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COMUNE DI CIVITANOVA MARCHE

PROVINCIA DI MACERATA C.A.P. 62012 Codice Fiscale e Partita IVA n. 00262470438

DELIBERA DELLA GIUNTA COMUNALE N. 275

Del

06-06-11

Oggetto: INSEDIAMENTO ATTIVITA' ENERGETICA. PROVVEDIMENTI.

L'anno duemilaundici il giorno sei del mese di giugno alle ore 21:00, presso questa Sede Municipale, convocata nei modi di legge, si riunita la Giunta Comunale per deliberare sulle proposte contenute nell'ordine del giorno unito all'avviso di convocazione. Dei Signori componenti della Giunta Comunale di questo Comune: ================================================================== MOBILI MASSIMO MORRESI CLAUDIO NICOLETTI FERDINANDO CARASSAI ERMANNO PERUGINI ALFREDO MARZETTI SERGIO CANALE MAURO CIARAPICA FABRIZIO SQUADRONI SILVIA SINDACO VICESINDACO ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE ASSESSORE P P P P P P P P P

================================================================== ne risultano presenti n. 9 e assenti n. 0. Assume la presidenza MOBILI MASSIMO in qualit di SINDACO assistito dal Segretario Generale MOROSI DOTT.SERGIO Il Presidente, accertato il numero legale, dichiara aperta la seduta ed invita la Giunta Comunale ad esaminare e ad assumere le proprie determinazioni sulla proposta di deliberazione indicata in oggetto. Soggetta a controllo N Immediatamente eseguibile S Comunicazione Prefettura N Soggetta a ratifica N

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LA GIUNTA VISTO: lArt. 13 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, a norma del quale Spettano al comune tutte le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunit, dell'assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze, lArt. 118 della Costituzione in materia di attribuzione delle funzioni amministrative, lArt. 9 della Costituzione: La Repubblica . Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione, lArt. 32 della Costituzione: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettivit, e garantisce cure gratuite agli indigenti, lArt. 41 della Costituzione: L'iniziativa economica privata libera. Non pu svolgersi in contrasto con la utilit sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libert, alla dignit umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perch l'attivit economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali; CONSIDERATO, peraltro, che il Sindaco lAutorit Sanitaria Locale cui compete lemanazione di tutti i provvedimenti autorizzativi, concessivi, prescrittivi, cautelativi e repressivi, comprese le ordinanze contingibili e urgenti in materia di igiene, sanit e salvaguardia dellambiente nellambito del territorio comunale; VISTO l'art. 191 comma 2 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che fa proprio il "principio di precauzione", che al fine di perseguire la finalit di proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualit della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacit di riproduzione dell'ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita e fa si che le procedure amministrative dovranno individuare, descrivere e valutare secondo il predetto principio di precauzione, in modo appropriato e per ciascun caso particolare, gli impatti diretti e indiretti di ciascun piano, progetto, intervento, infrastruttura o attivit sui seguenti fattori: l'uomo, la fauna e la flora, il suolo, l'acqua, l'aria e il clima, i beni materiali ed il patrimonio culturale, l'interazione tra i fattori di cui sopra; VISTO che con la delibera n. 278 del 30/06/2009 la Giunta ha approvato il Piano Energetico Ambientale Comunale di Civitanova Marche; VISTO che la ditta Molinari Progetti s.r.l. con sede a Macerata, ai sensi dell'art. 20 del D.Legislavito n. 152 del 03/04/2006 ha depositato presso questo Comune per la pubblicazione all'albo pretorio, un progetto per la realizzazione di un impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile biomassa-olio vegetale da ubicare sul territorio di questo Comune nella zona industriale A; VISTO che l'avviso di deposito di tale progetto stato pubblicato all'albo pretorio del Comune il 06/05/2011 e vi rester per 45 giorni per eventuali osservazioni ed opposizioni; VISTO che contemporaneamente tale progetto sottoposto a procedure di verifica di assoggettabilit di cui all'art. 20 del D.Lgs. 152/2006 e ss. mm. ii. di competenza della Provincia di Macerata;

