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di Giuseppe Vetromile

presenta

Venerdì 22 Ottobre 2010

Sala Conferenze della Biblioteca Comunale “G. Siani”

Via Arco, Sant’Anastasia (Na)

Con la collaborazione del Centro Sociale Anziani di Madonna dell’Arco


e di Donneeuropee – Federcasalinghe sez. di Sant’Anastasia
– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 2

Cos’altro può essere la poesia


se non un progredire continuo della parola?
Ai giovani è dato l’inizio di un nuovo verso
che continui con vigore e passione
l’ascesa dei predecessori

Premessa

I Poeti partecipanti

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E–mail: circolo-lett-anastasiano@hotmail.it
– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 3

BARBARA BUCIUNI’
(Napoli)

Barbara Buciunì nasce il 7 ottobre 1982 a Napoli; crescendo, matura con il tempo la sua piccola
passione per la poesia. Da ragazzina si accingeva a scrivere frasi, piccoli versi su pezzi di carta
sparsi e vecchi diari, radunandoli tutti in un cassetto, finché un giorno decide di riprenderli,
modificarli e convincersi, anche grazie all' aiuto di alcuni conoscenti, di pubblicare un libro.
Un libro molto semplice con varie tematiche generali dall' amore all'
amicizia e per ora in vendita su
internet attraverso la casa editrice Boopen di Napoli.

Identità rubate

Il tumulto della terra accende il terrore,


cadono le mura tra lacrime ed urla,
vite inghiottite e dimore racchiuse dal suolo,
il ventre continua a soffocare,
rubandosi le loro identità .
Oh terra traditrice ed avida, quante vittime hai divorato?
Ormai sazia,
decidi di arrestarti, incenerendo un’umile parte del creato.
Ora ogni cosa è sbiadita,
ogni pensiero è smorto,
ogni impresa tace,
ma quelle ingenue identità non ritorneranno più.

DOMENICO CASSESE
(Palma Campania, Na)

Domenico Cassese nasce nel 1986 e risiede a Palma Campania (Na). Nel periodo liceale sboccia la
sua passione per la poesia, in questo modo riesce ad amalgamare l’amore per lo sport e per la vita.
Partecipa a diversi concorsi di poesia e nel 2005 viene selezionato dal suo istituto per concorrere
alla Borsa di Studio “Antonio Carbone”. In seguito tre sue poesie vengono inserite nell’Antologia
del Premio Letterario “Città di Monza 2005”. Nel 2006 risulta poeta finalista in tre concorsi: Premio
Poesia Città di Foligno (Pg), Concorso Regionale “Città di Serre (Sa)”, Primo Premio “Giovanni
Paolo II” con la delegazione pontificia del Santuario di Pompei (Na). Attualmente scrive per il
giornale locale e frequenta la facoltà di Lettere Classiche all’Università Federico II di Napoli.

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– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 4

Rimpianti

Ho provato a dimenticare il tuo nome,


ci provo da una vita
ma mi riesce poco, fin troppo…
Le notti sono piene di te,
le mie mani sembrano così vicine alle tue…
le labbra anelano te pur sapendo che sarebbero vicine alla trasgressione…
Ma adesso le regole per me valgono tanto
proprio per questo tu acquisti sempre più importanza
ed io sempre meno credito…
se provo ad allontanarmi tu ti fai spazio con forza tra i miei versi,
te ne impossessi quasi come una padrona, una regina, un’autorità…
Vorrei trovare un rimedio a questo dilagare impetuoso che mi scioglie ogni volta…
vorrei dipingere questa passione con i miei occhi su una tela per regalarla a te
per suggerirti qualcosa: un motivo, un appiglio, un pegno da pagare…
Ma la vita è strana e non perde tempo per farsi perdonare il dolore versato,
il tempo mi sembra amico,
la ragione pure
ma l’amore…
è una questione di attimi, di scelte, di modi di fare che ti cambiano e ti stravolgono…
…per sempre forse…
Il mio dipinto s’affaccia tra queste righe
con le quali so di lasciare l’inconsistenza e di approdare all’eterno,
solo in questo modo imprimo per sempre i miei pensieri
deliranti, contrastanti, fuorvianti
ma ricchi di verità…
T’amo come il mio primo ti amo,
come la mia prima cotta,
la mia prima luce,
la mia prima voglia di incendiare il mondo,
t’amo come l’emozione del mio primo sms…
nel giorno degli innamorati…
T’amo come l’impossibile attimo lasciato andare per sbaglio,
come un ricordo vivo,
come un’occasione, forse, un rimpianto…
da strappare per sempre o da tenere stretto tra i denti.

