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III SECOLO

Prima metà impero in pace e relativo splendore, si estendeva su tutti i paesi affacciati sul
mediterraneo (Europa occidentale fino GB esclusa la Scozia, Europa orientale fini
Mesopotamia/Iran). Più di 50milioni abitanti, governati da aristocrazia ristretta e
culturalmente omogenea. Guerre ormai solo difensive, stava perdendo la sua originaria
identità di routine militare. Ceti produttivi marginalizzati e l’economia dell’impero inizia a
ristagnare, vengono a meno i proventi delle conquiste -> no crescita economica -> spese
gravano sul prelievo fiscale nelle province.
Seconda metà le strutture militari che servivano per contenere la pressione alle frontiere
cedettero e i romani furono ripetutamente sconfitti dalle popolazioni stanziate ai confini
settentrionali e orientali
271 mura Aureliane
Senso di insicurezza che comportò durante III e IV secolo (da severi, diocleziano, costantino)
riforme fondamentali che non solo riuscirono a ristabilire la pace alle frontiere ma ebbero
grandi effetti anche sulla sfera economica, politica e sociale
IV – V SECOLO
Riforme:
-Nuova organizzazione militare -> più soldati -> spese duplicate affrontate attraverso
un’ulteriore intensificazione della pressione fiscale che a sua volta comportò un’espansione
della burocrazia
-Si allestì quindi una nuova “macchina statale” basata su un accentramento politico,
incremento e appesantimento burocratico. Diocleziano introducendo il decentramento
politico di fatto distingue la provincia dell’occidente da quelle dell’oriente. Questo porta
un’emancipazione delle realtà locali a scapito dell’uniformità. Tra il 324 e il 330 Costantino
sposta la capitale dell’impero a Bisanzio, ribattezzandola Costantinopoli.
-Ampliamento militare portò ad un ampliamento della classe aristocratico-senatoria ->
promozione dei ceti medi -> ricambio del vertice sociale -> società del 4sec società di uomini
nuovi, figli di liberti (come Diocleziano) o di pastori
-Rinascimento culturale, finanziato dal denaro accumulato come esattori delle imposte,
diventate sempre più gravose -> verso il 350 l’imposta fondiaria corrispondeva a un terzo del
reddito di un contadino -> aumento della distanza tra ricchi e poveri. Va sparendo la
distinzione tra ordine senatorio ed
equestre. L’accentramento delle ricchezze porto la decadenza di centri urbani minori e
crescita dei maggiori.
Prima invasione barbarica:
Già a partire del III secolo molti furono i soldati germanici assoldati nell'esercito romano, che
talvolta ricoprivano anche delle importanti cariche militari. Questo delicato rapporto entrò in
crisi intorno alla seconda meta del IV secolo, quando diverse popolazioni barbariche
oltrepassarono il limes non per compiere razzie, come era di fatto già accaduto in
precedenza, ma per creare insediamenti. Questo accadeva per la consapevolezza che la
difesa del confine fosse in realtà dai romani affidati quasi esclusivamente a soldati barbari. E
inoltre queste migrazioni furono anche dovute al fatto che dall'Oriente in territorio
germanico vi furono le invasioni unne.
Franchi (VSEC) stanziati in territori lungo le sponde del Meno e del corso settentrionale del
Reno. Si dividevano in Franchi saliii (quelli lungo il basso Reno) e i ripuarii -> comunque erano
un unico clan
Furono foederati dai romani intorno al 430, trovando reale coesione solo verso la fine del V-
inizio VI secolo sotto Clodoevo, discendente di Meroevo, da cui Merovingi, per indicare il
nome della famiglia. Comprese anche l’importanza dei rapporti con la chiesa, scegliendo di
farsi battezzare, questo per presentarsi come popolo di Dio, fedele difensore della Chiesa.
Verso il 510 fa redigere la Lex Salica che conteneva le norme consuetudinarie franche. Dopo
la sua morte, il regno fu spartito tra i suoi eredi, concezione lontana da quella romana di
stato. Infatti il regno dei franchi fu spesso instabile, fu solo sotto la guida di talune figure che
trovo una certa unita.
Anglosassoni stanziati oltre la Manica, nella britannia orientale. Periodo di rinnovato
paganesimo, solo con monaco Agostino si ritrovo la cristianità che culmino con la fondazione
della sede vescovile di Canterbury.
Ostrogoti giunsero in Italia per volontà bizantina, cercarono di dar vita ad un regno sotto
Teodorico. Da un lato era perfetto re barbarico, affermando la sua posizione con la forza e la
vittoria militare, dall’altro però voleva mantenere la posizione bizantina di patricius e
comandante di truppe poste sotto la giurisdizione imperiale. Tutto di questo regno rifletteva
l’ambiguità della cultura romana e ostrogota unite. Dopo la morte di Teodorico, Giustiniano
invio le sue truppe in Italia e sconfisse del tutto gli Ostrogoti -> guerra greco-gotica 368-73
Vandali occuparono l’Africa Settentrionale, avviando vere e proprie persecuzioni ai danni dei
cristiani non ariani
Visigoti (IVSEC)
Dopo aver ottenuto il consenso da parte dell'imperatore d'Oriente Valente a valicare il limes,
i Visigoti iniziarono a devastare l'area dei Balcani meridionali, tanto che lo stesso imperatore
Valente fu costretto ad affrontarli ad Adrianopoli nel 378. Qui accadde un fatto nuovo,
l'imperatore fu sconfitto e ucciso -> urgente piano di contenimento.
Gli altri imperatori romani compresero l'impossibilita di bloccarli militarmente, dando vita ad
un'organizzazione più pragmatica, quella della hospitalitas e della foederatio. La prima
consisteva nella concessione di un terzo di una data regione alle popolazioni barbariche che
dal canto loro prestavano fedeltà all'imperatore e fornivano appoggio militare pur
rimanendo di fatto indipendenti -> funzionò per poco -> saccheggi – sacco di Roma nel 410.
Dopo la morte dell'imperatore, lasciarono l'Italia per
trasferirsi in Gallia meridionale, dove scacciarono altre popolazioni: Franchi e Vandali.
Nel 410 la frontiera posta lungo il Reno fu oltrepassata da diverse popolazioni: Vandali, Alani,
Svevi e Burgundi. Popolazioni che furono costrette ad affrontare Franchi e Alamanni e si
stanziarono oltre i Pirenei nella penisola iberica.
Parallelamente anche la penisola britannica fu soggetta a insediamenti da parte degli Angli e
dei Sassoni.
Gli Unni nel tempo divenuti ancora più forti, giunsero con il tempo alle porte dell'Italia
guidati da Attila fermandosi poco prima di Roma. Del ritiro delle truppe di Attila, fu dato
merito a papa Leone I che li avrebbe convinti coraggiosamente con la forza della fede. Ma
con più probabilità riuscì a convincerlo cedendo ad Attila dei beni. Dunque con l'ultimo
imperatore romano Romolo, soprannominato Augustolo nel 476 fu deposto e sostituito da
Odoacre, i territori occidentali romani erano in realtà già in gran parte barbarici. Odoacre era
sostenuto da un esercito già multietnico e come molti altri sovrani germanici assunse il titolo
di 'rex'. Gli imperatori dell'impero d'Oriente non vollero rinunciare e credettero di poter
riconquistare l'Italia attraverso il metodo della foederatio, ossia favorendo lo stanziamento di
una
popolazione alleata. Fu proprio l'imperatore Zenone dunque a favorire l'entrata in Italia degli
Ostrogoti di Teodorico.

