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Gli Uccelli

Ὄρνιθες

una commedia di Aristofane


INFO
Manca tutta la produzione tra il 421 a.C. (La
Pace) e il 414 a.C.

Gli Uccelli è una commedia scritta da


Aristofane e messa in scena per la prima
volta alle Grandi Dionisie nel 414 a.C.

1765 versi
22 personaggi + il coro

Seconda fase: Uccelli, Lisistrata,


Tesmoforiazuse, Rane
CONTESTO
STORICO
II SPEDIZIONE IN SICILIA
(415-413 a.C.)

Fallimento militare Ateniese ad


opera dei Siracusani, alleati con
gli Spartani.

Scandalo delle Erme e dei Misteri:


avvio del declino Ateniese
TRAMA
Pistetero ed Evelpide sono in cerca di una nuova città in PROLOGO
cui abitare e chiedono consiglio a Tereo, l'uomo uccello.
Tutti gli uccelli vengono riuniti ad assemblea per PARODO
discutere l'idea di Pistetero, cioè di fondare una città che
sia tra la terra e gli dei: Nubicuculia (Νεφελοκοκκυγία).
Sparsa la notizia, arrivano molti personaggi dai quali i AGONE
protagonisti erano fuggiti che chiedono di essere
ammessi nella città, ma Pistetero li rifiuta.
Resta in scena solo il coro, che celebra la gloria e il PARABASI
potere degli uccelli e si rivolge infine agli spettatori
promettendo benefici e ricchezza in cambio di applausi.
Poco dopo Pistetero allontana anche la messaggera AGONE
degli dei, Iride, venuta a reclamare i sacrifici.
Dunque un'ambasciata composta da Poseidone, Eracle e
Triballo si trova costretta a trovare un accordo per
ridistribuire i poteri tra gli uccelli e gli dei.
Pistetero, nominato successore di Zeus, ottiene in ESODO
moglie una giovane divinità, Regina.
La commedia si conclude con la celebrazione delle nozze. κῶμος
PROLOGO
Entrano Pisetero ed Evelpide, portando rispettivamente una cornacchia e un
gracchio.
EVELPIDE (al gracchio) Dritto dici di andare, dove si vede quell'albero?
PISETERO (alla cornacchia) In malora! (a Evelpide) Questa invece
gracchia che bisogna tornare indietro.
EVELPIDE Disgraziato, perché vagabondiamo su e giù? Continuando
così ci rimetteremo la pelle, e senza frutto.
PISETERO Povero me, che do retta a una cornacchia, e mi trovo a
percorrere una strada che non finisce mai!
EVELPIDE Povero me, che do retta a un gracchio, e mi trovo ridotte in
polvere le unghie dei piedi!
PISETERO Ora poi non so più dove siamo.
EVELPIDE Di qua, sapresti ritrovare la nostra patria?
PISETERO Di qua, non ne sarebbe capace neppure Esecestide.
EVELPIDE Ahi!
PISETERO Coraggio, prendi questa strada.
EVELPIDE Bel lavoro ha combinato il venditore di uccelli, quel pazzo di
Filocrate: ci assicura che questi due ci avrebbero indicato Tereo, l'upupa,
l'uomo che diventò uccello; e ci vende per un obolo un gracchio piccino
come un figlio di Tarralide, e la cornacchia per tre oboli. Invece non
sanno far altro che beccare.
PERSONAGGI

Pistetero Evelpide L'Upupa, Tereo

Eroe Comico: mente del progetto Braccio della fondazione di Personaggio emblematico e carico
utopico, furbo e scaltrissimo Nubicuculia e appoggio sicuro di di valore mitologico, nonché di
Pistetero critica anti-tragediografi

πιστός + ἕταιρος εὖ + ἐλπίς (vv. 100) "Mi ha rovinato così


Sofocle, nella sua tragedia, a me che
ero Tereo"
vv. 339-340: " Perché mi hai portato via di qui?"
vv. 482- 507: il racconto del potere del Gallo
vv. 837-851: l'organizzazione della costruzione di Nubicuculia
PERSONAGGI

