Sei sulla pagina 1di 7

Amico fragile e Giugno '73 sono gli unici due brani che vedono

De André come autore unico di musica e testo: si tratta, non a


caso, di due pezzi sentitamente autobiografici, il primo sulla
difficoltà di comunicazione e il secondo sulla fine di una storia
d'amore.
Tua madre ce l'ha molto con me [1]
perché sono sposato e in più canto [2]
però canto bene e non so se tua madre [3]
sia altrettanto capace a vergognarsi di me [4]
Tua madre ce l’ha con me perché sono sposato, canta De André.
Egli tecnicamente è infatti ancora solo separato e ciò di fatto lo
rende nulla di più di un poco di buono agli occhi della madre
citata in [1]. Ma la madre di chi? Questo ce lo spiega lo stesso
cantautore in una famosa intervista: “Questa canzone l'ho
scritta per una ragazza di nome Roberta, con la quale ho vissuto
due anni, fra la mia prima moglie e la Dori. Tutti credono che sia
stata scritta per Dori, invece no.” La famiglia di lei, in
particolare la madre per quel che ne sappiamo, è quindi
contraria a questa relazione. Roberta, si dice, sarebbe figlia di
borghesi benestanti, Fabrizio è un cantante, con un matrimonio
e un figlio alle spalle. La musica oggi è in grado di aprire molte
porte, ma negli anni Settanta essere un cantante equivaleva a
ricevere l’etichetta di “capellone drogato fancazzista” anche se,
come era appunto il caso di De André in quegli anni, si potevano
già vantare diversi album di successo a curriculum. E tale
curriculum giustifica perfettamente la scelta delle parole “però
canto bene”.
La gazza che ti ho regalato [5]
è morta, tua sorella ne ha pianto, [6]
quel giorno non avevano fiori, peccato, [7]
quel giorno vendevano gazze parlanti. [8]
Il nome di questo uccello, evidentemente a causa del suo
comportamento, è spesso usato come sinonimo di ladra. Ma ci
sono alcune diverse interpretazioni che potrebbero calzare a
pennello con il tema di Giugno ’73: secondo una leggenda greca
le Pieridi, nove ragazze della Tracia, vollero sostenere una gara
di canto con le Muse e, sconfitte, furono trasformate in gazze. Si
potrebbe riconoscere, nelle gazze di questa leggenda narrata da
Ovidio, il simbolo dell’invidia e della presunzione. Fabrizio si
reca a comprare dei fiori per Roberta e, non trovandoli, ripiega
su una gazza parlante. Perché mai un dono così singolare? Forse
la gazza celava qualche messaggio particolare? In Cina, per
esempio, la gazza ha a che fare con l’infedeltà coniugale: lo
specchio donato dal marito si trasforma in gazza e riferisce se la
moglie lo ha ingannato in sua assenza. Alquanto singolare la
questione vista da questa prospettiva, Il vero motivo ci viene
comunque spiegato nella strofa successiva.
E speravo che avrebbe insegnato a tua madre [9]
A dirmi "Ciao come stai ", insomma non proprio a cantare [10]
per quello ci sono già io come sai. [11]
Fabrizio regala la gazza alla famiglia. Anche i fiori citati in [7], ma
non trovati, erano probabilmente un regalo alla famiglia, un
modo come un altro per farsi accettare. La gazza è quindi un
tramite. Anzi, no, è un surrogato. Insegnando alla gazza a
pronunciare "Ciao come stai", Fabrizio avrebbe avuto
l’impressione che almeno qualcuno in quella casa potesse aver
piacere delle sue visite. Se la madre non lo degnava nemmeno
di un saluto, ci sarebbe stato qualcun altro a dargli il benvenuto
con quelle parole. E chissà se forse, un giorno, anche la famiglia
di lei avrebbe imparato ad accettarlo come stava imparando a
fare, seppur inconsciamente, il nero pennuto? Non era amore
quello che Fabrizio cercava, ma solo accettazione. E questo è
evidente dalla scelta delle parole “insomma non proprio a
cantare” [10]. La morte della gazza potrebbe infine essere un
modo per farci sapere che il suo tentativo è fallito, che tutto alla
fine è fallito e a lui non restano che le lacrime di una bambina,
la sorellina di lei, l’unica creatura davvero innocente in tutta
questa storia.
I miei amici sono tutti educati con te [12]
però vestono in modo un po' strano [13]
mi consigli di mandarli da un sarto e mi chiedi [14]
"Sono loro stasera i migliori che abbiamo ". [15]
Improvvisamente infatti ci rendiamo conto che la famiglia di lei
non è l’unico ostacolo da affrontare. Come purtroppo accade
