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Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art.

1, comma 1, CN/BO
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SETTIMANALE 19 / 25 NOVEMBRE 2010

Terre in moto
CANTIERI SOCIALI - ANNO XII N. 41 € 3
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Bonifica! La campagna abbonamenti è sospesa


Sostieni Carta clandestina con una sottoscrizione

Scrive Ascanio Celestini: «Sarebbe straordinario che invece di chiudere


Carta la si potesse riciclare. Carta che diventa letteratura e cinema, musica
e teatro, movimento e sindacato, trattoria e parco giochi, fontanella, orto...».
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IT 29 R 07601 14800 000098806631
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aequa di Roma, socio di Cantieri sociali e ab-


REDAZIONE
Enzo Mangini
Marco Calabria
27 NOVEMBRE, ECCOCI bonato, e vi scrivo per darvi il nostro soste-
gno sia morale, ma soprattutto materiale.
Gianluca Carmosino
Le adesioni per l’incontro con la redazione di
Rosa Mordenti Carta, sabato 27 novembre arrivano. Un grazie Abbiamo pensato di fare un pò di cose che
Giuliano Santoro
preventivo a tutte quelle persone che hanno potrebbero essere utili per voi e quindi per
AMMINISTRAZIONE deciso di esserci. Come sapete, il quadro della noi che di Carta abbiamo bisogno! Come
Gabriele Savona
legge per l’editoria è in continua evoluzione e prima azione abbiamo pensato di darvi uno
PROGETTO GRAFICO
E IMPAGINAZIONE
forse, per la prima volta da un po’ di tempo in qua, spazio in bottega per la vendita dei vostri li-
Lorenzo Sansonetti non in senso negativo. Anche di questo parleremo bri, cd, dvd, magliette e felpe. Poi vorrem-
Antonella Tancredi
con amici, lettori, abbonati, compagni di strada mo proporvi di intervenire ai nostri eventi
HANNO COLLABORATO che vorranno portare il loro contributo al dibattito in bottega per presentare la vostra situazio-
Matteo Micallela
Sarah Di Nella sul futuro del nostro mezzo di comunicazione ne e le possibili vie d’uscita. In ultimo cerca-
Gianni Belloni
Stefano Ventura
sociale. Appuntamento in via dello Scalo di san re di organizzare sempre da noi un evento
Franco Arminio Lorenzo 67 dalle 10,30. Confermate la presenza in vostro favore di raccolta fondi.
Filippo Tronca
scrivendo a carta@carta.org. Grazie Fatemi sapere se e come gestire queste no-
IN COPERTINA stre proposte. A presto
Foto
di Stefano Montesi Fabrizio, bottega del mondo Domus ae-
SEGRETERIA
qua, ROma
DI REDAZIONE
tel 06 45495659
fax 06 45496323 CARTA SOTTO LA GRU CARTA NEL PANIERE DEI GAS
carta@carta.org Cari amici di Carta, siamo soci da sempre di Ciao Carta, sono un abbonato. Da qualche
ABBONAMENTI Cantieri sociali [e «quindi di Carta»], abbia- tempo sono riuscito a mettere Carta nel pa-
E DIFFUSIONE
tel 06 45495685
mo l’abbonamento biennale, però non vi niere del Gas di Teramo. Innanzitutto voglio
abbiamo mai chiesto il modo per ricevere dirvi che vi sono molto vicino in questo mo-
SPEDIZIONI
tel 0776 832873 online il giornale, ci piace ricevere Carta, mento di grande difficoltà. Negli ultimi dieci
portarla in giro e condividerla, ma ora con i anni per me Carta ha rappresentato [e rap-
NUMERO 41
Settimanale della problemi che avete potrebbe essere utile presenta ancora oggi e sono sicuro anche nel
Cooperativa Carta
averla anche on line. Fateci sapere. futuro] un preziosissimo strumento di infor-
Presidente Il vero motivo della nostra mail è la richiesta mazione e soprattutto di formazione delle
Marco Calabria
di pubblicare la nostra solidarietà con i mi- mie idee, interessi, passioni. Se oggi parteci-
Iscrizione al Tribunale granti che sono sulla gru di Brescia, la città po attivamente a un Gas, mi occupo di eco-
di Roma
Reg. Stampa n.548/99 dove viviamo, e sulla torre di Milano e con nomia solidale, democrazia e processi parte-
del 22/11/1999
tutte e tutti quelli che sono sotto le gru per cipativi è anche grazie al vostro lavoro. Sen-
Direttore responsabile avere il permesso di soggiorno. za non potrei e non voglio stare quindi mi sto
Enzo Mangini
Con alcune donne di Brescia, insieme a Li- organizzando per cercare di raggranellare
Via Scalo dia Menapace, abbiamo inviato un appello quanto più possibile per sostenere la
di San Lorenzo, 67.
00185 – ROMA al presidente della Repubblica e una lettera vostra/nostra causa. Ho purtroppo un reddi-
Stampa:
aperta al ministro dell’interno, alla prefet- to ridicolo, non è una cosa facile ma ho anche
Primegraf s.r.l., ta e al sindaco di Brescia. Vi chiediamo di un’ampia rete di contatti che spero di far frut-
via Ugo Gnutta, 2/a
00175 Roma diffondere l’indirizzo mail per le adesioni: tare. Un abbraccione a tutta la redazione
permigrantisullegru@gmail.com. Gennaro Castorani, Gruppo di acquisto
Chiuso in tipografia
il 16 novembre 2010 Vi inviamo alcune foto per clandestino.car- solidale Oltrefrontiera, Teramo
ta.org. Domenica 14 eravamo in piazza e
abbiamo visto e subito le cariche e i lacri- CARTA NEL SINDACATO
mogeni contro persone inermi con bambi- Cari compagni e care compagne, abbiamo
La testata fruisce dei ni, il ricordo di Genova è presente… fatto una sottoscrizione perché, avendo
contributi statali diretti di
cui alla legge Un abbraccio e continuate con l’informa- sempre acquistato Carta in edicola, voglia-
7 agosto 1990, n. 250.
zione alternativa indispensable per i movi- mo continuare a leggere il settimanale e a
Numeri arretrati: menti. Grazie! sostenervi. Fraterni saluti
€ 3,00
con ccp n. 16972044 Beatriz De La Vega e Sergio Razore, Camera del lavoro di Varese
intestato a: Brescia
Carta soc. coop.
via Scalo VIVA CARTA!
di San Lorenzo, 67
00185 - Roma
CARTA IN BOTTEGA Adesione a Sos-tengo Carta compiuta. Per-
carta@carta.org Ciao, sono Fabrizio un volontario della bot- ché ci credo, nonostante tutto. Viva Carta!
tega del commercio equo e solidale Domus Daniela Cavarretta, abbonata

