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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

MODULO D – “Progettazione degli edifici di nuova costruzione”


Responsabile: Prof. Salvatore Noè

EDIFICI IN MURATURA
Comportamento sismico

Prof. Ing. Natalino Gattesco


Dipartimento di Progettazione Architettonica e Urbana
Università degli Studi di Trieste

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BIBLIOGRAFIA
Tomazevic M. (2001) “Earthquake-Resistant Design of Masonry
Buildings”, Series on Innovation in Structures and Construction –
Vol. 1, Imperial College Press, London.
Paulay T., Priestley M.J.N., (1992) “Seismic Design of Reinforced
Concrete and Masonry Buildings”, John Wiley e sons, Inc.
Eurocodice 6 – “Progettazione delle strutture in muratura – Parte
1.1: Regole gfenerali per gli edifici – Regole per la muratura armata e
non armata”, UNI ENV 1996-1-1
Eurocodice 8 – “Indicazioni progettuali per la resistenza sismica
delle strutture – Parte 1.3: Regole generali. Regole specifiche per i
diversi materiali ed elementi”, UNI ENV 1998-1-3

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“Edifici in muratura”


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INTRODUZIONE
Le strutture in muratura non armata sono particolarmente vulnerabili
alle azioni sismiche a causa di

• Ridotta duttilità (limitata capacità di dissipare energia)


• Presenza di sollecitazioni fuori piano nelle pareti
• Rottura per sollecitazioni nel piano di tipo tagliante
Inoltre, la presenza contemporanea di sollecitazioni nel piano e fuori
piano anticipa il collasso

Auspicabile il
ricorso alla
muratura armata

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“Edifici in muratura”

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CONFIGURAZIONI STRUTTURALI
I numerosi terremoti occorsi nel passato hanno evidenziato che oltre
alla qualità dei materiali è fondamentale la configurazione strutturale

Infatti gli edifici con forma regolare e con pareti e solai ben connessi
fra loro hanno spesso superato terremoti di sensibile intensità anche
se non erano stati progettati come sismo-resistenti

E’ quindi importante che gli edifici abbiano


• regolarità in pianta e in altezza
• elevata iperstaticità (efficace collegamento fra tutti gli elementi)
• solai rigidi nel proprio piano

Se sono rispettate queste caratteristiche, in condizioni sismiche


l’energia viene dissipata uniformemente in tutti gli elementi della
struttura.
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REGOLARITA’ IN PIANTA
Configurazione in pianta compatta e approssimativamente simmetrica
in relazione alla distribuzione di masse e rigidezze.
Rapporto fra i lati del rettangolo in cui l’edificio è inscritto inferiore a 4
Rientri o sporgenze non superiori al 25% della dimensione dell’edificio

I solai possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano


Area e rigidezza delle murature devono essere approssimativamente
uguali nelle due direzioni

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REGOLARITA’ IN PIANTA
Se l’edificio definitivo dovrà avere forme più complesse è necessario
scomporre l’intero edificio in più moduli regolari

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REGOLARITA’ IN ALTEZZA
Tutti gli elementi resistenti (pareti) si estendono per tutta l’altezza
Massa e rigidezza rimangono costanti o si riducono gradualmente
con l’altezza (variazioni di massa inferiori al 25%, rigidezza non minore del 30% del
piano sottostante e non superiore del 10% dello stesso piano)

Resistenza effettiva/resistenza richiesta calcolata al piano i non


deve differire più del 20% dell’analogo rapporto per un altro piano
Restringimenti della sezione dell’edificio graduali (> 10% a piano e
max 30% fra ultimo e primo piano)

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CONFIGURAZIONI IN ALTEZZA
Quindi configurazioni di questo tipo devono essere evitate
• strutture miste con piani o parti di piano realizzate con tipologia
strutturale e materiali diversi
• Strutture con forti rastremazioni ai piani inferiori

Mixed structures: to be avoided.

• In zona 1, gli edifici in muratura ordinaria non possono superare i due


piani fuori terra.

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COSTRUZIONI SEMPLICI
Si definiscono “costruzioni semplici” se rispettano, oltre alle
caratteristiche di regolarità in pianta e in altezza, anche le seguenti
• in ognuna delle due direzioni principali siano previste almeno due
pareti di lunghezza, al netto delle aperture, non inferiore al 50% della
larghezza dell’edificio nella medesima direzione
• La distanza tra queste due pareti non sia inferiore al 75% della larghez-
za dell’edificio nella direzione ortogonale
• Almeno il 75% dei carichi verticali sia portato da pareti che facciano
parte del sistema resistente alle azioni orizzontali
a1 a2 a3

6 ai > 0.50 L

> 0.75 L
L
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COSTRUZIONI SEMPLICI
Si devono inoltre aggiungere le seguenti condizioni
• Le pareti strutturali della costruzione devono essere continue dalle
fondazioni alla sommità.
• La planimetria dell’edificio deve essere inscrivibile in un rettangolo con
rapporto fra lato minore e lato maggiore non inferiore a 1/3.
• La snellezza della muratura non deve essere maggiore di 12.
• Le murature devono rispettare i requisiti geometrici di tabella
• Il carico variabile sui solai non deve essere superiore a 3.00 kN/m2.

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COSTRUZIONI SEMPLICI
Si devono inoltre aggiungere le seguenti condizioni
• Nessun altezza di interpiano sia superiore a 3.5 m
• Il rapporto tra l’area della sezione resistente delle pareti e superficie del
piano terreno non sia inferiore ai valori indicati nella tabella, per
ciascuna delle due direzioni ortogonali
• Il numero di piani non è superiore a 3 per muratura ordinaria e a 4 per
muratura armata.

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COSTRUZIONI SEMPLICI
Si devono inoltre aggiungere le seguenti condizioni
• In ciascuna delle due direzioni devono essere presenti pareti resistenti
alle azioni orizzontali non superiore a 7.0 m, elevabile a 9.0 m per
muratura armata.
• Deve inoltre risultare, per ogni piano:

N f
V d 0.25 k
A JM

N carico verticale totale alla base di ciascun piano (valori caratteristici)


A area totale dei muri portanti allo stesso piano
fk resistenza caratteristica a compressione in direzione verticale.

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COSTRUZIONI SEMPLICI
Per le costruzioni ricadenti in zona 2, 3 e 4, se sono rispettate le
condizioni per cui possano essere classificate “semplici” non è
obbligatorio effettuare alcuna analisi e verifica di sicurezza per le
azioni sismiche.
E’ quindi sufficiente eseguire le verifiche di capacità portante per i
carichi verticali.

Naturalmente, siccome le azioni orizzontali agenti perpendicolar-


mente alla parete incrementano sensibilmente le sollecitazioni, è
necessario associare alle azioni verticali anche le azioni dovute al
vento spirante perpendicolarmente alla parete in argomento.

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PARTICOLARI COSTRUTTIVI
• Ad ogni piano deve essere realizzato un cordolo continuo all’intersezio-
ne tra solai e pareti
• La larghezza del cordolo deve essere non inferiore allo spessore della
muratura meno 6 cm ed altezza pari a quella del solaio
• L’armatura corrente non sarà inferiore a 8 cm2, le staffe I 6 ogni 25 cm
• Le travi metalliche o prefabbricate dei solai devono essere prolungate
nel cordolo per almeno la metà della sua larghezza e comunque per
non meno di 12 cm
< 8 cm2

Staffe I 6 >(t-6 cm)


Passo 25 cm
t

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PARTICOLARI COSTRUTTIVI
• Ogni muro resistente alle azioni orizzontali deve essere intersecato da
altri muri ad esso perpendicolari ad interasse non superiore a 7 m
• In corrispondenza degli incroci tra pareti portanti sono prescritte, su
entrambi i lati, zone di parete muraria di lunghezza non inferiore a 1 m,
compreso lo spessore del muro trasversale
• Al di sopra di ogni apertura deve essere realizzato un architrave in c.a.
o in acciaio efficacemente ammorsato alla muratura
Cordolo
>7m Architrave

<1m

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AZIONE SISMICA
L’azione sismica viene ricavata sulla base dello spettro di risposta
elastico dell’accelerazione, la cui forma dipende dal terreno di
fondazione, ma non varia con il livello di sismicità

Lo spettro di risposta elastico dell’accelerazione orizzontale esprime


la massima accelerazione subita da un oscillatore semplice elastico
di periodo proprio T per effetto di un terremoto con accelerazione
orizzontale massima del terreno pari a agS

Un altro parametro che influenza lo spettro elastico è lo smorzamento


viscoso del sistema [.

