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IL LAGO DENDINE

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Il Lago dEndine si trova nellalta Val Cavallina, dove si formato nellera quaternaria in seguito ai fenomeni di escavazione dovuti al movimento delle masse glaciali. Il lago classificato come lago glaciale vallivo sbarrato da morena (Tonolli, 1975). Confrontato con altri laghi di origine glaciale, caratterizzato da una profondit media particolarmente bassa. La scarsa profondit ha giocato un ruolo fondamentale nei processi di degrado ambientale e successivo recupero che hanno interessato il lago negli ultimi 50 anni. l bacino lacustre presenta la conformazione tipica dei laghi di origine glaciale: ha una forma allungata secondo landamento della valle, lungo lasse nord-est, sud-ovest. Sulle sponde del lago si affacciano quattro comuni: Spinone, Ranzanico, Endine Gaiano e Monasterolo del Castello; il bacino imbrifero comprende inoltre il Comune di Bianzano, il cui abitato non si affaccia per sul lago. Il L. dEndine considerato lago significativo dal PTUA della Regione Lombardia. Nella tabella sottostante sono riportate le principali grandezze morfometriche che caratterizzano il Lago dEndine ed il suo bacino imbrifero.
Principali caratteristiche geografiche, morfometriche ed idrologiche del Lago dEndine Lombardia Regione Lombardia, 2006a Regione Bergamo Regione Lombardia, 2006a Provincia Regione Lombardia et al., 2005 Latitudine centro lago N 45 46 33 (Gauss Boaga: 5069504 N) Regione Lombardia et al., 2005 Longitudine centro lago E 09 56' 25 (Gauss Boaga: 1573056 E) Naturale Regione Lombardia et al., 2005 Tipo Fiume Oglio, Fiume Po Bacino idrografico T. Valle del Ferro Affluenti principali: T. Cherio Regione Lombardia, 2006a Emissario Regione Lombardia et al., 2005 Portata media annua uscita 1.4 m3/s (periodo 1960-67) 334 m s.l.m. Regione Lombardia et al., 2005 Livello medio lago 36.7 km2 (lago compreso) Regione Lombardia et al., 2005 Area bacino imbrifero 0 km2 Regione Lombardia et al., 2005 Aree glaciali 2.34 km2 Regione Lombardia, 2006a Area lago 1381 m s.l.m. (Monte Grione) Regione Lombardia, 2006a Altitudine massima bacino 9.4 m Regione Lombardia, 2006a Profondit massima lago 5.1 m Regione Lombardia, 2006a Profondit media lago 5 km Regione Lombardia, 2006a Lunghezza massima lago 0.6 km Regione Lombardia, 2006a Larghezza media lago 13.9 km Regione Lombardia et al., 2005 Sviluppo costiero 11.9*109 m3 Regione Lombardia et al., 2005 Volume d'acqua 2.69 Regione Lombardia et al., 2005 Indice sinuosit lago Regione Lombardia, 2006a Rapporto area bacino/lago 17.7 0.27 anni Regione Lombardia, 2006a Tempo teorico di ricambio Si Regione Lombardia, 2006a Copertura di ghiaccio Dimittico Regione Lombardia et al., 2005 Classificazione termica Regione Lombardia et al., 2005 Geologia prevalente bacino Calcareo Utilizzi
Civile potabile, produzione di energia, industriale, irriguo, pesca, balneazione, navigazione Regione Lombardia et al., 2005

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LA QUALIT CHIMICO FISICA DELLE ACQUE DEL LAGO DENDINE In questo capitolo descritto lo stato di qualit del Lago dEndine sulla base dei principali parametri chimico fisici delle acque.

CARATTERISTICHE TERMICHE
Il Lago dEndine classificato come dimittico, in quanto caratterizzato da due distinti periodi di completo rimescolamento delle acque: uno autunnale ed uno primaverile, intervallati dalla stratificazione inversa invernale (con formazione di ghiaccio in genere nei mesi di dicembre e gennaio) e dalla stratificazione estiva.

