Sei sulla pagina 1di 24

© Malla/ap/lapresse

Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 DCB - Roma

© CoraggIo/lapresse

9

n. 46) art. 1 comma 1 DCB - Roma © CoraggIo/lapresse 9 Anno VI - n.

Anno VI - n. 55 - domenica 6 marzo 2011 - E 1,50

9 Anno VI - n. 55 - domenica 6 marzo 2011 - E 1,50 Il domenicale
9 Anno VI - n. 55 - domenica 6 marzo 2011 - E 1,50 Il domenicale
9 Anno VI - n. 55 - domenica 6 marzo 2011 - E 1,50 Il domenicale

Il domenicale

Mediterraneo di fuoco, il nuovo disco di Benvegnù, quelle note di Leopardi sull’Italia, Prometeo contemporaneo, il mistero di Voynich, l’arte della geisha

Giustizia

Così il premier Berlusconi ha annunciato la revisione costituzionale che presenterà giovedì in Consiglio dei ministri

Sarà «riforma epocale»

1 0 3 0 6 7 7 2 0 3 6 4 4 3 0
1 0 3 0 6
7 7 2 0 3 6 4 4 3 0 0 7

Separazione delle carriere, parità tra accusa e difesa e modifiche al Csm sono i «tre principi cardine» dell’intervento di Alfano. Intanto

l’avvocato Ghedini chiede la fissazione delle udienze del premier al lunedì. E Mediatrade slitta al 28 marzo

Conflitti

al lunedì. E Mediatrade slitta al 28 marzo Conflitti Galano a pagina 2 Biotestamento Questa legge,

Galano a pagina 2

BiotestamentoMediatrade slitta al 28 marzo Conflitti Galano a pagina 2 Questa legge, liberticida eincostituzionale M. Antonietta

Questa legge, liberticida eincostituzionale

M. Antonietta Farina Coscioni deputata radicale co-presidente Ass. Luca Coscioni

la legge sul biotestamento e fi- ne vita approda all’aula di Mon-

tecitorio; il voto definitivo è pre- visto a fine mese. Uno slittamento che, per il capogruppo del pdl al-

la Camera Cicchitto, non ha alcun

«significato politico». è vero inve- ce il contrario: negli ultimi giorni, nel centrodestra, sono in molti ad aver espresso la loro insoddisfa- zione per il ddl Calabrò. l’ormai ex ministro sandro Bondi in una lettera recapitata in casella ai de- putati, su carta intestata del se- nato e non del ministero indica, in particolare, due “punti deboli”: gli articoli 3 (sulla dichiarazione an- ticipata di trattamento) e 7 (il ri- spetto delle decisioni del pazien- te espresse nella Dat). Dal segre- tario del pd Bersani arriva l’invi-

to, rivolto «ai più responsabili del centrodestra»: «sospendiamo la discussione e riflettiamo ancora perché è un tema troppo delica- to per la vita degli italiani per ri- solverlo con norme troppo intru- sive». Uno dei nodi fondamenta-

li della legge è quello dell’ultima

parola riconosciuta ai medici, an- che in caso di presenza di un bio- testamento. In sostanza, non ci

sarebbe obbligo di riconoscimen-

to delle volontà del paziente. Non

si tratta, come sostiene il ministro

della salute Ferruccio Fazio, di

dare «fiducia ai medici e di lascia- re al medico la possibilità di fare

il medico». la persona verrebbe

espropriata del suo fondamentale

diritto di dire l’ultima parola sulle cure cui deve essere sottoposto. la maggioranza di centrode- stra vuole imporre una legge che

è inaccettabile perchè non lascia

alcuna libertà di scelta all’indivi- duo su come essere curato. Così disegnato questo provvedimento

viola l’articolo 32 della Costituzio- ne, voluto e scritto da aldo Mo- ro, che dichiara: «Nessuno può essere obbligato a un determina-

to trattamento sanitario contro la

propria volontà». Una legge, inol- tre, contestata anche dal profes- sor Vincenzo saraceni, presiden- te dell’associazione dei medici cattolici italiani: nutrizione e idra- tazione artificiale, dice, non pos- sono essere imposte a nessun pa- ziente, né a chi è cosciente, né a chi è in stato di incoscienza.

a chi è cosciente, né a chi è in stato di incoscienza. segue a pagina 4

segue a pagina 4

Gelsomini

finiti

Ormai in Libia è guerra civile. Giornata di combattimenti a Zawiya e Ras Lanouf. Le vittime si contano a decine. Guterres (Unhcr) lancia l’allarme per le centinaia di migliaia di lavoratori africani

per le centinaia di migliaia di lavoratori africani Salandra a pagina 3 Ambiente 5 «salviamo quella

Salandra a pagina 3

Ambiente

5

«salviamo quella collina». In abruzzo la battaglia solitaria del consigliere regionale verde Walter Caporale. e arrivano i primi successi

regionale verde Walter Caporale. e arrivano i primi successi Cinema a colloquio con Birol Unel. Il

Cinema

a colloquio con Birol Unel.

Il famoso attore turco-

tedesco è in Italia, dove ha appena finito di girare Il grillo di stefano lorenzi

6

ha appena finito di girare Il grillo di stefano lorenzi 6 Incontri Fawzia Koofi è la

Incontri

Fawzia Koofi è la prima

donna ad essere eletta vice speaker del parlamento afghano. Ci presenta il suo libro Lettere alle mie figlie

7

afghano. Ci presenta il suo libro Lettere alle mie figlie 7 Mafie Gaetano Liardo Beni confiscati,
afghano. Ci presenta il suo libro Lettere alle mie figlie 7 Mafie Gaetano Liardo Beni confiscati,

Mafie

Gaetano Liardo

Beni confiscati, una legge

di civiltà che

compie 15 anni

s aranno oltre 600 gli studenti di più di 40 scuole che da doma- ni andranno in visita ai beni confiscati alle mafie. l’occasione è quella dei 15 anni dall’approvazione della legge sul riutiliz-

zo sociale dei beni confiscati. era il 7 marzo del 1996 quando il par- lamento varava la 109 grazie ad una grande mobilitazione. Un milio- ne di firme raccolte da libera, l’associazione antimafia guidata da don luigi Ciotti, e da avviso pubblico. gli studenti potranno visitare la palazzina confiscata a Isola di Capo rizzuto, che sarà adibita a co- lonia estiva. la villa confiscata al boss dei casalesi pasquale spierto a san Cipriano d’aversa, diventata centro sociale per i giovani e comu-

nità per pazienti psichiatrici. si potrà visitare la Casa del Jazz a roma,

segue a pagina 4

confiscata alla Banda della Magliana.

segue a pagina 4 confiscata alla Banda della Magliana. Golfo del Messico Dal maledetto pozzo Bp

Golfo del Messico

Dal maledetto pozzo Bp non uscì solo petrolio

Emanuele Bompan

Da mesi è calato il silenzio sul ca- so della Deepwater Horizon, la piattaforma di Bp che esplose il 20 maggio 2010, causando 11 morti e

il riversamento di 5 milioni di ba-

rili di petrolio nel golfo del Mes- sico. eppure sul destino ecologico dell’area non vi è ancora certezza. lo dimostra una ricerca pubblica- ta dal giornale Geosciences, che ha rivelato come, contrariamente a quanto pensato fino ad oggi, dal pozzo di Macondo non fuoriuscì solo petrolio. secondo lo studio il 40% di quanto si riversò in mare era gas, in prevalenza metano, per un ammontare stimato tra le 260

e le 540 mila tonnellate, l’equiva-

lente combustibile di 1,6–3,1 mi- lioni di barili di petrolio.

segue a pagina 5

© ScroboGnA/LAPreSSe

© Sohn/AP/LAPreSSe

>>Primo

2 domenica 6 marzo 2011

© Sohn/AP/LAPreSSe >>Primo 2 domenica 6 marzo 2011 Giustizia Giustizia Pronta per il Consiglio dei ministri

Giustizia

Giustizia

Pronta per il Consiglio dei ministri di giovedì la revisione costituzionale. Basata su «tre

principi cardine» ripropone separazione delle carriere, parità tra accusa e difesa e modifiche al Csm

Una «riforma epocale» che riesuma vecchie idee

Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

Dina Galano

N on basta la modifica del- le leggi sulla prescrizio- ne, sul processo bre- ve e sulle intercettazio-

ni telefoniche. La maggioran-

za

persegue l’unico fine, quello

di

smantellare il sistema giudi-

ziario, e per farlo non abbando-

na l’ambizioso progetto di inter-

venire sulla costituzione. I tan-

ti

tentativi di sottrar-

re

il premier ai quat-

tro procedimenti in cui risulta coinvolto (Mediaset, Mediatra- de, Mills e ruby) non impediscono al Pdl di lavorare sulla «rifor- ma epocale della giu-

Il Guardasigilli:

«Entrerà in vigore tra anni. Nessuno potrà dire che serva per beneficiare Berlusconi»

ta sull’indipendenza della ma- gistratura. nel corso del suo di- scorso al convegno “noi riforma-

tori”, ieri ad Avezzano, Alfano ha speso poche parole per rinverdi- re idee già note. Primo: «Accu-

sa e difesa devono essere alla pa-

ri

e quindi devono essere giudica-

ti

da un giudice imparziale». Se-

condo: «Se un magistrato sbaglia,

come per i medici e gli avvocati, deve esserne responsabile». Ter-

zo: riformare il csm perché «se la magistratura deve essere autono- ma dai poteri, deve essere anche senza nessuna influenza interna

e,

quindi, devono essere giudica-

ti

da un organismo terzo». Pecca-

to

che, andando a toccare la car-

ta, le nuove norme dovranno se- guire l’iter gravoso delle revisioni costituzionali. «Un lungo percor- so», ha ammesso ieri il Guardasi-

gilli, che vedrà la luce «verso la fi- ne della legislatura». con buona pace delle malelingue che intra- vedono dietro il velo della riforma l’intenzione di convalidare l’im- munità giudiziaria del premier. Per Marina Sereni, vicepresidente del Pd, «l’obiettivo del è solo quel-

lo di accendere un conflitto sem-

stizia», come l’ha de- finita ieri lo stesso Silvio berlu-

sidente del consiglio oltre a pre-

mo un no preliminare di Fini e dei

stenza del provvedimento di ri-

pre più aspro con la magistratura, per puro calcolo politico e per pu-

sconi. L’appuntamento è fissato

annunciare la dimensione onni-

suoi», ha motivato, «oggi questo

forma che, ha spiegato, «contie-

ra propaganda». Intanto, il pro-

per giovedì prossimo, quando in

comprensiva delle modifiche in

non accade più, quindi pensiamo

ne

tre principi cardine»: si va dal-

cesso Mediatrade è nuovamen-

consiglio dei ministri il Guarda-

cantiere per il settore giustizia,

di

poter portare avanti le rifor-

la

separazione delle carriere alla

te

slittato ieri al 28 marzo. cade

sigilli illustrerà i dettagli del pro-

ha anche confermato l’unitarie-

me che per noi sono un impegno

parità tra accusa e difesa, passan-

di

lunedì, giorno che, come ha as-

getto costituzionale.

tà del sostegno della maggioran-

contrattuale con elettori». Forte

do per quella riconsiderazione

sicurato niccolò Ghedini, vede la

Partecipando telefonicamente a

za. «Prima, quando presentava-

di

questo assunto, il ministro An-

dell’organismo del csm che pun-

disponibilità di berlusconi ad es-

due conferenze pidielline, il pre-

mo riforme sulla giustizia, aveva-

gelino Alfano ha confermato l’esi-

ta

da tempo a ottenere una stret-

sere presente in udienza.

sere presente in udienza.

Maltempo

Maltempo

Difficile la situazione nel messinese, dove frane e smottamenti hanno costretto

alla chiusura di alcune strade. Un allarme acuito dai continui tagli ai fondi contro il dissesto

Sud, ancora emergenza Non c’è difesa del suolo

la necessità di monitorarlo il più

possibile. «non solo con costan-

ti

osservazioni – aggiunge russo

ma con cartografie e strumen-

ti

adeguati. Invece niente. nelle

Marche, in Liguria, campania e Sicilia, ci sono una grande quan-

tità di zone r4, cioè a rischio dis- sesto e inondazioni, e che cosa

si fa? niente». oppure quel po-

co che si fa, si fa male. Le pesan-

Alessio Nannini

I l freddo e la pioggia fanno ritorno al Sud, dopo ave- re provocato cinque vitti- me e milioni di euro di dan-

Teresa riva, Motta camastra. In

la

neve, abbondante e superiore

nel Mezzogiorno ma in tutta Ita-

ti

piogge degli ultimi giorni han-

quest’ultimo acqua e fango han-

il

metro mezzo nelle località sci-

lia. «Il punto non è solo che non

no eroso una parte della spon-

no invaso una scuola, costrin-

istiche. La Protezione civile sta

si

investe, ma addirittura che ci

da destra del fiume Tordino, tra

gendo il corpo insegnante e gli

monitorando la situazione, ma

si

si permette di tagliare i fon-

Giulianova e roseto in Abruzzo,

alunni ad abbandonare l’edificio.

il problema è, fuor di metafora,

di

destinati alla difesa suolo. In

distruggendo un sistema di sicu-

chiusa in entrambe le direzioni

a monte. «In campania abbia-

campania abbiamo un assesso-

rezza che separava il corso d’ac-

ni

nelle regioni del centro-nord.

la Statale 185 di Sella Mandrazzi

no situazioni critiche in molte

re

che è anche un tecnico, e dun-

qua dalla discarica di coste Lan-

In

queste ore l’acqua sta crean-

nel messinese, tra Fondaco Mot-

zone – spiega il professor Fran-

que qualcosa si riesce ad argina-

ciano di roseto. risultato, una

do

disagi in Sicilia e calabria, e

ta e Gaggi, e tante le chiamate

cesco russo, vice presidente dei

re,

in questo senso. Ma altrove è

massa di rifiuti è scesa a valle e

i vigili del fuoco hanno registra-

anche in campania a causa del-

geologi campani –. Solo nel no-

un

disastro».

finita nelle strade. e pensare che

to

centinaia di interventi lun-

le continue precipitazioni. A na-

stro territorio ci sono 26000 fra-

In

ogni amministrazione comu-

la

zona era stata oggetto di un

go

tutto il litorale ionico. Si sono

poli le richieste di intervento ri-

ne

censite, che possono portare

nale sono presenti un geometra

fenomeno identico nel giugno

verificate diverse frane e le stra-

guardano soprattutto infiltrazio-

a problemi seri».

e un ingegnere. Però manca un

2009, e che proprio per questo

de risultano di difficile percor-

ni d’acqua negli appartamenti a

Seri e tristemente noti. A ogni

geologo, e questo è di estrema

era stato realizzato quel sistema

renza nei pressi dei paesi sicilia-

piano terra, e le cadute di corni-

emergenza meteorologica si fi-

gravità perché il territorio italia-

di

sicurezza. A quanto pare, ina-

ni

di Francavilla, Graniti, Santa

cioni. In Molise invece è tornata

nisce a contare i morti, non solo

no è fragile e dunque ci sarebbe

deguato.

deguato.