Nella parte occidentale del regno, verso la fine del V secolo si erano ormai stanziati dei regni
stabili, che gli storici tendono a chiamare regni romano-barbarici, volendo evidenziare il
carattere di fusione dei due tratti etnici, da un punto di vista politico-istituzionale romana e
dell'organizzazione sociale dei popoli barbarici.
In ogni luogo conquistato i barbari erano sempre in numero minore rispetto alla popolazione
locale, ponendosi il problema della convivenza. Problema solitamente arginato attraverso il
mantenimento dei sistemi amministrativi e giuridici precedenti affiancati da quelli barbarici.
Altro punto di comunione si trova nel fatto che le leggi barbare a partire da un certo
momento di trovano scritte in latino.
L’amministrazione rimase sempre in mano ai romani, mentre per la difesa militare si
occupavano i barbari. Ma comunque tutti dovevano riconoscere il potere regio nella sua
forma sacrale di diritto divino che si esplicava nelle forme del giudizio, costrizione e
punizione. Il re era soprattutto guida militare, cambiando dunque anche il concetto di
cittadinanza dal significato romano del godere appieno di diritti politico-civili a quello di
fedeltà alle armi e al re. Solo i guerrieri erano uomini liberi e solo loro in assemblee potevano
eleggere il re.

Cristianesimo:
Il cristianesimo fu inizialmente una delle religioni salvifiche diffuse tra la classe aristocratica
dell’impero romano. Il ruolo gerarchico e il successo riscosso anche tra i ceti urbani
(promettevano salvezza a qualsiasi individuo a prescindere dalla classe) fece si che mantenne
il ruolo di conservazione delle strutture amministrative anche dopo il crollo dell’impero.
Due modi di cristianizzazione:
-la prima via istituzionale incentrata su chiese urbane dominate dall’aristocrazia, intorno alle
quali si riunivano i cittadini, promotrice di un’evangelizzazione nelle campagne.
-La seconda via personale, dunque di comunità in monasteri. I monaci furono i protagonisti di
altre evangelizzazioni delle popolazioni lontane dai centri urbani e dei barbari, creando
alternativi metodi organizzativi in rapporto a quelli cittadini. Il processo di evangelizzazione
va visto anche concomitante ad uno di acculturazione, inteso come di integrazione fra le
nuove etnie. Tutto questo in Europa che diviene così una culla delle civiltà
Nel 313 Costantino concesse la libertà di culto ai cristiani, nel 380 Teodosio invece impose il
cristianesimo come religione di stato con l’editto di Tessalonica.
Per come era strutturata e per il suo credo, la chiesa divenne un funzionale strumento in
mano ai governanti i quali potevano assicurarsi l’obbedienza della popolazione. La diocesi era
il territorio su cui si estendeva la validità dell’influenza di ciascun vescovo. Queste diocesi
corrispondevano a grandi linee al territorio amministrato urbano -> gerarchizzazione delle
varie sedi. Differenza tra nord (meno centri urbani) e sud
[L’opera di evangelizzazione e stata definita da Tabacco come un processo di scambio
reciproco antropologicamente parlando. Laddove non si parla solo di un indottrinamento
ecclesiastico delle popolazioni rurali, ma anche di un’interiorizzazione di tale fenomeno e di
manifestazioni locali differenti, si pensi ad esempio al culto dei santi e delle reliquie.]

IV SECOLO – MONACHESIMO
Inizialmente legata all'Oriente, si sviluppo anche in Occidente, attraverso dottrine che pero
tendevano a condannare l'eccessivo individualismo, temperando il monachesimo con regole
di vita comunitaria.
Nei secoli V-VI il fenomeno raggiunse la costruzione del monastero del 529 di Montecassino
operato da Benedetto da Norcia che ne detto le modalità attraverso la Regula di San
Benedetto appunto, redatta intorno al 540 prevedendo la comunità nella vita monacale
incentrata su lunghe ore di preghiera e lavoro.
Conversione dei barbari
Il piano era, laddove possibile, di partire dal potere regio, poiché era il re che determinava
-attraverso la sua sacralità - il culto del suo popolo. Come ogni scambio, qui le popolazioni
germaniche inserirono i loro valori all'interno della cultura ecclesiastica; la forza e la violenza
nel cristianesimo. Verso la seconda meta del IV secolo molte popolazioni germaniche si
convertirono al cristianesimo secondo la forma ariana. questa forma prende il nome dal
sacerdote di Alessandria Ario, sostenendo che Gesù Cristo non aveva lo stesso grado di
divinità di Dio padre, e che gli era sottoposto. Dottrina condannata al concilio di Nicea (325).
L’arianesimo acquisì un carattere d’identità etnica.
Questioni dottrinali
La molteplicità delle sedi episcopali comportò diverse interpretazioni dottrinali. La Trinità fu
senza dubbio il dogma più discusso poiché andava contro il concetto principale della filosofia
classica che prevedeva l'essere come UNA sola entità. Dunque il concilio di Nicea del 325 si
pose come obiettivo di discutere di tutte queste problematiche. Questo fu il vero primo
concilio teologico come lo si pensa oggi, sancendo anche che alle forme imperiali spettava il
compito di difendere la religione nella sua vera forma, quella sancita appunto dal concilio.
Discostarsene diventa da questo momento in poi un reato gravissimo, al pari della
disobbedienza civica.
Citta antiche come Antiochia e Alessandria elaborano teorie sulla natura del figlio di Dio.
Antiochia – nestorianesimo: si verteva soprattutto sull'umanità di Cristo
Alessandria – monofisismo (dal greco mone physis: unica natura): si esaltava l'elemento
divino.
Il successivo concilio, quello di Calcedonia del 482 sancì un punto d'incontro tra queste due
visioni: sancendo l'unione inscindibile delle due diverse nature di Cristo. Questa unione non
durò a lungo, nel 482 sempre l'imperatore Zenone emano un editto che annullava il
precedente editto alessandrino del monofisismo per aumentare i propri poteri imperiali.
Anche Giustiniano avvertiva questo come un pericolo e dunque nel 544 con l'editto dei Tre
Capitoli (perché diviso in tre disposizioni) condannava le posizioni dei seguaci di Nestorio.
Questo editto in realtà ottenne solo una profonda spaccatura all'interno della chiesa
cristiana. I vescovi di Roma si rifiutarono di accettare l'editto, anche per segnalare il loro
disaccordo con le mire di Giustiniano verso l'occidente.
Questo porto allo scisma, cosi chiamato, 'dei tre capitoli' durato sino alla fine del VII secolo.

