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ECs Coyote M2 gy le grandi Broce ICM OC _ Me en eeiirtys VIVIANI EDITORE Alitalia vautostrade Z| _yeSer , Nonostante lonta di Caporetto Italia riesce a respingere due offensive austriache @ si prepara alla controffensiva vincente. Luigi Cadorna (1850-1928) e Armando Diaz (1861-1928) Cadoma nasce a Pallanza nel 1850. Nel luglio 1914, nominato capo di Stato Maggiore, fu fervente interventista, Dal maggio 1915 diresse le operazioni terrestr Costretto dalle insistenze degli Alleati all offensiva contro gli Austriaci per alleggerire Ja pressione asburgica sui Balcani, dovette attaccare altraverso uno stretlissimo varco pedemontano, largo circa 50 km, gia fontficato dal nemico durante i mesi precedent A conttibuire al suo insuccesso, sarebbero intervenute la esa precoce della Russia la sconfitta della Serbia, Capro espiatorio degli insuccesst militar’ italiani, Cadorna venne sosttuito, da Armando Diaz, il “cervello dell’esereito”, come sosteneva il re. Diaz nasce a Napoli nel 1861 ed entra giovanissimo nell esercito. Ne] 1911-’12 partecipa con il grado di colonnello alla campagna di Libia. Nel 1915 & generale ¢ nel 1916 @ nominato comanclante di divisione. Quando nel 1917 venne nominato Capo di Stato Maggiore in sostituzione di Cadoma, si prodig® per migliorare le condizioni della vita dei soldati al fronte e per ricucire i rapport tra gli alti ufficial, ma la sua azione di comendo non risultd cost “esemplare™ come nei dopoguerra si volle far credere: nella battaglia di giugno le riserve, troppo arretrate, non surebbero potute intervenire prima di 48-72 ore, in caso di eventuale sfondamento da parte del nemico. In seguito, poi, Diaz lascid incredibilmente agli Austriaci fa possibilita di effettuare indisturbati una ritrata assai ertica sall’altra spond del fiume. Infine, ritardd Toffensiva su Vittorio Veneto per eccessiva “timidezza": in estate, aveva addirittura richiesto agli Americani di spostare dalla Francia sul fronte italiano ben 25 divisionit Ufficiale di artighieria, allinizio del conflitio mondiale Diaz si trovd a ricoprire la carica di Capo dell'ufficio operazioni dello Stato Maggiore fino al giugno del 1916, quando ottenne il comando della 46" divisione di fanteria jmpegnata sul Carso. Ne! 1917 ricevette il comando del XXTM Corpo d’Armata, ‘In seguito al cedimento di Caporetto, ritird ordinatamente Ie sue truppe sul Piave. 8 novembre [917 sostitul Cadoma nella carica di Capo di Stato Maggiore, Nel dopoguerra sostenne Nitti, poi entrd nel governo Mussolini come ministro della auerra « garante dell’ appogeio al nuovo regime da parte della monarchia e delle gerarchie militar. Contine del dopozerra Confined oa Franz Conrad von Hotzendorf (1852-1925) e Svetozar Boroevic (1856-1920) Conrad nasce 111 novembre 1852 a Penzing (presse Vienna). Abbraccia giovanissimo la carriera militare: tenente nel 1871, & capo di Stato Maggiore nel 1906. Ben consapevole della ificile situazione politica e strategica dell'Impero austro-ungarico.aveva fentato di cvitare all’ Austria ‘una guerre su pit front: gia nel 1911 aveva proposto invano all'Lnperatoze una “guerra preventive” contro la Serbia ¢ PItalia. In seguito, quando ormai si detineava la certezza dell"intervento italiano nel conflito, propose, senza successo, di cedere alcuni territorial alia in cambio della sua aeutralitd. Stratega dello “sfondamento”, in occasione della Strafexpedition ¢spedizione punitiva”) del 1916 consegul qualche sucesso grazie all'aiuto tedesco, mnentre nella batLaglia di giugno sul Piave non impensieri affatto le difese italiane. Durante la guerra si trovd spesso in contrasto sia con Palleato tedesco che con ["Imperatore Carlo I, che fini per esonerarlo dall'incarico, asseznandogli,inyece, il comando dell’ Armata in Trentino, Dal suo memoriale emerge un atavico malanimo nei confront dell"Ttalia, Boroevic, di origini croute, fu inizialmente impegnato sul fronte russo, dove colse qualche suecesso: ‘giunse sul fronte italiano nel maggio del 1915, al comando della S* Armata (I"*Armata dell'Isonzo") Abile nella guerra di difesa, dopo I offensiva su Caporetto venne perd accusato di scarsa determinazione e addirittura, secondo alcuni,di essersi lasciato sfuggire la 3* Armata italiana. Tnoltre, a giugno, non accettd che I'offensiva venisse lanciata singolarmente da Conrad, finendo per disperdere il proprio potenziale offensivo sull'intero fromte del Piave. De Cannone italiane ritrovate negli anni Cinquanta, ‘nel flume Isonzo in secea Battaglia del Piave NOVEMBRE 1917-LUGLIO 1918 Je} “No” disse il Piave. “No!” dissero i fanti ‘Mai pit if nemico facia un passa avanti? Si vide if Piave rigonfiar te sponde! E come i fanté combartevan Vonde [..