Robert Julius Oppenheimer, alle ricerche diede un imp. contributo anche il fisico italiano Enrico Fermi. LA CADUTA DI MUSSOLINI E LO SBARCO ANGLO-AMERICANO Il fronte interno italiano aveva dato qualche segno di cedimento subito dopo linizio della campagna di Grecia. Nellottobre 1941 fu razionato il pane, con una razione giornaliera pro capite di 200grammi che and a diminuire ulteriormente; erano razionati anche la pasta e il riso mentre altri generi alimentari erano contingentati, cio venivano distribuiti in piccole quantit solo quando erano disponibili. La mancanza di cibo fece nasce il fenomeno del mercato nero (o borsa nera) cio del contrabbando di viveri, alimentato dai contadini che vendevano clandestinamente, a prezzi molto +alti di quelli ufficiali, una parte dei prodotti che avrebbero dovuto consegnare ai magazzini governativi. Inoltre le campagne erano risparmiate dai bombardamenti. La sola citt bombardata in maniera continua era stata Napoli xk dal suo porto partivano i rifornimenti di armi e vettovaglie alle truppe italo-tedesche che combattevano sul fronte africano. Alla fine del mese di ottobre del 1942 anche sulle maggiori citt industriali italiane (Genova, Torino e Milano) ebbero inizio massicci bombardamenti resi possibili dallimpiego di nuovi bombardieri americani a quattro motori, chiamati, x la loro grandezza e x il loro armamento, fortezze volanti. I bombardamenti e la fame provocarono il rapido crollo del fronte interno e del mito di Mussolini mentre restava ancora una certa fiducia in un intervento di Vittorio Emanuele III. Il colpo decisivo al regime fascista fu inferto dallo sbarco degli anglo-americani in Sicilia, che ebbe inizio il 10 luglio 1943. Da tempo Stalin chiedeva ai suoi alleati lapertura in Europa di un secondo fronte x distogliere da quello orientale una parte delle forze tedesche. Stalin voleva che il secondo fronte fosse aperto in Francia x costituire una +diretta minaccia x la Germania, ma Churchill preferiva sbarcare in Sicilia, sia xk loperazione, dopo la conquista della Tunisia, appariva relativamente facile, sia xk lItalia era +vicina alla penisola balcanica dove gli inglesi avrebbero voluto arrivare prima dei sovietici Il rpimo bombardamento di Roma, avvenuto il 19 luglio, affrett la caduta del fascismo, infatti, la notte tra il 24 e il 25 luglio, si riun il Gran Consiglio su richiesta di un gruppo di gerarchi che comprendeva Galezzo Ciano, Giuseppe Bottai e Dino Grandi che volevano salvare il fascismo liquidando Mussolini e gli chiesero xci di rinunciare allincarico di capo del governo. Il 25 luglio M si rec dal re x comunicargli i risultati della discussione al Gran Consiglio e Vittorio Emanuele III lo fece arrestare. Il re chiam Pietro Badoglio alla guida del nuovo governo e fece sapere ai tedeschi che la guerra sarebbe continuata al loro fianco. Nello stesso tempo, x, il governo intavol con gli anglo-americani trattative segrete che il 3 settembre portarono alla firma dellarmistizio a Cassibile, in Sicilia. L8 settembre 1943 gli anglo-americani resero pubblico larmistizio e iniziarono uno sbarco a Salerno. Allannuncio dellarmistizio lesercito tedesco reag occupando lItalia settentrionale e centrale e liberando Mussolini tenuto prigioniero sul Gran Sasso. Il re si rifugi a Brindisi abbandonando lesercito che rimase privo di ordini. Alcuni reparti cercarono di opporsi ai tedeschi, a Cefalonia la divisione Acqui si batt valorosamente contro i tedeschi e fu sterminata; nei Balcani gruppi di militari italiani entrarono nelle file dei partigiani che gi combattevano contro i tedeschi. In Italia molti soldati si rifugiarono sulle montagne dove avrebbero formato poco +tardi i primi nuclei della Resistenza. Dopo lo sbarco degli Alleati e loccupazione dellItalia meridionale, il

