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Progetto Babele DUE

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Progetto Babele DUE

P.B. numero due - INDICE_____________________________________


EDITORIALE
FANTASCIENZA ___________ _______________ Cork 29/08/02
Benvenuti a tutti.
L’ultima Zaibatsu di Vittorio Baccelli pg. 17
Progetto Babele, numero due.
Numero intermedio con il quale, se da un lato si
NOIR_______________________ _________ _____ _______________
consolida il lavoro fatto in questi sei mesi, dall’altra
iniziano a fermentare nuovi spunti e nuove idee
Uccidere Ramona di Paolo Durando pg. 4 che si concretizzeranno nei mesi invernali. Il che e’
un po’come dire ”continuate a seguirci con fiducia
FANTASY ______________________ _______________ e non ve ne pentirete”.
Numero, se vogliamo, ancora un po’ estivo,
sebbene anagraficamente settembrino, dal
Purificazione ( prima parte ) di Endymion, “Simone”, Pellegrino Dormiente pg. 43 momento che l’assenza di molti collaboratori,
meritatamente fuggiti verso lidi migliori e,
HORROR ________________________ _____________________ geralmente, piu’ assolati, ha influenzato la
composizione dell’indice.
Curly cat di Roberta Mochi pg. 37
Il risultato e’un Progetto Babele forse un po’ piu’
L’amplesso di Marina Guzzi pg. 22 povero di rubriche ed articoli ma certamente piu’
ricco di racconti. Senza perderci d’animo, abbiamo
TRADUCENDO TRADUCENDO _ _____________________ infatti sfruttato l’occasione per inserire racconti di
respiro un po’piu’ampio rispetto al solito.
A voi il compito di giudicare e di farci sapere se
Nell’ora neutra del mattino di Rubem Braga trad. Giuseppe Butera pg. 30
avete gradito l’esperimento.

UN RACCONTO DI… __________________ _______________________ Tra le storie inserite, tutte di ottima qualita’ –
poteva esseree diversamente? - mi permetto di
Serafino preposto al coraggio di Pietro Pancamo pg. 3 segnalare La collana di Claudio Palmieri, che
ricorda l’atmosfera delle migliori commedie
La collana di Claudio Palmieri pg. 10
americane anni cinquanta. Incantevole, nella sua
Sabbia nera di D.M.K.i pg. 24 tristezza, e’invece Sabbia nera di D.M.K., che, al
Juntos de Nuevo di A.Torreguitart Ruiz e Gordiano Lupi pg. 26 solito, dimostra il proprio talento di scrittrice
Ian ( prima parte ) di Marco Attina’ pg. 33 tratteggiando questo racconto con pennellate
Musica per caciucco di Carlo Santulli pg. 41 secche e veloci. Una piccola chicca, poi, e’ la
traduzione, propostaci da Giuseppe Butera, di un
Il cappotto grigio di Marco Angelotti pg. 49
brano scritto nel 1933 dal cronista brasiliano
Rubem Braga, mentre un vero scoop e’l’intervista
IL ROMANZO (A PUNTATE) ______________ ______ ____________ __ a Dan Fante ottenuta da Thomas Pololi ( autore
anche del breve Stasera Nevica di cui
Take Five di Gery Palazzotto PARTE TERZA pg. 50 raccomando caldamente la lettura ). Se poi
qualcuno di voi si e’ svegliato questa mattina con
un’idea indistinta che gli ronzava per la mente, non
IN BREVE _____ _____ _____________________ si dia troppa pena per cercare di afferrarla,
potrebbe finire come il protagonista di Uccidere
Il Blu di Massimiliano Badiali pg. 14 Ramona di Paolo Durando, meglio rivestire i
La birra di Emanuele Palmas pg. 23 panni dei vent’anni ed aggirarsi con le mani
sprofondate nelle tasche del giubbotto per le
Stasera nevica di Thomas Pololi pg. 45
strade di una Modena che sa d’Irlanda, se siete
fortunati, potreste incontrare anche voi un certo
RUBRICHE _____ ____ ______ ________________ Ian. E poi, ancora, trovate tra queste pagine
l’horror angosciante di Roberta Mochi e quello ”a
Consigli di Lettura : Nazim Hikmet pg. 16 sorpresa” di Marina Guzzi, la cyber-fantascienza
di Vittorio Baccelli, il fantasy di Endymion, lo
Consigli di Lettura : J.L.Borges di C.Ventura pg. 25
sconcertante Cappotto Grigio di Angelotti, la
I GRANDI AUTORI – Dante Alighieri di R.M.L.Bartolucci pg. 9 terza parte di Take Five, la monografia su Alfred
L’INTERVISTA: Sono megli di Bukowski – Intervista a DAN FANTE pg. 29 Hitchcock della brava Francesca Lagomarsini,
Book Reviews : Dance Dance Dance a cura di S.Lorefice pg. 7 Alchimie e un’interessante biografia di Dante
Book Reviews : La pupa di zucchero a cura di R.M.L.Bartolucci pg. 13 Allighieri curata, al solito, da R.M.L. Bartolucci.
Book Reviews : Wittgenstein poker a cura di Luca Toni pg. 14
Al solito, quindi, non mi resta che augurarvi: buona
Book Reviews : Il bacio di Klimt a cura di Carlo Menzinger pg. 21 lettura!
Book Reviews : Incontri ravvicinati di ogni tipo a cura di Carlo Menzinger pg. 21
Book Reviews : La messa degli Angeli a cura di Carlo Menzinger pg. 23 Marco R. Capelli
Book Reviews : Agganci a cura di A.Ternera pg. 29 marco_roberto_capelli@yahoo.com
Book Reviews : Creature di Sabbia a cura di Claudio Palmieri pg. 31
Book Reviews : Cacciatori di teste a cura di S.Lorefice pg. 36
Book Reviews : Siamo spiacenti di... a cura di S.Lorefice pg. 40 Nota sui diritti d’autore :
Book Reviews : AIGAM I nove volti della magia pg. 45
Book Reviews : Panni Sporchi a cura di Claudio Palmieri pg. 47 Tutti i testi pubblicati sono
Book Reviews : Kamaloka a cura di Andrea Ternera pg. 49 proprieta’intellettuale degli autori.
Book Reviews : Racconti d’evasione a cura di Andrea Ternera pg. 49 Come tali, non possono essere riprodotti,
PAUSA di Giuseppe Al Khougia pg. 42
in tutto o in parte, senza preventivo
L’ANGOLO DI PASQUINO di Oscar Dabbagno pg. 32
consenso degli autori stessi.
CITAZIONI CITABILI pg. 32
Invitiamo chiunque fosse interessato a
CHI RICORDA? pg. 13 ristampare o comunque ad utilizzare gli articoli
Inquadrature: Croce Armonia il pittore della solfara di Rocco Chimera pg. 39 ed i racconti qui presentati, a contattare gli autori,
ALCHIMIE: Il viaggio di Francesca Baldassarri pg. 46 direttamente o tramite la redazione, scrivendo a:
SCHEGGE – La terra del dolore a cura di F.Lagomarsini pg. 15 progetto_babele@yahoo.it
Al Cinema con Poesia: HITCHCOCK a cura di F. Lagomarsini pg. 52
Concorsi e Segnalazioni pg. 55
IN COPERTINA:
I nostri autori pg. 57
Grafica ed ideazione di
Francesca Baldassarri

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Progetto Babele DUE

Un racconto di PIETRO PANCAMO

Serafino preposto al coraggio


(Fiaba di umorismo e di battute)
Anche gli angeli compongono ed ascoltano musica: é una delle loro più gradite occupazioni da
sempre. Sempre? Ma il tempo lassù non esiste...

Gli angeli si diplomano al Conservatorio una vista incantevole dagli occhi


Astronomico, perché studiano la panoramici che possiedo in volto: gli
musica che le sfere celesti producono avvenimenti fanno tappa nel mio
ruotando. Fanno l’analisi armonica degli sguardo, e nulla viene considerato con
accordi supremi che, una volta, anche poca attenzione.
gli uomini eletti (Pitagora, ad esempio) D’altronde come può sfuggirmi una
avevano la forza e il diritto di ascoltare. persona bizzarra simile a quel prete in
Gli esami sono molti, però che gran tonaca di gala, che si avvicina lungo il
soddisfazione ultimare i corsi e ottenere sentiero mostrando, allegro, un giglio
infine (lode al Signore!) il permesso all’occhiello. Ah no! Si tratta di un
d’insegnare. monaco elegante, che sfoggia un saio a
I miei studi sono a buon punto e fra coda di rondine… Macché! Ora lo
poco l’esame conclusivo mi darà il titolo scorgo chiaramente: è di sicuro un
che sogno tanto: quello di Maestro! Beato, assorto nel compito di farsi forza nei polmoni e tutto mi incita alla
Nel frattempo, grazie alle mie propaganda (distribuisce infatti santini morte!”.
doti vocali, già occupo la da visita a cacciatori e spaccalegna: Ma quando i cicli d’angoscia
c a r i c a d i t e n o r e capo nella “Casomai vi servisse una grazia… ”). termineranno, e la sofferenza non sarà
gerarchia lirica del Conservatorio: sono Anche Satana gradisce, talvolta, un giro che uno stimolo di guarigione,
forse il più bravo, tra gli allievi di nei boschi: sale dall’Inferno e va a scopriremo sollievo anche nel dolore e,
“Esercitazione corale”. E poi, dirlo mi rintanarsi nel buio intricato delle nel sollievo, amore”.
riempie di gioia, lavoro come assistente macchie più fitte. Nella tenebra contorta
di un angelo cherubino che scende ogni dei rami bassi, in quella notte artificiale, “Realizzerai i miei desideri?”, domanda
giorno in Terra, posandosi delicato sulla trova l’ispirazione per musiche l’uomo.
quercia di un bosco dolce e blasfeme: con spirito malvagio “Aspetta e spira… ”, ribatte il
campagnolo, per educare gli uccellini al architetta note sacrileghe, bestemmie destino.Chissà per quale motivo, la
canto. Li abitua a portare il cinguettio in sinfoniche, allucinazioni sonore da far recensione mi ha suscitato in mente
maschera e a sorreggerlo con il eseguire alla sua orchestra d’orchi. questo lugubre giochetto di parole…
diaframma; non tutti riescono subito, Però i concerti non sono mai un Certo dev’essere triste per gli uomini
anzi nessuno: perciò hanno bisogno di granché ed anzi, in Paradiso, gli angeli ritrovarsi in mezzo alle ore, sempre
me, il “serafino preposto al coraggio” ironizzano, inventando dialoghetti minacciati da pene e afflizioni. Un
che deve esortarli ad ignorare la briosi. È facile sentirli scherzare: “Ho giorno, però, avranno soltanto gioia e
delusione. fatto una volata all’Inferno per assistere serenità, perché noi angeli
Mi capita, spesso, di calmare i picchi, ad un’esibizione dell’orchestra d’orchi.”, provvederemo a convertire il destino!
tanto irascibili da abbandonarsi a voli “Ah sì? E chi suonava? Il primo Per il momento, io e il Maestro
isterici e rabbiosi, dopo un acuto violino?”, “No, il primo venuto: sai, era cherubino salutiamo gli uccelli agitando
sbagliato. Per sfogare il rammarico una cosa improvvisata… ”. le ali (è sera, la lezione è finita) e
dell’errore, percuotono il becco Sorrido fra me per le battute ingenue torniamo lassù, nel Conservatorio
addosso agli alberi, facendosi (io credo) dei colleghi alati, mentre la mia Astronomico, a riascoltar le stelle.
un male diavolo! curiosità continua a sorvegliare la vita
Allora intervengo: abbraccio con la intorno. E mi accorgo di un simpatico © Pietro Pancamo
mano grande il loro corpicino scosso ragazzo, seduto ai piedi d’una betulla, pipancam@tin.it
dai nervi, accarezzo piano la testolina intento a deliziarsi del tepore e della
invasata di furore e fischietto per loro luce. Sembra davvero uno scrittore,
qualche melodia celeste; così, forse perché, poggiato accanto a lui, c’é
Singoli individui e anche
lentamente l’ira si placa. L’agitazione, uno strato di fogli che non smette di
tachicardia dei nervi, torna ad essere compilare, mano mano, a penna. interi popoli non pongono
tranquillità. Affido agli occhi uno sguardo più mente al fatto che, pur
pronto, per leggere le parole di quel perseguendo i loro
Una lezione dura da mattina a sera e in ragazzo… ecco, finalmente capisco: è
particolari fini, ognuno a suo
fondo non è pesante: diverse pause impegnato a buttar giù la recensione di
concedono sollievo alla stanchezza. Io un libro, che s’intitola “Il Silenzio modo e spesso in contrasto
mi apparto, negli intervalli, su di un Stonato”. Ha scelto la natura come con gli altri, procedono in
ramo nascosto e mi svago a pensare. ufficio di lavoro, quel ragazzo, e il suo realta' inavvertitamente
Se un’aria d’opera comincia a formarsi inchiostro afferma, tutto disinvolto: “Rob
nella mia immaginazione, la scrivo per Demàtt introduce la fantasia dei lettori
secondo il filo conduttore di
appunti sulle foglie pentagrammate che all’uso narrativo dei ricordi, costruendo un disegno della natura e
gli uccelli usano a mo’ di spartito e, uno sfogo romanzato (dal linguaggio promuovono
magari, cerco di farla somigliare a brillante e volitivo) che ha per contenuto quell'avanzamento che essi
quelle dei compositori più illustri. No, un messaggio autobiografico: il sesto
stessi ignorano e al quale,
non Rossini o Mozart, come ritengono senso è quello di colpa. È il rimorso
gli uomini, bensì Giove, Saturno e d’aver sprecato gli anni e la vita per anche se lo conoscessero,
Urano, come noi angeli sappiamo dedicarci ad illusioni che prima non farebbero gran caso.
benissimo! incantavano e che adesso ci deridono. Kant
Quando mi annoio, tento un’occhiata Allora un’esclamazione prende in noi a
verso l’orizzonte e sempre vedo gridare: “Temo il cielo e la terra; il
qualcosa d’interessante che mi tempo mi sta lasciando solo: entra nelle
convince ad osservare il paesaggio. Ho ossa la paura, il respiro non ha più

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Progetto Babele DUE

Noir

Uccidere Ramona racconto inedito di Paolo Durando


Così quella sera era ancora solo, ed ancora intento a prepararsi le sue uova. Si accorse che la luce della
lampada gli dava come non mai una sensazione di distanza dal mondo e di calore....

Viveva imboscato in uno dei tanti volta e da allora


palazzoni anni ’50 e ‘60 di un quartiere avevano
di periferia. Un ipermercato non continuato a
distante, fondo stradale e marciapiedi guardarsi. Ma
disconnessi che quando pioveva forse era soltanto
formavano vaste pozzanghere, un un’ abitudine
terrazzino che dava su un cortile senza significato.
chiuso. Ancora una volta il fornello da Così quella sera
sgrassare, le mele che marcivano, la era ancora solo,
carne che tendeva ad appuzzarsi. ed ancora intento
Sempre così. Un’altra serata solitaria, a a prepararsi le
prepararsi le uova strapazzate, dopo sue uova. Si
aver acceso la radio alla solita accorse che la
frequenza, per una disco-music luce della
costante di sottofondo. Il suo lampada gli dava
appartamentino al sesto piano. Perché come non mai
non aveva mai voglia di mangiare a una sensazione di
casa, di chiudersi nella sua solitudine, distanza dal
per cui indulgeva per le trattorie a mondo e di
prezzo fisso, soprattutto a calore. Era solo e
mezzogiorno. E la spesa che faceva libero, già. E se
rimaneva ad avariarsi nel frigo, la frutta poi si fosse fatto
andava a male. Ma il signor Ernesto impiantare un po’
Ruggieri, impiegato alla G.I.P di capelli –
Assicurazioni, non se ne faceva un sarebbe stato
problema. Buttava via la roba ammuffita forse molto
o scaduta senza starci troppo a costoso – e se
pensare. Non aveva nessuno da fosse andato
mantenere. Quello che guadagnava lo addirittura in
poteva spendere come gli piaceva. palestra. Chissà.
Avrebbe potuto mangiare tutti i giorni in Forse così la sua
un discreto ristorante, se proprio vita sarebbe stata
avesse voluto. Ma amava quelle diversa.
trattorie chiassose e senza pretese, Andò a letto
dove nessuno badava più di tanto alla presto come quasi
sua pancia, alla forfora che perdeva dai sempre. Nel buio
pochi capelli. Per tacere delle spesse della sua stanza
lenti degli occhiali che rendevano stentò a prender ma quel concetto non demordeva:
microscopici i suoi minuscoli occhi. In sonno, ma non gli importava. Era di uccidere Ramona.
quelle trattorie era libero di essere quelli che sanno stare a letto anche Chi fosse Ramona non gli veniva in
quello che era, solo e poco svegli, ed anzi godeva nel ravvoltolarsi mente per nulla. Era uno di quei nomi
interessante, perciò libero. Ma a casa tra le lenzuola senza dormire, e quindi vagamente volgari, così gli pareva, che
era diverso. La solitudine si faceva ancora più piacevolmente cosciente potevano essere frequenti in quel
pesante, non c’era gente intorno che della sua lontananza da tutto e da tutti, quartiere di periferia. Un po’ come
parlava che guardava la televisione o in imprecisate ore di profonda notte. Le Samantha, Deborah. O forse no, non
leggeva il giornale, ma soltanto la solita strade fuori dovevano essere deserte, così volgare. Comunque una cosa era
cucina bianchiccia, la porta finestra di tanto in tanto un’automobile avrebbe certa, chiunque fosse Ramona, doveva
piena di spifferi, le pareti che avevano sfrecciato carica di storie sconosciute, ucciderla.
bisogno di una imbiancatura. Sapeva quelli della pulizia delle strade erano Che questo suonasse infinitamente
cucinare poche cose semplici. Le uova forse intenti al loro lavoro in qualche via distante dalla sua vita di sempre,
strapazzate, appunto, e la fettina, la nei dintorni. E lui era lì, beato, al buio. regolare anonima, disattesa ma libera,
pastasciutta con la passata verace. Il Questo gli piaceva e la sua pancia non di questo era perfettamente
peggio era dopo lavare i piatti, pulire i aveva allora molto significato ed un consapevole. Non aveva mai fatto del
fornelli. Talvolta lasciava tutto così capello di più o di meno non importava. male a nessuno, non era di quelli che
sporco com’era e sprofondava in Ma quella notte, all’improvviso, sentì facevano a botte da bambino e neppure
qualche programma televisivo. Gli fuori e dentro di lui avvenire qualcosa. che amassero indugiare in qualche
piacevano i giochi delle coppie che Ci fu come uno smottamento interiore, forma di perfidia, come il suo
andavano raccontare la loro storia a cui fece seguito una sensazione di compagno di banco delle medie, il
d’amore, come si erano incontrati, cosa profonda angoscia in un assoluto, terribile Davide che soleva torturare gli
avevano provato. Tutta quell’apologia anormale silenzio. Qualcosa era insetti. No, lui era sempre stato com’era
della piccola gente di pessimo gusto lo divenuto profondamente diverso nella da adulto stagionato: grigio, calmo,
confortava. Era uno di loro, in fondo, e realtà, nel modo stesso di percepirla. Il diligente, con le labbra sottili e la
magari avrebbe potuto partecipare ad sapore della sua vita, la qualità dei suoi sensualità in sordina. Pronta magari a
una di quelle trasmissioni se avesse pensieri erano mutati. E poi, risvegliarsi alla vista di qualche coscia
trovato la donna adatta. Poteva forse distintamente, con l’evidenza delle scoperta, di qualche tetta prorompente.
essere la Gattinoni, dai fianchi larghi e verità indiscusse, un dovere: uccidere Era andato alcune volte ad eccitarsi in
le gambe storte, quella che incontrava Ramona. un cinema pornografico. Aveva tuttavia
e scontrava nei corridoi delle Si rincantucciò tra le lenzuola, scoperto che vivere senza sesso era
Assicurazioni. Si erano guardati una raggomitolandosi in posizione fetale, possibile e forse auspicabile.

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Progetto Babele DUE

Ma ora c’era Ramona nella sua suo habitat più congegnale e sul viso gli Una breve presentazione dell’opera
vicenda. E doveva ucciderla. Poco a era rimasta la cicatrice di una rissa. narrativa di Paolo Durando :
poco quella sensazione di estraneità Perfino Ernesto, che non vedeva che
totale scomparve e rimase solo la donne e non sognava che donne, si
VIA XX SETTEMBRE (1994/96): in
lucida consapevolezza del suo dovere accorgeva dell’erotismo felino che
questo romanzo tentavo la strada di un
da compiere. E non doveva essere una emanava. I due ballarono a lungo realismo “crepuscolare”, focalizzando
morte indolore, no. Ramona doveva insieme nella pista bombardata di luci. l’attenzione sulla mia città natale, La
sperimentare una morte cattiva. Lui compiaciuto e irridente, lei convinta Spezia, e sui condizionamenti che un
Doveva imbattersi nella sofferenza della sua vita che era giusto come contesto provinciale operava, in era pre-
propria e altrui, in modo inequivocabile, doveva essere. Io sono così, pareva internet (ma ancora opera!) sulla
doveva sprofondare nello sguardo dicesse, sono come mi pare e piace e costruzione della propria identità. Attratto
dall’idea di scrittore come testimone del
inclemente del suo carnefice e scoprire se a voi non sta bene saranno cazzi
proprio tempo, accantonavo dunque la
che poteva esistere la completa vostri. Anche ballando il messaggio che mia linea abituale, quella fantastica, con
mancanza di amore e di perdono. Così mandava era questo. Nel suo corpo risultati certamente discontinui.
doveva essere. serpeggiava l’energia di una ragazza STATE TUTTI ATTENTI AL LUPO
Uccidere Ramona. che aveva imparato presto a difendersi, (1994/96): proseguendo il percorso
E dunque Ernesto ricominciò la sua le tette ben delineate sotto la iniziato con “Via XX settembre”, ho
vita, l’ufficio al mattino, la trattoria a camicetta sottile, il didietro importante affrontato il tema del disagio sessuale,
con un occhio a Yukio Mishima e l’altro al
prezzo fisso sotto casa, oppure quella a che sprizzava gioia carnale schiacciato
neofemminismo. Mi sono accostato all’
due isolati più in là, giusto per variare, e dalla minigonna. Aveva il senso del esilio simbolico della protagonista
poi sul suo letto sfatto, a riflettere sul da ritmo, Ramona, scuoteva la testa e i utilizzando la voce narrante onnisciente,
farsi. Nel giro di pochi giorni aveva suoi riccioli biondi si distinguevano in un consapevole approccio
capito chi era Ramona. Fu quando anche a distanza tra la bolgia. “ottocentesco”.
venne chiamata, con voce inflessibile, E appena misero un lento andarono a E passiamo al mio filone principale, più
da un ragazzo rozzo e ben fatto bere birra al banco, e poi ad una birra maturo, in cui mi avvalgo di simboli, miti,
semiosi del passato e del presente per un
stravaccato sulla sua moto di fronte al ne seguì un’altra, la coppia appariva un
“fantastico antropologico”, trasversale a
bar Crespi, gli stivali di pelle nera bene po’ brilla e l’arroganza che prima era fantascienza, fantasy, horror.
in mostra. Lei gli si era avvicinata appena mascherata ora poteva venire MONADI (1989/90): sorta di omaggio
complice, gli aveva messo un braccio al fuori senza remore. Limonarono con onirico alla condizione post-moderna,
collo e l’aveva baciato sopra un esibizionismo evidente, in tutti gli angoli paventando la “deriva nichilistica” finale.
orecchio, con un sorriso saputo. Per più illuminati della discoteca. Erano MAHALABRINT (1997/99): ambientato in
quanto del tutto avulso dalla vita molto gasati e chissà cos’altro avevano un futuro remoto, racconta la storia di
Almina, intenzionata a scoprire la verità
profonda del quartiere l’aveva in realtà ingerito, lui con la camicia aperta sul
sul mondo in cui vive, Mahalabrint,
già notata, ma non sapeva che si petto, lei con labbra umide rosso fuoco. appunto (fusione di Mahabarata e
chiamava Ramona. L’aveva sempre Ernesto li guardava e pensava a lui che Labirinto). Vi si narra di un post-mondo,
vista in quel bar Crespi, le rare volte non aveva mai fatto a botte. Il cranio non ancora post-umano, ma quasi. Dalla
che vi si recava la sera per farsi un lucido e la pancetta e i piccoli occhi “realtà virtuale” siamo giunti alla vera e
digestivo. Aveva visto la vistosa miopi. Strinse le labbra ed ordinò una propria macchina della creazione. Il
ragazza dagli occhi verdi, dai riccioli birra. Bevve e poi ancora e divenne a romanzo è disponibile (a pagamento) in
rete sul sito www.clubghost.it.
follemente biondi, le forme decise. sua volta leggermente brillo, si fece IL CICLO DI SURK (1999): in un futuro
Zeppe ai piedi, bigiotteria ordinaria al largo tra la calca con le braccia, come remoto, la consapevolezza
collo e ai polsi. Le labbra dipinte di se qualcosa di lui ritrovasse la dell’inevitabilità del “ciclo antropologico”
rosso vivo, la pelle lievemente prepotenza dell’uomo che non deve scoperto dallo scienziato Surk, porta al
rossastra, non fine. Non brutta anzi chiedere mai. Si ritrovò così a poca “congelamento” della storia. Anche
desiderabile, ma un po’ grossa, un po’ distanza da Ramona ed il suo tipo che stavolta sarà una protagonista femminile,
eccessiva nel fisico e nei modi. Rideva si baciavano avvinghiati su un divano. Nùspera Gratz, a scoprire la verità.
KAMALOCA (1999/2000): il termine
forte, ma la sua voce aveva un timbro Era proprio bella Ramona mentre
indica, nella tradizione orientale ed
basso e a suo modo fatale, con vocali baciava, si immaginavano bene le esoterica, una sorta di Purgatorio in cui le
larghe ed indolenti. Sicura di sé, voluttà della sua lingua decisa sotto il anime si purificano dei desideri terreni. Il
Ramona. Sapeva di piacere, di palato, tra i denti di quel maschio protagonista Nunzio è costretto ad
provocare. Sapeva che qualunque insolente. Ernesto non aveva andare alle radici di se stesso, fino
uomo sarebbe andato a letto con lei. Di normalmente di queste paturnie, ma a all’essenza universale (l’anima del
questo sapere erano impregnati i suoi quanto pare la lunga forzata astinenza mondo?). Il romanzo è disponibile (a
pagamento) in rete sul sito
gesti, le sue parole. Fu la sapienza poteva avere effetti imprevisti. Perché
www.clubghost.it. E’ stato recentemente
arrogante del suo corpo a colpire lui non le sbottonava per bene la pubblicato dall’editore Prospettiva.
Ernesto senza speranza. Ma se era camicetta, non faceva di più con le
vero che aveva iniziato subito a mani? Guardava con ansia, Racconti:
desiderarla, altrettanto vero è che non dimenticandosi completamente che LA DERIVA DEI CONFINI (1997): breve
poteva dimenticare, neppure per un presto o tardi avrebbe dovuto uccidere squarcio sull’ultima guerra, ovvero la fine
momento, di doverla uccidere. E giorno Ramona. del mondo, quando tutti saremo uguali.
LA METECA: ha vinto il premio
dopo giorno imparò chi era Ramona. Le labbra sottili si stringevano frustrate,
Melegnano 1999. E’ la sintesi di quello
Era quello che sembrava, una ragazza le guance livide. Sentiva in quel che io intendo per individualità
di pochi studi, frequentatrice di tutti i bar momento di avercela col mondo, con la introspettiva, libera, anarchica, orgogliosa
di quella zona, dove rimorchiava operai natura che non l’aveva fatto idoneo ad di una diversità che la rende straniera.
in cerca di svago o studentelli andare con una come Ramona, e la Disponibile su www.liberodiscrivere.it.
imbranati. Non era escluso che qualche lingua adatta a raspare nella bocca di XERES – IL FUTURO DELLA MEMORIA
volta si facesse pagare. Un sabato lei. Per questo in fondo aveva smesso (2001): racconta la storia del “monoicita”
Xeres, bio-androide bisessuato, che ha
sera la seguì fino in una discoteca, di frequentare la sinistra, quando si era
una missione decisiva da compiere.
dove fu accompagnata dallo stesso accorto che le ingiustizie vere non Disponibile su www.arpabook.com in
ragazzo della moto davanti al bar saranno mai risolte da una lotta sociale. formato e-book. Pref. Paco Simone.
Crespi. Con gli stivali ai piedi, i jeans Cosa farsene dell’uguaglianza di classe IL SERVO DELLA CASA (2000); LA
aderenti, il giubbotto aperto sulla se gli rimanevano quella pancia e quei SVOLTA DI CLAUDE (2001): sono “ghost
camicia mal stirata, quel tipo appariva piccoli occhi ? Per questo disertava la story”. Il primo è stato selezionato per
quanto mai brutale e piacente, di quelli cara vecchia sezione di partito di tanti l’antologia “Parole di carta” ed. Marsilio.
Ambedue sono stati bubblicati su
che con voce dura facevano accorrere anni prima, dove aveva modo di
Progetto Babele.
le ragazze, che menavano quando la scambiare due parole con uomini dai PRONTO MAMMA (2001): breve
squadra di calcio avversaria vinceva. capelli bianchi e la voce profonda per divertissement alla franca Valeri, versione
La curva dello stadio doveva essere il le esperienze vissute e per il fumo ed il 3000.

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Progetto Babele DUE

vino bevuto nelle feste dell’Unità. Aveva La loro storia era finita a causa Poi era andata sempre peggio, sempre
smesso di ascoltare le dissertazioni sul dell’eccessiva gelosia di lui, che non peggio. Ernesto lo vedeva chiaramente,
progresso e sulle alleanze e sulle voleva saperne che lei avesse un suo vedeva la madre piangere davanti alle
convergenze. Preferiva i giochi delle giro di amicizie. L’aveva lasciato ma lui scenate del figlio che ripeteva che la
coppie alla tivù, dove ciò che non demordeva, l’aspettava fuori dal vita era una merda, che per lui non
veramente contava era lì, spiattellato portone, nel bar dove si recava… ” c’era più nulla da fare, vedeva la sorella
senza ipocrisie. Ernesto venne colto da una violenta alla cassa dell’ipermercato, tra un bip e
E allora uscì da quella discoteca, si emozione. Di nuovo il ritmo martellante, l’altro delle merci che abbrancava
districò nuovamente nella baraonda di cupo di quell’imperativo. Uccidere senza sosta e spostava, spostava,
corpi e di fumo, le orecchie ronzanti e si Ramona, uccidere Ramona. Diveniva senza neppure capire che merce era,
ritrovò per le strade deserte della un’ossessione da cui non c’era pallida e con gli occhi pesti.
metropoli. Era venuto lì con la sua scampo. Ripose il volume dei giornali, La vedeva Ramona, nei bar del rione, a
macchina, la vecchia Fiesta, e per un quasi si precipitò dall’uscita seguito ridere di lui con gli scafati di turno, le
poco non si ricordò dove l’aveva dagli occhi sgomenti della bibliotecaria. gambe piene sotto le minigonne, gli
messa. Poi la trovò e una volta al Uccidere Ramona. Non era mai stato occhi allusivi, farsi offrire ora una
volante si sentì in grado di correre così implacabile quel richiamo, e solo sigaretta ora un limoncello. Quei
come non aveva mai corso, come a una volta rincasato poté calmarsi. ragazzi sghignazzanti, sicuri del fatto
bordo di un bolide d’accatto, eppur Bevette un cognac in piedi nel loro che la circondavano, che le
funzionale allo scopo. Le strade non terrazzino che dava sul cortile chiuso. facevano una battuta poi un’altra,
erano molto trafficate, i palazzi e i Evitava di guardare in giù perché aveva finchè qualche mano si insinuava sotto i
parchi e i marciapiedi si susseguivano sempre sofferto un po’di vertigini. fianchi. E lei che rideva soddisfatta di
senza sosta, finché raggiunse il suo E allora ebbe tutto chiaro, vedeva quelle attenzioni e di quella vita libera
quartiere, per poco non investì un nitidamente tutto quanto. Vedeva quel che faceva e le avevano fatta fare, sin
ubriaco e posteggiò appena possibile. ragazzo smunto rinascere poco a da quando aveva preso la licenza
Aveva corso e per fortuna non era poco, riaversi dalla sua vita grigia di media e sua madre le aveva detto “Ora
successo nulla. emarginazione, potendo finalmente o ti procuri del tuo o a casa mia non ci
A casa si calmò, si fece una doccia aver destato l’interesse di una ragazza, mangi e non ci bevi”.
veloce e andò a letto. e che ragazza, Ramona Degani, la Ernesto vedeva e sapeva tutto. E
Il mattino dopo fece colazione al bar bonona del quartiere, quella del bar riconobbe da lontano Ramona la sera
Crespi, poi andò nella biblioteca di Crespi. Quella ragazza così sexi nelle dopo nel vialone che portava alla
quartiere a sfogliare la cronaca locale sue zeppe alte e tutti quei riccioli tangenziale. La scorse assieme al suo
degli ultimi mesi. Sentiva che era lì che vistosi. Così stava cambiando la sua gruppo di amici e amiche, a
doveva cercare, che lì avrebbe trovato vita. E la madre che era sfatta e malata, chiacchierare e a ridere sguaiatamente
la chiave di quello che gli stava quasi sempre seduta con i piedi gonfi, nei pressi di grosse moto ed auto
accadendo. Dopo un paio d’ore si lo vedeva rifiorire, lo sguardo farsi potenti. Si avvicinò e finse di passare di
imbatté infatti in un articolo che faceva meno cupo. Si stava persino cercando lì per caso. Sperava in un segnale, un
al caso suo. Vide la fotografia di un un lavoro, dopo anni di espedienti. La appiglio definitivo che in effetti gli
giovane smunto e dallo guardo cupo, sorella che lavorava come commessa giunse quasi immediatamente. C’era un
che appariva alto ed un po’dinoccolato all’ipermercato praticamente tipo magro e scavato, dai lunghi capelli
accanto ad un grosso cane, e sotto era manteneva tutti e due, lui e la madre, ed i baffoni che gli coprivano tutto il
riportata una brutta storia “Tragedia da quando il padre era sparito con una labbro superiore, che stava vicino a
della follia nella periferia nord della venticinquenne ed ora viveva altrove, Ramona quanto poteva, col corpo
città, giovane disoccupato uccide la servito e riverito come un sultano tentennante, che pareva tremasse un
madre, la sorella e se stesso.” E più mentre loro tiravano a campare a poco. Ernesto sentì chiaramente
avanti “Fino a quel momento non aveva stento giorno dopo giorno. Ramona che gli diceva “ce l’ho io lo
mai dato segni di squilibrio. Un bravo Ramona, Ramona. Quel cambiamento zucchero per te… ” Glielo diceva con
ragazzo dicevano quelli del quartiere, aveva ravvivato la loro vita di famiglia, ironica soddisfazione ed Ernesto capì
anche se un po’taciturno. A suo tempo qualche volta l’avevano anche invitata a subito di doverle chiedere anche lui
aveva frequentato, pluriripetente, cena e Ramona era arrivata con gli dello zucchero, di quello buono. Fu così
l’istituto professionale V. Alfieri. Era arancini di riso della rosticceria di che la seguì quando, verso l’ora di
stato da poco lasciato dalla sua Franco, belli unti, così adatti alla sua cena, Ramona salutò gli amici ed
ragazza… ” risata corposa, alla sua bigiotteria anche il suo smarrito confidente, al
Questo in quell’articolo. Continuando a ordinaria. quale ammiccò rapidamente “Domani
leggere la cronaca dei giorni successivi Si sapeva che Ramona non era proprio alla solita ora” gli comunicò, tirandosi
ecco che la faccenda veniva ripresa irreprensibile ma non importava, aveva su il bavero della camicetta come colta
nuovamente: “Parla l’ex- ragazza del fatto tanto per Mauro. Bastava avergli da un brivido.
pluriomicida suicida, Ramona Degani. restituito un po’ di fiducia in se stesso. Ernesto seguì Ramona che camminava
decisa e, credendosi sola, senza per
Chi e’Paolo Durando? una volta coincidere col suo ruolo.
Semplicemente camminava in fretta. In
Paolo Durando e’ nato a La Spezia 39 anni fa, ora quel momento non era altro che una
vive a Treviglio, dove insegna lettere alle superiori. creatura deambulante, senza presente
Nei suoi romanzi e racconti si avvale di simboli, miti, e senza passato, in cui tutto era
semiosi del passato e del presente per un "fantastico strettamente funzionale. Distaccata da
antropologico", trasversale a fantascienza, fantasy, se stessa come tutti coloro che non
horror. Si ritiene un estimatore di quel filone hanno né presente né passato. Arrivata
"praghese" (Kubin, Meyrink e, ovviamente, Kafka) al portone del palazzo di otto piani dove
che in Italia ha avuto, tra i pochi epigoni, T. Landolfi. abitava, accanto ad una triste pizzeria
Un'esperienza di socializzazione del suo percorso al taglio, Ramona si ricordò di nuovo di
creativo è stata la frequentazione, a Milano, del essere Ramona e riprese il suo piglio
laboratorio di scrittura creativa di Renzo Casali, strafottente mentre entrava e andava a
regista e attore della Comuna Baires. chiamare l’ascensore. Ernesto aspettò,
vide che l’ascensore saliva fino al
Recentemente un suo romanzo breve "Kamaloca", e’ stato pubblicato da quarto piano, poi salì anche a lui e si
Prospettiva editrice. Ne trovate una recensione su questo stesso numero. ritrovò su un pianerottolo che odorava
Altre sue opere si prossono trovare nel sito del Club Ghost di Collegno (TO) di vecchio, con le pareti di un colore
(www.clubghost.it). spento indefinito. C’erano due porte,
ma Ramona la sua non l’aveva ancora

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Progetto Babele DUE

chiusa, si era dimenticata, ma di lì ad sorrise, pieno di gratitudine per il più nessuno. Quell’orrendo delitto parve
un attimo ecco che con uno scatto si piacere che gli stava dando. Dopo le dimenticato, fino a parere che non si
chiudeva. Ernesto avrebbe dunque affondò il coltello in una spalla. Potè sapesse più neppure chi era stata
dovuto suonare. Suonò e quando percepire lo spasimo atroce di quel Ramona Degani, come se le sue
Ramona aprì aveva lo sguardo corpo, e colpì subito di nuovo. Poi minigonne, la sua voce dal basso
assente, ma subito parve riconoscerlo, ancora. Estraeva e colpiva alla cieca. E timbro e la sua criniera di riccioli non
perplessa. Quel tipo l’aveva visto allora fu fuori dal tempo, fuori da se avessero mai popolato la fantasia dei
qualche volta nei dintorni, quel ridicolo stesso, colmo di un odio pari alla forza ragazzi del quartiere. Anche le indagini
signor Nessuno, con quegli occhi a sconosciuta dei suoi muscoli. Intorno si arenarono, finchè tutto confluì tra le
punta di spillo. Le salì alle labbra un tutto era uguale a pochi minuti prima, le tante storie del passato, nel flusso
sorriso di scherno e quando lui le disse pareti con la ceramica opaca di perenne della cronaca di una grande
“Sono rimasto senza zucchero, non è sporcizia, le bucce di banana sul tavolo. città del terzo millennio.
che ne avrebbe un po’ da Tutto uguale e, al contempo, tutto Ed Ernesto Ruggieri, annoiato ma
prestarmene?” sorrise apertamente, diverso. Pochi minuti prima il mondo sereno, prosegue tuttora la sua vita di
come chi vede ogni tassello tornare al era un altro, era un mondo dove sempre.
suo posto. Certo non avrebbe mai Ramona Degani viveva più o meno
pensato che quel tipo lì si faceva, ma in tranquillamente, pensava alle sue cose, © Paolo Durando
questo mondo non ci si può mai mangiava, defecava. Ernesto non dado.d@libero.it
meravigliare di nulla. “Ma ha portato faceva più nessuno sforzo, le sue
abbastanza soldi?” Gli chiese. braccia erano invasate, tutto il suo
“Tanti da farti stare al grand’Hotel per corpo una macchina perfetta BOOK REVIEW
almeno due mesi” determinata ad uccidere, fatta solo per
Allora Ramona lo fece entrare. Tutto quello. Finché vide Ramona irrigidirsi
era in disordine, nello squallido trilocale con gli occhi verdi spalancati, con un Dance Dance Dance
dove abitava con la sorella – la madre gemito da bestia sfinita. Ed Ernesto di Murakami Haruki
era morta – in quel momento assente. ebbe la precisa sensazione dello
Bene, tutto andava nel modo giusto, si stacco, del passaggio impercettibile.
sarebbe potuto evitare uno spreco di Quella frazione di secondo
cadaveri. Seguì Ramona in una cucina fondamentale in cui qualcosa muta per
che puzzava di stantio, con bucce di sempre, irrimediabilmente nell’universo.
banana gettate sul tavolo, briciole di C’era sangue dappertutto, lo scempio di
pane e di biscotti dappertutto sul Ramona gli aveva dato la certezza
pavimento. Gli strofinacci per i piatti assoluta del suo esserci e del suo
appesi al muro erano grevi di sporcizia. agire, di avere uno scopo ed un dovere.
Un appartamento mal tenuto, mal Era davvero stato un piacere immenso,
curato, per vite dove nulla contava se andava ancora a rimestare con la punta
non l’improvvisazione, il colpo del del coltello nelle piaghe, guardando
momento, l’idea malfida. E Ramona lo estasiato la materia che ne fuoriusciva.
guardava attendendo, curiosa, e le sue Colpì di nuovo, infierì sul cadavere. Poi
labbra erano compresse come se le qualcosa accadde anche dentro di lui.
scappasse da ridere. Ancora una volta avvertì uno Einaudi Tascabili
Ma Ernesto aveva ora in corpo una smottamento interno, il misterioso
forza, una volontà eccezionali, che cambiamento di percezione che aveva Avete sentito parlare di Tokio
pervadeva ogni fibra. Non era vissuto quella notte all’inizio di tutta Blues? Probabilmente si’.
l’impiegato della G.I.P Assicurazioni, storia. Come se ritrovasse la giusta Stesso autore, questo D.D.D. è un
ma il vendicatore lungamente atteso da sintonizzazione. Ora sapeva libro trasversale,incasinato,che si fa
un ragazzo smunto dallo sguardo cupo. chiaramente di cosa si trattava. Era capire a piccoli accenni.
Si scagliò contro Ramona e nella breve l’allontanarsi definitivo della presenza Avvolto in una coltre metropolitana,
colluttazione che seguì riuscì con gli che l’aveva affiancato, che ora poteva pacata, grigia. Un uso sistematico di
strofinacci a tapparle la bocca e a finalmente andare a pascolare altrove. particolari invernali,tanta sapienza
legarle le caviglie e le mani da dietro. Nel silenzio poté poco a poco ritrovare compositiva.
Dopodiché si spogliò fino a restare il ritmo abituale del suo respiro. Andò in Il protagonista si rigenera attraverso
completamente nudo e appese i suoi bagno a lavarsi e poi si rivestì. Non ricordi e domande in una continua
abiti, con cura, all’attaccapanni vicino prese l’ascensore e quasi gli parve di ricerca.
alla porta d’ingresso. Avanzò così nudo volare giù per le scale, tanto si sentiva Uno stile fresco, dinamico.
nell’aria viziata di quella cucina. Si leggero. Quando fu in strada fu accolto Non ci sono stasi filosofiche ad
accarezzò il membro di fronte alla da una frescura corroborante. I appesantire la lettura, un libro che si
ragazza che si torceva terrorizzata. Si passanti si affrettavano ignari verso le fa ascoltare.
sforzava in tutti i modi di liberarsi le loro abitudini, i clienti della pizzeria al Questo giornalista free lance trova
mani e le gambe, ma non ci riusciva ed taglio facevano la fila vociando, nel lasciarsi trasportare l’unica via
Ernesto la contemplava affascinato, cartacce e scontrini erano trascinati dal possibile per tornare.
mentre un eccesso di salivazione lo vento lungo i marciapiedi. Lo colse Forse l’unico modo è continuare a
obbligava a deglutire con gusto, come quindi una sensazione di calma danzare.
una belva al cospetto della preda. straordinaria, di rilassamento profondo. Tutto appare scollegato,ma tutto ha
Diretto da un sicuro istinto aprì il I giorni successivi tutti parlarono un senso.
cassetto del tavolo ed estrasse il dell’orrendo delitto. Si raccontò mille Ambientato nella Sapporo attuale,
grosso coltello da cucina che era certo volte, in tutte le salse, di Ramona che la ed in qualche altra dimensione
di trovare. Bisognava fare le cose per sorella aveva trovato morta parallela, tutto gira attorno ad un
bene, senza fretta, perché Ramona massacrata. Se ne parlava nei bar tra poeta monco, una receptionist
fosse cosciente fino in fondo di quello uno scopone ed un bicchiere di vino, ne nevrotica, un uomo pecora, ed altri
che le stava per succedere. Agitò il parlavano le donne con i sacchi della fenomeni simili.
coltello di fronte a lei, le si inginocchiò spesa incrociandosi nel parcheggio Come quando cade la neve e si
appresso e glielo posò sul collo, dell’ipermercato o nei pressi dei portoni. guarda fuori, sui tetti.
avvicinando i suoi occhi ai suoi. Le indagini proseguirono accanite per L’albergo del delfino è un posto che
Accumulò saliva e le sputò in faccia. un po’ ed i giornali riportavano tutti dovremmo visitare.
Restò a guardarle il viso, mentre la sua puntualmente gli ultimi clamorosi
saliva le colava lungo una guancia, sviluppi, di lì a poco sempre smentiti. Stefano Lorefice
confondendosi con le lacrime. Le Poi, passato altro tempo, non ne parlò

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Progetto Babele DUE

I GRANDI AUTORI

Dante Alighieri ( Firenze 1265 – Ravenna 1321 )


A cura di Rossella Maria Luisa Bartolucci
Si narra che Dante, mentre anche dopo essersi sposato, anche
passeggiava per una via di Verona, quando correva per le taverne in
passasse davanti alla bottega di un compagnia del cugino Forese Donati,
fabbro e sentisse cantare a mo’ di gran ghiottone e dissipatore della
cantilena una specie di recitativo. peggiore specie che si potesse
Tendendo l’orecchio, rimase allibito, incontrare nella Firenze dell’epoca.
poiché riconobbe alcuni versi del suo Anzi, man mano che Dante faceva
“Inferno”, che il fabbro canticchiando esperienza della sua fragilità morale e
storpiava in malo modo. Allora Dante di quella degli altri, man mano che si
entrò nella bottega e, senza proferir abbassava sempre di più nella “selva
parola, cominciò a gettare fuori sulla oscura” delle passioni, la purezza di
strada martelli, tenaglie, pinze e lavori Beatrice risplendeva ai suoi occhi. Pian
già cominciati. Il fabbro, che era rimasto piano ella divenne non più un pretesto
annichilito per la sorpresa, pieno d’ira per far poesia, ma un simbolo, quasi
gli chiese perché stesse guastando il una nostalgia d’amore, il desiderio di un
suo lavoro. Dante lo guardò fieramente amore puro e totale che elevasse fino
e rispose: “E tu perché guasti il mio?”. al cielo l’anima e il corpo di un uomo
Un altro giorno, sempre camminando che fino a quel momento era stato
per una strada di Verona, s’ imbattè in schiavo della sua natura. Così Beatrice
alcune donne ferme in un angolo a diventò per lui “donna venuta di cielo in
chiacchierare. Una di queste lo terra a miracol mostrare”: il miracolo
riconobbe e bisbigliò alle altre: “Quello pagine più belle della letteratura della redenzione di Dante, che potrà
è colui che di tanto in tanto scende italiana, ci fa scoprire passo dopo uscire dalla selva oscura per giungere
all’Inferno e ne riporta qui le notizie dei passo che il “divino poeta” non era un all’ agognata meta del Paradiso.
morti”. E una sua amica ribatté: “Ah, è miracolo piovuto dal cielo, ma un uomo Dante, però, sposò Gemma Donati,
per quello certamente che ha la barba come gli altri. appartenente ad una delle famiglie più
nera: deve essere stato il fumo La sua vita prese inizio nel cuore della turbolente di Firenze. Fu certamente un
infernale a tingergliela così”. vecchia Firenze, nell’antica e ormai matrimonio di convenienza, com’era in
Questi due aneddoti, anche se scomparsa casa degli Alighieri, nel uso allora; infatti il contratto di
probabilmente non hanno alcun maggio 1265. Venne battezzato col matrimonio era stato steso nel 1277,
riscontro con la realtà storica, non sono nome di Durante (di cui Dante è quando Dante aveva dodici anni e
inventati, ma sono testimonianze abbreviazione). La sua famiglia, Gemma poco meno. Egli non l’amava
risalenti ai primi biografi del poeta, che, appartenente alla piccola nobiltà, certo con il trasporto con cui avrebbe
come il Boccaccio e il Bruni, scrissero possedeva ricchezze modeste e amato Beatrice, ma ciò non gli impedì
di lui pochi decenni dopo la sua riponeva il suo maggior vanto in un di essere un buon marito e un buon
morte.Già in questi aneddoti ritroviamo trisavolo, quel famoso Cacciaguida che padre per i suoi tre figli, Jacopo, Pietro
quella che sarà la tendenza costante di aveva partecipato alle Crociate e che e Atonia, che poi si fece suora a
tutti i biografi di Dante fino ad oggi: Dante immaginò di incontrare nel Ravenna con il nome di Beatrice.
mostrarcelo come un personaggio da “Paradiso”. Per un giovane non Quando Dante fu esiliato, Gemma
leggenda, un mito, un genio ricchissimo in quel periodo c’era un preferì restare in Firenze con i figli.
imbalsamato nella propria grandezza solo mezzo per entrare nella Firenze Infatti nel 1285 il poeta era entrato a far
insuperabile. Così ciascuno di noi ha che conta: mettersi in luce per il proprio parte della vita politica: ricoprì cariche
iniziato a immaginarselo come un ingegno. Dante intraprese questa importanti, rivestì anche la magistratura
monumento ben installato sul suo strada e imparò da solo l’arte del “dir più alta nel comune fiorentino, quella di
piedistallo, un monumento parole per rima”, cioè di scrivere priore, fece varie ambascerie; ma non
caratterizzato dai tratti consacrati dalla poesie, e fu così bravo da venire riuscì mai a impostare la vita della città
tradizione. accolto come amico intimo dal maggior secondo le sue idee. La città era in
Per fortuna sua e nostra, però, Dante poeta della Firenze del tempo: Guido preda a lotte all’ultimo sangue tra le
non fu mai un monumento, bensì un Cavalcanti. Costui era bello, ricco, due potenti famiglie dei Cerchi,
uomo dalla statura decisamente non sensibile, nobile e spregiudicato. appartenenti ai Guelfi Bianchi, e dei
elevata (esaminando il suo scheletro si Intanto Dante aveva fatto a nove anni Donati, che erano a capo dei Guelfi
è stabilito che fosse alto m. 1,64), molto un altro incontro decisivo nella sua vita: Neri, ed ormai la distinzione di partito
magro, angoloso e puntuto, con un quello con Beatrice, nel 1274. Quando era solo pratica, mentre si scadeva in
naso lungo e secco, la fronte non alta ne parla nella “Vita Nova” il poeta ci questioni sempre più personali: era una
ma spaziosa, un viso triangolare con descrive quel giorno come illuminato da lotta di interessi, una guerra senza
zigomi sporgenti e occhi grandi e molto una luce di cielo: “Apparve vestita di esclusione di colpi tra persone violente,
probabilmente scuri. Sebbene sia nobilissimo colore, umile e onesto, faziose, corruttrici. Il vero padrone
rappresentato tradizionalmente glabro, sanguigno, cinta e ornata a la guisa che dell’opulenta Firenze era il denaro.
certamente negli anni della maturità a la sua giovanissima etade si Dante rimase immischiato fino al collo
portava una barba nera, come convenia”. Questa fanciulla delicata in queste lotte di parte. In realtà le sue
testimoniano i cronisti. Insomma, un sarà sempre presente nella vita di idee erano nobilissime: desiderava il
uomo come noi, con le sue virtù Dante, con una presenza discreta, ripristino della concordia in città, una
(decisamente grandi), ma anche con i come un richiamo continuo. “D’allora garanzia di libertà contro le mire del
suoi difetti. Sicuramente possedeva innanzi” – dice Dante – “amore Papato, il trionfo della legge. Ma il suo
un’anima retta e sincera, ma anche un signoreggiò la mia anima”. Ma che tipo temperamento impetuoso e fazioso lo
temperamento bilioso, assolutista, di amore era? Per una donna o per un portò ad accomunarsi ai Bianchi oltre il
tendente alla partigianeria e alla ideale? Certamente dapprima fu un lecito. Comunque nessuno poteva aver
polemica. Questa sua umanità, che gli amore alla maniera degli Stilnovisti, un dubbi sulla sua serietà: aveva
ha permesso di fare le sue esperienze amore intellettuale, e Beatrice fu per lui combattuto nelle prime file nella
nella vita e di rendersi autore delle quasi un mito dell’amore in se stesso.
Dante la cantava appunto come tale,