spesso, quando la passione dei primi giorni viene a scemare,
tutto crolla come un castello di carte se una coppia non ha
molto altro in comune. In questo caso non c’è davvero nulla in
comune tra i due. Lei frequenta l’alta borghesia: quindi balli,
ricevimenti e abiti firmati. Un mondo probabilmente falso che si
regge sull’effimero, ma è il suo mondo. Lui appartiene ad un
mondo decisamente diverso e la cosa è resa evidente in primo
luogo dal suo abbigliamento, certamente dozzinale e
sicuramente non cucitogli addosso su misura da un sarto. Ci
sono diverse opinioni su quale sia effettivamente il significato
della parola “amici” citata in [12]. Potrebbero essere
letteralmente degli amici di Fabrizio. Egli avrebbe tentato di
inserire Roberta nel suo mondo, nella sua compagnia di amici
un po’ bohemiens, ma lei non si sarebbe sentita a suo agio.
“Non hai amici migliori?”, gli chiede, come se essere migliori
dipendesse più dall’apparenza (l’abito) che dall’essere persone a
proprio modo oneste e gentili (educate). Su un forum ho letto
una diversa interpretazione: gli “amici” sarebbero in realtà le
sue abitudini di vita, per lei incomprensibili (strane), essendo
abituata a comportamenti (vestiti) più nobili.
E adesso ridi e ti versi un cucchiaio di mimosa [16]
Nell'imbuto di un polsino slacciato. [17]
I miei amici ti hanno dato la mano, [18]
li accompagno, il loro viaggio porta un po' più lontano. [19]
Questo è uno dei passi più criptici di “Giugno ‘73”, ed anche uno
dei più discussi. Si dice in un altro forum che la mimosa altro
non sarebbe che l’eroina: una mimosa gialla come il succo di
limone con il quale i tossici del tempo usavano sciogliere,
appunto, in un cucchiaio la loro dose. Questa teoria
spiegherebbe il successivo [17] imbuto di un polsino slacciato
(la siringa nel braccio), spiegherebbe l’accendino citato in [21],
comunemente usato per scaldare la dose, spiegherebbe il “mi
fermavano il sangue” citato in [23], come un richiamo all’utilizzo
del laccio emostatico, e spiegherebbe infine le richieste di aiuto
citate in [26]. Roberta era quindi un’eroinomane?. Quello che è
certo è che la storia tra i due è a questo punto giunta al
termine. “I miei amici ti hanno dato la mano” potrebbe
significare che “io e le mie abitudini, il mio modo d’essere
quello che sono, ti lasciano, se ne vanno. E se ne vanno
elegantemente con una stretta di mano.” Il polsino è ora
slacciato, liberando il polso della ragazza dalla stratta morsa di
una relazione senza futuro.
E tu aspetta un amore più fidato [20]
il tuo accendino sai io l'ho già regalato [21]
e lo stesso quei due peli d'elefante [22]
mi fermavano il sangue [23]
li ho dati a un passante. [24]
I "Negli anni 70 si usavano i pantaloni a zampa d'elefante” - e
questo lo sanno anche i sassi – “ma anche dei braccialetti con
dei peli d'elefante". Fabrizio non fa altro che gettare nella
spazzatura (anche se dice “li ho dati a un passante un
accendino e un braccialetto, triste ricordo di una persona che
desidera dimenticare. Il “fermavano il sangue” non avrebbe
quindi nulla a che fare con la tossicodipendenza, il laccio
emostatico ventilato da quel tizio di prima: semplicemente sono
oggetti che stringono, che legano Fabrizio al passato.
Poi il resto viene sempre da sé [25]
i tuoi "Aiuto" saranno ancora salvati [26]
io mi dico è stato meglio lasciarci [27]
che non esserci mai incontrati. [28]
Quando una storia d’amore finisce non c’è bisogno di fare nulla
né di pensare a nulla. Tutto il resto viene semplicemente da sé,
come Fabrizio dice a Roberta in questi ultimi versi. Il tempo
rimarginerà le ferite e un giorno, forse nemmeno troppo
lontano, qualcun altro entrerà nella tua vita, accorrendo al tuo
richiami (ai tuoi “Aiuto”), ed è quasi inevitabile che ciò accada,
perché l’amore, non neghiamolo, è nella natura umana.
Quei due versi conclusivi sono di una tristezza infinita. “È stato
meglio lasciarci che non esserci mai incontrati” canta De André,
rivelandoci una verità che quasi ci sorprende: lui la ama ancora.
Non c’è alcun dubbio. La ama la punto che è disposto a lasciarla
andare via. Un amore che, ancora per molto tempo, gli farà
sanguinare il cuore, visto che questa canzone, lo ricordo, è stata
scritta due anni dopo.