fronte si stabilizz su una linea che congiungeva il Garigliano alle coste adriatiche presso Pescara. LItalia rimase cs divisa in due parti: a Nord Mussolini fond la Repubblica sociale italiana ma il suo governo si stabil a Sal (sul lago di Garda) e non a Roma come egli avrebbe voluto. NellItalia meridionale si costitu invece il c.d. regno del Sud liberato dai tedeschi grazie agli angloamericani e ci permise ai partiti sciolti nel 1926 da Mussolini di riprendere a svolgere attivit politica. Tali partiti fondarono i CLN (Comitati di liberazione Nazionale) che chiesero labdicazione del re che x gli anglo-americani non erano disposti a concedere. La situazione si sblocc soltanto quando torn dallUnione Sovietica il segretario del PCI, Palmiro Togliatti, cui Stalin aveva raccomandato di lavorare x lunit di tutte le forze che potevano dare un contributo alla lotta contro la Germania. Attuando quella che fu poi chiamata la svolta di Salerno, Togliatti invit tutti i partiti a formare un <governo di unit nazionale> che nacque nellaprile del 1944. Nel giugno del 1944, gli anglo-americani, che a gennaio erano sbarcati ad Anzio, ma non erano riusciti ad allargare la testa di ponte, sfondarono la linea fortificata Gustav che i tedeschi avevano creato dalla foce del Volturno a Termoli e si aprirono la strada verso Roma che fu liberata e torn ad essere la sede del governo italiano. Il governo Badoglio fu allora sostituito da quello guidato da Ivanoe Bonomi, mentre Vittorio Emanuele III nominava luogotenente il figlio Umberto. Il 25 giugno il governo Bonomi stabil che, a conclusione della guerra, sarebbe stata eletta unassemblea costituente x dare una nuova costituzione allItalia. Subito dopo fu decisa anche lepurazione dallamministrazione statale di quanti avevano contribuito alla vittoria e al consolidamento del regime fascista. I contrasti che nacquero allinterno del governo su tale questione portarono alle dimissioni di Bonomi e fu allora formato un altro ministero Bonomi in cui entrarono i comunisti. LA RESISTENZA IN ITALIA La resistenza italiana ebbe la stessa complessit di quella europea: nel gennaio del 1944 nacque a nord il CLNAI (Comitato di liberazione nazionale x lAlta Italia) che aveva assunto la guida della lotta contro le truppe tedesche e le forze della RSI. Le bande armate operarono in montagna ed in pianura. I GAP (Gruppi d'azione patriottica) e le SAP (Squadre d'azione partigiana) agirono per lo pi nei centri abitati, grandi e piccoli, con at-tentati alle istituzioni del nemico e con azioni di sabotaggio. Quindi Gap, Sap e bande di partigiani costituirono l'esercito combattente della Resistenza. Anche la r italiana fu una guerra patriottica di liberazione dallo straniero e, da parte dei comunisti, dei socialisti e degli azionisti, fu anche lotta x una maggiore giustizia sociale. Ma fu anche guerra civile xk fu combattuta tra italiani. La r ebbe un sostegno di massa da parte della popolazione soprattutto nelle regioni dellItalia settentrionale. I partigiani vennero sempre protetti dalla popolazione, inoltre nelle grandi citt industriali si svolsero dal novembre del 1943 al marzo del 1944 scioperi numerosi e continui che costituivano una sfida politica al governo di Mussolini. Quetultimo cerc di trovare sostegno nella classe operaia attraverso la socializzazione delle fabbriche recuperando alcuni elementi anticapitalistici del programma del fascismo delle origini ma fall il suo tentativo xk lasci gli operai indifferenti e ostili. LA CONFERENZA DI TEHERAN Dal 28 novembre al 1 dicembre 1943 si tenne a Teheran (col nome in codice Eureka) la prima conferenza alleata che vide la presenza contemporanea di Roosevelt, Churchill e Stalin, per discutere i piani finali per linvasione dellEuropa occidentale. Negli incontri, svoltisi in un clima di insolita cordialit, Roosevelt e Churchill fornirono a Stalin assicurazioni sullapertura di un secondo fronte in occidente, con lo sbarco in Normandia (operazione Overlord) e che, a sua volta, lUnione Sovietica dopo la sconfitta della Germania, sarebbe intervenuta contro il Giappone. Si stabil inoltre che gli stati baltici e la parte del territorio polacco occupata dallUnione Sovietica nel 1939 avrebbero continuato a far parte dellURSS.