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Progetto Babele DUE

L’incipit piu’famoso d’Italia scempia”. E così fece “parte per se frenesia di finire al più presto il
stesso”, rimanendo orgoglioso e avvilito “Paradiso”…
al tempo stesso. Finora aveva fallito Probabilmente furono proprio le paludi
Nel mezzo del cammin di nostra vita
tutto: in politica aveva fatto fiasco; i del Po ad ucciderlo. Era tornato
mi ritrovai per una selva oscura fiorentini erano ben lontani tremante per la febbre da
ché la diritta via era smarrita. dall’ascoltare le sue “prediche”; era un’ambasceria a Venezia per Guido Da
poeta e per guadagnarsi da vivere era Polenta. Si mise a letto e peggiorò
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura costretto a far da scrivano, segretario, sempre, nonostante le amorevoli cure
esta selva selvaggia e aspra e forte compagno di feste e talora dei figli e degli amici. Tra il 13 e il 14
che nel pensier rinova la paura!
ambasciatore di scarsa importanza settembre 1321, molto probabilmente
presso gli Scaligeri di Verona o i appena poche settimane dopo aver
Malaspina in Lunigiana, presso vari concluso il suo “Paradiso”, spirò.
Tant'è amara che poco è più morte; signori che, bene o male, lo trattavano Guido Da Polenta lo fece incoronare
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai, tutti con una certa sufficienza. con l’alloro dei poeti, ma ben pochi a
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte. Ma il fallimento più vistoso di Dante, quei tempi seppero che era scomparso
quello che senz’altro lo amareggiò di l’uomo che aveva saputo racchiudere
Io non so ben ridir com'i' v'intrai, più, fu di natura più segreta: voleva nella sua opera tutto il secolo che lo
tant'era pien di sonno a quel punto essere ricordato come il più grande aveva generato insieme a un grandioso
sapiente del tempo e perciò cominciò a e spietato ritratto di se stesso.
che la verace via abbandonai.
scrivere il “Convivio” dove voleva
racchiudere tutta la scienza dei suoi Rossella Maria Luisa Bartolucci
Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto, tempi, ma non riuscì a portare l’opera rbart@ciaoweb.it
là dove terminava quella valle neanche alla metà di ciò che aveva
che m'avea di paura il cor compunto, preventivato. Hanno scritto di lui
Un barlume di speranza si accese in lui
guardai in alto, e vidi le sue spalle quando l’imperatore Arrigo VII di La Commedia non e’ un’opera
Lussemburgo scese in Italia. originalissima. Il Medio Evo era pieno di
vestite già de' raggi del pianeta
Finalmente qualcuno avrebbe messo raconti, derivati soprattutto dalla
che mena dritto altrui per ogne calle.
freno alle mire del Papato e avrebbe favolistica Araba, di viaggi
dato ragione alla sua teoria politica dei nell’Oltretomba. Dante vi attinse, ma
Allor fu la paura un poco queta “due soli”, il Papa e l’Imperatore, aggiungendovi qualcosa che solo lui
possedeva: la Poesia.
che nel lago del cor m'era durata ognuno indipendente e sovrano nel
Essa non e’presente in tutti i quindicimila
la notte ch'i' passai con tanta pieta. proprio ambito di competenza. Arrigo versi deel suo poema, che qua e la’
VII, però, incontrò ostilità e cercò di divaga o sbadiglia. Ma nessuno ne ha
tornare in patria, dove comunque non profusa di piu’e piu’alta di lui.
battaglia di Campaldino contro i riuscì ad arrivare perché morì. Quando
Ghibellini d’Arezzo, aveva finanche Dante finì di scrivere il suo “De Dante fa sorridere quando s’impanca
Monarchia”, in cui esprimeva le sue nella filosofia. Credeva di essere un
mandato in esilio il suo più caro amico, teologo e di scrivere una specie di
Guido Cavalcanti, quando si era speranze riguardo a questo nuovo
Summa o compendio del pensiero
stabilito di ripulire la città dai capi dei ordine politico che Arrigo VII avrebbe cristiano. Viceversa, in questo campo era
due partiti opposti. Ma forse proprio per dovuto instaurare, il suo trattato non era rimasto alquanto arretrato anche in
integrità morale non riuscì ad entrare ormai niente più che un monumento a confronto a molti suoi coetanei che gia’
fino in fondo nel gioco sottile delle un’utopia. avevano una qualche dimestichezza
fazioni e degli intrighi. Si era inimicato il Cominciò dunque a lavorare cone le nuove correnti razionalistiche
accanitamente alla Commedia, dove nate in Francia alla scuola di Abelardo e
Papa e i potenti. I Donati provocarono diffuse in Italia da San Tommaso.
un rovesciamento di parte, e fu loro trasferiva tutto se stesso, tutta
molto facile gettarlo ai margini della vita l’estenuante fatica del suo vivere, Dante era rimasto al Medio Evo, con le
pubblica. Forse si trovava a Roma o attraverso un viaggio allegorico sue superstizioni, i suoi terrori e la sua
forse a Siena il giorno 27 gennaio 1302, dall’Inferno al Purgatorio fino al concezione del mondo come di un gran
quando il governo di Firenze gli Paradiso, dove signoreggia l’immagine mistero, di cui solo Dio poteva fornire la
comminò un esilio di due anni con di Beatrice, quell’amore che per lui è chiave. Il suo orologio si era fermato al
diventato trascendente tanto da 1300, l’anno del suo esilio. Dopo, non
l’accusa di baratteria, cioè abuso di aveva vissuto che di ricordi, ripiegato su
potere. Dante non si recò a Firenze per elevarsi ad avere valore divino e ad
se’stesso e sul suo passato. Per tutta la
discolparsi, e la sua assenza fu essere superiore a qualsiasi altro vita i suoi pensieri avevano seguitato a
giudicata un’ammissione di amore della Terra. ruotare attorno a Firenze, Bonifacio,
colpevolezza. Così la condanna Durante gli ultimi anni della sua vita il Corso, Vieri, Guido, Beatrice. Ma quando
all’esilio venne tramutata addirittura in sommo poeta trovò rifugio a Ravenna, attinge a questo pozzo, la sua poesia e’
una condanna a morte sul rogo, la città calma e raccolta, colma di ricordi e sublime, e lo e’ imparzialmente nella
di voci che venivano dal passato. Qui il preghiera e nella bestemmia. I suoi stessi
vecchia casa degli Alighieri venne difetti umani – l’orgoglio, l’egocentrismo,
demolita completamente. Da questo suo spirito di uomo apparentemente
la passionalita’– sono la condizione della
momento Dante rimase per sempre in tagliato fuori dal suo tempo, il suo sua grandezza. Non fu un precursore del
esilio. spirito di uomo “fallito”, trovò il silenzio Risorgimento e dell’unita’ nazionale,
Certamente sentì il suo destino come che gli era necessario per portare a come qualcuno ha detto. In politica era
terribile, vagando “per le parti quasi compimento la sua grande opera. Qui soltanto un reazionario che sognava
tutte a le quali questa lingua (leggasi il godeva dell’amicizia del signore della l’impossibile restaurazione dell’unita’
città, Guido Novello da Polenta, e di imperiale.
“volgare” italiano) si stende, peregrino, Ma diede agli Italiani lo strumento piu’
quasi mendicando”, “un legno sanza altre persone discrete; qui fu confortato
important eper diventare tali: la lingua. In
vela e sanza governo, portato a diversi dai tre figli che nel frattempo lo avevano questo paese d’insopportabili retori
porti e foci e liti dal vento secco che raggiunto da Firenze. Forse il latineggianti, il “volgare” divento’ nobile
vapora la dolorosa povertade”, come paesaggio del suo Paradiso terrestre fu solo grazie a Dante.
fosse stato un relitto in balia delle onde ispirato dal paesaggio che lo
sbattuto di qua e di là, dall’una all’altra circondava: il “tremolar della marina” Anche se non avesse altri meriti, questo
dolce e vibrante, la pineta “spessa e basterebbe a fare di lui il grande “Padre
corte d’Italia. Inizialmente rimase con della Patria”.
gli altri fiorentini esiliati con lui; poi però viva”; poco lontano il Po s’inoltrava fino
capì che anche quelli non erano migliori al mare attraverso le paludi “per trovar INDRO MONTANELLI
di chi era rimasto in città, dovette pace co’ seguaci sui”. All’intorno c’era Tratto da “Storia d’Italia”Vol. X
riconoscere che anche la sua fazione pace, nel suo animo finalmente c’era ”L’apogeo dell’Eta’Comunale”
era una “compagnia malvagia e chiarezza, nella sua mente una grande Rizzoli Editore – Collana BUR

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Progetto Babele DUE

Un racconto di Claudio Palmieri

La collana
Vi trasformereste in ladro ( sotto la pioggia ) per amore di vostra moglie? Philip l’ha fatto… ed e’stato solo l’inizio
delle sue disavventure...

- Adesso falla finita e vai. Devi portarmi


quella collana, la voglio e basta. Non
posso aspettare un giorno di piu'!
- Senti cara, ma come faccio, non
posso; non me la sento di entrare in
casa sua e rovistare nei cassetti per
prendergli quella stramaledetta collana.
- Devi farlo tu, lui e' un tuo amico. Non ti
sara' difficile distrarlo per il tempo
sufficiente per trovarla. Devi farlo e devi
farlo ora, per me!
- Ti sembra semplice, solo perche' e'
mio amico tu credi che io possa entrare
in casa sua e mettere le mani
dappertutto per cercare quel gioiello?
Non capisci ...
- Io capisco solo che la voglio e che tu
devi prendermela.
Le urla dei due erano attutite
nell'ambiente chiuso dell'auto, ma se
anche non fosse stato cosi', nessuno li
avrebbe uditi, immersi nel fragore della
pioggia notturna che torrenziale lavava
l'auto, i marciapiedi, il quartiere e tutta
la citta'.
- Diavolo se sei testarda! Non
potremmo provarci un altro giorno?
Guarda come piove e tu hai
parcheggiato ad un chilometro da casa
sua!
- Oggi, deve essere fatto oggi. E poi
dove volevi che parcheggiassi sotto il
suo portone cosi' da potergli fare ciao
con la manina? A volte mi sembri idiota!
Ho parcheggiato qui cosi' che lui non
possa vedermi. A volte mi chiedo come
ho fatto a sposarti.
- Me lo chiedo spesso anch'io ...
- Cos'hai detto?
- Niente niente, mi chiedevo perche'
non ci avessi pensato anch'io.
- E c'e' da domandarselo?
- Beh va bene, ora vado. Dov'e'
l'ombrello?
- Quale ombrello?
- Un ombrello, uno qualsiasi, uno che
possa ripararmi da questo diluvio
semiuniversale.
- Sono dieci anni che siamo sposati e
non hai ancora notato che io non porto
mai l'ombrello? gelida mentre lei, nell'asciutto cornicioni e infidi si infilavano tra il collo
- Diavolo, ma almeno uno in macchina dell'abitacolo dell'auto, gli faceva segni ed il bavero dell'impermeabile.
dovresti averlo. frenetici di avviarsi verso casa di Quando fu arrivato al portone della
- La tua logica mi sorprende ogni volta, Michael. casa di Michael era zuppo fino alle
eppure in dieci anni non e' cambiata. Tiro' su il collo dell'impermeabile e, ossa.
Dovresti chiedere alla facolta' di passando vicinissimo alle mura dei Suono' il campanello e dal
matematica di Harvard dov'e' finita la palazzi, cerco' di coprire la distanza che videocitofono una voce prima annoiata
tua laurea ad onorem. Forse si e' persa lo divideva dalla casa di Michael poi amichevole disse: Chi e' ... hei
con la posta ... Ti ho detto che NON contenendo i danni. Philip, cazzo fai da queste parti? Vieni
uso ombrelli. su che diluvia!
- Eppure uno adesso mi avrebbe "Per bagnarmi di meno sara' meglio "Come se non lo sapessi" - disse fra se
proprio fatto comodo. Arrivero' fradicio. correre o camminare? Se cammino Philip.
- Non mi importa che tu cammini o resto fuori piu' a lungo, ma se corro Entro' e sgocciolante prese l'ascensore;
nuoti, portami quella collana! Io vado incontro alle gocce che sali' al terzo piano.
aspettero' qui. camminando non beccherei. Forse Michael lo aspettava sulla porta -
Philip apri' la porta dell'auto sotto quella dovrei trovare una velocita' ottimale." Che sorpresa! Non ti aspettavo, ma sei
pioggia torrenziale e prima di decidersi Mentre era immerso in questi pensieri fradicio. Sei venuto a piedi?
ad uscire fu malamente spinto fuori da continuava a prendersi scrosci d'acqua - No, non proprio, ora ti spiego.
sua moglie. Vide lo sportello richiudersi che a tradimento lo assalivano dai
rapido lasciandolo sotto una doccia

10
Progetto Babele DUE

- Dai qua l'impermeabile che lo Philip fu di nuovo solo e mentre Prese due bicchieri e ne verso' una
appendo in bagno altrimenti mi allaga la chiaccherava a distanza con Michael, bella dose per Philip ed una altrettanto
casa. comincio' a guardarsi intorno per abbondante per se'.
Dopo un attimo Michael era di nuovo individuare i posti dove cercare la - Io non sono raffreddato, - disse - ma
nell'ingresso. collana. mi sembra una buona occasione per
- Come mai questa visita? Dalla cucina sentiva rumore di pentolini farti compagnia come si deve. Salute!
- Sai ho litigato con mia moglie ed ho e di acqua che scorreva. Si alzo' dal - Non avresti del ghiaccio?
pensato di fare quattro passi ... divano e si diresse verso una credenza Michael quasi si strozzo' con il sorso di
- Con questo diluvio? con una fila di cassetti. Comincio' ad Lagavulin che aveva appena sorbito.
- Beh, visto che pioveva mi sono infilato aprirli e a rovistarli guardingo. Tra i colpi di tosse e gli occhi che
nella metro e poi d'istinto sono sceso tentavano di uscirgli dalle orbite, cerco'
alla fermata qui vicino. Cosi', mi sono - Senti Phil - gli disse Michael dalla di dire qualcosa che ad ogni tentativo
detto, magari passo un attimo da cucina. gli si spegneva in gola. Dopo qualche
Michael. La voce dell'amico lo fece sussultare e minuto di apnea, riusci' a riprendersi e
- Hai fatto bene. Mi fa piacere che tu sia d'istinto chiudere il cassetto che aveva rivolto all'amico con uno sguardo
qui, ma guardati, sei zuppo come una appena aperto lasciandoci otto dita severo e la voce roca chiese:
spugna, devo darti degli abiti asciutti dentro. - Se pure tu fossi tanto folle da voler
altrimenti prenderai un malanno. Lascia Mordendosi le labbra per non urlare tiro' rovinare il gusto affumicato di questa
le scialuppe, volevo dire le scarpe li' e fuori le dita e comincio' a scuotere sublime bevanda con del ghiaccio, non
seguimi in camera. furiosamente entrambe le mani. credi che per il tuo stato di
In camera ... - penso' Philip - forse tutto In quel momento entro' Michael nel congelamento sarebbe meglio evitarlo?
sara' piu' semplice del previsto. salotto - Allora ci voleva una litigata con - Sai Mike, non ... non riesco a berlo
- Vieni, vieni pure, guarda qui: ti lascio tua moglie per portarti qui. Hei, ma che senza ghiaccio.
un asciugamano, una T-shirt, questa ti succede? - gli chiese vedendolo - Diavolo, questa pioggia deve essere
tuta e delle calze; asciugati e cambiati agitare le mani. penetrata tanto a fondo da averti fatto
completamente. Io ti aspetto di la'. - Niente ho un po' freddo alle mani, - ammuffire tutti i neuroni. Questa sera
Cosi' dicendo Michael usci' dalla rispose balbettando Philip - forse ho mi sembri un tipo arrivato dai confini
camera da letto chiudendosi la porta preso un po' troppa acqua la' fuori. della realta'! Ok, ok, avrai il tuo fottuto
alle spalle. - Vedrai che adesso il mio the ti ghiaccio. - E cosi' dicendo si diresse
rimettera' al mondo. The verde cinese - verso la cucina.
Philip, non sapeva da dove iniziare. Era gli disse schiacciando l'occhio. Philip si stava gia' muovendo verso lo
nervoso, e bagnato come un gatto studio quando senti' Michael dire:
lavato in lavatrice. Tolse gli indumenti Philip rimase solo di nuovo. Ora era Diavolo, lo sapevo: non ne ho. Phil, mi
fradici, si asciugo' frettolosamente la disperato, le dita gli dolevano, aveva i spiace, ma non ne ho neanche un
testa, indosso' la T-shirt e la tuta e si brividi e l'ansia gli impediva ogni cubetto. Dovrai berti il tuo whisky liscio
chiese da dove far partire la sua tentativo di concentrazione. "Dove terra' come le gambe di Marylin Monroe.
ricerca. le cose di valore, dove ?" - si chiese a Rapido Philip replico': - magari potresti
Comincio' ad aprire i cassetti del mobile bassa voce. Doveva guadagnare altro chiederlo ai vicini?
settimanale, sposto' calze, slip, pigiami, tempo per rovistare ancora. Mentre era - Cazzo, sei proprio incontentabile oggi.
camicie, ma non trovo' quello che in piedi di nuovo vicino alla credenza Ok, andro' dai vicini, ma questa
cercava. arrivo' Michael con il the. e' l'ultima cosa che faccio per te
"Ragiona ragiona, usa la logica - si - Sentirai che meraviglia - gli disse stasera. D'accordo? Dopo voglio
disse - dove potrebbe averla messa?" poggiando il vassoio sul tavolino situato sedermi a fare due chiacchere.
Il suo ragionamento non duro a lungo; tra i due divani disposti l'uno di fronte Cosi' dopo aver preso un contenitore
d'istinto apri' l'armadio e rovisto' all'altro. per il ghiaccio da un mobile del salotto,
freneticamente in basso tra i pullover, Philip allora gioco' un'altra carta: - E' apri' l'uscio e si diresse verso
poi nelle tasche delle giacche e dei the verde vero? l'appartamento di fronte.
cappotti. Niente. Riusci' solo a notare - Certo e del migliore, amico mio.
quanto fosse ordinato Michael. - Oh, Mike, non ti ho mai detto che odio Non appena Michael fu uscito, Philip si
"Maledizione, - penso' - dove sara' il the verde? lancio' nello studio, poso' il bicchiere
mai?" - Veramente no, - disse Mike un po' sullo scrittoio e comincio' a rovistare nei
Si guardo' intorno e si diresse verso infastidito. cassetti. Capi' subito che la strada era
uno dei comodini, apri' il cassetto e non - Sai preferirei qualcosa di forte giusta. Infatti nei cassetti c'erano degli
trovo' altro che una sveglia, dei gemelli, piuttosto che una bevanda calda. orologi, dei portachiavi d'oro, delle
dei fazzoletti e proprio in quel momento Magari un whisky, di quello buono. spille. Tutti oggetti di valore buttati un
senti' la porta della camera aprirsi alle po' alla rinfusa.
sue spalle. Michael, dopo essere rimasto un po' Mentre rovistava teneva d'occhio lo
contrariato, vedendo l'amico cosi' spicchio di porta d'ingresso che era
Rapido prese uno dei fazzoletti e ammaccato con il naso rosso che visibile da li'. Sapeva di essere vicino
portandoselo al naso ci simulo' un cominciava a colargli, si riprese e disse: alla meta e le dita ancora dolenti gli
fragoroso starnuto. - Gia', forse hai ragione, lasciamo il the fremevano dal nervosismo.
- Sei gia' conciato! - esclamo' Michael alle signorine e passiamo ad una buona Ad un tratto ecco apparire sotto un
vedendolo curvo sul comodino - ma medicina. porta sigarette in madreperla, un
vedo che hai trovato i fazzoletti. Dai Ti servo un buon bicchiere di Lagavulin. girocollo d'oro con delle piccole pietre
vieni di la' che ti faccio bere qualcosa Vedrai che ti rimettera' a nuovo. verdi: bellissimo! Finalmente aveva
che ti rimettera' in vita. Vado a prenderlo nello studio - ed trovato la collana! Ma mentre la
Philip nascondendo l'imbarazzo dietro il ammiccando disse - li' dove tengo le rimirava soddisfatto senti' avvicinarsi i
fazzoletto con cui continuava a soffiarsi cose di valore. passi di Michael. Alzando gli occhi vide
rumorosamente il naso lo segui'. Era Improvvisamente una luce rossa si la porta d'ingresso aprirsi. Era troppo
ancora piu' teso di prima. La situazione accese nel cervello di Philip, tanto tardi per tornare nel salotto senza
era complicata, altro che semplice intensa ed improvvisa che anche essere visto, quindi rapidamente chiuse
come aveva cominciato a pensare. Ora Michael noto' il rossore del suo naso il cassetto, mise la collana in tasca e
si stava convincendo che forse non ce farsi piu' vivo. seduto sulla scrivania comincio' a
l'avrebbe fatta. "Lo studio! Ecco il posto ideale dove sorseggiare il suo whisky.
- Vieni Phil, siediti sul divano che ti cercare." - penso'. Doveva entrare e
vado a preparare un bel the caldo. - rovistare nello studio. Ma come? Michael, con il contenitore del ghiaccio
Cosi' dicendo Michael usci' e si diresse Michael torno' quasi subito con la in mano, guardo' il divano vuoto e poi
verso la cucina. bottiglia scura del pregiato whisky. diresse lo sguardo verso lo studio. Lo

11
Progetto Babele DUE

vide li' seduto e dopo averlo raggiunto - Ci credo! Hai dato una tremenda
disse: capocciata. Vieni alzati e mettiti sul
- Cazzo fai? divano. Penso che ora la tua testa non
- Niente. Sono venuto qui a guardare i potra' rifiutare quel ghiaccio che ho
tuoi quadri, volevo dire le tue stampe. preso dai vicini.
Bella collezione!
- No amico, ti ho chiesto cosa cazzo Cosi' Michael ando' in bagno a
fai? Mi fai andare dai vicini a prendere il prendere un'asciugamano per fare un
ghiaccio che sembrava un elemento fagotto per il ghiaccio. In quel frattempo
necessario alla tua sopravvivenza e Michael riprese coscienza di cosa ci
quando torno ti trovo a trangugiare faceva li' e disperato si guardo' la mano
whisky liscio seduto sul mio scrittoio destra serrata a pugno, la apri': in
d'epoca? qualche modo aveva fatto in tempo a
- O scusa non volevo rovinarti la prendere la collana.
scrivania, - disse Philip nel piu' Serro' subito la mano, quando senti'
completo imbarazzo - pre-pre preso arrivare Michael di ritorno dal bagno.
dalla bellezza dei quadri, cioe' delle - Ragazzo tu devi farti fare una
stampe, non mi sono neanche accorto revisione completa con cambio di olio e - Ecco ho messo del ghiaccio qui cosi'
di dove mi ero seduto. filtri. Stai degradando a vista d'occhio. potrai almeno limitare l'eruzione del
- Tu devi essere fuori di testa, amico. E poi, scusa se te lo dico, ma mi sembri bernoccolo. Tieni, premitelo sulla
Stasera proprio non ti capisco. Mi fai la caricatura di un clandestino, uno di fronte.
pensare che forse ha ragione tua quei boat-people che si vedono in TV. - Philip prese il fagotto con la sinistra e
moglie quando dice che non hai disse Michael ridendo. se lo premette sulla fronte: fu come
nessuna logica. In effetti, a guardarlo bene, Philip in prendere la botta un'altra volta. Il dolore
- E no, da te questo non l'accetto - quel momento non era un gran bello lo fece sobbalzare.
disse Philip alzandosi in piedi - se tu spettacolo: capelli arruffati, occhi - Diavolo questa e' la peggior craniata
solo sapessi ... lacrimosi, naso rosso. Con indosso della mia vita.
- Cosa dovrei sapere? Disse Michael quella tuta di due misure piu' grande - Visto come ti stavi comportando oggi
facendo una smorfia per simulare un che impietosa accentuava le sue spalle non puo' che averti fatto del bene -
profondo interesse. a bottiglia e con una gamba rigida dava disse Michael cercando di
- Beh, niente niente, e' solo che, beh ho l'idea di un profugo ferito appena sdrammatizzare - comunque mi hai
litigato con Clarence proprio per questa sbarcato da una carretta del mare. fatto prendere uno spaghetto! In piu' hai
storia della logica. Philip si guardo': non pote' far a meno rovesciato il whisky a terra e, come sai,
- Beh adesso come adesso, forse di concordare con l'amico ed allo stesso questo e' peccato mortale. Ora dovrai
anch'io non le darei torto. tempo maledire chi l'aveva messo in berne il doppio per espiare.
- Mike finiscila o me ne vado! quella situazione. Il bello era che non Philip si vide offrire un altro bicchiere di
- Ma dove vuoi andare? Lascia perdere era ancora finita. Ora era in una whisky, ma si accorse si non avere
e vieni di la' in salotto. tremenda "impasse": era quasi nessuna mano libera per prenderlo: la
Cosi' dicendo Mike si diresse verso i immobilizzato a celare con un piede il sinistra teneva il ghiaccio sulla fronte e
divani. gioiello mentre l'amico lo sollecitava a la destra era chiusa attorno al gioiello.
Nell'uscire dallo studio, Philip senti' un sedersi. Michael guardo' preoccupato la sua
contatto freddo su una gamba e - Dai vieni qua a goderti il whisky e il esitazione e disse: sei ancora un po'
rapidamente realizzo' che la collana era mio divano. confuso? E come mai tieni la destra
sgusciata fuori dei pantaloni ed ora Il cervello di Philip prese a ronzare serrata?
giaceva accanto al suo piede destro. freneticamente. "Cosa faccio ora?" - Niente, deve essere una conseguenza
"Diamine, la tasca della tuta doveva Fece un altro passo claudicante verso della caduta. Ora mi passa.
essere bucata" - penso'. la spalliera del divano che era di fronte - Senti a questo punto la cosa mi
Stava per curvarsi per raccogliere il a quello dove sedeva Michael e poi sembra alquanto grave: sei in stato
gioiello quando Michael si sedette sul ebbe l'idea luminosa: avrebbe simulato confusionale, hai i muscoli della mano
divano rivolgendo lo sguardo verso di uno starnuto fragoroso, si sarebbe destra contratti, io ti porto al pronto
lui. piegato col busto in avanti ad soccorso.
Immediatamente Philip si fermo', mise accompagnare l'esplosione nasale e - No, no, per carita', odio gli ospedali!
un piede sul gioiello e per sviare rapidamente avrebbe raccolto il gioiello Non preoccuparti ora mi riprendo.
l'attenzione dell'amico rivolse lo con la mano destra. Il divano posto di Anzi guarda, vado di la' in camera a
sguardo verso un'applique appesa alla fronte a lui avrebbe nascosto la prendere le sigarette dalla giacca e
parete del corridoio. manovra clandestina. dopo una fumata vedrai che staro'
Non perse tempo: tutto accadde in un meglio.
- Graziosa quest'applique, veramente di attimo, Philip inizio' la simulazione,
buon gusto. L'avrai pagata un occhio recito' un forte "etciu'" e si chino' in Cosi' dicendo si alzo' e imbocco' la
della testa. avanti facendo attenzione a mirare con direzione della cucina. Resosi conto
- Si, infatti e' un pezzo unico ho dovuto la mano destra la collana e ... dell'errore si volto' di scatto e si diresse
lottare a lungo per strapparla di mano verso la camera da letto rivolgendo a
ad una massaia che faceva parte di un Il colpo fu inaspettato e violentissimo, Michael un sorrisino idiota: - Ho ancora
gruppo di scalmanate che aveva preso tanto che Philip rimbalzo' all'indietro qualche difficolta' a capire la
d'assalto l'Ikea nel periodo degli sconti! cadendo supino. Nel fare attenzione a disposizione di questa casa.
Certo che tu di arredamento non dove metteva le mani, non aveva ben Michael rimase seduto sul divano e con
capisci un accidenti. Chiami scrivania il calcolato la distanza che lo separava aria preoccupata lo segui' con lo
mio scrittoio del settecento e ti fissi ad dal divano, cosi' curvandosi in avanti sguardo mentre si allontanava.
ammirare un'applique da quattro soldi. aveva dato una tremenda testata alla Entrato in camera Philip mise la collana
Si vede lontano un miglio che lavori in spalliera di legno che era solo nella tasca della giacca e, tolta la tuta,
banca! Vieni a sederti qui che e' meglio. leggermente imbottita. comincio' ad indossare i suoi indumenti
Philip allora si diresse verso i divani Si riebbe qualche secondo dopo, con bagnati. Doveva andare, non ce la
trascinando il piede destro sotto il quale Michael inginocchiato su di lui che faceva piu' a restare con quella cosa in
celava la collana. schiaffeggiandolo lo chiamava per tasca.
- Che c'e' adesso? - gli chiese Michael - nome: Philip, Philip, stai bene? Indossare i pantaloni e la camicia che
zoppichi? - Oh, Michael, che botta ... erano ancora fradici gli fu difficile e
- Deve essere stata l'umidita'; mi si e' - Diavolo, pensavo ci fossi rimasto! penoso. La testa gli pulsava e ora
bloccato il ginocchio. - Forse una parte di me ci e' rimasta sul sentiva anche dei brividi lungo la
serio. Mi sento tutto intontito.

12
Progetto Babele DUE

schiena. Durante quella lotta disperata - Calmati, - disse freddamente Philip.


Book Review
con gli indumenti maledisse per altre Voleva farle pesare il suo successo.
mille volte chi l'aveva convinto a fare Per la foga di avere il gioiello lei non si
Silvana Grasso
quella visita. era neanche accorta di come era
ridotto. La pupa di zucchero
Quando Michael lo vide uscire dalla - Dai dammela.
camera da letto con gli abiti bagnati - Certo ora te la do', ma non sai cosa
indosso, rimase di sasso. - E adesso ho passato per portarla qui.
cosa fai? - gli chiese. - Si, si me lo immagino.
- Penso sia il caso di tornare a casa; - Tu non puoi neanche lontanamente
forse Clarence sara' preoccupata della immaginarlo, mi sono quasi
mia assenza. ammazzato! In piu' ora Michael crede
- Ragazzo mio, tu dovresti andare da che io sia un mezzo pazzo. Mi ha
uno psichiatra, non a casa. Sei andato consigliato per ben due volte di andare
di la' per prendere una sigaretta e te ne da uno psichiatra!
torni vestito a puntino pronto ad andare - Tu da uno psichiatra? Ah! Lui deve
via. andarci da uno psichiatra a farsi curare
- Beh, sai mi sono ricordato che ho una volta per tutte quella sua maledetta
smesso di fumare l'anno scorso ... cleptomania. Anzi tu avresti dovuto Rizzoli 2001
Michael rimase gelato e con la bocca dirglielo in faccia a quel ladrone
aperta. Fu solo capace di seguirlo con incosciente. Cos’è la pupa di zucchero? E’ un dolce
lo sguardo mentre infilava le scarpe. - Ecco come al solito hai da ridire. caratteristico che si regala ai bambini in
Sicilia nel giorno dei morti, il 2 novembre.
Alla fine Philip ruppe il silenzio: - Mike Invece di essere soddisfatta di quello
E’ un dolce in apparenza duro come la
potresti darmi l'impermeabile? che ho fatto ora cominci di gia' a pietra, ma in realtà bastano due gocce di
- Perche' hai paura di bagnarti? - gli criticarmi. Sai bene che non ce la farei saliva per scioglierlo. Esso raffigura una
chiese ironico e subito dopo si alzo' e si mai a dirglielo, e' una malattia sai, una bella donna vestita di merletto.
diresse verso il bagno. cosa delicata ... Generalmente le sue labbra sono molto
Philip indosso' l'impermeabile che - Si' si', e poi dici di essere suo amico; rosse, come se la bocca fosse “pittata di
oramai di impermeabile aveva ben ma va! Ora facciamola finita e dammi sangue”. Nel libro essa è una metafora
dell’inconsistenza della vita umana, e allo
poco e rivolto all'amico disse: - Ora la mia collana.
stesso tempo un’immagine-simbolo della
vado. Scusami del casino, magari la Cosi' dicendo, Clarence prese in mano Sicilia, che la Grasso rappresenta a tinte
prossima volta passero' con un po' piu' il gioiello ed aggiunse - Domani di certo forti ma fosche. La vicenda vede al centro
di calma. non sarei potuta andare al compleanno una sfortunata tonnara con le sue
- Certamente, altrimenti dovro' venire io di mia madre senza indossare il suo mattanze e le mire del capofamiglia
a trovarti in manicomio. A parte l'ironia, regalo di nozze. Cavalier Luchino Branciforti, che prima
non vuoi che ti dia un passaggio fino a riesce a farla sua, e, una volta
appropriatosene, come se fosse un tesoro
casa? Philip si gusto' la scena di sua moglie
cerca di trasmetterla in eredità a chi tra i
- No no, magari e' meglio che faccia che si scioglieva davanti a quel suoi familiari se ne mostrerà più degno
due passi. mucchietto di oro e pietre preziose. perché come lui animato da una forte
- Con questo diluvio? Ragazzo, te lo Segui' la mano di lei che nervosamente passionalità: il suo primo pensiero è per la
ripeto: vai al piu' presto da uno accese la luce di cortesia e poi nipote Teresilla, ma i suoi sensi lo
psichiatra! avvicino' il gioiello al fascio luminoso. tradiranno e metteranno ben presto fuori
La guardo' negli occhi per cercare la gioco la sua preferita. Un inetto si dimostra
invece il figlio Filippo, e troppo amante
Philip strinse la mano a Michael, che fu sua soddisfazione e vide invece lo
della filosofia e disgustato dalla realtà il
piacevolmente sorpreso di vederla non sguardo fisso su di lui diventare di nipote Pietro, a cui di fatto andrà l’eredità.
piu' rattrappita, e si avvio' verso pietra: ma cazzo, questa non e' la mia Uno solo sembrerebbe degno di
l'ascensore. collana! succedergli: Bruno, il figlio di Teresilla, il
Una volta dentro, si guardo' nello © Claudio Palmieri più passionale e il più concreto della
specchio e vide una faccia deformata claupalm@yahoo.com famiglia, ma destinato a morire ancor
da un enorme bernoccolo al centro giovane annientato da un cancro. E così
l’impero del Branciforti, altrettanto attaccato
della fronte, e da un naso rosso e
CHI RICORDA? alla sua tonnara quanto il personaggio di
rigonfio. Come si era ridotto. - penso' - Verga Mastro don Gesualdo si dimostra
ma, grazie a Dio, ce l'aveva fatta. Tiro' attaccato alla sua “roba”, sembra
fuori dalla tasca il gioiello rilucente. Nessuna menzione d’onore per PBUNO, dissolversi insieme al caldo, sensuale e
Certo era stata una missione dura, ma dal momento che nessuno ha fatale paesaggio siciliano nell’immagine
riconosciuto l’incipit poposto... della pupa di zucchero che accomuna nel
in fondo era stata un successo.
evidentemente i nostri lettori risentono finale il destino dei due personaggi più
Gli rimaneva ora solo da raggiungere del gap generazionale: i loro padri non opposti: l’intellettuale Pietro e l’affarista
l'auto di Clarence ed andare a casa avrebbero esitato un momento, si Bruno. Si sente nel libro una calda
dove avrebbe fatto un bagno bollente, trattava infatti del paragrafo iniziale de I sensualità, una forte passionalità, un
preso due aspirine e si sarebbe infilato misteri della Jungla nera di Emilio diffuso senso di morte, attinto dall’autrice
nel letto. Salgari. direttamente dalle sue esperienze
Con questi caldi pensieri in mente personali (suo marito è recentemente
Nessun problema, come si suol dire, morto a causa di un melanoma).I paesaggi
Philip affronto' il diluvio per una
riprovate e sarete piu’fortunati. descritti sono intensi e vividi, emanano
seconda volta. Al solito, le risposte vanno inviate a calore ma nello stesso tempo un forte
Di solito si dice che la strada fatta al progetto_babele@yahoo.it. senso di fatalità. Le tinte sono calde e
ritorno appare piu' corta rispetto Buona caccia! contrastanti, sensuali ma luttuose.
all'andata, ma a lui sembro' di non Felicissime e vivide sono le immagini rese
arrivare mai. Finalmente la forma “C'era una volta... attraverso una lingua impastata di
amichevole dell'auto apparve in - Un re! - diranno subito i miei sicilianismi, fortemente espressiva pur
lontananza tra gli scrosci. Philip piccoli lettori. nella sua incontestabile modernità. Potente
raccolse le ultime energie e la No, ragazzi, avete sbagliato. C'era e sapiente si dimostra l’uso del flashback
una volta un pezzo di legno. come tecnica narrativa. La scrittrice
raggiunse.
sembra essere giunta ai suoi livelli più alti
Non era un legno di lusso, ma un nella descrizione di un mondo vasto e
Clarence gli apri' lo sportello e lui si semplice pezzo da catasta, di quelli complesso, ma volto alla consunzione. La
butto' esausto sul sedile. che d'inverno si mettono nelle stufe lettura è avvincente e avvolge il lettore
- Allora? L'hai presa? Ce l'hai? - lo e nei caminetti per accendere il nelle sue spire, riuscendo ad incantarlo
aggredi' Clarence. fuoco e per riscaldare le stanze. “ completamente.
.....
Rossella Maria Luisa Bartolucci

13
Progetto Babele DUE

BOOK REVIEWS RIFLESSIONE

Wittgenstein's Poker IL BLU di Massimiliano Badiali


(L’attizzatoio di Wittgenstein)
di David Edmonds e John Eidinow Luglio 2002
A Baudelaire
Le corps est la prison de l’âme (Platone)

Il blu è un’intensa sensazione nauseante, pensava Schopehaueur, nell’osservare


il cielo. Noi uomini dotti, poveri pazzi d’eruzione, schiavi di ambrosia, aneliamo
all’infinito come carni macere insonni. Gesù amava il blu del cielo, ma subì il
rosso del sacrificio. Il blu fu il colore d’anelito all’infinito nascosto in estatiche ed
insulse speranze. E’ la vita un blu ricoperto di nero. Allo specchio nel
cannocchiale rovesciato assumiamo forme blu per nascondere le tenebre nefaste
e ancestrali di una vita che abbiamo rifiutato nel sospiro finale e liberatorio di
un’estasi senza senso. Dov’è il senso il senso di questa negazione di apoteosi di
questo vulcano gravido di amenità, di questo coperchio di non-senso. Eccomi
davanti alla vita.

Giugno 2002 e l’uomo è sempre lo stesso macchinoso e vichiano essere che


sacrifica se è amato e ama se è sacrificato. Una legge dei contrari che rigetta e
vomita la legge reale della lotta dell’esistenza. Dalla caverna all’astronave eccovi
gli stessi: fallaci simulacri del nulla, gravidi di ogni impotenza intellettuale..aporia
del secolo… vergognosa ansia lacrimosa e cinica di un mondo che non sa essere
Faber and Faber 2001 senz’apparire..di un’essenza che vaga orfana di ogni sovrastruttura etica,
ISBN: 057120547X 267 pp morale..la fisarmonica del presente è libertà. Libertà è spirito, libertà è scelta,
libertà è etica.
Non capita spesso che un libro che
tratti di due filosofi parta da un episodio Non amerò i bagni di folla di antrace opachi, grigi di insensibilità, contagiati dalla
che ha come protagonista un massificazione dello smog sociale. Amo la follia che rompe i limiti della clessidra,
attizzatoio. Eppure l’immagine di che assolutizza l’arcano e lo convoglia in scelta volontaria.
Wittgenstein che fronteggia Popper in
Il blu? Un’aspirazione, che s’incarna in un’ossessiva aspirazione all’infinito,
una piccola aula di Cambridge con un
attizzatoio dopo un aspra discussione negata prostrata dinnanzi al buio della perdizione.
filosofica é giá di per sé abbastanza
improbabile da destare una certa Un angelo è sceso dal cielo annunciando salute e verità. I pazzi l’hanno ascoltato
curiosita. Ma giustamente gli autori di e compreso, i sani l’hanno snobbato e deriso. Basendolf… ..non esiste pazzo più
questo bel libro si sentono attratti pazzo di un sano… .
sopratutto da tutto quello che fu lo
sfondo di quell’incontro : l’Europa
Ho osservato gli oleandri..erano belli e velenosi. Gli oleandri sono l’immagine
devastata dalla Guerra (era il ’46), le
somiglianze e differenze tra le biografie della colonia dei sani: estetica virulenta e essenza velenosa.
dei due pensatori, le relazioni tra le Io appartengo ai paria: ai fichi d’India, aspri e indegni figli di una terra ricca,
varie persone presenti, in particolare di emarginati embrioni in una società multiglobale, ove all’essenza si è sostituito
entrambi con il maestro Bertrand l’apparire. Aculei e spine nascondono polpa esistenziale.
Russell. Wittgenstein e Popper
venivano tutti e due da famiglie Non rivendicare? Il cielo è blu, il mare è blu..le aspirazioni dei sani sono
viennesi di ebrei assimilati, e tuttavia il
grigie… nere nell’ideale, blu nel reale, nere nella finalità, blu nell’apparenza.
primo era di orgine aristocratica, il
secondo medio-borghese. Gli autori Blu notte. L’ho scelto. Blu come l’ideale, a cui l’animo illuso aspira e nero come il
sottolineano come questo aspetto male che anima il cuore d’infinite anelanti grida.
biografico contribuisse giá di per sé ad
allontanare I protagonisti dello scontro. Detesto il grigio della bava borghese che si confonde con lo smog cittadino.
C’era poi il disaccordo filosofico : Preferisco il cimitero nero del dolore, della rabbia e della disperazione al grigio
Wittgenstein pensava che I probelmi della noia criminale di una monotona borghesia.
filosofici non esistessero, che ci
fossero solo rompicapo linguistici da
risolvere e la filosofia in definitiva non Anelo al blu, al tuo inerme vagare spirituale che cerca nella vita l’amore spirituale
era altro che una terapia, una cura per e rifiuta ogni compromesso esistenziale.
il pensatore malato di confusione
linguistica. Per Popper invece il Buona notte grigio amore quadriennale. Rifiuto il pecorismo grigio dello
filosofare aveva senso solo come sfilare..preferisco le tenebre del reale, incarnate in un ideale errare di aporismo
ricerca di soluzioni a problemi reali. I esistenziale.
problemi dunque esistevano. Eppure in
questo libro non si parla troppo di
filosofia e anche I non-addetti possono Preferisco il blu, il blu del mare, del cielo e del mio insulso ideale aspirare alla
trovarsi a loro agio. Gli autori riescono grotta di noia del grigio della borghesia apparenziale.
a creare una perfetta miscela in cui
vita, storia, pensiero e ovviamente Credo in Dio, creatore del Blu nell’anima come aspirazione e del nero come
l’attizzatoio si fondono in un equilibrio disperazione e del grigio come borghese e supina vitale accettazione.
ed uno stile piacevoli e istruttivi. Ma Vesto di panni blu la bianca essenza, la nera disperazione che aleggia su rossi
Wittgenstein minacció veramente
lavacri di vendetta.
Popper con l’attizzatoio? O come
sostengono I seguaci del primo lo usó
solo, come spesso faceva, per Buona notte nera disperazione, buona notte rossa vendetta, addio sconosciuta
illustrare un pensiero? Di certo c’é che borgnauseante accettazione..ho sposato le vesti dell’ideale, quello che mi debita
Wittgenstein se ne andó furioso ma al contempo mi fa sperare.
sbattendo la porta. Ma ció ne decretó
anche la sconfitta? Ai lettori del libro Buonanotte mediocrità, ho scelto il calvario anelante dell’Assoluto.
l’ardua sentenza !
Luca Toni
massimilianobadiali@hotmail.com
Luca.toni@equitant.com

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Progetto Babele DUE

SCHEGGE a cura di Francesca Lagomarsini

La terra del dolore


Come riassumere in poche righe quello che em erge dal conflitto senza tempo tra palestinesi ed ebrei nei territori di
Gerusalemme e della Palestina? Facciamo parlare la fantasia degli scrittori, la poesia del mondo arabo e,
purtroppo, gli orrori della cronaca...
Dalle cronache dei quotidiani:

Autobomba contro bus, 17 morti


ERODE,GRAZIE! in Israele

di LvrLuca GERUSALEMME:
Esplosione potentissima, l'auto guidata
da un kamikaze ridotta a un ammasso di
Erode, grazie! lamiere. Sul pullman molti soldati
Un' autobomba guidata da un kamikaze
palestinese è esplosa stamane accanto a
Su questo viale romano, qui, davanti ai un autobus interurbano nel centro-nord di
miei occhi, si dimenano piedi, folle di Israele. Almeno 17 persone sono state
pensieri, teste che si scambiano saluti e uccise mentre i feriti sono tra i quaranta e
i cinquanta, tre dei quali in fin di vita.
sguardi; qualche abbraccio. Il tempo ha L'attentato, uno dei più gravi a colpire lo
logorato il catrame, ha logorato gli stato ebraico, é giunto il giorno dopo
antichi ponti, ha giocato col destino e, il l'avvertimento del capo del servizio
Colosseo, è ancora qui. Imponente informazioni delle forze armate, generale
Aharon Zeevi (Farkas), che gruppi
come al solito, sorride ai passanti e ai terroristici palestinesi e i guerriglieri
tanti occhi che vengono ad osservarlo. Hezbollah dal sud Libano stanno
E’stato teatro, ha visto passare migliaia preparando 'mega-attentati' nel paese già
nei prossimi giorni.
di persone, le ha ascoltate ridere, bere, divertirsi, combattere e trucidare.
Eppure sta lì, imponente e impoten te: fermo.
Anche queste strade hanno visto danzare piedi e passare sguardi. Forse TEL AVIV TIBERIADE:
hanno sentito il peso di Cristo sulla schiena e, oggi, stanno comunque qui: L'odierno attentato è avvenuto intorno
alle ore 7 e 14 locali (6 e 14 italiane)
immobili. Con qualche pezza, graffio e ferita in più, da dimenticare in fretta, all'altezza dell' incrocio di Megiddo, vicino
possibilmente. Ma loro sono strade, che possono fare? Immobili aspettano lo al confine con la Cisgiordania e a non
scorrere del tempo che, sperano, possa fermare lo scorrere del sangue. molti chilometri dalla città autonoma
palestinese di Jenin. L'autobus era
E in mezzo a queste due civiltà antiche e lontane, ma contemporanee, ci partito da Tel Aviv e era diretto a
passa un mare: il mediterraneo. Come ogni gio rno le onde si cavalcano, e Tiberiade. Testimoni oculari hanno
delfini, tonni e altre grandiose creature danzano, giocano e si divertono. Il affermato che l'esplosione è stata di
Mediterraneo, mare d’Ulisse e di Nerone, di Carlo Magno e di Annibale, fortissima potenza. L'autobomba è stata
ridotta a un ammasso irriconoscibile di
osserva due spaccati di mondo e non sa che è proprio lui, fisicamente, a lamiere contorte. L'autobus investito dallo
dividerli. A separare i belli dai brutti, i neri dai bianchi, i ricchi dai poveri, i scoppio è stato totalmente distrutto e ha
buoni dai cattivi. Anch’esso, muto continua a viaggiare, a farsi sfiorare dal preso fuoco. Sull'autobus, della linea 830
già obiettivo di passati attentati,
tempo che, proprio come le onde, va avanti, s’aggroviglia per tornare su se viaggiavano molti soldati. I soccorritori si
stesso, si distende. Ma non cambia e non è mai uguale a prima e, la sono trovati davanti a scene spaventose
differenza è talmente sottile che nessuno saprebbe descriverla, o notarla. di morte, distruzione, di feriti gementi e
Ma queste immagini sono antiche. Ancor prima della comunicazione urlanti.
elettronica già le voci correvano e attraversavano questo spicchio di mare. CONSIGLIO DI DIFESA: L'attentato è
Da Roma a Betlemme, da qui a lì. E erode, duemila anni fa circa, decide di stato rivendicato dalla Jihad islamica. A
massacrare tutti i bambini che avessero meno di un anno. Tra di loro doveva Gerusalemme si è intanto riunito il
consiglio di difesa, sotto la presidenza
esserci il figlio di Dio, si diceva. del premier Ariel Sharon, per discutere
Ma sono tanti gli occhi a piangere quei delitti… Nei ricordi d el narrante, uno della situazione della sicurezza. In
in particolare trova la luce e si esprime su questo foglio... Due mani si diverse aree nel centro e nel nord di
incontrano. Le dita si sfiorano e cercano un contatto forte, d’amicizia e Israele sono state fortemente accentuate
stamattina le misure di sicurezza.
d’amore. Le pupille si sgranano. L’uomo strilla forte. I suoi occhi sono pieni di
terrore, rabbia, dolore . Il burka si piega su se stessa e infila le mani dentro il (5 giugno 2002)
vestito; le porta agli occhi per fermare il pianto. L’uomo abbraccia la donna,
la consola, l’afferra e la stringe a se. Le dice che domani è un nuovo giorno,
l’invita a continuare a sognare.
Alto sulla destra appare l’avvoltoio. Ma questa volta è in compagnia, saranno
un migliaio, credo. Tutti pronti a buttarsi in picchiata e sono due millenni che
non fanno altro. Il medio oriente è pieno di carogne da mangiare, sono loro
gli avvoltoi i becchini di questa terra.
Su una pietra, oggi, in mezzo ad un piccolo campo minato, ci sono brandelli
di uomini e bambini. Gente normale, insomma.
E a qualcuno sta venendo in mente di ringraziare erode per averlo portato
via, tanti anni fa, mentre, og gi, sta piangendo per i fratelli rimasti vivi allora.
lvrluca@virgilio.it

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Progetto Babele DUE

Due domande a David Grossman


(da “Vogliono uccidere la speranza”- l’Unità - martedì 22/08/1995) Gerusalemme

Ma esistono ancora spazi per il dialogo? Accoglimi Gerusalemme, io sono il


sacerdote
Certo, questi spazi esistono e oggi (ieri per chi legge, ndr.) ne ho avuta una diretta Abito nella Citta` Superiore
conferma. Oggi infatti ho visitato un campeggio per ragazzi dai 16 ai 17 anni che si Il mio lignaggio risale al profeta,
trova nelle vicinanze di Gerusalemme. Questo campeggio ha una sua peculiarità: Nel chiuso, scuro ventaglio d’un
quello di essere frequentato da ragazzi israeliani e palestinesi. Ebbene quel cipresso
campeggio rappresenta la migliore risposta che si possa contrapporre ad Hamas. Io sono il folle di turno della tua via,
Perché quei ragazzi, nello stare insieme, riflettono un'immagine di vita, più forte, Infinitamente orfano,
più convincente di quell'immagine di morte che Hamas ha "proiettato" oggi a Accoglimi nella tua aria, gelida
Gerusalemme. D'altro canto, comprendo il dolore dei famigliari, trovo naturale la madre
loro sete di giustizia. Ciò che però trovo rivoltante è il tentativo dei leader della Nel ventre del tuo monte riposa il
destra oltranzista di utilizzare per fini politici quelle lacrime, que lla disperazione. padre monaco
Ma il dialogo, ne sono convinto, proseguirà. Certo, oggi vi sono in Israele tante Colui che claudicando percorse la
persone che si interrogano sul prezzo pagato alla pace. Ed è un prezzo altissimo. via dell’Orfanatrofio Diskin
Ma quelle stesse persone, come la maggioranza dei palestinesi, sanno che n on Ora dal sommo della sua morte
esistono altre vie al dialogo per giungere alla pace e alla sicurezza scivola giu` a dirigere i cori del
reciproca.Israele ha già sperimentato in passato altre vie che si sono rivelate vento
tragicamente fallimentari: abbiamo cercato di usare il pugno di ferro contro il Vestito della camicia da notte,
popolo palestinese, ma non siamo riusciti a debellare la loro sete di indipendenza. Ed io con la veste sacerdotale, in
Non è occupando militarmente i territori che riusciremo ad ottenere ciò che ci è più tunica rigata, in camicia di forza
caro: la sicurezza. Per esser degno di te.