} Rosso del sangue del nemico aliero, if Piave comand "Indiviro va, straniero?"[...)» da La leggenda del Piave di E. A. MARIO. [ga a I dramma del Piave Un palpitante inno di E. A. Mario fissd nella memoria nazionale la drammatica “battaglia del Piave”, un vero e proprio “poema tragico™ che si apre con Caporetto e si chiude con Vittorio Veneto, Sotto I'a spetto militare l’episodio del Piave @, tuttavia, suddiviso in due bat- taglie distinte: la “battaglia d’arresto”, combattuta dal 9 novembre al 26 dicembre 1917, e la “seconda baitaglia del Piave” o “battaglia del solstizio”, durata dal 3 giugno al 5 luglio 1918. Gi antecedenti: I’Isonzo Completata la mobilitazione nel giugno 1915, l'esercito italiano contava 1,089,000 soldati, mentre gli Austro-Ungarici schieravano sul fronte italiano 300.000 uomini. Nonostante la superiorita nume- rica italiana, pero, gli “iniqui confini” stabiliti nel 1866 ponevano il nostro Paese in una condizione di svantaggio strategico: I’ Austria, infatti, possedeva la montuosa regione trentina incuneata verso il cuore della pianura veneto-lombarda, ¢ la frontiera friulana, anche se povera di appigli orografici nella sua parte meridionale, era stata efficacemente fortificata dagli Austriaci nella zona del fiume Isonzo durante i nove mesi precedenti (il period di neutralita italiana). L offensiva italiana nel primo conflitto mondiale fu, dungue, 'uni- ca in Europa a presentarsi subito come un’estenuante battaglia di lo- goramento per entrambi i contendenti Gli alleati anglo-francesi, chiedendo che I'Italia assumesse un at- teggiamento aggressivo, miravano ad alleviare la pressione austro- germanica sui Russi nel fronte carpatico, entrato in crisi proprio nel maggio del 1915, 11 “generalissimo” Cadorna diede inizio allora all attuazione di un piano, concepito sin dall’anno precedente, che prevedeva operazio- nj limitate sul settore trentino ¢ attacco ad oltranza sull’Isonzo e sul Cadore, per dilagare eventual- mente, in seguito, attraverso ter reni pianeggianti, fino al cuore del- Vimpero asburgico. 1123 giugno 1915 Cadorna sca- tend la prima battaglia dell’ Isonz0, Llundicesima della serie, sferrata il 19 agosto 1917, in dieci giorni portd alla conquista del? altopia- no della Bainsizza e alla cattura di circa 30.000 prigionieri e di oltre 250 bocche da fuoco! La dodicesima battaglia, ricorda- ta nella storia d'Italia come “la rotta di Caporetto”, segnd, inve- ce, V'inizio di un’ offensiva austro- ‘germanica che scatterd il 24 otto- bre dello stesso anno. Inati, a desta: il generale Luigi Cadorna, ritenuto ingiustamente responsubile del codimento di Caporetto Tredici misteriose pagine Sulle cause concrete della rotta i Caporeito la Commissione ¢'inchiesta all wope saominata non fece mai luce in modo netto ce univoco. Il principale responsebile, ovviamente, venne indiesto in Cadomna, ‘ina anche di Pietro Badoglio venne data una valutazione negativa, quanto meno petché si trovava al comando aii uno dei Corpi d’Armata che cedetiero nel primo giorno dell offensiva austro-germanics. Le tredici pagine del rapporto eonclusivo della Commissione sulle responsabilita di Badogtio, tuitavia, andarono “smanrte” prima che la relazione venisse data alle stampe. Questo “incidente”, seconde testimonianze successive, avvenne per orcine del primo ‘ministro Orlando, il quale voleva evitare complicazioni all’ wore che era ormai diventato il vicecapo di Stato Maggiore. ai Diaz L anno terribile Con la Russia fuori gioco (e quia- dila fine della guerra su due fron- tie l'esercito francese in grave ctisi, i Tedeschi poterono inviare sul fronte italiano rinforzi a so- stegno degli Austriaci. Dei tre shocchi offensivi contro la pianura veneta — 'altopiano di Asiago, la testa di ponte di Gorizia € la stretta di Tolmino — il primo aveva gid visto il fallimento della Strafexpedition nel 1916 ed il se- condo era caduto in mano agli Italiani nello stesso anno: fu dun- que nel settore di Tolmino, sfrut- tando la conca di Plezz0, che venne accuratamente preparata Foffensiva austriaca, Sul ristretto fronte d’attacco fu- rono ammassate ben 15 divisioni (7 germaniche, delle migliori, ed 8 austriache) della 14° Armata. Alle 2 del mattino del 24 ottobre 1917 Partighieria austriaca inizid un fuoco d'intensit2 spaventosa e, alle 7, iniziarono gli attacchi delle fanterie, preceduti dal lan- cio del nuovo gas fosgene, che da solo annientd un’intera divisione italiana, mictendo 6,006 vittime. 