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10/6/2021 Fidel Castro - Wikipedia

Fidel Castro
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Fidel Alejandro Castro Ruz ( audio; Birán, 13 agosto


1926[2] – L'Avana, 25 novembre 2016[3]) è stato un Fidel Castro
rivoluzionario, politico, militare e statista cubano che ha
governato Cuba dal 1959 al 2008.

Grande protagonista della storia politica del Novecento[4], è


stato Primo ministro di Cuba dal 16 febbraio 1959 fino
all'abolizione della carica, avvenuta il 2 dicembre 1976, e
successivamente, dal 3 dicembre 1976 al 18 febbraio 2008,
Presidente del Consiglio di Stato[5] e Presidente del Consiglio
dei ministri, nonché Primo Segretario del Partito Comunista
di Cuba.

Castro, assieme al fratello Raúl, a Ernesto Che Guevara e a


Camilo Cienfuegos, fu uno dei protagonisti della rivoluzione
cubana contro il regime del dittatore Fulgencio Batista e,
dopo il fallito sbarco nella baia dei Porci da parte di esuli
cubani appoggiati dagli Stati Uniti d'America, definì il
carattere socialista della Repubblica di Cuba, che, secondo Fidel Castro negli Stati Uniti nel 1959
Castro e i suoi sostenitori, è una democrazia popolare
apartitica,[6][7] ma che i dissidenti e una parte degli analisti
Primo Segretario del Partito
politici internazionali definiscono come regime totalitario.[8]
Comunista di Cuba
Ha spesso giocato un ruolo internazionale maggiore di Durata mandato 24 giugno 1961 –

quanto lascino supporre le dimensioni geografiche, 19 aprile 2011


demografiche ed economiche di Cuba, anche a causa della
Predecessore carica istituita
posizione strategica e della vicinanza geografica del Paese
agli Stati Uniti. Castro è una figura molto controversa: i Successore Raúl Castro
detrattori lo considerano un dittatore[9][10][11][12][13][14][15][16][17]
nemico dei diritti umani, mentre i suoi sostenitori lo Presidente del Consiglio di Stato e
considerano un liberatore dall'imperialismo e sottolineano i del Consiglio dei ministri di Cuba
progressi sociali che egli ha promosso a Cuba.[18]
Durata mandato 2 dicembre 1976 –

Secondo i suoi sostenitori, la leadership di Castro si è 24 febbraio 2008


mantenuta così a lungo grazie al sostegno delle masse, Predecessore carica istituita
dovuto al miglioramento delle condizioni di vita. Secondo i
Successore Raúl Castro
detrattori, invece, le cause andrebbero cercate nell'utilizzo di
metodi coercitivi e repressivi.
Primo ministro di Cuba
Durata mandato 16 febbraio 1959 –

Indice 2 dicembre 1976


Predecessore José Miró Cardona
Biografia
Primi anni Successore Se stesso (come
Infanzia e istruzione Presidente del
Università e primo attivismo politico: 1945-1947 Consiglio di Stato e

https://it.wikipedia.org/wiki/Fidel_Castro 1/43
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Ribellioni in America Latina: 1947-1948 del Consiglio dei


Matrimonio e marxismo: 1948-1950 ministri)
Carriera in diritto e politica: 1950-1952
La rivoluzione cubana Segretario generale del Movimento
"Il Movimento" e l'assalto alla caserma Moncada dei paesi non allineati
Il processo e "La storia mi assolverà" Durata mandato 10 settembre
L'imprigionamento e il Movimento del 26 Luglio: 1979 –

1953-1955 6 marzo 1983


Messico e addestramento alla guerriglia
Predecessore Junius Richard
Guerriglia nella Sierra Maestra: 1956-58 Jayawardene
La caduta di Batista e la giunta militare di Cantillo:
1958-1959 Successore Neelam Sanjiva
Reddy
Governo provvisorio: 1959
Premiership
Consolidamento della leadership: 1959 Durata mandato 16 settembre
2006 –

Supporto sovietico e opposizione statunitense


24 febbraio 2008
Invasione della baia dei Porci e abbraccio del
socialismo (1961-62) Predecessore Abdullah Ahmad
Crisi dei missili di Cuba: 1962-1968 Badawi
Stagnazione economica e terzomondismo: 1969- Successore Raúl Castro
1974
Presidenza Dati generali
Interventi militari all'estero e segretario generale
Partito politico Partito Ortodosso

del NAM: 1975-1979


(1947-1952)

Reagan e Gorbačëv: 1980–1989


Movimento del 26
1990-2000
luglio

2000–2006
(1955-1965)

Ultimi anni Partito Comunista


2006 - 2008 di Cuba

2008–2016 (1965-2016)
Morte
Università Università
Ideologia politica dell'Avana
Profilo personale Professione avvocato,
Famiglia giornalista
Fede e rapporto con la religione Firma
Critica
Diritti umani
Diritti umani e omofobia
Opere
Filmografia Fidel Alejandro Castro Ruz
Onorificenze
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni
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Biografia

Primi anni

Infanzia e istruzione

Fidel Alejandro Castro Ruz nacque a Birán, al secolo una


frazione del comune di Mayarí, nell'allora provincia di
Oriente (dal 1976 confluito, come comune autonomo, nella
neo-costituita provincia di Holguín)[20], il 13 agosto del 1926,
terzogenito dei sette figli (tre maschi e quattro femmine) di
Ángel María Bautista Castro y Argiz (1875–1956), un
benestante proprietario terriero gallego originario di Láncara Fidel Castro in uniforme nei tardi anni
(nella provincia di Lugo)[21], e di Lina Ruz González (1903-
'50
1963), una cubana proveniente da una modesta famiglia
spagnola originaria delle isole Canarie[22]. Soprannome "Líder Máximo"
Nascita Birán, 13 agosto
Il padre, d'estrazione sociale contadina, era emigrato da
1926
giovane a Cuba, dove, nel 1895, venne coscritto nelle file
dell'esercito spagnolo, al tempo impegnato su due fronti tra Morte L'Avana, 25
la guerra d'indipendenza cubana e la guerra ispano- novembre 2016 (90
americana, al seguito della quale gli Stati Uniti presero anni)
temporaneamente il controllo dell'isola caraibica. Al termine
Luogo di Cementerio Santa
del conflitto, Don Ángel riuscì a far fortuna acquistando un
sepoltura Ifigenia di Santiago di
appezzamento di terra per la coltivazione di zucchero di
canna nei pressi di Birán[23][20]. Cuba
Religione Ateo[1]
Nonostante l'ottima situazione economica genitoriale, Fidel
crebbe accanto ai figli della forza lavoro dell'azienda paterna, Dati militari
molti dei quali erano migranti economici haitiani.[24] Questa Paese servito Movimento del 26
esperienza permise a Fidel di "non assorbire la cultura luglio

borghese" fin dalla precoce età.[25] A sei anni, Castro, insieme Cuba
ai fratelli più grandi Ramón e Angela, venne mandato a
Forza armata Esercito Ribelle

vivere con il loro insegnante a Santiago di Cuba, in una


Forze armate
dimora versante in condizioni di relativa povertà. Proprio per
questo motivo venivano frequentemente saltati i pasti.[26] rivoluzionarie cubane
Specialità Guerriglia
All'età di otto anni Fidel venne battezzato secondo la
tradizione cattolica, anche se in seguito divenne ateo.[27] Il Anni di 1953-1959

battesimo permise a Castro di frequentare il collegio "La servizio 1959-2008


Salle" di Santiago, dove Fidel assumeva regolarmente un Grado Comandante in capo
comportamento scorretto; per questa ragione venne
Guerre Rivoluzione cubana

trasferito al "Belen Jesuit Preparatory School", a conduzione


Crisi dei missili di
gesuita.[28] Nonostante Castro fosse interessato alla storia e
alla geografia, non brillò negli studi: dedicava infatti gran Cuba

parte del suo tempo a praticare sport.[29] Ribellione delle


montagne
Escambray

Università e primo attivismo politico: 1945-1947


Guerra civile in
Angola

https://it.wikipedia.org/wiki/Fidel_Castro 3/43
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Alla fine del 1945 Castro iniziò a studiare giurisprudenza Operazione Urgent
presso l'Università dell'Avana.[30] Si unì al movimento di Fury
protesta studentesca; sotto i regimi dei presidenti cubani
Battaglie Assalto alla caserma
Gerardo Machado, Fulgencio Batista e Ramón Grau San
Martín i manifestanti venivano repressi duramente.[31] Il Moncada

malcontento generale causato dalla violenta repressione Invasione della baia


governativa contro la protesta giovanile urbana ridusse la dei Porci

lotta politica a un susseguirsi di attentati e atti di banditismo. Incidente di


Le bande cominciarono a crescere all'interno delle università Machurucuto
ed erano dominate da gruppi studenteschi armati che Comandante Forze Armate
trascorrevano gran parte del loro tempo a combattere le
di Rivoluzionarie
imprese criminali.[32]
cubane
Anti-imperialista e contrario all'intervento statunitense nei (Comandante in capo
Caraibi, Castro entrò a far parte del Comitato universitario 1959-2008)
per l'indipendenza di Puerto Rico (University Committee for Decorazioni Eroe della
the Independence of Puerto Rico) e del Comitato per la
Repubblica di Cuba
democrazia nella Repubblica Dominicana (Committee for
Democracy in the Dominican Republic).[33] Durante una Altre cariche politico, avvocato
campagna elettorale (conclusasi negativamente) per la "fonti nel corpo del testo"
presidenza della Federazione degli studenti universitari
voci di militari presenti su Wikipedia
(Federación Estudiantil Universitaria - FEU) presentò una
piattaforma basata
sull'"onestà, decenza e Premio Lenin per la pace 1961
giustizia", sottolineando la sua
opposizione alla corruzione, che
associò al coinvolgimento degli Stati Uniti a Cuba.[34]

Castro criticò la corruzione e la violenza del governo di Grau; nel


novembre 1946 tenne un discorso pubblico su questo argomento,
Una lettera scritta in inglese dal che venne pubblicato nella prima pagina di diversi giornali. Aveva
dodicenne Castro al presidente contatti con molti membri di gruppi studenteschi di sinistra - tra
statunitense Franklin Delano cui il Partito Socialista Popolare (PSP), il Movimento
Roosevelt[19] rivoluzionario socialista (Movimiento Socialista Revolucionaria –
MSR) e l'Unione rivoluzionaria insurrezionale (Unión
Insurrecional Revolucionaria – UIR). In particolare era molto
vicino a quest'ultimo movimento, ma non si sa con certezza se ne facesse parte.[35]

Nel 1947 Castro si unì a un nuovo gruppo socialista, il Partito del popolo cubano (Partito Ortodosso),
fondato dal carismatico politico veterano Eduardo Chibás (1907-1951), che lottava nel nome della
giustizia sociale e della libertà politica, per un governo onesto. Anche se Chibás perse le elezioni,
Castro continuò a militare nel partito.[36] La violenza studentesca aumentò dopo che Grau impiegò i
leader delle bande come poliziotti. Fidel ricevette minacce di morte; inizialmente spinto a lasciare
l'università, decise alla fine di continuare gli studi, armandosi di una pistola e circondandosi di amici
armati.[37] Negli anni successivi Castro venne accusato di avere attentato alla vita di alcuni membri di
gang dell'epoca, come Lionel Gómez (UIR), Manolo Castro (leader dell'MSR) e Oscar Fernandez
(poliziotto universitario); le accuse non vennero però mai dimostrate.[38]

Ribellioni in America Latina: 1947-1948

Nel giugno del 1947 Castro apprese di una spedizione programmata per rovesciare la giunta militare
dominicana di destra di Rafael Leónidas Trujillo. Considerato dall'opinione pubblica un feroce
dittatore, Trujillo si serviva di una violenta polizia segreta che uccise e torturò molteplici oppositori
politici.[39] Diventando presidente del Comitato universitario per la democrazia nella Repubblica
Dominicana, Castro decise di aderire alla spedizione, guidata dal generale dominicano esiliato Juan
https://it.wikipedia.org/wiki/Fidel_Castro 4/43
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Rodríguez. La missione ebbe inizio a Cuba, il 29 luglio 1947, e fu realizzata da circa 1.200 uomini, la
[40]

maggior parte dei quali erano cubani o esiliati dominicani. Tuttavia i governi dominicani e
statunitensi erano a conoscenza dell'insurrezione e riuscirono velocemente ad annullare il progetto
rivoluzionario. Il governo di Grau arrestò molte persone coinvolte; Castro riuscì però a scappare
dall'arresto saltando fuori dalla sua fregata e nuotando a riva durante la notte.[41]

La fallita missione favorì l'opposizione di Castro all'amministrazione di Grau; tornando a L'Avana


ricoprì un ruolo di primo piano nelle proteste studentesche contro l'uccisione di un allievo di scuola
superiore commesso da guardie del corpo governative.[42] Le proteste, accompagnate da una
repressione imposta dagli USA contro i movimenti comunisti insurrezionali, portarono a scontri
violenti tra i manifestanti e la polizia nel febbraio 1948, quando Fidel venne violentemente
picchiato.[43] Da quel momento in poi i discorsi pubblici di Castro assunsero un'inclinazione
decisamente di sinistra, condannando le disuguaglianze sociali ed economiche cubane, allontanandosi
dalle sue vecchie critiche pubbliche, incentrate sulla condanna della corruzione e dell'imperialismo
statunitense.[43]

Dopo una rapida visita in Venezuela e a Panama, il 31 marzo del 1948 Castro arrivò nella città di
Bogotà, in Colombia, dove si svolgeva la Conferenza Pan-Americana. Il gruppo di studenti guidati da
Fidel, insieme ad altri, tentarono di organizzare una conferenza opposta a quella citata in precedenza,
nota nei paesi anglosassoni come 1948 Pan-American Students Conference, sponsorizzata da Juan
Domingo Perón. Castro rimase in contatto con Jorge Eliécer Gaitán e altri studenti per organizzare
una manifestazione al termine della quale Gaitán doveva tenere un discorso. Era inoltre previsto un
incontro tra Castro e Gaitán per il 9 aprile, alle 14:00; l'incontro non ebbe luogo a causa
dell'assassinio del leader liberale. La sua morte provocò un periodo di violenti proteste, conosciute
come Bogotazo. A fianco dei suoi compagni cubani, Castro si unì alla causa liberale rubando delle
armi da una stazione di polizia, ma le successive indagini stabilirono che né Castro né altri suoi
compagni cubani erano stati coinvolti negli scontri.[44]