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VALUTATO che in realt l'impianto costituito di cinque produzione moto-generatore a combustione interna da 925 produzione complessiva di 4.625 Kwe alimentati a biomasse quali olio di palma, olio di girasole, olio di colza, altri);

impianti (gruppi) di Kwe ciascuno per una liquide (oli vegetali olio di jatropha ed

VALUTATO che trattaasi di impianti di cogenerazione attivi 24 ore su 24 con un tempo annuo di fermata di circa un mese; VALUTATO che tale impianto/i consuma un notevolissmo quantitativo di vegetale ogni giorno che deve essere trasportato in loco con autocisterne; olio

VISTA la relazione del Dirigente del Settore Urbanistica Architetto Maurizio Scarpecci datata 6.6.2011 prot. n. 28655, di seguito riportata, dalla quale emerge che l'impianto/i in questione dal punto di vista urbanistico edilizio non conforme alle previsioni del Piano Regolatore Generale del Comune ed ha elementi di contrasto con i piani sovraordinati per una serie di motivi che si condividono; VISTA la relazione del Dirigente del Settore V Ing. Franco Capozucca datata 3.6.2011, di seguito riportata, dalla quale emerge che tale impianto non coerente con il Piano Energetico Ambientale del Comune di Civitanova Marche che prevede la valorizzazione delle fonti energetiche rinnovabili ma per la biomassa indica che deve trattarsi di biomassa proveniente da produzioni locali e quindi di filiera corta che servono a valorizzare l'agricoltura e le attivit locali e non comportano le enormi spese di trasporto internazionale ed i conseguenti inquinamenti; VISTO che il Consiglio Comunale con la delibera n. 88 del 3.11.2005 approvato il piano di zonizzazione acustica del territorio di Civitanova; VALUTATO che il "polveri sottili" territorio hanno concentrazioni di normativa; ha

Comune di Civitanova Marche soggetto all'inquinamento da e negli ultimi anni le centraline ubicate in vari punti del registrato un numero di sforamenti dei limiti massimi di inquinamenti ben al di sopra di quelli tollerati dalla vigente

VISTO che durante il 2010 la Regione Marche ha adottato la delibera Consiliare n. 143 del 12.1.2010 per mettere in atto una strategia per combattere questo fenomeno altamente nocivo per la salute delle persone e soprattutto di quelle pi deboli: bambini ed anziani in primo luogo; VISTO che in attuazione di tale atto il Comune di Civitanova Marche ha emanato l'ordinanza sindacale n. 05 (prot. n. 3114) del 21.1.2011 con la quale impone tutta una serie di limitazioni alla circolazione dei veicoli pi inquinanti proprio al fine di contenere l'inquinamento dell'aria; VALUTATO che la documentazione allegata al progetto presentato della ditta Molinari afferma che l'impianto/i produce emissioni che rientrano nei limiti di legge; VALUTATO tuttavia che l'inserimento di ben cinque gruppi di generazione, come prevede il progetto, determina un apporto molto considerevole di inquinamento su un ambiente gi in grave sofferenza con risvolti negativi per la salute ed in ogni caso contrari al su citato principio di prudenza; VALUTATO che a fronte di una Regione Marche che con DACR 52/2007 impone a tutti i comuni che hanno registrato un certo numero di sforamenti dei limiti massimi di polveri sottili la limitazione alla circolazione delle auto pi inquinanti e una riduzione dell'attivit degli impianti di riscaldamento, risulta