VI SECOLO - LONGOBARDI 568


Popolo germanico, arrivano dall’Ungheria, sul Danubio, considerato uno dei motivi della fine
dell’impero romani, dunque dell’inizio di una nuova epoca. L’impero romano aveva una
struttura organizzativa che permetteva di integrare le migrazioni anche per far fronte alla
necessità costante di manodopera. Le invasioni barbariche sono un’altra cosa in quanto sono
una conseguenza ad un impero sempre più debole, non più in grado di garantire un percorso
di assimilazione e integrazione e cittadinanza. Gli spostamenti di popoli verso l’impero
romano non riuscivano più ad essere gestiti dall’impero, ma anzi sono una cosa che sfugge a
ogni controllo. Le invasioni sono una lunga fase durata due secoli. Le popolazioni in entrata
non erano più interessate a fondersi e ottenere una cittadinanza, ma anzi avevano un forte
identità e volevano conservare a loro cultura. L’impero continua per un periodo un po’ per
forza un po’ perché comunque impara come collocarli in maniera funzionale. L’ingresso dei
longobardi in Italia conclude questo periodo. Prima invasione Goti che oltrepassano il
Danubio nel 376, e l’ultimo popolo sono i longobardi nel 568 in Italia.
> Il temine invasione non è del tutto giusto non perché queste invasioni non abbiano
provocato devastazioni o conflitti, ma perché spesso non oltrepassavano un confine con la
forza e i saccheggi. Solitamente le autorità imperiali non riuscendo ad impedire gli
stanziamenti li accettava, collocandoli in maniera strategica, soprattutto puntando sulla forza
militare. I barbari entravano nell’impero romano proprio perché era un luogo in cui si stava
bene, non avevano interesse a distruggere ciò di cui volevano beneficiare.
L’arrivo dei barbari coincide con un periodo di declino di cui sono una conseguenza e non
solamente una causa. Anzi, spesso e volentieri le azioni militari mosse dall’impero per
riconquistare territori ceduti ai barbari erano più disastrose delle invasioni stesse.
Quando i Longobardi arrivano, l’Italia è governata dall’Impero Romano (Bizantini) –
imperatore d’oriente che sta a Costantinopoli – ma è poco che l’Italia è tornata sotto dominio
romano, l’Italia è stata infatti governata a lungo dal re dei Goti Teodorico e i suoi successori,
mantenendo anche un certo grado di prosperità, fino a quando l’Imperatore Giustiniano non
ha deciso di riconquistarla -> guerra greco-gotica 535 - 553 durata 20anni, che devasta l’Italia
[Dopo essersi insediata nella penisola balcanica, gli Ostrogoti, guidati dal re Teodorico, aveva
proceduto nel 488, per mandato dell’imperatore bizantino Zenone, all’occupazione dell’Italia, che si
era conclusa nel 493 con la sconfitta e l’uccisione di Odoacre, il capo barbaro che aveva deposto nel
476 Romolo Augustolo, l’ultimo imperatore dell’Occidente. Alla morte di Teodorico nel 526 ci sono
conflitti che l’imperatore bizantino risolse intervenendo] -> spopolamento generale, campagne
impoverite. In quest’Italia distrutta entrano i Longobardi, non si sa bene se siano arrivati
spontaneamente o se ci fosse un qualche accordo con l’impero romano, arrivato alla
conclusione che mantenere l’Italia fosse troppo difficile e dispendioso e fosse invece più
facile cederla ad una popolazione barbara con cui istaurare buoni rapporti. Gli archeologi ci
dicono che per il periodo di arrivo dei Longobardi non ci sono cenni di distruzione. Arrivano
in un Italia spopolata che conta qualche milione di persone in tutta la penisola che chiamano
sé stessi romani, parlano latino volgare, cristiani cattolici (i longobardi sono ariani (!)). Popolo
guerriero che non cantava molte persone (100-200mila), piccola minoranza in cui tuttavia
erano tutti guerrieri (popolo = exercitus), nel mondo romano i civili sono disarmati, unici
militari erano esclusivamente i soldati. Per la maggior parte della popolazione romana non
cambia molto, cambia solo il proprietario.
I longobardi hanno abilità su terra, non su mare, infatti durante l’invasione lasciano le città
portuali (Genova, Ravenna – nome Romagna, Napoli, isole), così come non prendono Roma
che continua ad essere una città ben difesa.
Una delle grandi differenze tra antichità e medioevo è che i barbari portano in Italia
la cultura del LEGNO, è anche per questo è difficile trovare scavi barbari, capanne con
fondamenta scavate, per questo riconoscibili, così com’erano riconoscibili, e più facili
da trovare, le tombe, ben diverse in quanto disponevano le tombe in linea, non
semplicemente raggruppate come i romani, e sotterravano i corpi con oggetti della
vita, talvolta anche con i cavalli, sacrificati per l’occasione.
Tutte queste differenze progressivamente sciamarono, anche perché iniziarono a mischiarsi
le culture e i geni, unificandosi e diventando un unico popolo. Longobardi non più ariani né
parlano più longobardo, nonostante inglobino nel latino parole che sono arrivate fino a noi
(guerra, zuffa, faida, tregua, trappola, spranga, spaccare, arraffare, scherzare, russare,
sterzare, sala, roba, palla, federa, palco, stucco, bara, tanfo, pizza -> pita, long usavano z per t
Scrivono le leggi, prima tramandate solo oralmente. Editto di Rotari 643, re Rotari. Leggi
diverse che si mescolano, romani affitti e compravendite, longobardi faida (poi risarcimento
wer (uomo) ghelt (oro)-> guidrigildus), father fio = dote, ma per i longobardi quando ci si
sposava il marito doveva intestare una parte dei beni alla donna; nella società longobarda
però la donna doveva sempre avere un tutore, per i romani se una donna diventa vedova era
“libera”.
L'impatto dell'arrivo dei Longobardi in Italia fu forte, poichè ruppe con i vecchi schemi latini.
Riuscirono comunque a spodestare dei loro beni e proprietà l'alta aristocrazia senatoria. Alla
morte di re Albonio la frammentazione dei duchi interna avrebbe potuto costare caro ai
Longobardi che cosi dopo l'interregno elessero come re il figlio di Clefi: Autari che sposo
dunque la discendente dei Letingi Teodolinda rafforzando il legame con le radici longobarde,
i duchi gli cedettero dei loro possedimenti per creare dunque il regno fisico necessario. In
concomitanza a questa populistica di rafforzamento, vediamo invece come Teodorico stesso
aveva fatto, si appello con il suffisso di Flavio, sottolineando anche un rapporto con la
romanità. Dopo la morte di Autari, fu voluto sempre da Teodolinda Agilulfo, anche lui volle
condurre la stessa politica del suo predecessore, e infatti avviò un dialogo con la chiesa di
Roma.
Donazione di Sutri 728: Liutprando aveva come scopo quello di dare coesione al regno e lo
fece attraverso una fiorente opera di legislazione, ma soprattutto attraverso l'espansione del
regno ai danni dell'impero bizantino in crisi da guerre interne. I Longobardi cosi si spinsero
fino a Roma, prendendo il castello di Sutri, che attraverso pressanti richieste papali, fu poi
ceduto, ma non come si può pensare all'amministrazione bizantina, bensì alla chiesa di
Roma. Questo ha, per molti storici, segnato il momento in cui il potere temporale
ecclesiastico ha fatto il suo ingresso nella storia. Per parlare di questo, bisognerebbe citare
anche la redazione di un documento a posteriori datato pero al periodo di Costantino, dove
questi avrebbe ceduto dei territori orientali dell'impero alla chiesa. Questo falso fu scoperto
da un umanista: Lorenzo Valla e faceva parte del progetto papale di conquistare un potere
politico sul ducato di Roma. Fu cosi che condividendo lo stesso scopo i papi entrarono in
competizione con i Longobardi.
Roma stanca della morsa dei longobardi, chiede aiuto ai Franchi di Carlo Magno, figlio di
Pipino il Breve, che precedentemente sposato a Ermengarda, la ripudia e discende in Italia
tra il 773 e il 774, sconfiggendo i longobardi a piu riprese, catturando e spedendo in un
monastero il loro Re Desiderio, mentre il figlio Adelchi fugge rifugiandosi presso gli antichi
nemici dei longobardi, i bizantini. Il regno longobardo fu mano a mano tutto riconquistato e
annesso a quello Franco

