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Il progetto costruttivo di cantiere in rapporto alla programmazione delle attività, alla

produzione industriale, alle forniture: figure professionali coinvolte, ruoli e


responsabilità.

Il progetto costruttivo di cantiere rappresenta la fase finale del processo di progettazione che
porta un’opera alla sua completa esecuzione.
In effetti, il progetto costruttivo non è una fase di progettazione individuata all’interno della
normativa vigente in materia di lavori pubblici, che viceversa rimanda al progetto esecutivo il
compito di contenere al suo interno tutte quelle indicazioni che rendono un progetto
effettivamente eseguibile in ogni sua parte.
Nonostante questa indicazione contenuta nella L. 109/94, però, la realtà nell’ambito delle
costruzioni è ben diversa, essendo chiaramente presente una fase progettuale successiva
alla progettazione esecutiva, che scaturisce da una serie di esigenze diverse, e che viene
sinteticamente individuata in “progettazione costruttiva”.

Il progetto costruttivo, eventualmente di cantiere, si differenzia nettamente da tutti i livelli di


progettazione precedenti individuati dalla L. 109/94, in quanto è l’unico livello che, per sua
stessa definizione, necessita inequivocabilmente dell’intervento dell’impresa costruttrice: se
infatti da un lato la fase di progetto esecutivo viene svolta da professionisti che possono
progettare per conto della stazione appaltante o dell’appaltatore (nel caso di appalto
integrato), dall’altro il progetto costruttivo nasce invece necessariamente da un input che
parte dall’impresa appaltatrice. Tale input, a seconda dei casi, può essere indirizzato sia a
studi professionali esterni (eventualmente più di uno, in relazione a competenze
specialistiche che nella redazione del progetto costruttivo divengono una componente
preponderante della progettazione) oppure alla struttura tecnica interna all’impresa stessa,
nel caso in cui sia dotata di un ufficio tecnico di adeguata capacità e competenza.
In ogni caso, indipendentemente da quale struttura rediga il progetto costruttivo di cantiere,
quest’ultimo è la sintesi di una serie di interventi distinti:
interventi di progettazione di cantiere, che integrano e/o modificano il progetto
esecutivo dove esso sia carente e/o sbagliato.
interventi di progettazione, a livello esecutivo, che scaturiscono da una serie di
indicazioni provenienti dal cantiere in relazione a problemi o occorrenze che
potessero essersi verificate.
progetti costruttivi redatti da subappaltatori specialistici.
sintesi complessiva dei progetti dei subappaltatori specialistici, in relazione alla
progettazione complessiva.
Nell’accezione del primo punto, il progetto costruttivo di cantiere diventa sostanzialmente
un’integrazione del progetto esecutivo. Il progetto esecutivo, infatti, essendo redatto in una
fase interamente precedente all’apertura del cantiere, e quindi alla fase di studio analitico
delle soluzione tecniche di dettaglio (legate spesso al “modus operandi” della singola
impresa), per sua stessa natura non può contenere l’interezza dei particolari e delle soluzioni
puntuali che il cantiere stesso dovrà adottare.
In questo senso, quindi, si apre un confronto dialettico fra Impresa e Direzione Lavori che,
partendo dagli elaborati contrattuali, porta alla definizione di quegli aspetti di dettaglio non
contenuti all’interno del progetto esecutivo.