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assolutamente incongruo l'inserimento sul territorio comunale di un impianto/i che apporta un quantitativo di emissioni del tutto significativo e perdurante per tutto l'anno e tutte le ore del giorno; RAVVISATA la necessit di formalizzare in un atto di Giunta la posizione contraria dell'Amministrazione Comunale alla realizzazione dell'impianto/i in parola con contestuali mandati al Sindaco ed ai Dirigenti del Comune ognuno per le rispettive competenze per far valere tale posizione in ogni sede istituzionale deputata a decidere sulla domanda di realizzazione dell'impianto/i in parola; Con voti favorevoli unanimi espressi per alzata di mano D E L I B E R A - di prendere atto che con nota datata maggio 2011, qui pervenuta al n. 22896 del protocollo comunale del 04/05/2011, la ditta Molinari Progetti s.r.l., con sede a Macerata in via Giovanni Falcone n.8F, in qualit di rappresentante delle societ Gold Energia s.r.l., Cogen s.r.l., Energetica s.r.l., Energia Bio s.r.l., Genera s.r.l., ha depositato, ai sensi dell'art. 20 del D.Lgs. 152/2000 e degli artt. 11, 7 e 18 della L.R. 7/2004 e ss.mm.ii., il progetto per la realizzazione in Civitanova Marche Zona Industriale A Via Breda s.n.c. di un impianto per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile biomassa-olio vegetale - con richiesta di pubblicazione dell'avviso di deposito all'albo pretorio di questo comune; - di prendere atto che la pubblicazione dell'avviso di deposito del progetto avvenuta all'albo pretorio del Comune il 06/05/2011 e vi rester per 45 giorni da tale data; - di esprimere il parere contrario dell'Amministrazione Comunale di Civitanova Marche alla realizzazione dell'impianto/i in parola per tutti i motivi indicati in premessa e nei pareri ivi citati, nonch riportati in calce a questo atto, che qui puntualmente si richiamano e che fanno parte integrante e sostanziale di questo dispositivo; - di dare ampio mandato al Sindaco per rappresentare e formalizzare la posizione contraria di questa Amministrazione alla realizzazione dell'impianto/i in tutte le sedi: Provincia, Regione-in cui tale posizione avr possibilit e necessit di essere espressa. Inoltre, stante la necessit e l'urgenza di comunicare tale parere contrario di questa Amministrazione alla realizzazione in parola in modo che gli enti chiamati a decidere sulla domanda ne debbano tener conto; Con voti favorevoli unanimi espressi per alzata di mano; D E L I B E R A - di rendere il presente atto immediatamente esecutivo ai sensi dell'art. 134 c. 4 del D.Lgs. 267/2000.