[ = 2÷3% per strutture in acciaio


[ = 3÷7% per strutture in calcestruzzo armato
[ = 7÷10% per strutture in muratura
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ªT 1 § T ·º
0 d T  TB Sd ( T ) ag S K Fo «  ˜ ¨¨1  ¸¸»
¬TB K Fo © TB ¹¼

TB d T  TC Sd ( T ) ag S K Fo

§T ·
TC d T  TD Sd ( T ) ag S K Fo ˜ ¨ C ¸
©T ¹
§T T ·
TD d T Sd ( T ) ag S K Fo ˜ ¨ C 2D ¸
© T ¹

(S S s ˜ ST )
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PARAMETRI DELLO SPETTRO ELASTICO


L’accelerazione di picco è associata alla zona sismica
Zona Valore di ag
1 0.25g < ag ” 0.35g
2 0.15g < ag ” 0.25g
3 0.05g < ag ” 0.15g
4 ag ” 0.05g

F0 fattore che quantifica l’amplificazione spettrale massima, su sito di


riferimento rigido orizzontale, ed ha valore compreso tra 2.20 e 3.25.
Periodo corrispondente Periodo di inizio del tratto a
all’inizio del tratto a velocità Tc Cc ˜ Tc* velocità costante dello spettro in
costante dello spettro accelerazione orizzontale
TB Tc 3

ag
TD 4.0 ˜  1.6
g
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PARAMETRI DELLO SPETTRO ELASTICO


Le espressioni del coefficiente di amplificazione stratigrafica Ss ed il
coefficiente Cc sono riportati nella tabella.

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PARAMETRI DELLO SPETTRO ELASTICO


I valori del coefficiente di amplificazione topografica ST sono riportati
nella tabella.

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SPETTRO ELASTICO IN SPOSTAMENTO


Lo spettro di risposta elastico dello spostamento si ottiene dalla
2
per T d TE
§ T ·
S De (T ) S e (T ) ˜ ¨ ¸
© 2S ¹
ª T  TE º
per TE  T d TF S De ( T ) 0.25 ˜ a g S TC TD « Fo K  (1  Fo K ) ˜ »
¬ TF  TE ¼

per T ! TF S De ( T ) d g

dg 0.025 ˜ a g ˜ S ˜ TC TD Spostamento orizzontale max del terreno.

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SPETTRO ELASTICO DELLO SPOSTAMENTO

0.14
ag/g=0.25
0.12
Spostamento (m)

0.10
0.08
0.06
0.04
0.02
0.00
0 0.5 1 1.5 2 2.5 3
T (sec)

Serve quando si usa l’analisi statica non lineare

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SPETTRI DI 0.7
Spettro elastico
PROGETTO 0.6
Lo spettro di progetto 0.5
per gli SLE è lo spettro Spettro di progetto SLU
0.4

a/g
elastico riferito alla
0.3
probabilità di supera- Spettro di progetto SLD
0.2
mento nel periodo di
riferimento. 0.1
0.0
Lo spettro di progetto 0 0.5 1 1.5 2 2.5 3
per lo SLU si ottiene a T (sec)
partire dallo spettro a g S Fo ª T q § T ·º
elastico sostituendo al 0 d T  TB Sd ( T ) «  ˜ ¨¨1  ¸¸»
q ¬ TB Fo © TB ¹¼
posto del coefficiente a g S Fo
TB d T  TC Sd ( T )
di smorzamento K q
l’inverso del fattore di TC d T  TD Sd ( T )
a g S Fo § TC ·
˜¨ ¸
struttura 1/q q ©T ¹
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a g S Fo § TCTD ·
TD d T Sd ( T ) ˜¨ 2 ¸ 23
“Edifici in muratura” q © T ¹

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PARAMETRI DI RIFERIMENTO
I parametri di riferimento ag, TC*, Fo, relativi al sito (coordinate) e relativi
al tempo di ritorno TR, sono riportati nella Tabella 1 dell’Allegato B alle
Norme Tecniche per le Costruzioni.

VR CU ˜ VN

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CLASSI D’USO DELLA COSTRUZIONE

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TEMPO DI RITORNO DI RIFERIMENTO

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COMBINAZIONE DELLE AZIONI


La verifica allo SLU o di danno SLD deve essere effettuata per la
seguente combinazione dell’azione sismica con le altre azioni

Ed E  G1  G2  P  ¦i \ 2 i Qki

dove

E azione sismica per lo stato limite in esame


G1,G2 carichi permanenti al loro valore caratteristico (pesi propri)
P valore caratteristico della precompressione, a cadute avvenute
\2i coeff. di combinazione per valore quasi-permanente di Qi
Qki valore caratteristico dell’azione variabile Qi

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MASSE ASSOCIATE ALL’AZIONE SISMICA


Per la valutazione degli effetti dell’azione sismica devono essere
considerate le masse associate ai seguenti carichi gravitazionali
G1  G2  ¦i \ 2 i Qki \2i coefficiente di combinazione di Qi

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TIPOLOGIE STRUTTURALI
Negli edifici in muratura si hanno generalmente tre tipologie struttu-
rali

• Struttura a pareti collegate a livello dei solai da travi flessibili


• Struttura a pareti forate con traverse molto robuste
• Struttura a pareti forate con traverse meno robuste dei maschi
(meno frequenti nella pratica soprattutto per muratura non armata)

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MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA


Il modello della struttura su cui verrà effettuata l’analisi dovrà rap-
presentare in modo adeguato la distribuzione di massa e rigidezza
effettiva considerando, dove appropriato, il contributo degli elementi
non strutturali
In generale il modello della struttura sarà costituito da elementi
resistenti piani a telaio o a parete connessi da diaframmi orizzontali
La rigidezza degli elementi resistenti sarà valutata tenendo conto sia
della deformabilità flessionale che di quella tagliante.
Nel caso di modellazione a telaio le parti di intersezione tra elementi
verticali e orizzontali possono essere considerate infinitamente rigide

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ANALISI DELLA STRUTTURA


La valutazione delle sollecitazioni nella struttura dovute alle azioni
sismiche può essere condotta facendo ricorso ad uno dei seguenti
metodi di analisi

• Analisi statica lineare (o delle forze statiche equivalenti), applicabile


anche per edifici irregolari in altezza, purché si assuma O=1. Il periodo
del modo di vibrare principale non deve superare 2.5 TC o TD. Nel
calcolo delle rigidezze degli elementi deve tener conto sia del
contributo flessionale che tagliante. E’ suggerito l’utilizzo di rigidezze
fessurate (in alternativa EIfes=0.5 EIint)
• Analisi dinamica modale, si deve considerare un numero di modi tale
da garantire che la somma delle masse modali efficaci sia almeno pari
all’85% della massa totale e che siano inclusi tutti i modi con massa
efficace non inferiore al 5% di MT

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ANALISI DELLA STRUTTURA


Oppure facendo ricorso ad uno dei seguenti metodi di analisi

• Analisi statica non lineare (Push-Over), consente di determinare


l’intero diagramma forza-spostamento dell’edificio fino all’incipiente
collasso. E’ applicabile a edifici in cui la massa partecipante del primo
modo di vibrare è superiore al 60% di quella totale.
• Analisi dinamica non lineare, integrazione passo-passo delle
equazioni di moto a partire da un assegnato accelerogramma di
progetto. Ha lo scopo di valutare il comportamento dinamico della
struttura in campo non lineare, consentendo il confronto tra duttilità
richiesta e duttilità disponibile, nonché di verificare l’integrità degli
elementi strutturali nei confronti di possibili comportamenti fragili.