Matrimonio e marxismo: 1948-1950

Quando ritornò a Cuba, Castro divenne una figura chiave delle proteste contro la decisione
governativa di introdurre il pagamento del servizio degli autobus, utilizzato principalmente da
studenti e lavoratori.[45] Nel 1948 sposò Mirta Díaz Balart, una studentessa di una ricca famiglia
attraverso la quale Fidel venne esposto allo stile di vita dell'élite cubana. Il rapporto venne criticato e
ostacolato da entrambe le famiglie. Il padre di Mirta offrì comunque agli sposi decine di migliaia di
dollari da spendere in una luna di miele della durata di tre mesi a New York; la coppia ricevette inoltre
un dono di nozze consistente in 1000 dollari statunitensi da Fulgencio Batista, amico della famiglia di
Mirta.[46]
Nello stesso anno Grau decise di non ricandidarsi alle elezioni, vinte dal nuovo candidato del
Partito Autentico, Carlos Prío Socarrás.[47] Successivamente ebbero luogo vaste proteste, causate
dall'assassinio da parte dell'MSR (Movimento rivoluzionario socialista), diventato alleato della
polizia, di Justo Fuentes, cubano nero autodidatta nonché importante membro dell'UIR (Unione
rivoluzionaria insurrezionale) e amico di Castro. In risposta, Prío acconsentì a reprimere le bande, ma
si rese presto conto che esse erano diventate troppo potenti per essere controllate.[48]

Castro mutò nuovamente la sua concezione politica, influenzato dagli scritti di Karl Marx, Friedrich
Engels e Vladimir Lenin. A questo punto, secondo Fidel, il problema della repubblica cubana non era
più la corruzione dei politici, ma la società capitalista o, meglio, la "dittatura della borghesia".
Adottando l'idea marxista, sostenendo quindi che un cambiamento politico significativo potesse
essere determinato solo da una rivoluzione del proletariato, Castro visitò i quartieri più poveri de
L'Avana, verificando le disuguaglianze sociali e razziali della nazione, e divenne attivo nel Comitato
dell'Università per la lotta contro la discriminazione razziale (University Committee for the Struggle
against Racial Discrimination).[49]

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Nel settembre 1949 Mirta diede alla luce un figlio, Fidelito; per questo motivo la coppia si trasferì in
un appartamento più grande nella capitale cubana.[50] Castro continuò a rischiare la vita, rimanendo
attivo nella politica della città e aderendo al Movimento del 30 settembre (September 30 Movement),
che includeva sia i comunisti che i membri del Partito Ortodosso. Lo scopo del gruppo era quello di
opporsi all'influenza delle bande violente all'interno dell'università; come già accennato, infatti, Prío
non era riuscito a controllare la situazione.[51] Il 13 novembre Castro tenne un discorso in cui
denunciò le trattative segrete del governo con le bande universitarie ed elencò i membri chiave del
movimento. L'orazione attirò l'attenzione della stampa nazionale e fece infuriare le bande
universitarie; Castro decise allora, per evitare possibili ripercussioni, di nascondersi prima in
campagna e migrare poi negli Stati Uniti.[52]
Ritornando a L'Avana diverse settimane dopo, Castro si
concentrò sugli studi universitari, laureandosi in legge nel settembre del 1950.[53]

Carriera in diritto e politica: 1950-1952

Castro fondò uno studio legale con due colleghi di sinistra, Jorge Azpiazu e Rafael Resende; il tema
principale era affermare i diritti dei cubani più poveri. Ben presto però ci fu un fallimento
finanziario.[54] Fidel si prendeva poca cura nei confronti del denaro e dei beni materiali e non pagò le
sue fatture; i suoi mobili vennero pignorati e l'elettricità interrotta.[55] Nel novembre 1950 partecipò a
una protesta studentesca a Cienfuegos, caratterizzata da uno scontro di quattro ore contro la polizia in
segno di protesta contro il divieto del ministro dell'istruzione alla formazione di associazioni
studentesche. Arrestato e accusato di condotta violenta, il magistrato respinse le accuse.[56] Castro
divenne anche un membro attivo del Comitato per la pace di Cuba (Cuban Peace Committee), che
s'impegnò nella propaganda contro il coinvolgimento occidentale nella guerra di Corea.[56]

Fidel pensava ancora che le uniche speranze per Cuba si concentrassero su Eduardo Chibás e sul
Partito Ortodosso; tuttavia Chibás commise un errore quando accusò (senza averne le prove) il
ministro dell'Istruzione Aureliano Sánchez di aver acquistato un ranch guatemalteco con fondi
sottratti. Il governo accusò Chibás di essere un bugiardo e lui nel 1951 si uccise, sparandosi durante
una trasmissione radiofonica mentre stava pronunciando l'"ultima chiamata di risveglio nazionale".
Castro era presente e lo accompagnò all'ospedale, dove però morì.[57]

Considerandosi l'erede di Chibás, Fidel si candidò alle elezioni del giugno 1952 come esponente del
Partito Ortodosso. Gli anziani ortodossi però rifiutarono di votarlo perché lo consideravano troppo
radicale; venne invece candidato alla Camera dei Rappresentanti dai membri del partito nei distretti
più poveri de L'Avana.[58] Il candidato ortodosso riscosse notevole successo e le previsioni per le
elezioni affermavano che Fidel avrebbe raggiunto dei buoni risultati.[59]

La rivoluzione cubana

"Il Movimento" e l'assalto alla caserma Moncada

Candidato al parlamento per il Partito Ortodosso, Fidel Castro, nel marzo del 1952, assistette inerme
al colpo di Stato del generale Fulgencio Batista, che rovesciò il governo di Carlos Prío Socarrás e portò
alla cancellazione delle elezioni. Batista definì il nuovo sistema statale come "democrazia
disciplinata"; Castro lo considerava invece una vera e propria dittatura.[60] Batista mirò la sua politica
a destra, solidificando i legami con la ricca élite e con gli Stati Uniti, tagliando i rapporti diplomatici
con l'Unione Sovietica, sopprimendo i sindacati e perseguitando i gruppi socialisti cubani.[61]

Castro intentò diverse cause legali contro la nuova amministrazione, sostenendo che Batista aveva
commesso sufficienti atti criminali per giustificare la detenzione e accusando vari ministri di
violazione delle leggi sul lavoro. Le sue azioni legali non portarono a nulla; Fidel cominciò allora a
ideare metodi alternativi per liberare Cuba dal regime.[62] Insoddisfatto dell'opposizione non violenta
del Partito Ortodosso, Castro diede vita a un gruppo noto come "Il Movimento", costituito da un
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comitato civile e militare e organizzato in un sistema di cellule clandestine; ogni cellula includeva 10
membri. El Acusador era il giornale clandestino dell'organizzazione. Scopo di quest'ultimo era quello
di organizzare una lotta armata ostile a Batista.[63]

Una dozzina di individui costituirono il nucleo de "Il Movimento" e molti erano gli insoddisfatti del
Partito Ortodosso. Dal luglio 1952 iniziò una campagna di reclutamento e in un anno vennero
reclutati 1200 membri, organizzati in oltre cento cellule. La maggioranza dei membri proveniva dai
distretti più poveri de L'Avana.[64] Benché avesse stretti legami con il socialismo rivoluzionario, Castro
evitò un'alleanza con il Partito Socialista Popolare (PSP), temendo di spaventare i membri più
moderati; nonostante questo si tenne in contatto con diversi membri del PSP, tra cui suo fratello
Raúl.[65] Successivamente Castro affermò che i membri de "Il Movimento" erano semplicemente ostili
a Batista e che solo una minoranza appoggiava fermamente gli ideali socialisti o antimperialisti, fatto
che attribuiva al "peso schiacciante delle macchine ideologiche e pubblicitarie degli Yankees" che
credeva sopprimesse la coscienza di classe tra gli operai cubani.[66]

Fidel decise allora di realizzare un assalto alla caserma Moncada


allo scopo di impadronirsi del suo arsenale, comprendente
migliaia di armi,[67] per dotare il suo gruppo di militanti ribelli
delle armi necessarie alla lotta armata.[68]
Per l'attacco furono
addestrati 1200 ragazzi (provenienti in gran parte dalle file del
Partito Ortodosso),[69][70] che furono riuniti rapidissimamente.[71]
Il luogo in cui si arruolarono i più giovani fu Artemisa (con circa
20-30 partecipanti).[70] Giocarono un importante ruolo gli
spagnoli e i galiziani (questi ultimi erano più di 100).[72]
Fidel Castro in arresto dopo
Alcuni dei giovani ribelli riuscirono a infiltrarsi nel Partito l'attacco alla Caserma Moncada
Autentico (al governo con Carlos Prío Socarrás prima del colpo di
Stato), organizzazione che possedeva un quantitativo elevato di
armi da guerra.[69] Solamente 165 rivoluzionari presero parte effettivamente alla rivoluzione; 138
situati a Santiago, 27 a Bayamo. Castro rese noto che nessun partecipante aveva figli,[73] e raccomandò
ai suoi compagni di non provocare spargimenti di sangue se non avessero incontrato resistenza
armata.[74] L'attacco venne tentato il 26 luglio 1953, ma non andò a buon fine; 3 delle 16 vetture che
erano partite da Santiago non riuscirono ad arrivare a destinazione. Nel frattempo, alcuni ribelli
avevano assunto il controllo di un ospedale civile. A causa della forte inferiorità numerica persero la
vita 61 rivoluzionari, mentre 40 vennero catturati, di cui 22 vennero torturati a morte.[75][76] Quattro
uomini (Flores Betancourt, Carmelo Noa, Renato Guitart e Pedro Marrero) persero la vita prima che
Fidel ordinasse il ritiro.[75][77] Quelli che erano fuggiti, tra cui Fidel e Raúl, si riunirono nella loro base,
dove alcuni decisero di fuggire e altri proposero di arrendersi.

Con 19 compagni, Castro decise di partire per Gran Piedra, nelle robuste montagne della Sierra
Maestra, diverse miglia a nord, dove avrebbero potuto stabilire una base insurrezionale.[78] In risposta
all'attacco di Moncada, il governo di Batista proclamò la legge marziale, ordinando una violenta
repressione del dissenso e imponendo una censura rigorosa dei media. La propaganda sostenne che i
ribelli erano comunisti e che avevano ucciso i pazienti ospedalieri. Nonostante la censura, le notizie e
le fotografie riguardanti le torture e le esecuzioni sommarie causarono disapprovazione sia popolare
che governativa.[79]

Il processo e "La storia mi assolverà"

Nei giorni seguenti i ribelli fuggiti vennero arrestati; alcuni vennero giustiziati, mentre altri (tra cui
Castro) vennero trasportati in una prigione a nord di Santiago di Cuba, precisamente a Boniato.[80][81]
Credendo che Castro non fosse stato in grado di pianificare l'attacco da solo, il governo accusò i
membri del Partito Ortodosso e del PSP di essere coinvolti, e lunedì 21 settembre furono accusate ben
122 persone.[82]
Sebbene sotto censura, i giornalisti ebbero il permesso di partecipare al giudizio.
Castro convinse i tre giudici a liberare dalle manette tutti gli imputati in tribunale. Sostenne che il
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motivo per cui erano accusati, ovvero di "organizzare una rivolta armata contro i Poteri Costituzionali
dello Stato", era errato, perché erano insorti contro Batista, che aveva assunto il potere in maniera
incostituzionale. Quando gli fu chiesto chi fosse l'autore intellettuale dell'attacco, Castro nominò
l'eroe nazionale José Martí, citandone le opere dove le rivolte erano giustificate.[83]

Il processo rivelò che l'esercito aveva torturato i sospettati, utilizzando la castrazione e altri metodi di
tortura (tra cui l'Eye-gouging, consistente nel pressare o nell'estrarre l'occhio attraverso dita o
strumenti appositi); i giudici decisero d'indagare su questi crimini, mettendo in una situazione di
forte tensione l'esercito, che tentò senza successo di impedire a Castro di testimoniare ulteriormente,
sostenendo che fosse troppo malato per lasciare la sua cella.[84] Il processo si concluse il 5 ottobre, con
l'assoluzione della maggior parte degli imputati; 55 furono condannati al carcere per un periodo che
andava da 7 mesi a 13 anni. Castro venne condannato separatamente, il 16 ottobre. Si difese da solo.
In veste di avvocato interrogò tutte le forze dell'ordine e tutti i testimoni.[81] Tenne inoltre un lungo
discorso, della durata di quattro ore, riassumibile con la celebre frase "La storia mi assolverà".[85]
Anche se la pena massima da poter infliggere a una persona che aveva condotto una rivolta era di 20
anni, Fidel venne condannato a 15 anni, riconoscendo la giuria, seppure parzialmente, che i rivoltosi
avevano esercitato il diritto di ribellione, principio costituzionalmente previsto e introdotto nella carta
costituzionale cubana dallo stesso Batista per giustificare il suo precedente colpo di stato.[86] Castro
venne imprigionato nell'ala ospedaliera della "Model Prison" ("Presidio Modelo"), un'istituzione
relativamente confortevole e moderna situata nell'Isola della Gioventù.[87]

L'imprigionamento e il Movimento del 26 Luglio: 1953-1955

Imprigionato assieme a 25 compagni, Castro cambiò il


nome dell'organizzazione da lui guidata, da "Il
Movimento" a "Movimento del 26 luglio" (M-26-7), in
memoria della data dell'attacco alla caserma di
Moncada. Castro fondò una sorta di scuola per i
prigionieri, l'Accademia Ideologica di Abel Santamaría
("Abel Santamaría Ideological Academy"), dove
venivano impartite per cinque ore al giorno lezioni di
storia antica e moderna, filosofia e inglese.[88] Leggeva
Fidel Castro con il piccolo Fidelito, 1954 molto, in particolare le produzioni scritte di Karl Marx,
Vladimir Lenin e Martí, ma anche libri di Sigmund
Freud, Immanuel Kant, William Shakespeare, Axel
Munthe, William Somerset Maugham e Fëdor Dostoevskij, analizzandoli in forma marxista. Cominciò
inoltre a informarsi sul New Deal, credendo che si sarebbe dovuto realizzare qualcosa di simile a
Cuba.[89]

Corrispondendo con i suoi sostenitori al di fuori del carcere, mantenne il controllo de "il Movimento"
e organizzò la pubblicazione de "La storia mi assolverà", con una tiratura iniziale di 27.500 copie.[90]
All'inizio venne concessa a Castro una libertà relativamente elevata all'interno della prigione rispetto
agli altri detenuti; in seguito però venne messo in isolamento, dopo che i suoi compagni cantarono dei
brani anti-Batista durante una visita del presidente nel febbraio 1954.[91] Nel frattempo, la moglie di
Castro, Mirta, accettò un impiego presso il Ministero degli Interni, procuratole dalla propria famiglia.
Questa notizia non venne riferita a Castro, che ne venne a conoscenza attraverso un annuncio
radiofonico.

