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Domenica 7 dicembre 2014

LE CATENE SPEZZATE

Una liturgia per rifettere e pregare sul tema della prigione: su chi vive in carcere, chi ci lavora; sui
volontari, i pastori, i ministri che vi predicano. Su chi vi si trova perché perseguitato e su chi sconta
una pena. Su chi ne esce e cerca di ricominciare.

invocazione

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, un solo Dio benedetto in Eterno, Amen.

Salmo 142
Io grido con la mia voce al SIGNORE; 5 Io grido a te, o SIGNORE.
con la mia voce supplico il SIGNORE. Io dico: «Tu sei il mio rifugio,
2 Sfogo il mio pianto davanti a lui, la mia parte nella terra dei viventi».
espongo davanti a lui la mia tribolazione. 6 Sii attento al mio grido,
3 Quando lo spirito mio è abbattuto in me, perché sono ridotto agli estremi.
tu conosci il mio sentiero. Liberami dai miei persecutori,
Sulla via per la quale io cammino, perché sono più forti di me.
essi hanno teso un laccio per me. 7 Libera l'anima mia dalla prigione,
4 Guarda alla mia destra e vedi; perché io celebri il tuo nome.
non c'è nessuno che mi riconosca. I giusti trionferanno con me,
Ogni rifugio mi è venuto a mancare; perché m'avrai colmato di beni.
nessuno si prende cura dell'anima mia.

Preghiamo:
Libera l’anima nostra dalla prigionia in cui si trova, Signore! Vogliamo far nostra quest’oggi la preghiera del salmista,
confessandoti che ci presentiamo a te quasi fossimo in catene, perché sappiamo che le catene di prigionia cui sono
soggetti quanti vivono nella persecuzione, in guerra, sono anche le nostre. Per questo, Signore Iddio, padre di
misericordia e di benedizioni, ti preghiamo di restare con noi in questa giornata e in quest’ora che passeremo insieme e
di far sentire la Tua presenza a quanti oggi invocano il Tuo nome: lo facciano essi dai banchi di una chiesa, dal chiuso
della loro casa, dal buio di una cella, dal letto di un ospedale, dagli inferi della solitudine

Inno

la grazia

Confessione di peccato: Matteo 25, 41-46


41 Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e
per i suoi angeli! 42 Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; 43 fui straniero e
non m'accoglieste; nudo e non mi vestiste; malato e in prigione, e non mi visitaste". 44 Allora anche questi gli
risponderanno, dicendo: "Signore, quando ti abbiamo visto aver fame, o sete, o essere straniero, o nudo, o ammalato, o
in prigione, e non ti abbiamo assistito?" 45 Allora risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto non l'avete fatto a uno
di questi minimi, non l'avete fatto neppure a me". 46 Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna».

Preghiera:
Signore, ci presentiamo a te con il nostro peccato, non solo perché abbiamo trascurato la cura dei minimi che tu ci avevi
affdato, ma, peggio ancora, perché colpevoli di averli maltrattati, assetati, ancora più violentemente incatenati col nostro
razzismo, con la nostra indifferenza, talvolta anche in nome delle nostre idee e della nostra fede. Perché il nostro agire
quotidiano ci ha distolto dal sostegno a chi è in condizione di diffcoltà e fragilità. Schiaffeggiaci con la Tua parola,
Signore, e aiutaci a convertirci e a continuare a marciare accanto a te. Nel nome di Gesù che è benedetto in eterno.
Amen
Inno

Luca 4, 16-21
16 Si recò a Nazaret, dov'era stato allevato e, com'era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per
leggere, 17 gli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov'era scritto:
18 «Lo Spirito del Signore è sopra di me,
perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri;
mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri
e il ricupero della vista ai ciechi;
per rimettere in libertà gli oppressi,
19 per proclamare l'anno accettevole del Signore».
20 Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fssi su di lui.
21 Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite».

Annuncio della grazia: Questa parola, cari fratelli e care sorelle, insieme a tante altre parole
dell’antico come del nuovo testamento, ci ricorda che la nostra salvezza appartiene al Signore; che
non sono i nostri pochi meriti a poterci avvicinare al Regno, né i nostri tanti limiti ad allontanarci da
esso: è Dio, nella sua infnita misericordia che opera per la guarigione, la liberazione, la
redenzione di noi che siamo oppressi. Questa parola fonda la nostra fede e la nostra consolazione
e deve continuare a fondare la nostra predicazione, soprattutto laddove si vive di un’immagine
idolatrica e terrifcante di Dio, come se egli fosse sempre pronto a condannare e punire.