Lampedusa

Ancora sbarchi. Si cercano i dispersi in mare

Due motovedette della guardia costiera ed un elicottero della Finan- za hanno soccorso un’imbarcazione di nove metri con circa 22 tu- nisini a bordo, sul punto di affondare vicino Lampedusa. Mentre so- no riprese sabato all’alba le ricerche dei due dispersi nel naufragio di un barcone lungo 9 metri avvenuto venerdì sera nel canale di Sicilia. Sull’imbarcazione, soccorsa dal motopesca mazarese Alcapa, viag- giavano 30 migranti. Finora, si contano oltre 6.500 arrivi sull’isola.

30 migranti. Finora, si contano oltre 6.500 arrivi sull’isola. Nucleare Per il premier «è l’unica alternativa»

Nucleare

Per il premier «è l’unica alternativa»

© Curtis /ap/Lapresse

piano>>

© Curtis /ap/Lapresse piano>> domenica 6 marzo 2011 3 Nord Africa Nord Africa Combattimenti intensi ad

domenica 6 marzo 2011

3

Nord Africa

Nord Africa

Combattimenti intensi ad az Zawiyah, cittadina a ovest di Tripoli controllata

dai ribelli. I carri armati del Colonnello hanno lanciato l’attacco all’alba: decine i morti

Betta Salandra

I n Libia i gelsomini sono un ri-

cordo lontano: ormai è guer- ra civile. Città per città, paese per paese, gli eserciti si schie-

rano e si scontrano in operazio-

ni di guerriglia urbana. È finito il

tempo delle manifestazioni e del-

la

pressione mediatica. Ghedda-

fi

non molla e contrattacca: ie-

ri

è stata battaglia dura ad az Za-

wiyah, cittadina a ovest di tripo- li. all’alba i lealisti sono arrivati da est e da ovest. i testimoni raccon- tano una colonna di 40 macchine piene di militari e mercenari co- perti da carri armati e antiaerea. L’offensiva ha guadagnato presto

la centrale piazza dei Martiri. Ma

i ribelli hanno combattuto e re-

spinto l’offensiva. Decine i mor- ti, soprattutto civili. al telefono con l’emittente araba al Jazeera un medico racconta: «È stato or- ribile. i mercenari hanno aperto il fuoco su chiunque osasse uscire

di casa, anche sui bambini - ha af-

fermato il medico chiedendo aiu-

to

- all’ospedale abbiamo bisogno

di

tutto». testimoni oculari han-

no sottolineato che, nonostante

il pesante assalto delle forze pro-

regime, il centro della città è sot-

to il controllo dei ribelli:«Ci sono

state due offensive. il battaglione

Khamis (normalmente coman- dato da uno dei figli di Ghedda-

Libia, niente gelsomini

Infuria la guerra civile

L’Alto africani un carro armato libico a dieci km ad est di Zawiya
L’Alto
africani
un carro armato libico a dieci km ad est di Zawiya

vittime e catturato alcuni mem-

bri delle forze nemiche» ha spie- gato il medico che si è detto in “stato di shock”. Nel pomeriggio però le milizie pro-Gheddafi han-

a ras Lanuf, cittadina petrolifera

a est di sirte, città natale e centro

strategico per il clan del Colonnel-

lo. i ribelli reclamano il controllo della città, strategico per l’assalto

damente in mano ai ribelli, l’au-

to proclamatosi “Consiglio nazio- nale dell’opposizione” si è riunito per la prima volta, ha dichiarato uno dei portavoce Mustafa Ghe-

stizia di Gheddafi e passato all’op- posizione quando sono scoppia- ti gli scontri. Complessivamen- te la situazione si fa sempre più preoccupante. i fronti si schiera- no con carri armati e milizie per una guerra che si annuncia lunga

e sanguinosa. il risultato più im-

mediato è che la masa dei pro- fughi cresce. secondo gli esperti

Onu sono già 200 mila le persone in marcia per sfuggire agli scontri

e alla violenza. La mag-

gioranza dei quali si sta

ammassando al confi- ne con la tunisia. an-

tonio Guterres, dell’alto commissariato Onu per

i rifugiati, ha racconta-

to ai microfoni di al Ja- zeera il problema dei la- voratori africani in Li- bia: «sono centinaia di migliaia, e

per ora ai confini ne sono arrivati pochissimi. abbiamo ricevuto te- lefonate disperate di gente chiu- sa in casa che ha paura di uscire

commissariato

Onu per i rifugiati lancia l’allarme per i lavoratori

fi) ha fatto irruzione dall’est del-

no lanciato un altro attaco, gli esi-

a

sirte, ma i miliziani di Ghedda-

riani. L’organo composto da 30

e

affrontare il viaggio. La comuni-

la

città e il battaglione Hosban da

ti

del quale sono tutt’ora incerti.

fi

sembrano intenzionati a ricon-

membri è presieduto da Mustafa

tà africana in Libia ora è la nostro

ovest. i ribelli hanno fatto molte

Gli scontri sono proseguiti anche

quistarla. a Bengasi invece, sal-

abdel Jalil, già ministro della Giu-

maggiore preoccupazione».

sono proseguiti anche quistarla. a Bengasi invece, sal- abdel Jalil, già ministro della Giu- maggiore preoccupazione».

Cina

Pierpaolo De Lauro

C rescita, armonia e am- biente. sono state queste le parole d’ordine lancia- te da Wen Jiabao all’aper-

tura dell’annuale Congresso na-

zionale del popolo a pechino, l’as- semblea formata da quasi 3.000 delegati che nei prossimi dieci giorni approverà il nuovo piano

Cina Al Congresso del popolo, Wen Jiabao traccia la rotta per il Paese. Basta diseguaglianze tra città e campagne, aumento delle spese militari e attenzione all’ambiente. E sulle rivolte meglio tacere

Stabilità e crescita lontano dal Nord Africa

di

sviluppo del gigante asiatico. e

se anche il social network Lin-

Davanti ai delegati, però, il pre-

na punta a una crescita della do-

cinese salirà di oltre 65 miliardi

gli occhi, ovviamente, erano tut-

kedn e, addirittura, il presiden-

mier non vi ha fatto nessun ac-

manda interna per portare il pa-

di

euro nel 2011, con una crescita

ti

puntati sul discorso inaugurale

te

Hu Jintao che in un video in-

cenno, la necessità è ridurre l’in-

ese al pari delle altre potenze. Jia-

del 12,7%. Buone notizie, invece,

di

Jiabao che ha definito «un pro-

tona la canzone “Ma che bel fiore

flazione e la crescita delle cam-

bao ha ammesso «che i problemi

sul fronte ambientale. Jiabao ha

blema serio» le diseguaglianze

il

Gelsomino”. prima dell’apertu-

pagne. «La priorità è la stabiliz-

fra la popolazione non sono sta-

promesso che nei prossimi 5 an-

portate dalla crescita economica

ra del congresso, il Beijing Daily

zazione dei prezzi», ha dichia-

ti

tutti risolti». Fra i motivi di di-

ni verranno messi in campo tutti

negli ultimi anni. Gli echi delle ri-

ha lanciato il suo attacco alle vo-

rato Wen Jiabao. e sui numeri è

sagio dei cinesi, ha indicato an-

gli sforzi possibili per salvaguar-

volte nordafricane, ovviamente,

ci

di protesta in Cina, finora con-

stato chiaro: fermare l’inflazione

che «il sequestro illegale di terre

dare l’ambiente. «risponderemo

fanno paura. il governo di pechi-

cretizzatesi solo in innocui lan-

al

4% per il 2011 e raggiungere l’8

e

la demolizione illecita di case»,

attivamente ai cambiamenti cli-

no sta cercando di spegnere una

ci

di fiori, prontamente blocca-

per cento come obiettivo di cre-

e

ancora la corruzione che dila-

matici», ha detto il premier. sul-

possibile miccia e lo fa usando la scure sull’informazione. solo ne-

ti dalla polizia. Dalle colonne del giornale il messaggio è stato

scita. il deficit dello stato, inol- tre, deve essere mantenuto en-

ga in ogni ambito. a far paura al- la potenze occidentali, invece, è

la carta è pronta una riduzione delle emissioni di CO2 del 17 per

gli ultimi giorni è stata oscurata

chiaro: «Quelli che sono impe-

tro il 2% del pil. prioritario anche

l’aumento della spesa per la dife-

cento per unità di prodotto inter-

la

parola “Gelsomino” per evita-

gnati a trovare notizie dal Medio

«lo sviluppo del mondo rurale e

sa. il premier ha dichiarato di vo-

no lordo in cinque anni e un ta-

re qualsiasi richiamo alle som-

Oriente vedranno che i loro pia-

il

miglioramento del livello della

lere un «esercito potente» prean-

glio al consumo di energia del 16.

mosse africane. a farne le spe-

ni

non sortiranno alcun effetto».

popolazione». Com’è noto, la Ci-

nunciando che la spesa militare

si

attendono i risultati.

sortiranno alcun effetto». popolazione». Com’è noto, la Ci- nunciando che la spesa militare si attendono i

il presidente Berlusconi ieri si è lanciato in un chiaro messaggio pro atomo, alzando un coro di critiche. «per il premier solo il nucleare può competere e sostituire il petrolio e il gas? ecco il perché del duro attac- co alle fonti rinnovabili sferrato con il decreto romani», ha commen- tato Legambiente. Di «preciso disegno avventuristico messo in atto per privilegiare le lobbies delle fonti fossili e del nucleare», hanno par- lato invece i senatori pd roberto Della seta e Francesco Ferrante.

Carovita

Stangata per le famiglie: +857 euro nel 2011

La previsione per il 2011 confezionata dalla Cgia di Mestre è allarman- te: l’aumento dei prezzi rilevati nell’ultimo anno potrebbe far aumen- tare la spesa media delle famiglie italiane di 857,3 euro. a livello territo- riale il picco più elevato si potrebbe raggiungere al Nord, con un aggra- vio particolare per i lavoratori autonomi (artigiani e commercianti). Colpa dei combustibili, di energia e trasporti che, spiegano gli esperti «risentono della forte impennata dei prezzi dei prodotti petroliferi».

© ABBATE/AnSA

>>Primo

4 domenica 6 marzo 2011

© ABBATE/AnSA >>Primo 4 domenica 6 marzo 2011 Mafie Il 7 marzo 1996 il Parlamento approvava

Mafie

Il 7 marzo 1996 il Parlamento approvava la 109. Da quel giorno lo Stato ha sottratto

alle organizzazioni criminali 11.152 beni. L’associazione Libera festeggia una norma di civiltà

Beni confiscati, la legge compie quindici anni

Liardo dalla prima

I campi di lavoro di Libera sui terreni confiscati alla camorra, a Casal di Principe
I campi di lavoro di Libera sui terreni confiscati alla camorra, a Casal di Principe (Ce)

A Trapani la calcestruzzi Eri- cina Libera, mentre a Palermo la bottega di Libera, in piazzaterreni confiscati alla camorra, a Casal di Principe (Ce) Castelnuovo. Alcuni dei nume- rosi beni sottratti

Castelnuovo. Alcuni dei nume- rosi beni sottratti ai boss in tut- ta la Penisola. Un passo in avan-

ti per contrastare lo strapotere

delle mafie, colpendole in ciò che hanno più a cuore: il patri- monio. Un’idea na-

ta dall’intuizione di Pio La Torre, il po- litico siciliano uc- ciso da Cosa nostra nel 1982 che, pro- prio sul contrasto alle ricchezze dei boss, aveva svol-

Franco La Torre ricorda che passa ancora troppo tempo nell’iter che porta all’assegnazione per uso sociale del bene

to un ruolo impor- tante. «Possiamo dire che po- liticamente il bilancio è positi-

do il bene viene sottratto, il se- condo quando viene restitui-

Calabria 1.544 e Lombardia con 957. Per Franco La Torre, la legge

ne fa si che i beni si deteriori- no o vengano vandalizzati. Mol-

vo» commenta Franco La Tor-

to

alla collettività». Dall’entrata

«ha dato frutti concreti». «Tut-

ti beni confiscati, inoltre, sono

re, il figlio di Pio. «Questa legge

in

vigore della 109 al 1 novem-

tavia – aggiunge - siamo anco-

bloccati da procedure burocra-

aggiunge - è uno strumento di

bre 2010, lo Stato ha confisca-

ra in una situazione di grandi

tiche». Leggendo i dati riportati

straordinaria efficacia. La forza delle mafie è basata sull’accu- mulazione della ricchezza. Con questa legge si dà un doppio schiaffo ai boss, il primo quan-

to 11.152 beni. Palazzi, apparta- menti, terrene, aziende. La re- gione con il maggior numero di confische è la Sicilia con 4.971 beni. Seguono Campania, 1.679,

difficoltà». «Passa troppo tem- po – continua La Torre - tra il sequestro e la confisca definiti- va. Troppo tempo, inoltre, per l’assegnazione. Questa situazio-

dall’Agenzia nazionale sui beni confiscati, istituita nel gennaio 2010 per gestire l’iter che va dal sequestro alla destinazione per uso sociale dei beni, non è tut-

Mafie

to rose e fiori. Degli oltre 11 mi- la beni ritornati alla disponibili- tà dello Stato, 5.507 sono gli im- mobili destinati e consegnati, 2.900 sono ancora in gestione, 980 sono destinati ma non con- segnati. I tempi per giungere all’assegnazione di un bene per uso sociale possono essere mol- to lunghi, anche 15 anni. Perio- do nel quale il bene abbando- nato rischia di essere vandaliz- zato, gravemente danneggiato, oppure occupato abusivamen- te. Un altro problema che pesa sui beni confiscati è quello del- le ipoteche bancarie. «Ci sono zone d’ombra – ha recentemen- te dichiarato don Luigi Ciotti - perchè il 45% dei beni non so- no riutilizzati a causa di ipote- che bancarie». Secondo Piero Grasso, procuratore nazionale antimafie: «In molti casi è stata provata la malafede delle ban- che. In un solo colpo – ha di- chiarato – sono state annullate ipoteche per il valore di 13 mi- lioni di euro». La legge, oltre ad essere osteggiata dai boss, non ha avuto vita facile da parte dei politici. «Basti pensare – ricor- da Franco La Torre - all’emen- damento che prevede la vendi- ta del bene, anche se solo co- me extrema ratio». Tra piccoli e grandi successi, ostacoli e ral- lentamenti, la legge 109 com- pie 15 anni. Un passo impor- tante nella lotta per contrasta- re le mafie.

passo impor- tante nella lotta per contrasta- re le mafie. Diritti Arriva in aula lunedì, per

Diritti Arriva in aula lunedì, per essere votata entro fine mese, la norma su biotestamento e fine- vita. Un testo assurdo fatto solo per ingraziarsi il Vaticano, contro la volontà degli italiani