C’è poi una parte di progetto costruttivo che si sviluppa a partire da indicazioni che l’impresa
trasferisce alla direzione lavori ed ai suoi progettisti (siano essi interni o esterni) che
derivano da una serie di occorrenze o problemi che si possono verificare nel corso della vita
del cantiere (secondo punto).
Per la stessa natura del cantiere edile (che ha in se una parte di programmazione a lungo
termine ma anche una parte di programmazione a breve e brevissimo termine delle
lavorazioni) e per un corretto rapporto fra committente ed impresa (all’interno del quale
l’impresa deve poter avere una certa libertà decisionale sulle tecniche costruttive che le
permetta di ottimizzare il processo di costruzione secondo le proprie capacità particolari, pur
nel rispetto degli impegni contrattuali e della corretta esecuzione delle opere secondo la
regola dell’arte) diventa naturale che l’impresa stessa proponga nel tempo alla direzione
lavori una serie di modifiche al progetto esecutivo che le permettano di arrivare in maniera
più efficace al risultato finale.
Tali modifiche riguardano principalmente:
l’adozione di diverse, rispetto alle previsioni di capitolato, tecnologie esecutive per la
realizzazione di sub-sistemi costruttivi. L’adozione di tecnologie esecutive diverse
rispetto a quelle previste può portare in due direzioni distinte:
o Tecnologie diverse che portano in ogni caso allo stesso risultato finale, sia
formale che sostanziale.
o Tecnologie diverse che portano formalmente allo stesso risultato finale, ma
che al loro interno modificano sostanzialmente materiali, dettagli, filosofie
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esecutive .
La modifica di una serie di dettagli, solitamente di tipo prestazionale, attraverso
l’adozione di pacchetti che permettano una successione delle lavorazioni più idonea
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alla particolare organizzazione dello specifico cantiere .

Uno degli aspetti più importanti della progettazione costruttiva di cantiere riguarda l’opera di
sintesi, coordinamento ed integrazione dei progetti costruttivi redatti da subappaltatori
specialistici.
Nel corso della realizzazione di un’opera, infatti, una serie di dettagli e di sistemi costruttivi
possono essere redatti solamente dall’ufficio tecnico del subappaltatore specializzato nella
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realizzazione di un sub-sistema . In questo senso, compito dell’impresa che subappalta la
lavorazione è quello di saper guidare la progettazione specialistica entro le linee guida
imposte dal progetto generale, e di coordinare i vari progetti specialistici in modo tale che si
integrino all’interno del quadro generale.
La progettazione legata al subappaltatore si può però avviare solamente una volta che il
subappaltatore stesso sia stato individuato ed incaricato. I tempi della progettazione, almeno
all’interno del rapporto impresa-subappaltatore, possono essere programmati; si apre
successivamente la questione delle approvazioni dei progetti specialistici da parte del
committente, che possono influenzare sia i sistemi costruttivi stessi che, eventualmente, i
tempi di montaggio quando il processo di approvazione si protragga oltre i termini
preventivati.

In relazione a quanto precedentemente descritto, nell’ambito del quadro che porta alla
definizione del progetto costruttivo si definiscono una serie di figure professionali diverse,
che assumono di volta in volta il ruolo di progettisti, controllori o coordinatori. In particolare,
tali figure si sviluppano all’interno del committente, dell’impresa appaltatrice e del
subappaltatore. Sinteticamente, quindi, possiamo individuare le seguenti figure:
Subappaltatore: viene individuato un professionista progettista (che può essere
interno all’impresa o facente parte di uno studio esterno) specializzato nella
progettazione del sub-sistema specifico. Parallelamente, il subappaltatore dovrebbe
avere una figura di tipo tecnico-gestionale che gestisca la fase progettuale in
relazione ai tempi di fornitura e la cantierizzazione del progetto redatto.

1
Ad esempio, nella realizzazione di un rivestimento esterno il sostegno del rivestimento stesso può essere
ipotizzato in fase di progetto esecutivo in un materiale (parete in cemento armato o muratura) ed essere
successivamente modificato (orditura in carpenteria metallica) per particolare esigenze di tipo sia costruttivo che
funzionale.
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ad esempio, tutti quei sistemi che prevedano una stratificazione di materiali che, entro i limiti della correttezza
funzionale, possa essere modificata (pacchetto di finitura di coperture, ecc.).
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Esempio tipico è la progettazione di facciate continue, che viene fatta solitamente da studi specialistici ai quali si
appoggiano le ditte specializzate. La progettazione in questo senso è fortemente condizionata sia dal know-how
della ditta stessa, sia dai brevetti che quest’ultima possiede ed utilizza.
Impresa appaltatrice: necessita di una figura tecnico-gestionale, che da un lato sia in
grado di progettare gli interventi di tipo puntuale e particolareggiato che non
appartengono ai sub-sistemi e che non sono contenuti nel progetto esecutivo, e che
contemporaneamente sia in grado di gestire i sub-appaltatori (sia in termini di
redazioni di progetti costruttivi che in termini di organizzazione temporale del lavoro)
in relazione alle esigenze del cantiere e ai rapporti con la committenza. La parte
tecnica-progettuale di questa figura può eventualmente essere demandata ad un
progettista esterno.
Committente: necessita di una figura di controllo dei progetti presentati dall’impresa
appaltatrice, sia in termini di congruenza con gli elaborati contrattuali che in termini
di correttezza tecnico-formale.