Abbattuto e arrabbiato, affermò che avrebbe preferito morire mille volte piuttosto che soffrire
impotente a un tale insulto. Vennero allora avviati i processi di divorzio, mentre Mirta assunse la
custodia del figlio Fidelito; Castro non la prese bene: non voleva infatti che suo figlio crescesse in un
ambiente borghese.[92] Nel 1954 si tennero le elezioni presidenziali, ma nessun politico si candidò
(tranne ovviamente Batista) per paura di ripercussioni. Il dittatore vinse le elezioni, che vennero però
considerate dalla maggioranza della popolazione come fraudolente. Fulgencio permise che
l'opposizione esprimesse la sua opinione; i sostenitori di Castro ne approfittarono per chiedere
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un'amnistia nei confronti di Fidel e dei suoi compagni incarcerati. Alcuni politici suggerirono che
un'amnistia sarebbe stata una buona pubblicità per il regime. Con il consenso del Congresso, degli
Stati Uniti d'America e delle grandi multinazionali, Batista, credendo che Fidel non avrebbe
rappresentato più una minaccia politica, il 15 maggio 1955 concesse l'amnistia a Castro e ai suoi
compagni.[93] Facendo ritorno a L'Avana, Castro venne trasportato sulle spalle dai suoi sostenitori e
decise di rilasciare interviste radiofoniche e conferenze stampa; il governo lo controllò strettamente,
riducendo le sue attività pubbliche.[94]

Divorziato, Castro ebbe rapporti sessuali con due sostenitrici femminili, Naty Revuelta[95] e Maria
Laborde;[96] entrambe concepirono un figlio.[97] Rafforzando l'M-26-7, istituì una Direzione Nazionale
composta da 11 persone; nonostante questi cambiamenti strutturali, rimase del dissenso basato sulla
leadership autocratica di Castro. Egli respinse le richieste di trasferire il suo potere a un consiglio
democratico, sostenendo che una rivoluzione non si sarebbe potuta realizzare con la direzione di un
comitato. Alcuni abbandonarono l'M-26-7, etichettando Castro come un dittatore; nonostante questo
la maggioranza rimase fedele al leader.[98]

Messico e addestramento alla guerriglia

Nel 1955 bombardamenti e manifestazioni violente portarono a una repressione del dissenso; Fidel
venne messo sotto protezione armata dai suoi sostenitori, prima che lui e Raúl fuggissero dal paese. I
membri dell'M-26-7 rimasti a Cuba ricevettero il compito di organizzare le cellule locali per un'azione
rivoluzionaria, nell'attesa del ritorno di Castro.[99] Fidel inviò una lettera alla stampa, dichiarando che
stava "lasciando Cuba perché a me tutte le porte della lotta pacifica sono state chiuse. Sei settimane
dopo essere stato liberato dalla prigione sono più convinto dell'interesse della dittatura, mascherato
in molti modi, di rimanere al potere per venti anni, governando come ora con l'uso del terrore e del
crimine e ignorando la pazienza del popolo cubano, che ha i suoi limiti. Come seguace di Martí, credo
che sia giunta l'ora di combattere per i nostri diritti, e non di elemosinarli".[100] I fratelli Castro e molti
altri compagni migrarono in Messico, paese con una lunga storia di accoglienza nei confronti degli
esuli di sinistra.[101] Nel paese Raúl (uno dei primi a partire per il Messico)[102] strinse amicizia con il
medico Ernesto "Che" Guevara, che diventò sostenitore della guerriglia e della rivoluzione cubana.
Anche Fidel strinse amicizia con lui, descrivendolo come "un rivoluzionario più avanzato di me".[103]
Castro conobbe anche Alberto Bayo, che accettò di insegnare ai ribelli di Fidel le competenze
necessarie per la guerriglia, incontrandoli clandestinamente a Chapultepec per addestrarli.[104]

In cerca di finanziamenti, Castro visitò gli Stati Uniti in cerca di ricchi simpatizzanti; Prío contribuì
con 100.000 dollari. Castro affermò successivamente di essere stato pedinato dagli agenti di Batista,
che avrebbero orchestrato un fallito attentato contro di lui. Il governo cubano corruppe la polizia
messicana per arrestare i ribelli,[105] ma, grazie al sostegno di alcuni politici messicani che
simpatizzavano con il movimento guidato da Castro, tutti i rivoluzionari vennero velocemente
scarcerati.[106] Castro rimase in contatto con la base cubana dell'M-26-7, che nel frattempo aveva
guadagnato una grande base di appoggio nella Provincia di Oriente.[107] Intanto sorsero nuovi gruppi
militanti anti-Batista, appartenenti soprattutto al movimento studentesco; ruolo molto importante
rivestì il Directorio Revolucionario Estudiantil (DRE), fondato dal presidente della Federazione degli
Studenti Universitari (FEU) José Antonio Echevarría, che raggiunse Città del Messico per incontrare
Castro, ma non riuscirono a trovare un accordo sulle tattiche da seguire; José pensava che fosse
legittimo assassinare chiunque fosse legato al governo, mentre Castro considerava questa strategia
inefficace e avventata.[108]

Castro e Antonio del Conte acquistarono per 17.000 dollari il Granma, uno yacht di 19,2 metri
progettato per trasportare teoricamente venti persone fra passeggeri ed equipaggio.[109] La nave era di
proprietà dello statunitense Robert B. Erickson, che lo aveva battezzato Granma in onore della
nonna: granma è infatti l'abbreviazione di grandmother, che in inglese significa proprio "nonna".[109]
Vennero compiuti diversi lavori: furono aumentati lo spazio, per trasportare più persone, e la potenza
dei motori; si eliminò la zavorra inutile e vennero aggiunti serbatoi per l'acqua.[109] Sullo yacht
vennero stipati 81 rivoluzionari guidati da Fidel, che partirono dal porto messicano di Tuxpan il 25
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novembre verso Cuba per dare inizio alla rivoluzione contro il dittatore Batista.[110] Tra le armi
presenti vi erano 90 fucili, 3 mitragliatrici e circa 40 pistole.[111]
Il viaggio non fu facile a causa del
numero eccessivo di persone a bordo, del continuo maltempo e delle pessime condizioni
dell'imbarcazione.[112] Sbarcarono il 2 dicembre, dopo più di sette giorni invece dei tre previsti, a due
chilometri dalla meta prevista, la Playa Las Coloradas.[113]

Guerriglia nella Sierra Maestra: 1956-58

Nel giro di pochi giorni, il 5 dicembre, una nave militare iniziò a bombardare gli invasori ad Alegrìa de
Pìo,[114] che, in fuga verso l'interno, si diressero verso la catena montuosa boschiva della Sierra
Maestra.[115] All'alba del 5 dicembre un distaccamento della Guardia Rurale di Batista li attaccò; i
ribelli si dispersero e proseguirono il viaggio in piccoli gruppi.[116] All'arrivo Castro scoprì che, degli 82
ribelli arrivati a Cuba con il Granma, solo 19 avevano raggiunto il punto prestabilito; gli altri erano
stati catturati o uccisi.[117] Dall'accampamento organizzato nella giungla dai sopravvissuti (tra cui i
fratelli Castro, Guevara e Camilo Cienfuegos)[118] frequentemente partivano incursioni verso i piccoli
distaccamenti dell'esercito per reperire armi.

Nel gennaio 1957 venne attaccato l'avamposto vicino alla spiaggia di "La Plata"; Guevara
successivamente medicò i soldati vittime di lesioni. I rivoluzionari giustiziarono il sindaco locale
Chicho Osorio che, oltre ad essere odiato dai contadini, si era vantato, diverse settimane prima,
dell'assassinio di un membro dell'M-26-7.[119] L'esecuzione di Osorio aiutò i ribelli a guadagnare la
fiducia della popolazione locale, avversa ai sindaci che erano spesso dalla parte dei ricchi proprietari
terrieri.[120] La fiducia verso i ribelli continuò a crescere e diversi abitanti si unirono alla lotta
rivoluzionaria, anche se la maggior parte delle nuove reclute proveniva dalle aree urbane.[121]
Con un
numero crescente di volontari, oltre 200, nel luglio 1957 Castro divise il suo esercito in tre colonne;
una la mise sotto il suo controllo, mentre le altre due passarono sotto il controllo di Raúl e di
Guevara.[122] I membri dell'M-26-7, che operavano nelle aree urbane, continuarono le agitazioni,
mandando rifornimenti a Castro; il 16 febbraio 1957 quest'ultimo incontrò alcuni compagni anziani
per discutere le tattiche d'azione; qui incontrò Celia Sánchez, che sarebbe diventato un suo stretto
amico.[123]

Su tutto il territorio cubano iniziarono gli attacchi e le azioni di sabotaggio da parte dei rivoluzionari.
La polizia rispose con arresti di massa, torture e omicidi extragiudiziali; i cadaveri venivano appesi
agli alberi per intimorire i dissidenti. Il 13 marzo 1957 José Antonio Echevarría guidò un attacco al
palazzo presidenziale, che si concluse con la morte di Antonio e quindi con il fallimento
dell'offensiva.[124][125] Anche Frank Isaac País García perse la vita e Castro assunse allora la leadership
totale dell'M-26-7.[126] Al contrario di Guevara e Raúl, Fidel cercò di celare i suoi ideali marxisti-
leninisti per ottenere il sostegno dei dissidenti meno radicali e nel 1957 si incontrò con i membri del
Partito Ortodosso. I leader di quest'ultimo (Raúl Chibás e Felipe Pazos) assieme a Castro redassero e
firmarono il Manifesto della Sierra Maestra, in cui presentarono i loro piani per una Cuba post-
Batista. Rifiutando la possibilità di creare una giunta militare provvisoria, auspicarono la creazione di
un governo civile provvisorio "sostenuto da tutti", che avrebbe attuato una moderata riforma agraria,
un'industrializzazione e una campagna di alfabetizzazione, prima di introdurre elezioni "veramente
eque, democratiche e imparziali".[127]

Il governo di Batista aveva censurato la stampa cubana; per questo Castro contattò i media stranieri
per diffondere il suo messaggio. Herbert Matthews, giornalista del The New York Times, intervistò
Castro, attirando l'interesse internazionale alla causa del ribelle e rendendo Castro una celebrità.[128]
Altri giornalisti (tra cui inviati della CBS) seguirono la vicenda, mentre un giornalista della rivista
Paris Match rimase con i ribelli per circa quattro mesi, documentando la loro vita quotidiana.[129] I
guerriglieri castristi incrementarono i loro attacchi agli avamposti militari, costringendo il governo a
ritirarsi dalla regione della Sierra Maestra; nella primavera del 1958 i ribelli controllavano un
ospedale, una scuola, una stampa, un macello, una fabbrica di mine e una fabbrica di sigari.[130]

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La caduta di Batista e la giunta militare di Cantillo: 1958-1959

Nel 1958 Batista era sotto una crescente pressione. I fallimenti


militari del suo esercito, insieme alla censura della stampa e
all'uso da parte della polizia e dell'esercito di torture ed esecuzioni
extragiudiziali, gli causavano sempre più critiche, sia a livello
nazionale che internazionale. Influenzato dal sentimento anti-
Batista tra i suoi cittadini, il governo degli Stati Uniti cessò di
fornirgli armi; il dittatore si rivolse allora al mercato bellico
britannico.[131] L'opposizione sfruttò questa opportunità per
proclamare uno sciopero generale, accompagnato da attacchi
armati dell'M-26-7, ricevendo, a partire dal 9 aprile, un forte
sostegno nella parte centrale e orientale di Cuba, ma poco nel
resto del territorio.[132]

Batista decise allora di sconfiggere definitivamente la rivolta e


affidò l'incaricò al generale Eulogio Cantillo, che guidò
l'Operazione Verano (28 giugno-8 agosto 1958). L'esercito Castro (a destra) e Camilo
bombardò dall'alto le aree forestali e i villaggi sospettati di aiutare Cienfuegos entrano a L'Avana, 8
i ribelli, mentre 10.000 soldati circondavano la Sierra Maestra gennaio 1959
muovendo in direzione nord verso gli accampamenti ribelli.
Nonostante la sua superiorità numerica e tecnologica, l'esercito
non aveva esperienza con la guerriglia e con la regione montuosa. Con soli 300 uomini al suo seguito,
Castro evitò il confronto diretto, utilizzando mine terrestri e imboscate per fermare l'offensiva
nemica.[133]

L'esercito subì gravi perdite; nel giugno 1958 un battaglione si arrese; le loro armi vennero confiscate
e consegnate alla Croce Rossa.[134] Molti dei soldati di Batista, sconvolti dagli abusi dei diritti umani
che avrebbero dovuto commettere, finirono per difendere i ribelli castristi, che beneficiavano, inoltre,
del sostegno popolare nelle aree interessate dalle azioni.[135] In estate l'M-26-7 iniziò l'offensiva,
spingendo l'esercito al di là della catena montuosa, in pianura. A novembre le forze rivoluzionarie
controllavano la quasi totalità delle provincie di Las Villas e Oriente (oggi non più esistenti). Inoltre
avevano rafforzato la loro presenza a Santa Clara e a Santiago di Cuba. Questo controllo permise di
dividere l'isola in due parti, chiudendo le strade principali e le linee ferroviarie, svantaggiando così
notevolmente le forze di Batista.[136]

Gli Stati Uniti capirono che Batista avrebbe perso il conflitto e, temendo che Castro avrebbe attuato
una serie di riforme socialiste a loro sfavore, decisero di sostenere la rimozione del dittatore cubano
appoggiando una giunta militare di destra guidata dal generale Cantillo, allora comandante della
maggior parte delle forze armate del paese. Dopo essere stato informato della proposta, Cantillo
s'incontrò segretamente con Castro, mettendosi d'accordo sul diramare il cessate il fuoco dopo che
Batista fosse stato arrestato e processato per crimini di guerra.[137] Cantillo fece però il doppio gioco, e
avvertì Batista delle intenzioni di Fidel. Volendo evitare il tribunale, il 31 dicembre 1958 Batista si
dimise, informando le forze armate che sarebbero passate sotto il controllo di Cantillo. Con la famiglia
e i suoi consiglieri più vicini, Batista fuggì in esilio nella Repubblica Dominicana con oltre 300 milioni
di dollari statunitensi.[138] Cantillo entrò nel palazzo presidenziale de L'Avana, proclamò il giudice
della Corte Suprema Carlos Piedra nuovo presidente e iniziò a nominare i nuovi membri del
governo.[139]

Trovandosi ancora nella provincia di Oriente, Castro fu furioso. Non riconoscendo la giunta militare,
annullò il cessate il fuoco e continuò l'offensiva.[140] L'M-26-7 organizzò un piano per rovesciare la
giunta Cantillo-Piedra, liberando il colonnello di alto rango Ramón Barquín dalla prigione dell'Isola
dei Pini (dove era detenuto per la sua attività anti-Batista) e gli ordinò di volare a L'Avana per

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arrestare Cantillo. In vista delle celebrazioni che avrebbero interessato il paese dopo le dimissioni
[141]

di Batista, Castro ordinò all'M-26-7 di assumersi la responsabilità di mantenere l'ordine nel paese, al
fine di prevenire saccheggi e vandalismi.[142]

Mentre Cienfuegos e Guevara conducevano le loro colonne a L'Avana il 2 gennaio, Castro entrò a
Santiago, accettando la resa della Caserma di Moncada e tenendo un discorso che chiamava alla
guerra per l'indipendenza. Esprimendo il suo forte dissenso verso la giunta Cantillo-Piedra, chiese
giustizia contro gli abusi dei diritti umani e annunciò un'era migliore per i diritti delle donne.[143]
Dirigendosi verso
L'Avana incontrò la madre di José Antonio Echevarría; venne inoltre accolto da
folle di persone in diverse città e tenne convegni e interviste. I giornalisti stranieri giudicarono senza
precedenti il livello di sostegno popolare.[144]