Con che cosa si deve intrecciare la parola pace? Israel Bar-Cochav

Con la parola giustizia, con la capacità di dimostrare che la pace può portare
migliori condizioni di vita sia per gli israeliani che per i palestinesi. Dimostrare che
con la pace è possibile porre fine all'inferno dei campi profughi, dare un futuro alle Lo psicologo Israel Bar Cochav , nato
migliaia di giovani palestinesi che vivono lì. Ma dobbiamo sapere che per fare tutto nel 1950 a Ghivataym (oggi sobborgo di
ciò occorreranno decenni. Fino a quel momento, temo che saremo destinati a Tel Aviv), insegna “Sogno e
convivere col terrorismo che si manifesterà ancora in Israele, come a Parigi o a Immaginazione nelle arti e i n psicologia”
all’Universita` Ebraica di Gerusalemme, e
New York o altrove. tiene seminari sui rapporti fra poesia e
psicologia (Gestalt) all’ Universita` Ben
Gurion di Beersheva e al Centro di Studi
DAVID GROSSMANN: Kibbutzistico di Tel Aviv. E` autore di
David Grossman è nato nel 1954 a Gerusalemme, dove vive. È molto noto in sette libri di versi, e vincitore de l Premio
tutto il mondo per le sue opere di narrativa e per i saggi sulla questione del Primo Ministro dello Stato d’Israele
per la poesia. I suoi testi sono stati
palestinese. Tra i romanzi pubblicati in italiano, ricordiamo: "Vedi alla voce:
tradotti in inglese, arabo, francese e
amore" (1988), "Il libro della grammatica interiore" (1992), "Il sorriso italiano. Ha rappresentato Israele in
dell'agnello" (1994), "Ci sono bambini a zigzag" (1996), "Che tu sia per me il diversi festival internazionali di poesia, e
coltello" (1999) e, per i bambini, "Le avventure di Itamar" (1991) e "Un milione guidato gruppi internazionali di “creative
di anni fa" (1998) nella collana Junior -8 e "Un bambino e il suo papà" (1999) writing” a Londra, Oxford e Stoccolma.
nella collana Contemporanea, tutti pubblicati da Mondadori. Le cinque poesie qui presentate in
versione italiana sono tratte dal libro
“Pesuqe` yareach”(“Versi lunari”, 1999).

CONSIGLI DI LETTURA: NAZIM HIKMET La vita non è uno scherzo Nazim Hikmet
La vita non è uno scherzo.
Nato a Salonicco nel 1902, fu esponente di Prendila sul serio
spicco della cultura turca del '900. Si trasferì come fa lo scoiattolo, ad esempio,
negli anni '20 in Russia e, rientrato senza aspettarti nulla
successivamente in Turchia, fu condannato per dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
la sua opposizione al regime e per propaganda La vita non è uno scherzo.
comunista. Scrisse molte delle sue poesie Prendila sul serio
durante la detenzione in carcere. Rimesso in ma sul serio a tal punto
libertà nel 1950, si stabilì a Mosca dove morì nel che messo contro un muro, ad esempio, le mani
1963. legate,
o dentro un laboratorio
Per Nazim Hikmet la poesia d'amore non è mai col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
soltanto poesia d'amore, egli riassume in
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
"Amore" la sua esistenza, quelle esperienze che e morrai sapendo
ognuno di noi ha almeno una volta nella vita. che nulla è più bello, più vero della vita.
Caratteristica curiosa, è la quasi totale Prendila sul serio
mancanza di punteggiatura nelle sue poesie. ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
Ti amo come qualcosa che si muove in me ma perché non crederai alla morte
quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco, pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.
ti amo come se dicessi: "Dio sia lodato, son vivo."
par Joice Lussu.
Nadir Hikmet

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Progetto Babele DUE

FANTASCIENZA

L’ultima Zaibatsu di Vittorio Baccelli


Ratz è nella sala della meditazione d’ingresso collegato con banche dati e musica techno, osserva sorridente
l’ologramma di Santa Klaus, il santo più venerato nel mondo
La lamaseria era stata edificata giunto il momento d’interrompere la
centinaia d’anni prima su alte montagne tradizione, tra l’altro l’intera tribù era
e solo picchi innevati si scorgevano divenuta proprietaria di una azienda
fuori dalle sue alte muraglie. All’interno agricola che produceva in colture
la temperatura era conservata idroponiche cibi geneticamente
primaverile e dai suoi orti, frutti e modificati. Azienda che in breve grazie
verdure continuativamente giungevano a brevetti fortunati aveva raggiunto le
sempre a maturazione. Ratz era dimensioni di una multinazionale, ed
cresciuto tra queste mura, come anche questo era stato previsto dalla
maestri aveva avuto i migliori lama e loro arcana ed antica cultura, avevano
maestri zen e aveva giocato e studiato così interrotto una leggenda che
con gli altri ragazzi ospitati nella narrava che il loro tesoro era stato
lamaseria. Nell’aula dei Buddha aveva posseduto da Carlo Magno, da Tiberio,
trovato il suo luogo per la meditazione da almeno due papi ed anche dalla
profonda, a lui qui riusciva meglio zarina Caterina. Avevano così
circondato dalle cinquecento statue di gratuitamente ceduto il loro ultimo
Buddha, tutte uguali alte quanto un tesoro alla più famosa lamaseria sita in
uomo, ma di materiali diversi: legno, capo al mondo, nella quale vivevano
pietra, marmo, terracotta, ologramma, monaci zen e lama, affinché loro gli
metallo, ecc. Le statue erano poste fornissero la miglior conoscenza, così
erette ai lati di una grande aula era scritto, così fu fatto.
quadrata pavimentata in lucido legno. − Ratz è nella sala della meditazione pareti. Sospeso in aria un pentacolo
Ratz s’accostava ad una delle statue, d’ingresso collegato con banche dati e lievemente azzurrato e tridimensionale,
sceglieva quella giusta per quel giorno, musica techno, osserva sorridente ruota lentamente su se stesso, in un
poi le si accovacciava accanto l’ologramma di Santa Klaus, il santo più angolo un mucchio di cellulari in rete
assumendo la posizione del loto e qui venerato nel mondo. L’ologramma è che ammiccano coi loro led multicolori.
trascorreva molte ore delle sue denso e moderatamente senziente, Ratz entra, il Lama gli volta le spalle
giornate. Aveva anche un suo piccolo Ratz si siede accanto a lui che porta la sempre seduto e librato nella posizione
giardino zen ove a tratti apparivano sacca coi doni ed ha il sorriso stampato del loto, si siede dietro di lui, chiude gli
ologrammi di cespugli rotolanti che sempre sulle labbra e questo perché su occhi mentre avverte la termoschiuma
veloci attraversavano il giardino, ma era questo punto il programma non è celata nel tappeto aderire alle sue
solo nell’aula dei grandi Buddha che lui modificabile, così Santa quando parla gambe. Flussi d’informazione all’istante
si trovava veramente a suo agio. La con Ratz, anche se è triste, seguita a lo raggiungono, parlano della sua
lamaseria era molto antica ed in essa sorridere. Dall’altro lato del salone della razza, della rottura delle tradizioni che
erano conservate tutte le memorie delle meditazione d’ingresso vi è l’olo di con lui è stata effettuata come previsto
civiltà dell’uomo, grandi biblioteche Padre Pio, anch’esso a definizione dalle antiche scritture, dell’amore e
erano zeppe di libri e ricordi solidi densa ed a grandezza naturale, ma degli insegnamenti che i monaci gli
riversavano ogni conoscenza attraverso scarsamente senziente. Padre lascia il hanno impartito, delle amicizie strette
gli schermi o tramite reti simstim proprio posto e s’unisce a Ratz e Santa con gli altri novizi e studenti.
direttamente nelle menti dei richiedenti. che stanno parlando del matrimonio Confermano che il suo ciclo qui è
Ratz era costantemente connesso con celebrato proprio in questa aula la terminato, nuovi apprendimenti adesso
queste memorie attraverso la sua settimana scorsa. Ratz parla coi due lo attendono. Ratz mentalmente prende
piastra neurale che aveva l’aspetto di olo, ascolta musica, elabora dati congedo dal Lama e da tutti, poi s’avvia
un orecchino con un piccolo diamante, quando il segnale di allerta lo verso la stanza dei viaggi, inchinandosi
infilato nel lobo del suo orecchio raggiunge, spegne allora il canale audio tre volte all’uscita davanti al Lama che
sinistro. Lui era uno shahinai, era il e visualizza il Lama che lo sta seguita a volgergli le spalle.
tesoro degli shahinai: la sua razza era chiamando nella sua stanza. Ratz Nuovamente attraversa corridoi e aule,
molto antica e composta di poche saluta Santa e Padre e s’avvia lungo i sale ripide scale e giunge all’interno
diecine d’individui scuri di pelle e molto loggiati che portano alla stanza del dell’unica torre della lamaseria, scende
brutti nell’aspetto, tra loro molte donne Lama. Attraversa porticati a lui noti con un’umida scala a chiocciola che lo
ma pochissimi uomini, con un’unica ologrammi e circuiti stampati appesi porta, sotto la torre, fin nelle viscere
eccezione. Un maschio bianco con la alle pareti assieme ad immagini sacre e della montagna: sa che la stanza del
pelle dai riflessi perla nasceva solo ogni mandala. Servomacchine gli scivolano viaggio si trova in fondo a questa scala
cento anni, incredibilmente bello e trai piedi spostandosi veloci al suo di pietra scavata nella roccia, l’ha
intelligente, veniva chiamato il tesoro passaggio per tornare poi alle loro mentalmente visualizzata più volte, ma
degli shahinai. Era infatti occupazioni, e-mail volanti gli ruotano fisicamente non è mai sceso fin lì.
intelligentissimo e bellissimo, inoltre far attorno al corpo, lui le scaccia con Lentamente scorre il tempo mentre lui
l’amore con lui era un qualcosa fastidio. Sa già che il suo seguita a scendere con ritmo piano ma
d’indescrivibile. Tutti gli shahinai apprendimento, qui nella lamaseria è in costante, la scala è in penombra, una
vivevano per cento anni con la fase terminale, è davanti alla porta del fioca luce proviene da una sottile
cessione del loro tesoro, questa usanza Lama che si apre lentamente al suo striscia luminosa che è sita nel bel
era proseguita nei secoli, forse nei avvicinarsi: il Lama è seduto nella mezzo della volta. Giunge fino al
millenni, perché così era stabilito nei posizione del loto, sospeso sul termine delle scale, davanti a lui una
loro testi sacri conosciuti solamente pavimento di qualche centimetro, sotto parete di roccia. La tocca e la parete
dagli appartenenti alla loro razza. C’era di lui un folto tappeto con un scivola di lato lasciando vedere una
scritto che quest’usanza avrebbe avuto complicatissimo mandala disegnato, piccola stanza rotonda con un cilindro
termine al verificarsi di certe condizioni, molti cuscini sono casualmente sparsi di pietra nel mezzo alto circa mezzo
e queste si verificarono, quali esse per la cella e la luce entra da una metro. Ratz intuisce che quello è una
fossero non è dato di sapere, ma feritoia stretta e lunga che attraversa panca e si siede, la parete scivola
l’ultima generazione seppe che era verticalmente quasi per intero una delle nuovamente di lato e l’apertura si

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Progetto Babele DUE

chiude, la luminosità è debole come molto, molto tempo fa, fu scelta dagli pacchetto di fazzoletti di carta, infila
quella della scala ma Ratz non capisce dei e addestrata a tessere la tela di un tutto quanto nello zainetto, poi se lo
da dove provenga. Chiude gli occhi ed mondo, questa è la sua occupazione e mette in spalla. Vi sono fucili e pistole
avverte una leggera vibrazione che nel trascorrere del tempo è divenuta d’ogni tipo, ne sceglie una a raggi di
pervade ogni cosa compreso il suo essa stessa una dea. Lei è Gimel, la foggia strana, sembra di cristallo, la
corpo. Quando decide di riaprire gli impugna e spara un raggio che lascia
occhi nulla è mutato, cerca allora di un sottile foro ne marmo, la poggia
collegarsi in rete con qualche memoria, accanto alla cintura d’oro ed a questa
ma si sente completamente isolato, aderisce. Sceglie poi un anello ed una
tagliato fuori, una sensazione catena d’oro con un medaglione con
d’isolamento per lui nuova. Medita, sopra smaltato un pentacolo: lascia
dalla meditazione al sonno il passaggio tutto il resto ed esce. Cerca di sfruttare
è senza scosse, e da questo al sogno questa nuova rete nella quale ora è
la strada sembra obbligata. Nel bel inserito, al momento avrebbe bisogno
mezzo d’un sogno angosciante, ma già d’un bagno, e dopo aver mentalmente
dimenticato, si trova seduto su una più volte formulato la richiesta ha chiaro
roccia e davanti a lui c’è un antico il cammino che deve fare per
tempio greco. Solo allora si accorge raggiungere il luogo prescelto,
che questo non è più un sogno: lui è visualizza anche la piantina delle
all’aperto seduto su una roccia davanti stanze del tempio, anche se accanto a
al tempio. Il sole è alto e illumina un questa scorrono parole che al suo
uliveto che si perde a vista d’occhio orecchio suonano strane: stilobate,
tutto attorno al tempio che ha un vasto tessitrice della realtà e le sue crepidoma, euthynteria, metopa, triglifo,
colonnato in marmo bianco e lucente sembianze sono: una giovane donna, trabeazione, acroterio, pronao, ecc.
sotto i raggi del sole, sopra di esso un una vecchia, un cammello. Ratz riapre Arriva intanto al bagno, è enorme, vi è
timpano triangolare, le colonne gli occhi mentre l’immagine del deserto addirittura una cascata che si getta in
poggiano su una grande scalinata e svanisce, il cammello non c’è più, al una vera e propria piscina, poi tazze
tutto è dello stesso materiale. Ratz si suo posto una vecchia coperta di piene d’acqua tiepida e profumata,
guarda attorno stringendo gli occhi per stracci guida ora il telaio, ma infine alcuni anello d’oro sono infilati in
difendersi dall’abbagliante riflesso del l’immagine si scompone ad alla vecchia tondi tappi d’onice, basta sollevarli, e…
sole sul marmo, gli olivi sono ben si sovrappone una bellissima giovane Ratz s’aggira nel tempio ormai da vari
curati, l’erba è tagliata e vicino al totalmente nuda, è la stessa che ha giorni, per letto vi sono delle lastre che
tempio cespugli di rose sono in fiore. visto poco prima in rete. Lui è turbato, sembrano anch’esse di marmo, ma
S’avvicina, ma si rende conto ben ma certo che la vecchia, la giovane ed sono di una sostanza morbida, come la
presto che il tempio è più distante di il cammello sono visioni della stessa termoschiuma e si trovano in alcune
quanto credesse, e man mano che identità, sono Gimel la tessitrice della delle stanze che formano questo
avanza capisce quanto sia immensa realtà. Abbandona la stanza del telaio enorme tempio. Si reca più volte
questa costruzione che copre tutta la non prima di cogliere uno sguardo all’esterno e trova pastori e contadini
cima del colle ove lui si trova. malizioso negli occhi di Gimel, e si che parlano uno strano dialetto simile al
Finalmente giunge agli alti gradini di ritrova in una sala colma d’oggetti. greco antico. Con le memorie
marmo ed inizia a salire, si ritrova sotto Apparecchiature elettroniche d’ogni impiantate subito riconosce le radici di
il porticato: il pavimento è anch’esso di forma e dimensione, cataste di cellulari, base del linguaggio ed elabora l’intera
marmo, ma intarsiato con pietre di vari gioielli d’ogni fattura, armi d’ogni tipo parlata. È pure ospite a cena in casa di
colori che danno vita a trofei di fiori e sono mescolati ad altri oggetti, alcuni pastori e l’agnello arrosto ed il vino è
frutta che s’intrecciano nelle loro misteriosi, altri d’uso comune come quanto di più buono abbia mai
geometrie frattali. La sua mente si vestiti, montagne di capi assaggiato dopo così tanta frutta. I
sofferma, ma solo per un attimo, su d’abbigliamento d’ogni epoca e fattura. pastori e i contadini non computano il
alcune somiglianze tra gli intrecci Solo in questo momento Ratz si rende trascorrere degli anni, anche perché la
geometrici del mosaico ed alcuni conto d’esser nudo, dal mucchio estrae stagione non varia, non sanno niente
particolari dei mandala nella lamaseria. una tunica di fattura romana con finiture del mondo esterno, se non vaghe storie
Un lunghissimo tavolo di marmo è in oro e la indossa, con una cinta d’oro di sapore mitologico, s’avvicinano al
colmo di frutti maturi e di coppe piene di si cinge la vita, trova poi un paio di tempio con rispetto e timore, solo
liquido color ambrosia. Ratz mangia calzari in cuoio con finiture in oro, sono quando sono chiamati o quando
frutta a sazietà e beve un nettare della sua misura, li indossa. C’è uno devono portare qualcosa. Per loro il
squisito. S’aggira per l’immenso zainetto di pelle nera col logo di Gucci tempio è il luogo sacro ove abita la
porticato e la sua attenzione è colta da su un lato, lo riempie di cose che ritiene divinità che li protegge, una divinità che
una stanza in penombra, entra. Al suo possano essergli d’una qualche utilità: è femminile, una e trina. Ratz è
interno un cammello lo osserva con tre pacchetti di sigarette di marca perplesso, ma se questo deve essere il
grandi occhi, un telaio di legno sta ignota ed illeggibile disegnata in oro su suo nuovo apprendimento, lo accetta,
funzionando da solo, sembra molto un pacchetto azzurro, un accendino tra l’altro c’è molta serenità in questo
antico, è posto nel mezzo del salone. Il Dupont d’argento, due bustine di posto. I pastori ed i contadini dicono
cammello lo squadra mentre lui gira fiammiferi minerva con la pubblicità di che lui è un eroe, un semidio, è stato
attorno al telaio. Solo allora Ratz si un bar dell’avamposto lunare, un scelto dalla divinità per stare con lei.
rende conto di quanto il telaio sia orologio Rolex e questo se lo mette al Alcune pastorelle sono niente male,
enorme e dal lato ove dovrebbe uscire polso anche se è incerto sull’ora. C’è pensa Ratz, mi credono pure un
la tela scorge una luminosità lattiginosa poi un cellulare sottilissimo che sembra semidio, tutto sommato questa può
che gli impedisce di mettere a fuoco la di madreperla, vede che è in rete ed il essere una vacanza felice e anche
vista. Accarezza il cammello e la sua display è un ologramma, chissà in meno noiosa della permanenza nella
lana è morbida, il suo corpo profumato. quale rete, si chiede mentre lo mette lamaseria. Il senso del tempo è
Si accorge d’esser nuovamente nello zaino e poi pensa “chissà chi mi alquanto confuso ed anche il Rolex
collegato, ma non è la solita rete da chiamerà qui!” Trova una piccola sembra andare per conto suo, Ratz ha
sempre conosciuta, è qualcosa di bussola, un portamonete di pelle nera proprio perso la cognizione del
profondamente diverso: un paesaggio con dentro dischetti di un metallo trascorrere dei giorni. Fa vari giri
desertico con dune in movimento azzurrato con l’effige d’una scilla, una attorno alla collina e trova altre colline
rappresentano la porta d’ingresso, si penna biro in oro infilata in un identiche, un fiume, un lago ed anche
forma poi una bellissima donna vestita minuscolo taccuino foderato in pelle, un un villaggio; nel senso opposto giunge
con veli di seta che ondeggiano a un coltellino multiuso svizzero con manico fino al mare ove una spiaggia deserta
lieve vento. Lei racconta la sua storia, rosso e croce bianca, un paio d’occhiali sembra proseguire all’infinito. In uno di
a specchio modello Ray Ban, un

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Progetto Babele DUE

− Chi può dirlo? − Hai già provato altre volte, non sei
− Dunque abiti qui con Gimel. mai andato oltre il villaggio.
− Gimel, Vav, siamo la stessa entità, − Questa volta proseguirò oltre.
eppure siamo diverse. − Non puoi, la nostra realtà è circolare,
− Le sorprese non mancano, e se anche se tu seguissi la spiaggia, ti
volessi tornare? ritroveresti sempre al punto di partenza.
− Dove? Alla lamaseria? Sono altre le vie per uscire.
− Sì. − E quali sono?
− Non puoi, sei il tesoro degli shahinai, − Noi non le conosciamo, siamo
l’ultimo tesoro e sei qui per apprendere, sempre state nel tempio. Ma quando
questi viaggi oltre le colline un forse. sarà il tuo tempo potrai solo allora
temporale d’intensità mai vista lo coglie. − Cosa significa che sei Gimel e Vav? andartene, ed anche ritornare, se
L’acqua cade a scrosci ed il versante − Ciò che ho detto, ma sono Vav, il vorrai. Con noi starai bene, anche
della collina ove lui si trova sembra chiodo che tiene unite le travi e fornisce Gimel, se vuole può essere una
divenuto un torrente. Animali anch’essi riposo ai viaggiatori smarriti. bellissima femmina e tutte e tre siamo
braccati dall’acqua si trovano a ridosso − Ratz a quel punto non sa più cosa disponibili nei tuoi confronti. Puoi anche
di Ratz e lui scorge delle grandi ombre rispondere, ed è anche confuso, così usare a tuo piacimento le ragazze del
nere ringhianti, con occhi fosforescenti confuso come non è mai stato neppure villaggio e dei pastori, loro non
e lunghi ed affilati denti bianchi. Il durante le allucinazioni indotte nella aspettano altro.
terrore lo prende e parte in una corsa lamaseria. Ma Vav è bella, è attraente, − Qui dunque non mi mancherà
cieca nel diluvio che impedisce di è desiderabile, ed è da troppo tempo proprio nulla.
vedere in ogni direzione, mentre che lui, creato per amare, non fa − C’è dell’altro: bevi l’ambrosia e con
avverte le belve che terrorizzate dai all’amore, ha valutato che qui le essa diverrai immortale, consulta le
fulmini lo rincorrono per dilaniarlo, quasi occasioni non mancano ed ora è giunto memorie qui conservate e troverai tutta
fosse lui la causa di tale trambusto. il momento di cogliere questo fiore, la conoscenza degli universi, cosa può
Ratz sbatte contro una costruzione in considerando anche che fino a poco desiderare di più un umano?
pietra, riavutosi dallo stupore, a tentoni prima era impaurito dalla violenza delle − Forse hai ragione, ma non sono
segue il muro perimetrale finchè non acque, era sicuro d’essersi perso, ed convinto, devo riflettere soprattutto su
trova una porta. È di legno e s’apre, anche era certo che quegli animali quello che mi hai ora detto.
entra, la porta ha un grosso chiavistello l’avrebbero aggredito. Ma aveva l’arma, − Hai tutto il tempo che vuoi per
di metallo, lui sbarra la porta poi la pistola a raggi, ma se l’è ricordato pensare, me se resterai qui hai
s’appoggia ad essa e solo allora si solo adesso. Dolcemente avvicina Vav l’eternità davanti a te. Il tempo è infinito,
guarda attorno mentre fuori sente il a se, le sfila la leggera tunica di seta, lui una sola vita non è sufficiente per
raschiare di zampe feroci contro il muro si toglie la sua e su di un tappeto la esplorarlo, perché non inizi a cercare
e la porta. È un’unica stanza con un penetra, poi la bacia dolcemente ed nelle biblioteche, perché non scendi
tavolo, delle pelli sono stese in terra, un infine dopo un bel po’ di tempo nelle scure stanze del sottosuolo ove
grande camino conserva tutt’ora delle s’addormenta sopra di lei. Al risveglio si sono conservati i banchi di memorie,
braci, alcune lampade ad olio sospese ritrova nella costruzione tra le colline, la perché non ti rechi all’osservatorio?
al soffitto illuminano vagamente la pioggia è cessata e fuori c’è il sole, − Mormorando un “per ora va bene
stanza. Alle pareti sono affissi trofei esce e non avverte la presenza così” Ratz esce dalla stanza e sotto il
d’animali mai visti, uno di questi ha d’animali feroci, si mette in cammino e grande porticato cerca un cesto di frutta
sembianze umanoidi. Ratz è troppo torna al tempio. Una donna che non ha e inizia ad assaggiare chicchi d’uva.
sfinito per pensare ad altro che a mai visto l’attende sugli scalini, Torna nella stanza di Gimel e lei è un
riposarsi, sposta le pelli vicino al anch’essa indossa solo una sottile cammello, sta camminando lentamente
camino e s’addormenta di botto. Sogna tunica, bianca stavolta, lei è una donna lungo le pareti. Il telaio è nel mezzo,
di trovarsi in una strana stanza matura rossa di capelli e bellissima. brunito in un legno che sembra metallo.
rovesciata, lui è in piedi su quello che − E tu chi sei? Ratz s’avvicina, ora è davanti al telaio
risulta essere un soffitto di legno fatto − Sono Dalet, ma sono anche Gimel e che per i suoi sensi sembra immenso,
ad archi, coi travi che si uniscono tutti Vav. ancor più grande del tempio se questo
nel mezzo. Un chiodo d’oro molto − Una triade, voi formate una triade. fosse possibile. Ma lui non se lo chiede
grande tiene uniti i travi, lui s’avvicina e − Sì nostro eroe, l’hai finalmente ed accetta le dimensioni quali ai suoi
senza sforzo sfila il chiodo. capito! sensi appaiono, lo osserva e segue il
Istantaneamente tutti i travi si sfilano − Veramente non è che avrei capito lavoro che la macchina
dal loro posto e la stanza sembra molto. impercettibilmente e silenziosamente
raddrizzarsi mentre il soffitto cambia compie, nota che la nebbia che gli
− Sono Dalet, la porta, ma anche la
completamente forma ed ora è a impediva la visione, ora è scomparsa.
foglia umida che vede, protegge e
cassettoni. Lui è sdraiato sul pavimento Miliardi si sottili fili colorati partono da
provvede.
in terra battuta e vede il soffitto piani di spolette di cristallo,
− Bene, puoi provvedere a farmi
sprezzarsi e venir giù a quadrati. confluiscono ove la trama si miscela
tornare da dove sono venuto?
Mentre tutto gli sta precipitando con l’ordito ed escono in un telo
addosso all’improvviso si risveglia e − Troveresti tutto molto cambiato, è
grandissimo ed infinitamente sottile
molto tempo che sei qui.
con stupore si rende conto d’essere fatto di luci e di colori. Si sofferma
non tra le colline ma in una delle mille − Così tanto da ritrovare tutto mutato?
estasiato accanto al telo ed intuisce lo
stanze del tempio, sdraiata accanto a Tu vuoi prendermi in giro.
scorrere delle storie, delle vite, poi si
lui una bellissima donna bionda vestita − Il tempo qui scorre diversamente rifiuta di proseguire oltre nella
solo d’una sottile tunica di seta verde, dalla realtà ordinaria dalla quale scansione. Il telo alla sua uscita dal
lo sta accarezzando. provieni, ti è già stato detto, alle volte telaio è sospinto verso una apertura
− Io sono Vav. siamo molto avanti rispetto ad essa, rettangolare, lui passa da questa
talvolta invece indietreggiamo, ma
− Abiti qui? apertura assieme al telo e si ritrova in
alcune volte siamo trasversali alla tua
− Da sempre. un tunnel che scende verso il basso,
realtà.
− Chi mi ha portato nel tempio? Ero tra verso il centro della collina. Le due
− Trasversali? Che vuoi dire? pareti del tunnel sono completamente
le colline.
− Non importa, tanto il tuo luogo ora è
− Lo spazio qui non è come lo conosci. ricoperte da cilindri di stoffa arrotolata:
qui. da quanto tempo sta lavorando questo
− Come il tempo?
− Veramente qui mi sarei divertito telaio? Un dito sfiora uno dei cilindri ed
− Si.
abbastanza, vorrei andarmene. istantaneamente a lui sono trasferite
− Allora non mi sono mai mosso di
− Come? intere storie di coppie di sposi francesi
qui?
− Anche a piedi. del terzo secolo. Ratz è ancora una

19
Progetto Babele DUE

volta turbato, torna allora nella stanza conoscenza non solo dell’umanità, ma accanto a lei Vav e Dalet osservano
del telaio ed attentamente osserva il anche delle divinità superstiti e delle IA. con approvazione.
telo. Sceglie il punto con accuratezza e Religioni, magie, nanotecnologia, realtà
poggia un dito in quel settore mentre il reali e virtuali, scienze d’ogni tipo sono © Vittorio Baccelli
cammello imperturbabile lo osserva, oggi comandate dalla nostra unione. Un baccelli1@interfree.it
ora fermo in un angolo dell’aula. E’ matrimonio alchemico, qualcuno
nella sala di meditazione d’ingresso e oserebbe definirlo. Guarda adesso: la
Santa lo saluta ed è felice che sia mutazione ha inizio!” NOVITA’EDITORIALI (O QUASI)
tornato. Si guarda attorno, ha ancora la − Miliardi di miliardi di interruttori
pistola al fianco e la tunica e lo zainetto: scattano e vi è il suono d’infinite sirene Se vi e’piaciuto questo racconto di
estrae l’occorrente e s’accende una mentre un lampo pulsante che muta Vittorio Baccelli e volete leggere
sigaretta. colore ad ogni istante sembra qualche altro suo racconto, vi
− “Sono solo di passaggio” sussurra compenetrarsi in ogni cosa, tutto ciò segnaliamo ( oltre all’antologia
Ratz e fa un cenno a Padre che ancora accelera esponenzialmente finchè Mainframe edita da Prospettiva e
non l’ha riconosciuto. Attraversa la sala permangono solo colori che mai gli recensita su PBZERO ) il romanzo
e prosegue per le altre stanze della universi avevano visto. Uomini ed altri
lamaseria, molti monaci, studenti e senzienti si fondono con senzienti creati CINQ ET QUARANTE
bonzi lo riconoscono e lo salutano con dalle nanotecnologia, spirali di DNA
cenni della testa, lui risponde, poi danzano in set composti e decodificati
ripensa al telaio e nuovamente con la dallo svolgersi di configurazioni frattali
sigaretta in bocca ancora accesa si che si rincorrono nell’autosomiglianza
ritrova accanto Gimel, Vav e Dalet nelle su piastre fenoliche dismesse che
loro forme migliori, vestite con tuniche conservano archeologiche topologie di
trasparenti. Il pavimento dell’aula nella metropoli scomparse. Tutto si miscela a
quale si trovano adesso sembra di valanghe di dati che vorticosamente
termoschiuma e si modifica al girano su se stessi avvolgendo nella
movimento dei loro corpi, godimento loro danza tribale, interi sistemi
assicurato, pensa Ratz ed il paragone planetari. Nove e buchi neri
con la seriosa lamaseria lo fa sorridere. s’inseriscono in questo vortice
Sprofonda nel piacere anche se è universale e matasse di fibre ottiche di
cosciente che quelle tre “giovani”hanno scarto accumulate da millenni assieme
forse gli anni della Terra, o poco meno, a materiali radioattivi in disuso
e sprofonda pure nella termoschiuma, ammonticchiati in aule sotterranee di PROSPETTIVA EDITRICE
sempre più giù e sente attivarsi la parcheggio, e tutto si miscela coi 2002
piastra neurale, un leggero solletico microchip, con le reti neurali, plasma, 95 pp. 6.20 euro
misto a fastidio al lobo dell’orecchio realtà virtuali improbabili e perciò
sinistro. Senza trascurare le materiali scartate, reti simstim ed entità Il cui titolo prende il nome dalla
occupazioni attiva i ricettori e gli biologiche viventi per formare un nuovo prime parole della celebre centuria
impianti ed è pronto al trasferimento assetto, un nuovo ordine. Tutto attorno di Nostradamus che prevedeva
dati. L’interfaccia è disturbata e a Ratz in una frazione di nanosecondo, l'attacco a New York.
lentamente si avvede di far parte d’un muta e si decompone mentre il tempo
capo, di un alto dirigente d’una zaibatsu s’accartoccia su se stesso, le luci Il libro puo’ essere acquistato nelle
che è intento alla consolle d’un potente pulsano a ritmi non visti, le cellule librerie Feltrinelli oppure, tramite
mainframe; Ratz è interdetto, è dentro mutanti s’assemblano in nuove internet sul sito di Prospettiva
l’uomo, sente il suo corpo, i suoi organi nanomacchine frementi di vita. Tutto è www.prospettivaeditrice.it
interni, le protesi impiantate, i mutato, ma tutto sembra riformarsi, o tramite IBS
movimenti, alcuni pensieri, ma non può ridiviene come prima, indistinguibile ma www.internetbookshop.it
interagire con lui, è solo uno spettatore, qualitativamente diverso. Ratz
un testimone, la comunicazione è a comprende solo in parte ciò che in una Ancora, per i lettori di Internet,
senso unico. “Sei giunto finalmente!” frazione d’istante è accaduto, neppure l’ultimo libro di Vittorio Baccelli:
dice il dirigente e solo dopo un po’Ratz è cosciente del ruolo da lui svolto, ma DAEMON puo’ essere letto
comprende che sta dicendo a lui, non al comprende che è successo qualcosa gratuitamente a questo indirizzo:
computer o ad altre persone, sta d’immensamente grande, di
parlando in giapponese ma lui riesce a fondamentale per l’uomo, per gli alieni, http://baccelli1.interfree.it/daemo
comprenderlo benissimo. Il dirigente per le macchine, per gli dei, per gli n.htm
spegne ogni luce sullo schermo e sulla universi. Si ritrova con una nuova
consolle, poi fa un cenno a degli insetti, sigaretta accesa in mano nella stanza
sono dei nano-calabroni da difesa, e della meditazione d’ingresso, accanto a
questi se ne spariscono in un foro del lui Padre, Santa ed il Lama. "Ci sarà tempo, ci sarà tempo
pavimento. Dal soffitto scende una − Cosa è accaduto quando il tempo ha
campana argentata ed il dirigente è iniziato a vacillare? – Il Lama sorride,
adesso isolato dal mondo esterno. Ratz ed è Padre a parlare con la stessa voce ...per creare...
è intrappolato in lui, lontano anni luce del dirigente della Zaibatsu: tempo per te e per me,
da ciò che stava un attimo prima − Alfred Van Vogt disse un giorno ad e tempo anche per 100 indecisioni,
facendo nel tempio, è solo nel dirigente, un giornalista che lo stava
ogni altro contatto è reciso.”Grandi e 100 visioni e revisioni...
intervistando:”Voglio confidarle un
eventi stanno per verificarsi, segreto, i miei finali sono superiori alla
aspettavamo solo che tu fossi pronto. comprensibilità umana”. oserò
Chi l’avrebbe mai detto che il tesoro − Ratz allora capisce, almeno in parte,
degli shahinai, un uomo da sempre sorride e con lui sorridono Padre, Santa
votato alla bellezza e all’amore, ed il Lama. Con loro sorridono miliardi turbare l'universo...
potesse essere il testimone ed il di miliardi di miliardi di esseri senzienti, In un attimo solo c'è tempo
catalizzatore per un così importante siano essi biologici, IA, nanomacchine, per decisioni e revisioni che un
evento”. Ratz cerca disperatamente di dei, semidei o diavolerie impossibili da
dire “ma che cazzo volete da me” ma descrivere, mentre un nuovo colore, attimo solo invertirà."
ogni canale di trasmissione è a lui mai visto prima è ora presente nella
precluso. L’altro prosegue “In noi è tela che Gimel ha appena tessuto ed T.S.Elliot
concentrata tutta la saggezza e la

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Progetto Babele DUE

BOOK REVIEWS a cura di Carlo Menzinger

Il Bacio di Klimt INCONTRI RAVVICINATI… DI OGNI TIPO


di Irene Liconte
di Angelo Squizzato
Editore: LIBERODISCRIVERE
Editore: LIBERODISCRIVERE Collana: Il libro si libera ISBN: 88-7388-003-7
Collana: Il libro si libera ISBN: 88-7388-000-2 Pagine: 100 Prezzo Euro: 9,03 + spese di spedizione
Article I. Pagine: 68 Prezzo Euro: 7,74 + spese di spedizione
Ieri ero alla FNAC di Milano Di ritorno da Milano dove
per la presentazione dei primi ho conosciuto Irene
libri editi da Liberodiscrivere Liconte alla
(tra cui il mio IL COLOMBO DI- presentazione in FNAC
VERGENTE) e ho conosciuto dei nostri libri, mi sono
Angelo Squizzato, con il suo tuffato nella lettura del
baffo che sembra nascondere suo INCONTRI
un eterno sorriso di simpatico RAVVICINATI… DI
scherno verso le tristezze della OGNI TIPO.
vita, l’ho visto mentre, quasi fos- Sulla copertina del libro
se un attore esperto, recita- giganteggia una mezza
va a memoria, con grande pas- luna e credo che la
sione, ironia e trasporto, scelta sia appropriata. E’
uno dei suoi racconti più un racconto “lunare”,
malinconicamente vivaci, rac- anzi quasi “stralunato”.
contando ad una sala gremita di
gente (tra cui vari giornalisti in- E’ una storia, anzi una serie di storie concatenate che
curiositi) i suoi personaggi che vivono, quasi serenamente, al sembrano snodarsi in una luce soffusa, come quella di un
limite del cosiddetto “umano consorzio”. plenilunio (a volte la vicenda si svolge proprio in simili
Ho dunque acquistato, (come fare diversamente, dopo una notti). Il protagonista mi ha fatto subito pensare al
simile presentazione), il suo volume IL BACIO DI KLIMT. Gli francese Tati di cinematografica memoria (c’è ancora
ho chiesto una dedica (“A Carlo, leggere, amare, vivere, qualcuno che si ricorda di quell’omino buffo e stupito che
Angelo”ha scritto) e me lo sono messo in tasca. si muoveva goffo tra quelli che, a quei tempi, parevano i
Salito sul treno che da Milano mi riportava a Firenze l’ho letto prodigi della tecnica?). Il Signor X di Irene è uno di quei
tutto, con gran piacere, prima di arrivare a Bologna. personaggi eterni. Lo vedrei bene impersonato da un
Charlie Chaplin o da un Peter Seller: goffo e tenero,
E’ una raccolta di racconti dalla quale traspira una forte semplice e buono, impacciato ma risoluto ed insistente.
tensione che quasi sempre mi da la sensazione di vera vita Mi rendo conto di citare attori di ieri ma questo, forse, non
vissuta o almeno sognata, vista con sguardo leggero ed è casuale: il Signor X sembra una figura del passato
occhio di fanciullo, quel fanciullo che è in noi e che ci fa recente, proiettata in un presente che odora di futuro.
vedere il mondo come fosse una favola vivente, quel fanciullo Questo Signor X si muove in uno spazio che è il nostro
che Squizzato, mi pare, ha ben saputo tenere vivo dentro di piccolo grande mondo quotidiano e non lo è. I suoi sono
se, coccolandolo con le sue fantasie. incontri a volte quasi normali ma sempre ammantati di un
E se nel libro non manca la storia in cui la voce narrante è tocco più o meno lieve di magia. Spesso sono incontri
quella di un bambino, molte sono, comunque, quelle in cui surreali come quello con l’uomo vegetale, altre volte sono
compaiono dei fanciulli o si parla della nascita. Credo che per piccoli incontri che diventano delle avventure o danno vita
Angelo questi bambini, questo venire al mondo, l’amare e a rapporti umani inattesi con vagabondi, “gattare”,
l’amore, che ne sono preludio, siano i veri hsimboli della Vita: passanti. La tecnologia e le regole della nostra società
semplice, sincera e vibrante. circondano il Signor X come una rete dalla quale non osa
C’è in questi brani, a volte “sobriamente trasgressivi”, un uscire, dalla quale non pensa neppure di poter uscire, ma
latente amore per la famiglia. Non certo la famiglia in senso con le quali si scontra quotidianamente, generando
tradizionale ma una famiglia intesa come piccola comunità scintille che si trasformeranno in una realtà nuova e
d’affetti e vissuti quotidiani, una famiglia che comprende sognata anche se a volte questo sogno, pur restando
persino talune relazioni extra-coniugali, proprio per il lieve e fatato, sembrerà quasi di più un incubo.
profondo desiderio di condividere la vita che anche in questi Il tutto ricorda una grande favola con una morale che
rapporti clandestini si legge. sembra volerci insegnare a guardare le cose con occhi
Davvero stupisce come abilmente Squizzato volteggi, diversi, a rispettare il prossimo, soprattutto quando è più
portando con se il lettore, con leggerezza, anche attraverso le sfortunato, e la natura.
vicende più dolorose e casi umani che se non sono Una favola senza fate o principi ma solo con un piccolo
veramente ai margini del “contesto sociale”, rappresentano, grande uomo qualunque, con grandi occhi pronti a
quantomeno, le storie di chi nella sua esistenza è stato meno guardare senza preconcetti il mondo, con uno sguardo
fortunato. profondo che è la sua vera forza. Forse un personaggio
Milano-Firenze 29.11.01 C.M. con gli stessi grandi occhi che, mercoledì sera, ho visto
Incipit: sotto i riccioli scuri di Irene Liconte.

Il bacio di Klimt. Firenze, 4.12.2001 C.M.


Donna esperta, in ambiente riservato, riceve solo per Incipit:
appuntamento. Tel. 0338/123456.
Il cielo fiammeggia di dardi che si precipitano sulla navetta: il
Miranda osserva la sua inserzione sul giornale. ''Forse
cuore pulsante di una tempesta di comete giganti! Spettacolo
è ora di cambiare annuncio, devo trovare qualcosa di affascinante; ed insieme agghiacciante –e non solo per la
nuovo''. composizione di ghiaccio e relative polveri di queste vagabonde
Seduta in cucina, mentre aspetta che il caffè sia galattiche- Lo sa bene il capitano Christopher Mac Gellan che, la
pronto, squilla il cellulare appoggiato sul tavolo. vista impedita da scie di cometa, ausculta impenetrabile il silenzio
del cosmo, rigato da traiettorie di fuoco mirate alla Terra ...
Il libro puo’essere acquistato su www.liberodiscrivere.it
oppure direttamente sul sito www.ilbaciodiklimt.it Per ricevere il libro direttamente a casa, puoi farne
scrivendo una e-mail all’
autore: asquizzato@libero.it
richiesta al seguente indirizzo:
Email: iliconte@tiscalinet.it

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Progetto Babele DUE

HORROR

L’amplesso di Marina Guzzi


Due amanti avvinghiati in un ampl esso, la cui perfezione contiene il motivo segreto della sua fine,
diabolico ed insieme grottesco come tutte le cose perfette.

