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«Ci è capitato di suonare per dieci persone e che otto se ne siano Luglio

andate disgu-state. Le due rimaste fino alla fine sono restate con noi
per sempre» Amo pensare di essere un'incognita, mi dico alle quattro del
Mark Pankler, 1993 mattino davanti a un caffè scaldato al microonde, e con questa bella
frase fatta saluto il nuovo giorno.
Nuovo giorno, poi. Se c'è una cosa che mi deprime, è uscire di casa
col buio.
La luce del frigorifero aperto illumina la sacca da viaggio leggera:
andiamo, suoniamo e torniamo, toccata e fuga. Speriamo di pagarci la
benzina, almeno.
Alle quattro del mattino faccio cadere le Gocciole in una tazza di
latte, e Sarah si starà rigirando nel letto accanto a quel BASTARDO
di Tex, l'uomo che nel 1988 stava per spaccarmi il naso nella neve in
mezzo ai pini.
Amo pensare di essere un'incognita, mi dico, ma non comple- to le
mie profonde riflessioni. Il bassista Pedro, giù in strada, sta cercando
di svegliare a colpi di clacson ogni bolognese a sud del Navile.
Okay, andiamo. Butto la tazza nel lavandino e lascio il caffè sul
tavolo.
Fare concerti mi piaceva, un tempo; vomitavo per la tensione prima
di salire sul palco, certo, ma mi divertivo. Ho smesso di vomitare e
divertirmi quando il mio cantante è diventato un odioso arrivista e
Sarah se n'è andata con quel BASTARDO di Tex, l'uomo che nel
1989 si divertiva a pisciare sul mio amplificatore. Ho smesso di
vomitare e divertirmi quando fare concerti è diventato solo un lavoro
sottopagato.
Metto la sacca in spalla e scendo le scale. Pedro ha il motore
accesso e la radio sintonizzata su una stazione di musica italiana.
«C’era proprio bisogno del clacson?» biascico appena lo vedo.
«Al mattino non ti svegliano neanche le cannonate, Kabra».
«Cazzo, Pedro, sono le quattro. Tutti gli artisti dormono fino a
mezzogiorno tranne noi. Ti pare umano uscire di casa quand'è ancora
buio?»
«Oh, fighetto, ti ci voleva la catena di montaggio, a te. Stai
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andando a fare quattro accordi su una chitarra, sai, mica a spaccarti il «Non avevi smesso di fumare, Pedro?» rantolo fissando il
culo in fabbrica». portacenere aperto.
«Ho capito, Pedro, ho capito. Avevo proprio voglia di disquisire «Certo che ho smesso. Da cinque mesi».
sui massimi sistemi e sul rapporto fra arte e lavoro manuale alle «Quindi sono cinque mesi che non svuoti quello schifoso
quattro di notte, non vedevo l'ora, guarda». portacenere?»
«Kabra, se ieri sera ti ficcavi a letto anziché andare allo «Per quello ho messo l'arbre magique».
Springsteen Party di Vigarano Pieve adesso stavi in piedi. Ti devo «Non facevi prima a svuotare...>>
proprio dire tutto io». «No. Voglio qualcosa che mi ricordi le vecchie abitudini».
«Sì, sì, bravo, accendi il riscaldamento, va', che c'è un freddo Sbadiglio, incollato al finestrino.
porco». Pedro è senza dubbio il peggior bassista del mondo. Una volta
«In luglio?» fumava cinquanta sigarette al giorno, adesso è sceso a venti e ha
«Accendi il riscaldamento, per favore?» compensato con trenta barrette di cioccolato quotidiane. Assomiglia a
In strada passa un ragazzo nero in bicicletta. Sta cantando una John Malkovich, ventinove anni senza un capello.
canzone di Celentano. «Dov'è che siamo, Pedro?»
«Teschio non si sarà addormentato con le cuffie nelle orecchie «Quasi Rimini nord. Esco al primo autogrill».
anche stavolta?» sbadiglio. «Esci?» mugugno. «Avremo fatto novanta chilometri. Ne abbiamo
«Gli tiro un sasso in casa, se solo si azzarda», ancora cinquecento. Vogliamo uscire ogni novanta chilometri da qui
Salgo in macchina con l'agilità di un sacco di letame. «Puoi al Gargano?»
cambiare questo schifo di stazione?» «Tu te li sei dormiti tutti questi novanta chilometri, uomo, tu e
Pedro shignazza. «C'era una nostra canzone due minuti fa, bimbo». quell’altro scemo dietro. Io sto guidando dalle quattro del mattino» e
Lo guardo torvo. «Non era Crepuscolo, vero?» ingoia la prima barretta al cioccolato della giornata.
«Certo che era Crepuscolo». Guardo il mio orologio rosa, «Sono le cinque. Stai guidando da
Appoggio la testa al finestrino duro e freddo. «Bella roba». un’ora»
Non arriviamo neanche al semaforo che sono già addormentato. «Si, ma sia chiaro che ad Ancona tu o lo zombie mi date il cambio.
Sogno Sarah, come sempre. Non è che facciamo come l'altra volta, che fra una sega e l’altra mi
sono macinato tutta Bologna-Treviso e ritorno, eh?»
Il sogno non segue alcuna logica. Io e lei siamo in un letto al centro Cerco gli occhiali da sole nella tasca della camicia. «Per il bel
della pista di un night club, sul palco ci sono gli Zeronero, la gente ai concerto che abbiamo fatto, a Treviso...»
tavolini fa tintinnare i bicchieri. «Ohi, uomo, mica le decido io le date. Non si può suonare in un
Noi stiamo abbracciati sotto le lenzuola, parliamo a bassa voce. posto fino alle undici e mezza è vuoto, e non si comincia perché è
Sarah dice che vuole lasciare gli Zeronero, che tornerà a suonare con vuoto, e quando è pieno devi smettere perché parte la discoteca: dillo
noi, e ha un tono così caldo e dolce che non vorrei svegliarmi mai. allo Sceriffo».
«P-poi, b-bel p-pubblico che c-c'era» risorge il batterista Teschio
Riapro gli occhi sul sole rosso che spunta dall'autostrada. Il primo dal sedile dietro, il viso da lince coperto dai capelli rasta. È in assoluto
odore che sento è un cocktail d'arbre magique alla mela verde e il peggior batterista del mondo; l'ho fatto entrare nei Despero solo
mozziconi di sigaretta. perché balbetta.
«Oh, sei sveglio, allora» sbotta Pedro. «Senti, l'ho già detto a
Kabra: quando siamo ad Ancona o te o lui mi date il cambio, che
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stasera col cavolo che suono se prima non ho dormito due o tre ore E il bello è che non lo so neanch'io dove sono arrivato, non so se
almeno». sono un artista incompreso o un mediocre musicista senza una lira.
«Hai f-fatto t-tardi, P-Pedro? Ostriche, champagne e r-repliche di So che sono abbastanza bravo a scrivere canzoni che nessuno
South Park? » «Va' là, tagliati i capelli, caprone”. ascolta, ma in compenso sono il peggior chitarrista del mondo.
Pedro mette una cassetta nello stereo, e dopo venti secondi di
musica lo guardo storto. «Che roba è?» L'aria condizionata dell'autogrill mi congela il sudore sulla schiena.
«I Poison. Fine anni '80». La cassa è presa d'assalto dai vacanzieri che hanno scelto le partenze
«I POISON?» Lo fisso con tutto il disprezzo di cui sono capace. «E intelligenti, camice floreali, rolex, mogli cellulitiche e bambini che ci
uno scherzo? E dopo chi devo aspettarmi, Kid Rock? Poi ti copri di corrono fra le gambe urlando.
tatuaggi e giri un video con moto e ragazze in bikini?>> Io, Pedro e Teschio li odiamo, i bambini.
«Guarda che tu non puoi parlare. A Treviso ci hai fatto dormire Ci facciamo largo a spinte e ordiniamo tre caffè sopra la testa sli un
tutti con quella cassetta che hai messo su, con quel gruppo tipo ciccione con riporto, ignorando i suoi latrati di protesta.
Radiohead, come cavolo.. >> Ci appoggiamo al bancone, assonnati e scalcinati: un John
«I Muse». Malkovich sovrappeso con bermuda e t-shirt del Grande Mazinga, un
«Sì, quelli. Ma dico, alle tre di notte, ma si può?» rasta con maglietta psichedelica comprata ad Amsterdam, un
«C-credevo f-fosse Jeff Buckley, chitarrista con capelli neri corti,occhiali scuri, camicia rossa, jeans,
«Ma se dormivi!» urla Pedro. «Ti sei addormentato a metà della 1.11 sa di quattro giorni e orologio rosa. La barista osa dare il caffè a
prima canzone, ma quale Jeff Buckley!>> Pedro in un bicchierino di carta,
«Certo. Dovrebbe tenerci svegli questo finto metal sessista e «Cosè, un distributore automatico?»> protesta lui. «Non si può
reazionario, invece». avere in tazzina?»
«Aspetta, aspetta. Mi è venuta in mente un'altra cassetta soporifera, La batrista lo guarda con odio profondo. Gli porta il caffè nella
gli Eels. Cinque del mattino, tornavamo da Varese. Ah, fantastica tazzina.
quella, altro bel valium, cazzo». «Mi scuisi. Posso avere un goccio di latte?» (la barista sprizza
Potremmo andare avanti così per ore e ore. fiamme dagli occhi). «Tiepido, per favore».
Amo pensare di essere un'incognita, dicevo. «Pedro, basta. È già molto se non ci sputa, nella tazzina».
Ai tempi del liceo i destini erano già previsti e prevedibili, stampati «Oh, Kabra, se non prendo un caffè come Dio comanda non ci
nel DNA di ognuno di noi adolescenti dai lineamenti in divenire. Era arrive a sera».
ovvio che Laurenti sarebbe diventato un bancario e Govoni un Ci dividiamo, ritemprati dalla caffeina: Pedro si rifornisce di
capufficio, che Bertinelli sarebbe finito in qualche giro losco, che barrette al cioccolato, Teschio ispeziona il reparto birre, io compro il
Zanna in qualche modo avrebbe sfondato e perfino Biavati, con le sue Buscadero di luglio con Dave Alvin in copertina e il Mucchio
pose da poeta decadente, si sarebbe sistemato nello studio di un Selvaggio, confuso fra i giornali porno. Poi rovisto nella cesta dei CD
suocero notaio. in offerta a 15.900.
Di Lore non si poteva intuire il percorso intermedio, ma di certo il Una raccolta di Ray Charles. Tre album vecchi dei Nomadi.
destino finale. ompilation latinoamericane con macarena e lambada.
Solo io ero un'incognita: avvocato, come auspicavano i miei con TuttoSanremo1995-96-97. '
tutte le loro forze, chitarrista alcolizzato, barbone felice? Scendo nel girone dei dannati: le offerte a cinquemila e nove.
C’è un Michael Bolton giovane e metallaro, qualcosa dei Bros,
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un Franco Califano d'annata. Poi, tra un Fausto Papetti con ragazza dall'allucinante contesto ambientale: un palco da balera sbattuto in
nuda e Kim Wilde, lo vedo: DESPERO, Caos. 1994. mezzo a un prato, fra la ruota gigante del luna park, l'autoscontro e il
Ho sputato l'anima su quel disco, e me lo ritrovo sepolto nella fossa rombo delle Harley che fanno la spola fra la gara di magliette bagnate
comune dei cinquemila e nove. e il toro meccanico. In certe situazioni un gruppo scafato può buttarla
Sono tentato di comprarlo per mero narcisismo, ma non ho un sull'ironia, trovandosi peraltro a suonare per cinquanta persone e con
budget illimitato per questa data. Rimetto il reperto fra i cadaveri e un impianto che fischia come una vaporiera; invece i cinque Despero
vado alla cassa con i miei giornali sottobraccio, sono apparsi decisamente innervositi dalla situazione, tanto che il
sempre più enfatico cantante Zanna ha minacciato più volte di
Ci saranno quaranta gradi quando prendo il volante appiccicoso di interrompere il concerto.
cioccolato fuso. Sto già sudando come un maiale scannato, cazzo, Detto delle attenuanti, comunque, non si possono non rilevare le
l'odore del cioccolato si mischia all'arbre magique e ai mozziconi nel carenze dell'attuale band. Il sottoscritto ha bene in mente le onde
portacenere. Dopo cinque minuti vorrei scendere, fare l'autostop e compatte d'energia sprigionate dalla formazione a tre di inizio anni
sdraiarmi in spiaggia, tutto pur di non fare altri cinquecento chilometri '90, con Zanna a urlare e picchiare sul basso, Kabra a giostrare i suoi
per suonare in un posto dimenticato da Dio. potenti accordi e Lore a fare il martello pneumalico dietro la batteria:
«Spiegatemi un p-po'» domanda Teschio appena dopo Ancona. o la bellezza puramente rock di certi momenti recenti seguiti all'arrivo
«Co-come funziona questa ennesima t-truffa?» del Magico e di Sarah Olivieri, atlucile bassista dei rivali Zeronero.
«Non ti sento. Ci sono i meravigliosi Poison nello stereo». Ora non c'è niente di tutto questo; la nuova sezione ritmica semImi
«Come vuoi che funzioni?»> sbuffa Pedro. «Speriamo che ci diano prelevata da qualche cover band di periferia...
da mangiare gratis, non come a Treviso. Per il resto, non ci paghiamo
nemmeno la benzina... oh, oh, silenzio. Il Mucchio Selvaggio parla di (Il commento di Pedro è irriferibile)
noi».
«Guarda se ci hanno dato le stellette». …Zanna è sempre più preso nel suo ruolo di autonominata
«Grandaddy, Looper, Marcy Playground... Despero: Strisciando». rockstar, il Magico suona magnificamente ma senza più calore e
«Allora? Ci hanno massacrati?» quanto a Kabra, be'... quando l'arpeggio iniziale dell'hit Crepuscolo ha
«Solo Villa». strappato l'unica ovazione della folla, che ha lasciato per cinque
«M-ma a quello p-piace il pop inglese, dai, 17-non fa testo»>, minuti l'autoscontro per cantare in coro, il minimo che si puó dire è
«Be', non è che gli altri ci abbiano... aspettate! Pagina quaranta, che non sembrava divertirsi.
recensione del concerto». lo stesso Kabra, comunque, non è esente da colpe. E tutta sua la
«È quello di Treviso?» faccio io. responsabilità di una versione acustica di Brucia lenta e noiosa in
«Dimentica Treviso. No, questo è Pieve di Cento». modo imbarazzante.
«Hm. Allora puoi leggere». «Qui ha ragione» sentenzia Pedro. «l'aceva troppo cagare. Mi
stavoaddormentando anch'io che ero sul palco».
Despero, Pieve di Cento, 3 luglio 2000 «Sono dodici anni che suono Brucia a ogni concerto, Pedro»
E dura per chi scrive dover stroncare una band un tempo amata alla ribatto. «Se non vario ogni tanto mi esce dagli occhi».
follia. Pedro s’indigna. «Mi scusa, allora gli Stones? Fanno Satisfaction
In questi casi si cercano tutte le scusanti possibili, a cominciare da quarant’anni sempre allo stesso modo. Vorresti sentirla reggae,
magari?»
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Teschio fa una faccia schifata. «S-se c'è una cosa c-che odio, è backstage passando dalla spiaggia. Il backstage è in lamiera ondulata
quando ai c-concerti sento le c-canzoni stravolte. Ma s-stravolgitele a esposta al sole, quindi rovente.
casa tua, se ne hai voglia, io ho p-pagato il biglietto, no?» Zanna parla al cellulare e sorseggia un tè cinese, appiccicato a
Sospiro. «Okay, ma non puoi generalizzare. Se un artista modifica Yoko che ci saluta a stento; ricambiamo con altrettanto calore. Il
un arrangiamento vuol dire che non si è trasformato in un juke-box, Magico e lo Sceriffo stanno parlando con l'organizzatore,
no? Che la canzone per lui è ancora viva e vitale». praticamente Danny de Vito con il parrucchino. Cioè, il Magico
«Ma s-se hai appena detto che t-ti eri rotto di suonare Brucia tutte guarda nel vuoto e a parlare è lo Sceriffo, tour manager e fonico dei
le sere, s-scusa?» mi coglie in fallo Teschio. Despero, assistente personale del Magico e vanamente innamorato di
«Sì, è stata poi bella Blowin' in the wind a Correggio» insiste lui da anni.
Pedro sputando cioccolato. «Non lo sapeva neanche Dylan quello che Lo Sceriffo a vedersi è meraviglioso: sembra David Crosby, mole
cantava». mastodontica e baffi giganteschi, sguardo dolce e triste da mignolone.
Potremmo andare avanti così per ore. Appena ci vede ci viene incontro e allarga le braccia come ad
accoglierci tutti e tre. «Brutte notizie, ragazzi. Problemi tecnici. Di
Intanto superiamo San Benedetto, e sulla stessa autostrada corre il soundcheck non se ne parla».
furgone con il nostro chitarrista e gli strumenti, e il nostro cantante è Pedro s'incazza come una belva, Zanna lascia per un secondo il
già sul posto a godersi il sole e il mare, e i gloriosi Despero si avviano cellulare e grida: «No, te lo scordi, io non canto senza aver fatto le
a toccare il fondo in ordine sparso. prove», come se fosse la prima volta.
Lo Sceriffo cerca di calmarci, ci guarda con i suoi occhioni liquidi
Naturalmente il Rockin' the Beach Festival di Croce sul Gargano è e ci assicura che penserà lui a suoni e livelli. Alla fine gli diamo una
l'ennesima fregatura. pacca sulla spalla e okay, vada come vada.
Lo capisco appena raggiungiamo il lungomare: il palco è fra la Il Magico è perso nel suo mondo; sotto il cappello da cowboy e i
spiaggia e la via dello struscio, in una piazza riempita di seggiolini occhialoni neri intravedo solo la bocca e i baffetti alla Willy de Ville.
bianchi da piscina. Il bar fighetto sulla destra e la frulleria-gelateria Spero abbia avuto il buon gusto di non farsi prima del concerto.
sulla sinistra lo superano in ampiezza. «Come sta?» chiedo piano allo Sceriffo.
Lasciamo la macchina in zona rimozione, dopo mezz'ora di ricerca Sospira. «Cosi. Meglio che a Treviso».
del parcheggio e di discussione con Pedro. «La chitarra riesce ad accordarla?»
«È di Bob Dylan, Pedro. Bob Dylan, Non me ne frega niente se l'ha «Ci penso io. Non preoccuparti di niente».
suonata meglio Jimi Hendrix, All along the watchtower l'ha scritta Intanto Yoko sta piantando un casino con Danny de Vito sulla
Bob Dylan, l'ha incisa Bob Dylan e quindi è sua». professionalità e l’organizzazione, e alla fine se ne va a grandi passi
«Be', Kabra, ma per te Dylan ha scritto tutte le canzoni del mondo, con Zana al guinzaglio. Li rivedremo solo al momento di suonare;
dai, come quando dicevi che Like a rolling stone non era dei Rolling preferirei non vederla per niente, se non smembrata o coperta da
Stones». formiche rosse.
«Non è dei Rolling Stones, Pedro, cazzo, è di Bob Dylan» e Lo Sceriffo ha ottenuto di farci suonare per ultimi: headliners del
potremmo andare avanti ore e ore. Temo che non sia il momento di Rockin’ the Beach Festival, nientemeno. Scaricati gli strumenti e
svelargli che Knockin' on heaven's door non è dei Guns'n Roses, buttata giù una scaletta che tanto Zanna cambierà all'ultimo momento,
stanchi e fradici di sudore come siamo. faccio valere il mio grado di membro fondatore e me ne vado in giro
Dribbliamo i tavolini dei par all'aperto ed entriamo nel cosiddetto per distendere i nervi.
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Alle sette il paese è ancora semideserto; tutti sono risaliti dalla che le foto dei Despero siano preziosa merce di scambio, a Croce sul
spiaggia verso gli alberghi e le villette, per cenare e aspettare la sera. Gargano.
Mi siedo su un muretto con vista sul lungomare e finisco di Verso le otto di sera torno in zona festival; prendo una birra, mi
sfogliare le mie riviste musicali. Comincio con il Buscadero, mi siedo fra il pubblico e ammiro cinque minorenni che fanno hip-hop
crogiolo fra cofanetti dei Los Lobos, live dei Grateful Dead e con aria da teppa indurita dalla vita. Hanno pantaloni cascanti, felpe
antologie di Johnny Cash, aggettivi come tonitruante, dischi che cre. larghissime, orecchini, cappellini americani, tatuagui. Sono
scono ascolto dopo ascolto. É una coperta calda e confortevole, il imbarazzanti.
Buscadero. Il lungomare si sta affollando di grassoni con ghiacciolo, catena
Poi passo al Mucchio, cerco Pieve di Cento e mi sale la bile. d'oro sul petto, camicia a fiori sbottonata, cani rumorosi e bamlini
Pedro non mi aveva avvertito: accanto alla nostra recensione c'è bambini, solito pubblico d'intenditori, insomma.
quella degli Zeronero al Made in Bo, con tanto di foto. Il bar fighetto si popola di ragazzotti belli e abbronzati, la teppaglia
Ma porca vacca di una madre vacca di quella gran zoccola, ma tu sui motorini truccati riempie la gelateria, e il gruppo hip-hop se ne va,
guarda se me ne devo stare qua sudato come una bestia con la finalmente. Lascia il posto a un vecchio cantautore che suona
camicia appiccicata alla schiena in un paese dimenticato dal mondo pigramente qualche suo vecchio classico, alternandolo a battute sul
con davanti il faccione di Tex, ma puttana di quella grandissima whisky e sul jazz.
vacca. Sbadiglio senza ritegno, poi mi accorgo di una ragazza che mi
Non è tanto per Tex, quanto perché nella foto è entrata in pieno scruta con iridi spiritate dietro gli occhiali. Ha in mano i libretti di tutti
anche Sarah. E curva sul basso, i capelli sul viso. Avrei voglia di i nostri CD e un pennarello nero.
chiamarla. Si chiama Anna, si sta laureando in psicologia, è una nostra fan da
Cerco di resistere. Un minuto dopo sono in cabina a contare gli prima di Crepuscolo. E bellissimo conoscerti, dice, vi ho scoperti nel
spiccioli. ’94 al concerto su Videomusic, tutte le mie amiche guardavano Zanna
Il cellulare regalo di mia madre l'ho dimenticato in autogrill dopo ma io, e qui arrossisce, preferivo te. Poi aggiunge, candidamente: «Il
un concerto a Treviglio; Sarah il cellulare lo odia e non l'ha mai avuto, mio ragazzo dice che non sei un granché come chitarrista. Dice che fai
per cui devo correre il rischio e chiamarla a casa. Sperando che solo cose semplici e copri gli errori le distorsioni...»
risponda lei. «Ha pienamente ragione».
Faccio il numero. Trattengo il respiro. «ma io ti difendo sempre, dico che non deve confondere la tecnica
«Pronto? » latra Tex con voce rauca da whisky e sigarette. con l’espressività,e che nessuno, nessuno è espressivo come te».
Riattacco. Pronuncia le patruluime parole con un tale trasporto che più
Stupendo. almeno un pompino me lo aspetto. Firmo l'ultimo libretto, le dico
«resta in zona, eh?» (torno nel backstage in lamiera ondulata.
Sul versante notorietà va un po' meglio dell'ultima volta: mi
riconoscono in due, cioè due più che a Treviso. Zanna non c’è ancora ma Pedro è già impazzito: mi spiega urlando
Il primo fan è un trentacinquenne con occhialini tondi che mi che il nostro set si è ridotto a mezz'ora. Danny de Vito aveva omesso
chiede se sono proprio Kabra dei Despero. «Mi piace tutto quello che di avvisarci, il festival deve concludersi con un coro di bambini che
avete fatto tranne Crepuscolo» dice infervorandosi, «è una vergogna canteranno Imagine.
che tutti yi identifichino con quella canzone», Che posso aggiungere?
Ci facciamo immortalare insieme poi ci salutiamo. Immagino 17

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Qui m'inalbero un po' anch'io, ma poi lo Sceriffo mi persuade a ragazzini in motorino. I miei due fan sono in prima fila con macchine
lasciar perdere, che tanto saremo pagati allo stesso modo. Alla fine fotografiche che sparano flash.
rimetto mano alla scaletta, toigo Crepuscolo (sì!), due pezzi Ci saranno trenta gradi, ed è sera.
dell'ultimo album che tanto non se li filava nessuno e trancio il finale Faccio due accordi di prova e subito sgrano gli occhi: non c'è una
psichedelico di Karen. Fatto questo mi fiondo al catering, tre pizzette spia sul palco che funzioni, e alle nostre spalle il coro di bambini sta
fredde e una lattina di birra a testa. facendo le prove per il gran finale.
Il Magico è in un angolo, bottiglia di Four Roses in una mano e Dobbiamo suonare senza aver fatto il soundcheck e senza sencire
sigaro nell'altra. Guarda la spiaggia al tramonto da una fessura fra le nulla, tranne trenta castrati che ci cantano Imagine nelle orecchie.
lamiere. Teschio batte quattro; in qualche modo cominciamo, in qualche
Nel suo cervello corroso dalla droga forse pensa quello che penso modo arriveremo alla fine.
io, che ci piacerebbe rotolarci sulla sabbia con una bella ragazza e .
prendere per il culo i gruppi che suonano, piuttosto che partecipare a Fai gli accordi di sempre, mi minore, sol, mi minore, re. Non
quest'ennesima pagliacciata. andare fuori tempo. Prega che Pedro e Teschio non sbaglino qualcosa,
Mentre finisco la terza pizzetta, Zanna e Yoko entrano come furie almeno non insieme.
con la scaletta in mano. Madonna che caldo, mi sudano le mani. Mi si appiccica la camicia
«Finita la passeggiatina?» dico, prima che la poetessa suonatrice di alla schiena.
sitar cominci a urlare. E questi in piedi sotto il palco da dove sono sbucati? Questi mostri
«Ma sei matto, Kabra? Ma lo hai visto il pubblico? A un pubblico rasati a zero, con anfibi e ragnatela tatuata al gomito?
generico non si possono buttare in faccia tutti i pezzi più duri, santo Perché mi guardano? Non hanno qualche barbone da aggredire
Dio, hai tolto Crepuscolo, ma io non lo so, cazzo hai in testa, Kabra?» quattro conto uno, qualche baracca di immigrati da bruciare?
Apro con calma una lattina di birra. «Una volta, con il pubblico Mi fa già schifo l'idea che le loro retine stiano registrando la mia
generico, facevamo un quarto d'ora tutto di chitarre distorte» obietto immgine.
rivolto a Yoko; Zanna, neanche lo cago. «Così eravamo sicuri che Dio, finirà questo concerto.
restassero solo le persone giuste. Il tuo ragazzo dovrebbe
ricordarselo». Aogni canzone due file di sedie si svuotano.
«Sì, sì, bravo, ma non funziona così. Adesso ci mettiamo qua Dalla gelateria arrivano tre quindicenni sovrappeso che ciondolano
cinque minuti e rifacciamo la scaletta». con occhi vacui, ognuno appoggiato alla spalla dell'altro. Hanno gli
E alla fine l'hanno vinta loro, come al solito. stessi vestiti, le stesse scarpe da basket, gli stessi orecchini, lo stesso
taglio di capelli e la stessa faccia da Playstation, la faccia di chi
Prima di noi si esibiscono tre fratelli tutti vestiti di bianco, pare potrebbe risvegliarsi dal coma sentendo la voce di Del Piero
siano i divi del coro della parrocchia. Cantano a cappella, il pubblico Ci guardano annoiati e di sicuro stanno pensando Ma chi siete, non
si spella le mani. vi abbiamo mai visti su MIV, avrete trent'anni, siete dei vecchi, non
Tocca a noi. siete radiofonici, chi siete?
Da due anni ho smesso di vomitare per la paura prima d'ogni Stanno sotto il palco mezza canzone, danno un'occhiata alla
concerto; prendo la mia Stratocaster nera e vado in scena, talmente chitarra del Magico e poi tornano alla gelateria.
stressato da non veder. l'ora che sia finita.
Ora il lungomare è intasato di passeggiatori con gelato e 19

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In sere come questa la Stratocaster pesa una tonnellata e le corde
sono molli come spaghetti. Quando arriviamo a Crepuscolo ho la Ritorno in una Bologna avvolta nella cappa infuocata di luglio,
tentazione di andarmene e lasciar fare tutto al Magico, che sta salgo col fiatone i miei cinque piani di scale. Saluto due vecchie che si
suonando senza nessun trasporto ma almeno con una certa lucidità. lamentano del caldo sul pianerottolo e rientro nel mio camera e cucina
Alle prime note qualche ragazza urla; in tutta la piazza, compreso il in affitto.
bar fighetto e la gelateria, risuona il ritornello cantato in coro da Faccio una doccia e apro il frigo: due lattine di birra aperte, mezza
ragazzotti abbronzati, casalinghe a passeggio con i bambini, teppaglia torta alla crema. Anche per oggi non si muore di fame.
sui motorini truccati. I tre quindicenni ci guardano stupiti, come a dire Messaggi in segreteria, due. Una scema con cui sono uscito la
"ma dai, l'hanno scritta loro?". settimana scorsa, bel culo, letto a tre piazze. Poi mia madre.
Al pezzo successivo riprende l'esodo. Sene vanno anche i quattro «Senti, Cristiani, fra un concertino e l'altro prevedi di dare i tre
nazisti. esami che ti mancano alla laurea, che hai quasi trent'anni? Ciao,
Arriviamo alla fine dopo aver decimato il pubblico del festival. riguardati».
Scendo dal palco inferocito, dribblando il coro di bambini che arriva Mamma, ti voglio tanto bene ma, con un giro di parole, sai quanto
in senso inverso. cazzo mi frega dei tre esami che mi mancano alla laurea?
Danny de Vito sta mangiando la faccia allo Sceriffo, vuole pagarci Cerco di pensare al nostro prossimo minitour in Irlanda, mi sforzo
la metà perché abbiamo fatto andar via un sacco di gente. Pedro per di ricordare se mai una band italiana ha suonato in Irlanda, poi mi
poco non gli salta alla gola, Zanna va a confabulare fitto con Yoko, il rollo una canna.
Magico tira fuori una bottiglia di grappa dalla custodia della chitarra, La mia camera è avvolgente e colorata, molto confortante in questi
Teschio va a vomitare in bagno. momenti di depressione. A destra, sugli scaffali dell'Ikea, ci sono i CD
Basta, basta. in ordine alfabetico, dagli Afterhours a Warren Zevon (degli Abba e
Rubo due lattine di birra dal catering e cerco Anna. La vedo da degli ZZ Top non ho niente, sorry).
lontano, sottobraccio a un colosso con capelli stirati, occhialetti e aria Sulla parete di sinistra, locandine di film, videocassette di Allen
da chitarrista jazz. Moretti Kubrick Harry ti presento Sally Marrakech Express episodi di
Perfetto. Friends Simpson e South Park allineate sul tappeto.
Alla fine le birre me le bevo da solo in spiaggia, inacidito Accatastati nell’armadio di fronte ci sono i miei fumetti Marvel e
dall'ennesimo concerto da viale del tramonto. DC, Astro City, Swamp Thing, Love and Rockets, Andrea Pazienza.
Peccato per Anna. Avrebbe potuto vantarsi con le amiche della sua Mi viene in mente il commento di un'assistente universitaria che mi
notte di fuoco con il chitarrista dei Despero. ero portato in casa poco tempo fa, Patetici questi trentenni che ancora
"E chi cacchio sono?" avrebbero risposto le amiche con gesti leggono Tex, aveva sentenziato.
volgari. Oh, grande, ipse dixit. Intanto non non ho trent'anni ma
"Quelli di Crepuscolo" le avrebbe zittite lei, e le amiche avrebbero ventinove,zoccola, diceva la mia espressione, non leggo Tex ma
urlato WOW! e intonato quella maledetta canzone con gli occhi chiusi l'Uomo Ragno e infine non ti caccio di casa solo perché ho già speso
e l'aria sognante, hai fatto un pompino a quello che ha scritto quindicimila lire di presevativi, ma nei miei occhi puoi percepire tutto
Crepuscolo, possiamo incoronarti reginetta del Gargano, ci dai il disprezzo per questa stupida frase da assistente universitaria.
quest'onore? Fra le videocassette e i fumetti è incuneato lo stereo. Metto su il
Gesù, un altro concerto del genere e divento pazzo, CD degli Zeronero, programmo l'unica canzone cantata da Sarah.
Cerco il telefono portatile dietro la serie completa di Seinfeld e
Non ci siamo davvero pagati neanche la benzina, stavolta. chiamo qualche amico. Ci sarà un'anima buona che ha voglia di

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aspirando profondamente. «Cos'è questa storia di cambiare aria?
andare a ubriacarsi a Ca' de Mandorli o in un pub; divento pazzo se Problemi con la gentile signora?»
resto in casa stasera. Lore beve la sua birra a piccoli sorsi. «Nessuna storia. Non sono il
suo ideale di uomo»
"Magari un'altra volta, se mi avvisi prima". «Forse perché il suo ideale di uomo è uno stronzo carrierista. Senza
"Verrei ma non posso, il bambino ha la diarrea". offesa, eh».
"Domattina devo essere in ufficio prestissimo". Ridacchia. «O forse è ancora innamorata di Zanna». «Sai che
"Ho affittato Notting Hill in cassetta, devo vederlo con..." (segue originalità».
nome di fidanzata-moglie.) «E il gruppo come va? Ve la cavate senza di me?»
Bello avere gli amici sempre a disposizione. «Andiamo in Irlanda. Facciamo tre date come spalla ai Burning
Faccio il tentativo più disperato in assoluto: Lore, il mio ex Party».
batterista, segregato in casa da una donna che chiamo affettuosamente «In Irlanda? Un gruppo italiano in Irlanda?»
La Rana. «È per il Magico. I Burning Party hanno deciso di riconciliarsi con
Risponde lei, ovvio, a Lore l'uso del telefono è interdetto. Appena lui facendoci aprire i loro concerti. Vediamo cosa ne viene fuori,
mi sente diventa di ghiaccio. «Lorenzo, c'è Kabra», gracchia rivolta al magari ci rilanciamo».
suo schiavo. «Però non mi hai risposto. Come va il gruppo?»
Piccola, hai mai provato la meravigliosa sensazione di un maglio Boccata profonda. «Va che abbiamo fatto ridere anche a Croce sul
perforante che li arriva alle spalle penetrandoti dall'ano fino alla Gargano. Ci stiamo dissolvendo e non so più cosa fare». Altra
trachea? boccata. «I due ragazzi nuovi sono simpatici, sono da compagnia, ma
«Kabra?» «Ehi, vecchio. Come va? musicalmente fanno cagare quanto me. Il Magico ha deciso di fare la
«Come al solito» (che entusiasmo, oh, ti ho obbligato io a stare con rockstar fatta e strafatta. Zanna è pronto per Sanremo. Non siamo più
quella vacca?) spendibili da nessuna parte».
«Senti, non voglio sconvolgerti l'esistenza, non è che per sbaglio Lore beve un altro sorsetto di birra. «Dai, Kabra. Caccia via quello
usciresti stasera, eh?» stronzo di Zanna, io ridivento single e torno a suonare con voi. Eh.
Mi aspetto un “magari un'altra volta, se mi avvisi prima", e invece Che ne dici?»
Lore risponde «Volentieri». Alza il tono. «Molto volentieri. Avevo «Magari,Lore, Magari».
bisogno di cambiare aria». Poi urla «Hai capito, tesoro?» Abbassa la voce. «E Sarah? »
I miracoli avvengono, Guardo la pista, la gente che balla sotto le luci bianche. «È con gli
Indosso la maglietta dei Pearl Jam e vado a prendere Lore. Il mio Zeronero. Tutto qui».
ex batterista mi aspetta sotto casa con una Lacoste rossa, gli occhiali È con gli Zeronero, diavolo, ci sono momenti in cui bisogna
quadrati e la facciotta tonda. Puntiamo sul Made in Bo, sperando di smetterla di andare avanti e si deve riavvolgere il nastro, capire in
trovare sollievo dalla cappa di umidità. quale punto si è sbagliata direzione.
Lore non ha intenzione di ballare i Rage Against The Machine, per Soffio fuori il fumo e ripenso a Sarah, a quant'era bella dietro un
cui ci sediamo sul prato con una birra a testa e tiro fuori cartine e tavolo di legno con la camicia a quadrettoni, la maglietta di Cent’anni
filtrini. Lui sorride un po' imbarazzato. «Sai, Kabra? Le tue abitudini di solitudine e lo sguardo sonnolento, ai modi strani in cui sorrideva
cambiano con lentezza esasperante». stirando appena le labbra, senza scoprire i denti mai.
«Bella frase. La metterò nel prossimo disco». Misdraio sull'erba,
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Dodici anni prima
vamo fatto circolare dei volantini scritti a macchina: «È APERTA LA
Per diciassette anni non ti succede niente. Nasci. Vai a scuola. CACCIA AI CAPPELLINI BOY, Ricchi Premi in Natura». Seguiva
Impari a suonare la chitarra. Tutto qua. foto di Tommy Gun con bottiglia nelle mutande.
Per diciassette anni non ti succede niente. Dark non volevo diventare; già mi prendevano per il culo
Poi, nella stessa sera, conosci Sarah e componi Brucia. abbastanza, figurarsi se mi truccavo come il cantante dei Cure.
E tutta la tua vita, semplicemente, cambia. Schierarsi politicamente non se ne parlava, nell'88 avevo la
coscienza politica di un topo. Così ero diventato metallaro.
Nel 1988 giravo per i corridoi del mio liceo mimando assoli di Mi piaceva il mito del chitarrista dalle dita ultrarapide ei capelli
chittara con i capelli sugli occhi. Entravo nei bagni con le cuffiette del lunghissimi, sempre ubriaco e strafatto. Mi piacevano gli Iron Maiden,
walkman nelle orecchie, scansavo sdegnoso le coppie che si gli Helloween, i Metallica e i Black Sabbath. Mi piaceva Slash.
baciavano, digrignavo i denti e ringhiavo SIX SIX SIX! THE E così giravo per i corridoi della scuola con la cintura ONLY THE
NUMBER OF THE BEAST! GOOD DIE YOUNG mimando assoli di chitarra.
Suonavo in un gruppo rock demenziale, i Despero. Alle feste C'erano tre band al liceo; alle feste aprivano i Gold, dei new
scolastiche alternavamo canzoni come Farfallina e Moonlight shadow romantic che cercavamo sempre di sabotare, poi suonavamo noi;
velocissime e ultradistorte alle mie composizioni, Imene e Lady Oscar chiudevano i Fegati Spappolati con cover di Vasco.
tutti fanno festa quando passi tu. Tommy Gun saltellava sul palco con La band significava appartenenza: un Despero non era un fighetto
una bottiglia nelle mutande, Lore picchiava sulla batteria sudando tipo Gold o un caciarone tipo Fegati Spappolati, aveva i suoi territori,
come un maiale scannato, Zanna suonava il basso per le ragazzine i suoi Dragon Pub per ubriacarsi di birra il sabato sera, il suo bowling
pronte a leccare il suo sudore. Senza entrare nel dettaglio, tre Despero di San Felice per giocare a biliardino con aria incazzata, le discoteche
su quattro erano vergini. tipo Ciak o Living in cui non si poteva ballare --eravamo metallari,
Nel 1988 giravo per i corridoi del mio liceo con maglietta dei noi – ma solo stare a bordo pista con sguardo vuoto, bicchiere in
Black Sabbath, chiodo nero con stemma della Mercedes alla spallina, mano, a cercare prede sui quindici o sedici anni. Poi Zanna trovava
cintura con scritta a fil di ferro ONLY THE GOOD DIE YOUNG. quella carina e ci scompariva tutto il pomeriggio, noi tampinavamo le
Avevo deciso di non voler più essere l'anonimo che ero stato fino a amiche cesse impressionandole con le nostre storie di trasferte
quattordici, e avevo scelto in quale club entrare. violente. Riuscivamo solo a farle scappare ma non c'importava, noi
La ragazza che mi piaceva mi aveva preferito un fighetto in eravamo i più duri di tutti, noi eravamo i Despero.
Timberland e Moncler arancione, quindi non ero diventato paninaro. Poi suonavamo rock demenziale anziché metal, non ricordo bene
Fulminavo con occhi da pazzo le ragazzine in camicia Naj Oleari e perché.
borsa Mandarina Duck, quelle che anziché guardarti in faccia ti
guardavano le scarpe. In base a quello ti giudicavano, dalle scarpe.
Hanno fatto tutte giurisprudenza, dopo.
Quelli con i cappellini Boy; non parliamone. Noi Despero avevamo