VI-VII SECOLO MEROVINGI -> CAROLINGI


Dopo la morte di Clodoevo nel 511, il regno fu suddiviso in parti per i suoi 4 figli, come era
consuetudine; non garantendo al primogenito tutta la porzione dei beni.
Il potere politico fu esteso nel territorio attraverso il processo di urbanizzazione nelle città
principali unite ad una fitta rete di fedeli che fungeva anche da alleanza militare in caso di
attacco. Importante fu anche il ruolo giocato dai vescovi che mediarono cosi un'unione tra
l'aristocrazia franca e quella gallo-romana, permettendo la trasmissione di pratiche
amministrative di tradizione romana.
Quest'assetto entro in crisi con la morte di Clotario I e l'entrata al potere dei suoi figli
Chilperico I e Sigiberto I -> conflitto -> (figlio di Chilperico I) Clotario II consolido la sua
posizione nei tre regni regionali: Austrasia, Neustria e Burgundia, rinvigorendo la causa di
maior domus, il maggiordomo o maestro di palazzo, che se inizialmente aveva avuto il
compito di funzionario di tutte le questioni organizzative della regia, da questo momento i
maggiordomi di palazzo diventano tre e a loro e affidato quasi il controllo dei tre regni
costituenti la Francia.
Nella vittoria di Clotario II avevano giocato un ruolo decisivo Arnolfo e Pipino il Vecchio, i
quali avevano deciso di unire le forze facendo sposare i loro figli: Begga e Ansegiselo, dando
vita a quel lignaggio che gli storici sono soliti chiamare come Arnolfingi, Pipinidi o Carolingi a
seconda di chi si prende come riferimento per esser definito come capostipite.
Divenuti maggiordomi, riescono a far diventare la carica ereditaria, in modo da disporre del
patrimonio fondiario regio a loro disposizione, e cosi che i Merovingi andarono perdendo il
loro posto di preminenza. e importante a tale proposito anche la figura di Carlo Martello che
nel 732 condusse alla vittoria di Poitiers contro una spedizione militare islamica. Il
Merovingio Childerico III fu deposto, imprigionato nell'abbazia di Saint-Bertin e gli furono
tagliati i capelli, simbolo di forza regia. Per legittimare poi la propria dinastia al potere fu
effettuata una simbolica unzione con dell'olio sacro a opera di Bonifacio, che richiamava
quella di re David, in questo modo si sanciva il rapporto tra la dinastia Carolingia e la chiesa
cattolica.

Come passo successivo alla messa in atto dell'alleanza dei Franchi con la chiesa di Roma,
Pipino organizzò tra il 754 e il 756 una campagna militare contro i longobardi in Italia e
cedendo territori alla chiesa. Il regno dei franchi si allargò progressivamente fino a
comprendere tutto il regno dei Longobardi (che mantenne il nome), la Germania
meridionale, la Spagna. Nei luoghi conquistati i franchi non davano luogo ad una migrazione
del popolo, cercavano di organizzarsi in alleanze con la classe dirigente locale, ma nei casi di
slealtà o presunta tale, allora quest'aristocrazia veniva rimossa - anche violentemente - e al
suo posto messa quella franca.
Importante in questo contesto e l'incoronazione di Carlo Magno, figlio di Pipino, che
morendo lascia dunque sia a lui che a suo fratello, com'era usanza, il suo regno, ma la morte
del fratello piuttosto prematura, permette a Carlo Magno di divenire, nell'800 sotto
incoronazione di Leone III re d'Europa. Non solo era un re di diversi regni, ma allo stesso
tempo formava cosi il primo stato cristiano.
Il significato dell'incoronazione oltre ad avere un significato per quel che riguarda la
posizione di Carlo Magno, legittimava la chiesa di Roma, dandole un potere maggiore rispetto
alle altre, poteva cioe dichiarare emperor un capo di stato.
L'amministrazione carolingia era suddivisa a due figure professionali principali, una laica e
una cristiana, a quella laica spettava il controllo e la gestione dell'amministrazione regia, del
fisco e militare, mentre a quella vescovile, la cancelleria regia, ovvero gli atti documentari da
diffondere.
Alla morte di Carlo Magno, anche lui divise il suo regno ai suoi tre figli maschi. Nell'806 con
un atto chiamato Divisio imperii stabiliva che sarebbe stato smembrato in 3 nuclei. Ma dopo
la morte solo uno dei tre figli gli sopravvisse ereditando tutto l'impero: Ludovico detto il Pio
(814-840). Nell'apparente continuità del regno, Ludovico lo modifico, innanzitutto
rafforzando il legame con la cristianita, e in second'ordine emarginando tutti quei personaggi
che sotto Carlo Magno, avevano operato per la sua causa. Nell'817, un po' calcando le orme
del padre, un po' per garantire che il regno d'Italia rimanesse comunque sempre sotto il
dominio franco, emise l'atto dello'Ordinatio Imperii, dove spiegava anche lui che il suo regno
sarebbe stato diviso tra i suoi figli: Ludovico, Pipino e Lotario. Un altro atto che consolidava
invece la chiesa di Roma all'impero franco fu invece la Constitutio Romana dell'824
stabilendo che la consacrazione papale poteva avvenire previo giuramento dei fedelta
all'imperatore.
Il periodo di Ludovico il Pio diede adito a diverse conflittualita interne, prima di morire e
anche dopo entro in conflitto con i suoi figli fino a scontrarsi eventualmente nella
drammatica battaglia a Fontenoy (ludovico, carlo, lotario), senza vedere alcun vincitore.
L'anno successivo nel 842, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, che si dividevano l'impero
prestarono giuramento di pace e suddivisione dell'impero non utilizzando il latino affinche
tutti comprendessero, ma sia l'antico-francese che l'alto-tedesco. a Ludovico spettarono i
territori a est del Reno, a Carlo il Calvo quelli a ovest di un'immaginaria linea che dal mare del
nord divideva la Francia e in una linea intermezza invece regnava Lotario, a cui spettava
anche il regno d'Italia.