/ae

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Prot. 28655

Civitanova Marche, li 6/6/2011


- Al Sig. Sindaco - Al Segretario Generale Loro Sedi

Oggetto: Realizzazione impianto per produzione di energia da fonte rinnovabile Biomassa - Olio vegetale denominato Energia Civitanova. Esame istruttorio. Trattasi del progetto relativo alla realizzazione di un impianto per produzione di energia da fonte rinnovabile Biomassa Olio vegetale da realizzare da parte delle Societ Gold energia s.r.l.; Cogen s.r.l.; Energetica s.r.l.; Energia Bio s.r.l.; Genera s.r.l. tutte rappresentate dalla Molinari Progetti s.r.l. (con sede in via Giovanni Falcone 8f Macearata) ubicato in Civitanova Marche in adiacenza alla zona industriale A su area distinta in Catasto Terreni al foglio n. 31 part. n. 857 della superficie di mq. 2.050 . Il progetto prevede linstallazione di n. 5 container prefabbricati allinterno dei quali sono posizionati i motori, di 10 cisterne interrate per lo stoccaggio dellolio vegetale e di una cabina di consegna dellenergia prodotta oltre ad opere di sistemazione delle viabilit e dei piazzali interni; in termini di potenzialit complessiva nominale limpianto sar in grado di produrre 4.625 Kwe di energia elettrica ( 25 Kwe per ognuno dei 5 generatori). Ai sensi dellart. 12 del D. Lgs n. 387 del 29/12/2003 la realizzazione e lesercizio dellimpianto soggetta al rilascio di un autorizzazione unica nel rispetto delle normative Ambientale, di Tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico. Qualora necessario lautorizzazione unica pu costituire variante allo strumento urbanistico fatta eccezione del caso in cui detti impianti vengano realizzati in zona agricola in quanto per essi prevista una specifica compatibilit (art. 12 comma 7 D. Lgs n. 387/2003 e art. 15 D.M. 15/9/2010). Fatta la necessaria sintetica premessa, di seguito si analizzano, per quanto di competenza dello scrivente settore, gli aspetti di conformit e compatibilit dellimpianto proposto con le previsioni dello strumento urbanistico generale vigente ( P.R.G.) nonch con quelle degli strumenti di pianificazione sovra ordinata. Rapporti con le previsioni del PRG vigente. Come in premessa accennato limpianto situato in aderenza al limite Nord della zona industriale A ed in particolare larea di pertinenza dello stesso interessa, per porzioni, le seguenti previsioni urbanistiche accertate da una pi attenta sovrapposizione della base catastale con le previsioni del vigente PRG e del PA 10, rispetto a quanto gi certificato con atto del 28/3/2011 (certificato urbanistico territoriale): Il PN 7.2 in particolare lUMI 7.2.9 Lottizzazione dello Sdregaro Nord; La zona agricola individuata con la sigla E3 ( zone agricole produttive) . Con riferimento alle diverse previsioni interessate si effettuano le seguenti considerazioni: La porzione dellimpianto che ricade allinterno della UMI 7.2.9 Lottizzazione dello Sdregaro Nord interessa un ambito appartenente al Sub-sistema P1 aree produttive caratterizzato dalla destinazione duso principale Attivit industriali e artigianali (I) in misura superiore al 90%. Sono previste attivit industriali di prima e seconda classe come stabilito dallart. 216 del testo unico n. 1265/34 e successivo DM del 5/9/1994 ad eccezione delle industrie trattamento rifiuti e quelle a rischio rilevante ( legge Severo) , questultime andranno localizzate esclusivamente allinterno delle UMI 7.2.8 e 7.2.9. Dal Punto di vista attuativo le previsioni della UMI sono sottoposte alla preventiva approvazione di un Piano di iniziativa pubblica-privata ( art. 4.4.7.2). Rispetto al regime giuridico cui sottoposta larea interessata, lintervento proposto contrasta relativamente ai seguenti aspetti: a) il primo riferito alle modalit attuative che, non essendo ancora stato attivato il prescritto piano attutivo, vengono proposte in forma di intervento edilizio diretto giustificato dal fatto che il proprietario dellarea non proprietario esclusivo di tutta la restante porzione interna al perimetro della UMI; ma tale circostanza potrebbe non essere rilevante data la possibilit di attivazione anche esclusivamente pubblica b) il secondo relativo al mancato rispetto delle distanze minime delledificazione sia dalla linea di confine rappresentata dal limite che identifica la UMI 7.2.9 (art. 13 lett. p del vigente REC) che dal restante confine di

