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: I dialetti: differenza tra lingua e dialetto e sistema dialettale italiano

I dialetti:
I dialetti italiani sono il risultato di un processo di trasformazione e differenziazione del latino parlato
(Il latino, come tutte le lingue, non è omogeneo è una lingua che cambia nel tempo e nello spazio.)
Nel De vulgari eloquentia Dante passa in rassegna le quattordici varietà idiomatiche da lui
individuate:
 siciliano, pugliese (in realtà il campano dei regni angioini), romanesco, spoletino (cioè
umbro), toscano, genovese, sardo, calabro (l’attuale pugliese), marchigiano, romagnolo,
lombardo, trevigiano-veneziano, aquileiese (ovvero il ladino friulano), istriano.
 tali dialetti sono stati poi soppiantati, anche se non completamente, dalla cosiddetta koinè,
lingua comune basata sullo ionico-attico, in epoca ellenistica
Le documentazioni mostrano che dal secondo Cinquecento i letterati italiani nei loro scritti si
riferiscono a dialetto con un’accezione subordinata a lingua,intendono una varietà meno prestigiosa
rispetto a una più prestigiosa.
l’italiano, fissato sulla base del toscano, dai grammatici del XVI secolo è una lingua che si legge, si
scrive, si studia a scuola, ma è parlata da un numero limitato di persone almeno fino alla seconda meta
del XIX secolo
La differenza tra lingua e dialetto:
1) ’espansione di una lingua parlata su un’area geografica più ampia;

2) il fatto che tale lingua, divenuta lo strumento della classe dominante, possa essere scritta dai
letterati, dagli organi del potere centrale e dell’amministrazione;

3) la circostanza (molto importante) che essa miri a diventare più regolare, dandosi una “norma”
stabilita dai grammatici e insegnata nella scuola
L’italo-romanzo può essere suddiviso in cinque gruppi o sistemi fondamentali:

1. dialetti settentrionali;
2. friulano;
3. toscano;
4. dialetti centromeridionali;
5. sardo.
tre principali aree dialettali:

l’area settentrionale, a nord di una linea ideale che collega La Spezia a Rimini;
l’area toscana e mediana;
l’area meridionale, a sud di una linea Roma-Ancona.

La diffusione della lingua nazionale è favorita da circostanze diverse:


 l’unificazione nazionale con il suo apparato burocratico,
 la scuola,
 i mezzi di comunicazione,
 l’urbanizzazione.
Parlare di dialetti italiani equivale ad adoperare un’espressione non priva di ambiguità.

Forse sarebbe più opportuno riferirsi a dialetti dell’Italia piuttosto che italiani: si eviterebbe in tal
modo di incorrere in uno degli stereotipi che riguardano il termine dialetto, spesso creduto una
≪corruzione≫ dell’italiano.
I dialetti italiani hanno, dunque, una loro grammatica e un loro vocabolario; sono, spesso, assai
differenziati tra loro, tanto da non essere reciprocamente intelligibili. Anche l’italiano è in origine un
dialetto

Per delimitare un’area linguistica, specie di tipo dialettale, gli studiosi si servono del concetto di
isoglossa →L’isoglossa è l’insieme dei punti di un’area che presentano lo stesso fenomeno linguistico.
L’area linguistica racchiude in genere diversi fasci di isoglosse, che non sono mai compatti.

I dialetti d’Italia: il Settentrione


I due gruppi principali sono quelli:gallo italici: piemontesi, lombardi, liguri, emiliano-romagnoli
veneti: veneziano, veronese, padovano-vicentino, trevigiano-bellunese, triestino e veneto-giuliano
Ai dialetti meridionali estremi appartengono le parlate del Salento, della Calabria meridionale e della
Sicilia. Questi dialetti si distinguono:
per il sistema vocalico di tipo siciliano (a cinque vocali)
per la conservazione delle vocali finali;
per la pronuncia cacuminale di -dd- (la tipica pronuncia di parole come bèddu ‘bello’, nella quale si
osserva anche il passaggio di -II- a -dd-)-,
per la pronuncia fricativa alveolare di -r-, -str- e -tr- (la tipica pronuncia di parole come Trapani, simile
a quella dell’inglese try).
i dialetti toscani sono distribuiti su quattro aree:

l’area fiorentina;
l’area toscano-occidentale (Pisa, Lucca, Pistoia);
l’area senese;
l’area aretino-chianaiola (Arezzo, Cortona).

Un caso particolare: il sardo


Il sardo si divide in quattro varieta:
1) il logudorese, parlato nel Logudoro (al centro dell’isola);
2) il campidanese, parlato nel Campidano (parte meridionale);
3) il gallurese, parlato nella Gallura (parte nord-orientale);
4) il sassarese, parlato nella citta di Sassari e nella regione limitrofa
I dialetti mediani sono caratterizzati soprattutto da tre fenomeni rilevanti:

1 . la metafonesi (quisto e signuri) e in parte la metafonesi sabina (vècchio e bónt);

2. la conservazione della distinzione latina tra -O e -U finali, per cui, accanto a forme come òmo
‘uomo’ da HOMO, si hanno forme come munnu ‘mondo’ da MUNDUM;

3. il neoneutro in -o, che è alla base di opposizioni del tipo lo fèrro (neutro che indica il metallo in
astratto) e lu férru (maschile che indica un oggetto specifico).