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1988 «Non ce la farò mai in venti minuti, imbecille, sono in pigiama»
ma quel quattro ragazze mi ronza nella testa.
Un minuto dopo ho già tolto il pigiama e mi sono infilato nella
divisa estiva da metallaro, quella che non prevede il chiodo: maglietta
dei Black Sabbath, jeans neri, cintura borchiata ONLY THE GOOD
DIE YOUNG, anche se una o di Good si è staccata, vabbè.
È un sabato sera d'estate. Andrea Pazienza è morto da due giorni. Un altro minuto e il gel ha reso una calotta impenetrabile i miei
Sono in pigiama davanti alla tv della cucina con un programma lunghi capelli lanosi.
preciso: prima serata I ragazzi della terza C, seconda serata Fracchia Dieci secondi per distrarre i miei dalle avventure di Gei Ar con un
la belva umana. generico Sono-con-Lore-e-Zanna-non-so-quando-torno-ciao,
Niente bowling di San Felice, stasera. Appena Fracchia finisce sorpassare mio fratello che sta litigando con una delle sue fidanzate e
all'inferno con brandelli della Gazzetta dello Sport - lo conosco a scendere le scale.
memoria quel film - mi metto a letto con Headless cross dei Black Un quarto d'ora per sfrecciare con il leggendario Califfone dalla
Sabbath nel walkman. A seguire, dieci ore di sonno sotto il poster del Bolognina al ponte della Stazione, poi giù per via Indipendenza fino a
Bologna neopromosso in A. Piazza Maggiore, da lì a destra fino a sbucare davanti a via del
I miei sono in sala rapiti dallo Speciale Dallas, cinque ore con la Pratello, dove una birreria segue a un'osteria che segue a un baretto
famiglia Ewing. Mio fratello maggiore Piero ha appena litigato via che segue a un ristorantino che segue al carcere minorile.
cavo con una certa Consuelo. Parcheggio il motorino accanto a quello del già isterico Lore,
Sono avvinto dalle vicende di Zampetti e Bruno Sacchi quando davanti al Cantinone.
squilla il telefono del soggiorno. Piero apre la porta della cucina e mi «Non sono ancora arrivate?» gli faccio.
fa «è Lore, fai presto che poi deve chiamarmi Dalia»; mi stacco a «È ancora presto» risponde, con voce nasale. Indossa una
malincuore dalle avventure di Chicco a Supermike e vado a ripugnante polo color cacca di dobermann.
rispondere. «Dov'è la fregatura, Lore?» domando.
«Che vuoi?» biascico, e Lore mi investe con qualcosa che suona «Nessuna fregatura. Ho conosciuto Kara...»
come: «VestitivestitiinfrettacorriinviadelPratellodavantialCantinone «Kara? Con la K? Come Supergirl, la cugina di Superman?»
chefraventiminutiabbiamoappuntamento con delle ragazze» e queste «...Kara con la K in sala giochi. Mi fa "finisco la partita a Tetris poi
ultime parole sono le uniche che distinguo con chiarezza. vado al Cantinone con delle amiche", e io faccio "dai, vengo con i
Delle ragazze? miei amici, allora, che dici?" e lei fa "va bene, perché no, ci si vede
Trovate da Lore? alle dieci"».
Ora, è vero che il sottoscritto Cristian Cabra detto Kabra a «Ti avrà depistato. Ti ha spedito in via del Pratello mentre lcir
diciassette anni quasi diciotto non solo è vergine, ma non ha neanche altrove. New York, probabilmente. E Zanna quando arriva? »
mai baciato una ragazza, però Lorenzo Malagoli detto Lore è un «Più tardi. Sai quanto tempo passa sotto la doccia».
rospetto ributtante di un metro e sessanta molto noioso. Conosce ogni Ricordo centinaia di serate sotto casa di Zanna, in attesa delle sue
battuta de L'allenatore nel pallone, e un appuntamento procurato da abluzioni con creme e balsami.
Lore non può che essere un pacco. Esamino un ciclostilato sulla parete. Sotto un serpente alato ci sono
Comunque lui continua a sostenere che quattro ragazze ci aspettano cinque diciottenni con sguardi di brace: «ZERONERO. Lingua a
davanti al Cantinone, e urla di muovermi. motore tour. Live at Q-Bo»> leggo. «Questi hanno coperto Bologna

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di volantini. Gran figata il serpente alato, comunque». «Perfetto. Vogliamo entrare?»
«Avranno la nostra età e già suonano al Q-Bo» osserva Lore «E l'amico bellissimo di cui parlavi?» squittisce Kara a Lore, con
ammirato. «Devono essere forti». scarsa sensibilità.
«Zanna li ha visti in concerto. Ha detto che il cantante si è scopato «Zanna arriva più tardi».
una bambola gonfiabile sull'amplificatore». Sarah guarda nauseata la mia maglietta. «"Black Sabbath"? Cos'è,
«Anche Tommy li ha visti. Dice che il chitarrista ha fatto un assolo una roba da adoratori di Satana?»
velocissimo rotolandosi sul palco. Tento di sorridere. «Era il gruppo di Ozzy Osbourne. Sai che a un
«Vabbè, anche il cantante delle Dinamo Cremisi cantava concerto ha staccato la testa a un pipistrello con un morso?»
rotolandosi sul palco». «Bel cretino».
«È un po' più facile cantare rotolandosi che suonare rotolandosi, Okay. Puoi tirare lo sciacquone, io sparisco senza far rumore,
Kabra». Ci sediamo a un tavolaccio di legno, ordiniamo patatine e vino
«...okay, quelle che stanno arrivando non sono Supergirl e amiche, rosso. Le due anonime continuano a parlare per conto loro, Kara è di
vero?» fronte a me, Sarah di fronte a Lore. Sarah si sbottona la camicia a
«Proprio loro» (e qui Lore tira decisamente un sospiro di sollievo). quadri, mette in mostra una terza di reggiseno e una scritta sulla
In quel momento mi converto alla teoria della reincarnazione. maglietta bianca. Lore la legge a voce alta, probabilmente solo per
Non per Kara alias Supergirl, piccola e secca ma con discrete tette scrutarle le tette. «"...perché era previsto che la città degli specchi
e scollatura abissale, che squittisce «scusate il ritardo, ma l'autobus sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini
non passava mai», né tantomeno per due amiche che parlano fitto fra nell'istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le
di loro, si presentano distratte poi tornano a ignorarci, ma per Sarah. pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da
Nel preciso istante in cui ci conosciamo, so d'averla incontrata in sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent'anni di
un miliardo di vite precedenti. Ehi, era ora, starei per dirle, sono solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra", Bello.
diciassette anni che ti aspetto. Cos'è?»
Capelli biondo-castani svolazzanti, grandi occhioni verdeazzurri, Sarah ghigna sinistramente. «Un testo inedito degli Iron Maiden».
visetto ordinario, camiciona a scacchi pre-grunge, jeans strappati, «Sul serio»,
scarpe da tennis, lo sguardo addormentato di chi si è svegliato da «È Cent'anni di solitudine» ci salva Kara. «È il suo romanzo
quaranta secondi. Un po' Mariel Hemingway in Manhattan, un po' preferito. Me l'ha fatto leggere ma non ci ho capito niente, con tutti
Gwyneth Paltrow dopo una canna, a ripensarci oggi. quei nomi che si ripetono».
Le prime parole che le sento pronunciare sono: «Piacere, Sarah, «Ah, non lo conosco. Preferisco la fantascienza. Avete letto il
con l'acca». Ciclo della Fondazione, o i racconti di Fredric Brown?»
«Piacere, Cristian, senza acca». «No». Due minuti e già la conversazione langue.
«"Solo il Dio muore giovane"? Che vuol dire? » Purtroppo io e Lore sappiamo parlare esclusivamente di tra sferte,
«Non è God, è Good. È caduta una O. E una canzone degli Iron con dettagli su risse e sassaiole, e dei Despero. Decido cli arrivare
Maiden. Ti piacciono gli Iron Maiden?» all'argomento due partendo da lontano.
«Mi fanno vomitare». «E allora, ehm, che musica vi piace?»
Kara squittisce giuliva. «Mah, un po' tutto, dance, Vasco,
29 Madonna, un po' tutto».

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Sarah vuota un bicchiere di vino con un sorso, poi risponde: «I mi guardano inorridite. Sarah non si scompone minimamente né
Black Sabbath. Specie quando uccidono pipistrelli». cambia espressione,
Mi prende per il culo e io la amo. «Potrei chiederglielo, magari, Certo, mi servirebbero una medium e
«Sul serio». un tavolino a tre gambe».
«Bruce Springsteen». E dopo questa ennesima figura di merda starei per alzarmi e
Ci illuminiamo. Lore bercia Booorn in de iuesseeii, io farfuglio: scomparire il più lontano possibile, ma in quel momento Zanna fa il
«Lo conosco, lo conosco, l'ho visto su Videomusic, quel video di lui suo ingresso trionfale. Sarah, Kara e le due anonime sgranano gli
che porta la ragazza sul palco e poi ballano insieme!>> occhi.
«Allora non lo conosci». Andrea Zanardi detto Zanna sfila fra i tavoli di legno come un
E tiriamo di nuovo lo sciacquone. modello in passerella, poi viene a sedersi agilmente accanto a me. E
«E, ehm, oltre Bruce Springsteen?>> uno di quelli eleganti anche in un sacco di iuta, anche dopo novanta
«Mah, un po' tutto il rock dagli anni '50 in poi. Ultimamente minuti di calcio nel fango, fra noi spaventapasseri in tute da sfigati.
ascolto quasi solo i Velvet Underground, il primo album, quello con la Marlon Brando giovane con i capelli alla Jim Morrison.
banana in copertina». Quando la donna della mia vita squirtisce «Piacere, Sarah con gli
Ora sono pallido come la morte. «Capisco. Sai che noi abbiamo un occhi accesi e un filo di voce, intuisco che la lotta sarà dura.
gruppo?>> «Stavamo parlando di Imene, Zanna>> dice Lore.
«Ah, cosa suonate, cover degli Iron Maiden?>> «Gran pezzo» fa lui. «L'ha scritta Kabra, sapete?»> poi canta il
«Cosa vuol dire cover?» ritornello, e tutte le ragazze ridono.
«Un pezzo di altri reinterpretato. Spirit in the sky è una cover». «Tu sei il cantante?» chiede estasiata Sarah.
Lore sobbalza. «Non è dei Doctor and the Medics?>> «No, il cantante è Tommy Gun. Io sono il bassista».
Sarah ride. «Sì, come Have you ever seen the rain? è di Bonnie «C'eri anche tu in trasferta a Messina?»> chiede Kara.
Tyler». «Puoi dirlo. Bologna-Messina senza biglietto, eroici. Il con trollore
«Non è di Bonnie Tyler?» è entrato nello scompartimento, ci ha visti ammassati in una nuvola di
Bisogna riprendere in mano la situazione. Mi schiarisco la voce e fumo con le facce cattive ed è scappato a gamla levate».
riprendo: «Ci chiamiamo Despero. Facciamo rock demenziale. Avete Risata generale, e grida di "ma dai, incredibile!”.
mai sentito Imene?» Mi riempio il bicchiere fino all'orlo.
Sarah inorridisce, Kara ride.
«E il nostro pezzo forte» gongola Lore. «L'ha scritta Kabra>>. E Quattro giri di lancetta e il tavolo del Cantinone è spezzatalo1 tre
cantiamo a due voci: “Lo so che mi vuoi bene / per questo non tronconi.
conviene / difendere l'imene" senza provocare grosse reazioni. Le due anonime si sono rimesse a parlare fra loro di un mile Denis
La buttiamo sull'argomento trasferte. Racconto quella di Messina che si è comportato male a una festa e che dovrebbe alle dere scusa a
con gli ultras e senza biglietto del treno, e Sarah ci sbadiglia in faccia. una o all'altra, non ricordo i dettagli.
Lore suda come un maiale. Butta lì poco convinto: «Potremmo Zanna monopolizza Sarah alternando le nostre trasferte si ti ranto e
andare a ballare allo Sporting, dopo». Bergamo - e di certo lei visualizza Zanna solo contul Wild Kaos
«Mah, non so, non credo» sbuffa Sarah stando sul vago. dell'Atalanta – con brillanti aneddoti sui nostri concerti. Lei lo ascolta
«Cos'è» scherzo «la mamma ti vuole a casa prima di mezzanotte?»
e intuisco subito che ho detto una stronzata, perché le altre ragazze 32
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rapita, sensualmente allungata sul tavolo, una mano fra i capelli a cowboy e dei baffetti sottili da gitano, un Willy de Ville più elettrico
sorreggerle la testa reclinata, gli occhioni spalancati. che suona una Gibson nera a velocità supersonica.
Io e Lore ci mettiamo a parlare con Kara, sorvegliando i due Lo guardo a bocca aperta.
piccioncini. Gli argomenti che sfoderiamo sono terrificanti. In teoria io e lui agiamo nello stesso campo, ma fra noi c'è lo stesso
Io elenco tutti i cinque cantanti dei Black Sabbath. Lore cita brani rapporto che intercorre fra il mio idolo Lorenzo Marronaro, bomber
scelti da L'allenatore nel pallone e si gioca dieci punti ulteriori del Bologna e, diciamo, Johann Cruyff. Metà delle cose che fa non
parlando di computer, argomento in cui tocca livelli di tedio inauditi. posso pensare di riprodurle, l'altra metà nemmeno le capisco.
Prima che Kara vada a farla finita in bagno, Zanna riemerge dalla Poi Sarah si dilegua nella folla e ritorna tutta contenta: «Ho trovato
conversazione con Sarah. «Oh, ragazzi, diceva Sarah che c'è un del fumo, ragazzi: libanese. Che ne dite?»
gruppo inglese che suona a mezzanotte all'Isola nel Kantiere,
andiamo?» Usciamo dall'Isola nel Kantiere belli storti, dopo che Sarah ha
Neanche a dirlo. Le due anonime si chiamano fuori e spariscono rimediato una bottiglia di vodka lemon. Nessuno ha voglia di andare a
dalle nostre vite, noi usciamo dal Cantinone. dormire.
Io, Zanna e Lore sembriamo i vincitori del concorso "tre amici che Carichiamo di nuovo le ragazze sui motorini, lasciamo il centro in
non hanno nulla in comune fra loro": io cammino come un metallaro direzione colli e cantiamo a squarciagola Siamo solo noi.
feroce, Zanna tranquillo e molleggiato, Lore come chi ha appena Kara si stringe ai miei fianchi, Sarah è avvinghiata a Zanna, Lore
pestato una cacca. custodisce la vodka.
Sarah purtroppo sale in motorino con Zanna, Kara con me, Lore si Facciamo il giro dei Ponti Strani; il ponte Sghembo, che parte largo
arrangia. come un'autostrada a tre corsie per trasformarsi in unit mulattiera, il
Per tutti i cinque minuti del percorso cerco di non pensare alla Ponte Bastardo, che invita a proseguire verso il bilratro e in realtà gira
mostruosa erezione procurata dalle tette di Kara contro la mia schiena. a sinistra, il Ponte Gobbo, con rigonfiamenti tipo dorso di canımello;
alla fine arriviamo su un colle con vista sui ogni luce di Bologna e sul
L'ex magazzino occupato Isola nel Kantiere è una bolgia di sudore, portico di San Luca, che si dipana nel buio come una processione di
caldo, odore di canne e di birra rovesciata. Galleggiando nell'aria fiatnmelle,
densa di fumo scavalchiamo punk che si baciano e ragazze che Scendiamo dai motorini e ci attacchiamo a turno alla bottigli,
dormono sulla scala a chiocciola, ci facciamo largo fra un gruppo di circondati dal frinire dei grilli.
fighetti in cerca di trasgressione e raggiungiamo il palco. La band ha «Vi faccio vedere il lago!» urla Zanna, e corre dietro un lo schetto.
già scatenato un pogo selvaggio nel seminterrato. Sbuchiamo in cima a un pendio erboso coperto di bulle di fieno, e sul
«Come si chiamano?» urlo a Sarah, interrompendo per un secondo fondo del pendio la luna si riflette in un piccolo specchio d'acqua.
il suo cicaleccio con Zanna. Cominciamo come dei deficienti a far rotowe le balle di fieno verso il
«Burning Party. Vengono da Londra, ma il chitarrista è italiano. Ha lago fin quando Sarah non urla: «Venitel Venite a vedere!>>
avuto una storia incredibile, ha girato tutto il mondo. Lo chiamano il Corriamo verso il lago in equilibrio precario. Cadiamo, cilo
Magico». toliamo sull'erba sghignazzando.
Il Magico è un colosso di quasi due metri con un cappello da Accanto al lago c'è una vecchia Alfasud bruciata e senza sportelli.
«Minchia, ragazzi!» grida Zanna, un bel po' fumato, «Testimoni di
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un omicidio! Attenti allo scheletro nel bagagliaio! Non inquinate le «Sarah?
prove!>> (lei solleva la testa dal ventre piatto di Zanna) «Uhm?»
Kara mi si attacca al braccio. «Oh, oh, ragazzi, non facciamo «Tu che conosci tutte le canzoni del mondo, cos'è questa?»
cazzate. Torniamo indietro». «Mai sentita» e torna a dormire.
E Lore le fa eco: «Attenti, attenti, ragazzi, dai, non fate gli scemi». Chiudo gli occhi con le tre note che mi ronzano fra le tempie e uno
Sarah è già dentro la macchina, eccitatissima. «Zanna, vieni!>> scheletro di melodia che ci si avviluppa sopra, e in un dormiveglia
urla, e allora andiamo a esaminare la scena del crimine. ubriaco vedo Terminus Est che suona da sola nel sedile dell'Alfasud
L'interno dell'Alfasud è stato quasi del tutto risparmiato dal fuoco. che brucia, brucia, brucia.
Sul sedile del passeggero c'è un foglio a quadretti con una scritta a
penna che mi fa rabbrividire: SONO LIBERO ADESSO. E quando l'alba ci incendia le palpebre ci rimettiamo pigramente
Ma le cose più assurde sono nel sedile posteriore, per la precisione: sui motorini. Vampate arancioni colorano le balle di fieno, l'Alfasud e
- un pupazzo di Lupo Alberto mezzo bruciacchiato il lago, e io ho in testa una nuova canzone.
- Il deserto dei Tartari con copertina macchiata di caffè «Ragazzi, io sono a pezzi» mormora Zanna. «Kabra, porta Sarah,
- una Martin di legno scuro senza due corde. dai, che sta dalle tue parti. Lore, porta Kara. Ciao» e sparisce
«Questa è roba mia, fanciulli» faccio, impossessandomi della dondolante verso il motorino, senza dare a nessuno il tempo di
chitarra. Sulla cassa c'è scritto, a pennarello indelebile, TERMINUS replicare.
EST, come dire: siamo al capolinea. Poco dopo sfreccio sulla strada che scende da San Luca con il
«Ragazzi» sghignazzo, «il padrone dell'Alfasud è un latinista o un vento del mattino che mi sferza i capelli, Terminus Est è incastrata
fan di Severian il Torturatore». sotto il manubrio, Sarah mezza addormentata mi si appoggia sulla
«Ma che cavolo dici, Kabra, suonaci Imene» fa Zanna. spalla, e la canzone che non potrà che chiamarsi Brucia suona epica
E cantiamo un po', troppo fatti per temere il padrone della nel mio cranio, e oggi è il più gran giorno che io abbia mai avuto,
macchina, poi ci sdraiamo a guardare la luna. Chiudo gli occhi un canteranno qualche anno dopo gli Smashing Pumpkins.
secondo e mi addormento accanto alla chitarra Terminus Est. Una notte simile deve per forza concludersi con un bacio, il primo
della mia vita.
Li riapro dopo un sonno di pochi minuti, con tre note che mi Arriviamo a casa di Sarah, vicino al Parco Nord, e scendiamo dal
martellano in testa. motorino. Lei ha la faccia di chi ha fatto a pugni con Mohammed Ali,
Accanto a me ci sono l'Alfasud bruciata, il lago, Terminus Est, i biascica due parole incomprensibili e poi vomita acccanto al
ragazzi che dormono sull'erba, e ho queste tre note che non mi escono Califfone.
dal cervello. I capelli appiccicati dal gel sciolto e dal sudore mi I miei piani inerenti il bacio subiscono una brusca smorzata..
coprono la faccia. Ci scambiamo i numeri di telefono, poi mi saluta con la mano ed
Mi metto a sedere, imbraccio Terminus Est, la accordo un po' a entra nel portone.
orecchio e suono le tre note su una sola corda. Rimango in piedi accanto al motorino.
«Ehi, Zanna, sveglia». Adesso esce, non dice una parola e mi bacia.
«Che vuoi, Kabra?>> Il portone si riapre. Lei si affaccia sulla soglia.
«Che canzone è questa?». Mio Dio.
«Ma che ne so, Kabra. L'avrai inventata sul momento». «Kabra?> mormora.
«Sì?» rispondo con un filo di voce.
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fa il giro di campo esultante, poi risponde: «Secondo me se la tira un
«Ma Zanna ha la ragazza?>> po'».
(dille una bugia, imbecille) «Ma dai, non è vero»,
«No». «E non è neanche particolarmente carina, ha gli occhi da fattona e
(idiota) le spalle larghe».
Lei sorride, mi saluta di nuovo con la mano e torna dentro. E dopo questo lapidario commento torna a sfidare il Real Madrid.
Spalle larghe e occhi da fattona, cretino. Lore si fa le seghe sui
Arrivo a casa alle sette e mezza di mattina. dischi di Fausto Papetti, io su Like a virgin. La differenza si vede.
In camera mio fratello russa rumorosamente; appoggio sul letto
Terminus Est, accendo il registratore e canticchio Brucia nel Quando Sarah esce in due pezzi dagli spogliatoi dell'Aquafan sono
microfono, in modo da fissarla definitivamente. felice di aver messo dei pantaloncini larghi.
«Ma che cazzo fai, deficiente?» rantola Piero, aprendo gli occhi. Passiamo una giornata fra sciami di minorenni chiassosi, e in tutta
Poi torna subito a russare. questa giornata Sarah non fa niente per illudermi.
Mi metto a letto, ma dormo forse dieci minuti. Continuo a pensare E sempre appiccicata a Zanna, ride a ogni sua battuta, sbatte
a Sarah e a Brucia, e quando sgorgano nuove strofe mi alzo e corro a ammaliante le ciglia; in sintesi, rocker sarcastica con me e micetta
scriverle. innamorata con Zanna. Io e Lore passiamo cinque ore a spruzzare
d'acqua Kara; quando incrociamo una ragazza Lore la lascia passare,
Di cosa parleranno domani Sarah e Kara? poi si gira a guardarle il culo sollevando gli occhiali da sole. E già
Diranno che, sì, Zanna è carino, ma vuoi mettere Kabra, che molto se non cade in piscina.
sguardo profondo, che animo sensibile sotto quella maschera da duro Incontriamo Fiorello, poi facciamo da pubblico per un colle
metallaro... gamento con Dj Television: alla domanda «Vi piace Jovanotti?», noi
Oppure decideranno la spartizione, Kara prende Zanna, Sarah dobbiamo urlare «sììì», per lanciare È qui la festa?
prende me, Lore resta a guardare? Nella piscina con le onde artificiali io e Lore fingiamo di strap pare
O magari concluderanno che Zanna è un gran figo, peccato i cessi il costume a Kara, che strilla come un'aquila ma si lasciat 111 minimo
di amici che si porta dietro? palpare. Provo timidamente a fare lo stesso con Saralı una scusa come
Ma no, ma no, voglio essere ottimista. E del resto, oggi è il più un'altra per toccarla – ma lei si irrigidisce e scives la via con un
gran giorno che abbia mai avuto. sorriso tirato.
La mattina dopo telefono a Sarah, la invito al mare con un filo di Scompaio sotto le onde artificiali.
voce. Poi andiamo sul Kamikaze, uno scivolo stretto e ripido che il
Lei tergiversa, prende tempo finché non dico: «Zanna proponeva terrorizza solo a guardarlo. Però c'è Sarah, non posso fare il conille
anche l'Aquafan di Riccione», e al nome Zanna strappo un Okay! Arrivo a terra più morto che vivo.
convinto. Lei tergiversa, non vuole buttarsi, poi Zanna la convinco. Sim de a
«Ma com'è Sarah, secondo te?»> chiedo a Lore nella sala giochi di piombo urlando, e quando arriva in fondo la abbraccia al dando
via dell'Inferno. «grande Sarah, sei un mito, ce l'hai fatta!». Lei seriile scivola via
Lore non si distrae, ruota la pallina con abili colpi di palmo finché come un'anguilla.
l'attaccante del Barcellona non trafigge il portiere del Real Madrid. Si Non fa niente, proprio niente per illudermi.
rilassa con aria alla Clint Eastwood mentre l'omino sullo schermo fa il
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Del resto è palesemente cotta di Zanna, se ne frega delle mie Terminus est è la mia fucina; non l'ho mai portata sul palco, ma
farfalle nello stomaco. ogni pezzo dei Despero è nato su quelle sei corde, e in dodici anni
Mi sento uno sterco di cane seccato dal sole. ogni pezzo l'ho scritto pensando: piacerà a Sarah? E una Strategia a
Lungo Termine: impressionarla con la mia figura di rocker integro e
La sera usciamo dall'Aquafan, facciamo scorta di cheeseburger e coerente.
ceniamo sulla spiaggia al tramonto. Forse da dodici anni suono per quattro lire solo per fedeltà alla
È Lore che nota uno straccio abbandonato su un pedalò; è una prima Strategia a Lungo Termine. Se non avessi conosciuto Sarah,
bandiera rossa di segnalazione, di quelle che i bagnini alzano quando avrei firmato cinquanta canzoni come Crepuscolo e avrei una villa con
il mare è mosso. gli Zeronero come giardinieri. Chissà.
Un attimo dopo è nelle nostre mani.
La tagliamo in cinque, firmiamo ogni brandello con un pennarello E l'estate la passiamo in simbiosi, io, Sarah, Zanna, Lore e Kara.
nero indelebile, poi ognuno tiene un pezzo. Un pomeriggio d'agosto siamo alla Dunia degli Orsi, a Marina di
Non so se Lore, Kara, Sarah e Zanna hanno ancora la loro bandiera Ravenna, tra pensionati imbevuti d'olio abbronzante, bambini
dopo tutti questi anni, ma il mio brandello di stoffa rossa è tuttora schiamazzanti fra le onde, bucce di cocomero divorate dalle mosche
legato al capotasto di Terminus Est. sulla sabbia.
Poi corriamo a prendere il treno, e al bar della stazione la radio Zanna e Kara si stanno sfidando a colpi di racchettone. Sarah li
annuncia l'arresto di Vasco per storie di droga. guarda seduta su un moscone; ha un costume rosso delizioso, lecca un
Passiamo il viaggio di ritorno a scrivere "Vasco libero!" su ogni gelato ignara del mio sguardo da triglia. Sono incantato dai movimenti
superficie del treno. della sua lingua.
«Ci facciamo anche le magliette» proclama Zanna solenne. Lore mi riporta bruscamente alla realtà.
«VASCO LIBERO! E le indossiamo al primo concerto, che ne dite?» «Senti Kabra, ma perché non ti fai avanti>>> .
Sarah annuisce convinta. «Prego?>>
«Dai, Kabra»,
La sera, a casa, mi capita una cosa strana. «Guarda, Lore, non so di cosa stai...»
Mio fratello dorme da una delle sue ragazze, per cui sono solo in «Con ME puoi parlare, Kabra».
camera. Visualizzo Sarah che esce bagnata dalla piscina e faccio (lunga pausa) «Come faccio, Lore? Non potrei accettare un rifiuto.
partire la mano destra. Non da lei. E poi è tardi, siamo andati troppo in là>,
Non succede niente. «Cioè?»
Mi concentro sui particolari più laidi, l'incavo fra i seni, il costume «Cioè, io penso che una ragazza carina abbia delle difese, C nosce
nel solco delle natiche. Provo a immaginarla sopra di me, sotto di me, qualcuno e mette in preventivo che lui possa provarci; 1106 male, no?
insieme a Kara, insieme a Madonna. Non vedo altro che il suo sorriso. Lui è legittimato a farsi avanti, lei è legittimata a dire all no. Ma
Dio mio, penso rimettendomi i boxer, forse è questo l'amore: non adesso io e Sarah siamo diventati amici, e le difesc omnul le ha
riuscire a farsi una sega pensando a lei. abbassate. Mi sembrerebbe vigliacco dichiararmi così, 111111
ciapelo. Sarebbe un tradimento, rovinerei tutto, no, guarda. Anlief to
In quei giorni sublimo tutto. Ogni volta che tocco Terminus Est che succeda qualcosa, che si presenti la situazione giustil, lite qui».
esce una nuova canzone. «E poi a lei piace Zanna».
Pausa. «Amo la tua franchezza, Lore».
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«Kabra, è meglio aver amato e perduto che non aver amato per amica? Madonna che pere, ohi, ragazzi, dove le avete trovate queste,
niente». sentite, siamo quattro contro due, e va bene che Lore non conta,
«Lore, ma vedi di andare a cagare, per favore». comunque ci si può mettere d'accordo, no? Kabra, dove cazzo sei,
Continuo a guardare Sarah che lecca il gelato, e Kara e Zanna che andiamo a farci una birra con le signorine, dai, ma aspetta un attimo,
sottolineano con grida divertite ogni colpo di racchettone. che prima ho una pisciata spaventosa da fare, non scappate, ch,
ragazze, non fatevi impressionare dalla faccia di Lore».
E il mio unico desiderio nell'estate dell'88 è vedere Sarah che si E si trascina verso i bagni con le ciabatte da mare, i pantaloncini e
gira verso di me con i capelli sconvolti davanti agli occhi, nella sudata la maglietta bianca con le chiazze sotto le ascelle.
morbidezza del dopo. Sarah lo segue con gli occhi schifata. «Quello è il vostro
cantante?>>
Le dinamiche del nostro gruppetto diventano granitiche. Sarah Mi sa che non allargheremo la compagnia.
continua a tranciare le sue sentenze sarcastiche, ma dopo ogni frase
cerca l'approvazione di Zanna. Lui tocca, accarezza, abbraccia, ma Tommy Gun è un cretinaccio sovrappeso che non capisce niente di
quando gli chiedo - finto disinteressato - che intenzioni ha, sorride e niente. Ha rubato il nome ai Clash ma non sa chi è Joe Strummer,
scrolla le spalle. Io sono ormai senza dignità, sempre appiccicato alla ascolta solo i Doors e si dichiara nazista e razzista, ma così, tanto per
scia di Sarah che è appiccicata alla scia di Zanna, e Kara è appiccicata dire. Puzza sempre come un animale.
alla mia, con le sue battute sul sesso e i suoi doppi sensi ei suoi Gli facciamo sentire i pezzi nuovi; uno si chiama Dodici gocce, e
giochini allusivi con i ghiaccioli. Lore, tagliato fuori da tutti i giri, c'è Sarah dietro ogni parola della canzone.
mantiene il suo ruolo di commentatore e osservatore. Ogni tanto la sento che canticchia il ritornello: «dodici gocce /
Kara gesticola sempre, Sarah mai: sta sempre a braccia conserte o dodici gocce e sarai qui», e mi sciolgo.
con le mani in tasca. Zanna ha una morbida naturalezza che posso Tommy Gun è strabiliato. «Ma che merda seriosa è, régaz, siete
solo tentare di imitare. rimbecilliti? Oh, Kabra, ma che testi sono, non si capisce niente,
perché non parli più di culi e tette?>>
Ma i Despero hanno anche un cantante. Due giorni dopo siamo tutti in piazza Maggiore per Vota la Voce,
Tommy Gun torna dalle vacanze abbronzato, pronto a millantare ognuno con le sue motivazioni. Sarah ha un moderato in teresse per il
copule con bagnine, turiste, vecchie e bambine. bellissimo Nick Kamen, Kara vuole vedere Din Harrow, Tommy Gun
Appena lo incontriamo alla Festa dell'Unità mi strizza i testicoli odia Jovanotti e ha uno zaino pieno di un da lancio. In questa bolgia di
urlando: «Ehi, ciccio, ancora terra di nessuno, eh?», passa una mano under 20 definiamo una volta per tutte il futuro dei Despero.
fra i capelli di Lore e bercia «ma che schifo, Lore, te l'ho detto mille «É ora di crescere, ragazzi, di andare oltre le feste scolastiche
volte di non farti le seghe guardando in basso», poi comincia a lottare proclamo. «Basta fare il gruppo demenziale. Facciamo rock, such e
con Zanna gridando: «ti stendo, troione, ti stendo». basta».
Solo a quel punto nota Kara e Sarah. «No! Avete inchiodato, «Io ho solo un dubbio» commenta Zanna. «Funziona il time de in
schifosi! Piacere, sono il loro cantante. Volete vedere l'asta del mio italiano? È credibile?»
microfono? Ehi, complimenti per la scollatura» (Sarah lo guarda con «Ci sono i Diaframma» dice Lore. «E quegli altri con il 411 tante
orrore) «potrei quasi prenderti come corista, naturalmente dovresti pazzo, quelli di 17 Re...»
prima fare una prova uno-due uno-due, ehi, come si chiama la tua
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«I Litfiba» lo soccorre Sarah. «Io decido sul momento» (Lore)
«I Litfiba, appunto. Quelli cantano tutti in italiano». «Facciamo che ognuno si veste come gli pare» (Zanna).
«Però il rock nasce in inglese>> osserva Zanna, coperto dallo «Dobbiamo spaccarli con la musica, cazzo. Quando gli urliamo in
strillo di Kara: c'è Dan Harrow con la sua Catch the fox. faccia Brucia devono impazzire anche se indossiamo solo dei fogli di
«Ma a me non piacciono i gruppi italiani che cantano in inglese» giornale»,
storco il naso. «Cioè, i Rocking Chairs, i Gang, hanno dei bei pezzi «Okay, okay, non perdere la testa» (io). «Cerchiamo di arrivare in
ma non riescono ad appassionarmi fino in fondo. Mi sembra che anticipo, magari, che così facciamo il soundcheck per primi».
manchi qualcosa, che stiano imitando qualcuno, non so».
«Per me dovremmo parlare di culi e tette, régaz» interviene per un Arriviamo sul posto alle quattro e un quarto. Ci danno la corrente
secondo Tommy Gun, poi torna a lanciare insulti a Dan Harrow. per il soundcheck cinque ore dopo.
«Dipende tutto da Kabra» chiude il discorso Sarah. «È lui che Alle ventuno e quindici la Festa della Birra è piena di divoratori di
scrive i testi. Se non ha problemi con la metrica, va benissimo andare piadine alla salsiccia. Io mi aggiro nervosamente fra i tavoli con la
avanti con l'italiano». chitarra nello zaino, le chiavette che sbucano sopra l'orecchio.
Sarah mi appoggia. Potrei avere un orgasmo in mezzo alla folla. I cartelloni annunciano: «Venerdi rock live: Loki - Despero -
«Oh, per me va bene. Proviamo» tronca Zanna. Quaranta Ladroni. Sabato: Zeronero»,
«Niente in contrario» aggiunge Lore. «Basta che non tiriate fuori Da soli. Già li odio, gli Zeronero.
ritmiche strane». Alle nove e venticinque un'anima buona accende l'impianto, ma
«ECCOLO!» urla Tommy Gun, svuotando in fretta il suo zaino. l'addetto al mixer è scomparso. Lo troviamo sdraiato nel vicino campo
L'edizione 1989 di Vota la Voce non si svolge più a Bologna. In di grano con una bottiglia di Sangiovese, quando lo mettiamo a forza
parte è colpa di Tommy Gun. davanti alla consolle per poco non ci vomiti sopra.
Tre gruppi a fare il soundcheck in un quarto d'ora, uno spassos per
Siamo un gruppo rock adesso, è ora di farci conoscere in giro. La le famiglie a tavola sentire i nostri «alzami la voce», «abbassin il
prima data ce la trova Zanna tramite una sua ex della Sinistra rullante» eccetera.
giovanile. Alle ventidue e trenta comincia il primo gruppo: Loki, dark metal
«Deciso, ragazzi» annuncia solenne. «Si debutta alla Festa della in inglese, by Funo di Argelato, tutti i loro pezzi comincin no con
Birra di Trebbo di Reno». «Here they come». Il palco è a trenta metri dai tavoli, quasi nel campo
«Ci si arriva in motorino?» (io) di grano; nessuno lascia birra e piadina per veul re ad ascoltare il dark
«Devo portare i piatti della batteria?» (Lore) metal di Funo, per cui i Loki si esibisce per noi, per i Quaranta
«Vabbè, régaz, c'è della figa?» (Tommy Gun) Ladroni e per un po' di ragazzini con magliette dei Metallica.
«Suoniamo con altri due gruppi» continua Zanna ignorandoci. «Il I Quaranta Ladroni sono quattro colossi di Quarto Intl con chiome
palco è a disposizione dalle cinque del pomeriggio, i concerti iniziano lunghe fino alle ginocchia. Ci scrutano con aria silaha stica,
alle nove di sera, quindi abbiamo tempo in abbondanza per le prove». Alle undici sono già andato due volte a vomitare nel grano. Sarah
«Ci sono le zanzare?» (Tommy Gun) «Io le odio, le zanzare». sta aggiustando i capelli a Zanna quando un vecchiello
«Ragazzi, come ci vestiamo?>>(io) dell'organizzazione convoca noi ei Quaranta Ladroni.
«Io mi metto i bermuda e la maglietta di John Holmes» (Tommy
Gun) 44