Fermiamo questa legge sbagliata e liberticida

Farina Coscioni dalla prima dente va contro la volontà degli

italiani? La spiegazione va indivi-

duata nell’innegabile calo di con-

senso nei confronti del presiden-

te del Consiglio. Il tentativo, attra-

verso questo modo maldestro di cavalcare i temi “eticamente sen- sibili”, è di riguadagnare la fidu-

cia delle gerarchie cattoliche, che,

al contrario, giorno dopo giorno,

sembrano prendere le distanze

da un Berlusconi sempre più in- vischiato nelle sue imbarazzanti vicende personali. Si spiega così l’offensiva berlusconiana di que-

sti giorni: il pesantissimo attacco alle unioni di fatto; il no al matri- monio per le coppie gay; la politi- ca di ostruzionismo nei confron-

ti della pillola del giorno dopo, fi-

no ad avallare, con il pronuncia- mento del Comitato nazionale di bioetica (di nomina governativa)

l’assurda possibilità di obiezione

di coscienza da parte del farmaci-

Saraceno critica anche, senza mezzi termini, il passaggio del di- segno di legge sul biotestamento che esclude proprio alimentazio- ne e idratazione artificiale dagli interventi che il cittadino può ri- fiutare sul suo testamento biolo- gico. «Così come un paziente vi- gile può rifiutare una trasfusione,possibilità di obiezione di coscienza da parte del farmaci- o l’amputazione di una gamba in cancrena,

o l’amputazione di una gamba in

cancrena, e anche ovviamente il sondino per l’alimentazione - di- ce Saraceni - così può farlo un pa- ziente incosciente, se ha lasciato indicazioni precise che vanno poi segnalate e rivendicate dal suo fi- duciario. Imporre a un paziente incosciente la Peg o il sondino na- sogastrico mi sembra francamen- te eccessivo». Perché dunque una parte della maggioranza di cen- trodestra si ostina a voler varare una legge che in modo così stri-

sta; e il pesantissimo attacco alla scuola pubblica, “colpevole” di in-

stillare negli studenti valori con- trari a quelli delle famiglie. I son-

daggi parlano chiaro. L’ultimo, re- cente rapporto dell’Eurispes ci di- ce che anche su un tema certa- mente delicato e lacerante come l’eutanasia, il 66,2% degli italia-

ni dice sì alla pratica della “dolce morte”; e a proposito di una leg- ge che istituisca in Italia il testa- mento biologico, che il governo

e la maggioranza di centrodestra non vorrebbero tenere in alcun

conto, la soglia dei favorevoli bal- za all’81,4%. Per quel che riguarda

il testamento biologico, il 72,8%

ritiene che la volontà della perso-

na debba essere rispettata, e che

il medico non possa e non debba

ignorarla. nonostante ciò rischia- mo che venga varata una leg- ge sul fine vita e il biotestamen-

to che, fatalmente, appena appro-

vata vedrà una quantità di ecce- zioni di costituzionalità. Occorre mobilitarsi, esigere per esempio il massimo di informazione e con- fronto possibile. Invece di proporre improbabi- li dosaggi e bilanciamenti a pro- posito delle conduzioni di pro- grammi di approfondimento po- litico, più utile sarebbe forse oc- cuparsi del perché certe temati- che, e certi esponenti politici so- no “vieti” e vietati.

Piacerebbe, e sono certa che sa- rebbe accolto con favore dall’opi- nione pubblica, che il servizio pubblico radiotelevisivo assicu-

rasse momenti di confronto e di- battito, per esempio, tra il mini- stro Maurizio Sacconi e Marco

Pannella o tra Emma Bonino e Paola Binetti; o tra me ed Euge- nia Roccella. In un paese civile non ci sarebbe neppure bisogno di chiederlo.

un paese civile non ci sarebbe neppure bisogno di chiederlo. Appuntamenti Una giornata per le ferrovia

Appuntamenti

Una giornata per le ferrovia dimenticate

Piero Capponi

Oggi, in quindici Regioni, si svolgerà la IV Giornata na- zionale delle ferrovie dimen- ticate, un evento organizzato da Legambiente e Co.Mo.Do,

la confederazione per la mo-

bilità dolce, che quest’anno ha ricevuto anche il patroci-

nio delle Ferrovie dello Stato.

Le ex ferrovie, che si snodano

lungo le zone più belle d’Italia

e attraversano parchi o riser-

ve naturali, sono un patrimo-

nio da visitare e rivalutare. E tante sono le iniziative per far

conoscere o riscoprire gli an-

goli più remoti e spesso ricchi

di storia e tradizioni, del Bel-

paese.

Si va dalle escursioni in bici-

cletta sulle strade ferrate or- mai inutilizzate, alle visite di vecchi depositi e musei sto-

rici, dal trekking sulle crema-

gliere alle gite in treni turisti-

ci che rifanno pezzi di vecchie

tratte. «Le passeggiate e le at- tività organizzate per questa

© HErBErT/ap/LaprESSE

piano>>

© HErBErT/ap/LaprESSE piano>> domenica 6 marzo 2011 5 Usa Usa Secondo uno studio 500mila tonnellate del

domenica 6 marzo 2011

5

Usa

Usa

Secondo uno studio 500mila tonnellate del potente gas serra sono finite sui fondali.

Intanto una compagnia controllata da Bp ottiene il primo permesso per una piattaforma offshore

Bompan dalla prima

Inoltre l’impatto di questo gas

non è del tutto conosciuto, anche

se pare essere responsabile della

creazione di zone anossiche, pri-

ve cioè dell’ossigeno fondamen-

tale per la vita marina. Secondo l’oceanografo Ian MacDonald il metano si sarebbe depositato sul fondo marino, con conseguenze

potenzialmente distruttive per la catena alimentare sottomarina.

Le preoccupazioni sono dovute al

fatto che la fuoriuscita di metano, che è un gas serra 20 volte più for-

di metano, che è un gas serra 20 volte più for- te della CO2, ha costituito,

te

della CO2, ha costituito, secon-

do

gli esperti, ben il 2,6% del tota-

le delle emissioni complessive an-

nue. Una quantità molto elevata che sta venendo lentamente con-

sumata da dei batteri che, una volta terminata la propria fonte

di cibo, moriranno creando così

zone anossiche e incidendo sulla

biochimica degli organismi pre-

senti nei fondali marini. Mentre

la scienza si confronta sulle inde-

cifrabili ramificazioni chimico or- ganiche del più grande disastro petrolifero nella storia, Bp, uscita quasi illesa dal disastro, ha riini- ziato a pagare i bonus ai suoi top manager e, mentre l’ex Ceo Tony Hayward e l’attuale capo Bob Du- dley non avrebbero ricevuto al- cun premio di produzione, il di-

rettore finanziario Byron Grote,

e il responsabile raffinazione Iain Conn, avrebbero incassato tutti

gli extra (bonus e share) causan-

Golfo del Messico, usciva

anche metano dal pozzo

causan- Golfo del Messico, usciva anche metano dal pozzo acque ultra profonde hanno la- sciato il

acque ultra profonde hanno la- sciato il Golfo per trasferirsi in altri paesi a causa della morato-

ria sull’estrazione». L’offensiva di Big Oil, la lobby del petrolio, è ini- ziata. Se il settore estrattivo non

se la passa male lo stesso non si

può dire della pesca, che in Loui- siana copre un quarto dell’econo-

mia. Nei mesi scorsi le aree di pe- sca sono state progressivamen- te riaperte, ma il

71% dei consumato- ri ritiene ancora che gamberetti e gran- chi della zona non siano abbastanza si-

curi. Il rischio rima-

ne la contaminazio-

ne da agenti chimi-

ci come l’etilbenze-

ne, elementi cancerogeni presen-

ti nel petrolio e attualmente nes- suno studio è in grado di predire

gli effetti a lungo termine dell’as-

sunzione moderata di questi ele- menti. Eppure anche in questo settore la ragion economica non

vuole sentire scuse. Non impor- tano gli avvertimenti, bisogna an- dare avanti.

Sebbene continui a pagare i danni provocati, Bp ha dato il via ai nuovi piani di espansione per l’estrazione petrolifera

do l’ira degli ambientalisti così

le nel settore energetico off-shore,

ta

con favore dal governatore del-

come degli azionisti Bp. Sebbene

ha annunciato che il primo per-

la

Louisiana, il repubblicano Bob-

continui a pagare i danni causa-

messo da quando è stata istitu-

by Jindall, rappresentante di uno

ti,

Bp, accettate le nuove regola-

ita la moratoria, per una piatta-

degli Stati la cui economia è sta-

mentazioni introdotte dall’ammi-

forma estrattiva lontano dalle co-

ta severamente colpita dal disa-

nistrazione Obama, ha dato il via

ste della Louisiana. L’autorizza-

stro. «Dobbiamo creare il più ve-

ai

nuovi piani di espansione per

zione a estrarre greggio verrà rila-

locemente possibile le condizio-

l’estrazione petrolifera nel golfo

sciata a Noble Energy, una com-

ni

per permettere all’industria del

del Messico. Ieri l’agenzia respon-

pagnia minore, di cui Bp controlla

petrolio e del gas di tornare a ope-

sabile per la sicurezza ambienta-

il 46,5%. La notizia è stata saluta-

rare. a oggi sette piattaforme in

è stata saluta- rare. a oggi sette piattaforme in giornata - dice il presidente di Legambiente,

giornata - dice il presidente di Legambiente, Vittorio Coglia-

ti Dezza - sono la dimostra-

zione che i binari dismessi in tutta Italia, insieme alle tante strade arginali, possono facil- mente diventare, integrandoli

con i servizi locali di trasporto pubblico, interessanti percor-

si di mobilità dolce dedicati a

pedoni, ciclisti ed escursioni- sti. Sarebbe un modo ulterio- re per sviluppare turismo so-

stenibile, valorizzando il pa- esaggio e la natura che mol-

te di queste vecchie vie ferra-

te incrociano e attraversano».

C’era un tempo in cui questi

binari dismessi collegavano anche Comuni che oggi sono

raggiungibili soltanto in auto- mobile. renderli riaccessibi-

li significherebbe poter colle-

gare più facilmente gran par- te dei borghi che custodisco- no storia, cultura, arte e tradi- zioni. Ma per realizzare que- sto progetto e farlo apprezza- re al pubblico, c’è bisogno in- nanzitutto che questi percorsi

vengano conosciuti. per que- sto Legambiente e Co.Mo.Do. hanno organizzato numero- si appuntamenti lungo tutta

la penisola. La vera ricchezza

dell’Italia sulla quale dovrem- mo puntare per dare nuovo impulso all’economia.

Il caso Walter Caporale ha avviato in Regione Abruzzo una lotta solitaria contro lo sbancamento di 135mila metri cubi di terra a Silvi Marina: «Sulla difesa dell’ambiente a sinistra molti sono distratti»

Il consigliere non ci sta

«Salviamo quella collina»

Filippo Pala

U na battaglia solitaria, che sta trovando molte adesioni lungo la stra- da. È quella partita dal

consigliere regionale abruzze-

se Walter Caporale (La Sinistra

- Verdi) contro lo sbancamento

per ragioni “di sicurezza” di un versante collinare nel comune

di Silvi Marina, in provincia di

Teramo, adiacente al complesso della Fiera adriatica e a un cen- tro commerciale. Un intervento

inizialmente solitario, che in se- guito ha però riscosso l’adesio-

ne dei partiti di centrosinistra e

perfino una presa di posizione della regione targata pdl; e che,

al di là del singolo episodio, rap- presenta per l’esponente ecolo- gista il simbolo di come si pen- si «di poter agire impunemente distruggendo il territorio abruz-

zese, da tempo si parla perfino

l’enorme quantità di materia-

te di sinistra, che rimane insen-

di

ridurre la riserva naturale re-

le asportato», ottenendo rispo-

sibile sia alla green economy che

gionale ed avviare nuove spe-

sta dall’assessore regionale alla

alla consapevolezza che lo svi-

culazioni, distruggendo defini- tivamente interi pezzi di costa adriatica».In quest’occasione

programmazione sul territorio, Gianfranco Giuliante, secondo cui «i lavori non hanno le au-

luppo dell’abruzzo può nascere solo dal turismo legato alla ter- ra, al mare e al verde». In real-

si

trattava di asportare 135mila

torizzazioni che per legge sono

tà, si è provato a salvaguardare

metri cubi di terra da una scar-

obbligatori e vincolanti», vale

almeno gli ultimi 40 chilometri

pata, lungo un fronte lineare di

a

dire la valutazione ambienta-

di

costa adriatica rimasti invio-

50 metri, nel tentativo di rie-

le strategica (Vas) e la Via. L’in-

lati, creando un parco su quel-

quilibrare un terreno che pro-

tervento della regione non è pe-

lo

che una volta era il traccia-

babilmente è stato reso instabi-

rò risolutivo, dovrebbe essere il

to

ferroviario, racconta Capora-

le

proprio da precedenti sban-

comune a bloccare i lavori, e al

le,

ma purtroppo «i nove comu-

camenti, attuati per costruire,

momento non risultano prese di

ni

interessati continuano a non

con interessi economici che in-

posizione del sindaco. per que-

dare attuazione all’area protet-

zialmente hanno fatto paura a

sto Caporale ha convocato una

ta

perché vogliono prima lottiz-

molti. Fino all’interrogazione

conferenza stampa per martedì

zare tutto il possibile. È dovuto

che Caporale ha presentato al

in cui chiederà al primo cittadi-

intervenire addrittura il decreto

presidente della regione Gian-

no di fermare le ruspe. Un’occa-

Milleproroghe a dire che entro il

ni

Chiodi, in cui si chiedeva se

sione per rilanciare la battaglia

30 settembre si deve concludere

il progetto rispettasse «i vincoli ambientali, in particolare quel-

contro la distruzione del territo- rio che in abruzzo, denuncia il

la

un commissario» in una regio-

procedura o verrà nominato

la un commissario» in una regio- procedura o verrà nominato

lo

idrogeologico, se abbia rice-

consigliere dei Verdi, «non è pa-

ne dove, conclude amaramente

vuto il parere della Commissio-

trimonio solo della destra, ma

l’esponente verde, si «specula e

ne

Via e quale destinazione avrà

spesso riguarda anche una par-

si distrugge ovunque».

>>Cinema>>

6 domenica 6 marzo 2011

>>Cinema>> 6 domenica 6 marzo 2011 Intervista Un atto di ribellione da parte di un operaio

Intervista

Un atto di ribellione da parte

di un operaio immigrato che

spezza la monotonia di gesti

quotidiani ripetitivi. Questa

la storia del corto Il grillo di

Stefano Lorenzi con un attore d’eccezione come Birol Unel

Sono solo

un clochard

Alessia Mazzenga

no), in veste anche di co-produttore e il li- vornese Edoardo Gabbriellini (Ovosodo, Io sono l’amore), oltre al fatto che il cortome- traggio gode anche del valore aggiunto del lavoro di un direttore della fotografia come Daniele Ciprì. «Facendo fare al mio prota- gonista un improvviso gesto di libertà ri- spetto alla routine di gesti quotidiani e al monotono fluire del suo lavoro - ha spiega- to il regista, noto per i suoi film inerenti ai temi della globalizzazione e il degrado am- bientale, come Nunca máis e Firenze città aperta – volevo rappresentare la difesa da parte di una persona della propria inalie- nabile identità umana».

Birol Unel, è inusuale che attori famosi come lei si interessino al lavoro di regi- sti giovani? Non è importante il fatto che un regista sia giovane o meno, quello che con- ta è condividere una visione insie- me e trovare la giusta alchimia. An- che Fatih Akin, quando girò La spo- sa turca non era ancora conosciuto. Io penso, però che l’intesa tra il re- gista e l’attore e la storia che si vuo- le raccontare siano ancora più impor- tanti dell’esperienza. Ho scelto di lavo- rare ne Il grillo, perché è un po’ difficile trovare un’idea così intensa e particola- re. Inoltre mi aveva colpito che rac- chiudesse in sé un mistero.

che lei si è trasferito in Germania dalla Turchia all’età di 6 anni. Com’è stato il suo processo d’integrazione? I miei parenti non sono emigrati, sono sta- ti invitati da un datore di lavoro a trasferir- si in Germania. Per quanto mi riguarda, in- vece, mi considero solo un attore, non un migrante o un immigrato. Non mi interes- sa il tema. Sono un attore internazionale. Lavoro in tanti Paesi. Per me non è impor- tante il tema della nazionalità.