VASSALLI E FAUDO
Come molte popolazioni barbariche e germaniche, il popolo dei Franchi si basava su una
popolazione di uomini d'armi legati tra loro da complessi rapporti di clientela, al contrario
invece dei galloromani che avevano ereditato il sistema organizzativo romano legato alla
fedeltà verso un concetto astratto: la res pubblica. L'unione di questi due modelli portò un
processo di reciproca acculturazione: da un lato divennero più importanti i rapporti di
clientela nella selezione del ceto dominante e dall'altro la necessità di rendere più semplici e
controllabili i rapporti personali che intercorrevano nella popolazione germanica franca. Si
trattava di giuramenti di fedeltà stretti liberamente tra due persone, il vassallo (che derivava
da un termine latino celtico vassus: servitore) entrava nella clientela del potente e questi
s'impegnava a dargli un beneficio di un qualche tipo, questo più tardi modificò il suo nome in
un altro di origine
germanica: feudum.
Organizzazione economica in tal si chiamava sistema curtense
Struttura sociale e amministrativa stratificata, utile in un impero formato da un insieme di
singoli territori. In un principio si tentò una politica di mantenimento delle forme originali, in
modo da non nuocere alla personalità culturale degli stati. Si passò con il tempo a una
politica unificata basata sulla delega del potere in ordine gerarchico:
- comitati, vecchie province, conti che amministravano la giustizia, convocavano e
guidavano l’esercito, esigevano tasse e imposte e svolgevano i servizi pubblici
- marche, zone di confine, grande importanza militare
- ducati diversi in quanto caratterizzati da forte identità nazionale, assoggettati da
poco e inglobati in maniera instabile
Tutti i territori sotto il controllo di persone assoggettate al re da rapporto vassalli. Tuttavia
per rafforzare il potere il re affiancò anche la figura dei missi dominici, nominati dal sovrano,
dovevano vigilare e erano i portavoci diretti dell’autorità imperiale (spesso erano
ecclesiastici!!)
Istituto di immunità
Il quadro finale che si aveva verso la fine del IX
secolo era di una tale frammentarietà del potere legato ad una fragilità del governo, dove il
potere regio non perveniva direttamente, queste forme di controllo ne prendevano spesso il
posto, dividendo e sbriciolando l’impero

SECOLI V-X
Economia
Nel 200 si raggiunse un picco demografico che andò calando fino al 1000 periodo in cui si
riebbe un picco come intorno al 1200. Due cose sembrano essere certe agli storici, il
fenomeno del declino demografico e l’impoverimento del materiale. Si conta infatti come
intorno al VII secolo vi sia stata una diminuzione complessiva di edilizia monumentale e di
importazione di alcune merci.
Vi sono due tesi che hanno analizzato questi fenomeni economici. La prima riguarda i
cambiamenti che imposero le invasioni barbariche dei popoli germanici e altre invece
denunciano una continuità dell’impero romano
Henri Pirenne, storiografo belga afferma invece che ciò che modificò l’assetto economico fu
la divisione da parte delle popolazioni islamiche dell’impero d’Occidente da quello d’Oriente
Inoltre Pirenne spiegava come tutte le idee precedenti erano state compromesse da uno
sguardo che era anacronistico in quanto analizzava la società economica da un punto di vista
della domanda e dell’offerta, categoria appartenente al mercato di una società post
industrializzazione del XIX secolo, quando in realtà i veri attori economici dell’epoca erano le
stesse istituzioni che manipolavano l’economia in base alle esigenze, non esistendo all’epoca
come disciplina. L’economia di quest’epoca era basata sull’agricoltura, da cui dipendeva la
crescita o la crisi
Philip Grierson invece considera la questione dal punto di vista monetario, infatti nel VII
secolo la moneta sparisce, arrivando ad essere considerata come simbolo di lusso. Questo
cambiamento per Philip Grierson rappresentava la fine di un uso frequente dell’oro per gli
scambi, un gran cambiamento economico.
La terra: intorno al 500 non era più lavorata solo dagli schiavi, ma anche dai liberi contadini
(coloni), obbligati ora anche loro a risiedere nella loro terra per assicurarsi il pagamento dei
tributi.
La terra lavorata produceva un surplus. Questo surplus doveva andare una parte al padrone
come pagamento dell’affitto, una parte come tributo e quel che restava spesso bastava a
malapena alla sussistenza. Ma non era sempre così. Intorno ai secoli VII-VIII qualcosa
superava la sussistenza, molto poco, ma bastava per avviare un piccolo commercio nelle
città. Anche i proprietari ovviamente avevano un surplus che investivano nel mercato locale e
a volte anche oltre -> CRESCITA

Sistema curtense
Si basa sulla bipartizione di due residenze
CURTIS
DOMINICIA MASSARICIA
Gestita direttamente dal feudatario Gestita indirettamente, affidata ai massari
attraversi i servi della gleba, i quali non (contadini liberi) in cambio di un affitto. I
potevano allontanarsi dalla terra che mansi erano i campi esterni. Oltre all’affitto
coltivavano i massari dovevano svolgere date ore di
Comprendeva: residenza, boschi, pascoli, lavoro nella parte dominica + reddito di
abitazione, parrocchia e parte dei campi banno

Città
Le citta venivano costruite in maniera geometrica dai romani sull’incrocio di due assi viari
principali chiamati cardine e decumano. In quel punto di incrocio sorgeva una piazza, il forum
dove vi erano gran parte degli edifici di amministrazione pubblica, come il palatinum
residenza imperiale, praetorium sede dell’amministrazione locale, curia municipale ovvero il
senato locale e il grande mercato pubblico coperto. Con la crisi i primi a sparire furono i
centri più piccoli, specialmente quelli che non ospitavano apparati ecclesiastici. Infatti le sedi
vescovili spesso prendevano il posto di figure municipali e politiche laddove assenti -> le città
vennero ristrutturate in base a queste nuove necessità -> vennero eretti molti edifici religiosi
nell’area urbana, le antiche piazze cittadine divennero piazza di una chiesa, mentre la
nozione di spazio pubblico tese a scomparire laddove non acquisì significato sacrale.