119 novembre i resti dell"esercito italiano si trovavano gid oltre il Pave. Il giorno prima il Re ave- va bruscamente sollevato dall’in- carico il comandante supremo Cadorna, il quale aveva esplicita- mente accusato i soldati di “non reggere”, sostituendola con il generale Armando Diaz. Tl nuo- vo vicecapo di Stato Maggiore, Badoglio, a Caporetto non era riuscito neanche a “impensierire” Je colonne austro-germaniche, malgrado avesse 700 cannoni a disposizione. In due settimane ‘Manifesto italiano reallzzato dopo la sconfitta di Caporetto di Plezzo. In primo piano un elmett italiano ‘euna macza ferrata tedesca usata perfinire i nostri soldat asfissiati dai gas Italia aveva perduto la cifra co- lossale di 300.000 soldati e 3.000 pezzi di artiglieria, Altri 350,000 sbandati vennero raccolti per ri- costituire le unita disgregate du- rante la ritirata, Nonostante a sconfitta, perd, lesercito italiano era ancora vitale, grazie all’ azio- ne di comando di Cadorna, rive- Jatasi assai efficace nel momento critico della ritirata, : Piave Vittorio Veneto nel ricordo di Ferruccio Parri Oxnuno di noi ricorda le parole del bollettino della vittoria redtto da Diaz, che fece seguito alla battaglia di Vittorio Veneto: «|..] i resti di quello che fu uno dei pid potenti eserciti del mondo risalgono in disordine le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza. Qualche testimone, tutlavi ricorda quella battaglia in modo del tutto diverso e assai poco altisonante, ‘come il enatore a vita Parti ad esempio, a quei tempi capitano presso lo Stato Maggiore italiano, il quale racconta nelle sue memorie che Diaz, una mattina, seguito dai suoi generali, fra i quali e’era unche Badoglio, «si avvicind ‘una grande carta [.]¢, inforcati gli occhiali, si mise a cerearvi una localitt senza Tiuscire a trovarla. Un po’ spazientito, voltosi a un certo punto verso Badoalio gli chiese in napoletano: “neh Badd, add sta ‘sia caze’e Vittorio Veneto?”. Fu in questa maniera ~ continua Parti ~che venni a sapere quale sarebbe stato I obiettivo principale della nostra offensive. Sopra: le prime pattuglie italiane entrano a Vittorio Veneto (29 ottobre 1918) Jn basso «sinistral generale Armando Diaz suceeduto 4 Cadorna nel ai Capo di Stato Maggiore if Piave La “battaglia d’arrest Limprovvisato schieramento ita- infine, ancora di seguito, la 6°, at- testata trai fiumi Brentae Astico, mentre la I* ¢ la 7* abbracciavano il resto del fronte fino al Garda e oltre. In seconda linea, nella zona di Castelfranco Veneto, stazionava liano a difesa del Piave era gia stato prefigurato da Cadorna, ¢ Diaz non poteva che attuarlo, po- nendo a sud la 3° Armata, con il fianco desiro sul mare; pit a Nord I'S" Armata a presidio del colle del Montello; poi la 4* Armata, di- scosta dal Piave, a cavallo del fiu- me Musone e sul Monte Grappa; in riserva la 9* Armata, Il 9 no- vembre 35 divisioni italiane fron- teggiavano le 55 austro-germani- che. Gli Austriaci erano organiz. zati in due Gruppi d’Armate: il Gruppo Boroevic, costituito dalla 6" ¢ dall’ Armata dell'Isonzo e slocato tra il mare e i. margini orientali del massiccio del Grappa, ¢ il Gruppo Conrad, che copriva il fronte dal Grappa al Garda. Gli Austro-Germanici, non es- sendo riusciti ad agganciare tutto esercito italiano prima che que- sto riparasse oltre il Piave, spera- vano almeno di impedirali di at- testarsi saldamente sulle nuove posizioni, mediante un’offensiva lanciata in due fasi: La prima dal 10 al 26 novembre ¢ la seconda dal 4 al 26 dicembre. Liattacco pitt massiceio proveniva da Nord, per sfondare la 6" e la 4 Armata italiane, ¢ puntare poi ver- so Vicenza ¢ Verona. II Gruppo MR tation SS 18 Conrad scese dall’Altipiano dei Sette Comuni verso Asiago, tra PAstico ¢ il Brenta, mentre I'11* Armata di von Krauss lancid nove divisioni sul Grappa, scarsamente fortificato e difeso da quattro graci- Ii divisioni italiane, sostenute da pochi cannoni. Il fronte italiano re- sistette, nonostante la perdita di Asiago: alcune localita furono ad- dirittura riguadagnare dopo cin- que giorni, I! Gruppo Boroevic esercitava intanto una forte pressione sul Piave © ’11 no- vemnbre alcuni reparti austriaci della Ison7o Armee avevano creato una testa di ponte nel Tansa di