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propriet con le adiacenti zone agricole prescritte in ml. 20,00. La richiesta di attivazione dellintervento contiene anche la proposta di modifica della destinazione urbanistica dellarea da zona produttiva con indice D2.5 P1 a zona agricola produttiva E3. Tale variazione, se accolta, determinerebbe la piena conformit urbanistica dellintervento per effetto del richiamato art. 12 comma 7 D. Lgs n. 387/2003 e art. 15 D.M. 15/9/2010. Rapporti con il sistema di pianificazione sovra ordinato. PTC (Piano Territoriale di Coordinamento) Come si evince anche dal certificato urbanistico territoriale del 28/3/2011, larea dintervento ricade in ambiti prescrittivi relativi alle categorie di beni appartenenti al sistema ambientale costituiti da: Struttura Geo-morfologica - Piane alluvionali ( art. 27 NTA PTC); Non essendo presenti ambiti di esondazione cartografati dal PTC la piana alluvionale sottoposta alle sole indicazioni di cui allart. 27.4 delle NTA che, ai fini della tutela delle acque sotterranee dallinquinamento, prescrive la chiusura e la messa in sicurezza dei pozzi per lapprovvigionamento idrico non pi utilizzati salvo che siano attrezzati in modo da escludere comunque il suddetto inquinamento. Per tale aspetto pu risultare incidente la previsione di realizzare le cisterne di stoccaggio interrate ad una profondit di ml. 4,50 circa e quindi il rapporto con la falda acquifera la cui escursione stata dichiarata (in sede di indagine geologica redatta ai fini della caratterizzazione del sito per il SIN del Fiume Chienti) ad un livello di profondit di ml. 11,00 senza per precisare se la stessa sia comunque lescursione massima, oltre e a verificare lidoneit della tenuta delle cisterne che viene dichiarato essere dotate di doppia camera stagna. La relazione non chiarisce se nellarea vi sia la presenza o meno di pozzi per lapprovvigionamento idrico. Patrimonio Botanico-vegetazionale - Aree Coltivate di valle ( art. 31.2 NTA PTC); Sono aree di supporto degli elementi diffusi del paesaggio agrario che svolgono una funzione fondamentale nella salvaguardia della biodiversit; in tali aree, ogni intervento di trasformazione dovr prevedere opere di minimizzazione e compensazione degli impatti. Sotto tale profilo lintervento proposto non prevede lapprontamento di adeguate misure di compensazione ambientale, anche per lesiguit della superficie dellarea su cui si insedier limpianto. - Varchi Fluviali ( art. 23.10 NTA PTC). Il PTC ha individuato un ambito di varco fluviale in cui larea oggetto dintervento compresa. Per varco fluviale si intende una porzione di territorio prevalentemente libero, lungo la valle fluviale, compresa tra aree edificate. In tale ambito si applicano le norme di tutela integrale di cui allart. 23.10 bis delle NTA del PTC che espressamente vietano tra laltro ogni nuova edificazione, il transito con mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, vicinali gravate da servit di pubblico passaggio; la realizzazione di depositi e di stoccaggi di materiali non agricoli. Nel merito, la relazione di compatibilit urbanistica - ambientale dellintervento non effettua la prescritta verifica di conformit secondo i criteri e gli elaborati di cui allart. 5.6 delle NTA del Piano Provinciale , limitandosi ad effettuare una generica e non pertinente considerazione sulla presenza di elementi vegetali, sullimpatto visivo e sulla disposizione dei fabbricati esistenti; valutazioni che non affrontano in concreto laccertamento degli effetti indotti dallinterevento di trasformazione proposto nei riguardi delle risorse ambientali coinvolte ne chiariscono se vi sia una proposta di modifica degli ambiti e dei livelli di tutela connesse. In aggiunta a quanto sopra si precisa che con atto n. 25 del 10.05.2006 ad oggetto: Atto di indirizzo per lesame delle verifiche di conformit effettuate ai sensi dellart. 5 delle N.T.A. del P.T.C. e relative agli ambiti di varco fluviale, il Consiglio Comunale in attesa di un generale adeguamento del PRG al PTC, ha fornito gli indirizzi e le limitazioni per leffettuazione delle verifiche di conformit per interventi ricadenti nellambito del varco fluviale di cui allart. 23.10 delle NTA del PTC. Dal contenuto di tale atto (allegato in copia alla presente), si evince limpossibilit, per tale tipo di intervento, di procedere alla verifica di cui trattasi. P.P.A.R. (Piano Paesistico Ambientale Regionale) Come si evince dalle trasposizioni attive degli ambiti di tutela relative alle categorie costitutive del paesaggio individuate dal Piano in argomento, si rileva che larea oggetto dellintervento non interessata da specifiche norme di tutela; la stessa ricade comunque allinterno delle aree V (sottosistema territoriale) di alta percettivit visuale relative alle vie di maggiore intensit di traffico. In detti contesti va attuata una politica di salvaguardia e valorizzazione delle visuali percepite dai luoghi di osservazione puntuali o lineari.