QUALIT CHIMICA DELLE ACQUE


Il Lago dEndine gi a partire dagli anni 70, presenta una discreta disponibilit di dati che permette di evidenziare il graduale recupero della qualit delle acque, con le concentrazioni di fosforo che in un paio di decenni si sono ridotte di circa 2/3, fino alle attuali condizioni di mesotrofia, coerenti con una buona trasparenza ed un contenuto non eccessivo di clorofilla nei due periodi invernale ed estivo considerati. Tale evoluzione da collegare, come in altri casi, alle opere di collettamento dei reflui urbani e alladozione a scala nazionale di restrizioni nelluso del fosforo nei detergenti domestici. Condizioni di ridotta ossigenazione ipolimnica possono comunque ancora presentarsi durante la stratificazione estiva. Sporadica e non recente invece la disponibilit di dati di macrocostituenti in fase disciolta, con un apprezzabile contenuto di soluti che determina una conducibilit di circa 350 S cm-1 a 20C (OLL, 2005). Nei paragrafi seguenti sono esaminati con maggiore dettaglio i principali indicatori chimicofisici di qualit delle acque lacustri del Lago dEndine.

OSSIGENO DISCIOLTO
La concentrazione di ossigeno disciolto lungo la colonna dacqua caratterizzata da un andamento stagionale in relazione alla stratificazione delle acque; al culmine della stratificazione estiva si verifica fenomeni di anossia negli strati al di sotto dei 4 m, mentre in superficie lattivit fotosintetica porta a valori di sovrasaturazione. Questultima raggiunge il culmine nel periodo primaverile, con valori tra il 120-150% (Regione Lombardia, 2006a).

COMPOSTI DEL FOSFORO


Andamento del fosforo totale nel Lago dEndine durante la massima circolazione delle acque; periodo 19822004 (OLL, 2005).

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CARICO INQUINANTE
Negli anni Ottanta il carico esterno totale di fosforo stato stimato in circa 1.7 tP/anno, ripartito in 0.72 tP/anno da liquami domestici, 0.84 tP/anno di origine diffusa e 0.14 tP/anno da sfioratori di piena. Attualmente la popolazione attuale gravante sul bacino del lago di 6650 abitanti di cui oltre 200 fluttuanti. Il carico naturale di fosforo stimato in 1.2 tP/anno. Il carico esterno totale di fosforo nel 2003, stimato con i modelli carico-risposta dellOECD, di circa 1.7 tP/anno. Nel 2003 il carico esterno totale di fosforo stimato coefficienti indicati in metodologia era di circa 1.76 tP/anno, di cui 0.21 tP/anno dalle sorgenti puntiformi e 0,35 tP/anno dal diffuso antropico. Rispetto agli orizzonti temporali del 2008 e del 2016 il PTUA assume, a seguito degli interventi infrastrutturali previsti, che tutto il carico civile sia collettato fuori bacino, con un carico esterno totale di fosforo di circa 1.8 tP/anno, di cui 0. 35 tP/anno da agricoltura e zootecnia e 1.2 tP/anno dal diffuso naturale (Regione Lombardia, 2006a).
Dati principali sullantropizzazione del bacino imbrifero (fonte dati: Regione Lombardia et al., 2005). 5 Numero comuni nel bacino (2001) 3.12 km2 Superficie agricola utilizzata (2001) 6440 abitanti Popolazione residente in bacino (2001) 214 abitanti Popolazione fluttuante in bacino (2001) 1680 capi Zootecnia - avicoli (2001) 400 capi Zootecnia - bovini (2001) 230 capi Zootecnia - caprini (2001) 1110 capi Zootecnia - conigli (2001) 70 capi Zootecnia equini (2001) 240 capi Zootecnia ovini (2001) 40 capi Zootecnia suini (2001) 10.3 1.8 t P/a Carico effettivo generato di fosforo (2001 - 2003) 63.1 t N/a Carico effettivo generato di azoto (2001)

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Diagramma di sintesi che correla la concentrazione di P totale in ingresso con le concentrazioni di P totale e di clorofilla nel lago in funzione del tempo di ricambio delle acque (Tw) nel Lago dEndine (Regione Lombardia, 2006a). La stellina indica la concentrazione di Ptotale raggiunta nel 1984, pari a 62 gP/l, mentre lasterisco indica la concentrazione di Ptotale raggiunta nel 2003, pari a 38 gP/l.