Zenson, oltrepassando il Piave! Gli Austro-Germanici fuurono respinti nelle Grave di Papadopoli ed a. Grisolena, presso la foce del fiume. La te~ ponte austriaca fi poi an- nicntata il 17 dicembre, con i concorso delle batterie della Marina, montate su vecchi pon- toni 0 su cannoniere, che erano state dislocate presso il corso inferiore della foce del Piave. I sostegno di numerosi cannoni di medio € grosso cali- bro, e di aleune migliaia di “mari- nai in grigioverde™, contribuirono ‘notevolmente alla tenuta del setto- re della 3* Armata, motivo per cui gli Austriaci dovettero concedersi luna tregua su tutto il fronte. La so- sta, per quanto breve, consenti di rafforzare il fronte difensivo con alcune divisioni alleate e con le prime classi di leva del 1899. Gli Inglesi sul Montello e i Francesi nel delicato settore Tomba- Monfenera Diaz osserva gli seudi ideati per | reparti di assalto non avrebbero perd mai combat toe quella del Piave sarebbe rima- sla una prova difensiva esclusiva- mente italiana, La seconda fase delIoffensiva si scatend il 4 dicembre, ancora una volta dall’ Altopiano di Asiago. 44 battaglioni austriaci, contro 36 bat- taglioni italiani del XX Corpo <’Armata, riuscirono soltanto_a prendere il monte Valbella e il Col del Rosso e due giorni dopo un nuovo attaeco sul Grappa fall. Non andi meglio a Boroevie con la sua ‘Armata dell’Isonzo, che il 23 cemibre tentd di forzare il Piave con unico risultato di perdere la testa di ponte di Zenson. A Natale !’o fensiva fu sospesa, La Germania, pressata dagli Americani in Fran! Un eassone usato dai genieri italiani per gettare i ponti sul Piave richiamd i reparti tedeschi impe- gnati sul fronte italiano, provocan- do il termine della resto”. L'illusione austriaea di ar- rivare a Venezia cra tramontata, La “battaglia del solstizio’ Durante Pinverno, i superstitie gli sbandati italiani furono raccolti e ridistribuiti in nuovi reparti; 'in- dustria reintegrd la perdita dell’e- norme numero di cannoni, dovuta alla ritirata; entrarono in linea 2,000 aeropiani e migliaia di mi tragliatrici, fino ad allora presenti in scarso numero tra Je nostre trup. pe. La nazione italiana sembrava icquistato una nuova sm: gliante compattezza, mai mostrata negli anni precedenti Diaz, avendo intuito che il nem co non aveva ancora abbandonato 1a partita, ignord Vinvito riperuto da parte dell’ alleato Foch di attac- care sull’Altopiano. A febbraio, infatti, gli Stati Maggiori austria- coe tedesco, riuniti a Bolzano, avrebbero concordato un attacco contemporanco sul suolo france- sc ¢ italiano, previsto per i mesi di maggio-giugno. Nella prima vera seguente, Diaz, si limité ad attuare soltanto azioni limitate per correggere il fronte. Loffensiva austriaca, inizial- mente programmata per maggio, ‘ma poi procrastinata preceduta dall’atflusso di divisioni provenienti dal fronte orientale, L’esercito asburgico mise in linea 60 divisioni, riparti- te, come in precedenza, nei due Gruppi di Boroevie sul Piave e di Conrad a nord, Le boeche da fuo- o erano cirea 7,000 ¢ gli aeropla- ni 540, Nonostante il fatto che a questa ciclopica concentrazione di forze si contrapponesse uno schie~ ramento italiano formato da ben 53 divisioni nazionali e 6 alleate, 7.500 cannoni e 656 aeroplani, 100 dei quali anglo-francesi, al- Vattaccante rimaneva, tuttavia, il vantaggio della sorptesa riguardo al momento ¢ al luogo dell otfen- siva, il cosiddetto Schwerpunkt ‘punto chiave”) Tuoghi pitt arischio di un attacco austro-ungarico potevano essere lo Stelvio ed il Garda, Asiago ed il Grappa, per un tratto complessi- vo di 200 chilometri di fronte, Diaz ritenne, in parte giustamen- te, che la minaccia pit grave pen- desse sul settore che andava da Arsiero al Grappa, 8 dove gid si cra scatenata I’offensiva iniziale della “battaglia d’ arresto EARN Piave Cooperazione Dopo Caporetto affluirono in Kalia tte divisioni francesi e due inglesi, con 20 e 80 aerei rispettivamente. Pid consistente aiuto fornito sotto forma di armament: ben $90 previosissimi cannoai, molti dei quali “pesanti”, ovvero i grosso calibro, Tra le iruppe alleate presenti in lialia vi erano, infine, una divisions di formazione cecosiovacca ¢ un reggimento americano, che non andarone mai al combattimento, Tra i tanti militari straniesi operanti sul fronte Emest Hemingway, che da quell esperiensaavrebbe tr ispirazione per il suo romanzo Addio alle ari e nunicrosi altri seri diarstici, Laliy aveva, contribuite a sostenere lo sforzo sul