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PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) Larea non rientra nella classificazione del PAI SIN Basso Bacino del Chienti Larea oggetto dellintervento interna alla perimetrazione del Sito inquinato di Interesse Nazionale del Basso Bacino del Fiume Chienti individuata con Decreto del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio del 26/2/2003. Larea in sede di Conferenza di Servizio del MATT del 7/6/2006 stata restituita agli usi legittimi. Piano di zonizzazione e classificazione acustica approvato con atto del C.C. n. 88 del 3/11/2005 Rispetto alle previsioni di tale strumento, larea oggetto dellintervento ricade in classe 5 aree prevalentemente industriali nella quale sono compresi gli insediamenti industriali con scarsit di abitazioni. Aspetti Ambientali Relativamente alla valutazione degli spetti ambientali si ritiene che debbano essere considerati i criteri di verifica proposti dalle Linee Guida Regionali per lAttuazione della legge Regionale sulla VIA: Ai sensi dei criteri di verifica preventiva: 1. lopera potrebbe essere classificata come non necessaria, in quanto lintervento non risulta avere una effettiva giustificazione sotto il profilo socio- economico. Infatti la centrale con potenza di circa 5Mwe di energia richiede limportazione di 1320 tonn/anno di oli vegetali, a fronte di una produzione di una percentuale di energia elettrica presumibilmente irrilevante rispetto al fabbisogno regionale. Si consideri, inoltre, che lesercizio della stessa centrale richiede quantit di materiale che proviene da una filiera lunga,di cui, peraltro, non si certifica la tracciabilit, cosa che potrebbe rendere immediatamente negativo il bilancio energetico, oltre allevidente mancanza di coerenza del progetto con quanto disposto dal Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) che, al contrario, evidenzia come la valenza ambientale ed economica delle biomasse si esplica compitutamente solo se la produzione e lutilizzo sono concentrati nel raggio di qualche decina di km. La realizzazione di centrali a biomasse provenienti da una filiera lunga rischia di bloccare quel circolo virtuoso perseguito come obiettivo del PEAR, in cui concentrando nello spazio e nel tempo la domanda e lofferta di biomasse, si possa garantire una quota significativa del fabbisogno energetico ed offrire nuove opportunit allagricoltura regionale. La filiera corta comporta inoltre un abbattimento dei costi di trasporto e dellinquinamento dovuto allo stesso. 2. lopera potrebbe non risultare completamente rispondente ai suoi obiettivi tecnici, in quanto lobiettivo strategico preposto alla sua realizzazione quello della produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili, al fine di ridurre limmissione in atmosfera di gas serra. Tuttavia, pur prevenendo le biomasse liquide (olio di palma, girasole, colza, jatropha,etc..) da filiere lunghe, nel progetto non viene verificata lanalisi del ciclo di vita del prodotto, ovvero il bilancio del LCA ( Life Cycle Assessment-UNI EN ISO 14040-14041-14042-14043), metodo utile alla quantificazione, linterpretazione e la valutazione degli impatti ambientali di uno specifico prodotto o servizio, durante la sua vita. La valutazione include lintero ciclo di vita del processo, comprendendo lestrazione e il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, luso e lo smaltimento finale. Si rileva, quindi, la non completezza della documentazione relativamente ai bilanci energetici effettivamente coinvolti in tutto il ciclo di produzione dellenergia elettrica da parte della centrale Si consiglia lapplicazione di questa metodologia di valutazione ambientale, al fine di verificare l efficacia della realizzazione e di certificare la coerenza del funzionamento dellimpianto a biomassa con il suo obiettivo strategico, dimostrando che in realt la qualit della vita e la qualit dellambiente del territorio coinvolto non venga effettivamente a peggiorare, senza portare benefici chiari alla popolazione locale. 3. lopera potrebbe risultare non ottimale e sovradimensionata, rispetto al bilancio tra lobiettivo preposto e impatti generati. Il progetto prevede, infatti, la realizzazione di un impianto di media taglia su di una superficie limitata al punto da non offrire sufficiente spazio per opere di mitigazione ambientale, limitandole a vegetazione su confine nord. Ai sensi dei criteri fondati su bilanci ambientali complessivi degli effetti attesi: 1. le valutazioni degli impatti non sono inserite in un quadro complessivo che tenga conto degli impatti negativi e positivi prodotti dal progetto, comparando le matrici ambientali ante e post-operam; infatti il pi corretto termine di riferimento per giustificare la scelta, dovrebbe essere il confronto della qualit dellaria, del suolo e