LO STATO AMBIENTALE
Il lago ha raggiunto lo stato ecologico sufficiente (concentrazione media di fosforo pari a 38 gP/l). Il raggiungimento dellobiettivo di qualit previsto al 2016 (buono stato ecologico) non perseguibile a causa della natura litologica del bacino idrografico di appartenenza (la concentrazione naturale di fosforo totale stimata pari a 27 gP/l). La meso-eutrofia sarebbe la classe trofica considerata come lobiettivo del risanamento, realisticamente raggiungibile, per il Lago di Endine (Regione Lombardia, 2006a).

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LE BIOCENOSI ACQUATICHE DEL LAGO D ENDINE In questo capitolo viene presentata una sintesi delle conoscenze disponibili rispetto alle principali componenti della biocenosi acquatica del Lago dEndine: fitoplancton, zooplancton, macrofite e macroinvertebrati. I pesci, considerata limportanza che rivestono nel presente documento, saranno trattati in un capitolo a se stante.

FITOPLANCTON
Informazioni approfondite sulle fitocenosi planctoniche fanno riferimento al 2002. Il confronto tra dati pi generali mostra un mutamento nelle caratteristiche delle cenosi. Verso la fine degli anni Settanta si assistito ad una esplosione demografica di specie relativamente piccole, appartenenti alle diatomee e alle cianoficee. Allinizio degli anni Novanta viceversa dominano gruppi dalle dimensioni pi grandi, ascrivibili alle diatomee (tutto lanno) e alle dinoficee (periodo estivo). Nel 2002 si assiste invece ad una situazione dove sono decisamente dominanti le cianoficee (OLL,
2005).

ZOOPLANCTON
Non sono disponibili dati recenti, le informazioni pi dettagliate fanno riferimento alla fine degli anni Settanta. Il periodo invernale caratterizzato dalla dominanza dei rotiferi mentre quello estivo presenta una situazione pi equilibrata (OLL, 2005).

MACROFITE
I dati maggiormente informativi fanno riferimento al periodo 1972-1973. Fonti pi recenti (1985) riportano esclusivamente un elenco floristico che comprende solo una parte delle specie. La presenza di bassi fondali,unita alla relativa abbondanza di nutrienti favorisce lo sviluppo delle macrofite, che ricoprono il 18% della superficie dello specchio lacustre (11% vegetazione emergente e 7% vegetazione sommersa). La profondit massima raggiunta relativamente modesta e collocabile attorno a 3,5 m (OLL, 2005).

BENTHOS
Il benthos litorale (anno 1973) pi diversificato rispetto al corrispettivo profondo. Rimangono prevalenti (come numero di taxa) i Tubificidi e i Chironomidi, anche se i gasteropodi assumono un ruolo di rilievo allinterno delle cenosi (OLL, 2005).