L’hanno definita il Klaus Kinski turco. Lei che ne pensa, trova delle affinità con il grande attore? Quando l’ho sentito la prima volta mi ha molto divertito. Di Kinski c’è n’è uno, lui è stato unico. Forse però condividiamo la

stessa intensità e energia. Di lui dicevano che era una persona molto problematica

mentre i Paesi islamici erano poco svi- luppati e retrogradi. Oggi gli italiani si ritrovano con un premier “sultano” che fa le feste nell’harem, mentre in Magh- reb giovani arabi fanno una rivoluzio- ne non religiosa. La storia ha ribaltato le parti?

Io non mi intendo di politica, non la pratico, non la seguo. A me Berlusconi sembra solo

un boss, un moderno Al Capone. Ha potere

e soldi oltre ogni limite ma non mi pare che

faccia nulla per il Paese. I giovani arabi che

si ribellano contro la dittatura fanno la cosa

giusta. Speriamo finisca bene.

U n operaio immigrato, assorto e di- stante dalle persone che lo circon- dano, lavora in uno scalo interna- zionale. Il suono lieve del frinire di

un grillo, imprigionato nella colonnina di cemento che sta costruendo, improvvisa- mente lo risveglia da un torpore ancestra- le e lo rimette in sintonia con quello che lo circonda ma soprattutto con un senti- re più profondo, di un innato desiderio di libertà. è questa la storia de Il grillo, l’ulti- mo lavoro che il regista toscano Stefano Lorenzi, ha appena finito di girare con un cast d’eccezione. Nei panni del protagoni- sta, infatti, c’è il famoso attore turco tede- sco Birol Unel, che abbiamo rivisto di re- cente nel ruolo di un burbero ed eccentri- co cuoco nell’ultimo film di Fatih Akin, Soul Kitchen e che abbiamo conosciu- to nel ben più dramma- tico La sposa turca, Or- so d’oro a Berlino 2005. Tra gli altri protagonisti anche Clemente Cecchi (Il commissario Manara, Le ragazze di San Fredia-

Si è sostenuto a lungo che Islam e de- mocrazia fossero incompatibili.

Mi pare che in Libano diverse religioni con-

vivano pacificamente. Lo scontro di civiltà

ma alla fine ha fatto molti bei film e li ha è una bugia sostenuta
ma alla fine ha fatto molti bei film e li ha
è una bugia sostenuta da esseri cinici a cui
interessa solo il business della guerra.
portati tutti a termine meravigliosamente.
Terra è una testata ecologista. Quanto
la riguardano le tematiche ambientali?
Mi sento un ecologista ma non sono un
verde. L’argomento è importante. Cer-
co anche di contribuire in qualche modo
all’ambiente. Per esempio faccio parte di
un’iniziativa per la salvaguardia della “Val-
La Turchia in questo senso è sempre
stata all’avanguardia.
Non seguo la politica turca. So che loro mi
amano, si vantano dei miei successi. Ma
io non ho nessun interesse a diventare un
eroe nazionale. Non voglio averci nulla a
che fare. Sono solo un clochard.
le delle farfalle” vicino Fethiye in Turchia:
sono diventato uno degli sponsor di que-
Nelle sue interviste però sembra aver
mantenuto un rapporto forte con alcu-
sto posto magico dove vivono le “brown ti-
gers”, un tipo di farfalle.
ne figure della sua infanzia. In partico-
lare sua nonna. Parliamo di persone mol-
In questo lavoro in-
terpreta il ruolo di
un immigrato e an-
to anziane. Che lavorano la terra. Che so-
Noi occidentali siamo cresciuti con
l’idea che eravamo portatori di civiltà
no la terra del Paese. Dobbiamo salvarle. Io
sento che vengo da lì.
Organo ufficiale d’informazione della Federazione dei Verdi Reg. Trib. di Roma n. 34 del 7/2/2005

Organo ufficiale d’informazione

della Federazione dei Verdi Reg. Trib. di Roma n. 34 del 7/2/2005 Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv.

in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 c. 1 DCB - Roma

via del Porto Fluviale, 9/a - 00154 Roma tel. 06.45.47.07.00 - fax 06.42.01.31.31 info@terranews.it - www.terranews.it

Direttore responsabile: Luca Bonaccorsi

Condirettore: Enrico Fontana

Direttore editoriale: Giovanni Nani

Redazione: Rossella Anitori, Diego Carmignani, Susan Dabbous, Pierpaolo De Lauro, Alessandro De Pascale, Alessia Mazzenga, Alessio Nannini, Paolo Tosatti, Federico Tulli

Grafica: Andrea Canfora, Alessio Melandri, Gianluca Rivolta, Monica Di Brigida Illustrazioni: Alessandro Ferraro

La

testata fruisce dei contributi

Vicedirettori: Vincenzo Mulè

di

cui alla legge 7/10/ 1990 n. 250

Valerio Ceva Grimaldi

Web content management: Francesca Ricci

Comitato scientifico: Vanni Bianchi, Valerio Calzolaio, Marcello Cini, Franco Corleone, Derrick de Kerckhove, Anna Donati, Gianluca Felicetti, Vincenzo Ferrara, Paolo Galletti, Marco Gisotti, Carlo Alberto Graziani, Umberto Guidoni, Giulio Marcon, Stefano Masini, Gianni Mattioli, Giorgio Parisi, Francesca Sartogo, Eddy Salzano, Danilo Selvaggi, Massimo Serafini, Alex Sorokin, Mario Tozzi

undicidue srl via del Porto Fluviale, 9/a - Roma Presidente: Luca Laurenti Amm. delegato: Roberto Presciutti Consiglieri: Luca Bonaccorsi, Roberto Presciutti

Stampa: New Poligraf Rome srl Stabilimento: via della Mola Saracena Fiano Romano

Distribuzione: S.E.R. srl - Tel. 081-5845742 E-mail: sersrl@editoria.it Concessionaria di pubblicità:

Poster pubblicità & P.r. srl Sede legale, direzione generale:

via Angelo Bargoni, 8 - 00153 - roma Tel.06 68896911 - Fax 06 58179764 E-mail: poster@poster-pr.It

Chiuso in redazione alle ore 19.00

>>Incontri>>

>>Incontri>> domenica 6 marzo 2011 7 Fawzia Koofi una vita per le donne L’intervista Ha 35

domenica 6 marzo 2011

7

Fawzia Koofi

una vita per le donne

L’intervista

Ha 35 anni ed è stata la prima donna ad essere eletta vice speaker del

trate nella provincia di Herat. La loro pre- senza è di grande utilità per la popolazione locale. Tuttavia credo che il governo italia- no dovrebbe fornire un addestramento più specifico ai suoi soldati e dotarli di un mag- gior numero di mezzi e attrezzature per fa- vorire i loro interventi umanitari.

Nel 2014 lei intende candidarsi alle ele- zioni presidenziali. Quali aspettative nutre a riguardo? Ho piena fiducia nella mia gente e credo che il mio popolo avrà fiducia in me. So- no già stata eletta due volte al parlamento, ogni volta con moltissimi voti. Il vero osta- colo è rappresentato da quei politici tradi- zionalisti che occupano la scena da molti anni e non vogliono condividere il loro po- tere con le donne. Io però ho una schiera di sostenitori molto ampia su cui so di poter

Parlamento afgano. è in Italia per presentare il libro autobiografico Lettere alle mie figlie

Paolo Tosatti

“C are Shuhra e Shaharzad, og-

andrò a Faizabad e Darwaz

per un incontro politico. Spero

tornare presto e di rivedervi,

ma devo dirvi che potrebbe non succede-

gi

di

ne abbiamo davanti è ancora molto lunga.

Inoltre l’intero Paese ha bisogno di svilup- pare la sua economia, le sue infrastrutture,

Oggi uno dei grandi problemi che le don- ne del mio Paese si trovano a fronteggiare

è quello dell’elevato tasso di mortalità du-

le

sue scuole e i suoi ospedali. L’impegno

rante la gravidanza, dovuto alla mancan-

di

noi parlamentari deve andare in questa

za

di istruzione e di strutture mediche ade-

direzione.

guate. Noi politiche possiamo impegnar-

ci

per cambiare questa situazione, lottan-

do per garantire a tutte un’assistenza sani- taria di base.

Lei è contraria al ritiro della Nato e del- la potenze occidentali dall’Afghanistan perché sostiene che “il loro lavoro non è ancora finito”. Quando secondo lei po- trà dirsi tale?

re. Ho ricevuto minacce di morte a causa

Nella prima lettera che indirizza alle

di

questo viaggio; forse stavolta quelle per-

sue figlie, lei scrive che vorrebbe che in

e

conoscere “i valori universali”. Qua-

sone riusciranno nel loro intento. Essendo vostra madre, mi addolora moltissimo dir-

futuro loro potessero studiare all’estero

vi

questo. Ma, vi prego, sforzatevi di capi-

li

sono secondo lei questi valori? Esiste

re

che sacrificherei di buon grado la mia vi-

la

possibilità che si affermino in un mo-

ta

per un Afghanistan pacifico e un futuro

mento in cui si discute di riportare i ta-

migliore per i bambini di questo Paese”. È con una lettera rivolta alle sue figlie di 11 e 12 anni, che Fawzia Koofi, la prima donna afgana ad essere diventata vice speaker del Parlamento, ha deciso di aprire la sua auto-

biografia. Una missiva tra le tante che dan- no il titolo al libro (Lettere alle mie figlie, edi- zioni Sperling e Kupfer, 313 pagine, 18 eu- ro) e che rappresenta insieme una doloro-

sa confessione e una promessa di speranza

per il loro avvenire. Nelle pagine il racconto

di una vita dedicata all’impegno politico e

alla lotta per l’affermazione dei diritti delle donne e dei deboli in un nazione precipita-

lebani al governo?

ta

nell’oscurantismo e lacerata da decenni

di

conflitti si accompagna continuamente

a messaggi che l’autrice rivolge direttamen-

te ai suoi familiari. Pensieri e parole per le

bambine avute da un marito morto a cau-

sa delle vessazione subite nelle carceri du-

rante il regime talebano; per la madre ama-

ta e scelta come modello di coraggio e ab-

negazione (“Da te ho imparato il vero signi-

ficato del sacrificio di sé”); per l’autoritario padre, parlamentare ucciso dai guerriglieri mujaheddin quando lei aveva 4 anni (“Più

di

trent’anni dopo la tua morte, guidi anco-

ra

me e la tua famiglia con il tuo esempio”).

Con Fawzia Koofi, in Italia in questi giorni per presentare il suo libro, abbiamo parla-

to

del ruolo ricoperto oggi dalle donne nel-

la

politica afgana, delle sfide che il Paese si

trova di fronte e della sua futura candidatu-

ra alle elezioni presidenziali del 2014.

Il suo impegno, insieme a quello di altre donne afgane, ha cominciato negli ulti-

mi

anni a cambiare il volto della politi-

ca

nel suo Paese. Quali passi importan-

ti sono stati compiuti e quali ancora re- stano da fare? Da quando sono stata eletta al Parlamen- to, nel 2005, ho concentrato i miei sforzi per portare un cambiamento nella menta-

lità tradizionalista con la quale ancora og-

gi molti uomini considerano le donne. In

questi sei anni sono stati realizzati molti

progressi e la fiducia nei confronti delle fi- gure politiche femminili è sicuramente au- mentata. Ciò è dovuto al loro coraggio e al-

la capacità che hanno dimostrato nel por-

tare avanti in modo onesto e corretto il lo-

ro

mandato, mantenendo le promesse fat-

te

ai propri elettori. Nonostante questo, c’è

ancora molto da cambiare e sono consa- pevole che la strada che noi donne afga-

Quello di cui io parlo è innanzitutto il ri- spetto per l’essere umano in quanto
Quello di cui io parlo è innanzitutto il ri-
spetto per l’essere umano in quanto tale,
senza distinzione tra uomini e donne. Ogni
persona deve avere il diritto di manifesta-
Le
truppe della Nato sono venute in Afgha-
contare.
re
il suo pensiero e di partecipare alla vita
politica del suo Paese. Questa è la base del-
la
democrazia. Tendere la mano ai taleba-
ni
è un gesto che va esattamente nella di-
rezione opposta. La loro volontà è quella
nistan per compiere una missione ben pre-
cisa: sconfiggere i talebani e Al Qaeda e aiu-
tare la popolazione nei suoi sforzi per la co-
struzione di un Paese democratico e pacifi-
co. Questa missione oggi non può dirsi an-
cora compiuta. Lo sarà quando le persone
potranno tornare a vivere in pace e a con-
durre un’esistenza serena e dignitosa.
di cambiare la Costituzione e io non cre-
do che riusciranno a rispettare il significa-
to
della democrazia e condividere il pote-
re
con chi non abbraccia la loro visione del
mondo. Rimettere il potere nelle mani dei
talebani significherebbe distruggere tutti i
progressi faticosamente raggiunti in que-
sti
anni.
Pochi giorni fa un altro solda-
to italiano ha perso la vita in
Afghanistan. Cosa pensa
del ruolo ricoperto og-
gi dalle truppe italia-
ne nel suo Paese?
Le truppe italia-
ne sono concen-
In molte regioni afgane le donne vivo-
no ancora in condizioni di arretratezza
e totale subordinazione al potere ma-
schile. Cosa può fare in concreto per lo-
ro la politica?
La politica è il principale strumento che noi
donne abbiamo per favorire il cambiamen-
to. Quando ci sono delle nuove leggi che
devono essere approvate in parlamento,
ogni volta che è possibile io mi preoccupo
che siano formulate in modo tale che an-
che le donne possano riceverne vantaggio.
E se vengono votate norme discriminato-
rie, noi parlamentari scendiamo in piazza
e insieme alle nostre elettrici protestiamo.
© MAyO/AP/LAPRESSE

8 domenica 6 marzo 2011

Terra Napoli

A cura di Francesco Emilio Borrelli Info: Italia_notizie@yahoo.it

Idee

Dal decreto sulle rinnovabili ai rifiuti, dal verde urbano al nucleare: sono tanti gli esempi di norme poco sostenibili