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delle acque, prima dellentrata in funzione dellimpianto a biomasse, con stime della qualit delle stesse matrici ambientali, una volta che limpianto proposto realizzato. Quindi, una valutazione degli impatti non in termini assoluti, ma in termini di effetti cumulativi. La valutazione degli effetti cumulativi consentir di stimare il grado di impatto dellopera , che aumenter la produzione di emissioni in atmosfera, che se gi elevate, potranno portare a condizioni di effettiva criticit. Si sottolinea inoltre come: non sia stata giustificata la scelta del sito e della soluzione progettuale, in funzione della minimizzazione dellimpatto ambientale, confrontandola con altre possibili alternative localizzative e tipologiche, in modo da proporre misure diverse per la realizzazione del medesimo obiettivo; non sia stato considerato laspetto delle emissioni di cattivi odori; non vengono effettuate stime sulle possibili ricadute sulla salute della popolazione e sulla salubrit dei terreni agricoli circostanti. Classificazione ai sensi del DM 5/9/1994, elenco delle industrie insalubri di cui allart. 216 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie. Ai sensi della citata normativa andr verificata dai competenti organi lesatta classificazione dellimpianto con riferimento allelenco delle industrie nocive. Se da tale classificazione dovesse emergere la natura di industria nociva di prima classe si evidenzia che il vigente regolamento di Igiene del Comune allart. 88 precisa che la distanza minima alla quale devono essere posti dallabitato tali stabilimenti di mt. 200 salvo che lufficiale sanitario non creda necessaria una distanza maggiore , per ragioni digiene . A tal proposito si evidenzia che entro tale distanza sono presenti diversi fabbricati ad uso abitativo posti in adiacenza alla strada Comunale Piane Chienti. Aspetti Amministrativi Disponibilit dell area Lart. 12 comma 4bis del D. Lgs 387/2003 e ss. mm., precisa che il proponente lintervento deve dimostrare nel corso del procedimento e comunque prima dellautorizzazione la disponibilit del suolo su cui realizzare limpianto. A tal proposito si evidenzia che il proponente ha dichiarato di possedere la disponibilit di tale titolo al momento della presentazione della pratica edilizia; fase questa che non sembra disgiunta da quella gi di fatto avvenuta per il rilascio dellautorizzazione unica. Per quanto dovuto Il Dirigente (arch. Maurizio Scarpecci)

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Prot. n.

l 03 giugno 2011

OGGETTO: Parere tecnico realizzazione nuovo impianto a biomasse nella zona industriale A di Santa Maria Apparente. Al Sindaco Dr. Massimo Mobili Sede