Roosevelt annunci la dottrina dei quattro poliziotti: Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina e Unione Sovietica avrebbero dovuto mantenere la pace nel mondo. Quanto alla Germania, ne fu proposto lo smembramento x impedirle di tornare a esercitare un ruolo di grande potenza. Nella notte tra il 6 ed il 7 giugno 1944 ebbe inzio loperazione Overlord: a capo delle truppe angloamericane era il generale Dwight Eisenhower. Lo sbarco fu appoggiato da unimponente flotta e da molte forze aeree che bombardarono le difese tedesche e lanciarono formazioni di paracadutisti alle loro spalle. Lo stato maggiore tedesco, credendo che si trattasse soltanto di una mossa difensiva e che il vero e proprio sbarco sarebbe avvenuto sulle coste della Manica, esit a spostare tutte le sue riserve intorno alla testa di ponte aperta dagli anglo-americani in Normandia. Ci rese +facile a qsti ultimi sbarcarvi truppe cs ingenti da rendere impossibile ai tedeschi ricacciarle in mare. Si verific allora in Germania un situazione simile a quella determinata in Italia dopo lo sbarco in Sicilia: un gruppo di civili e militari cerc di prendere il potere organizzando un attentato contro Hitler ma egli si salv dallo scoppio di una bomba collocata il 20 luglio nel suo quartier generale dal colonnello Claus von Stauffenberg. Facendo appello soprattutto alle SS e alla Gestapo, H procedette alleliminazione di tutti i congiurati. Rimmel, che era stato a conoscenza del tentativo senza x parteciparvi, si suicid. Il 24 agosto 1944 fu liberata Parigi e De Grulle fu eletto presidente della repubblica. LA CONFERENZA DI YALTA Nel febbraio 1945 si tenne una nuova conferenza a Yalta, in Crimea, dove Stalin, Roosevelt e Churchill presero le decisioni finali x la guerra e cercarono di accordarsi x il futuro dellEuropa. Si decise che la Germania sarebbe stata divisa in zone doccupazione; ci fu anche una piena concordanza sulla sua denazificazione mentre forti dissensi emersero sulla Polonia: Stalin appoggiava un governo comunista che si era insediato a Lublino, dopo che le truppe sovietiche erano entrate nel territorio polacco; Churchill sosteneva il governo polacco che si trovava in esilio a Londra. Alla fine si arriv ad un compromesso: i membri del governo di Londra sarebbero entrati in quello comunista di Lublino. Qsto compromesso era favorevole soprattutto ai sovietici, xci Churchill e ancor +Roosevelt sono stati accusati in seguito di aver ceduto a Stalin. LA FINE DELLA GUERRA CONTRO LA GERMANIA Lultimo atto del conflitto ebbe inizio nel marzo del 1945 quando gli anglo-americani riuscirono a varcare il Reno. Subito dopo i sovietici sferrarono lattacco decisivo a Berlino che circondarono e assediarono, mentre Hitler, chiuso in un bunker, ordinava una disperata ed inutile resistenza. Il 30 aprile egli si suicid. Il 7 maggio lammiraglio Karl Donitz, che aveva guidato durante la guerra la flotta sottomarina tedesca e che Hitler, prima di suicidarsi, aveva designato come suo successore, firm la resa incondizionata, cs i maggiori gerarchi nazionalsocialisti furono imprigionati. Il 24 aprile gli anglo-americani erano passati alloffensiva anche in Italia, sfondando la linea Gotica, un complesso di fortificazioni che i tedeschi avevano costruito sullAppennino toscoemiliano. Il 25 aprile i partigiani erano insorti, riuscendo a liberare le grandi citt del Nord prima che vi giungessero gli