Governo provvisorio: 1959

Castro rese noto che secondo lui sarebbe dovuto diventare presidente l'avvocato Manuel Urrutia Lleó.
Politicamente moderato, Urrutia aveva difeso i rivoluzionari dell'M-26-7 in tribunale, sostenendo che
l'attacco alla Caserma di Moncada era legale in base alla costituzione cubana. Castro credeva che
Urrutia sarebbe stato un buon capo, visto che entrambi condividevano l'ideale rivoluzionario contro
Batista. Con i dirigenti della giunta in stato di arresto, Urrutia venne proclamato presidente
provvisorio; la maggior parte del Gabinetto era composto da membri dell'M-26-7.[145] L'8 gennaio
1959 l'esercito castrista entrò a L'Avana. Proclamando se stesso "Rappresentante delle Forze Armate
Ribelli della Presidenza", Castro - insieme a stretti aiutanti e famigliari - adibì casa e ufficio nell'attico
dell'Hotel Tryp Habana Libre, dove s'incontravano giornalisti, visitatori stranieri e ministri
governativi.[146]

Anche se ufficialmente Fidel non ricopriva alcun ruolo nel


governo provvisorio, egli esercitava lo stesso una grande
influenza, in gran parte grazie alla sua popolarità e al controllo
dell'esercito ribelle. Tentando di sbarazzarsi completamente del
governo cubano di Batista, il Congresso eletto sotto il controllo di
quest'ultimo venne abolito e tutti quelli eletti nelle elezioni del
1954 e del 1958 furono allontanati dalla politica. Fidel spinse il
presidente a proibire temporaneamente tutti i partiti politici, ma
affermò ripetutamente che prima o poi sarebbero state celebrate
elezioni multipartitiche. Questo non avvenne.[147] Nel frattempo
Castro con Arturo Frondizi nel 1959 Fidel cominciò anche a incontrare i membri del Partito Socialista
Popolare.[148]

Nel tentativo d'impedire la rivoluzione, il governo di Batista aveva orchestrato massicce violazioni dei
diritti umani; la stima dei morti più accreditata è di circa 20.000. Fidel volle assicurare giustizia a
tutti quei morti. Pur rimanendo una forza moderata e opposta alle rappresaglie di massa sostenute da
molti, Castro contribuì a incriminare diversi sostenitori di Batista, portando a centinaia le esecuzioni
conseguenti. I critici (in particolare quelli statunitensi) sostenevano che il governo provvisorio era
interessato più alla vendetta che alla giustizia. In risposta, Castro proclamò che "la giustizia
rivoluzionaria non si basa su precetti giuridici, ma sulla convinzione morale". Partecipò
successivamente a diversi processi per assicurarsi che la "giustizia rivoluzionaria" fosse rispettata;
quando un gruppo di aviatori accusati di aver bombardato un villaggio venne considerato non
colpevole in un processo a Santiago de Cuba, Castro ne ordinò un riesame, in cui vennero considerati
colpevoli e condannati al carcere a vita.[149]

Acclamato in tutta l'America Latina, Castro andò in Venezuela per partecipare alle celebrazioni del
primo anniversario del rovesciamento di Marcos Pérez Jiménez. Incontrandosi con il presidente
eletto Rómulo Betancourt, Castro propose maggiori relazioni tra le due nazioni, richiedendo senza
successo un prestito di 300 milioni di dollari e un nuovo accordo per il petrolio venezuelano.[150]
Quando tornò in patria, Fidel si trovò in disaccordo con le figure governative più importanti del paese;
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il governo aveva infatti bandito la Lotteria Nazionale e aveva chiuso i casinò e i bordelli, lasciando
migliaia di camerieri, croupier e prostitute disoccupati. Di conseguenza, il premier José Miró Cardona
si dimise e andò in esilio negli Stati Uniti, aderendo al movimento anti-castrista.[151]

Premiership

Consolidamento della leadership: 1959

Il 16 febbraio 1959 Castro giurò come primo ministro di


Cuba e accettò il ruolo a condizione che i poteri del
primo ministro fossero aumentati.[152] Tra il 15 e il 26
aprile Castro visitò gli USA[153] con una delegazione
composta da più di 50 rappresentanti industriali, ospiti
della American Society of Newspaper Editors (ASNE).
Il rivoluzionario venne acclamato da molti cittadini
statunitensi, che lo consideravano un vero e proprio
eroe.[154] Il presidente Dwight Eisenhower si rifiutò
d'incontrare Castro; quest'ultimo si confrontò allora
con il vice-presidente Richard Nixon, che non piacque Fidel Castro durante una visita a Washington
fin da subito a Fidel.[155]
Il suo viaggio non si fermò agli
Stati Uniti, ma proseguì in Canada, Brasile, Uruguay e
Argentina. A Buenos Aires partecipò a una conferenza economica, dove propose senza successo un
"piano Marshall", finanziato dagli Stati Uniti, da 30 miliardi di dollari e destinato all'America
Latina.[156]

Dopo essersi nominato, il 17 maggio 1959, presidente dell'Istituto Nazionale della Riforma Agraria
(Instituto Nacional de Reforma Agraria - INRA), Castro emanò una riforma agraria che vietava a un
proprietario terriero di possedere più di 993 ettari (4,02 km²) di terreno. Le grandi aziende vennero
espropriate e le loro terre ridistribuite; circa 200.000 contadini ricevettero titoli di proprietà. A
questo punto la classe benestante cubana non possedeva più il controllo agricolo. Grazie alla riforma
agraria, Fidel incrementò la sua popolarità nella classe operaia/contadina, ma si alienò molti
sostenitori nel ceto medio.[157] Fidel si nominò inoltre presidente dell'Industria Nazionale del
Turismo. Tentò d'incoraggiare gli afro-americani a visitare il paese, affermando che Cuba fosse un
paradiso tropicale senza discriminazioni razziali, ma non riuscì nel suo intento.[158] Vennero apportate
modifiche al salario statale; ai giudici e ai politici venne ridotta la retribuzione, mentre i funzionari
pubblici di basso livello videro innalzarsi il proprio salario.[159] Nel marzo 1959 Castro ordinò che
venissero pagati gli affitti a coloro che ricevevano uno stipendio inferiore ai 100 dollari mensili;
inoltre introdusse misure per aumentare il potere d'acquisto del popolo cubano. La produttività
diminuì e le riserve finanziarie del paese si prosciugarono in soli due anni.[160]

Anche se inizialmente si rifiutò di classificare il suo regime come "socialista" e negò ripetutamente di
essere un "comunista", Castro nominò sostenitori del marxismo-leninismo in posizioni governative e
militari di alto livello. In particolare Guevara divenne governatore della Banca Centrale e poi Ministro
delle Industrie. Sconvolto, il comandante dell'Aeronautica militare Pedro Luis Díaz Lanz disertò per
gli Stati Uniti.[161] Anche se il presidente Urrutia denunciò la diserzione, espresse pubblicamente la
sua preoccupazione verso l'aumentare dell'influenza marxista. Irritato, Castro annunciò le sue
dimissioni come primo ministro, accusando Urrutia di complicare la situazione governativa con il suo
"anti-comunismo febbrile". Oltre 500.000 sostenitori castristi circondarono il palazzo presidenziale
chiedendo le dimissioni di Urrutia, che arrivarono. Il 23 luglio Castro tornò a ricoprire l'incarico di
primo ministro e nominò come nuovo presidente il marxista Osvaldo Dorticós Torrado.[162]

Castro utilizzò la radio e la televisione per sviluppare un "dialogo con la gente", ponendo domande e
formulando dichiarazioni provocatorie.[163] Il suo regime rimase popolare tra i lavoratori, i contadini e
gli studenti, che costituivano la maggioranza della popolazione del paese, mentre l'opposizione era
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costituita principalmente dalla classe media.[164] Migliaia di


medici, ingegneri e altri professionisti emigrarono in Florida,
negli Stati Uniti, causando una fuga di cervelli.[165] Il governo
castrista si disfò degli oppositori politici e arrestò centinaia di
contro-rivoluzionari.[166] Il governo di Castro tuttavia sanzionò
l'uso della tortura psicologica; i prigionieri venivano comunque
sottoposti all'isolamento e a un trattamento violento e
minaccioso.[167] I gruppi di militanti anticastristi, finanziati dagli
esiliati, dalla CIA e dal governo dominicano di Rafael Leónidas
Trujillo, intrapresero attacchi armati e fondarono basi di
guerriglia nelle regioni montuose di Cuba. Ciò portò a una
ribellione nelle montagne Escambray, durata sei anni. Il governo,
grazie alla superiorità numerica (400.000 uomini, tutti
volontari),[168] riuscì a placare la rivolta. I ribelli catturati vennero
giustiziati.[169]

Camilo Cienfuegos e Fidel Castro Supporto sovietico e opposizione statunitense


prima di prendere parte a una
partita di baseball, 1959 Nel 1960 incombeva la guerra fredda, la contrapposizione
ideologica, militare e politica tra le due superpotenze mondiali, gli
Stati Uniti, una democrazia liberale capitalista e l'Unione
Sovietica, uno stato socialista marxista-leninista, governato dal
Partito Comunista dell'Unione Sovietica. Esprimendo il suo
disprezzo per gli USA, Castro stabilì rapporti con i sovietici, vista
la condivisione degli ideali marxisti-leninisti.[170] Durante
l'incontro con il vice-premier sovietico Anastas Ivanovič Mikojan,
Castro accettò di fornire all'URSS zucchero, frutta, fibre e pelli, in
cambio di petrolio greggio, fertilizzanti, beni industriali e un
prestito da 100 milioni di dollari.[171] Il governo cubano ordinò
alle raffinerie del paese - controllate dalle società statunitensi
Castro insieme a Sukarno, L'Avana, Shell, Esso e Standard Oil - di utilizzare il petrolio sovietico, ma
1960 esse, sotto la pressione del governo degli Stati Uniti, rifiutarono.
Castro rispose espropriando e nazionalizzando le raffinerie. Per
vendicarsi, gli USA annullarono le importazioni di zucchero
cubano; in risposta Fidel nazionalizzò la maggior parte dei possedimenti e delle attività commerciali
statunitensi sull'isola, tra cui banche e zuccherifici.[172]

Le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti peggiorarono in seguito all'esplosione di un peschereccio
francese, il La Coubre, nel porto de L'Avana nel marzo 1960. La nave trasportava armi acquistate dal
Belgio; la causa dell'esplosione non fu mai determinata, ma Castro insinuò pubblicamente che il
governo statunitense era colpevole di sabotaggio. Terminò il suo discorso con il celebre Hasta la
victoria siempre. Patria o muerte ("Sempre fino alla vittoria. Patria o morte").[173] Ispirandosi al
precedente successo del colpo di Stato in Guatemala del 1954, il 17 marzo 1960 il presidente USA
Eisenhower autorizzò segretamente la CIA a rovesciare il governo di Castro. Fornì un budget di 13
milioni di dollari e permise di allearsi con la mafia, nemica di Castro in quanto quest'ultimo la aveva
combattuta.[174] Il 13 ottobre 1960 gli Stati Uniti vietarono la maggior parte delle esportazioni verso
Cuba, iniziando un embargo economico. Il 14 ottobre l'Institut national de la recherche agronomique
(INRA) assunse il controllo di 383 imprese private e il 25 ottobre altre 166 società statunitensi
operanti a Cuba videro sequestrati e nazionalizzati i loro locali.[175] Il 16 dicembre gli USA smisero
definitivamente d'importare lo zucchero cubano, l'esportazione primaria del paese.[176]

Nel settembre del 1960 Castro volò a New York per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Offeso
dall'atteggiamento dell'élite del Shelburne Hotel, Fidel e il suo entourage soggiornarono
nell'economico Hotel Theresa di Harlem. Lì incontrò giornalisti e figure anti-sistema, come Malcolm

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X. Conobbe inoltre il premier sovietico Nikita Chruščёv e i due leader evidenziarono pubblicamente la
povertà presente in alcune aree statunitensi come Harlem; Castro descrisse New York come una "città
di persecuzione" verso i neri e i poveri. Le relazioni tra Castro e Chruščёv erano positive. Sebbene
Castro pubblicamente negasse di essere socialista, Chruščëv informò il suo entourage che Cuba
sarebbe diventata "un faro del socialismo in America Latina".[177] Successivamente Castro incontrò
altri quattro socialisti, il primo segretario polacco Władysław Gomułka, il presidente bulgaro Todor
Živkov, il presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser e il premier indiano Jawaharlal Nehru.[178]

Castro tornò a Cuba il 28 settembre. Temeva un colpo di stato statunitense e proprio per questo
motivo nel 1959 aveva speso 120 milioni di dollari per armi sovietiche, francesi e belghe. Lo scopo del
rivoluzionario era quello di costruire l'esercito più grande dell'America Latina; nei primi anni del 1960
il governo cubano raddoppiò le dimensioni delle forze armate.[179] Temendo elementi
controrivoluzionari nell'esercito, il governo creò una milizia popolare per armare i cittadini favorevoli
alla rivoluzione e addestrò almeno 50.000 sostenitori alle tecniche di combattimento.[180] Il 28
settembre 1960 vennero creati i Comitati di difesa della rivoluzione (CDR), un insieme di
organizzazioni di massa cubane che presidiavano il territorio con l'obiettivo di combattere la
delinquenza e la controrivoluzione. Vennero inoltre organizzate campagne sulla sanità e
sull'istruzione. Dopo poco tempo l'80% della popolazione cubana era coinvolta nel CDR.[181] Castro
affermò che la nuova amministrazione da lui guidata era una democrazia diretta, in cui la popolazione
cubana si sarebbe potuta riunire in massa per manifestare ed esprimere la propria volontà
democratica. Di conseguenza, rifiutò la necessità di organizzare elezioni, sostenendo che i sistemi
rappresentativi democratici servivano agli interessi delle élite socioeconomiche.[182] Al contrario, i
critici condannarono il nuovo regime, definendolo non democratico. Il segretario di Stato statunitense
Christian Herter sostenne che Cuba stava adottando il modello sovietico, con uno stato
monopartitico, il controllo governativo dei sindacati, la soppressione delle libertà civili e l'assenza di
libertà di parola e di stampa.[183]

Il governo castrista enfatizzò i progetti sociali per migliorare lo standard di vita della popolazione
cubana, spesso a scapito dello sviluppo economico.[184] Un'attenzione particolare venne posta
sull'istruzione; nei primi 30 mesi del governo castrista vennero aperte più aule scolastiche che nei
precedenti 30 anni. Il sistema educativo primario cubano offriva un programma di studio-lavoro: la
metà del tempo veniva trascorsa in classe, mentre l'altra metà in un'attività produttiva.[185]
L'assistenza sanitaria venne nazionalizzata e ampliata. Vennero aperti in tutta l'isola centri sanitari
rurali e cliniche urbane, che offrono tuttora assistenza medica gratuita. La vaccinazione di massa
contro le malattie infantili venne implementata e le percentuali di mortalità infantile vennero ridotte
drasticamente.[184] Un terzo aspetto dei programmi sociali fu la costruzione di infrastrutture; nei
primi sei mesi di governo castrista vennero costruiti oltre 965 km di strade, mentre 300 milioni di
dollari vennero utilizzati in sistemi idrici e sanitari.[184] Nei primi anni di amministrazione castrista
vennero costruite oltre 800 case al mese per abbassare il numero di senzatetto; inoltre vennero aperti
asili nido e centri per disabili e anziani.[184]

Invasione della baia dei Porci e abbraccio del socialismo (1961-62)

Nel gennaio 1961 Castro ordinò all'ambasciata statunitense de L'Avana di ridurre i suoi 300
dipendenti, sospettando che molti fossero spie. Gli Stati Uniti risposero con la chiusura delle relazioni
diplomatiche e aumentando i fondi della CIA destinati ai dissidenti cubani in esilio; questi militanti
iniziarono ad attaccare navi che commerciavano con Cuba e a bombardare negozi e fabbriche di
zucchero.[186] Eisenhower e il suo successore John Fitzgerald Kennedy sostennero un piano della CIA
per aiutare una militanza dissidente, il "Fronte Democratico Rivoluzionario", a invadere Cuba e a
rovesciare il governo castrista; il progetto alla fine si concretizzò con l'invasione della baia dei Porci
(17 - 19 aprile 1961).