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LA FAUNA ITTICA DEL LAGO D ENDINE La situazione della fauna ittica del Lago dEndine stata monitorata attraverso un censimento stagionale svolto dalla primavera dellanno 2005 allautunno 2006. Il censimento ittico stato condotto sia mediante pesca con le reti di diversa tipologia, dimensioni e maglia che mediante pesca elettrica da barca. Lutilizzo integrato di entrambi i metodi consente infatti di ridurre il pi possibile lerrore di campionamento dovuto alla diversa selettivit di cattura degli strumenti. I pesci catturati con le reti sono stati singolarmente identificati e conteggiati, suddividendoli per stadio vitale (giovani ed adulti); i risultati dellelettropesca sono stati invece espressi sotto forma di stime di abbondanza. Il siluro stato oggetto di uno specifico approfondimento, con misurazione di lunghezza e peso dei soggetti catturati, esame del contenuto stomacale e del grado di maturazione delle gonadi. Le attivit sono state effettuate contemporaneamente su tutto il bacino lacustre cercando per quanto possibile di coprire, attraverso una distribuzione dei campionamenti, lintero sviluppo longitudinale dello stesso ed anche le differenti tipologia ambientali presenti, comprese della porzione terminale del bacino lacustre da cui origina il Torrente Cherio. Particolare attenzione stata posta ai tratti spondali in cui e presente un significativo canneto ed anche i tratti in cui presente un affluente. Nel complesso i principali punti di campionamento utilizzati sono rappresentati nella figura di seguito riportata.
Zone di indagine sulla fauna ittica del Lago dEndine

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RISULTATI DELLE PESCATE CON RETI


I campionamenti con reti hanno portato alla cattura di pi di 2.000 esemplari rappresentati in netta maggioranza da scardole.
Riepilogo dei risultati dei campionamenti ittici con le reti 20/09/2005 06/12/2005 12/04/2006 12/07/2006 Specie catturate Carassio Carpa Cavedano Luccio Lucioperca Persico reale Persico sole Persico trota Savetta Scardola Siluro Tinca Trota iridea
TOTALE

Totale Numero
128 38 3 19 39 454 35 2 1 1119 37 132 1 2008

Numero
47 15 1 4 14 311 33 0 0 689 7 36 0 1157

%
4.1 1.3 0.1 0.3 1.2 26.9 2.9 0.0 0.0 59.6 0.6 3.1 0.0 100

Numero
18 5 0 11 11 18 1 0 1 209 0 5 0 279

%
6.5 1.8 0.0 3.9 3.9 6.5 0.4 0.0 0.4 74.9 0.0 1.8 0.0 100

Numero
52 14 2 3 3 65 0 2 0 65 14 5 1 226

%
23.0 6.2 0.9 1.3 1.3 28.8 0.0 0.9 0.0 28.8 6.2 2.2 0.4 100

Numero
11 4 1 11 60 1 0 0 156 16 86 0 346

%
3.2 1.2 0.0 0.3 3.2 17.3 0.3 0.0 0.0 45.1 4.6 24.9 0.0 100

%
6.4 1.9 0.1 0.9 1.9 22.6 1.7 0.1 0.0 55.7 1.8 6.6 0.0 100

Riepilogo dei risultati dei campionamenti ittici con le reti


100 90 set-05 dic-05 apr-06 lug-06 totale

Percentuale di individui catturati (%)

80 70 60 50 40 30 20 10 0 Carpa Cavedano Savetta Carassio Scardola Siluro Tinca Persico reale Persico trota Persico sole Trota iridea Luccio Lucioperca

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Scardole nella rete

Carassi e scardole catturati con le reti

RISULTATI DELLELETTROPESCA
Lattivit di elettropesca stata effettuata in 5 differenti giornate cos da consentire una valutazione di tipo stagionale delluso degli habitat litorali da parte delle differenti specie. Dal confronto fra le abbondanze specifiche e le presenze stagionali emerge un quadro piuttosto interessante, che fornisce indicazioni anche di tipo gestionale.
Riepilogo dei risultati dei campionamenti ittici con elettrostorditore Abbondanze Abbondanze Abbondanze Abbondanze relative relative relative relative 04-05-05 20-09-05 06-12-05 12/04/2006
comune comune scarso abbondante sporadico scarso sporadico abbondante scarso scarso scarso assente comune comune sporadico scarso abbondante sporadico scarso assente abbondante assente scarso comune sporadico comune scarso assente scarso comune comune sporadico assente scarso assente sporadico sporadico assente scarso sporadico sporadico assente scarso sporadico scarso sporadico comune scarso scarso scarso assente comune

Specie osservate
Carassio Carpa Tinca Scardola Persico reale Persico sole Ghiozzo Anguilla Cavedano Luccio Persico trota Lucioperca Siluro