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– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 5

ANGELA CATERINA
(Avellino)

Angela Caterina: volitiva e versatile, coltiva passione e ambizione nei confronti di tutto quanto sia e
faccia spettacolo culturale. Dopo numerose esperienze nella recitazione, in quanto attrice, il suo
impegno attuale è concentrato intorno alla ricerca di una scrittura riverberante e personale, che
affronti temi esistenziali e sociali in ambito poetico e dremmaturgico. Baudelaire, D' Annunzio,
Brecht, Prévert, sono i suoi principali referenti, mentre non disdegna il visualismo; apprezza le
poetesse Ingeborg Bachmann, Sylvia Plath, Patrizia Valduga, Assunta Finiguerra, Alda Merini.
Con "Io Pierrot" è al suo esordio letterario.

Nel candor della luna vidi specchiare il tuo volto d’angelo senza dimora,
nei tuoi occhi un innocente color di melanconia… Non osai profanare le tue carni
perché tu perfetta e pura conducesti alle mie mani il calor della tua pelle
profumata di delicate fragranze ove i sensi si perdono in pensieri peccaminosi
ma bloccati da un amore puro che ci unisce, come gocce di rugiada in una sola
corolla… gocce di un fiore ancestrale, misterico, del cui nome non so
pronunciare le sillabe… alito e rugiada della mia anima… creatura di
cristallo dal nome così eletto che a sussurrarlo sembra d’infrangerlo…
La sofferenza sarebbe veleno per la tua linfa… si sgretolerebbe in mille pezzetti
e poi altri mille e mille ancora… Arresta la mia mano vagabonda, trattienila
fra le tue, non consentire che i miei istinti oltrepassino quello che il cuore
spera ma ancor non osa… Sì, perché tu sei aerea come un giglio spontaneo, sei
gravità per la mia anima… ti sei posata in me come galleggio di piuma, che
dondolando nel vento trova riposo in grembo ad una foglia che attende di esser
colmata. Ferma la mia mano e sogna… Sogna di quell’attimo in cui io e te
diveniamo te ed io… Io e te in un sol io… Quel momento sarà tutto, breve,
infinito, osato, atteso, sperato… forse temuto …
Unico.

CARMINE DE FALCO
(Pomigliano d’Arco, Na)

Carmine De Falco nasce a Napoli nel 1980. Dal 2005 lavora alla costruzione di Vernissage, una
raccolta di poesie strutturata come una sorta di edificio/museo che accoglie diverse sezioni, la cui
ultima versione è pubblicata in Specchio Poetico, Fara Editore (2007) col nome di Loop Vernissage.
Alla fine del 2005 scrive l’inedita e breve raccolta Muse al mio Museo, da cui trarrà il materiale per
dar vita, con l’artista visivo Pasquale Napolitano, alle tavole di poesia e arte D-visioni, esposte nel
2008 a Bologna e Napoli.

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– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 6

Nel 2006 ha pubblicato Linkami l’immagine (Fara Editore). Nel 2006 scrive Napre di cui se ne può
leggere un ampio stralcio, insieme con poesie tratte da Linkami l’immagine e Loop Vernissage,
nell’antologia a cura di Chiara De Luca, Nella borsa del viandante, Fara Editore (2009).
Altre poesie possono leggersi in Tabard numero 7, in Vicino alle nubi sulla montagna crollata,
Campanotto (2008), in Pro/Testo, antologia civile a cura di Luca Ariano e Luca Paci (2009).
Nel 2009 pubblica Italian Day, Kolibris. Nel 2010 scrive con Luca Ariano il lavoro a quattro mani
Italian War, segnalato al Premio Penna 2010.

Il caglio fresco non va ingerito.


Ci respirano addosso, sento,
un fiato che non è mio in aria
che non è dolce. Lasciano fiori
contaminati. Ci beviamo
brucellosi, ritardi, vuoti
legislativi e l’amore dei gatti
di febbraio.
L’oro bianco s’è macchiato

Si cade sull’Appennino Centrale


da fermi, ci si rompe le ossa
a peso morto. Fratture
scomposte, rotture di polsi,
fasce ed ingessature

Le Calle cominciano a sbocciare


in anticipo di due mesi e mezzo
dovrei retrodatare il compleanno?
Siamo nati tutti un po’ prima, qualcuno
non è nato. Ci saranno conseguenze
sul ciclo della nostra pelle?

