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Il rapporto obbligatorio, nel momento in cui sorge . fonti possono essere contratto, fatto illecito etc.

è ben
possibile che il creditore richieda che il debitore presti garanzia. ovvero che il rapporto obbligatorio sia
assistito da garanzie. In questo modo il debitore si garantisce la solvenza del rapporto. Il debitore nel
momento in cui viene fatta questa richiesta da parte del creditore, deve prestare garanzie. I mezzi che
possono essere assicurati dal debitore possono avere natura diversa. Nello specifico vi sono mezzi di
conservazione della garanzia aventi contenuto generico e mezzi di conservazione della garanzia avanti
contenuto specifico. Generico: investono l’intero patrimonio del debitore. Specifico: possono essere
concentrati soltanto su beni specifici del debitore quali mezzi di conservazione a contenuto generico:
azione surrogatoria, azione revocatoria, il sequestro conservativo e il diritto di ritenzione. Mezzi di
conservazione a contenuto specifico sono il pegno, l’ipoteca e i privilegi.

Mezzi a contenuto generico. libro sesto, dedicato alla tutela dei diritti. Capo V si occupa dei mezzi di
conservazione della garanzia patrimoniale.

Azione surrogatoria. È un’azione che può essere esperita dal creditore. Egli ha interesse a che si abbia
esecuzione della prestazione. Si deve trovare di fronte ad un debitore che ha mezzi per pagarlo. Il debitore
potrebbe nel corso del tempo diminuire la propria capacità solutoria, dilapidare i propri beni, diminuire le
garanzie patrimoniali del creditore. Il creditore si garantisce mettendo in atto dei mezzi di conservazione
della garanzia patrimoniale. L’a surrogatoria ha lo scopo di garantire che il creditore possa surrogarsi nei
diritti del debitore. Presupposto affinché l’ a s possa essere esperita è che il debitore trascuri di esercitare i
propri diritti. Quando il creditore si accorge che il debitore è inerte e attraverso l’esercizio di quei diritti
avrebbe potuto assicurargli la garanzia patrimoniale, il creditore interviene. Il debitore è proprietario di un
immobile che ha concesso in locazione, trascura di riscuotere i canoni di locazione e non può pagare il
creditore. Il creditore si rivolge al giudice ed esperisce, cioè propone in via giudiziale l’azione surrogatoria.
Il creditore si sostituisce nei diritti del creditore. Il giudice vedrà se ci sono i presupposti perché l’a s possa
essere concessa e autorizzerà il creditore a sostituirsi al debitore e a riscuotere i canoni di locazione non
riscossi. Il creditore conserverà le proprie garanzie, anzi con i canoni non riscossi dal debitore riuscirà a
soddisfare i propri interessi, cioè a pagarsi. Esercita i diritti che il debitore ha trascurato di esercitare e si
mantiene la garanzia patrimoniale. Non si attiverà il procedimento di inadempimento. Nel momento in cui il
creditore propone l’zione surrogatoria deve convenire i debitore, che dovrà giustificare dinanzi al giudice la
propria inerzia. Se è un’inerzia ingiustificata è concessa l’azione surrogatoria.

Altro mezzo di conservazione è l’azione revocatoria, è sempre un’azione giudiziale proposta dal creditore,
tranne che i presupposti sono differenti. Qua non abbiamo uno stato di inerzia del debitore. Egli ha agito
dolosamente per sottrarre dei beni alla garanzia patrimoniale del debitore. Può avere ad esempio venduto
un bene immobile di sua proprietà ad un prezzo di gran lunga inferiore al prezzo di mercato. Il debitore
sapeva che quell’atto avrebbe recato pregiudizio alle ragioni del creditore. Lo vende ad un prezzo cosi
inferiore da non consentirgli di estinguere il rapporto obbligatorio. Il debitore agisce preordinatamente per
sottrarre un bene alle garanzie del debitore. I presupposti per cui l’azione può essere esperita
efficacemente sono altri. Il legislatore al punto due dice che il terzo deve essere consapevole del
pregiudizio. Vi deve essere un atto dolosamente preordinato per sottrarre un bene alle ragioni del
creditore. Vi deve essere la consapevolezza da parte del terzo che acquista che vi è questa macchinazione
ordita dl creditore per pregiudicare le ragioni debitore. Quando il creditore ritiene che sussistano questi
presupposti può rivolgersi al giudice ed esperire l’aione revocatoria. L’effetto che si produce: può
domandare che siano domandati inefficaci nei suoi confronti gli atti di disposizione del patrimonio del
debitore, ovvero che questi atti vengano revocati. l’atto posto in essere dal debitore nei confronti del
creditore è inefficace, cioè non produce effetti, è come se non fosse mai stato posto in essere. Il bene che è
stato alienato, è come se non fosse mai uscito dalla sfera giuridica del debitore. Significa che il creditore
manterrà intatta la garanzia .perché l’azione revocatoria abbia effetto devono ricorrere questi presupposti.
Al 4 comma il legislatore dice che l’inefficacia dell’atto non pregiudica i diritti titolo oneroso acquistati in
buona fede dai terzi. Se il terzo era in buona fede l’atto nei suoi confronti non poteva essere dichiarato
inefficace. I suoi diritti devono essere fatti salvi . una volta che è stata esperita l’azione revocatoria, essa fa
si che gli atti posti in essere dal debitore vengano revocati. se oltre al creditore che ha proposto l’azione
revocatoria vi sono degli altri creditori, a soddisfarsi sul bene recuperato sarà per primo il creditore che ha
proposto l’azione revocatoria, perché si è fatto parte diligente, e solo in un secondo momento potranno
soddisfarsi gli altri creditori che non hanno proposto l’azione revocatoria. L’azione revocatoria si prescrive
in un tempo di cinque anni decorrente dalla data dell’atto.