Inno

la parola

Confessione di fede: Credo Apostolico

Lettura Biblica

Salmo 107, 1-16


1 Celebrate il SIGNORE, e per i suoi prodigi in favore degli uomini!
perch'egli è buono, 9 Poich'egli ha ristorato l'anima assetata e ha colmato
perché la sua bontà dura in eterno! di beni l'anima affamata.
2 Così dicano i riscattati del SIGNORE, 10 Altri dimoravano in tenebre e in ombra di morte,
ch'egli liberò dalla mano dell'avversario prigionieri nell'affizione e nelle catene,
3 e riunì da tutti i paesi, 11 perché si erano ribellati alle parole di Dio
da oriente e da occidente, e avevano disprezzato gli avvertimenti dell'Altissimo;
da settentrione e da mezzogiorno. 12 perciò egli umiliò i loro cuori nella sofferenza;
4 Essi vagavano nel deserto per vie desolate; essi caddero, e nessuno li soccorse.
non trovavano città dove poter abitare. 13 Gridarono al SIGNORE nella loro angoscia
5 Soffrivano la fame e la sete, ed egli li salvò dalle loro tribolazioni;
l'anima veniva meno in loro. 14 li fece uscire dalle tenebre e dall'ombra di morte,
6 Ma nella loro angoscia gridarono al SIGNORE spezzò le loro catene.
ed egli li liberò dalle loro tribolazioni. 15 Celebrino il SIGNORE per la sua bontà
7 Li condusse per la retta via, e per i suoi prodigi in favore degli uomini!
perché giungessero a una città da abitare. 16 Poich'egli ha sfondato porte di bronzo
8 Celebrino il SIGNORE per la sua bontà e ha spezzato sbarre di ferro.

Preghiera:
Signore, invia il Tuo Spirito su di noi e ispira il nostro ascolto, come allora ispirasti coloro che scrissero questo antico
canto! Così questa parola diventerà fonte di consolazione e vocazione per la nostra comunità e potremo essere
strumenti della Tua volontà, affnché le catene possano essere spezzate e i cuori resi liberi; affnché le chiese possano
essere luoghi di riconciliazione e guarigione. Te lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo, che è benedetto in eterno. Amen

Marco 5, 1-20
1 Giunsero all'altra riva del mare, nel paese dei Geraseni. 2 Appena Gesù fu smontato dalla barca, gli venne subito
incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo, 3 il quale aveva nei sepolcri la sua dimora; nessuno
poteva più tenerlo legato neppure con una catena. 4 Poiché spesso era stato legato con ceppi e con catene, ma le
catene erano state da lui rotte, e i ceppi spezzati, e nessuno aveva la forza di domarlo. 5 Di continuo, notte e giorno,
andava tra i sepolcri e su per i monti, urlando e percotendosi con delle pietre. 6 Quando vide Gesù da lontano, corse, gli
si prostrò davanti 7 e a gran voce disse: «Che c'è fra me e te, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di
Dio, di non tormentarmi». 8 Gesù, infatti, gli diceva: «Spirito immondo, esci da quest'uomo!» 9 Gesù gli domandò: «Qual
è il tuo nome?» Egli rispose: «Il mio nome è Legione perché siamo molti». 10 E lo pregava con insistenza che non li
mandasse via dal paese. 11 C'era là un gran branco di porci che pascolava sul monte. 12 I demòni lo pregarono
dicendo: «Mandaci nei porci, perché entriamo in essi». 13 Egli lo permise loro. Gli spiriti immondi, usciti, entrarono nei
porci, e il branco si gettò giù a precipizio nel mare. Erano circa duemila e affogarono nel mare. 14 E quelli che li
custodivano fuggirono e portarono la notizia in città e per la campagna; la gente andò a vedere ciò che era
avvenuto. 15 Vennero da Gesù e videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che aveva avuto la legione; e
s'impaurirono. 16 Quelli che avevano visto raccontarono loro ciò che era avvenuto all'indemoniato e il fatto dei
porci. 17 Ed essi cominciarono a pregare Gesù che se ne andasse via dai loro confni. 18 Com'egli saliva sulla barca,
l'uomo che era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui. 19 Gesù non glielo permise, ma gli disse: «Va' a casa
tua dai tuoi, e racconta loro le grandi cose che il Signore ti ha fatte, e come ha avuto pietà di te». 20 Ed egli se ne andò e
cominciò a proclamare nella Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatte per lui. E tutti si meravigliavano.