Il conflitto tra ambiente e politica

Francesco Iacotucci

L a

to

discussione sul decre-

Romani, che pone una

forte riduzione degli in-

centivi sul fotovoltaico,

ha riportato alla ribalta il con-

flitto sempre più forte tra politi- ca ed ambiente. Questa decisio- ne è in perfetta linea con l’inten- zione di riprendere la strada del nucleare, limitare quindi i picco-

li impianti di produzione di ener-

gia elettrica a tutto vantaggio di

grandi impianti nucleari contro cui gli italiani avevano votato con

il referendum del 1987. In genera-

le, sembra esserci un tentativo di riportare i temi ambientali in un ambito di soluzione industriale

e sempre meno come scelta cul-

turale delle pubbliche ammini- strazioni e dei cittadini. Si assi- ste ad un ribaltamento della real- tà in cui le leggi a difesa della sa- lute come i controlli della quali- tà dell’aria o delle acque sono vi- sti come impedimenti alla cresci- ta e limiti all’economia. La priva- tizzazione dell’acqua viene inve- ce proposta come una possibili- tà di migliorare il servizio, nono- stante in Francia e Germania si stia riconsiderando questa scelta considerata antieconomica e pri- va di qualità per i cittadini. A Na-

poli queste scelte di “ambientali- smo pragmatico” hanno portato ad installare, in un parco pubbli- co, il Parco Mascagna, 700 metri quadri di prato di plastica, consi- derato più comodo rispetto all’er-

ba tradizionale. Questo falso am-

bientalismo, trova terreno ferti-

le nella cattiva amministrazione,

per cui un parco tenuto male la scelta dell’erba sintetica è visto

come un discreto passo in avan- ti. Stesso discorso si può fare nel modo in cui si approccia ancora oggi il ciclo rifiuti in Campania. Mentre in tutta Europa si parla

di tecnologie avanzate per la ri-

duzione dei rifiuti e il recupero di

materia, qui si pensa all’incene- rimento e alle discariche. Anche Pecorella, presidente della Com- missione parlamentare d’inchie-

sta sulle attività illecite connesse

al ciclo dei rifiuti, durante una vi-

sita in Germania ebbe a dire: «La nostra strategia con i rifiuti è su-

perata: per il futuro si dovrà pun- tare sul riutilizzo dei materia- li, sviluppando la fase del recu- pero». In Campania si ostinano

a perseguire la stessa strada an-

che a costo di perdere centinaia

di milioni di euro della Ue e di pa-

gare le penali. Non è bastata né la

crisi rifiuti né l’inquinamento del mare né gli sversamenti di rifiuti pericolosi in ogni buco disponibi- le, né gli studi internazionali che certificano la connessione tra i ri- fiuti pericolosi e la salute, conti- nuiamo a pensare che l’ambiente

si curi con impianti da centina-

ia di milioni di euro e non con un cambio di mentalità e di politiche verdi diffuse. Mio figlio tornando dall’asilo mi ha detto: «Papà, lo sai che la carta si ricicla?». Per lui è una certezza, un modo giusto di

fare, vorrei solo che non cambias- se idea tra qualche anno, vorrei

solo che a lui, così come ad altri che credono nel rispetto della na- tura, venisse data la possibilità di fare la propria parte. Se la politica non ha intenzione di curare l’am- biente, non facciamo neanche più lezioni ecologiche ai bambini nelle scuole, così non li crescere- mo nell’illusione che il loro mon- do potrà essere migliore.

Elezioni

De Magistris in campo

Luigi De Magistris, euro-

parlamentare dell’Italia dei valori, è sceso ufficial- mente in campo per le ele- zioni comunali di Napoli.

Lo ha fatto con la sua pri-

ma manifestazione pubbli-

ca e con alle spalle una li-

sta civica. E al suo debutto

ha precisato: «Non c’è mai

stato gelo con il Pd e con

gli altri partiti del centro-

sinistra». Quindi l’auspicio:

«Sono convinto che alla fi-

ne ci sarà una convergenza

importante tra i partiti del centrosinistra». L’europar- lamentare ha poi aggiunto:

«Dopo il pantano delle pri- marie a Napoli, dalle qua-

li

il centrosinistra è usci-

to

più disastrato di prima,

da

parte della società civi-

le è venuta una grande sol-

lecitazione affinché potes-

si

rappresentare una sorta

di

uscita di emergenza de-

mocratica». La decisione

di

De Magistris ha turba-

to

il Pd. Per il commissario

provinciale del Pd di Napo-

li,

Andrea Orlando, la scel-

ta

dell’ex pm «rischia di la-

cerare la coalizione».

dell’ex pm «rischia di la- cerare la coalizione». Gossip La rubrica dello speaker di Radio Marte
dell’ex pm «rischia di la- cerare la coalizione». Gossip La rubrica dello speaker di Radio Marte
Gossip La rubrica dello speaker di Radio Marte Stereo, autore del blog www.napospia.it di Gianni
Gossip
La rubrica dello speaker di Radio Marte Stereo, autore del blog www.napospia.it
di Gianni Simioli
Al Cardinale piace Noa
Servillo non Serve più?
metà tra una sceneggiata napoletana e Il
Il Secolo XIX distrugge (o quasi) Tony
Servillo. Il nostro attore più luminoso e
celebrato (nato ad Afragola e adottato da
Caserta) viene liquidato con una serie di
giudizi affrettati e feroci. Sospettiamo la
solita invidia tutta italiana e in più quei
modi arroganti e prepotenti di chi vuole
sotto sotto lanciare avvertimenti. Come
dire: Servillo attento, stai esagerando ad
essere così bravo! Ma l’attore che con Sor-
rentino e Garrone ha rilanciato tutto il ci-
nema italiano e riportato quello napole-
tano sul red-carpet mondiale ha o me-
no il diritto di poter essere Tony Servil-
lo? Gli attori (minori e maggiori) della cit-
tà rispondo in coro: No! Servillo sta vera-
mente esagerando. E aggiungono: Impo-
ne di tutto, persino il direttore della foto-
grafia…
non la si vedeva più sarà proprio lei la
madrina della Festa della Donna organiz-
zata da un centro commerciale della vici-
na provincia. Che sia lei la donna che me-
Padrino.Dai provini sono esclusi tutti gli
attori già troppo famosi, troppo costosi e
troppo convinti. Garrone sogna un cast
glio rappresenta quelle napoletane anti-
di debuttanti o quasi capace di spazzar-
Ruby?
li tutti via
Cardinale Velina?
Al concerto di Noa offerto dalla società
Renzo Arbore e la “Cara” can-
zone napoletana
Quick Parking in occasione dell’apertu-
ra del suo nuovo Garage Morelli pubblico
entusiasta (l’ingresso era su invito e com-
Una Lady della Napoli bene sempre in
prima linea quando si tratta di organiz-
zare eventi de- luxe voleva Renzo Arbore
pletamente gratuito) e tutto il meglio del-
e l’Orchestra Italiana per una convention
la Napoli bene. E’ arrivato anche il Cardi-
di una nota azienda campana. Convinta
nale Sepe accolto da applausi e fotogra-
fi impazziti come quando avvistano una
velina.
che lo show- man foggiano da tempo de-
dito a fare ‘O sudato ‘nammurato avesse
deciso di abbassare il cachet (la crisi non
perdona neanche la canzone napoletana)
Dopo Gomorra i Sopranos Napo-
letani?
lo ha chiamato direttamente sul suo cel-
lulare e senza peli sulla lingua gli ha det-
Matteo Garrone, regista di Gomorra, è
sempre più spesso in città alla ricerca
to: Renzo ho quarantamila euro per te e la
Napoli scongela Rita Forte
La cantante lanciata dal Tappeto Volan-
te di Rispoli e poi diventata la pianista da
piano da bar di salotti televisivi ma anche
dei salotti e basta, riappare magicamente
proprio nella nostra città. Dopo anni che
delle facce giuste per il suo nuovo atte-
sissimo film. Questa volta, attraverso le
avventure di una rocambolesca famiglia
tua orchestra se vieni a suonare per 60 mi-
nuti. Secca e infastidita la risposta di Ren-
zo: Ma noi costiamo sempre centoventimi-
la euro e se la location non mi piace nem-
di
camorristelli- furfantelli, vuole narra-
meno ci penso a venire. Insomma: una ri-
sposta senza saldi sulla lingua.
Il Cardinale Sepe
re una Napoli meno Dark e più ironica. A
© FENDERICO/LAPRESSE

CINEMA

Un film su Simone Weil offre l’occasione per riaprire il dibattito sulle nuove for- me di partecipazione delle donne alla vita pubblica. Parla Luisa Muraro, teorica femminista, che rivendica una differenza

basata su altrove e altrimenti.

SATIRA

Continuano i corsi di pensiero filosofico della Libera Università di Arcore. In que- sta lezione, vi insegniamo come appro- priarsi di un bene pubblico senza farsi arrestare.

COMICS

La rivoluzione araba cerca un modello per la sua nuova democrazia e sceglie la Co- stituzione italiana. Ma i ragazzi di piazza Tahrir capiscono che è in pericolo. Fanta- sia? No, solo cronaca. A fumetti

Inserto del quotidiano Terra. Settimanale di Cultura, Spettacolo e Comunicazione. Ideato e diretto da Giulio
Inserto del quotidiano Terra. Settimanale di
Cultura, Spettacolo e Comunicazione. Ideato e
diretto da Giulio Gargia.
Progetto grafico: Bottega Creattiva/Pippo
Dottorini. In redazione: Arianna L’Abbate.
Webmaster: Filippo Martorana
domenica 5 marzo2011
anno 2 n. 9
LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACA
VAMPIRI DEL CONSENSO
A SCHERMI ALTERNI

la Pan condicio

 

Che Butti momenti

 

di Giulio Gargia

 

di Marco Ferri

Vogliamo tutto. Ecco qual’è il vero pro- gramma TV del PdL . Non gli basta ave- re il controllo dei palinsesti di 5 reti su 6. Ora il tiro è spostato su quelle poche isole di resistenza al pensiero unico del- la Tv : i soliti Santoro, Floris, Dandini, Gabanelli. Più che abolire la “ par condicio”, voglio- no applicare la “ pan condicio ”: tutto a noi. Con supremo sprezzo del ridicolo, Ales- sio Butti , in commissione di vigilanza, vigila così sugli interessi del premier :

Il Cavaliere è morto. Politicamente vie- ne tenuto in vita dalla cerchia dei pro- fittatori e dei servi che lo circondano.

alimentato dalla tv. Come per la famosa legge del contrappasso, la tv diventa il nemico pubblico (e che pubblico!) nu- mero uno dell’Impomatato di Arcore. L’ultima trovata, da uno di quei dispera- ti seguaci, che da un momento all’altro non saprebbero dove buttarsi, che infat- ti si chiama Butti è la conduzione televi- siva di programmi di approfondimento “a targhe alterne”. Che a uno vengono in mente miriadi di spunti per sbellicarsi dal ridere: una conduzione alternata del-

una qualche prebenda, un poco di soldi,

un

favore da rivendicare nel futuro, in-

certo sì, ma bisogna pur assicurarsi un

Come quelli che ieri hanno bloccato il trailer del doc “ Silvo forever” in RAI, dove si vedeva Mamma Rosa che dice : “ Non vedrete mai il mio Silvio in foto con

futuro. E la televisione, il grande catino mediatico che fece la grandezza del pic- colo Silvio Berlusconi, buon anima, può essere, magari fino all’ultima goccia di successo un beverino, un rinfrescante,

altre donne

“. C’è una piccola schiera di

nostalgici, che forse un giorno andran- no in pellegrinaggio ad Arcore, come a

un

aperitivo: presento l’idea della televi-

sione a targhe alterne, un giorno tutta a

Predappio. C’è chi crede che il capo non

destra, un giorno tutta a sinistra e vuoi che non faccio un carrierone? Magari Silvio mi dice: bravo. E io gli dico: che

è

morto, come pensano ancora molti

rincoglioniti adoratori di Hitler, di Ho- neker, di Pinochet, di Ciausescu. Ma Berlusconi non è più tra noi. E’andato.

la

sua vita coniugale (con tutto il rispet-

“Tenuto conto dell’attuale distribuzio- ne, durante la settimana, delle diverse tipologie di trasmissioni che concentra- no nella prima serata del martedì e del giovedì i programmi più importanti di approfondimento politico, onde evitare il determinarsi di una evidente posizio- ne dominante da parte di alcuni opera- tori dell’informazione rispetto ad altri, la Rai valuti l’opportunità di sperimen- tare l’apertura di altri spazi informativi e/o di approfondimento continua a pagina 3

to

della sua signora); una conduzione

mi

dai? Sai com’è, di questi tempi non si

alternata al funzionamento dell’ascen-

Butti niente. «Non vogliamo sopprimere

Lo sanno tutti: i suoi figli che hanno re- centemente preso consistenti porzioni

sore del suo appartamento: un giorno solo piani pari, un altro quello dispari; una conduzione alternata della sua vita:

nessuna voce, vorremmo che si parlasse un’altra lingua, che non fosse solo quella del centrosinistra. Perciò è opportuno aumentare gli spazi informativi e di ap- profondimento che si ispirino a quella vasta area culturale del Paese che non si riconosce in Floris, Santoro, Gabanelli, Fazio & Co.». Con codeste parole Butti si è buttato nel catino mediatico. Ma Sil-

di

dividendi, insomma di eredità. Lo sa

Bossi, che tanto bene non sta bene man-

un giorno guadagni come senatore, l’al- tro come un precario. E via dicendo. Il Cavaliere è morto, ma nessuno dei suoi fedeli riesce a stare al passo con quelli che portano la bara sulle spalle. E quin-

co

lui, ma che prima che il Trota, suo fi-

gliolo, venga ributtato a fiume, cerca di portare a casa la pantomima di un fede- ralismo, che sempre di più assomiglia a

un

puntiglio più che a una cifra politica.

di

la sparano più grossa possibile, per

Il polmone d’acciaio con cui si vorrebbe tenere ancora in vita Silvio Berlusconi è

farsi notare, per mettersi in mostra, per

vio

non c’è più, né con la testa, né con la

cercare di scippare all’ultimo momento

politica. Sono Butti momenti.

II
II

LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACA

News Analysis

Anno 2 Numero 9- marzo 2011

Conduttori orfani di orde facebookiane improvvisamente private di candele bianche

Yara, i media e l’orrore della normalità

L’ipotesi Medioman affossa la libidine dei programmi pomeridiani d’Infortaiment

di Benze

Y ara è stata colpita con al- meno sei coltellate. Ma pensate se ora viene fuori che non c’era asso-

lutamente nulla di morboso. Niente violenze incestuose o non, niente stupro necrofilo,

niente pedofilia, niente rumeni mandrilli, niente. Solo, che so, immaginate maga-

ri che ‘sta poveraccia stesse tor-

nando a casa dalla palestra e un pinco pallo qualunque in fiat punto argento cinqueporte (ne- anche pirata, neanche ubria- co, neanche pippato di cocai- na), l’avesse messa sotto. Un at- timo di distrazione, magari una

mosca nell’abitacolo, e lei che at- traversa la strada senza guarda-

re a destra e a sinistra, e screee-

eeech, bum. “Occazzo e mo’ che faccio. Ok, la

nascondo. Cazzocazzocazzo.” Poi, dopo tre mesi, gli viene il ri- morso e la butta in un campo. Fi- ne. Niente assassino pazzo mania- co, niente zii nè cugine, nien-

assassino pazzo mania- co, niente zii nè cugine, nien- Nemmeno la grazia di un ecces- so

Nemmeno la grazia di un ecces- so di velocità, il guizzo di un se- maforo rosso non rispettato. Pensate se il terribile omicida

fosse stato medioman, e non l’avesse fatto minimamente ap- posta. Nessuna storia sordida da rac- contare, nessuna notizia da pompare. Nemmeno una faccia un po’ in- quietante, buona per fare ma- schere di carnevale.

la vita privata di medioman pe- rò, vuoi che non si trovi un vici- no disposto a dire che un gior- no l’ha visto guardare storto una vecchina che attraversava lentamente sulle strisce? Eh sì,

sì, c’era in lui il germe del pira- ta della strada. Tutto torna. Poi,

si sa, i vicini sono sempre un po’

stronzi, altro che “era una così

brava persona”. E’ una così brava persona solo quello che schiatta.