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La ricostruzione
riparte da L’Aquila di Filippo Tronca

L’
’AQUILA, BAR CONTAINER, un grigio pome-
riggio di novembre. Due muratori di-
scutono animatamente: «Embè, tutto
stò casino per una botta?» «Ma perché
ha rifatto una botta? Dove? E quanto
forte? Io non ho sentito niente!» «Ma
no, stavo parlando di Berlusconi. Ven-
ti donne, tutte per lui in una sera, io
manco in tutta la vita...».
«Eh sì, bella roba... noi stiamo qui a
tribolare e lui se la gode...». «Tutta in-
vidia la tua». «Sì, ma tanto neanche a te
ti ci invita alle sue feste, manco come
I CITTADINITERREMOTATI terremotato, te lo ricordi come è anda-
SI PREPARANO A UN ALTRO ta a finire con la crociera che ci aveva
INVERNO D’EMERGENZA promesso?».
CON UNA PROPOSTA Interviene un terzo: «E basta! Fini-
DI LEGGE PER RIPRENDERSI tela di parlare di politica!». I tre comin-
IL GOVERNO DELTERRITORIO ciano così ad affrontare argomenti
più frivoli e pruriginosi.
Stessa ora, sempre a L’Aquila. Una
trentina di persone si sono date appun-
tamento sopra una rotatoria di perife-
ria. Sotto la pioggia, con caschetti
gialli in testa, carriole piene di macerie.
Cantano «Goodbye Ruby tuesday», ur-
lano bunga bunga, lanciano coriando-
li contro le auto di passaggio.
Non sono traumatizzati post-sismi-
ci in libera uscita da Villa Serena, ma
cittadini aquilani che vogliono espri-
mere tutto il loro disappunto nei
confronti del priapico premier degli so, per il mancato all’allarme sismico
italiani, tornato dopo nove mesi di im- prima del 6 aprile. «Lei ci deve dire che
barazzata latitanza in visita blindata non ci saranno più scosse, si impegni!»,
ad uno dei fronti dell’emergenza Italia. ha commentato con ilarità il premier. Il
Per premiare gli eroi della Protezione tutto sotto lo sguardo di un taciturno
civile e visto che c’era pure il patron parente delle vittime.
dell’Ingv Enzo Boschi, accusato dalla Cartoline queste da una città senza
Procura dell’Aquila di omicidio colpo- quasi più cittadini. Cartoline da un

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NIENTE PIÙ COMMISSARI STRAORDINARI, X


VIGILANZA DEI CITTADINI SUGLI APPALTI, X
POTERE DI DECISIONE AGLI ENTI LOCALI: X
UNA RICETTA DI RISCOSSADEMOCRATICA X

FOTO TOMMASO TANI


spetto della loro secolare storia. Ed è
per questo che la manifestazione na-
zionale del 20 novembre a L’Aquila sa-
rà un giorno importante, dove si gio-
cherà una partita non solo aquilana.
Non conteranno solo le persone
che sfileranno in corteo intorno agli et-
tari di città d’arte distrutta, ma anche
e soprattutto le firme a sostegno di un
una legge di iniziativa popolare che se
approvata in parlamento ribalterà la
governance della ricostruzione aqui-
lana e di quelle a venire. Che altre,
purtroppo, ne verranno: basti vedere il
Veneto alluvionato di queste settima-
ne. È una legge nata su internet, elabo-
rata sulla piattaforma wikipedia; il pri-
mo esempio, forse, di partecipazione
democratica telematica in Italia.
Per prima cosa, con questa proposta
di legge si vuole dire basta al regime dei
commissari straordinari, al comando e
controllo dei sultanati dell’emergenza,
una delle aziende più floride ed opache
cresciute nell’Italia degli ultimi anni.
La coincidenza con l’addio di Guido
Bertolaso alla Protezione civile è sta-
ta, appunto, una coincidenza, ma di
quelle rivelatrici della trama delle
umane cose.
Il potere nelle scelte della ricostru-
zione torna agli enti territoriali, ai sin-
daci, in primo luogo, perché spiegano i
promotori, «si vuole scongiurare l’inu-
tile dispendiosità delle figure commis-
paese che crolla, si sgretola, si allaga e che voraci, il teppismo di Stato contro sariali e la illegittimità della gestione in
si avvelena, nell’indolente indifferen- i cittadini che a Terzigno protestano deroga di assunzioni, contratti e appal-
za di un popolo che si indigna e si acca- contro la nuova discarica, i paesaggi ti, piani territoriali e viabilità, che por-
lora solo da Maria De Filippi e davan- cancellati da triviali colate di cemento tano come abbiamo potuto sperimen-
ti ai plastici dei luoghi del delitto illu- e asfalto, la volgarità e ignoranza dila- tare, allo stravolgimento del territorio,
strati da Bruno Vespa. gante, e i borghi distrutti del cratere si- a decisioni che non sono condivise, a
C’è un nesso tra la Pompei che si smico abruzzese che rischiano seria- pericolose vicinanze con centrali di
sgretola, lo spadroneggiare delle cric- mente di non essere ricostruiti nel ri- malaffare».

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I CITTADINI ASPETTANO
ANCORA GLI ASSEGNI
PER LE SISTEMAZIONI
AUTONOME E DA GENNAIO
DOVRANNO RICOMINCIARE
A PAGARETUTTE LETASSE

