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Linee guida

per la valutazione di un processo di design mirato alla progettazione di artefatti cognitivamente sostenibili

Antonio DellʼAva Simona Conti Fabiola Nardecchia

Tecnologie Cognitive Sostenibili (prof. Oronzo Parlangeli), Design di Ambienti per la Comunicazione, Università di Siena A.A. 2008/09

1) Il processo di design deve essere la prima cosa progettata

I modi in cui noi utilizziamo le nostre risorse per modificare e/o innovare gli artefatti sono l'artefatto più importante (un “metaartefatto” per la precisione), che è anch’esso un prodotto storico dell’ evoluzione.

2) Considera il contesto socio-

culturale durante l'ontogenesi ogni individuo apprende dai suoi

conspecifici l'uso degli artefatti che sono somma delle evoluzioni storiche passate, le modificazione che uno o più individui mettono in atto su un artefatto si trasformano in “innovazione” quando accettati dai conspecifici, diventando così parte del loro processo ontogenetico, e a loro volta basi per ulteriori innovazioni.

3) Focalizzati sulla dimensione estetica e emotiva nella progettazione di artefatti, servizi e sistemi

1) Il processo di design deve essere la prima cosa progettata (1/2)

E' necessario:

distribuire le risorse temporali pianificando le

fasi del processo

il processo di design deve prevedere, oltre che uno studio funzionale su cosa progettare, uno studio su come

tutto ciò che viene progettato entra in rapporto con la vita quotidiana degli utenti.

Nello specifico deve contenere:

una fase di comprensione del contesto, delle

emozioni, del ritmo dell'attività, del rapporto con altre

attività concorrenti

una fase di prototipazione ed esplorazione

tramite idee divergenti

una fase di valutazione con l'utente in contesto d'uso di queste ultime

1) Il processo di design deve essere la prima cosa progettata (2/2)

bisogna sempre tenere conto dei tempi di reiterazione e dei ritardi che ci possono essere

i tempi dovrebbero essere distribuiti secondo

questa proporzione (la distribuzione dei tempi può variare in funzione delle specificità del processo di design ciò che deve rimanere inalterato è i l valore che ogni fase ha per il risultato finale)

5/10 % pianificazione del processo di design (mai meno di due giornate intere)

30/35 % analisi qualitativa sull'interazione

20/30 % analisi funzionale sulle tecnologie

40/50 % implementazione

5/10 % rilascio

piuttosto che ridimensionare, o saltare, una fase di design è megli o ridimensionare il progetto

sono ammessi cambiamenti e ridistribuzioni degli sforzi durante il processo

2) Considera il contesto socio-culturale (1/2)

Tieni in considerazione il progressivo arricchirsi, aggiornarsi e modificarsi del patrimonio di conoscenze delle

nuove generazioni che si stratifica nel tempo all’interno di un sistemo socio culturale. Considera la tendenza di questa stratificazione ad aumentare la propria complessità in un tempo sempre minore.

Il processo di design deve integrare il sistema di valori, conoscenze, esperienze, simboli e significa ti di una società (imitazione) e proporne di nuovi (innovazione)

La produzione di nuovi artefatti deve tenere in considerazione gli artefatti precedenti e il sistema di conoscenze e valori che ha portato alla produzione di quegli artefatti e deve essere declinata rispetto alle pratiche sociali dell'uomo, diverse a seconda del tempo e de luogo.

2) Considera il contesto socio-culturale (2/2)

Lo sguardo del designer non deve quindi rivolgersi solo al futuro, ma soprattutto al presente,

aprendo i propri orizzonti a tutte le implicazioni non solo derivate dal processo di design, ma anche quelle derivate dalle variabili in gioco e che intercorrono anche indipendentemente dal processo di design.