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«Siamo spiacenti» traduco dal dialetto «ma ci sono stati dei
problemi tecnici, abbiamo sforato con i tempi, i vicini si incazzano se Alla fine ci si mette d'accordo.
a mezzanotte non chiudiamo e perciò può suonare solo un'altro I Loki finiscono incerottati il loro pezzo; noi e i Quaranta Ladroni
gruppo. Mettetevi d'accordo fra voi, se possibile». decidiamo di suonare cinque canzoni a testa per rispettare i tempi, e i
Ah, perfetto, il primo concerto si preannuncia niente male. Despero iniziano il loro primo vero concerto puzzando di Citrosil e
Guardiamo torvi i quattro colossi. tintura di iodio.
«Io non lo cedo il posto a quelle facce di merda>> sussurra Zanna. La rissa ha schiodato un po' di curiosi dalle piadine, così un po' di
«Prendiamo gli strumenti e appostiamoci a bordo palco. Appena pubblico ce lo abbiamo.
questi di Funo finiscono saltiamo su, io mi attacco al microfono e Peccato che Tommy Gun non si renda conto che non stiamo più
voglio vedere chi mi tira via». suonando Imene: storpia la voce e fa l'imbecille come quando
Semplice, già. Strisciare dietro una cassa con bassi e chitarre in eravamo un gruppo demenziale. Sulla frase «dodici gocce e sarai qui»
mano è il modo migliore per passare inosservati. finge di pisciare sulla prima fila che fischia e sghignazza.
I Quaranta Ladroni ci scrutano allarmati, confabulano qualcosa e Non lo uccido solo perché è il mio cantante.
adottano esattamente la nostra tattica: prendono gli strumenti e si La gente non sa se giudicarci come ruvidi rockers o pagliacci,
piazzano dalla parte opposta, pronti a saltare in scena. Rissa comunque qualche applauso lo strappiamo. Sarah e Kara urlano
dev'essere, e rissa sia. appena attacchiamo Brucia.
«Cazzo» mormora Tommy Gun, mentre il cantante dei Loki Scendiamo dal palco scambiandoci il cinque e ci mischiamo con i
annuncia l'ultima canzone. «Avete visto quanto sono grossi? Quelli ci Loki per ascoltare i Quaranta Ladroni.
aprono in due, régaz». Sarah ci corre incontro gridando «bravissimi, siete stati
«Tranquilli» sussurra placido Zanna. «Basta scattare per tempo. bravissimi», aggira Tommy Gun sudato e puzzolente e va ad
Sull'ultima nota dell'ultimo pezzo». Poi ride. «È spirito rock, ragazzi». assicurarsi che Zanna stia bene.
L'ultimo pezzo dei Loki dura almeno sei minuti, così ho tempo di «Eri sexy da morire sul palco, Kabra>> mi assicura Kara.
tornare nel campo di grano e vomitare di nuovo. Sarah e Kara Va bene, la prima è andata, in qualche modo.
seguono gli eventi con apprensione.
Il gruppo di Funo non sembra accorgersi degli sguardi di fuoco che Sarah è un'enciclopedia del rock, io il suo più devoto allievo. A
Despero e Quaranta Ladroni si stanno scambiando dai lati opposti. scuola faccio piovere dall'alto la mia nuova cultura musicale.
Finalmente l'ultima canzone volge al termine. Il batterista dei Loki «Suspiscious mind dei Fine Young Cannibals? Mai sentito parlare
assesta gli ultimi colpi e Zanna si irrigidisce: «Pronti, ragazzi». di Elvis Presley?>>
Il batterista colpisce per l'ultima volta i suoi tamburi. Un secondo «Because the night di Patti Smith? Volevi dire Because the night di
dopo siamo in braccio al cantante. A un centimetro di distanza ci sono Bruce Springsteen, vero?>
già i Quaranta Ladroni. Insomma un po' la meno, ne convengo, ma tanto nella mia classe
E il quel momento il chitarrista dei Loki riprende il suo riff dopo il sono già un paria. Il chiodo, i capelli lunghi e gli occhi feroci non
finto finale. ingannano chi mi ha visto in maglioncino giallo ai margini del gioco
Aargh. La rissa che ne segue è qualcosa di epico. della bottiglia.

45 E le umiliazioni cui mi sottopongo per Sarah non hanno limiti.


Il martedì e il giovedì esco da scuola mezz'ora prima di lei, così mi
precipito in motorino ad aspettarla all'uscita. Attendo davanti alle

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vetrine delle pasticcerie, piegato in due dalla fame, con mille lire in Non sono sempre sveglio e intuitivo, nel 1988.
tasca, finché Sarah e Kara non escono. Una mattina facciamo fuga tutti quanti e ci rintaniamo in sala
Sarah: «Zanna non è venuto neanche stavolta, eh?» giochi. Ci prestiamo i diari di scuola, Sarah si porta a casa il mio per
Kara: «Kabra, quand'è che scrivi un lento e me lo dedichi?» farci qualche dedica e me lo restituisce dopo un paio di giorni. Lo
Io: «Non so scrivere pezzi lenti». sfoglio in classe, in ultima fila, mentre Lore dorme con la testa sul
Kara: «Abbiamo quasi finito le magliette dei Despero, poi ve le quaderno di latino.
facciamo vedere». Le prime pagine del mio diario sono un collage di formazioni del
Io: «Ok». Bologna, foto di Madonna e Sabrina Salerno, disegni dei gol della
Poi Sarah sale sul mitico Califfone e la porto a casa, allungando di domenica, etichette di birra incollate, recensioni tratte da Cioè - da
mezz'ora il mio percorso ei crampi allo stomaco. Per tutto il tragitto Cioè! - di Rattle and Hum e del concerto di Springsteen a Torino, che
via S. Vitale-Parco Nord la stronza mi domanda se Zanna ha chiesto ho aggiunto all'ultimo momento per impressionare Sarah,
di lei, se sta uscendo con qualcuna eccetera. Io sono talmente contento I suoi contributi consistono in profonde riflessioni del tipo Oggi ho
di avere le sue braccia strette intorno e la sua bocca così vicina sei ore e mi sto proprio scocciando, io e Kara abbiamo appena finito
all'orecchio che neanche ci faccio caso. di fare il compito d'italiano e io sono qui che guardo fuori della
Alla fine il passaggio in motorino diventa un obbligo implicito. finestra e penso a una certa persona che tu conosci molto bene.
Un giorno il Califfone mi pianta in asso e non riesco a passare da Stupendo.
Sarah. Lei si incazza di brutto. Al 18 gennaio c'è scritto grandissimo “COMPLEANNO!" con
«Ti ho aspettato per mezz'ora come una scema, porca miseria» mi candeline e faccine sorridenti. Più avanti c'è una pagina piegata a metà
urla al telefono. «Cosa vuol dire che non partiva il motorino, potevi con l'avvertimento “Aprire per favore"; una volta aperta appare
chiedere a Zanna di venire al tuo posto, no? Bisogna anche essere l'omino felice che dice “Grazie! Stavo soffocando".
svegli in certi momenti, no?> Ci sono scritte "Despero!" dappertutto, accompagnate dal disegno
Il mio ruolo di schiavo è ormai stabilito. di un basso.
Quando arriva l'inverno, cambio due autobus di corsa per arrivare Infine quattro testi di Springsteen, in italiano e in inglese, con il
in via San Vitale e accompagnarla a casa con il 25barrato. Ci sediamo suggerimento "Prendi esempio, Kabra".
in fondo, appoggiamo gli zaini sotto il seggiolino e comincia la solita Thunder road con due frasi evidenziate in giallo: «So che è tardi,
pantomima. “Zanna ha detto qualcosa di me?". "NO". "Ma in che tono ma possiamo farcela se corriamo» e più avanti «Me ne sto andando
l'ha detto". "Ha detto cosa?". "Mah, qualunque cosa”. “Non ha detto per vincere». Poi Born to run, Indipendence day e Adam raised a cain.
NIENTE". Due canzoni che parlano di fuga, altre due del rapporto con il
padre.
E mi rendo conto che fino a questo punto Sarah ci ha fatto la figura Non sono sempre sveglio e intuitivo, nel 1988.
della ragazzina stronza, ma considerate che stiamo parlando di una
diciassettenne, con buoni ascolti e buone letture, certo, ma sempre una Nel bel mezzo di un freddo novembre, cade una domenica così
diciassettenne cresciuta con Dirty Dancing, Il tempo delle mele e i calda e assolata che Sarah decide di venire allo stadio con me, Zanna e
poster di Tom Cruise. E poi, poverina, ha perso la madre da piccola... Lore. Rispolvero il Califfone dal garage e passo a prenderla con la
Mi sa che vedo Sarah attraverso enormi occhiali rosa. mia maglia di Eraldo Pecci e lo sciarpone rossoblù.

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Sfreccio per via Stalingrado cantando «Siamo l'armata del Bologna dire una cosa del genere, o bisogna essere veramente ma
/ e mai nessun ci fermerà», supero la giungla del Parco Nord e mi VERAMENTE codardi.
infilo nella stradina dove abita Sarah. Lascio il motorino davanti al Lei si guarda alle spalle per un momento, le braccia conserte, poi
portone aperto, entro nel palazzo fischiettando «Del Bologna siam gli indica il Califfone e mormora: «Zanna e Lore ci aspettano, no?»
ultrà / siam tornati in Serie A», salgo i tre piani di scale a piedi e E così l'unico posto in cui la porto è lo stadio Dall'Ara.
arrivo al pianerottolo. Sto per bussare quando sento delle urla da Il martedì vado a prenderla a scuola ben deciso ad affrontare
dietro la porta, una voce di uomo, dei pianti. l'argomento, ma lei esce sorridente e mi chiede subito come sta Zanna.
Mi si gela il sangue. A quel punto io fingo di niente, lei finge di niente, tutti fingiamo di
Torno giù di corsa, esco dal portone aperto, suono il campanello. niente.
Dopo cinque lunghissimi minuti, Sarah scende. Con giganteschi
occhiali scuri. Un pomeriggio Zanna entra al Burghy tutto eccitato: ha saputo di
«Ciao>> sussurro, e lei non risponde nemmeno, fa solo un cenno una piccola etichetta di Milano interessata a gruppi esordienti, la
con la testa. Si sta mordendo le labbra per non piangere. Superplay Music.
Cristo, vorrei essere l'eroe di un film, salire, sfondare la porta e Telefoniamo alla Superplay e prendiamo appuntamento per un
prendere a calci suo padre, qualunque cosa abbia fatto. Vorrei giovedì mattina. Nessuno di noi ha la patente, e Zanna propone:
abbracciarla, ma ho troppa paura di sentirla scivolare via come al «Potremmo andare in macchina con Catarro, lui va a scheggia, in
solito. un'ora e mezza siamo a Milano».
L'unica cosa che riesco a dire con voce belante è: «Qualche Giovedì mattina tutti e quattro i Despero fanno fuga da scuola e
problema?» attendono l'asso delle quattro ruote davanti a un'edicola.
Lei guarda per terra, imperscrutabile dietro gli occhiali scuri. Poi Catarro è un insieme incoerente di muscoli sparsi a caso, brufoli e
scandisce, pianissimo. «Se ti chiedessi di portarmi via, Kabra, lo dita tozze; Zanna lo ha conosciuto in discoteca durante una rissa.
faresti?» Arriva sgommando su una R4 grigia con sportello giallo, una canna
Deglutisco a stento. «In che senso?» fra due dita tozze della mano destra e una bottiglia di birra fra due dita
«Se ti chiedessi di andare in stazione, prendere un treno senza tozze della sinistra. In pratica tiene il volante con un mignolo.
nemmeno sapere dove porta, lo faresti? Mi porteresti via da qua?» Si presenta con un «bella régaz, sono Catarro, fra un'ora e mezza
La realtà perde i suoi contorni. Voglio dire, ho la maglia di Eraldo siamo a Milano, se c'è un posto di blocco abbassatevi che ci penso io a
Pecci, la sciarpa rossoblù, l'abbonamento in tasca e il biglietto di metterglielo nel culo ai pulotti di merda». Zanna ride e gli si siede
Bologna-Torino per lei, non mi aspettavo niente di tutto questo, accanto, noi tre cominciamo a pregare e ci stringiamo dietro. L'interno
niente. Non sono pronto. della R4 è impregnato dall'odore di calzini, benzina, fumo e
Per un attimo mi sento il protagonista di Thunder road, e certo che formaggio. Appena muovo un piede pesto i resti di un tramezzino.
la porterei via, la porterei dovunque, ma non sono il protagonista di Catarro parte, passa dalla prima alla quinta in cento metri e straccia
Thunder Road, sono solo uno sfigato con la maglia di Eraldo Pecci, e cinque semafori rossi con canna in mano destra e birra in mano
riesco a dare la peggior risposta dei miei diciotto anni: «Dopo lo sinistra.
stadio, volentieri. Però domani sera torniamo, che c'è il concerto alla Per tutto il viaggio il pazzo continua a stappare bottiglie e a rollarsi
Fabbrica, ti ricordi?» canne da solo; ci allieta con storie di risse da bar, si infila ai cento
Ecco, bisogna essere veramente, ma VERAMENTE cretini per
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all'ora tra fiancate di camion e guard-rail, poi si gira verso noi i testi non si capiscono molto, bisognerebbe mettere la voce più
poveracci per dire «c'è mancato poco, eh, régaz, un millimetro, eh, davanti rispetto alle chitarre, così è poco radiofonico. Anzi, l'ideale
régaz?» scoprendo i suoi denti marci. sarebbe cantare in inglese, perché non cantate in inglese? Come ti
Arriviamo alla Superplay Music con facce da sacchetto per il chiami tu?>>
vomito. «Kabra».
«Vado a comprare del fumo alla stazione, régaz, vengo a prendervi «...ecco, dovresti scrivere i testi in inglese, se non ci riesci non c'è
più tardi» urla Catarro prima di sgommare lontano. problema, ho un amico paroliere, ai testi può pensarci lui, poi li
La Superplay è in un angolo di Milano disegnato personalmente da facciamo firmare a te e ci mettiamo d'accordo, chiaro. E poi smussare
De Carlo, palazzoni color smog che si stagliano contro le rampe della un po' il suono, intendiamoci, va già bene così, ma potrei far
tangenziale Ovest, capannoni con il tetto in lamiera, un'Alfasud verde intervenire qualche arrangiatore che conosco, qualche tastiera, degli
bottiglia con le gomme tagliate. Ci incamminiamo sotto una sottile archi, rendere il tutto un po' più radiofonico, capite? Poi, è solo
pioggerellina verso la sede della Superplay, che è dietro il cortile di un'idea, intendiamoci, potremmo mettere una seconda cantante da
una ditta di tondini di ferro. alternare con, com'è che ti chiami?»
La segretaria è uscita da un libro di Bukowski: scollatura «Tommy. Tommy Gun».
all'ombelico, trucco pesante, profumo dozzinale. Dopo mezz'ora «...ecco, insomma, una voce femminile che ammorbidisca il tutto e
d'attesa il boss ci riceve, e subito salta all'occhio il dettaglio mancante: che sia anche visivamente d'impatto, insomma, un bel figone, no? E
non ha l'anello al mignolo. Tutto il resto c'è, dal toupé alla catenazza che cazzo, l'occhio vuole la sua parte, no?» Prende in mano il disco
d'oro sul petto. della protagonista de L'infermiera di notte ci prova col primario, una
Dietro la sua scrivania campeggiano gigantografie dell'artista di baldracca terribile, «Eh, c'è questa ragazza che ha una grande
punta della Superplay, il grande Ricky Del Campo; un Sanremo negli estensione, davvero una grande estensione, oltre a essere un bel tocco
anni '70, un presente di balere in inverno e sagre di paese in estate. di figa, chiaro, secondo me ci starebbe proprio bene sulle vostre
Sulla scrivania, qualche disco di artisti Superplay: la figlia di un ex canzoni. Poi quel pezzo lento che c'era nella cassetta» (non c'era
leader politico caduto in disgrazia, un'attrice molto amata da Lore per nessun pezzo lento nella cassetta) «se siete d'accordo potremmo
il capolavoro L'infermiera di notte ci prova col primario, un pedofilo cambiare il testo e l'arrangiamento e farlo cantare a Ricky Del Campo
da osteria che interpreta Kurt Weill in milanese. Tutto in bella vista, a che sta preparando il nuovo disco, che ne dite? Che poi lui vela fa a
impressionare gli esordienti. tutte le sagre di paese e in tutte le balere, se non la fa ve la mette a
Ci sediamo rigidissimi, Zanna dice: «Cerchiamo di fondere tutte le referto Siae lo stesso, sono tutti soldini che vi arrivano in tasca, e i
nostre influenze, di fare da ponte tra il passato e il futuro del rock». soldini non fanno schifo a nessuno, eh, che ne dite?»
Tommy Gun aggiunge: «Senza dimenticare che c'è una forte
componente demenziale» (lo fulminiamo con lo sguardo) e il Viscido Catarro ci trova seduti su una pila di copertoni bagnati di pioggia.
continua ad annuire senza mutare espressione. «Gran fumo ho trovato régaz gran roba, oh, c'era 'sto stronzo di un
Gli diamo la nostra cassettina, lui la mette su, ascolta uruguaiano o argentino che cazzo ne so che mi voleva inculare dieci
ventisecondiventi di Brucia con le mani intrecciate sul petto e la sacchi, allora sono sceso dall a macchina con tutte lemonetine strette
fronte apgrottata, poi passa a quindicisecondiquindici di Dodici gocce, nel pugno, così, vedete, e gli ho detto, cos'è che mi vuoi inculare te?, e
e cosi fino alla fine del nastro, sempre annuendo. lui mi ha risposto in una lingua strana che non ho capito un cazzo, e io
«Bello, bello» borbotta alla fine. «Certo ci sarebbero due o tre cose ho detto, cos'è che dici che non si capisce un cazzo, e gli ho rifilato
da rivedere» e tutti e quattro pendiamo dalle sue labbra. «Per esempio
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due cartoni che l'ho fatto rotolare nell'erba, ma adesso dai, partiamo «Ma sì, la avviso subito che non ho molto tempo, è giusto per
che mi sa che c'ho la pula alle calcagna, oh, com'è andata con i tipi, rendersi conto delle potenzialità del brano».
fate il disco?>> Venti secondi di panico.
Tommy Gun si schiarisce la voce e comincia a cantare Brucia nella
Zanna sale in macchina nero come il carbone. «Vai, Catarro. Non cornetta che Zanna tiene come un microfono, io sfilo Terminus Est
dire niente», mezza scordata da sotto il letto e lo accompagno, Lore picchetta sul
«È andata male? Se volete vado dentro e gli spacco la faccia, ci bordo della scrivania con indice e medio uniti. Tre minuti terribili
spacco». delle nostre vite.
«Ha detto che non siamo radiofonici», fa Zanna, appoggiato al Al momento del bridge mio fratello apre la porta per dire: «Oh,
finestrino. Cristian, hai molto con quel telefono?», poi vede il terrore sul nostro
viso e se ne va.
Radiofonica, ma che significa radiofonica? Dimmi se la canzone è Alla fine Tommy Gun restituisce la cornetta a Zanna, e si accascia
bella o brutta, non se è radiofonica, che significa radiofonica? sul letto sudato come una bestia.
Vorrei aver scritto Stairway to heaven solo per sentir dire a uno di «Che ne dice, allora?»chiede Zanna,
quei coglioni: “Bella ma, hmm, otto minuti, non è una durata molto Il discografico sospira e fa: «Guardi, sarò franco, è inutile
radiofonica, e poi quel piffero all'inizio, non so, magari un bel ingenerare illusioni. Il pezzo non è granché...»
sintetizzatore e una batteria elettronica?" Zanna protesta: «Ma, mi perdoni, forse dovrebbe sentirlo in
condizioni migliori, se potessimo spedirle la cassetta... >>
Il secondo tentativo lo facciamo a casa mia. «Sì, sì, non venga a insegnarmi il mio mestiere, che avrà vent'anni
Quando gli altri tre Despero varcano la soglia, mio padre se li ha, lei. Se le dico che il pezzo è carente vuole dire che è carente.
l'Avvocato emerge dal giornale e borbotta: «Non vedo libri di scuola, Piuttosto la batteria, quella aveva un bel suono. Tenete la batteria e
ragazzi, non sarebbe opportuno studiare anziché perdere tempo in lavorate sul resto, arrivederci».
fesserie?», mia madre offre biscotti e si scusa per il disordine - Ci guardiamo per trenta secondi con facce allucinate. Zanna tiene
Tommy Gun vive nella spazzatura, figurarsi -, mio fratello ha litigato ancora la cornetta sospesa nel vuoto.
con una certa Sharon e non ci caga. Alla fine Lore mormora. «Non ci credo».
Ci chiudiamo in camera con davanti il numero di telefono di una Zanna scuote la testa: «Ci ha stroncato il pezzo per telefono uno
major di quelle veramente ma VERAMENTE importanti. Beviamo che ha scambiato due dita e una scrivania per una batteria>>.
vodka per farci coraggio, poi Zanna compone il numero. Noi stiamo Lungo silenzio.
con l'orecchio vicino alla cornetta per sentire. Dopo venti minuti di «Questo lo scriveremo nella biografia dei Despero, ragazzi»
attesa, gli passano un discografico. sussurro sconsolato. «Anzi, no. Sembrerebbe troppo inverosimile».
Zanna comincia a parlare di “fare da ponte fra il passato e il futuro Poi mio fratello apre di nuovo la porta: «Allora, Cristian, hai finito
del rock” e cose del genere, e poi il discografico lo interrompe e dice: di giocare col telefono?>>
«Sì, okay, ma si può sentire qualcosa?»
Zanna balbetta, poi mormora: «Be', avremmo una cassetta, se Ma alla fine un contratto lo troviamo.
possiamo spedirla al suo...>> Firmiamo in calce a una tovaglietta dell'Osteria dell'Orsa con il
«...Sì, sì, quello dopo, magari, ma mi faccia sentire qualcosa rappresentante unico della Alfa Fly Music, un pazzo con barba fino ai
adesso, giusto per capire se vale la pena di ascoltare la cassetta>>. piedi che beve il caffè con quindici zollette di zucchero.
Zanna ci guarda terrorizzato, noi sgraniamo gli occhi.
«Qui? Adesso? Al telefono?>> 54
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Il folle gestisce l'etichetta nel retrobottega del suo negozio di
dischi, e al momento ha sotto contratto solo un altro gruppo: gli
Zeronero.
Ancora non li conosciamo e già li odiamo, così, sulla fiducia.
Il 45 giri di Brucia è un bel vinile con i nostri faccioni in copertina
e Dodici gocce come lato B. Il Mucchio Selvaggio lo recensisce con
una certa enfasi, qualche radio rock comincia a passarlo, e a questo
punto la prestigiosa Alfa Fly batte il ferro finché è caldo.
Di lì a poco il Mucchio si trova a recensire anche l'EP Randagio,
quattro pezzi, e poi un altro EP, Cristalli sognanti, sempre quattro
pezzi.
Il nome Despero circola e un po' di pubblico arriva, gente che si
appassiona di più al nostro suono Who, Neil Young, Velvet
Underground, che agli occhialoni colorati di Tommy Gun.
Poi c'è sempre qualche liceale che chiede Imene; noi lo ignoriamo,
quello si lamenta perché non siamo più quelli di una volta e se ne va.
A un concerto ai Centofiori fanno la prima apparizione quelli che
diventeranno i nostri fedelissimi fans: un gruppetto di timidi
universitari più un fratellino di dieci anni che si chiama Pablo. Ogni
volta che suoniamo nel raggio di cento chilometri fanno il loro atto di
presenza, e dopo un po' non ci sentiamo sicuri se non vediamo Pablo e
company seduti al loro posto.

L'accordo con il pazzo della Alfa Fly prevede 50% a lui e 50% a
noi una volta recuperate le spese, cioè mai. Gli ingaggi nei locali sono
quelli che sono, e per questo perfezioniamo la tattica: se prima di
suonare ci danno da mangiare o almeno da bere gratis nessun
problema, se pretendono di farci pagare mandiamo avanti Catarro.
Catarro ci procura un vecchio Ford Transit scassato e si assume il
triplo ruolo di autista, di Uomo Forzuto che scarica casse e strumenti
senza fiatare e, incredibilmente, di fonico. Riesce anche a dipingere il
logo dei Despero sulla fiancata del furgone con il whisky in una mano
e la canna nell'altra.
Insomma, il treno è partito, e nessuno sa quale sarà la destinazione,
ma l'importante è che non si fermi, e nessuno può fermarci, noi siamo
i Despero.
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Un pomeriggio Tommy salta le prove, perché, parole sue: «c'ho ci divertiamo, e a Ferrara se non altro nessuno ci chiede Imene. Il
una figa a mano», per cui dobbiamo arrangiarci. bimbo Pablo e gli universitari fanno presenza a un tavolo d'angolo, un
«Va bene, ragazzi, sfodero la mia meravigliosa voce» fa Zanna. po' sperduti in mezzo a quella marmaglia rumorosa.
«Oh, Kabra, bella quella cassetta che mi hai registrato». Arriviamo alla fine soddisfatti. Tex molla il flipper per andare a
«Quella Yardbirds-Animals?» esibirsi, Tommy sta già scendendo dal palco, quando Zanna picchia
«Proprio quella. C'è un pezzo, cavolo, stupendo...» e comincia a sul basso l'attacco di We gotta get out of this place. Lore e io
pestare sul basso We gotta get out of this place degli Animals sghignazziamo pensando che la finisca lì, lui invece si avvicina al
inventando le parole. microfono e comincia a cantare: il testo lo ha trovato e se lo è anche
«“C'è un posto migliore per noi”» intona, rifacendosi a una vecchia imparato bene, evidentemente.
versione italiana, poi continua inventando le parole in inglese. Lore e Scambio un cenno d'intesa con Lore e cominciamo ad
io lo seguiamo suonando come indemoniati. accompagnare Zanna. Ne esce una cover della madonna, con Zanna
«Devo tirarmi giù il testo» borbotta alla fine Zanna, con gli occhi che urla il ritornello come Springsteen nel '75; Tommy ci lascia
spiritati. perdere e va a farsi una birra. E, Dio mio, Zanna ha una voce
stupenda. C'è qualcosa che non sa fare bene?
Due sere dopo il pazzo della Alfa Fly ci propone di fare da gruppo Tex spintona via un paio di nipoti di Thor e irrompe come un toro
spalla all'altra band dell'etichetta: gli Zeronero. per le strade di Pamplona. «Cazzo fate, pezzi di merda?» urla a un
Finalmente possiamo conoscere le facce truci che hanno co perto centimetro da Zanna. «Vi spacco la faccia, pezzi di merda! »
Bologna di manifestini: cinque teppisti espulsi da ogni scuola della Il bassista nano spunta da sotto le sue gambe per dargli man forte,
città, metallari duri e puri figli di Thor. Girano vestiti in pelle nera, Zanna se ne frega altamente: vuole suonare la canzone fino all'ultima
cercano la rissa a ogni concerto, e a diciotto anni si atteggiano a nota. Quando arriva alla fine, sorride, stacca il jack e porre il
rocker vissuti tipo Motley Crue. Il cantante Tex hai capelli alla Ronnie microfono a Tex. «È tutto tuo» ghigna.
James Dio, i pantaloni ristretti ad altezza pace co, a ogni concerto urla «Guarda che te la spacco quella faccia di cazzo, fighetto»
che i metallari con le tastiere sono del venduti e invita le ragazze del ringhiaTex
pubblico a succhiarglielo sul palco. «Fighetto» ribadisce il nano.
Il bassista è un nanetto nervoso che irriterebbe anche una ca «Siete il più gran gruppo di merda che abbia mai sentito»
momilla, il chitarrista si concia come Slash, il batterista e l'altre complimenta Tex. «Adesso dovremo svegliare il pubblico, porca
chitarrista sembrano reclute delle SS. Hanno inciso una cassetta che troia! »
vendono ai concerti e adesso vogliono un gruppo spalla, que sti «Fighetti» ribadisce il nano.
ragazzi umili. C'e che ha seri problemi di testosterone, ragazzi. Comunque, la
Quando il pazzo della Alfa Fly organizza la serata al Kitty Kitty di rissa di Capodanno nasce da questa serata.
Ferrara, Zanna se la ride: «Non vedo l'ora di prendere per il culo i loro Sono al culmine dell'ottimismo. Saluterò il 1988 a una festa con
fans». tutta la compagnia, a eccezione di Zanna che passerà un romantico
Al Kitty Kitty di Ferrara non sfioriamo i figli di Thor neanche per happy new year con una mora tipo Wonder Woman. Nessuno mi
sbaglio, metterà i bastoni fra le ruote con Sarah.
I metallari sedicenni del pubblico accompagnano le monde Tommy Per occasione sfodero il mio nuovo look: via i capelli lunghi,
Gun con grida da pecorai; stiamo un po' in tensione ma 57
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«Ma com'è questa?»
il chiodo e la maglietta dei Black Sabbath, inauguro un taglio cortissimo e «Chi?»
uno spolverino nero su maglione a collo alto. «La tipa di Zanna. Cos'ha più di me?»
La festa è in un casolare di campagna a venti chilometri da Bologna, e di Sospiro. «Niente, è solo molto appariscente, ma cosa vuoi, Zanna non ha
andarci in motorino con zero gradi non ci pare il caso. Così Tommy mette a mai capito niente in fatto di donne, ehi, mi raccomando; a mezzanotte
disposizione la 127 del padre, io il mio foglio rosa, recitiamo due preghiere e bisogna baciare qualcuno sotto il vischio, non...»
partiamo; è la prima volta che guido di sera e senza un istruttore accanto. «E dove l'ha conosciuta?»
Spengo la macchina tre volte prima di uscire dal cortiletto interno, e Altra vodka. «Boh. In palestra, mi pare».
quando passo dalla prima alla quarta in mezzo alla via Emilia, Tommy e «Ah, allora gli piacciono palestrate, a Zanna. Gli faccio vedere io. Fra un
Lore cominciano a pregare. mese avrò dei muscoli che non li ha neanche Madonna».
Trovo per sbaglio la terza e non oso più cambiare. Faccio venti «Okay. Perché nel frattempo non cerchi di divertirti, visto che è
chilometri alla testa di una processione di auto che strombazzano e mi capodanno?»
sorpassano sgommando con odio. Lei si guarda attorno, con il bicchiere in mano. «Mi sa che finirò per
Arriviamo alla festa con i nervi a fior di pelle. ubriacarmi, guarda».
Dentro c'è già un sacco di gente, diciottenni con fidanzatine in abito Sì! Non ho la minima dignità, mi va bene anche che ceda da ubriaca,
lungo e tacchi alti. Un dj con il cappellino girato pompa house commerciale qualunque cosa, anche l'elemosina.
e urla ogni due minuti: «due ore a mezzanotte... un'ora e cinquantotto a «Allora, per il discorso di prima?»
mezzanotte...» «Quale?»
Poi, dietro una brocca enorme di sangria, vedo Sarah. «Quello del vischio».
Ha un bolerino sopra il vestito nero corto; per poco non svengo con la Ride. «Ma quanto sei scemo, Kabra! Guarda che Kara è andata dall'altra
faccia nella brocca. parte».
«Zanna non è venuto, allora» esordisce. «Be’, Kara mi intimidisce con quel miniabito, stasera» rispondo
«No. Passa un capodanno romantico» sottolineo. farraginoso. «Sto cercando di difendere la mia verginità, sai».
«Spero che si divertano un sacco» fa lei, acida. Sarah ride di nuovo, effetto sangria. «Dai Kabra, va bene, se a
Kara esce dal bagno sistemandosi il miniabito, mi lancia un sorrisone al mezzanotte non abbiamo nessuno da baciare ci faccio un pensiero».
rossetto rosa. Assaporo il momento di gloria per dieci lunghi secondi.
«Vuoi ballare?» le chiede timidamente Lore. Lei lo squadra come se Poi la porta si apre, ed entrano cinque facce che non avrei mai voluto
fosse un pesce morto. vedere.
«No, grazie, Lore. Magari più tardi» e mi lancia un altro sorriso.
«Dai Lore, andiamo a sondare il terreno» dice Tommy, tuffandosi nella Gli Zeronero irrompono nel casolare urlando: «Che merda di festa è?»,
folla. «Oh, Kabra, tratta bene miss Sarah, non fare niente che io non farei... minacciando il dj: «Non hai i Motorhead, ma come cazzo sei messo?» e
non preoccuparti, io faccio di tutto, oink, oink». razziando il bancone degli alcolici. I Motley Crue di Girls, girls, girls, in
Lui e Lore scompaiono nella mischia, Kara pure, mentre il dj urla «un'ora pratica.
e cinquanta a mezzanotte...un'ora e quarantacinque a mezzanotte...» Trenta secondi dopo la porta si apre di nuovo ed entra Zanna, sfregandosi
Resto solo con Sarah. le mani congelate. Sarah s'illumina come una supernova.
Butto giù una vodka liscia tutta d'un fiato per farmi coraggio e cerco di 59
parlarle, ma lei mi interrompe dopo due sillabe.
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Zanna mi sorride. «Ave, magico Kabra». unisce riluttante anche Tommy Gun, Despero contro Zeronero. La
«C-ciao» balbetto. «Che fai qui?» security si materializza dal nulla, un attimo prima che mi arrivi uno
«È che le donne sono delle troie, amico... esclusi i presenti, Sarah. stivale fra i denti.
La baldracca ha tirato fuori un ex che vuole rivederla, un culturista Dieci secondi e siamo tutti fuori con la faccia sanguinante nella
scemo, e, insomma, non volevo saperne. Un freddo venire fin qua in neve. Altri cinque e ci stiamo di nuovo azzuffando con gli Zeronero in
motorino, ragazzi! Cosa c'è per scaldarsi?» Solo in quel momento si mezzo ai pini.
accorge del casino in pista. «Scusate, quelli che stanno lanciando «T-te la spacco quella f-faccia di m-merda, stavolta» urlo a Tex, ed
bottiglie non sono gli Zeronero?» è vero che balbetto quando mi arrabbio, ma odio troppo quei coglioni
Tex e il bassista nano stanno pogando sul tavolo delle patatine per controllarmi. Per fortuna nessuno se ne accorge.
quando ci vedono. «Despeeero!» urla Tex, così forte da superare la Poi qualcuno chiama la polizia, gli Zeronero saltano sulle loro
musica. «Il gruppo più merdoso di Bologna! Kabra, frocetto, vieni moto e spariscono sghignazzando teatrali.
qua, ti faccio vedere cosa c'è che brucia!» e si indica il pacco sotto i «Ci si rivede, Despero!» urla Tex svanendo nella notte. «Ci si
pantaloni di pelle. rivede» sottolinea il bassista nano. Chissà chi glieli scrive i dialoghi, a
«È ubriaco?» mormora Sarah. «Non c'è una specie di security, quei cinque.
qua?»
«Ci dovrebbe essere, chissà che fine ha fatto... lasciamoli perdere, Facciamo il conto dei danni. Io perdo sangue dal naso e dalla
va'». bocca, Lore è ridotto un cesso e Tommy ha un dente in mano. Zanna è
Ma Tex e la sua gang non sono proprio a posto. Lo stronzo prende solo spettinato, ma Sarah ha lasciato la festa per curarlo
delle bottigliette di Coca, le svuota sul bassista nano che se la ride e amorevolmente. Io vengo soccorso da Kara, come da copione.
poi le indossa come un guanto, una per dito: «Despeeroo, venite a In qualche modo convinciamo la security che non è stata colpa
giocare! Despeero, venite a giocare!» nostra, e dopo una lunga contrattazione riusciamo a rientrare. Lore
Zanna lo guarda con odio. «Io lo ammazzo, quel cretino. Giuro che smadonna sul suo vestito nuovo da buttare mentre il dj urla «Due
lo ammazzo». minuti a mezzanotte!». Mi illumino: Sarah si ricorderà del vischio,
Slash e le reclute delle SS si uniscono ai compari sul tavolino, spero, il mio naso sanguinante le ispirerà un po' di compassione.
urlando: «Despeero, venite a giocare», e tutti hanno smesso di ballare Mi libero di Kara in qualche modo, riempio due bicchieri di
e si sono allontanati da loro. La security non si è vista. spumante e vado a cercarla. Al piano di sotto non c'è. Vado a guardare
Tex mostra le bottigliette a Sarah, «Ehi, fighetta, con quale di sopra.
Despero te la fai? Ho cinque cose per te più un'altra a sorpresa, Proprio in cima alla scala c'è Zanna. La ragazza che sta baciando
interessa?» ha un bolerino su un abito nero corto.
E a quel punto esce il jolly. I tappi che saltano al piano di sotto mi sorprendono immobile sulle
«Ma la vuoi finire?» urla Lore uscendo dalla folla. Io e Zanna ci scale, con due bicchieri in mano e l'espressione da cane triste con il
guardiamo increduli. «Cos'hai da dire sui Despero, sfigato?» naso sanguinante.
Tex sghignazza: «Cazzo, ma cos'è quella roba, è una maschera o è
la tua faccia?» poi si comporta come potevo aspettarmi da uno come Due ore più tardi, mentre cerco di finire da solo una bottiglia di
lui: dall'alto del tavolo, vomita addosso a Lore. Jack Daniel's, i due infami scendono la scala. Lei non ha più un filo di
Io e Zanna siamo usciti da poco dal periodo risse da stadio, ma rossetto.
proprio da poco. 61
Un minuto dopo siamo nel bel mezzo di una scazzottata cui si
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Sarah mi vede seduto in un angolo, mi passa una mano fra i capelli. la stanza in pigiama, con gli occhi gonfi e il pensiero del MIO
«Mi dispiace» sussurra. «Ce l'hai con me?» AMICO che bacia il MIO AMORE, e a un certo punto provo a farmi
Stiro le labbra in un quasi sorriso. «Per cosa?» una sega per distrarmi ma lascio perdere a metà, depresso e senza
«Per Zanna. Voglio dire...>> energie.
Allargo il quasi sorriso: «Scherzi? Ce l'hai fatta, finalmente. Sono Metto le mani su Terminus Est ma non mi esce niente, perché sono
contento per te». vuoto, completamente vuoto.
Mi scruta perplessa. «No, sai, perché credevo che...» Io ho scritto tutte quelle canzoni per impressionarla, perché quello
Risata falsissima. «Mio Dio, cos'avevi capito? Sono felice per voi, che conta sono le affinità elettive, pensavo.
sono felicissimo per voi. Anzi, guarda, accoppiatevi direttamente qui, Sì, col cazzo. A Zanna è bastato entrare in un'osteria e agitare un
io vi lascio il posto». po' i capelli.
Mi alzo un po' barcollante, sfiorando un silenzioso Zanna. Kara ha La cosa più bella della giornata è la telefonata del padre di Tommy
seguito la scena a distanza e mi sussurra qualcosa, ma sono talmente Gun, che mi insulta in dialetto perché gli ho distrutto la macchina.
ubriaco che per poco non le straccio sul miniabito.
Quando lasciamo la festa esco dal parcheggio in terza, slitto sul Verso sera metto la testa sotto il rubinetto, poi telefono a Sarah e
ghiaccio e mando la macchina di Tommy a stamparsi contro un faccio finta di niente, sono gioviale e cordiale come al solito, le chiedo
muretto. di Zanna, mi congratulo. C'è una specie di acido che mi corrode lo
stomaco, denso, terribile.
«Ma sei sicuro di star bene, Cristian?»
«Sto benissimo, mamma, torna a spegnere la luce. Sto benissimo. Zanna. Zanna è un mistero.
Vuoi che te lo metta per iscritto? Sto benissimo». Zanna è uno di quei belloni dall'aria maledetta e romantica, uno di
E facile atteggiarsi, eh, sfigato? Fai a botte con gli Zeronero, fai quelli che le donne sognano sempre di poter cambiare.
due saltelli sul palco, ti copri la faccia con la sciarpa degli ultras Non ho mai saputo niente dei suoi genitori. Quando gli chiedo di
quando carica la polizia. loro, risponde cose tipo “sono nei servizi segreti deviati”, “un
Facile fingere di fare il duro. marinaio e una bellissima sirena”, oppure “Ike e Tina Tur
Sto male ner”.
male Le voci ufficiali parlano di un padre pittore pazzo scappato di casa
male con un allievo e di una madre troppo intenta a elargire favori sessuali
«Non è che hai preso un colpo di freddo?» a minorenni per accudire un figlio.
«Chiudi Sono solo voci, comunque.
la Zanna, il mio amico. Penso a lui continuamente in quell'inverno
porta così freddo. Non faccio che immaginare Sarah fra le sue braccia,
mamma». Sarah che lo guarda languida con i capelli sudati davanti alla faccia,
Facile cercare di pensare ad altro, e comprendere che tanto era Sarah che gli si accoccola teneramente sul petto. E lui che se ne frega,
inevitabile, che lei non ha mai mostrato niente nei tuoi confronti, il bastardo.
niente, però speravi, aspettavi, anche da ubriaca, anche le briciole, Non posso fare a meno di pensarci. Lei che gli dice «ti amo» e lui
«Merda. Merda. Merda». che con un sorrisetto risponde «grazie». Lei che lo abbraccia sul
Il primo gennaio del 1989 lo passo tutto così, aggirandomi per divano e lui che guarda la Coppa Intercontinentale.
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Quello mi dà fastidio più di tutto il resto: sapere che lui non la E non può non funzionare, semplicemente non può.
tratta come farei io, sapere che Zanna non può mai essere Il sabato sera successivo ce ne andiamo al Pratello con amici e
completamente di qualcuno, perché la sua mente è sempre a un amici degli amici, saremo quaranta persone intorno a un tavolaccio di
miliardo di miglia dal suo corpo. legno con litri e litri di vino. Zanna e Sarah sono tutti coccole e
Lui che la tratta male, lei che piange affondata nel cuscino fra i carezzine ma io e Kara non siamo da meno, e lei spettacolarizza
suoi pupazzi. l'evento con una seghina veloce sotto il tavolo; tutto questo mentre
parla del concerto degli Europe con una tipa sconosciuta. Vengo nei
Passano le feste, la scuola riprende, e un mercoledì sera mi telefona jeans mentre lei e la sconosciuta cantano The final countdown.
Kara. Parla del più e del meno, mi dice che la mattina dopo ha 65
un'interrogazione pesissima e che vorrebbe proprio fare fuga, perché
non facciamo fuga insieme?
Facciamo fuga insieme.
Appuntamento davanti all'Amadeus, e con due gradi sotto zero lei
ha una minigonna molto corta e un body molto scollato. Prendiamo
una cioccolata calda e lei parla, parla a raffica di qualunque
argomento, riempie ogni piccolo spazio di silenzio, e ogni tre parole ci
sono Sarah e Zanna, Zanna e Sarah, come se quei due nomi ormai si
potessero pronunciare solo accostati.
Poi saltiamo su un autobus e andiamo ai Giardini candidi di neve.
Ci sediamo su una panchina bagnata.
«Guarda» dice lei, «secondo me ci sei rimasto male per Sarah e
Zanna», e io penso Cazzo, ma sei un genio, e lei insiste: «Comunque
non devi fossilizzarti su una che non ne vuole, perché per me sei
molto carino» e zero secondi dopo mi trovo un metro di lingua in
bocca.
E questo, ladies and gentlemen, a diciotto anni quasi diciannove è
il mio primo bacio, su una panchina di ruggine ghiacciata, mentre i
rametti carichi di neve si staccano dagli alberi con un rumore
soffocato.

