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Scienze politiche.

Azione di nullità e annullabilità. Validità ed efficacia. I contratti validi sono anche contratti efficaci, nel senso
che il momento in cui il contratto è valido, contiene tutti gli elementi essenziali, quel ontratto sarà un
cpntratto che produrrà effetti nel sistema. Il concetto di regolarità formale non va di paro passo con quello
di effcacia, perché vi sono delle ipoesi in cui il contratto pur se validamente formatosi potrebbe essere
affeto da vizio. Se è un contratto affetto da vizio, il contrattoincomincia a produrre effetti nel sistema e
potrebbe cesare di produrne quando viene sollevata l’azione di annullamento. I vizi che possono colipre il
contratto possono essere a parte la minore età, l’errore la violenza e il dolo.nel momento in cui ricorrono
questi presupposti il contratto potrebbe cessare di produrre effetti a seguito dell’azione di
annullamento.regolarità formale non sempre signifcia efficacia dello stesso perché il contratto potrebbe
essere affetto da vizio e quindi inefficace.

Nel concetto lato di validità e invalidità del negozio si fa rientrare un istituto che è quello della rescindibilità
del contratto. Vi sono talune ipotesi n cui il cntratto si è fermato sulla base di particolari circostazne. Il
congratto potrebbe perere efficacia a seguito della rescissione dello steso.le ipotesi di rescissione sono due:
qualora il contratto ia stato concluso in stato d bisogno ovvero ualora il contratto sia stato concluso in stato
di pericolo. Art 1447 in poi

Contratto concluso in stato di pericolo: tizio si trova con la sua barchetta in mezzo al mare in stato di
pericolo. Sarebbe certamete morto se in quel momento non passa un motoscafo e in quel memento il
motoscafo si impegna a salvarlo, se però il naufrago gli vende un suo immobile. In questo caso il contratto
di alienazione dell’immobile è stato concluso a condizioni inique, perché vi è uno stato di pericolo
sottordiato sulla base del quale il naufrago si è obbligato a contrarre. In questa circostanza ricorrono tutti
ipresupposti per potere rescindere il contratto. C’è un contratto ocn cui una parte ha assunto obbligazioni a
condizioni in que. Un soggetto che non voleva vendere è obbligato a vendere, e magari sarà obbligato a
vendere d un prezzo inferiore rispetto al prezzo di mercato. Per la necessita che è nota a controparte, la
situazione di pericolo è nota al soggetto che propone il contratto, ricorre la fatispecie del pericolo di un
danno grave ed attuale, nell’immeidato percepibile. Ricorrono questi presupposti, il contratto è stato
ocncluso sulla base di no stato di pericolo, si può dire che c’è uno stato di pericolo, sulla base di questo
stato vi sono gli estremi per potere rescindere il contratto, cioè il contratto cesa di aver effetti.

La seconda fattispecie è l‘ipotesi in cui il c. sia stato concluso per lesione o in stato di bisogno. Qua devono
ricorrere altri presupposti perché possa essere proposta l’azione di rescissione. Art 1448.quli sono gli
elementi che devono ricorrere ? la sproporzione tra la prestazione di una parte e la prestazione dell’altra.
La sroporzione deve essere una sproporzione ultra dimidium, tra prestazione e controprestazione i deve
essere la differenza di piu del doppio. Tizio si rova in gravi difficoltà economiche e decide di alienare la
prorpiacasa. C’è una controparte che conosce lo stato d bisogno in cui tizio versava. Non basta perché
l’acquirente deve avere approfittato dello stato di bisogno, acquistando ad un prezzo che è inferiore della
metà rispetto al valore di mercato del bene.ricorre questo presupposto della lesione ultra dimidium,d ella
lesione oltre la metà. Ricorrendo questi due presupposti è possibile azionare la recissione del contratto e
fare in moo che il contratto psto in essere non produca più effetti