fronts alleato inviando due divisioni di fanteria in Francia e mettendo la sua flotta a disposizione peril salvataggio dei superstiti dello sconfitto esercito serbo. Con questa operavione, iniziata nel dicembre del 1915, Te navi alleate, in stragrande maggioranza italiane, riuscirono a portare in salvo eirea 260,000 uuomini, 10,000 quadrupedi ed un centinaio di pez artigheria, A febbraio del 1916, contando la perdita di soli s piroscafi e duc eacciatorpediniere, Ia flotta italiana aveva tratto in salvo lesercito serbo. nell'entroterra brindisino edu Cort Hemingway ‘convalescent dopo la attaglin ‘del Piave Piave Le forze in campo Schieramento italiano ~dallo Stelvio al Garda, 1a 7* Armata delle Giudicarie, con 4 division; - dal Garda all’ Altopiano dei Sette Comuni, su 50 chilometti_ di fronte, la I? Armata del Trentino con 8 divisioni; ~dall’ Altopiano dei Sette Comuni al Brent, sino a sfiorare il Grappa, 1a 6" Armata degli Altipiani con 9 division, forte e ben trincerata per un fronte di 24 chilometri; - dal Grappa a Ponterobba, su 20 chilometri di fronte, la 4° Armata del Grappa con 7 divisioni; - da Ponterobba a Palazzon, per 24 chilometri lungo le rive del Piave e sul Montello, 1’8* Armata con soltanto 3 divisioni; ~ da Palazzon al mare, su 45 chi- lometri di fronte, la 3* Armata del Piave con 6 divisioni, ap- poggiata dalle potentissime ar- ‘8 tallant settor! armata e numero division aaueeneanae tiglierie della Marina, disposte lungo la foce del Piave. - lariserva generale era costituita dalla * Armata, con 10 divisio- ni a disposizione del Comando Supremo e 9 distaceate presso le altre Armate. Completavano la riserva 3 divisioni di cavalleria, 24 delle 37 divisioni in linea erano dungue spiegate sul fronte nord- occidentale, da dove si temeva Vattacco. I Piave invece era pres diato soltanto da nove divisioni su un fronte di circa 70 chilometti! Schieramento austro-ungarico = dallo Stelvio all’Astico, la 10° Armata con 10 divisioni in linea; ~ alla sua sinistea, sino al Piave, P11 Armata forte di 23 div sioni in linea e 4 nella riserva del Gruppo di Armate: - lungo il Piave fin ole il Montell la Armata con 6 divisioni in neae una nella riserva; -dal Montello al mare, la. 5* Ar mata con 15 divisioné in linea e una nella riserva. WE Austriaci sotto’ d’armata © numero division OEMS alte ed le ed Gli Arditi ed Hemingway Speciali repurti di assaltatori yennero organizsati dall Esercito italiano a pantie dal gennaio 1917. Si chiamarono prima Arditi, poi Fiamme nei ‘nfine Reparti d’assalto, ced erano costituiti da volontari, tra ufficiali € truppa, provenienti soprattutto dai corpi dei Bersaglier, deali Alpini della Cavalleria. Pariicolarmente aldestrati ad affrontare il comb corpo a corpo, agli cera risparmiata la vita di trincea venivano inviati in prima linea Solo peril tempo necessarioy allo svolgimento delle sanguinose azioni cui erano destinati dall’“impossibile” assalto frontale, ai colpi di mano, alla cattura di prigionieri da‘usare come fonte di notizie. Oltre al pugnale, loro fedele compagno, ali Arditi adoperavano preferibilmente armi come iTanciafiamme, il lanciagranste ele bombe a mano. ‘Alla fine del 1918 di questi eparti se ne contavano 39, organizrati sutre compagnie, Nel frattempo, tultavia, siera comunque diffusa Fabitudine di costiruire un plotone assalto in ciascun reggimento di fanteria o batiaglione di Alpini Degli Arditie delle loro qualiti di carattere resta, ir le altre, tuna ricostruzione letteraria, circostanaiata e informata, stesa in 4,000 parole dullo serittore americano Emest Hemingway miracolosamente riapparsa nel 1976, Trai numerosi fattidarme ricordati da Hemingway spicca l'epico attaceo dell’ Asolone, cosi come tant alti, raccontati dalla voce dei direti protagonist delle battaglie svoltesi trail 20 il 27 ottobre 1918. In quel momento Hemingway siera unito agli Aditi del IX Repario d'assalto, condot, a Bassano del Grappa, dal maggiore Giovanni Messe che nel 1941 avrebbe comandato iI CSIR (Compo di Spedizione ltaliano in Russia) e nel 1943, Fesereito italiano in T Le speranze ei piani austriaci Liobiettivo dichiarato dello Stato Maggiore austriaco. consisteva nella distruzione dell’esercito ita liano: erano gid state coniate le medaglie commemorative per la presa di Venezia e Milano, e gli uf- ficiali erano stati forniti delle carte militari del Mincio e della pianura lombarda. La propaganda fra le truppe austro-ungariche era ma: siecia (venne distribuita agli