Io e Kara passiamo tutto il giorno a baciarci, e quando torno a casa


sono carico di nuova energia.
Non mi arrendo, non mi arrenderò mai. Elaboro una nuova
Strategia a Lungo Termine.
Sarah si stancherà di Zanna o lui la lascerà, volubile com'è. Io
scriverò delle canzoni ancora più belle, suonerò ancora meglio e sarò
sempre gentile e carino con lei, e Kara le dirà quanto so essere dolce e
premuroso.
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1989 «No, no, dai, e te l'ha preso in bocca? Dimmi se te l'ha preso in
bocca!»
A febbraio la mia verginità diventa un tenero ricordo, come «Be', sì, naturale, scusa Lore, Kara mi chiama, ci vediamo appena
l’apparecchio ai denti e la termocoperta. torno, dai».
Io e Kara scendiamo dal pullman in un pomeriggio freddissimo e
prendiamo la stanza più economica della pensioneMar iuccia di Igea A marzo Sarah mi presta un libro che ha appena letto, L'amore ai
Marina. Varco la soglia con Kara in braccio, rido e guardo un po' tempi del colera. La sera mi sdraio sul letto con l'abat-jour alle spalle
timoroso il letto con la coperta azzurra, in tinta con le piastrelle del e mi immergo nelle vicende di Florentino Ariza e del suo amore
bagno e i paesaggi marinari nei quadretti alle pareti. inespresso per cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni.
Tergiversiamo un paio d'ore, io parlo a raffica nervosamente, ci Mentre i miei libri non hanno orecchie agli angoli, non hanno note
baciamo un po' rigidi. Fuori dalla finestra il vento spazza la spiaggia, a margine, non hanno strappi, quelli di Sarah sono un florilegio di
la schiuma bianca frusta le onde. Kara rompe gli indugi. pieghe, sottolineature, macchie di caffè. A pagina 69, dove Marquez
«Aspettami qui», dice, va in bagno ed esce con un baby doll rosso afferma che l'amore ha gli stessi sintomi del colera, c'è una frasetta a
fuoco. matita con la calligrafia di Sarah. Non è esattamente un commento al
Un baby doll. Se non fossi così nervoso mi metterei a ridere. libro.
All'esordio duro quindici secondi, poi getto il preservativo nella Sabato è vicino, amore mio. Sii dolce, ti prego, non farmi male.
scarpa come mi ha insegnato Zanna, in modo da poter restare Merda.
abbracciato a Kara. Solo che dimentico di fare il nodo in cima. Se ho capito bene, io e Lore non siamo gli unici ad aver chiuso
Lasciamo perdere. vergini il 1988.
La seconda volta vado avanti e indietro per venti noiosi minuti con, Seguo gli struggimenti di Florentino Ariza per qualche altra
un vicino di stanza che scandisce il tempo con la sua tosse catarrosa. pagina, un po' distratto, e poi trovo la seconda annotazione intima.
Alla fine Kara finge in modo così teatrale che la smabero persino io, Dodici gocce, amore, dodici gocce e sarò lì.
inesperto come sono. EH NO, CAZZO! Cita la canzone che ho scritto per lei quando sta
Dopo passeggiamo per il lungomare grigio avvolti in maglioni e per scopare con Zanna, ma insomma, c'è un limite a tutto, c'è un limite
sciarpe davanti alle sale giochi vuote, ai banchetti sulla spiaggia chiusi a tutto!
a doppia mandata. Lei parla a macchinetta, è stato bellissimo, dice. Io Sfoglio il libro in fretta. Pagina 167.
cerco di non pensare alla roba appiccicosa fra il calzino e la suola. Stanotte è la notte, amore, sii dolce, per favore, non mi fare male,
Entriamo in un bar e fingo di dover andare in bagno. In realtà cerco per favore.
il telefono, lo riempio di gettoni e appena risponde Lore proclamo: Ma no che non ti fa male, sai che esperienza ha quel bastardo, e
«Ho saltato il fosso, Lore, ho saltato il fosso, cazzo!» lascia stare Neil Young. Sfoglio frenetico tutto il romanzo senza
«No, dai, no, racconta, quanto sei durato?» trovare altri commenti.
«Mah, una mezz'ora, più o meno». Oh, oh, magari il grande amatore Zanna ha fatto cilecca.
66 Arrivo alle ultime righe. Marquez scrive:
Florentino Ariza aveva la risposta pronta da cinquantatré anni
sette mesi e undici giorni, notti comprese.
“Per tutta la vita" disse.
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E sotto Sarah aggiunge: cuni coetanei sono sbucati alle loro spalle e, fra le risate dei ragazzi
Ti amo proprio tanto tanto, piccolino, è stato anche più bello di del pubblico, si sono calati i pantaloni e hanno cominciato a orinare
quanto speravo, non mi lasciare mai, ti prego. sugli amplificatori.
Fuck. A questo punto i Despero hanno posato gli strumenti e scatenato
Non sarò io quello che Sarah ricorderà con affetto ripensando alla una rissa che ha coinvolto anche i fans, in un caos indescrivibile.
Prima Volta. Si è poi saputo che i sabotatori erano gli Zeronero, band di culto fra
i giovani metallari bolognesi grazie all’hit Lingua a motore.
I rapporti nel nostro gruppetto si evolvono.
Sarah è costantemente nella sua nuvola rosa, appiccicata a Zanna. Mi piacerebbe sapere che fine hanno fatto tutti i punk e dark
Lui, dopo lo slancio iniziale, cerca sempre di non farsi abbracciare in diciottenni che quel pomeriggio di giugno affollavano i Giardini; forse
pubblico. Dice “no, dai” quando lei cerca di baciarlo. mostrano la foto della loro band ai figli annoiati, fra uno spot e l'altro
Kara diventa competitiva nei confronti di Sarah, perché IO sono di Buona Domenica.
più affettuoso e IO scrivo dei testi meravigliosi – dedicati a Sarah, va Comunque, a proposito di foto, immortaliamo il post-rissa con un
bene, questo non lo sa nessuno. Lore è il confidente di tutti, aspetta autoscatto davanti al laghetto. Io con l'occhio nero, a torso nudo,
sempre che le ragazze gli presentino qualche amica. appoggiato a Kara. Zanna che mostra l'anulare ferito con un gesto
volgare, anche lui a torso nudo. Sarah con una maglietta dei Rolling
Ad aprile entriamo in studio per registrare il nostro primo 33 giri, e Stones. Lore accosciato con le bacchette in mano e la mascella gonfia.
Tommy Gun non c'è già più. Quando lo estromettiamo dal gruppo ci Per citare Andrea Pazienza, chissà se un giorno, riguardando queste
tratta con sufficienza, dice che si è liberato di un intralcio per la sua foto, ci riconosceremo.
carriera.
Negli anni che seguono mi capita di incrociarlo in band demenziali Tre giorni dopo, il liceo diventa un ricordo. Io, Lore e Kara ce la
o death metal con nomi tipo I bimbi della Gina. caviamo con un trentasei, Zanna e Sarah vanno sopra il cinquanta.
Nel giugno 2000 è con gli Usurai del Sesso alla festa dell'Unità di Parentesi chiusa.
Baricella: canta Rewind di Vasco e cover di Nek tutto vestito in pelle,
dimentica metà delle parole e si salva con battute da caserma. «Oh, (prima lettera non spedita a Sarah; primavera 1989)
ragazzi, ci sono delle zanzare enormi qua, mi sa che una mi ha morso
sul pisello, va bene che se si gonfia mia moglie è più contenta, ah, Ciao, bella.
ah», humour inglese alla Tommy Gun. Ti sto scrivendo una lettera che probabilmente non spedirò mai, e
Tornando ai primi mesi del 1989, la scelta di Zanna cantante e la sto scrivendo per parlarti diversamente da come si fa fra semplici
bassista è assolutamente perfetta. In studio e dal vivo suoniamo amici, perché è questo che sono per te, no, un semplice amico, come
compatti come non mai, e i miei pezzi interpretati da qualcuno che Lore, giusto? Il nuovo boy-friend di Kara, il chitarrista di Zanna, no?
non si comporta come Bozo il clown rendono il doppio. Vorrei solo raccontarti chi sono e come sono diventato quello che
E l'inizio del nostro periodo migliore. sono, e incidentalmente anche come e perché sono nati i Despero.

Brevi di cronaca, 3 giugno 1989 Non so se sia normale iniziare a balbettare da un giorno all'altro.
Curioso episodio ai Giardini Margherita, durante l'annuale Fino ai dodici anni facevo la mia bella figura da secchione antipatico
competizione fra gruppi rock under 20. Sul palco situato accanto al espettinato, campione di scacchi della scuola, senza amici. Leggevo
laghetto si stavano esibendo i promettenti Despero, quando al 69
68
in classe, recitavo negli spettacoli scolastici, parlavo normalmente, cazzo. Tagliati fuori dai contatti sociali del corridoio, Lore e io passiamo
Poi il mio forbito eloquio si è trasformato in un n-non so, vvediamo, c- l'intervallo a giocare a Forza Quattro sulla lavagna. Comincio a
credo, e questo dalla sera alla mattina. Forse un giorno mi stenderò sul frequentare spesso casa sua dove, in un letamaio schifoso, un
divanetto di un analista, scoprirò che un benzinaio ha abusato di me dietro la Commodore 64 e la batteria di uno zio suscitano la mia curiosità.
pompa della super, e capirò. Grazie a mio fratello conosco quattro accordi di chitarra. Gli chiedo di
Insomma, per farla corta, sono in seconda media e sto leggendo ad alta prestarmi la sua vecchia elettrica nera e lui, che al primo anno
voce un paragrafo di educazione tecnica. M'inceppo ogni mezza riga, sudo e d’università ha un centinaio di ragazze da soddisfare per sera, non ha
divento rosso, mentre tutti ridono e ridono. nulla in contrario.
Risultato: sette anni di scuola (SETTE ANNI, Sarah) a pregare di non Gli incontri sfigati fra me e Lore trovano uno scopo. Mentre facciamo
essere mai chiamato a leggere in classe, perché non sono un balbuziente tremare il suo garage con sgangherate versioni di Stand by me o del
palese, che nessun insegnante al mondo condannerebbe a una simile tortura; Gatto e la volpe, scopro che non sono stonato e che non balbetto, se
no, riesco a controllare il problema, concentrandomi, selezionando all'istante canto.
le parole che penso di poter scandire e scartando le altre. E poi, un giorno del 1985, Lore invita nel garage un ex compagno
NON È DIVERTENTE, credimi, operare una censura preventiva su ogni delle medie che sta nella sezione D e suona il basso.
sillaba ogni secondo di ogni santo giorno. Alle tre del pomeriggio entrano il bellissimo Andrea Zanardi detto
Prendo l'abitudine di ripetere due volte la stessa frase, convinto che la Zanna (conosci?) e il suo compagno di classe Tommy Gun, che si spaccia
prima sia risultata incomprensibile. per cantante. Una settimana dopo ho scritto il testo di Imene su una
Mi sforzo di non arrabbiarmi mai, di non infervorarmi, di mantenere un tovaglietta del Quick di via Rizzoli.
tono basso e pacato, che posso controllare. Anche oggi che faccio il buffone Poi c'è il nome, bisogna decidere il nome. Qualcosa che faccia capire
e vi intrattengo con storielle e barzellette, se perdessi il controllo e subito che siamo bolognesi, propone Tommy Gun, qualcosa che ricordi
cominciassi a urlare ci sarebbero delle s-ssorprese. Mi è successo con Tex a Bologna. Scartati Gli allegri pompini e i doppi sensi sulle torri, bocciamo
quello stramaledetto capodanno, ma stupido com'è non se n'è nemmeno in blocco l'idea di Tommy Gun. Il nome lo pesco nei fumetti.
accorto. Tutto il resto viene da sé. Le feste scolastiche, Tommy Gun che salta
Nel 1984 la mia situazione a scuola si riassume in tre punti: sul palco con una bottiglia nei pantaloni, Imene che diventa il tormentone
1) parlo il meno possibile con tutti, e quando lo faccio ripeto la stessa della scuola e finisce in una compilation di gruppi liceali.
frase due volte Tre anni dopo, tutte le parole che non ho potuto dire esploderanno in
2) porto sempre un orrendo maglione giallo Brucia.
3) passo una fase di atroce e indiscutibile bruttezza.
In quanto a impopolarità rivaleggio solo con Lorenzo Murelli detto Lore, Questa lettera non la spedirò, ovvio. Certi dolori sono troppo profondi
impareggiabile per acne giovanile e abitudine a non lavarsi MAI. per condividerli con qualcuno, anche se è la persona più importante della
Alla festa di compleanno della bellissima Valeria Romiti resto seduto con mia vita. Del resto, tu non parli mai di tuo padre, Zanna non parla mai dei
un bicchiere d'aranciata per quattro lunghe ore. Assisto al gioco della suoi genitori, ci sarà un motivo, no?
bottiglia ignorato da tutti, con il mio maglione giallo. Basta, chiudo.
Poi entra Lore con giacca, cravatta, ciclisti (!!!), profumo dolciastro su Tuo Kabra
sudore vecchio di mesi, gel su capelli non lavati dall'anno precedente, e nella
classifica dell'impopolarità passo automaticamente al secondo posto. Il L'estate post-maturità la passo con Lore e Zanna ad Amsterdam, fra
sodalizio a questo punto è inevitabile. cartine e filtrini. Torno devastato da fumo e alcool e vado a martellarmi le
70 palle con Kara in Toscana, una noiosissima vacanza in cui non facciamo che
accoppiarci in ogni luogo e in ogni posizione. Non c'è altro che ci piaccia
fare insieme.
71
Al ritorno inauguro la mia prima auto, una Panda che va a sputi e nare da chiunque mostri un po' di carisma, dal leader
preghiere. A settembre ci iscriviamo all'Università, tutti tranne Kara dell'estremismo studentesco al fattone dai capelli verdi che sa
che va a fare la commessa in un negozio di scarpe. distinguere i manganelli della polizia di tutta Europa.
Zanna va al DAMS, Lore a Economia e commercio, Sarah a Se fossi uno psicologo da salotto direi che la vulnerabilità di Sarah
Scienze politiche. Io sarei tentato di seguire Zanna, ma poi penso alla ha qualcosa a che vedere con la figura paterna, ma non sono uno
possibilità di stare con Sarah in un contesto al di fuori del gruppo e psicologo da salotto, so a malapena accordare la mia chitarra, io.
della compagnia... 73
Faccio la stronzata. Scienze politiche.
Zanna e Lore si laureano in cinque anni, Sarah lascia dopo due. Io
nel 2000 sono ancora a tre esami dalla laurea. Astuto, eh?
All'inizio, comunque, è una meraviglia. Sarah e io stiamo insieme
dalle nove del mattino fino alle sei di sera, seguiamo le lezioni,
battiamo tutti i barei caffè universitari, e durante la fila per la mensa
parliamo di Praga o dell'Irlanda.
«Poi magari imparo a suonare il basso» dice con il suo sorriso
stirato. «Fondo un gruppo di sole donne e vi faccio concorrenza. Eh,
Kabra? Che ne dici?»
Con gli altri c'incontriamo a pranzo e poi la sera, a qualche happy
hour o nei cinema con sconto studenti.
L'impegno politico nasce un po' da certi personaggi carismatici
della facoltà e molto dalle prime pagine di Cuore; in autunno
facciamo il pieno di manganellate e succo di limone negli occhi alle
manifestazioni.
Sarah cambia look in un fiorire di foulard e collanine cilene, a metà
fra una poetessa parigina e un'attivista da centro sociale.
Alla fine del primo anno ho buttato nel cesso molte sovrastrutture
liceali. Divento agnostico, di sinistra, amante del cinema impegnato
senza disdegnare la leggerezza, avido lettore di Bukowski, rocker
duro e puro. Un po' rigido nelle mie posizioni dogmatiche, ma
l'elasticità si svilupperà con gli anni.
Faccio conoscenza con tutti i musicisti della facoltà, naturalmente,
e poi con gli individui più assurdi: L'Etilista Anonimo che ogni
mattina si spara tre whisky prima della lezione delle nove, gli Amanti
Diabolici, che puntualmente vanno ad accoppiarsi in bagno alle dieci
e trenta, Sally di Varese, che si dichiara candidamente leghista e anni
dopo sposerà un avvocato di nome Salvatore Lo Giudice.
E non posso fare a meno di notare come Sarah si lasci affasci.
72
1990 Io odio le scenate fatte e ricevute, ma stavolta non riesco a farne a
meno.
Sperimentate tutte le posizioni possibili e immaginabili, il mio Un sabato dovrei incontrare Kara davanti a un negozio di bambole
rapporto con Kara si esaurisce. Il resto è un trascinarsi fra litigi e di porcellana. Arrivo con un paio di occhiali scuri, la guardo e dico
pomeriggi incollati alla televisione davanti a Ridge e Thorne. solo: «Vaffanculo» poi me ne vado.
Lei vuole passare le domeniche a fare shopping, io allo stadio. E così finisce la relazione con Kara.
Lei toglie dallo stereo Bob Seger per mettere Whitney Houston.
Lei chiede perché non lascio gli studi così possiamo pensare a Il nostro secondo disco, Che ci sia la vita, esce per la sottoetichetta
sposarci. di una major. Lasciare gli indipendenti ci provoca cinque minuti di
Inizia a fumare come una ciminiera, a parlare come uno scaricatore dilemmi esistenziali, poi decidiamo: l'hanno fatto i Clash, devono
di porto, a regalarmi terribili bambole di porcellana. mettersi dei problemi i Despero? Firmiamo.
A giugno vado in Irlanda con Lore e Zanna, e anche questo è Non abbiamo un manager, quindi dobbiamo farci il culo per le date
motivo di litigio: secondo lei dovremmo andare in vacanza solo e gli aspetti grafici, artistici e organizzativi. Rispondiamo alla posta
insieme, come se non ricordassi l'incubo della Toscana dell'anno dei fans, inoltre, ma questa non è un'impresa titanica.
prima. A settembre suoniamo alla Festa dell'Unità, incastonati fra i Gang
Torniamo dall'Irlanda in tempo per la semifinale dei mondiali, che presentano il primo disco in italiano e il semiesordiente Ligabue.
Italia-Argentina. Il programma è preciso: ritrovo da Zanna a metà Kara scivola fuori dalla compagnia. Comincia a uscire con i
pomeriggio, visione di Frankenstein junior, pizza, poi tutti a fare il colleghi di lavoro, a frequentare il Matis e la Capannina.
tifo per Baggio e Schillaci. Quando cambio l'agenda dei numeri telefonici a fine anno, il suo
Io, Lore e Kara stiamo salendo le scale quando sentiamo delle urla, neanche lo trascrivo.
la porta che sbatte e Sarah che scende i gradini piangendo.
«Sarah?» balbetto, lei ci guarda appena, singhiozza qualcosa e va E per anni siamo un tuono, tre proiettili di suono che sembrano una
via. pulsazione, un fascio di luce intermittente.
Entriamo da Zanna perplessi. Lui sorride seduto in poltrona e dice: Io a saltare e urlare, picchiando sulla mia chitarra-rastrello, Lore un
«Tranquilli ragazzi, ordinaria amministrazione, poi facciamo pace». po' curvo in avanti, grondante sudore, trascinato dalle sue bacchette.
La serata è allucinante. Non solo perdiamo ai rigori, ma Kara Zanna che agita i capelli e modula e sussurra e strilla danzando con le
ignora la partita e ripete a Zanna per tutta la sera: «Guarda, Sarah non dita sulle corde del basso.
ti merita, secondo me non ti capisce». Lui mi lancia occhiate
perplesse, specie quando la troia comincia ad accarezzargli i capelli. I miei genitori non sono proprio i fondatori del Despero Fan Club.
Poi lui mi telefona. Dice che Kara continua a chiamarlo, gli ripete Ogni volta che torno tardi da un concerto, mia madre attacca i due
che le cose con me vanno male, che vuole parlarne con lui, e che tormentoni:
potrebbero vedersi da soli, qualche volta. 1) “ma tu guarda che ore sono, come farai domattina a studiare?”
74 2) “senti, Cristian, fra un concertino e l'altro prevedi di dare
qualche esamino ogni tanto, che qua noi vorremmo che ti laureassi,
sai?”
75
Mio padre ignora qualunque cosa che riguardi la band. Talvolta mi 1991
inchioda mentre sono a tavola con osservazioni pragmatiche: “Senti,
ma andate solo a farvi ridere dietro o monetizzate, almeno?" oppure: Poi una mattina mi sveglio e sono guarito. Non ho sognato Sarah,
“Senti, ma il vostro disco c'è in hit-parade?”. non la sento come un rumore di fondo nel cervello.
Io lascio perdere per un attimoi tortellini e faccio piovere cose tipo: Lentamente realizzo: sono libero. Dopo tutti questi anni, sono
“Papà, non siamo un branco di falsi e venduti, noi non suoniamo per i libero.
soldi, suoniamo per noi”, lui sbuffa e si alza dicendo: “Ho capito, va', Mi alzo dal letto esitante, come un cieco che ha riacquistato la
lui non suona per i soldi, tanto i soldi non li tira mica fuori lui, eh?” e vista. Guardo fuori dalla finestra, le strade coperte di neve, gli alberi
io torno a immergere il cucchiaio nel brodo. nudi di metà gennaio.
Mio fratello non parliamone, lui si è fidanzato e nessuno lo vede Arrivo alla lezione delle nove, entro in aula e lei è già lì, con il
più in casa. blocco degli appunti e il maglione peruviano. La scruto da lontano.
Sublimo tutto nella musica. Mi autoconvinco che non potrei più Sorrido. Lei alza la testa «Be'?» domanda. «Che faccia hai
creare niente se Sarah e io stessimo insieme, che il vero amore è solo stamattina?»
quello ideale, che non si banalizza nella quotidianità. Che Leopardi Fisso Sarah e non provo niente. Se la abbracciassi lei potrebbe
senza Silvia avrebbe sfornato solo vaccate di maniera. scivolare via come al solito, e io non proverei NIENTE.
Ma sì, raccontiamocele pure. «Nulla di particolare» rispondo sedendomi. «Stavo male e ora sto
bene. Tutto qui».
Le lettere non spedite cominciano ad accumularsi. Lei mi sbircia perplessa. Non può capire.
Ogni volta che non essere nel cuore di Sarah mi ferisce oltre il Quella sera siamo invitati a una cena da alcuni compagni di facoltà,
sopportabile, le scrivo. Lo faccio per dieci anni. dei ragazzi di Macerata che abitano vicino allo stadio. Vado a
Tengo le lettere sulla scrivania una settimana, regolarmente prendere Sarah con un eskimo verde, il cappuccio sulla testa, una
affrancate, poi le ripongo in una cassa giù in cantina. Spesso qualche sciarpa di lana grossa; ho i Rem nello stereo della Panda, e sono così
frase finisce da una lettera a una canzone, Sarah legge il testo e mi felice e leggero che ascolto quattro volte Stand cantando a
spettina dicendo: «Kabra, fai tanto il duro e invece sei un cucciolone». squarciagola.
Io sorrido e non commento. I ragazzi di Macerata abitano in via Cantinelli, una stradina lunga e
Se un giorno staremo insieme le farò leggere tutto. Altrimenti a stretta senza uscita. Il campanello accanto alla targhetta con cinque
settant'anni pubblicherò l'epistolario Confessioni di un povero cognomi non funziona, ci tocca urlare da sotto la finestra battendo i
imbecille. piedi per il freddo.
76 Ma chi se ne frega, sono libero.
L'appartamento di via Cantinelli viola le leggi della fisica, come
ogni appartamento di fuorisede. Saremo in cinquanta in due camere
stipate di materassi e sacchi a pelo e una cucina piccolissima con
stufetta a gas. Le pareti screpolate e annerite da macchie d'umi
77
dità sono coperte di pagine di Cuore della serie Hanno la faccia come «Porti una sfiga terribile» sghignazzo ubriaco, coperto dagli U2 e
il culo, poster del Che, disegni. dai bonghi.
Lo stereo manda a palla El diablo e Balliamo sul mondo, bottiglie Poi Fosca scende sotto il sacco a pelo.
di vino s'intrecciano a cartine e filtrini, il lavello è pieno di stoviglie Riapro gli occhi dopo un tempo imprecisato. Fosca mormora nel
sporche, bicchieri e terrine di plastica con resti di spaghetti scotti. sonno qualcosa di sconnesso.
Quando l'alcool e il fumo sono al punto giusto, mi lascio trascinare Nella casa regna il silenzio e le luci sono spente. I pochi che non se
in bagno da una biondina pugliese. Il mio alito alla vodka si intreccia ne sono andati stanno dormendo nei sacchi a pelo.
al suo per dieci minuti, poi ci facciamo trasportare via dalla calca. Striscio fuori, scavalco i dormienti ed esco dalla camera. Vado in
Spuntano due chitarre classiche; duetto con un rasta di Pordenone bagno per lavarmi la faccia, e vedo Sarah davanti allo specchio. Lei
su No woman no cry ed Eskimo, poi finisco in cucina per la gara di non mi ha notato.
tequila bum-bum. Striscio alle sue spalle sogghignante e l'afferro da dietro, le blocco
Ci sono due file parallele, uomini e donne davanti al tavolino dove le mani e urlo: «Sei in mio potere, uah uah uah!» Non sarei mai
l'Etilista Anonimo fa saltare i bicchierini. Io sono di fianco a Sarah riuscito a farlo prima, ma non sono più innamorato di lei, sono
che strilla ubriaca Urlando contro il cielooo! Mi guarda di sbieco e mi guarito.
sfida: «Sei morto». È uno scherzo, solo uno scherzo scemo.
L'Etilista sbatte i bicchierini, io trangugio in fretta ma Sarah è più Ma lei urla. Urla in modo straziante: «LASCIAMI! LASCIAMI!».
veloce. Appoggia trionfante il suo bicchiere ed esulta: «A dormire, Ha una voce così stridula e terrorizzata che le lascio subito le mani. Si
Kabra, fatti un tè freddo che è meglio!» gira con un'espressione di puro orrore, gli occhi sbarrati.
Ghigno a denti scoperti e impongo: «Rivincita!» «Sono io, Sarah, sono io!» sussurro senza capire. «Scherzavo,
Torniamo in fila. The Joshua tree scivola nello stereo, i bicchieri si scusa, scherzavo».
accumulano nel lavello, e finisco in un gioco di correnti alcoliche. Mi «NON FARLO MAI PIÙ!» strilla. «NON PRENDERMI COSÌ
ritrovo in una delle camere con una bionda alta di nome Fosca che MAI PIÙ MAI PIÙ!» E totalmente isterica, sta gridando come una
ride e mi trascina in un sacco a pelo. pazza nel cuore della notte. Scivola via dal bagno e corre a rifugiarsi
Tutt'intorno c'è gente che si bacia, gente che fuma, gente che suona in una delle camere.
malissimo i bonghi, e c'è anche Sarah che ride ubriaca, mentre accanto Io resto a bocca aperta davanti al lavandino, senza riuscire a darmi
a lei si fa una canna una dark bellissima dai lineamenti orientali, occhi una spiegazione.
verdi ed enormi tette. È sorprendente, le sento dire mentre Fosca mi Nessuno si è svegliato, nella casa di via Cantinelli.
mordicchia il lobo, il tuo viso mi ricorda quello della prima ragazza Alla fine vado nella cucina vuota. Finisco gli avanzi degli
con cui ho fatto l'amore in una piccola isola non distante dall’Islanda, spaghetti, apro un vaso di caffè arabico dal colore incerto, cerco una
poi lei è venuta a mancare, poverina. moka e le bustine di zucchero rubate al bar. La televisione è accesa
«Una piccola isola non distante dall’Islanda, ma che cacchio dici?» senza volume, sullo schermo muto c'è Grecia Colmenares.
rantolo non ascoltato. Poi Sarah arriva sulla porta, gli occhi cerchiati di nero. Si appoggia
Fosca mi slaccia i jeans, la dark mormora flautata: Sarah, con l'h? allo stipite, sussurra rauca: «Scusa».
Stavo con una Sara quando dipingevo a Parigi, poi l'ho lasciata e lei Verso il caffè dal colore incerto nella tazzina sporca. «Scusa tu»
s'è suicidata, una storia tristissima. rispondo. «Non so per cosa, ma scusa».
78 Si siede. «Non farlo mai più, Kabra. Non prendermi più in
79
quel modo. Non bloccarmi le mani. Ti prego, lo so che stavi 1992
scherzando, ma non farlo».
«Okay». Poi Sarah se ne va.
«Non è colpa tua, non ce l'ho con te. Sono problemi miei».
Fissa il pavimento, e una ciocca le nasconde la faccia. E in quel E di fronte a me sui sedili sbrecciati di un treno notturno, con la sua
momento capisco. maglietta di Human touch ei capelli raccolti dietro la nuca. Siamo
Allungo una mano per accarezzarle i capelli, la ritraggo. Poi dico, reduci dai due concerti milanesi di Springsteen, i primi senza l’E-
pianissimo: «Vuoi parlarne?» Street Band.
Lei rialza la testa. «Di cosa?» Lei guarda pensierosa dal finestrino, campi e paesi sfrecciano
Sospiro, cerco le parole giuste. «Di quello che ti è successo». veloci nella notte di giugno.
«No». «Allora?» spezzo il silenzio. «Come ti è parsa la nuova band?»
«Ti farebbe bene, forse». «Orrenda».
«No». «Già. Il batterista, che mi dici del batterista?»
Mi avvicino senza toccarla, abbasso ancora di più la voce. «Sarah, «Quello che ha tirato dritto nel break di Downbound train? Quello
è stato tuo...>> che ha iniziato da solo Tougher than the rest?»
«Mio cosa?» «Certo che anche le nuove canzoni...» «Dio, Real man è
Mi mordo le labbra. Lei ha una maschera dura e decisa, è di nuovo qualcosa...non farmici pensare».
forte, è di nuovo impenetrabile. «E il finale della prima sera, My beautiful reward poi tutti a
Ma ho stampata in testa la sua espressione di prima, nel bagno, il casa?»
terrore cieco, primordiale, da bambina, una bambina immobilizzata da «Almeno la seconda volta ha chiuso con Born to run».
qualcuno troppo più forte di lei. «Già».
E ci sono dentro un'altra volta. C'è qualche altro minuto di silenzio, di parole non dette. Lei torna a
Il cuore torna a battere veloce, lo stomaco si riempie di farfalle. La guardare dal finestrino, poi fa cadere la bomba.
ricaduta è spietata e veloce. «Me ne vado, Kabra».
Vorrei stringerla, baciarla, proteggerla, ma so che lei scivolerebbe Spalanco gli occhi. «In che senso?»
via. «Devo allontanarmi da Zanna. È finita».
È così io non faccio niente, lei non fa niente, restiamo seduti uno di Non riesco a dire niente di sensato. La ascolto ammutolito.
fronte all'altro in silenzio nella cucina vuota, e sullo schermo il cielo «Tu sei suo amico, e non sai com'è... frustrante, frustrante è la
verde di Baghdad è squarciato dai traccianti iracheni sotto la parola giusta. Lui ti può riempire d'attenzione, può essere l'amante più
didascalia luminescente WAR IN THE GULF! appassionato del mondo, eppure sembra lontano un miliardo di miglia,
Ce ne accorgiamo solo dopo lunghi minuti. tutto gli scivola addosso come acqua. Capisci? Gli dai Tutto il tuo
80 amore, tutta la tua attenzione, tutto quello che hai, e lui in apparenza
lo prende, ti guarda con quel suo sorriso assente, e in realtà non
penetra niente, tutto lo sta attraversando e...»
Si interrompe. Ha gli occhi lucidi.
81
«Ehi» dico. Tre anni
Sorride amara. «È incapace di cambiare, Kabra, non gli riesce
nemmeno di prendere la patente. Vuole ancora girare in scooter per (lettera a Sarah, settembre 1994)
sentirsi un liceale». Singhiozza. Mi mordo le labbra. «Tu sei diverso.
Tu sapresti fare felice una ragazza. Lui non è capace, tutto qui. Non è Ciao londinese, tutto bene?
colpa di nessuno». Dal momento che non mi vedi da due anni, ti annuncio che sono
In teoria mi ha fatto un complimento, ma il sottinteso è: sapresti diventato bellissimo e tremendamente sexy. Okay, scherzo. Lo ero
fare felice una ragazza, non che io voglia sperimentarlo di persona, già.
naturalmente. Ti mando il nastro del nostro ultimo disco e le recensioni dei
«Dove andrai?» giornali specializzati.
«Ho un'amica a Londra, dalle parti di Soho». Ci adorano, hai visto? Siamo una band di culto, leggi senza una
«E quando parti?» «Fra due giorni. Lascio l'università». lira, ma con un pubblico fedelissimo e affezionato.
«Ah. Allora hai già deciso». Allora è proprio finita, con il tuo percussionista giamaicano?
«Devo allontanarmi da lui, Kabra. Capisci, vero?» Fammi sapere, mi raccomando.
Guardo i binari, un'auto ferma a un passaggio a livello, una coppia Non vedo l'ora di sentirti suonare il basso. Non è che il tuo
sui trent'anni dietro il parabrezza. Non si parlano, guardano in silenzio gruppo ha inciso qualcosa, un demo, un live?
il treno che passa. Sai che Zanna si sta lamentando perché ha deciso che vuole fare
solo il cantante?
Un mese dopo la partenza di Sarah, Lore incontra per caso Kara Dai, quando torni in Italia entri nei Despero. Che ne dici?
alle Grotte. Con gli Zeronero non ci siamo più azzuffati, in compenso i
Bevono qualcosa, rievocano ivecchi tempi. Pochi giorni dopo lei fa nostri fans si sono picchiati con i loro ad un festival. Non so chi ha
perdere la verginità a un altro Despero. vinto, ma loro possono contare su un branco d'energumeni con
Progressivamente le sue cento sigarette al giorno le donano una magliette di Lingua a motore... lo scontro è impari.
voce gracchiante e il soprannome La Rana. Questo per la cronaca. A proposito di fans: un giorno ho provato ad attaccare discorso
82 con il gruppo del bimbo Pablo.
«Ci seguite dappertutto e avremo parlato al massimo una volta»
ho detto io. «Conosciamoci».
Loro mi hanno guardato sconvolti, poi il fratello del bimbo
Pablo ha risposto (giuro!) «Preferiamo di no, grazie. Conoscere i
nostri miti può essere una delusione. Preferiamo mantenervi su un
piedistallo e mitizzarvi».
Gesù, neanche trent'anni e già esauriti. Alla fine ho parlato solo
con il bimbo Pablo, che non teme di mettermi su un piedistallo e sa
imitare perfettamente le mie mosse con la chitarra.
Concilio bene il servizio civile con la band, e a proposito: ti
racconto del nostro trionfale concerto in Austria perché ne vale la
pena, ti assicuro.
83
Per una serie di complesse circostanze - dieci gruppi più famosi di noi Sai come facciamo per evitare che ci rubino gli strumenti, no? Uno
si rifiutano, noi siamo l'undicesimo - ci troviamo a suonare in un paese rimane a dormire nel furgone e gli altri vanno in un albergo economico, a
dal nome irripetibile vicino a Innsbruck. Il giorno prima della partenza rotazione. Visto che metà compenso se n'è andato in fumo, restiamo nel
Catarro pensa bene di far scoppiare una rissa in discoteca, di mandare furgone tutti e tre.
all'ospedale due pubblici ufficiali e di farsi beccare con una fumeria Passiamo la notte con gli amplificatori per cuscino, e naturalmente
d'oppio in tasca. Insomma, non se la passa bene al momento. sogno te, mio dolce amore. Ah, ah, scherzo.
Così io, Zanna e Lore partiamo da soli. Zanna continua a non avere la Lore, che ha passato la notte al posto di guida, ci sveglia alle otto del
patente, per cui le multe che la polizia locale ci rifila le dividiamo Lore e mattino. Gli strumenti ci sono, ma c'è anche una multa sul parabrezza.
io; a me tocca quella per guida con gomme lisce, a lui l'eccesso di Motivazione intraducibile. Da questo deduciamo che i vigili austriaci
velocità. entrano in azione all'alba e si muovono silenziosi come gatti, per non
Siamo appena oltre confine e il concerto in Austria ci sta già sul svegliare lo stupido italiano che dorme dietro al volante.
cazzo. Siamo tutti d'accordo di andarcene prima possibile, e che vengano a
Poi arriviamo al paese dal nome irripetibile. cercarci in Italia, se vogliono i nostri soldi. Urlando «In culo ai nazi, on
Ora, in questi sei anni abbiamo avuto ogni tipo di pubblico, ma mai the road again», Lore gira la chiave nel cruscotto.
simili bastardi. Niente.
Suoniamo nella piazza più brutta del mondo, circondati da zotici Una rapida revisione del Transit ci svela la triste verità; i bastardi non
ubriachi, nazisti ubriachi e ubriachi semplici. Il tipo che ci annuncia ci hanno toccato gli strumenti, ma hanno succhiato via la benzina senza
prende per il culo, storpia il nome del gruppo e a un certo punto dice svegliarci. Sicuramente la conserveranno per bruciare neri, italiani o
qualcosa tipo mandolino, mi pare. senzatetto.
Per tutto il tempo del concerto, gli zotici alcolizzati e le loro ciccione Aspetta con ansia la prossima lettera, mi raccomando: sono certo che
fradice sghignazzano e fanno commenti su Zanna, i nazisti etilisti avrò episodi sempre nuovi ed entusiasmanti da raccontare. È tutto rock'n
continuano a urlarci qualcosa che fortunatamente non capiamo, gli roll, baby.
ubriachi semplici ci chiedono O sole mio e cercano di smontarci le spie Ciao piccola, comportati bene. Baci, Kabra.
dal palco; quelli che dovrebbero impedirlo stanno dividendosi la
quindicesima birra con i nazisti. P.S. Vedrai che quest'anno vinciamo il campionato e la lasciamo,
Poi un italiano mi si avvicina e comincia a chiedermi di farlo cantare, questa serie C di merda.
perché è molto più bravo di Zanna e vuole dedicare una canzone a tutta la
nostra patria lontana. Quando cerca di salire sul palco lo minaccio (lettera di Sarah, Natale 1994)
fisicamente, e lui s'incazza di brutto. Se ne va e torna con quattro ceffi
che si passano un pollice sulla gola da parte a parte. Ave, mitico Kabra.
Arriviamo con i coglioni a mille all'ultima canzone della scaletta più Non ti faccio gli auguri perché so che odi il Natale. Cerca di divertirti
corta che siamo riusciti a concepire. Almeno l'organizzatore sarà il tipico a capodanno, piuttosto, visto che lo passerai suonando.
austriaco serio, pensiamo, ci pagherà quanto stabilito. Zanna rompe ancora perché vuole solo cantare? E Lore sta ancora con
L'organizzatore è italiano, e assomiglia molto a quello che voleva Kara?
farci tagliare la gola. Ce ne andiamo con metà del compenso e siamo Allora, ci torniamo in serie B? Subito la grande novità.
quasi contenti. Ti ho detto che sono entrata in un gruppo punk femminile? Ci
Quando abbiamo finito di smontare tutto siamo troppo stanchi per chiamiamo Hernandez Sisters, e detto fra noi non siamo un granché, ma
guidare fino a casa, per cui dobbiamo passare la notte nel maledetto indovina chi ci ha voluto come band di supporto?
paese. 85
84
I Burning Party! Quelli del Magico! Barbara mi aspetta all'aeroporto con una maglietta I love Ibiza e
È pazzesco, no? Non ti ricordano il giorno in cui ci siamo degli enormi occhiali da sole colorati.
conosciuti? Lascio che mi trascini nella macchina con il cappello di paglia sul
Tutto si muove molto in fretta, ti racconterò i dettagli. Mi farò dare sedile posteriore, ascolto le sue chiacchiere inutili e sono vuoto,
qualche plettro dal Magico per te! sconfitto e battuto. La radio annuncia la new entry Certe notti, ed è
Ah, a proposito, con il pittore di Soho è finita. E la tua nuova finita, è tutto finito.
ragazza com'è? E vero che fa la maestra elementare? Si è messa con te 87
così può portarsi il lavoro a casa? (Scusa, è humour inglese.)
Alla prossima lettera, mitico Kabra, con nuovi ed entusiasmanti
particolari!
Tre baci
Sarah.