Alfabetismo
A partire dal IV secolo l’alfabetizzazione diminuisce. Da ‘libro’ come strumento di diffusione
di sapere, si passa ad una sua concezione misterica e privata. Questo e dovuto alla
clericalizzazione del sapere, che porta tutte le produzioni e le scuole laiche dell’età
tardoantica a sparire.
L’alfabetizzazione è distinta in questo modo per secoli:
Dal IV fino al VII secolo in Italia, Spagna e Francia meridionale la scrittura era diffusa
tra gli ecclesiastici (scrittura corretta) e solo tra 40% i laici (scrittura stentata).
Dopo il VII secolo, fino al XII, le ricerche si basano su più dati, ma i risultati
peggiorano per i laici
Durante il VI secolo scompaiono le officine librarie che avevano consentito la
diffusione della lettura, si formano gli scriptoria, ma questi al contrario sono introflessi in
quanto la produzione che vi si ricava e solo per i membri stessi del monastero, non per
l’esterno.
Nel VIII secolo riforma di Carlo Magno legata all’istruzione fu su tre punti:
1. riforma liturgica. Tutti pregano allo stesso modo per richiamare la benedizione divina
2. miglioramento della formazione del clero: per quel che concerne l’apprendimento della
lingua latina, mirato ad evangelizzare.
3. ripristino dell’importanza della scrittura negli ambiti amministrative.

SECOLO IX-XI
SECONDE INVASIONI BARBARICHE
- Slavi, al contrario dei popoli germanici, si caratterizzano da dedizione all’agricoltura e
all’allevamento, coinvolta quasi suo malgrado nelle migrazioni causate dagli Unni.
Popolazione tripartita (or, occ, mer). Processo lento e poco eclatante, si insediarono
in europa orientale, senza mai suscitare simpatia.
- Ungari militari, spedizioni veloci e devastanti, organizzazione sociale ed economica
seminomade. Il loro avvento è spesso stato collegato al processo di Incastellamento
in Italia. Realmente contrastati solo quando si diffuse anche in Occidente l’’uso della
cavalleria leggera, in particolare prima da Enrico I di Germania nel 933, poi dal figlio,
Ottone I, nel 955 -> meno sicurezza, ricerca di rapporti pacifici -> battesimo di re
Stefano I
- Saraceni, arabi, pirati, iniziali incursioni iniziativa di singoli gruppi che portò alla
conquista della Sicilia.
846 – Saccheggio di Roma che spinse Lotario I a spedizione inutile.
Potenza dei saraceni stava nella mancanza di un centro coordinatore
- Normanni prima piccole incursioni costiere e piratesche, in seguito importanti
conquiste territoriali. Espansione a raggera, favoriti dalle loro particolari imbarcazioni
con le quali riuscivano a risalire i fiumi. Dopo duri contrasti riuscirono a far
riconoscere la leggittimità del loro insediamento nel 911, dal re Carlo il Semplice che
assegnò al loro capo Rollone il ducato di normandia. In seguito spedizioni atte a
conquistare nuovi territori ->
1050-1080 Sicilia
SECOLO X
Frammentazione dell’impero carolingio dopo la deposizione di Carlo il Grasso (887)
Corona contesa tra eredi di Carlo e la dinastia dei Robertingi di Ugo Capeto -> re nel 987 ->
dinastia Capetingi
Piccola giurisdizione, governava solo le zone sotto il suo controllo diretto, limitrofe

Regno italico
Dopo caduta di Carlo il Grasso, nessun erede al trono -> contesa tra famiglie -> da 887 a 936
re brevi
936 re Ottone I – per legittimare il suo potere attenzione agli aspetti simbolici (incoronazione
ad Aquisgrana, se ondo la tradizione carolingia). Simboli di potere che si rifacevano
all’impero carolingio, romano e bizantino MA politica innovativa. Inoltre rafforzò la sua
immagine sacrale attraverso i rituali che ribadivano cosi unione tra religione e stato
rafforzando la sua posizione. Protettore della chiesa di Roma, con la proclamazione della
Privilegium Othonis riconosceva le proprietà della Chiesa di Roma, ma con la Constitutio
romana, in precedenza emanata da Ludovico il Pio, richiedeva un giuramento del Papa al re,
limitandone quindi il potere e iniziando quel procedimento di inasprimento dei rapporti.
Ottone II -> figura debole
Ottone III -> cresciuto da nonna e madre che gestirono il potere fino a maggiore età, legato al
suo precettore che fece eleggere papa – Silvestro II

SECOLO XI – SECONDA METÀ


LOTTA PER LE INVESTITURE ENRICO IV VS GREGORIO VII
Nel 1073 durante la carica di Enrico IV viene eletto dal popolo (e non tramite decreto)
Ildebrando di Soana -> Gregorio VII
Visti malumori in Germania, Gregorio VII inviò dei delegati facendo però sembrare
che il papato volesse intromettersi negli affari politici e sortendo l’effetto contrario
Nel 1075 Gregorio VII condannò nulle le investiture imperiali, cosi i vescovi da lui
eletti. Ratificò il Dictatus papae di 27 proposizioni più un testo che definiva ruoli del papato e
la chiesa romana. Si ratificava la nuova struttura gerarchica e verticistica della chiesa. Solo il
papa poteva nominare i vescovi o deporli, deporre l’imperatore, usare le insegne imperiali e
sciogliere i sudditi dall’obbedienza verso i sovrani
Nel 1076 Enrico IV convocò il Concilio di Worms e dichiarò deposto Gregorio VII
In risposta Gregorio VII scomunicò l’imperatore

Il ché significava sciogliere i sudditi dall’obbligo di obbedienza -> ribellioni di nemici
1076 Enrico va a Canossa dove il papa era ospitato dalla contessa Matilde
dove fu umiliato, dovendo aspettare 3 giorni prima che il papa aprisse
Dopo questo il papa però su costretto a ritirare la scomunica, unico suo reale
vantaggio. Matilde dovette inoltre ritirare le sue truppe -> papa anche militarmente in
difficoltà
1080 Enrico IV convoca a Bressanone un concilio dove dichiarò Wiberto papa come
Clemente III

Nonostante la sconfitta di Gregorio VII la nuova ideologia papale di stampo monarchico fu
mantenuta

1122 Concordato di Worms sottoscritto da Enrico V e Callisto II → elezione dei vescovi
prerogativa del clero MA in Germania era consentita la presenza dell’imperatore che, solo
dopo l’elezione, poteva conferire funzioni e beni temporali

SECOLO XI-XII
MONARCHIE FEUDALI
In questo periodo avere potere significava possedere un grande patrimonio e la capacità di
saperlo bene amministrare.
I re rivendicavano la loro natura e il loro diritto supremo al potere, anche grazie alle
riflessioni ecclesiastiche sulla natura divina del re. Infatti anche le incoronazioni iniziarono a
constare di riti più lunghi e complessi, che culminavano nella divina unzione.
Se inizialmente il monarca era acclamato dal popolo, con il passare del tempo questa
funzione fini per appartenere solo al papa.

