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Come si può arrivare del contratto. Si può arrivare con modalità diversificate.

La fase della formalizzazione


del contratto potrebbe essere preceduta da una fase he prende il nome di fase delle trattative. Le parti
potrebbero formalizzare il testo contrattuale da subito perché si trovano d’accordo su tutto, ovvero
potrebbero dare luogo a delle trattative contrattuali, che preluderanno alla formazione dell’accordo. Le
trattative del contratto non sono vincolanti perché non obbligano alla stipulazione del contratto. Però chi
pone in essere le trattative o su chi le pone in essere gravano dei doveri. Questi doversi riguardano il
comportamento secondo correttezza e buona fede, le parti devono darsi tutte le informazioni necessarie
per rendere edotta l’altra parte circa la formazione dell’accordo. Non solo devono darsi tutte le info
necessarie ma devono comportarsi senza che il loro comportamento sia doloso o colposo. Devono porre in
essere tutti quegli atti che siano propedeutici alla formazione del contratto. Se tizio padre di caio volesse
alienare un bene appartenente a caio figlio minore, che cosa dovrebbe fare perché questa alienazione
possa essere praticabile? Dovrebbe rivolgersi all’autorità giudiziaria e chiedere il rilascio dell’autorizzazione
alla vendita.se il padre del minore intraprende delle trattative senza aver richiesto l’autorizzazione
giudiziaria, questo comportamento non è conforme a buona fede e correttezza. Se il comportamento deve
essere improntato a correttezza e buona fede, le trattative non costringono le parti alla conclusione del
contratto, ma potrebbero far sorgere in capo alle parti dei profili di responsabilità. E’ una responsabilità si
definisce come precontrattuale. Siamo in una fase che precede la formazione del contratto, quindi questa
responsabilità non può essere propriamente contrattuale. Non è una responsabilità da inadempimento, è di
tipo diverso. prende il nome di responsabilità precontrattuale. Può essere inquadrata nel più ampio novero
della responsabilità extracontrattuale o aquiliana. Quali sono le conseguenze? Colui che si sia macchiato
della violazione dei doveri di correttezza e buona fede o che abbia violato altre norme previste, incorre
nella possibilità di dovere risarcire all’altra parte che ha confidato nelle trattative danno. Il danno che può
essere risarcito è l’interesse negativo, cioè il danno patito dal soggetto che ha confidato senza sua colpa
nella validità delle trattative e questo confidare nella validità delle trattative è stato colpito da un
comportamento negligente o in mala fede dell’altro contraente. Il soggetto che ha subito il danno potrebbe
essersi fatto sfuggire altre occasioni, allora il danno deve contemperare eventualmente le occasioni perse
dal soggetto mentre era impegnato in queste trattative che non si sono rivelate fruttuose. Alla formazione
del contratto può giungersi attraverso questa fase propedeutica che è la fase delle trattative. Alla
stipulazione del contratto può addivenirsi attraverso un’altra consequenzialità di fasi, stipulazione di un
contratto preliminare che prelude alla formazione di un contratto definitivo. Contratto preliminare,
contratto definitivo. I c preliminare a differenza delle trattative è vincolante, nel senso che una volta che le
parti stipulano il c preliminare, sono poi obbligate a stipulare il c definitivo. Il contratto preliminare è di per