Certo, non è che dei politici locali ci


si possa poi così fidare, è stato osserva-
to nel corso di una delle tante assem-
blee preparatorie, ma la differenza di
fondo, è stato risposto, è che loro alme-
no puoi sceglierteli con un voto demo-
cratico. E puoi anche controllarli me-
glio, se serve.
Nella proposta di legge si istituisce
poi una commissione di vigilanza, con
tre rappresentanti scelti tra i cittadi-
ni, con poteri di accesso e controllo ai
procedimenti amministrativi e conta-
bili riguardanti la ricostruzione. Non
solo: si consente a tutti i cittadini ita-
liani il diritto di accesso agli atti senza
obbligo di motivazione. Tutte le spese
e gli appalti devono essere pubblicate
su un sito internet in modo chiaro ed
esaustivo.
C’è un aneddoto che fa comprende-
re l’avvilente mancanza di trasparen-
za nel post sisma aquilano. Un consi-
gliere regionale, Carlo Costantini, ave- chiuta e fastidiosa vigilanza della Cor-
va recentemente commissionato una te dei conti. La risposta chiarificatrice GLI APPARTAMENTI
consulenza per far luce sul costo del di Gian Michele Calvi, braccio operati- DEL PROGETTO C.A.S.E.
progetto C.a.s.e., che la Protezione ci- vo di Bertolaso nella realizzazione del SONO COSTATI OLTRE 2 MILA
vile ha appaltato più o meno a se stes- Progetto C.a.s.e. e progettista dei mo- EURO A METRO QUADRO.
sa dopo regolare gara, costruendo di duli stessi, non si è fatta attendere: ha PER UN PALAZZO DEL‘500
fatto una nuova città, che ha stravolto denunciato Costantini chiedendo 2 CE NE SONO MENO DI MILLE
per sempre il territorio e le sorti urba- milioni di euro di risarcimento danni.
nistiche della ricostruzione. Altro punto centrale della proposta
Si è così avuta conferma che il co- di legge riguarda poi la copertura fi- diti diversi di natura finanziaria. Que-
sto medio di realizzazione dei circa nanziaria della ricostruzione aquilana, sto fondo potrà essere utilizzato esclu-
4500 appartamenti è pari a 2639 eu- che deve essere certa e costante nel sivamente per fare fronte alle emer-
ro a metro quadro. Uno sproposito, tempo, attraverso una tassa di scopo, genze causate da disastri ambientali o
una follia ha commentato il consiglie- e un contributo di solidarietà pari al 2 sismici, e per interventi di prevenzio-
re, perché il costo di costruzione di ap- per cento del reddito imponibile Irpef ne e messa in sicurezza del territorio e
partamenti equivalenti non superano eccedente i centomila euro. degli edifici pubblici e privati.
a base d’asta in altre città i 1200 euro. E non solo: la legge prevede l’istitu- Il governo e suoi luogotenenti nel
E ci sarebbe anche da far luce, ha ag- zione di un Fondo nazionale per la pre- cratere sismico ripetono che i soldi ci
giunto il consigliere, sulle consulenze, venzione e l’emergenza, finanziato sono a palate. Berlusconi, pensando di
sulla scelta delle ditte e dei materiali in dall’aumento al 20 per cento della ali- essere in un lieto dopocena a villa Cer-
procedura d’urgenza, al riparo dall’oc- quota sui redditi da capitale e sui red- tosa, nella sua ultima visita a L’Aquila

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CLANDESTINO

FOTO TOMMASO TANI

L’AQUILACHIAMA IL GOVERNO RIPETE


IL20NOVEMBRE CHE I SOLDI CI SONO,
PERÒ DEVONO ANCORA
L’appuntamento è per sabato 20 novembre, dalle ESSERE PAGATI GLI HOTEL
14. Si parte da Piazza D’Armi, già sede di una del- DOVE PER MESI HANNO
le tendopoli simbolo del terremoto, per arrivare a VISSUTO ITERREMOTATI
Piazza Duomo, cuore del centro storico aquilano.
Le parole d’ordine della convocazione sono sem-
plici e dirette: «Non possiamo accettare questa
situazione». Cioè quella di una ricostruzione fan- tanto chiede la detassazione per 24 me-
tasma, che costringerà decine di migliaia di per- si e la restituzione delle somme sospe-
sone a un nuovo inverno in uno stato di totale se a partire dal 2020, al 40 per cento e
precarietà e incertezza. L’invito dei comitati in 120 rate. Ci sono soldi, certo, ma il
aquilani che hanno lanciato la manifestazione è finanziamento per la ricostruzione
di partecipare solo con bandiere nero-verdi, i co- delle case maggiormente danneg-
lori della città, lasciando a casa quelle di partito. giate, è fissato da un’ordinanza a 1180
Il corteo del 20 sarà anche la prima occasione euro al metro quadro, calcolato però
per raccogliere le firme per la legge di iniziativa sulla superficie lorda, e per una casa
popolare sulla ricostruzione. Ne servono 50 mila. del centro storico dove le mura perime-
Il testo della legge di iniziativa popolare può es- trali in pietra occupano il 30 per cento
sere scaricato da www.anno1.org, assieme della superficie, a conti fatti lo stato
ai modelli di mozioni e ordini del giorno da pro- darà solo un contributo pari a 800 eu-
porre ai comuni e agli enti locali. Le informazioni ro, del tutto insufficienti, a meno che il
per la manifestazione del 20, invece, sono su «fortunato» beneficiario non integri
www.3e32.com. Sul sito del comitato che fa l’intervento di tasca propria con parec-
da cabina di regia per le principali iniziative a chie decine migliaia di euro.
L’Aquila, ci sono anche gli spot e i materiali so- Per ricostruire insomma un palazzo
stenere sia la manifestazione che la raccolta di del ‘500, con affreschi ed elementi di
firme per la legge sulla ricostruzione. pregio architettonico, il governo inten-
de spendere un quarto di quello che è
costato costruire casette prefabbrica-
te in cartongesso.
ha addirittura annunciato che il gover- no pagati gli alberghi che hanno ospi- Su quella rotatoria Giuseppina rac-
no ha messo a disposizione la bellezza tano i terremotati. Non vengono paga- conta: «Mi chiedono: ‘come va al-
di 14 miliardi di euro. Che è in realtà è te le imprese che hanno lavorato nel l’Aquila?’ Non ci possiamo lamentare,
la cifra scritta a penna sul decreto cratere sismico, e molte di esse sono al rispondo. ‘Quindi tutto bene?’ ‘No, ho
Abruzzo per completare la ricostruzio- collasso. detto che non ci possiamo lamenta-
ne e che il governo si impegna a trova- È il caso della Cosbau, la più grande re’». Non ci si può lamentare perché
re nei prossimi 30 anni. Il commissario impresa edile del Trentino. Attende 24 può essere pericoloso, perchè hai il ter-
Chiodi ha assicurato che ci sono 2,5 mi- milioni di euro per i lavori post-sismi- rore di essere considerato dagli altri
liardi pronti e sull’unghia. E se essi ci ed è andata a gambe all’aria, trasci- italiani un piagnone, inaccontentabile,
vengono erogati a rilento la colpa è dei nando nelle sabbie mobili una trenti- un ingrato, dopo tutte le collette fatte
cittadini che non presentano i proget- na di imprese fornitrici. Ci sono i sol- in diretta tv. E perché pensi talvolta
ti di ristrutturazione, e dei Comuni che di, certo, ma nel cratere sismico dove la che sia tutto inutile.
non approvano i piani di intervento. disoccupazione è superiore al 12 per Ma anche perché si preferisce vive-
I soldi ci saranno pure a bizzeffe, cento e i cassintegrati alle mense dei re nascosti, imperturbabili come ana-
fatto sta che le casse dei comuni sono poveri fanno una fila chilometrica, da coreti post-moderni, e neanche il ter-
vuote, e migliaia di terremotati doc gennaio si dovranno ripagare al cento remoto ti ha insegnato nulla. Perché i
senza casa attendono mesi di arretra- per cento anche le tasse arretrate e so- diritti sono oramai confusi con la gra-
ti dell’assegno di autonoma sistemazio- spese dopo il terremoto fino all’ultimo zia ricevuta, e con la gentile concessio-
ne. Non ci sono fondi sufficienti per euro, un fatto mai accaduto a seguito di ne del sovrano. È ora di dire basta, la
mettere in sicurezza l’enorme patrimo- un’emergenza sismica. vera emergenza è far crollare questo
nio artistico danneggiato. Non vengo- La legge di iniziativa popolare per- maligno incantesimo.