Considera l'artefatto come "replicatore di informazione culturale", veicolo e mediatore di cultura (non oggetto passivo), che va a incidere

sull'attività umana (modificando il mondo e le rappresentazioni che ne derivano) e assume senso solo in tale contesto. L'uso dell'artefatto trasforma l'attivita per la quale e stata progettata in termini di riorganizzazione degli assetti percettivo motori, di interazione con l'ambiente e di modalità di pianificazione dell'azioni e delle relazioni sociali

Quando un processo appare troppo complesso il designer può segmentare ,

ricombinare e generalizzare i componenti per avere un maggiore

e più specifico controllo sulle parti

Dai vita ad artefatti accessibili cognitivamente al

maggior numero di persone. Considera la cognizione non solo come un traguardo, ma come una sfida, cerca di limitare il divario cognitivo tra culture pur esaltandone i valori

3) Focalizzati sulla dimensione estetica e emotiva nella

progettazione di artefatti, servizi e sistemi

(1/2)

L’esperienza estetica nell’interazione con artefatti e sistemi è dat a sia da ciò che l’individuo porta all’interazione, sia da ciò che il designer lascia nell’interazione.

Le emozioni suscitate da un artefatto sono la chiara dimostrazione del fatto che gli artefatti che utilizziamo rappresentano per noi qualcosa di più che la mera funzionalità orientata ad un obiettivo:

tendiamo ad attribuirgli piuttosto una componente narrativa derivata dall'insieme di conoscenze e significati in essi stratificati; l’esperienza estetica ha un forte carattere di contingenza generata dalla reciproca influenza tra utente, cultura e storia, e non dovrebbe essere visto esclusivamente come una caratteristica propria dell’artefatto o dell’utente.

Estetica e funzione, emozione e usabilità devono in qualche modo far parte dello stesso artefatto, servizio o sistema

3) Focalizzati sulla dimensione estetica e emotiva nella

progettazione di artefatti, servizi e sistemi

(2/2)

Definisci un approccio user centered e participatory per

comprendere l'utenza, come un artefatto viene a far parte dalla vita di qualcuno, come un individuo formula aspettative rispetto ad esso, come le sue attività cambiano per adattarsi alla tecnologia e come egli cambia la tecnologia per assimilarla al suo mondo: raccogli effettivamente i bisogni particolari degli utenti, le loro aspetattive e preferenze e la gamma di "soft qualities" (misure soggettive e emotive) che costituiscono l'esperienza di interazione con un artefatto per trasformarli in accurati requisiti progettuali

Evaluate a case study: SERVICE DESIGN

Evaluate a case study: SERVICE DESIGN Live|Work is a service innovation and design company based in
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Evaluate a case study: SERVICE DESIGN Live|Work is a service innovation and design company based in
Evaluate a case study: SERVICE DESIGN Live|Work is a service innovation and design company based in

Live|Work is a service innovation and design company based in London, founded by Chris Downs, Lavrans Løvlie, and Ben Reason in 2001. They have defined a point of view about what service design could and should be.

What do service designers do?

http://www.sbs.ox.ac.uk/D4S/videoArchive/index.html

This short film adopts a practice perspective to explore what is distinctive about the ways professional service designers go about designing or redesigning services. The film follows in detail one of the three paired projects in the D4S study, an encounter between Londonbased service innovation and design consultancy live|work, and gNostics , a company offering personalised medicine, which originates in research from Oxford University. Over just six days, the designers went through some of the steps they typically would in a consultancy engagement .

Evaluation of

A

Evaluation of A service design case study 1) Il processo di design deve essere la prima

service design case study

1) Il processo di design deve essere la prima cosa progettata

distribuire le risorse temporali pianificando le fasi del processo

2

non vi è un o spazio dialettico sulla pianificazione del processo anche se le risorse evidentemente sono distribuite in maniera coerente: 6 giorni ripartiti in 3.

il processo di design deve prevedere, oltre che uno studio funzionale su cosa progettare, uno studio su come tutto ciò che viene progettato entra in rapporto con la vita quotidiana degli utenti.