se perfetto e completo e deve contenere tuti gli elementi di forma e di sostanza che saranno poi ripresi e
ripetuti nel contratto definitivo. Le parti potrebbero avere interesse a stipulare un contratto preliminare per
varie ragioni. tizio deve acquistare un appartamento e ha fatto richiesta di mutuo alla banca. Nelle more in
cui il mutuo venga erogato dalla banca, tizio ben potrebbe con caio alienante dell’immobile stipulare un
preliminare di vendita, in modo tale da bloccare la vendita, riservarsi il diritto di acquisto e rimandare ad un
tempo successivo alla erogazione del mutuo da parte della banca la possibilità di acquistare l’immobile con
un contratto definitivo. La cosa importante da sottolineare è che il preliminare è di per se perfetto. contiene
tutti gli elementi di forma e di sostanza che saranno ripresi nel contratto definitivo. Del contratto
preliminare non abbiamo una disciplina compiuta ma il legislatore parla del cp all’art 1351. Il c p deve
essere fatto nella stessa forma che di seguito dovrà rivestire il contratto definitivo. Se il contratto definitivo
aveva la forma dell’atto pubblico, anche il contratto preliminare dovrà avere la forma dell’atto pubblico. Il
fatto che vi sia discrasia tra forma del definitivo e forma del preliminare cagiona la nullità del contratto
preliminare. Questa è l’unica disposizione che troviamo nel codice. Il c preliminare ha efficacia obbligatoria,
obbliga alla stipulazione di un definitivo. le parti, volenti o nolenti devono stipulare il contrato definitivo.
Ben potrebbe accadere che una delle parti del contratto preliminare non si presenti alla stipulazione del
contratto definitivo. era stato convenuto che giorno 9 /9 tizio e caio si incontrassero per la stipulazione del
contratto definitivo. Che cosa accade nell’ipotesi in cui uno dei due contraenti non si presenti? Viene in
rilievo un istituto che il legislatore disciplina e che è l’istituto della esecuzione specifica dell’obbligo di
concludere un contratto. L’altra parte che ha interesse alla stipulazione dello stesso può rivolgersi al
giudice. L’autorità giudiziaria non costringe l’altro contraente a presentarsi dal notaio per la stipulazione del
contratto perché un atto del genere non è ammissibile. Il giudice emette una sentenza che fa luogo degli
effetti del contratto non concluso. E’ come se la sentenza sostituisse la stipulazione del contratto definitivo.
A seguito della emanazione della sentenza si produrranno gli stessi effetti che avrebbe prodotto il contratto
definitivo. Questo istituto è stato creato proprio perché il c p ha effetti obbligatorio e in un modo o
nell’altro alla stipulazione del contratto definitivo bisogna arrivarci. Se le parti non vogliono arrivare
volontariamente, attraverso la sentenza gli effetti del contratto definitivo si produrranno, a carico e a favore
delle parti del contrato preliminare. Non abbiamo una disciplina del c p , ma da vari indici possiamo trarre
un quadro generale che definisca e tracci le line guida. Un ultimo memento è dato dal fatto che il c p po’
trascriversi. Si trascrivono taluni contratti preliminari e in particolare modo quelli che vengono indicati
dall’art 2645 bis, che è di recente introduzione. Prima la trascrizione del c p non era ammessa. La
trascrizione è una forma di pubblicità necessaria affinché gli atti siano resi opponibili ai terzi. Il contratto
preliminare va distinto da talune fattispecie che con esso possono confondersi o creare qualche confusione.
Si tende a confondere il c p dal patto di opzione