Predicazione

Inno

annunci

raccolta delle offerte

Intercessioni
Signore, vogliamo in questa giornata rivolgere un pensiero a quanti e quante si trovano dietro le sbarre. Perché tu possa
lenire le ferite della loro solitudine; perché tu possa far balenare la luce della tua grazia laddove le tenebre della colpa e
della disperazione sono ancora più buie.

Signore, vogliamo pregare per quanti e quante si trovano in catene perché perseguitati a causa delle loro idee e della
loro fede, affnché il tuo Spirito possa indurli a resistere e a reggere il peso della loro condizione.

Signore, vogliamo pregarti per i bambini e le bambine costretti a vivere in carcere, perché le Istituzioni rendano la loro
infanzia vivibile e gioiosa, come è nel loro diritto.

Vogliamo pregarti per i familiari dei detenuti, spesso lasciati soli e sole a combattere una dura battaglia di silenzi e
maltrattamenti, vittime anch’essi di colpe non loro.

Vogliamo pregare per le vittime di tutti i reati, abbandonate o strumentalizzate, raramente ascoltate dalla giustizia e dai
tribunali.

Preghiamo per gli operatori e le operatrici, i medici, gli e le insegnanti, gli agenti della polizia penitenziaria e quanti
lavorano dentro le carceri; e per quelle persone che, con pochi mezzi e tra mille diffcoltà, si occupano di progetti
fnalizzati ad accompagnare all’uscita i detenuti a fne pena.

Preghiamo per i volontari, i ministri, le pastore e i pastori che lavorano in carcere e portano in cella la Parola e la
testimonianza del Tuo Regno di misericordia e riconciliazione.

Tutte queste cose vogliamo chiedertele nel nome e per l’amore di Gesù Cristo che ci ha insegnato a dire: Padre nostro
che sei nei cieli, sia santifcato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo, anche in
terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano; rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e
non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno, poiché a te appartengono il Regno, la potenza e la gloria, nei
secoli dei secoli, Amen.

Inno

Benedizione: Il Signore ci benedica e ci protegga, faccia egli risplendere il Suo volto su di noi e ci
sia propizio; il Signore volga su ciascuno e su ciascuna di noi il Suo sguardo e ci dia la pace.

Amen.
Nota: la liturgia è stata preparata dal Gruppo di lavoro sulle carceri della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia
anche in occasione della domenica della diaconia delle chiese valdesi e metodiste, quest’anno dedicata al sostegno del
progetto “casa del melograno”, avviato da quasi un anno a Firenze.

La liturgia ricalca lo schema classico di un culto riformato e si tratta, appunto, di uno schema che può essere
rimaneggiato ed adattato alle diverse sensibilità delle chiese che ne vorranno far uso. Abbiamo deciso, ad esempio, di
non suggerire inni specifci, demandando questa scelta alle singole comunità ed alle loro preferenze.

Il 7 dicembre, poi, oltre ad essere la seconda domenica d’avvento è anche la prima domenica del mese, dunque la
domenica tradizionalmente destinata alla condivisione della Cena del Signore. Non tutte le chiese però pongono la
medesima attenzione all’anno liturgico e non tutte celebrano la Santa Cena sempre e solo alla prima domenica del
mese. Tuttavia, crediamo sia possibile adattare la presente liturgia alle due “occasioni”.

Due parole ancora a proposito del brano di Marco 5 suggerito per la predicazione. Si sarebbe potuto optare per un brano
più “classico” legato alla rifessione sul carcere, Atti 12 o 16 ad esempio, o un brano tratto dal libro di Geremia, o ancora
uno dei salmi già citati, o il celeberrimo brano di Matteo 25 già scelto per la confessione di peccato. Nonostante ciò
abbiamo deciso di orientare la scelta su Marco 5, 1-20, un testo pieno di riferimenti ad una condizione disperata che
muta con l’arrivo e l’azione del Signore. Il riferimento ai ceppi, alla violenza e all’autolesionismo, ai sepolcri. E poi a un
demone multiplo e alla liberazione dallo stesso. E ancora la diffdenza del popolo nei confronti di Gesù e dell’ex
indemoniato. Ecco, tutte queste cose potrebbero costituire una traccia di rifessione interessante, per parlare del carcere
e del suo rapporto con la società a e le chiese.