Il 15 aprile, i Douglas A-26 Invader forniti dalla CIA bombardarono tre aeroporti militari cubani; gli
USA affermarono che i responsabili erano piloti dell'aviazione cubana che avevano disertato; Fidel
considerò queste dichiarazioni come false flag.[187] Temendo un'invasione, ordinò l'arresto di
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20.000/100.000 sospetti controrivoluzionari, [188]


affermando
pubblicamente che "ciò che gli imperialisti non ci possono
perdonare è che noi abbiamo realizzato una rivoluzione socialista
sotto i loro nasi". Si trattò della prima dichiarazione pubblica di
Fidel in cui si annunciava che il governo s'ispirava all'ideologia
socialista.[189] La CIA e il Fronte Democratico Rivoluzionario
disponevano in Nicaragua della Brigade 2506, composta da 1.400
unità. L'attacco, dopo 3 giorni, finì con la vittoria dei castristi.
Fidel ordinò che i 1189 ribelli catturati venissero interrogati in
diretta televisiva da un gruppo di giornalisti; il 25 aprile condusse
personalmente l'interrogatorio. 14 ribelli vennero processati per i
crimini presumibilmente commessi prima della rivoluzione,
mentre tutti gli altri vennero restituiti agli Stati Uniti in cambio di
medicinali e alimenti pari a 25 milioni di dollari statunitensi.[190]

Consolidando "Cuba socialista", Castro unì l'M-26-7, il Partito


Socialista Popolare e la Direzione Rivoluzionaria in un partito Guevara (a sinistra) assieme a
governativo basato sul principio leninista del centralismo Castro, 1961
democratico: le Organizzazioni Rivoluzionarie Integrate (ORI),
che successivamente prenderà la denominazione di Partito Unito
della Rivoluzione Socialista di Cuba (PURSC), che nel 1965 cambierà denominazione in Partito
Comunista di Cuba (PCC).[191] Anche se l'URSS non era del tutto sicura dell'abbraccio di Castro al
socialismo, i rapporti con i sovietici vennero approfonditi.[192] Castro iscrisse Fidelito in una scuola di
Mosca[193] e successivamente ricevette il Premio Lenin per la pace.[194] Nel dicembre 1961 Castro si
proclamò marxista-leninista e nella sua seconda dichiarazione a L'Avana invitò l'America Latina a
realizzare una rivoluzione.[195] In risposta, gli USA spinsero con successo l'Organizzazione degli Stati
americani a espellere Cuba; i sovietici rimproverarono Fidel di essere stato troppo avventato, mentre i
cinesi si congratularono con lui.[196] Nonostante l'affinità ideologica con la Cina, durante la crisi sino-
sovietica Cuba si schierò con i sovietici, che avevano offerto all'isola aiuti economici e militari.[197]

L'ORI iniziò ad amministrare Cuba secondo il modello sovietico, perseguendo gli oppositori politici e
accusando di devianza le prostitute e gli omosessuali; Castro considerava questi ultimi un tratto
borghese.[198] I funzionari governativi si espressero contro l'omofobia di Fidel; nonostante questo
vennero create le unità militari di aiuto alla produzione (attive dal novembre 1965 alla metà del
1968).[199] Gli atti omosessuali verranno depenalizzati nel 1979 e nel 2010 Castro si assumerà la piena
responsabilità delle persecuzioni, affermando inoltre che furono "una grande ingiustizia".[200] Nel
1962 l'economia di Cuba era in forte crisi, frutto di una scarsa gestione economica e di una bassa
produttività, associate all'embargo commerciale degli Stati Uniti. Le carenze alimentari portarono al
razionamento, causando proteste a Cárdenas.[201] Nel marzo 1962 Castro rimosse dalle loro cariche i
più importanti "vecchi comunisti", etichettandoli come "settari".[202] A livello personale, Castro
divenne sempre più solitario e le sue relazioni con Guevara si affievolirono, poiché questi dimostrava
di essere sempre più anti-sovietico e pro-cinese.[203]

Crisi dei missili di Cuba: 1962-1968

Militarmente più debole della NATO, Chruščёv volle installare gli MRBM R-12 per riequilibrare la
bilancia del potere nucleare, che pendeva dalla parte degli Stati Uniti.[204] Castro accettò la proposta
sovietica, credendo che avrebbe garantito maggiore sicurezza e favorito la causa socialista.[205] Il
progetto venne elaborato sottobanco; solo Fidel, Raúl, Guevara, Dorticós e il capo della sicurezza
Ramiro Valdés erano a conoscenza del progetto nella sua completezza.[206] Gli USA nell'ottobre
scoprirono il piano attraverso aerei Lockheed U-2. Gli Stati Uniti considerarono quei missili come un
piano d'attacco, nonostante Castro affermasse che in realtà si trattasse di un piano difensivo.[207]

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Castro sollecitò Chruščёv a minacciare un attacco nucleare verso


gli Stati Uniti in caso di attacco USA verso l'isola cubana, ma
Chruščёv non aveva intenzione di scatenare una guerra
nucleare.[208] Castro venne escluso dai negoziati; Chruščёv accettò
di rimuovere i missili in cambio dell'impegno statunitense a non
invadere Cuba e a rimuovere i propri missili dall'Italia e dalla
Turchia.[209] Sentendosi tradito da Chruščёv, Castro si infuriò e
presto si ammalò.[210]
Fidel propose 5 punti: che gli Stati Uniti
mettessero fine all'embargo, che cessassero di sostenere i
dissidenti, che smettessero di violare lo spazio aereo cubano e le
Fotografia ottenuta dai voli di acque territoriali e che chiudessero la base navale di
ricognizione degli aerei spia Guantánamo. Incontrò e presentò queste richieste al Segretario
statunitensi Lockheed U-2 che generale delle Nazioni Unite U Thant. Gli Stati Uniti ignorarono
mostra l'installazione di missili le proposte; in risposta Fidel si rifiutò di consentire alle Nazioni
sovietici a Cuba Unite di ispezionare l'isola cubana.[211]

Nel febbraio del 1963 Castro ricevette una lettera personale da


Chruščёv che lo invitava a visitare l'URSS. Fidel raggiunse Nikita nel mese di aprile e rimase nel
territorio sovietico cinque settimane. Visitò 14 città, partecipò a una manifestazione nella Piazza
Rossa e al Calendimaggio, al Cremlino di Mosca. Ricevette un dottorato onorario presso l'Università
statale di Mosca e divenne il primo straniero a ricevere l'Ordine di Lenin.[212][213] Castro tornò a Cuba
con nuove idee; ispirato dal giornale sovietico Pravda, unì Hoy e Revolución in un unico quotidiano,
Granma[214] Investì molto nello sport, che portò ad un miglioramento della considerazione sportiva a
livello internazionale.[215]
Il governo decise di consentire temporaneamente l'emigrazione a tutti i
cittadini, esclusi quelli maschi tra i 15 e i 26 anni.[216] Nel 1963 morì la madre di Fidel. La stampa in
seguito non darà più notizie sulla vita privata di Castro.[217] Nel 1964 Castro tornò a Mosca per firmare
un nuovo accordo quinquennale per il commercio dello zucchero, ma anche per discutere
dell'assassinio di John Fitzgerald Kennedy.[218] Nell'ottobre del 1965 si formò il Comitato Centrale del
Partito Unito della Rivoluzione Socialista di Cuba (PURSC), che decise di modificarne il nome in
Partito Comunista di Cuba (PCC).[216]

Nonostante i dubbi sovietici, Castro continuò a sostenere la rivoluzione globale. Sostenne anche il
"progetto andino" di Guevara, un piano non riuscito per creare un movimento di guerriglia negli
altopiani della Bolivia, del Perù e dell'Argentina, e permise a gruppi rivoluzionari di tutto il mondo,
dai Viet Cong alle Pantere Nere, di esercitarsi a Cuba.[219][220] Fidel era certo del fatto che l'Africa,
dominata dall'Occidente, fosse matura per una rivoluzione e mandò truppe e medici per aiutare il
regime socialista di Ahmed Ben Bella in Algeria durante la Guerra delle sabbie. Inoltre strinse
un'alleanza con il governo socialista di Alphonse Massamba-Débat nella Repubblica del Congo. Nel
1965 Castro autorizzò Guevara a raggiungere la Repubblica Democratica del Congo per sostenere la
rivolta dei Simba.[221][222] Dopo l'uccisione di Guevara in Bolivia, Fidel, profondamente colpito,
affermò pubblicamente che il Comandante aveva spesso trascurato la sua sicurezza personale.[223][224]
Nel 1966 Castro organizzò la OSPAAAL (Organization of Solidarity with the People of Asia, Africa
and Latin America) a L'Avana, affermandosi ulteriormente come figura di spicco nel palcoscenico
mondiale.[225][226] Da questa conferenza Castro creò l'Associazione di Solidarietà Latinoamericana
(OLAS); L'Avana assunse quindi la leadership del movimento rivoluzionario latinoamericano.[227]

Il ruolo crescente esercitato da Castro sullo scacchiere mondiale rese tesa la sua relazione con i
sovietici, guidati da Leonid Brežnev. Affermando l'indipendenza di Cuba, Castro si rifiutò di firmare il
trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari, dichiarando che fosse un tentativo sovietico-
statunitense di dominare il Terzo mondo.[228] A sua volta, lo scienziato sovietico Aníbal Escalante
iniziò a organizzare una rete governativa di opposizione a Castro, anche se nel gennaio 1968 lui e i
suoi sostenitori vennero arrestati.[229] Castro rifiutò le pressioni di Brežnev a essere "obbediente";
nell'agosto 1968 Fidel accusò la Primavera di Praga di essere guidata da una "marmaglia fascista
reazionaria", e sostenne l'invasione sovietica della Cecoslovacchia.[230][231][232] Influenzato dal Grande

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balzo in avanti cinese, nel 1968 Castro proclamò una grande offensiva rivoluzionaria, chiudendo tutti i
rimanenti negozi e imprese privati e denunciando i proprietari di essere capitalisti contro-
rivoluzionari.[233]

Stagnazione economica e terzomondismo: 1969-1974

Nel gennaio 1969 Castro celebrò pubblicamente il 10º


anniversario della sua amministrazione in Plaza de la Revolución,
sfruttando l'occasione per chiedere alle folle riunite se
tollerassero una possibile riduzione dello zucchero, facendo
riflettere sui problemi economici del paese.[233] In precedenza la
maggioranza della raccolta dello zucchero veniva inviata verso
l'Unione Sovietica; essa però nel 1969 venne fortemente
danneggiata da un uragano. Castro e molti altri ministri del
Castro in Romania, 1972
governo si riunirono insieme a diplomatici stranieri.[234][235] La
situazione non migliorò e Castro pubblicamente offrì di
dimettersi, ma il popolo espresse il suo dissenso.[236][237]

Nonostante le difficoltà economiche cubane, molte delle riforme sociali di Castro rimasero popolari,
in particolare quelle riguardanti i settori dell'educazione, delle cure mediche e delle costruzioni
stradali, nonché nella politica governativa di "democrazia diretta".[184][237] Cuba si rivolse ai sovietici in
cerca di aiuti economici e dal 1970 al 1972 gli economisti sovietici ri-progettarono e organizzarono
l'economia cubana, dando vita alla "Cuban-Soviet Commission of Economic, Scientific and Technical
Collaboration"; il presidente sovietico Aleksej Nikolaevič Kosygin visitò il paese nel 1971.[238] Nel
luglio del 1972 Cuba entrò nel Consiglio di mutua assistenza economica (COMECON), organizzazione
economica e commerciale degli Stati comunisti, anche se questo limitò ulteriormente l'economia
cubana alla produzione agricola.[239]

Nel maggio 1970 il gruppo dissidente stanziato in Florida, Alpha 66, affondò due barche da pesca
cubane e catturò i loro equipaggi, chiedendo il rilascio di 66 membri del gruppo imprigionati a Cuba.
Sotto la pressione degli Stati Uniti, gli ostaggi vennero liberati e Castro li accolse come eroi.[237]
Nell'aprile 1971 Fidel venne condannato internazionalmente per aver ordinato l'arresto del poeta
dissidente Herberto Padilla. Quando Padilla si ammalò, Castro lo visitò in ospedale. Il poeta venne
rilasciato dopo aver confessato pubblicamente le sue "colpe". Poco dopo il governo istituì il Consiglio
Culturale Nazionale per assicurarsi che gli intellettuali e gli artisti sostenessero l'amministrazione
castrista.[240] Nel 1971 Fidel visitò il Cile, dove l'anno precedente aveva conquistato democraticamente
il potere il marxista Salvador Allende. Castro sostenne le riforme socialiste di Allende; temendo la
presenza di elementi di destra nell'esercito cileno, Castro consigliò ad Allende di eliminarli con un
processo di epurazione, per il rischio di un colpo di Stato. Fidel aveva visto giusto: l'11 settembre 1973
le forze armate cilene rovesciarono Allende, che morì durante il colpo di Stato. Una giunta guidata da
Augusto Pinochet prese il potere.[241][242] Castro successivamente viaggiò in Africa occidentale per
incontrare il presidente socialista della Guinea Ahmed Sékou Touré, dove affermò pubblicamente che
quest'ultimo fosse il più grande leader del continente africano.[243] Poi, nel giro di sette settimane,
visitò Algeria, Bulgaria, Ungheria, Polonia, Germania Est, Cecoslovacchia e Unione Sovietica.