Ricorrendo questi presupposti l’azione di r è prponibile. Legittimato a proporre l’azione di r è il soggetto


leso. Colui che si trovava in uno stato di bisogno o di pericolo. L’azione di r al pari del’azione di nullità e
annullamento si attiva in via giudiziale, il soggetto si rivolge all’autorità giudiziaria e chiede venga recissio e
deve dimostrare che ne ricorrano i presuposti. L’a giudizioara ricevuta la richiesta dir del contratto si
pronuncerà e potrà pronunciarsi per la r del contratto. Nel momento in cui il contrtto era concluso in stato
di pericolo il giudice potra pronunciarsi sulla r del contratto e ppuò assegnare un equo compenso all’latra
parte dell’opera prestata, nel primo esempio c’er stato un salvtaggio.il giudice dichiara rescisso il contratto
e può attribuire al soggetto che ha prestato soccorso un equo compenso sulla base e in proporzione
all’aiuto prestato. Qualora l’azione di r sia stato compiuto in stato di bisogno. A fronte della richiesta di r
proposta dall’altra parte il giudice si pronuncerà sulla r del contratto ma l’azione di r del contratto potrebbe
essere bloccata da controparte, nell’ipotesi in cui controparte dichiari di volere ricondurre ad equità il
contratto. Se c. vuole bloccare l’azione di r e fare in modo che il contratto produca effetti, si presenterà al
giudice e dichiarerà di volere ricondurre ad equità il contratto. la parte è disposta a pagare il giusto prezzo.
Un volta che il giudice si è pronunciato e ha dichiarato la rescindibilità del contratto, il c cessa di produrre
effetti.

L’azione di r è un’azione che si prescrive. L’zione di r si prescrive in un anno dalla conclusione del contratto.
Un termine di r molto breve per la parte che vuole azionare l’azione. Contratto che è un contratto
regolarmente formatosi, che si è formato in uno stato di pericolo o di bisogno. Il contratto ricorrendo questi
presupposti può essere rescisso e cessa di produrre effetti.

La rescindibilità si fa rientrare al pari della nullità e annullabilità nel più ampio novero ella annullabilità
contrattuale. quando parliamo di invalidità contrattuale si può atteggiare come nullità, annullabilità o
rescissione del contratto. Abbiamo un contratto che si è regolarmente formato che può o non può produrre
i suoi effetti. 16.59

Come si estingue il contratto e se il contratto può estinguersi e se nel corso della sua vita il contratto può
modificarsi.

Il contratto si può estinguere e le modalità attraverso cui il contratto può estinguersi prende il nome di
risoluzione: possiamo avere una r volontaria, giudiziale , ovvero r che operi ex lege.

La r volontaria l’abbiamo qualora siano i soggetti che consensualmente decidono di estinguere il rapporto.
La r opera di diritto. Il l ha previsto de casi in cui l’estinzione del contratto è automatica. Risoluzione
giudiziale: le parti non essendo riuscite a sciogliere il vincolo consensualmente , si rivolgono all’autorità
giudiziaria che con sentenza si pronuncia sciogliendo il contratto, estingueno il rapporto.

Fattispecie in cui la r legale opera di diritto sono 4 : ipotesi in cui è prevista una clausola risolutica espressa,
ipotesi in cui è previsto un termine essenziale, diffida ad adempiere, risoluzione per impossibilità
sopravvenuta della fattispecie. La prima ipotesi che viene in rilievo è qullo della c r epressa 1486.la c ris
viene pposta al pari di altri elementi direttamente nel contrtto. Le parti decidono di apporvi una c r
espressa. Stabilispcono ch un contratto si risolva nell’ipotesi in cui un’obbligazione prevista nel contratto
non sia adempiuta. In virtu della presenza della cre il contratto si risolve di diritto, vuol dire che il soggetto
che vuole valersi della clausola dovrà esercitare il suo diritto potestativo( diritto che ha un soggetto di
incidere nella sfera giuridica di un alro soggeto senza che quello possa fare alcunchè) ciascuna dlle due prti
nel momento in cui si verifica l’inadempimento dell’altra può dichiarare di volersi avvalere della cre prevista
nel contratto. Nel mento in cui fa questa dichiarazione, il contratto di diritto si estingue. La clausola viene
apposta dalle parti ad un dìcontratto e con la quale le parti stabiliscono che in caso di inadempimento di
una parte l’altra portà eserciter il proprio diritto derivante dlla clausola e automaticamente risovere il
contratto.