Art 1331 quando le parti. L’opzione è un patto che viene posto ad un contratto. Con questo patto una parte
decide di mantenere ferma la propria proposta per un certo periodo di tempo, in attesa che l’altra parte
accetti il patto di opzione. Se controparte entro il termine fissato nel patto accetta l’o il contratto si
conclude. Se scadono i termini fissati nell’o il contratto non si conclude e il soggetto che si è mantenuto
fermo alla propria proposta vede decadere la proposta fatta. la differenza tra contratto preliminare e patto
di opzione è evidente perché nel c p noi vediamo due parti e un atto che ha effetti obbligatori per entrambe
le parti. Nel p di o ci troviamo di fronte ad un patto che vincola una delle parti. L’altra parte può aderire al
patto ma non è obbligata a farlo. Se non aderisce al patto il contratto non si conclude, se vi aderisce il
contratto si conclude e se ne produrranno gli effetti.

Il contratto preliminare può essere distinto dal patto di prelazione o diritto di prelazione. Il diritto di
prelazione si trova in vari articoli. Una prima figura è quella dell’art 732 del codice civile . libro 2 dedicato
alle successioni. Una fattispecie nella quale il diritto di prelazione è individuabile è l’ipotesi della comunione
ereditaria. Si crea comunione quando ad un soggetto morto subentrano più eredi. Gli eredi subentrano in
una situazione di comunione. Tra gli eredi si crea una situazione di comunione. La comunione crea una
situazione per la quale gli eredi diventano proprietari di tutta la massa ereditaria ma pro quota. Essi, è vero,
sono proprietari di una quota ma non possono disporre di un singolo bene. Possono disporre della quota.
Quando uno degli eredi decide di disporre della quota ,deve fare un’offerta agli altri coeredi, perché il
legislatore vuole difendere il patrimonio familiare. Colui che vuole alienare la propria quota deve farne
offerta agli altri coeredi, che hanno diritto di prelazione sui terzi. Hanno diritto di essere preferiti ai terzi.
L’offerta di alienazione deve essere offerta ai coeredi. Nell’ipotesi in cui entro il termine fissato uno dei
coeredi non accetti di acquisire la quota di eredità dell’alienante, solo allora il coerede potrà alienare a
terzi. Questo diritto prende il nome di diritto di prelazione. Esiste una netta differenza tra contratto
preliminare e diritto di prelazione. Non è detto che il diritto di p conduca alla conclusione del contratto di
alienazione della quota ereditaria.
alla formazione del contratto le parti possono addivenire direttamente. L’importante è che nel contratto
ricorrano i requisiti essenziali i cui all’art 1325. I requisiti del contratto sono l’accordo delle parti, la causa
l’oggetto, la forma quando è richiesta sotto pena di nullità. In un contratto devono ricorrere questi elementi
indefettibilmente sotto pena id nullità. Se manca uno di questi elementi il contratto è nullo, cioè affetto
dalla più grave forma di invalidità che è la nullità. Le parti, nel momento in cui decidono di formalizzare un
accordo devono inserire nel regolamento contrattuale anche altri elementi. Gli altri elementi che possono
essere inseriti dalle parti prendono il nome di elementi accidentali o naturali. Sono la condizione il termine
e il modo, o onere. E’ chiaro che nel momento in cui vengono inseriti nel contratto diventano elementi
essenziali dello steso, ma è a discrezione delle parti apporre una condizione, un termine o un onere.
L’esame che dovremmo compiere è quello di analizzare gli elementi essenziali per poi passare all’analisi
degli elementi accidentali dello stesso. Primo elemento indefettibile è l’accordo tra le parti. Le modalità
attraverso le quali può raggiungersi l’accordo tra le parti sono molteplici. Se due soggetti si trovano
contemporaneamente nello stesso luogo potrebbero dare vita immediatamente ad un contratto. questo
che è il modo più semplice non è l’unico. Alla formalizzazione del contratto può giungersi tramite quel patto
di opzione a cui abbiamo fatto riferimento prima. L’opzione serve a concretizzare, formalizzare un accordo.
Il patto di opzione è un patto con cui il soggetto rimane fermo nella propria proposta. N altro soggetto entro
il termine fissato può aderire alla proposta. Se aderisce alla proposta il contratto si conclude. Attraverso il
patto di opzione possiamo giungere alla formazione di un regolamento contrattuale. un’altra modalità
attraverso la quale può raggiungersi l’accordo.

Art 1332. Adesione di altre parti al contratto. Pensiamo alla fondazione di una società che potrebbe essere
aperta all’inclusione di altri soggetti. Come fanno questi nuovi soggetti a potere fare parte della società.
Aderendo ad un contratto aperto. E qual è il contratto al quale aderiscono gli eventuali nuovi soci. Il
contratto è il contratto che originariamente è stato stipulato. Anche i nuovi soci aderenti dovranno
subordinare il loro ingresso nella società all’adesione che tra i soci originari era stato stipulato. Questa
formazione dell’accordo prende il nome di adesione a contratto aperto. Abbiamo un contratto aperto quale
può essere il contratto di società al quale nuovi soci nel tempo possono aderire.

Ulteriore modalità di formazione dell’accordo è quella dell’offerta al pubblico. Art 1336.un esempio di
offerta al pubblico: i volantini pubblicitari. In quel caso il contratto si realizza attraverso un’offerta al
pubblico. Può essere fatta in qualunque tempo e con qualunque modalità. Ha un termine di scadenza. Entro
quel termine l’utente vi può aderire e aderendo all’offerta il contratto si conclude. Alla scadenza del
termine il soggetto promittente decade dall’offerta stessa. E’ anche possibile che l’offerta al pubblico sia o
possa essere revocata. Come viene revocata? Con un atto che sia fatto nella stessa forma dell’offerta.se nel
volantino pubblicitario è indicato che l’offerta duri dal 10 al 20 novembre e anzi termine l’offerente voglia
revocare l’offerta dovrà faro con un altro volantino pubblicitario distribuito nelle stesse forme di quello che
reclamizzava l’offerta. La revoca dell’offerta ha efficacia anche nei confronti di chi non ne ha avuto notizia o
conoscenza