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ANALISI STATICA LINEARE


Si considerano delle forze statiche equivalenti associate alla forma
modale del primo modo di vibrare della struttura

Il primo modo di vibrare può determinarsi con formule empiriche

T1 0.05 H 0.75 T1 0.09 H L

oppure utilizzando il metodo di Rayleigh, che ricava il primo modo


dagli spostamenti laterali ai piani si dovuti ad un sistema di forze Fi
n

¦W s i
2
i
T1 2S 1
n
g ¦ Fi si
1

Wi sono i pesi delle masse ad ogni piano

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FORZE SISMICHE EQUIVALENTI


Dallo spettro di risposta di progetto, in corrispondenza del periodo
calcolato, si ricava il coefficiente sismico che moltiplicato per la
massa totale esprime la risultante delle forze sismiche equivalenti

Fh S d (T1 ) W O g O 0.85 y 1.0


Le forze da applicare a ciascun piano sono date dalla relazione,
basata sulla forma modale del primo modo di vibrare, oppure più
semplicemente ipotizzando una distribuzione triangolare

Wi si
Fi Fh
¦W j s j
Wi zi
Fi Fh
¦W j z j
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EFFETTI TORSIONALI
In aggiunta all’eccentricità effettiva, si deve considerare un’eccentri-
cità accidentale, spostando il centro di massa di ogni piano, in ogni
direzione considerata, di una distanza pari al 5% della dimensione
massima del piano in direzione perpendicolare all’azione sismica

Se le rigidezze e le masse sono distribuite simmetricamente in


pianta, gli effetti torsionali accidentali possono essere considerati
amplificando le forze da applicare a ciascun elemento verticale con il
fattore (G) risultante dalla seguente espressione
G 1 0.6 x Le (max 1.3)

x è la distanza dell’elemento resistente verticale dal baricentro geo-


metrico dell’edificio, misurata perpendicolarmente alla direzione
dell’azione sismica considerata
Le è la distanza tra i due elementi resistenti più lontani, misurata allo
stesso modo
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RISPOSTA NON LINEARE


Nonostante la muratura sia considerato materiale fragile, le prove
sperimentali su campioni e su strutture hanno mostrato che anche
gli edifici in muratura possiedono una significativa capacità di dissi-
pazione di energia che quindi rende possibile la riduzione delle forze
sismiche elastiche.
Per tener conto della risposta non lineare, come per gli altri materia-
li, si considera un fattore di struttura maggiore dell’unità
La capacità di dissipazione di energia è
espressa dal fattore di duttilità Pu=du/de, non
è quindi necessario progettare la struttura
per resistere alla forza He ma alla forza Hdu.
Tenendo conto anche della sovraresistenza
Hmax/Hdu, la forza di progetto può essere
ridotta rispetto a quella elastica del fattore di
struttura qo H H e max
qo ˜
H du H du
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FATTORE DI STRUTTURA E DUTTILITA’


Per le strutture in muratura, che in genere hanno periodi di vibrazione
inferiori a Tm, è più appropriato il criterio di equivalenza energetica.
Ossia due sistemi uno indefinitamente elastico ed uno elastoplastico
raggiungono spostamenti massimi tali da rendere uguale nei due casi
l’energia di deformazione.

Elastic-plastic
du
P
de

P He He
du d He H du 2 P 1
2P  1 2P  1 H du
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FATTORE DI STRUTTURA
Alcuni risultati sperimentali su modelli
di edificio a tre piani, in muratura ordi-
naria e armata, provati su tavola vibran-
te allo ZRMK (Lubiana) hanno mostrato

He
2.84 per muratura ordinaria
H max

He
3.74 per muratura armata
H max

Siccome nell’analisi lineare la capacità portante della struttura è


definita dal raggiungimento della resistenza limite di un muro, il
fattore di struttura deve tener conto anche della sovraresistenza.
I valori sperimentali vanno quindi sensibilmente incrementati.
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FATTORE DI STRUTTURA
La normativa sismica indica per il fattore di struttura per murature

KR=1 costruzioni regolari in altezza


q K R ˜ qo
KR=0.8 costruzioni irregolari in altezza

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RIDISTRIBUZIONE DEGLI SFORZI


Analisi elastica lineare di una struttura in muratura e dimensiona-
mento degli elementi con
• tensioni ammissibili (solo qualche parte di struttura raggiunge i
valori di tensione ammissibili)
• stato limite ultimo (solo qualche elemento della struttura raggiun-
ge la capacità portante ultima)
Analisi non lineare di una struttura in muratura e calcolo della
capacità resistente (Push-over)
Confrontando i tre valori, moltiplicati
per i corrispondenti coefficienti di
sicurezza globali, con la resistenza
effettiva si evidenzia la

Necessità di tener conto della ridistri-


buzione degli sforzi fra le pareti

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RIDISTRIBUZIONE DEL TAGLIO


Per evitare di sottostimare eccessivamente la capacità resistente di
una struttura viene permessa, se sono presenti diaframmi rigidi ai
piani, una modifica della distribuzione del taglio alla base delle varie
pareti, ottenuta da un’analisi lineare, fatto salvo l’equilibrio globale

­° 0.25 ˜ Vie
'Vi d max ®
°̄0.1 ˜ V piano
Soluzione ridistribuita
Analisi elastica lineare da equil. -25% da equil.

30 40 30 35 30 35

100 100

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

SCHEMATIZZAZIONE DELLA STRUTTURA


Se l’edificio è costituito da pareti continue a tutta altezza collegate
fra loro in corrispondenza dei solai mediante travi snelle o cordoli, si
schematizza la struttura con elementi a mensola
F3
2
F2
1 1 Parete 1
2 F1
3

2
F3 F3

F2 F2
Parete 3 Parete 2
F1 F1

Tipologia strutturale che riguarda generalmente edifici in muratura armata


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ELEMENTI A MENSOLA
Costruzione matrice di rigidezza singola asta
Si considera una mensola di n piani. Si numerano da 1 a n gli spostamenti
orizzontali (D1, ….., Dn) e da n+1 a 2n le rotazioni (Dn+1, ….., D2n). La
matrice di rigidezza del tronco i-esimo avente Ii = cost. è

ª 12 12 6 6 º
« h 2 c2 y  c2 y  c2 y  c2 y »
hi2 hi hi
« i »
« 12 c 12
c2 y
6
c2 y
6
c2 y »
EI i « hi2 2 y hi2 hi hi »
Ki « »
hi «  6 c 6
c2 y 4 c1 y 2 c3 y »
2y
« hi hi »
« 6 6 »
« c2 y c2 y 2 c3 y 4 c1 y »
¬ hi hi ¼

EI 3c y  1 1 6c y  1
cy 2
c1 y c2 y c3 y 
h GA * 12c y  1 12c y  1 12c y  1
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ELEMENTI A MENSOLA
Costruzione matrice di rigidezza ridotta
La matrice di rigidezza dell’intera mensola, composta da n tronchi si può
ottenere per assemblaggio dei vari coefficienti di rigidezza, ottenendo una
matrice 2n x 2n

ª K aa K ab º ªD a º ª Fa º
«K ˜
¬ ba K bb »¼ «¬D b »¼ «F »
¬ b¼

D a = spostamenti D b = rotazioni

Ponendo nulle le coppie applicate si ha [F b]=[0] si può quindi


determinare una matrice di rigidezza ridotta

K aa D a  K ab D b Fa Db  K bb1 K ba D b
K ba D a  K bb D b 0 K aa D a  K ab K bb1 K ba D a Fa

K* K aa  K ab K bb1 K ba K *D a Fa
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SCHEMATIZZAZIONE DELLA STRUTTURA


Se l’edificio è costituito da pareti forate, si schematizza la struttura
con elementi a telaio considerando deformabili solo i tratti fra le
aperture e quindi infinitamente rigidi i nodi di intersezione tra aste

3 F3

F2
1 2 2 1 Parete 2
F1

F3 F3

F2 F2
Parete 3 Parete 1
F1 F1

I telai piani possono essere anche collegati fra loro mediante tratti infinitamente rigidi
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DIMENSIONE MASCHI E FASCE


Nel modello strutturale l’altezza efficace dei maschi (Dolce 1989) e
delle fasce (Magenes et al. 2000) segue quanto illustrato

b
b ( h  h' )
heff h'
3 h'

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SCHEMATIZZAZIONE DELLA STRUTTURA


Nella schematizzazione, gli elementi della parete che si intersecano
con elementi di una parete trasversale vengono scomposti in ele-
menti rettangolari semplici.
Si può tener conto della congruenza degli spostamenti verticali
all’interfaccia collegando i telai con tratti rigidi

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TELAI PIANI
Matrice di rigidezza della generica asta
Si tiene conto sia della deformabilità per flessione che di quella per taglio

ª EAi EAi º
« h 0 0  0 0 »
hi
« i »
« 0 12 EI i 6 EI i 12 EI i 6 EI
c2 y  c2 y 0  c2 y  2 i c2 y »
« hi3 hi2 hi3 hi »
« 6 EI 4 EI i 6 EI i 2 EI i »
« 0  2 i c2 y c1 y 0 c2 y c3 y »
« hi hi hi2 hi »
K 'i
« EAi EAi »
« h 0 0
hi
0 0 »
« i »
« 0 12 EI i 6 EI i 12 EI i 6 EI i »
 c2 y c2 y 0 c2 y c 2y
« hi3 hi2 hi3 hi2 »
« 6 EI 2 EI i 6 EI i 4 EI i »
« 0  2 i c2 y c3 y 0 c2 y c1 y »
«¬ hi hi hi2 hi »¼

EI 3c y  1 1 6c y  1
cy 2
c1 y c2 y c3 y 
h GA * 12 c y  1 12 c y  1 12 c y  1
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ESTREMI RIGIDI
La matrice di rigidezza delle aste deve includere la presenza dei tratti rigidi
di estremità per cui va moltiplicata per la matrice T e
Trascurando la deformabilità assiale delle aste, i gradi di libertà del telaio
passano da 3mn a (m+1)n.
e x2
e x1 l e x2
e y2
y
h
e y1 e y2

y e y1 x
x
e x1

ª0  e x1 º ª0  ex 2 º ª e y1 º ªe y 2 º
«1 « e » «e »
Te1 « e y 1 »» Te1 «1
«  e y 2 »» Te 1 « x1 » Te 1 « x2 »
«¬ 0 1 »¼ «¬ 0 1 »¼ «¬ 1 »¼ «¬ 1 »¼

ªTe1 0 º D * Te D
Te «0 Ki TeT K 'i Te
¬ Te 2 »¼ F TeT F *
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COSTRUZIONE MATRICE RIDOTTA TELAI


Si assemblano le matrici di rigidezza dei singoli elementi per formare la
matrice di rigidezza del telaio di dimensione (m+1)n x (m+1)n. Si ordina la
matrice in modo da tenere separati nel vettore spostamenti quelli
traslazionali Da da quelli rotazionali Db .