Ma a Pomigliano era il tempo


della spazzatura accumulata
delle mattine super umide velate
da un leggero e distribuito
strato di fumo, decomposizione
e diossina.
La gente non vuole
gli inceneritori per poter incenerire?

Poesia pubblicata in Vicino alle nubi sulla montagna crollata


(antologia di poesia civile a cura di Enrico Cerquiglini e Luca Ariano, Campanotto 2008).

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– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 7

MARIO DE ROSA
(Meta, Na)

Mario De Rosa è nato a Vico Equense nel 1991 e vive con la sua famiglia a Meta, piccola cittadina
della Penisola Sorrentina, dove ha studiato presso il Liceo Classico Statale “Publio Virgilio
Marone”, che ha più volte rappresentato in varie occasioni studentesche. Diplomatosi con 100/100
con menzione di Lode nel 2009 è attualmente allievo presso la Facoltà di Giurisprudenza della
“Luiss Guido Carli” di Roma. Appassionato all’arte nelle sue molteplici forme coltiva con frutto la
fotografia, la recitazione e la musica, avendo conseguito alcuni esami presso il conservatorio e
partecipando in diverse formazioni musicali, quale polistrumentista e cantante. Ciononostante, la
sua grande passione è l’arte poetica, che egli ha iniziato a coltivare all’età di undici anni, ottenendo
riconoscimenti prestigiosi in svariati concorsi letterari nazionali ed internazionali. Alcuni lavori
poetici sono confluiti nella raccolta di liriche intitolata “E finalmente piove…” pubblicata con la
Bastogi Editrice Italiana. Si segnala inoltre per la saggistica il Terzo Premio ottenuto presso il
Concorso Letterario Internazionale "Lilly Brogi La Pergola Arte 2009" con il saggio inedito
“Futurismo, sete d’avanguardia…” nel settembre 2009.

Madre

Il tuo sorriso d’aranci mi squadra.


Silenziosi i tuoi occhi restano
agganciati al mio respiro, mentre io
contemplo dubbioso l’universo.

Ansimando, tutte le perplessità


del tristo mondo accorrono alla mente
mia, angolo di meditazioni semplici
e di os s e s s i ona nt i i nt e r r oga t i vi .

Tu mi guardi preoccupata, madre,


credendo di avvertire in me il dolore
o lo sconforto, ma io respingo ogni
a i ut o, bi s ognos o di s i l e nz i o.

Non preoccuparti vanamente, madre.


Rifletto scetticamente sul cosmo
spudorato. Ma tra pochi minuti
tornerò a pensare all’immanente:

sul capo, allora, una muta carezza


mi accompagnerà, scevro da paure
che non mi spettano. E sorriderò
di nuovo nel tuo sorriso, madre.

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– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 8

FEDERICA GIORDANO
(Nola, Na)

Nasce a Napoli il 6 ottobre 1989. Appassionata di poesia sin dalla tenera età, viene premiata già alle
scuole elementari al concorso “Solleticando le nuvole”.
Attualmente è diplomanda al liceo linguistico. Per l’esercizio delle lingue, ha avuto la possibilità di
respirare l’atmosfera europea. Tra le sue visite, l’Inghilterra, l’Austria, la Germania e Malta.
Appassionata di musica classica, si dedica allo studio del pianoforte. Ha collaborato con il
conservatorio di Avellino per l’organizzazione del “Progetto Scarlatti, genio felice della tastiera”
curando il testo della composizione Favola di Mezzanotte, messo in musica sotto forma narrativa.

Una pagina per un tango.

Milonga di Marechiaro.

Perché il chiaro di luna


mi ha chiamata troppo piano
lungo il mare
per farne una confusione comune,

il pugno della sera


mi ha colpita con dolore,
sono arrivata prima
senza bisogno di richiami
e la musica suona lo stesso,
là non troppo lontano dalla riva,
dove ci si stringe
strisciando i passi senza rumore
per far dimenticare di esser nati.

Chi mi aspettava
non ha notato mancanze,
solo un vuoto sotto il cuore
e un sogno confessato sotto ai tacchi
di qualcun altro.

Io invece aspettavo che un altro


leggesse nel mio volto
questa pagina segreta
anche solo con l’ascolto.