Termine essenziale il termine essenziale è un termine che le parti appongono al contratto ed è un termine
essenziale per le parti. Viene commissionato a tizio l’abito da sposa di caio che deve essere cnsegnato il
giorno delle noze. Il giorno delle nozze è in termie essenziale che viene stabilito dalle parti nel contratto. Se
non vi è stato adempimento nel termine, la parte, in questo caso la sposa che ha subito l’inadempiento,
può valersi del termine. La risoluaizone del contratto opera di diritto. La sposa il giorno dopo delle nozze
non avrà interesse a ricevere l’abito e conseguenemente non dovrà pagare. Se il termine è essenziale la
risoluzione opera di diritto senza che le parti facciano valere il termine.il legisltor dice che nell’ipotesi in cui
il termine non si volgia fare valere, la parte deve dichiararlo.la parte che ha interese a rocevere la
prestazione anche se è scaduto il termine, entro tre giorni deve dichiarare che comunque vole ricevere la
prestazione. Il termine come termine esenziale non opera, la risoluzione di diritto non opera, la parte che
fino a quel momento era stat inadempiente potrà adempiere la prestazione e avrà diritto alla
conrorestazione. Sono le parti che decidono di apporre una clausola risolutiva espressao un temine
esseniale.

Terza ipotesi è quella della diffida ad adempiere. Abbiamo un contratto a prestazioni corrispettive. Nel
contratto non era stato previsto niente, tizio doveva adempiere la propria prestazione a caio.
L’adempimento non avviene al tempo della scadenza dell’obbligazione. Ipotesi dei canoni di locazione non
pagati. Il conduttore non paga i canoni di locazione. Il locatore può inviare al conduttore una diffida ad
adempiere la prestazione. sulla base della diffida ad adempiere può accadere che la parte inadempiente
adempia la prestazione . a fronte di una diffida ad adempiere nella quale è contenuta l’indicazione del
contratto e dei canoni di locazione non pagati ed il termine preciso entro il quale bisogna adempiere, può
anche accadere che a fronte dell’inadempimento di controparte, il contratto si risolva di diritto. La diffida
ad adempiere non può avere al suo interno un termine che sia inferiore a 15 giorni. Al 15 giorno non si ha
adempimento, il contratto è risolto di diritto.

Impossibilità sopravvenuta della prestazione. Ci troviamo di fronte ad una impossibilità totale sopravvenuta
della prestazione non imputabile a nessuna delle parti. Di fronte all’inadempimento che deriva d
impossibilità sopravvenuta, controparte non dovrà prestare la controprestazione e il contratto si intenderà
risolto di diritto. L’unica cosa è che eventualmente dovranno essere restituite le prestazioni già effettuate.
Se cioè erano stati fornite delle anticipazioni sul prezzo totale, queste anticipazioni dovranno essere
restituite a chi le ha effettuate. Vi è una impossibilità parziale della prestazione. Di fronte all’adempimento
parzaile che deriva ad una causa non pimputabile ad alcuna delle parti , controparte decide di avere la
prestazione parziale. Nel momento in cui io ricevo soltanto pro parte della prestazione, a fronte di questa
prestazione parziale, io dovrò versare il ocrrispettivo diminuito della prestazione effettuata. Controparte
potrebbe rispondere di non avere più interesse a rievere la prestazione perché è prestazione parziale. In
questo caso la risoluzione opera d diritto. Laparte eccepiscemil fatto di non avere interesse a ricevere la
prestazioen parziale. Se il contratto si risolve di diritto, colui che doveva ornire la pretazione non fornirà la
prestazione parziale e da controparte non dovrà esser pagato alcunchè. Queste sono ipotesi tassative che il
legislatore prevede in cui la risoluzione opera ex lege, senza che vi sia l’intervento di un’autorità giudiziara.

Risoluzione volontaria: può essere o una risoluzione neloziale propriamente detta, qualora siano le parti a
convenire negozialmente la risoluzione del contratto, oppure la risoluzione volontaria può essere una
risoluzione per inadempimento. La risoluzione può essere convenuta dalle parti, cioè ad un certo punto le
parti deidono di sciogliere il contratto, risoluzione negoziale. Se invece le parti non addivengono a questa
conclusione a risoluzione può operarsi per inadempimento,nell’ipotesi in cui una delle parti non adempia la
prorpia obbligazione. A fronte dell’inadempimento di una parte l’altra potrebbe adire l’autorità giudiziaria.
La risoluzione volontaria diventa una risoluzione giudiziale.a fornte dell’inadempimento di una parte l’altra
si rivolge a giudice e chiede la risoluzione del contratto. Quando la parte si rivolge all’autorità giudiziaria
potrebbe anche chiedere l’adempimento. Il ricorsoall’autorità giudiziaria è eccepito per chiedere
l’adempimento della prestazione. In entrambe le ipotesi la parte potrebbe chiedere il risarcimento del
danno, solo che nell’ipotesi in cui viene chiesta la risoluzione, il risarcimento del danno che voci di anno
dovrà riguardare? Il fatto che controparte ha confidato nella validità del contratto. Nell’ipotesi in cui la
parte ha interesse l’adempimento, verrà corrisposto il risarcimento del danno pe il ritardo
nell’adempimento, perché la parte richiederà l’adempimento. Una risoluzione volontaria potrebbe
diventare una r per inadempimento che assume un natura giudiziale.