Durante ogni visita Castro era desideroso di incontrare gente comune, in fabbriche e aziende,
chiacchierando e scherzando con loro. Nonostante che esprimesse pubblicamente il suo sostegno ai
governi di questi paesi, in privato chiedeva di sostenere maggiormente i movimenti rivoluzionari in
altre parti del mondo, in particolare la guerra del Vietnam.[244] Nel settembre 1973 il Líder Máximo
ritornò ad Algeri per partecipare al quarto vertice del Movimento dei paesi non allineati (Non-Aligned
Movement, NAM). Diversi membri del NAM criticarono la presenza di Castro, sostenendo che Cuba
fosse allineata al Patto di Varsavia e che pertanto non avrebbe dovuto presenziare alla conferenza,
soprattutto perché vi lodò pubblicamente l'Unione Sovietica, sottolineando il suo carattere anti-
imperialista.[245][246] Il 6 ottobre 1973 scoppiò la Guerra del Kippur, che vide Israele scontrarsi con
Siria ed Egitto (sostenuti da altri paesi arabi). Durante il conflitto il governo castrista inviò 4000
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soldati nei territori interessati, per impedire alle forze israeliane


di entrare nel territorio siriano.[247]

Nel 1974 Cuba interruppe i rapporti con Israele a causa del


trattamento riservato ai palestinesi durante il lungo conflitto
arabo-israeliano e per le relazioni sempre più strette tra lo stato
ebraico e gli USA. Questo permise a Castro di guadagnarsi il
rispetto da parte dei leader del mondo arabo, in particolare dal
presidente libico Mu'ammar Gheddafi, che diventò suo amico e
Castro in Cile nel novembre 1971 alleato.[248] Durante l'anno Cuba ebbe un miglioramento
economico, dovuto principalmente all'alto prezzo internazionale
dello zucchero, ma influenzato anche da nuovi accordi
commerciali con il Canada, l'Argentina e alcuni paesi dell'Europa occidentale.[245][249] Il governo
cubano adottò una nuova costituzione basata sul modello sovietico e abolì le cariche di presidente e di
primo ministro. Castro assunse la presidenza del nuovo Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri,
diventando capo di stato e capo del governo.[250][251]

Presidenza

Interventi militari all'estero e segretario generale del NAM: 1975-1979

Castro considerava l'Africa "l'anello più debole della catena imperialista" e, su richiesta del presidente
angolano Agostinho Neto, inviò nel novembre del 1975 in Angola 230 consiglieri militari per aiutare il
Movimento Popolare di Liberazione dell'Angola (MPLA) durante la guerra civile in Angola. Quando
gli Stati Uniti e il Sudafrica intensificarono il loro sostegno al Fronte Nazionale di Liberazione
dell'Angola (FNLA) e all'Unione Nazionale per l'Indipendenza Totale dell'Angola (UNITA), Castro
ordinò che altri 18.000 militari venissero inviati in Angola.[252][253] In viaggio verso l'Angola, Castro
festeggiò con Neto, il Presidente della Guinea Ahmed Sékou Touré e quello della Guinea-Bissau Luís
Cabral; nel frattempo decisero di appoggiare il Fronte di Liberazione del Mozambico contro la
Resistenza Nazionale Mozambicana durante la guerra civile.[254] Nel mese di febbraio Fidel visitò
l'Algeria e la Libia, trascorrendo dieci giorni con Mu'ammar Gheddafi prima di discutere con il
governo marxista della Repubblica Democratica Popolare dello Yemen. Da lì procedette verso
Somalia, Tanzania, Mozambico e Angola; venne accolto dalle masse come un eroe, in particolare per
la sua opposizione all'apartheid.[255]

Nel 1977 scoppiò la guerra dell'Ogaden, causata


dall'invasione somala della omonima regione etiope;
nonostante che il presidente somalo Mohammed
Siad Barre fosse un ex-alleato di Castro, egli lo aveva
messo in guardia in vista di un possibile attacco.
Cuba si schierò allora a fianco del presidente etiope
Menghistu Hailè Mariàm, inviando delle truppe
sotto il comando del generale Arnaldo Ochoa per
aiutare l'esercito etiope sopraffatto. Dopo aver
costretto i somali a indietreggiare, Menghistu ordinò
al suo esercito di sopprimere il Fronte di Liberazione
Fidel Castro a L'Avana, 1978 del Popolo Eritreo, un'azione non sostenuta da
Fidel.[256][257] Castro estese il suo supporto ai
movimenti rivoluzionari latino-americani, in
particolare (dal luglio 1979) al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale nel suo tentativo di
rovesciare in Nicaragua il governo di Anastasio Somoza.[258]

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I critici anti-castristi accusarono il governo di sprecare troppe vite cubane in questi coinvolgimenti
militari; lo Scaife Foundations, fondato dal Center for a Free Cuba, ha stimato che circa 14.000 soldati
cubani abbiano perso la vita durante azioni militari all'estero.[259][260] Nel 1979 si tenne a L'Avana
l'annuale vertice del Movimento dei non allineati (NAM), durante il quale Castro venne nominato
segretario generale, incarico che ricoprì fino al 1983. In veste di segretario generale della NAM e di
Presidente del Consiglio di Cuba, partecipò nel mese di ottobre 1979 all'Assemblea generale delle
Nazioni Unite, dove tenne un discorso sulle disparità nel mondo. Il suo discorso venne accolto con
molti applausi da parte degli altri leader mondiali.[256][261]

I rapporti cubani con il resto del continente americano migliorarono sotto la presidenza messicana di
Luis Echeverría, del presidente statunitense Jimmy Carter e del primo ministro canadese Pierre
Trudeau.[262] Considerando Carter un uomo sincero e dalle buone intenzioni, Castro liberò alcuni
prigionieri politici e permise ad alcuni esuli cubani di visitare i loro parenti nell'isola, sperando a sua
volta che Carter abolisse l'embargo economico e fermasse il supporto della CIA ai dissidenti anti-
castristi.[263][264]

Reagan e Gorbačëv: 1980–1989

Dal 1980 l'economia cubana si ritrovò nuovamente in difficoltà, a seguito del calo del prezzo di
mercato dello zucchero; nel 1979 la raccolta venne decimata.[265]
In seguito, il governo cubano
annunciò che chiunque avesse voluto lasciare il paese avrebbe potuto farlo partendo dal porto di
Mariel;[266] iniziò di lì a poco un imponente esodo navale. Quest'ultimo però iniziò ad avere risvolti
politici negativi per Carter quando si scoprì che un'alta percentuale di esuli era stata rilasciata dalle
prigioni e dagli ospedali psichiatrici cubani.[267][268]
Nel 1980 Ronald Reagan vinse le elezioni
presidenziali statunitensi e intraprese una dura linea anti-castrista.[269][270] Nel 1981 Castro accusò gli
Stati Uniti di guerra biologica contro Cuba.[270]

Pur disprezzando la giunta militare di destra


dell'Argentina (molti militanti comunisti da essa
perseguitati avevano trovato rifugio a Cuba), Castro
sostenne gli argentini durante la guerra delle Falkland
contro il Regno Unito, appoggiato a sua volta dal Cile di
Pinochet (2 aprile - 14 giugno 1982).[271] Fidel decise poi
di appoggiare il New Jewel Movement (partito politico
grenadino d'ispirazione marxista-leninista e
indipendentista), inviando inoltre medici, insegnanti e
tecnici per sostenere lo sviluppo del paese e stringendo
Ali Khamenei e Castro ad un convegno del
amicizia con il presidente Maurice Bishop.
Quando
Movimento dei paesi non allineati nello
Bishop venne ucciso in seguito a un colpo di Stato
Zimbabwe (1986)
guidato da un membro interno del partito, il marxista
Bernard Coard, nell'ottobre 1983, Castro continuò
prudentemente a sostenere il governo di Grenada.
Tuttavia gli Stati Uniti utilizzarono il colpo di Stato come giustificazione per l'invasione dell'isola. I
soldati cubani presenti nel territorio morirono durante il conflitto; Castro si schierò contro l'invasione
statunitense e paragonò gli USA alla Germania nazista.[272][273] Temendo un'invasione targata USA del
Nicaragua, inviò Arnaldo Ochoa a formare militarmente i sandinisti in azioni di guerriglia, ma
ricevette poco sostegno dai sovietici.[274]

Nel 1985 Gorbačëv divenne Segretario generale del PCUS. La sua politica riformista fece temere a
molti ortodossi marxisti (tra cui Fidel) un indebolimento dello stato socialista e il permesso agli
elementi capitalisti di riconquistare il controllo.[275][276] Gorbačëv accettò le richieste statunitensi di
ridurre il sostegno a Cuba;[275] e le relazioni tra i due paesi socialisti si deteriorarono.[277] Quando
Gorbačëv visitò Cuba nell'aprile 1989, informò Castro che la perestrojka avrebbe dato fine alle
sovvenzioni per Cuba.[278][279] Ignorando le richieste di liberalizzazione in conformità all'esempio
sovietico, Castro continuò a bloccare i dissidenti interni e in particolare a tenere sotto controllo i
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militari, la minaccia primaria per il governo. Numerosi ufficiali militari, tra i quali Ochoa e Tony de la
Guardia, vennero indagati per corruzione e traffico di droga; in particolare gli ultimi due vennero
giustiziati nel 1989, nonostante le richieste di clemenza.[280][281] Su consiglio medico, nell'ottobre 1985,
Castro smise di fumare sigari cubani, diventando un esempio da seguire per il resto del popolo
cubano.[282] Castro s'impegnò successivamente nella denuncia del problema del debito del terzo
mondo, sostenendo che quest'ultimo non sarebbe mai sfuggito al debito che le banche e i governi del
primo mondo gli impongono. Nel 1985 L'Avana ospitò cinque conferenze internazionali sul problema
del debito mondiale.[283]

Nel novembre 1987 Castro iniziò a interessarsi maggiormente alla guerra civile in Angola. Il
presidente angolano José Eduardo dos Santos riuscì a farsi inviare altre truppe cubane; Castro
ammise poi di aver dedicato maggiore tempo all'Angola che alla situazione nazionale, credendo che
una vittoria nel territorio straniero avrebbe condotto alla fine dell'apartheid. Gorbačëv propose una
negoziazione per porre fine al conflitto e nel 1988 organizzò un colloquio tra URSS, USA, Cuba e
Sudafrica; venne deciso che tutte le truppe straniere si sarebbero dovute ritirare dall'Angola. Castro si
adirò per l'approccio di Gorbačëv, credendo che stesse abbandonando la lotta dei poveri del mondo a
favore della distensione politica.[284][285] In Europa orientale tra il 1989 e il 1991 i governi socialisti
caddero sotto il controllo di capitalisti riformisti e molti osservatori occidentali si aspettavano la
stessa fine per Cuba.[286][287] Più isolata, Cuba migliorò le relazioni con il governo di Manuel Noriega a
Panama, nonostante l'odio personale di Castro verso Noriega. Nel dicembre 1989, però, con
l'invasione statunitense, Noriega venne deposto.[287][288] Nel febbraio 1990 gli alleati di Castro in
Nicaragua, il presidente Daniel Ortega e i sandinisti, vennero sconfitti da Violeta Barrios de
Chamorro, appartenente all'Unione Nazionale d'Opposizione), sostenuta dall'amministrazione
Bush.[287][289] Con il crollo del Blocco orientale, gli USA denunciarono le violazioni dei diritti umani a
Cuba alla Commissione per i diritti umani di Ginevra. Cuba affermò che quella risoluzione
rappresentava la manifestazione dell'egemonia statunitense e rifiutò di consentire a una delegazione
investigativa di entrare nel paese.[290]

1990-2000

Con la fine del favorevole commercio con il blocco orientale,


Castro dichiarò pubblicamente che Cuba stava entrando in un
"periodo speciale nel tempo della pace". Le razioni di benzina
vennero ridotte drasticamente, vennero importate biciclette
cinesi per sostituire le automobili, mentre le fabbriche che
producevano beni non essenziali vennero chiuse. I buoi
cominciarono a sostituire i trattori, la legna da ardere cominciò
ad essere utilizzata per la cottura e vennero introdotti tagli alla
fornitutra di energia elettrica della durata giornaliera di 16 ore.
Castro ammise che Cuba stava affrontando una situazione
peggiore di una guerra aperta e che il paese avrebbe dovuto
ricorrere all'agricoltura di sussistenza.[291][292] Nel 1992
l'economia cubana era decresciuta in meno di due anni del 40%,
con gravi carenze alimentari, malnutrizione diffusa e mancanza di
beni di base.[265][293] Al World Food Summit presso la
FAO, a Roma, il 16 novembre 1996
Castro sperava nel restauro del marxismo-leninismo nell'URSS,
ma si astenne dal sostenere il colpo di Stato del 1991.[294] Quando
Gorbačëv riconquistò il controllo, le relazioni tra Cuba e l'URSS si deteriorano ulteriormente e le
truppe sovietiche si ritirarono nel settembre 1991.[295] Il 26 dicembre 1991 cadde ufficialmente
l'Unione Sovietica. Il primo presidente russo, Boris Nikolaevič El'cin, divenne ostile a Castro e
sviluppò dei legami con la Fondazione Nazionale Cubano Americana.[294] Castro cercò di migliorare i
rapporti con le nazioni capitaliste. Accolse i politici e gli investitori occidentali a Cuba, strinse amicizia
con Manuel Fraga e si interessò particolarmente delle politiche di Margaret Thatcher nel Regno

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Unito. Fidel cessò di sostenere i militanti stranieri, astenendosi dal lodare le FARC durante una
[296]

visita in Colombia nel 1994 e chiedendo un accordo tra il governo messicano e l'Esercito Zapatista di
Liberazione Nazionale nel 1995. Cominciò allora a presentarsi pubblicamente sulla scacchiera
mondiale come un leader moderato.[297]

Nel 1991 L'Avana ospitò gli XI Giochi panamericani; per fare ciò vennero costruiti uno stadio e degli
alloggi per gli atleti. Castro ammise che accettare la proposta di ospitare i giochi fu un grave e costoso
errore. Nonostante questo, i giochi rappresentarono un vero successo per il governo castrista. Le folle
che si riunivano acclamavano regolarmente il nome del leader rivoluzionario di fronte ai giornalisti
stranieri. Per la seconda volta dalla nascita dei giochi, nel medagliere finale gli Stati Uniti furono
superati dalla nazione di casa, dopo che nella prima edizione era stata l'Argentina a sopravanzare gli
statunitensi.[298] Il sostegno a Castro rimase stabile, anche se ebbero luogo piccole dimostrazioni anti-
governative; l'opposizione cubana respinse però le richieste della comunità in esilio di realizzare una
rivolta armata.[299][300] Nell'agosto del 1994 si verificò nella capitale cubana la più grave
manifestazione anti-castrista: 200-300 giovani cominciarono infatti a gettare pietre verso la polizia.
In risposta i manifestanti vennero fronteggiati da una grande folla pro-governativa. I manifestanti
vennero dispersi e non si registrarono feriti.[301][302] Temendo che i gruppi dissidenti di Miami
invadessero l'isola, il governo cubano organizzò una strategia di difesa nota come "la guerra di tutta la
gente", progettando una campagna di guerriglia diffusa; i disoccupati vennero impiegati in lavori di
costruzione di una rete di bunker e tunnel in tutto il paese.[303][304]