ª K aa K ab º ªD a º ª Fa º
«K ˜
¬ ba K bb »¼ «¬D b »¼ «F »
¬ b¼

Ponendo nulle le coppie applicate si ha [Fb]=[0] si può quindi


determinare una matrice di rigidezza ridotta (nxn)

K aa D a  K ab D b Fa Db  K bb1 K ba D b
K ba D a  K bb D b 0 K aa D a  K ab K bb1 K ba D a Fa

K* K aa  K ab K bb1 K ba K *D a Fa
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PROCEDIMENTO PER L’ANALISI SPAZIALE


DELLA STRUTTURA
Ogni telaio o mensola ha una componente di spostamento per ogni piano
nella direzione u di giacitura del telaio (sistema locale u, v).

K i* è la matrice di rigidezza riferita al sistema locale con origine nel


baricentro del telaio e asse u nella direzione del telaio (dim. n x n)
F i sono le azioni riferite al sistema locale (n forze orizzontali)
D i sono gli spostamenti nel riferimento locale (n spostamenti orizzontali in
direzione u)

L’equazione di equilibrio nel sistema di riferimento locale è


K i* D i Fi
y

Considerando l’intero edificio, per l’ipotesi di


indeformabilità dei solai nel proprio piano, i u Z
v i
movimenti di ciascun piano sono tre e sono
raggruppati nel vettore E (3n): due traslazioni xi yi
x, y ed una rotazione -.
- x
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MATRICE DI RIGIDEZZA SIST. GLOBALE


Gli spostamenti locali sono legati a quelli globali mediante la matrice di
trasferimento Ti

Ti >[cos Zi ] [ sin Zi ] [ xi sin Zi  yi cos Zi ]@

ciascun termine è una matrice diagonale (n x n)

Di Ti E

La matrice di rigidezza dell’elemento i-esimo nel riferimento globale si


ricava utilizzando la matrice di trasferimento anche sulle forze di piano
(Si sono le forze di piano dell’i-esimo elemento nel sistema globale)

Fi Ti Si Fi K i*Ti E

Si TiT K i*Ti E K i** Ti T K i*Ti


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CALCOLO SPOSTAMENTI E SOLLECITAZIONI


La matrice di rigidezza dell’intera struttura si ottiene per semplice somma
delle matrici dei singoli elementi (m numero di elementi)

m
K **
¦K
i 1
**
i

K **E F

dove F sono le forze esterne (Fxi, Fyi, MTi) applicate ad ogni piano.

Sistema che permette di determinare gli spostamenti di ogni piano E (3n).


Da E si risale agli spostamenti Di tramite la D i Ti E e quindi agli sforzi
nelle aste di ogni telaio.
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RIGIDEZZA MASCHI MURARI


Se la struttura è costituita da pareti forate con fasce di piano molto
più robuste dei maschi (caso molto frequente negli edifici in muratura
non armata) è possibile la schematizzazione come segue.
La rigidezza del generico maschio può essere valutata assumendo
che le due estremità del maschio possano solo traslare (no rotazione)
3
hpi Fhpi
hpi Per Fi 1 Gi 
12EI i GAi
bi
Deformormabilità Deformormabilità
flessionale tagliante
Gi

Fi 1 G bi t
Ki 3
hpi hpi Fhpi ª G 1 § h ·2 º
 F hpi «1  ¨¨ pi ¸¸ »
12EI i GAi « E F © bi ¹ »
t ¬ ¼
bi
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SCHEMA SHEAR-TYPE
Se la struttura è costituita da pareti forate con fasce di piano molto
più robuste dei maschi (caso molto frequente negli edifici in muratura
non armata) è possibile la schematizzazione a telai tipo shear-type
Inoltre se le pareti non subiscono variazioni dimensionali di rilievo in
altezza si può operare la distribuzione delle forze orizzontali di ogni
piano separatamente
F3 La rigidezza del primo piano della
h3j parete i-esima è la seguente
F2
h2j k 1 k
j
K1i ¦ ¦ K1i
F1 j 1 h13j Fh1 j j 1
h1j 
12 EI1 j GA1 j

Nella procedura vista in precedenza, quindi Ki* =K1i (singolo numero),


la matrice di trasferimento Ti è una matrice (1x3), la matrice globale
K** è una matrice (3x3), E contiene i tre spostamenti di piano e F è il
tagliante di piano.
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SCHEMA SHEAR-TYPE
Una volta calcolata la quota parte del tagliante di piano che si prende
la parete i-esima si valuta il taglio agente sul j-esimo maschio con
K1ji n
K 2ji n
H j
1i
K1i
¦ Fl H j
2i
K 2i
¦F
l 2
l
l 1

Noto il taglio sul maschio si ricava il momento agli estremi con le


relazioni H 2ji h2 j
j H1ji h1 j j
M1i M 2i
2 2

H 2ji H 2ji1
F3 a3
h3j M 2ji M 2ji1
F2 a2 V1isj M sj
1i
Vsj 1
1i M sj 1
1i
j M 1dji
H 2i h2j V1idj M 1dji 1 V1idj 1
M 1ji M 1ji 1
F1 a1
H1ji h1j H1ji H1ji 1
lj,j+1

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RIPARTIZIONE AZIONI ORIZZONTALI


Per strutture tipo shear-type è possibile utilizzare il procedimento
semplificato di ripartizione del taglio di piano fra i maschi murari:

- Determinazione della rigidezza di ogni elemento murario


- Individuazione del baricentro delle masse
- Individuazione del baricentro delle rigidezze
- Valutazione dell’eccentricità tra la forza agente e i baricentro delle
rigidezze
- Ripartizione della forza proporzionalmente alle rigidezze, per sisma
agente in direzione x
- Ripartizione della forza proporzionalmente alle rigidezze, per sisma
agente in direzione y
- Combinazione dell’azione secondo normativa
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BARICENTRO DELLE MASSE


Fissato un sistema di assi cartesiani ortogonali, è possibile calcola-
re il baricentro delle masse relative a tutti i livelli (piani)

Individuando per ogni singolo componente strutturale un baricentro


ed una massa, con le note relazioni della geometria delle masse si
ricava la posizione del baricentro di ogni piano.

Wi mi ˜ g n n
y ¦ mi ˜ x i ¦ Wi ˜ x i
xG i 1 i 1
mi n n
G ¦ mi ¦ Wi
xi i 1 i 1

yi xG mj n n
yG ¦ mj ˜ y j ¦ Wj ˜ y j
xj j 1 j 1
yj yG n n
O x ¦ mj ¦ Wj
j 1 j 1

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BARICENTRO DELLE RIGIDEZZE


Fissato un sistema di assi cartesiani ortogonali, è possibile calcola-
re il baricentro delle rigidezze relative a tutti i livelli (piani)

Individuando per ogni singolo elemento murario un baricentro ed


una rigidezza Kxi o Kyj, con le note relazioni della geometria delle
masse si ricava la posizione del baricentro di ogni piano.

n
y ¦ K yi ˜ x i
xCT i 1
Kxi n
¦ K yi
xi CT i 1

yi xCT Kyj n
yCT ¦ K xj ˜ y j
xj j 1
yj yCT n
O x ¦ K xj
j 1

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DISTANZA BARICENTRI
La distanza tra il baricentro delle masse e quello delle rigidezze si
ricava con le relazioni

ex xG  xCT ey yG  yCT

y xG
Kxi
G
xi CT ey
ex
yG xCT
yCT
Kyj yj

O x

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RIPARTIZIONE AZIONI ORIZZONTALI


Nell’ipotesi di solaio indeformabile nel proprio piano sono permesse
solo traslazioni e rotazioni rigide attorno al baricentro delle rigidezze

Le forze corrispondenti ad ogni elemento murario possono essere


espresse in funzione dello spostamento. Lo spostamento è dovuto
alla rototraslazione del piano.
y Fyi
vi
Fyi K yi ˜ v i Kxi
G
xi CT ey
ex
Fxj K xj ˜ u j yG xCT Fxj
yCT
uj
yj Kyj

O x
Fy

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RIPARTIZIONE AZIONI ORIZZONTALI


Essendo la rigidezza indipendente dallo spostamento, si possono
valutare separatamente la quota di forza dovuta alla traslazione e
quella dovuta alla rotazione attorno al baricentro delle rigidezze.