alleati. Mussolini cerc di intavolare trattative con il CLNAI attraverso il cardinale di Milano, Schuster, che durante il ventennio aveva mostrato aperte simpatie x il fascismo ma, dopo l8 settembre, era entrato in contatto con il CLNAI. Le trattative non ebbero successo e M fugg verso il confine svizzero dove fu catturato dai partigiani e fucilato il 28 aprile. Il giorno seguente le truppe tedesche che combattevano in Italia si arresero. LA FINE DELLA GUERRA CONTRO IL GIAPPONE Il 17 luglio 1945 i capi degli Stati Uniti, dellUnione Sovietica e della Gran Bretagna si riunirono di nuovo, qsta volta a Potsdam, un sobborgo di Berlino. Roosevelt era morto il 12 aprile e al suo posto cera Harry Truman. Nel corso della conferenza si svolsero le elezioni inglesi vinte dai

laburisti sicch il posto di Churchill fu presto dal laburista Clement Attlee. A potsdam si decise che la Germania sarebbe stata divisa in quattro zone doccupazione (una fu attribuita alla Francia). Restava ancora da vincere la guerra contro il Giappone che si mostrava deciso a battersi con una tenacia quasi superiore a quella dei tedeschi, cercando di rimediare allinferiorit negli armamenti con uno spirito di sacrificio che spingeva alcuni piloti, chiamati kamikaze=vento di Dio, a precipitarsi con i loro aerei sugli obiettivi x poterli centrare con sicurezza. Gli attacchi dei k iniziarono il 5 novembre 1944 nella battaglia che si svolse nel golfo di Leyte, nelle Filippine. I giapponesi quel giorno impiegarono +di 200aerei kamikaze ma persero ugualmente. Gli americani riuscirono a riconquistare tutte le isole perdute nel Pacifico con una serie di successi in grandi battaglie aeronavali: in quella che fu combattuta alle isole Salomone, mor lammiraglio Yamamoto che aveva guidato lattacco a Pearl Harbor. Agli inizi del 1945 gli Stati Uniti intensificarono i bombardamenti aerei sul territorio giapponese. Il 9-10marzo, durante un violentissimo attacco aereo su Tokyo, morirono 80 000abitanti. Nonostante i danni arrecati uno sbarco in Giappone appariva x ancora +costoso in termini di vite umane, come si vide nella conquista dellisola di Okinawa: la battaglia inizi il 1aprile 1945 e termin soltanto il 2luglio; fu la +grande operazione anfibia degli americani che subirono gravi perdite in uomini e mezzi e furono elevate anche le perdite tra i giapponesi che videro affondata la +grande nave da battaglia esistente, la Yamato. Anche a Okinawa i giapponesi lanciarono contro la flotta americana massicce formazioni composte da centinaia di kamikaze. Il 6agosto un aeroplano statunitense sganci una bomba atomica su Hiroshima, provocando 80 000morti, e il 9agosto fu sganciata su Nagasaki provocando 40 000morti. Il 14 agosto 1945 il Giappone annunci la resa: la II G M era terminata!!! ------------------------------------------------IL PROCESSO DI NORIMBERGA Il 27 gennaio 1945 lArmata Rossa dellUnione Sovietica liber il campo di concentramento di Auschwitz, sulla cui entrata vi era scritto "Il lavoro rende liberi, facendo emergere per la prima volta, agli occhi della gente, gli orrori del nazismo. Lidea di processare i criminali nazisti fu ufficializzata nellottobre del 1943, quando i ministri degli Esteri di Gran Bretagna, USA e URSS sincontrarono a Mosca; qui fu emanata una dichiarazione importante, la quale prevedeva, tra laltro, che i criminali di guerra tedeschi fossero puniti per una "decisione