NASCITA DEI COMUNI


Durante la fase di dissoluzione dell’impero carolingio, si assiste al fenomeno di
frammentazione territoriale e del potere in una molteplicità di signorie locali all’interno delle
quali il potere si tramandava per via dinastica, i vescovi venivano eletti dai canonici e dai
maggiorenti cittadini -> le riforme sia imperiali che papali tendevano a voler privare le città
del potere di nominare i vescovi, e dunque entrambi tendevano a voler rimpiazzarli con altri
che venissero dall’esterno. Quest’azione creò due posizioni diverse: dal ceto dominante
urbano, colto alla conservazione delle autonomie locali, dall’altro gli esclusi e emarginati,
favorevoli ai cambiamenti proposti dalla riforma.

In questo clima di conflitto emerse nelle città una volontà di pacificazione sociale da cui si
avviò un nuovo sistema politico -> l’ordinamento comunale -> Sostituirono la riunione
spontanea dei cittadini davanti alla cattedrale con assemblee non elettive chiamate arenghi
che con il tempo portarono all’elezione di portavoce e rappresentanti che chiamarono
consoli, che poi diventarono tre, divisi per carche politica, militare e giudiziaria, da qui
l’organizzazione prendeva nome di comune. I primi comuni furono quelli di Pisa e Lucca nel
1085. Uso della documentazione giuridica romana per legittimare questo nuovo organismo
politico. Esigenza di fissare in forma scritta tempi, modi e impieghi.
*
SECOLO XI – XIII
CROCIATE
Prese piede la pratica dei pellegrinaggi in Terrasanta, ma anche a Roma e nei principali
monasteri europei, attraverso questo viaggio si espiavano peccati. La nascita delle crociate è
una questione controversa tra gli storiografi, è in ogni caso inquadrata in seguito ad un
ipotetico discorso tenuto da papa Urbano II a Clermont nel 1095 in cui esortava di fatto i
nobili e cavalieri e interrompere le loro guerre fratricide, promettendo loro indulgenze se
avessero preso parte alla conquista di Gerusalemme, motivata con il fatto che fosse stata da
poco invasa dai Turchi, convertitosi all’islamismo. Urbano II probabilmente voleva solo
richiamare all’ordine etico cristiano nobili e cavalieri, non spingerli ad una crociata. È stato
appurato che non vi fosse pressione nei confronti del papa mossa dai Bizantini per
contrastare i Turchi, in quanto avevano già trovato dei compromessi, nè nessuna nuova
oppressione mussulmana verso i cristiani.
Pellegrinaggi in Terrasanta furono accolti con entusiasmo principalmente dai ceti popolari,
mossi da confusa miscela di sentimenti religiosi e desideri di rivalsa, poi dalla piccola
cavalleria in cerca di arricchire la propria posizione sociale.
Dunque la prima crociata fu chiamata popolare, portata avanti da pellegrini armati e non,
guidati da predicatori itineranti come Pietro l’Eremita. Partita nel 1096 compiette atti violenti
lungo il cammino, conquistò Gerusalemme nel 1099. Jacques Le Goff ha definito questo
primo approccio come un primo esempio di colonialismo europeo. Gerusalemme era
importante sia per la valenza religiosa, che economica, posizionata sulla costa, mercanti e
artigiani viaggiavano alla volta della Terrasanta cercando di arricchirsi.

Inizio un procedimento di riconquista dei territori persi, iniziando con la citta di Edessa nel
1144, l’evento vissuto drammaticamente in Europa spinse il re Filippo VII e l’imperatore
Corrado III a partecipare alla seconda crociata (organizzata da papa Eugenio III) (1147-1148)
Il re e l’imperatore in conflitto tra loro speravano di redimere se e i propri cavalieri agli occhi
della Chiesa, ma la spedizione fu un altro fallimento, si scontrarono contro il nuovo regno di
Salah ed-Din Yusuf, denominato il feroce saladino, che si mosse alla volta di Gerusalemme
riconquistandola senza particolari problemi nel 1187.

Questo evento fu vissuto ancora con più enfasi spingendo un’alleanza tra re di Francia Filippo
Augusto, d’Inghilterra Riccardo cuor di Leone e l’imperatore Federico Barbarossa e partire
per la terza crociata (1189-1192).

La quarta crociata (1202-1204) partì con l’obbiettivo di strappare Gerusalemme ai


mussulmani, ma man mano che i soldati avanzavano il proposito cambiò e, dirottando la
spedizione, cercarono di sottrarre Costantinopoli ai bizantini, riuscendoci per altro,
saccheggiandola e depredandola violentemente. Fu stabilito il nuovo impero latino
d’Oriente.

Innocenzo III indisse prima una crociata contro i carati (dualismo bene-male) nella Francia
meridionale, poi altre crociate contro altri gruppi reputati eretici. In concomitanza organizzò
la quinta crociata (1217-1221) a cui però non parteciparono i maggiori regnanti Occidentali
già occupati in diversi conflitti interni. L’obbiettivo si tramutò nella conquista dell’Egitto visto
come luogo da cui poi muoversi verso la Terrasanta.

Piu fortunata la sesta crociata del 1228 organizzata da Federico II scomunicato da Gregorio IX
per non aver condotto la crociata l’anno prima. Raggiunse Gerusalemme e contratto col
sultano Al-Kamil riottenendo Gerusalemme al patto di una protezione anche dei mussulmani.
Il papa non accetto questa soluzione, e nel giro di pochi anni Gerusalemme ricadde sotto
dominio mussulmano.

Le due ultime crociate verso il Medio Oriente (1248-1254 e 1270) furono condotte da un
unico protagonista Luigi IX di Francia che mosso da una spiritualità tormentata cerco di
portare a termine due spedizioni in maniera pero del tutto fallimentari. La prima si apri con la
sua cattura appena sbarcato in Egitto e la seconda con la sua morte per una malattia. Con
queste ultime crociate, l’obiettivo di riconquista di Gerusalemme fu abbandonato.
SECOLO XII
RINNOVAMENTO CULTURALE – NASCITA UNIVERSITÀ
 Crescita economica in ambito carolingio aveva portato il bisogno di fissare tramite
scrittura la regolamentazione dei rapporti commerciali e legali
 La riorganizzazione in monarchie, comuni, principati e papati aveva portato la
necessità di stabili re la burocrazia in maniera scritta
Nuove sedi e modi di sapere > nuovo ceto intellettuale
Progressivamente il sistema scolastico romano decade, il libro diventa uno strumento per
esser letto e consultato, questo lo testimoniano l’implementare di indici, formattazione del
testo (paragrafi, distanziamento delle lettere, capitoli, indici) non solo per facilitare la lettura,
ma anche la consultazione, il copiare di un testo, il ricavarne analisi, riassunti o testi diversi.
Questo nuovo sistema di studio e espressione della scolastica nelle università.
Il termine universitas latino inizialmente delineava ogni organizzazione dotata di uno statuto
giuridico. Come ogni organizzazione, anche le università nascevano per lo stesso intento,
difendersi dall’esterno e organizzarsi all’interno. Nacquero così le prime due università a
statuto ‘moderno’ quella di Bologna e di Parigi. Quella di Bologna per aggregazione di
studenti che volevano apprendere il diritto romano, quella di Parigi per dei maestri che non
volevano che tutto il potere di conferire diplomi fosse del cancelliere arcivescovo
[ Le lezioni si riflettevano sulla lettura obbligatoria di testi classici come il corpus iuris civilis di
Giustiniano, la Bibbia e il trattato grammaticale di Prisciano. Allora il professore leggeva e commentava
il testo. A causa della crescita del numero degli studenti cresceva anche la domanda dei libri. In ogni
università vi erano degli stactionarii ovvero il centro copie dei libri. Per risparmiare tempo, il testo
veniva diviso e commissionato a più copiatori. Le lezioni inoltre portavano ad appuntare i commenti
che ben presto finirono per diventare apparati critici del testo presi in esame per affrontare il testo o
glosse, e questi furono scritti a margine dei testi in esame. I commenti venivano utilizzati come
strumenti per affrontare i problemi (questionaes). Si procedeva attraverso la proposta delle soluzioni
possibili, l’analisi delle argomentazioni di una o dell’altra questiona e in seguito all’individuazione
dell’interpretazione. Ciò che divenne convenzione era adattare argomenti studiati come risoluzioni a
questionaes recenti. Questo spesso porto un’inadeguatezza delle vecchie risoluzioni che richiedeva a
volte la modifica o la scrittura di nuovi testi. ]