Guardava il Sole morire sopra i tetti cuscino. Lo voleva. E anche lui la


della città, inondare di luce desiderava. Quando la sua lingua
sanguinolenta i palazzi che giacevano polposa gli si insinuò in un orecchio quel
sotto il suo regno, inondare di quello desiderio gli esplose dentro. Si mosse
stesso sangue anche il suo corpo nudo. veloce scrollandosela dalle spalle,
Le piaceva assistere alla morte della lasciando che cadesse accanto a lui sul
luce, nessuno più di lei ne capiva il letto, circondata dalla nuvola vaporosa
significato. Nessuno più di lei lo dei suoi capelli, e li la bloccò,
apprezzava: la speranza di ritornare. ansimante, perdendo i suoi occhi in
Oltre il dolore, il buio, il vuoto… anche lei quelli bellissimi di lei, scuri come il mare
sarebbe ritornata. in tempesta, ma molto più profondi e
Appoggiò una mano sul vetro della pericolosi. Le serrò i polsi con le mani
grande finestra che si apriva sulla forti, ma così delicate da non lasciare
terrazza dell’appartamento. Il calore le sulla sua pelle nessun segno della
scese nelle dita, accarezzando i nervi passione che lo scuoteva.
scossi e sempre più tesi. Non era mai riuscito a resisterle e il
Article II. Il tempo si avvicina sorriso deliziato che le leggeva in volto
Lo sentiva intorno a sé. Urlava con la non fece che avvicinare il momento
voce della tempesta, sempre più vicino. dell’abbandono totale. La vista dei suoi
«Sì, stai arrivando… per me» seni torniti, scossi da un incessante
Una lacrima solitaria rotolò dall’angolo terremoto di ansimi, cancellò ogni altra
del suo occhio destro scivolando remora. Tuffo il viso nel suo collo,
sull’alto zigomo. Sospirò. Doveva coprendo di baci ogni millimetro di pelle
andare. Si girò sui talloni nudi e rivolse il profumata. Le liberò i polsi e si lasciò
suo sguardo al compagno che dormiva. abbracciare mentre le sue mani si
Un'altra lacrima scappò al suo controllo. Doveva fermarsi, ma la sua mano non si schiacciarono sui suoi seni. Sarebbe
Article III. Perché? fermò. Quando le sue dita gli sfiorarono morto piuttosto che fermarsi. E
Che domanda stupida, inutile. Non si la pelle calda intense scariche di piacere probabilmente sarebbe successo anche
ottiene mai risposta a domande del le si riversarono in corpo. Rimase in a lei se lo avesse fatto. La voleva
genere… solo nuove domande. Ma silenzio ad ascoltare il mormorio della disperatamente e così intensamente da
continuava a farla, a se stessa, a sua pelle che lambiva quella di lui, non riuscire a pensare a null’altro.
chiunque potesse porre un alito di godendosi, senza quasi riuscire a Liberò ogni molecola del desiderio che
benevolenza sui suoi dubbi. respirare, quella delizia che le torturava lo torturava e prese ciò che entrambi
Il fruscio delle lenzuola la scosse dai tutte le terminazioni nervose. Sapeva volevano. Lei si inarcò schiacciandoglisi
pensieri che le colmavano la mente. bene di dover uscire immediatamente contro, accogliendolo dentro di lei, forse
Non che le dispiacessero, ci sarebbero da quella stanza, dalla sua vita, dal per l’ultima volta, e iniziò a ballare
stati ancora per poco a tormentarla, ma mondo dorato che la circondava. contro di lui quella meravigliosa danza
poi… poi l’attendeva solo il dolore. Il Doveva abbandonare tutto. Tutto quello che li stava prendendo.
groviglio di lenzuola candide che le che a breve avrebbe pagato. Ma la Ma il tempo non aspetta. Gioca con gli
imprigionava le gambe si mosse ancora. voglia di lui fu più forte. Più intensa e amanti trascinandoli tra i suoi artigli,
Il sospiro del suo sonno la strappò travolgente di qualsiasi messaggio la poveri piccoli topini ciechi. Era giunto
definitivamente ai rossi pensieri che le sua mente le inviasse, di qualunque per entrambi il momento di capire.
incrostavano le pareti della mente. orrido racconto che i fantasmi che aveva Qualcosa dentro di lei cambiò. Più in
Lentamente si mosse verso i suoi intorno le regalavano. profondità di quanto mai lui avrebbe
sospiri, lasciando che la folta moquette Le sue mani si fecero più vogliose e potuto arrivare, il buio che lei aspettava
le carezzasse i piedi e attutisse il rumore mentre cresceva in lei l’intensità del smise di farsi attendere e cominciò ad
dei passi. Non voleva svegliarlo. Era desiderio, i suoi pensieri si fecero avvolgerla.
così bello seguire con lo sguardo le lontani, le urla dei suoi spettrali La loro danza si fece più selvaggia,
sonnolente movenze della sua schiena compagni meno assordanti, il dolore qualcosa di più erotico intervenne ad
nuda, indugiare sulle linee marcate del della perdita meno opprimente. Non ci unirli. Più erotico, ma mortalmente più
suo viso che si confondevano con il volle molto perché i suoi occhi si pericoloso.
cuscino, sull’arco dei suoi occhi chiusi, schiudessero. Ma non si mosse. Lasciò L’anima che aveva promesso ai demoni
sui ciuffi ribelli che gli ricadevano che le sue mani prima e la sua bocca che aveva richiamato a sé e che le
morbidi sulla fronte. Dio, quanto era poi ripercorressero le stesse proibite vie avevano dato tutto ciò che aveva
bello il suo angelo. Bello. La sua vera che avevano abbandonato solo qualche conquistato nella sua breve e fulgida
bellezza però l’aveva chiusa nell’anima, ora prima. carriera, cominciò a ritirarsi, risucchiata
in quell’anima che si specchiava nei suoi «Non fermarti» gemette schiacciando il nel buco nero che le si era formato nel
occhi dolci e calmi, gli stessi occhi che viso nel cuscino. cuore. Il dolore e le urla del suo essere
guardavano il mondo guasto e Lei non lo fece. che periva schiantato dal male che
putrescente e ne traevano poesia. Lo liberò dalle lenzuola che lo aveva scelto per sé, si unirono all’estasi
Il destino ha decisamente un curioso avvolgevano scoprendo le natiche e le che le stava donando l’unica creatura
senso dell’umorismo. Darle ora ciò di cui gambe muscolose. Si stese sopra di lui meravigliosa che avesse mai rischiarato
aveva bisogno, ora che non poteva più facendo aderire alla sua schiena il suo la sua miserabile vita di peccatrice.
goderne, ora che la condanna stava per petto. Lasciò che le mani vagassero in Lui, inconsapevole di tutto, continuava a
essere eseguita. Comico. Molto comico. cerca delle sue, nascoste tra le lenzuola muoversi dentro di lei cercando con ogni
E, come ogni cosa molto comica, anche sfatte, e che le labbra le accarezzassero movimento del corpo un contatto che
molto crudele. la nuca, perdendosi tra i suoi capelli. Lo andasse fino al centro di quell’essere
Il suo momento era sempre più vicino. sentì rantolare sotto di se, cogliendo i che adorava e che, pensava, non
gemiti che sfuggivano alla trappola del avrebbe mai lasciato dedicando la sua

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Progetto Babele DUE

vita alla sua felicità. Vedeva il suo volto BOOK REVIEWS LA Birra
La BIRRA
contrarsi, la sua bocca aprirsi rantolando Di Emanuele
parole confuse. Sentiva il suo corpo
di EmanuelePalmas
palmas
LA MESSA DEGLI ANGELI
sudato sotto di lui fremere ad ogni suo DEL PRINCIPE DI ELICONA
colpo. Di Carlo Menzinger Fanculo .Voglio bere.
L’errore fu quello di non comprendere il Sì cazzo.voglio bere. E' martedì ed è
cambiamento. E tutti gli errori si pagano: Una serie di lievi coincidenze, che il
tutto il giorno che studio come un
lei stava per pagare la sua debole lettore potrebbe stentare a riconoscere
per tali, guidano una sorta di acuto bastardo il diritto privato, il contratto
volontà piegata dall’assurdo peso di una e blablabla. Un cannone cazzo! Ecco
Sherlock Holmes alla ricerca di indizi per
piccola ambizione. Lui, a breve, avrebbe cosa ci vuole. Fuori c'è il sole. Gli
risolvere un caso che all’inizio ben poco
pagato il suo amore per lei. sembra avere di misterioso ma che poi si uccellini cinguettano, il cielo è
Il buio che aveva scelto l’aveva ormai rivela, progressivamente, essere la punta azzurro, le sgarelle sgambettano in
colmata. Gli echi striduli della sua anima di un iceberg, di una concatenazione di giro. Penso al parco,l'odore dell'erba.
si erano spenti schiacciati dal vuoto fatti, eventi, e storie che solo un occhio
L'erba quella dei prati dico.
ormai padrone. Ora toccava al suo incredibilmente attento poteva cogliere
nella loro unitarietà. Le domeniche al parco.In bici.
perfetto corpo di donna e lui finalmente Ero piccolo. Era bello.
Ad accompagnare il protagonista nella
se ne accorse. Quando le sue orbite si Cioè era diverso. Anche oggi è bello.
sua indagine quasi esoterica troviamo un
fecero scure, vuote, spente per non aver novello Ercole Poirot. Ma non lasciamoci L'erba, cazzo. Da quanto non mi
più nessuna luce da riflettere, il terrore ingannare: nonostante Holmes e Poirot, faccio un cannone! Mi ricordo
lo colpì, ma nulla avrebbe mai fermato la la colorazione di questo romanzo non è il quando andavamo al parco io e
sua passione. giallo e neppure il nero. Siamo in un’altra
Janez, le sere a correre. E già che
Vide con crescente orrore le membra dimensione letteraria anche se
dall’indagine poliziesca il Principe c'eravamo ammazzavamo la noia
candide in cui affondava ancora farsi della corsa con un bel cannone.
d’Elicona prende a prestito l’andamento.
scure, coriacee. La seta luccicante dei Centoventi battiti al minuto con il
Siamo piuttosto nei paraggi de “Il nome
suoi capelli sparì inghiottita dagli aculei della Rosa”. E possiamo convincerci cannoncino tra le labbra non era
che si formarono al loro posto. Le maggiormente di ciò quando dalla storia malaccio.
braccia e le gambe delicate e bellissime vediamo emergere figure mai dimenticate Corri, inspira, manda fuori, inspira
si trasformarono lentamente in orride e talora alquanto cupe (nel nostro
ossigeno, manda fuori, cannone.
zampe artigliate. Il suo viso, che fino a immaginario letterario) quali Byron,
Lorca, Mary Shelley, Francis Marion e Fumare correndo. Cazzo avremmo
poco prima incarnava tutta la bellezza anche bevuto correndo. Avrei
Anne Crawford, Le Fanu e Bram Stoker.
che Madre Natura avesse mai racchiuso scopato anche, correndo. Non
E non si tratta di modelli letterari ma di
nei lineamenti di una donna, si fuse in attori non protagonisti di questa storia passava più. Ma era bello alla fine.
una massa informe di escrescenze che a tratti sembra, senza farlo, esser Ed è martedì ancora e voglio bere
carnose al cui centro si aprì la feroce prossima a trasformarsi in una storia di come un porco, voglio liberarmi,
bocca di un demone. vampiri alla Stoker, appunto.
lasciarmi andare.
Nel momento stesso in cui lui raggiunse Piano piano cominciamo a credere,
assieme al protagonista, che sia in atto Non vorrei stare qui a studiare e
l’apice del suo piacere e con esso la infatti mi prendo una pausa. Cervello
qualcosa di simile ad un gigantesco
consapevolezza di tutto l’orrore che in loop e penso ai cazzacci miei.
complotto che attraversa i secoli. Il
stava accadendo, lei non fu più che un Domino comincia a sembrare, nelle Una bella sbronza! Sì, sì! Libero.
ricordo. nostre menti una realtà. Felice. Sono FREE. Un cannone che
Il ringhio gutturale che nacque nella gola E giunti alla fine, quando ogni cosa brucia nella sua bella ritzla.
del mostro che giaceva ancora sotto di sembra aver trovato il suo posto in
Velluta. Che carisma che ha la
lui lo paralizzò. Ciò che lo fece urlare questa storia surreale ecco che Rossetti
ci stupisce con un estremo colpo di maria. Soprattutto quando non la
non fu il dolore degli artigli che si fumi mai e non la pensi più da tanto.
scena, concludendo con genialità questo
aprivano un varco nel suo petto fino al Da troppo. E la birra?
suo brillante romanzo “La messa degli
cuore che ancora pompava il sangue angeli” che, non per caso, è stato Quest'elemento perfetto. Liquido ed
della sua passione. Non fu solo quello. finalista del premio "Maria Bellonci" 1996, essenziale. Elegante e allo stesso
La velocità con cui gli venne strappata la presentato da Elvira Sellerio. tempo semplice. Cazzo voglio la
vetta che aveva raggiunto, il crollo di boccia da cinque litri. Me la voglio
tutto ciò che amava, l’orrenda realtà che Ho scoperto di recente Andrea Rossetti,
alias Principe di Elicona, come, con scolare tutta. Tutta quanta. Finché
lo aveva raggiunto attaccandosi al suo non ce la faccio più. Birra è libertà.
meritata immodestia si fa chiamare in
collo con gli aguzzi denti del mostro che Birra è bellezza. Birra è eleganza.
rete, per alcuni suoi racconti brevi e
lo stava uccidendo, fu tutto molto più talune poesie. L’avevo apprezzato Birra è da figo. Birra è purezza.
doloroso del cuore che gli veniva moltissimo nei racconti e non mi era Amicizia. Sincerità. Allegria. La birra
strappato ancora pulsante, del sentire il dispiaciuto come poeta. Vedo ora – cosa se vogliamo è tutto. O meglio, tutto è
sangue eruttargli dal corpo e vederlo di cui ero quasi certo – che non si tratta
birra. La vita è un bicchiere di birra.
andare ad imbrattare ogni angolo della solo di un grande centometrista ma che è
anche un eccellente maratoneta, una Puoi fartela via in un sorso. O
stanza. Ma niente fu peggiore del gustartela piano. Se fosse per me
“tastiera” che non potrà non lasciare il
sapere che lei si stava cibando di lui. preferirei alla goccia. Però se si parla
segno in questo scorcio di terzo
L’ultima cosa che i suoi occhi colsero, millennio. di un litro o cinque litri alla goccia è
prima che la morte arrivasse a un po’dura. Che fare?
benedirlo, fu il ghigno malefico sul suo Il romanzo è, purtroppo, ancora inedito. A volte cercherei l'eccesso a volte la
volto. quiete. Sì, sì. La vita è come la birra.
Carlo Menzinger
Firenze, 21.2.2002 E ti dico, adesso vado a scolarmene
© Marina Guzzi una con questa mia massima. E ti
black_fairy@libero.it consiglierei di fartene fuori una
anche te prima che passi il barista a
Tremando, gelando, in orrenda tema, portarti via la boccia. Perché i posti a
Alcuni testi di Andrea sedere nelle birrerie non sono mai
Ah! Lei, lei se ne andò.
Rossetti, alias principe
di elicona possono
vuoti.
Appena mi lasciò, essere letti dagli Beviti la birra prima che passi il
Un viandante passò, archivi di barista a portarti via la boccia ti dico.
In silenzio, invisibile: www.liberodiscrivere.it Fidati. Fidati di me. Io me la berrei.
Gli bastò un sospiro, la prese." E tutta anche.
E chi ha orecchie per intendere,
William Blake intenda.
Per contattare l’autore:
epalmas@libero.it
andrearossetti@hotmail.com

23
Progetto Babele DUE

Un racconto di Daniela Manzini Kusching

Sabbia nera
La voce del mare narra storie.... e tu sei lì in mezzo a quell’acqua chiara e senti e ascolti e poi... non dimentichi
più e il mare ti lascia i suoi ricordi e tu torni a riva e racconti a quanti ascoltano e poi racconti solo a te, se
nessuno t’ascolta più.

Lo accompagnavano sulla spiaggia tutte passavano e ammiccavano. Ai vivi e ai fermo. Non può star fermo. Troppe cose
le mattine tre bambini fra gli otto e gli morti. A se stesso. Al presente e al ha dentro di sé.
undici anni. Due maschi ed una passato. Forse al futuro. Ti fa trovare nella rete un coccio che
femmina, dai volti abbronzati e gli occhi Avvicinarmi a lui e accoccolarmi lì vicino non si sa da dove venga, da che tempo
scuri. La femmina lo teneva per mano, i non mi costò nessun sforzo. Mi venne venga, una conchiglia enorme come non
due maschietti andavano avanti, spontaneo. Poiché c’ era un mondo se ne è mai viste, poi un giorno capisci,
precedendoli fino ad una specie di intero in quei suoni e in quelle parole. perché è lui che risponde, che hai
capanno che poi capanno non era, ma E, si sa, non ci si può permettere il lusso passato la vita a navigare dentro uno
solo una tenda scolorita e sdrucita di lasciar perdere un mondo nuovo da scrigno fatto di ricordi...ricordi tenuti
sorretta da due pali e fissata nella parte conoscere. C’è sempre da imparare. stretti nella sabbia dei fondali, rivestiti
posteriore ad una cintura di canne
bionde. I bambini vi arrivavano per primi
e davano un’occhiata al posto, come a
guardare che tutto fosse in ordine, poi
uno sgusciava fra le pieghe dello
straccio che la brezza animava
gonfiandone ora un lembo ora un altro,
ne riemergeva portando una sedia
pieghevole, apriva la sedia proprio
davanti al riparo, aspettava che lui
arrivasse tenuto per mano dalla
bambina. Lo facevano sedere. Un’
ultima occhiata in giro e se ne
andavano.
Il vecchio restava seduto al riparo
della tenda, in vista delle onde e delle
palme, per ore. Non faceva niente. Un
volto segnato dagli anni, dalla fatica, dal
sale dell’oceano. Mani grandi, venate di
blu, deformate dall’età, artigli parevano,
posate sulle cosce magre. Occhi
scurissimi brillavano fra le rughe
profonde incise nel volto. Non faceva
niente. C’ erano vecchi che “ Domani, domani vedrai, era ieri, un dallo smalto dei coralli, ossa di amici,
intrecciavano giunchi, riparavano reti, giorno fa....dolce nell’ acqua il pesce lance di nemici, ancore che non sono
parlavano fra loro, in quell’ angolo di guizza e la rete si tende e l’onda porta più risalite in alto....spazio e tempo si
spiaggia subito dietro il bastione del lontano. Viaggi fra creste di spuma, la danno la mano nelle onde, ballano sui
vecchio fortino spagnolo, prima dei vela lacerata, il fulmine squarcia livido il giorni che vanno a perdersi fra albe e
grandi blocchi che delimitavano il porto. cielo, acqua salata, la barca fra le onde, tramonti, sole che sorge e luna che sale
Il vecchio stava solo, sulla sua sedia, il conchiglie sulla riva ad asciugarsi al e sole e luna specchiano i loro visi nel
capo che si reclinava sempre più man sole...partenze, ritorni....figli del mare e il mare conserva il calore del
mano che le ore trascorrevano e lui, mare....aspetta ....il mare....che non sole, la luce della luna e se ne
dondolandolo , ma solo un poco, dimentica un volto, ricorda tutti i sorrisi e impreziosisce...
cantilenava quello che pareva un canto le ombre e le speranze accoglie...Credi. Caddero dall’alto della rupe e il mare
antico. Nel mare. Porta lontano. Il mare. Onda li accolse e nessuno li divise. Due amori
Suoni e parole sussurrate, su onda. Onde. “ che correvano inseguiti, perché una
smozzicate, nella brezza dell’ oceano, Mi fissa. Occhi lucidi di vita. Dondola il figlia di principe non poteva amare un
fra i fremiti delle foglie di palma, davanti capo, piano. Le mani artigliano le cosce cavaliere... Non li presero. Si fermarono
alle onde che luccicavano al sole come magre. La cantilena diviene un discorso lui e lei sull’ orlo della rupe e si
fatte di scaglie d’oro e d’argento - così ritmato sul batter dell’onda sulla riva: baciarono con gli occhi, bada, solo con
eran fatte le corazze degli eroi, quelli del “ Di tutto raccoglie il mare. Acqua. gli occhi e non importa come si
passato - e ai suoi piedi la sabbia, nera, Credi che sia solo acqua. Salata. Credi chiamassero. Si baciarono con gli occhi
lavica, che contrastava con il colore del che sia il mondo dei pesci, dei grandi e e si lanciarono giù dalla rupe nel mare. Il
cielo e dell’ acqua e pareva dal dei piccoli. Ci vivi sul mare. Ci passi la mare conserva il loro amore, raccontano
contrasto trarre forza. vita. E lui ti culla e ti strapazza, ti le conchiglie la loro storia... t’ amo...
sussurra e ti urla all’orecchio. Gli chiedi: anch’ io t’ amo e nessuno li può
Io sono qui. Chi sei? Dunque, chi sei? Attento, dimenticare. E i pesci nel profondo
La terra degli uomini di mare. chiediglielo con gentilezza. Se vuoi una salgono verso l’ alto, la luce a fior d’
E davanti, l’oceano mutevole, cangiante risposta. Che poi magari ti risponde solo acqua smuovono, onda su onda.
nei colori, che é così ed ecco non lo é dopo anni, ma non importa. Tu La voce del mare narra storie.... e tu sei
più, terra di mare, di leggende, di sogni chiediglielo con gentilezza. Prima o poi lì in mezzo a quell’acqua chiara e senti
e d’amori, di tesori e di morte. risponde. Ti prende a schiaffi, innalza e ascolti e poi... non dimentichi più e il
muri d’acqua tenebrosi, ti sprofonda giù mare ti lascia i suoi ricordi e tu torni a
Anch’io sono qui. giù nel suo ventre e ti solleva in alto riva e racconti a quanti ascoltano e poi
Il mare impregna la terra. La bacia e si incontro al sole. Così è fatto il mare. Mai racconti solo a te, se nessuno t’ascolta
ritrae. Chiama. Cantilenava il vecchio la fermo, anche quando la sua voce si fa più.
sua canzone. A nessuno e a tutti. A sottile sottile tanto che ti ci addormenti il I tesori del mare. Tanti. Ma questo è il
quelli che ascoltavano e a quelli che cuore in quella voce, neanche allora è più grande. Il mare conserva le orme

24
Progetto Babele DUE

lasciate da quelli che son passati su vulcano spruzzò nel cielo vampate di Allora sono tornato pian piano alla
rotte lontane e ogni tanto qualcosa fuoco. Corremmo al battello. Molti ne spiaggia, ho camminato sulla battigia, mi
restituisce,...si è soli sul mare, non fosse portai con me al largo. Il mare impazziva sono chinato a raccogliere un sassetto
per la sua voce e le sue storie. intorno all’isola e gridava. Poi tutto finì, levigato, verde, l’ ho stretto nel pugno,
Conservare, a volte restituire. Il vento tornammo a riva e fra la rovina la voce mi ha ferito il palmo, l’ho stretto con più
cancella le orme lasciate su strade del mare ricominciò a cantare. Della vita forza, poi mi sono fermato e l’ ho
polverose...il mare conserva i suoi tesori dell’amore della morte... guardato nel profondo, quel mare d’
e sono memorie antiche...A volte le Non tornai più sul continente. Perché il acque salate che sanno degli uomini
restituisce. Perché si sappia che lui non mare non dimentica. Mi aveva chiamato quando ancor di vita non ce n’ era al
dimentica, mai. Niente. Nessuno. Lui c’ indietro perché io mi ero scordato dell’ mondo aperto in spazi infiniti, l’ ho
è fin dall’inizio, c’era solo lui. Ha visto e amore che mi ero lasciato alle spalle, di fissato e con gentilezza, badate, con
sentito tutto... Il mare ha occhi grandi me stesso. Glielo avevo narrato durante gentilezza, gli ho chiesto: “ Perché lei è
sempre spalancati che tutto vedono e le le notti trascorse a pescare, di lei, di morta, lei, non io? “, e ho lasciato
ombre accolgono. quanto eravamo giovani e poveri... lui se cadere nell’ onda il sassetto, con
Anche quando gli uomini si sono l’ era tenuto ben fisso in mente, io no. dolcezza.
ammazzati e l’ acqua era rossa attorno Rimasi. Mare della mia vita. “ In dono. Perché non dimenticasse la
alla barcaccia e loro si scannavano A me, accoccolato sui talloni sotto il mia domanda.
come indemoniati finché ne rimase uno, sole, con negli occhi le frange delle
il mozzo, che fu ripescato da quelli della foglie di palma, si apre dinanzi una © Daniela Manzini Kusching
Tina e mai disse perché era accaduto breccia aperta sull’ infinito attraverso la d.m.k@libero.it
quello che era accaduto. Il mare li sentì quale passato presente e futuro
parlare, gridare, sentì l’ arpione che si confluiscono in linee convergenti come
conficcò nel cuore del primo, il colpo radici di alberi secolari che nella terra
che prese alla testa il secondo, lo scatto sprofondano e s’allungano e dal tronco She put the shell against her ear.
della lama che s’ affondò nel petto del si allontanano, riemergono a fior di terra Then rising from her knee,
terzo e poi lavò le lacrime del quarto e e al tronco linfa convogliano attimo dopo She closed her eyes, and, pressing
alzò un ‘ onda gigantesca che strappò attimo. Uno spazio aperto nel mare hard,
sartie, divelse l’albero, spazzò il ponte, immenso che preserva, accoglie e She listened for the sea.
ghermì l’ ultimo degli uomini e tutti li inanella di bagliori le spoglie dei sogni, i
portò a dormire fra i rami fioriti delle ricordi stessi dei giorni e non esiste ieri, I knew she heard the water roar;
alghe. Tranne il mozzo: lui lo trasportò a ma solo quest’oggi che con l’ieri è tutt’ She glowed with childish pride.
una tavola e lo sospinse in là... lontano. uno e diviene domani. To hold the ocean in her hand
Sa di guerre, d’ amore, di odio e di Mare che risuona di parole e sospiri, le Was more than she could hide.
lacrime. Di violenza e forza e coraggio: l’ mie parole, i miei sospiri, occhi aperti a
odore del mare. Inebria. Incanta. Dal cercare quel perché che non trovo da She ran across the sand to me;
passato fluisce nell’ oggi e poi... nessuna parte, che, se appena mi pare I listened for awhile
ancora... avanti verso il domani. Nulla va di scorgerlo, mi sfugge e la ricerca Then tucked the shell within her
perduto. riprende. hand
Un giovane partì per tentar fortuna ed Forse fra le onde non troverò risposta, And nodded with a smile.
aveva solo la sua barca che era stata di ma pace
suo padre e speranze gli gonfiavano il e il ricordo di lei fra i ricordi di tanti I thought that she could learn from
petto. Cercava fortuna. Lontano dall’ respireranno echi di vita me,
isola dalla sabbia nera dove era nato. e lei ancora sarà con me, But who am I to tell?
Cavalcò le onde fino al continente dove - i nostri attimi durati una vita, She brought the ocean home today;
la gente parla in modo strano e sempre perduti nel fango d’ una luce I only brought a shell.
corre per strade fatte di polvere. ingannevole, d’ un suono stridulo,
Il mare ve lo portò con venti favorevoli, fragore e schianto, rottami contorti - Darrell T. Hare
fu buono e gentile con lui. Arrivò. lei ancora sorriderà e tenderà la mano:
Lavorò. Guadagnò. Divenne ricco. E sono qui.
potente. Dimenticò il mare. Ma il mare Mi fissa il vecchio, viso grinzoso, e
non si scordò di lui. Lo chiamava ogni dondola il capo sì sì sì, è così.
notte da sotto i pontili allungati sui moli Mi alzo, annuisco e mi allontano a passi
di cui il giovane era divenuto lenti sulla sabbia nera di quest’ isola Lei la conchiglia portò all' orecchio,
padrone...Ritorna, diceva, ritorna. nata dal fondo dell’ oceano, che ti poi si alzò,
Perché il mare ha memoria eterna. riempie di voce potente, frangente dopo gli occhi chiuse e premendola forte,
Come se fosse un figlio perduto, lo frangente e se cammini proprio sulla ascoltò il mare
chiamava. Memoria eterna ha il mare battigia dove le onde si sfanno, non
che tutto riceve e tutto conserva. Io non importa se piangi, tanto gli spruzzi ti sapevo che sentiva l' acqua ruggire
volevo tornare. Ero ricco. Potente. Ma lavano il viso e nessuno se ne accorge. si illuminò d' orgoglio infantile
mia madre stava morendo, mi Solo il mare lo sa. tenere l' oceano stretto nella mano
mandarono a dire. Tornai. Su un battello * era più di quanto potesse celare
bianco e rosso che era una meraviglia. Presi l’ abitudine d’ andare sulla
Perché ero ricco. Il mare sorrise spiaggia di sabbia nera e, giorno dopo corse sulla sabbia fino a me
frusciando contro lo scafo e colorando d’ giorno, aspettavo che lui arrivasse, io ascoltai per un po'
oro i fianchi della barca. Io fumavo e ascoltavo i brandelli di frasi che gli poi la conchiglia riposi nella sua
pensavo a quando ero partito da casa, uscivano dalle labbra, insieme mano
così giovane e solo. Il mare mi guardavamo la linea lontana dell’ e con un sorriso feci cenno di sì.
accompagnò all’ isola e mi lasciò sulla orizzonte dove cielo ed acqua s’
riva, le onde si accartocciarono intorno incontrano, sfumando l’uno nell’altra. Pensai che avrebbe potuto imparare
ai miei piedi come per trattenermi. Mia Un giorno il vecchio non venne, i da me
madre intanto era morta. Girai di nuovo ragazzini non si videro. In paese si ma chi ero io?
le spalle all’ isola, la terra aspettava parlava solo del fatto che nella notte era Lei l' oceano ha portato oggi a casa
lontano, poi lei, che avevo amato da morto, quasi centenario, colui che per io solo una conchiglia.
ragazzo, mi fu davanti e fu come una tutti era il padrone dell’isola.
magia di luci e di ombre e di calore e di Il padrone dell’ isola. Di ogni locale, di
freddo e il sangue corse rapido per le ogni casa, forse di ogni granello di Traduzione di D.M.K.
vene e io pensai che l’avrei portata via sabbia nera. Lui.
con me, quando ci fu il boato e il

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Progetto Babele DUE

Testo a fronte

Presentiamo, in prima assoluta e nelle due versioni: in spagnolo ed in italiano, un racconto scritto a quattro mani
da Gordiano Lupi e da Alejandro Torreguitart Ruiz . E, se non sapete di chi parliamo, andate subito a scaricare gli
arretrati di Progetto Babele...

Juntos de Nuevo ( Di nuovo insieme )


di Gordiano Lupi ed Alejandro Torreguitart Ruiz

TESTO IN SPAGNOLO : “Es él”, dijo la él una de las pocas certezas de su vida. Isabel todavía recordaba los sacrificios y
esposa. Isabel nunca había sido militante. Como sufrimientos que debían afrontar a
“No es fácil reconocerlo, pero buena mujer de casa, siempre se había diario; sus hijos crecían desnutridos y
desgraciadamente así es”; añadieron ocupado de otros asuntos. “Hablan y sin ropa suficiente. Trabajar era
los hijos. hablan, pero nunca se preocupan por la imposible y, cuando se lograba, el pago
Raúl García González había he cho su gente pobre...”; decía a menu do. Su era de pocos dólares que nunca
último viaje desde el aeropuerto de la marido la reprendía diciendo; “¡No bastaban.
Habana; y así fue como llegó a Miami, hables así! ¿Qué te falta? Nosotros
atado de pies y manos a la carlinga del somos el Estado; nosotros hemos dado Mientras tanto, comenzaban a llegar los
avión. Lo había hecho solo, sin ninguna nuestra sangre para construir esta primeros turistas extranjeros; llevaban
ayuda, como mejor pudo y ahora yacía república”. Isabel callaba para no consigo historias de otros mundos,
inerte sobre una mesa de mármol. contradecir a su marido, pero los historias normales de lugares donde se
políticos no la convencían, jamás l a trabajaba y se podía vivir con el propio
Un último intento de fuga desesperado. habían convencido. Batista o Fidel, era sudor de la frente. Fu e entonces
igual, de todos modos la gente pobre cuando Isabel comenzó a pensar en la
Raúl amaba su tierra y nunca hubiera no importaba y nunca importaría. fuga.
querido dejarla, pero su mujer y sus ¿IRNOS? ¡¿Pero te has vuelto loca?!
hijos se habían marchado y él ya no Cuando comenzó el “período especial”, ¿Y a dónde podríamos ir...?”. Decía
soportaba estar lejos. Ya había estado Raúl no quería creer lo que estaba Raúl.
sin ellos demasiado, desde aquel día en sucediendo; a menudo maldecía a “A Miami, donde van todos; ahora hay
que escaparon a bordo de aquellas Rusia y Gorbachov. más cubanos ahí que en nuestra isla.
balsas furtivas. Allá esperaremos, algo tendrá que
-¡Nos han abando nado! ¡Malditos cambiar tarde o temprano, y en la
Isabel acarició su frente y por un soviéticos! Nos dejaron solos en manos espera por lo menos no moriremos de
instante pareció revivir todas sus de los americanos... hambre. Podremos trabajar, como en
esperanzas. -¿Qué te decía? -hacía eco su mujer - cualquier parte del mundo y ahorrar
No siempre fue tan difícil vivir en Cuba. ¿Qué te he dicho siempre? La gente algo”, respondía Isabel.
No como ahora. Hace 15 años ya se pobre tiene que arreglárselas sola;
empezaba a dejar sentir la llegada de comunistas o capitalistas el resultado es “Yo quiero morir en Cuba. No me
tiempos duros, pero nadie se habría el mismo. hables de Estados Unidos. Pero
podido imaginar lo que en realidad iba a ustedes acomódense en sus balsas si
suceder. Se vivía muy mal; f altaba todo, incluso quieren, yo los espero aquí. Esta es mi
lo indispensable. Los americanos, con tierra.”Concluía Raúl.
No faltaban los problemas, nunca su despiadado embargo, no sólo
habían faltado. Sin embargo, la impedían el comercio, sino inclusive el Las dificultades eran muchas y
esperanza ayudaba y la fe hacía seguir arribo de medicamentos. Fidel aumentaban día tras día, pero él
adelante. Raúl era uno de los que racionaba los alimentos; la tarjeta resistía. Nunca se habría marchado;
creía; había luchado por aquella alimenticia permitía comprar menos de fue entonces cuando un buen día
revolución cuando era poco más que un lo necesario para la simple subsistencia, Isabel tomó a sus dos hijos y se
adolescente y Fidel representaba para con eso se las arreglaba la gente. embarcó en una balsa ins egura junto a
otros desesperados hacia
Miami; hacia un futuro
incierto pero lejos de la
certeza de un difícil
presente.

Raúl se quedó solo.


Pensaba que huir no serviría
de nada. ¿Qué esperaba el
que se iba? ¿Creían acaso
que el capitalismo disolvería
los problemas como nieve al
sol? Raúl todavía
conservaba las fotos de
Fidel en su humilde casa de
las afueras; estaban en los
muros bien ordenadas, al
lado estaba el Che Guevara
con uniforme militar.

Vivía en Guanabacoa, cerca


de las playas del este de La
Habana; tierra de negros y
ritos mágicos,

26
Progetto Babele DUE

GLI AUTORI: condimentada de antiguas a la muerte, lo había dejado en


supersticiones. Un lugar pobre, condiciones terribles.
decrépito como sus casas coloniales
A. Torreguitart Ruiz Isabel hizo salir a los niños. “Esto no es
Alejandro Torreguitart Ruiz que se vienen abajo a pedazos. Triste y para ustedes”, dijo.
(L’Avana, 1979) è studente di
alegre al mismo tiempo. Refugio de Cuando los niños se fueron alejando se
letteratura spagnola all’Un iversità cotidiana miseria que se debate e ntre puso a trabajar. Tenía que dejarlo
dell’Avana, scrive poesie e racconti orgullo silencioso y gritos de niños que presentable para la última ceremonia,
per la rivista accademica
juegan a perseguirse en los vistiéndolo con un traje elegante, quizás
Esperanza, è poeta repentista e desgarbados campos, bajo palmas el mejor traje que jamás hubiese usado.
cantautore. Suona in un gruppo altísimas y plátanos. Isabel pensó que su esposo no habría
rock chiamato L’Esperanza, scrive
estado de acuerdo. “Somos gente
sulla rivista El Barrio. Raúl no quería dejar su tierra. No pobre –habría dicho— y por lo tanto,
Ama Gutierrez, Carpentier (anche quería traicionar la memoria del Che vestimos la ropa de la gente pobre.”
se nei suoi racconti finge d i parlarne
Guevara con quien había luchado por la
male), Lima, Padura Fuentes. revolución. Lo recordaba con sus pantalones claros,
Disprezza Abel Prieto (il ministro un poco descosidos y llenos de polvo,
della cultura - poeta da due soldi).
Recordaba el tren descarrilado a Santa pero también su camisa eternamente
Ama il cinema cubano buono tipo Clara -- también se estuvo ahí, a pesar sudada, siempre para lavarse.
Guantanamera, Fragola e de que era aún muy joven — y los ojos
Cioccolato, Lista d'attesa. Ascolta
de hielo de aquel argentino y esas Tomó los pantalones y los dobló
Willy Chirino. palabras que sólo él sabía pronunciar distraídamente. Ahora era el momento
Ha scritto il racconto lungo La para infundir coraje. Raúl todavía de tirarlos en el cesto de la basura,
Marina del mio passato che verrà confiaba en Fidel. porque definitivamente ya habían
pubblicato in calce al saggio di cumplido su cometido. Fue
Gordiano Lupi Vedere Cuba dalla Las cosas habrían cambiado y él no precisamente entonces cuando vio caer
parte dei cubani (Terzo Millennio habría escapado. Bastaba esperar con del bolsillo derecho un papel
Editore) e il romanzo breve paciente resignación, en definitiva; amarillento. Lo recogió y leyó
Confessioni di un omosessuale como lo había hecho toda su vida. atentamente. Era una c arta dirigida a
che uscirà nel 2003 per Stampa Isabel no había tenido paciencia; tenía ella, escrita en un español sencillo y
Alternativa ( probabilmente con un dos hijos que le pedían de comer todos correcto. Una lengua dulce y musical
titolo differente – N.d.r. ). Entrambe los días; lo suficiente para coaccionarla que no había olvidado, aunque viviera
le opere sono state tradotte da a partir. Raúl se sentía traicionado y en Miami y estuviera obligada a hablar
Gordiano Lupi e sono inedite. Lupi, cuando lograba llamar a Miami lo inglés.
che e’ il titolare per lo sfruttamento expresaba claramente. “Ven tu también
dei diritti sulle sue opere sul – le decía su mujer - todavía te quiero “Querida Isabel, ¿ves qué extraña es la
territorio italiano, sta traducento como antes. Te espero. Te vida? Si lees estas palabras quiere d ecir
altro suo materiale inedito tra cui esperamos.” que no lo habré logrado y quizá haya
“Bozzetti Avaneri” e “Vita da sido mejor así, porque me hubiera
Jinetera” deve ancora essere Pero Raúl no quería saber; aquélla era costado mucho decirte que tenías
tradotto in italiano. Gordiano Lupi su tierra ¿qué podía ir a hacer a Miami? razón. Las ideas en que creía murieron
Sus viejas calles, las esquinas del hace ya mucho tiempo y probablemente
barrio, las tabernas donde tomaba ron es mejor que me vaya con ellas. No
para alejar los malos pensamientos, las habría tenido la fuerza para sobre vivir a
Gordiano Lupi fiestas llenas de ruido y música...¿Quién mí mismo. Cuidas de los muchachos.
Gordiano Lupi, (Piombino, 1960). Ha
fondato nell'estate del 1999, insieme ad
le volvería a dar todo eso? Siempre has sido una buena madre.”
Andrea Panerini e Maurizio Maggioni, la
rivista IL FOGLIO LETTERARIO Y la atmósfera mágica de un ocaso Isabel apretó el papel entre las manos,
(Piombino).. Fa parte della redazione habanero, cuando el Malecón engulle tenía muchas ganas de llorar pero Raúl
letteraria della rivista PROSPEKTIVA un horizonte desesperado y hace no habría querido que ninguno llorara
(Siena) e collabora saltuariamente alla desaparecer el sol detrás de las olas de por él. Testarudo hasta el tuétano, había
rivista INCHIOSTRO (Verona). un mar estimulado por la fuerza del escogido la form a más absurda de
Ha pubblicato: Lettere da Lontano
(Tracce - Piombino,1998), Il Gabbiano
viento, ¿cómo podría revivirla? ¿Entre escapar, porque en realidad lo único
Solitario (Olfa - Ferrara, 2000), Sangue rascacielos en el mar de Miami? que buscaba era la muerte.
Tropicale (Prima Edizione Club Ghost - ¿Aprendiendo una lengua que no era la
Torino, gennaio 2000; Seconda Edizione suya? ¿Aceptando la d errota definitiva Isabel tiró la carta. No diría jamás a
Edizioni Il Foglio - Piombino, luglio 2000; contra los odiados capitalistas? nadie de su existencia, ni siquiera a sus
Terza Edizione Edizioni Il Foglio con il hijos. Ella y Raúl se encontraban de
racconto inedito La vecchia ceiba - No se habría marchado. Era él quien nuevo juntos, a pesar de todo y después
Piombino gennaio 2001), Il mistero di
Incrucijada (Prospettiva Editrice -
los esperaba; en el mismo lugar, en de tanto tiempo tenían todavía un
Civitavecchia, 2001), Ultima notte di aquel sitio que era su hogar. secreto en común que conservarían
sangue (Effedue Edizioni - Piacenza, celosamente entre los pliegues de la
2001), L'età d'oro (Edizioni Il Foglio - Isabel se enjugó una lágrima que le memoria.
Piombino, 2001). Ha ultimato un saggio cruzaba el rostro contraído de dolor.
dal titolo VEDERE CUBA DALLA PARTE
DEI CUBANI, scritto insieme a Maurizio “¿Por qué en el fondo no fuiste fiel a tus TESTO IN ITALIANO:
Maggioni e al giovane narratore cubano
Alejandro Torreguitart Ruiz. L'opera è in
ideas ? ¿Por qué escapaste si era eso
attesa di un editore. Di recente ha lo que no querías?” Murmuraba “E’proprio lui”, commentò la moglie.
lavorato al saggio Per conoscere Aldo mientras acariciaba la gélida frente de “Non è facile riconoscerlo, ma purtroppo
Zelli - vita e opere di un grande scrittore su esposo. è vero”, aggiunsero i figli.
per ragazzi e a un romanzo noir Il Raul Garcia Gonzales era partito per il
giustiziere del Malecon pubblicato da El último viaje, el de la desesperación. suo ultimo viaggio dall’aereoprto de
Editore Prospettiva nel 2002. E’ stato L’Avana ed era arrivato così a Miami.
”autore del mese” su PBUNO.
Así se lo habían mostrado, como jamás Legato alla carlinga dell’aereo, mani e
L'indirizzo mail di Gordiano Lupi è: lo hubiera querido ver. Lo despoj aron piedi. Legato come meglio aveva potuto,
lupi@infol.it de las humildes ropas, descosidas y da solo, senza nessun aiuto. Adesso era
Il suo sito web personale è: remendadas, que llevaba. El viaje, ese su di un tavolo di marmo, disteso
www.infol.it/lupi viaje absurdo que sólo podría conducirlo Un ultimo disperato tentativo di fuga.

27
Progetto Babele DUE

Raul amava la sua terra e non avrebbe come in ogni parte del mondo e Non sarebbe partito. Era lui che li
mai voluto abbandonarla, ma sua moglie guadagnare qualcosa”, rispondeva attendeva, al solito posto, in quella che
ed i figli erano partiti e lui non ce la Isabel. era la loro casa.
faceva più a vivere lontano. Lo aveva “Io voglio morire in Cuba. Non parlatemi Isabel si asciugò una lacrima, che le
fatto anche per troppo tempo, dal giorno di Stati Uniti. Accomodatevi pure, se rigava il volto segnato dal dolore.
in cui erano fuggiti, alcuni anni addietro, volete, sulle vostre zattere. Io vi aspetto “Perché non sei stato fedele alle tue
a bordo di zattere di fortuna. qui. Questa è la mia terra”, concludeva idee sino in fondo? Perché sei scappato,
Isabel accarezzò la fronte di Raul e Raul. se era quello che non volevi?”,
sembrò rivivere d’un tratto tutte le loro Le difficoltà erano tante ed mormorava tra sé, accarezzando la
speranze. aumentavano giorno dopo giorno, ma lui fronte gelida del marito.
Non era sempre stato così diffcile vivere resisteva. Non se ne sarebbe mai L’ultimo viaggio, quello della
a Cuba. Non come adesso. Quindici andato. disperazione, glielo aveva riportato così,
anni fa si cominciava ad avere sentore Fu così che un bel giorno Isabel prese come non lo avrebbe mai voluto vedere.
di tempi duri, ma nessuno avrebbe con sé i suoi due figli e s’imbarcò su di Lo spogliarono delle povere vesti
potuto immaginare quello che in realtà una zattera insicura alla volta di Miami. rattoppate e sdrucite che indossava. Il
sarebbe accaduto. Assieme ad altri disperati. Verso un viaggio, quel viaggio assurdo che lo
I problemi non mancavano, non erano futuro incerto, ma via dalla certezza di poteva condurre solo alla morte, lo
mai mancati. Però la speranza aiutava e un difficile presente. aveva conciato veramente male. Isabel
la fede faceva andare avanti. Raul era Raul restò solo. Pensava che fuggire fece uscire i figli.
uno di quelli che ci credeva. Aveva non sarebbe servito a niente. Cosa si “Non è spettacolo per voi”, disse.
lottato per quella rivoluzione, quando attendeva chi se ne andava? Credevano Quando i ragazzi si furono allontanati si
era poco più che un ragazzo e Fidel forse il capitalismo avrebbe dissolto i pose al lavoro. Doveva renderlo
rappresentava per lui una delle poche problemi come neve al sole? Raul presentabile per l’ultima cerimonia,
certezze della sua vita. Isabel non era conservava ancora le foto di Fidel nella vestendolo con un abito elegante, forse
mai stata una politicante. sua povera casa di periferia. Erano tutte il più bello che mai avesse portato.
Da buona donna di casa si era sempre appese ai muri in bell’ordine. Accanto Isabel pensò che il marito non sarebbe
occupata d’altro. “Parlano, parlano, ma c’era Che Guevara in divisa militare. stato d’accordo. “Siamo povera gente –
della povera gente non si interessa mai Abitava a Guanabacoa, nei pressi delle avrebbe detto – e allora indossiamo le
nessuno… ”, diceva spesso. Il marito la spiagge dell’est Avana, terra di negri e vesti della povera gente… ”.
riprendeva: “Non dire così. Cosa ti riti magici, conditi di antiche Lei lo avrebbe ricordato con i suoi
manca? Lo stato siamo noi. Noi superstizioni. Un luogo povero, cadente pantaloni chiari, un poco sdruciti e
abbiamo dato il nostro sangue per come le sue case coloniali, che sporchi di polvere, ma anche con
costruire questa repubblica”. Isabel venivano giù a pezzi. Triste e allegro al indosso la sua camicia eternamente
allora taceva, per non contraddire il tempo stesso, rifugio di quotidiana sudata, sempre da lavare.
marito, ma i politici non la miseria da spartire in silenzioso Prese i pantaloni e li piegò
convincevano. Non l’avevano mai orgoglio, ma anche di grida di bambini, distrattamente. Adesso era il momento
convinta. Batista o Fidel era lo stesso. che giocavano a rincorrersi per i campi di gettarli nel sacco dell’ immondizia,
Tanto la povera gente non contava e incolti, sotto altissime palme e banani. perché avevano definitivamente
non avrebbe mai contato. Raul non voleva lasciare la sua terra. adempiuto al loro compito.
Quando cominciò il “periodo speciale”, Non voleva tradire l’immagine di Che Fu proprio in quell’istante che vide
Raul non voleva credere a quello che Guevara, con cui aveva lottato fianco a cadere, dalla tasca destra, un foglio di
stava succedendo. Spesso inveiva fianco per la rivoluzione. Ricordava il carta ingiallita. Isabel lo raccolse e lesse
contro la Russia e contro Gorbaciov. treno deragliato a Santa Clara. C’era attentamente. Era una lettera indirizzata
“Ci hanno scaricato! Maledetti sovietici! anche lui ed era appena un ragazzino. a lei, scritta in uno spagnolo corretto e
Ci lasciano soli nelle mani degli Rammentava gli occhi di ghiaccio di semplice. Una lingua musicale e dolce
americani… ” quell’argentino e le parole che sapeva che non aveva dimenticato, anche se a
“Che ti dicevo? – faceva eco la moglie – pronunciare per infondere coraggio. Miami era costretta a parlare inglese.
Cosa ti ho sempre detto? La povera Raul aveva ancora fiducia in Fidel. Le “Cara Isabel, vedi com’è strana la vita?
gente deve arrangiarsi. Comunisti o cose sarebbero cambiate e lui non Se leggerai queste parole vorrà dire che
capitalisti il risultato non cambia”. sarebbe fuggito. Bastava attendere con non ce l’avrò fatta e forse sarà stato
Si stava veramente male. Mancava paziente rassegnazione. In definitiva meglio così, perché mi sarebbe costato
tutto, anche l’essenziale. Gli americani, come da sempre aveva fatto in vita sua. troppo caro dirti che avevi ragione. Le
con il loro embargo spietato, impedivano Isabel non aveva avuto pazienza. Aveva idee in cui credevo sono morte da
non soltanto il commercio, ma persino due figli, che le chiedevano da mangiare troppo tempo e probabilmente è giusto
l’arrivo di medicinali. Fidel mise gli ogni giorno e tanto era bastato per che io me ne vada con loro. Non avrei
alimenti a razione. La tessera alimentare spingerla a partire. Raul si era sentito avuto la forza di sopravvivere a me
permetteva di comprare meno della tradito e quando riusciva a telefonare a stesso. Abbi cura dei ragazzi. Sei
semplice sussistenza. Ci si arrangiava. Miami lo faceva capire chiaramente. sempre stata una buona madre.”
Isabel ricordava ancora i sacrifici e le “Vieni anche tu – le diceva la moglie – io Isabel strinse il foglio tra le mani. Aveva
sofferenze che dovevano affrontre ogni ti voglio bene come un tempo. Ti una gran voglia di piangere, ma Raul
giorno. I loro bambini crescevano mal aspetto. Ti aspettiamo”. non avrebbe mai voluto che nessuno
nutriti e privi di vestiti. Lavorare era Ma Raul non ne voleva sapere. Quella piangesse per lui. Testardo fino in
impossibile e quando lo si faceva il era la sua terra. Che poteva farci a fondo, aveva scelto il modo più assurdo
guadagno era di pochi dollari, che non Miami? Le sue vecchie strade, gli angoli per fuggire, perché in realtà quello che
bastavano mai. del quartiere, le bottiglierie dove cercava era solo la morte. Isabel gettò
Intanto cominciavano ad arrivare i primi trangugiava ron per mandar via i cattivi via la lettera. Non ne avrebbe mai
turisti stranieri. Portavano con loro pensieri, le feste condite di rumori e parlato a nessuno, neppure ai ragazzi.
racconti di altri mondi, storie normali di musica… . Chi gli avrebbe ridato tutto Lei e Raul erano di nuovo insieme,
terre dove si lavorava e si poteva vivere questo? E l’atmosfera magica d’ un nonostante tutto e dopo tanto tempo
con il frutto della propria fatica. Isabel tramonto avanero, quando il Malecòn avevano ancora un segreto in comune,
cominciò a pensare alla fuga. inghiotte un orizzonte disperato e fa da conservare gelosamente tra le
“Andartene? Ma sei impazzita! E dove sparire il sole dietro le onde di un mare pieghe della memoria.
potremmo mai andare… ”, diceva Raul. spinto dalla forza dei venti, come
“A Miami. Dove vanno tutti. Ci sono più avrebbe potuto riviverla? Tra i grattacieli © G.Lupi & A. Torrreguitard Ruiz
cubani ormai che nella nostra isola. Là sul mare di Miami? Apprendendo una lupi@infol.it
attenderemo. Cambierà qualcosa prima lingua che non era la sua? Dandola
o poi. E nell’attesa almeno non vinta, in definitiva, agli odiati capitalisti
moriremo di fame. Potremo lavorare, americani?

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Progetto Babele DUE

L’Intervista a cura di Thomas Pololi (scimmialuminosissima@hotmail.com)

Piccolo “scoop”per progetto babele, questa intervista a Dan Fante gentilmente


inviata da Tomas Pololi. Da bere, anzi, no, da leggere, tutta d’un fiato. CONSIGLI DI LETTURA

SONO MEGLIO DI BUKOWSKI DF: No. Io scrivo meglio di Bukowski. Dan Fante
Intervista a Dan Fante. Siamo diversi ma io sono meglio. Agganci
Di Thomas Pololi
TP: Cosa aggiunge la tua scrittura al
classico vecchio tema dello scrittore
alcolizzato senza un soldo sempre-
Mi stavo leggendo Agganci ( Ed. Marcos
depresso-e-infelice scopatore di
y Marcos ) e mi sono chiesto: ”Cazzo,
bombe-sexy di carattere?
ma perchè il figlio di John Fante 1 fa lo
DF: Cosa aggiunge? Io racconto la
scrittore?
storia della follia americana del 20°
Così ho pensato di chiederlo a lui.
secolo. Di chi non ce la fa più.
E' stato gentile a rispondere.
TP: Chi è il peggiore scrittore del nuovo
millennio?
TP: Qualcuno ha detto che sei più
DF: Fai un po' tu. Io non riesco a
bukowskiano di Bukowski. Secondo me
leggere i romanzi di adesso.
il tizio era più ubriaco di Bukowski.
Tu che ne pensi?
TP: Qual è la cosa che hai sempre
DF: No. Noi scriviamo di cose simili,
voluto dire a John Fante ma non hai mai
come l'ubriachezza, ma Bukowski non
detto? (non rispondere ”Ti voglio bene”)
dice la verità sugli alcolizzati. E' una vita
DF: Ho sempre voluto dirgli "Grazie
terribile.
Papi. Grazie per il talento e per avermi
insegnato a usarlo".
TP: In Agganci il tuo alterego Bruno
Dante sente la voce del defunto
TP: Ultima domanda cattiva. Non sei Edizioni Marcos y Marcos
fratello Rick dirgli che non è uno
capace di aprire il tuo cuore o l'hai Anno 2000 - 192 pg
scrittore, ma solo un perdente. Tu sei
aperto ma non ci hai trovato niente? 10.10 euro
uno scrittore o un perdente (o
DF: Non capisco questa domanda.
entrambi)?
Riprovaci.
DF: Oh no, Thomas. Io sono uno Bruno Dante, sedicente scrittore e
scrittore. Un buon scrittore. Leggi i miei figlio d'arte, passa da un'agenzia di
libri e giudica tu stesso. CONSIGLI DI LETTURA: Dan Fante vendite all'altra. Da qualche mese
ha chiuso con l'alcol. Parrebbe aver
TP: Tu hai mollato la scuola a vent'anni. messo la testa a posto, non fosse
Io adesso ho vent'anni. Ho mollato Dan Fante è nato a Los Angeles. per quella simpatica abitudine di
la scuola. Provo a scrivere, ma di A vent'anni ha mollato gli studi e ha litigare con il proprio datore di
cognome faccio Pololi. Cosa dovrei scelto la strada, meta finale New lavoro e insultare cordialmente
fare? York, dove ha vissuto per vent'anni. l'intero genere umano. Approda alla
Cambiare cognome? Ha lavorato come venditore porta a Orbit di Eddy Kammegian, a sua
DF: Perchè dovresti cambiare porta, tassista, lavavetri, volta ex alcolista. Piazza toner e
cognome? E' una follia. Non farlo. John investigatore privato, lavapiatti. cartucce per stampanti, aggancia
Fante odiava gli italiani che adottavano clienti meglio di chiunque altro.
cognomi americani solo per farsi TIn Italia ha pubblicato Angeli a Potrebbe mettersi il cuore in pace
accettare. pezzi e Agganci ( entrambi per ed essere un bravo americano.
Marcos y Marcos). Basterebbe non perdere per
TP: "Hai scritto una lettera molto bella, l'ennesima volta l'equilibrio così
stile pulito, frasi semplici e faticosamente raggiunto.
dirette. Forse anche tu sei uno scrittore, Basterebbe non farsi licenziare in
come me. Pensaci..." Questo era tronco. Basterebbe non innamorarsi
tuo padre, da Roma, nel 1960. Non hai della donna sbagliata, e fare il
mai pensato che stesse scherzando? possibile per annegare la propria
DF: Mio padre a volte era troppo pieno esistenza.
di sè. Non mi ha mai incoraggiato a
scrivere.

TP: Fine delle domande cattive. Allora, perseguire il successo


tu hai lavorato come venditore porta
a porta. Mr. Kirby è davvero il secondo Certamente giudichereste
uomo più ricco del mondo? Quando me
l'hanno detto sono scoppiato a ridere. pazzo chi in pieno giorno e
Ma magari è vero. sotto un sole cocente
DF: No, ma puoi scommetterci il culo
che è pieno di soldi.
andasse qua e là correndo ad
inseguire la propria ombra
TP: In un'intervista per un sito italiano su per farne mostra; ma non è
tuo padre ( www.johnfante.it ) dici
di essere meglio di Bukowski. Eri sicuramente più savio chi
sarcastico, vero? (Ops, un'altra negli affanni della vita se ne
domanda cattiva). va in giro per diffondere più
Dan Fante nel web:
www.danfante.com. ampiamente il proprio
nome.
1
Su John Fante, vedi PBZero. N.d.r. (Aristotele)

29
Progetto Babele DUE

TRADUCENDO TRADUCENDO

Questa è una "cronaca" scritta nel luglio 1933 da Rubem Braga, un giornalista brasiliano che fu reporter di guerra
in Italia durante il secondo conflitto mondiale. Mi sembra il paradigma di questo tipo di genere narrativo. G.B.