Nei tre anni in cui Sarah è a Londra le mie Strategie a Lungo


Termine si fanno un po' confuse, ma prevedono una telefonata e un
abbraccio con lacrime al terminal degli arrivi internazionali.
Nel febbraio del '95 vengo a sapere che suo padre si è impiccato in
bagno. Lei non torna per il funerale, la sua lettera successiva non
menziona la cosa, e poi da parte sua cala il silenzio.
Le scrivo cinque volte senza risposta, e a maggio non ce la faccio
più.
Racconto a Barbara – la maestra elementare – che devo andare in
Inghilterra per prendere dei contatti; lei la beve e io parto per Londra,
come avrei dovuto fare da un sacco di tempo.
All'indirizzo londinese di Sarah non c'è nessuno e nessuno sa
niente, per cui mi metto alla caccia dei Burning Party e delle
Hernandez Sisters.
Scopro che la sera stessa suonano in un posto chiamato The Blue
Mask. Ci vado un po' trepidante; sono tre anni che non vedo Sarah, tre
anni.
Le Hernandez Sisters saltano sul palco con grazia da carcere
femminile, e di Sarah non c'è neanche l'ombra: la bassista sembra uno
scaricatore di porto di Liverpool.
Poi tocca ai Burning Party, che presentano il nuovo chitarrista
Tony Qualcosa. Del Magico non c'è traccia.
Provo a rivolgere la parola alla batterista delle Hernandez Sisters: i
commenti su Sarah variano da troia italiana a pompinara italiana.
Intuisco che è meglio non chiedere ulteriori dettagli.
Torno in Italia scarico, depresso e sconfitto.
86
1995 in un angolo, ripongo Terminus Est sotto il letto, un libro di
racconti di Carver sul comodino, e dormo fino a metà pomeriggio.
Ma tutto ricomincia in una sudata mattina di fine luglio, mentre mi Mi sveglia l'impatto di un autobus che tampona un'auto, giù in
rigiro pigramente fra lenzuola fradice. I miei genitori sono a Punta strada. Faccio una doccia, infilo una maglietta dei Despero e scendo
Marina, Barbara è rimasta da me anche stanotte, ed è stata una notte di affamato.
troppo; sarà l'afa, ma non ho voglia di sentire la sua voce, né di vedere Cento metri e incrocio un ristorante piccolo e carino tutto in legno,
la sua faccia. con un nome tipo Taverna Ceca. Entro.
Lei mi incalza sulle vacanze in Sardegna, sulle prenotazioni, su Mi accoglie una cameriera, bionda, occhi verdi, piccola ma
quindici giorni di sole, mare e riposo. Mi perfora il cervello finché deliziosa, l'unico aggettivo che mi viene in mente è deliziosa. Lei non
non sprofondo nel cuscino fingendo di dormire. fa che sorridere, dietro la cassa un bel signore con gli stessi occhi
Barbara s'infuria, scende a fare un giro per distendere i nervi; risale verdi sorride ancor più di lei.
con la posta e mi getta addosso una lettera senza dire una parola. Lui non parla nessuna lingua comprensibile, ma la presumibile
E di Sarah. Mi sveglio del tutto e strappo la busta. figlia conosce inglese e francese e ci capiamo benissimo. Ordino una
Dentro c'è un bigliettino di poche righe. birra strepitosa che costa l'equivalente di mille lire, e un piatto
traducibile con La Padella del Vecchio Boemo, che si rivelerà una
Ehi, come sta il mio chitarrista preferito? specie di cenone di capodanno. Mi terrà sazio fino a ferragosto.
Ti ricordi di quando parlavamo di Praga, di quanto sarebbe stato A metà Padella chiedo alla biondina indicazioni per il Golem Cafè;
bello andarci? lei e il padre inscenano un teatro dei mimi per spiegarmi il percorso
Be’, non voglio sconvolgerti i programmi estivi, ma se ti senza possibilità d'errore.
trovassi a passare per Praga il quattro agosto e finissi al Golem Quando esco dalla Taverna Ceca ho pagato ottomila lire per un
Cafè intorno alle dieci di sera (l'indirizzo è qui sotto), potresti avere cenone di capodanno e tre birre e ho incontrato una ragazza deliziosa
una sorpresa... come il primo giorno caldo di primavera. La serata non può che
Baci migliorare.
Grazie alla pantomima trovo subito il Golem Cafè, vicino alla Casa
Barbara mi guarda torva. della Madonna Nera. Dentro c'è una gran folla e un palco attrezzato;
Non apro bocca per tutta la mattina. Faccio la doccia, leggo il mi siedo a un tavolino e mi trovo davanti una birra prima ancora
giornale, pranzo, sempre senza parlare. Quando ho finito il caffè d'averla ordinata. Dura la vita per gli astemi, a Praga.
sfodero un sorrisone e dico, candido come un giglio: «E se andassimo Poi entra in scena l'equivalente ceco degli Europe; un culturista
a Praga, quest'estate?» biondo davanti al microfono, uno dietro la batteria, un terzo con
Ritorno single ancor prima del dolce. tastierina a tracolla alla Sandy Marton.
Mentre mi sto chiedendo perché Sarah mi abbia fatto venire fin qua
La mattina del quattro agosto, la mia Citroen usata fa il suo per questi tre coglioni, arriva il resto della band.
ingresso a Praga. Gibson nera e cappellaccio calato sugli occhi: è il Magico,
Trovo una stanzetta poco lontano da Piazza San Venceslao, fra un direttamente dai Burning Party. Poi compare la bassista.
sexyshop e un bar in stile American Graffiti. Getto il borsone I bei capelli di Sarah sono diventati un corto cespuglietto verde
88 smeraldo, che contrasta con un rossetto nero.
Il batterista batte quattro, e le tre cover iniziali mi ammazza
89
no: You better you bet, Blister in the sun, White light / white heat... «Springsteen?»
cazzo, seconda birra subito. «Neil Young. E Pete Townshend. E siamo stati tutta una sera a
Il Sandy Marton con tastiera è decorativo, perché la chitarra del bere con Ron Wood». 01 «Cristo!>>
Magico lo copre totalmente. Sarah non è brava, è bravissima, curva «...e poi a luglio siamo arrivati a Praga, e ci siamo uniti a questi
sul basso ad alternare potenza e dolcezza. Dopo due ore il concerto tre... non abbiamo ancora capito come si chiamano, a essere sinceri. A
termina con una Rockin'in the freeworld interminabile fra le ovazioni fine estate decidiamo cosa fare, magari torniamo in Italia. Oh, ma sto
del pubblico; ancora non so se Sarah mi ha visto, ma lo scopro subito. parlando solo io, e tu? Stai con qualcuna?»
Sull'ultimo feedback lascia il basso sul palco, salta giù e corre verso di «No. Sai che è incredibile il modo in cui suoni il basso?»
me, saltandomi in braccio. «E bellissimo, Kabra, non sai quanto mi piace! Oh, e Tex? Vi siete
«Lo sapevo!» urla, in trip da adrenalina post-concerto. «Lo sapevo azzuffati ancora con gli Zeronero?»
che saresti venuto! Sei sempre un grande, Kabra, sei sempre un «No, a parte il fatto che ci hanno disegnato un cazzo enorme sulla
grande!» fiancata del furgone. Si sono convertiti al grunge, Tex si fa chiamare
La stringo, e non è passato neanche un minuto dal nostro ultimo Re Jeremy il Dannato».
incontro. «No!» ride. «Gira anche con una mazza da baseball nel
Dopo sette anni riesco finalmente ad abbracciarla, e per questo non fuoristrada».
ci resto troppo male quando mi dice che lei e il Magico stanno «E Kara sta ancora con Lore? E il gruppo, dimmi come va il
insieme. gruppo!»
Sto per risponderle quando il Magico si materializza sorridente
«Sei troppo strana». «Sarà il colore» ride lei, passandosi una mano davanti a noi. Ha solo metà dei denti di una persona normale, gettati
fra i capelli. in bocca a casaccio.
«No, è proprio...» non mi escono le parole, ma sembra più solare, «Lui è il più grande chitarrista italiano» mi presenta Sarah
meno rigida, il suo sguardo sonnolento si è illuminato, è molto più delirando, e finalmente stringo la mano a uno dei miei eroi.
magra, e quando sorride non si limita più a stirare le labbra, ma scopre «Conosco il tuo gruppo» risponde lui. «Sarah ascolta sempre
i denti bianchissimi, parla con uno strano accento sdrucciolo. «...come Brucia, gran pezzo, gran chitarra» e imita il riff della canzone con la
ti sei messa con il Magico, tanto per farmi gli affari tuoi?» voce, prima di accendersi un sigaro.
«Ci siamo conosciuti quando il mio gruppo apriva per i Burning
Party, poco prima che lui li lasciasse. Si erano commercializzati oltre Si siede con noi e parliamo, parliamo per ore. Anche il Magico ha
la decenza, quei viscidi». un accento indefinibile; ci mette dieci minuti a finire una frase, perché
«Mi è giunta voce». a ogni sillaba sembra sciacquarsi la bocca con il brandy e arrotare
«Avresti dovuto sentire come lo hanno minacciato. Minacce ogni suono. E ipnotico, ha un suo umorismo surreale.
mafiose, Kabra, da non credere. Comunque, la sera stessa mi ha Ai tempi dei Burning Party si diceva che fosse drogato marcio, ma
proposto di andarcene in giro per l'Europa...» da quel che posso vedere ne è uscito bene. Sarah lo fissa adorante per
«Che romantico». tutto il tempo.
«...così ho mollato quelle teppiste delle Hernandez Sisters che non Torno nella mia stanzetta alle cinque del mattino. Sono talmente
facevano che toccarmi dappertutto e abbiamo iniziato a viaggiare, felice per aver rivisto Sarah che non mi metto nemmeno a elaborare
tanto lui conosce tutti, ha suonato con tutti. Prova a dire chi ho Strategie a Lungo Termine per strapparla al Magico, l'ho abbracciata e
incontrato?» questo per ora mi basta.
90 91
Il giorno dopo Sarah e il Magico lo dedicano al sonno, quindi ci (stronza)
diamo appuntamento per la sera al Golem. Comunque ci ingozziamo di gulasch e birra fra stupidaggini, risate,
Me ne vado in giro per Praga, poi per cena torno alla Taverna ricordi di concerti assurdi e risse con gli Zeronero. Poi tocca al
Ceca; la biondina e suo padre mi salutano con grandi sorrisi e Magico raccontare di quando ha suonato fino all'alba con Lou Reed
trattamento affettuoso da cliente fisso. (ognuno ha i suoi aneddoti, no? Io ho gli Zeronero, lui ha Lou Reed).
La biondina si chiama Sofia; mi chiede se ho trovato il Golem e poi Mi dice che non ha idea di cosa faranno dopo Praga, magari verranno
parliamo un po'. Le dico che sono un musicista, lei s'illumina e mi in Italia e si uniranno a qualche gruppo, e io un po' per scherzo
parla dei suoi studi di violino. Abbiamo appena rotto il ghiaccio suggerisco: «Nessun problema, venite nei Despero, così finalmente
quando entra una comitiva di turisti, così Sofia si scusa e torna al avremo un chitarrista decente».
lavoro. E sarà la birra, il gulasch o l'atmosfera della Taverna Ceca, ma
Non posso evitare un numero da italiano all'estero; insieme al mezz'ora dopo stiamo già parlandone molto seriamente e un'ora dopo
conto lascio un bigliettino in francese, “per la più bella cameriera di ci manca solo l'approvazione di Lore e Zanna. Non perdo neanche un
Praga”. Poi sgattaiolo via. minuto, tanto sono allegro e ubriaco.
Al Golem c'è un tavolo riservato a mio nome. Sarah e il Magico mi Riempio di corone il telefono a gettoni della taverna e chiamo
salutano, e a questo punto ci manca solo che nei bis m’invitino a Lore.
suonare con loro. «Il Magico? Quello dei Burning Party? Va' là, Kabra, cosa ti sei
Arriva il momento dei bis, e m'invitano a suonare con loro. fumato a Praga?»
Il Magico confabula con i tre culturisti praghesi, poi si avvicina al «Guarda che è qui, davanti a me. Sta insieme a Sarah».
microfono e annuncia al pubblico la presenza di un guitarhero giunto Lungo silenzio. «Finalmente avremmo un chitarrista vero nel
dall'Italia, dice proprio così. Con l'applauso sulla fiducia che ricevo gruppo». Ride. «E una bassista più carina di Zanna».
non posso che accettare, anche se leggermente impreparato; dal Poi chiamo Zanna, e lui è ancora più incredulo di Lore. «Certo» mi
backstage compare una meravigliosa Ibanez color legno, io e il fa. «Roy Bittan diventerà il nostro pianista?»
Magico confabuliamo un istante e poi attacchiamo Hey hey, my my. «Zanna, sono qui con il Magico, cioè, non so se hai capito, il
Proseguiamo, io faccio un sacco di scena con i miei accordi potenti chitarrista dei Burning Party. Mi sta dicendo che vuole entrare nel
stile Pete Townshend o Keith Richards, ma in realtà è il Magico che gruppo. Gli posso dire di no, secondo te?»
suona tutto. Il pubblico si diverte un sacco, i tre culturisti ci Pausa. «E Sarah sa suonare?»
assecondano senza problemi, ed è davvero strano avere a destra Sarah «Meglio di te, brutta merda».
e a sinistra il Magico, strano e molto bello. «E non ha problemi nei miei confronti? Cioè, lo sai cosa intendo».
La sera dopo invito il Magico e Sarah alla Taverna Ceca, visto che «Sta con il Magico, Zanna».
non devono suonare. Entro e rimango subito deluso: Sofia è stata «E Lore?»
sostituita da una sosia più bassa. «È d'accordo, l'ho già sentito».
Anche lei parla un minimo d'inglese; mi spiega che sua sorella ha Zanna approva senza capire se lo sto prendendo per il culo, e così
la sera libera, poi dice qualcosa tipo “violino” mimando l'archetto. Il torno al tavolo per brindare al Mark III dei Despero.
padre mi sorride come al solito, dice “Sofia, Sofia”, allarga le braccia E proprio in quel momento entra Sofia, con una custodia da violino
dispiaciuto, e mi sa che ha capito tutto. Sarah intuisce la situazione e sotto braccio e un abitino floreale.
commenta: «Kabra, che gli fai alle donne?» La sorella e il padre la guardano stupiti, ma il vecchio capisce al
92 volo e le indica il nostro tavolo. La faccio accomodare accanto a
93
me, e non le chiedo perché è venuta alla Taverna nella sera di alla fine. I quarantenni scompaiono e ritornano con un premio, una
riposo. Penso e spero di saperlo. confezione di birra da dodici.
Le presento i nuovi membri della mia band, mentre suo padre porta Stiamo facendo cantare tutto il ponte Carlo con Twist and Shout,
una bottiglia di vino moldavo offerto dalla casa. Dopo un po' siamo quando ci troviamo un faro negli occhi. La polizia con i cani ci fa
davvero tutti ciucchi, e il Magico se ne esce con «non ci starebbe bene cessare gli schiamazzi.
un violino nel sound dei Despero, Kabra?» E io «aspetta che avverto Cene stiamo in giro per un po' con gli strumenti sotto braccio, ma
Lore e Zanna», e poi fra una battuta e l'altra Sofia propone di andare a all’una Sofia mi dice che per lei è ora di rientrare. Naturalmente mi
suonare sul Ponte Carlo. offro di accompagnarla, salutiamo il Magico e Sarah che fanno
Non deve neanche ripeterlo. Dalla Taverna Ceca esce un quartetto battutacce in italiano.
di alcolizzati; passiamo a prendere Terminus Est, la chitarra del Poco dopo sto camminando con Sofia lungo piazza San Venceslao
Magico e delle percussioni per Sarah, e poco dopo siamo sul Karlov ancora affollata. Nessuno dei due parla e ogni tanto ci sbirciamo
Most alias Ponte Carlo. furtivi con la coda dell'occhio.
Quando sono tornato a Praga nel '98 ho scoperto che nessuno Quando arriviamo sotto casa sua le dico: «Domani mi piacerebbe
poteva più suonare sul ponte, pare che occorresse una licenza per vedere il castello», e lei: «Se vuoi ci andiamo insieme». Poi apre la
l'occupazione del suolo pubblico. Be', è stata una bella perdita. porta, ci salutiamo, la bacio sulle guance e c'è un attimo di
In quella caldissima sera di agosto non c'è un metro che non sia sospensione imbarazzata a breve distanza. Entra nel portone rossa in
occupato da artisti di strada o da gente che sta a guardarli, viso ma sorridente, e mi dice: «Domani alle dieci». Che bello
dall'orchestrina jazz sotto la torre al ragazzino che canta i Queen, fino qualcuno che arrossisce per un bacio, a domani, tenera stella ceca.
al suonatore di bicchieri di cristallo sopra il ristorante col pitone Dormo sì e no due ore, compongo dolci ballate su Terminus Est
davanti alla porta. Troviamo miracolosamente una mattonella libera e, pizzicata in punta di dita.
ubriachi come siamo, attacchiamo una Like a rolling stone da paura,
con Sofia che non la conosce ma ci viene dietro da Dio e Sarah che La mattina dopo andiamo al castello a farci fotografare abbracciati.
canta senza sbagliare una parola. Dopo un po' abbiamo davanti un Decidiamo che la lingua ufficiale della giornata è il francese, e perciò
centinaio di persone adoranti. sotto la Torre Bianca e la Torre Nera e nella casa di Kafka e nel vicolo
Accogliamo tutte le richieste: quando non conosco una canzone io degli Alchimisti è tutto un Bonjour, mademoiselle e Bonjour,
la conosce il Magico, Sarah le conosce tutte, e lei e Sofia ridono come monsieur.
vecchie amiche. Sarah che sembra una punk londinese e Sofia con il Poi scendiamo sul fiume e pranziamo in un ristorantino all'aperto
suo abitino a fiori. sulla riva, il vino moldavo leggero le provoca un'allegria incontrollata
e, Dio, sono innamorato.
La chitarra del Magico ha un corpo in acero fiammato e una A metà pomeriggio mi porta al quartiere ebraico e poi in mezzo al
tastiera in ebano e madreperla. Quando fa scorrere le dita sulle corde fiume, nell'isola detta la Venezia di Praga.
in nylon giuro che mi vengono i brividi. Le prometto che se verrà in Italia la porterò nella vera Venezia, e ci
In prima fila c'è una magnifica coppia di quarantenni seduti per troviamo a un millimetro di distanza. Non baciarsi sarebbe un insulto
terra; si dondolano abbracciati e ci chiedono qualche pezzo alla bellissima giornata.
sconosciuto che puntualmente eseguiamo. Ci mettono alla prova con
un'oscura Danger bird di Neil Young, il Magico mi guarda perplesso, La settimana successiva è un sogno. Il giorno sto con Sofia, in giro
ma Sarah e io sorridiamo e la cantiamo tutta dall'inizio per la città vecchia o nella mia stanzetta, poi lei comincia il lavoro alla
94 Taverna. Dopo un po' arrivo io, da solo o in compa
95
gnia del Magico e di Sarah. Io e Sofia ci lanciamo delle occhiate di Il passaggio alla formazione a cinque non crea il minimo problema.
nascosto da suo padre che ha capito tutto ma finge di niente, e ogni Quando presento i due nuovi acquisti, Zanna saluta Sarah con un
sera il conto è più basso della sera prima. Le notti le passiamo a bacetto sulle guance e la prende in giro per i suoi capelli da Joker,
suonare sul Ponte Carlo o al Golem, o a passeggiare con Sarah e il Lore guarda il Magico come se si aspettasse di sentire urlare “sorridi,
Magico lungo il fiume. sei su Scherzi a parte”.
E una certa mattina siamo a letto, il sole le illumina il viso in modo Debuttiamo in versione Mark III alla Festa dell'Unità. Il Magico
meraviglioso e giuro che starei per dirle Ti amo. Lei mi legge nel spara assoli supersonici e Zanna, liberato dal basso, può saltare su e
pensiero e mi blocca, sussurrando in francese: «non dire niente che giù come più gli piace.
non penserai più quando l'estate sarà finita», e io obbedisco e non dico Il disco successivo, Polveri, è salutato dal Mucchio Selvaggio e
niente. La abbraccio soltanto, accarezzandole i capelli. dalla critica di settore come un piccolo gioiello.
Mentre suono ogni tanto mi volto, vedo Sarah curva sul basso e
E poi i soldi finiscono, e viene il tempo di caricare Terminus Est sono felice.
nel bagagliaio, di darsi appuntamento con i due nuovi Despero a Sarah e i Despero, i due punti cardine della mia vita, sono una cosa
Bologna, di farsi stritolare dall'abbraccio da orso gentile del padre di sola.
Sofia e di salutare la mia dolce stella ceca, proprio sul nostro adorato
Ponte Carlo. E non la finiamo più con i baci salati di lacrime, e Elaboro la nuova Strategia a Lungo Termine. Sarah si stancherà del
naturalmente ci scambiamo indirizzi e numeri di telefono, e lei Magico, ne sono certo, come può non stancarsi di uno che ci mette
promette che a Natale verrà a trovarmi, ma le storie estive le abbiamo mezz'ora a finire una frase?
avute tutti, sappiamo entrambi come andrà a finire. Si stancherà e io sarò sempre lì, a un metro da lei. Se ne accorgerà,
Au revoir, mademoiselle. Au revoir, monsieur. prima o poi.
Quando la macchina passa il confine con l'Austria ho Steve Earle
nello stereo, e fatico già a ricordare il colore esatto dei suoi occhi. Dopo, direttamente da Londra arriva lo Sceriffo. Il Magico lo
presenta come amico d'infanzia, consigliere e guru. Anche lui per
Postilla. metà è italiano, e in un attimo copre tutti i buchi lasciati
Nel '98 torno a Praga per una trasferta di Coppa Uefa, trovandola dall'incarcerato Catarro: diventa fonico, autista, roadie, consulente,
più cara e piena di italiani. Alla Taverna Ceca i segni del tempo manager...
trascorso sono rappresentati dai menù in cinque lingue e dall'assenza Per tre anni i Despero saranno una famiglia felice.
del vecchio padre dietro la cassa.
Io sono camuffato dietro la barba, i capelli lunghissimi e un (lettera non spedita, 1995)
berretto da pescatore. La padrona del locale, Sofia, è troppo
impegnata a tener buono il suo bellissimo bambino che corre fra i ...sono SETTE anni che ti aspetto, Sarah.
tavoli per riconoscermi. È normale aspettare una persona per sette anni? Non so neanche
Mangio in silenzio, e quando esco dalla Taverna Ceca saluto con se è amore, ossessione adolescenziale o testardaggine.
«Au revoir, mademoiselle». A volte penso che mi basterebbe averti anche solo per una sera.
«Au revoir, monsieur», risponde lei con un leggero sorriso. Basterebbe una sera e sarei libero, tirerei un sospiro di sollievo e
96 ricomincerei a vivere.
O forse se ti stringessi una volta non ti lascerei andare più.
Non lo so.
97
1996 dice. Io rimango a bocca aperta, le dita paralizzate su un mi
minore. «Noi staremmo cercando di suonare, qua sul palco, e
Il trip acustico lo provoca Springsteen con il suo tour chitarra e qualcuno sta cercando di ascoltarci. Potreste abbassare la voce o
armonica nei teatri. Lui sale solitario su un palco enorme e attacca andarvene a fare in culo fuori, per favore?»
The ghost of Tom Joad fra urla e flash, poi avverte tutti – gentile ma Le prime due file applaudono e si girano verso i bikers inferociti.
deciso – che ha bisogno di silenzio. Abbiamo capito come va a finire.
Non vola più una mosca. Metto in salvo la mia chitarra, poi mi butto nella rissa. Il concerto è
Ogni dettaglio diventa vitale, anche il respiro nel microfono su sospeso, l'ingaggio volatilizzato.
Straight time, anche il vocalizzo finale di Across the border. Nei bis Due sere dopo, in un discopub di Milano, va quasi peggio. Alle
sorride e sbriglia un po' i cavalli, noi lasciamo le poltroncine di velluto dieci, quando dovremmo iniziare, il locale è vuoto.
per ammassarci sotto il palco, lui ci fa scatenare e poi torna serio e Alle undici, quando saliamo sul palco, è strapieno di fighetti con
annuncia che è finita la ricreazione. Canta Galveston bay in un drink card che aspettano solo la techno, hanno zero interesse per
silenzio tombale, poi chiude il concerto con The promised land chitarre acustiche e armoniche, si ammassano al bar a prendere
suonata percuotendo la cassa acustica. l'aperitivo, parlare della nuova Porsche e giocare con le suonerie dei
Dopo, in autostrada, ci infervoriamo a commentare certi cellulari.
arrangiamenti, la nuova vita che hanno dato alle canzoni... Zanna ha ancora la mascella gonfia da Brescia e non ha voglia di
...e piombiamo nel trip acustico. La sala prove si svuota di rimetterci un dente, noi non abbiamo intenzione di giocarci un altro
distorsori e chitarre elettriche e si riempie di armoniche e tamburelli. ingaggio. Tagliamo corto con la scaletta, e quando a mezzanotte e un
I Despero versione folk band debuttano a ingresso gratuito in un secondo il dj fa partire il drum'n bass decidiamo che è finita qua.
pub vicino a Brescia. Ci avevamo suonato sei mesi prima in quel pub; La sera dopo torniamo alle vecchie chitarre elettriche distorte, che
la gente pogava e faceva casino anche sui pezzi più tranquilli, il clima coprono il brusio del pubblico, il tintinnare dei bicchieri e lo squillo
era quello dei Blues Brothers protetti dalla rete nel locale country. dei cellulari.
La serata è terribile. 99
Noi stiamo lì a dare importanza anche alle pause e ai silenzi, a far
emergere i testi liberati dal muro di rumore, a cesellare le note.
Le prime due file ci seguono con partecipazione. Tutti gli altri ci
ignorano o ci insultano, commentano le tette di Sarah o gridano
«rock'n roll, bastardi, cos'è questa merda?». Dopo un'ora noi abbiamo
i coglioni a terra, le due file di fans anche, e più scorrono le birre più i
frequentatori del pub alzano la voce. Quando trenta bikers ubriachi
zittiscono una struggente versione di Polveri con un coro contro
l'Atalanta, Zanna perde la testa.
«Scusate, teste di cazzo? Posso avere la vostra attenzione?»
98
1997 «Era questo che volevi quando hai iniziato, Kabra?» sussurra.
«Cento persone sotto il palco che si registrano le nostre cassette e
L'erosione è un fenomeno lentissimo, le crepe nei muri sono così conoscono i testi a memoria? Non si può proprio aspirare a qualcosa
piccole che non le noti finché la casa non crolla. di più, non possiamo proprio?»
Un giorno stiamo andando a suonare a Sesto Calende e siamo tutti Lo guardo a lungo, e non mi piace quel che vedo nei suoi occhi.
particolarmente allegri, a parte il Magico che dorme nel retro del Non lo capisco e non mi piace.
furgone. A metà fra Bologna e Modena ci sintonizziamo su K-Rock e
troviamo subito i Rem con Electrolite. Un'altra volta Lore e io gli facciamo il classico gavettone prima del
Stiamo cantando fortissimo «You are the star tonight», quando lo concerto. Lui s'incazza come una iena bagnata. «Ma porca puttana,
Sceriffo dal posto di guida fa: «Ragazzi, non sentite un rumore?». ragazzi, se mi va via la voce, eh? Sapete che può andarmi via la
Abbassiamo il volume. Da qualche anfratto del Transit sta uscendo voce?»
uno schiocco ritmico, debole ma percettibile. Io lo prendo in giro: «Dai Zanna, te ne avremo fatti duemila di
«E se bisogna farlo riparare?» chiede Lore. «Quanto abbiamo in gavettoni, la voce non l'hai mai persa».
cassa comune?» «Proprio perché me ne avete fatti duemila, non è ora di smetterla,
Sarah, che è l'addetta alla cassa comune, sentenzia: «Non eh? Non è ora di crescere?» e se ne va incazzato.
abbastanza per dormire stanotte e andare da un meccanico». Più tardi ci chiede scusa, ci assicura che era nervoso per il concerto
Un rapido consulto, e verso Modena Sud propongo: «Io direi di al Corallo. Per noi non c'è problema, ma scherzi a Zanna non ne
non sprecare i soldi, nel caso si debba far aggiustare il Transit. facciamo più.
Stanotte possiamo restare nel furgone e lasciar perdere l'albergo».
Qui Zanna s'inalbera: «No, no, ragazzi, dai, non abbiamo diciotto Poi una sera suoniamo alle Caserme Rosse, e in mezzo a un
anni. Io di notti in furgone sono stufo marcio, dai». pubblico giovane e casinista spicca un signore sui settant'anni,
Lore ghigna: «Oh oh oh, mister Zanardi, ma lei mi sorprende immobile sulle transenne con camicia a righe e capelli grigio ferro.
grandemente». Non fa che fissare Zanna e soffiarsi il naso, incurante dei ragazzi che
Gli do man forte «Sì, mister Zanardi, la suite reale purtroppo è pogano e urlano «Brucia!»
prenotata, siamo assolutamente desolati». A fine concerto sono il primo a uscire; scambio due battute con
Ma Zanna non sta scherzando. «No, ragazzi, davvero. Me la pago qualche fan, poi il signore sui settant'anni mi avvicina mentre ordino
io la stanza, con i miei soldi, non tocco la cassa comune. E che mi una birra al bancone.
serve proprio un letto stanotte». «Mi scusi se sono importuno...» mormora timidamente. «Dica
E va bene, non discutiamo. pure» rispondo, buttando giù il primo sorso.
La sera suoniamo per un pubblico non numeroso ma competente, e «Ecco, mi scusi se la disturbo, ma lei è amico di quel ragazzo che
a fine concerto Zanna si lamenta. «Cento persone. Ci saranno state cantava?»
cento persone». «Be', sì, certo, eravamo sul palco insieme».
«Però conoscevano tutte le canzoni» dico io asciugandomi il «E mi scusi, il ragazzo che cantava non si chiama mica Zanardi
sudore, e qui Zanna mi fissa per qualche secondo con un'aria di pura Andrea?»
frustrazione. «Proprio così».
100 Il vecchio tira fuori il fazzoletto con cui si è soffiato il naso e si
asciuga gli occhi umidi. «Meno male, meno male, non può sapere che
sollievo» rimette in tasca il fazzoletto, «non può sa
101
pere che sollievo vedere che sta bene, che è diventato famoso...» 1998
«Be', famoso...»
«Ohi ben, ho visto le ragazzine come lo guardavano, che anche da L'avrete visto di sicuro Fissione, l'hanno visto tutti quel film. Be',
bambino era così bello, lo dicevo con mia moglie, mai visto un bimbo prima di sbancare il botteghino era una pellicola a basso costo,
così bello, che non l'avrei mica riconosciuto oggi se non fosse che è l'esordio di un giovane regista timido che adesso è un pezzo di merda
uguale a quel disgraziato di suo padre, una goccia d'acqua» si asciuga tuttologo e presenzialista.
di nuovo gli occhi «che lo dicevo sempre con mia moglie, poverino, Il regista timido ci contatta, si dichiara nostro fan e vorrebbe
un bimbo così bello, un così bel bambino con quei due genitori lì, che qualche canzone per la colonna sonora. Forse è davvero un nostro fan,
è un miracolo se non è andato in manicomio con quella brutta storia o forse i Rolling Stones chiedevano troppo, non lo so.
che gli è successa, è un tale sollievo, guardi». Ci proietta Fissione. Molto divertente per tre quarti, strappalacrime
Aggrotto la fronte. «Quale brutta storia?» verso la fine. Accettiamo.
Il vecchio si guarda attorno circospetto. «Ohi ben, se non lo sapeva Mi metto al lavoro, compongo qualche strumentale e quattro
forse ho parlato troppo, mi scusi, sa, se l'ho disturbata». canzoni. Una delle quattro mi manda giù di testa, mi fa dire cazzo, ma
«No, no, nessun disturbo, ma quale brutta storia?» quanto sono bravo? S'intitola Nuovo sole, e sono certo che sarà una
«Mi perdoni, giovane, mi perdoni, ho parlato troppo, la saluto, mi pietra miliare dei Despero.
basta sapere che Andrea sta bene, mi basta sapere che la testa gli La quarta canzone enfatizza la svolta strappalacrime: è una roba
funziona ancora, sarà così contenta mia moglie» e se ne va a slegare la così mielosa che Billy Joel in confronto sembra Iggy Pop, ah ah, senti
bicicletta appoggiata a un albero. che arpeggio, tutti coglieranno l'ironia, nessuno può prendere sul serio
Resto paralizzato con la mia birra in mano. Guardo Zanna che una merda simile.
scatta foto con i fans, fa l'asino con le ragazze, si fa immortalare con Crepuscolo.
sorrisi a trentadue denti. Un giro d'accordi imbarazzante. Un testo da quinta elementare. La
Un giorno o l'altro qualcuno dovrà spiegarmi qualcosa, ma porca faccio sentire a Zanna, lui ride un quarto d'ora. «Grande Kabra, il
puttana. Lionel Richie che c'è in te è uscito allo scoperto!», e comincia a
102 cantare Crepuscolo con voce impostata e mano sul cuore.