Il governo castrista decise di diversificare l'economia dello stato


in biotecnologie e turismo; quest'ultimo nel 1995 superò
l'industria dello zucchero come principale fonte di reddito.[305][306]
L'arrivo di migliaia di turisti messicani e spagnoli portò a un
numero crescente di cubane dedite alla prostituzione,
ufficialmente illegale; Castro si astenne dall'utilizzare il pugno di
ferro contro la prostituzione, temendo una dura opposizione
politica.[307] Le difficoltà economiche portarono molti cubani a
rivolgersi verso la religione, in particolare alla Chiesa cattolica e
Il presidente russo Vladimir Putin
incontra Castro, 14-17 dicembre
alla Santeria. Nonostante avesse a lungo creduto che la religione
2000
fosse un concetto superato, Castro ammorbidì il suo approccio
verso la Chiesa e le istituzioni religiose. Riconobbe il senso
psicologico che avrebbe potuto portare il credo religioso e
permise ai credenti di unirsi al Partito Comunista.[308][309] Nonostante considerasse la Chiesa cattolica
un'istituzione reazionaria e pro-capitalista, Castro decise di organizzare una visita a Cuba di papa
Giovanni Paolo II, che avvenne nel gennaio 1998.[310][311]

Nei primi anni Novanta Castro abbracciò l'ambientalismo, combattendo gli sprechi di risorse naturali
e il riscaldamento globale e accusando gli USA di essere il principale inquinante del mondo.[312] Le
politiche ambientaliste del governo castrista furono molto efficaci: nel 2006 Cuba era l'unica nazione
al mondo ad abbracciare la definizione del WWF di sviluppo sostenibile, con un'impronta ecologica
inferiore agli 1,8 ettari per abitante e un indice di sviluppo umano nel 2007 dell'oltre 0,8.[313]
Contemporaneamente Castro divenne leader del movimento no-global, criticando l'egemonia globale
statunitense e il controllo esercitato dalle multinazionali.[312] Castro mantenne anche i suoi ideali anti-
apartheid; durante le celebrazioni del 26 luglio 1991 Castro salì sul palco a fianco di Nelson Mandela.
Mandela lodò il coinvolgimento cubano nella lotta contro il Sudafrica nel territorio angolano e
ringraziò personalmente Castro.[314][315] Fidel successivamente incontrò Mandela durante le
celebrazioni per la vittoria nelle elezioni generali in Sudafrica del 1994.[316] Nel 2001 partecipò alla
"Conferenza contro il razzismo" in Sudafrica, dove si espresse nell'ambito della diffusione globale di
stereotipi razziali attraverso i film statunitensi.[312]

2000–2006

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Impantanata nei suoi problemi economici, Cuba assistette molto positivamente alla vittoria dell'anti-
imperialista e socialista democratico Hugo Chávez alle elezioni presidenziali in Venezuela del
1998.[317] Castro e Chávez strinsero una forte amicizia, con il primo che fungeva da guida e figura
paterna al secondo;[318] i due leader strinsero una solida alleanza che influenzò tutta l'America
Latina.[319] Nel 2000 firmarono un accordo attraverso il quale Cuba avrebbe inviato 20.000 medici in
Venezuela, ricevendo in cambio 53.000 barili di petrolio al giorno con tariffe preferenziali; nel 2004
l'accordo venne rafforzato: i medici inviati in territorio venezuelano crebbero a 40.000 e i barili di
petrolio giornalieri a 90.000.[320][321] L'8 luglio 2004 venne avviata, con l'impulso dei governi di Cuba
e Venezuela, la "Misión Milagro"".[322]

L'alleanza tra i due paesi favorì l'economia dell'isola caraibica[323] e nel maggio 2005 Castro raddoppiò
il salario minimo per 1,6 milioni di lavoratori, aumentò le pensioni e fornì nuovi elettrodomestici da
cucina ai residenti più poveri di Cuba.[317] Rimanevano però alcuni problemi economici: nel 2004
Castro, per compensare una carenza di carburante, chiuse 118 fabbriche (tra cui industrie
siderurgiche e zuccherifici).[324] Il 14 dicembre 2004 Cuba e Venezuela fondarono l'Alleanza
Bolivariana per le Americhe, un progetto di cooperazione politica, sociale ed economica tra i paesi
dell'America Latina e i paesi caraibici.[319] Cuba aprì successivamente ambasciate in tutti i paesi della
Caribbean Community.[325]

Nel 2004 i rapporti diplomatici tra il governo castrista e Panama vennero interrotti perché la
presidente Mireya Moscoso (appartenente al Partito Panameñista) aveva graziato quattro esuli cubani
accusati di aver tentato di assassinare Castro nel 2000. I legami diplomatici vennero poi ristabiliti nel
2005 con la salita al potere di Martín Torrijos.[326] Castro espresse la sua solidarietà agli Stati Uniti
dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001, condannando Al Qaida e permettendo agli aerei statunitensi
di atterrare negli aeroporti cubani in caso di necessità.[327] Castro si rese conto che gli attacchi
terroristici avrebbero reso più aggressiva la politica estera degli Stati Uniti.[328] Criticò l'invasione
dell'Iraq del 2003, affermando che la guerra guidata dagli Usa aveva imposto una "legge della
giungla" internazionale.[329] Nel 1998 il primo ministro canadese Jean Chrétien incontrò Castro a
Cuba per evidenziare i loro stretti legami. Fu il primo capo del governo canadese a visitare l'isola da
quando Pierre Trudeau aveva visitato L'Avana nel 1976.[330] Nel 2002 l'ex presidente USA Jimmy
Carter visitò Cuba, dove sottolineò la mancanza di libertà civili nel paese ed esortò il governo a
prestare attenzione al Progetto Varela di Oswaldo Payá.[331]

Ultimi anni

2006 - 2008

Nel 2006 Castro venne sottoposto a un intervento chirurgico intestinale e il 31 luglio 2006 delegò le
sue funzioni presidenziali al fratello Raúl.[332] Nel febbraio 2007 Raúl annunciò che la salute di Fidel
stava migliorando e che stava prendendo parte a importanti riunioni governative.[333] Nello stesso
mese Fidel prese parte allo show radiofonico di Hugo Chávez, Aló Presidente.[334] Il 21 aprile Castro
incontrò Wu Guanzheng, appartenente al Comitato permanente dell'ufficio politico del Partito
Comunista Cinese.[335] Il 15 e 16 settembre il Movimento dei paesi non allineati tenne il suo 14° vertice
a L'Avana, dove Fidel venne nominato segretario generale.[336]

In una lettera del febbraio 2008 Castro annunciò di non voler accettare i ruoli di Presidente del
Consiglio di Stato e di Comandante in Capo che gli sarebbero stati proposti durante l'Assemblea
Nazionale di quel mese,[337] affermando: "Sarebbe tradita la mia coscienza se assumessi una
responsabilità che richiede mobilità e devozione totale, che non sono in condizioni fisiche da
offrire".[338] Il 24 febbraio 2008 l'Assemblea nazionale del potere popolare votò all'unanimità Raúl
come presidente.[339] Descrivendo il fratello come "non sostituibile", Raúl propose che Fidel
continuasse ad essere consultato sulle questioni di maggiore importanza, una mozione approvata
all'unanimità dai 597 membri dell'Assemblea Nazionale.[340]

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2008–2016

Il 19 aprile 2011, in occasione del VI Congresso nazionale del


Partito Comunista di Cuba, Fidel Castro si dimise anche dalla
carica di Primo Segretario del partito,[341] l'ultima che deteneva
ufficialmente. Nel marzo 2011 Castro aveva condannato
l'intervento militare della NATO in Libia.[342]

Il 29 marzo 2012, durante la


visita a Cuba di papa
Benedetto XVI, Fidel Castro
ebbe un colloquio di circa
trenta minuti con il pontefice,
definito da entrambi molto
cordiale, nel quale Castro,
pur mostrando alcune
Fidel Castro e la presidente difficoltà motorie dovute alla
argentina Cristina Fernández de malattia e all'età avanzata, si Il presidente messicano Enrique
Kirchner il 21 gennaio 2009 dimostrò ancora Peña Nieto e Fidel Castro il 29
perfettamente lucido e gennaio 2014
cosciente, anche a dispetto
delle voci circolate pochi giorni prima riguardo alla sua presunta
morte. Si vociferò che, durante l'incontro, Castro avrebbe confidato al pontefice la sua conversione al
cattolicesimo, ma la notizia non trovò conferme ed è rimasta un'indiscrezione.[343] Dopo molto tempo
lontano dalla scena pubblica, Castro, assieme al fratello Raúl, incontrò il politico venezuelano
Diosdado Cabello all'Avana l'8 giugno 2013.[344] Un'altra uscita pubblica avvenne il 9 gennaio 2014,
per l'inaugurazione all'Avana di uno spazio culturale.[345]

Nel gennaio 2015 Fidel Castro commentò in una lettera agli studenti la ripresa delle relazioni
diplomatiche con Washington promossa dal fratello Raúl, affermando che, pur trattandosi di una
mossa positiva per stabilire la pace regionale, diffidava del governo USA.[346] Non incontrò Barack
Obama durante la sua visita a Cuba nel marzo 2016 – la prima di un presidente statunitense in 88
anni – ma gli dedicò un editoriale, intitolato ironicamente Fratello Obama, in cui dichiarò: "Non
abbiamo bisogno di regali dall'impero".[347]

Il 20 settembre 2015 Fidel Castro incontrò papa Francesco nella propria residenza dell'Avana,
durante la visita del pontefice argentino nell'isola. Il colloquio, avvenuto in lingua spagnola e durato
circa quaranta minuti, fu incentrato sulla fede e sul futuro degli equilibri mondiali e si concluse con
un reciproco scambio di doni in un clima cordiale e informale,[348] quando il papa prese la mano di
Castro e gli chiese di dedicargli un Padre nostro.[349]

Il 19 aprile 2016 Castro intervenne a sorpresa nel corso della cerimonia di chiusura del VII Congresso
nazionale del Partito Comunista di Cuba pronunciando quello che si rivelerà essere il suo ultimo
discorso ufficiale, una sorta di commiato e di testamento politico, in cui osservò che, data l'età
avanzata, quella era probabilmente "l'ultima volta" che prendeva la parola nell'assemblea, invitando
gli astanti a mantenere vivi i propri ideali comunisti.[350]

L'ultima apparizione in pubblico avvenne il 13 agosto, durante la celebrazione del suo novantesimo
compleanno al teatro Karl Marx dell'Avana.

Morte

Fidel Castro è morto nella capitale cubana alle ore 22.29 del 25 novembre 2016, esattamente 60 anni
dopo il salpamento del Granma; a darne l'annuncio alla televisione di Stato è stato il fratello
Raúl.[351][352] La causa della morte non è stata rivelata.[353][354][355] Nel rispetto della volontà del
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defunto, il corpo è stato cremato nelle ore successive.[351][356]


Durante i nove giorni di lutto nazionale, il corteo funebre ha
percorso al contrario il medesimo viaggio di 900 km fatto da
Castro e dai rivoluzionari nel gennaio 1959, trasportandone l'urna
cineraria dall'Avana a Santiago di Cuba, dove è stata sepolta. Le
varie tappe del tragitto hanno visto la folla accoglierlo con
commozione, ammassata lungo le strade per assistere al
corteo.[357] Il corteo funebre di Fidel Castro
attraversa la provincia di Sancti
Ideologia politica Spíritus

Castro inizialmente si
proclamò "un socialista, un marxista e un leninista",[358] mentre
dal dicembre 1961 cominciò a definirsi marxista-leninista.[359] Da
marxista, Castro cercò di trasformare Cuba da uno stato
capitalista dominato dall'imperialismo straniero in una società
socialista e, infine, in una società comunista. Influenzato da
Guevara, egli suggerì che Cuba potesse eludere la maggior parte
delle fasi del socialismo e progredire direttamente al
Poster propagandistico cubano: comunismo.[360]
"Combattere contro l'impossibile e
vincere" La Rivoluzione cubana tuttavia non incontrò l'assioma marxista
consistente nel raggiungere il socialismo attraverso la rivoluzione
del proletariato: i principali membri delle forze rivoluzionarie
impegnate a rovesciare Batista appartenevano infatti alla classe media cubana.[361] Castro dichiarò
anche: "Noi non siamo solo marxisti-leninisti, ma anche nazionalisti e patrioti".[362] Fidel descrisse
Karl Marx e il nazionalista cubano José Martí come sue principali figure che hanno influenzato la sua
ideologia;[363] secondo lo storico e giornalista Richard Gott la politica castrista fu maggiormente
influenzata da Martí che da Marx.[364] Castro descrisse le idee politiche di Martí come "una filosofia
dell'indipendenza e una eccezionale filosofia umanistica",[365] e i suoi sostenitori e apologisti
affermarono ripetutamente che esistevano grandi analogie tra le due figure.[366]

Il biografo Volka Skierka descrisse il governo castrista come un sistema altamente individuale
socialista e nazionalista.[367] Secondo Theodore Draper l'ideologia di Castro è il "Castroism"
(traducibile in "castrismo"), ovvero una miscela del socialismo europeo con la tradizione
rivoluzionaria latinoamericana.[368] Secondo invece lo studioso di scienza politica Paul C. Sondrol la
politica di Castro poteva essere definita come "utopista e totalitaria".[369] Lo stile della leadership da
lui esercitata richiamava (sempre secondo Sondrol) il più ampio fenomeno latinoamericano del
caudillo.[370]

Profilo personale
Il biografo Leycester Coltman descrisse Castro come "fortemente
fedele e dedito al suo lavoro, generoso e magnanimo", ma che
poteva anche essere "vendicativo e inflessibile". Affermò che
Castro "avesse sempre avuto un forte senso dell'umorismo e di
autoironia" ma che poteva essere allo stesso tempo "un pessimo
perdente" e che, in caso pensasse di venire umiliato, capace di
agire con "rabbia feroce".[371] Secondo Peter Bourne da giovane
Fidel era intollerante verso le persone che non la pensavano come
lui.[372] Balfour affermò che Castro possedesse una "voracità per la
conoscenza" e una "memoria elefantina", che gli permettevano di Fidel Castro tra la folla nel 2005
parlare per ore su diversi temi.[373] Castro era anche noto per il

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tantissimo tempo occupato a lavorare; spesso si coricava alle 3 o alle 4 del mattino.[374]
Preferiva
incontrare i diplomatici stranieri verso le prime ore del mattino, credendo che la stanchezza
dell'interlocutore avrebbe giovato agli accordi.[375]

Castro affermò che Ernest Hemingway fosse il suo scrittore preferito,[376] che gli piaceva leggere e che
non era interessato alla musica.[282] Appassionato sportivo, trascorse anche gran parte del suo tempo
libero cercando di mantenersi in forma, intraprendendo un regolare esercizio fisico.[282] Altro suo
interesse era la gastronomia (in particolare amava il vino e il whisky); spesso vagava nella sua cucina
per discutere con gli chef.[282] La passione per le armi caratterizzò tutta la sua vita.[377] Preferiva la
campagna alla città.[378]