Nell'ora neutra del primo mattino di Rubem Braga


Traduzione di Giuseppe Butera
Molti uomini, ma anche delle signore, - Un povero diavolo e' un povero Dio
hanno ricevuto la visita del Diavolo e che ha fatto fiasco.
hanno chiacchierato con lui in modo
elegante e paradossale. Centinaia di Lo disse senza nessuna solennita',
scrittori in mancanza di argomenti come se non avesse appena finito di
interessanti hanno inventato un dialogo creare un aforisma. A un tratto mi chiese
con il Diavolo. Quanto a me, il caso e' se credevo nel Bene e nel Male. Non
diverso. Non e' entrato all'improvviso risposi; non ci credevo.
nella mia stanza, non e' spuntato fuori
dal buco della serratura, ne' da sotto la Ma la nostra conversazione stava
luce rossa dell'abat-jour. Ha passato diventando ridicola. Non mi garbava
un'intera giornata con me. Siamo scesi affatto di dover parlare su tali argomenti
insieme in ascensore, siamo andati per vaghi e solenni. Glielo dissi, ma lui non
strada, abbiamo lavorato e abbiamo mi diede minimamente retta. Grugni'
cenato insieme. soltanto:
- Esistono.
Confesso che all'inizio ero un po' Dopo allargo' un po' il nodo della
preoccupato. Quando sono andato a quella banale carezza mi inondo' le vene cravatta e disse:
comprare le sigarette ebbi paura che di desiderio. Strisciai leggermente la - C'e' il Bene e c'e' il Male, ma non e'
rivolgesse qualche galanteria mano a sinistra. La ragazza continuava come credi tu. In fin dei conti, chi sei tu?
grossolana alla commessa del a guardare lo schermo. Mi parve A cosa pensi? Sicuramente a quella
tabaccaio. Era una signorina dagli occhi bellissima ed ebbi l'impressione che ragazza che vende sigarette, dagli occhi
color "garapa" (spremuta di canna da anche lei fosse emozionata quanto me e color "garapa", dai capelli castani...
zucchero) e capelli castani, molto cio' le facesse piacere. Queste parole di Bebu' mi dispiacquero.
semplice, che conosco e mi conosce, Aveva detto esattamente, come per
nonostante non ci siamo mai salutati. Ma in quel momento sentii una risata caso: "quella ragazza dagli occhi color
Ma il Diavolo si comporto' sommessa e mi girai. Bebu' mi stava garapa..." Era la maniera in cui ero solito
educatamente. La giornata - era un guardando. In realta' non stava ridendo; esprimermi mentalmente, era questa
sabato - tascorse senza novita'. Mi era serio. Ma lessi nei suoi occhi l'immagine che mi veniva in mente ogni
rimase accanto mentre lavoravo in qualcosa di malizioso. Ne ebbi vergogna qualvolta pensavo agli occhi di quella
redazione, poi al ristorante, dal come un bambino. Il film fini' e non giovane.
lustrascarpe, dal barbiere. Io gli offrii un parlammo affatto dell'incidente. Me ne
caffe'; lui mi pago' il biglietto del tram. andai al giornale per fare il mio turno di So che non e' un paragone originale; ci
notte. sono molti occhi con quello stesso
Nel pomeriggio non gli davo piu' del colore un po' verde, un po' scuro, di
Belzebu', ma solo Bebu' e lui mi dava Ne parlammo apertamente sul far del spremuta di canna da zucchero; occhi
del Rubem. La nostra familiarita' giorno. Il mattino possiede un'ora neutra dolci, molto dolci; e molte persone
cresceva rapidamente anche senza che osservo da molto tempo. E' quando l'hanno gia' osservato; e anche io ho gia'
volerlo. Quando un cieco ci chiese passo l'intero pomeriggio lavorando e visto questa immagine in una poesia,
l'elemosina, gli detti duecento re. E' mia dopo lavoro ancora fino a mezza notte non mi ricordo di chi. Ma la coincidenza
abitudine dare sempre duecento re. Lui in redazione. Sono stanco ma non mi era impressionante; non poteva essere
invece gliene diede duemila, non so se viene la voglia di dormire. E' proprio pura coincidenza. Bebu' leggeva i miei
per capriccio o perche' non aveva allora che, non so come, arriva l'ora pensieri e, quel che era peggio, li
spiccioli. Parlammo poco; ci mancavano neutra. Bebu' ed io rimanemmo davanti leggeva senza nessun interesse, come
argomenti. a una bottiglia di birra in un bar si legge un giornale dell'altro ieri. Cio' mi
qualsiasi. Abbiamo bevuto lentamente, innervosiva:
La sera, dopo cena, siamo andati al senza piacere e senza fastidio. Avevo in
cinema... Mi venne di nuovo l'ansia che testa una vaga sensazione di - Guarda, Bebu', non stiamo parlando di
avevo sentito di mattina. Per effervescenza, qualcosa di tiepido, me. Tu stavi discutendo il Bene e il
coincidenza lui si sedette vicino a due come un piccolo peso. Questo mi Male. Un discorso sciocco...
ragazze che conoscevo vagamente, succede sempre: e' il primo mattino Lui non ci fece caso:
amiche di una mia cugina che abita in dopo una giornata di duro lavoro. - Va bene, Rubem: il Bene e il Male
periferia. Ebbi paura che le Chiacchierammo non ricordo su che esistono, ci puoi credere. Tu sei vissuto
importunasse; mi sarei sentito a disagio. cosa. Ordinammo un'altra birra. molto tempo a São Jose' do Rio Branco,
Lo vigilai per tutto il primo tempo, ma lui Ripetemmo molte volte il comando. Ci fu non e' vero?
se ne stava tranquillamente al suo un momento in cui guardai la sua faccia - Per quasi due anni. Lavoravo con mio
posto; mi rasserenai. Fu quando mi ordinaria, quell'aria da burocrata zio. Un posto fin troppo tranquillo...
accorsi che alla mia sinistra si era avariato, e dissi: - Ecco. La' c'era un sindaco, un vecchio
seduta una ragazza che mi sembro' sindaco, il Colonnello Barbirato. Ma il
simpatica. La osservai nella penombra. - Bebu', non sembri il Diavolo. Sei piu' nome non importa. Immagina un po': un
La sua pelle era bruna e i capelli quasi che altro, come si suol dire, un povero paesetto in cui c'e' sempre un sindaco,
crespi. Sentivo il tepore del suo corpo. diavolo. sempre lo stesso. Questo sindaco non
Seguiva il film con molta attenzione. sara' mai deposto, non fara' mai a meno
Lentamente toccai il suo braccio con il Mi fisso' con quei suoi occhi scuri e di essere rieletto, sara' sempre il
mio; era facile e naturale; succede disse: sindaco. E c'e' sempre un uomo che gli
sempre per caso alle persone sedute fa l'opposizione. Quest'uomo una volta
una accanto all'altra al cinema. Ma volle deporre il sindaco, ma fu sconfitto

30
Progetto Babele DUE

e sempre lo sara'. Il popolo della citta' che mi spinsero alla lotta? Sapresti CONSIGLI DI LETTURA
teme, disprezza, stima, odia il sindaco; spiegare perche', lungo tutti i secoli, da
non importa. Ecco, e' proprio cosi'. quando il mondo non era mondo fino ad
oggi, per sempre, sono stato io, Creatura di Sabbia
Lucifero, l'unico ad avere il fegato di di Tahar Ben Jelloun
Bebu' verso' un po' di birra nel bicchiere ribellarmi? Lo sai che, modestia a parte,
e continuo' a parlare: ero il primo della classe? Ero il piu'
- Ecco: il Bene e il Male. Il sindaco brillante, il piu' felice, il piu' puro, ero
ritiene che le panchine del giardino fatto di luce. Perche' mai mi sarei
devono essere sistemate davanti alla ribellato contro di lui, rischiando tutto?
chiesa: questo e' il Bene. L'uomo L'attuale governo dice che fui spinto
dell'opposizione ritiene che devono dall'ambizione e dalla vanita'. Ma tutti i
rimanere attorno al chiosco? Questo e' il governi dicono la stessa cosa su tutti i
Male. Pero'... rivoluzionari sconfitti! Guarda, sei cosi'
- Bebu', smettila di annoiarmi. somaro che devo proprio dirtelo. Questa
- Non mi interrompere. Conosci la mia schifezza non sarebbe rimasta cosi'
storia. Ho fatto una rivoluzione contro com'e'. Potrei spiegarti il mio
Dio. Sono stato sconfitto, ho perduto, programma; non lo faccio, perche' non
sono stato esiliato; non ho avuto mai e sono uno di questi politici idioti che
neanche ho implorato amnistia. Dio mi stanno sempre a salvare la patria con
ha sconfitto per tutti i secoli dei secoli, piattaforme di governo. Ma rifletti un po',
per l'eternita'. E' l'eterno sindaco, bestiolina mia. Dio mi ha sconfitto, mi ha Einaudi Editore 1992
nessuno puo' farci niente. Adesso, se stritolato, e non e' esistito nessun altro 180 pp 8 euro
hai coraggio, immagina un po' questo: vincitore come lui cosi' infame verso un
esco dal mio inferno una bella sera, vinto. Ma per l'amore che nutri verso Era tempo che volevo leggere questo
raduno i miei, faccio una campagna di questa canaglia, dimmi: che cosa ha libro che mi aveva consigliato un amico.
radiodiffusione, provvedo delle armi, fatto lui finora? La vita che ha Ebbene, e' stato un'esperienza di lettura
vado fino al Paradiso e sconfiggo quel organizzato lui e che dirige lui non e' diversa, il mio primo approccio con un
mascalzone. Espulso di la' quella una miseria? - una porca miseria? Lo autore Magrebino e con una scrittura che
racchiude caratteristiche stilistiche
canaglia, tutte quelle undicimila vergini, sai perfettamente. Gli uomini non etnicamente precise.
tutta quella immonda santeria. Che soffrono, non si ammazzano a vicenda, Il libro parla della storia, dell'ottava figlia
succede? non passano il tempo facendo di un padre marocchino. Quest'ultimo,
sciocchezze? E' impossibile nascondere ritenendosi sventurato per non aver
Non risposi. Mi innervosiva quel modo di il fallimento. Dio e' fallito, mi-se-ra-men- avuto alcun figlio maschio, idea l'inganno
parlare. Bebu' continuo' con veemenza: te fallito! E adesso, via, dimmi pure: per di far credere a tutti che l'ottava nata sia
- Succede questo, bestia: non succede quanto io potessi essere peggiore, un maschio. Cosi' attua la truffa e chiama
suo "figlio" Ahmed.
niente! Hai notato che succede quando amico mio, credi proprio possibile che
Questo pesante segreto sara' custodito
vince una rivoluzione? Gli uomini si organizzassi un mondo cosi' ridicolo e da lui, dalla madre, da un'anziana
arrendono dinnanzi al fatto compiuto. Il sporco? governante e da Ahmed stesso.
Bene sara' il Male e il Male sara' il Bene. Il racconto e' architettato come un
Chi ha passato la vita adulando Dio Non risposi a Bebu'. Vuotammo in arabesco, non ha un filo continuo di
andra' all'inferno, per imparare a non silenzio l'ultimo bicchiere di birra. Quasi narrazione. Infatti, essa viene fatta
fare piu' lo scemo. Io faro' la diroccata: ne ordinava un altro, ma mi accorsi con inizialmente da un cantastorie, poi dallo
stesso Ahmed attraverso un diario, quindi
invece degli angioletti, i diavoletti; invece disappunto che non avevo piu' soldi in dal cognato di Ahmed, per finire,
dei santi, i demoni. Tutto rimarra' lo tasca. Anche lui fece la stessa attraverso numerose altre tappe, a venir
stesso, ma esattamente il contrario. Non costatazione. Uscimmo. Fuori era ormai guidata dalle parole di un bibliotecario
avro' neanche bisogno di modificare le giorno fatto: cieco in cui si rivede Borges.
religioni. Basta cambiare una parola nei - Accipicchia! Che sole luminoso, Bebu'! A mio parere questo e' un libro sulla
libri santi: dove si legge "no", scrivere Devono essere le sette. sofferenza, sul dolore della prigionia. Il
"si'", dove si legge "peccato", scrivere Ci avviammo verso l'angolo del Corso. dolore di una donna costretta nei panni di
un uomo e, piu' in generale, delle donne
"virtu'". E il mondo continuera' ad andare Mi chiese: della societa' Marocchina dell'epoca
avanti. Voi non vi metterete a seguire la - Dove vai adesso? (credo intorno al 1940) costrette in una
mia legge, come non seguite neppure - Vado a dormire. E tu? cultura Islamica nella quale il loro valore
quella sua; non importa, sara' sempre la umano e la loro importanza nella societa'
legge. Bebu' mi guardo' con quei suoi occhi erano prossimi allo zero (Ahmed stesso
scuri e rispose con un angelico sorriso: dice: "Essere donna e' una
Mi sentivo frastornato. Vedevo che fuori, - Vado a messa... menomazione naturale della quale tutti si
fanno una ragione. Essere uomo e'
sulla strada, le lampade si spegnevano un'illusione e una violenza che giustifica
e mormorai: sono le sei. Bebu' parlava Rubem Braga (1933) e rivilegia qualsiasi cosa".)
con aria sconsolata: Trad. di Giuseppe Butera Creatura di sabbia e' anche un libro di
- Ma non ti preoccupare. Quel furfante e' butera@ucdb.br trasformazioni: l'ottava nata che viene
forte. E' possibile deporlo? Impossibile! trasformata in un maschio, Ahmed che
Impossibile... nel corso della sua vita vuol tornare a
Lo guardai in faccia. Nei suoi occhi, ben due modi di scrivere riscorprirsi donna e a trasformarsi di
nuovo nel suo corpo femminile ed infine
in fondo, molto lontano, c'era un raggio le trasformazioni del narratore che e' una
di luce. Era una piccola, misera Scrivere da poeta è cosa sorgente della storia in continua
speranza, molto distante, ma ancora mutazione durante tutta la narrazione.
irriducibile. Sentii pena di Bebu'. E' diversa dallo scrivere come Creatura di sabbia e' un libro dove
strano, non posso guardare cosi' una storico: il poeta può spesso non esiste la frontiera tra il reale
persona, in fondo agli occhi, senza e l'irreale e la narrazione, piena di
sentire pena. Mi misi a consolarlo:
raccontare o cantare le cose eclettismo linguistico, rende quest'effetto
come furono e come ancora piu' efficace. La lettura diventa
- Inoltre, caro mio, non servirebbe a
intrigante ed a volte difficile nel fluire, ma
niente. Va bene cosi' come sei. Hai pure dovrebbero essere; lo storico, piena di spunti poetici e pagine molto
un certo prestigio, tu... belle.
- Sto bene io? Canaglia! Pensi che invece, deve parlare delle cose
quando mi ribellai l'ho fatto per non come avrebbero dovuto Un libro da leggere, forse quando si e'
capriccio? Conosci il mio piano di gia' lettori un po' maturi.
governo, sai quali sono stati gli ideali
essere ma come in realtà
furono. Claudio Palmieri

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Progetto Babele DUE

L’angolo di Pasquino di OSCAR DABBAGNO

Tra mille anni


In memoria der micio
Er primo encontro
(tre punti di vista)
Tra mille anni, quanno scaveranno
La Gioventù
sotto la tera ... sai che troveranno?
(Er Padrone)
Un fricandò de scheletri ammucchiati!
(Lui) 'Stanotte m'hanno fatto secco er gatto!
Te credi forse che distingueranno
La prima vorta che io l’ho incontrata, Coreva pe la strada appresso a 'n topo,
omini, donne e vecchi da neonati?
me lo ricordo come fosse adesso: l'aveva preso, ma er momento dop o
me sò incantato! Infatti er giorno stesso, ariva 'n camionista e tutt'a 'n tratto
Ciavranno pensi la preoccupazzione
già je volevo fa la s erenata! l'ho ritrovato a tera spiaccicato!
d'annà a capì chi era mascarzone,
Poraccio ... manco er sorcio s'è
pe' separallo da chi è stato onesto?
(Lei) magnato!!!
Er bianco, er nero, er ricco e lo
Io pure lo ricordo come ieri:
straccione,
ho fatto finta che nun me piacesse, (e in questo io ce vedo travestita,
er centenario e quello morto presto,
ma sotto sotto, volevo che insistesse ... amara, 'na metafora de vita:
me stava in cima a tutti li pensieri! succede tutto in meno de 'n seconno,
riposeranno insieme! Avrà importanza,
... mò te la canti e credi sia infinita ...
me chiedo, in quella circostanza,
subbito dopo voli all'artro Monno!)
sapè de ognuno quale fu la sorte,
L’Età Adulta
pe' risalì a mill'anni de distanza
(Er Sorcio miracolato)
a l'affaracci de le genti morte?
(Lui) 'Stanotte quasi quasi ci esco matto:
La prima vorta, è vero, è stata bella, stavo a magnà tranquillo ne la fogna,
Oppure er Tempo, giudice clemente,
ma er tempo spesso ca mbia er risurtato quanno me pija tra le zampe e l'ogna
appiattirà ogni cosa? ... Certamente
e l’artro giorno, devo dì, ho pensato: quer fijo de mignotta de quer gatto!
se farà 'na risata divertita
“Peccato ‘n ce sia stata solo quella!” Già de li Santi stavo a fa la lista,
sull'omo, presuntuoso e supponente
quanno pe' strada ariva 'n camionista:
... e sulle piccolezze de la vi ta!
(Lei) er gatto che voi facce ... l'ha
Se poco poco avessi sospettato ammazzato,
Quanno more er giorno Che ‘r giovanotto bello e premuroso, però in compenso io me sò sarvato!
sarebbe diventato questo ... “COSO”,
Ce sta 'n momento, quanno more 'r cor cavolo me lo sarei sposato! (e pure in questo vedo la morale:
giorno, ... non tutto è bene se finisce bene,
che tutto quanto pare più tranquillo, non tutto è male se finisce male!)
er sole rosso scenne e manco a dillo, La Maturità
tutti li guai se leveno de torno: (Er camionista)
(Lui) Me chiamo Spartaco Caccialapista
er cielo terso er grido d'un uccello, Ciò ripensato, in fonno er Matrimonio, e de mestiere sò camionista!
er venticello er verso che fa 'n grillo Regala gioie e dà soddisfazzioni ... Guido prudente, stò sempre attento
er sorisetto de 'n vecchietto arzillo, c’è ‘r sale, er pepe, è pieno d’emozzioni, nun me distraggo manco un momento.
me fanno vede 'r monno 'n pò più bello. è saporito più der Pinzimonio! Però è successo che l'artra notte,
tornanno a casa co' l'ossa rotte,
Come 'n bambino, preso da 'sto gioco, (Lei) vedo du tizzi mezzi 'mbriacati,
vorei che proseguisse all'infinito Concordo, ciai raggione pienamente, che per un pelo nun l'ho pijati!
e invece quello dura troppo poco! quarche alto, quarche basso ... è Solo 'n istante ... perdo er controllo ...
naturale, investo 'n gatto ... j'ho rotto er collo!
Pe' 'n pò però sto in pace co' me stesso, però la storia tra de noi è speciale, L'ho seppellito a la rotatoria
ma er tempo passa sverto e s'è capito s’amamo da quer dì ... Profondamente! ... povero gatto ... Dio l'abbia in gloria!
...
che toccherà aspettare 'r giorno (Te spiego er succo de questo fatto?
appresso! Tra du cristiani? Beh ... more er gatto!)

CITAZIONI CITABILI E' DIFFICILE CREDERCI

Nell’appartamento 221b di Baker Street, Sherlock Holmes aveva appena Certo e' difficile crederci
finito di versare il te’per se’e per il dottor Watson. Il dottore sembrava
ma il verde che c'era ormai non
totalmente concentrato nella lettura del giornale.
- Due zollette, Watson? c'e più
- Hem? Si’, per favore... Curioso, davvero curioso... e il grigio ha preso il suo posto
- Posso sapere che cosa vi sembra tanto curioso? – chiese Holmes,
certo vorrei non fosse vero ma
porgendogli la tazza e dirigendosi verso la sua poltrona preferita.
- Leggendo queste notizie, avverto la curiosa sensazione di un deja’vu. tra ciò che c'era prima e ciò che
- Elementare, mio caro Watson... – osservo’ Holmes pronunciando la c'e adesso
frase che maggiormente irritava l’amico.
la linea è netta
- Come sarebbe a dire?
- State leggendo il “Times”di ieri. la linea è irrimediabilmente netta
porca puttana mi hanno proprio
rigato la macchina
Tratto da “Un samba per Sherlock Holmes”
Di Jo Soares
Edizioni Einaudi FLAVIO OREGLIO

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Progetto Babele DUE

UN RACCONTO DI Marco Attina’( prima parte )

Ian di Marco Attina’ ( prima parte )


L’incontro con Ian alla fermata dell’autobus può cambiare la vita (o il modo di vederla ?), mentre
intorno si muovono le mattine feriali di una Modena che sa d’Irlanda .

1 - Giardini Ducali vertevano su tutt’altro, lo rividi. Provai


una sensazione strana, mi sembrava
“I ricordi sono ciò che abbiamo, quasi che fosse una presa per il culo.
non ciò che abbiamo perduto” Pensai che era lì per darmi la
Woody Allen dimostrazione di quanto fossi chiuso, per
farmi notare per l’ennesima volta che
Questa che vado a raccontare é una non mi sarei avvicinato e che il giorno
breve storia, la storia di Ian, un ragazzo dopo non ci sarebbe più stato; la presi
che ho incontrato. come una seconda possibilità... e non
La prima volta che lo vidi, fu alla fermata esitai.
dell’uno, di fronte alla stazione delle Mi avvicinai con fare disinteressato e
corriere e fu sempre lì che lo vidi per assolutamente indifferente alla sua
l’ultima volta. presenza, mi misi una sigaretta in bocca
Una mattina di metà Febbraio, di un e molto spontaneamente feci finta di
freddo Febbraio, mi dirigevo lentamente cercare l’accendino fra le mie
verso il marciapiede dove studenti e non innumerevoli tasche, dopo qualche
attendevano impazientemente i grassi istante mi voltai verso di lui e gli chiesi
mezzi arancioni che li avrebbero condotti se aveva da accendere; senza emettere
alle rispettive mete; con la mia solita alcun tipo di suono e senza quasi
calma, dopo aver goduto di un guardarmi estrasse dalla tasca uno
ravvivante caffè, fumando la prima Zippo d’acciaio e la mia sigaretta si
sigaretta della giornata, incontrai Ian. accese senza discutere.
Il frangente di tempo tra le 7.50 e le 7.55 Era un po’come quando una ragazza ti Sentivo di aver fallito per l’ennesima
credo sia il momento più piacevole di avvicina e ti dice qualcosa, alla quale volta, al che colto da non so quale spinta
tutta la mattinata, momento in cui rispondi a tono, che poi se ne va gli chiesi: - Dove sei stato in questi
osservo tutto quello che mi circonda salutandoti e appena 40 secondi dopo ti quattro mesi??- non si girò subito, ma
senza preoccuparmi praticamente di viene in mente qualcosa che le avresti solo quando si accorse che continuavo a
nulla, mi capita di vedere una marea di detto, che magari l’avrebbe fatta fissarlo. Tentennando mi disse:
belle ragazze, di vecchi pazzi, sorridere e chissà... ma ormai è tardi e ti - Come... scusa?-
punkabbestia e roba, universitari, senti già un coglione. - Ti ho chiesto dove sei stato negli ultimi
extracomunitari e soprattutto La mia giornata continuò seguendo i quattro mesi... -
comunissime persone che conducono la soliti ritmi e canoni, ma alla fine mi - Ci conosciamo? Perché secondo me
loro vita, ma in quei 5 minuti potrebbe ripromisi che il giorno seguente avrei hai sbagliato persona... -
anche finire il mondo che non me ne fatto qualcosa, non sapevo - No. Non ci conosciamo affatto, ma io ti
fregherebbe un kazzo di niente. precisamente cosa, magari gli avrei ho visto proprio qui un po’di tempo fa e
In quei magici 5 minuti fumo lentamente chiesto d’accendere. da allora non sei più venuto qui, lo so
la mia insoddisfacente sigaretta e La mattina dopo scesi dalla corriera che perché io tutte le mattine prendo l’1 qui. -
aspetto l’1 che mi condurrà a scuola. ogni mattina, da 5 anni ormai, mi porta in - Sì, e allora??-
Quella mattina, quella fredda mattina, stazione, mi diressi morbido verso il bar - Allora niente, sono solo curioso... -
alla fermata notai una presenza. Non so con la solita musica nelle orecchie per - Hei! Non credo di capire, perché mai
perché, ma la mia attenzione, che prendere il miracoloso caffè, due dovrebbe interessarti dove sono stato e
solitamente si sveglia verso le 9, alle chiacchiere con il barista e poi paglia in poi perché mai dovrei di rtelo???-
7:55 era già viva e operativa. bocca verso la fermata. - Non lo so! Così! Mi piaceva il colore
Forse fu il colore della sua sciarpa, un Ogni lasciata é persa. Ovviamente lui della tua sciarpa, quella che avevi in
arancione vivissimo che spiccava sul non c’era, pensai la mattina successiva, febbraio, quella arancione di lana
grigio che avvolgeva tutto e tutti. Forse ma non lo vidi per circa quattro mesi. grossa-
fu il caffè o forse fu solo un caso. Fatto Nel giro di qualche giorno dimenticai Sorrise, ma non aveva un’aria convinta,
sta che lo osservai per un po’, la mia questa strana cosa che mi era capitata, sembrava che avesse capito che ero
mente elaborò rapide ipotesi sulla su dandomi dell'idiota per essere stato a innocuo, ma non riusciva ad afferrare
età, sulla sua occupazione e la sua strippare per una cosa del genere, ma ci cosa volessi; il problema era che io non
nazionalità, ipotesi che tra l'altro si feci una risata sopra e non ci pensai più. volevo assolutamente niente, solo
rivelarono per lo più corrette eccetto che I giorni sono passati in fretta da allora, conoscerlo, ma evidentemente non é
per il fatto che era straniero come tanto che non ho poi così tanti ricordi una cosa che capita tutti i giorni di
pensavo. significativi, eventi particolari da incontrare una persona che ti ferma per
Non mi avvicinai, non gli parlai, ricordare o che saprei raccontare con strada e ha la pretesa di conoscerti.
nonostante ne fossi attratto non trovai quel fervore con il quale si narrano le - Già! Era proprio bella, ma me la hanno
validi motivi che mi spingessero a indimenticabili bravate adolescenziali, rubata una sera non mi ricordo dove,
intraprendere una qualsiasi oltre a qualche incontro ravvicinato (....), oppure l’ho persa, comunque non ce l’ho
conversazione, anzi, per allontanare da qualche concerto e per lo più tempo che più- peccato pensai, ma tacqui.
me questa anomala variazione alla ci passa dentro e se ne va. Nel frattempo avevo perso l’autobus, ma
routine mattiniera mi spostai Ricordo con precisione la mattina che lo non m’importava, potevo benissimo
mischiandomi a un gremito, rumoroso e vidi, ricordo la sua sciarpa, le sue scarpe entrare la seconda ora che nessuno se
ansioso gruppo di studenti e salii sull’1 usurate, i guanti di lana con le dita ne sarebbe dispiaciuto.
che arrivò poco dopo. tagliate, la sacca che aveva a tracolla e il Si creò un silenzio imbarazzante, sentivo
Quella mattina sono andato verso la mia suo modo di stare li fermo ad aspettare, di avere stabilito un contatto, ma non
scuola con un amaro e fastidioso sapore aspettare un autobus suppongo o come volevo. ”Forse é meglio lasciar
di incompletezza fra le labbra, sentivo di magari qualcuno. perdere”pensai... ma parlò lui:
aver fallito. Circa quattro mesi dopo quella mattina di - Fammi capire: tu ti ricordi di avermi
febbraio, quando ormai i miei pensieri visto qui in febbraio e per quattro mesi
hai notato il fatto che io non ci fossi???-

33
Progetto Babele DUE

Si accese una sigaretta, il 90% di quelli prepararmi un filtro...eravamo


che aspettano l’autobus fuma, e io ne lanciatissimi a fumare quello spinello
faccio parte... conciliatore.
-...perché mai??? - continuò. Fui contento, pensai che fumare insieme
Era abbastanza complicato da spiegare, avrebbe giovato al nostro rapporto,
in fondo non c ‘era un motivo, mi aveva avrebbe allentato la tensione e ci
colpito e basta, ma come dirglielo in avrebbe uniti almeno per qualcosa.
modo sensato? La mezzora successiva la passammo a
- In realtà mi ricordi qualcuno che credo discutere sui vari tipi di marijuana, di
di conoscere, ma non riesco a capire fumo che avevamo provato, sui differenti
chi...- effetti e sui miscugli da non fare
mentivo alla grande, ma non sapevo assolutamente... eccetera eccetera...
cosa dire. Ridemmo un sacco, tanto da attirare
Nel tragitto mi sono fermato in un
A quel punto lasciò cadere la sigaretta l’attenzione di chi ci stava intorno, ma
bar...ennesimo caffè...ennesima
per terra e la calpestò, guardando in non ce ne importava più di tanto, poi si
sigaretta...e poi diretto sul prato d’erba
basso notai che aveva le stesse scarpe alzò di scatto e senza dire niente si
dei giardini.
di allora, solo un po’ più consumate e diresse verso il bar dei giardini e poco
Sole che picchia, che scalda, che
con varie cose attaccate ai lacci; dopo tornò con altre due birre. AIUTO!
illumina...Smisi di pensare a quello che
graffette, elastici e non so cos’altro, fui Finito lo spinello ci sdraiammo in silenzio
era successo alla fermata e cercai di
contento perché anche io porto sempre come per assorbire un attimo di quella
portare la mia testa in qualche momento
le stesso paio finché non sono da pace che volteggiava nell’aria pronta per
di un passato non troppo lontano per
buttare e anche dopo, il mio problema é essere respirata a polmoni aperti.
sorridere...estate...
che mi ci affeziono e non riesco a - Qual é il tuo nome?? - domandai quasi
Mi tolsi la maglietta, la sistemai per terra
separarmene... pensai che in questo sotto voce
e mi ci sdraiai sopra a pancia in giù,
eravamo simili... e mi piaceva... - Ian, ma non sono straniero come
volevo prendere un po’ di sole, ma
Cominciò a guardarsi intorno, come se potresti pensare. - sorrise.
cominciavo a sudare e questo mi
non vedesse l’ora di andarsene o che - Ah, no? Veramente l’avevo già pensato
infastidiva anche perché non avevo nulla
me ne andassi io, ma fortunatamente prima di conoscerti.. che strano, però hai
da bere e neanche una lira per eventuali
disse: un nome straniero... -
acquisti.
- Dove vai con l’1 ?- - E’ mia madre che era flesciata, gli
Silenzio.
- Al Guarini. E tu cosa aspetti?? Dove beccavano bene le cose straniere,
Tranquillità.
vai??- oppure gli facevano schifo quelle
- Hei! Dormi?-
- Boh!! Non saprei, il primo autobus che italiane, non saprei quale prevale
Mi girai e lui era lì, in piedi davanti a me,
mi ispira lo prendo e faccio tutto il giro sull’altra...-
con un’Heineken da 66 cl. in mano...
fino a che non ritorna qui... - - Hai detto era??-
“Dio, ti ringrazio...”pensai...
- Interessante... lo fai spesso? - - Si, è morta anni fa, tanti anni fa... -
- Vuoi un po’di Birra?? E’fresca... -
- Tutte le mattine, solo che prima lo - Mi dispiace - Volevo evitare queste
- Fa te!!!! Mi hai salvato dalla
facevo con gli autobus che passano dal orrende frasi di circostanza, queste
disidratazione, fa un caldo boia... -
direzionale- incolori frasi di riempimento del vuoto
- Vieni spesso qui?-
- Dove?? Li dalla coop. giardini?? - dovuto alla completa assenza di
- Abbastanza, di solito quando comincia
- Già proprio lì...- argomenti, ma ormai ci ero dentro fino al
a fare caldo, ma anche di inverno ha il
Mi sembrava scocciato, stavo per lasciar collo.
suo fascino, anzi é molto più
perdere, ma poi un lampo attraversò la - Tranquillo, é passato tanto tempo, non
tranquillo...adesso é pieno di pensionati
mia testolina malata: me la ricordo quasi, e poi non è che
che portano a spasso i loro barboncini o
- Senti, io a scuola ormai non ci vado, fosse una madre modello... -
bastardini, di atletici corridori che girano
anche perché oggi non passa un cazzo Pensavo a mia madre, una donna
in tondo come pazzi e di nulla facenti
e rischio di esser be ccato in un paio stupenda, una persona fantastica e mi
come me che kazzeg giano, ma si sta
d’ore, pensavo di andare ai Giardini dispiaceva davvero tanto per lui... io ero
bene no??-
Ducali...invece che stare qui... - fortunato.
- Sì, effettivamente é piacevole... -
Nonostante la mia proposta non - E il tuo nome qual é?-
adesso era seduto di fronte a me a
sembrava convinto - Marco, semplicemente Marco, un
gambe incrociate con in mano la
-...Beh! Fa un come ti pare, ci italianissimo nome... - Risate...Silenzio...
bottiglia. Sembrava rilassato, quasi
vediamo...- Quel pomeriggio avrei dovuto studiare
pronto a lasciarsi andare per una
- OK! Magari ci vediamo là... - tantissimo, topografia, estimo, il solo
conversazione decente.
Rispose così, quasi come una pensiero mi opprimeva e intristiva; non
- Ah! Scusami per questa matti na, ma
liberazione e pensai di aver fallito, ma avevo assolutamente intenzione di
sono sempre scoglionato prima delle 9 e
cosa peggiore mi ero reso anche andare a casa, mangiare e far finta di
parlo a monosillabi, ma non ti volevo
antipatico e invadente. studiare, ma preferivo stare con lui...
respingere...-
Così, con la coda tra le gambe, mi avviai pensai di andare a mangiare da lui, ma
- No no tranquillo, scusami tu, sono io
verso i giardini, luogo della maggior non potevo chiederlo e aspettavo una
che vado a rompere le palle alla gente di
parte dei miei Kabò da metà aprile in poi. proposta di qualunque genere...
prima mattina... -
Mentre camminavo pensai - Cazzo!! Ma hai visto che ore sono???
A questo punto pensai di essere a
piacevolmente che tutto sommato L’una passata... - cercai di parlare con
cavallo, pensai di poter essere la
durante l’anno non avevo fatto tante un tono naturale e non come se fosse
persona che volevo e di farmi conoscere
assenze, anzi rispetto agli anni passati una frase premeditata-...dove mangi
da lui...incrociai le gambe come lui, presi
ne avevo fatte pochissime, forse perché tu??-
la mia sacca, non molto diversa dalla
mi attendeva un esame di stato da - A casa mia, vivo da solo... se ti va puoi
sua, e ne estrassi la scatolina magica,
sostenere che mi opprimeva, forse venire, ma non c’é niente da mangiare,
piccola e piatta, in latta con sopra scritto
perché non trovavo più nulla di attraente forse qualche sottiletta... e un po’ di
“Fragranze Da Collezione”, un tempo
nello stare in chissà quale sala da tonno probabilmente scaduto... -
credo contenesse delle caramelle, ma
biliardo a spendere una marea di soldi e Credo che mi s’illuminarono gli occhi...
adesso rappresentava la mezzora di
a fumare un pacchetto di sigarette, ma accettai al volo.
illegalità della nostra mattinata.
piuttosto stavo a letto o andavo ai Mi ricordai altri Kabò senza soldi in tasca
Con gesti sicuri e rapidi la aprii e ne tirai
giardini, essendo la stagione al momento e per mangiare si fa come si può, gli
fuori una bustina con un po’d’erba, una
più che propizia... dissi che l’avrei portato in un posto dove
cartina e dalla tasca laterale dei
si poteva prendere qualcosa da
pantaloni, una sigaretta che spezzai,
mangiare senza per forza doversi
senza che io dicessi niente lui aveva già
conformare a questa ormai sorpassata
del cartoncino in mano e si accingeva a

34
Progetto Babele DUE

tradizione del pagare, rise e si lasciò muro, probabilmente lasciato da un poco, ma non aveva voluto dirmi dove
andare. mobile che era stato da poco spostato o andava.
molto più facilmente venduto. Mi guardai intorno e girai per le stanze
2 - Mercato Coperto In quel momento per la prima volta capii cercando qualcosa da fare o da leggere,
che Ian non aveva assolutamente una aprii un cassetto dell’unico mobile
Visto da fuori non sembra, ma il Mercato lira e questo mi mise un po’di tristezza. presente e mi trovai davanti un mucchio
Coperto di Modena é davvero un bel Era passata più di mezz’ora ed ero di fogli scribacchiati malamente, ne presi
posto, caotico sì, ma al suo interno si ancora da solo con la mia insalata, così uno e cominciai a leggere:
vedono un sacco di facce interessanti, si andai verso quello che presumevo il
sentono un sacco di voci e dialetti bagno, del quale vi risparmio la 24/4/2002
differenti, modenese, napoletano, descrizione, andando oltre arrivai in una
siciliano, pugliese... stanza nella quale c’era solo ed Piove sul silenzio.
I colori si mischiano con gli odori e poi esclusivamente un letto e un povero Piove su questa terra.
cosa non da poco, é molto facile ragazzo di appena 20/22 anni che vi Piove sulla mia rabbia e non riesco a
rubacchiare qualcosa... possibilmente dormiva sopra dolcemente. reagire.
senza farsi sgamare. Non so di preciso perché, ma con fare Ho lasciato un foglio su una panchina,
Ian mi era di fianco, davanti all’ingresso felino mi avvicinai e mi sedetti di fianco ho lasciato un urlo di disperazione sotto
principale, gli spiegai la tattica e gli al letto, confezionai uno spinello magico, questa pioggia
mostrai l’uscita opposta dalla quale lo appoggiai per terra, andai in cucina a che cade lenta sulla m ia ira.
saremmo scappati... Sembrava pronto e prendere l'insalata e due forchette e Ho lasciato una richiesta di aiuto sotto
rilassato, così diedi il via: schizzammo tornai da lui pronto a condividere il pasto questa pioggia che quasi non si sente,
dentro, lui era velocissimo, sembrava con il mio nuovo amico. nella speranza che qualcuno legga la
che l’avesse già fatto milioni di volte, Non si svegliò, così accesi la canna e la mia tristezza.
sfrecciava tra i bancali di frutta e verdura fumai da solo osservandolo dormire, Piove fuori da queste mura.
prendendo pomodori, ciuffi di insalata, appoggiato al muro di fronte al letto, Piove sui miei sogni in bianco e nero.
frutta e non so cos’altro, io dalla parte dormì per almeno due ore, poi tra un Piove. Piano. Dolce. Sottile.
opposta del mercato facevo la stessa lamento e uno sbadiglio si alzò e si Sto urlando, ma nes suno può sentire.
cosa. Ci ricongiungemmo all’uscita stravaccò di fianco a me e, facendomi Ho lasciato che la mia voce sparisse
correndo e urlando e continuammo a vari ironici complimenti, mangiò la sua dentro di me.
correre finché non fummo lontani... metà di pranzo. Ho lasciato il mio amore per le cose
Quando ci fermammo su una panchina a Quando mi venne in mente di chiedermi reali.
fare l’inventario della refurtiva avevo il che ora fosse erano le cinque e mezza Piove.
cuore a mille, credevo esplodesse ed del pomeriggio Piove sopra di me,
ero tremendamente felice. - Merda!! E’ tardissimo!! - Urlai, ma non sulla mia testa scoperta,
Restammo li un po’, ma poi convenimmo sembrò turbarlo più di tanto sulle mie spalle,
entrambi che era rischioso stare in giro e - E’tardi per fare cosa? - sulle mie parole...piove...
andammo a casa sua. - Devo andare a casa prima che mia sento che piove...su di me...ma piove sul
Non credo di aver mai visto una casa più madre torni da lavorare, non mi va silenzio.
scatafasciata (non sarà italiano, ma assolutamente di discuterci... - Già nella
rende l’idea), qualsiasi cosa era in mia testa vedevo la scena delle cazzate Quel cassetto era pieno di fogli come
degrado, ma gli feci subito capire che che le avrei detto per giustificare la mia quello, ne estrassi un altro per leggerlo e
non era un problema per me e lo vidi più permanenza a Modena per tutto il in quel momento sentii aprire la porta,
rilassato e meno in imbarazzo. pomeriggio, non che si sarebbe me lo misi in tasca, e chiusi velocemente
- Prova a guardare dentro al frigo, ma arrabbiata se le avessi detto la verità, il cassetto senza fare troppo rumore.
stai attento che la muffa po trebbe ma non mi andava di condividere questa Ian non si accorse di nulla, ci sedemmo
aggredirti appena apri... - disse ridendo cosa con nessuno, tutto qua. per terra e chiacchierammo un po’, ma
da una stanza che ancora non avevo Presi il primo autobus per casa, stavo non mi disse dove era stato e io non
visto. bene, un po’stanco, ma rilassato. glielo chiesi neanche.
Aprii tentennando e lo spettacolo non fu Cercai di immaginare il seguito della Corsi da casa sua in stazione e fui più
dei migliori; c’era una pesca giornata di Ian, ma non riuscivo ad veloce di quanto pensassi, saltai sulla
praticamente decomposta, un barattolo immaginarmelo insieme a nessun altro; corriera al volo e mi appoggiai
di maionese senza il tappo il cui colore si ebbi come l’impressione che fosse una gravemente sul primo sedile a tiro.
avvicinava al verde fluorescente, del persona tremendamente sola e avevo Il tempo passò lento nel tornare a casa,
latte che definire scaduto sarebbe intenzione di stare con lui anche il giorno mi ricordai del foglio che avevo preso a
un’offesa visto che ormai era un pezzo seguente, ma ricadendo nella mia realtà Ian e lo tirai fuori...
d’antiquariato e un sacco d’altra roba di studente prossimo alla maturità Un disegno fatto con la china, una
che il mio inconscio si rifiuta di ricordare. sapevo che sarei dovuto entrare in faccia di profilo, una finestra, un sole
- Forse é meglio che faccio un’insalata classe l’indomani e così fu. credo e varie pennellate qua e là a
con quello che abbiamo preso al riempire lo spazio, e dietro scritto
mercato- urlai verso il bagno dove questo:
probabilmente Ian stava (scusate) 3 - Piove sul silenzio
cagando. “Non credo che riusciremo mai
- Vai tranquillo. Non ho molta fame, fai - Sarà anche un cesso questo a capire quale sia il reale significato
tu...- rispose tra un grugnito e uno sbuffo appartamento, ma se non altro si vede la delle percezioni,
liberatorio. Ghirlandina...- in quanto ne distorciamo
Cosi, in quel degradato appartamento Mormorai fra me e me affacciato alla inconsciamente il senso
del centro, mi misi a preparare finestra di casa di Ian, erano circa le due allo scopo di adeguarlo
un’insalata di verdure, pomodori e del pomeriggio e mi sentivo abbastanza il più possibile ai nostri desideri.”
cipolle, mentre uno strano ragazzo che bene, ero anche andato a scuola quella
avevo conosciuto un paio di ore prima mattina, ma avevo già cancellato dalla Arrivai a casa e nulla sembrava
stava facendo i suoi bisogni nel suo mia testa tutte le insipide nozioni che cambiato, tanto che mi resi conto di aver
bagno; così mi sembrò di svegliarmi e di avevo accumulato nell’arco di sei perso la cognizione dello scopo per cui
rendermi conto della realtà e della terrificanti ore passate seduto sul mio ero lì...e ancora oggi la sto cercando.
situazione che stavo vivendo...e pensai banco.
che era davvero divertente. Una pioggerellina fine si appoggiava 4 - C’è poco da dire
Guardandomi intorno vidi che non c’era sull’asfalto e sui tetti delle case di fronte
praticamente niente nella casa, notai in a me, ero da solo in casa, Ian era uscito “Penso che avremmo bisogno
un angolo del soggiorno un alone sul dicendomi che sarebbe tornato da li a di sollevare le nostre ansie,

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Progetto Babele DUE

in modo da poterne sentire il peso suo posto in funzione delle sue idee di HORROR...in breve e
e riuscire finalmente base, dei suoi amici, dei suoi gusti
a comprender ne la sostanza.” musicali e del suo credo morale, ma
Debby Di Joseph Queen
Marco tutto si riconduce ad un’immagine finale Era una notte di luna piena e le ante della
che arriva a dare di se stesso; é una finestra erano aperte.
- Hei vecchio!!!!- urlò Ian vedendomi moda quella del nostro comportamento e La pallida luce lunare inondava il viso di
Debby facendo scintillare i suoi occhi vitrei
entrare dalla porta noi la alimentiamo continuamente.
fissi sulla bambina sul letto.
-...neanche oggi sei andato a scuola! Non pretendo affatto di passare per un Carlotta aveva le coperte rimboccate fino al
Finirai per farti segare se continui così... - esperto di non so quale scienza mento, era sveglia, non poteva dormire, non
- Non ti preoccupare, ho la situazione sociologica giovanile di sto ....., cerco poteva proprio. Era da più di una settimana
sotto controllo...-ridemmo entrambi solo di capire se il drastico mutamento che non chiudeva occhio, da quando la zia
sarcasticamente. che negli anni ci ha portato a essere Ruth le aveva regalato quella bambola.
- Il caldo mi opprime, non riesco a stare quello che siamo e a vivere come La zia diceva che era magica che se non
veniva curata a dovere piangeva.
in classe più di mezz’ora di fila, esco viviamo sia un bene o un male; se le
Ma Carlotta aveva scoperto fin dall’inizio
dalla classe ogni ora e mi fumo una differenze tra me e i miei genitori di 20 che quella bambola piangeva solo di giorno
paglia dietro l’altra... tanto vale che stia anni fa siano in meglio o in peggio. mentre di notte faceva tante altre cose. E
fuori no??- mani nei capelli in segno di Non ho le capacità né le conoscenze per non
disperazione. poter rispondere a questa domanda, ma tutte innocue. E l’unico modo che
- Secondo me faresti meglio a fare ho gli occhi per vedere che é rimasto conosceva per frenarla era rimanere svegli.
quello che devi fare invece di stare tutte poco e niente che interessi i giovani al di Una palpebra di Debby si chiuse e si riaprì,
facendo l’occhiolino alla bambina sul letto.
le mattine in giro a cazzeggiare... oh! poi fuori del loro contesto, che li faccia
“No!” Gemette Carlotta da sotto le coperte.
fai come ti pare, a me piace quando mi arrabbiare per questioni serie, che li Debby nell’udire quel suono sorrise. La
vieni a trovare, solo non vorrei che ti renda uniti al di fuori dell’Eden di piacere plastica rosa si contrasse accompagnata da
andasse male... -mano velocissima a e divertimento in cui cercano di entrare il un rumore stridulo fermandosi su
soppesarsi grintosamente i genitali, futile più spesso possibile. un’espressione di puro godimento.
scaramanzia... Adesso la pianto con questi argomenti, Lo sguardo di Carlotta si soffermò sulla
- Il problema é che non me ne frega più anche perché non sono certamente io la bocca di Debby e il suo animo si gelò. Era
cambiata. L’aveva sempre avuta chiusa,
di tanto...- nel frattempo mi ero sdraiato persona più qualificata per trattarli, ma
sempre. Mentre ora era aperta, un piccolo
per terra al fresco e avevo stappato con facendo parte del soggetto preso in pertugio dal quale si intravedevano dei
l’accendino la birra che avevo comprato esame vorrei solo capire dove andremo piccoli dentini bianchi, perfetti, allineati uno
al discount vicino alla stazione, ne bevvi a finire e basta, ma pensandoci bene, affianco all’altro. La bambola poggiò le mani
un sorso e mi sembrò di rinascere. anche scervellandocisi attorno, le cose sul comò e si alzò facendo sventolare la
Il caldo cittadino demoliva ogni spirito che ne potrebbero emergere non gonna blu, si guardò attorno e puntò il
d’iniziativa. sarebbero soluzioni, anche perché non é braccino grassoccio verso il
letto chiudendo tutte le dita ad esclusione
Pensai a mia madre, a mio padre e a di quello che sono alla ricerca, sto
dell’indice.
cosa sarebbe successo se mi avessero cercando cose da dire, ma quello che a “Tu!” Esclamò una voce bassa, cavernosa,
segato; probabilmente nulla di così volte mi sembra di capire é che ci sia malvagia.
tremendo, ma pensai che non valeva la ben poco da dire... ( continua ) Il respiro di Carlotta si bloccò, fino ad ora
pena scoprirlo... non mi sarei fatto non aveva mai parlato, e non l’aveva mai
bocciare. © Marco Attina’ puntata.
Adoravo stare su quel pavimento fresco, secchiamanuela@libero.it Si era sempre limitata a farle le boccacce, a
sbattere le palpebre a turno in una serie di
vi appoggiavo la guancia per un attimo,
occhiolini maligni e a tormentarla fino
sebbene non fosse molto pulito, un BOOK REVIEWS ( Stefano Lorefice ) all’alba tirandole le coperte da sotto il letto.
brivido mi percorreva la schiena e niente Debby saltò giù dal comò con un tonfo
altro potevo desiderare in quel momento. Cacciatori di teste attutito dal tappeto azzurro. Carlotta si
Parlammo un po’ quel giorno, distratti e sporse dal letto per tenerla d’occhio ma la
di John King bambola non c’era. Anche questo non lo
senza troppo impegno, mi raccontò di
quando si faceva...ex- aveva mai fatto pensò Carlotta andando a
guardare dall’altro lato del materasso.
tossicodipendente...brutte storie, tristi e
Vuoto. Forse era sotto il letto.
penose. “Tanto sono sveglia.” Bisbigliò alla stanza
Passammo rapidamente ad altri discorsi silenziosa cercando di farsi coraggio.
che comunque ne derivavano, come il Non le rispose. Il cuore le batteva nel petto
futuro, cosa avremmo fatto... cosa come una grancassa impedendole di sentire
saremmo diventati o cosa ci sarebbe qualsiasi rumore. Passarono i minuti e
piaciuto diventare. Carlotta era terrorizzata dall’idea di non
poterla tenere sott’occhio. Per un po’attese
Erano questioni complicate, costellate da
che la bambola uscisse da sotto il letto, lo
vari “...boohh..”, ”..chi lo sa..”, stava sperando con tutte le sue forze, ma
”..speriamo..”, si sentiva nell’aria un quella non si fece viva. Alla fine decise che
retrogusto di menefreghismo cosmico Guanda Editore 2000 336pp doveva rischiare, doveva sporgersi e vedere
tipico della mia generazione credo, ma che cosa stava facendo.
comunque le conclusioni furono piuttosto La copertina: un’istantanea che riproduce Carlotta prese il coraggio a due mani e si
scarne e irrisorie. una parte di volto con ghigno incluso ed il affacciò guardando sotto il letto. Il sangue le
collo che lo regge con tatuata la scritta “ andò alla testa facendogliela sentire gonfia.
Parlando coi miei genitori, o comunque
cut here”.... Con lo sguardo andò da una parte all’altra
con persone adulte, mi é sembrato di Un libro forte,bello, sporco, assassino e del pavimento ma della bambola non
avvertire una colossale differenza nel cattivo, ambientato nella Londra attuale. c’era traccia.
modo in cui si viveva la loro giovinezza o Violento nelle immagini. “Dove sei..” Piagnucolò tornando nella
adolescenza rispetto a come la viviamo Lo sfondo è l’ambiente delle tifoserie posizione iniziale.
noi, “ragazzi del 2000”. calcistiche, i pub affollati e fumosi lungo il “Sono qui!” Fece una voce orribile alla sua
Un divario enorme negli obiettivi, nelle Tamigi. Crudo e per certi versi destra, era tremendamente vicina. Carlotta
”trainspottiano”, ma originale. non fece in tempo ad impedire alla sua testa
speranze e soprattutto nelle cose in cui
I protagonisti si danno ad una assurda di voltarsi e la vide, vide la bocca della
si credeva, o per cui si lottava. gara, il vincitore? Chi conoscerà bambola a due centimetri dal suo viso, era
La mia generazione non lotta, non biblicamente il maggior numero di donne. spalancata, gli occhi di vetro la fissavano
protesta, compreso me; e se lo fa, il più Mitico il finale. con ferocia, le mani impugnavano una
delle volte lo fa per aderire a un modo di Uno scrittore emergente di enorme forbice troppo grande per quel corpo.
essere che lo differenzia da altri modi di talento. “Sono tutta tua!!!” Esclamò lanciandosi a
essere spesso ancora più superficiali. peso morto sulla bambina.
Stefano lorefice
Viviamo in una società giovanile molto
Joseph Queen g130373@libero.it
variopinta e complicata, ognuno cerca il

36
Progetto Babele DUE

HORROR

CURLY CAT di Roberta Mochi


Sembra un incontro come tanti, sul lago di Como, al ritorno dal lavoro, col pretesto di un passaggio in macchina.
E invece...

