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L'UNIONE EUROPEA

COMPITO DI EDUCAZIONE CIVICA


PIETRO BENTIVENGA CLASSE V A.S.
08/02/2021

L’Europa che oggi conosciamo, sotto il profilo geografico, etnico, culturale, religioso, sociale e
politico è un'evoluzione di una lunga vicenda storica che ha portato significative variazioni nei
confini del nostro continente. L’idea di un unico stato europeo è stata più volte oggetto di
riflessione da parte di filosofi come Kant che già 1795 nel trattato "Per la pace perpetua"nel
quale affermava che “Il diritto internazionale dev’essere fondato su un federalismo di liberi
Stati”.Anche scrittori come Victor Hugo e da politici come Giuseppe Mazzini hanno auspicato
all'Unione degli Stati Europei già secoli prima della sua effettiva realizzazione ma i passi effettivi
che sono stati fatti per raggiungere l'integrazione europea risalgono al 1945 conseguentemente
al disastroso impatto della seconda guerra mondiale, che stimolò il primo movimento
dell'Europa occidentale su principi di cooperazione più forti , democrazia e pace, e l'urgente
necessità di ricostruire le loro economie distrutte dalla guerra.
Il lungo cammino verso l'integrazione europea è ancora in corso ed è lungi dall'essere compiuto,
è stato spesso lento, pieno di difficoltà, contraddizioni e ostacoli. Ma l'obiettivo finale che è
anche il vero scopo del Trattato di Roma firmato il 25 Marzo 1957 ed entrato in vigore il 1
Gennaio 1958, col quale si istituisce la CEE, è quello di trasformare un processo di integrazione
economica in un processo di integrazione politica.
Il progetto europeo è stato caratterizzato da un progressivo allargamento dei sei Paesi che in
origine hanno firmato il trattato di Roma: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi
Bassi. La Comunità attuale è formata da 27 Nazioni che ben presto hanno aderito all' Unione
Europea. Un evento fondamentale in questo processo è stata la caduta del muro di Berlino nel
1989, che ha anche significato la fine della guerra fredda, il conflitto politico e diplomatico tra le
potenze occidentali e il blocco dell'Europa orientale, e ha aperto la strada all'allargamento del
Comunità verso l'Est Europa.
L'UE si prefigge degli obiettivi ben precisi che sono basati su valori come: pace, benessere
sociale, rispetto verso le lingue, le culture e le religioni, in più si prefigge l'obiettivo di una forte
economia attraverso l'utilizzo di un' unica moneta.
Da quando è nata L'Unione, in Europa non ci sono state più guerre tanto da portare la stessa
Unione a vincere il Nobel per la Pace nel 2012, ci si può spostare liberamente da uno Stato
all'altro con la possibilità anche di vivere, lavorare o studiare in tutti i Paesi della UE, così come
c'è il libero commercio tra gli Stati.
I Padri Fondatori dell'Unione Europea, li possiamo identificare in tre statisti di grandi ideali
politici: Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi, tre uomini accomunati dall'
aver vissuto gli orrori della guerra e le persecuzioni nazifasciste. Il primo impulso lo diede Robert
Schuman con la sua “Dichiarazione”presentata il 9 Maggio 1950 come Ministro degli Affari
esteri del Governo Francesee che viene considerata il primo discorso politico ufficiale in cui
compare il concetto di Europa.Lo scopo di tale Dichiarazione era quello di superare la rivalità
storica tra Francia e Germania, paesi legati alla produzione di carbone e acciaio e nel 1951, col
"Trattato di Parigi" nasce la CECA (Comunità del carbone e dell' acciaio), il cui programma ricco
di ampi ideali consisteva nel tendere la mano ai nemici sconfitti per fare in modo di mettere in
comune le basi dell'economia industriale.I sei paesi fondatori della Ceca (Belgio, Francia,
Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi), pur nella comune devastazione,
partivano da situazioni differenti. La seconda guerra mondiale aveva creato lacerazioni
profonde in tutti i paesi facenti parti del nuovo soggetto politico. L’Italia soprattutto era un
paese fortemente arretrato. Più del 30% della popolazione attiva era infatti impiegata in
agricoltura. La nostra produzione industriale era ridotta a un quarto rispetto al 1938, e quella
agricola a poco più della metà.Visto lo scenario che si sviluppava in una Paese con enormi
conflitti sociali, padri fondatori capirono che non si potevano permettere di avventurarsi in una
costruzione politica senza prima aver avviato un'integrazione economica.
Come prima citato, accanto a Schuman altri due personaggi hanno contribuito a costruire
l’Europa: Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi. La grandezza della loro storia vive ancora nei
loro pensieri sull’Europa, essenzialmente basati su ideali di pace, collaborazione, civiltà e
solidarietà e le loro parole, che di seguito riporterò fedelmente, hanno scritto le prime pagine
della storia Europea.
Il primo a parlare è Schuman nella sua Dichiarazione esprimendo in modo essenziale il suo
ideale:
“La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai
pericoli che la minacciano. Il contributo che un'Europa organizzata e vitale può apportare alla
civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche”.
Adenauer, Cancelliere della Germania Occidentale dal 1949 al 1963, rivelò i suo ideali Cristiani in
un discorso tenutosi nel Luglio del 1952 affermando che: “Uno dei principi fondamentali del
Cristianesimo è l’amore del prossimo e il rispetto del prossimo. Ora, questo principio non vale
soltanto per l’individuo, ma anche per l’atteggiamento dei popoli gli uni nei confronti degli altri.
Stiamo vivendo in un tale periodo: in questo periodo si deciderà, se si salveranno per l’umanità
la libertà, la dignità umana, il pensiero cristiano-occidentale, o se lo spirito delle tenebre e della
schiavitù, questo spirito anti-cristiano sventolerà la frusta sopra l’umanità che sta indifesa a
terra. Credetemi, amici, non esagero: parole sono troppo deboli per riportare ciò che minaccia i
popoli liberi”.
Alcide De Gasperi che fu presidente del Consiglio nell’Italia post-bellica appoggiò gli ideali di
schuman e Adenauer dicendo: “Io affermo che all’origine di questa civiltà europea si trova il
cristianesimo, non intendo con ciò introdurre alcun criterio confessionale esclusivo
nell’apprezzamento della nostra storia. Soltanto voglio parlare del retaggio europeo comune, di
quella morale unitaria che esalta la figura e la responsabilità della persona umana col suo
fermento di fraternità evangelica, col suo colto del diritto ereditato degli antichi, col suo culto
della bellezza affinatesi attraverso i secoli, con la sua volontà di verità e di giustizia acuita da
un’esperienza millenaria”.
Sono parole quasi utopiche dove si evince il desiderio di fraternità incentrato sull' unicità dell'
uomo che riesce ad essere in comunione con il fratello vicino, senza più barriere culturali
linguistiche e religiose, alla continua ricerca della pace.