E’ una così brava persona solo quello che schiatta. teressante della storia?”, ma Fel- tri no,

teressante della storia?”, ma Fel- tri no, Feltri è impegnato con le planimetrie di chissà quale casa altrui, e c’ha da fare, “Non rom- petemi i coglioni, e non potete chiedere a quel genio di Mattino

5, lì? Stavolta suggerisco le mu-

tande. Sono sicuro che porta le

mutande turchesi.” Ma niente, gli italiani sono di

bocca buona, gli italiani voglio- no il romanzo e il sangue.

E allora pensate i milioni di boc-

me, poi, senza ali luccicanti?), o

di invocazioni nazionalpopolari

alla pena di morte via impicca- gione testicolare per il barbaro orco mostro, naturalmente pre-

via castrazione chimica e fisica.

Pensate il piattume dei palinse- sti! Barbaredurso senza niente

di cui contrirsi, Federichescia-

relli senza annunci da dare in di- retta col faccino triste, Brunive- spa senza un plastico di un caz-

zo di niente.

te

bagagliai traboccanti di pez-

Roba che costringerebbe Stu-

E

gli inquirenti, gli inquirenti co-

che sbalordite. Senza niente a

Poveracci! Travolti dalla tragedia

zi

di cadavere, niente complot-

dio Aperto a mettere il servizio

stretti a setacciare il computer

giustificare lacrime e mani sul

della normalità.

ti

oscuri, niente branchi, niente

tra quello sui cuccioli di petau-

del poveraccio in cerca di una

cuore. Le uniche smorfie, di mal-

Pensate all’insipida evidenza

di

niente.

ro salvati dalle fiamme di un in-

fotina porno, una cronologia

celata delusione.

di

una morte noiosa finita per

Solo un anonimo di mezza età, magari stempiato e un po’ pre- sbite, buon padre di famiglia, im- piegato alle poste, cittadino mo-

cendio dovuto a un incidente a catena sulla A14, e la struggen- te testimonianza del chihuahua che tira a riva la padroncina an-

non cancellata, qualcosa, qua- lunque cosa, che so, un volanti- no delle BR! Niente.

giornali, costretti a mettere in prima qualcosa di veramente in- teressante. Pensate le orde facebookiane im-

I

sbaglio sotto riflettori carichi di aspettative. Brividi che corrono lungo la schiena del paese: la banalità,

dello, uno che paga le multe e il

negante ma con un bel culo in

E

infine l’ultima spiaggia – la te-

provvisamente private di cande-

estremo orrore.

canone, fa la differenziata, vota

bikini brasiliano (chissenefrega

lefonata a Feltri “A Vitto’, che ci

le

bianche da accendere e kondi-

Per questa volta siamo salvi.

PD e saltuariamente si indigna,

che è inverno).

inventeresti una fedina penale

videre anke tu x l’angelo kn le ali

ma con moderazione.

Non prima di aver indagato sul-

sporca per l’assassino meno in-

tarpate ke è volato in cielo (co-

Da scaricabile.it

manuale di difesa contro i giornalisti comodi

A Napoli il libro di Gabriele Bojano, ironico catalogo sulla categoria

di Riccardo Palmieri

N ella jungla degli orrori mediatici, ogni tanto spunta un esploratore che si assegna il compito

di

catalogare antropologicamente

le

varie specie di Vespe, di metter-

li

a Paragone e di indicare come

fare a liberarsene, non senza qual- che Travaglio. Con questo spirito possiamo immaginare Gabriele Bojano, collega del Corriere del Mezzogiorno, con casco bianco e

collega del Corriere del Mezzogiorno, con casco bianco e luoghi comuni, genere raffigura- zione di Palombella

luoghi comuni, genere raffigura-

zione di Palombella Rossa, quella

Le redazioni diventano i gironi di questa sorta di Divina Commedia

di ufficio stampa, dà il meglio di sé

escogitando con gusto nemmeno tanto malcelato i suggerimenti più

pertinenti, dal tritolo all’ingaggio

di un trans. Insomma, non stupi-

sce che Maurizio Costanzo, il do- matore coi baffi del circo media-

tico per eccellenza, abbia trovato

il tempo per scrivere la prefazione

. In cui coglie l’occasione per citare

“ una presunta libertà di stampa

minacciata “ . Il marito di Maria De Filippi dimentica però nel suo sforzo di “relativizzare” lo Zwim-

pantaloni corti arrivare al villaggio globale delle sorgenti dell’idiozia

a

parla ? Le parole sono importanti.

cui Moretti inveisce ( “ Ma come

del giornalismo, dove vengono descritti e collocati ansiosi e ca-

bawe giornalistico citato da Masi, come e quando ci sia una differen-

giornalistica per dire “ Doctor Li-

Chi parla male, pensa male” ) c’è

gionevoli, boriosi e furiosi, cronisti

za

tra la leggerezza all’approccio e

vingstone, I suppose

“ , alla fine

il

Dottor Jekill e Mister Heidi, lo

e

cronici, distratti e stracotti, evi-

lo

slittamento corruttivo – tanto

della sua gustosa ma s’immagina defatigante immersione nel con-

schizoide che si divide tra lo splat- ter dei pezzi di cronaca nerissima

tati e svitati, furbetti e malandrini, parziali e imparziali, tecnologici

mentale quanto materiale – che il Mr. Barnum nostrano sta metten-

tinente delle diverse tribù giorna- listiche. Diamo qualche esempio

: c’è il collega Everywhere, che

DEVE essere invitato ad ogni ma- nifestazione del suo settore, pena

messa all’indice dei colpevoli fino

a pentimento pubblico, il giornali-

sta Frasefattacapoha che parla per

e l’insana passione per la poesia,

che diventa letale soprattutto per

chi per vari motivi è costretto a subirla ( Bondi docet ). Non può poi certo mancare il blogger, ri- battezzato Chattatio benevolen-

tiae, convinto che col web si pos-

sa anche fare il caffè con panna.

e arretrati, trendy e tendenziosi.

Ogni capitolo è strutturato attra- verso un ritratto del soggetto in questione, un dialogo che ne evi- denzia le caratteristiche moleste

e una soluzione per sbarazzarsi di

lui. E’ qui che la fantasia dell’auto-

re, memore delle sue esperienze

do in atto alternando la seduzione

e le minacce. Ecco forse quello

che manca alla prefazione di Co- stanzo è rilevare questa carenza :

l’autore non dice DAVVERO come

eliminare i giornalisti scomodi. Altrimenti Mr. Barnum lo avrebbe già assunto.

é la stampa, bellezza

Come eliminare i gior- nalisti (senza finire in pri- ma pagina), il volume di Gabriele Bojano sarà pre-

sentato giovedì 10 Marzo 2011, alle ore 18.00, presso

la libreria La Feltrinelli di

Napoli (via San Tommaso

d’Aquino, 70).

Ad analizzare con l’Autore le cinquanta tipologie di

giornalisti passate in ras- segna in questa stravagan- te antologia di comporta- menti bizzarri, deplorevoli

o semplicemente

e dei cinquanta modi, che è

umani,

possibile definire incruenti, elaborati per sbarazzarse-

ne, i giornalisti Marco De-

marco, Ottavio Lucarelli e Antonello Velardi. Nel cor- so dell’incontro, lo speaker

di “Radio Kiss Kiss”, Pippo

Pelo, leggerà alcuni brani tratti dal volume.

Anno 2 Numero 9 - marzo 2011

Focus

LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACA I I I

LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACA

III

Un film e una polemica riportano l’attenzione sulla pensatrice francese Simone Weil

Politica e nuova coscienza femminile

La filosofa Luisa Muraro parla di come le donne possono usare lo spazio pubblico

Un’immagine del film “Stelle inquete”
Un’immagine del film “Stelle inquete”

una frase di Simone inizia la sua argomentazione contro la mani- festazione in un articolo apparso sul Corriere della Sera del 10 feb- braio. Attacca, come vero incipit, la Muraro: “Sia chiaro però che non esiste pensiero collettivo: si pensa in prima persona o non si pensa. Le masse fatte di persone che non pensano in prima perso- na, sono cieche o manipolate ”. Dichiarando che sta citando la Weil aggiunge: “E pensare non

è reagire al detto di altri con un sì o con un no, ma situarsi con il proprio desiderio e interesse nei confronti di quello che accade”. Tutta la sua argomentazione, e non poteva essere diversamente,

è molto profonda e tocca i nodi

cruciali della vita, degli ambiti,

degli interstizi quotidiani a cui le donne non possono rinunciare

a dedicarsi e a cui la partecipa- zione a una manifestazione di massa non può adeguatamen-

Luisa Muraro
Luisa Muraro

sentimento delle donne contro la

prostituzione. Esserci tutti i gior- ni, in prima persona, con il pro- prio desiderio, creando relazioni

di fiducia ed elevando la propria

esistenza a una libera impresa:

“Ci vai – conclude Muraro – per te. Non andarci contro qualcuno

per conto di altri”. Ora è chiaro che un pensiero filosofico o criti-

co non può che essere personale,

ovvero consistere in una verifica

e revoca in dubbio di qualsiasi

asserzione, percezione, credo e

convinzione. Senza questo sta- tuto critico fondato proprio su quella persona che “io sono” la filosofia, ad esempio, neanche si darebbe, sarebbe altro. Da dove, però, trae linfa questo pensiero

o anche desiderio personale se

non da quell’immensa stratifica- zione di significati collettivi, co- munitari che ogni lingua umana trascina con sé come deposito

di

sedimenti e sentimenti da cui

si

stacca anche la coscienza in-

dividuale per elaborare una sua originale visione critica? Così il pensiero personale che è

anche un dire, un agire non può che tornare a quello spazio “noi

centrico”, collettivo dell’interre- lazione comunitaria. Non a caso fondante la filosofia è anche questo andare che è un tornare

a quello spazio. Luisa Muraro,

però, pone il tema della diffe- renza marcata dal femminismo sul come stare nello spazio pub-

blico e su questo il suo ragiona- mento difficilmente può essere contestato. Solo che molte delle giovani donne di oggi, e Mura-

ro lo ammette, se non nel web,

non hanno mai sperimentato quello spazio, non hanno avuto

esperienza di azione, di parola

e di scambio proficuo in esso.

Così, puoi anche legittimamen-

te restare a casa ma non contro

chi va o torna per la prima volta

dove non era mai stata: nell’ago-

rà della parola diretta e della vita

attiva.

di Riccardo Tavani

E sce in questi giorni nelle sale italiane un film su un episodio particolare della vita della filosofa francese

Simone Weil. “Le stelle inquiete” è il titolo della pellicola realizza- ta da Emanuela Piovano. Stella inquieta e tra le più sfolgoranti nel nostro cielo boreale Simone Weil lo è senz’altro, per l’inten- sa partecipazione personale e non solo intellettuale agli eventi drammatici dell’Europa a caval- lo della I e II Guerra Mondiale. Roberto Rossellini in “Europa 51” si era inspirato proprio al pensiero e alla vicenda esisten- ziale di Simone Weil, morta ne- anche un decennio prima. La figura della filosofa, però, era già tornata prepotentemente al cen- tro dell’attenzione a seguito della polemica scatenatasi sui giornali sulla partecipazione o meno alla manifestazione delle donne del 13 febbraio scorso. La dichiara- zione contro la manifestazione che più ha colpito, infatti, è stata quella di Luisa Muraro, filosofa e storica femminista italiana, dagli anni ’70 promotrice di iniziative politiche, editoriali ed esperienze comunitarie. Luisa Muraro è an- che una delle maggiori studiose

della Weil e proprio riferendosi a

te rispondere. È quell’aspetto meno appariscente del femmi- nismo che già negli anni ’70 ha agito molto più efficacemente che le manifestazioni pubbliche. Fondante la differenza politica

femminile è essere “altrove e al- trimenti” rispetto a decisioni da stantio retrobottega prese da altri, da una classe maschile che

non è stata capace di sbarrare a Berlusconi la strada al potere e oggi tenta di utilizzare il naturale

RAI, arrivano le nuove Sturmtruppen pronte a tutto

continua dalla prima

S pazi -continua Butti - af- fidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedì e giovedì),

stenti secondo una equilibrata alternanza settimanale ”.

Sembra che la surreale proposta

sia per ora sospesa, “ ma – dichia-

ra Butti a Luca Telese - potevamo farla approvare, se volevamo “. Ora, ci troviamo fronte al solito dietro front del berluscone-tipo, che applica la tattica di Jannacci in ” Vengo anch’io, no tu no “di “ vedere di nascosto l’effetto che fa”. L’errore è di non prenderli sul serio. Certo, è difficile e bisogna fare uno sforzo, ma qui

Alessio Butti
Alessio Butti

febbraio il “Festival di Sanremo

dopo cosa ne pensa Massimo Ar-

condotto da Gianni Morandi

mellini dei fatti del giorno. E da

e

la settimana successiva , uno

chi potrebbe essere riequilibrata

rock condotto da Caparezza, nel

la furia di Sgarbi che su RAI Uno

pomeriggio , un giorno L’Arena

parlerà di patrimonio artistico se

di

Giletti e il giorno dopo Il Co-

non da Travaglio che parli sem-

losseo con Roberto Saviano , e

pre di patrimonio, magari anche

se

per 3 serate Vespa continua

pubblico ? Ecco, se ci fosse un

il

suo “ Porta a Porta” , che per

riequilibrio in effetti non sarebbe

altre 3 ci sia un “ Sedia a sedia “ condotto da Giulietto Chiesa, e

male. Una volta tanto, quei fazio- ni dell’opposizione dovrebbero

se

dopo il TG1 un giorno andrà

convenire che Butti non ha tutti

Ferrara, vorremmo vedere la sera

i torti. (g.g.)

alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse r i s
alla stessa ora (prima serata),
sulle stesse reti e con le stesse
r i s o r s e
esi-
E
?

c’è da capire che si ha a che fare con Sturmtruppen decise a tutto . Allora, aiutiamoli a realizzare la loro missione : basta pretendere coerenza. Va bene riequilibrare , ma perchè fermarsi al giovedì e martedì, e alla prima serata ?

soprattutto, perchè solo agli

spazi d’informazione ? Forse che non c’è da riequilibrare anche nel dy time e in seconda serata

Perciò , via con il palinsesto

Butti : una settimana , “ Dome- nica In “ condotta da Barbara d’ Urso e l’altra “ Domenica Out “,

condotta da Daniele Luttazzi, a

IV LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACA Anno 2 Numero 9- marzo 2011 Il racconto Treddì
IV
LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACA
Anno 2 Numero 9- marzo 2011
Il racconto
Treddì
La rabbia corre sul web
Il mondo dei media visto con gli
occhi di un precario, poco meno che
trentenne, sempre in cerca di lavoro
come cameraman e/o fotografo
Dall’Egitto con furore
I fatti e i personaggi illustrati da
questo racconto sono basati su
notizie di cronaca. Le fonti sono
consultabili su www.3dnews.it
Secondo
Open
Net
Initiative
E’ circa
36
governi
mondo
nel cercano
controllare
Internet
tramite
pressioni
sui
provider.
successo
durante
le la anche rivolte nel
di in
atto
Maghreb.
Egitto
Google
Uno
sistemi
messo
on
line i
per
sfuggire
d’accesso
alle
censure
è
operatori
fuori
Speak2tweet,
dalla
giurisdizione
un
software
che
del
governo
che
registra
fa
a numeri ha le tentava In
di
bloccare
ascoltare
messaggi
connessioni.
vocali
dei inviati
via
telefono
e a
Twitter.
ha le tentava In di bloccare ascoltare messaggi connessioni. vocali dei inviati via telefono e a

Anno 2 Numero 9 - marzo 2011

Il racconto

LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACA V

LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACA

V

sceneggiatura: Tommaso Vitiello disegni : Gianluca Testaverde colore: Fiorenzo Torino www.scuolacomix.net Egitto il
sceneggiatura: Tommaso Vitiello
disegni : Gianluca Testaverde
colore: Fiorenzo Torino
www.scuolacomix.net
Egitto
il
parlamento
è fin
è dal
la 1866
allora
7 passato
e volte sistemi attraverso da esiste In
diversi
istituzionali.
e Più
stato
smantellato
poi
ripristinato
fino
a
raggiungere
forma
attuale.
rapporto
sulla 2010
stampa
al Freedom
House,
di
di Berlusconi
72esimo
posto,
è l’Italia di libertà Nel considerata
solo
parzialmente
libera”,
come
l’Egitto di
Mubarak.
La
Costituzione
italiana
considerata
dai
giuristi
e di
tutto
mondo
una
dei
migliori
è esempi
di
equilibrio
diritti
doveri
tra dei il
cittadini.