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CLANDESTINO

L’alluvione
intervista di Gianni Belloni
a Marco Almagistri
Politologo dell’Università di Padova.
Con lui, attento osservatore delle cultu-
che cambia
il Veneto
re politiche delle società locali, abbiamo
parlato dei riflessi che l’alluvione e la
sua gestione hanno avuto e potranno
avere sulla politica veneta.

È un partito di amministratori locali e crazia ma si può decentrare per scari-

D
cerca così di proporre la propria imma- care i problemi sulla periferia.
gine di governo locale e non di gover-
no romano. È meno investita dall’on- Tornando all’alluvione però c’è da di-
da del risentimento, pienamente giu- re che i sindaci sono anche i motori
stificato a parer mio, rispetto all’incu- della cementificazione. I sindaci sono
ria della politica nazionale. Un risenti- vicini ai cittadini, ma anche alle pres-
mento dovuto al fatto che di fronte ad sioni grazie alle quali vengono fuori,
un dramma enorme per migliaia di per sempio, le villette in golena. La
persone per una settimana i media na- politica che ci ha condotto a questo
zionali si siano occupati d’altro. Un ve- punto può essere la stessa che ci tira
ro e proprio atteggiamento coloniale, di fuori dal fango?
cui i veneti hanno ragione a lamentar- Hai ragione, nel senso che l’alluvione
si e su questo la Lega può ancora gio- mette in luce una cosa: la «variabile in-
URANTE LA RECENTE VISITA in terra vene- carsela. Ma c’è un problema cruciale dipendente» Natura. Con umiltà do-
ta lo schiaffo più forte Berlusconi l’ha che è il rapporto della politica naziona- vremmo ricordarcelo. Lo sviluppo del
ricevuto da parte dei miti signori Gra- le con i suoi territori. La storia di que- nordest degli ultimi 30 anni ha cemen-
zia di Monteforte, in provincia di Vero- sto paese dice che i territori sono sta- tificato troppo. Non può essere uno
na. Questa famiglia è stata perseguita- ti governati meglio nella periferia che sviluppo trascinato dal mattone che la-
ta da due alluvioni, la casa allagata, dal centro e questa cosa è percepita dai scia per altro molte case sfitte, né può
una figlia disabile. A loro Berlusconi ha cittadini. Il problema è che si parla di esistere saturazione del territorio sen-
aperto il portafoglio proclamando «Co- federalismo, ma le risorse calano e au- za soddisfare i bisogni. Indubbiamen-
sa vi serve? Qual’è il vostro conto cor- mentano le funzioni che vengono tra- te si pone, e non da oggi, il problema di
rente, le vostre coordinate bancarie?» sferite agli enti locali. un nuovo sviluppo senza la preminen-
La risposta dei dignitosi signori Grazia È con questo che si tende in Italia za del mattone.
è stata: «Si faccia dare quelle del comu- ad aggirare il problema delle riforma
ne così aiuterà tutti». del welfare. In paesi con una classe di- La Lega su questo è in silenzio...
rigente più coraggiosa si affronta il te- C’è un dibattito interno, riflettono su
Ecco partirei da qui per capire se que- ma della sostenibilità del welfare, dei questo perché li tocca da vicino. Ma
sta alluvione, a parer tuo, ha messo tagli e così via e così si affrontano ni- conflitti ne hanno, soprattutto con i lo-
in crisi i tradizionali schemi politici e tidi conflitti politici, qui nessuno dice ro amministratori. C’è un forte conflit-
culturali soprattutto in relazione al- nulla ma la crisi del welfare passa stri- to tra gli amministratori locali e il ce-
la forza egemone sul territorio e cioè sciante attraverso le aumentate attri- to dirigente lombardo. Bossi e Caldero-
la Lega. Che ne dici? buzioni alla periferia e la diminuzione li non hanno mai fatto gli amministra-
C’è da tenere presente che la Lega ha delle risorse. Questo è il dramma: si tori, non sanno cos’è in concreto un
una capacità di adattamento notevole. può decentrare per migliorare la demo- patto di stabilità. Una frizione che il ca-

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CLANDESTINO

LE INONDAZIONIDELLE SETTIMANE SCORSEX


HANNO RESO EVIDENTE UNA CRISITERRITORIALEX
CHE INVESTE ANCHE LA POLITICALOCALEX
E LA CAPACITÀ AMMINISTRATIVA DELLA LEGAX

FOTO GIULIO TODESCAN

risma di Bossi tiene per ora a freno, ma


quando il carisma di Bossi si appanne-
rà, verrà alla luce. E c’è una chiave re-
gionale in questo: i veneti non vengo-
no compresi dai lombardi, tanto per ca-
pirci Calderoli non può essere l’inter-
locutore di un qualsiasi sindaco del Ve-
neto orientale.

L’emersione della questione ambien-


tale può inceppare i meccanismi del-
la politica?
È un convitato di pietra serio, perché
non è rimandabile in eterno. Si può rin-
viare ispirandosi a elementi simbolici
e mitologici come l’evocazione di un
immaginario Veneto bucolico del pas-
sato però poi questi temi emergono e
aprono squarci notevoli e la Lega non Lega. Nel mainstream della narrazio- Fatto sta che fatica a farsi strada que-
è immune da questo. ne nazionale il Veneto è leghista, ma in- sto Veneto più largo....
vece io direi un terzo dei veneti non vo- Nessuna società è omogenea, in una so-
La Lega ha offerto l’idea di una comu- ta più. L’irruzione della Natura, il cietà aperta non esiste questo dato, esi-
nità tutta rotonda con l’armonia tra dramma per tanti che non sanno quan- ste il problema dell’egemonia, e la Le-
una cosiddetta comunità veneta e la do e come ripartirà la produzione o po- ga l’ha costruita abbastanza bene, ma
sua espressione politica. È davvero tranno recuperare le loro cose e le loro se uno legge davvero Gramsci sa che
così secondo te? case, questo tema non manda in crisi nessuna egemonia è eterna, pensare
Sono stati bravi a costruirla, ma l’im- tanto la Lega quanto le rappresentazio- che un’egemonia sia eterna vuol dire
magine monocromatica del Veneto è ni pigre di questa terra. I volontari che pensare a una società che non ha più
sbagliata. Quando si diceva che fosse spalano il fango a Vicenza, donne e uo- fratture, non ha più emergenze o varia-
bianco immacolato in realtà non era mini, immigrati e autoctoni, sono l’im- bili indipendenti e che non possano na-
vero perché c’erano minoranze politi- magine plastica di un Veneto più largo scere altri gruppi con altre esigenze che
che molto vivaci. Anche oggi non è so- e più vario di quanto non l’immagini la sfidano l’egemonia corrente. La Lega fa
lo verde. Se uno va a vedere i voti, la Lega. E l’alluvione, così come la disoc- bene a non pensarsi eternamente ege-
Lega vince in discesa perché perde me- cupazione, rappresenta una nuova li- mone altrimenti rischia di fare la fine
no voti, trattiene meglio i suoi voti ri- nea di frattura. della Dc degli anni ‘80 che si credeva
spetto all’emorragia del Pd e del Pdl. La cultura del lavoro è per i veneti un insostituibile.
Ha il 35 per cento dei voti di quelli che fattore importante d’identità inclusiva La cultura politica locale si rinnova
vanno a votare, ma io guardo al 35 per anche verso gli immigrati. Con l’avan- e può viaggiare in botti diverse. L’ege-
cento dei veneti che non va a votare. Se zare della disoccupazione questo prin- monia della Lega può durare per iner-
fossi uno che fa politica mi occuperei cipio identitario vacilla. La politica, e la zia, se nessuno vuole costruirne un’al-
del terzo dei veneti che non va più a vo- Lega, dovranno fare i conti seriamente tra che rappresenti il Veneto più largo
tare piuttosto che del terzo che vota la anche con questa frattura. e vario di cui parlavo prima.