Lo guardavo già da un po’… era difficile - … co-cosa?-


capire cosa davvero mi piacesse di quel - sì. Oltre quella collina laggiù c’è
ragazzo; una figura esile, ricoperta di proprio quel santuario di cui ti stavo
pelle bianca, che solo a tratti veniva parlando costruito in memoria dei morti
turbata dal solco bluastro di qualche di peste, quelli di Renzo e Lucia, per
vena adamantina o dalla collinetta intenderci. -
lasciata come reliquia da un foruncolo - ..ah, sì-sì! Scusami, ero distratta, deve
anacronistico. Le dita sottili si essere un bel posto… per un
allungavano come quelle punte gracili matrimonio, quello. Con pochi invitati e
che si vedono uscire dai polsini di uno abiti a lutto. -
spaventapasseri imbiaccato. Insomma, - Sai che era venuto in mente anche a
uno di quelli che sembrano stare tutto il me? Ma poi mi sono sempre detto
giorno arrampicati su un trespolo a Vaaaabe’, dove la trovi una pazza
pensare se non sia meglio morire disposta a sposarti là dentro!!!!
piuttosto che vivere quotidianamente le
stesse sensazioni imbronciate. Inoltre, Le risate ci scivolano addosso leggere,
le gambe strette di un ramoscello scarno sottili come la brina che sta ghiacciando
lasciavano intendere che non avrebbe i tetti delle auto parcheggiate sui cigli
fatto tanta strada e che (più che altro) della strada. Intanto una volante ferma
sarebbe stato semplice trovare un la solita Uno rossa, ne scende un
pretesto per accompagnarlo a casa. ragazzo malconcio con un’espressione
che pare quasi domandare come mai
Non pensi che non l’ho vista! Mi sta - Ma dai? Non dirlo! Io sono di Mandello, dopo mille controlli ancora non lo
seguendo con lo sguardo da quando facciamo così, ti indico la strada e tu mi riconoscano. Ci raccontiamo un po’ di
siamo andati a mangiare al self-service riporti a casa! - noi, di cosa abbiamo l’impressione di
a due passi dall’ufficio e adesso è di - Grande!… idea essere, di come vorremmo trasformare
nuovo qui. Aspettava che uscissi, di M*E*R*A*V*I*G*L*I*O*S*A, così è alcuni nostri incubi in realtà…
sicuro… ma che vuole questa da me? comodo per tutti e due!- Sbircio fuori dal finestrino, è sera, e il
Non ho fatto niente di male, in questi - Cosa vai a fare a Mandello?- lago è così nero che verrebbe voglia di
giorni. Tutto sommato non è neppure - Vado… ehm, vado, punto. Questo è tuffarsi nell’acqua per accertarsi che
brutta, anche se io le preferisco con i l’importante! No, scherzi a parte… mi fosse veramente tale, liquida e non una
capelli corti, il genere sbarazzino- hanno detto che c’è un buio monastero densa a piazza scura, su cui brillano
malinconico, mi accontenterò! Magari mi abbandonato da quelle parti e volevo ciottoli di luna… e non nego che, intanto,
segue davvero perché si è innamorata fargli qualche foto!- un certo languore mi stringe lo stomaco
persa di me, che roba! Ecco, sì! - Non mi dire! è vicinissimo a casa mia, dopo qualche sua espressione. Parole
Dev’essere per questo. se vuoi ti faccio strada fin lì… magari, semplici, magari insignificanti ma che mi
però, prima passiamo da me, c’è spalancano quelle finestre della
Così mentre si avviava alla stazione ho sempre un gattone strano, col pelo percezione che invece vorrei piombare,
inchiodato e ho acceso le quattro frecce, riccio, che mi aspetta fuori dal portone tanto che a stento riesco a concentrarmi
tanto per farmi notare, sono scesa per la cena e non vorrei deluderlo.- sulla guida.
dall’auto e gli ho chiesto se sapeva Get a taste in my mouth As desperation
indicarmi la strada migliore per arrivare Che culo!… e io che l’avevo buttata là, takes hold Is it som ething so good
a Mandello, un paesino sperduto in quel tanto per dirne una! È proprio vero, le Just can't function no more?
di Lecco il cui nome era ben stampato rovine invadono il mondo! … poi, finalmente, siamo sotto al
sul badge che portava attaccato alla - VOLENTIERI! Adoro i gatti. portone, e il gatto è lì, a fare la veglia al
borsa (saper osservare è sempre il - Vedrai, questo è speciale, io non ne ho cancello di vetro ferito da strisce
passo migliore per iniziare una cosa mai visti così!- d’ottone. Guardo il felino negli occhi,
qualsiasi)… e che io non conoscevo il sinuoso come un mustelide. Fischia un
posto, e che probabilmente mi sarei Il tipo sembra più interessante di quanto vento gelido che mi fa accapponare la
persa e bla bla bla… quattro centinaia di sperassi, ironico, affascinante, anche se pelle, è buio. Meno male, così mi
parole che lo aiutassero a credere che un po’ maldestro… nel salire in auto ha risparmio il monastero!
aveva un motivo valido per salire sulla fatto cadere tutte le cose che erano
macchina di una sconosciuta, che non appoggiate sul cruscotto, e poi non - senti, hai un posto per dormire
fosse solo la voglia di una facile smette un secondo di acciambellarsi sul stanotte?? L’unica pensione che c’è qui,
avventura. sedile, si sposta in continuazione, dubito che ti farà entrare a quest’ora.
ondeggia, si calma un po’ ma solo per - veramente no, speravo di arrivare
Adesso la faccio penare un po’… ma ricominciare. È buffo osservare i sui prima ma mi sono persa parecchie volte
guarda là, ha acceso le quattro frecce movimenti, ogni volta che sente lo lungo la strada. Acc’! Comunque c’è
per farsi notare! Ma che tipa! Mi chiede sguardo fermarsi su di lui, si emoziona e sempre la macchina! –
se conosco Mandello?? Ma io ci abito si rimette in moto… finirà per straziarsi le - SCHERZI?? Così domani ti ritroviamo
là… cazzo, bella coincidenza, così per mani, manco fossi la sua psicanalista! In ibernata!! Dai, sali. Mi aiuti a preparare
stasera evito di prendere il treno. A fondo in queste cose gli uomini sono la cena anche per lui e poi dormi da me.
guardarla da vicino è ancora meglio. Sì, sempre un po’ goffi, no? Accendo lo Hai visto?? È riccio o no??
niente treno e magari succede pure stereo; la strada sembra così monotona, - Hai ragione, è ricciuto sul serio e
qualcosa in più. Con questi tempi di la prima stazione su cui mi fermo sta questa pelliccia strana sembra una
magra, un’avventura non si rifiuta trasmettendo Love will tear us apart , che macedonia fatta con gli avanzi di chissà
mai!!!!! vorrei durasse per sempre… quali altri animali! Però è carino! Sì,
bellamente-strambo!!-
- … e oltre… -

37
Progetto Babele DUE

Saliamo a casa sua. È divertente vedere mostrandomi la scarna essenzialità del elettrica, non vorrei farmi anche io un
che la scelta dei libri che sono sullo suo corpo senza protezioni. Lascio brutto scherzo come questo! Poi mi
scaffale è molto simile alla mia. Lo scivolare il braccio verso l’esterno, poi alzo, do un’occhiata intorno, mi
stesso vale anche per le videocassette verso il pavimento ma è ancora troppo piacerebbe prendere qualcosa. Apro
à LE STESSE! distante. Adesso gli sono sopra con le l’armadio e noto una piccola scatola
WoW! gambe lo stringo, mentre affonda dentro nera col coperchio rosso, la apro,
Varrebbe quasi la pena fermarsi a me gentile, come se non conoscesse nasconde una biglia. Andrà bene.
riflettere un po’… ma poi, per trovar altro modo che questo per carezzarci Scelgo attentamente un cd, ho voglia di
cosa?? Solo che, per l’ennesima volta, il l’anima, come se il sesso fosse solo, e musica, è stata una giornata pesante.
mio autolesionismo mi spinge a credere davvero, fusione del prematuramente Poi inizio a rivestitimi. Mi allaccio gli
che qualcuno possa davvero essere in diviso. Premo il mio corpo contro il suo anfibi, sollevo con due dita il rubino,
sintonia con me, col mio ego stravolto quando sento le sue mani scivolarmi avanzo della maschera del suo viso, e
come il lembo strappato di una vita che lungo la schiena, scendere in fondo per mi avvicino alla cucina.
ormai non mi appartiene più. accompagnare, favorire e sostenere il Spengo il grill, acceso per tenere in
climax dell’amplesso. Lo guardo, e caldo quello che aveva preparato. Cerco
Dice che abbiamo gli stessi oggetti in scopro di aver perso ogni aderenza col una padella, una di quelle piccole
casa, e credo che sia pure vero. Nella reale, di aver dimenticato ogni cosa di potrebbe bastare ma non la trovo,
macchina c’erano un paio di libri che ho me, di aver scordato tutto, ogni singola ripiego su una più capiente, e le forbici,
anche io e che non tutti leggerebbero! molecola di ciò che ci circonda. Nella mi servono le forbici. Faccio a piccoli
Però, non male! Che LUSS… URIA! ’Sta mente la vaghezza dell’atipico desiderio pezzi la carne che tengo in mano e la
qua comincia a piacermi sul serio! Ci di c(r)edere, a lui. Allora il busto eretto scotto nella padella che ho già
parlerei per ore, ci si parla da dio… non piano scende, e nella discesa raggiungo appoggiato sul fornello, prima di
ci sono cAZzI!!!!! il mio scopo. passarla in una ciotola e metterla ai
piedi del forno. Mentre esco per
Mentre si cambia nel bagno accarezzo Un’intimità così profonda che pare guadagnare le scale, il gatto mi scivola
la mia borsa di cuoio, è pesante, lo so dettata da qualcos’altro. Persino i capelli fra le gambe, attirato dall’odore del cibo.
bene. Custodisce solo oggetti, i collaborano, scendono a farci da sipario, Finalmente,… ecco la cena.
documenti preferisco lasciarli in a ripararci dal mondo. Mi piace. Mi
macchina. L’avvicino ai piedi del letto e perdo completamente e mi faccio © Roberta Mochi
la lascio scivolare sul pavimento, portare via.
nascondendola sotto le coperte. - ma tu mi ami?-
- amo la possibilità di non essere più
NOVITA’IN LIBRERIA
Finalmente ho tolto le lenti! Dodici ore sola, e tu mi ami?-
che le portavo, ho i bulbi oculari che - ti amo, perché mi fai sognare. Vorrei
friggono! Mi gioco l’ultima carta che piovesse adesso, piovesse viola-
(vincente), e le preparo una cena con I VOLTI DELL’IGNOTO
cui me la infilo nel letto in quarantasette Piovesse viola? Sarebbe bello sentirsi Di Emiliano Maramonte
nanosecondi! Inforco gli occhiali, se li solcare la pelle da lacrime di un intenso
trovo! Niente da fare, vaaaabe’, mi ‘lacca solferino’ e sull’asfalto vedere
tengo la nebbia, tanto conosco la cucina pozze compatte mostrare solo la persa
come le mie tasche… Ma, cazzo fa? ansietà di specchianti violacei. Chissà,
Certo che è strana. magari un giorno succederà davvero, un
- ma cosa stai attaccando alla presa giorno che non è oggi. Ma l’amore nei
vicina al letto? Un asciugacapelli? suoi occhi ha preso la forma banale
Guarda che ce n’è uno in bagno! Strana della proiezione violenta della propria
che sei, prenotare un posto dove esigenza di sostegno affettivo. E già
dormire no, ma l’asciugacapelli sì! l’aria mi si fa sudicia e non riesco più a
Boh!!!! – respirare. Non posso più aspettare.
Devo farlo adesso. Afferro l’impugnatura
Lui, deve aver finito di cucinare, perché e schiaccio il bottone, l’urlo del trapano,
mi si avvicina con occhi languidi che ora, è agghiacciante. La faccia stupita di
pare vogliano dire che la serata sta lui mi toglie il fiato.
prendendo una piega particolarmente
calda. Sai che palle! Ho sempre odiato ma che cazzo è?? oHH, ma questa è
gli approcci maschili… a volte sono pazza!
tremendamente ridicoli! Spesso penso
che sarebbe più conveniente/dignitoso La punta che gira gira
che evitassero certi preamboli. giragiraaaaAAAAARRRRRRRRRRRRR
RRRGHHHHHHHHHHHHH! Edizioni Il Foglio
Cena pronta, ecco. Mi avvicino, si vede Collana Autori Contemporanei
che è già su di giri. Ho visto in un film la protagonista 70 pp 5 euro
succhiare l’occhio di un cadavere, ma in
Si siede al mio fianco sul letto e intanto effetti, nel mio caso, non è rimasto molto Seconda edizione riveduta e
le sue dita ancora gelide di acqua da spillare; il mandrino ha dovuto fare ampliata di un libro che ha avuto un
corrente si appoggiano sul mio viso per ben pochi giri prima che la punta di buon successo. Nove storie del
succhiarmi via un bacio; la mia mano metallo raggiungesse con efficacia la brivido scritte con uno stile originale
arranca ai piedi del letto, cercando di zona più molle del cranio. Parte del viso ma sulla falsariga delle atmosfere di
afferrare qualcosa che da questa è schizzata in aria, affrescando di king e Koontz. Un libro che non vi
posizione è troppo lontano, la presa mi macchie scure la parete; a ben farà dormire sonni tranquilli. Per gli
sfugge. Cazzo! Devo provare a guardare, il resto ha l’aspetto di un pollo amanti del brivido.
spostarmi senza che se ne accorga. disossato. Uno zigomo nudo scintilla di
Così, dolcemente addosso la mia fronte sieri giallognoli e sangue rappreso. Un
alla sua e carezzo la sua testa con la brandello polposo di pelle è fioccato sul
mia. Lui mollemente si posa e io mi letto. Lo sfioro e percepisco la poltiglia Richiedetene una copia a:
lascio guidare dall’inerzia fino a sentire il vischiosa sotto le dita ancora bagnata di IL FOGLIO LETTERARIO
via Boccioni 28 - 57025 PIOMBINO (LI)
fresco delle lenzuola avvolgermi la un’umidità calda.
e-mail: ilfoglio@infol.it
schiena, che nuda si è sciolta dal Allungo una mano per staccare la spina
vincolo sociale degli abiti. Mi segue del trapano dalla presa della corrente

38
Progetto Babele DUE

INQUADRATURE a cura di Rocco Chimera

CROCE ARMONIA, Il pittore della Solfara.


Se non fosse stato per il mio incontro La Calatura (60x80 olio su tela ) triste salario a quei disgraziati che
con il maestro Croce Armonia, avvenuto faticavano laggiù, esposti
nel 1995, non avrei mai conosciuto la continuamente alla morte?… … Guerra,
“Solfara”, ovvero la miniera da dove si dunque, odio, fame e miseria per tutti:
estraeva lo zolfo, così come la conosco per i produttori, per i picconieri, per quei
adesso. E dire che Butera, il mio paese poveri ragazzi oppressi, schiacciati da
natio, si trova ad un tiro di schioppo un carico superiore alle loro forze su e
dalla più grande Solfara di tutti i tempi: giù per le gallerie e le scale della buca.”
quella Trabia – Tallarita che tra Riesi e La morte, sempre lei!, solo una
Sommatino, conobbe miseria, nobiltà e compagna al desco degli zolfatari, e
decadenza degne di essere raccontate. nessuno l’aveva mai invitata. Eccola; la
Sì, perché scrivere di Croce Armonia e morte descritta nel romanzo “Cuori negli
della sua arte pittorica, è principalmente abissi” dello scrittore nisseno Nino Di
scrivere della miniera e della sua gente: Maria, da dove, tra l’altro, Pietro Germi
gli zolfatari. ha tratto il film “ Il Cammino della
Mi sovvengono le letture di Leonardo Speranza”:
Sciascia : “ … … in quell’universo chiuso, “… ..i figli cercavano i padri che poco
quale era il mondo contadino della prima avevano lavorato con loro, ed i
Sicilia feudale, lo zolfataro è entrato piccoli, avvelenati dal venefico fumo,
come un personaggio demoniaco: era cadevano morti o svenuti lungo la
un uomo diverso, privo del tradizionale galleria, ed i padri gridavano anch’essi,
senso della roba e del denaro, che cercavano i figli che avevano lavorato
sensali della miniera. Questo perché la
rischiava la vita ogni giorno là sotto… ” con loro poco prima. Gli uomini, come
fame è fame, e non c’è nulla peggiore
Questo passo è importantissimo per una torma di furie, correvano, nel buio,
della fame, e chi non ha mai provato
capire. Avere la roba è stato sempre urtavano contro le pareti rocciose,
cosa è la fame non potrà mai capire di
quel quid che fa parte della nostra contro i carrelli vuoti, cadevano… .. per
cosa siano capaci gli uomini che invece
natura di buoni siciliani, un retaggio non rialzarsi più.”
ne hanno sofferto. Per tale motivo i
culturale, così come il don Mazzarò Forse la fantasia dello scrittore può
Carusi venivano impegnati nella miniera.
verghiano, possessore di muli, terreni, dimostrarsi romantica nella descrizione
Il loro compito era di portare la ganga,
case. Non avere niente, non avere la dello scoppio di un tunnel e della morte;
quell’impasto di terra, roccia e zolfo,
roba, equivale a non essere null’altro forse può rendere meglio il rapporto
dentro una cesta di giunco ( u stirriaturi)
che aranci nterra. Lo integrale redatto da tale ingegnere
sopra in superficie, dove c’era l’Arditore,
zolfataro(Surfararu)era uno che Giorgio Marsicano, direttore della
colui che era addetto a cuocere la
possedeva la sua sola esistenza. Trabia, per lo scoppio avvenuto il 20
ganga nelle calcherelle e,in epoca più
Quando a partire dal 1800 l’estrazione Agosto, non importa l’anno:
tarda, calcheroni, per ricavarvici lo zolfo.
dello zolfo iniziò a trasformarsi da “ … ..poco dopo le 14,30 l’ing. Catalano
Su è giù per i cunicoli, dunque, una,
artigianale ad industriale, decine di si avviò verso Trabia con l’intesa che a
due, cento volte al giorno. Erano a
contadini “senza terra”, giornatari, morti breve distanza io l’avrei seguito
disposizione dei Picconieri (Pirriatura),
di fame e famiglie intere derelitte all’interno. Poco dopo le 15,00 mi
gli uomini che con la forza delle braccia
pensarono bene di andare a telefonarono che erano stati avvertiti
e del piccone scavavano la roccia, colpo
guadagnarsi il pane nella Solfara. alcuni scoppi provenienti dall’interno, di
su colpo, ora per ora. Ogni picconiere
La Solfara nasceva piano, piano: prima cui uno almeno di preoccupante
aveva a disposizione due o più Carusi a
con la trivellazione del pozzo e la intensità… ..Mi recai al pozzo Vittorio, ivi
cui riempire le ceste di ganga;
costruzione di vie d’accesso; mano, raggiunto dal perito minerario Filippo
bisognava avere occhio, anche se il
mano si procedeva alla costruzione Maira e poi dal sorvegliante Giuliana
lavoro era stato preso a cottimo e si ci
delle gallerie o livelli che servivano per Salvatore e dall’aiuto Ferraro Luigi.
doveva sbrigare, ai più piccoli dagli otto
procedere allo sfruttamento del Decidemmo di scendere
ai quattordici anni caricare fino a 20,
giacimento. Più si andava avanti, più si immediatamente … .In quel mentre la
massimo 30 chili, ai più grandi fino a 40
puntellavano gallerie e livelli, più si campana a strappo del pozzo Principe
chili di ganga. I Carusi imparavano
scendeva sotto terra; così se il I° livello risuonava, disposi l’immediato invio
presto a non piangere più, o piangere di
era a quaranta metri sotto il pieno della gabbia al 12° livello… .giunta la
nascosto, a lavorare decine di ore al
campo, il II° era a sessanta metri, ed gabbia a bocca di pozzo, ne estraemmo,
giorno e macinare chilometri in questo
ogni livello a 15 – 20 metri sotto il sorreggendoli, il sorvegliante Seggio
salire, scendere e ridiscendere per le
precedente, sempre più giù dentro le Rosario ed il conduttore Galifi Gaetano
gallerie; imparavano presto a vedere i
viscere della terra. Ho visto una mappa sanguinanti … .. ci affrettammo allora,
loro corpi sformarsi: gambe arcuate,
dell’Ente Minerario di Caltanissetta che presaghi di una grave sciagura, a
sbilenche, ginocchia grossi e deformi in
riguardava la miniera Trabia – Tallarita, discendere il sotterraneo, dopo 20
contrasto alle loro esili figure. Ma la
dove ho contato almeno 22 livelli. Mi minuti circa dall’esplosione. All’interno,
miniera se li mangiava, d’altronde la
sono impressionato. Ho cercato di lungo il traverso banco del 14° livello,
miniera si mangiava tutti, anche i
immaginare questo mondo, così come inoltrandoci verso il pozzo Scordia,
produttori. Luigi Pirandello, la cui
doveva essere, così come ne ho letto, scoprimmo i primi cadaveri. Si era
famiglia visse per lo zolfo e con lo zolfo,
così come mi hanno testimoniato. prodotta una frana lungo la galleria ma il
ha parole tenere per loro: “ … .chi erano,
Doveva essere un mondo a parte, dove transito era ancora possibile. La
infatti, per la maggior parte i produttori
all’interno dell’ignoto maturavano i oltrepassammo alla ricerca dei
di zolfo? Poveri diavoli, senza il becco
“Vinti” e le loro miserrime gerarchie: vivi.… Curto Giuseppe fu trovato
d’un quattrino, costretti a procacciarsi i
Picconieri, Vagonari ed i “Carusi”. Una morente nella traversa che collega il
mezzi, per coltivare la zolfara presa in
pagina cruda della storia siciliana. I traverso banco del 14° livello alla testa
affitto, dai mercanti dello zolfo delle
Bambini! Caruso in dialetto significa di via Operai. Ritrovammo, poi a breve
marine che li assoggettavano ad altre
Bambino. Quei piccolo essere che distanza, il cadavere ustionato
soperchierie. Tirati i conti che cosa
all’età di otto, nove anni venivano portati dell’ingegnere Catalano e del capo
restava dunque ai produttori? E come
dai loro padri, o nei casi della peggiore pozzo Amato Ignazio. Nella stessa sera
avrebbero potuto dare, essi un men che
miseria, venduti dalle loro famiglie ai

39
Progetto Babele DUE

Spossatezza ( 1990 ) – 50x60 descrive una delle tante Giovanni Verga: CHI E’?
“ … … . vi si scende con una scala stretta
dai gradini enormi e diseguali, in pozzi Il maestro Croce Armonia il pittore
scavati proprio nello zolfo … .Si soffoca delle miniere, è nato in Sicilia nel
e si rimane come asfissiati dalle 1949, ha vissuto dal 1966 al 1977 a
emanazioni solforose e dall’orribile Zurigo e dal 1978 al 1985 a Genova.
calore di stufa che fa palpitare il cuore e
ricopre la pelle di sudore … ..” Continua ad operare anche negli
La Calatura era la discesa negli inferi, studi di San Juan de Alicante
ed una volta lì, nelle viscere della terra, (Spagna) e di Mannerdof (Svizzera)
l’esistenza dello zolfataro diventa oltre che in Sicilia.
indefinita, senza alcuna distinzione tra E' membro dell'Accademia delle Arti
Carusi, Vagonari, Picconieri: I Vinti, gli delle Incisioni di Pisa, dell'Università
uomini veri, così omaggiati da Anna Popolare Sestrese (Genova),
Mazzei in questa struggente lirica. dell'Accademia Tiberina di Roma .
Uomini veri Ha allestito grandi mostre in Italia ed
camminano all'estero per far conoscere la realtà
in punta di piedi storico-mineraria della propria terra.
oltrepassano Ricordiamo tra le più importanti :
del 20 il recupero delle salme fu specchi fatati Caltanissetta (1966, nel Palazzo del
ultimato.” e labirinti di pietra, Carmine per la 4 rassegna
Un rapporto poco poetico, troppe volte sui loro passi internazionale di arte contemporanea.
redatto nei diversi luoghi di Sicilia dove nascono fiori perenni Altre mostre nella stessa città nel
esistevano le Solfare. Come si fa a non dal tenue costante profumo. 1988,1989,1991,1993,94,95,97),
tenere conto delle morti nelle Solfare? Non si voltano indietro Meilen - Zurigo (1968 Centro
Tanti: 89 zolfatari morirono a Cozzodisi e non hanno timore; culturale italiano.), Basel (CH) 1971
e Serralunga di Casteltermini nel 1916 piano piano Kunstmuseum Arte Italiana
per uno scoppio di grisoù, 68 nella nel mondo Contemporanea, Genova 1978
Solfara Virdilio di Campobello di Licata diventano eco Archivio Artisti Liguri, Roma (1980
nel 1886 per un crollo, 65 a Gessolungo diventano voce Pala Eur - Mostra Nazionale
nella mia provincia di Caltanissetta nel diventano tuono. dell'Amicizia), Tokio-Kioto (1982
1881, sempre a Caltanissetta si ebbero Vinceranno Maestri italiani del disegno e della
41 morti a per asfissia nella Solfara un giorno grafica contemporanea Arai Gallery,
Iuncio Tuminelli e 40 in quella di gli uomini veri? Bruxelles (1984 Centre International
Trabonella nel 1911, dopo che anni Rogier), Madrid (1985 Palacio de
prima, nel 1867 ne erano morti 30 in un Gli zolfatari non hanno vinto mai, Cristal), New York ( 1985 Coliseum "
incendio. Un elenco sterminato: 39 morti saranno solo ricordati, da chi come Artexpo NY") ed ancora la Mostra
nel 1883 nella Solfara Grande di Croce Armonia, girando tutto il mondo, itinerante in Francia nel 1987 a
Sommatino, 37 morti alla Solfara ha dedicato la sua tavolozza “torrida e Fontaine, Grenoble, Rives, Crolles
FratePaolo di Casteltermini nel 1897, 35 misteriosa” alle loro storie, ai loro visi onde poi ritornare a Grenoble nel
annegati alla Grasta di Caltanissetta nel che non sono mai ben definiti, che sono 1994 e nel 1998, sino ad arrivare alle
1863, 28 a San Giovannello nel 1913; e tutti e tutto: uno, nessuno, centomila, più recenti in Sicilia ( Messina,
taciamo degli altri della Solfara confusi dentro la Solfara, pane e morte; Catania, Taormina)tra le quali quella
Grottacalda di Piazza Armerina, della innalzandone quel monumento notevolissima del museo minerario di
Colle Fridi di Lercara, della Falsirotto di indelebile alla memoria di chi è rimasto, Floristella prima nel 1996 poi nel
Favara, della Solfare Panche di Assoro. di chi non ha mai saputo, delle nuove 1998, in un percorso che erge il
E’ il tremendo bollettino di una generazioni, affinchè non dimentichino pittore Croce Armonia a capo-scuola
ecatombe silenziosa e continua. Un quali sacrifici disumani fecero un tempo i di una corrente artistica etnico -
inferno, un vero e proprio inferno di loro padri, adesso che tutto è finito e sociale custode dell'identità delle
morte e di dannati. Ricordo una serie di che, come recita una poesia del nostre radici per sempre.
dipinti del maestro Armonia, di qualche compianto Attilio Colombo: “ … . laggiù
anno fa, e diciamo pure la verità: nella miniera è scoppiato il silenzio.”
irripetibili; che superano tutti il metro di
dimensione, dove ebbe a trasportare, in Rocco Chimera
una stupefacente tavolozza gialla, in roccochimera@yahoo.it
maniera metaforica, i suoi zolfatari nei
gironi di quell’Inferno dantesco ove i
dannati che caricavano pietre vengono BOOK REVIEWS a cura di Stefano Lorefice
assimilati ai “Carusi” della pirrera con le
ceste di vimini, cariche di ganga, sulle Siamo spiacenti di... Dino Buzzati
spalle. Oscar Mondadori – 240 pp
“ La giornata del minatore – scrive in Un grande,inutile presentarlo,potrei finire qui.
Unico, le sue capacità di sintetizzare,di arricchire il
quell’occasione Maria Teresa lettore, di stupire sono impressionanti.
Prestigiacomo, noto critico d’arte e Ho scoperto Buzzati con la “Boutique del Mistero” ed in
giornalista, - si confonde con la profonda Siamo spiacenti di ho trovato un libro stupendo.Uno
Valle infernale di “ Caron dimonio con stile secco, arguto, tagliente, sfrontato, lucido,
occhi di Bragia” e la miniera è profonda irriverente, in una parola geniale.
voragine fumosa di zolfo, ove si respira Riesce a tirar fuori l’anima da piccole cose, dipingendo
un’atmosfera immobile tenebrosa: la realtà per quella che è. Malinconia, amore,amarezza,
in un caleidoscopio in multicolore rotazione.
un’aura morta che non vede mai luce, L’arte di parlare di cose normali eppure strane, l’arte di
dove l’unico bagliore emana olezzo di parlare di cose strane eppure normali.
morte.” Uno scrittore veramente contro, lucidamente schierato
Dico che se vengono solo i brividi ad contro le assurdità accettate da tutti.
Racconti brevissimi, che lasciano il segno, un libro che
Dino Buzzati
evocare queste immagini, scrivo che
questo Inferno inizia già al momento smaschera tutte le ipocrisie. 1906 - 1972
Filastrocche bislacche, per chi ancora crede che gli
dell’arrivo al cantiere e della discesa
artisti, quelli veri, abbiano il potere di cambiare le cose.
nelle gallerie: “La Calatura”. Così ne

40
Progetto Babele DUE

Un racconto di CARLO SANTULLI

Musica per caciucco


“Perché, vede, caro signore, i cannelloni devono la vita ad una geniale intuizione, molto vicina all’intuizione
poetica. Peraltro, ha notato quanto sia determinante il tipo di alimentazione nella sto ria della letteratura? “.

- Poesie non le vuole più nessuno - direttamente dalle sapidità della cucina
rifletté Alfredo guardandosi intorno - emiliana? “
Guarda appunto su questa bancarella Gli piaceva ‘giocondità cruenta’!
quanti libri di poesia, sporchi, macilenti, Rendeva l’idea di un signore
misti tra i breviari d’astrologia e gli rinascimentale, di un Este o di un
incunaboli di cucina malese: ‘Odi Gonzaga, che assisteva attraverso le
barbare’, ‘Oroscopi per tutti’ e... parole del poeta a battaglie sanguinose,
‘Cinquanta risotti’. Un’indigestione, un ma tranquillo nel suo salotto e
picnic alle rive del Clitunno sotto le circondato da amici fidati, sorseggiando
stelle... Ancora però manca un un vino leggero. Voleva citare anche la
ingrediente... Ah no, eccolo... quello che salama da sugo, ma non trovò
ti guarda le spalle a tutte le mostre del l’aggancio giusto. Comunque, l’altro era
libro. Non cerca niente né ha interessi allo stremo, si vedeva, ed azzardò
particolari, fuor di quelli che hai anche soltanto a replicare con un sorrisetto che
tu. E te li succhia, questi interessi, come voleva essere ironico, ma probabilmente
il sangue, la linfa, la vita! Già, ecco era sconsolato: “ Non mi dirà che anche
appunto la ‘Vita nova’ accanto alla la musica? “
’Cucina vegetariana’... Utile per far stare “ Ma certo! “ lo incalzò Alfredo “ Non
Beatrice a dieta, evidentemente -.. sente il caciucco nel “Marat” ?! Altro che
Alfredo sorrise, prese la ‘Vita nova’, ed giacobini! “.
incominciò a percorrerlo a zigzag, Era giacobino, Marat? Boh, al momento
aprendolo appena con due dita. Era Luisa Sarasini foto di Alex Fava non se lo ricordava. E in ogni caso
un’edizione rilegata in pelle, con le Per gentile concessione della modella quell’opera lì con Marat c’entrava fino ad
lettere d’oro un po’ sbiadite sul un certo punto, però Mascagni e
frontespizio. Come si aspettava, l’altro Non gli interessava difatti, ma caciucco, che accoppiata, eh? Aveva
prese la ‘Cucina vegetariana’ e prese ugualmente, per educazione, gli rispose, stravinto almeno per due motivi, primo
avidamente a sfogliarlo, fino a fermarsi camuffandosi abilmente dietro i suoi perché il baffetto non aveva speranze di
su una minestra di farro, e nel frattempo baffi (- Ecco un tipo perfetto coi baffi, replica, e secondo, perché poteva tirare
sbirciando quello che Alfredo leggeva, sono proprio questi che gli danno la innanzi all’infinito in quel modo. Ah, ci
come se dall’altana della sua fronte terza dimensione, la profondità, sembra avrebbe pensato ben bene il pusillanime
aggrottata potesse scorgerne i pensieri. una caffettiera in effetti -): “ Ma no, mi a leggergli di dietro un’altra volta.
- Ora faccio una prova- pensò e, lasciata interessa eccome “. Tirò avanti ancora per un po’, come
la ‘Vita nova’al suo destino, afferrò con “Perché, vede, caro signore, i cannelloni riflettendo, afferrando un libro via l’altro
due mani la pesantissima ‘Astrologia devono la vita ad una geniale intuizione, e sprizzando metafore ed accostamenti,
cinese divulgata’; l’altro, senza molto vicina all’intuizione poetica. e affastellando nomi e fatti alla rinfusa,
scomporsi minimamente, avanzata la Peraltro, ha notato quanto sia quando si accorse che una terza
sua minestra, si immerse nella lettura determinante il tipo di alimentazione persona li guardava. Era una ragazza
dantesca, sempre molto attento alle nella storia della letteratura? “. coi capelli lunghi, forse carina (non
scelte di Alfredo ed ai suoi sentimenti. E, come dopo un’affermazione un po’ diede importanza alla cosa lì per lì, era il
- E’ chiaro, proprio evidente! Questo pesante, Alfredo pensò bene di tacere suo sguardo penetrante che temeva,
succhiaruote non ha altro da fare, sarà un attimo per osservare l’effetto anche di sbieco). Alfredo volse gli occhi
entrato qui perché fuori piove a dirotto... sull’ascoltatore. Riprese dopo qualche appena un attimo verso di lei, come per
-. istante: “ A parte il caso... dei ghiottoni saggiare la consistenza di
Lo affrontò con decisione: più noti della nostra letteratura, come quell’improvvisa rivelazione. La ragazza
“Commovente, vero?” Giacomo Leopardi... “. sorrise, un po’ impacciata. Poi si
“Prego? “ - Arrossisce! Sono riuscito a farlo avvicinò, e gli tese una mano, che
“ Dico, non é commovente che delle arrossire! Tra un po’ ammetterà che é Alfredo afferrò più come una zavorra,
poesie d’amore scritte tanti secoli fa uno di quelli che vanno in giro per le che come un salvagente, e dovette così
destino ancor oggi il nostro interesse? “ fiere dei libri a metà prezzo a sbirciare mollare il baffetto che, pur rimanendo in
“Beh, sì, forse “ gli altri, a frugargli nell’intimo...nell’anima zona, riprese visibilmente colore.
“ E non trova anche lei che certe cose si !- “ Professore, mi sono permessa di
esprimono ancor oggi allo stesso modo? Il suo pensiero si stava infervorando, ma ascoltare quello che diceva col signore
Eppure, oggi tante cose sono diverse. Il apparentemente Alfredo era sereno, qui, é molto interessante, davvero “. Il
nostro secolo ha creato i calcolatori olimpico, tranquillissimo. “ E se pensa baffetto si ringalluzzì alquanto,
elettronici, i viaggi interplanetari, la poi a quanto una certa cucina regionale sentendosi chiamare ‘signore’ in un
televisione...i cannelloni “ influenza le belle lettere qui da noi. Non contesto non aziendale, che cioè non
“Come dice? “ voglio dire certo che la ‘Commedia’ di implicava, una volta tanto, il non
“ Proprio così: i cannelloni, un tipo di Dante sappia di ribollita o di pici alla conseguimento di una qualsivoglia
pasta ripiena. Conosce ? “ contadina “. laurea, e per di più associato con uno
“Sì, senz’altro...ma non pensavo... “ Sentì che il baffetto condivideva che, benché lo avesse annoiato
“ Vede: le grandi intuizioni passano nell’intimo, pur continuando a cercare (e mortalmente, era pur sempre,
sempre inosservate ! Ma forse é il caso non trovandola!) una via per uscire da evidentemente, un professore. Si
che mi presenti. Sono il professor quell’incomodo. vedeva che pensava, se possibile, di
Alfredo...Binelli “, l’altro non si accorse “ Certo il sapore, l’aroma del pesto é pur dare un seguito all’interesse di quella
della pausa e spalancò due occhi un po’ presente nella macchia mediterranea gentile signorina.
tediati, “ insegno storia della poesia di Sbarbaro e Montale! E mi La ragazza si chiamava Sara e dopo
dell’alimentazione all’Università, ma vorrà forse negare che il sanguigno di qualche frase di assaggio attaccò
forse non le interessa “. Ariosto, quella giocondità cruenta delle Alfredo frontalmente; studiava lettere,
vicende di Orlando, non venga era appassionata di musica classica ed

41
Progetto Babele DUE

in particolare d’opera: “ Oh, i cori del


‘Marat’! “ sospirò “ certo che sanno di PAUSA di Giuseppe Al Khougia
mare, il mare di Livorno “ e giù il
Lungomare, l’Ardenza, il Cisternone e - Ci siamo separati signore. - Per così dire, deve
via di seguito, fino all’approdo che - Come mai? ancora nascere la
Alfredo vide inevitabile solo al momento - Voleva comandare su di me, e di riflesso donna capace di
in cui gli si parò davanti, troppo tardi per anche su di lei signore. Le faentine sono mettermi i piedi in testa.
costruite in serie, questa non faceva Sono fatte con lo stesso stampo, ma devono
schivare l’impatto: una tesi su Caproni. eccezione, pensano di essere tutte più fare i conti con noi, se credono di poterci
Il baffetto cominciò a pensare (a parte i intelligenti di noi, più colte di noi, o per lo mettere i piedi in testa, per altro sguarnite di
caproni che, non si sa a quale proposito, meno più sapienti di noi, e in definitiva di qualsiasi argomento valido.
la ragazza aveva tirato fuori) che queste essere più autorevoli di noi. Si tratta di una - Non le ha parlato della cattiveria?
sublimi verità, perché di ciò doveva situazione assurda e a un tempo comica. - Gliene ho parlato prima che si arrivasse a
trattarsi, specie soppesando - Le ha parlato del libro? parlare della letteratura, o meglio dei miei
brevemente l’aspetto di Sara, che non - Naturalmente tutto ha avuto inizio con il libro rapporti con la letteratura. Le ho detto che la
- certo che gliene ho parlato, che mi ha detto mia lucidità mi incattivisce, poi le ho detto che
era niente male...era tanto meglio che soffro di un complesso di inferiorità nei amo solo me stesso.
sentirle enunciare da lei, che da un confronti della letteratura, il risultato dei miei - Come ha reagito?
professore bisbetico ed un po’svampito. discorsi è stato questo, ovviamente lei non sa - Mi ha proposto di bere, ma io le ho risposto
Ma come aveva fatto a non accorgersi di che cosa sia il complesso di inferiorità, e, quel che preferisco la mia sobrietà assoluta,
questo “marà”: doveva avere a che fare che è più grave, che cosa sia la letteratura, quando mi basta prendere un respiro per
col mare, giusto, come diceva Sara. ma, per presunzione, una presunzione che sentire la vita bruciare dentro di me e la forza
sconfina visibilmente nell’illusione, si sente in di una fiamma malvagia che brucia dentro di
“ Ora mi manca qualche esame, ma
diritto di insegnare quali relazioni intercorrano me. L’ossigeno è la vita signore, non ci
vorrei una tesi che mi lanciasse, tra noi e la letteratura – lei non conosce il mio occorre altro che dell’ossigeno per bruciare la
capisce, professore? E lei non ha lavori lavoro, come non conosce il mio datore di vita che turbina dentro di noi. Ovviamente,
su questi argomenti di cui parlava “. lavoro e tuttavia si sente perfettamente in siamo molto critici, fino alla crudeltà, e fino alla
Alfredo divenne di brace. Balbettò diritto di pontificare su di me e sul mio datore cativeria, ma questo che significa?
qualcosa: - Mah, io, sì, in effetti, non per di lavoro, insomma su di noi - per altro avevo - Non significa niente.
ora, per ora mi occupo d’altro, ma...- e intuito da tempo che la sua idea di me è che - Se mi è consentito di correggerla signore,
cercava con la coda dell’occhio, sia uno scrittore fallito, ovvero uno scrittore significa che il nostro genio non è mai a
velleitario, cioè un semplice velleitario che si riposo. In effetti, nelle ultime settimane non
appoggiandosi al bancone dei libri di illude di essere uno scrittore. Se noi ci riposo come dovrei, sia che riesca a dormire
cucina e di poesia, una via di fuga. Fu illudiamo di essere scrittorie, lei si illude di un numero di ore sufficienti, sia, come è più
allora che scorse dall’altra parte del essere donna. comune, che non riesca a dormire un numero
tendone gli occhi di Francesca che lo - Ma le ha parlato il nostro libro? di ore sufficienti, non sono mai riposato, ma
cercavano. Si finse infastidito. - Signore, gliene ho parlato nella misura in cui sono sempre esausto, quando esco dal letto e
“ Oh, che noia, la mia assistente, anche è possibile parlare del progetto di un’opera a muovo i primi passi per raggiungere la cucina,
qui! Devo andare, mi spiace “. Riprese chi si illude che un’opera letteraria possa o per raggiungere il bagno, sono distrutto. La
essere progettata come un intervento statale, sensazione è quella di una catastrofe che si
la mano di Sara con forza ben diversa, e a chi non capisce che l’assenza di qualsiasi sia abbattuta su di me in qualche modo, ma il
poi si allontanò di qualche passo e progetto è la garanzia formidabile della mio sospetto è che proprio la rimozione di
continuò: “ Venga a parlare con me in creazione di un’opera, come per altro uno questa catastrofe non mi permetta di
dipartimento “. stato non è in grado di produrre. In effetti riposare, la mia idea è che se riuscissi ad
Fece ancora un po’di strada e ripeté: “ signore, non le ho mai parlato del libro fatto assorbire il centro di questa catastrofe riuscirei
L’aspetto, eh? “ solo di insulti, tuttavia mi sono ritrovato nella a riposare, è come se il sonno fosse incapace
spiacevole condizione di essere costretto a di raggiungere veramente il mio centro e che
- Capace che c’é qualche mio omonimo
rinvenirne in buon numero, per semplice nel sonno continuassi a lavorare contro il
- pensava Alfredo - Tanto, dal tipo che amore di verità, per esempio le ho detto che è sonno e a mantenermi in uno stato di veglia
é, passerà al setaccio tutti i dipartimenti mediocre, per semplice amore di verità, terrorizzato dall’incontro col mio stesso centro.
e gli istituti d’Italia per trovarmi. Ma mentre le ho detto che sono geniale, a questo E’come una pena sempre al lavoro.
secondo me al baffetto gli dà buca -. punto mi ha detto di chiudere la mia bocca, - Si potrebbe anche dire che è come una
Arrivò finalmente da Francesca. “ Hai così le ho risposto che avrebbe dovuto aprire penna sempre al lavoro.
incontrato qualcuno? “ la sua testa, lei ha replicato di sentirsi -Infatti, il suo gioco di parole non è insultante,
“ No, nessuno. Un seccatore, uno di insultata, anche se non ha usato questi perché questa pena ragiona e questo
termini, perché la mia espressione aprire la pensiero scrive.
quelli che non fanno che attaccar testa ha detto, significava che aveva una - E’esatto. Avevo ragione, non abbiamo alcun
bottone. Mi ha coinvolto in una mente ristretta, infatti ho confermato che la bisogno di fabbricare un libro fatto solo di
discussione sui libri di cucina che non sua mente è ristretta, poi ho specificato che si insulti per oltragiare un pubblico, è sufficiente
finiva più “ trovava in condizione di inferiorità intellettuale, che portiamo alla luce la nostra pena
“ Meno male che sono arrivata, allora “ a questo punto ha perduto le staffe, intellettuale, che in effetti vive anche in piena
“ Già, meno male “ disse Alfredo, e la evidentemente avevo proferito l’insulto più luce, il nostro scontento paranoico, che è la
prese sottobraccio. intollerabile, dandomi dello stupido, sorgente della nostra efficacia critica. La
ovviamente non ho reagito, forte di una ricchezza non è sufficiente a sottrarsi agli
© Carlo Santulli consapevolezza decennale (… ) poi mi ha strali della critica. Io sono immensamente
c.santulli@rdg.ac.uk colpito con uno schiaffo. ricco, eppure ho comunque il bisogno di
- E’stato colpito? essere critico. Gli uomini non possono essere
- Sì, sono stato colpito. lasciati in pace, gli uomini devono essere
- Io non sopporto di essere colpito, in verità torturati e lo strumento di questa tortura si
Perchè t'amo e mi sfuggi, non sopporto neanche un semplice chiama critica. Cosa succederebbe se
pesce rosso di vita toccamento, quando non sia motivato da malauguratamente li lasciassimo in pace?
un’intenzione erotica, mi è sufficiente a - Per esempio, le donne si sentirebero in
umido dentro l'erba riempirmi di rabbia. diritto di metterci per così dire i piedi sulla
palpitante nel sole? - Potrei dire altrettanto, signore. In effetti ha testa. Privato di qualsiasi argine,
continuato a colpirmi, poi, non ricordo per l’antintellettualismo delle donne trionferebbe
quale ragione, passati dalla camera da letto in naturalmente, se noi smettessimo di torturarle
Perchè non ho parola soggiorno, sono stato io a colpirla, credo di con le armi della nostra critica.
dura come la pietra essermi difeso, ma di avere varcato anche il
che ti ferisca a morte? limite dell’eccesso di difesa. ( continua? )
- Immagino che in quel momento non stesse
lavorando al libro.
Così ti fermerei - Mi dispiace di contraddirla, ma anche in quel
e potrei disegnarti preciso istante non ero moltolontano dal libro,
un arabesco sul cuore. ho scoperto infatti che posso passare molte
In verità, tragedie e
ore pensando al nostro libro e che le commedie sono composte
circostanze più disagievoli non mi
Alda Merini impediscono di pensare al libro. dalle stesse lettere.
da (Folle, folle d'amore per te) - Credo che la sua fidanzata abbia cessato di
esistere. (Aristotele)

42
Progetto Babele DUE

FANTASY

Purificazione di Simone Pergoli – PRIMA PARTE


Non chiedetevi come conosco il vostro nome. Domandatevi piuttosto se non sia il caso di comprare una nuova
spada. Quel ferro vecchio non vi aiuterà dove state andando.

