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 Couperin

 Le origini della tecnica pianistica. Pianoforte viene dopo molti altri strumenti a tastiera; Accenno a
tecniche strumenti precedenti, problema tecnica pianistica nasce col pianoforte e si sviluppa più
tardi (primi 1800) rispetto alla nascita (fine 1600 inizio 1700) del pianoforte. Come si approcciano
alla tastiera?
Non esistono esercizi di tecnica, si pensa che l’importante sia la tecnica polifonica e la capacità
musicale generica, capacità di fraseggiare, trovare tempo giusto, ornamentare. Discorso tecnico
compare nei quaderni di un contemporaneo di bach. Couperin, l’art de touche le Clavecin. Non è
molto conosciuto ma è un grandissimo della scuola tastierista del ‘700, essendo così oscurato dalla
fama di bach è stato riscoperto da Ravel e Debussy nel ‘900.
Si cerca di indirizzare lo studio ad un approccio morbido, contrapposizione tra souplesse
(delicatezza, adattabilità) e forza. Dita a contatto con la tastiera, non alzare troppo il dito. Primo
accenno ad esercizi.
SOSTITUZIONE DEL DITO Nel ribattuto non usare lo stesso dito.—> Leggerezza
SOSPENSIONE: Far desiderare la nota che non esiste. Enfatizzare aspetto pausa dal momento che
il sostenuto non è nella tavolozza di colori del pianforte (e del clavicembalo). Creare attesa che fa
desiderare il suono e lo fa prolungare con la mente. 
LES LYS NAISSANTS: titolo enigmatico, molto avanguardista, quasi esoterico, richiama col tipo
di scrittura la delicatezza del giglio che nasce. Musica molto raffinata e molto formativa.
Emmanuel Bach: Saggio di metodo per la tastiera 1753, fino a Beethoven. Cosa più tecnica è
diteggiatura scale ed arpeggi e realizzazione abbellimenti. Capitolo sulla interpretazione ma
estetico, non tecnico. Non si fa vero e proprio studio tecnico. 
Ancora lontano dal concetto di tocco e personalità pianistica che emerge solamente con Beethoven.
Beethoven al pianoforte, libro di Chiantore, Dagli anni giovanili beethoven elabora in modo quasi
autodidattico tutta una serie di ricerche sonore che vanno a raffigurarsi come ricerca di nuove
figurazioni. Incroci fra le mani, passaggi di grandi rapidità, appunti che abbiamo trovato su fogli di
beethoven che sono rimasti miracolosamente salvi al tempo.
Elementi per stupire il pubblico nell’improvvisazione, ha tutto un repertorio di gesti da usare.
Scopre tipi di scrittura che vanno ad individuare sonorità particolari, stridenti ed aspre, supera limiti
strumenti del suo tempo. 
Rapporto con studi dei primi dell’800 di tecnica. Beethoven entra in contatto con Clementi con
musica, e con pianoforti di fattura inglese, Beethoven riprende a scrivere solo con l’arrivo a Vienna
dei piani inglesi, posizione martello è come il nostro, dà più forza e velocità ed un po’ meno di
sensibilità, piano inglese è più potente, più pesante e con sonorità più concreta, idea epoca
industriale. Lo stesso beethoven quando suona sé stesso suona quasi peggio di quando improvvisa,
Beethoven che suona sé non è curato, ha molta più pulizia nell’interpretazione, attorno ad anni 20
c’è una sorta di specializzazione in esecutore che fa sì che lo stesso Ludovico van venga criticano
nel suonare sé stesso. Velocità e manualità vengono studiati. Molti musicisti chiamano propri testi
esercizi fino all’800, da lì in poi c’è divisione fra pezzi ed esercizi. Questa dicotomia rimane fino
alla fine dell’800. Czerny, allievo di Beethoven fa tonnellate di esercizi, studio aspirante virtuoso è
solo esercizi per 5 anni, dopo di che si inizia a studiare i pezzi. Lo stesso Liszt fa fare esercizi agli
allievi. Convinzione che esercizio da solo risolva problemi tecnici. Chopin e Czerny danni
pochissime indicazioni su come realizzare i pezzi. Tendinite di Schumann è celebre. Svolta nel
1885, un anno prima della morte di Liszt, pubblicato primo resoconto dello studio di Ludvig Deppe,
primo che sostiene ad avere analizzato gesto pianistico dal punto di vista anatomico. Questo
approccio viene chiamato tecnologico, tecnologia pianistica. Diversi trattati che partono da
osservazione dei grandi virtuosi, attraverso movimento corpo e dita si cerca di spiegare natura
suono. Positivizzazione, unico elemento studiato è la scienza del movimento, meno tecnica
sperimentale, grande operazione di codificazione dei vertici di quella che è considerata la tecnica
pianistica. Dopo tecnica di Liszt e Rachmaninov non c’è più grande cambiamento. Omaggio a
Ferruccio Busoni, colui che si trova a riassumere, forse per l’ultima volta, compositore, interprete e
lascia regole per esercizi (FOTOCOPIA 1)
1- virtuosismo 2- ricordo 3- interpretazione 4- economia dinamica 
Cramer: legato ed accentuazione
Czerny: scuola di velocità n.4 
Clementi: tecnica classica beethoveniana