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CLANDESTINO

L’Irpinia
trent’anni dopo

H
di Franco Arminio
Scrittore, poeta e, per sua definizione, «LA RICOSTRUZIONE
paesologo. Ha scritto, tra le altre cose, DOPO ILTERREMOTO
«Vento forte tra Lacedonia e Candela» DEL 1980 HA ROTTAMATO
e «Nevica e ho le prove», LA CIVILTÀ CONTADINA
entrambi pubblicati da Laterza. SENZA PORTARE UN’IRPINIA
DAVVERO NUOVA»

particolarmente curati e le case nuove Non starò a dire ancora una volta de-
sorgevano senza alcun disegno urbani- gli errori e degli orrori della ricostruzio-
stico. Eppure, a vedere adesso, se im- ne. Il grande abbaglio di portare le in-
magini di quell’Irpinia ti viene una do- dustrie in montagna, l’illusione che fa-
lorosa nostalgia, come se si volesse riac- re tante case avrebbe dato più vita ai
O UNA FORTISSIMA NOSTALGIA dell’Irpinia ciuffarla quell’aria mitemente sgrazia- paesi. Come se le maniglie delle porte,
prima del terremoto. Allora non giravo ta, come se si volesse passeggiare nelle le finestre, i marciapiede potessero ri-
per i paesi, non facevo il paesologo. piazze con quella gente magra, ossuta. creare la vita, come se al posto del cuo-
Scrivevo da fermo e da dentro, non mi Prima del terremoto non era il Para- re avessimo un deposito di materiale
guardavo intorno, ancora non avevo diso, eppure vengono le lacrime agli oc- edile. Le colpe delle classi dirigenti di al-
capito che il mondo è fuori, che noi sia- chi a vedere com’erano una volta Con- lora, che poi sono le stesse di adesso, so-
mo un’interruzione, un equivoco della za della Campania o San Mango. Torna- no evidenti. Non si possono tacere, tut-
natura. Certi pomeriggi mi basta anda- no alla mente storie di emigrazione, tavia, anche le colpe di gran parte del-
re in un paese vicino per scollarmi di l’adiacenza tra la vecchia civiltà conta- la popolazione, tanto ansiosa allora di
dosso la smania che mi prende a com- dina e l’avvento della civiltà dei consu- partecipare alla spartizione del bottino.
merciare con le ombre nel computer. La mi: la fornacella e il cestino con la frut- La ricostruzione post-terremoto ha
mia terra è una terracarne che mi stra- ta di plastica sul tavolino. I ragazzi che accentuato quel processo di rottama-
zia ma che pure mi affascina e mi am- andavano all’università e i muli che zione della civiltà contadina già in
malia. Qui c’è ancora spazio vuoto tra andavano in campagna. corso negli anni precedenti, ma non è
un paese e l’altro. E la notte è ben chia- Allora non esisteva la parola comu- riuscita a portarci un’Irpinia vera-
ro lo spettacolo delle stelle. L’Italia dei nità, non la pronunciava nessuno. Però mente nuova. Nuovi sono gli intonaci,
capannoni e delle officine non è ancora c’era il senso che le cose stavano insie- le vernici, ma il malanimo di questa
arrivata nella parte più orientale della me, come se il paese fosse un’unica sce- terra è ancora qui, la diffidenza e il ran-
provincia. Qui c’è un’Italia che ha anco- na, e tutti stessero dentro la stessa cor- core restano il nostro marchio di fab-
ra un’aura, in cui puoi ancora passare nice. Allora non esisteva neppure l’Irpi- brica, unitamente al vittimismo e al-
qualche ora senza istigarti nel gioco nia, esistevano i paesi, le strade. Per al- l’accidia. Abbiamo importato mattoni,
del consumare e produrre. cuni il mondo finiva dietro una curva. continuiamo a esportare persone. Oggi
Prima del terremoto c’era un’Irpinia Indugio a parlare dell’Irpinia prima del l’Irpinia è una provincia che non garan-
che viveva di agricoltura, delle rimes- terremoto perché quella che è venuta tisce a nessuno dei suoi giovani un lavo-
se degli emigrati e dell’assistenzialismo dopo, quella che c’è adesso, è una terra ro decente. Una volta bisognava decide-
democristiano: bidelli, portieri, appli- stuprata in molti punti, una terra che a re tra l’emigrazione e le fatiche dei cam-
cati di segreteria, impiegati. I paesi non viverci dentro ti dà tanto dolore ma pu- pi. Adesso il dubbio non si pone, si par-
erano belli. I centri antichi non erano re un soffio incerto di lietezza. te e basta. Si parte e non si torna. Ades-