Possibilità di formalizzare un accordo tra persone distanti. Se i soggetti sono distanti tra loro ,l’accordo va
formalizzato mediante lo scambio di proposta ed accettazione. C’è un soggetto che fa una proposta di
contratto. Questo soggetto prende il nome di proponente. La proposta di contratto va ovviamente inviata
ad un altro soggetto, alla eventuale potenziale controparte, che in questo momento definiamo come
potenziale accettante. Il potenziale accettante .una volta ricevuta di contratto ben potrebbe aderire alla
proposta di contratto. In questo caso invierebbe la risposta contenete l’accettazione al proponente. Il
proponente riceve l’accettazione e l’accordo è raggiunto. Potrebbe accadere che il proponente ha inviato la
proposta al potenziale accettante ed il potenziale accettante non si trovi d’accordo con la proposta
contrattuale, ma voglia apportare alla proposta contrattuale inviatagli delle modifiche. A questo punto il
potenziale accettante può modificare la proposta inviatagli. Cambia il ruolo che egli riveste. Diventa egli
stesso proponente. Se il potenziale accettante decide di spedire una proposta modificata, allora in questo
caso egli acquisirà la qualifica di nuovo proponente e colui che era il proponente diventa il potenziale
accettante. Questo gioco di ruoli può aversi fino a quando non ci sarà una proposta alla quale non
corrisponde perfettamente un’accettazione, o un’accettazione che sia conforme a proposta. In questo
ambito vale la presunzione di conoscenza. L’accettante ha interesse a che il proponente abbia notizia o
conosca l’accettazione, di modo tale che il contratto possa dirsi concluso. In questo ambito vale il principio
della conoscenza. Perché l’accettazione possa ritenersi conosciuta è sufficiente che essa giunga all’indirizzo
del destinatario, cioè la prova che deve essere fornita è che l’accettazione sia giunta all’indirizzo del
destinatario. Non è necessario che si dia prova che l’accettazione è stata letta perché il contratto possa dirsi
concluso, ma è sufficiente che si dia prova che l’accettazione sia giunta all’indirizzo del destinatario:
presunzione di conoscenza. l’accettante ha la certezza che il contratto sia concluso. Questa presunzione di
conoscenza è rilevante nel momento in cui il proponente voglia revocare la proposta fatta. Il proponente
una volta inviata la proposta si pente della proposta fatta e la vuole revocare .la revoca della proposta per
essere valida entro quando deve essere fatta? La revoca della proposta è efficace e valida se giunge
all’accettante prima che il proponente riceva l’accettazione. In questo caso la revoca è efficace, la proposta
di contratto può essere validamente revocata. anche l’accettante che abbia inviato una risposta al
proponente nella quale dichiari di volere accettare la proposta, potrebbe ad un certo punto decidere,
pentendosi, di revocare l’accettazione stessa. la revoca dell’accettazione è efficace e valida se giunge a
conoscenza del proponente prima che al proponente giunga l’accettazione . tra persone distanti proposta
ed accettazione devono incrociarsi in un documento che sia comune ad entrambe le parti.avuto riguardo a
questo primo requisito essenziale abbiamo potuto vedere quali sono le formalità attraverso cui può
giungersi alla formazione dell’accordo.

Secondo requisito essenziale del contratto è la causa. La causa è disciplinata all’art 1343 e seguenti del
codice civile. Il legislatore non ci da una definizione di causa. La dottrina ha lungamente dibattuto sul
concetto di causa ( vedi manuale) la conclusione alla quale la dottrina è giunta è stata che la causa può
individuarsi nella funzione economico sociale del contratto. Che cosa si intende per funzione economico
sociale del contratto di vendita. scambiare una cosa a fronte di un prezzo. nel contratto di locazione la
funzione economico sociale è concedere in godimento ad altri un bene proprio a fronte del canone di
locazione.se manca la causa , al pari dell’accordo il contratto è nullo, è assolutamente inefficace ma è
possibile che la causa nei contratti sia presente ma sia illecita. Il fatto che vi sia un contratto con causa
illecita conduce anch’esso alla nullità del contratto. il contratto è contrario all’ordine pubblico, a norme
imperative o al buon costume. In questi casi la causa è presene ma è illecita. Il contratto è nullo. La causa
deve essere presente nel contratto e in genere la funzione economico sociale del contratto è una e una
sola, indipendentemente dalla tipologia di contratto di vendita che si va a realizzare. la causa è una ed una
sola e la causa va distinta dai motivi. I motivi che spingono un soggetto alla conclusione del contratto
possono essere molteplici. Io decido di alienare il mio immobile perché mi devo trasferire all’estero per
motivi di lavoro, oppure perché non ho più soldi per potere mantenere mio figlio agli studi. Questi sono i
motivi, la causa è sempre una e una sola. La causa è elemento essenziale, rileva sempre, i motivi , se sono
strettamente personali, non sono rilevanti. I motivi possono rilevare in un’unica circostanza, quando le parti
si siano determinate ala conclusione del contratto sulla base di motivi comuni ad entrambe le parti e si
trattava di motivi illeciti. In questo caso il contratto che i andrà a concludere è nullo.

Nei contratti la causa è sempre presenti. I negozi astratti sono dei negozi nei quali era stata messa in dubbio
l’esistenza della causa. però sulla base di quanto previsto in effetti la conclusione alla quale si può giungere
è che i negozi astratti non siano negozi a causali. Non è una causa che viene in rilievo immediatamente, ma
è una causa che viene in rilievo, si palesa soltanto in un momento successivo. Ecco perché si parla di
astrazione causale al momento della conclusione dell’accoro. Nel quadro della causa si deve fare
riferimento al contratto in frode alla legge. 1344. Il contratto in frode alla legge perché attraverso quel
contratto le parti hanno eluso l’applicazione d una norma imperativa, che doveva applicarsi. Questo
contratto è nullo perché nei contratti in frode alla legge è illecita la causa.