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22/1/2020 de Falla - Siete canciones

Siete canciones populares españolas


per voce e pianoforte

Musica: Manuel de Falla (1876 - 1946)


Testo: tradizionale

1. El paño moruno - Allegretto vivace


2. Seguidilla murciana - Allegro spiritoso
3. Asturiana - Andante tranquillo
4. Jota - Allegro vivo
5. Nana - Calmo e sostenuto
6. Canción - Allegretto
7. Polo - Vivo

Organico: voce, pianoforte


Composizione: 1914
Prima esecuzione: Madrid, Ateneo de Madrid, 14 gennaio 1915
Edizione: Max Eschig, Parigi, 1922
Dedica: Madame Ida Godebska

Guida all'ascolto (nota 1)


Le Sette canzoni popolari spagnole, che furono scritte nel 1914 ed eseguite per la prima volta nel febbraio 1915 a
Madrid, durante il primo concerto della Sociedad Nacional de Musica (istituzione musicale che si riprometteva di
valorizzare l'arte iberica), costituiscono un punto di riferimento importante nella produzione di Falla, in quanto
segnano l'utilizzazione da parte dell'artista del folclore musicale della sua terra, secondo un processo di reinvenzione
del canto popolare. Le idee di Falla in proposito furono espresse da lui stesso in un articolo apparso nella rivista
«Mùsica», in cui tra l'altro egli disse: «La mia modesta opinione è che in una canzone popolare lo spirito è più
importante della lettera. Il ritmo, il modo e gli intervalli melodici sono la cosa principale, com'è dimostrato dal popolo
con la trasformazione continua della linea melodica. Ma c'è di più: l'accompagnamento ritmico o armonico è
importante almeno quanto la canzone stessa, e quindi bisogna ispirarsi in questo direttamente al popolo; chi la pensa
diversamente con il suo lavoro non farà altro che un centone più o meno arguto di quello che vorrebbe realizzare nella
realtà». Da ciò si capisce come Falla, pur arricchendo con il suo gusto armonico una determinata melodia popolare,
non tradisca mai le caratteristiche della melodia tramandata da questa o quella regione della Spagna.

Infatti nelle Sette canzoni si alternano moduli tematici tipicamente andalusi in El pano moruno, Canción, Nana, Polo ai
canti della Murcia (Seguidilla), delle Asturie (Asturiana) e dell'Aragona (Jota), secondo un criterio di appropriazione
dell'anima spagnola in tutta la sua varietà e diversità di situazioni psicologiche, ubbidendo all'esempio già o erto da
Pedrell, Albéniz e Granados. Non per nulla Mila sostiene che in questi come in altri componimenti di Falla, artista di
acuta intelligenza creatrice, viene percorsa «la parabola di una delle esperienze che si o rivano alla musica
contemporanea: quella dell'ispirazione nazionale. Riscatto dal folclore, passaggio dal pittoresco all'autentico, dal colore
locale al genio di un popolo e di una civiltà, dal caratterisco al carattere: tale è il signi cato profondo dell'arte di Manuel
de Falla». Le Sette canzoni, che hanno sempre suscitato ammirazione per la chiarezza e l'eleganza del disegno armonico
e per la morbidezza timbrica della linea vocale, sono dedicate a madame Godebski, la quale insieme al marito ebbe
rapporti amichevoli e cordiali con Falla e altri musicisti, tra cui Ravel, un compositore sinceramente apprezzato
dall'autore dell'Amor brujo.

Testi
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EL PAÑO MORUNO IL PANNO MORESCO

Al paño no, en la tienda, Sul panno no, nella bottega,


Una mancha le cayó; una macchia è caduta.
Por menos precio se vende, Lo si vende a minor prezzo
Porque perdió su valor. perché ha perduto il suo pregio.

SEGUIDILLA MURCIANA SEGUIDILLA MURCIANA

Cualquiera que el tejado Chiunque di vetro ha il tetto,


tenga de vidrio, non deve tirar sassi
No debe tirar piedras a quello del vicino.
al del vecino. Siamo mulattieri:
Arrieros somos; - chissà che sui sentieri
puede que en camino non ci si incontri!
Nos encontremos! Per la tua molta incostanza
Por tu mucha inconstancia ti paragono
yo te comparo a moneta che passa
Con peseta que corre di mano in mano:
de mano en mano: si riga in ne,
Que al n se borra, e credendola falsa .
y creyéndola falsa nessuno la prende.
Nadie la toma.

ASTURIANA ASTURIANA

Por ver si me consolaba, Per vedere se mi consolava


Arrimóme a un pino verde m'accostai a un pino verde:
Por ver si me consolaba, e il pino, com'era verde,
Y el pino, como era verde, piangeva,
Por verme llorar, lloraba. vedendomi piangere.

JOTA JOTA

Dicen que no nos queremos Dicono che non ci amiamo


Porque no nos ven hablar. perché non ci vedono parlare:
A tu corazón y al mío al tuo cuore e al mio
se lo pueden preguntar. lo possono domandare.
Ya me despido de ti, Già m'allontano da te,
De tu casa y tu ventana; dalla tua casa, dalla nestra,
Y aunque no quiera tu madre, e se anche tua madre non vuole,
¡adiós, niña, hasta mañana! addio, bambina, a domani!

NANA NINNA-NANNA

Duérmete, niño, duerme; Dormi, bimbo, dormi,


duerme, mi alma, dormi anima mia,
duérmete, lucerito dormi, stellina
de la mañana. del mio mattino!

CANCIÓN CANZONE

Por traidores, tus ojos Sono traditori i tuoi occhi:


voy a enterrarlos; vado a seppellirli!
no sabes lo que cuesta, Non sai che costi,
niña, el mirarlos. bimba, guardarli.
Dicen que no me quieres; Dicendo che non m'ami
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ya me has querido... già m'hai amato.


Vayase lo ganado Vada il guadagno
por lo perdido. per ciò che ho perduto.

POLO POLO

Ay, guardo una pena en mi pecho Ho nel cuore una pena


que a nadie se la dire. che a nes'suno dirò.
¡Malhaya el amor, malhaya, Mal s'abbia l'amore
y quien me lo dio a entender! e chi me lo insegnò!

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 18 gennaio 1980

Ultimo aggiornamento 17 dicembre 2015

Questo testo scritto da Terenzio Sacchi Lodispoto è di proprietà di © LA MUSICA FATTA IN CASA
che ne autorizza l'uso, ed è stato prelevato sul sito https://www. aminioonline.it

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