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CLANDESTINO CLANDESTINO

PERFETTO ESEMPIO DI DISASTROGLOCALEX


IN CUI ILFALLIMENTO LOCALE DELLA RICOSTRUZIONEX
SI INCROCIA CON GLI EFFETTI GLOBALIX
DELL’AGONIAAUTISTICADEL CAPITALISMOX
si interessano dei loro paesi. Molti bevo-
no e consumano altre droghe, stanno al
bar come avveniva prima del terremo-
to, ma ora ci stanno senza speranza, con
un’indolenza acida, incapace di coglie-
re quel poco di buono che qui resta.
Basti pensare al paesaggio, alla
sua bellezza in molti tratti non guasta-
ti dagli scempi post-terremoto. Tanta
bellezza avrebbe bisogno di riguardi e
prima ancora di sguardi. Non ha senso
stare qui senza andare in autunno nei
boschi di castagni o a giugno nei campi
di grano. Il valzer delle betoniere nulla
ha potuto contro l’orografia accidenta-
ta che ha salvato molti luoghi. L’Irpinia
c’è ancora, ma bisogna andare a cercar-
la nelle pieghe più nascoste di una ter-
ra già di suo non particolarmente espo-
sta. E se in questi luoghi più sperduti e
affranti viene fuori un senso di agonia,
so ci sono più case che abitanti. Da qui Calitri, Avellino, 1980 si tratta pur sempre di un’agonia com-
l’aria di desolazione che avvolge i pae- mossa. Prendo a prestito dal mio frater-
si. Hanno il buco al centro. La gente vi- no amico Andrea Di Consoli questa im-
ve in grandi case costruite dopo il ter- quella rete di assistenza che una volta magine, che si contrappone all’agonia
remoto sparse nelle campagne. Sono i era assicurata dai vicini di casa. ciarliera di cui ho parlato in un mio re-
disertori sociali, gli epigoni locali che È una terra di anziani sempre più so- cente libro. Ecco i poli di oscillazione:
ingrossano le schiere di quell’autismo li, ma con facce bellissime, dignitose e comunità e autismo corale, agonia
corale che domina in tutto l’occidente. innocenti. L’abitante tipico dei centri commossa e agonia ciarliera.
Un evento locale, il fallimento della ri- storici irpini è la vedova col figlio emi- Siamo fuori dalla lietezza e siamo
costruzione, si incrocia con i guasti del grato a Torino e il marito al cimitero. fuori anche dall’ordinata ma anemica
fallimento del modello capitalistico, Qui la vita sociale si rianima solo nel civiltà del nord Europa. L’Irpinia di
tanto grande da impedire perfino l’im- periodo elettorale. Allora sembra che adesso è per molti aspetti un manico-
maginazione di un altro modello. questi paesi interessino a qualcuno. mio all’aria aperta, abitato da gente in-
L’Irpinia di oggi è un perfetto esem- Passate le elezioni restano poche perso- capace di amare e di lanciarsi verso il
pio di disastro glocale. Non si leggono ne a fingere di occuparsi del bene comu- futuro. Anche lo sguardo verso il passa-
libri, ma ci sono macchine costose. A ne. Il modello dominante è quello di to è finto: si guarda indietro, si rimpian-
farne le spese sono le volpi, i cani, i gat- sempre: piccoli paesi, piccole cose, pic- ge, ma nessuno si cura di rimettere in
ti uccisi sulle strade. Non si vede più cola vita. Si spendono soldi per realizza- circolo le abilità perdute, potare un al-
tanta gente seduta sulle panchine. An- re piazze e piazzette. Si fanno anfitea- bero o fare un caciocavallo. Una provin-
che qui il tempo libero è fagocitato dai tri usati una volta l’anno. Si restaurano cia così può solo istigare i nervi dei più
centri commerciali. Gli ammalati non fontane che non sputeranno mai acqua sensibili, può solo rovinare la vita a chi
hanno ospedali e non hanno neppure e non saranno mai pulite. I ragazzi non dalla vita si aspetta qualcosa di grande.

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Una notte
di novembre
UN LIBRO
Storico, Stefano Ventura ha da
poco pubblicato il libro:
«Non sembrava novembre
quella sera».
del 1980
duare le responsabilità e un appello a Il periodo di attività di questi comi-

IL
di Stefano Ventura mostrare vicinanza alle popolazioni tati andò dal dicembre 1980 al maggio
terremotate. dell’anno dopo, quando, con l’approva-
Si avviò quindi un’ondata di solida- zione della legge per la ricostruzione e
rietà che portò svariate migliaia di vo- la partenza dei volontari, le rivendica-
lontari provenienti da tutta Italia e dal- zioni sulle quali i comitati avevano ba-
l’estero a raggiungere i paesi disastra- sato la propria esistenza persero peso.
ti per portare soccorso e aiuti materia- L’esperienza dei comitati popolari
li ai terremotati. Accanto a comuni, servì come momento di formazione
province e regioni, si dislocò sul terri- per molti giovani dei paesi terremo-
torio una fitta rete formata da associa- tati; alcuni dei militanti che erano sta-
zioni, categorie sindacali, partiti, con- ti attivi protagonisti dei comitati popo-
fraternite religiose e laiche, organizza- lari, diedero vita a cooperative, grazie
zioni cattoliche, singoli gruppi. all’aiuto di alcuni promotori sociali che
Tutta la fase dell’emergenza dove- avevano già operato nel Belice, in Sici-
TERREMOTO CHE ALLE 19 e 34 del 23 no- va essere gestita al buio, senza riferi- lia, in seguito al terremoto del 1968.
vembre 1980 colpì le aree interne di menti di legge e senza una chiara di- Anche questa fu, però, una sperimen-
Campania e della Basilicata raggiunse visione dei compiti. Fu individuato un tazione che andò avanti per qualche
un’intensità di 6.9 gradi della scala Ri- commissario straordinario, Giuseppe anno, fino a quando non furono crea-
chter. L’epicentro fu localizzato tra i Zamberletti, che aveva avuto già espe- te e finanziate venti nuove aree indu-
comuni di Laviano e Conza, al confine rienza nel dopo terremoto in Friuli striali, distribuite all’interno delle tre
tra le province di Avellino e Salerno e quattro anni prima, ma in Irpinia si province più colpite [Avellino, Potenza
poco distante dal confine con la Basi- trovò di fronte una situazione molto e Salerno].
licata. I morti furono 2914, i feriti cir- più delicata e grave. Nella legge di ricostruzione fu
ca 8850, i senzatetto 280 mila. Nelle difficoltà dell’emergenza e esplicitamente fatto riferimento allo
Nel 1980, esattamente trent’anni fa, nel disagio si crearono alcuni esperi- «sviluppo», da affiancare alla ricostru-
non esisteva ancora un sistema nazio- menti partecipativi [i Comitati d’ini- zione per risollevare le sorti di una
nale di Protezione civile e i terremota- ziativa popolare] che videro interagire delle aree più povere del paese.
ti attesero diverse ore prima di essere quotidianamente volontari e terre- L’obiettivo iniziale fu quello di creare
soccorsi. motati; i comitati cercavano di inter- 14.231 nuovi posti di lavoro attraver-
Il presidente della Repubblica San- pretare le istanze della popolazione per so il finanziamento di nuove aziende;
dro Pertini, dopo aver visitato le zone portarle all’attenzione del commissa- non esistono dati aggiornati su quan-
colpite, lanciò durante un duro mes- rio e delle amministrazioni locali e go- ti siano ancora oggi i posti di lavoro re-
saggio televisivo un monito per indivi- vernative. almente esistenti, ma nel 2005 erano