- Quota traslazionale (forza agente in direzione y)


n
T
Fy ¦ Fyi Risultante delle forze
y vi Fyi i 1
v
Kxi FyiT K yi ˜ v i K yi ˜ v vi v per ogni i
G
xi CT Fy
n
ex Fy ¦ K yi ˜ v v n
xCT
yCT i 1 ¦ K yi
i 1

K yi
O x FyiT n
˜ Fy
Fy
¦ K yi
i 1

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RIPARTIZIONE AZIONI ORIZZONTALI


- Quota rotazionale (forza agente in direzione y)
Dal teorema di Varignon, il momento di Fy è uguale alla somma dei
momenti delle singole forze sugli elementi murari
n n
x' i xi  xCT y' j y j  yCT Fy ˜ ex - -
¦ Fyi ˜ x' i  ¦ Fyj ˜ y' j
i 1 j 1
y’
uj Fyi-y K yi ˜ v i vi x' i ˜-
y
Fyi Fxj-y K xj ˜ u j uj  y' j ˜-
Fxj Kyj
G
CT - vi x’ Sostituendo nell’equazione sopra
yj ex Kxi
xCT
yCT §n n ·
xi Fy ˜ ex ¨ ¦ K yi ˜ x' i2  ¦ K xj ˜ y' 2j ¸ ˜ -
¨i 1 ¸
© j 1 ¹
O x
Fy Momento d’inerzia polare rispetto a CT
in coordinate locali (x’,y’,CT)
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RIPARTIZIONE AZIONI ORIZZONTALI


- Quota rotazionale (forza agente in direzione y)
n n n n Momento d’inerzia pola-
2 2 2 2
ICT ¦ K yi ˜ xi  ¦ K xj ˜ y j  xCT ˜ ¦ K yi  yCT ˜ ¦ K xj re rispetto a CT in co-
i 1 j 1 i 1 j 1 ordinate generali (x,y,O)

y’
y uj K yi ˜ x' i
Fyi-y ˜ Fy ˜ ex
Fyi ICT
Fxj Kyj
G
CT - vi x’
ex Kxi K xj ˜ y j
yj xCT Fxj-y  ˜ Fy ˜ ex
yCT ICT
xi

O x
Fy

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RIPARTIZIONE AZIONI ORIZZONTALI


Analogamente per forza agente in direzione x.
- Quota traslazionale (forza agente in direzione x)

K xj
FxjT n
˜ Fx
¦ K xj
j 1

- Quota rotazionale (forza agente in direzione x)

K yi ˜ x' i
Fyi-x  ˜ Fx ˜ ey
ICT

K xj ˜ y j
Fxj-x ˜ Fx ˜ ey
ICT

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RIPARTIZIONE AZIONI ORIZZONTALI


Sommando i contributi rotazionale e traslazionale si ottiene:

§ ·
¨ K K ˜ x' ¸
Fyi FyiT  Fyi-y ¨ yi  yi i ˜ e ¸ ˜ F
x
¨ n ICT ¸ y
K
¨ ¦ yi ¸
- forza agente in direzione y ©i 1 ¹
K xj ˜ y j
Fxj Fxj-y  ˜ Fy ˜ ex
ICT

§ ·
¨ ¸
Fxj FxjT  Fxj-x ¨ K xj  K xj ˜ y j ˜ e ¸ ˜ F
¨ n y¸ x
ICT
¨ ¦ K xj ¸
- forza agente in direzione x ©j 1 ¹
K yi ˜ x' i
Fyi Fyi-x  ˜ Fx ˜ ey
ICT
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COMBINAZIONE DELLE COMPONENTI


DELL’AZIONE SISMICA
Le componenti dell’azione sismica orizzontali e verticali vanno
considerate agenti simultaneamente. In generale l’azione sismica
verticale non è necessario venga considerata.

I valori massimi della risposta ottenuti da ciascuna delle due azioni


orizzontali applicate separatamente vanno combinati ad esempio
sommando ai massimi ottenuti per l’azione applicata in una direzione
il 30% dei massimi ottenuti per l’azione applicata nell’altra direzione
0.3 Ey Ey
Ex 0.3 Ex
­ E x  0.30 E y G G
E max ® CT CT
¯0.30 E x  E y

E’ quindi necessario eseguire due analisi: una con l’azione sismica


agente in direzione x ed una con l’azione agente in direzione y
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RIDISTRIBUZIONE DEL TAGLIO


Nel caso di edificio con risposta eccentrica, a valle della combina-
zione delle azioni sismiche orizzontali, si opera la ridistribuzione del
taglio alla base di ogni telaio in modo da massimizzare la capacità
portante dell’edificio alle azioni orizzontali
Soluzione elastica lineare
y Ox1Vx1
x2
Oxi 1 O yj 1
x3 Soluzione con ridistribuzione
G
m
y1 Fx 0.75 d O xi d 1.25
Oy1Vy1 Oy2Vy2 Fy
Oy3Vy3
Oy4Vy4
¦O V xi xi Fx
i 1 0.75 d O yj d 1.25
x4 ys n
Ox2Vx2
x ¦O V yj
yj Fy 1  O V d 0 .1 F
O xs
j 1
m n

Fx Fxh Fy 0.3 Fyh ¦O V


i 1
xi xi yi  ¦ O yjV yj x j
j 1
Fx ys  Fy xs

Fx 0.3Fxh Fy Fyh
O xiVxi d VRdi ( i )
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SOLLECITAZIONI NEI MASCHI


Una volta calcolata la quota parte del tagliante di piano che si prende
il generico maschio i-esimo (al piano j)

H ji F ji

Noto il taglio sul maschio si ricava il momento agli estremi con le


relazioni
H ji h ji
M ji
2
F3 H 2i H 2 i 1
a3i
h3i
M 2i M 2 i 1
F2 a2i V1si M1si V1si 1 M1si 1
H 2i h2i M1di V1di M1di 1 V1di1
F1 a1i M1i M1i 1
H1i h1i
H1i H1i 1
li,i+1

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SOLLECITAZIONI NELLE TRAVERSE


Noto il taglio agente sui maschi murari si può procedere al calcolo
delle sollecitazioni nelle fasce di piano (traverse sopra le aperture)

Queste infatti sono state assunte infinitamente rigide, ma non


possono essere considerate anche infinitamente resistenti.

I tagli e momenti nelle fasce di piano si possono ricavare scrivendo


l’equilibrio dei nodi ed ipotizzando che, nel caso di nodo intermedio,
siano uguali i momenti a destra ed a sinistra del nodo
F3 a3i H 2 i 1
H 2i
h3i
F2 a2i M 2i M 2 i 1
H 2i h2i V1si M1si V1si 1 M1si 1
F1 a1i M1di V1di M1di 1 V1di1
M1i M1i 1
H1i h1i
li,i+1 H1i H1i 1

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SOLLECITAZIONI NELLE TRAVERSE


I tagli e momenti nelle fasce di piano si possono ricavare scrivendo
l’equilibrio dei nodi ed ipotizzando che siano uguali i momenti a
destra ed a sinistra del nodo nel caso di nodo intermedio
F3 a3i Indicando con M1di il momento nel
h3i nodo all’estremità della fascia si ha
F2 a2i H ( h  a )  H 2 i ( h2 i  a1i )
H 2i h2i M1di D s 1i 1i 1i
F1 a1i 2
H1i H ( h  a )  H 2 i ( h2 i  a1i )
h1i M1si D d 1i 1i 1i
li,i+1 2
M1di  M1si 1 D s ,d 1
H 2i H 2 i 1 V1di V1si 1
li ,i 1 Nodi di
M 2i M 2 i 1 estremità
V1si M1si V1si 1 M1si 1 V1di b1i
M1di V1di M1di 1 V1di1
M1di M1di 
M1i 1 2 D s ,d 0.5
M1i
Nodi
V1si 1 b1i 1
H1i H1i 1 M1si 1 s
M1i 1  intermedi
2
Prof. Ing. Natalino Gattesco 71
“Edifici in muratura”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