Destandosi, una luce innaturale gli ferì felino, una tigre , ma con la mascella la sua bava ormai mista a sangue e
gli occhi: non si trattava dei brucianti squadrata e sporgente. L’intero corpo preparandosi a schiacciarlo tra le enormi
raggi solari e nemmeno del tenue era coperto da pelo grigio, ispido e zampe anteriori. Ancora una volta però
chiarore lunare. Non riusciva ad lurido; aveva cinque dite a mani e piedi, lo superò in velocità, sollevando
identificarla ma ne era che terminavano con artigli neri, lunghi fulmineamente la spada e conficcandola
penetrato...profodamente, sin nei diversi pollici e affilati come pugnali. nella gola scoperta dell’animale che, con
recessi più bui della propria anima.Si Fissò Dwenehen con occhi giallastri, un ultimo rantolo, si abbandonò al suolo,
sentiva messo a nudo, esposto, tremendamente simili ad occhi umani, gorgogliando.
vulnerabile.Per scacciare quella poi spalancò le fauci in un ruggito, simile Sir Dwenehen si alzò e ripulì alla bell’e
spiacevole sensazione decise di alzarsi all’urlo di un uomo quando muore in meglio la spada, sconvolto dai gemiti di
in piedi, non prima però di aver teso i battaglia, mostrando così una doppia fila morte del mostro, simili al pianto di un
muscoli e sgranchito le ossa, come i di zanne gocciolanti. bambino, convinto, ormai, di non stare
felini, alle prime luci dell'alba. L’uomo si gettò di lato per evitare la sognando. Tale convinzione durò
In un primo momento gli parve di non carica dell’animale, cercando nello pochissimo. La sua attenzione fu attratta
trovarsi più nella radura in cui lui e stesso tempo di colpirlo ad un fianco. Il dall’essere che aveva appena ucciso: il
Ganeryn si erano accampati; di quel suo scatto però era stato precipitoso e si sangue scorreva copioso dalla gola
ladruncolo, ormai suo compagno da ritrovò a rotolare troppo lontano per perforata formando una pozza scarlatta
mesi, non vi era infatti nessuna traccia. colpire. L’aggressore con un’agilità sotto la mascella squadrata del
Eppure, ad un più attento sguardo si insospettabile, si girò di centottanta cadavere; lentamente, il liquido denso
rese conto che il luogo, benchè reso gradi e ritornò all’attacco. Dwenehen cominciò a serpeggiare tra l’erba come
quasi irriconoscibile da quella luce rise tra se e se: quell’essere era stupido, se il terreno si trovasse in pendenza.
eterea, era lo stesso che aveva lasciato attaccare due volte nello stesso modo L’uomo continuò a guardare stupefatto il
addormentandosi: la foresta alle sue poteva essergli fatale. Colse quindi sangue mentre formava una lunga linea
spalle, l’erba bassa e giallastra, l’occasione gettandosi di nuovo a terra, rossa che si allontanava da lui
l’orizzonte che si perdeva in lontanza... ma prestando attenzione, questa volta, ondeggiando, sino a perdersi
si erano certamente accampati li ieri. Ma a rimanere a portata di spada. Quando all’orizzonte. Senza un motivo razionale
allora dov’era Ganeryn? Ripercorse la bestia gli fu accanto, puntò il decise di seguire quel macabro sentiero.
mentalmente gli avvenimenti della sera ginocchio sul terreno e la colpì con la Dopo solo pochi passi vide che il
prima. Lui e quel piccolo delinquente di punta della spada tra le costole: la lama sentiero si interrompeva ai piedi di un
Misurbur inferiore avevano discusso trovò un varco e penetrò in profondità uomo accovacciato su una roccia. Tutto
animatamente riguardo alla loro meta. perforando, a giudicare ciò era assurdo! Aveva visto
Non si era comunque cambiato nulla: lui dall’agghiacciante sibilo, il polmone. chiaramente la linea di sangue perdersi
Sir Dwenhen di Braf, doveva Il cavaliere stava già per alzarsi e all’orizzonte e ora, inspiegabilmente si
raggiungere il tempio di Mundyo, Dio ripulire la spada ma aveva sottovalutato interrompeva. Fissò la figura intenta
della purezza; solo così sarebbe la forza e la resistenza del suo probabilmente a meditare, senza sapere
divenuto idoneo a guidare gli eserciti di avversario: questi si sollevò di scatto nemmeno lui cosa stesse aspettando.
suo padre verso la battaglia finale contro torreggiando su di lui, imbrattandolo con Poi l’uomo lo apostrofò rompendo
Aruvod, Signore delle ombre.Possibile
che Gany, amava essere chiamato così,
lo avesse abbandonato solo per le
secche risposte che si era sentito dare?
Era preoccupato. Qualcosa in quel
risveglio gli faceva stringere il cuore.
Quella luce.. quei colori... Ma c’era
qualcos’altro che lo turbava
intimamente: il silenzio. Non si udiva il
fruscio della brezza mattutina tra le
foglie degli alberi o lo stridente ronzio
delle cicale, ovunque regnava il silenzio
più assoluto. Dwenehen cominciò a
convincersi di stare sognando ma,
previdente come sempre, estrasse la
spada d’acciaio dorato che ormai era
diventata un prolungamento metallico
del suo braccio.
Si rivelò immediatamente una scelta
saggia: senza nessun rumore che lo
preannunciasse, balzò fuori da un
cespuglio vicino, un essere irreale, tanto
assurda e sproporzionata da sembrare
una creatura partorita dalla mente di uno
squilibrato.
Era vagamente umanoide, ma senza
proporzione tra gli arti. Curva, ma alta
quasi due metri. Avanzava
appoggiandosi alle gambe tozze e alle
braccia muscolose, acquistando un
andatura che ricordava quella di una
scimmia; i lineamenti del muso
ricordavano più quelli di un grosso

43
Progetto Babele DUE

l’innaturale silenzio di quel luogo. - Prezioso per me forse… ma per voi si dunque uscire? Voleva dire che presto
- Salute a voi Sir Dwenehen di Braf. tratta di una piccola cosa. si sarebbe svegliato?
Avete combattuto bene poco fa. - Quale cosa? La mia cotta di maglia? Perso com’era nei suoi pensieri non si
Il cavaliere sentì il sangue gelarglisi Lo scudo che porto in spalla? La mia accorse di avere compagnia. Di fianco a
nelle vene: come poteva quello fida spada? lui camminava, silenzioso oltre ciò che
sconosciuto conoscere il suo nome e la - La vostra anima. era umanamente possibile, un anziano
sua casata? Stava per chiedere Lo disse con tanta naturalezza che guerriero.
spiegazioni, ma il suo interlocutore fu Dwenehen rimase sbalordito solo dopo Quando se ne accorse, reso vigile dagli
più veloce. qualche secondo. Pensò che si stesse ultimi avvenimenti, si voltò di scattò
- Non chiedetevi come conosco il vostro prendendo gioco di lui, i demoni che stringendo l’elsa della spada sino a che
nome. Domandatevi piuttosto se non sia compravano anime di mortali erano le nocche non divennero bianche come
il caso di comprare una nuova spada. storielle da raccontare durante i l’alabastro.
Quel ferro vecchio non vi aiuterà dove temporali, ma in cuor suo qualcosa gli - Il mio codice mi impone di salutarvi con
state andando. diceva che quell’uomo parlava deferenza ma è contrario alla buona
- Come osi parlare in questo modo della seriamente.. Con quell’arma avrebbe educazione avvicinarsi ad un uomo
lama che fu di mio nonno e di mio padre potuto sconfiggere addirittura Aruvod, il senza avvisarlo. Chi siete voi e cosa
dopo di lui? - Sbottò brusco Dwenehen. Signore delle Ombre, ma qual era il volete da me? -
- E’stata mia fedele compagna sino ad prezzo da pagare? - Nulla di particolare... voglio solo
oggi e lo sarà per molti anni ancora. - Distruggere il sire del male è il mio seguirvi. - farfugliò l’uomo che, ad uno
- Parlate bene giovane uomo ma unico scopo ma, - si chiese - voglio sguardo più attento si rivelò essere
osserva. - Replicò l’uomo seduto sulla questa spada per compiere la mia molto più che vecchio. Portava un rozzo
roccia, estraendo da sotto il mantello missione o per dare gloria a me stesso? cappello di cuoio da cui spuntavano,
una magnifica arma. Immaginò ancora se stesso trionfante cadenti lungo le spalle, capelli bianchi,
Il cavaliere rimase senza parole: mai sul campo di battaglia con quella unti e sporchi. La sua corazza, una
aveva visto una spada più bella. La superba spada stretta in pugno e la volta, doveva essere scarlatta come
lama era lunga più di due braccia, cotta di maglia imbrattata di sangue non quella di Dwenehen ma ora era scolorita
stretta e affilata, forgiata in un metallo suo. Poi d’un tratto capì. e arrugginita in diversi punti; col suo
che non aveva mai visto, - Non voglio la tua spada. La mia è più peso, quella logora armatura, pareva
dorato,emanava riflessi iridescenti ad che sufficiente. schiacciare al suolo le già esili membra
ogni minima vibrazione. - Ma come? E la morte del Signore delle del vecchio. Il suo volto, infine, portava i
L’elsa,interamente d’acciaio, simile ad Ombre? E i servi del male sgominati segni di cento battaglie e sembrava,
una serie di artigli affilatissimi, sembrava definitivamente ? Queste cose non benché assurdo, di centinaia d’anni. Le
prender vita proprio sotto la lama sino valgono forse il sacrificio di un nobile rughe segnavano profondamente gli
ad abbracciare una pietra color del guerriero? zigomi, addensandosi a bordi di una
sangue. Infine due serpi di metallo - Valgono il sacrificio della sua vita, non spessa cicatrice che gli rigava la
avvolgevano l’impugnatura sino a della sua anima. La mia anima non mi guancia destra dalla base dell’occhio
toccare con la testa il polso di chi la appartiene. L’ho donata al mio Dio, sino a sotto il mento.
impugnava.Dwenehen non riuscì a Mundyio, Dio della purezza. E’ sua. - E sia. Nemmeno io so dove sto
trattenersi. Qualcosa di insondabile e Perciò non posso usare come merce di andando ma se vi fa piacere, seguitemi
misterioso lo spingeva a desiderare scambio qualcosa che non posseggo. pure.
ardentemente quell’arma. - Il vostro spirito è nobile, Sir Dwenehen Detto questo il cavaliere riprese a
- E questo è solo ciò che si vede da di Braf, ma la vostra mente è priva di seguire il sentiero di sangue che man
fuori. - L’uomo accovacciato sorrise. - senno; avete appena rinunciato a mano si allungava davanti ai suoi piedi,
Sappiate che questa lama può fendere compiere grandi imprese e tutto per il dando le spalle al vecchio. Fu un errore:
ogni materiale conosciuto e che, in vostro inutile Dio. Siete solo uno udì un sibilo alle sue spalle, si girò per
battaglia, fiamme nere come la notte sciocco, forse però, riuscirete ad uscire sostenere l’ attacco ma il pugnale del
scaturiscono dalla sua punta e ardono da qui. - Rispose lo sconosciuto, mentre vecchio viaggiava più rapido di una
l’anima di ogni essere vivente, la sua figura si faceva più vaga ed freccia verso il suo viso. Salvò l’occhio
regalando al vostro corpo l’energia di cui indistinta ad ogni parola. Quando ebbe ma non fu sufficientemente veloce da
hanno privato il tuo nemico. A terminato di parlare di lui non rimaneva evitare che la lama appuntita gli
dimostrare quanto detto l’uomo lascio alcuna traccia, tranne la meravilgliosa mordesse la guancia aprendogli un
cadere il braccio che impugnava la spada che, cadendo al suolo, si tramutò profondo squarcio dall’occhio destro a
spada, lo fece quasi con svogliatezza, in un ramoscello secco e nero. sin sotto il mento. Il dolore riversò fiumi
ma gli effetti furono devastanti. La spada Il guerriero riprese il cammino seguendo di adrenalina nel sangue del giovane
aprì la roccia come tenera carne e dove la striscia di sangue che aveva ripreso a guerriero che, con un abile manovra,
la punta toccò il terreno l’erba divenne scivolare silenziosa tra l’erba bassa. La balzò indietro portandosi fuori dalla
nera e avizzita mentre scariche sua mente era sconquassata da un portata della corta arma del vecchio.
rossastre percorrevano la straordinaria uragano di pensieri contrastanti. Dove si - Posso chiedervi perché l’avete fatto? -
lama. trovava? Poteva toccare la sua spada, ringhiò Dwenhen cercando di mantenere
Scene di cruente e vittoriose battaglie si la sua corazza eppure stavamo l’autocontrollo e rispettare il codice
formarono nella mente del guerriero. Si accadendo prodigi possibili solo durante d’onore e cortesia che gli era imposto
immaginò a brandire quella lama il sonno. E cos’era quella spada? dal suo Dio.
meravigliosa, mentre falciava, come L’aveva vista chiaramente fendere la - Se siete davvero un guerriero come
spighe mature, le schiere del male. roccia come se fosse burro e dite combattete con me. Non potrete più
- Ditemi nobile viandante: cosa volete carbonizzare l’erba intorno al punto in seguire quel sentiero quando sarete
per questa lama? Vi giuro sul mio onore cui si era conficcata la punta. Quelle morto! - mormorò tra i denti rotti e
che pagherò ogni cifra per averla. scariche sulla lama. Che si trattasse ingialliti, il suo avversario.
- Ogni cifra o ogni prezzo? della mitica Caedanima? Impossibile! Il cavaliere non se lo fece ripetere due
- Non comprendo le vostre parole. Che Era custodita dai servi di Sola e di Yuris, volte e stringendo con entrambe le mani
differenza c’è tra i due termini? Vi ho lontano sotto le montagne gelate l’elsa della spada si lanciò contro il
detto che sono disposto a darvi qualsiasi sull’isola di Frigaris, o almeno così vecchio con una forza e una velocità
cosa per possederla. affermava la leggenda. Ma altre che avrebbero abbattuto un muro.
- Mmm… così va meglio. Perché vedete, domande, ancora più oscure lo Quando però giunse abbastanza vicino
mio nobile cavaliere io non desidero oro opprimevano: cosa aveva voluto dire al vecchio da colpirlo, sentì ogni energia
in cambio di questa arma. Ma qualcosa quell’uomo con le parole “forse uscirai di fuoriuscire dal suo corpo e il braccio
di molto più prezioso. qui”? Camminava all’aperto, di questo perdere il suo slancio cadendo flaccido
- Suvvia parlate! almeno era certo, da cosa poteva al suo fianco. Riuscì a stento a

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Progetto Babele DUE

trattenere la spada stringendola con le


dita divenute molli come burro. Stasera nevica di Thomas Pololi
Barcollò all’indietro arretrando di
qualche metro sentendo che ad ogni
Fuori dal bar, una ventina di occhi. sono troppo fatti".
passo la forza tornare a rifluire nel suo I più si alternano tra l'orologio del cellulare e la Qualcuno ridacchia, ma solo perchè non
corpo. Temeva ciò che non conosceva strada. riesce a trattenersi.
ma non era un codardo perciò, ripresosi, Qualcuno fissa una canna che sta girando da "E a quel punto da sfigati diventano schiavi, e
si gettò di nuovo in avanti fendendo troppo, ormai it's the end e iniziano a fare avanti e
l’aria con la lama dorata della sua alcuni VORREBBERO fumarsela. Se la indietro per portare ai boss gelati, patatine,
spada; ancora una volta, però giunto fumano con gli occhi. acqua CON GHIACCIO, mi
Poche parole, a bassa voce. raccomando, e fanno qualsiasi cosa si chieda
abbastanza vicino da colpire il suo
Hai mangiato il pollo? loro di fare. Anche i meticci,
avversario, le membra gli si infiacchirono Risatine senza convinzione. La canna passa mezzi sfigati mezzi no, a seconda della
come se le ossa gli si fossero liquefatte di mano. L'orologio fa le dieci e serata, iniziano a chiedere cose,
improvvisamente. Le gambe non diciassette. per far vedere che si fanno rispettare".
avevano più la forza di reggerlo in piedi, Occhi lucidi guardano l'asfalto. Un bel sorso di birra. Lo Stronzo ha la gola
cadde e cercò, strisciando, di "Cosa state aspettando? Mancano quattro secca. Sta parlando troppo sul
allontanarsi il più possibile dal suo mesi a natale. Ahah". serio per far ridere qualcuno. Al massimo li
Nessuno ride. Qualcuno non si gira nemmeno farà incazzare.
avversario. ( CONTINUA SU PB3 ).
a guardare lo stronzo che ha Un boss tira fuori dalla tasca una mutanda di
parlato. sigaretta con dentro roba
© Simone Pergoli "Sì, ma stasera nevica" dice qualcuno. verde, stacca con calma le giunture di plastica
pellegrinodormiente@libero.it Risate di gusto. fusa con accendino e srotola
Un tizio con gli occhiali dà un calcio al bidone la pellicola trasparente.
BOOK REVIEWS della spazzatura, dice "Dai "Sigaretta e cartina" dice.
cazzo, diocane". Poi si rivolge a un tizio e gli dice "Fammi su un
Lo Stronzo va dai tizi che stanno fumando la filtro, per favore", a
AIGAM canna. Ormai è finita, davvero. bassa voce, ma con tono autoritario.
I NOVE VOLTI DELLA MAGIA Finisce nelle mani desiderose di uno di quelli L'attenzione del gruppetto si concentra intorno
che l'ha seguita da quando la alla preparazione della
cartina stava ancora nel pacchetto e il tocco nuova canna, nascono nuove speranze e
marroncino chiaro era solo la nuovi timori, quello che sta
piccola parte di un pezzo più grosso. preparando il filtrino si fa in quattro per farne
Faccia seria. uno coi fiocchi, ma
Tira. Il cartoncino si accende. velocemente e fingendosi tranquillo, cosa che
Lo Stronzo scoppia a ridere. Fa un sorso di non gli riesce granchè bene.
birra per riuscire a smettere Sembra uno che fa una telefonata con una
impegnandosi la bocca con qualcos'altro. Un pistola puntata alla tempia e dice
po' di occhi gli stanno puntati "va tutto bene, sì, no no, tutto secondo i piani,
contro, annoiati e per niente divertiti. davvero".
Aaaah. Lo Stronzo fa un sorso dopo l'altro della sua
Fine del sorso. birra piccola. Ormai ha perso
"Ve ne accorgete?". il suo pubblico e fa per levarsi dalle palle, nel
Nessuno risponde. bar l'aspetta un'altra
Poi uno di quelli che non ha fumato dice "Di birra, si divertirà, già, un sacco.
cosa?". Ma uno del gruppetto lo ferma, gli dice "E la
"Come DI COSA? Cazzo, di VOI. Di come tua storia?".
funziona la cosa". Il boss fa Baaah, sprezzante.
Pagine 80 - Euro 6,00 Stavolta proprio nessuno dice niente. "Anzi, fa niente", si corregge quello.
ISBN 88 - 900838 - 0 - 8 Lo Stronzo va avanti. "Tu sei uno degli sfigati. Ah ah!" fa lo Stronzo,
EDIZIONI AUTORI ESCLUSI, Torino "Il meccanismo". poi scompare nella luce
WWW.AUTORIESCLUSI.COM Un altro sorso. del bar.
"Beh, prima di tutto ci sono diverse categorie, L'insegna al neon appesa a un lampione che
anzi, diversi ranghi, avete spunta dal marciapiedi dice B LL
Da un'idea di Alessandro Del
presente le caste, in India?". AR, quello che è rimasto di BILLY BAR.
Gaudio, Aigam-Magia, il secondo Un tizio si fa una minirisatina. Gli altri niente. Una macchina con finestrini abbassati e
libro della Autori Esclusi, dove "Ci sono gli intoccabili, i più fighi, quelli che musica hip hop al massimo sfreccia
nove autori mettono alla porva la decidono. Come te", indica davanti al bar e si ferma in mezzo alla strada
loro fantasia su uno dei temi più uno dei ragazzi. Quello fa una faccia strana, in sgommata, fa IIIIIIIIH!
vecchi del mondo: LA MAGIA. quasi schifata. Non vuole Per un attimo i lineamenti delle facce nervose
Ci sono i guerrieri nordici e gli entrare nel discorso. per l'attesa si sciolgono,
"Quelli come te fanno il cazzo che vogliono, poi tornano subito rigidi, qualcuno bisbiglia
alberi parlanti, l'orfanella e lo
no? Possono farsi un giro e "Che teste di cazzo",
scemo del villaggio... Insomma cazzeggiare col cellulare senza preoccuparsi riferendosi ai tizi che sono arrivati
non mi sono annoiata un di niente, tanto qualcuno verrà sgommando. Un altro dice "Sì, vai a
momento, non ho mai avuto a avvisarli quando è il loro turno". dirglielo in faccia", poi si incammina verso il
voglia di buttare il libro sotto il Pausa. Come andare a capo. finestrino del guidatore,
letto per non riprenderlo più, cosa "La canna gira, loro chiaccherano, fanno già circondato da gente.
che mi capita molto, troppo battute, quelli di rango inferiore © Thomas Pololi
ridono, ridono sempre, a ogni cazzata. Ahah, scimmialuminosissima@hotmail.com
spesso con altri ben più saccenti
ahah, ahah. A fine serata i
autori... (dalla prefazione di pezzenti hanno una paresi facciale, un
Giuditta Dembech) sorrisetto stampato che conferma il
Tra gli autori: Alessandro Del loro status di sfigati".
Gaudio, M. Gambaro, Andrea Uno dei tizi ridacchia.
Gotico, Gordiano Lupi, Emiliano Lo Stronzo si fa un altro sorsetto di birra,
Maramonte, Claudio Marcato, vuole riprendere in fretta
visto che il pubblico si sta scaldando un
Mariagiovanna Modoni, Luca
pochetto.
Pizzolitto e Teresa Regna. "Gli sfigati. Li riconosci subito. Stanno quasi
sempre zitti per paura di
Richiedetene una copia a: dire una stronzata, solo quando sono
IL FOGLIO LETTERARIO CONVINTI di avere qualcosa di buono, di
via Boccioni 28 - 57025 divertente da dire, aprono la bocca per
parlare, invece che ridere. Se
PIOMBINO (LI)
riescono a fare ridere uno dei boss, la stima
e-mail: ilfoglio@infol.it nei loro confronti sale di un
non si pagano spese postali punto. Per poi scendere di dieci quando
iniziano a sparare cazzate perchè

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Progetto Babele DUE

ALCHIMIE a cura di Francesca Baldassarri

E se ‘alchimia’era il sapere, era la Pietra Filosofale, per trasformare, per far sì che il piombo divenisse oro – allora ALCHIMIE
non potrebbero essere quegli attimi, quelle parole, quei paesaggi o libri o viaggi o una strada - che sta tra due punti fisici oppure
no - che poi si arriva alla f ine e: si è diversi da quel che si era?

solo io, unica costante, punto [da 'diario di viaggio' di Marco Pezzati]
fermo, centro di un'orbita confusa
di mondo che scorre, accolgo Sabato 29 settembre 2001
ogni cosa che vedo, ogni cosa 10.45 (circa)
che vedo sono io che guardo e
passo, diversa sparsa Scivolo su acciaio parallelo, dolcemente,
disseminata frazionata dal con qualche leggero moto ondoso laterale
percorso. barcollo come, scivolando verso.
Scomodamente seduto su un seggiolino,
Il viaggio ha un tempo tutto suo. vagoni pieni, finalmente un poco di sole. Gli
E la prima Alchimia saranno i VIAGGI: È un'altra dimensione, in cui le orizzonti mi raccontano di cielo limpido,
una partenza, un percorso, un arrivo, a percezioni si dilatano, siamo più scivolo verso il sole deciso, il sole
volte un ritorno, e succede sempre vulnerabili, perché fuori dal maestoso e caldo, da questo, via, questo
qualcosa, che anche a tornare al punto 'nostro posto' e ci nascondiamo timido, questo addormentato, da quello da
di partenza abbiamo ormai nei piedi tutti dietro un walkman o un libro o un cui sono partito, silenzioso, nero sole,
i passi che abbiamo fatto e le cose che giornale per non dover interagire, carnevale di nuvole, maschera muta sopra
abbiamo visto. per estraniarci da ciò che e sotto il mare, calmo, non immobile carta
abbiamo intorno: visi estranei, increspata grigia, via, verso Roma; da dove
Partenze, arrivi, percorsi. andare, da paesaggi che non si fa in tempo sono partito barche volavano giocavano
qualche parte, spostarsi, divenire. ad osservare che sono già con quella linea là in fondo a farsi rincorrere
Il viaggio, un segmento di spaziotempo passati, bambini che urlano, guardare desiderare fuggendo così tanto da
preso e perso tra due punti, la partenza gente che chiacchiera e non si non farsi prendere e così poco da restare -
e l'arrivo. ferma più, il vicino di posto che sempre - negli occhi, sirena a portarseli via
E spesso il viaggio è identificato con la avrebbe voglia di attaccare canto, riso liquido ed etereo, desideri
mèta, il soggiorno, lo stare in un posto discorso, strade nuove che non paralleli che si incontrano nel gioco degli
che non sia casa. sappiamo, incroci che chissà occhi e nel gioco occhi a rincorrere, occhi
Quante volte avete prestato attenzione a dove portano, panorama su navi a scivolare via, verso.
ciò che vi accade mentre vi spostate, estraneo. In questa dimensione Direzioni, movimento.
mentre transitate per raggiungere un particolare tutto ciò che accade Da dove sono andato via, tutto partiva.
luogo, che sia in aereo in treno in ha un sapore diverso, è facile Con me. Nello stesso modo in cui io
macchina in autobus? quante volte vi abbandonarsi a confessioni partivo, scivolando lontano da qualcosa,
siete guardati intorno e dentro e vi siete improvvisate col compagno verso qualcosa, anche senza la stessa
chiesti cos'è che vi sta accadendo in casuale di viaggio, ché tanto non direzione tutto andava insieme,
quell'istante, 'durante' l'atto del ci si rivedrà mai più, è facile intimamente.
viaggiare? scoprire qualcosa, è facile Se riconosci il modo le parole cambiano in
cambiare, quasi inevitabile. modo leggero, semplificano la loro violenza
Gilgamesh, Ulisse, Marco Polo, Goethe, fino a diventare come quasi promesse, non
Chatwin, tanti sono stati i motivi del E a voi? Cosa è accaduto si è più distanti ma solo lontani, di una
viaggio: il viaggio iniziatico, il viaggio del viaggiando? lontananza misurabile, non c'è fuga, solo
ritorno, il viaggio di scoperta, il viaggio partenza, non c'è il dolore, che questo è
educativo, il viaggio che ha come unico In questa rubrica mi piacerebbe solo un viaggio, gli "addio" sono
scopo il viaggiare. raccogliere pezzetti di mutazioni "arrivederci" e infatti per quanto veloce, qui
Nell'arco dei millenni l'uomo si è sempre avvenute a causa/durante/dopo dentro a guardare mare alberi colline fiori
spostato, per diversi e mille scopi, ma una artenza/transito/ritorno/arrivo, gialli improvvisi e case auto famiglie e vite e
alla fine, ognuno, ogni uomo che si è piccole o grandi alchimie la cui vita passare, quella tazza di caffè in quella
spostato dalla propria casa per pietra filosofale vi è rotolata in casa, finestra aperta, cento tazze mille
intraprendere l'avventura di mano durante o dopo un viaggio; finestre milioni di foglie miliardi di istanti
abbandonare i propri luoghi per delle cose così, insomma, come moltiplicati nelle persone, per quanto veloce
approdare chissà dove, alla fine, gli stralci che propongo sotto, o a raccoglierli tutti in questo piccolo teatro
ognuno, è tornato (se è tornato) diverso. completamente diverse, non finestra che guarda, per quanto veloce a
Viaggio come mezzo (a volte importa. lasciare ogni vita alla vita - chissà se
inconsapevole) di scoprirsi, esplorarsi riusciremo ad incontrarci - ancora -, per
esplorando, guardarsi in altro modo Spedite il materiale a quanto veloce io non corro, ma scivolo.
guardando altri mondi, altre facce, altri Francesca.b76@aruba.it Mi sento leggero come un sorriso.
occhi.
oppure alla redazione di PB
Quando sei su due rotaie che ti progetto_babele@yahoo.it
scappano sotto e fermo fermo guardi il specificando nell’oggetto
paesaggio sfilare veloce, la terra che si rubriche/alchimie’
porta via colline montagne e case, prati Stanco di studiare
e campi, e cogli una nuvola che si
trattiene un po’ di più nel cielo, e sei in
l'infinitamente grande o
un posto che non c'è, sei su un treno Siti per viaggiatori l'infinitamente piccolo, lo
che scappa, sei su un'automobile che
corre, sospeso in nessun luogo e in tutti
virtuali: scienziato si mise a
i luoghi, potrebbe accadere qualsiasi contemplare
cosa in momenti così, in bilico in posti di http://www.viaggiatori.com
nessuno frazionati in attimi in velocità,
l'infinitamente medio.
http://www.velistipercaso.rai.it
secondo dopo secondo, tempo che
scandisce il susseguirsi dell'andare.
E così, quando mi capita di trovarmi in
http://www.turistipercaso.org Anonimo
questo non luogo non tempo, e ci sono

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Progetto Babele DUE

CONSIGLI DI LETTURA BOOK REVIEWS a cura di Claudio Palmieri


Il viaggio come genere letterario

Panni sporchi "Scrivere romanzi e' come infilare


La mente del viaggiatore di E. Leed di David Lodge messaggi in una bottiglia dopo
(saggio) approccio psico-sociologico l'altra, e lanciarli in mare mentre
all’umano viaggiare, attraversando storia la marea si ritrae, senza poter
e letteratura per scoprire le motivazioni immaginare dove approderanno o
più profonde che da sempre spingono come saranno interpretati."
l’uomo a spostarsi.

Le vie dei canti ragazza dell'Essex piena di boria", lo ha


di B. Chatwin descritto come: un tipo vanesio e
Viaggio tra gli maschilista, un autore sforna copioni
aborigeni che sta sprecando il suo talento.
australiani, i cui Cosi' dopo una discussione con i suoi
antenati creavano amici, Samuel trama con Adrian, suo
il mondo vecchio compagno di college e scrittore
camminando e di romanzi in pensione, una vendetta
cantando ogni verso la perfida Fanny Tarrant. Il resto
nome. mi astengo dal raccontarlo per lasciare
al lettore il gusto di scoprire il dipanarsi
Viaggio in Italia W. Goethe Bompiani 2000 138pp della storia. Mi limito solo ad aggiungere
Il padre del romanticismo tedeco visita qualcosa sul titolo: quello originale,
l’Italia alla ricerca della classicità Di solito si legge di commedie tratte da Home Truths, indica "un'allusione che
annotando tutto nei minimi particolari. romanzi in questo caso invece il testo di ferisce una persona nel suo punto
cui sto per parlarvi e' la trasposizione debole". In italiano il titolo Panni Sporchi
Un’ombra ben presto sarai letteraria di una rappresentazione non rende lo stesso significato, ma e'
Di O. Soriano - Assurde peripezie di teatrale. riferito a qualcosa che e' celato nel
personaggi che vanno da nessuna Infatti, Panni Sporchi di David Lodge passato comune dei protagonisti. Ora
parte, girando in tondo nelle strade della (titolo originale Home Truths) era una pero', nessun altro indizio!
Patagonia cercando di non guardarsi commedia scritta dallo stesso Lodge e
dentro. rappresentata nel 1998 che l'autore ha Il romanzo e' scritto con la bravura e
in seguito riportato in un romanzo. l'umorismo intelligente di Lodge. Il testo,
Sly di Banana Lodge ha rispettato fedelmente il che riserva delle trovate umoristiche e
Yoshimoto copione originale aggiungendo solo una dei colpi di scena molto efficaci, parla di
Tre amici piccola parte nel capitolo finale. Per gente che scrive per professione e di
giapponesi in questo, la natura originale di testo come le immagini pubbliche di tali
Egitto. Tra teatrale si ritrova nello stile del romanzo personaggi possano essere idealizzate
piramidi e crociere che e' quasi interamente basato sui e lontane dalla realta' che e' sempre piu'
sul Nilo, un dialoghi e nel quale i tempi, le entrate e cruda e meschina. Questo romanzo
viaggio come le uscite di scena dei personaggi sono pero' offre qualcosa in piu' che la
ultima memorabile caratteristici di una piece teatrale. semplice narrazione: personalmente
occasione per ritengo che sia un romanzo utile agli
stare insieme e Il romanzo si svolge quasi interamente scrittori in erba. Credo, infatti, che possa
esorcizzare lo in casa dei coniugi Adrian ed Eleanor essere considerato una buona palestra
spettro dell’aids. Ludlow ed inizia una Domenica mattina per chi vuol imparare a scrivere dei
con la lettura dei giornali. In particolare buoni dialoghi e rappresenti un buon
Eleanor, sfogliando la pila di inserti esempio per osservare i tempi della
dell'edizione domenicale del Sentinel narrazione e l'efficacia dei colpi di
<adoro il viaggio quando viaggio è: scena. La sua brevita' e la sua origine in
divenire. la .partenza. che si incappa in un'intervista che la giornalista
Fanny Tarrant ha fatto al loro amico e un testo teatrale rende queste
trasforma in ARRIVO. caratteristiche piu' evidenti e quindi piu'
e chilometri di percorso per scrittore di testi per la televisione
Samuel Sharp. facili da individuare.
avverarsi.
e il transito: attesa mobile di un La Tarrant e' una di quelle giornaliste a
cui piace strapazzare i personaggi In conclusione Panni Sporchi e' un
luogo che da .lontano. diviene: romanzo semplice, che si legge
TERRA SOTTO i PIEDI. famosi evidenziadone le meschinita' ed i
punti deboli; anche l'articolo che lei ha facilmente in poche ore, che diverte e
è di questo che adoro il viaggiare. che, per chi vuol guardare oltre la storia
mangiare con gli occhi finestre di scritto su Samuel Sharp non e' affatto un
ritratto lusinghiero. narrata, puo' essere un utile testo sul
paesaggi che passano sconosciuti "Mestiere di scrivere".
con nemmeno un cartello a dargli un Nel bel mezzo della lettura dell'articolo,
nome solo i miei occhi a chiamarli che Eleanor sta facendo ad alta voce
per Adrian, a casa dei Ludlow arriva Una curiosita':
con nomi inventati al momento, Nell'edizione Bompiani, nel risvolto della
momento che corre in avanti inaspettato Samuel Sharp che dice di
aver voluto fare una sosta mentre era prima di copertina, si riporta come di
moltiplicato di velocità e spinte, un consuetudine un breve sunto della storia
vento che soffia e chissà di che sulla via per l'aeroporto di Gatwich dove
sarebbe partito per un viaggio negli di cui il romanzo tratta. Bene, in tale
posto è, in che posto è che guardo il pezzo i nomi dei due protagonisti
mio andare? e già sono dopo, in un States. Samuel e' chiaramente furioso
per il contenuto dell'articolo. La maschili, Samuel ed Adrian, sono
altro posto senza nome testimone scambiati. Un semplice lapsus o una
del mio correre. giornalista, che lui in una delle sue piu'
gentili definizioni descrive come: "una lettura troppo frettolosa delle bozze?
mi fermo e. sospiro.
l'ARRIVO.
sorrido di gioia e tristezza, un pezzo L'incipit: Claudio Palmieri, Maggio 2002
di viaggio è andato. per ora STO e Il villino si trova isolato alla fine di Claupalm@yahoo.com
vivo momenti fermi in attesa del una strada carrareccia, solcata da
RIPARTIRE.> tracce di ruote, che , dividendosi
dalla via principale, conduce verso il
Francesca Baldassarri villaggio che dista un miglio.

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Progetto Babele DUE

Un racconto di MARCO ANGELOTTI

Il cappotto grigio di Marco Angelotti


Appena pochi minuti, il tempo di un caffè, in una mattina d’inverno umida e fredda, immersa nel grigiore e nel buio di un bar d i
periferia...

Il ventidue novembre scorso, nel bar che impercettibilmente le labbra, come se che i Salesiani gli avevano inculcato
si trova circa a metà di via delle Chiuse, parlare gli lacerasse la bocca. dalle elementari con un verso dalla
entrò un uomo con un cappotto grigio Il barista, intuendo il profondo disagio Pentecoste manzoniana, tacendo, lo
col bavero alzato. La molla di ritorno del cliente, accondiscese alla richiesta. portò in bagno.
della porta, con un cigolio fastidioso, Non attendeva più risposte ai propri Con garbo e rispetto e pietà, lo aiutò ad
chiuse fuori l'umidità del mattino. pensieri, non tornò a sciacquare i urinare.
Le sedie erano ancora rovesciate sui bicchieri. Tornarono nel salone, il barista dietro al
tavoli e una scopa, consumata dall'uso, Rimase lì, a guardare il ritratto di un banco e l'uomo col cappotto grigio
stava appoggiata ad uno scaffale di uomo sofferente. davanti al giornale.
legno, in equilibrio sul pavimento di - Ho bisogno che mi aiuti a berlo - L'orologio da muro appeso sopra la
graniglia verde. implorò ancora. stufa segnava le sei e cinquanta.
Il barista, assonnato, alzò gli occhi dal Il barista prese delicatamente la tazzina La curiosità vinse sulla discrezione.
bancone e guardò verso l'entrata, tra le dita e, con un movimento - Non vorrei metterla in imbarazzo, ma,
sciacquando il bicchiere insaponato che rovesciato, come porgendola alla se questo non la ferisce, potrebbe
teneva tra le mani, sotto il getto d'acqua propria immagine riflessa nello specchio raccontarmi che cosa è accaduto alle
fredda. inchiodato sulla parete davanti al sue braccia? -
Vide un cappotto grigio, di una stoffa bancone, gliel'avvicinò alle labbra. Turbato, l'uomo col cappotto grigio fece
spigata, logora come la gruccia umana Dopo, l'appoggiò piano sul piattino. un passo indietro.
sulla quale era appeso. Accennò un sorriso. Fulminò il barista con lo sguardo.
Lo sconosciuto teneva entrambe le mani L'uomo rispose al sorriso. Estrasse, veloce, entrambe le mani dalle
nelle tasche. L'orologio da muro appeso sopra la tasche.
- Il freddo...- pensò il barista. stufa segnava le sei e quarantasei. I suoi pugni erano chiusi.
Il profumo di caffè e dei croissant caldi Il barista si voltò per pulire la caffettiera. Un coltello gli cadde dalla tasca destra
rendeva meno tetra l'atmosfera del E per celare un lieve imbarazzo che gli del cappotto.
mattino ancora buio in un bar qualsiasi coloriva le guance. Allargò le braccia stirandole, tossì e
di una periferia di una metropoli. Non era solito a tale disposizione raccolse l'arma.
L'uomo, con incedere pesante, si d'animo nei confronti degli avventori. - Sei un brav'uomo, ma questo non
avvicinò al banco. Alle sue spalle, la voce in grigio basta. Non dovresti fare domande. Mai.
Si fermò, tenendo le mani in tasca e con continuò: -Grazie. Lei è un uomo. La vita è uno schifo. Potrebbe accadere,
le spalle un po' curve, esattamente di Potrebbe aiutarmi a sfogliare il in una mattina di Novembre, di
fronte al barista che lo osservava con quotidiano sul banco? Dovrei verificare incontrare un uomo con un cappotto
occhi assonnati. una notizia.- grigio e con un coltello in tasca,
Chiese un caffè. Il barista, senza rispondere, ma grato a svegliato da poco, e che non avesse
Il barista masticò un -Buongiorno-, prese chi gli aveva permesso di scoprirsi più voglia di far nulla fino a mezzogiorno -
il filtro dalla macchina, lo riempì e fece il umano, prese il giornale e lo sfogliò con Poi affondò la lama nell'addome del
miglior caffè che era in grado di lui. barista, sorridendo.
preparare a quell'ora. Nel suo bar non si era mai vista tanta Il pavimento di graniglia verde, pulito da
Lo servì al cliente e tornò a lavare i tenerezza tra la pagina della cronaca e poco, si macchiò di sangue.
bicchieri. una tazzina sporca. In un mattino di Novembre, in un bar
L'orologio da muro appeso sopra la L'uomo col cappotto grigio alzò gli occhi qualsiasi di una periferia di una
stufa segnava le sei e quarantadue. dalla pagina che odorava ancora di metropoli, un orologio da muro, appeso
Dopo un minuto, accorgendosi di non stampa. sopra una vecchia stufa, segnava le sei
aver percepito nel suo campo visivo Guardò negli occhi il barista, arrossì. e cinquantadue.
alcun movimento, alzò gli occhi e vide il - Mi perdoni, oddio... Sono in imbarazzo,
caffè intatto. non so che cosa fare: ho necessità di © Marco Angelotti 2002
Si stava raffreddando. urinare. Mi vergogno terribilmente - posta@marcoangelotti.it
- Non lo beve?- domandò. Il barista, memore di un insegnamento
Con un lieve imbarazzo, come
infastidito, l'uomo rispose, tenendo
sempre nelle tasche le appendici inerti
che gli scendevano dalle spalle: -
Potrebbe zuccherarmelo? Un
cucchiaino, grazie -
Il barista lo fissò per un attimo.
L'uomo bisbigliò a denti stretti: -La vita è
uno schifo -
Quelle parole, come una sorta di
formula pronunciata da uno sciamano,
crearono un legame tra i due
sconosciuti.
- La vita è uno schifo - ripeté il barista.
Prese il cucchiaino, lo riempì di
zucchero e lo lasciò cadere nel caffè.
Poi si fermò, in attesa di un gesto.
L'orologio da muro appeso sopra la
stufa segnava le sei e quarantaquattro.
L'altro guardò la tazzina per una decina
di secondi, poi -Potrebbe mescolarlo,
per favore?- continuò muovendo

48
Progetto Babele DUE

BOOK REVIEWS a cura di Andrea Ternera Uno che, a trent’anni suonati ( da un pezzo ), ha deciso di
non decidere cosa fare nella vita. Ce ne sono tanti, dentro
e fuori dai libri. Con questo, il destino non ha avuto mano
KAMALOKA leggera, un po’ ce ne dispiace, ma c’e’ poco da fare.
di Paolo Durando Capita, a volte, anche fuori dai libri. Lui, comunque, ha
imparato a conviverci.

Poi si continua a leggere, e non ci vuole molto ad


accorgersi che qualche dettaglio fuori posto, c’e’. E se ne
accorge anche il protagonista, ovviamente, che pero’, con
spirito impareggiabile, decide di non prendersela piu’ di
tanto. Se e’spaventato, e forse un poco lo e’, non lo da’a
vedere. La realta’tutt’attorno a lui si contorce e si amplifica
ed il mondo, visto attraverso questa nuova coscienza
sensoriale ampliata, assume nuovi significati. E’
affascinante ( e tipicamente Durandiana ) questa
prevalenza del senso del fantastico e della curiosita’ di
fronte all’ignoto. Laddove molti autori avrebbero optato per
soluzioni piu’ semplici, nell’eroe di Durando non c’e’
angoscia e non c’e’ terrore, c’e’ solo uno stupore quasi
rassegnato ed il desiderio, profondo, di capire. Quasi come
se il protagonista seguisse il filo di una illuminazione che,
pagina dopo pagina, si fa piu’definita.

Ci sono incontri, che portano a vedere le medesime cose


PROSPETTIVA EDITRICE secondo nuovi punti di vista, ci sono ricordi, che si
Collana Il foglio 4 svuotano dei vecchi significati ormai logori, ci sono eventi
ISBN 88-7418-051-9 pag. 74 € 7,00 che celano altri eventi e vicoli ciechi

Ho letto Kamaloka tutto d’un fiato, cosa che non mi Soltanto alla fine il lettore capisce che la chiave di tutto il
capitava da tempo. L’ho iniziato seduto sul divano, a libro sta nel suo inizio, secondo una struttura
gambe incrociate, radio Lyric FM in sottofondo. L’ho perfettamente circolare.
proseguito passeggiando lungo la spiaggia e l’ho terminato
accomodato su di un sasso, ai piedi di una scogliera dalle Anzi, addirittura prima dell’inizio, nel titolo stesso...
parti di Crosshaven, tenendo d’occhio che la marea non si
alzasse troppo e coprisse il tortuoso passaggio di sabbia Ma, siccome sono un recensore corretto, non vi anticipo
che dovevo percorrere per tornare alla macchina. Quando nulla mi limito semplicemente ad aggiungere che la
ho voltato l’ultima pagina faceva ormai freddo. scrittura e’ sempre interessante e, se pure qua e la’ il
Conoscevo gia’ lo stile di Paolo Durando, lo conoscevo e fraseggiare si fa un po’involuto, resta, nel suo complesso,
lo apprezzavo, ma di suo non avevo mai letto altro che perfettamente leggibile e pienamente godibile.
racconti. Un romanzo, sia pur breve, e’ altra cosa, lo
sappiamo tutti. Gli scrittori sono pigri e molti danno il
Un prodotto di estremo interesse, un romanzo di quasi-
meglio di se’ sulle corte distanze. Stesso discorso per gli
esordio assolutamente ben riuscito. Se mi si consente di
atleti: un buon centometrista non vale molto nella
citare un mio vecchio amico un po’ avaro, potrei definire
maratona. Per la maratona ci vuole grinta,
questo volume della collana “Il Foglio” ( Prospettiva
concentrazione, tenacia, personalita’. Sui cento metri in
Editore) carta ben utilizzata , che vale pienamente i sette
genere, si chiude gli occhi e si lascia fare alla natura. Ora,
euro ( piu’le spese di spedizione ) che costa e, credetemi,
Kamaloka e’ un mezzofondo, se vogliamo essere pignoli,
non e’un complimento da poco.
ma il ragionamento non cambia.
A.T.
Kamaloka, che poi, secondo certa filosofia esoterica e’una
sorta di “Purgatorio”, dove le anime degli uomini si
ritrovano per rivivere ancora una volta, come in una sorta
di “rewind”, le esperienze terrene che li hanno accomunati.
Per liberarsene e, forse, per capirne finalmente il IL LIBRO PUO’ESSERE ORDINATO
significato, o l’assenza di significato, prima di rinunciare ai Tramite il sito www.prospettivaeditrice.it
limit del proprio “io” e perdersi di nuovo ( e finalmente )
nella coscienza universale. Un’idea affascinante, almeno
Oppure su IBS ( www.internetbookshop.it )
per me. Un due o tremila anni di Kamaloka dovrebbero
bastarmi.

Ma, per tornare al romanzo, che poi e’, giustamente, il


centro di questa recensione, possiamo dire che Duranto PERDIZIONE:
parte bene, senza fretta e, se vogliamo, in modo classico.
Il protagonista del romanzo, quello che li’, nella prima Se giro a vuoto su me stesso, disprezzando la prigione che
pagina, jeans troppo larghi,ci guarda un po’ironico alzando io stesso ho goduto di creare, ma che non ho creato - è la
appena la testa, e’un tipo quasi simpatico. prigione che mi crea, il godimento proviene da questa
autonomia - imbevuto dell'odio che nutro per ogni
cosa? Un nucleo alla sbarra. Ancora perdizione. Se giro a
vuoto sotto un cielo impenetrabile, estraneo a qualsiasi
partecipazione, il mio prossimo annientato contro quinte di
Kamaloka di Paolo Durando - un romanzo breve di
teatro in fiamme.
taglio Landolfiano. Lo stile di Durando è trasversale
a fantascienza ed horror e si può definire un Fiamme: Tamoil; teatro: Mc donald; prossimo: tu; io?: Io!
fantastico antropologico. Il titolo allude a una sorta di
Purgatorio in cui, nella cultura indiana ed esoterica,
Giuseppe Al Khougia
le anime si liberano dai desideri terreni.

49
Progetto Babele DUE

IL ROMANZO (A PUNTATE ) - PARTE TERZA

Take Five di Gery Palazzotto


Brindammo con birra tiepida. Per Martin il frigorifero non era tecnologicamente degno di attenzione. Anche
Vincenzo soffriva di questa strana sindrome: al di sotto di un certo livello, diciamo di un normale pc domestico,
non riusciva a mettere a fuoco.

DUE - Il fatto che il mio cervello non sia


particolarmente predisposto per queste
I fotogrammi affluivano alla mente, i miei cose, non significa che non lo abbia mai
occhi liquidi e fissi non vedevano. Avrei usato. Ricordatevi che coi computer ci
potuto essere su un carro bestiame lavoro, ne ho due…
come sullo Shuttle, la sensazione di - Abbiamo un programma in grado di
impermeabilità e di galleggiamento non intrufolarsi in qualunque computer.
sarebbe cambiata. Il film che si Insomma, abbiamo una chiave
preparava dentro di me non prevedeva universale, un passe-partout, o un
né repliche né altri spettatori. grimaldello
L’autobus si fermò poco prima di entrare - se preferisci, per scardinare
nella Favorita, il grande parco dove qualsiasi sistema informatico – disse
convivono gli opposti e le contraddizioni Vincenzo.
di Palermo. Antinomie e incongruenze - Questa è la porta dell’inferno – gli
trovano qui terreno fertile. Tra i limoneti fece eco Martin – Ma il fatto importante l’unico consiglio che avevano il coraggio
si nascondono spacciatori e cani è che abbiamo anche la possibilità di di darmi era: cambialo.
randagi. Pochi passi più avanti, un parco blindare tutti i computer del pianeta Mentre io fissavo la piccola ape,
giochi verde e riparato offre rifugio a contro programmi avanzati come il innocente simbolo di un programma così
nugoli colorati di bambini. Un grande nostro, ammesso che ce ne siano. E sconvolgente, Vincenzo e Martin
parcheggio ospita le auto degli sportivi, questa è la porta del paradiso. Vedo già confabulavano sotto una selva di cavi,
che nel parco vedono una grande lo slogan pubblicitario: lasciate fuori dal seduti tra due carcasse di non so che,
palestra a cielo aperto, accanto a quelle vostro pc gli indesiderati, c’è chi veglia marchiate Ibm.
dei clienti delle decine di prostitute di sulla vostra sicurezza… - Il programma è pronto, i file di
colore che si annidano a ogni incrocio di Capii che la cosa era di grande valore. Stefano sono stati utili – disse Vincenzo.
sentieri. Avevo ancora in mente l’angoscia che - A cosa servivano, scusate? –
Altalene ed eroina, sport e mercimoni, mi aveva provocato l’incontro telematico intervenni.
limoni e puttane. con un hacker, un pirata informatico - Sei stato prezioso, caro – risero.
Una folata calda interruppe i pensieri. insomma. Era riuscito a insinuare un - In che senso?
Un gruppo di ragazzini in costume da minuscolo virus, un trojan (o qualcosa di - Ci servivano dei file inviati dalla tua
bagno si riversò all’interno della fornace simile) nel mio computer al giornale e posta elettronica. Tu lavori in un giornale
ambulante. Arsi dal sole e chiazzati di quando mi aveva ricontattato, dopo un tecnicamente avanzato, sei collegato in
sale, si spinsero rumorosamente fino paio di chiacchierate amichevoli online, rete con altri cento pc. Dovevamo
agli ultimi posti, passando davanti alla aveva chiesto se poteva mandarmi un testare una cosa... E l’esperimento è
macchinetta obliteratrice senza degnarla file. Avevo accettato e a trasmissione appena riuscito – spiegò Martin.
di uno sguardo. ultimata mi si erano drizzati i capelli. Mi - Ok, rinuncio a capire. Non vi
Quel soffio di vita mi ridiede la vista. aveva appena trasmesso l’articolo che cacciate nei guai, se non altro perché
Osservai ciò che restava di me, per stavo scrivendo. In soldoni, grazie a adesso mi sento complice.
effetto del caldo avevo trasformato i quel trojan, aveva libero accesso al mio Risero ancora, sarà stato l’effetto della
vestiti in qualcosa simile a una muta da computer e poteva scartabellare quanto brodaglia alcolica. Distesi le gambe su
sub. Tutto era fastidiosamente umido, voleva. un vecchio condizionatore che ormai
attaccaticcio, opprimente. La vecchina - Perché lo hai fatto? - gli avevo svolgeva le funzioni di tavolino e provai
era come imbalsamata: se dormiva era domandato a rilassarmi. Quello stato fuggevole di
una mummia, se era sveglia doveva - Perché mi sei simpatico e ti ho torpore, lungo un nanosecondo, si
essere in catalessi. voluto svegliare: qui siamo tutti più interruppe quando il mio piede destro
L’ape fece di nuovo capolino. vulnerabili. urtò una pila di libri sormontata da un
Brindammo con birra tiepida. Per Martin pacco di carta A4 ancora sigillato. Il
Inferno o Paradiso? il frigorifero non era tecnologicamente crollo mi risvegliò. L’occhiata beccò lo
Martin e Vincenzo si erano impegnati degno di attenzione. Anche Vincenzo schermo di uno dei dieci video accesi
per elaborare un programma utile e soffriva di questa strana sindrome: al di intorno a me e vidi l’ora. Tardissimo.
pericoloso al tempo stesso. sotto di un certo livello, diciamo di un Come sempre.
Li vedevo abbracciarsi, mi trovavo a normale pc domestico, non riusciva a Mi alzai e annunciai che me ne sarei
brindare con loro per una gioia che mettere a fuoco. Avevano studiato per tornato a casa.
condividevo a pelle, ma che non riuscivo anni ingegneria elettronica, avevano - Aspetta, andiamo via insieme –
ancora a capire. preso parte a corsi di specializzazione, disse Vincenzo.
- Abbiamo due strade davanti, caro master, erano padroni dei misteri Martin ci accompagnò alla porta ancora
Stefano – disse Martin – Una porta invisibili e, dicono, affascinanti del con il bicchiere tra le mani. Non c’era
verso il successo, l’altra dritta all’inferno. circuito stampato. Ma se il mio televisore pericolo che la birra si scaldasse.
- Il paradiso lo preferisco per il clima, decideva di non memorizzare i canali, Ci abbracciammo sulla soglia.
l’inferno per la compagnia – declamò - Non usare il programma Martin, mi
Vincenzo. Gery Palazzotto raccomando, rischi di sfasciare
- Questa non è tua – dissi - Ragazzi è un giornalista pal ermitano, qualcosa. Domani mattina sistemiamo
volete dirmi di cosa devo gioire o trentanovenne, appassionato di tutto – disse Vincenzo prendendo la via
terrorizzarmi? musica e nuove tecnologie. delle scale. I postumi di una recente
Guardandomi come un bambino al Attualmente lavora al Giornale di partita di calcetto mi indussero ad
quale il papà deve spiegare perché la Sicilia di Palermo ed è vice -redattore attendere l’ascensore. Sentii del
mamma fa pipì seduta, scandirono le capo delle cronache siciliane. movimento all’interno
parole, centellinando i termini tecnici e dell’appartamento. Martin stava
scatenando in me un crescente e-mail: g.palazzotto@tin.it spostando qualcosa, si stava dando da
nervosismo.