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– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 9

FRANCESCO IANNONE
(Salerno)

E’ nato nel 1985 a Salerno. Laureato in Scienze dei beni culturali, è nella redazione di Dabaz: il
programma dedicato alla poesia della webradio dell' Università di Salerno.
Per la poesia ha i vinto il premio "Lago Gerundo" e "S.Anastasia sez. giovani". Sue poesie sono
apparse sulla rivista "ClanDestino" e in corso di pubblicazione su "Gradiva", nelle antologie "Al di
là del labirinto", edizioni "L'arca felice", e "Quattro giovin/astri e una co/meta" in corso di
pubblicazione per le edizioni "Kolibris" di Chiara De Luca.

La casa ci ingoia silenziosa.


La casa ci
ingoia e non riposa.

Le dita fanno nodi tra loro


l'
anca con ansia fruga
fino
al tocco, alla presa.

Lo spiffero sul muro attraverso cui


l'
aria si imbuca
fa
gelo, gambizza i sorrisi.

Questo corpo non contiene, amore,


questo corpo non
placa preleva
a dismisura, fiuta e divora.

Forse anche questo corpo alla fine


morirà
in preghiera.

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– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 10

GIULIO LIGUORI
(Napoli)

Giulio Liguori (Napoli, 28 aprile 1991) è un giovane poeta napoletano, vincitore di numerosi
concorsi nazionali ed internazionali di poesia, tra i quali "Salvatore Cerino", "Poseidonia Paestum",
"Napoli Cultural Classic", "Madre Claudia Russo", "Rolando Editore", "Alfonso Casanova", "Verso
i Versi”. Nel febbraio 2010 è stato inserito nell' antologia "Pensieri di Primavera Sei", edita da
Rolando Editore, con alcune sue poesie. Egli gestisce, inoltre, una rubrica di recensione libri e,
sporadicamente, interviene sul periodico "Il Vomerese" come articolista. Ha conseguito la Maturità
Classica e, attualmente, è impegnato in studi giuridici. Di recente è stato inserito nell'antologia di
poeti contemporanei "Il Sogno", curata dal collettivo Poesiaèrivoluzione e nell' antologia - Myricae -
"La fanciullezza vedo sorridere e danzare", collana di poeti contemporanei ispirata ai temi della
poetica pascoliana.

Transfert

Lei, più uomo che donna, Lui le sfiora il viso, dolcemente,


siede accanto a lui, con una soffice e tenera carezza,
un pazzo che ignora il pudore. lei sbigottita lo fissa, si ritrae,
Vicini come fossero nati insieme finge un rifiuto e colma d’orgoglio
ma distanti come chiusi in gabbia, lo osserva intimidita e tace.
isolati e in celle diverse.
L’uomo non s’avvede del suo aspetto,
Le sbarre del terrore son possenti ma legge in quegli sguardi
come i vecchi pali della luce un profondo senso di inquietudine,
e le prigioni sono anguste, lo stesso che domina in lui
dove l' aria, acre e sferzante, e che sovente gli torce l’animo,
sospende i respiri. tanto da farlo sentire un “pazzo”.

Esistenze condotte follemente Scivolano, adesso, incertezze e paure


nel timore del giudizio, come gocce d’acqua dalle grondaie.
soppresse da misere etichette Le sbarre del terrore sono antichi ricordi
che non lasciano spazio nemmeno e le loro mani, strette in una morsa,
al fugace tripudio dei sensi. trasformano le anguste celle del dolore
in soavi e limpidi pensieri d’amore.

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– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 11

ERICA MORINO
(San Giorgio a Cremano)

Erica Morino nasce a Napoli il 3.8.1981 e risiede a San Giorgio a Cremano. frequenta il liceo
scientifico e poi l’università di lettere alla Federico II di Napoli. In quegli anni produce alcuni
racconti e poesie, vincendo nel 2000 un premio di narrativa per la città di Salerno. Laureatasi,
insegna italiano e latino per tre anni. In seguito a motivazioni personali intraprende un percorso
diverso: di grafica, fotografia e scrittura creativa.
Attualmente ha nel cassetto l’idea di scrivere un foto-libro sul terremoto dell’Irpinia avvenuto
nell’80.