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DAI COMITATIPOPOLARI DEL DOPO TERREMOTOX


AL SOGNO DELLE AREEINDUSTRIALIIN MONTAGNA,X
FINO ALLEINCHIESTESUGLI SCANDALI. X
STORIA DI UNESPERIMENTO DI SHOCK ECONOMYX

circa il 40 per cento della previsione mancano ancora i finanziamenti per i ripresa, con forme nuove ma con indi-
iniziale. La crisi degli ultimi anni ha paesi di seconda e terza fascia; il fabbi- ci numerici allarmanti [l’area dei di-
probabilmente aggravato questo bilan- sogno è di circa 50 milioni di euro. ciotto comuni più colpiti ha perso ne-
cio già molto magro. I segni della ricostruzione hanno gli ultimi dieci anni circa 3 mila resi-
Oltre a questa voce di spesa, che as- inevitabilmente ridisegnato i territori denti, su una popolazione di circa 65
sorbì circa un terzo dell’equivalente di colpiti, che vivono oggi profonde con- mila abitanti].
32 miliardi di euro spesi in totale per la traddizioni tra modernità e inefficien- Anche il concetto di emigrazione va
ricostruzione, il terremoto fornì l’occa- za. La prima conseguenza della rico- rivisto e sostituito con quello di trasfe-
sione di ripensare il modello di inter- struzione fu un aumento imponente rimento, poiché la possibilità di spo-
vento pubblico nel Mezzogiorno se- del patrimonio abitativo; le maglie lar- starsi velocemente sia in Italia sia al-
condo nuovi parametri. La Cassa per il ghe della legislazione e la volontà degli l’estero è nettamente migliorata. Chi va
Mezzogiorno era ormai agli sgoccioli amministratori di cogliere l’occasione via lo fa oggi per svariati motivi, anche
della sua esperienza e attraverso i ca- per adeguare le abitazioni e creare oc- se il concetto delle rimesse degli emi-
nali di finanziamento giustificati dal- cupazione nell’edilizia, hanno gonfia- grati si è totalmente capovolto e sono
la catastrofe fu rinnovata l’idea della to le esigenze in quasi tutti i paesi ter- i genitori e i nonni a dover aiutare i
spesa pubblica come soluzione «quan- remotati. Anche la fisionomia dei cen- nuovi emigrati a sbarcare il lunario, in
titativa» del problema meridionale. I ri- tri abitati è cambiata, spesso radical- un mondo del lavoro sempre più dif-
voli del grande fiume dei finanzia- mente e irreversibilmente. Chi ne ha ficile. Di sicuro la generazione che og-
menti hanno ingrossato le casse del- avuto la possibilità ha preferito sposta- gi è costretta a uscire da queste aree,
la criminalità organizzata campana, re la propria abitazione dal centro sto- come da tutto il Mezzogiorno, possie-
che ha gestito in maniera pervasiva rico alla periferia o in zone rurali, poi- de un alto livello formativo e speciali-
alcuni settori nevralgici dell’edilizia. ché era data la possibilità di ingrandi- stico, difficilmente spendibile nel mer-
Alla fine degli anni Ottanta le varie re le dimensioni e dotarsi di un garage cato del lavoro in Irpinia, che appare
inchieste giornalistiche che presero il e di altri comfort. Inoltre, la ricostru- oggi in profonda difficoltà.
nome di Irpiniagate misero sotto accu- zione dei centri storici era più lenta di A facilitare i trasferimenti, oltre al-
sa gli esponenti campani che ricopriva- quella in aree non sottoposte a piani le difficoltà lavorative, ci si mettono
no incarichi di primo piano a livello na- urbanistici complessi. Se questo ha anche i tagli a servizi e beni primari,
zionale [Ciriaco De Mita era presiden- comportato il miglioramento degli come gli ospedali e le scuole, l’assenza
te del Consiglio nel 1987, quando di- standard qualitativi delle case, dal di linee veloci di connessione a inter-
vamparono le polemiche]. Ai vari dos- punto di vista sociale sono venuti me- net, di offerta culturale e ricreativa, di
sier e reportage dei mass media si unì no alcuni elementi peculiari come il vi- forme nuove di aggregazione. Eppure
la protesta della nascente Lega Lom- cinato, la condivisione della quotidia- in alcuni settori prosperano le eccellen-
barda e degli altri movimenti regiona- nità e della vita pubblica, a favore del- ze, come ad esempio in quello enologi-
li del Nord. Fu chiesta e ottenuta una la dimensione privata e familiare. co e per alcuni prodotti gastronomici di
commissione parlamentare d’Inchiesta Il fallimento della scommessa del- pregio, tanto che alcune famiglie ingle-
sulla ricostruzione, che fu guidata da l’industria nelle zone interne ha rimes- si comprano casa nei centri storici rico-
Oscar Luigi Scalfaro e che portò all’ap- so in moto una delle perenni piaghe di struiti e vuoti.
provazione di nuovi criteri per la rico- quelle aree, l’emigrazione. Dopo i gior- L’Irpinia di oggi è quindi una perife-
struzione, nel 1992. ni del terremoto si era aperto lo spira- ria debole, nonostante la cura sommi-
Da quella data a oggi la ricostruzio- glio di una possibile inversione di ten- nistrata nel corso degli anni all’insegna
ne può dirsi in sostanza completata nei denza. Per alcuni anni è stato così, ma dell’economia della catastrofe. O forse
paesi di prima fascia di danno, mentre col passare del tempo l’emigrazione è proprio a causa di questa.