50
Progetto Babele DUE

fare probabilmente per mettere un po’ Riassunto:


d’ordine.
BOOK REVIEWS
… “Take Five” è un piccolo giallo, o
forse un blues palermitano. Racconti d’evasione
Il cursore intermittente scandiva sul E’ la storia di un uomo che non ha Autori Vari
video il tempo implacabile che opprime il tempo, di un uomo che corre
cronista davanti al foglio bianco. sempre, per via del lavoro e per
Rielaborare il carico di appunti di un indole. Un giorno, a causa di un
caotico block notes è un po’come farsi piccolo imprevisto, è costretto a
un esame di coscienza. Guardarsi fermarsi. Sull’autobus che da
dentro, scegliere un obiettivo, lasciarsi Mondello (località balneare
sempre una via d’uscita e, soprattutto, palermitana) lo riporta in città,
tirare il fiato e cominciare. rilegge gli eventi di un anno prima.
Rilessi tre volte lo stesso virgolettato, Complice una misteriosa visione,
provai mentalmente persino a invertire scoprirà che le verità che lo hanno
l’ordine delle parole, ruotai gli occhi e sostenuto fino a quel momento
abbassai il volume della radio. sono quantomeno deboli.
- No, musica. Azza, azza musica.
Seduto su una poltrona che sembrava divertente. E ripeteva, ripeteva,
inghiottirlo tra le rotonde pieghe del abbandonandosi tra le mie braccia.
similpelle, Andrea muoveva le gambette - Pappa, pappa, pappa.
avanti e dietro. Accarezzai i suoi capelli corti. Lui
- Balliamo? – gli chiesi strizzando un allungò una manina verso un ciuffo dei
occhio. miei e cominciò a rigirarseli tra le dita
- Musica sì, sì. Balla. oziosamente. Avevo il fiatone. Take Five
Avevo imparato a decifrare quel mi venne in soccorso, non era ballabile
linguaggio stitico e felice: poche parole, ed era rilassante. Andrea si accovacciò EDITORE SOQQUADRO
espressività sconfinata. Un bimbo di due sulle mie gambe e io riaprii la finestra di Anno 2002
anni ha già una chiave universale di Windows.
comunicazione per chi lo vuol sentire. Gli appunti del block notes, pur coperti “Dodici racconti, intrappolati nella rete
Un sorriso, un labbro increspato, un dalle molliche dei biscotti, erano di Internet ed illustrati nelle gabbie delle
diventati chiari: “… il partito dovrà ora carceri, trovano una via di fuga in
sussurro, raccontano istantaneamente questo evento misto d’arte, letteratura e
le storie più complesse. Non si impelaga esaminare la posizione dell’onorevole
teatro.”
nelle coniugazioni, mira al cuore del Lo Bruno, che voci sempre più insistenti
problema: c’è il bianco e il nero, l’uno fa indicano come prossimo destinatario di Cosi’ recita l’introduzione alla serata di
ridere, l’altro no. un avviso di garanzia per corruzione… ”. presentazione del libro ed in effetti questo
Chiusi la finestra di Windows che Sul televisore (così Andrea chiamava il e’una antologia per molti versi inusuale.
avrebbe dovuto ospitare il mio articolo e video del mio pc, “te’isore”) il foglio Dodici racconti evadono dalla rete di
elettronico si riempì presto di parole. Internet con la complicita’ dello staff
alzai il volume della radio. organizzativo dell’associazione culturale
Gli occhi di Andrea brillarono e si Erano le undici di mattina, ma due ore
Soqquadro ( vedi l’articolo a pag. 53 ) e
socchiusero in una risata squillante, con Andrea valevano per me una
delle illustrazioni realizzate da detenuti del
mentre il suo corpo seguiva la musica giornata intera. Sentii il suo respiro carcere femminile di Rebibbia e
con incantevole anarchia di movimenti. rallentare, la musica svanire, le luci dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di
Come può un bambino entusiasmarsi attenuarsi. Castiglione delle Stiviere.
per Rockit di Herbie Hancock? Ci svegliò Daniela. Tra le storie raccolte, tutte molto piacevoli,
- Serve niente teneroni? – chiese citiamo Estremamente tua di Vittorio
Lo presi in braccio, il suo alito leggero Baccelli, una piccola chicca per gli amanti
mi sfiorò il volto e il ballo continuò sulle ironica.
della velocita’, l’angosciante Nilla dorme di
mie gambe. Con la bocca impastata cercai di dire
Daniela Colucci, il calcistico Il grosso, Il
- Pappa! – gridò euforico mentre con qualcosa di esplicitamente offensivo, ma Genio e lo Svelto di Mario Frighi ed La
una mano cercavo di raggiungere il uno strano meccanismo cerebrale Catena, miniracconto sperimentale in 53
telecomando del condizionatore. Io mi mosse le mie labbra. capitoli di Simone Maria Navarra.
abbandonavo a giravolte e saltelli, la - Pappa – mi udii pronunciare. Le illustrazioni, sempre molto interessanti,
la veste grafica e la rilegatura, assai curate
temperatura nell’ufficio saliva. e l’ottima la qualita della carta ne fanno un
- Ma hai mangiato un’ora fa… © Gery Palazzotto
prodotto “maturo”sotto tutti I punti di vista.
A nulla valeva la colazione fatta con ( continua )
papà Vincenzo. Quel bimbo aveva una La presentazione ufficiale del libro si
carburazione esagerata. Vincenzo mi svolgera’ nel corso della mostra “Racconti
aveva avvisato: “Occhio, è un tritasassi. di Evasione” che si terra’ dal 14 al 21
Portati questi per precauzione”.
Sei la mia schiavitù sei la Settembre presso GARD Via dei
mia libertà Conciatori, 3i – ROMA e verra’inaugurata
I biscotti, sì. Quanti biscotti avevamo il 14 Settembre alle ore 18.30 con la lettura
mangiato io e Andrea quell’anno… sei la mia carne che brucia drammatica dei racconti per la regia di
Vincenzo si era separato dalla moglie da come la nuda carne delle Roberto De Robertis.
pochi mesi. I due erano rimasti in buoni
rapporti, ma, inevitabilmente, il bambino
notti d'estate Per maggiori informazioni sull’evento, vi
era rimasto sospeso tra le loro sei la mia patria invitiamo a contattare direttamente il
circolo culturale SOQQUADRO:
esistenze. tu, coi riflessi verdi dei tuoi
Capitava spesso, e io non facevo nulla occhi Tel. 06-4504846
per impedirlo, che Andrea si trovasse da CELL.333-8693502
solo con me per via degli impegni del
tu, alta e vittoriosa
E-MAIL: soqquadro@interfree.it
padre. Così era andata anche quella sei la mia nostalgia
mattina. Vincenzo mi aveva tirato giù dal di saperti inaccessibile Il libro non e’ reperibile in libreria ma puo’
letto chiedendomi se “per caso” avessi essere ordinatro direttamente presso
nel momento stesso l’Associazione Culturale SOQQUADRO
potuto intrattenere il piccolo. Io Andrea
me lo sarei portato in capo al mondo.
in cui ti afferro telefonando al numero 06/4504846 o, via
e-mail, al seguente indirizzo:
- Pappaaa! soqquadro@interfree.it
Il gioco proseguiva mentre ci Nadir Hikmet
dividevamo i biscotti. Se lui mi vedeva A.T.
ridere capiva di aver detto qualcosa di

51
Progetto Babele DUE

AL CINEMA CON POESIA : MONOGRAFIE


a cura di Francesca Lagomarsini

Alfred Hitchcock (1899-1980)


FILMOGRAFIA APPROFONDITA
La produzione di A.H. viene psicologico. Tra i film più significativi
normalmente divisa in tre periodi: segnaliamo:
Nodo alla gola The rope 1948
- Periodo inglese (1925 – 1939) Paura in palcoscenico Strage fright 1950
- Primo periodo americano (1939-1947) Il delitto perfetto Dial “M”for murder 1954
- Secondo periodo americano (’48-’75) La finestra sul cortile Rear Window 1954
La donna che visse due volte
Vertigo 1958
IL PERIODO INGLESE Intrigo internazionale
North by northwest 1958
Il primo successo lo ottenne nel 1926 Psyco Psyco 1960
Alfred Joseph Hitchcock è nato il 13 con “Il pensionante”. Tratto da un Gli uccelli Birds 1963
agosto 1899 a Leytonstone in Inghilterra soggetto scelto dallo stesso regista, Marnie Marnie 1964
ed è morto il 29 aprile del 1980 a Los viene considerato il primo film Il sipario strappato Torn curtain 1966
Angeles in California. veramente hitchcockiano in quanto per Il caso Paradine The Paradine case
Figlio di William ed Emma è stato la prima volta vi troviamo i temi che riedizione 1974
cresciuto con una rigorosa educazione diventeranno tipici del suo cinema, Complotto di famiglia Family plot 1976
religiosa ed ha frequentato il duro come quello dell’innocente.
Collegio Cattolico di Saint Ignatius. I
suoi studi proseguirono con l'iscrizione Con l’avvento del sonoro Hitchcock fu Forse non tutti sanno che...
alla scuola di Ingegneria e Navigazione costretto a creare una seconda versione
che dovette abbandonare per motivi del film “Il ricatto” (1929) nel quale dà - Durante l'infanzia Hitchcock fu
economici nel 1914 quando suo p adre già prova di virtuosismo tecnico. profondamente colpito da un
morì. episodio accadutogli: suo padre lo
Di questo periodo il film preferito dal mandò alla stazione di polizia con
Fin da questi anni Hitchcock manifestò regista fu “Ricco e strano” che, una lettera; dopo averla letta,
un grande interesse verso il mondo del proiettato nel 1932, nonostante si fosse l'ufficiale chiuse il regista in cella per
crimine e verso gli omicidi collezionando rivelato un fiasco dal punto di vista una decina di minuti. Poi lo lasciò
saggi ed articoli tratti dai giornali e commerciale, fu invece considerato un andare dicendogli che quello era ciò
visitando spesso il museo del crimine di successo da quello personale. che accadeva alle persone che si
Scotland Yard. comportavano male.
Nel 1915 trovò lavoro come d isegnatore Larghi consensi di pubblico e critica li Da quel giorno in poi, Hitchcock fu
presso la "Henley telegraph and cable ottenne il film “L’uomo che sapeva sempre terrorizzato dai poliziotti.
Company". troppo” del quale il regista realizzò un
remake americano con attori come - Nei suoi film ricorrono spesso
Il suo primo impiego nel ramo James Stewart e Doris Day. storie di persone innocenti che
cinematografico è datato 1920 quando Questo ed i successivi quattro film sono finiscono dietro le sbarre a causa di
venne assunto come disegnatore di titoli accumunati dal tema spionistico: poliziotti incapaci; per scagionarsi, i
in un nuovo studio londinese, il "Players - personaggi devono indagare per
Lasky-Studios"; Hitchcock disegnò i titoli “Il club dei 39”(1935) conto loro senza fare troppo
per tutti i film prodotti dal suddetto studio “L’agente segreto”(1936) affidamento negli organi di giustizia.
nel corso dei successivi due anni. “Sabotaggio”(1936)
Nel 1922 quando il regista di "Always tell “La signora scompare”(1938) - Hitchcock non ha mai vinto un
your wife" si ammalò, Hitchock terminò premio Oscar per la regia, è stato
di girare il film al suo posto mettendosi solo insignito dell’"Irving Thalberg
immediatamente in luce per le sue PRIMO PERIODO AMERICANO Memorial Award" nel 1967.
buone qualità. Gli venne affidata la sua
prima regia con il film "Number 13" che Nel 1939 O’Selznick volle Hitchcock ad - Il regista era sposato con Alma
però rimase incompleto perchè lo studio Hollywood dove girò “Rebecca” con il Reville che ha collaborato con lui
chiuse la sua sede londinese. quale si inaugura il thriller psicologico. come sceneggiatrice o aiuto regista
in alcuni films.
Nel 1923 Hitchcock fu assunto dalla Con l’entrata in guerra dell’Inghilterra il Anche la figlia Patricia ha recitato in
compagnia più tardi conosciuta come probabile senso di colpa del regista per alcuni film del padre come Paura in
Gainsborough Pictures. Durante i tre la lontananza dalla madrepatria lo palcoscenico, Delitto per delitto e
anni successivi Hitchcock lavorò indussero a girare “Il prigioniero di Psyco.
nell'ombra per numerosi films ed i suoi Amsterdam” (1940) che rappresenta un
compiti erano moltissimi: sceneggiatore, ritorno al film di spionaggio. In esso - In molti dei suoi film ritroviamo
disegnatore di titoli e scenografie, emergono il suo patriottismo, la sua situazioni ricorrenti, quasi degli
scrittore, montatore ed aiuto regista. solidarietà, l’antinazismo e la sua fiducia emblemi del regista; tra questi, per
Fu finalmente nel 1925, quando la nel ruolo USA nella risoluzione del esempio, vi sono numerose
compagnia gli affidò la regia del f ilm conflitto mondiale. inquadrature, o talvolta primi piani,
"The pleasure garden" (Il labirinto della sulle pettinature delle protagoniste;
passione) co-produzione anglo -tedesca, SECONDO PERIODO AMERICANO oppure la "presenza" delle stanze
che la brillante carriera di Alfred da bagno in momenti salienti dei
Hitchcock ebbe il suo inizio. Fu caratterizzato dall’evoluzione della film (l'assassinio di Marion Crane in
tecnica e dall’approfondimento Psyco o il cadavere nascosto di
Harry ne La congiura degli
innocenti).

52
Progetto Babele DUE

GENIO E SEMPLICITA’ LE SUE APPARIZIONI

Alfred Hitchcock risiede senza dubbio Com’e’ noto, Alfred Hitchcock appare in
numerosi dei suoi film nei cosidetti ruoli
nell’olimpo degli autori cinematografici cameo: piccole parti in cui il regista impersona
ma incarna la componente di essi meno passanti o personaggi appena visibili sullo
ermetica, più vicina ai gusti del grande sfondo, talvolta alle prese con situazioni
pubblico pur vantando grande ridicole e divertenti.
sottigliezza e tecnica raffinata. Ecco un completo elenco di tutte le sue
Da alcune frasi intuiamo la filosofia del apparizioni:
regista:
Il pensionante: dietro una scrivania, di spalle,
nella redazione del giornale, poi tra la folla che
“La bellezza delle immagini, la bellezza vuole linciare il presunto assassino.
dei movimenti, il ritmo, gli effetti, tutto Ricatto: legge il giornale in metropolitana
deve essere sottomesso e sacrificato mentre un bambino gioca col suo cappello
all’azione” Assassinio!: mentre Herbert Marshall esce dal
luogo del delitto, Hitchcock appare in primo
“Non giro mai un quadro di vita vissuta piano accanto ad una donna.
Il club dei trentanove: mentre Robert Donat e
perché quello la gente può benissimo Lucy Manheim prendono l'autobus, il regista
trovarlo a casa sua o in strada o persino sta camminando sul marciapiede e getta per
davanti l’ingresso del cinema. Non c’è terra una carta.
bisogno di pagare il biglietto per vedere Giovane e innocente: davanti al tribunale, tra i
una “fetta”di vita vissuta ” fotografi c'è anche il regista che non riesce a
scattare nessuna foto.
I film del re della suspence sono quindi La signora scompare: passeggia su uno dei
marciapiedi della stazione di Londra.
sofisticati esercizi di regia con lo scopo
Gli esempi più significativi e particolari Rebecca: passa vicino a George Sanders che
fondamentale di intrattenere lo della sua filmografia: sta uscendo da una cabina telefonica.
spettatore inchiodandolo alla poltrona. Il prigioniero di Amsterdam: leggendo il
E’ considerato universalmente abile giornale supera Joel McCrea per strada.
§ A cavallo tra cinema muto e
manipolatore di paure cinematografiche, Il signore a la signora Smith: passeggia sul
sonoro, “Blackmail” del 1929 è il primo marciapiede vicino a Robert Montgomery.
profondo conoscitore degli strumenti del film parlato di tutta la cinematografia
mestiere, attento all’inverosimile alle Il sospetto: attraversa la strada, mentre Joan
britannica, il regista ne ha montato Fontaine sta partendo in auto.
novità tecniche (usa storyboardanche una versione senza sonoro. Sabotatori: consegna una lettera al ranch
meticolosi) che gli hanno permesso di § “Giovane e innocente” del 1937 vestito da cowboy, poi è cliente di un'edicola.
realizzare pellicole traboccanti di L'ombra del dubbio: gioca a bridge in treno
contiene secondo i registi Rohmer e
sequenze da antologia, di finezze Chabrol il più bel carrello in avanti della mostrando di avere in mano tredici picche.
narrative. I prigionieri dell'oceano: appare sulla
storia del cinema, è inoltre uno degli pubblicità di un giornale.
ultimi film realizzati in Inghilterra Io ti salverò: esce dall'ascensore dell'albergo
Ad esempio “La finestra sul cortile ”, “La § “Rebecca la prima moglie” è
dove si sono rifugiati Gregory Peck e Ingrid
donna che visse due volte ” , “Intrigo subito premio Oscar come miglior film e Bergman.
internazionale” , “Psyco” e “Gli uccelli” migliore fotografia Notorius: vuota d'un fiato una coppa di
sono fondamentali riferimenti per ogni § “Il sospetto”del 1941 contiene una champagne durante il ricevimento di
appassionato del grande schermo. straordinaria sequenza in cui un Sebastian.
Il caso Paradine: esce dalla stazione, alle
bicchiere di latte forse avvelenato è spalle di Gregory Peck, trasportando la
I temi ricorrenti che mette in scena sono stato illuminato per mezzo di una
l’angoscia e la copla (presunta). lampadina messa al suo interno custodia di un violoncello.
Nodo alla gola: attraversa la strada, all'inizio
Attraverso le paure più segrete § Per “Il delitto perfetto” del 1954 del film.
dell’individuo è riuscito a tenere incollato inizialmente la soluzione tecnica fu il 3D Il peccato di Lady Considine: prima è alla
lo spettatore allo schermo sfruttando i a dimostrazione della continua ed parata, poi sta discutendo sotto la villa del
temi del sospetto, della minaccia, esasperante ricerca tecnica che lo governatore mentre Michael Wilding sta
dell’innocente perseguitato. entrando.
porterà a realizzare il “dizionario Paura in palcoscenico: incontra Eve Gill che
Genio pubblicitario, ama inoltre curare cinematografico”
personalmente la fotografia, il sonoro ed § “La finestra sul cortile” fu parla da sola e si volta a guardarla.
Delitto per delitto: mentre Farley Granger
il montaggio considerati elementi caratterizzato da una sceneggiatura così scende dal treno, Hitchcock sale con la
fondamentali. custodia di un contrabbasso.
perfetta da meritarsi le lodi di colleghi
come Truffaut. Io confesso: passa in cima ad una scalinata.
La dimensione culturale della sua § Nel film “La donna che visse due Il delitto perfetto: appare in una fotografia
immensa filmografia emerge se si mostrata da Ray Milland.
volte” del 1958 il regista rasenta la La finestra sul cortile: mette a posto un
considerano i quasi sessanta perfezione; secondo il parere di Martin
lungometraggi e le due serie televisive Scorsese “è un esempio di c ome sia orologio a pendolo nell'appartamento del
compositore.
“Sospetto”e “Hitchcock presenta”.
possibile fare un film dentro le regole Caccia al ladro: è seduto vicino a Gregory
dello “studio system” e allo stesso Peck in autobus, con accanto una gabbia di
LA FRASE: uccelli.
tempo realizzare un film d’autore. Un
La congiura degli innocenti: attraversa la
“Il regista deve sempre cercare esempio di storia ben raccontata, con
strada dietro l'automobile del collezionista di
nuovi modi di esprimere le idee. personaggi magistralmente definiti, che quadri.
Soprattutto deve farlo il più ostentano una psicologia complicata ma L'uomo che sapeva troppo: di spalle mentre
brevemente possibile, cioè con il non bergmaniana. Resta una lezione assiste ad un numero di giocolieri arabi a
numero minore di immagini; mi importante per i registi attuali” Marrakech.
piace che il pubblico continui ad § Per quanto riguarda “Psyco” una Il ladro: si vede la sua ombra nel prologo del
curiosita: per i 45 secondi della scena film.
interrogarsi e che non sappia mai La donna che visse due volte: attraversa la
cosa succederà dopo. Faccio della doccia ha impiegato 72 posizioni
strada davanti alla casa di James Stewart.
crescere l’interesse del pubblico della telecamera e 7 giorni di Intrigo internazionale: in mezzo alla gente che
in modo graduale e sicuro e nei lavorazione. cerca di salire sull'autobus.
thriller lo porto ad un § Per ultimo ne “Gli uccelli” si notano Psyco: è fermo davanti all'ufficio di Janet
crescendo… ” 350 effetti particolari, i membri della Leigh con un cappello da cow boy.
troupe dovettero ricorrere alle cure Gli uccelli: lascia il negozio degli animali con
ospedaliere più volte a causa dei due cagnolini al guinzaglio.
Marnie: guarda Tippi Hedren nel corridoio
problemi con i corvi. Nella pellicola non
dell'albergo.
è presente il classico “the end”finale.

53
Progetto Babele DUE

Il sipario strappato: seduto nella hall di un


albergo con un bimbo in braccio, mentre si
Associazione Culturale

Soqquadro
pulisce i pantaloni su cui il piccolo ha fatto
pipì.
Topaz: si alza di scatto da una carrozzella per
invalidi nel terminal dell'aeroporto.
Frenzy: tra la folla che ascolta un oratore
lungo il Tamigi.
Complotto di famiglia: la sua silhouette è Durante la preparazione di questo numero di Progetto Babele siamo
riconoscibile causalmente venuti in contatto con Marina Zatta di Soqquadro, una vivace
Francesca Lagomarsini associazione culturale che opera in roma ed organizza mostre ed esposizioni
artistiche di varia natura. E’ con piacere che riportiamo in questo spazio una
NASCE CONTAINER! breve presentazione del circolo e delle sue attivita’.
Riceviamo e pubblichiamo (con i
nostri migliori auguri!) il seguente L’Associazione Culturale “Soqquadro” è anagraficamente giovane, nasce
comunicato: infatti nell’ottobre del 2000. I soci appartenenti al Comitato Direttivo sono invece,
ognuno nel proprio settore, molto competenti e preparati. Del Comitato fanno
"CONTAINER" sarà una nuova rivista parte:
artistico/letteraria, interamente Marina Zatta, esperta nell’arte dell’arazzo d’autore, avendo realizzato opere su
autoprodotta in stampa laser, con tela tratte da bozzetti dei più noti artisti italiani, tra cui ricordiamo Mario Schifano,
cadenza trimestrale, in formato 14,8 x 21
Achille Perilli, Toti Scialoja, Giulio Turcato, Emilio Tadini, Enrico Baj e molti altri.
cm (A5), con una foliazione di 48 pagine,
in bianco e nero (forse con copertina a Successivamente la sua passione per il mondo dell’arte l’ha spinta verso il
colori) e rilegatura a punto metallico. mondo dell’associazionismo culturale, fondando prima (negli anni 90)
Verrà editata dall'Associazione Culturale l’Associazione Culturale “LiberaMente”ed oggi “Soqquadro”.
"I Cavalieri Amari" di Colleferro (Roma). Roberto de Robertis è tra i fondatori dell’Accademia d’Arte Drammatica “Pietro
Scharoff” fondata molti anni fa ed incentrata sul metodo Stanislavskij, insegna
Uscita prevista: Aprile/Maggio 2003. teatro nella suddetta Accademia ancora oggi.
Ginevra Salerno, docente associata dell’Università Roma Tre nella Facoltà di
Ogni singolo numero, presenterà in
copertina un’illustrazione creata da un Architettura, ingegnere civile con la passione per l’arte cui ha in passato
artista professionista o esordiente (hanno dedicato molto tempo occupandosi di un’Associazione Culturale nel Sud Italia.
già aderito all’iniziativa una quarantina di
illustratori, di cui un paio di notevole Dall’ottobre del 2000 ad oggi sotto la loro direzione l’associazione ha dato vita a
risonanza nel settore). undici mostre d’arte, aiutato la diffusione di libri di autori sconosciuti
I contenuti all’interno saranno organizzando la presentazione di dieci libri di autori diversi ed elaborato una
prevalentemente letterari (poesie,
performance teatrale tratta dal racconto di Gogol “Diario di un pazzo”
racconti, saggi, articoli, ecc.), ma
spazieranno anche in espressioni rielaborato drammaturgicamente da Roberto de Robertis. Nell’anno in corso
artistiche di diverso genere (illustrazioni, sono in programma undici mostre corredate da presentazioni di libri che
fumetti, fotografie, ecc.). saranno prevedibilmente di una ventina di autori diversi, la nascita della
In seguito, sarà possibile abbonarsi alla compagnia di teatro amatoriale “Soqquadro” nonché l’elaborazione di
rivista (4 numeri l’anno), seguendo le incontri sulle tematiche relative al settore “Scienza, Tecnologia & Società”.
modalità riportate all’interno della stessa.
Intendiamo darle una diffusione
controllata, mediante l’aiuto di librerie,
Tra le organizzazioni che collaborano con Soqquadro ci sono anche numerosi
enti o strutture che decidano di aiutarci in siti letterari presenti in Internet, nonché diverse riviste culturali e case editrici che
tal senso, non escludendo un’eventuale ci stanno aiutando nella realizzazione del progetto “Edizioni Internet 2” e nella
distribuzione ufficiale. programmazione delle presentazioni di libri di autori sconosciuti.
La partecipazione alla sua realizzazione
è sempre aperta a tutti, soci e
simpatizzanti, in qualsiasi momento. Tra gli scopi dell’associazione culturale Soqquadro, oltre quello di diffondere la
A tale proposito, stiamo cercando
cultura in ogni suo aspetto ed espressione, c’è una particolare attenzione alle
scrittori/ici e poeti/esse che intendano marginalità dei soggetti e dei territori culturali.
pubblicare loro racconti e poesie Scopo principale dell’associazione è portare la cultura in quei territori in cui
inediti/e sulla rivista. Accettiamo in difficilmente viene inserita, come ad esempio le periferie urbane, i luoghi di
visione anche scritti pubblicati su siti detenzione carceraria, le comunità terapeutiche… Questo perché riteniamo
Internet, oppure inviati a concorsi che la cultura possa servire non solo come passatempo più o meno colto e/o
letterari (eventualmente vincitori di leggero, ma può e deve essere offerta come strumento di riflessione e crescita
premi), e inseriti nelle relative
antologie.
nella mente e nell’animo degli uomini.
Riteniamo inoltre che sia la cultura, o meglio, il possesso di essa, ad offrire
La Redazione, per principio, non apporrà spesso alternative alla violenza ed alla brutalità umane trasformando così
nessuna forma di censura agli elaborati l’uomo da animale a soggetto civile.
pervenuti, che potranno avere qualsiasi
stile, forma, lunghezza e contenuto (se Oltre a ciò, altro scopo principale della nostra associazione è il tentare di offrire
ne riserverà solamente la selezione visibilità ai soggetti culturali che più stentano ad esporre e portare a conoscenza
preventiva per la pubblicazione, a suo
di un pubblico il loro lavoro intellettuale; tra questi ci sono ovviamente i giovani
insindacabile giudizio).
Per correttezza, desidero specificare fin artisti, ma non solo, ci sono anche tutti quegli intellettuali il cui lavoro
d'ora che, essendo la nostra iniziativa incentrandosi
priva di qualsiasi scopo di lucro, ogni su teorie di ricerca ed avanguardia viene spesso isolato dal contesto generale
collaborazione di qualsiasi natura, è da e reso così quasi del tutto invisibile al grande pubblico.
considerarsi sempre a titolo gratuito.
Gli elaborati resteranno proprietà dei
rispettivi autori, senza nulla a pretendere
da parte della Redazione.
Sulla base di questi nostri scopi, hanno aderito alla nostra associazione in un
In caso di pubblicazione, si riceverà anno più di una quaranta intellettuali tra scrittori, poeti, persone di teatro, pittori e
copia gratuita del numero della rivista in scultori.
cui compare l'elaborato.
Se siete interessati, potete spedire sin Indirizzi e telefoni: ass. cult. Soqquadro:
d'ora i vostri elaborati all'indirizzo e-mail:
a.dezi@ciaoweb.it con allegato un breve
profilo bio-bibliografico (da pubblicare). Via Arturo Calza 29, 00157 Roma
Rimango a disposizione per eventuali Tel.064504846 cell.333-8693502
chiarimenti e-mail: soqquadro@interfree.it
Alessandro Dezi
Dir. Resp. CONTAINER

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Progetto Babele DUE

CONCORSI E SEGNALAZIONI

Associazione Culturale “Aldo Zelli” copie di un libro antologico dei


Rivista “Il Foglio Letterario” partecipanti al concorso. Al 2°
Edizioni IL FOGLIO class.to: Pergamena con
con il patrocinio del Comune di Piombi no I giornali inventano la medaglia, un omaggio di 30
copie di un libro antologico dei partecipanti al
PREMIO DI LETTERATURA INEDITA metà di quello che concorso. Al 3° class.to: Pergamena con
medaglia, un omaggio di 20 copie di un libro
“LICURGO CAPPELLETTI” scrivono... se antologico dei partecipanti al concorso. A tutti i
4° Edizione
poi ci aggiungi che non selezionati verrà consegnato un attestato di
partecipazione.
SEZIONI:
Poesia Inedita; Narrativa Inedita; Premio
scrivono la metà di quel SEZIONE PREMI ASSOLUTI – Al 1°
classificato: € 750. Al 2° classificato: € 500. Al
Speciale Giovani che succede, ne 3° classificato: € 250.
REGOLAMENTO consegue che i giornali LIBRO ANTOLOGICO - È prevista la
realizzazione di un'antologia sulla quale
1) Gli elaborati in lingua italiana devono
essere inediti e mai premiati in altri concorsi. Il
non esistono. verranno inserite le opere migliori selezionate
dalla giuria. Tale libro avrà le seguenti
premio si divide in due sezioni: A) Poesia caratteristiche: copertina 300 grammi a colori
Inedita a tema libero (massimo 50 versi) - B) plastificata, pagine interne in bianco e nero di
Narrativa Inedita a tema libero (massimo 5 Quino 100/120 grammi, cucito in filorete.
cartelle 30 righe per 60). Sarà premiato il GIURIA - La Giuria è presieduta dalla Sig.ra
lavoro di un giovane sotto i ventisei anni. Alba Filomena Bove.
2) Ogni concorrente può partecipare con una DIRITTI D'AUTORE - Gli autori, per il fatto
sola opera per sezione. stesso di partecipare al concorso, cedono il
3) Per partecipare al concorso occorre essere diritto di pubblicazione all'interno della
abbonati a IL FOGLIO LETTERARIO. Chi è scadenza 31 ottobre 2002
“Domina Editrice srl”, sul sito internet e sul
già abbonato dovrà versare per ogni sezione libro antologico che verrà pubblicato senza
un contributo spese di segreteria di euro 10. Il Cenacolo dei Poeti e degli Artisti della
Daunia indice ed organizza con il aver nulla a pretendere come diritto d'autore. I
Per chi non lo è il contributo ammonta a euro diritti rimangono comunque di proprietà dei
25 ma è comprensivo della quota di patrocinio e la collaborazione tecnica e
letteraria della “DOMINA EDITRICE s.r.l.” il: singoli Autori.
abbonamento alla rivista. La somma deve PREMIAZIONE - Si terrà a Trinitapoli (FG) nel
essere versata con vaglia postale o assegno mese di dicembre 2002 in luogo da stabilire. I
non trasferibile intestato a IL FOGLIO I Premio Nazionale
partecipanti verrano avvisati.
LETTERARIO o per contanti allegati alle Letterario e Narrativo
RISULTATI – I risultati saranno visibili sul sito
opere. "Federico II" http://web.fiscali.it/dominaeditrice/
4) Ogni lavoro deve essere presentato in tre INFO TEL.- Per ulteriori informazioni tel.
copie cartacee, preferibilmente accompagnate Section 3.01 IN PALIO: € 1.500 E 0521/385537 dalle ore 9 alle ore 12 dalle ore
da floppy disk (file word estensione doc.). Una PUBBLICAZIONE DI UN’ANTOLOGIA 14 alle ore 18, dal lunedì al venerdì oppure
sola copia con il NOME, COGNOME, I premi in denaro verranno assegnati dalla inviare una e-mail all’indirizzo:
INDIRIZZO COMPLETO, DATA e LUOGO DI giuria alle tre opere più originali
NASCITA, NUMERO TELEFONICO, E-MAIL SEZIONE POESIA - Poesia inedita a tema
(eventuale), FIRMA. domina.editrice@crisopolis.com
libero di massimo 36 versi (sono ammesse
5) I concorrenti devono inviare le opere due o più brevi poesie, purché la lunghezza
entro il 31/12/02 a: complessiva non superi le 36 righe compresi
Premio Letterario “Licurgo Cappelletti” c/o Il spazi).
L'ASSOCIAZIONE
Foglio Letterario - Via Boccioni 28 - 57025 SEZIONE NARRATIVA – Racconto inedito a CULTURALE "SOQQUADRO"
PIOMBINO (LI) tema libero della lunghezza massima di dieci ORGANIZZA A ROMA MOSTRE
6) Verranno assegnati i seguenti premi: cartelle dattiloscritte (1 cart.=30 righe di 60
Sezione Poesia Inedita 1° Classificato Euro DI PITTURA E SCULTURA
battute=1800 battute).
300 TESTI - Possono partecipare autori italiani e PER ARTISTI EMERGENTI E
Sezione Narrativa Inedita 1° Classificato Euro stranieri con opere in lingua italiana. Non sono DI RICERCA.
300 ammesse opere che partecipino ad altri CHIUNQUE FOSSE
Premio Speciale Giovani Euro 150 concorsi.
La giuria si riserva di assegnare segnalazioni NUMERO COPIE - I concorrenti devono
INTERESSATO A PROPORRE
di merito ad altri lavori. I migliori elaborati inviare due copie di cui una sola con nome, I SUOI LAVORI PUO'
saranno pubblicati su “Il Foglio Letterario”. cognome, indirizzo, numero di telefono e CONTATTARCI
7) I vincitori dovranno ritirare il premio nome del Concorso a cui partecipano.
personalmente durante la cerimonia di
PER E-MAIL:
QUOTA DI PARTECIPAZIONE - Euro 20.00
premiazione, in data e luogo da comunicarsi. per sezione. La quota è ridotta a Euro 18,00 a
8) I componenti della giuria saranno resi noti chi partecipa ad ambedue le sezioni. Il soqquadro@interfree.it
al momento della premiazione. versamento dovrà essere effettuato
9) Il verdetto della giuria è inappellabile. preferibilmente mezzo vaglia postale intestato
10) Verrà data comunicazione dei risultati
O PER POSTA: ASS.CULT.
a “I Premio Nazionale Letterario e Narrativo
tramite la rivista Il Foglio Letterario, il sito Federico II”, C. so Trinità , 93– 71049
SOQQUADRO VIA ARTURO
www.ilfoglioletterario.it, la newsletter Trinitapoli (FG). CALZA, 29 - 00157 ROMA
telematica. Si terrà cerimonia di premiazione SPEDIZIONE - Spedire gli elaborati entro il 31
in Piombino nel mese di febbraio e verranno ottobre 2002 a: “I Premio Nazionale Letterario
avvisati personalmente solo i vincitori. INDIRIZZANDOLI
e Narrativo Federico II” C.so Trinità, 93–
71049 Trinitapoli (FG). Allegare la copia della ALL'ATTENZIONE DI
PER INFORMAZIONI ricevuta del versamento. MARINA ZATTA
TELEFONARE ALLO SEZIONE PREMI POESIA - Al 1° class.to: (DIRETTRICE DELLA
0565/45098 0565/49255 Pergamena con medaglia e un’opera SEZIONE ARTI VISIVE
scultorea di Savino Russo, un omaggio di 50
copie di un libro antologico dei partecipanti al DELL'ASSOCIAZIONE).
Ringraziamenti: ormai i nomi concorso. Al 2° class.to: Pergamena con
sono diventati troppi per poter medaglia, un omaggio di 30 copie di un libro I LAVORI VERRANNO
ringraziare tutti singolarmente... antologico dei partecipanti al concorso. Al 3°
class.to: Pergamena con medaglia, un SELEZIONATI SULLA BASE
spero quindi che nessuno si omaggio di 20 copie di un libro antologico dei DELLA LORO
offenda se dedico a quanti hanno partecipanti al concorso. A tutti i selezionati
ORIGINALITA',
collaborato, ciascuno in modo verrà consegnato un attestato di
partecipazione. RICERCA ESPRESSIVA,
diverso ed insostituibile, un SEZIONE PREMI NARRATIVA - Al 1° TECNICA E CULTURALE.
caloroso grazie collettivo. MRC class.to: Pergamena con medaglia e un’opera
scultorea di Savino Russo, un omaggio di 50

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Progetto Babele DUE

VUOI COLLABORARE CON NOI?


Premio D.M. Turoldo Ogni lettore che naviga sul sito, potra’
esprimere un giudizio sui testi, che sara’ ad
L’Associazione Poiein, al fine di favorire lo essi posposto, con un messaggio che deve
sviluppo della cultura sulla rete Internet e per i
essere FIRMATO e inviato all’indirizzo Siamo sempre in
studiocfr@estranet.it (specificando
suoi scopi di solidarieta’ sociale, indice un
concorso letterario, con le modalita’ esposte
ovviamente il nome dell’autore al quale si cerca di: autori,
riferisce la critica inviata).
nel regolamento riportato di seguito.
Per ulteriori informazioni, contattare
redattori e
Regolamento
1. E’ indetta la prima edizione del premio di G. Lucini 0342.200.547 - collaboratori.
poesia ’D.M.Turoldo’. Esso e’aperto ad artisti 338.17.31.774 - glucini@novanet.it
di ogni nazionalita’ e di ogni lingua, purche’ i
testi in lingua straniera o in dialetto, siano
accompagnati da traduzione (letterale o
Visita il nostro sito
L'Associazione Culturale
poetica).
Soqquadro organizza
2. Gli iscritti partecipano con tre testi inediti,
per un totale che puo’variare da un minimo di presentazioni di libri, WWW.PROGETTOBABELE.IT
30 a un massimo di 100 versi. Sono anche di autori alla
considerate “inedite” anche le opere prima esperienza,
pubblicate dopo il 1 gennaio 2002 (in tal caso inserendo dette oppure scrivi a :
l’autore fornira’copia del volume contenente i presentazioni
testi in concorso o fotocopia dei testi con all'interno delle
l’indicazione bibliografica). iniziative culturali
3. Ai partecipanti e’ chiesto, a titolo di
(mostre d'arte) progetto_babele@yahoo.it
donazione, un importo in denaro oscillante da
un minimo di euro 16 a un massimo a organizzate
discrezione. periodicamente
Tale contributo, non richiesto agli iscritti (una volta al mese)
all’Associazione, sara’ destinato, dedotto il a Roma.
premio in palio, allo sviluppo di attivita’ Ti e’piaciuto quello che hai letto?
educative e formative nei Paesi poveri. Chiunque volesse
L’importo puo’ essere versato sul CC.
sottoporre il proprio Allora,
materiale può farlo
bancario 1/0035650, Banca Popolare di
inviandolo aiutaci a distribuire
Sondrio, ABI 05696 CAB 11000, intestato
all’ÄôAssociazione, o inviato tramite vaglia per posta all'indirizzo: Progetto Babele.
postale o assegno bancario non trasferibile a:
Associazione Poiein, Via Bonfadini, 38 - Ass. Cult. Soqquadro
23100 – Sondrio. Via Arturo Calza 29
Quando hai finito di leggere
00157 Roma
4. SCADENZA: Le opere dovranno pervenire, questa copia, fanne una
entro il 30 novembre 2002 in unica copia, a
oppure per posta fotocopia e lasciala ad una
uno qualsiasi dei seguenti indirizzi (a
elettronica biblioteca, ad un circolo
preferenza del partecipante):
Associazione Poiein, Via Bonfadini, 38 - all'indirizzo: culturale oppure in un bar o
23100 - Sondrio (copia cartacea); all’oratorio.
Indirizzo di posta elettronica soqquadro@interfree.it
studiocfr@estranet.it (allegato Word o RTF)
Il materiale non sarà in Qualcuno
Le opere saranno pubblicate per intero, man alcun caso restituito; a Forse
mano che perverranno all’Associazione, sul
sito Internet www.loso.it/poiein/ in apposita
tutti verrà data una Te ne sara’grato!
sezione. L’atto della pubblicazione equivale risposta.
all’attestazione che l’autore e’ iscritto al
concorso. A chi vorrà presentare il
proprio libro tramite
5. L’autore dovra’indicare nella lettera di invio Soqquadro verrà Scrittori in Piazza continua
o sul messaggio di posta elettronica: richiesto il pagamento il suo Tour italiano
Cognome e nome, indirizzo completo, numero annuale della tessera WWW.SCRITTORINPIAZZA.ORG
di telefono, indirizzo di posta elettronica (se redazione@scrittorinpiazza.org
associativa.
posseduto), breve curricolo (max 20 righe).
6. Al vincitore sara’corrisposto un premio che
ammonta al 50% della totalita’dei versamenti Marina Zatta LIBRIAMOCI
pervenuti per l’Äôedizione del concorso. 4 mostra dell’editoria autogestita
Il 50% rimanente 50% e’ destinato agli scopi ed indipendente
di solidarieta’di cui al punto 3).

Le opere dei primi 10 classificati saranno IL SEGNO C A S S O L N O V O (PV)


esposte sul sito dell’Associazione, in apposita 30-31Agosto1-6-7-8 Settembre
sezione, per 6 mesi ed inviate per scopo di Quando parli lasci il segno 2002
pubblicazione ad almeno tre siti Internet e tre
quando ridi lasci il segno
riviste letterarie tradizionali. PROGRAMMA 8 SETTEMBRE
con lo sguardo lasci il segno
Il premio ’D.M.Turoldo’ puo’, a discrezione caro il mio Zorro, hai rotto i coglioni
Ore 10.30 EDITORI IN MOSTRA SI
della giuria, per una o tutte le sezioni, non
essere attribuito, ma in ogni caso viene PRESENTANO
attribuito l’importo di cui al 1 comma del DOLCEMENTE Dalle 10.30 SCRITTORI IN PIAZZA
presente articolo, all’opera che piu’si avvicina dalle 18.00 A decine da tutta Italia
al livello qualitativo richiesto dalla giuria.
Silenziosa, entri nella mia camera, per scrivere raccontare e
palpi il mio corpo nudo, stampare storie: le loro, le nostre;
Il nome del vincitore sara reso noto con con un P.C. portatile lungo Viale
comunicato della Giuria in occasione finchè trovi il posto più dolce e
invitante, Rimembranze
dell’aggiornamento del S. Natale 2002 (dal 15
al 24 dicembre). e cominci a succhiare.
Il vincitore sara’ avvisato per lettera Zanzara di merda...!!! Per informazioni:
raccomandata A.R. Gaetano Frasi email:
frasi@centerweb.it
FLAVIO OREGLIO

56
I NOSTRI AUTORI
In ordine rigorosamente sparso, presentiamo brevemente gli autori apparsi su queste pagine

Claudio Palmieri : (pseudonimo di M.C.B.) privilegio a colpi di Sonetti. più del previsto.
ha trentotto anni ed e' Abruzzese. Si dedica alla caccia di donne della stessa
Vive in Svizzera dove lavora come ingegnere Francesca Baldassarri: La primavera del specie e alla propria formazione culturale,
aeronautico. Claudio, appassionato di volo e 1976 portò con sé nel bel mezzo dell'Italia, vero hobby per tutti i cuccioli della specie.
di letteratura, scrive racconti da qualche anno oltre ai pollini e alle prime allergie, una piccola Nel 1998, terminati gli studi di tecnico delle
e da poco ha cominciato a pubblicare i propri principessina azzurra che già a 2 anni industrie elettroniche con 60/60, si trasferisce
testi su alcuni siti per "e-writers". leggeva tutto quello che le capitava a Salerno per continuare l’attività di
La sua pagina web e': sott'occhio, dalle etichette degli formazione, cambiando, però, completamente
http://it.geocities.com/claupalm/ omogeneizzati, alle favole. La sua voracità di l’orientamento di studi. Qui intraprende un
Il suo indirizzo e-mail e': conoscenza la porta ad intraprendere studi corso di studi disumano: quello umanistico.
claupalm@yahoo.com. oscuri di numismatica e di viaggi e uno di Decide di iscriversi all’università di Salerno
questi, in modo ancora più oscuro, la porta a per frequentare il corso in scienze della
scoprire i computers. comunicazione.
Paolo Durando : Nato a La Spezia 39 anni Poi ad un certo punto, scopre che, mettendo Nel frattempo non ha abbandonato il suo
fa, vive a Treviglio, dove insegna lettere alle tutto assieme, si possono creare cose - e sport preferito: la caccia; prosegue la sua
superiori. Nei suoi romanzi e racconti si cose belle e tante cose - ed allora ci prova e strada… (nel senso che la segue a favore:
avvale di simboli, miti, semiosi del passato e non smette più. Uno strano nuovo viaggio, in pro=termine latino) con altre attività parallele
del presente per un "fantastico antropologico", verità, tutto da scoprire e da inventare e tutto e distanti.
trasversale a fantascienza, fantasy, horror. da leggere Negli ultimi anni ha deciso di tediare i suoi
Si ritiene un estimatore di quel filone simili con alcuni racconti minimalisti, ricerca
"praghese" (Kubin, Meyrink e, ovviamente, Vittorio Baccelli è nato a Lucca nel 1941, ha sul significato e sul senso associato al non
Kafka) che in Italia ha avuto, tra i pochi conseguito una laurea in lettere presso senso, che messi insieme danno, a suo
epigoni, T. Landolfi. l'Università degli Studi di Pisa, libera laurea in parere, IL doppio senso.
Un'esperienza di socializzazione del suo Scienze Umane e Sociali presso la Città E questo è quanto gli è riuscito di scrivere in
percorso creativo è stata la frequentazione, a studio di Urbino, Master in Scienze breve.
Milano, del laboratorio di scrittura creativa di biomediche con la Pacific Western University Nel lungo, vorrebbe anche scrivervi che ama
Renzo Casali, regista e attore della Comuna di Los Angeles. le bionde: Peroni, bud o “son suoce ice” che
Baires. Attivo nel mondo dell'arte fin dagli anni 60, è sia.
Ha avuto riconoscimenti in alcuni concorsi poeta, scrittore e collagista.
letterari ed un suo romanzo breve, E' stato il direttore del mitico giornale Carlo Santulli, nato a Napoli nel 1963, vivo in
"Kamaloka", sarà pubblicato da Prospettiva underground “FUCK” e successivamente de Inghilterra con moglie e figlia, dove lavoro
editrice. “La rivolta degli straccioni”. come ricercatore universitario (a Reading,
Altre sue opere si prossono trovare presso Ha partecipato a rassegne multimediali e di Department of Engineering). Sono laureato
il Club Ghost di Collegno mail art in tutto il mondo, è l'ideatore dei anche in lettere. Scrivo (abbastanza
(TO) (www.clubghost.it)" progetti “millennium” e “luther blissett raramente) qualche poesia e racconto,
experience” specialmente umoristico, che ho pubblicato in
qualche antologia. Ho vinto anche alcuni
Thomas Pololi: Thomas vive conflittualmente Emanuele Palmas nasce a Cassano d'Adda premi in concorsi di poesia.
il rapporto sogno/realtà ossia ciò che deve e in provincia di Milano il 14 marzo del 1981. Altre mie passioni sono le ferrovie, l’opera, la
ciò che Persona tra tante nella facoltà di Economia e storia, e, lavorativamente, i materiali
vuole fare. Commercio della Cattolica. I suoi interessi più biocompatibili, interessi molto dissimili tra
Frequenta passivamente il primo anno di radicati si snocciolano in un catino di filosofie, loro, che qualche volta, per puro caso,
scienze della comunicazione ("è inutile" dice). progetti musicali più o meno estremi e non (il vengono ad incontrarsi.
Mentre sua madre dice di lui: "un giorno di cui fulcro ruota intorno al gruppo Naiba, che
questi lo mando a fare il muratore". in Rumeno significa Diavolo) e nuove Pietro Pancamo: Sono nato nel 1972. Sono
tendenze letterarie tese ad illuminare laureando in lettere all’Università “La
l'asfissiante logorio di una realtà troppo Sapienza” di Roma, presso il Dipartimento di
Francesca Lagomarsini : Sono nata a ordinata. Recensore e intervistatore in tre e- Italianistica e Spettacolo. Ho lavorato per tre
Genova il 2/12/71, vivo a Genova in una zona magazine di musica alternativa, ha scritto anni in una casa editrice (la Thyrus di Terni),
di campagna, scrivo poesie e racconti, amo in Ordinaria Amministrazione, "Dai racconti di acquisendo a fine contratto la qualifica
particolare la poesia al “femminile” di E. uno psicotico", "Cattivi pensieri", "Pensieri professionale di redattore. Ho poi collaborato,
Dickinson e Alda Merini. Astratti" e "Storie di mitologie infernali", come articolista, con varie riviste fra cui
Scrivo da quando sono bambina, ho raccolte di racconti dove delirio e violenza “Cinema Studio”, periodico on-line di critica
partecipato a diversi concorsi, pubblico su restano confusi. cinematografica, curato e gestito da alcuni
“Liberodiscrivere” e “Scritturafresca” in docenti dell’Università “La Sapienza”. Sono
Internet. Ho pubblicato a mie spese la mia Stefano Lorefice (1977 - il più in là possibile) giornalista dal 2001. Attualmente scrivo
prima raccolta dal titolo “Libellule”. Studi universitari in atto,totalmente fuori articoli di cultura e sport per il “Corriere
Il mio sogno è pubblicare una raccolta di corso,ha vissuto a Milano,Roma,si potrebbe dell’Umbria”, quotidiano di Terni e Perugia.
poesie e fiabe illustrata dai miei disegni e dire anche Parigi e Budapest,scrive da alcuni Con le mie poesie e i miei racconti, ho
anche quello di viaggiare intorno al mondo anni e lavora per evitare la denutrizione. ottenuto diversi riconoscimenti fra cui il 2°
facendo la giornalista letteraria… amo in Tracce di lui si possono trovare sul web… posto al “Trofeo Medusa Aurea” (indetto
particolare il cinema europeo (francese ed Disorientato,alienato,totalmente dissociato, dall’Accademia Internazionale d’Arte Moderna
inglese). fuori frequenza… not so happy to be sad di Roma), il 3° posto al concorso “Omaggio a
Luigi Pirandello” (Roma) e il 1° posto assoluto
Roberta Mochi, è nata a Roma nel 1975 al “Premio città di Torino”.
Oscar Dabbagno (in arte Fabrizio Graziani) dove vive con le sue splendide gatte Mia e
38 anni. Sposato. Ha dato il "meglio" di se Mina. Da sempre grande appassionata di Daniela Manzini Kuschnig: insegnante di
contribuendo (invero molto modestamente) al horror si è laureta proprio con una tesi su lingua inglese, dmk è redattrice della rivista Il
mettere al mondo la sua splendida bambina questo genere di letteratura di nicchia. Ha Club degli autori (Melegnano, Milano) e
che oggi ha 4 anni. una particolare predilezione per la scrittura di redattrice - capo dell’ omonimo sito internet,
Ex nuotatore, ex magro, ex ingegnere, ex un Barker e l'espressionismo tedesco. per cui ha scritto articoli per la sezione
pò di tutto, coltiva da molto tempo, l'insana Attualmente collabora con alcune case editrici “Antologia dei poeti del '900". E’responsabile
passione di scrivere poesie in dialetto di Roma, tra cui Profondo rosso. Altri sui di www.clubpoeti.it. Collabora a siti web di
romanesco, incurante di chi gli dice che quel lavori on line sono reperibili nel sito Crislor999 letteratura - da R&L a Dad@mag - con
genere non ha futuro. Fatalista e sognatore, dell'amico Ric Coltri. racconti, poesie e sintesi critiche
predilige l'ironia, sorridendo spesso di se e Sue poesie, racconti, articoli compaiono in
delle disgrazie umane, dal basso del suo Luca Oliverio ( alias Lvrluca ) nasce a diverse riviste, Il Club degli autori, Poesia
punto d'osservazione. Consapevole di essere Crotone nel 1979. Negli anni che seguono il (Crocetti Ed.), Laboratorio di Parole, Private,
un perfetto "signor Nessuno", difende questo piccolo della specie umana cresce in fretta: ecc

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