Il progetto costruttivo (di cantiere) come è stato precedentemente chiarito rappresenta una
fase progettuale sostanzialmente in mano all’impresa esecutrice, che interviene negli aspetti
progettuali a partire dall’immediata apertura del cantiere per proseguire nell’arco di tutto lo
sviluppo del cantiere stesso.
Sulla base di quanto precedentemente descritto, le fasi nelle quali viene redatto il progetto
costruttivo si possono così sintetizzare:
Fasi ampiamente precedenti alla realizzazione di un’opera o di una sua parte molto
significativa. È il caso dei progetti costruttivi redatti da ditte subappaltatrici e della
loro sintesi all’interno di un progetto complessivo coerente.
Fasi che si sviluppano ed evidenziano nel corso della realizzazione, e che
richiedono un intervento di progettazione ed approvazione immediato per permettere
la corretta prosecuzione delle lavorazioni.
In relazione a quanto sopra, quindi, il progetto costruttivo (o meglio, la sua tempistica di
redazione) influenza in maniera decisiva la programmazione delle attività e i tempi di
realizzazione di un’opera.

Sotto l’aspetto della progettazione di sub-sistemi specialistici, infatti, la redazione di un


progetto costruttivo da parte del subappaltatore viene seguita sinteticamente da una serie di
passaggi:
Controllo da parte dell’impresa appaltatrice, in merito alla correttezza tecnica del
progetto redatto e alla congruenza con le indicazioni contrattuali e con le altre
componenti di progettazione.
Trasmissione da parte dell’impresa appaltatrice del progetto redatto dal
subappaltatore alla committenza.
Controllo ed eventuale approvazione del progetto stesso da parte della
committenza.
Risulta evidente, quindi, che prima di arrivare all’approvazione formale del sub-sistema
costruttivo individuato dall’appaltatore e proposto dal subappaltatore, è necessario che
trascorra un lasso di tempo più o meno lungo, ma comunque non breve, nel quale le varie
figure coinvolte nel processo di progettazione-costruzione si esprimono in merito a quanto
proposto. È chiaro, quindi, che tutta la programmazione industriale e di fornitura (da parte
del subappaltatore) e di conseguenza la programmazione delle attività di cantiere (da parte
dell’impresa appaltatrice) deve tenere attentamente conto sia dei tempi di redazione che di
approvazione del progetto costruttivo.
Questo aspetto si esaspera ulteriormente quando il progetto costruttivo complessivo diventa
la sintesi di una serie di progetti di dettaglio di sub-sistemi costruttivi, per cui il pieno controllo
delle varie progettazioni specialistiche, e di come queste si intersechino una con l’altra, da
parte sia della committenza che dell’impresa esecutrice diventa uno dei nodi cruciali nella
programmazione di tutta l’attività di cantiere (ricordando inoltre che tutto l’iter di redazione
del progetto, approvazione e gestione nell’ambito globale si svolgono necessariamente a
cantiere avviato).

Per contro, la soluzione dei problemi di dettaglio che emergono durante la realizzazione di
un’opera e che portano alla redazione di una serie di particolari progettuali che vanno a
modificare o integrare il progetto esecutivo avviene spesso in modo non programmabile,
essendo legata a situazioni che emergono nel momento stesso in cui l’opera viene eseguita.
In questo senso, quindi, è importante che l’impresa esecutrice e la direzione lavori abbiano
al loro interno o si appoggino ad una serie di professionisti e di progettisti che siano in grado,
in tempi molto rapidi per non pregiudicare l’andamento dei lavori, di proporre una soluzione
al problema presentatosi (compito dell’impresa nel caso in cui il problema stesso derivi da un
errore di esecuzione, o della committenza nel caso in cui si tratti di una carenza del progetto
esecutivo) e di arrivare ad un’approvazione formale (da parte della committenza) che sia
congruente con i documenti contrattuali e tecnicamente valida.