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L’ ETA’ DEL FASCISMO, DELLA GUERRA E DELLA RICOSTRUZIONE

(1925 – 1956 )

Il periodo che va dal 1925 al 1956 è diviso in due fasi dalla seconda guerra mondiale (1939-1945).
In Italia e negli altri paesi europei, la prima fase (1925-1939) corrisponde all'"epoca dei fascismi" e
della Grande crisi (1929-1932). La seconda (1945-1956) corrisponde all'epoca della "ricostruzione"
dopo i disastri provocati dalla guerra.

La radio, il cinema, i rotocalchi segnano la nascita dell'era delle comunicazioni di massa,


caratterizzata dalla omogeneizzazione del pubblico. Di fronte alla diffusione di tecniche volte alla
persuasione e al consenso usate dalle dittature degli anni Trenta, gli intellettuali spesso reagiscono
rifiutando la cultura di massa e riproponendo una cultura d'elite, fondata su un atteggiamento di
distacco e di superiorità. Ma non tutti gli intellettuali condividono questa scelta. In direzione
opposta si assiste infatti a un impegno diretto nella lotta politica. Di qui i due tipi di letterato
prevalenti negli anni Trenta in Italia: il "letterato-letterato", che si disinteressa della politica e vive
nella torre d'avorio della cultura, e il "letterato-ideologo", che agisce all'interno degli apparati
politici per sostenerli o per contestarli, ora a sinistra ora a destra. Questi due tipi di letterato
sopravvivono anche nel primo decennio del dopoguerra, con la netta prevalenza del secondo tipo
che sceglie decisamente la strada dell'"impegno" a fianco dei partiti di sinistra. Il dibattito è però
vivace: lo dimostrano l'evoluzione del Neorealismo e la polemica, sul «Politecnico» fra Vittorini e il
segretario del PCI, Togliatti.

Il primo Novecento era stato caratterizzato dal senso della relatività sia nelle ricerche scientifiche,
sia nella riflessione filosofica e artistica. Questo atteggiamento viene ripreso, fra le due guerre, dalle
"filosofie della crisi", dall'esistenzialismo e dalla ricerca artistica più avanzata. Tendono però a
prevalere, nel costume e nella cultura fra il 1925 e il 1955, ideologie globali, come il nazismo e il
fascismo, che si avvalgono di miti di massa associati a una simbologia di massa. Questo elemento
mitico-simbolico costituisce una delle componenti fondamentali della cultura letteraria e artistica
del periodo qui considerato.