VERIFICA DI RESISTENZA MASCHI


I maschi murari sono soggetti a pressoflessione e taglio.
Nel caso di edifici con non più di due piani è possibile trascurare la
variazione di sforzo normale nei maschi dovuta alle azioni sismiche
Capacità portante a pressoflessione
b a a 0 .8 x
P M Rd kf d a t (  )
2 2 P
a P
P kf d a t Vo
VRd es kf d t bt
Sostituendo a e Vo nella prima
k 0.85
2
Vo b t § V ·
h M Rd ¨¨1  o ¸¸
ho 2
ei
VRd
© kf d ¹
Nota la posizione di annullamento del momento ho
kfd
x
p V o b 2t § V ·
a V Rd
¨¨1  o ¸¸
b 2 ho © kf d ¹
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“Edifici in muratura”


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

VERIFICA DI RESISTENZA MASCHI


I valori di momento ottenuti dall’analisi alle estremità del maschio
devono risultare non superiori del valore del momento resistente di
calcolo

Verifica a pressoflessione
V o b 2t § V · fd
fk
M Rd ¨¨1  o ¸¸ JM
P 2 © kf d ¹
Msd,s
Vsd

max ( M sd ,i , M sd , s ) d M Rd
h

ho
Vsd
Msd,i
P Vsd d VRdp
b
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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

VERIFICA DI RESISTENZA MASCHI


Capacità portante a taglio (Rottura per scorrimento)
f vk f vok  0.4 V f vd f vk J M
Le più recenti normative fanno riferimento a questo modello valutan-
do la resistenza della muratura come prodotto della resistenza
unitaria per l’area reagente del muro (zona compressa)

§ 3 3e · V ho P
b' ¨  ¸ b e Vo b’/3

©2 b ¹ P bt
ª§ 3 3 Vho · º bt
V f vd b' t ¨
«¨  ¸ f  0 . 4 V o»
P b ¸¹
vko
¬© 2 ¼ JM
b’
s 1.5 f vko  0.4 V o b t
VRd
3h f f vk
1  o vko J M
b f vd
per e d b' b
bV o J M 6 JM
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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

VERIFICA DI RESISTENZA MASCHI


I valori massimi del taglio nel maschio ottenuti dall’analisi devono
risultare non superiori al valore del taglio resistente di calcolo

Verifica a taglio

s 1.5 f vko  0.4 V o b t


P VRd
3h f
Vsd 1  o vko J M
Vsd
bV o J M

Vsd d VRds
Vsd
Vsd
P
b

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

VERIFICA DI RESISTENZA MASCHI


I valori massimi del taglio nel maschio ottenuti dall’analisi devono
risultare non superiori al valore del taglio resistente di calcolo

Verifica a taglio (rottura per fessurazione diagonale)

f 1.5 f vko b t Vo
VRd 1 Turnsek e Cacovic 1971
[ JM 1.5 f vko

[ 1 .0 per h b d 1.0
Vsd d VRdf
[ hb per 1.0  h b d 1.5
[ 1 .5 per h b ! 1.5

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VERIFICA DI RESISTENZA TRAVI IN MURATURA


Dall’analisi risulta che le fasce sono soggette a flessione e taglio
Ma in assenza di compressione il momento resistente ed il taglio
resistente risultano nulli
V o b 2t § V · P
M Rd ¨¨1  o ¸¸ se P=0 MRd=0 Vo
2 bt
© kf d ¹
s 1.5 f vko  0.4 V o b t
VRd se P=0 VRd=0
3h f
1  o vko J M
bV o J M

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VERIFICA DI RESISTENZA TRAVI IN MURATURA


Le traverse tendono a ruotare rigidamente e ad allontanare fra loro i
montanti verticali stravolgendo completamente il regime statico
E’ quindi indispensabile la presenza di tiranti orizzontali in grado di
contrastare il “rocking” delle traverse
La capacità portante delle traverse per flessione e taglio è quindi
legata alle dimensioni del tirante orizzontale (cordoli, tiranti, ecc.)
La presenza dei tiranti consente di far affidamento su un meccani-
smo resistente in condizioni limite ultime a puntone diagonale come
nei maschi

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VERIFICA A FLESSIONE DELLE TRAVERSE


Si determina quindi la forza assiale minima che deve essere garantita
dal tirante orizzontale affinché la traversa sia in grado di resistere al
momento agente massimo di calcolo Msd
b a k 0.85
VRd M sd kf d' a t (  )
kfd 2 2 a 0 .8 x
'
Pmin
a x Pmin kf d a t a
es kf d' t
b
ed P Sostituendo a nella prima
min
Pmin § P ·
M sd ¨¨ b  min' ¸¸
lo VRd 2 © kf d t ¹
l Risolvendo rispetto a Pmin

E’ necessario che il tirante,


cordolo o altro elemento kf d' bt §¨ 8M ·
Pmin 1  1  ' sd2 ¸
orizzontale sia in grado di
contrastare questa forza
2 ¨© kf d b t ¸¹
fd’ è la resistenza a compressione di calcolo della muratura in direzione orizzontale
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VERIFICA A TAGLIO TRAVERSE


Si opera come per il maschio utilizzando come forza assiale Pmin
Rottura per scorrimento

s 1.5 f vko  0.4 V o b t b’/3


VRd
3l f
1  o vko J M
bV o J M

Pmin
Vo b’
bt
Rottura per fessurazione diagonale

f 1.5 f vko b t Vo ­VRds


VRd 1 Vsd d min ® f
[ JM 1.5 f vko ¯VRd

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CONFRONTO RESISTENZA FASCE


Si evidenzia come varia la resistenza a taglio delle fasce al variare di
Pmin
3
Schiacciamento
2.5
Scorrimento
2
Fess. diag. f’ (Mpa) 4.0
1.5
VRd f vdo b t 1
fvko (Mpa) 0.2
JM 2.0
0.5

0
0.0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5

Pmin fd b t
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VERIFICA A TAGLIO TRAVERSE


In presenza di cordolo di piano o architrave resistente a flessione ed
efficacemente ammorsato alle estremità, la resistenza a taglio è
Rottura per scorrimento

s f vko
VRd ˜bt
JM

Rottura per pressoflessione


Hpb§ Hp · ­ resist. a trazione elem. teso
M Rd ¨¨1  ¸ Hp min ®
2 © kf d b t ¸¹
'
¯ 0 .4 f d b t

­VRds f d' resist. a compr. muratura


f 2 M Rd Vsd d min ® f
in direzione orizzontale
VRd
l ¯VRd
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VERIFICHE SLD
Un’analisi elastica lineare della struttura va condotta applicando le
azioni sismiche relative allo Stato Limite di Danno per determinare gli
spostamenti di piano delle singole pareti si
Bisogna confrontare che gli spostamenti di interpiano di ogni parete
risultino inferiori ai valori limite imposti dalla normativa
d r  0.003 h per muratura ordinaria
si 1  si d d r
d r  0.004 h per muratura armata

Combinazione di carico per lo Stato Limite di Danno


Ed E  G1  G2  P  ¦i \ 2 i Qki
E azione sismica per lo stato limite in esame
G1,G2 carichi permanenti al loro valore caratteristico (pesi propri)
P valore caratteristico della precompressione, a cadute avvenute
\2i coeff. di combinazione per valore quasi-permanente di Qi
Qki valore caratteristico dell’azione variabile Qi

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

AZIONI SISMICHE FUORI PIANO


Le pareti in muratura sono eccitate dal sisma anche in direzione
perpendicolare al proprio piano sollecitandole a pressoflessione
fuori piano.
L’effetto dell’azione sismica può essere valutato considerando una
forza orizzontale uniformemente distribuita, di risultante Fa

Wa S a Fa
Fa
qa

Wa è il peso dell’elemento
qa è il fattore di struttura della parete
• pari a 1 per elementi aggettanti a mensola (camini, parapetti, ecc.)
• pari a 2 negli altri casi (pareti collegate ai solai a entrambi gli estremi)
Sa è un coefficiente di amplificazione

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AZIONI SISMICHE FUORI PIANO


Il coefficiente di amplificazione è dato dalla
S a g ª 3 (1  z H ) º
Sa «  0 . 5 »
g «¬ (1  (1  Ta T1 )2 »¼
Sag è l’accelerazione di progetto al terreno
H è l’altezza della struttura
z è l’altezza del baricentro dell’elemento rispetto alla fondazione
Ta è il primo periodo di vibrazione fuori piano dell’elemento
T1 è il primo periodo di vibrazione della struttura nella direzione consider.
Per il calcolo del primo periodo proprio fuori piano si utilizza la
h altezza dell’elemento
2
2S h PA I momento d’inerzia piano debole
Ta
D EI PA massa per unità di lunghezza della parete
D coefficiente funzione del tipo di vincolo
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AZIONI SISMICHE FUORI PIANO