comune" degli Alleati. Questa decisione comune fu discussa a Londra, a partire dal giugno 1945. Laccordo, firmato l8 agosto (Accordo di Londra), istituiva il Tribunale Militare Internazionale che doveva processare i principali criminali del nazismo. Il giudice federale Robert H. Jackson, primo Pubblico Ministero americano per il processo, fu incaricato di organizzare lintero procedimento. Fu lui a consigliare Norimberga come sede per lo svolgimento del processo, proprio quella che era stata la citt simbolo del nazismo e della persecuzione contro gli ebrei. (Leggi di Norimberga, 1935). Il primo processo inizi il 20 novembre 1945. IL PROCESSO DI TOKYO Si svolse dal maggio 1946 al novembre 1948, contro i maggiori criminali di guerra giapponesi. Ma tale processo si differenzi da quello di N x alcuni aspetti: a N erano stati messi sotto accusa lintera classe dirigente del Terzo Reich; a T, invece, furono sottoposti a giudizio soprattutto militari, generali e ammiragli accusati sia di avere condotto una guerra offensiva sia di aver compiuto crimini specifici come massacri di prigionieri di guerra. Mentre a N tutti i maggiori gerarchi del Terzo Reich sopravvissuti alla guerra furono processati e condannati, a T salirono sul banco degli imputati uomini che avevano delle gravi responsabilit ma che non erano stati i promotori del conflitto.

In entrambi i processi fu punito x la prima volta il crimine di genocidio= il termine indica


l'eliminazione fisica, spesso attuata con metodi brutali, di una determinata popolazione, razza o gruppo etnicoreligioso o la sottomissione intenzionale di un gruppo a condizioni di esistenza che comportano la sua soppressione fisica, totale o parziale. . Il genocidio uno dei peggiori crimini che l'uomo pu commettere perch comporta la morte di migliaia, a volte milioni di persone. I genocidi sono spesso attuati da capi di stato, perlopi dittatori, e vengono a volte definiti come "pulizia etnica".

I TRATTATI DI PACE Il 10 febbraio 1947 furono firmati a Parigi i trattati di pace con i paesi che erano stati alleati della Germania. LUnione Sovietica acquist la maggior parte della Prussia orientale occupata con le armi nel 1945. La Polonia dovette cedere definitivamente a oriente una parte dei territori che LUnione Sovietica aveva occupato nel 1939 e nello stesso tempo ottenne a occidente le regioni tedesche della Slesia e della Pomerania. Mentre milioni di polacchi abbandonavano le terre che erano diventate dellURSS, milioni di tedeschi abbandonavano quelle assegante alla Polonia: si verific cs un massiccio spostamento di popolazione da est verso ovest con un movimento contrario a quello che era stato immaginato da Hitler nei suoi progetti di conquista delle terre slave. LItalia dovette cedre Briga e Tenda alla Francia. La Libia, lEtiopia, lEritrea e la Somalia andarono perdute ma tale perdita non fu molto sentita dagli italiani xk ormai tutti gli imperi coloniali apparivano al tramonto a causa dei moti dindipendenza che scuotevano le colonie. Fu invece dolorosa la perdita di una parte della Venezia Giulia, tanto +che la Jugoslavia, sostenuta dallUnione Sovietica, chiedeva anche lannessione di Trieste, dove le sue truppe erano arrivate prima degli alleati. Il territorio rivendicato dalla Jugoslavia fu diviso in due zone. Non ci furono trattati di pace con la Germania che era uscita dalla guerra in condizioni drammatiche.