VI

VI LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACA

LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACA

Satira

Anno 2 Numero 9- marzo 2011

DIMENSIONE DELLA CRONACA Satira Anno 2 Numero 9- marzo 2011 Porno 4 nobel Per Voi. Per
DIMENSIONE DELLA CRONACA Satira Anno 2 Numero 9- marzo 2011 Porno 4 nobel Per Voi. Per
Porno 4 nobel Per Voi. Per i Vostri figli. Per un Futuro migliore. Il Porno

Porno 4 nobel

Per Voi. Per i Vostri figli. Per un Futuro migliore.

Il Porno porterà la pace nel mondo. O almeno, qualche

attimo di serenità. Digitando “god” sulla barra di ricerca di Google si hanno

seicento milioni di risultati, con “sex” un miliardo e du- cento milioni, solo sette milioni con “Audrey Hepburn” e questo non che può avere un solo significato: gli anziani non hanno ancora imparato ad utilizzare Explorer.

Il Porno permette di trasmettere energia al mondo, il Por-

no è un momento di luce, il Porno è come Dio. E nella vita

ti ha mostrato molte più tette.

Lo scorso anno Internet, candidato dalla rivista “Wired”, sfiorò il premio Nobel per la pace ed è arrivata l’ora che anche il più grande protagonista di Internet stesso possa ambire a tali riconoscimenti. E’ per questo che abbiamo deciso di attivare il comitato “Porno Nobel per la Pace 2011“. E’ stato quando abbiamo visto il nostro primo “Har- dcore Facefucking” che abbiamo capito.

E’ stato quando siamo venuti a conoscenza di filmati “Han- dicap Sex” che abbiamo compreso. E’ stato quando siamo casualmente capitati in un video “Shemale&Woman” che abbiamo captato l’essenza estre-

ma. Il Porno mette in comunicazione i cittadini del mondo.

E

ci permette di conoscere il coito alla giapponese.

Il

Porno contribuisce allo sviluppo economico e al pro-

gresso sociale di ogni regione in cui si sviluppa, il porno

sostiene la famiglia. Quanti pannolini sono stati acquistati con i ricavi dei filmati “Pregnant woman”?

Il Porno è per una società multietnica aperta al pluralismo

culturale. Il tag “Interracial” vale quanto mille campagne per combattere pregiudizi e intolleranze.

Il Porno è contro ogni malattia venerea. Escluso Gianfranco Fisichella.

Il Porno è contro ogni fondamentalismo religioso: Dio

fulmina Onan, il Vangelo non contempla il trampling e 72 vergini non sono nulla quando ti sei appena masturbato su un’araba emo che si fa pisciare addosso da quattro metal- lari di Tel Aviv.

Assegnare il Nobel per la Pace al Porno è un atto dovuto e

in virtù di questo invitiamo la popolazione civile ad aderire

all’appello. Per Voi. Per i Vostri figli. Per un Futuro migliore.

di essere disgustoso

Come sottrarre un bene pubblico

di Eddie Settembrini

Oggi vi insegno come tenersi a vita un libro preso in prestito in biblioteca facendosi beffe delle rimostranze dei bibliotecari. Il principio che sottende alla lezione fa capo ad un concetto talmen- te ovvio che mi secca le palle dover puntualizzare: se i libri della biblioteca sono di tutti sono anche miei, dunque li tengo quanto cazzo mi pare e non può essere certo un bibliotecario – cioè uno che ha semplicemente vinto un concorso – a chiedermene conto. Via, è evidente. Ora venia- mo alla nostra lezione e passiamo ad un esempio concreto. Avete preso in prestito un libro, uno qualsiasi. A prestito scaduto potrebbe arrivarvi una email di questo tenore, da parte della soler- te bibliotecaria: “Gentile utente, le rammento che da un giorno e alcune ore (cinque) è scaduto il prestito del libro in suo possesso. Nel pregarla di ottemperare quanto prima al suo dovere di riconsegnarlo, vorrei ricordarle che il posseduto delle biblioteche pubbliche è a disposizio- ne della collettività tutta e, come tale, meritevole di maggiore considerazione da parte sua. In attesa di un suo cortese riscontro la saluto digrignando i denti.” Ora, come rispondete a questa email? Ignorarla e dirottarla nello spam non servirebbe a niente, ci ho già provato. Le email dei bibliotecari hanno il potere di ricicciar dal cestino a frequenze imprevedibili e nei momenti meno opportuni. (… ) Dovete trovare il modo di rispondere in maniera efficace, sor- prendente, spiazzante, così da prendere tempo quanto basta per appellarsi a cazzo al diritto di usucapione (Art. 1158 del Codice Civile). Vi propongo cinque possibili messaggi di risposta.

Civile). Vi propongo cinque possibili messaggi di risposta. 1. Pietoso Gentile Dott.ssa, scusi il ritardo con

1. Pietoso

Gentile Dott.ssa,

scusi il ritardo con cui le rispondo ma in questo villaggio somalo, dove mi trovo per il volontariato, non ho molto tempo per controllare la posta elettronica. Lei ha perfettamente ragione e sono certo che anche il piccolo Ahmed, che ha perso entrambe le gambe a causa di una mina, capirà che non potrà più leggere il suo libro preferito perché il prestito è scaduto. Domani mattina attraverserò a piedi il campo minato per raggiungere il più vicino ufficio postale (420 km) e restituire il libro. Mi scuso ancora con lei e con la collettività per il disturbo arrecatovi.

2. Collusivo

Ciao, stavo per contattarti io. Lo sapevi che il libro che ho preso vale un pacco di soldi? Mio zio mi ha detto almeno 200-300 mila. Mi pare giusto che dividiamo. Non scrivermi più, però, mi faccio vivo io. Ciao.

3. Folle

Io il libro lo vorrei restituire ma l’ho mangiato hihihihihi pagina dopo pagina gnam gnam gnam l’indice che delizia gnam gnam gnam la copertina rigida crunch crunch crunch hihihihihi burp.

4. Vigliacco

Gentile Dott.ssa, sono la moglie della persona che sta cercando. Purtroppo mio marito è perito in un incidento aereo nel sud-est asiatico. Mi lasci il tempo di cercare il libro da restituire (sempre che non fosse con lui al momento dell’incidente, adorava leggere in volo), la ricontatterò dopo i funerali.

5. Controffensivo

Gentile Sig.ra Bibliotecaria, premetto che sono un Testimone di Geova, quindi fra di noi ci intendiamo. Le faccio presente che la scheda-prestito da lei compilata contiene un grossolano errore di forma che – a mio avviso – inficia l’intera procedura di prestito e non le dà diritto di reclamare alcunché. La informo altresì che sta per giungere la fine del mondo come previsto in Matteo 24:29. La invito pertanto a impie- gare in maniera più redditizia il poco tempo che le resta da vivere. Grazie.

Ecco, provate anche voi a elaborare altre risposte su questo stile. Purtroppo non potete eserci- tarvi con la biblioteca del nostro Ateneo perché non ne abbiamo una: abbiamo preferito desti- nare lo spazio al laboratorio di lap-dance. Voi direte che si può risolvere la questione alla base evitando di frequentare un luogo inutile come la biblioteca. Certo, ma andiamo per gradi: “come trascorrere la vita senza leggere un libro” sarà l’oggetto di una futura lezione.

ma andiamo per gradi: “come trascorrere la vita senza leggere un libro” sarà l’oggetto di una

Anno 2 Numero 9 - marzo 2011

Media

LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACAV I I

VII

10 regioni su 20 rimangono ancora ferme alla vecchia televisione analogica

2011, niente nuovi canali per un terzo dell’Italia

Vinti «Romani non è in grado di garantire una frequenza a ciascun tv locale»

Di Eugenio Bonanata

N uoviprogrammiepro-

poste creative: questo vorremmo vedere in tv e di questo vorremo

scrivere. Invece niente di niente. Il

digitale televisivo non vuole pro- prio saperne di decollare. I tan-

ti problemi della transizione so-

no divenuti ormai evidenti anche al Governo che ha ufficialmente abbandonato l’idea di anticipare

che ha ufficialmente abbandonato l’idea di anticipare il Paese entro la fine di quest’anno. passaggio al
che ha ufficialmente abbandonato l’idea di anticipare il Paese entro la fine di quest’anno. passaggio al

il

Paese entro la fine di quest’anno.

passaggio al digitale in tutto il

 

La decisione è arrivata lo scorso

zo, Molise, Puglia, Basilicata, Ca-

lo

da settimane va ripetendo che

ropa, l’esecutivo si appresta a di-

primo marzo al termine della ri-

labria e Sicilia dovranno aspetta-

bisogna tirare fuori le frequenze.

stribuire gratis altre frequenze ad

unione del Comitato Nazionale Italia Digitale. La plenaria, che ri- unisce sotto la guida del Ministe-

re. Il Dicastero delle Comunica- zioni, comunque, ha proposto di chiudere la partita entro i primi

Questo il pensiero dell’associa- zione delle locali: matematica-

mente, nella gran parte delle re-

alcuni soggetti televisivi nazio- nali vecchi e nuovi (tra cui an- che Rai e Mediaset che stanno

ro tutti i soggetti coinvolti, dal-

sei mesi del 2012: con la promes-

gioni interessate, non c’è spazio

già

utilizzando questi canali). Da

le associazioni dei media a quel-

sa di ulteriori verifiche ha chiesto

per tutti e nessuno ha intenzione

qui la proposta delle locali: rica-

le dei consumatori, avrebbe do-

ad alcune regioni di anticipare il

di

compiere un salto nel vuoto.

vare da quest’ultimo bacino le ri-

vuto definire il calendario dell’ar-

passaggio di un semestre rispet-

Un

bel rompicapo per il Governo,

sorse da vendere ai telefonici in

rivo del digitale nelle varie regio-

to alla vecchia tabella di marcia.

che, secondo indiscrezioni, pensa

modo che il peso dell’operazio-

ni per il prossimo anno e invece

Umbria e Toscana hanno avverti-

di

proporre - o imporre - alle loca-

ne

gravi anche sulle spalle di Rai

si

è conclusa con un nulla di fatto

to da molto tempo che sarebbe il

li

strane forme di consorzio. Cer-

e

Mediaset. La soluzione, però, è

e

cioè con un rinvio di 15 giorni.

caos. “Romani non è in grado di

tamente i piccoli editori dovran-

in aperto contrasto con i detta-

Dunque lo spegnimento dell’ana-

garantire una frequenza a ciascu-

no sloggiare da alcune frequen-

mi

dell’Ue: Bruxelles vuole a tut-

logico resta ancora in bilico nel

na tv locale”, ci ha confidato l’as-

ze

che - legge di stabilità docet -

ti

i costi che quella distribuzione

30 per cento del Paese: cittadini, istituzioni e media di Liguria, To- scana, Umbria, Marche, Abruz-

sessore umbro alle Infrastruttu- re tecnologiche immateriali Ste- fano Vinti. Anche Aeranti Coral-

saranno vendute alle compagnie telefoniche. Nello stesso tempo, dietro precisa richiesta dell’Eu-

gratuita si faccia altrimenti ci sa- ranno pesanti sanzioni. Per evi- tarle il Ministero deve inviare a

breve il regolamento della gara. Gara che aprirà le porte all’arri- vo di Sky sul digitale: un duro col- po per l’espansione di Mediaset, nonostante l’aperta opposizione

governativa che ormai si è sgre- tolata. In settimana, infatti, è ca- duto l’ultimo baluardo difensivo:

il Consiglio di Stato ha dato il via

libera alla partecipazione di Sky alla procedura. In particolare l’or- ganismo ha rigettato i dubbi sulla mancanza di reciprocità tra Stati in materia di radiodiffusione tele- visiva, sollevati dal ministro Ro- mani per via delle origini ameri- cane di Sky. In una nota il braccio italiano della corazzata di Mur- doch ricorda gli oltre 20 mila po- sti di lavoro creati in questi anni

nel nostro paese e sottolinea l’in-

tenzione di continuare ad inve- stire. “Stupisce – si legge – che il ministero dello Sviluppo Econo- mico, invece di incentivare inve-

stimenti come quelli fatti da Sky

Italia, sembri più interessato a ri- cercare con insistenza soluzioni

che vanno nella direzione oppo-

sta, proponendo barriere e vinco-

li nei confronti di chi ha scelto di

rischiare i propri capitali in im- prese italiane”.