Fissione è un successo clamoroso di critica e pubblico. Vince


premi, partecipa a festival, e noi teniamo le orecchie dritte. Vuoi
vedere che anche le nostre canzoni, in particolare Nuovo sole...?
Tutte le recensioni, in effetti, sottolineano “l'azzeccatissima
colonna sonora".
La potente WCA Records sente parlare di questi sconosciuti
Despero e incarica i suoi segugi di raccogliere informazioni, di
strapparci alla concorrenza, farci firmare a qualunque cifra.
Dopo spasmodiche ricerche, i segugi arrivano trafelati nell'ufficio
del boss. «Allora?» latra secco il boss, posando il siga
103
ro. «Hanno un contratto questi stronzi? Riusciamo a rilevarlo?» Subito dopo comincia il nuovo tour, con tre date in Abruzzo.
I segugi si guardano l'un l'altro, sono sudati, spettinati. «Ecco, Il debutto è a una sagra del paese a Stazione di Collecorvino, la via
signore...» principale piena di bancarelle, a sinistra gli autoscontri, a destra uno
«Sì? Allora? Parla, imbecille!>> spiazzo di cemento chiamato Area Spettacoli.
«In effetti hanno un contratto, signore...» Siamo ospiti dell'organizzatore, un cinquantenne piccolo e grasso
«Be', qual è il problema? Li strappiamo alla concorrenza, qual è il che vive con la mamma. La vecchia prende in simpatia Lore e Sarah,
problema? Allora, con chi hanno il contratto?» guarda storto il Magico, ci riempie di arrosticini e Montepulciano
«Ecco, signore...» dicendo «bevete, bevete, è buono». Andiamo a suonare ubriachi ma
«Sì?» carichi per l'avvio del tour.
«Con noi». Passiamo direttamente dalla casa della vecchia al retropalco,
«Con noi?» saltiamo in scena sulle note roboanti di In the flesh incitandoci l'uno
«Hanno firmato per la WCA Records nel settembre del 1990, con l'altro, alziamo i pugni verso il pubblico gridando.
signore. Hanno pubblicato i seguenti dischi...» Non c'è nessuno.
«FUORI DI QUA!»
Più o meno dev'essere andata così. Anzi, no. Appoggiata alla transenna c'è una coppia sui venticinque
anni, lei tipo Marina Suma in Sapore di mare, il suo ragazzo con barba
La WCA Records scopre con stupore di averci sotto contratto e e maglietta dei Modena City Ramblers. Lo Sceriffo dietro il mixer è
manda a occuparsi di noi il suo uomo migliore: un imbecille che sperduto nel deserto d'asfalto.
sembra Steven Seagal, coda di cavallo e sguardo bovino, uno con una Ci guardiamo sconcertati. E Lore a svegliarci, lui che ha sempre
cravatta molto trendy, uno che sperava di occuparsi d'alta finanza e venerato Marina Suma: batte quattro e cominciamo.
invece deve trattare con dei pulciosi musicisti, uno che lavora nella Zanna canta più svogliato che mai, ma noi siamo allegri per il vino
musica e non ha mai ascoltato un disco. e pestiamo duro come al solito. La coppietta applaude dopo ogni
Steven Seagal ci parla mezz'ora di strategie di marketing, di mosse canzone, lui ogni tanto va a prendere da bere per la sua ragazza e Lore
promozionali, di video da girare, e quando nomina Crepuscolo dice ne approfitta per mettersi in mostra dietro i tamburi.
sempre «il prodotto, un prodotto da valorizzare, un discreto prodotto», A metà concerto lei guarda l'orologio, dice qualcosa al suo ragazzo,
e va bene che è una canzone schifosa, ma cos'è, un detersivo? ci regalano l'ultimo applausetto e poi se ne vanno.
Dopo dieci anni d'onorata carriera, il destino dei Despero è nelle Finiamo Seme di tuono davanti a zero spettatori.
mani di uno che giudicherebbe i Beatles “un buon prodotto per un Lo Sceriffo ci fa un gesto interrogativo dal mixer, noi ci
certo target”. consultiamo e decidiamo di continuare come se stessimo facendo le
prove.
Il decerebrato vuole a tutti i costi il video di Crepuscolo. Va bene, Ogni tanto qualcuno lascia gli autoscontri per venire a sbirciare
qualche video l'hanno fatto anche i Pearl Jam e i Gang, vada per il nell'Area Spettacoli, vede cinque stronzi che si dimenano sul palco per
video. nessuno e se ne va sconcertato.
Giriamo sui colli, con Zanna in primo piano davanti al tramonto – Alla fine l'organizzatore è distrutto, non si dà pace.
minchia, che idea, chissà che tempesta di cervelli fra i geni del «Eppure avevo messo i manifesti...» piagnucola «...avevo messo i
marketing - e Sarah vestita da damina o da dominatrice in pelle. Io, manifesti...»
Lore e il Magico facciamo da sfondo. 105
104
Siamo noi che consoliamo lui, in pratica. vomito come da rituale pre-concerto, senza sapere che è l'ultima
La vecchia pizzica le guanciotte a Lore, versa dell'altro vino a volta che mi succede.
Sarah, evita il Magico e conclude: «Eppure è strano, ieri a vedere «Mio Dio» sussurra Sarah, sbirciando da una finestrella. «Mio Dio,
Drupi c'era tutto il paese...>> ragazzi, sono qui per noi!» E corre a vomitare nel bagno accanto al
mio.
Il giorno dopo, il video di Crepuscolo entra in heavy rotation. Entriamo in scena belli carichi, pronti a far esplodere le casse. Le
Suoniamo al Gaslini di Pescara e un po' di gente c'è, qualcuno ha visto luci ci accecano, possiamo solo intuire il mare di teste e di mani
Fissione o il video, conosce un paio di canzoni. alzate.
Poi c'è un day-off, e la sera la passiamo in un pub di Montesilvano Apriamo con Nuovo sole, suonando da spaccare il mondo, poi
che si chiama St. Pauli. sfondiamo gli amplificatori con Cane alla catena.
Scherziamo e beviamo, il Magico spiega a Sarah la fermentazione Alla terza canzone ci abbassano le luci, e vediamo il pubblico.
del luppolo, Lore telefona cinque volte a Kara con il cellulare che ha Nelle prime file ci sono solo ragazzine che urlano «Crepuscolooo».
appena comprato, io e Zanna puntiamo sei ragazze al tavolo vicino. Che squittiscono appena Zanna agita i capelli.
La radio in sottofondo trasmette un programma di richieste, e dopo Comincio a intravedere la fanghiglia che ci inghiotte.
Regina di cuori dalle casse esce un arpeggio familiare. Sferragliamo l'assalto punk di Randagio, e le ragazzine continuano
Drizziamo le orecchie. a urlare «Crepuscolooo». Non le smuove nemmeno Brucia, neanche
«Merda» esclama Zanna. «E Crepuscolo», e non abbiamo finito di un po'.
dirlo che le sei ragazze s'illuminano e la cantano. Ci tocca suonare Crepuscolo. Inizio l'arpeggio, perplesso. È un
Tutta. Senza sbagliare una parola. delirio.
Ci guardiamo sconcertati. Zanna posa la sua birra, mormora: «Oh, Zanna è sommerso da pupazzi e bigliettini. Le coppiette si baciano.
ragazzi, forse è piaciuta. Forse abbiamo un successo fra le mani». Le bambine piangono. Il vento smette di soffiare per ascoltarci. Padri
«Ma...» balbetto io, incredulo. abbandonati ritrovano i figli perduti. Famiglie sfasciate si riuniscono
«Due giorni che è uscito il video e già ce la richiedono per radio», intorno a una tavola imbandita.
s'infervora Zanna. Le sei ragazze si sono accorte di lui, lo scrutano Zanna si gira verso di me. E raggiante.
dubbiose, leggo dai labiali: «Ma è quello del video?» Cerco lo sguardo di Sarah. E liquido, perso nel vuoto.
Io scuoto la testa, balbetto di nuovo «Ma...»
«Forse entriamo in classifica, ragazzi» continua Zanna. «È la volta La canzone del Titanic esce dalle suonerie di tutti i cellulari,
buona che entriamo in classifica». l'arpeggio di Crepuscolo da tutte le radio.
«...Ma non ha senso» riesco a dire, finalmente. «Fa schifo. Quella Non facciamo in tempo a tornare a Bologna che l'idiota con coda di
canzone fa schifo». cavallo ci ha già chiesto di partecipare al Festivalbar.
In playback.
La terza data è a Loreto degli Abruzzi, nel cortile di una scuola. Io la butto in ridere, Zanna no. Comincia ad allenarsi a
Alle dieci di sera c'è un fiume di gente che preme ai cancelli, una folla sincronizzare i labiali, e capisco che qualcosa cambierà molto presto.
compatta che urla sotto il palco.
Noi ci stiamo preparando negli spogliatoi della palestra; io Intervista a Donna oggi.
106 «Allora, Kabra, giusto? Kabra, si può dire che i Déspero hanno
fatto proprio centro» afferma l'intervistatrice al telefono.
107
«Sì, veramente è Despéro, con l'accento sulla seconda e», la Che minchia di domanda è?
correggo. Mi avvicino al microfono cercando di non guardare quella faccia
«Sì, va bene, non è un problema. Senti, Kabra, Crepuscolo è il tirata dai lifting, di non ripensare alle cazzate che scrive da decenni e
pezzo più gettonato dell'estate. Cosa prova una band esordiente a rispondo in tono più neutro possibile: «Per il nome mi sono ispirato
sfondare con il primo singolo?» alla Justice League of America». Punto. Poi aggiungo: «È una serie a
Sorrido indulgente alla cornetta. «Ecco, vorrei chiarire un fumetti». Punto.
malinteso ricorrente. I Despèro sono sulla scena da dieci anni». Il Mostro non è appagato, mastica un sigaro e continua: «Caro
(silenzio imbarazzato dall'altra parte) Zanardi detto Zanna, noto che lei è uno dei volti più gettonati sulle
riviste per teenagers, ultimamente. Non pensate che sia un po'
Intervista a Baby 2000, settimanale per ragazzine con Zanna in sfruttato il concetto di band per tredicenni, con il solito cantante
copertina. carino e la solita ballatona gettata in pasto alle radio?»
«Siete partiti proprio alla grande, eh? Crepuscolo è la canzone Zanna mi guarda, io gli passo la palla con un ghigno. Lui suda
regina dell'estate! Dimmi, Kabra, cosa prova una band esordiente a freddo, si arrampica sugli specchi, arranca.
sfondare con il primo singolo?» Una giovane giornalista dall'aria simpatica inizia una domanda, ma
Kabra (dopo un respiro profondo): «Guarda, so che molti non lo il Mostro la interrompe. «Scusate, cari Despero, un ultimo quesito.
sanno, ma voglio precisare che siamo sulla scena da dieci anni». Cosa prova una band esordiente a trovarsi in testa alle classifiche?»
(silenzio perplesso dall'altra parte)
Okay, il seguito lo hanno mandato in onda i telegiornali. Io che mi
Intervista a Tele Canale Navile. alzo in piedi vomitando insulti senza balbettare, il Mostro che urla
«E con noi Cristian Cabra, meglio noto come Kabra, chitarrista rosso in viso: «Lei è il nulla, lei è il nulla, io la faccio tornare nel
della band rivelazione dell'anno. Senta, Kabra, cosa prova un gruppo nulla» ...meraviglioso, l'ho anche videoregistrato.
esordiente a vedere il proprio singolo al numero uno?» Il quotidiano del Mostro è l'unico che a due anni di distanza
Kabra (con immenso autocontrollo). «Non lo so. Dovrebbe continua a parlare di noi; e parla di noi per coprirci di merda, ovvio.
chiederlo a un gruppo esordiente».
Cosa farebbero i Gang in una situazione del genere? Dopo la conferenza stampa, la discussione in camerino squassa le
pareti. Zanna mi accusa di non saper tenere i rapporti con la stampa,
Alla fine andiamo al Festivalbar. La conferenza stampa è un delirio di snobismo, di purismo suicida. Io lo accuso di essere una merda
di flash, agenti di divette che assegnano diritti di scattare foto, vecchi opportunista. Lore e Sarah cercano di mediare, il Magico si ubriaca, e
rocker rincoglioniti che parlano di vino con giornalisti altrettanto alla fine decido: loro vadano a fingere di suonare, io resto in
rincoglioniti o pseudomafiosi. camerino.
La prima domanda ce la fa il capo di quest'ultima categoria, uno Nessuno noterà la mia assenza, nel video facevo da sfondo. Le
che ha scritto migliaia di recensioni senza mai muoversi da casa. ragazzine sotto le transenne non sanno neanche che esisto.
«Scusate, cari Despero. Mi sembra che la vostra canzone ricordi Mi aggiro nel backstage, guardo Zanna agitare i capelli per le
molto da vicino sonorità tipo l'ultimo Bryan Adams, certo Bon Jovi, quindicenni, assisto alla sfuriata di un'urlatrice canadese che vuole
insomma, il classico rock d'oltreoceano che siamo soliti sentire alla essere ripresa solo dal lato destro. Secondo me il suo lato destro fa
radio, ma allora perché avete un nome da complesso di flamenco?» schifo quanto il sinistro.
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Zanna ha qualcosa dentro che lo divora da anni, Zanna quando L'assegno Siae per dieci anni ha avuto contenuti nebulosi; alla fine
canta per le telecamere cerca di dimostrare qualcosa a qualcuno, sta di pagine e pagine di cifre, il dare e l'avere coincidevano sempre
ballando su una tomba urlando: «hai visto, hai visto dove sono perfettamente per un saldo uguale a zero.
arrivato?» Dopo Crepuscolo, per la prima e unica volta in vita mia, mi trovo
Se solo mi parlasse, Cristo, se solo ci spiegassimo. con qualche soldo in tasca. Per prima cosa, faccio il giro delle
fumetterie per chiudere i buchi nelle mie collezioni.
Non sono uno snob. Chi ha successo non fa automaticamente Poi vado dai miei genitori con l'assegno in una mano, la top ten dei
schifo, chi vende cento copie spesso fa cagare; lo snobismo a tutti i dischi più venduti nell'altra e proclamo: «Visto? Qualcosa di buono
costi è stupido quanto la massificazione. Se Brucia fosse passata l'ho fatto, alla fine». Potrebbe essere l'unico lato positivo di questa
ottomila volte al giorno in tutte le radio e mi avesse reso ricco sarei storia di Crepuscolo.
stato felice, perché è una canzone che amo e che mi rappresenta. Ma I miei si guardano e dicono, quasi all'unisono. «Sì, Cristian, bravo,
questa storia di Crepuscolo mi ha fatto perdere il controllo su una ma perché non pensi anche a laurearti, che hai quasi ventisette anni?
delle due cose importanti della mia vita. Sull'altra, Sarah, il controllo Una volta laureato puoi suonare quanto ti pare, eh?»
non l'ho mai avuto. Due giorni dopo prendo in affitto un monolocale in via Zanardi.

Il quotidiano del Mostro dà ampio risalto alla mia assenza, ironizza Ma il guaio più terribile è una donna il cui vero nome non voglio
sui capricci delle effimere star, fa intuire fra le righe la mia passione ricordare. La chiamerò solo Yoko.
per droghe e ragazze facili. Ci seppellisce sotto una valanga di lettere e poesie che farebbero
Sì, certo, ero con Keith e Mick, e le groupies ci facevano un vomitare anche un ratto. Sostiene che le nostre canzoni, e Crepuscolo
pompino... ma smettetela. in particolare, le hanno cambiato la vita. Dice che darebbe qualunque
cosa per poterci incontrare, che non è difficile dato che siamo
E dopo il Festivalbar, quello che accade è scontato. sull'elenco e compriamo il giornale senza guardie del corpo.
Ho seguito band per anni, figuriamoci se non so cosa succede in Le rispondiamo a turno, finché Zanna non mi dice: «Oh, Kabra,
questi casi. Quando finiamo su Baby Duemila e Beautiful Boys!, le indovina con chi sono uscito ieri sera?»
riviste musicali ci mandano a cagare. Sul Mucchio Selvaggio si La descrive come un angelo che scende una scalinata fra suoni
sprecano frasette tipo «...dopo i vari Take That, Backstreet Boys, d'arpa. Fa la fotografa, il suo primo marito è morto lasciandole una
Despero...». I lettori, non parliamone. L'espressione più carina è barca di soldi, e sabato sera ci ha invitati a una festa.
“merde vendute”. Jam e Rockerilla ci coprono di fango. Il Buscadero Io non dico mai di no alle feste, il Magico e Sarah approvano. Solo
elegge Crepuscolo «peggior canzone del decennio», e qui sarei anche Lore si chiama fuori perché va a cena dai genitori di Kara.
d'accordo. Così, quattro Despero su cinque arrivano a un'enorme villa sui
colli. Yoko ci accoglie con tre baci sulle guance: è una nanerottola
Suoniamo all'Estragon, una nostra roccaforte. con faccia da topo, un caftano multicolore che lascia intravedere due
Le ragazzine strillano, lanciano pupazzetti, cuoricini e un orologio tettine rinsecchite.
rosa che ancora porto al polso. Qualche nostro vecchio fan c'è, ma Entriamo e ci troviamo in un uragano di pseudoartisti vestiti con
defilato. Dopo un po' va verso il bar scuotendo la testa. bombetta, giacca su petto nudo e sospensorio, o con masche
Cerco con gli occhi Pablo e i nostri fedelissimi. Non ci sono più. 111
110
re da tigre su costume fetish in cuoio nero. Ridono rumorosi, pavimento, Dark star nello stereo, una palla di cristallo che lancia
bevono, stendono righe di coca su scacchiere con pedoni fallici. Dopo particelle di luce. Mi spoglia urlando teatralmente sfondami, sfondami
un secondo li odio tutti. (un attimo) continua con sì, sì, sono una troia, è vero che sono una
Mi precipito a vuotare una bottiglia di vodka, e una rossa in tunica troia? (mi fido) e poi pisciami in bocca, dai pisciami in bocca (non
trasparente mi si para davanti. Ha una libellula tatuata sulla coscia, perdiamo la testa)
sbrodola su Crepuscolo, su quanto dev'essere dolce e sensibile la Mentre le assicuro a bassa voce che è una troia e che fra un minuto
persona che ha scritto una canzone del genere. la sfondo, la punk bianco latte entra nella stanza e corre in bagno a
(non è vero, l'ho scritta io) vomitare.
Poi una punk bianco latte c'interrompe per dirmi “quanto Poi esce dal bagno nuda e cominciamo a farlo in tre, cose che
dev'essere dolce e sensibile la persona che ha scritto una canzone del capitano tutti i giorni a noi rockstar.
genere”. A dir la verità, la punk presta molta più attenzione alle tette della
(eh, che due maroni) rossa, che ricambia entusiasta. Io, scusate, vengo da solo come un
Sempre sottobraccio a Zanna, Yoko ci presenta un centinaio di tredicenne.
persone dalle varie nazionalità e dai nomi assurdi. Un sosia di Phil «Tranquille, ragazze» dico, imbarazzato «cinque minuti e sono di
Collins ci dice che ha della cocaina spettacolosa, se ci va. Io ridacchio nuovo vostro» ma quelle mi ignorano e continuano per conto loro. A
e dico: «No, grazie, ho smesso», ma il Magico ha un attimo di me non resta che seguire le evoluzioni della libellula.
sbandamento e Sarah deve pizzicargli un fianco. Anche Zanna rifiuta Poi la porta si apre di nuovo ed entrano il Magico e Sarah, ancor
e Yoko lo prende in giro, perché non può credere che uno come lui più fumati di me. Appena il Magico ci vede urla «sei il mio idolo,
(uno come lui cosa?) non voglia farsi un tiro in un'occasione del Kabra, una vera rockstar!», Sarah ride, completamente andata. Poi si
genere. sdraiano su un tappeto e cominciano a spogliarsi a vicenda.
Insomma, ho l'impressione che tutti si aspettino da noi dei Gesù. Nella luce della palla di cristallo intravedok 1) Sarah nuda,
comportamenti da rockstar. Entro dieci minuti dovremo spaccare tutto per la prima volta 2) lo spropositato attrezzo del Magico
e vomitare sulle poltrone, mi sa. 3) affascinato come la vittima di un cobra, l'uso magistrale che
Per fortuna comincia a circolare del fumo, altrimenti non potrei Sarah ne fa.
tollerare la musica new age. Be', flagellarsi non è intelligente. Vado in bagno a farmi una
Mentre la rossa mi spiega che ama essere sodomizzata con la testa doccia, mi rivesto ed esco dalla stanza.
nella tazza del cesso, capto un dialogo fra Yoko e Zanna.
(Yoko) «...e tu sei un artista vero, guarda, fidati di me, perché mi Percorro il corridoio tra flash da fumo e alcool.
sembra di conoscerti da sempre, tu dovresti valorizzare il tuo ruolo Ho di nuovo dodici anni, sono in albergo durante la gita all'Isola
all'interno del gruppo, dovresti proprio». d'Elba, completamente solo alle undici di sera. Tutti gli altri giocano
(Zanna): «Dici?» alla bottiglia nelle camere delle ragazze o ballano Radio ga ga nella
(Yoko) «Ascolta tesoro, secondo me devi proporti anche come discoteca dell'hotel. Il mio unico amico mi evita
autore completo, e non ti disturba dover cantare i testi di un altro, 113
scusa? Kabra sarà anche bravo, ma perché non scrivi delle canzoni?»
(Zanna) «Mah, forse...»
Mi perdo il seguito: la rossa mi trascina di sopra, in una stanza
piena di tendaggi, tappeti orientali e cuscini colorati sparsi sul
112
dall'inizio della gita perché certi stronzi ci danno dei finocchi; la della villa il Magico e Phil Collins duellano con immaginarie
ragazza che mi piace è impegnata a far girare la bottiglia. spade, urlano «Sei morto, sei morto» a ogni affondo.
| Vago da solo nell'albergo silenzioso, trovo un televisore acceso in E Zanna, domando, il mio cantante?
un salottino. Mi guardo Drive In, con l'asta tosta e il cane Has La rossa sorride. «Siè chiuso in camera con la padrona di casa. Non
Fidanken. penso che usciranno tanto presto».
E la fanghiglia sale fino agli occhi.
Torno al presente. C'è una camera vuota con una tv a schermo 115
gigante sulla parete; mi siedo sul letto e cerco MTV. C'è la replica del
programma di richieste.
«Ciao, chi sei?» «Cinzia. Ho quindici anni». «Cinzia, che canzone
vuoi sentire?» «Crepuscolo dei Despero. Posso fare una dedica?» en
«Certo».
«Allora, la dedico al mio amore Renzo, alla Manu, alla mitica
seconda B, a...».
Cambio canale.
Trovo una preistorica puntata di Drive In, con il cane Has Fidanken
e l'asta tosta. Me la guardo dall'inizio alla fine.

Alle cinque del mattino sono incantato dai Ragazzi della terza C su
schermo gigante, quando dalla porta aperta intravedo il Magico. Sta
scendendo al piano di sotto con il sosia di Phil Collins.
Spengo la tv gigante e ritorno nella stanza con la palla di cristallo.
La rossa e la punk russano abbracciate, Sarah dorme vestita solo di un
orecchino.
La guardo in silenzio, respiro il più piano possibile. Poi,
delicatamente, la copro con un lenzuolo di seta. Mi addormento vicino
a lei.

Mi sveglio a mezzogiorno. Il duo lesbo è sparito, Sarah è ancora


raggomitolata nel lenzuolo di seta; qualunque cosa stia sognando, ha
un sorriso meraviglioso.
La bacio leggero sulla fronte, poi scendo.
Gli ospiti sono collassati sulle scale e sui divani. Saluto con
qualche imbarazzo la rossa che sta vuotando una ciotola enorme di
caffè e le chiedo se ha visto i miei amici.
Pigramente, indica una grande vetrata sul retro; nel giardino
114
1999 Suoniamo al Made in Bo, e stavolta Tex non lo vedo. A fine
concerto sono dietro le quinte a scolarmi una Beck's, e una ragazzina
La corsa verso la distruzione prosegue senza sosta. con piercing nel sopracciglio mi si para davanti.
In aprile c'è la semifinale Uefa a Marsiglia. Zanna e Lore la Ciao, mi fa. Ciao, come sei entrata? Sono amica di uno della
guardano in tv con le rispettive ragazze, io e Sarah andiamo in Francia security.
con le nostre magliette di Signori. Magnifico, cos'hai, sedici anni? Guarda che Zanna è dall'altra
Abbiamo appena trovato un posto dietro la porta che una voce roca parte.
mi squassa un timpano: «Kabra, cazzone!» No, no, volevo proprio conoscere te, ti piace il mio tatuaggio? (si
Mi giro e vedo Tex, capelli corti e maglia di Klas Ingesson. E un alza la maglietta, ha il logo DESPERO sulla schiena) Ehi, non
colpo che non auguro a nessuno. approfittarne adesso (ride e mi piazza il culo proprio lì), non è che
«Tex, che piacere» sibilo. perché sei il mio chitarrista preferito puoi fare tutto quello che ti pare
Si siede accanto a noi, squadra Sarah. «Tu non eri la ragazza di (comincia a muovere il culo su e giù).
Zanna? Ehi, Kabra, lo sa il tuo cantante che gli hai fregato la Guarda, io non approfitterei, ma nel caso fammi abbassare i
ragazza?» pantaloni. (ride)
«Non è la mia ragazza» mi tocca ammettere. Ehi, ma cosa credi, che ci sto subito così, dammi le mani, senti
«Comunque non sono affari tuoi, mi pare» piazza il colpo Sarah. come sono soda, sono andata un anno in palestra sai?
«Già, ehi, Kabra, complimenti per Crepuscolo, bella cazzata di Ementre intrattengo questa cerebrolesa, vedo da una finestrella
canzone». Sarah e Tex. Parlano. Di che cazzo parleranno Sarah e Tex, penso, ma
«Cercavo di toccare le vette di Lingua a motore, Tex». poi la sedicenne mette il turbo e non ho il tempo di approfondire.
«Oh, avete visto il servizio d'ordine del Marsiglia? Sembrano gli
Hell's Angels, dieci a uno che scoppiano dei casini». Io e Sarah continuiamo a girare su un sentiero a spirale, le scene si
Tex di teppisti se ne intende. A fine partita c'è una guerriglia con i ripetono, la storia si ripete.
tifosi francesi, spalleggiati dal presunto servizio d'ordine. A giugno siamo in autostrada, di ritorno da Genova e dall'ennesimo
Uno stronzetto dalla testa rasata scavalca la recinzione. Ha la concerto di Springsteen riunito all'E-Street Band. Lei non ha più i
sciarpa biancazzurra sulla faccia, un lavandino alzato sopra la testa. capelli verdi, ma dei morbidi riccioli neri scolpiti dal gel.
Non faccio in tempo a dire a Sarah «Stammi dietro!» che Tex lo ha Parliamo di Zanna, che su pressione di Yoko ha finalmente preso la
già trasformato in una maschera di sangue. Lo rimanda indietro con le patente, poi lei inizia un discorso generico su come sia difficile
nocche spezzate, poi si gira con un largo sorriso: «Visto di peggio». trovare la persona giusta, di come sia facile buttarsi in relazioni
Se c'è un'occasione buona per avere Tex dalla mia parte è il sbagliate. Infine centra il discorso sul Magico.
dopopartita di Marsiglia-Bologna. Peccato che la cosa non finisca lì. È un fiume in piena. Lui beve troppo e fuma troppo. Lui non ha
proprio smesso del tutto con le droghe, e non l'ha mai picchiata, ma
Suoniamo a Scandellara, e Tex è fra il pubblico. Non fa danni, quand'è ubriaco diventa aggressivo e violento. E alla fine viene fuori:
beve la sua birra buono e calmo. «Sto pensando a un altro»
Suoniamo al Vox e Tex è appoggiato al bancone del bar. Un altro? «Uno che conosco da molto tempo». (si gira) «Non ti è
116 mai
117
capitato di vedere una persona in un certo modo per anni e poi, ta di ANTONIO, così bidimensionale e rassicurante, e tu la stai
improvvisamente, di guardarla da un'altra prospettiva?» rovinando. Scusa, scusa.
Sorpasso un camion, il cuore ha perso sei battiti. Il mio stereo «Devo dirti un'altra cosa». Prego.
interno fa partire Tougher than the rest da una cassa e When a man «Non credo di poter restare nel gruppo. Ci sarebbero troppe
loves a woman dall'altra. tensioni».
Capisco cosa vuoi dire, balbetto. Non dico niente. Accelero a tavoletta, in silenzio.
«Mi è successo qualche sera fa: ho solo aperto gli occhi. Mi ha Adesso basta. Basta sperare. 'fanculo l'amore romantico. Basta
sconvolta, sai?» Strategie a Lungo Termine. Basta. Basta.
Sì?
«Ho capito che non dovevo accontentarmi. Che meritavo di La porto a casa senza altri commenti.
meglio». Alle cinque del mattino corro in tangenziale con Yield a tutto
Certo, dico. Controllo se c'è una piazzola di sosta, se non sono volume, urlando con occhi da pazzo: «TROIA TROIA TROIAAA!!!»
troppo sudato.
«Così, vedi, quando Tex mi ha detto...» Le casse dello stereo Stavolta mi salvo solo grazie alla mia esperienza di tifoso. Un
saltano. Tex? Vuoi lasciare il Magico per Tex? tifoso sa assorbire mazzate da spezzare la schiena, sconfitte
«Abbiamo parlato per tutta la notte, al Made in Bo. È una persona indigeribili, finali sfumate a tre minuti dalla fine.
dolcissima e profonda». Un tifoso sa come direzionare il dolore, come alzare barriere. Un
Tex? Quello che mi ha pisciato sull’amplificatore? Quello che gira tifoso con quindici anni di stadio alle spalle è indistruttibile.
con la mazza da baseball nel fuoristrada? Quello che ha vomitato su
Lore? Lui è dolcissimo e profondo? Sublimo scrivendo venti canzoni in una settimana.
«Lo so che non siete proprio amici, Kabra, ma ti assicuro che Nomino cautamente Sarah al Magico, durante una prova informale
dietro la maschera che porta sul palco c'è una persona sensibile, molto senza bassista, lui alza le spalle e suona All along the watchtower,
sensibile». distorta e a tutto volume. Va avanti dieci minuti senza che ci sia modo
di fermarlo.
Sono di nuovo alle medie. La dolce Laura che ama le poesie di
Catullo mi confessa che solo con me riesce a comunicare, ma che sta Un mese dopo, Sarah mi telefona. Tex ha cacciato il bassista nano
morendo dietro a un ripetente esperto di motorini truccati: potrei fare e ha preso lei al suo posto.
da intermediario, per favore, per favore? Stupendo.