Il fattore D per alcuni tipi di vincolo alle estremità dell’elemento
D = 3.5156

2S h2 PA D = 9.869
Ta D = 15.4213
D EI
D = 22.3729

Esempio di calcolo delle forze perpendicolari ad una parete


b (m) 1 Azione alle varie quote
Wa S a
t (m)
3
0,24 qa 2 Fa
P(kg/m ) 1200 Sag/g 0,25 qa
P$(kg/m) 288
2
E (N/m ) 6,70E+09 z Sa Sa/qa
4
I (m ) 0,001152 m
h (m) 3 1,5 0,375 0,1877 Fa
Ta (s) 0,035 4,5 0,518 0,2592 h
7,5 0,661 0,3306
H (m) 9
T1 (s) 0,26
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VERIFICA PARETI FUORI PIANO


Il momento di collasso della parete per azioni perpendicolari al piano
si calcola analogamente al caso di azioni parallele al piano
P V o bt 2 § V ·
P
V M Rd ¨¨1  o ¸¸
V 2 © kf d ¹
Fa
h
h/2 P
Vo k 0.85
Mmax=Fah/8 Fa/2 bt
V
kfd
P a M sd ,max d M Rd
t
Un diverso metodo di verifica ipotizza uno schema ad arco (EC6)
P a 0 .1 t (Dimensione arco) Fa ,Rd h
V Rmax G
Fa G G 0.9 t (Freccia arco) 8
h
R ­ P 8 Rmax G
Rmax min ® Fa ,Rd
h
P V ¯1.5 f d bt 10
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MURATURA ARMATA
Nelle NTC sono riportate le seguenti prescrizioni per la muratura
armata, oltre a quelle indicate per la muratura ordinaria
• Interasse massimo fra muri strutturali non superiore a 9 m in entrambe
le direzioni anziché i 7 m degli edifici in muratura ordinaria
• Architravi sopra le aperture in muratura armata.
• Armatura orizzontale, percentuale rispetto all’area lorda della muratura
compreso tra 0.04% e 0.5%. (EC8 prevede armature ogni 60 cm).

• Armatura verticale disposta in apposite cavità. Sezione complessiva


non inferiore a 200 mm2 ad ogni estremità di parete portante, ad ogni
intersezione tra pareti portanti e ad interasse non maggiore di 4 m. La
percentuale di armatura deve essere compresa tra lo 0.05% e l’1.0%.

• Agli incroci delle pareti perimetrali è possibile derogare dal requisito di


avere su entrambe le pareti zone di parete muraria non inferiori a 1 m.

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MURATURA ARMATA
Il momento resistente di calcolo di una sezione di muratura armata
soggetta a pressoflessione si determina analogamente alle sezioni di
calcestruzzo armato
V Muratura V Acciaio
0.85 fk fk fyk f yk
fd f yd
JM fyd JM
0.85 fd JM 1.15
JM 2 y3
H
0.002 0.0035 H Hsy Hsu=0.01

H mu 3.5‰

2
Campi di A’s 1
deformazione d As
3
4 5
H su 10‰ H sy
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PRESSOFLESSIONE
Il momento resistente di calcolo delle sezioni dei maschi, utilizzando
lo stress-block e per due armature simmetriche agli estremi, si ha
H mu 3.5‰ H mu 3.5‰ kf d

2 x a
A’s 1
d As b
Nsd
3
4 5
H sy Hs H sy f yd
H su 10‰ t
N sd
Vo
N sd kf d at  f yd ( As  As' ) bt
b a b b k 0.85
M Rd kf d at (  )  f yd As (d  )  f yd As' (  d ' )
2 2 2 2 a 0.8 x
V o b 2t § V ·
Risolvendo M Rd ¨¨1  o ¸¸  (d  d ' ) f yd As
per A’s=As 2 © kf d ¹
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FLESSIONE SEMPLICE
Il momento resistente di calcolo delle sezioni delle fasce di piano, uti-
lizzando lo stress-block, si ricava
H mu 3.5‰ Hm kf d
x V 's a
2
A’s 1
d As b
3
4 5
H sy H su f yd
H su 10‰ t

H 's H su
k 0.85
x  d' dx
0 kf d at  V 's As'  f yd As a 0.8 x

b a b b V 's EsH 's


M kf d at (  )  f yd As (d  )  V 's As' (  d ' )
2 2 2 2
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RESISTENZA A TAGLIO
La muratura armata prevede sia armature verticali che armature oriz-
zontali; entrambe forniscono un contributo resistente a taglio. Il taglio
resistente è dato dalla somma dei seguenti contributi

VRd Vmd  Vad

Vmd f vd dt Contributo della muratura

Asw Contributo armature (traliccio)


Vad 0.6d f yd
s Vad vad

VRd ,max 0.3 f d dt


Schiacciamento puntone

d è la distanza tra il
=
lembo compresso ed il
baricentro delle
armature verticali tese

Prof. Ing. Natalino Gattesco 92


“Edifici in muratura”


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FATTORE DI STRUTTURA
La normativa sismica indica per il fattore di struttura per murature

KR=1 costruzioni regolari in altezza


q K R ˜ qo
KR=0.8 costruzioni irregolari in altezza

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“Edifici in muratura”

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GERARCHIA DELLE RESISTENZE


Il principio fondamentale di gerarchia delle resistenze consiste nello
evitare il collasso per taglio per ogni pannello murario, assicurandosi
che sia preceduto da modalità di collasso per flessione.

Questo principio si intende applicato quando ciascun pannello è veri-


ficato a flessione rispetto alle azioni agenti ed è verificato a taglio
rispetto alle azioni risultanti dalla resistenza a collasso per flessione,
amplificate del fattore di sovraresistenza

J Rd 1.5

Prof. Ing. Natalino Gattesco 94


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MURATURA ARMATA
Tipi di fessurazione nelle diverse tipologie strutturali

Rottura per flessione al Rottura per taglio Rottura per flessione


piede delle mensole dei maschi murari nelle fasce ed al piede
del primo piano dei piedritti

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PARETE CARICATA FUORI PIANO


Il momento di collasso della parete per azioni perpendicolari al piano
si calcola analogamente al caso di muratura ordinaria aggiungendo il
contributo dell’acciaio d’armatura

P P
V
Fa
V k 0.85
h h/2
P
Mmax=Fah/8 Fa/2 Vo
V bt
P kfd fydAs
a
t

P kf d ba  f yd As
M Rd
t
V o bt  f yd As §¨¨1  V o  f yd As ·¸¸
§ t a· 2 © kf d kf d bt ¹
M Rd kf d ba ¨  ¸
©2 2¹
Prof. Ing. Natalino Gattesco 96
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MODULO D – “Progettazione degli edifici di nuova costruzione”


Responsabile: Prof. Salvatore Noè

EDIFICI IN MURATURA
Comportamento sismico – analisi non lineare

Prof. Ing. Natalino Gattesco


Dipartimento di Progettazione Architettonica e Urbana
Università degli Studi di Trieste

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INTRODUZIONE
Lo spettro di progetto utilizzato nell’analisi statica lineare, special-
mente per le strutture in muratura ordinaria (non armata), risulta
fortemente penalizzato da un valore di duttilità disponibile assunto
cautelativamente basso.
Questa assunzione è giustificata dalla possibile insorgenza di mec-
canismi di collasso relativamente fragili, quali la rottura per taglio.
Per tali strutture, quindi, per evitare di sottovalutare la loro idoneità
a sopportare gli effetti prodotti da un sisma è necessario ricorrere

all’analisi statica non lineare

che valutando direttamente la duttilità disponibile, consente di ese-


guire verifiche sismiche positive anche nei casi in cui l’esito
dell’analisi lineare è negativo.