Abbondanze relative 12/07/2006


scarso sporadico scarso comune comune comune assente abbondante assente sporadico scarso assente comune

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RISULTATI DELLE PESCATE SELETTIVE DI SILURO


Fra le finalit di questo studio vi era quella di verificare landamento nel lago, rispetto alle indagini di 5-6 anni orsono, del siluro, specie che pu avere un effetto fortemente negativo sulle altre specie presenti, nonch di sperimentare se le tecniche di pesca con le reti e con lelettrostorditore potevano contribuire al contenimento della specie. Lattivit ha consentito di catturare ed esaminare circa 150 esemplari di questa specie, con soggetti delle differenti taglie, d un minimo di 14 cm ad un massimo di 220 cm per le lunghezze, da pochi grammi a 70 kg per i pesi. Nella figura sotto riportata viene rappresentata la curva lunghezza-peso dalla quale si evince che la specie nel Lago dIseo alla lunghezza di 50 cm pesa mediamente 900 g ma i valori di peso crescono progressivamente e sempre in maggiore misura quando la lunghezza supera gli 80 cm di peso. Dal punto di vista alimentare le analisi effettuate sui contenuti stomacali dei pesci pescati hanno consentito di mettere in evidenza come anche i gamberi della specie Orconectes limosus, oltre allittiofauna delle diverse specie, rappresentino una risorsa alimentare molto utilizzata anche dai soggetti adulti, ci probabilmente in funzione della loro abbondanza e della loro maggiore semplicit di cattura. Dal punto di vista dellefficacia dei mezzi di cattura emerso chiaramente come lelettropesca, in particolare nel periodo primaverile, consenta presso i canneti la cattura di numerosi esemplari, anche di taglia considerevole. Parimenti lutilizzo di reti con maglie di grandi dimensioni (80-100 mm) consente la cattura di numerosi esemplari, con un effetto limitato sulle altre specie, proprio per la notevole dimensione delle maglie.
Relazione lunghezza peso per il siluro del Lago dEndine
8000 7000 6000 5000 y = 1,030E-05x2,931E+00 R2 = 9,698E-01

Peso (g)

4000 3000 2000 1000 0 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 1100

Lunghezza (mm)

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Il siluro di maggiori dimensioni catturato (2.20 m di lunghezza per 70 kg di peso)

CONCLUSIONI DEL CENSIMENTO ITTICO SUL LAGO DENDINE


Dal punto di vista qualitativo, la composizione della comunit ittica sostanzialmente identica a quella rilevata nel 2001, con la sola eccezione dellassenza della savetta; tale specie peraltro non vocazionale per il lago in questione e nel 2001 fu rinvenuta con un unico esemplare. Le popolazioni ittiche pi abbondanti restano quelle ciprinicole, in particolare quelle di scardola, carassio e tinca; se per questultima la conferma positiva, meno favorevole dal punto di vista faunistico ed ambientale invece il persistere di consistenti popolazioni di carassio e scardola, entrambi specie zooplanctofaghe infestanti, tolleranti al degrado ambientale e di nullo valore dal punto di vista della pesca (a ci si aggiunge il fatto che il carassio alloctono). Un dato confortante emerge dalla stabilit della situazione delle specie ittiche di maggior pregio, sia dal punto di vista naturalistico che alieutico, quali il persico reale , languilla e il luccio. Soddisfacente anche la situazione di persico trota e persico sole, mentre il lucioperca (anchesso esotico), appare essere in decremento. Continua ad essere quasi assente lalborella, salvo catture sporadiche, ed anche il triotto ha mostrato un marcato declino. Anche la situazione della carpa, oggetto di particolare attenzione da parte dei pescatori che praticano il cosiddetto carp-fishing in crescente numero sul Lago dEndine, da ritenersi soddisfacente. Una nota preoccupante invece la crescente espansione numerica del siluro, che ormai presente con individui di taglia importante e che potrebbe creare ulteriori squilibri nella comunit ittica del lago, andando a competere con gli altri predatori.