Fidel aveva instaurato un rapporto molto stretto con Guevara fin dal loro incontro in Messico;
l'amicizia cominciò però ad affievolirsi dopo la rivoluzione. In particolare Guevara considerava l'URSS
una forza imperialista pari a quella statunitense, non sopportava il fatto che Cuba stesse entrando
gradualmente nell'orbita dei paesi socialisti ed era filo-cinese. Progressivamente il Che cominciò ad
allontanarsi dal gruppo dirigente cubano, e nel 1965 abbandonò l'isola.[379]

Mentre diverse fonti affermano che Castro non si fosse arricchito, che vivesse una vita più modesta
rispetto alla maggior parte dei presidenti dell'America Latina,[369] la sua ex guardia del corpo Juan
Reinaldo Sánchez sostenne che Castro vivesse nel lusso, con diverse case e yacht che aveva nascosto
alla popolazione cubana.[380] Nel 2006 Forbes stimò il patrimonio netto di Castro in 900 milioni di
dollari.[381][382] Secondo il quotidiano spagnolo El País, la casa di Fidel Castro "è comoda e funzionale,
ma non lussuosa".[383]

Famiglia

Molti dettagli sulla vita privata di Castro, in


particolare riguardo ai suoi familiari, sono scarsi,
dato che tali informazioni vengono censurate dai
media statali.[384][385] Il biografo e storico Robert
E. Quirk osservò che per tutta la sua vita il Líder
Máximo fu
"incapace di formare una relazione
sentimentale duratura con qualsiasi donna".[386]
La prima moglie di Castro fu Mirta Diaz-Balart,
che sposò nell'ottobre del 1948, da cui ebbe un
figlio, Fidel Ángel "Fidelito" Castro Díaz-Balart,
nato nel settembre 1949 e morto suicida nel
febbraio 2018.[387] Mentre Fidel era sposato con
Mirta, ebbe una relazione con Natalia "Naty"
Revuelta Clews dalla quale nacque Alina Albero genealogico completo di Castro
Fernández Revuelta.[388] Da Maria Laborde[389]
Fidel ebbe un altro figlio, Jorge Ángel Castro.[389]

Fidel ebbe un'altra figlia, Francisca Pupo (nata nel 1953), frutto di una storia di una notte. Pupo e suo
marito vivono attualmente a Miami.[390] I rapporti sentimentali tra Castro e una donna duravano
spesso solo per una notte.[391] Fidel ebbe altri cinque figli dalla sua seconda moglie, Dalia Soto del
Valle - Antonio, Alejandro, Alexis, Alexander "Alex" e Ángel Castro Soto del Valle.[388] Sua sorella
Juanita Castro ha vissuto negli Stati Uniti fin dagli inizi degli anni '60 ed è contro il regime cubano
instaurato da suo fratello Fidel.[392] Mentre era al potere, i due amici di sesso maschile più stretti
erano l'ex sindaco di L'Avana Pepín Naranjo e il suo medico personale René Vallejo.[393] Castro ebbe
anche una profonda amicizia con la rivoluzionaria Celia Sánchez, che lo accompagnava quasi ovunque
nel corso degli anni '60.[394] Castro era anche un buon amico del romanziere colombiano Gabriel
García Márquez.[395]

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Fede e rapporto con la religione

Nato cattolico, Castro si è gradualmente allontanato dalla fede, sia secondo lui stesso perché "non era
adatto alla religione"[396] sia per effetto del suo avvicinamento al marxismo-leninismo. Anche il
rapporto con la Chiesa cubana cambiò gradualmente: da amichevole e di collaborazione, durante la
rivoluzione[397] a una vera persecuzione dopo il suo avvicinamento alle politiche sovietiche, abolendo
il Natale[398] e ostacolando i cristiani. Ciò nonostante, Castro rimarrà interessato alle vicende della
teologia della liberazione, che avvicinavano cristianesimo cattolico e marxismo. La persecuzione
castrista contro la libertà religiosa a Cuba scemerà gradualmente a partire dalla caduta del Muro di
Berlino e dallo scioglimento dell'Unione Sovietica, fino a ripristinare nel XXI secolo pressoché
totalmente la libertà religiosa a Cuba (rimasto comunque uno stato fortemente laico).

In seguito alla nascita della sua amicizia con il leader venezuelano Hugo Chávez, socialista cristiano di
forte fede cattolica, Castro dichiarerà di essere "cristiano nel sociale". Inoltre nel 2016 riceverà la
visita di papa Francesco, che al momento della morte del lider maximo si dichiarerà "addolorato"[399].

Si è spesso inoltre parlato nei suoi ultimi anni di vita di una possibile conversione al cristianesimo di
Castro[400], ma ciò non ha trovato attualmente nessuna conferma.

Critica
Uno dei leader politici più controversi della sua epoca,[401] Castro riuscì durante la sua vita a ispirare
ma allo stesso tempo a rendere sgomenta la popolazione mondiale.[402] The Observer osservò che la
sua morte divise tanto quanto la sua vita, e che l'unica cosa su cui i suoi "nemici e ammiratori" erano
d'accordo era che fosse una "figura straordinaria", che trasformò una piccola isola caraibica in una
grande forza nello scacchiere mondiale.[403] The Daily Telegraph notò che Fidel venne sia lodato in
tutto il mondo "come un coraggioso campione del mondo", sia "deriso come un dittatore assetato di
potere".[404] Sotto la leadership castrista Cuba divenne una delle società più istruite e più sane del
terzo mondo, e uno dei paesi più militarizzati dell'America Latina.[401] Nonostante le dimensioni
ridotte e il peso economico limitato, la Cuba di Castro si guadagnò un ruolo importante nel
palcoscenico mondiale.[405] Sull'isola, la legittimità del governo di Castro si basava sui miglioramenti
che portò alla giustizia sociale, alla sanità e all'istruzione.[406] L'amministrazione castrista si affidò
fortemente anche al sentimento nazionalista, in particolare alla grande ostilità verso il governo
USA.[407] Secondo Balfour, la popolarità nazionale di Castro nasce dal fatto che egli simboleggiò per
gran parte della popolazione "una speranza di lunga clausura della liberazione nazionale e della
giustizia sociale".[408] Balfour notò anche come in America Latina Castro fosse "un simbolo di sfida
contro il continuo imperialismo economico e culturale degli Stati Uniti".[409] Wayne S. Smith osservò
come l'opposizione di Castro al dominio statunitense e la trasformazione di Cuba in una grande figura
politica mondiale portò a ricevere "caldi applausi" in tutto l'Emisfero occidentale.[410]

Vari governi occidentali e organizzazioni per i diritti umani criticarono comunque pesantemente
Castro, insultato pesantemente soprattutto negli USA.[411] Dopo la morte di Castro, il presidente eletto
Donald Trump lo definì un "dittatore brutale",[412] mentre Marco Rubio lo definì "un dittatore
malvagio e assassino" che trasformò Cuba in "una prigione impoverita".[413] Castro ricevette un gran
numero di premi e di riconoscimenti da parte di governi stranieri; inoltre la rivoluzione cubana è stata
fonte d'ispirazione per Ahmed Ben Bella,[414] e Nelson Mandela.[415]

In seguito alla morte di Castro, il governo cubano annunciò che avrebbe approvato una legge che
vietasse la denominazione di "istituzioni, strade, parchi o altri luoghi pubblici, o l'erezione di busti,
statue o altre forme di omaggio" in onore del leader cubano, in linea con i suoi desideri di impedire
che un culto della personalità si sviluppi intorno a lui.[416]

Diritti umani

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Diritti umani e omofobia

Dagli anni sessanta agli anni ottanta il regime castrista ha


adottato forme di persecuzione nei confronti degli omosessuali.
Considerati "controrivoluzionari", molti di loro sono stati
rinchiusi nei campi di lavoro forzati UMAP (Unidades Militares
de Ayuda a la Producción) a causa del loro orientamento
sessuale.[417] Nell'ideologia castrista i maricones ("finocchi")
erano infatti considerati espressione dei valori decadenti della
società borghese:[418]

«Agli omosessuali non dovrebbe essere concesso di


stare in posizioni dove potrebbero essere capaci di mal
influenzare i giovani. Nelle condizioni in cui viviamo, a
causa dei problemi che il nostro Paese deve affrontare,
dobbiamo inculcare ai giovani lo spirito della disciplina,
della lotta, del lavoro... Noi non arriveremmo mai a
credere che un omosessuale possa incarnare le
condizioni e i requisiti di condotta che ci permetterebbe
di considerarlo un vero rivoluzionario, un vero comunista
Fidel Castro durante una cerimonia aggressivo. Una deviazione di questa natura si scontra
ufficiale il 26 settembre 2003 con il concetto che abbiamo di ciò che un militante
comunista deve essere.[419]»

Nel marzo del 1965, durante un'intervista, Giangiacomo Feltrinelli chiese a Castro come mai gli
omosessuali venissero perseguitati. Il Lìder Maximo, sostenendo di non avere personalmente niente
contro gli omosessuali, accennò a proteste in varie scuole da parte dei genitori, da comprendere in
quanto "l'idea di mandare un figlio a scuola e vederselo tornare frocio non garberebbe a nessuno".[420]
In un'intervista del 31 agosto 2010, Fidel Castro pronuncerà un mea culpa e ammetterà gli errori
commessi in quegli anni.[421]

Nel frattempo i rapporti tra regime e omosessuali erano completamente cambiati: dal 1992 era
diventato legale allacciare relazioni omosessuali tra maggiorenni. Nel 2003 Carlos Sanchez,
dell'Associazione Internazionale dei Gay e delle Lesbiche, ha presentato un rapporto in cui dichiara
che non esiste più una legislazione punitiva verso gli omosessuali e da parte dei cubani esiste un alto
livello di tolleranza, anche se non tutti sono d'accordo.[422] Esistono anche programmi culturali per la
lotta all'omofobia.[423] Dal 2005, inoltre, gli interventi chirurgici di cambiamento di sesso sono gratuiti
e regolati dalla legge.[424][425]

La nipote di Fidel, Mariela Castro, guida il Centro Nacional de Educación Sexual, un ente che, con il
sostegno del governo, si occupa di educazione sessuale e conduce campagne a favore dei diritti delle
persone omosessuali.[426] Secondo Mariela, suo padre Raúl (succeduto a Fidel alla guida di Cuba) ha
espresso opinione favorevole all'introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, poi
permesso con l’arrivo del nuovo capo di governo Miguel Díaz-Canel.[427] CUBA Freedom House ha
calcolato che dal 1959 ci siano stati quasi 10.000 morti a causa di esecuzioni sommarie, persone perite
in carcere o scomparse in omcidi misteriosi[428].

Opere
La rivoluzione cubana, Roma, Editori Riuniti, 1961.
Rivoluzione e pace mondiale, Roma, Samona e Savelli, 1963.
Per i comunisti dell'America Latina: o la rivoluzione o la fine!, Milano, Feltrinelli, 1967.
Che Guevara, esempio di internazionalismo proletario, Milano, Libreria Feltrinelli, 1967.
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Orazione funebre per Ernesto Che Guevara, Milano, Feltrinelli, 1967.


Le radici storiche della rivoluzione cubana, con altri, Firenze, La nuova Italia, 1968.
Cultura e rivoluzione. Discorso di chiusura al Congresso Culturale dell'Avana, Milano, Feltrinelli,
1968.
Difficoltà e prospettive della costruzione socialista, Milano, Libreria Feltrinelli, 1968.
Dichiarazione di Fidel Castro sulla Cecoslovacchia. La UJC appoggia la dichiarazione di Fidel,
Milano, Libreria Feltrinelli, 1968.
Cuba 1969: anno dello sforzo decisivo, Milano, Jaca book, 1969.
Rivoluzione nell'università, Milano, Feltrinelli, 1969.
Socialismo e comunismo. Un processo unico, Milano, Feltrinelli, 1969.
Nel centenario di Lenin, Milano, Edizioni della libreria, 1970.
L'autocritica di Fidel Castro, S. l., Zephyr, 1971.
Cuba dopo l'autocritica. Il potere del popolo, questo è il vero potere, Milano, Feltrinelli, 1971.
Lo spirito del popolo. Castro parla alle masse di Cuba, Milano, Jaca book, 1971.
La rivoluzione e l'America latina, Roma, Editori Riuniti, 1971.
Cuba e il socialismo. Rapporto e conclusioni al primo congresso del Partito comunista di Cuba,
Roma, Editori Riuniti, 1976.
La storia mi assolverà, Rimini-Firenze, Guaraldi, 1976.
Imperialismo e sottosviluppo, Varese, Aurora, 1982. ISBN 88-85039-07-3.
La mia fede. Cristianesimo e rivoluzione in un'intervista con Frei Betto, Cinisello Balsamo,
Paoline, 1986. ISBN 88-215-1085-9.
L'ideale del socialismo e del comunismo sarà mantenuto e difeso a qualunque costo, Milano, a
cura del Gruppo di ricerca sui problemi del sud del mondo, 1990.
L'isola che non c'è. Presente e futuro di Cuba, Roma, Edizioni associate, 1992. ISBN 88-267-
0143-1.
Un chicco di mais, Sesto San Giovanni, Il papiro, 1994.
Guevara, Roma, Avvenimenti-Liberazione, 1995.
Messaggio alla Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo. Rio de Janeiro, giugno
1992, Napoli, Laboratorio politico, 1995.
Queremos, Palermo, Edizioni della Battaglia, 1995.
Ernesto Che Guevara raccontato da Fidel Castro, Roma, Grandi Tascabili Economici Newton,
1997. ISBN 88-8183-797-8.
La WTO, la Cina e il Terzo Mondo, Napoli, La città del sole, 2000. ISBN 88-8292-058-5.
Prima della rivoluzione. Memorie di un giovane lider, Roma, Minimum fax, 2006. ISBN 88-7521-
085-3.
Io e il Che. Un'amicizia che ha cambiato il mondo, Milano, Oscar Mondadori, 2007. ISBN 978-88-
04-57250-3.
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Filmografia

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Nel 2003 Fidel Castro appare nelle pellicola Comandante e Looking for Fidel di Oliver Stone,
entrambi documentari che si sviluppano come lunghe interviste del regista statunitense al Lider
maximo.

Nel 2006 partecipa inoltre, nei panni di se stesso, alle riprese della pellicola spagnola Cuando la
verdad despierta, diretta dal regista italiano Angelo Rizzo e presentata al Festival di Berlino nel
2008.[429][430]

Onorificenze
Nel corso della sua vita, Fidel Castro ha ricevuto diverse onorificenze.

Note
1. ^ Secondo alcune voci si sarebbe riavvicinato alla spiritualità cristiana, in qualche modo, negli
ultimi tempi di vita
2. ^ Si ritiene che questa sia la sua data di nascita; tuttavia, non è mai stata accertata ufficialmente:
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Voci correlate
Rivoluzione cubana
Fulgencio Batista
Che Guevara
Raúl Castro
Partito Comunista di Cuba
Lettera di Fidel Castro a Roosevelt

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Collegamenti esterni

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