«Non sai i problemi che ha avuto da piccolo, Kabra, il padre che lo Se cominci a perdere i pezzi non la finisci più.
ha abbandonato, sballottato da una casa all'altra, la madre malata. Stiamo provando in un capannone in zona Roveri, e nell'attesa di
Guarda, Kabra, ti assicuro che Antonio...» sostituire Sarah Zanna è temporaneamente al basso. Questo sminuisce
Chi cazzo è Antonio? molto la sua statura artistica; smadonna tutto il tempo come se non
«Be', Tex non è un nome di battesimo, sai?» avesse mai visto quel bizzarro strumento a quattro corde.
No, non lo so. Il Magico non si chiama “il Magico"? Non riesce a concentrarsi sulla voce, non si ricorda le canzoni
«Che cavolo dici, Kabra, sei impazzito?» vecchie, fatica a imparare quelle nuove. Dieci minuti e abbiamo le
Scusa, scusa, scusa. È che avevo un'immagine così bella e puli palle fino a terra.
118 119
. do. Poi Zanna raccoglie lo strumento: «Be', quell'altro dov'è andato?
Attacca una filippica contro Sarah, «perché il membro di un gruppo Vogliamo finirle queste prove?»
non può andarsene ogni volta che gli tira il culo, cazzo, e non siamo
più al liceo, e dovremmo avere tutti degli obblighi un po' più precisi, Il Magico torna fatto come un copertone, ci mette un quarto d'ora
Dio Cristo», io guardo lo spazio vuoto e sento che lei mi manca ad accordare la chitarra. Riprendiamo, ma Lore si è innervosito: non
moltissimo. fa che picchiare sulla batteria con gli occhi fissi su Zanna, senza
Per portare una ventata d'allegria, Yoko assiste a tutte le prove. Sta nessuna grazia, e la vaccata è dietro l'angolo.
seduta in silenzio, scuote la testa facendo smorfie. Stiamo suonando Rotante, e dopo il secondo ritornello c'è un break
C'è un pezzo nuovo che si chiama Annihilus che prevede un doppio tranquillo in cui la batteria tace per rientrare nel finale. Lore, anziché
colpo di batteria in controtempo. A Lore è venuta bene la prima volta, fermarsi, continua il suo tum-tum.
forse per sbaglio, poi basta. «Ma allora, cazzo!» urla Zanna, mollando di nuovo il basso. «Ma
Arriviamo al doppio colpo in controtempo. Lore cappella la vogliamo finire? Ma cazzo, ma stiamo concentrati o cosa?»
completamente. «Scusa, scusa» mormora Lore, livido in faccia. Lo guardo ed è
Ora, come ho sempre detto, io sono una merda di chitarrista. Suono come se gli leggessi nel pensiero
la mia Strato come Sid Vicious suonava il basso, e in dieci anni ho
sbagliato un miliardo d'entrate, di stacchi, di giochi di pedale. Metà La sera dopo io e Lore siamo all'Amadeus, davanti a una birra
delle volte ce ne siamo accorti solo noi sul palco, e Zanna o Lore belga.
ghignavano a denti scoperti cantilenando «Kabra è una merda, Kabra Sei sicuro? dico io. Sicurissimo. Guarda che se la scelta è fra te e
è una merda». Zanna, possiamo parlarne.
Ma questo accadeva con il vecchio Zanna. No, guarda, Kabra, è che sono stanco, proprio stanco. Mi sono
Quando Lore sbaglia il doppio colpo, lui smette di suonare e getta divertito per dieci anni, ma adesso ho altri pensieri, altre priorità.
per terra il basso. Kara ti ha chiesto di sposarla? Per ora andiamo a convivere.
«Eh no, cazzo» urla, mentre il feedback ci fora le orecchie. «Ma Sospiro. Brindiamo, e non ci sono altre parole da aggiungere. Se
non si può andare avanti così, Dio Cristo, e non si può! Non siamo più cominci a perdere i pezzi non la finisci più.
al liceo, che cazzo, proprio adesso che possiamo fare il salto di qualità
continuiamo a fare i dilettanti, cazzo!» Yoko annuisce convinta. Faccio dei provini a qualche bassista nel nostro capannone.
Lore resta fermo con le bacchette in mano. Guarda Zanna e poi Arriva un diciottenne con capelli fino alla cintura, mi dice di aver
sibila: «Zanna, scusa, ti tira leggermente il culo?» suonato in tre gruppi speed metal, in una cover band dei Red Hot Chili
Il Magico appoggia la chitarra ed esce. Io cerco di calmare gli Peppers e in una dei Soundgarden.
animi. «Ragazzi, non vedo il problema. Lore, lascia stare il doppio «Sei sicuro di avere solo diciotto anni?» scherzo, ma lui neanche
colpo». mi risponde, tira fuori dalla custodia un ferro da paura e spara una
«Eh certo, cazzo» esplode Zanna, «allora torniamo al liceo, Smells like teen spirit per basso che fa esplodere il capannone.
facciamo un giro di do in quattro quarti, non rischiamo niente, non M'immagino curvo sulla Stratocaster, arrancante dietro questo
evolviamoci mai, cazzo». liceale dalle dita a martello pneumatico.
Lo fisso negli occhi, e mi sembra di vedere Yoko. Parlo a «Ti farò sapere» concludo. Crepa, penso.
bassissima voce. 121
«Zanna, perché non te la prendi con me, eh?» Per un tempo
interminabile nessuno dei due abbassa lo sguar
120
«Perché ti chiamano Pedro?» «Ma tu capisci qualcosa di musica?» grido senza balbettare. «Sai
«Boh». cos'è una progressione armonica? Un inciso, lo sai cos'è un inciso? Se
«Bella la maglietta di Samantha Fox. Dove l'hai presa?» ti dico che i Despero si ispirano agli Who e a Neil Young sai di cosa
«Una decina d'anni fa, a un concerto». cazzo sto parlando?»
«Tu hai visto un concerto di Samantha Fox?» E lui, senza scomporsi: «Lavoravo in un business diverso, prima.
«In prima fila». Di musica conosco quel che devo conoscere».
«Sei già il mio idolo, Pedro. Fammi sentire quello che vuoi». Gli urlo - balbettando - che è un incompetente cocainomane
E lui tira fuori un basso tappezzato di adesivi, lo accorda con fatica modaiolo e di ficcarsi in culo le sue menate promozionali. Questo non
e poi suona tutta Lingua a motore dall'inizio alla fine. migliora i nostri rapporti con la casa discografica.
Solo quando finisce nota la mia espressione. it «Ho sbagliato Fra la mia intransigenza, i vocalizzi di Zanna e lo stuolo di
qualcosa?» domanda, candido. «È uno scherzo, vero? Ti ha mandato produttori che la WCA Records ci impone per renderci radiofonici, il
Tex?» «Chi è Tex?» «Non mi prendi in giro?» «Non so di cosa stai nuovo disco è una pappetta insapore. Giustamente non vende niente, e
parlando». «Okay. Sei dei nostri». «Ho un amico che suona la per la WCA torniamo a essere morti.
batteria. Posso portarlo?» «Certo». Nel tour che segue dobbiamo quasi attaccarci i manifesti da soli; le
ragazzine urlano sotto qualche altro palco, i vecchi fans traditi non
Un amico che suona la batteria, che bello, come ai tempi del liceo. ritornano.
Teschio non conosce i nostri pezzi, niente degli Stones, niente Siamo pronti per sparire.
Springsteen, Pearl Jam non se ne parla, Nevermind ce l'ha ma non sa 123
suonarlo. Però balbetta.
Gli faccio il provino su Knockin' on heaven's door e poi lo
ingaggio.

Ho scelto due musicisti di merda per non sentirmi più isolato nel
mio gruppo. Lo so che è autolesionismo, ma cosa volete farci?