uomi nj persino una moneta d'occupa- zione emessa dalla “Cassa veneta dei prestiti”), come pure martellan- te fu quella volta ad alimentare il disfattismo fra gli Italiani D’altro lato, pero, l'eservito asbur- gico era consapevole di giocare il tutto per tutto, L'Impero, nello sforzo bellico, aveva esaurito scor- te e capacitt industrial: per citare soltanto alcuni esempi della dis strosa situazione del momento, le baioneite distribuite nel 1918, le Ersatzhaionette (“baionette di ri- cambio"), erano barre d’acciaio senza manico, sommariamente for- giate e affilate. Le truppe avevano Ticevuto ordine dinon sventrare i sacchi di farina o le botti italiane dopo essersi rifornite del necess tio, ma di caricarle sulle migliais carri nelle retrovie del fronte, le “colonne di bottino”, destinate ad alimentare la patria, i piano dell'offensiva, un com- promesso tra le diverse intenzio- ni di Conrad, di Boroevic e del capo di Stato Maggiore Arz, pre- vedeva tre operazioni: ’“Opera- zione Radetzky”, ovvero Mattac- co dal’ Altopiano di Asiago verso Padova e Vicenza; un’offensiva secondaria chiamata “Lawine” (Valanga’), sul Passo del Tonale per minacciare la Lombardia; in- fine il “Piano Albrecht”. che si prometieva di forzare il direzione di Treviso. 1121 aprile si stabili che “Lawine” avrebbe pre- ceduto di qualche giomo gli altri due attacchi per distrarre le riserve nemiche, “Radetzky” e “Albrecht avrebbero dovuto formare le gana- sce di una doppia tenaglia da chiu- dere prima a Castelfranco, poi va consistev austriache, pur complessivamente pari a queile italiane, erano divise in te operazioni diverse, in nessu- nna delle quali, quindi, potevano be- neficiare della superiorita di uomini e di cannoni che sarebbe stata necessaria, Ardito della Guardia di Finanza, in tenuta da guerra Uno “spirito” maligno Con I arrivo del bel tempo, malgra- do la picna del fiume, il Comando Supremo italiano si attendeva Vat- taoconemico da un momentoall'al- tro, e spostava reggimenti e batterie per vanificare il prevedibile fuoeo preparatorio dell’artiglieria avversa- Tia: Fattesa era veramente snervante, 1113 giugno, di notte, seattd final- mente T’operazione “Lawine” eV ar- tiglieria austriaca apn il fuoco sulla Sella del Tonale, immediatamente sewuita dal vivacissimo tiro di con- trobatteria dei cannoni italiani: of fensiva anstriaca era cominciata con un‘amara sorpresa. Nella mattinata del 14, tuttavia le fanterie d’assalto avevano preso la prima linea delle trineee italiane, ma gid alle due del pomeriggio l'avanzata era stata fer- mata, e, alla sera, 1°11" Armata au- striaca fu costretta a porsi sulla di- fensiva. Gia dalle prime ore della battaglia, secondo il commento di una relazione militare austriaca, aleggiava tra le ruppe asburgiche un “maligno spirito” e gli episodi di diserzione, sotto !impressione dun disastro. imminente, raggiunsero proporzioni preoccupanti. Sul Piave, alle 3 del mattino del 15 giugno, le atiglierie austriache inon- darono dilacrimogeni e fumogeni le linee italiane (il gas iprte richiesto alla Germania era giunto in minima quantita), mentre I genieri provye- devano immediatamente a gettare pont attraverso il fiume. Durante la ‘wiomata le difese dell’8* Armata ita- liana furono superate, il Montello conquistato e, pili a sud, vennero create due teste di ponte in direzione della strada Ponte di Piave-Trevisoe della linea ferrata San Don’-Mestre, mentre i contrattacchi italiani del Cavalieri del cielo In aia fa guerra aorea si svilupp® con una cera intensta solamente a partire dal 1916, gundo gi sup alr fron operavano gli “asi di ehira uma, EErano definiti “ass” (Koen per Tedeschi) i pileti che avessero abbattulo almeno 40 5 getei avers Le modalita di aagiudicazione di una vitoria aerea variavano di molto da Paese pill igorosi eran i Frances, gli Americani e gh Italian. Francesco Baracca, ta gl aviator italian della Prima guerra mondiale, & sicuramente bre, Tasso degl assi. Consegui tentaquattro vittrie sree omologate, mostrandosiaudace, pericola‘o, ma anche cavalleresco¢ peneroso, “asso” nel novembre del 1915, quando costinse un Albcars, a lui danmegsiato, ad atterrare entro le Tinee italiane. Quel giom fece sulla fusoliers del proprio Nienport Bebé il celebre emblera del cavallino ngere rampante, passato poi alla Ferrari di Modena, per gentile eoncessione della madre. Francesco Baracca mor in combattimento nel 1918, sul Montello, Lillia contd 42 assi, oltre ai 200 pilot con meno di 5 vittorie; Austria