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APPUNTI URBANISTICA

Urbanistica: materia che disciplina luso del territorio in modo razionale considerando i vari interessi in gioco (collettivit, strati sociali deboli, amministrazioni locali, singoli proprietari). Le ragioni della sua nascita sono state il forte aumento della popolazione e il rapido sviluppo delle citt e delle vie di comunicazione. Le principali leggi urbanistiche sono: Legge 115 !"# nota come $legge urbanistica% che disciplina ancora oggi la materia anche se stata modificata nel corso degli anni. &.'. () !# 1 sulle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. &.'. (#*!# 1 in materia desproprio. +ltre leggi importanti sono: Legge $ponte% *,5!1-,* che ha imposto agli enti locali la formazione dei piani urbanistici. Legge $.ucalossi% 1 !1-** che ha introdotto il permesso di costruire a titolo oneroso. Legge $&ognoli% 1##!1-)- per disciplinare la costruzione di parcheggi pubblici e privati. Legge $obbiettivo% ""(!# 1, dlgs 1- !# # e legge 1,,!# # Legge (#,!# ( sul nuovo condono edilizio Legge 1-1!# " I piani urbanistici / piani urbanistici regolano lassetto del territorio indicando a 0uali usi sono destinate le varie aree. 1incoli di inedificabilit posti dai piani urbanistici: 1incolo di inedificabilit assoluta a tempo indeterminato: sono assimilati alle espropriazioni ed 2 obbligatorio un indennizzo. 1incolo di in edificabilit non assoluto o a tempo breve, non prevedono indennizzo. 1incoli di inedificabilit assoluta a tempo indeterminato imposti da piani paesaggistici, non prevedono indennizzi. 3ompetenze in materia urbanistica: 4unzione legislativa: spetta alle regioni nel rispetto dei principi generali datati dallo stato, lo stato invece mantiene la competenza legislativa in materia di opere pubbliche, tutela dellambiente, del paesaggio e dei beni culturali. 4unzione amministrativa: spetta al comune che emana i piani urbanistici, rilascia i titoli abilitativi (permesso di costruire, ecc) e vigila sullattivit di costruzione, la regione detta solamente le linee guida generali (emana il piano territoriale di coordinamento regionale) e approva i piani urbanistici comunali, la provincia invece emana il piano territoriale di coordinamento provinciale.

5erarchia dei piani urbanistici: 1. +l vertice c2 il piano territoriale di coordinamento regionale e il piano territoriale di coordinamento provinciale, essi hanno valore a tempo indeterminato, sono 0uindi atemporali. #. 6oi sotto ci sono i piani comunali (piano regolatore comunale, piano regolatore intercomunale, programma di fabbricazione) redatti dal comune seguendo le linee guida contenute nei piani territoriali di coordinamento regionale e provinciale. 7ono ancheessi a temporali 0uindi con valore a tempo indeterminato. (. +lla base ci sono i piani attuativi (piani particolareggiati di esecuzione e lottizzazione) redatti dal comune secondo le linee guida contenute nei piani regolatori. 8uesti invece sono a tempo determinato. 6iano territoriale di coordinamento (6&3): 9 un piano di direttive in 0uanto ha il compito di definire le linee guida e le direttive principali sulluso del territorio e la sua salvaguardia (zone soggette a vincoli idrogeologici e paesaggistici) che i comuni devono seguire per la redazione dei loro piani urbanistici comunali. 9 a tempo indeterminato ma vi ci possono apportare varianti. 6iano regolatore generale (6:5): /l piano regolatore generale comunale 2 il piano urbanistico principale con la funzione di determinare le regole generali sullassetto del territorio del comune. 9 un piano operativo in 0uanto contiene vincoli e obblighi e non solo indicazioni generali ed 2 atemporale cio2 con validit a tempo indeterminato. 7olo i comuni elencati in un apposito elenco (oppure obbligati dalla regione) hanno lobbligo di avere il 6:5, gli altri possono averlo oppure in sua sostituzione avere un programma di fabbricazione. /l 6:5 deve rispettare la legislazione nazionale e 0uindi gli standard urbanistici, i vincoli idrogeologici, paesaggistici e dei beni culturali, e poi i 6&3. 6u; anche essere presente un unico 6:5 intercomunale al posto dei singoli 6:5 comunali. 5li standard urbanistici: sono dei limiti (minimi o massimi) che i 6:5 devono rispettare (oppure possono imporne di pi< restrittivi) come la massima densit edilizia, distanze tra confini e fabbricati, superficie minima di spazi destinati a edifici pubblici e verde pubblico e parcheggio rispetto agli insediamenti residenziali e produttivi. 8uesti standard sono diversi secondo le diverse zone territoriali omogenee (=&>) che sono: =ona +: centro storico, zona completamente edificata con edifici di interesse storico artistico. =ona .: zone di completamento, edificate per la maggior parte. =ona 3: zona di espansione destinata a nuovi insediamenti, scarsamente edificata. =ona ?: zona industriale, destinata a nuovi insediamenti di edifici industriali o assimilabili. =ona @: zona agricola, 2 destinata ad usi agricoli. =ona 4: zona per impianti di interesse generale per la collettivit. 3ontenuto del 6:5:

=onizzazione, cio2 divisione del territorio comunale in zone territoriali omogenee (=&>). Aorme urbanisticoBedilizie di attuazione, determinano in particolare lindice di edificabilit di ogni zona. Localizzazioni, cio2 individuazione delle aree destinate ad opere di pubblica utilit (edifici pubblici, strade, servizi) per le 0uali comporta un vincolo di inedificabilit assoluta fin dalladozione del 6:5 e la successiva espropriazione tramite piani particolareggiati di esecuzione. /ndividuazione delle zone di interesse culturale e ambientale e dei vincoli gravanti, il 6:5 deve imporre i vincoli imposti in precedenza dal ministero per i beni e le attivit culturali ma pu;, se vuole, imporne anche di nuovi. /ndividuazione delle zone destinate a recupero edilizio a causa del loro forte degrado, gli interventi vengono poi attuati mediante i piani di recupero.

La formazione del 6:5: La formazione del 6:5 avviene tramite lanalisi dei vari interessi contrapposti al fine di scegliere la soluzione pi< opportuna per tutelare gli interessi generali della collettivit senza per; limitare troppo 0uelli dei singoli. La formazione del 6:5 2 regolata dalle leggi regionali ma in generale si articola sempre in due fasi: Ladozione da parte del comune: 7tesura del piano da parte di professionisti esterni o interni allamministrazione comunaleC ?eposito del piano presso la segreteria del comune per ( giorni per poter essere visionato da chiun0ue lo voglia fareC 6roposte di modifica da parte di ogni privato interessato che ha ulteriori ( giorni di tempo per presentarleC 1alutazione delle proposte di modifica, il comune ha la facolt di prenderle in considerazione o ignorarle, se le prende in considerazione decide poi tramite delibera se accoglierle oppure noC 6resentazione del piano alla regione. Lapprovazione dalla regione: +pprovazione dalla regione entro 1 anno di tempo dalla presentazione. @ssa pu; contenere modiche solo se non adempie a obblighi di legge o pregiudichi interessi di carattere regionaleC 6ubblicazione sul .ollettino 'fficiale della regioneC ?eposito presso la segreteria del comune. /l 6:5 2 atemporale e 0uindi a tempo indeterminato, per modificarlo parzialmente si usano le varianti che devono essere introdotte nel 6:5 tramite la stessa procedura che si usa per la sua approvazione. + volte invece possono essere introdotte secondo altre procedure previste da altre leggi come nel caso dellapprovazione di unopera pubblica non prevista nel 6:5 che segue la procedura indicata nellart. 1- del &.'. sullesproprio. /l 6:5 2 un atto amministrativo e 0uindi pu; essere impugnato con ricorso al &ar e consiglio di stato.