Per fortuna o per sfortuna, l'MTV Generation ha una soglia


d'attenzione di cinque minuti. Un battito di ciglia e Crepuscolo è
acqua passata, modernariato, come per me Wonderful life di Black,
per dirne una.
L'idiota con la coda di cavallo mi dice che sto gettando tutto il mio
credito, che il singolo Nuovo sole non è radiofonico, e a questa parola
non ci sento più.
122
I quattro rappers sedicenni, Mission Impossible. Agosto
I salumieri cotti dal sole, Mission Impossible.
I due trentenni con maglietta di Springsteen, Alta fedeltà. «Ce lo rimborsano questo viaggio, vero?» brontola Pedro ancor
Le due signore fresche di parrucchiere Tom Cruise, sicuro. prima del check-in. «Non è la solita presa per il culo?»
E questa coppia orrenda, lui che entra protestando ad alta voce: L'Irlanda è alle porte, i Despero sono in ordine sparso al terminal B
«Aria condizionata, se mi fanno ammalare pianto un casino» (se non dell'aeroporto Marconi. Ho paura di volare, e allora butto giù due
ci fosse stata avrebbe detto “Non c'è l'aria condizionata, ma cosa whisky al bar.
siamo, nel terzo mondo?”), pompatissimo, maglietta aderente che gli «Di mattina, ma che schifo» commenta Pedro, e ha ragione, perché
fascia i muscoli, rasato a zero, nero di lampada, lei ventre piatto al contatto con il whisky la colazione lotta per risalire e si coagula in
meches bionde piercing nel naso top rosa, si sono conosciuti in una pallina di piombo alla bocca dello stomaco.
palestra, sicuro, avranno venticinque anni, hanno eletto l'attuale Lo Sceriffo compila il cartellino sui bagagli del Magico, Zanna e
sindaco perché bruciasse gli extracomunitari e abolisse le tasse, e non Yoko litigano con qualcuno via cellulare, io, la mia sezione ritmica e
sono razzisti, guarda, però i terroni e i negri stan bene a casa loro, e ah la pallina di piombo cazzeggiamo vicino al bar. Pedro è già
ah ah, un terremoto sotto Roma guarda, e libri? ah ah ah, ne avremo impiastricciato di cioccolato fino al mento, Teschio ha i dreadlocks
letto uno in due, ah, no, come si chiamava quello che ti piaceva tanto, calati sugli occhiali neri da mosca e sfoglia un fumetto pornohorror
Ciccia?, Ramses, ecco, quello, e dischi? sì, le compilation del che probabilmente si autoproduce, visto che non l'ho mai sentito
Festivalbar, Ricky Martin, tutte le cose sudamericane che la Ciccia ha nominare.
fatto il corso di salsa e merengue, anche quella canzone vecchia che ti «Con gli Zeronero» borbotta Pedro buttando l'incarto della sua
piaceva tanto, come si chiamava, Ciccia? ah, Crepuscolo, di quel barretta. «Tu, Kabra, devi essere impazzito. Non fai che dire quanto ti
gruppo là, quello del video, adesso porto fuori il nostro pitbull Adolf stanno sul cazzo, quanto è arrogante e sessista il loro cantante, e alla
fine te li porti dietro, ma dai».
Oddio, sto diventando pazzo. |«S-sì, K-Kabra, questa c-ce la d-devi spiegare» ribadisce Teschio
senza alzare gli occhi dal fumetto.
Mi basterebbe Sarah. Mi basterebbe sapere che non sta più con «Ci suona una mia amica. Mi piace il loro ultimo album. Punto».
Tex. Pedro mi guarda incredulo. «La tua amica è la bassista, giusto?
Lei mi manca tanto. Quella che c'era prima di me».
126 «Già».
«C-carina» commenta Teschio, ancora immerso nel suo
pornohorror.
Pedro sbuffa. «Oddio, carina, non esageriamo. L'ho vista in un
video, dai, ha il culo basso e due spalle da muratore, carina, non
esageriamo».
Ti ci strozzo con la tua barretta di cioccolato, imbecille.
Taccio e fingo di pulire i miei occhiali da sole. Poi arriva il
127
Magico, che si appoggia con un sorrisone strano al bancone del Era l'anno dei mondiali, Italia-Uruguay vista al Tully's Pub di
bar. Kenmore, aggrappati al bancone a bere una rossa dopo l'altra, un cane
«Paura di volare, Kabra?» biascica. che abbaiava a ogni azione e gli irlandesi che ripetevano «Baggio,
«Un po'». Baggio». Italia-Eire vista a Donegal, zitti e timorosi in un angolino.
Mi artiglia la spalla, serissimo. «Ricorda, Kabra. Chi conosce la Se non fossimo tornati in Italia prima del gol d'orecchio di quel
paura, brucia al tocco dell'Uomo Cosa». Mi lascia la spalla e ordina topo fradicio di Caniggia avremmo vinto i mondiali, probabilmente.
un Four Roses al barista. Stavolta di Dublino vedo l'aeroporto e il Car Rental. Salto in
Oh, perfetto, cominciamo bene. macchina, tengo la sinistra e trascino Pedro, Teschio e la mia pallina
di piombo attraverso foreste, fiumi e chiese medievali, fino alle porte
Riuniti per due ore dentro un aereo, ancor prima delle Alpi l'aria è di Kilkenny.
irrespirabile.
Zanna e Yoko leggono recensioni e promettono querele contro Depresso e inacidito come sono, di Kilkenny noto più il fiume di
«certi giornalisti da fanzine», il Magico osserva incantato le nuvole, macchine che le casette di marzapane dai colori sgargianti.
Teschio non si stacca dal suo fumetto, Pedro stressa le hostess perché Non siamo viziate rockstar, e soprattutto non abbiamo una lira;
il caffè è una brodaglia, io lotto con la pallina di piombo. Ho sempre troviamo un Bed & Breakfast incastonato fra un cimitero celtico e un
avuto uno stomaco di ferro e adesso rischio di vomitare a ogni distributore, a nord del fiume, e decidiamo che andrà benissimo per
strappata del pilota, che cavolo mi è preso? passarci la notte.
Sopra Londra mi addormento per due o tre minuti, e mi risveglio di (Sia il cimitero sia il distributore sembrano essere luogo di ritrovo
scatto dopo un incubo orrendo. per i giovani della zona, devo aggiungere.)
Teschio e Pedro sprofondano subito nel cuscino. Io scrivo a Sarah
Dopo aver respirato la stessa aria per due ore e quaranta, i Despero tre pagine su come sia strano ritrovarsi così lontani da casa insieme a
si sciolgono già all'aeroporto di Dublino. Lo Sceriffo noleggia un tutti i suoi amori, Zanna, Tex e il Magico, con me a fare da spettatore,
furgone e sparisce con il Magico, io, Pedro e Teschio prendiamo una amico e confidente, certo, ma sempre spettatore, e di come non essere
macchina, Zanna e Yoko un'altra. Ci si vedrà al prossimo soundcheck. mai preso in considerazione in dodici anni sia mille volte peggio di un
Prima tappa, Kilkenny. Due giorni dopo, Limerick. Altri tre giorni, rifiuto, perché un rifiuto si può accettare, ma l'indifferenza, quella
Galway. ferisce molto più a fondo.
Speriamo di arrivarci senza spargimenti di sangue, a Galway. Nell'ultima pagina scrivo il testo di A rainy night in Soho dei
Pogues, Tu sei la misura dei miei sogni, poi ripiego i tre fogli e li
Io in Irlanda c'ero stato nel '90 con Lore e Zanna. Io dell'Irlanda ripongo nella custodia di Terminus Est, sotto le corde di ricambio. Mi
avevo un ricordo stupendo. addormento con la pallina di piombo che rotola lenta fra i miei
Certe serate alcoliche al Brazen Head di Dublino fra mura vecchie intestini.
ottocento anni, pavimenti sghembi e soffitti bassi, a cantare le canzoni
dei Pogues e dei Waterboys per poi pisciare la Guinness nelle acque Nel pomeriggio usciamo a piedi dal nostro B&B fra il distributore
nere del fiume Liffey. e il cimitero, attraversiamo il ponte sul fiume e andiamo a fare il
Zanna arrivava sempre più lontano di tutti. soundcheck. Un sacco di cartelli lungo la strada urlano «Burning
128 Party! Live in Kilkenny!>>
129
«E questo il posto?» sbadiglia Pedro. Non ha ancora smaltito il «Dai, Kabra, è tutta scena. Non andrei in giro così per via
cambio di fuso, un'ora di differenza. Indipendenza».
«Pump House. Proprio questo». «Non è il tipico nome da pub «Scherzi? Non discutevo certo il buon gusto di Antonio».
irlandese». «Però è di fronte alla fabbrica della Smithwicks». «Non ci torna nel tuo gruppo, Kabra» ghigna Tex, già sul palco.
«Bravo Kabra, hai mangiato una guida del turismo? Per quale cacchio «Ridammi la bassista, grazie».
di motivo la birra Kilkenny a Kilkenny si chiama Smithwicks?» «Il tuo signore e padrone ti chiama». Non so se si coglie l'ironia.
«Ma che cavolo ne so, Pedro, pensa al soundcheck, va'». «Ci vediamo al concerto, Kabra» si congeda Sarah con un bacetto
Entriamo al Pump House con Pedro che ancora brontola. «Oh, ben sulla guancia.
svegliati» fa Zanna, già sul palco a sistemare il suo microfono. Teschio e Pedro se ne vanno in fondo al locale a giocare a biliardo, io
Imbraccio la chitarra senza dire niente. Facciamo le prove in silenzio, resto a seguire le prove degli Zeronero.
con lo Sceriffo che aggiusta suoni e livelli e la ragazza dietro il Tex ha tagliato i capelli e dismesso i pantaloni di pelle stretti. Non
bancone che ci guarda incuriosita. sputa mai una volta per terra, non prende a calci gli amplificatori, e a
Il Pump House è un pub stretto e profondo, il palco vicino all'entrata, un certo punto dà un bacio a Sarah con la scusa di sistemarle la
dei gradini che portano al bar e al biliardo, le freccette accanto alle cinghia del basso.
scale per il piano superiore. Gli Zeronero entrano che abbiamo appena Ok, alle soglie dei trent'anni Tex e la sua gang sono diventati degli
finito. esseri umani, ma nel mio cuore lui resterà sempre quello che ha
«Ciao, bocchinara» mi saluta Tex. È la sua massima concessione alla vomitato su Lore. E non è perché si scopa Sarah, figurarsi.
cordialità.
Il chitarrista ex sosia di Slash ora sembra un impiegato della Zanna e Yoko spariscono subito dopo le prove. Io, Teschio e Pedro ci
Microsoft, occhialini tondi e pizzetto curatissimo. Insieme al nuovo fermiamo al Pump House a mangiare un irish stew e lanciare occhiate
batterista entra una bagascia da viali. di fuoco alla ragazza dietro il bancone. Per una volta ci fanno
«Sarah?» bisbiglio. «Ciao, Kabra». compagnia il Magico e lo Sceriffo.
La squadro allibito da capo a piedi. Pedro fa un commento «Mi è venuta fame» dice il Magico, le prime parole sensate che
volgarissimo a bassa voce, Teschio sghignazza, Yoko confabula con pronuncia da settimane.
Zanna. Magico, ti prego, resta pulito per qualche giorno. Solo per qualche
Microgonna e stivali di plastica rossa. Calze a rete nere. Top di cotone giorno, solo il tempo di questi tre concerti, ti prego.
cortissimo e quasi trasparente, sotto un chiodo sdrucito. Rossetto E lui sembra avermi ascoltato. Durante il giro di Smithwicks non tiene
intonato alle calze nere. Capelli rosa shocking. lo sguardo fisso nel vuoto, non parla dell'Uomo Cosa e mi propone
Per usare un'antica espressione gaelica, una troia da sbarco. «Oh addirittura di suonare Randagio in sol aperto.
Gesù, Sarah, come ti sei conciata?» Lei ride, allegra. «Ti sembro un Poi, dal piano superiore, scendono cinque quarantenni con birra,
po'vistosa?» «Mah, tu che dici?» «È stata un'idea di Tex. Dice che sul freccette, giacche e cappelli da cover band degli Eagles.
palco fa molto colpo». «Anche a Bologna, dalle parti della Fiera». Quando i Burning Party vedono il Magico e lo Sceriffo, sorridono con
130 calore eccessivo e pacche sulle spalle. Lo Sceriffo ricambia senza
molta cordialità, il Magico con un sorriso perso da bambino.
«Sai cosa sembrano, Pedro?» bisbiglio, anche se non penso
131
conoscano l'italiano. «Uno di quegli stronzissimi gruppi fintorock Il Magico arriva quando già stiamo organizzando spedizioni di
da taverna dell'Arizona». ricerca.
«Di quelli che suonano Kiss e Bon Jovi» fa eco lui. «C-con il c- «Con calma, eh, Magico» gli dice Zanna, ma lui non risponde. Ha
chitarrista c-che ha i c-capelli f-fino al c-culo». il solito cappellaccio sugli occhi e gli occhiali scuri, e mentre entriamo
«Che aspetta l'assolo per fare l'occhiolino alle ragazze in prima in scena gli ricordo: «Magico, allora facciamo Randagio in sol
fila». aperto?»
«...facendo saettare la lingua» chiude in gloria Pedro. Lui aspetta una vita prima di rispondere, poi mi dice: «Ho visto
Ignari dei nostri apprezzamenti, i decrepiti Burning Party l'Uomo Cosa dietro la Black Abbey, Kabra. Chi conosce la paura,
conversano in un inglese ultraveloce con il Magico. Lui alla fine brucia al tocco dell'Uomo Cosa».
borbotta qualcosa, si alza e va via con gli ex compagni. Oh, merda.
«Be'? Dove va?» chiedo allo Sceriffo, che segue con lo sguardo il
suo protetto. Il concerto non è un disastro, ed è già qualcosa. Il pubblico aspetta
«I Burning Party vogliono festeggiare i vecchi tempi» risponde, e i Burning Party ma ci accoglie bene; Brucia elettrica strappa un
non mi sfugge il tono di preoccupazione nella voce. applauso, Crepuscolo con mia immensa gioia provoca sbadigli, non
«Non si erano lasciati malissimo?». siamo in Italia che tutti l'hanno nelle orecchie, cazzo. Dedico Rotante
«È stato cinque anni fa». Lo Sceriffo finisce la sua birra in un alla barista che mi manda un bacio, e intanto sorveglio il Magico. Lui
sorso, si ripulisce la schiuma dai baffi a manubrio. «Non possono non suona né bene né male, suona e basta. Sul penultimo pezzo,
portargli ancora rancore, immagino». Comincia a tamburellare sul Karen, mi si avvicina quasi decapitando Zanna con il manico della
tavolo, e sembra che non voglia finirla più. chitarra.
«Hai parlato con l'Uomo Cosa, Kabra?»
Quando cala la sera il pub è pieno e gli Zeronero spaccano il «No, Magico».
mondo; piacerebbero anche a me, se non fossero gli Zeronero. Il look «Lui vuole parlarti, Kabra».
di Sarah scalda i ragazzi irlandesi, curvi per sbirciare sotto la «Magico, siamo quasi al finale, dai».
microgonna; lei picchia sulle corde con i capelli davanti alla faccia, di Il finale di Karen è un assolo psichedelico di cinque minuti, con il
urla e fischi se ne frega. Magico che si trasforma in Jerry Garcia e fa volare la sua Gibson fra
A mezz'ora dal nostro concerto, il Magico non è ancora tornato. le stelle scure.
Meglio distrarsi. Mi siedo al bancone e sfodero il mio inglese da O meglio, lo farebbe se ricordasse di essere a un concerto.
liceo con la barista. Zanna finisce la sua parte cantata, io introduco il finale
«Ciao». «Ciao». «Fra poco devo suonare, sai?» «Non vedo l'ora di psichedelico con i miei accordi, mi minore, la, mi minore, sol, e
ascoltarti». «Dopo ti dedico una canzone». aspetto che parta l'assolo.
«Hai del rossetto nero sulla guancia». Mi ripulisce personalmente. L'assolo non parte. Il Magico sta guardando per terra, del tutto
Lo prendo come un buon segno. assente.
Scherziamo sul mio orologio rosa, strappo un appuntamento per la Rapido scambio d'occhiate. Zanna gli urla qualcosa, io rifaccio mi
tarda serata. minore, la, mi minore, sol, e per fortuna il pubblico non conosce la
132 canzone e non sa che a questo punto dovrebbe succedere qualcosa.
Niente, il Magico non c'è, è con l'Uomo Cosa.
Mi giro verso Teschio e Pedro, continuando il mio giro di ac-
133
cordi. «Chiudiamola qua!» urlo. «Finisco la sequenza, e poi Bridie mi porta al castello di Kilkenny, immerso nelle tenebre:
chiudiamo!>> vuole assolutamente farlo fra le lapidi sotto il castello, e non sarebbe
Finisco la sequenza, Teschio inizia la rullata conclusiva, e in quel male se non fosse per i corvi. Volano stridendo accanto alle torri
momento il Magico saluta l’Uomo Cosa e comincia il suo assolo. stagliate contro le stelle, scendono in picchiata nell'aria fresca della
«Merda! Merda!» urla Pedro, mentre cerchiamo in tutta fretta di notte irlandese.
riprendere il filo. Girate il mondo e imparerete qualcosa, mi mancava di farlo fra le
Il Magico imperversa per un quarto d'ora con il suo assolo sempre lapidi sotto un castello con i corvi che scendono in picchiata.
uguale, noi continuiamo disperati a grattugiare i nostri accordi. Torno al Bed & Breakfast a piedi, e la tensione ha peggiorato il
Qualcuno comincia a fischiare. mal di stomaco. I ragazzi locali danno la caccia ai topi dentro il
Inutilizzato da quindici minuti, Zanna allarga le braccia. cimitero celtico, le loro urla divertite arrivano fino alla strada.
«Qualcuno vuole abbatterlo o staccargli la spina?» Mi metto a letto con il walkman ad ascoltare il bootleg di Bruce al
Cinque facce sghignazzanti spuntano accanto al bancone: sono i Forum di Assago, 19 aprile '99.
Burning Party, con le loro birrette in mano. Guardano il Magico,
ridono e si danno di gomito. Amo ancora pensare di essere un'incognita, ma temo di non essere
La mia chitarra diventa pesantissima. più nulla, solo due mani che tengono su una chitarra.
Spengo la luce e cerco d'immaginarmi nel bel mezzo del Forum, di
Al ventesimo minuto di assolo ci staccano la corrente. Dopo il non pensare che siamo finiti a duemila chilometri da casa solo per
cambio palco i Burning Party scaldano la folla con il loro attuale trovarci in una trappola.
boogie-rock alla Status Quo, e io corro fuori dal Pump House a
cercare lo Sceriffo. Sta riponendo gli strumenti nel furgone. E Limerick, semplicemente, è la fine di tutto.
«Sceriffo, dimmi una cosa. Sinceramente». «Dimmi, Kabra». Entriamo in città fra secchi di pioggia fredda che si schiantano sul
«Perché i Burning Party ci hanno scelti come gruppo spalla?» parabrezza, attraversiamo le strade a scacchiera pattinando sull'asfalto
Non mi guarda. Risponde continuando il suo lavoro. «Per il bagnato, e ogni angolo sembra buio, grigio e triste.
Magico. Lo sai». Il giorno del concerto – all'aperto, mio Dio - la temperatura è scesa
«È una trappola, Sceriffo? Stanno cercando di distruggerlo davanti a tredici gradi, c'è un tempo da lupi, la gente corre all'asciutto e se ne
a tutti? Dimmi che non è così, Sceriffo, dimmi che non è una vendetta, frega di due sconosciute band italiane. La sera non arriva mai, le fitte
ti prego». allo stomaco se possibile sono peggiorate.
Lo Sceriffo abbassa gli occhi da cagnolone triste. «Non mi ascolta Io, Teschio e Pedro siamo al Nancy Blacke's Pub davanti ad una
più, Kabra. Non riesco più a tenerlo. Mi dispiace, giuro che mi Stout e una zuppa di pollo.
dispiace». Del Magico non c'è traccia. Tutti e tre sappiamo dov'è e con chi è.
Ecco. Adesso siamo proprio nella melma fino al collo. Gli Zeronero stanno mangiando al tavolo di fronte. Prima fanno un
po' gli asini, ma poi ci lasciano stare perché capiscono che non è aria.
Mentre aspetto Bridie, la ragazza del pub, scorgo Zanna e Yoko a Sarah è ancora vestita da viali. Tex le accarezza la mano, le parla
colloquio con Pedro e Teschio. nell'orecchio.
Che cacchio si staranno dicendo? Zanna avrà rivolto la parola a 135
Pedro e Teschio tre volte da quando sono nel gruppo.
134
Anche lei sembra aver captato la tensione che c'è nell'aria: risponde Lui riparte con il riff di Brucia. Il pubblico s’incazza.
a stento a Tex, beve la sua Guinness in piccoli sorsi nervosi. I nostri E a questo punto lo Sceriffo esce e fa l'unica cosa possibile: gli
sguardi si incrociano per una frazione di secondo, da una parte all'altra stacca la spina.
del pub.
Fuori, un tuono squarcia il mondo. Ingloriosamente, in qualche modo, arriviamo alla fine.
Lo spettacolo è penoso; il Magico continua a suonare Brucia con la
E gli Zeronero suonano davanti a non più di duecento persone chitarra spenta davanti a quattrocento occhi esterrefatti, noi cerchiamo
fradice, in mezzo a un prato sulle rive del fiume Shannon, ma fanno di salvarci con il mestiere e di tappare tutti i buchi, una cosa ridicola.
un gran concerto, veramente. Scendiamo dal palco senza applausi né fischi, solo silenzio
Stiamo per rimettere in moto la spedizione di ricerca per il Magico, imbarazzato. Avrei preferito i fischi, giuro.
quando una limousine nera si ferma dietro il backstage. Sono i
Burning Party con il nostro chitarrista. Il Magico si allontana subito ed è meglio per lui. Smontiamo tutto
«Bastardi» sibilo fra i denti. «Bastardi, p-ezzi di m-erda» e qua mi senza dirci una parola, senza nemmeno guardarci, sull'orlo
calmo subito, perché ci manca solo che mi metta a balbettare. dell'esplosione.
Il Magico sta appena in piedi. Lo Sceriffo gli schiaffa in mano la Quando il furgone è carico e i Burning Party hanno cominciato il
Gibson e lui la guarda con uno strano sorriso. loro concerto, iniziamo a sbranarci nel retropalco.
I tecnici scoprono luci e spie protette dai teli impermeabili. La «Bravo, Kabra, cazzo!» mi urla in faccia Zanna. «Sei andato fino a
pioggia fredda e sottile cade trasversalmente, l'umidità allenta le corde Praga a prendere quel catorcio, il grande chitarrista! Bravo, Kabra,
delle chitarre. Io rimedio prima di iniziare Brucia, il Magico no. bravo!»
Suona il riff con una Gibson scordata all'inverosimile. «Potevi almeno assicurarti che si fosse ripulito, no?» grida Yoko.
Gli urlo qualcosa fra i tuoni, lui va avanti come niente fosse. «Ma tu no, hai fatto il colpo di mercato, complimenti!»
Finalmente lo Sceriffo corre fuori dal backstage, scivola sul legno Neanche la cago, parlo solo con Zanna.
bagnato, arriva alle spalle del Magico e accorda la chitarra al volo. «E stato cinque anni fa, Zanna. Te ne sei accorto adesso che c'è il
Brucia si conclude sotto una cappa di tensione da un quintale. Magico?»
Quelle merde dei Burning Party sono nel backstage a godersi il Teschio e Pedro stanno in silenzio. Pensavo prendessero le mie
disfacimento del loro ex chitarrista. Non volevano altro, quei vecchi difese, ma so cavarmela da solo. Cerco di stare calmo. «C'è un'unica
scorreggioni bolsi e finiti. cosa da fare, Zanna. Abbiamo solo un concerto, solo un altro
Comincio l'arpeggio di Crepuscolo. Alla fine dell'arpeggio la concerto. Ne abbiamo fatti duemila in dodici anni, no? Suoniamo
chitarra del Magico dovrebbe entrare dolcemente, lui schiaccia il senza il Magico, mi dispiace, Sceriffo. Riarrangiamo tutto, dai, cosa ci
pedale della distorsione e riprende il riff violento di Brucia. vuole? Oppure ripeschiamo tutte le canzoni vecchie. E un solo
Ci giriamo in quattro verso di lui. concerto, Zanna!»
«Magico, è Crepuscolo!» urla Zanna «È Crepuscolo, cazzo!». Zanna sbuffa. «Che cazzo dici, Kabra? Dovrei imparare delle cose
Il Magico fa cenno di aver capito; chiede scusa, ma è nel Crocevia che non facciamo da una vita, solo perché quello non tiene più in
delle Realtà con l'Uomo Cosa. mano una chitarra? Quel drogato pezzo di merda deve rovinarmi la
Con i nervi a fior di pelle e il pubblico bagnato che rumoreggia, carriera e io...»
ripeto il mio arpeggio e aspetto con terrore l'entrata del Magico. Lo Sceriffo gli artiglia una spalla. «Stai attento a come parli,
136 Zanna. Stai attento a come parli».
137
Yoko abbassa lo sguardo, ma Zanna non si fa intimidire. «È una sdraiato sull'erba, cantilena «Happy birthday, Uomo Cosa, Happy
minaccia?» birthday».
«Nessuna minaccia». Lo Sceriffo gli lascia la spalla. «Però hoi
miei canali, so tutto. Perché non lo dici agli altri? Anzi, perché non lo Più tardi lo Sceriffo sale nella mia stanza. Sono raggomitolato sotto
dici a Kabra?» le coperte come un bambino. | «Kabra?» «Vorrei avere una crisi di
Sgrano gli occhi. «Cosa c'è che non so?» Mi rivolgo a Zanna, nervi in santa pace, Sceriffo».
mentre i Burning Party incitano al pogo sull'erba fradicia. «Zanna, «Le tue chitarre erano assicurate, sai, come tutti gli strumenti. Il
cosa c'è che non so?» furgone era a nolo, e non credo che...»
«Diglielo» gracida Yoko. «Non cambia niente». «Ho firmato un «Terminus Est si è salvata. Se vuoi darla al Magico, forse l'Uomo
contratto. Da solista». Cosa gradirà un altro piccolo presente».
«Per cinque dischi» aggiunge lo Sceriffo. «Mi sono arrivate giuste Restiamo in silenzio per un po'.
le voci, Zanna?» Sorride. «Lo porto via, Kabra. Ha bisogno di cure, adesso. Lo
«Giustissime». riporto a casa».
Cerco di sorridere anch'io. «Vai pure, Sceriffo. Sei sempre stato un
La pioggia continua a cadere. Sto fissando Zanna, il mio amico. collante strepitoso, davvero, ma qui non c'è proprio più niente da
«Allora ci lasci» sibilo, lentamente. «Vado a incidere a Londra, incollare. Siamo morti».
appena finita la tournée». Abbassa la voce. «Zanna e Yoko partono domani. Stanno parlando
«Parole e musica di Zanna, immagino» guardo Yoko. «C'è anche il con Teschio e Pedro».
sitar nel disco?» «Sarah?»
«Ah, ah, Kabra, sei sempre divertente». «Ha saputo cos'è successo. Vuole vederti».
«Fai una cosa, Zanna. Vacci subito a Londra. Lascia perdere «Non adesso. Non ce la posso fare, Sceriffo»,
Galway». «Vuoi ridere? Gli organizzatori non si sono accorti di niente. Erano
«Che cavolo dici, Kabra?» troppo impegnati a curare i rapporti dei Burning Party con la stampa».
«Non voglio vederti sul palco. Sicuramente non voglio più vedere «Oh. Ci aspettano al gran completo a Galway, allora».
lei, perché è lei che ti ha convinto che eri limitato nei Despero, a «Vuoi che ci pensi io?»
cantare le canzoni di quell'imbecille di K-Kabra, no?» mi fermo, Mi alzo dal letto. «Tu hai già fatto abbastanza. Pensa a rimettere in
prima di trascendere. sesto il Magico, se ci riesci».
Zanna sta per rispondere, quando Pedro lancia un urlo. Ci stringiamo la mano senza aggiungere altro, poi lui esce dalla
«Magico, NO!» mia vita.
Ci giriamo. Il Magico è salito sul furgone carico e sta puntando
verso il fiume Shannon a tutta velocità. Il giorno dopo c'è un sole stupendo.
Corriamo sull'erba bagnata urlando. I Burning Party suonano a un Alle dieci lascio la camera. Alle dieci e cinque entro nel Tom
volume assordante, ma sento chiaramente il Magico che canta Happy Collins Pub per la prima birra della giornata.
birthday. Ho la sacca da viaggio sotto i piedi, Terminus Est nella custodia di
L'ex grande chitarrista si butta fuori dall'abitacolo a dieci metri fianco, il libro delle canzoni sopra Terminus Est. I tavoli e il bancone
dalla scarpata. Il furgone ondeggia sul ciglio, poi cade nello Shannon di legno sono anneriti dal tempo e dal fumo.
River. Lo schianto è coperto dal muro di suono dei Burning Party. 139
Restiamo paralizzati a guardare il fiume mentre il Magico,
138
Cerco di ubriacarmi, riesco solo a pisciare ogni mezz'ora. «Non ho molta scelta, non credo di trovare una band in tre giorni.
Teschio e Pedro entrano a testa bassa. Farò il turista».
«Volevamo parlarti, Kabra» dice Pedro. Lei si sporge in avanti: «Ho parlato con Tex». «Splendido».
«Sedetevi». Restano in piedi. «Ascoltami, scemo; lui ti stima e ti rispetta, che tu ci creda o no.
«Zanna ci ha chiesto di seguirlo a Londra. Noi non abbiamo detto Potremmo farti noi da band di supporto; io i pezzi li conosco tutti, Tex
di sì. Volevamo prima consultarci con te». impara in fretta, gli altri ci verrebbero dietro».
Sorrido. «Grazie, ragazzi. Andate pure a Londra, è Zanna il cavallo La guardo, poi scoppio a ridere. Io che faccio il concerto d'addio
vincente». E voi siete nella merda, perché come musicisti vi disprezza. con gli Zeronero?
Vuole solo dimostrarmi chi è che tira i fili. Cazzo, un finale da film buonista americano. Pensare che li odio, i
Pedro ha gli occhi lucidi. Teschio guarda in basso e non parla. film buonisti.
«Voglio che tu sappia che non stiamo dalla sua parte, Kabra. Se non «Grazie, Sarah. Preferisco chiudere con classe».
vuoi, non andiamo». «Chiudere? Getti la spugna? Molli tutto così? E questo che stai
«E sedetevi, dai. Non fatemi bere da solo». dicendo?»
L'atmosfera non si rallegra ma almeno si distende. Impartisco la «Sto dicendo che mi sono rotto le palle, tanto per usare una
mia benedizione per Londra, ci facciamo il Bicchiere dell’Addio. Mi metafora. Basta. Ho fatto abbastanza. Non riesco ad andare un
lasciano la macchina, visto che vanno con Zanna, e alla fine resto millimetro più avanti di così».
solo. I suoi occhioni si inumidiscono. No, ti prego. Lasciami finire con
Dodici anni di storia dei Despero ridotti all'uomo dietro il tavolo e dignità. Ti prego.
al libro delle canzoni sopra Terminus Est. «Sei sicuro?» _
Butto giù altre quattro pinte. La prima è per Teschio e Pedro, che «Fammi un favore. Prenditi Terminus Est e il libro delle canzoni».
non si facciano schiacciare dalla coppietta. Sgrana gli occhi. «Perché?»
La seconda è per il Magico. La terza è per Zanna, nonostante tutto, Provo a sorridere. «Perché tutte le canzoni del libro sono uscite da
perché lui è il mio amico, e so che un giorno o l'altro si libererà quella chitarra. Molto simbolico, no?» Finisco l'ultima Guinness.
dell'orrenda troia e tornerà quello che era. «Voglio dire, perché a me?»
Per quanto riguarda Yoko sono magnanimo: le auguro una morte Perché le ho scritte tutte pensando a te, scema. «Perché sei l'unica
rapida e non una lenta agonia. Il cielo d'Irlanda mi rende più buono. che merita di avere tutto». Appoggio il bicchiere. «Forse anche Lore,
La quarta è per me. Ne avrò bisogno per sopportare tutto questo. ma lui la chitarra non sa suonarla». Mi alzo barcollante. «Ci vediamo
a Galway. Sarò sotto il palco ad applaudirvi».
Un'ora dopo entra Sarah. Non indossa l'abito di scena, per fortuna, «Kabra...» mormora lei, poi non dice più niente. Esco dal pub con
solo jeans e maglietta bianca. Si siede al mio tavolo con un sorriso la sacca da viaggio e nient'altro.
amaro. I Despero sono alle spalle. O in fondo allo Shannon River.
«Allora?» mi fa.
«Allora?» . Nick Drake mi accompagna fino al Connemara, fra cartelli
«Come va?» ATTENZIONE! ATTRAVERSAMENTO MUCCHE!, fattorie,
«Tu che dici?» torbiere e torrenti.
«Cosa pensi di fare?»
140 141
La sera arrivo a Salthill, dieci minuti dal centro di Galway. Guido laurea, Cristian, se avessi pensato di più alla laurea, non mi farai mica
lentamente fra due file di Bed & Breakfast, ne trovo uno che si chiama lo scherzo di non laurearti, eh, Cristian?»
D'Arcy e prendo una camera per due notti. Mister D'Arcy cerca di Mio padre, grasso come Homer Simpson, scuote la testa e
attaccare bottone, ma di fronte ai miei monosillabi rinuncia in fretta. scandisce: «Dovevi scegliere giurisprudenza, Cristian, te l'ho sempre
Più tardi esco a piedi per ubriacarmi. Non faccio neanche lo sforzo detto, ti avrei preso nel mio studio, adesso saresti avvocato anziché
di attraversare il fiume, trovo un pub tutto pietre e mattoni chiamato stare qua a cercare di ubriacarti, bella soddisfazione per un genitore».
Ròisin Dùbh. Bevo quanto basta per passare una notte senza sogni. Mio fratello, che rileverà lo studio di mio padre, scuote la testa e
Cinque musicisti intorno a un tavolo suonano Rose of Tralee e The poi bestemmia perché una delle sue orrende figlie ciccione ha cagato
wild rover nel tintinnare di bicchieri, ei Despero si sono sciolti, mio sulla moquette.
Dio, i Despero non ci sono più, e sono solo e lontano da casa. Una rossa...
???
La mattina mi riempio d'uova e bacon, poi torno a dormire fino al «E tu chi cazzo sei?»
tramonto. «Christine», si presenta la rossa, poi comincia a parlarmi in inglese.
Alle sette di sera torno in strada, ben deciso a ubriacarmi di nuovo. Anche lei ci dà dentro forte con il whiskey.
Stavolta attraverso il fiume verso il cuore della città, imbocco una È scozzese, sta studiando gaelico a Galway, ama dipingere. È
strada pedonalizzata che si chiama Quay Street. Mi fermo in un fish rimasta colpita dal mio sguardo ferito e virile allo stesso tempo, dice.
and chips, e un volantino alla parete strilla a grandi lettere «Burning «Mi piacerebbe ritrarti» mormora, girando un dito sull'orlo del
Party! LIVE!» poi «Zeronero and Despero - from Italy». Sorrido a bicchiere.
stento. «Buongustaia».
Calmata la fame, mi tuffo nella massa studentesca che si muove in «Potresti venire nel mio studio domani».
branchi da un pub di pescatori ad un bar con buttafuori. «Già. Oppure potremmo scopare nella mia stanza adesso».
Sono un automa, cammino meccanicamente. Passo davanti a locali Da ubriaco non sono romantico, però riesco a dire buongustaia in
chiamati King's Head, Sally's Long, McSwiggan's, e potrei essere inglese.
nella mia Bologna, all'Osteria dell'Orsa, al Contavalli, al Re Artù. La seconda mozione passa all'unanimità.
Dall'entrata del Tomas O Riada sgorga l'assolo di Freebird, poco
irish ma molto alcolico. Entro, mi faccio largo nel carnaio. Il Il mio rapporto con il sesso è analogo a quello con la chitarra; non
pavimento è scivoloso di birra e sudore, la band è coperta da un muro ho i mezzi per lanciarmi in virtuosismi, ma porto avanti da anni
di teste e bicchieri. un'onesta carriera.
Il pub è un labirinto di sale su sale, livelli su livelli, angoli «Mi piacerebbe legarti al letto» miagola Christine. «Vorrei legarti
sghembi. Trovo un tavolino fra un separè di legno e una colonna di con un oggetto che mi è molto caro».
mattoni e ascolto un po' di southern rock innaffiato di whiskey. Tentenno; sono tradizionalista, il sadomaso con gli sconosciuti non
Al settimo Bushmill comincio ad avere le visioni. Mia madre mi attira granché. Però sono ubriaco, e accetto.
scuote la testa e dice: «Se avessi pensato di più alla Lei s'illumina; mi ordina di spogliarmi, apre la borsetta e mi lega
142 con l'oggetto che ha più caro, la sciarpa degli ultras degli Hearts of
Midlothian.
143
Se rido il mal di stomaco peggiora. L'importante è che non mi canti nessuno sa nulla. Poi mi torna in mente il volantino nel fish & chips.
l'inno degli Hearts al momento dell'orgasmo. Accelero violentemente, prendo qualche insulto gaelico e sfreccio
Non è una buona idea provocare una tifosa se sei nudo e legato, verso il centro città.
quindi non le ricordo un vecchio tre a zero a Bologna. Poi qualcuno Attraverso il Wolfe Tone Bridge con lo stomaco così teso che
bussa alla porta. vomiterei nel fiume. Inspiro, espiro, inspiro. Parcheggio davanti alla
Guardo il mio orologio sul comodino: le tre di notte. Chi diavolo porta di un pub a due passi dall'arco spagnolo, con un rame schifoso
viene a cercarmi alle tre di notte a Galway? che sale dalle viscere. Dribblo gli studenti seduti sul molo con la
Christine si alza e va ad aprire, vestita solo di una collanina hippie. Guinness del mattino, ad ammirare i balletti dei gabbiani.
«Christine!» grido. «Christine, cazzo, sono nudo!» In Quay Street i primi vecchi alcolizzati entrano in un pub
La pittrice tifosa è troppo ubriaca per cogliere il concetto; mentre marinaro, le facce scolpite dal sale. Gli spazzini ripuliscono cocci di
cerco di sciogliere i nodi ai polsi, lei apre la porta. bottiglia davanti ai bar chiusi.
Sulla soglia c'è Sarah. Mi precipito nel fish & chips e cerco il volantino, sotto gli occhi
La prima cosa che vedo è la sua faccia allibita. La seconda, i tre perplessi della ragazza che fa le pulizie dietro il bancone. E bruttina e
fogli che tiene in mano. lentigginosa, i capelli color stoppa.
Merda. «Burning Party!» leggo, «Zeronero e Despero – from Italy, 7 p.m. -
Merda. Lowersalthill».
Merda. Vado al bancone tenendomi lo stomaco; devo avere gli occhi da
Sono l'uomo più stupido del mondo. Sono l'uomo più stupido pazzo.
dell'universo. «Dov'è Lowersalthill?» biascico nel mio inglese «È una strada, una
Le ho dato Terminus Est con dentro la lettera che avevo scritto, zona, cos'è?»
quella con A rainy night in Soho, quella che mai avrebbe dovuto Lei mi squadra spaventata, ripete due o tre volte: «O'Connors, di
leggere. fronte al pub O'Connors. A Salthill».
Balbetto qualcosa di incoerente, ma Sarah mi toglie dagli impicci. Esco di corsa dal fish & chips. Alla fine D'Arcy e il palco saranno a
«Ho sbagliato momento» mormora, accenna a un saluto e se ne va. tre metri di distanza e ci avrò anche rimesso la macchina.
Christine richiude la porta come se niente fosse accaduto. La macchina non l'hanno rimossa, ma il padrone del pub sta
Io sto sprofondando. bestemmiando in gaelico. Mi urla di stare fermo, che ha chiamato il
carro attrezzi, di non provare ad andarmene.
La mattina dopo, l'unica traccia di Christine è l'inno degli Hearts Apro lo sportello, lascio alle spalle il padrone del pub, l'arco
scritto col rossetto sullo specchio del bagno. spagnolo e gli studenti con le birre del mattino. Attraverso di nuovo il
Mi vesto in fretta, esco dall'albergo e salgo in macchina. C'è un fiume, spavento un paio di pescatori e torno a tuffarmi fra le casette
sole bellissimo, la brezza marina spinge nuvole svelte nel cielo bianche di Salthill, lunghi filari di cartelli Bed & Breakfast – room
d'Irlanda. vacancies.
Ragioniamo. Giro un po'a vuoto dalle parti del lungomare, passo davanti a una
Non so dove alloggia Sarah, quindi devo intercettarla al discoteca chiamata Liquid, a un finto casinò, poi vedo il riflesso del
soundcheck. Dov'è che si svolge il concerto? Era lo Sceriffo che si sole sugli amplificatori.
occupava dei luoghi e degli orari, merda. Chiedo a qualche passante, Rallento. Cerco un punto da cui vedere il palco senza essere visto.
144 145
Parcheggio dietro il pub O'Connors e comincio la mia lunga attesa. C'è un momento di silenzio imbarazzato. Prendo il toro per le
Sporgo la testa fuori dalla macchina, sbircio dalla finestra corna. «Ascolta, Sarah. A proposito della lettera...»
dell'O'Connors. All'interno intravedo lampade al soffitto, botti, un Si guarda in giro circospetta. «Mi devi spiegare un po' di cose,
camino. Mi farei un paio di Stout, se non stessi per vomitare le Kabra».
budella. Ci allontaniamo da occhi indiscreti camminando sul lungomare
Aspetto sette ore. fino a un tratto di spiaggia poco affollato. Un vento sottile soffia
Verso le quattro e mezza mi addormento e sogno Lou Reed che dall'oceano, le nuvole ruotano velocissime in un cielo madreperla.
suona Waves of fear, la chitarra nera che stride lancinanti distorsioni.
Uno sparo, la chitarra di Lou Reed esplode, lui cade a terra urlando e «Che significava quella lettera, Kabra?»
tenendosi le viscere. Mi sveglio, gli spari continuano. «Non era previsto che tu la leggessi».
Ci metto qualche secondo a capire che sono colpi di batteria. Gli «Sarebbe stato meglio».
Zeronero hanno iniziato le prove. Ci ripariamo dal vento dietro due barche solitarie, seduti sulla
Mi stiro nervoso, appoggio il mento sul volante, gli occhi fissi su sabbia. Tutto intorno non c'è nessuno.
Sarah. Lei fissa la baia di Galway, ha i lineamenti contratti.
Lei sa tutto, adesso. Se fossi intelligente, girerei la chiave e lascerei «Che cosa devo pensare, Kabra? Che quello che reputavo il mio
Galway a tutta velocità. più caro amico non era un amico? Che era gentile e premuroso solo
Mi aggrappo a una piccola speranza, un unico pensiero ottimista: perché mi sbavava dietro? Questo devo pensare?»
lei è venuta a cercarmi, dopo aver letto la lettera. Forse ha aperto gli «Non è un modo carino di porre la cosa».
occhi, se non ci fosse stata Christine avremmo parlato tutta la notte, «Ma è così, no? Io che ero felice di avere una persona che mi stava
forse, ci sarebbero stati pianti e confessioni, poi, chissà. accanto senza secondi fini, come dovrei sentirmi adesso?»
Lavoro di fantasia fino al termine del soundcheck. Chiudo gli occhi. «Senti, puoi avere anche ragione, ma io come
Sarah è la prima a lasciare il palco. Scendo dalla macchina, mi dovrei sentirmi, scusa? Sono dodici anni che reprimo tutto, che mi
avvicino cauto. Lei mi vede. vedo preferire Zanna, il Magico, perfino Tex, Dio mio. Adesso devo
Serra le labbra, si scosta i capelli sudati dagli occhi. Scambia due anche sentirmi in colpa?» .
parole con Tex che discute con il fonico, poi viene verso di me. «NON TI HO PREFERITO PROPRIO NESSUNO, idiota. Non ti
Avrei mille cose da dire, ma in gola ho un deserto di sabbia. Parla ho mai preso in considerazione perché eravamo amici. Ti pare
lei, in tono asettico. strano?»
«Gli organizzatori vogliono sapere dove sono i Despero. Dovresti Sospiro. «No. Fingi di non aver mai letto quella stupida lettera.
farti vivo». Adesso lasciami uno straccio d'autostima e fammi andare via».
Deglutisco. «Più tardi». Mi artiglia un braccio. «Kabra».
«Carina la scena di stanotte». «Sì?»
«Come mi hai trovato, tanto per sapere?» «Siediti».
«Non ho smosso i servizi segreti per rintracciarti, non preoccuparti. «Okay».
Ho solo visto la macchina parcheggiata». «Davvero sei innamorato di me da dodici anni?»
146 «Vogliamo ribadirlo ancora?»
«E per quale cavolo di motivo non me lo hai mai detto, scusa? In
dodici anni, Cristo».
147
Mi accascio nella sabbia a guardare il cielo color madreperla, le
«Lo avevi capito, all'inizio. Quando ti sei messa con Zanna, lo nuvole rotanti.
avevi capito».
«Lo sospettavo. Pensavo di essermi sbagliata. Tutto qui». Non lontano da questa spiaggia è stato realizzato per la prima volta
«Va bene, ma dopo quel capodanno quando avrei dovuto dirtelo? il cuore incoronato fra due mani. Era la fede nuziale nel villaggio di
Quando stavi con il mio amico o quand'eri dispersa a Londra? Quando pescatori di Claddagh, ma prima ancora simboleggiava amicizia,
eri la ragazza del mio chitarrista o quando lo hai lasciato per Tex? fedeltà e affetto.
Dimmi tu quale poteva essere il momento giusto». Amicizia, fedeltà e affetto.
Scuote la testa, come se non potesse credere a quello che sta Chiudo gli occhi, nell'attesa che la terra mi divori. Lo stomaco è
accadendo. «Non capisci, Kabra. Non mi sono mai trovata a scegliere una vasca d'acido.
fra te e il Magico, fra te e Tex. Tu non sei mai stato un'alternativa, eri
il mio amico. Non ti ho mai visto diversamente». Che cosa succederebbe, adesso, nel solito film buonista americano?
«E se non fossimo stati amici?» «Che domanda è, Kabra, come Facile. Sarah si pentirebbe, tornerebbe indietro, faremmo l'amore
faccio a saperlo?» sulla spiaggia.
«Cioè, se tu avessi conosciuto contemporaneamente me e Tex, Film buonisti del cazzo.
avresti scelto Tex?» Resto a guardare le onde finché il sole non colora di rosso le
Si morde le labbra nervosa. «Mi sa che non c'intendiamo, Kabra». barche. Il vento cancella l'impronta di Sarah dalla sabbia.
Chiudo gli occhi. «Guarda, Sarah, io spero che tu mi risponda che Ci sono quelle frasi sibilate in quel tono che mi ronzano nelle
avresti preferito comunque Tex, che ti saresti messa con il bassista orecchie, Lasciami in pace, cosa vuoi da me, grazie per avermi aperto
nano degli Zeronero pur di non stare con me. Preferisco non aver mai gli occhi sulla nostra amicizia. Continuo a ripeterle come un mantra.
avuto nemmeno una possibilità che aver sofferto dodici anni solo E alla fine mi alzo in piedi e m'incammino verso il palco che
perché non mi sono fatto avanti». scintilla non lontano.
I suoi occhioni si inumidiscono. Si prende la testa fra le mani.
«Vabbè, ma che vuoi da me, Kabra, che vuoi da me? Lasciami in L'organizzatore mi sbrana, perché sono arrivato all'ultimo istante e
pace». perché s'aspettava un gruppo, un gruppo con il Magico, non uno
«Scusa?» stronzo mai visto che vorrebbe esibirsi da solo.
«Lasciami in pace. Che vuoi da me? Eh? Che vuoi da me? Vuoi Poco alla volta gli spiego che sono disposto a suonare praticamente
che scoppi in lacrime urlando che ti amo anch'io, che sono stata cieca gratis, giusto il rimborso spese; prendo una carrettata d'insulti, poi
per dodici anni, che mi sono sempre buttata in relazioni sbagliate troviamo una soluzione.
senza accorgermi che tu eri l'uomo giusto? Eh? E questo che vuoi Concordiamo un'inversione di scaletta: suono mezz'ora, non un
sentire?» Si alza in piedi, senza guardarmi. «Non puoi caricarmi di secondo di più, poi si spera che gli Zeronero sveglino il pubblico.
responsabilità che non mi appartengono, proprio adesso che avevo
trovato un minimo, santo Dio, un minimo di stabilità. Grazie per Cinque minuti prima di salire sul palco vado dagli Zeronero; saluto
avermi aperto gli occhi su quella che era... no, scusa, che credevo Sarah senza guardarla e mi riprendo Terminus Est.
fosse la nostra amicizia». Si ripulisce dalla sabbia con il dorso della Tex mi molla una pacca sulla spalla. «Vai, vecchia troia. Spaccali».
mano, farfuglia qualcosa su Tex, poi se ne va. 149
148
«Un sorso di Jack Daniel's l'avresti, Tex?» avessi una band, potresti anche piacerci. È un atteggiamento
Tex sogghigna, mi passa una bottiglia. Ne vuoto metà in due sorsi. onesto e mi va bene, adesso come adesso.
Barcollo via imbracciando la mia chitarra. Con un brandello di Venticinque minuti volano via così. Pensavo di finire con Passaggi,
bandiera legato al capotasto. ma mentre sto per iniziare vedo Sarah con la coda dell'occhio. E
appoggiata a un amplificatore dietro le quinte, mi guarda serissima.
C'è un sacco di gente, per lo più studenti, una bella atmosfera che Guarda da un'altra parte, idiota isterica. Potrebbe esserci qualche
sto per rovinare. anziano pescatore tanto dolce e rassicurante, non come quel verme
Accordo Terminus Est con un sapore di saliva acida sotto la lingua doppiogiochista di Kabra.
e la certezza di non ricordare più le mie canzoni. Per fortuna nessuno Mi giro di nuovo verso il microfono, cambio accordo all'ultimo
noterà una parola sbagliata o due strofe invertite. momento e suono Dodici gocce, la prima canzone che ho scritto per
Un presentatore che sembra Benny Hill mi annuncia come Mister Sarah. La sputo fuori, me ne libero una volta per sempre, via, via
Despero (?), e il pubblico si aspetterà un cantante sudamericano, tutto.
suppongo.
Arrivo davanti al microfono. Mi guardo le scarpe. Questo è il Finisco la canzone con un filo di voce, la gola in fiamme e una
crocevia. Tutte le strade convergono qui. Comincio a cantare. Le pennata finale esageratamente enfatica.
prime parole di Brucia escono a stento. Il microfono fischia. A questo punto, nel film buonista americano tipo Mr. Holland
Chiudo gli occhi. Rievoco tutta la rabbia che avevo messo in quella Opus, ci sarebbe un attimo d'ammirato silenzio. Poi un singolo
canzone dodici anni fa, la sommo alla rabbia che ho accumulato da spettatore si alzerebbe battendo le mani con gli occhi lucidi, altri lo
allora. La faccio passare come lava dallo stomaco alla gola. seguirebbero, e alla fine tutti sarebbero in piedi ad applaudirmi. Io
ringrazierei imbarazzato e Sarah uscirebbe alle mie spalle, ci
Urlo contro Yoko e Zanna, e tutti i concerti ridicoli, ei Burning guarderemmo teneramente, suoneremmo un'ultima canzone fra
Party, e il gruppo che è affondato nello Shannon River. Contro Sarah ovazioni frenetiche. Seguirebbe un bacio lunghissimo e una canzone
che si è girata e mi ha lasciato solo sulla spiaggia. di Whitney Houston o cagate del genere.
Vaffanculo, vaffanculo, cazzo. Ma se c'è un film che ho odiato dall'inizio alla fine è Mr. Holland
Finisco ansimante, quasi spacco le corde con il plettro. Per Opus.
l'energia che ci ho messo mi aspetterei una standing ovation, ma Quando si esaurisce la mia pennata c'è il solito applauso di
ricevo solo un applausetto di cortesia. circostanza. Benny Hill torna sul palco, ringrazia «Mister Despero, il
Non mi interessa. Sto bene. Inizio Randagio. menestrello italiano» (ma che cazzo dici, imbecille) e poi annuncia il
A metà d'ogni canzone qualcuno va a farsi una birra all'O'Connors. selvaggio rock degli Zeronero.
Quelli che rimangono chiacchierano o mi guardano indifferenti, ma Scendo la scaletta fiero di me stesso, con un pugnale nello stomaco
cinque ragazze con enormi occhiali da sole, una coppietta accanto al e un bracere in gola.
mixer e un fotografo con maglietta dei Burning Party sembrano Incrocio Sarah. Accorda il basso, mi guarda senza espressione.
prestare attenzione. «Sai cantare, allora. Bravo» dice, in tono neutro.
Hanno un'espressione da giudizio sospeso del tipo apprezziamo la La fisso per un secondo, poi le giro le spalle e me ne vado.
grinta e, se capissimo i testi, se conoscessimo le canzoni e se
150 Scendo in mezzo al pubblico con Terminus Est nella custodia, ad
ammirare gli Zeronero che hanno svegliato un po' tutti.
151
Sto pensando di farmi una birra all'O'Connors, quando mi si Autunno
avvicina il fotografo con maglietta dei Burning Party.
Complimenti, mi dice stringendomi la mano, bellissime canzoni. Egregio Signor Cabra,
Grazie, sorrido, purtroppo abbiamo avuto qualche problema, non a conferma e precisazione delle precorse intese
sarei io il cantante.
No, no, sei bravo, ma il Magico che fine ha fatto? premesso
Ecco, rispondo io, è una lunga storia, il Magico... AHH,
- che in data 28 settembre 1990 è stato stipulato fra Lei, in quanto titolare
MERDAAA!
del marchio Despero, e la WCA Records un contratto avente per oggetto
Una scimitarra rovente mi attraversa le viscere. la realizzazione di registrazioni fonografiche avvalendosi delle Vostre
Mi piego in due davanti al fotografo sconcertato, senza riuscire a prestazioni artistiche;
respirare, mentre gli Zeronero finiscono Oro e pioggia (gran pezzo, - che tale contratto è ancora in parte ineseguito;
non ditelo a nessuno). Mi accartoccio su Terminus Est, gemendo – che nel corso della realizzazione e della promozione dell'album
«Hospital, hospital». “Strisciando” realizzato in esecuzione del suddetto contratto sono sorti
Oh cazzo, non è Mr. Holland Opus, è uno di quei film di merda in fra Lei e la WCA forti contrasti;
cui il protagonista muore nel finale e la ragazza al capezzale scopre Tutto ciò premesso si conviene e stipula quanto segue:
d'averlo sempre amato. No, cazzo, li odio quei film, AHH,
MERDAAA! 1) il contratto del 28 settembre 1990 di cui alle premesse è
consensualmente risolto, limitandosi detto contratto a regolare i rapporti
relativi alle registrazioni fonografiche realizzate in esecuzione di esso.
Morire con la voce di Tex nelle orecchie sarebbe stato troppo,
2) A fronte di tale risoluzione la WCA vi corrisponderà all'atto della
nessuno merita di lasciare il mondo con Lingua a motore come formalizzazione del presente accordo l'importo omnicomprensivo di
colonna sonora. 118.000.000, previa presentazione da parte Sua di regolare giustificativo
Il dottore dice che sono stato fortunato, che la peritonite può essere fiscale, che verrà imputato come segue:
fatale, che me la sono vista bruttissima.
(Merda, solo io posso farmi operare d'appendicite in Irlanda, solo - lit. 40.000.000 quale anticipo in conto royalties sulla realizzazione
io.) dell'album “Strisciando"
«Il ragazzo che mi ha accompagnato» rantolo in inglese. «E ancora - lit. 20.000.000 quale importo sostitutivo per la mancata realizzazione
qui?» del videoclip del brano “Rotante”
L'infermiera rossa e lentigginosa scuote la testa: «Se n'è andato - lit. 58.000.000 quale indennizzo per l'anticipata risoluzione del
subito», risponde. contratto
«Ha lasciato una chitarra? Una chitarra nella sua custodia?» Il 3) Con l'esatto adempimento di quanto sopra, dichiarato reciprocamente
dottore e le infermiere si guardano perplessi. «No, nessuna chitarra. di essere pienamente tacitati di ogni pretesa, ragione o diritto comunque
Non ha lasciato niente». Mi stendo sul letto d'ospedale. connesso alla stipulazione dei contratti di cui alle premesse e di non avere
Be', il simpatico fotografo mi ha salvato la vita e si è preso in pertanto null'altro a pretendere per qualsiasi titolo, ragione o causa.
cambio Terminus Est. Voglio pensare che lo abbia fatto per avere un 4) Vogliate restituirci la copia di questo accordo dopo averla sottoscritta
cimelio. in ogni pagina per accettazione di quanto in essa contenuto e
Mi addormento. Non sogno niente. 153
152
con accettazione specifica separata dell'allegato A (proprietà delle nuava a ripetere, «è una sosia giovane di Sarah». Perdonami, è dura
registrazioni) e dell'allegato B (impegno da parte Sua di astenersi disintossicarsi di colpo dopo tanti anni di dipendenza. Prima si passa dal
da attacchi polemici nei confronti della WCA Records). Distinti metadone, magari.
saluti
West Coast Avengers Records S.r.1 Abbiamo una tv in bianco e nero che teniamo in cucina, fra due vasi
di marmellata. Passa venti volte al giorno il video di Zanna, quello con il
nostro buon amico che balla fra le torri della Fiera urlando Occhi di
Ciao, Sarah. brace! Occhi di brace!
Questa è l'ultima delle lettere che non ti spedirò mai. Pedro e Teschio suonano con lui, in teoria. In realtà fanno presenza, le
La sto scrivendo accanto alla finestra, e dal vetro vedo la nebbia ritmiche sono tutte elettroniche.
sui campi arati, un pozzo, un melo, un ciliegio. Doveva fare un tour nei club, lo hanno spostato nei palasport per
Non preoccuparti, sono sempre un cittadino e la campagna eccesso di richieste. Che dire?
continua a terrorizzarmi, se mi sradichi dai portici e dalle due torri Le cose sono precipitate in un modo così assurdo che nessuno avrebbe
muoio. Volevo solo una situazione d'intimità per far nascere il potuto farci niente. Quando mi hanno rubato Terminus Est si è chiuso un
nuovo disco, qualcosa di meno asettico di uno studio. cerchio: siete entrate nella mia vita insieme, ne siete uscite insieme.
Grazie alla liquidazione della WCA – per contratto non posso Abbiamo giurato di essere amici per sempre, è vero, ma dopo tutto
parlarne male, quindi non insulterò quelle grandissime teste di questo tempo abbiamo scoperto di essere proprio come gli altri. Centrata
come citazione, no?
cazzo – ho preso in affitto questo casolare; sta arrivando l'inverno e
Del resto me l'hai fatta conoscere tu Backstreets, me l'hai fatto
si gela, ma per il resto è perfetto. conoscere tu Springsteen, quando ancora una canzone alla radio ci
Sono davanti a una stufa a legna avvolto in sciarpe e maglioni, cambiava la vita e credevamo che tutti i sogni si potessero realizzare.
accanto a un vecchissimo mangianastri. Johnny Cash e Tom Petty E poi, forse, qualcuno si è realizzato. Per gli altri, anche se è tardi,
cantano puoi inchiodarmi ai cancelli dell'inferno, ma io non possiamo farcela se corriamo.
tornerò di nuovo giù. (continuo a citare Bruce a piene mani, non ho proprio ritegno)
I nuovi Despero mi aspettano al piano di sotto. Magari, quando vecchi e saggi suoneremo jazz acustico, rideremo
La sala prove è un ex fienile riempito di cavi intrecciati fra casse intorno a un tavolo di questa vita assurda che abbiamo fatto, delle cose
di vino, cataste di legna e vasi di conserva. Il camino non tira da pazzesche che ci sono successe.
due giorni, puzziamo tutti di fumo da far schifo. Ma ora il treno è ripartito.
Dietro la batteria c'è Lore. Ha lasciato La Rana, finalmente; Appena la WCA ci ha messi alla porta, un'etichetta indipendente
chiamata Microverse Music ci ha steso davanti un tappeto rosso
sembra un ragioniere in vacanza, grassoccio, stempiato e con gli tempestato di petali di rosa.
occhialetti quadrati, ma è bello averlo con me di nuovo. Il treno è ripartito grazie a loro, e ieri i Despero Mark V sono saliti sul
Alla chitarra solista c'è l'ex bimbo Pablo. Imita alla perfezione palco per la prima volta.
gli assoli del Magico e le mie mosse da tarantolato, ha dita Immagina la scena.
ultrarapide sulle corde e sulla Playstation. Mi secca ammetterlo, ma
a Fifa 2001 mi massacra sistematicamente. È una sera d'autunno, e davanti al Palasport di Piazza Azzarita mille
La bassista si chiama Lisa, e non stiamo proprio insieme, ma c'è ragazzi senza biglietto premono agli ingressi per entrare.
qualcosa fra noi, diciamo così. Nello stesso momento, oltre i viali e la stazione e le torri della Fiera,
Ha vent'anni e si divide fra i Despero e una cover band delle cinquanta macchine scarse sono parcheggiate in una stradina buia
Hole. Vent'anni, pensa. Sto superando l'adolescenza e i suoi vecchi chiamata via Calzoni. Gli occupanti scendono, entrano tran
amori con una che era adolescente l'altro ieri. 155
Quando Lore l'ha vista non riusciva a crederci. «È Sarah» conti
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quillamente all'Estragon senza dover pagare alcun biglietto, lasciano Ciao Sarah, questa è l'ultima delle lettere non spedite. Dodici
giubbotti e giacconi al guardaroba, prendono una birra e aspettano placidi anni a scrivere a se stessi sono dodici di troppo.
sotto le casse. Non sappiamo dove arriverà questo treno, ma l'importante è che
Indovina dove suona Zanna e dove suoniamo noi? sia ripartito.
Perché noi siamo un tuono.
A dieci minuti dall'inizio vado in bagno a vomitare. Non mi capitava
Noi siamo i Despero.
dai tempi di Crepuscolo, del Festivalbar, del tour abruzzese.
Lore si aggira per il camerino con la maglietta dei Simpson, picchia l'aria 157
con le bacchette, borbotta “Tum-tum-tum! Tum-tumtum!”. Pablo simula
assoli sulla chitarra spenta. Lisa è stravaccata su una sedia con gli occhi
chiusi, le cuffie del walkman nelle orecchie.
Poi è ora di andare.
Lanciamo l'urlo propiziatorio, saliamo la scaletta, entriamo in scena.
Sbuchiamo dietro la postazione del dj accecati da luci rosso cupo, e non
sto più a destra del cantante, io sono il cantante.
L'Estragon non è pieno ma ci sono le facce giuste, facce scomparse ai
tempi di Crepuscolo. Il modo in cui ci scrutano i fans delle prime file è
chiarissimo: significa noi siamo pronti a seguirvi di nuovo, ma se fate un
passo falso vi giriamo le spalle e andiamo al bar a farci una birra.
Sacrosanto. Comincio a cantare concentratissimo, a occhi chiusi, in
trance.
Lore picchia preciso, Lisa legna sul basso a occhi chiusi, Pablo vomita
assoli.
E tutto è veloce, le parole scorrono, finisce una canzone, il pubblico
applaude sempre più convinto, inizia un'altra canzone, e senza
accorgermene sono già a metà concerto.
Si saprà in giro che siamo risorti, i vecchi appassionati ritorneranno, si
aggiungeranno nuove leve.
La mia voce è sempre vicina a spezzarsi, non si spezza mai.

Dopo due ore di sudore elettrico annuncio l'ultimo pezzo e ricamo


l'arpeggio di Crepuscolo.
I ragazzi delle prime file gridano “noooo!”.
Rido e li rassicuro. «Per chi vuol sentire il resto, il Palasport è a dieci
minuti di macchina».
E quando arrivi alla fine c'è solo una cosa che conta, ed è scandire nel
microfono one, two, three e sparare il riff selvaggio di Brucia.
156
Indice
Luglio
Dodici anni prima
1988
1989
1990
1991
1992
Tre anni
1995
1996
1997
1998
1999
2000
100
103

Agosto

Autunno