annoverd 45 Kanonen sul feonte italiano, trai quali primeggid Godwin Brumovsky con 35 vitor, la Geamania due Kavionen, con 5 viltorie ciaseuno la Francia uno con 6 vitorie. L's he partecipd alle operazioni per soli 10 mesi con quattro squadrons =") di caccia, rivendied ben 550 vitlorie 43 pilot nglest poterono regiasi del tolo di “asso”. I miglioe deph Inglesi Sorta: un acreo deta squadsigha dt fil maggiore William Barker, con 43 vitorieconsepuite in lala ¢ SO complessive._Baracca con i cavallino rampante che I pilot tedesco Manfred von Richtofen deto "Barone oso" 0“Divolo nso” ‘#0 allan aveva adottato come dal colore dell‘aeroplano che plotava, eno nella leggenda degli “assi” compiendo imprese epiche nei ciel frances. Prima di morie in combattimento, nel 1918, si era aggtudicato un'ottatin. di vtorie scree. Inne Eldic Rickenbacker, dapprima autist personale del generale Pershing, comandante delle Forze starunitensi in Europa, poi plota da caccia, in pochi mesi abbatté 21 acre Una volta gi era capitato di scontrasi anche: con il mitico “Barone rosso” ed era riuscito a sfuggirli solamente grazie ad una straordinaria e spericolata manovra in picchiata; sopravvissuto a guerra, Rickenbacker mse allt presidenza la Eastern Ari EE See 17e 18 fallivano I'uno dopo altro, anche a causa della scarsita di trup- pe negli organici dell’8* e della 3* Armata, {1 "maligno spirito” si ab- batté, perd, sugli attaccanti nella giomata de! 18: il Piave, quasi a vo- ler scongiurare il teribile pericolo che correvano gli Italiani, aumentd la piena, travolgendo le passerelle di barche ¢ lasciando, cosi senza mentazione le teste di ponte austria- che. Tl Comando italiano, che avevs 1119 giugno tre nuove divisioni, la 57", la 60° € la 47", si unirono alla 50¥ che aveva difeso la martoriata collina e assalirono il paese di Nervesa (ogi Nervesa della Bat- taglia) ai piedi del Montello Fuuna mischia tremenda, dove da una parte e dall’altra si immolaro- no compagnie, battaglioni e reggi- ‘menti interi. Sul cielo di Nervesa, quel giomo, cadde an- che Francesco Baracca, Piave durd ancora qualche giorno a Nord, sul Grappa, sull’ Altopiano di Asiago e sul Tonale, ma non si trat- tava pit di azioni offensive austria che, bensi di enengici contrattacchi aliani che impegnavano le pur consistenti riserve nemiche. Poi, a partite dal 5 luglio, sul fronte tomo una relativa calma. La seconda battaglia del Piave si era conclusa, salvato pressoch¢ tute le proprie ar- tiglicrie grazie ai cominui sposta- ‘menti, poté ora concentrarle sulle zione da caccia, fasce occupate dal nemico lungo la Comando Supremo au- riva destradel fiumee, infine, mos- _ striaco ordind ai difen- se le riserve: la 52* divisione alpina sori delle teste di ponte a Bassano del Grappa, la 33°,’ [I*e Ja 7 a rinforzo della 3° Armata; la 47 la 37" la 22" a Treviso. Pen- nella, il comandante dell’8" Armata_ accusato da Diaz di non aver difeso strenuamente i] Montello, venne so- stituitocon il generale Caviglia, Tasso italiano dell'avia- 1120 giugno, alle 19, i! sul Piave di ritirarsi sul- | lariva sinistra e trince- adilesa, Nei due giomi successivi il me- dio € basso Piave era nuovamente italiano, IL tumnutto della battaglia Memento audere semper (MAS) All'inizio della guerra I'Kalia auspicava una battaglia navale in grande stile, per assicurarsi la piena liberti §n Adriatico e cancellare Ponta di Lissa (la scontitta navale subita dal nostro Paese nel 1866, durante la Terza guerra indipendenza). L' Austria godeva del grande vaniaggio tattico di possedere navi e porti vicini alle coste italiane mentre la flotta nemica era ormengiata a Taranto, 4 ota asburgca limit gundt proprio impegno ai bombardamenti costieri, che mai la Hlotia avrebbe potuto prevenire, ai sabotage delle navi taliane ancorate ed alla guerra sottomarina, ottenendo numerost suceessi iniziali, dall’affondamento degli inerociatori Amaifie Garibaldi al sabotaggio e distruzione ella corazzata Benedetto Brin. L'talia reagh allo realizzando lo sbarramento antisommergibile nec di Otranto, che ben presto avrebbe completamente impedito i movimenti edeschi otenti cannoni merzi navali ale tinave e, infine, con l'azione insidiosa legyeri e veloci: i Mas. Cosi, mentre la guerra navale si riduceva anch’essa a guerra “di posizione”, con le flote da battagtia dei contendenti ancorate nei port, i Mas (motoscafi antisommergibile) sostituivano alle torpedini i silu ‘ma sempre pid audacemente violavano i porti au per