L’azione surrogatoria ha come presupposto il fatto che il debitore non agisca e non tuteli i prorpi diritti.
L’effetto che produce l’esperimento è che il creditore si sostituisce al debitore nell’esercizio dei propri
diritti.

Nel secondo caso il debitore ha agito per sottrarre dei beni alla garanzia patrimoniale. Presupposto
indefettibile è che vi sia il dolo da parte del debitore, la collaborazione del terzo acquirente e pregiudizio
per il creditore. il creditore agisce in revocatoria, fa in modo che il giudice revochi in suo favore gli atti
compiuti dal debitore.

Sequestro conservativo. Poniamo che il creditore abbia proposto azione revocatoria che sia andata a buon
fine. Il creditore deve fare in modo che quei beni entrati nella disponibilità del debitore non escano
nuovamente. il creditore per mantenere questa garanzia patrimoniale potrebbe in via giudiziale chiedere
che il giudice si pronunci sul sequestro conservativo dei beni. Può richiedere al giudice che venga nominato
un sequestratario al quale i ben vengano assegnati. Viene nominato questo sequestratario che si prende
cura dei nei rientrati nella disponibilità del debitore di modo che il debitore non possa più disporne. Il
creditore avrà la certezza che se il debitore non paga su quei beni si potrà rifare ed i beni continueranno a
costituire garanza patrimoniale. Il creditore potrebbe esperire la richiesta di sequestro conservativo dei
beni gli atti che hanno ad oggetto i beni oggetto del sequestro nei suoi riguardi non hanno effetto.

Il diritto di ritenzione . libro terzo dedicato alla proprietà. Articolo 1152 del codice civile. Mezzo di
conservazione della garanzia del creditore. tra i diritti reali esiste un diritto reale di godimento su cosa
propria e diritti reali di godimento su cosa altrui. Il proprietario è tale in quanto ha un potere di disposizione
e di godimento illimitato sul bene. Il proprietario può essere proprietario possessore, ma può essere anche
proprietario non possessore. I diritti reali di godimento su cosa altrui hanno questa peculiarità. Vi è un
soggetto proprietario che concede ad altri il diritto sul bene. Nel momento in cui viene concesso il diritto sul
bene significa che il possessore ne potrà godere ma non ne può disporre, perché il potere di disposizione
resta in capo al proprietario. a questo punto se ad essere concesso in usufrutto, uso ,abitazione. Nel
momento in cui il possessore ha il godimento del bene può apportare al bene addizioni o miglioramenti. Le
addizioni sono aggiunte per rendere il bene più fruibile, maggiormente godibile. Il possessore apporta delle
migliorie al bene. Nel momento in cui viene costituito il diritto , il diritto di godimento viene costituito a
termine. Vi sarà un momento il diritto del possessore cessa. Nel momento in cui il diritto del possessore
cessa. il bene dovrà rientrare nella disponibilità del prorpietario.ma è accaduto qualcosa nell’esercizio del
possesso, cioè è accaduto che il possessore ha apportato migliorie e addizioni al bene. Se le migliorie
apportate sono facilmente staccabili ( condizionatori d’aria) , possono essere disinstallati. Poniamo che i
miglioramenti non siano staccabili. Non siano eliminabili. Rimangono al bene principale. Il proprietario si
vedrà restituito un bene che avrà un valore superiore al bene concesso in origine. A questo punto può
essere esercitato il diritto di ritenzione. Quando il proprietario ha di nuovo il bene dovrà pagare il prezzo
delle migliorie e delle addizioni. Se il proprietario non paga si crea un rapporto obbligatorio tra proprietario
debitore e possessore creditore. Che cosa può fare il possessore? Può fare valere il proprio diritto di
ritenzione. Può chiedere di ritenere la cosa oggetto del possesso fino a quando non venga corrisposto
l’equivalente per le migliorie e le addizioni apportate. il possesso non sarà illegittimo ma sarà legittimo,
perché il possessore è diventato creditore e in qualche modo deve garantire il pagamento
dell’obbligazione. So garantisce ritenendo presso di se il bene oggetto del possesso.