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Art 1173 fonti del rapporto obbligatorio. Le o.

derivano da contratto, da fatto illecito, da ogni altro o fatto


idoneo a produrle in conformità dell’ordinamento. La prima fonte è il contratto. La parte dedicata al
contratto in generale va dall’art 1321 del codice civile. Il contratto è l’accordo di due o più parti per
costituire, regolare o estinguere un rapporto giuridico patrimoniale. Il contratto è l’accordo di due o più
parti. Possiamo avere contratti che possono avere più parti. Il contratto è un atto che vede protagonisti
almeno due soggetti, è un atto bilaterale. potrebbe essere un atto plurilaterale quando più siano i soggetti
che hanno stipulato il contratto. C’è una differenza sostanziale tra il concetto di parte e il concetto di
soggetto. Nel concetto di parte possono essere ricompresi più soggetti. Possiamo avere una parte alienante
che vende ed una parte acquirente. Nel concetto di parte possono essere compresi più soggetti alienanti o
acquirenti. Vi sono più soggetti comproprietari che decidono di vendere il loro bene. In questo caso la parte
alienante è composta al suo interno da più soggetti. art 1321 . il contratto è l’accordo di due o più parti e
può essere volto a costituire un rapporto giuridico. Le parti danno vita da un rapporto giuridico che prima
non esisteva. La stessa semplicità la possiamo rintracciare nello spiegare il concetto di estinguere. Le parti
potrebbero dare vita ad un contratto con il quale vogliono estinguere un rapporto che già esisteva tra esse.
Più complesso è il terzo concetto art 1321. Il contratto è l’accordo con il quale si può regolare tra le parti un
rapporto giuridico patrimoniale. Il terzo concetto è la modificazione del rapporto giuridico esistente tra le
parti. Tra le parti c’è già un rapporto, esiste già un contratto, e a mezzo di un altro rapporto le parti
modificano quello già esistente. L’esempio è quello della fattispecie sub contrattuale. Le parti danno vita ad
un contratto di appalto per la realizzazione di uno stabile adibito a civile abitazione. nel contratto d appalto
viene dato in appalto la costruzione dello stabile, la realizzazione degli infissi, la realizzazione di tutte le
finiture interne. Contratto di appalto classico. Nel corso della realizzazione dell’immobile, il soggetto che ha
preso in appalto la costruzione dell’immobile stesso non sia in grado di realizzare dei lavori. Che cosa fa?
Potrebbe dare vita, costituire un contratto di subappalto che abbia ad oggetto la realizzazione degli infissi.
C’è un contratto padre che è il contratto di appalto e c’è un contratto figlio che è il contratto di subappalto.
Tra questi due contratti si crea, c’è un legame. Questo legame da quali elementi è dato? Perché si crei
questo rapporto è necessario che contratto padre di appalto e contratto figlio di subappalto abbiano
almeno parzialmente un oggetto comune. il contratto ha ad oggetto la realizzazione di tutto l’edificio. Il
contratto di subappalto ha ad oggetto la realizzazione degli infissi. Un oggetto è certamente parzialmente
in comune. ricorre questo primo elemento. Deve ricorrere un altro presupposto, il titolo deve essere lo
stesso, il contratto figlio dovrà essere dello tipo del contratto padre. Noi non possiamo avere un contratto
padre e un contratto figlio appartenente ad un’altra tipologia. Appalto, subappalto; locazione,
sublocazione. la tipologia dei contratti deve essere la stessa. Il terzo elemento è che tra contratto padre e
contratto figlio vi sia un soggetto in comune. Il contratto di appalto si realizza tra tizio e caio. Caio che ha
assunto l’appalto si rende conto che non può realizzare gli infissi, realizza un subcontratto per concedere ad
altri in appalto la realizzazione degli infissi. Nel contratto padre caio rivestiva la funzione di appaltatore. Nel
contratto figlio riveste la funzione di appaltante. Abbiamo un soggetto in comune che però riveste una
qualifica diversa. perché vi sia questo collegamento è necessario che i due contratti abbiano un oggetto
parzialmente in comune, appartengano allo stesso tipo e abbiano un oggetto in comune. Subcontratto che
regola una fattispecie che già esiste, regola in modo diverso un contratto padre. la fattispecie tipica nella
quale la regolazione del rapporto può trovare la sua spiegazione è il subappalto.

Nel momento in cui le parti decidono di costituire un contratto possono costituirlo sulla base
dell’autonomia contrattuale. Le parti sono libere di porre in essere qualunque tipo di contratto e ne
possono liberamente determinare il contenuto. Nel nostro codice vi è una parte dedicata ai contratti tipici.
Le parti potrebbero decidere di dare vita ad un contratto tipizzato. In questo caso l’autonomia contrattuale
esiste, ma è limitata dal fatto che nella realizzazione, formalizzazione e adempimento di quel contratto le
parti dovranno attenersi alle regole fisate dal legislatore per quel contratto che è tipizzato. Il contratto di
vendita è tipizzato. Se il contratto formalizzato dalle parti è un contratto di vendita le parti dovranno
seguire le regole dettate dal legislatore per il contratto di vendita. Le parti possono addivenire alla
realizzazione di un contratto che non sia tipizzato. Art 1322 secondo comma. Questo contratto per essere
lecito deve perseguire interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico. Si dovrà capire quale
sia la disciplina applicabile a questo contratto non tipizzato. La disciplina che si applica è quella della prima
parte del titolo dedicato al contratto in generale. Il tipo dovrà attenersi alle regole sul contratto in generale
dopo di che se queste regole non bastano, allora in questo caso interverrà l’interprete con quella
interpretazione logica di cui si è parlato. Il tipo contrattuale potrebbe avvicinarsi ai tipi contrattuali
disciplinati dal legislatore e trarre da quei tipi la propria interpretazione analogica.