Nell’ambito della r volontaria esiste una r negoziale, quando la r è convenuta tra le parti. Il nostro
ordinamento la qualifica come revoca nell’ipotesi in cui sia un atto unilaterale, o recesso nell’ipotesi di
contratto. Mandato: il mandato si estingue per la revoca da parte del mandante. La risoluzione del
contratto opera attraverso un atto unilaterale che è la revoca. Proviene dal soggetto mandante che revoca il
potere di mandato al mandatario. Revocando il potere di mandato, il contratto di mandato si estingue e
non produrrà più effetti. La risoluzione negoziale può diversamente atteggiarsi o essere negoziata dal
recesso. Se ad una delle parti è attribuita la facoltà di recedere dal contratto, tale facoltà può essere
esercitata finché il contratto non abbia avuto un principio di esecuzione. Nel contratto le parti hanno
attribuito ad una delle due il potere di recesso all’atto della formazione del contratto. Il recesso, quando
opera è un recesso unilaterale, perché ha natura unilaterale. Il potere di recesso è provenuto che c’è a
monte tra le parti. Tale facoltà può essere esercitata finché il contratto non abbia avuto un principio di
esecuzione. Se al contratto è stato dato principio di esecuzione la facoltà di recesso non può operare,
perché ci sarà l’adempimento totale o parziale della prestazione. In entrambe le fattispecie (risoluzione a
mezzo di atto unilaterale o recesso) può a questo atto apporsi una caparra penitenziale, una caparra
confirmatoria o una clausola penale. Art1386

Nel contratto nel quale era previsto il diritto di recesso o la revoca, le parti possono convenire una caparra
penitenziale. Che funzione ha? Ha la funzione di corrispettivo di recesso. In caso di recesso la parte che
recede deve versare all’altra 100 euro. La sua funzione è quella di corrispettivo del recesso, nulla più altro
deve essere dato. Il recedente perde la caparra data se l’ha data o deve restituire il doppio di quella che ha
ricevuto. Viene formata all’atto della conclusione del contratto perché costituisce il prezzo di recesso, se vi
è recesso. Se non vi è recesso, colui che ha versato la caparra riceverà il doppio della caparra data, se il
recesso si ha il soggetto che ha dato la caparra perde la caparra. C penitenziale

C confirmatoria: qua la caparra non è il prezzo del recesso, ma serve a confermare le intenzioni delle parti
contraenti.viene fornita per garantire ancora di più le intenzioni delle parti contraenti. Al momento
dell’adempimento deve essere restitutita o imputata alla prestazione. Se la parte adempie restituisce la
caparra. Se la parte adempie solo in parte allora la caparra verrà imputata ad una parte della prestazione.

Clausola penale art 1382 è la clausola con cui si conviene che in caso di inadempimento uno dei due
contraenti è tenuto ad una determinata prestazione.le parti nel contratto possono convenire e stabilire una
clausola penale, limitano l’entità del risarcimento del danno, perché nella clausola penale le parti possno
stabilire che in caso di inadempimento tizio dovrà versare a caio la somma di 100 euro.proprio perhcè
l’entità del risarcimento è stato stabilito nella clausola penale, dala parte che ha diritto al risarcimento non
po’ essere richiesta una somma ulteriore.la clausola penale limita l’entità del risarcimento del danno.la
clausola penale può essere stabilita per il semplice ritardo, allora in quel caso la somma stailita nella
clausola penale sarà una somma che dovrà coprire il danno per il ritardo subito dalla parte.deve essere
previsto che la clausola penale sia convenuta per il ritardo.