Gli uccelli, il coro Personaggi di Atene Gli dei


22 specie volatili variopinte Tre incontri diversi:
Poeti strampalati, uno Iride (vv. 1237- 1255)
(vv. 783) "E voi uomini che vivete nelle "spacciaoracoli", Metone ("un Prometeo
tenebre, simili alle foglie, esseri deboli Talete"), un ispettore, un Eracle, Poseidone, Triballo
impastati di fango, ombre vane, effimere commerciante in decreti,
creature senz'ali, infelici mortali simili a sogni, parricida, Cinesia
fate attenzione a noi immortali, eternamente PISETERO Certo questi uccelletti li
(ditirambografo), sicofante.
viventi, celesti creature immuni da vecchiezza, hanno uccisi in buon punto:
meditanti eterni pensieri. [...] tototo tototo serviranno per il pranzo nuziale.
La corruzione Ateniese si vuole fare
totototìnx, e tutto echeggia l'Olimpo e stupore ERACLE Io resterei qui ad arrostire
strada a Nubicuculia: Pistetero li
invade gli dèi, e le Cariti e le Muse Olimpie le carni. Voi andate pure
allontana tutti
acclamano al canto: tiotio tiotìnx"
"TEOGONIA UCCELLESCA"
"In principio era il Caos e la Notte e l'Erebo nero, e il vasto
Tartaro; non c'era terra né aria né cielo. Nel seno infinito
dell'Erebo la notte dalle nere ali generò dapprima un uovo
infecondo. Da quello col volgere delle stagioni germogliò
l'amabile Eros: sul suo dorso fulgevano ali dorate, era
simile a un turbine ventoso. Eros, unendosi al Caos alato
nel Tartaro, di notte diede vita alla nostra stirpe, e la portò
alla luce per prima."

si tratta della parodia della teogonia di Esiodo


PERSONAGGI DI ATENE
VENDITORE DI ORACOLI Non immolare subito il capro!
PISTETERO E tu chi sei?
VENDITORE DI ORACOLI Un venditore d'oracoli.
PISTETERO Vaffanculo
(vv. 959-962)

PISETERO Non so che farci. Ma poiché sei venuto


qui spinto dall'amore per la nostra città, ti darò un
paio d'ali adatte a un orfano. E ti darò anche un buon
consiglio, ragazzo mio, che io stesso ho ricevuto
quando avevo la tua età: non percuotere tuo padre.
Prendi ora ali e sprone, e una cresta di gallo: fa il soldato,
monta la guardia e mantieniti col tuo salario.

(vv. 1360-1370)

"Noi, cari spettatori, soffriamo di un male opposto a quello di Saca. Lui, che non è cittadino, lo vuole diventare per forza; noi
che siamo cittadini di diritto, membri di una famiglia e di una tribù, senza che nessuno ci butti fuori siamo scappati via con le
ali ai piedi. Non odiamo la nostra città, non neghiamo che sia grande e felice, e uguale per tutti nel riscuotere multe. Ma le
cicale cantano sui rami un mese o due; gli Ateniesi cantano per tutta la vita nei tribunali. Perciò noi percorriamo questo
cammino e forniti di pentola, di canestro, di rami di mirto, cerchiamo un posto tranquillo dove stabilirci per vivere." (vv. 30-44)
MESSAGGIO
"La costatazione di un impegno politico spinto al massimo
grado oppure l'affermazione di un disimpegno totale"
-E. Corsini, "Gli Uccelli: utopia o satira politica?"

PRIMO PENSIERO " [...] nel segno dell'evasione dalla realtà per rifugiarsi nei
Nubicuculia: la spedizione in Sicilia regni del sogno, dell'utopia o della fiaba oppure ancora
(impresa troppo ambiziosa) nel mondo del nulla e del vuoto creato dal libero gioco di
una fantasia sovrana che opera ai limiti tra il reale e
Uccelli: Ateniesi l'irreale"
Dei: nemici di Atene
Pistetero: una allegoria di Alcibiade SECONDO PENSIERO
Nubicuculia e Atene: differenze e similitudini

NO VIS COMICA E "ἰαμβική ἰδέα"


La parola a
Raffaele Cantarella
Evidente squilibrio strutturale / poetico tra
la prima parte e la seconda:
- Nella prima risiede il vero interesse di
Aristofane;
- Nella seconda procede di maniera.

SPOLITICIZZAZIONE
PROGRESSIVA di tutta la vita ateniese