In merito alla richiesta di esprimere un parere in conformit al PEAC sulla fattibilit di un impianto per la produzione di energia elettrica alimentato a biomasse da realizzarsi nella zona industriale A lo scrivente, per quanto di competenza, riferisce quanto segue: Caratteristiche principali dellimpianto proposto: 1) la potenza complessiva nominale dichiarata pari a 925 Kwe, di cui: - 825 Kwe prodotti da un gruppo motore endotermico generatore alimentato a olio vegetale; - 100 Kwe prodotti da turbina recuperando il calore prodotto dal sopradetto motore; 2) la potenza nominale di cui sopra, seppur indicata come complessiva, di fatto nella stessa sede sono installati n. 5 impianti autonomi facenti capo a cinque societ diverse, per cui complessivamente nominali sono (5x925) = 4.625 Kwe; 3) biomassa utilizzata (combustibile): olio di origine vegetale (olio di palma, di girasole, di colza, di jatropha), derivante da lavorazione meccanica di prodotti agricoli cos definiti dal D.Lgs. n. 387/03, D.Lgs. 152/03 allegato X, parte V; 4) provenienza biomassa: non viene descritta, con ogni probabilit potranno essere interessati tutti gli Stati membri della Comunit Europea o forze da altri Continenti; 5) il deposito o stoccaggio dellolio vegetale avviene in due serbatoi interrati della capacit di 50 m cad. per complessivi 100 m per ogni impianto, in totale sullarea insistono n. 10 serbatoi (2x5) per un totale do 500 m complessivi di accumulo. Riferimento al PEAC: - lAmministrazione Comunale, con atto di G.C. n. 278 del 30/6/2009, si dotata del Pianto Energetico Ambientale Comunale (PEAC) qual strumento indicativo e di programmazione per il contenimento dei consumi energetici, luso razionale dellenergia, lo sviluppo di fonti rinnovabili di energia, ecc ;

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- nel caso in specie, per quanto attiene alla produzione di energia elettrica da biomassa, viene data indicazione dal PEAC dellutilizzo di prodotti combustibili di origine agricola e forestale ottenuti da filiere corte cio derivanti da territori vicini nellordine di circa 70 Km. dallimpianto. La motivazione di questa scelta nel PEAC trova riscontro nellindicazione della Regione Marche di indirizzare la produzione agricola verso fini energetici privilegiando i terreni a minore qualit ambientale gi esistenti nella nostra Regione; inoltre viene ripreso il concetto della crescente distruzione degli ambienti autoctoni della foresta pluviale e degli ecosistemi tropicali per far spazio a culture dedicate ai prodotto energetici (oli vegetali, ecc..); per queste motivazioni che nel nostro PEAC viene indicata la filiera corta. Rapporto tra il PEAC ed il progetto proposto: - il progetto proposto, che utilizza per biomassa olio vegetale, con ogni probabilit avr provenienza dai Paesi della Comunit Europea se non altrove, quindi ne deriva che limpianto non coerente con le finalit indicate nel nostro PEAC; daltra parte non mi risultano nelle vicinanze aree su cui si producono colture specifiche da derivarne oli vegetali di entit tale da soddisfare le necessit dellimpianto di che trattasi. Vorrei solo porre alcune personali considerazioni e riflessioni. Qualora lolio vegetale provenga da una filiera lunga come e da chi viene certificata la matrice e la qualit? La qualit dellolio utilizzato potrebbe influenzare lemissione dei prodotti in atmosfera anche dal punto di vista degli odori e per di pi in zona abitata? Suggerisco vivamente allAmministrazione di munirsi di un parere autorevole di esperti perch questo potrebbe non essere lunico caso, il diniego o una accettazione vanno ponderati e chiaramente motivati; quali esperti potrebbero essere i docenti dellUniversit Politecnica delle Marche (sede di Ancona), Dipartimento di Energia, i quali hanno partecipato alla stesura del nostro PEAC e sono i consulenti della Regione Marche sulle problematiche energetiche.

Il Dirigente V Settore (Ing. Franco Capozucca)

DELIBERA DI GIUNTA n. 275 del 06-06-2011 - Pag. 10 - Comune di CIVITANOVA MARCHE

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Il presente verbale viene letto, approvato e sottoscritto. Segretario Generale MOROSI DOTT.SERGIO MOBILI MASSIMO Il Presidente

================================================================== CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE Il sottoscritto Segretario Generale certifica che copia della presente deliberazione stata pubblicata all'Albo Pretorio di questo Comune dal giorno 09-06-11 con prot. n. dei Messi e vi rimarr per quindici giorni consecutivi, ai sensi dell'art.124 del D.Lgs. 18.8.2000, n.267. Civitanova Marche, li 09-06-11 Segretario Generale MOROSI DOTT.SERGIO

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