raccogliervi successi fino ad allora impensabil idea di utilizzare i Mas per incursioni nei porti nemici ‘era venuta inizialmente a due giovani tenenti di vascello, Alfredo Berardinelli c Gennaro Pagano, i quali sperimentarono con suecesso questo metodo in sei missioni successive, al termine delle quali | si cra conseguito l'alfondamento di cingue mercantili ormeggiati nei porti austriaci, Da allora i Mas e i primi incursori inanellarono una serie continua di suecessi dall'affondamento delle corazzate Wien e Santo Stefano, opera di Luigi Rizzo, a quello della corazzata Viribus Unutis. I motto di questi progenitori dei “maiali™ ce dei “barchini” defla Seconda guerra mondiale, Memento Audere Semper, era stato coniato Gabriele D' Annunzio, che, tra laltro, prese parte all‘azione navale, euidata da Costanzo Ciano, eon cui, nella notte trail 10 eI’ febbraio 1918 tre Mas riuscirono 4a penetrare nel porto di Buccari, in Dalmavia. Lo stesso D'Annunzio, che era imbareato'su uno dei Mas, battez70 Pimpresa con il nome con cui poi pass® alla storia “beffa di Buccari” Piave ae dell agenviaiberica “Fabra” segnal aleuni di malaria epideriea, Nessuno Ja prese sul serio poiché toss eFebbre alta non potevano, in quel momento interessare pi di fanto, Tra aprile ceil maggio di quell anno, pero, “la spapnola” era gi cifusa in wt Europace nelle sue wincee, @,a settembre, in ttt i continent. Sicaleolache ne morizon0 22 milion i persone’ in Malia 375 mila in sol tre ‘mes, Trae tante vittime mietute a quest epidenia sicordiamo {poeta Guillaume Apolliaire, il principe Erik i Sveria, la ghia «i Buifalo Bll il commediografo Edmond Rostand, C onseguenze storiche sallutata con non solo in Italia mi g the non aveva- no nascosto le loro preoccupazioni sulla eapacitd di tenuta del Paese, Quando. poi, allerrata sensazione miracolo” si sosttui Ja certezza duitineversibte safacio™ dello sconfitto esercito austriaco, tutti, in Italia e fuori, si adoperarono a per- -seguitare Diaz con continue richie- ste di riptendere I’offensiva, com- presa sua moglie! Diaz, pero, non cedette alle “pressioni e 'offensi va finale in direzione di Vittorio ‘Veneto sarebbe stata lanciata sola- mente il 24 ottobre, quando ormai la vittoria gi si annunciava sul fronte francese. La richiesta di ar- mistizio austriaca risultd quindi non determinante e, soprattutto, fu avanzata quando Vesercito italiano era ancora a poche centinaia di me- ti oltre il Piave: troppo lontano da ‘Vienna, troppo lontano dai. confini di anteguerra. Al tavolo della pace gli Alleati avrebbero “concesso” all’ Italia solo aleune gioie tra le molte amarezze. eae Bitancio finale degli scontri Gli Austriaci persero, tra mor feriti, dispersi e prigionieri, 118.000 uomini, mentre gli Ita: liani circa 85.000. In Austria, ormai, pitt nessuno poteva illu- dersi sull’esito della guerra, e lo stesso alleato germanico ritird alcune divisioni tedesche per destinarle al settore francese, visto che lo Stato Maggiore au- striaco non poteva pid tentare alcuna offensiva per proprio conto. In ottobre, quando scattd Voffensiva di Vittorio Veneto, Vesercito austriaco contava in Italia soltanto 228,000 soldati al fronte e 147.000 nelle retrovie, sebbene nei mesi precedenti non ci fossero stati grossi scon- tri, poiché in tre mesi 180.000 uomini si erano sbandati, ave- vano disertato 0 si erano arresi senza combattere. Sopra: Manifesto riproducente il Bolledino della Vitoria diramato 4a Diaz il 4 novembre 1918 Se avesse vinto P Austria? Un'eventuale sconfitta italiana sul Piave avrebbe imposto un arretra- mento prima sull’ Adige, poi sul Mincio ed il Po. In realta, lu scon- fitta avrebbe probabilmente causa- to lo sbandamento totale dell’ es cito italiano che, pur se riorganiz- ~zalo, non aveva ancora raggiunto Ja compattezza necessaria per af- frontare un’altra ritirata generale, Alcuni dati chiariscono la situa- zdione: nel maggio 1918 vi fu il pid alto numero di diserzioni di tutta la guerra e, le fucilazioni al fronte aumentarono con regolarita dal di- cembre 1917 al giugno 1918, mal- grado la fama di umanita della gestione Diaz. Una sconfitta sul ve, insomma, avrebbe com- portato uscita dell’ Italia dalla ‘guerra e, di conseguenza, il trasfe~ Fimento di circa 30 divisioni 10,000 cannoni austriaci ed ex-ita- Jiani sul fronte francese: la guerra sarebbe durata ancora almeno un anno, 0, comunque, fino a quando ¢i Stati Uniti non avessero deciso di trasferire in Europa le loro im- mense riserve militari,