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PAESE :Italia AUTORE :Bonita Cleri *

PAGINE :29
SUPERFICIE :79 %

21 ottobre 2021 - Edizione Pesaro

«Un mercantefiammingomi hatruffato»


Denunciadel Barocciriemergedoposecoli
Il pittoreurbinate
si rivolse al pretoreperché dellasua“ Sepolturadi Cristo“ aSenigallianongli tornòpiù indietro
il “cartone“ prestato

santaCroce di Senigallia ritenu-


ta tra le più riuscite delle sue
Bonita composizioni, anzi tra le più
Cleri * «belle cosee pitture chesi trovi-
no in Italia».
Si giungeal motivo della denun-
I n questoultimi anni è
tornato alla luce un do-
cumento di denuncia
cia: il citato Giovan Giacomo
Paoletti tre anni prima aveva
chiesto all’urbinate il prestito
riguardante Federico Barocci
che il 9 luglio del 1590 si rivolge- del cartone preparatorio di quel-
la pala per portarlo in Fiandra
va al pretore di Pesaro,Giovan-
ni Vasconio, controGiovan Gia- con l’intento di farne fare una in-
cisione al celebreGiovanni Stra-
como Paoletti, mercantefiam-
dano, con la promessadi ricon-
mingo il qualeper qualche tem-
segnarglielo “ intatto et illeso” in-
po aveva abitato ed esercitata
l’attività nella città marchigiana. sieme con quarantao cinquan-
Si tratta di un documentoche ta incisioni. Barocci comprende-
va benissimo, comealtri pittori
attraverso la viva voce del pitto-
re sottolinea l’importanza del delsuotempo,l’importanza del-
cartone preparatorio, l’ultima le incisioni che per la loro seriali-
cartacon la composizione fina- tà e l’essere prodotte su carta
le dell’opera da ricalcare sul avevano una facile diffusione
supporto per la realizzazione rendendonota l’attività degli ar-
del dipinto: non è molto comu-
tisti in ogni luogo. Il pittorequin-
ne che un artista non solo pre- di, per quantotitubante come
senti se stessoe la fortuna della egli stesso specifica nella de-
sua attività, ma che espongaun
processoimportante nella com- nuncia, è intrigato dalla propo-
posizione di un’opera. sta comprendendol’importan-
Nell’incipit della denuncia l’ur- za della tecnica incisoria tanto
binate si presentaqualificando- da misurarsi egli stesso con
si «pittore tra Christiani et habbi- quella pratica in almeno quattro
no nome e fama essendoper tal composizioni da noi conosciu-
stimato, chiamato, operato, ri- te. Alla decisione infine della
conosciuto, etrattatodaprenci- consegnadel cartonenon è sta-
pi, da persone gravi e da
ogn’uno che lo conosce» . Nel ta estraneaprobabilmente la fa-
proseguo viene specificato ma di Stradano: la denunciaera
quantole sueopere fossero ri- dovuta al fatto che il Paoletti
chieste da tante parti d’Italia, non avevariconsegnatoil carto-
che diverse personeambivano ne, né avevafatto realizzarel’in-
averesuoi disegni e dipinti defi- cisione promessa. Perdimostra-
re la portatadella perdita il pitto-
niti nel documento di pregio
con l’indicazione che si poteva respiegaa chiare lettere quale
definire fortunato chi riusciva fosse l’importanza del cartone
ad ottenerneuno. Di seguitode- nelprocessocreativo, certo co-
scrive il Trasporto del corpo di nosciuta dagli studiosi, maaltra
Cristo dipinto per la chiesa di cosaè apprenderladalla sua di-

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chiarazione. Intanto egli asse- LA PROMESSA DISATTESA


gna un prezzo al cartone spie- Il disegno doveva
gando che corrispondeva a più
di 150 scudi d’oro ed oltre, per- servire a creare
ché a detta sua il valore era tan- delle calcografie
to quanto stimato dal pittore per diffondere
considerando in ogni caso che
metà del la sua opera
esso corrispondevaa
dipinto terminato. « VALE 150 SCUDI »
Gli interessa dare un valore
economico a quello consegna-
L’artista nell’atto
to al Paoletti perché infine ne ricorda quanto famosi
chiede la restituzione o un rim- fossero in Europa
borso per il danno subito, so-
prattutto in considerazionedel i suoi committenti e
fatto che fosse benestante e “pesa“ la sua perdita
guadagnasse bene. In questo
«UN GRANDE DANNO »
punto del documento si coglie
l’accortezza dell’urbinate nella Il pittore motiva tutta
gestionedelle propriefinanze e la sua frustrazione nel
allo stesso tempo la consapevo-
lezza delproprio valore. Al para- non poterlo riavere,
grafo dieci della denuncia egli dicendo che sarebbe
descrive il cartone ricordando servito per altri lavori
che i pittori sono soliti conser-
varlo per sé e per i posteri innan-
zitutto per dimostrare il valore
della propria arte traendone
soddisfazione, dichiara che va
mostrato alla committenza ed
anchein seguitopuò essere riu-
tilizzato per intero o in alcune
parti con minore fatica e impe-
gno.
Tanti elementi si colgono dal
documento conservato nell’Ar-
chivio di Statodi Pesaro ( Archi-
vioComunale,Pretore 1590, bu-
sta 514, da me già reso noto): la
consapevolezzada parte di Ba-
rocci della propria arte, il desi-
derio che le sue composizioni
fossero conosciute anche attra-
verso le incisioni, l’oculatezza
della gestione della propria atti-
vità. Come si sia conclusa la vi-
cenda al momento non è dato
sapere: potrebbeancoratrovar-
si l’esitodella denuncia in qual-
che carta dell’archivio pesarese
o non avere avuto riscontro.
* storico dell’arte
Università di Urbino
© RIPRODUZIONERISERVATA

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Sopra, FedericoBarocci ( 1535 - 1612) in un celebre autoritratto.In alto, il “ Trasporto di Cristo al sepolcro“ che si trova
nella chiesa della Croce. A lato, alcune pagine della denunciapresentatadal pittore al pretore nel 1590

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