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UN DOSSIER
Sulla speculazione
SI CHIAMA «L’AQUILA IN FONDO. Cronaca
di una speculazione annunciata» l’inchiesta
che la Rete 3e32 ha presentato il 17 novem-
bre scorso nel capoluogo abruzzese. Svela i
complessi meccanismi di speculazione at-
tuati da alcuni gruppi finanziari e edilizi. Il
RICOSTRUZIONI
titolo fa riferimento all’operazione «Fondo
Aquila» lanciata nel 2009 per occuparsi di
Dal Belice a L’Aquila
interventi immobiliari «in favore delle po- «NESSUNO DOVREBBE immaginare L’Aquila diversa da
polazioni colpite dal sisma e attualmente com’era e dov’era l’antica città. Da come è esistita, e
bisognose di alloggi». Ai lavori del fondo ha dove è sempre rinata. Dopo ogni catastrofe. Fin dal-
partecipato anche il neopresidente della l’origine». Così scrive Giovanni Pietro Nimis, architet-
Protezione civile Franco Gabrielli, nelle sue to e urbanista che ha curato la pianificazione generale
vesti di prefetto dell’Aquila. «Europe risorse per la ricostruzione dei comuni friulani di Gemona,
Sgr Spa - spiega Marianna De Lellis, che fa Venzone e Artegna, distrutti dal terremoto del 1976. Il
parte della Rete 3e32 e ha curato l’appro- suo libro, «Terre mobili. Dal Belice al Friuli, dall’Umbria
fondito dossier - ha creato un fondo immo- all’Abruzzo» [Donzelli, 110 pagine, 14 euro] è una ac-
biliare, Aq, per realizzare un’operazione curata, e pacata, disamina delle «catastrofi naturali»
che riguardava 500 appartamenti di cui più gravi della storia italiana del dopoguerra. I terre-
380 sono stati effettivamente realizzati. moti, certo [lo stesso Friuli, ma anche Irpinia e Um-
Europe risorse non si è fermata alla creazio- bria] così come la tragedia del Vajont.
ne di un unico fondo, anzi, la manovra spe- Il libro è uscito a giugno del 2009, a poca distanza
culativa dispiegata assomiglia tanto alle dagli eventi aquilani e con il dibattito sulla ricostruzio-
scatole cinesi. Nel volume curato da Pierlui- ne ancora in corso. Eppure offre le chiavi per capire
gi Mantini, ‘Diritto pubblico dell’emergen- tanto lo stallo amministrativo ed edilizio di oggi, quanto il solco tra il «prima» e il «dopo»
za e della ricostruzione in Abruzzo’, il presi- tracciato da una gestione a-democratica dell’emergenza e della ricostruzione. Una delle
dente della Europe risorse Sgr, Antonio Na- tante domande che restano in sospeso, diciannove mesi dopo la scossa, è perché in un pae-
poleoni, spiega in maniera molto chiara se così incline ai disastri, per cause naturali amplificate dall’insipienza amministrativa e po-
quali sono i suoi progetti». litica, non ci sia ancora una legge organica sui criteri per valutare danni, interventi, costi e
www.3e32.com procedure.

«COMANDO E CONTROLLO»è il documentario scritto e diretto da Alberto Puliafito e


prodotto da Fulvio Nebbia. Racconta da vicino la deriva autoritaria della gestione del
potere in Italia. Una deriva resa evidente dalla gestione delle emergenze e dalle
trasformazioni avvenute negli ultimi anni nel Dipartimento nazionale della Protezione
civile, a partire dalla gestione del dopo terremoto all’Aquila, dalla mancata
ricostruzione [sottolineata dal «popolo delle carriole»] e della costruzioneda zero delle
controverse C.A.S.E. di Berlusconi. Il documentario si sofferma anche sul fatto che
l’operato targato Protezione civile è sistematicamente «in deroga alle norme vigenti».
Dagli appalti e subappalti «in deroga» alla democrazia «in deroga» il
passo non è stato lungo. Il titolo, Comando e Controllo, deriva dal nome
COMANDO E CONTROLLO che la stessa Protezione civile ha dato al suo quartiere generale

LA PROTEZIONE INCIVILE all’Aquila: Di.Coma.C., ovvero Direzione di Comando e Controllo.


www.comandoecontrollo.it

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BUONE PRATICHE IN VENETO


IL CONSORZIO ACQUE SORGIVE GARANTIRE LA SICUREZZA idraulica del territorio, ricostruire
natura e paesaggio, gettare le basi per un circuito economico verde
FOTO GIULIO TODESCAN
e virtuoso. Si può fare, anche nel Veneto sconvolto dalle alluvioni e
dal cemento che rende impermeabili i suoli e riduce i fiumi a canali, strade a
scorrimento veloce per l'acqua. Ci sono riusciti, almeno in parte, al consorzio di
bonifica Acque risorgive [nato quest'anno dalla fusione dei due consorzi del Dese e
del Sile], nell'entroterra veneziano. Si sono ricreate delle anse per rallentare la
velocità dell'acqua, ad esempio, si è insediata vegetazione arbustiva, erbacea e
arborea, piante che potessero assorbire i nutrienti usati in agricoltura [cioè fosforo,
azoto e potassio, le principali cause dell'atrofizzazione della laguna veneziana],
attraverso piccoli interventi diffusi che hanno ridotto effettivamente il rischio
idraulico, ricostruendo parte di quello che si era distrutto nei decenni della
cementificazione e della crescita delle vie d'asfalto. Un articolo su questa buona
pratica si può leggere su su www.estnord.it.

DOCUMENTARI
Trent’anni diTerre in moto

Monnezza
NEL CAPOLUOGO PARTENOPEO restano molti cumuli di spaz-
zatura. Si cerca l'aiuto delle province vicine per permettere al-
la città di respirare. Nell'hinterland ci sono fiumi immensi di «TERRE IN MOTO» è un documentario del 2006, della durata di
sacchetti neri. Insomma, il problema che il presidente del con- un’ora, di Michele Citoni, Angela Landini ed Ettore Siniscalchi, sul
siglio doveva risolvere in tre, massimo quattro giorni, è ancora sisma che nel 1980 devastò l’Irpinia. In questi giorni viene proiet-
lì. Ha ragione Andrea Camilleri che, commentando il libro del tato in molti comuni. Si tratta di un viaggio tra le province di Sa-
giornalista e scrittore Francesco De Filippo «Monnezza» [Infi- lerno e Avellino, che mette insieme i ricordi dei terremotati e dei
nito edizioni, 11 euro] dedicato a Napoli [e l’Italia intera] che volontari con le immagini di repertorio della distruzione e delle
sprofonda nei rifiuti, dice: «Il libro di De Filippo è una diverten- lotte popolari seguite a quell’evento, che si alternano ai segni at-
tissima e amara metafora sulla vicenda della monnezza... che tuali dei mutamenti causati dal terremoto, per dimostrare come
da fenomeno reale si è trasformata addirittura in una metafisi- la ricostruzione ha stravolto il territorio. Il montaggio del film è
ca della condizione umana». stato pensato per capitoli tematici, all’interno dei quali si fondo-
De Filippo racconta quali sono i meccanismi che hanno per- no analisi e storie. Il ritorno dei volontari a venticinque anni dal
messo alle organizzazioni criminali e alla spazzatura [anche terremoto dà il via al flusso del racconto, che si conclude con la
quella tossica] di assediare la città e i suoi abitanti, costretti a storia di una famiglia di terremotati che solo nel 2006 passa dal
respirare sempre più spesso diossina e ammalarsi. La mon- prefabbricato nel quale ha vissuto per decenni a un appartamen-
nezza è stata e resta l’incubo della Campania. to. «Terre in moto» è dunque un affresco di storie locali che rac-
contano un pezzo della storia di tutto il paese.

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