DINASTIA SVEVA - FEDERICO I E II


Federico I
Figlio di famiglia Hohenstaufen (antica famiglia regia di Erico V) e Welfen (antica famiglia
della dinastia di Baviera)
Nel 1154 Federico I giunge per la prima volta in Italia. Convocò a Roncaglia un’assemblea
pubblica (dieta) durante la quale emanò un decreto la Constitutio de regalibus dove stabiliva
le regalie, ovvero i diritti regi: controllo delle vie di comunicazione, esercizio della giustizia,
riscossione dei tributi, diritto di coniare moneta e di indire guerra e dichiarare pace. Con un
altro atto Constitutio pacis di fatto proibiva le leghe tra i comuni e rivendicava il solo diritto di
guerra e pace. Riordinando anche il fitto groviglio di famiglie aristocratiche, le lego tutte ad
un rapporto feudale in modo che riconoscessero la sua autorità.
Milano non si assoggettò volontariamente, allora fu attaccata e sconfitta e furono posti dei
funzionari regi al suo interno. Poco più tardi i risultati di questi atti furono delle dure imposte,
che i comuni non gradirono e si riunirono in una lega lega lombarda. Appoggiata dal
pontefice Alessandro III, che voleva evitare l’intrusione imperiale in Italia, ci fu un attacco alle
forze imperiali, che si concluse con la vittoria della lega e la firma della pace di Venezia (1176)
che
ristabiliva autonomia ai comuni e quella di Costanza (1183)* firmata ai singoli comuni. Di
questa pace ci restano diverse testimonianze, poichè fu sentita come riconoscimento formale
dell’autorità imperiale.

Federico II
Nominato re nel 1212,  figlio di Enrico VI (a sua volta figlio di Federico Barbarossa) e Costanza
d'Altavilla, Regno di Sicilia. Federico è troppo piccolo per governare, quindi viene cresciuto
dalla madre e affidato alla protezione di Papa Innocenzo III. In quel periodo, in Germania, ci
furono violente lotte per la successione, lotte che terminarono nel 1220 quando venne
incoronato imperatore da papa Onorio III
Diverse politiche:
- Nel Regno di Sicilia Federico costruisce uno stato monarchico centralizzato. Per
controllare il territorio Federico fece costruire molti castelli e concesse pochissima
autorità ai governi delle città
- In Germania diversa situazione politica che prevedeva una forte autonomia dei
principi locali, riconoscendo l’impossibilità di consolidare il suo potere sopra quello
dei principati, cercò sempre l'appoggio e la fiducia dei principi tedeschi per
mantenere saldo il suo potere, concedendo le regalie e tenendo per sé solo il
mantenimento della giustizia

* Dopo la pace di Costanza, l’assenza di un re porta profondi cambiamenti: cosi i


comuni finalmente sono riconosciuti e al centro il parlamento inizia ad avere un ruolo
decisionale non solo d’acclamazione. Nasce la figura del podestà, figura formata
come funzionario regio, responsabile di magistrati, giunta dei giudici, guardie, ecc.,
respo mantenere l’ordine, direzione dei tribunali cittadini, presidenza del consiglio
comunale (dove venivano proposte ed approvate le leggi) Inizialmente carica
annuale, poi semestrale, al termine dell’incarico era esaminato da un tribunale e
qualora lo ritenesse all’altezza del suo impiego, conferiva lui il suo stipendio, di solito
molto cospicuo

Nel Duecento si vennero a formare delle istituzioni del popolo per quella parte di
maggiorenti cittadini che non trovavano spazio in politica, chiamate società del
popolo, guidate dal capitano del popolo (solitamente forestiero)

SECOLO XIV
CRISI DEL ‘300
I secoli dopo l’anno mille sono secoli di crescita, la popolazione aumenta e la società la
utilizza come forza lavoro, non solo si ha cibo per tutti, ma c’è anche una prosperità tale che
permetteva di investire soldi e manodopera per cantieri ecc Si bonificano e aumentano i
campi (torna la cultura del legno), tanto che verso il ‘200 verranno emanate leggi per la
salvaguardia di boschi. Si coltivò anche a 1500m di altezza tanto avevano bisogno di colture
-> troppi
Crescita che poi ad un certo punto si inceppa perché viene a meno uno di quei fattori su cui
poggiava e da qui crolla tutto a effetto domino.
1315-1317 Cambia il clima -> freddo (che durerà per secoli), piogge fuori stagione,
inondazioni -> carestie ovunque, quindi neanche margine di commercio. La popolazione è
troppa. Si evolvono tecnologie di raccolto, ma comunque troppo tardi e troppo poco.
1347 Peste – così chiamata per la peste dei latini, malattia che arriva dall’Asia. Due tipi di
peste, polmonare (la peggiore, Boccaccio) e la bubbonica (Manzoni 1630).
1348 è ormai dilagata in tutta Europa, stima 1/3 della popolazione occidentale
Appena superata la popolazione dimentica.
1361 Peste torna, uccide meno ma comunque tantissimo e soprattutto bambini
Nel corso del ‘300 la peste sarà una costante, tornerà ogni 10-15 anni mietendo ogni volta il
10% della popolazione.
Inizio del ‘400 la popolazione è la metà rispetto quella che c’era un secolo prima.
Guerre:
-Guerra dei 100 anni – Inghilterra vs Francia
-Francia vs chiesa – Bonifacio 8 vs filippo il bello

Cattività avignonese durata 70 anni

Nonostante tutto questo il ‘300 è un secolo di continuo progresso ed evoluzione.


Infatti ogni colpo negativo ha un contraccolpo positivo, a partire dalla peste (c’è posto per
tutti)

SECOLO XIV – XV
STATI REGIONALI (guelfi ghibellini)