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Specie (nome comune)


Alborella Anguilla Barbo comune Carassio Carpa Carpa erbivora Cavedano Cobite Ghiozzo Luccio Lucioperca Persico reale Persico sole Persico trota Pesce gatto Pigo Rodeo amaro Savetta Scardola Scazzone Siluro Tinca Triotto Trota fario Trota iridea Vairone

Elenco delle specie ittiche presenti nel Lago dEndine (OLL, 2005). Specie 1985Provenienza 1896 1974 2001 2007 (nome scientifico) 1986 Alburnus alburnus alborella Indigeno X X X X X Anguilla anguilla Indigeno X X X X X Barbus plebejus Indigeno X Carassius carassius Esotico X X X Cyprinus carpio Indigeno X X X X Ctenopharyngodon idellus Indigeno X Leuciscus cephalus Indigeno X X X X Cobitis taenia Indigeno X X Padogobius martensii Esotico X X Esox lucius Indigeno X X X X X Stizostedium lucioperca Esotico X X X Perca fluviatilis Indigeno X X X X X Lepomis gibbosus Esotico X X X Micropterus salmoides Esotico X X X X Ictalurus melas Esotico X Rutilus pigus Indigeno X Rhodeus amarus Esotico X X Chondrostoma soetta Indigeno X X Scardinius erythrophthalmus Indigeno X X X X X Cottus gobio Indigeno X Silurus glanis Esotico X X Tinca tinca Indigeno X X X X X Rutilus erythrophthalmus Indigeno X X X Salmo (trutta) trutta Indigeno X Oncorhynchus mykiss Esotico X Leuciscus souffia Indigeno X

Specie
Alborella Anguilla Carassio Carpa Cavedano Ghiozzo Luccio Lucioperca Persico reale Persico sole Persico trota Rodeo amaro Savetta Scardola Siluro Tinca Triotto

Valutazione sintetica dello stato delle popolazioni ittiche nel Lago dEndine 1999/2000 2006/2007
Pessimo Discreto Ottimale Discreto Pessimo Mediocre Discreto Discreto Discreto Discreto Discreto Pessimo Pessimo Ottimale Mediocre Ottimale Mediocre Pessimo Discreto Ottimale Discreto Pessimo Mediocre Discreto Mediocre Discreto Discreto Discreto Pessimo Assente Ottimale Discreto Ottimale Pessimo