La vita quotidiana degli utenti è al centro del processo

5

bisogna sempre tenere conto dei tempi di reiterazione e dei ritardi che ci possono essere

4

il processo è abbastanza stringato come tempi (6 giorni), ma nel complesso sembra che tutte le variabili siano state tenute in considerazione

i tempi dovrebbero essere distribuiti secondo questa proporzione (la distribuzione dei tempi può variare in funzione delle specificità del processo di design ciò che deve rimanere inalterato è il valore che ogni fase ha per il risultato finale):

5/10 % pianificazione del processo di design (mai meno di due giornate intere)

30/35 % analisi qualitativa sull'interazione

20/30 % analisi funzionale sulle tecnologie

40/50 % implementazione

5/10 % rilascio

manca la fase di valutazione delle tecnologie, essa è importantissima perché non è solo una mera declinazione delle idee in realtà, ma ci aita a svilupparle e apre spesso nuove prospettive

3

piuttosto che ridimensionare, o saltare, una fase di design è meglio ridimensionare il progetto

(non

necessario)

sono ammessi cambiamenti e ridistribuzioni degli sforzi durante il processo

(non

necessari)

Evaluation of

A

Evaluation of A service design case study 2) Considera il contesto socio ‐ culturale   Tieni

service design case study

2) Considera il contesto socioculturale

 

Tieni in considerazione il progressivo arricchirsi, aggiornarsi e modificarsi del patrimonio di conoscenze delle nuove generazioni

4

la human experience è al primo posto nei fattori tenuti in considerazione, anche se forse poteva essere fatto un maggiore sforzo per quel che riguarda l'intergenerazionalità del servizio

Il processo di design deve integrare il sistema di valori, conoscenze, esperienze, simboli e significati di una società (imitazione) e proporne di nuovi (innovazione)

3

il ragionamento visivo è i n secondo piano, mentre c'è molta attenzione per i valori umani, e i rapporti diretti

Lo sguardo del designer non deve quindi rivolgersi solo al futuro, ma soprattutto al presente,

5

esemplare attenzione rispetto allo stato attuale delle attività, e ai bisogni correlati al contesto studiato

Considera l'artefatto come "replicatore di informazione culturale", veicolo e mediatore di cultura (non oggetto passivo), che va a incidere sull'attività umana

5

La capacità di supporto ai fumatori è pe r natura orientata a replicare il comportamento corretto

Quando un processo appare troppo complesso il designer può segmentare

5

il design di servizi orienta il processo ad una gran complessità di fattori che interagiscono a più livelli, una vera e propria "service ecology" , un processo che permette di stabilire una visione sistemica del contesto in cui il servizio opera. La segmentazione e mappatura di questi fattori, l'individuazione delle relazioni che intercorrono, è alla base del metodo presentato.

Dai vita ad artefatti accessibili cognitivamente al maggior numero di persone

5

 

Evaluation of

A

Evaluation of A service design case study 3) Focalizzati sulla dimensione estetica e emotiva L’esperienza

service design case study

3) Focalizzati sulla dimensione estetica e emotiva

L’esperienza estetica nell’interazione con artefatti e sistemi è dat a sia da ciò che l’individuo porta all’interazione, sia da ciò che il designer lascia nell’interazione

2

Non vi sono esplorazioni che vadano nel senso di un miglioramento effettivo dell'esperienza estetica attraverso gli artefatti (la natura dell'interazione sembra essere inalterata)

Estetica e funzione, emozione e usabilità devono in qualche modo far parte dello stesso artefatto, servizio o sistema

1

La componente estetica è demandata al live ware, non vi è alcun a riflessione su come si possa uscire da un paradigma canonico dei servizi già esistenti

Definisci un approccio usercentered e/o participatory per comprendere l'utenza

5

l'approccio è use rcentred, la scelta di non usare il partecipatory design è giustificata dal particolare tipo di dominio

Thank you!

Antonio Dell’Ava Simona Conti Fabiola Nardecchia

Tecnologie Cognitive Sostenibili (prof. Oronzo Parlangeli), Design di Ambienti per la Comunicazione, Università di Siena A.A. 2008/09