Come il decoder ha messo in crisi le piccole tv

In Sardegna la Regione ha dichiarato lo stato di crisi per il comparto

Francesco Birocchi
Francesco Birocchi

I l digitale ha messo in ginoc- chio le imprese televisive lo- cali. Non è pessimismo ma la realtà che si vive in Sarde-

gna, la prima area del paese digi- talizzata nel 2008. La regione gui- data da Cappellacci, con una de- libera datata 22 febbraio, ha rico- nosciuto lo stato di crisi del com- parto e ha avviato un tavolo con gli operatori e i sindacati per de- finire misure di sostegno straor- dinario a favore dell’occupazio- ne. Contributi per la cassa inte- grazione e per la riduzione degli oneri al fine di scongiurare licen- ziamenti: a rischio ci sono più di 200 posti di lavoro, compreso l’in- dotto, spalmati in una decina di imprese. Alcune a carattere cit- tadino, altre più strutturate co- me Sardegna 1 che è la seconda

tv dell’isola dietro la storica Vide-

olina con i suoi oltre 50 assunti

a tempo indeterminato. 5 Stelle,

antenna attiva in Gallura, ha già fatto ricorso agli ammortizzato-

ri sociali per gran parte dei suoi

giornalisti. “Tutte le locali – affer- ma Carlo Ignazio Fantola presi- dente di Videolina – hanno biso- gno di aiuto”. A minare il sistema creato faticosamente in più di 30 anni è stata la riduzione media, per ciascun operatore, del 30% degli ascolti e del 20-25% dei fat- turati pubblicitari. La causa? Con l’arrivo del digitale le locali sono sparite dai primi 10 numeri del telecomando finendo su posizio- ni improbabili. I ricorsi pendenti

al Tar del Lazio non serviranno a

correggere l’effetto perverso del- la tardiva definizione delle rego-

le. Per troppi mesi ha regnato il caos: gli utenti hanno dovuto ri- organizzare quasi ogni giorno la propria lista dei canali, divenuti numerosi e ballerini. Intanto, in nome dell’aumento della concor- renza, sul mercato dell’isola sono arrivati anche altri operatori ex-

traregionali. E’ il caso di Teletirre- no, capofila di un circuito di qual- che tv, giunto dalla Toscana a ro- sicchiare risorse scarse. La Regio-

ne Sardegna, dal canto suo, mo-

stra interesse per le imprese del

territorio, tira in ballo la questio- ne della difesa del pluralismo e

fa sapere che non ha problemi di

fondi per gli interventi straordi-

nari che – ribadisce - saranno di-

retti esclusivamente ai lavorato- ri. “Il governo – sottolinea l’asses-

sore al Lavoro, Franco Manca –

di recente ci ha messo a disposi-

zione ulteriori 30 milioni di euro

per l’esercizio 2011”. Ora si tratta

di quantificare, ma il danno è fat-

to. “Verificheremo che i soldi sia-

no finalizzati a mantenere stabili

i livelli occupazionali” dice il pre- sidente di Assostampa Sardegna Francesco Birocchi. Il leader sin- dacale lamenta un certo ritardo nella risposta delle tv, a fronte di uno scenario previsto, in termini

di nuova offerta. Critica respinta

da Fantola. “Il meglio dell’infor- mazione locale e i programmi di cultura e tradizioni sarde – spiega

- li facciamo noi da sempre: cosa

possiamo fare di più?”. Il pericolo sono delle recenti leggi romane, che, tra l’altro, prevedono il divie-

to di affittare canali per veicolare contenuti nazionali. Per Fantola “tolta questa possibilità le loca-

li chiuderanno bottega . Questo

significa mettere la banda che

molliamo a disposizione dei soli-

ti noti nazionali che faranno man

bassa”. Non resta che consorziar-

si, cioè unirsi per sfruttare al me- glio le frequenze, come presto – pare - il governo tornerà a sugge- rire per superare l’empasse della mancanza di risorse. “Sarebbe il disastro per tutti noi” – dice con sarcasmo Fantola – che preferi-

sce “non commentare troppo in profondità” l’idea di restituire al governo le frequenze “che secon-

do loro non siamo in grado di uti- lizzare”.

Scuola Superiore di   Giornalismo Ilaria Alpi Alma M a t e r d i
Scuola Superiore di   Giornalismo Ilaria Alpi Alma M a t e r d i

Scuola

Superiore di

 

Giornalismo

Ilaria Alpi

Alma

Mater di Bologna

Gli straordinari mutamenti provocati dalla rivoluzione tecnologica hanno sconvolto in particolare

 

il

mondo dell’informazione. Occorre, dunque, ripensare alle radici il modo,

 

metodi e addirittura la filosofia della preparazione delle nuove generazioni di giornalisti. Con l’obbiettivo di formare operatori in grado di produrre informazioni di qualità

i

che possa reggere la concorrenza in un mondo dove tutti, sul web, fanno e distribuiscono la merce-notizia. Quasi “imprenditori della notizia” che riescano ad utilizzare le nuove tecnologie come una estensione delle proprie attività di comunicazione, cogliendo l’opportunità di confrontarsi coi fatti, verificarli, analizzarli, spiegarli e diffonderli: cioè fare quello che nel “vecchio mondo”

si

riassumeva proprio con il termine “giornalismo”

 

Gli orizzonti del giornalismo nella rivoluzione dei media

 
 

Venerdì 11 marzo 2011 ore 9.30 Aula Giorgio Prodi, San Giovanni in Monte 2 Bologna

 

9.30

Apertura dell’incontro, saluto del Magnifico Rettore Ivano Dionigi

9.45

Introduzione del Direttore della Scuola Superiore di Giornalismo “Ilaria Alpi” Angelo Varni

10.00

Relazione di Ferruccio De Bortoli, Direttore del Corriere della Sera Qualità, affidabilità e ruolo dell’Informazione

10.40

Comunicazioni Giulio Gargia > I new media e la redazione diffusa - prove tecniche di citizen journalism in Italia Luca Sofri > L’informazione tra blog e nuovo giornalismo Marco Roccetti > Le nuove frontiere dell’informazione in rete

12.30

Dibattito

13.30

Chiusura dell’incontro

 

In collaborazione con l’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna

  In collaborazione con l’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna

VIII

LA TERZA DIMENSIONE DELLA CRONACAVIII

Schermi

Anno 2 Numero 9- marzo 2011

CINEMAEFILOSOFIA

“U nkn di Riccardo Tavani
“U
nkn
di Riccardo Tavani

l’ident

ità s

ow

n”:

marrita de

nkn di Riccardo Tavani l’ident ità s ow n”: marrita de l vecch io sco ntro

l vecch

io sco

ntro bipolare

Per Severino la lotta cruciale è oggi tra scienza e ideologia del profitto

lotta cruciale è oggi tra scienza e ideologia del profitto valico di frontiera nella guerra fredda

valico di frontiera nella guerra fredda tra Est ed Ovest, luogo privilegiato dell’immagina- rio cinematografico per ogni traffico e in- treccio spionistico, oggi Berlino, proprio per queste sue trascorse caratteristiche, è so- prattutto un confine tra passato e futuro. Se- condo il nostro filosofo contemporaneo Emanuele Severino lo scontro bipolare tra le due super potenze Usa e Urss è stato deciso proprio dallo sviluppo scientifico e tecnolo- gico che si trasforma in un definitiva egemo- nia militare americana, sancita dal cosiddetto “scudo stellare” dell’epoca Rea- gan, per mezzo del quale si sarebbe bloccato qualsiasi contrattacco distruttivo sovietico a un eventuale attacco strategico ameri- cano. Per Severino, però, l’apparato scienti- fico-tecnologico ha già da tempo messo in

atto che una cosiddetta “eterogenesi dei fini”. Ovvero da strumento, mezzo al sevizio del capitalismo si sta sviluppando come un fine a sé. Un fine che non solo non si subor- dina ad altro, ma che, al contrario, riduce tutto il resto a mezzo, strumento al suo ser- vizio. Questo esito è insito nelle origini stesse del pensiero occidentale, il quale, nel corso di tutta la sua storia, è riuscito a liberarsi di ogni credenza, dogma, ideologia che osta- colasse il pieno e libero sviluppo del “dive- nire”. Il divenire, infatti, in opposizione alla stabilità, verità ed eternità dell’essere, è l’es- senza stessa del nichilismo occidentale. Il capitalismo, la sua logica del profitto sono soltanto l’ultima sopravvivenza ideologica che sottrae risorse economiche e intellet- tuali alle enormi potenzialità che la scienza

già oggi è in grado di attuare per affrontare i grandi problemi ambientali, sanitari, ener- getici della Terra. Non solo, ma l’ideologia del profitto sta esponendo a un rischio letale la sopravvivenza del pianeta, sta segando il ramo su cui tutti siamo seduti, proprio nel momento in cui la scienza può dispiegare il massimo della sua potenza inventiva e crea- tiva. Di qui, per Severino, l’inevitabilità dello scontro tra scienza e capitalismo. L’obsoleto scontro est-ovest, capitalismo-socialismo è ben rappresentato nel film dall’abbraccio sulla soglia della morte dei due vecchi agenti degli schieramenti opposti, il tedesco ex orientale Jurgen e l’americano Cole, mentre il climax dell’azione e del conflitto reale si concentra tutto nel momento più cruciale del convegno, quello del rivoluzionario an- nuncio scientifico da parte del bio-tecno- logo e del principe arabo. Film di genere, prodotto di massa, da profitto al box office, ma con una sua piccola, intrinseca eteroge- nesi dei fini. Forse per questo l’identità di tanta critica ideologicamente bipolare si smarrisce e lo rigetta.

critica ideologicamente bipolare si smarrisce e lo rigetta. Può un cosiddetto “film di genere”, un tipico

Può un cosiddetto “film di genere”, un tipico prodotto dell’industria culturale di massa, poniamo anche di serie B, evidenziare e mettere sotto gli occhi del grande pubblico una tendenza ancora in ombra eppure già operante del nostro tempo? Proviamo a farlo con questa pellicola, proprio perché ba-

sata sui clichè narrativi del thriller psicolo- gico e d’azione, rivolto al pubblico di massa. Nella odierna Berlino, il pauroso incidente

di

un taxi riduce in frammenti la memoria

di

un uomo che proclama essere il bio-tec-

nologo americano Martin Harris. Ricorda bene solo alcune cose, tra le quali di essere nella capitale tedesca per partecipare a un importante convegno di studi in cui uno scienziato tedesco annuncerà la messa a punto di una rivoluzionaria tecnologia agro- biologica che permetterà di migliorare la si- tuazione di molte popolazioni afflitte dal

flagello della fame. L’assise internazionale è presieduta da un principe arabo che è anche

il finanziatore di tutta la ricerca. Il sedicente biologo Harris, però, non riesce in nessun modo a dimostrare la sua identità, perché vede preso il suo posto da un altro professor Harris. Non solo nella lista dei convegnisti, ma anche nella suite del prestigioso Hotel Aldon accanto alla bellissima moglie Liz. Ad aiutarlo nella disperata impresa sarà Gina,

la taxista bosniaca che ha subito l’incidente

e Jurgen, un vecchio agente della Stasi, la fa-

migerata polizia segreta dell’ex Germania dell’Est. Città confine per antonomasia, con il suo mitico Checkpoint Charlie, il critico

www.kiwidomediabookshop.comwww.kiwidomediabookshop.com
www.kiwidomediabookshop.comwww.kiwidomediabookshop.com
www.kiwidomediabookshop.comwww.kiwidomediabookshop.com
www.kiwidomediabookshop.comwww.kiwidomediabookshop.com
www.kiwidomediabookshop.comwww.kiwidomediabookshop.com

www.kiwidomediabookshop.comwww.kiwidomediabookshop.com

della domenica Intervista Paolo Benvegnù: «Il mio nuovo cd» pag. 12 Arte Prometeo contemporaneo pag.
della domenica
Intervista
Paolo Benvegnù:
«Il mio nuovo cd»
pag. 12
Arte
Prometeo
contemporaneo
pag. 13
Libri
Quegli italiani
di Leopardi
pag. 14
Memoria
Il manoscritto
di Voynich
pag. 15
Mondo
Vita da geisha
pag. 16
Un cambiamento politico
fino a qualche mese fa inimmaginabile
attraversa i Paesi del Nord
Africa. L’Italia e l’Europa affrontano
l’emergenza umanitaria, mentre
Nato e Washington minacciano
l’intervento militare in Libia
immagini di alessandro Ferraro

Mediterraneo di fuoco

Mondo
Mondo

10 domenica 6 marzo 2011

Mondo 1 0 domenica 6 marzo 2011 Che ne sarà del Mare nostrum? Libia, Tunisia ed
Mondo 1 0 domenica 6 marzo 2011 Che ne sarà del Mare nostrum? Libia, Tunisia ed

Che ne sarà del Mare nostrum?

Libia, Tunisia ed Egitto sono alle prese con un cambiamento politico epocale. Le iniziative del governo italiano e quelle dell’Europa per fare fronte alla possibile ondata di migranti, mentre cresce l’emergenza umanitaria lungo i confini libici. Gli Stati Uniti sono intanto tentati da un intervento militare contro Gheddafi che potrebbe avvenire sotto l’egida della Nato. Ma Lega araba e Unione africana avvertono: «Ciò che sta accadendo in Libia è una questione interna al mondo arabo. Non è ipotizzabile alcun intervento straniero sul territorio di quel Paese»

alcun intervento straniero sul territorio di quel Paese» Aldo Garzia S barchi senza sosta a Lampedusa.

Aldo Garzia

S barchi senza sosta a Lampedusa. Sono centinaia i migranti, qua- si tutti di nazionalità tunisina, che giungono quotidianamente

nell’isola. Cresce l’emergenza, come ha spiegato mercoledì scorso il ministro degli

Interni Roberto Maroni nell’audizione pres-

so le commissioni Esteri e Affari istituzio-

nali di Camera e Senato: «Lo scenario peg- giore tra quelli possibili prevede movimenti

di 200 mila persone in fuga dalla guerra in

to

antiche, aperte a tutti i venti della cultu-

Affari costituzionali di Camera e Senato, ha

ra

e del profitto che da secoli sorvegliano e

precisato che l’emergenza ha messo in crisi

consumano il mare.

gli accordi per i rimpatri: «L’accordo con la

Le

ultime notizie dalla Libia confermano

Tunisia prevede il rimpatrio, ma le autorità

la

previsione del ministro Maroni. Sareb-

di Tunisi accettano di accogliere solo quat-

bero infatti almeno 150 mila le persone

che premono verso il confine con la Tu- nisia, mentre da quest’ultimo Paese si

starebbe assistendo a un esodo senza pre- cedenti dal punto di vista numerico grazie anche all’azzeramento di qualsiasi forma

di controllo alle frontiere. Maroni, riba-

dendo l’esigenza di un impegno europeo,

tro connazionali al giorno. Se si considera che in queste settimane sono arrivati circa 6mila tunisini, con questo ritmo ci vorreb-

bero tre anni per rimpatriarli tutti». Il mini- stro degli Interni ha detto successivamente che il governo italiano sta negoziando con

la Tunisia «per avere la possibilità di rimpa-

tri più numerosi, che sarebbero un segnale

cerca di riparo laddove possibile. La chiu-

ha

espresso anche allarme per il pericolo

importante anche verso i tunisini che han-

 

sura del confine tra Libia e Tunisia accen-

di

infiltrazioni di Al Qaeda nella crisi libi-

no

intenzione di partire».

tua questo rischio. Il governo italiano si sta

ca:

«La mia preoccupazione è che quanto

Perdono quota intanto le possibilità di un

 

preparando a un impatto senza precedenti

avviene in Libia possa portare a una si-

intervento militare degli Stati Uniti in Li-

sulle nostre coste». Sono stati stanziati 5

tuazione simile a quella dell’Afghanistan o

bia

per creare una zona di interdizione dei

milioni di euro dall’ultimo Consiglio dei

dalla Somalia».

voli aerei in modo da impedire raid da par-

era stata cancellata dalla lista degli “Stati

ministri per far fronte all’emergenza e agli

te

delle truppe restate fedeli al colonnello

canaglia” messa a punto da Washington.

aiuti umanitari. Una somma che potrebbe

Maroni e Frattini

Gheddafi che hanno ripreso a bombardare

Il

trattato di amicizia firmato il 30 ago-

esaurirsi in breve tempo. Da qui la richiesta

Il

ministro degli Esteri Franco Frattini ha

i rivoltosi. Gli esperti militari segnalano che

sto 2010 da Silvio Berlusconi e Muammar

che intervenga anche l’Unione europea.

intanto confermato gli aiuti italiani a Ben-

servono tempi lunghi per neutralizzare le

Gheddafi a Bengasi aveva inoltre chiuso

Quello che avviene nel Mare nostrum ci

gasi, seconda città libica. Si sta provveden-

artiglierie, ma il problema oltre che tecnico

il

periodo del colonialismo con reciproca

riguarda direttamente fin dai tempi degli

do

ad allestire un campo profughi in Tu-