Classificazione ittica del Lago dEndine Categorizzazione


Acque di pregio ittico potenziale

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INDICAZIONI GESTIONALI PER LA FAUNA ITTICA DEL LAGO DENDINE


Dallattivit effettuata e dallanalisi dei dati ambientali raccolti emergono alcuni elementi che possibile sintetizzare come segue. Lintervento messo in atto in questi ultimi anni di tipo conservativo nel senso che il taglio effettuato in periodo invernale comporta comunque la ricrescita completa del canneto nei mesi successivi, lasciando quindi inalterata la superficie del canneto stesso; leffetto determinato rispetto alle condizioni chimico-fisiche delle acque quello di ridurre la sostanza organica che, attraverso la marcescenza delle canne, giungerebbe al lago. Lintervento di sfalcio del canneto, quando il livello trofico del lago era notevolmente superiore a quello attuale, ha dato un consistente contributo alla riduzione della trofia mentre oggi ha perso gran parte della rilevanza che aveva in termini di necessit di riduzione dei carichi; secondo quanto indicato dal PTUA della Regione Lombardia, la situazione attuale del fosforo, ormai prossima allobiettivo di risanamento (la concentrazione attuale indicata in 38 gP/l e quella obiettivo 34 gP/l); ne consegue che oggi lintervento da mettere in relazione soprattutto ad obiettivi di miglioramento dellhabitat acquatico. La rimozione invernale di tratti di canneto determina delle zone spoglie a cui conseguono possibili interazioni con le biocenosi che nello stesso vivono o trovano saltuariamente riparo; a tal proposito parso del tutto evidente che nel periodo tardo invernale-inizio primaverile labbondanza dellittiofauna fosse significativamente diversa fra le zone a canneto integro, per quanto con le canne ormai in progressivo disfacimento, dalle sponde prive di vegetazione. Ci dovuto al fatto che il taglio delle canne priva la riva di un naturale riparo per la fauna ittica durante il periodo necessario alla ricrescita della vegetazione; peraltro si osservato che anche una volta ricostituitosi il canneto, quello che rimasto inalterato presenta un maggior valore in termini di habitat rispetto a quello ricresciuto dopo lo sfalcio, per effetto dellaccumulo dei resti delle piante cresciute nella stagione precedente. Questo consente di suggerire, dal punto di vista della gestione della fauna ittica, una modifica dei principi di intervento nelle zone oggetto di sfalcio Una tipologia di intervento a favore dellittiofauna dovrebbe essere effettuato in modo da interessare non grandi aree rimosse in modo completo ma prevalentemente piccoli interventi distribuiti, finalizzati alla creazione di canali perpendicolari al fronte del canneto stesso che ne consentano lattraversamento sino in profondit; inoltre un area potenzialmente di grande interesse ma non interessata dai lavori il canneto di Endine, allestremo nord del lago, dove sarebbe opportuna unazione energica, supportata anche da mezzi di movimento terra.
Zona di canneto in cui stata creata unapertura

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Schema di sezione trasversale di un canale tipo da realizzare nel canneto perpendicolarmente alla sponda

Schema di planimetria di un canale tipo da realizzare nel canneto perpendicolarmente alla sponda

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Zona di canneto integra ma con elevata densit di canne, non utilizzabile dallittiofauna

Zona di canneto integra con discontinuit nel fronte che consentono rifugi ai pesci

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METODOLOGIE PER IL CENSIMENTO DELLA COMUNIT ITTICA DEL LAGO DENDINE I campionamenti di fauna ittica sono stati svolti sia con la posa di reti, sia con lelettropesca. Le reti sono state utilizzare sia per campionare gli ambienti litorali che quelli a centro lago; per massimizzare lefficacia di cattura e ridurre la selettivit sono stati utilizzate reti di diverso tipo, maglia e lunghezza e altezza. Le categorie di reti usate sono le seguenti: - reti multimaglia - reti monomaglia - tramagli Le reti sono state posate alla sera e salpate al mattino del giorno successivo.
Elenco delle reti utilizzate durante il censimento Tipo rete (dimensione maglia, lunghezza rete, altezza rete
maglia 10; 20 x 4.5m (impiegata solo nel campionamento del 20-09-05) maglia 10; 25 x 4.5m (impiegata solo nel campionamento del 20-09-05) multimaglia 10-40; 100m tramaglio maglia 20; 20 x 1m maglia 25; 50 x 1.2m maglia 28; 80 x 1.5m tramaglio maglia 30; 15 x 1.5m maglia 30; 60 x 3m maglia 35; 70 x 1.5m maglia 35; 70 x 2m maglia 45; 20 x 2m maglia 55; 100 x 4m maglia 60; 100 x 2m maglia 80; 80 x 4.5m maglia 100; 25 x 4m maglia 100; 20 x 2m maglia 100; 25 x 2m

Lelettropesca stata svolta da imbarcazione, utilizzando un elettrostorditore barellabile con una potenza di 2500 W operante in corrente continua. Con questo metodo sono stati sondati i principali habitat a ridosso delle rive, dove la profondit dellacqua era inferiore ad 1.5 m in modo che il range dazione del campo elettrico garantisse la cattura dei pesci. Questo approccio si rivelato utile per campionare i pesci allinterno del canneto e quelli nascosti negli anfratti delle rive, dimostrando particolare efficacia nei confronti di anguilla e siluro; esso ha poi consentito di catturare anche esemplari difficilmente finiscono nelle reti, come il persico trota o gli stadi giovanili di minori dimensioni di varie specie.

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