Residui d’Irpinia

Io vedo…
Vedo le scale ballare controvoglia una strana e disarmonica tarantella;
vedo le mura borbottare incessantemente e nel notturno vibrare;
vedo i lamenti e il dolore mai più dimenticati;
vedo le speranze di una vita svanire in un attimo;
vedo il sangue, i morti, le strade squartate;
vedo la polvere invadere la città;
vedo il tempo bloccarsi di colpo e per gioco;
vedo i cocci di vite spezzate;
vedo le luci, assenti, di un nuovo domani;
vedo i dolci aromi di una terra scavata da dentro;
vedo i castagni ingrigirsi e le vacche raggomitolarsi;
vedo il denaro speso a male;
vedo la vanità delle azioni umane;
vedo l’assiduità nel rovinare le poche cose belle rimaste;
non vedo la rinascita da Lor Signori promessaci.

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– Incontro con i giovani poeti del vesuviano – Pag. 12

ANNIBALE RAINONE
(San Gennaro Vesuviano, Na)

Nato a Terni il 19/01/1975, è dottorando in Italianistica e docente di materie letterarie presso i licei.
Di recente, finalista al Premio Giornalistico Nazionale di Critica Teatrale “Lettera 22”. È
caporedattore di Arteatro.eu, webmagazine di cultura teatrale in Campania. Pubblica per MOD-
Società italiana per lo studio della modernità italiana (Milano), per ADI-Associazione degli
Italianisti (Genova). Suoi lavori di critica letteraria sono in La Clessidra (Alessandria) e Sinestesie
(Napoli-Avellino). Ha partecipato alle giornate UNESCO per la poesia. Attende un editore e,
soprattutto, un buon distributore per Mappe scritte a voce, la sua prima raccolta di componimenti in
prosa e in verso.

La terza repubblica

I. Che mi custodisce
Disposto di fianco una striscia lunga per molto tempo
Suonavo d’un sol colpo il meschino fortunato nesso è
Libia.

Domani extra giorno


Prenderò una carrozza pirata
Proprio allora mi suonò il campanello

Due pezzi
Della festa del Lavoro
Portatile

II. Immischiarsi
Sonno impossibile
Entro le 4, vede, signorina
Scioccare lusingare annullare

Riprendersi sul
Giaccio sulla
Strada curricula

Nessuna striscia disperata


Nessun seme
(La) drammatica della vita

III. Il precedente
Il bucato
Fortuna che c’è, mi dice, ciarpame

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Da terza repubblica

È venuto ier l’altro, mi scrive


Un agente del notaio
Per l’extra giorno da consumare

Ho messo frattanto un controspionaggio Ho messo frattanto del ghiaccio


Non voglio che il mio vicino sappia
Più della tromba delle scale.

ANNA RUOTOLO
(Maddaloni, Na)

Anna Ruotolo (Maddaloni, 1985) vive a Maddaloni, in provincia di Caserta.


Si è diplomata al Liceo Classico e frequenta la facoltà di Giurisprudenza. Con le sue poesie ha vinto
vari premi nazionali ed internazionali giovanili (tra gli altri, il “Premio Carlo Levi” di Eboli e il
“Premio Turoldo” nella sez. under 25). Suoi testi sono apparsi nella rivista internazionale “Poesia”
di Crocetti nel numero di luglio/agosto 2009, ne “Il Foglio Volante – La flugfolio” (ed. Eva), ne “Il
Foglio Clandestino“, in “Capoverso”, in “Poeti e Poesia”, nel quotidiano “Il Tempo” e nella rivista
italo-newyorkese “Italian Poetry Review”, anno 2009, num. 4, curata dalla Columbia University,
The Italian Academy for Advanced Studies in America e la Fordham University; è inoltre presente
in vari blog letterari. Un testo tradotto in spagnolo da Jesús Belotto è pubblicato nel num. 4 della
rivista internazionale online “Poe +”. Partecipa a readings ed eventi letterari nazionali. Dal 2008 al
2010 ha curato e condotto il poetry slam “Su il sipario” in diversi locali casertani. È presente nelle
antologie poetiche “Il Fiore” 2008 (dall’omonimo premio letterario) e “Corale per opera prima”
(Faloppio, LietoColle 2010).
“Secondi luce” (Faloppio, LietoColle 2009 - premio “Silvia Raimondo” 2009) è la sua opera prima.
Cura il sito personale: www.annaruotolo.it

anghelos

Che rientri da questa terra


per i segreti delle porte
che quasi mi dormi accanto
è scritto nel rumore della pioggia
nel tremito aguzzo delle acque.
Più dentro è il chiodo di non saperti qui
vederti andare come certe domeniche d’inverno
anche quando è il dono del mondo che ci unisce,
il fondo delle cose a crescerci di neve.

(da “Secondi luce”, Faloppio, LietoColle 2009)

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