Prof. Ing. Natalino Gattesco 2


“Edifici in muratura”


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COMPORTAMENTO STRUTTURA
In una struttura in muratura, caratterizzata da un’elevata iperstaticità,
se si incrementano gradualmente gli spostamenti di piano si nota che
quando raggiungono il limite elastico le prime pareti, o parti di esse,
le altre sono ancora ampiamente al di sotto; prima di raggiungere lo
spostamento ultimo si verificano quindi notevoli ridistribuzioni di
sforzi fra le pareti.
Se si fa un esempio con 2 pareti monopiano soggette allo stesso
spostamento di piano (comportamento ideale bi-lineare delle pareti)
Fe Fe

Fd Fd Ridistribuzione

1 2
1
2

se su (su) se s’ su (su)
Prof. Ing. Natalino Gattesco 3
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SOVRARESISTENZA E DUTTILITA’
Nelle strutture in calcestruzzo armato o in acciaio gli elementi portanti
sono dimensionati in funzione delle sollecitazioni che dovranno sop-
portare per cui la sovraresistenza che si ottiene utilizzando l’analisi
statica lineare o dinamica modale è comunque modesta
Per le murature, soprattutto per quelle non armate, invece, la dimen-
sione dei muri dipende anche dalla geometria per cui la sovraresi-
stenza dovuta all’iperstaticità del sistema può essere molto marcata
Per soddisfare la verifica sismica per questi edifici è necessario sfrut-
tare questa sovraresistenza e calcolare adeguatamente la duttità
Fe Fe
Fmax Fmax
Fmax !
Fd Fd
Fd
su su

se se Fmax
Fd
§s F ·
q f ¨¨ u , max ¸¸
se su (su) © se Fd ¹ se su
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ANALISI STATICA NON LINEARE


Nel passato le analisi per la verifica sismica di edifici in muratura
maggiormente utilizzate si basavano sul comportamento non lineare
dei maschi murari, caratterizzati da un valore di resistenza ultima a
taglio e da uno spostamento ultimo
Questi elementi erano utilizzati in procedure numeriche di calcolo
automatico basate sui metodi tipo POR o similari
H Rd 0.9 H max

G max P Ge
­ 1.5 f vko Vo
°0.9 ˜ 1
°° [ 1.5 f vko
H Rd min ®
° V o b2 t § V o ·
° ¨1  ¸
°¯ 2 ho ¨© kf d ¸¹
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ANALISI STATICA NON LINEARE


L’analisi statica non lineare consiste nell’applicare all’edificio i carichi
gravitazionali ed un sistema di forze orizzontali che, mantenendo in-
variati i rapporti fra le forze di piano, vengono incrementati gradual-
mente fino al raggiungimento delle condizioni limite ultime.
Questo modo di procedere consente di costruire un diagramma Fb-sc
che rappresenta la curva di capacità della struttura. Dove Fb è il taglio
alla base e sc è lo spostamento di un punto di controllo (centro di
massa ultimo livello).

L’analisi statica non lineare è applicabile soltanto se il modo di vibrare


fondamentale nella direzione considerata ha una partecipazione di
massa non inferiore al 75%.

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ANALISI STATICA NON LINEARE


L’analisi statica non lineare si utilizza per gli scopi e nei casi seguenti:

• Valutare i rapporti di sovraresistenza Du/D1


• Verificare l’effettiva distribuzione della domanda inelastica negli
edifici progettati con il fattore di struttura q
• Come metodo di progetto per gli edifici nuovi
• Come metodo per la valutazione della capacità di edifici esistenti.

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FORME 1° MODO ALLO SLU

Muratura Muratura Muratura


ordinaria confinata armata

Forme modali relative al primo modo di vibrazione ottenute da edifi-


ci campione provati su tavola vibrante allo ZMRK di Lubiana

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METODO PUSH-OVER
Nell’analisi non lineare si assumono quindi distribuzioni di sposta-
menti di piano di questo tipo

Forze prop. a Forze prop.


massa per quota alla massa
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MODELLAZIONE DELLE AZIONI


Per le analisi, generalmente, si considerano le seguenti due distribu-
zioni di forze orizzontali applicate ai baricentri delle masse di ciascun
piano:
• distribuzione di forze proporzionali alle masse
• distribuzione di forze proporzionali a quelle dell’analisi statica lineare
OF3 OF3

OF2 OF2

OF1 OF1

Wi zi Wi
Fi Fh Fi Fh
¦W j z j ¦W j
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MODELLAZIONE DELLE AZIONI


In realtà le NTC prescrivono di considerare almeno due distribuzioni
di forze ricadenti una nel Gruppo 1 (principali) ed una nel Gruppo 2
(secondarie).

Gruppo 1 – Distribuzioni principali


• Distribuzione proporzionale alle forze statiche
• Distribuzione corrisp. ad accelerazioni prop. alla forma modale
• Distribuzione corrisp. ai tagli di piano calcolati con analisi dinamica

Gruppo 2 – Distribuzioni secondarie


• Distribuzione uniforme di forze
• Distribuzione adattiva, che cambia al crescere dello spostamento del
punto di controllo in funzione della plasticizzazione della struttura

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MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA


La modellazione della struttura può essere effettuata come nel caso
dell’analisi statica lineare
• schemi a mensola
• schemi a telaio (aste con estremi rigidi per simulare le intersezioni
tra piedritti e traversi)

Nel caso di murature non armate è più frequente la modellazione a


telaio con traverse molto robuste.

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MODELLI SEMPLIFICATI
Si possono utilizzare modelli semplificati con fasce di piano infinita-
mente rigide (modelli tipo POR) purché siano soddisfatte le condizioni
per l’applicabilità (fasce molto robuste)
In questi modelli, per edifici con non più di due piani, è possibile tra-
scurare gli effetti connessi alla variazione delle forze verticali nei pie-
dritti dovuti alle azioni orizzontali.
OF3 OF3
h3
OF2 OF2
h2
OF1 OF1
h1

Con questi modelli bisogna verificare che le traverse rimangano in


regime elastico fino al collasso della struttura
Diversamente, è necessario utilizzare un modello più evoluto
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COMPORTAMENTO MASCHI MURARI


Dalle prove sperimentali cicliche condotte su numerosi maschi con lo
schema di carico a traslazione pura sono stati ottenuti questi risultati
Antoine, Magenes,
Magonette (1995)

Vu 0.9 Vmax

Ke K sec (0.75Vu )
Gu G soft ( 0.8 Vu )
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MODELLAZIONE MASCHI
Per i maschi si può assumere un comportamento bilineare elastico-
perfettamente plastico, con resistenza e rigidezza valutata sulla base
delle caratteristiche meccaniche della muratura
­1.5 f vko Vo
° 1
° [ JM 1.5 f vko
°
VRd min ®
°1.5 f vko  0.4 V o b t
° 3 ho f vko J M
° 1  bV J
¯ o M
1
Ke
h3 Fh ho distanza del punto di annullamento del momento flettente
 (in prima approssimazione può essere posto uguale a h/2 ed
12 EI GA eventualmente aggiornato nei passi successivi)
E 1000 f k G 0 .4 E I risultati di molte prove sperimentali hanno mostrato una
forte dipendenza dello spostamento ultimo (allo 0.8 di Vu)
Gu 0.004 h dall’altezza del pannello
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MODELLAZIONE MASCHI
Anche per il momento si assume un diagramma bilineare con valore
del momento massimo pari a
Mu

V o b 2t § V ·
M Rd ¨¨1  o ¸¸ h
2 © kf d ¹

Ge Gu G
Nel caso di collasso per pressoflessione lo spostamento ultimo in
sommità del pannello è pari a

Gu 0.008 h

Se la compressione nel maschio si annulla, per effetto della variazione


dello sforzo normale dovuto alle azioni sismiche, sia il taglio che il
momento resistente vengono assunti nulli.
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MODELLAZIONE FASCE DI PIANO


Le fasce di piano mostrano una brusca riduzione di resistenza al su-
peramento del valore massimo di capacità portante. Si adotta quindi
un legame elastico-fragile.
La resistenza di calcolo a taglio si valuta come per i maschi
­1.5 f ' V o'
° vko
Vu 1 '
° [ J M 1.5 f vko
°°
VRd min ® ' '
°1.5 f vko  0.4 V o b t
° ' JM
3 ho f vko
° 1 
Ge G °¯ b V o' J M
f’ resistenza a compressione della muratura in direzione parallela ai giunti di malta.
f’vko resistenza a taglio puro della muratura per forza perpendicolare ai giunti di malta.
Il collasso a taglio della fascia annulla l’efficacia della stessa alla resi-
stenza alle forze orizzontali.
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PROCEDURA GENERALE
Si schematizza la struttura a telai piani collegati fra loro a livello dei
solai da un diaframma rigido (tre componenti di spostamento orizzontale
per piano)

I tratti rigidi alle estremità delle aste tengono conto delle grosse
dimensioni dei nodi di intersezione delle aste
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PROCEDURA GENERALE
Si costruisce la matrice di rigidezza della generica asta (maschio o
fascia di piano)
ª EAi EAi º
« h 0 0  0 0 »
hi
« i » EI
« » cy
12 EI i 6 EI 12 EI 6 EI
« 0 c2 y  2 i c2 y 0  3 i c2 y  2 i c2 y » h 2GA *
« hi3 hi hi hi »
« » 3c y  1
« 6 EI i 4 EI i 6 EI i 2 EI i » c1 y
« 0  c2 y c1 y 0 c2 y c3 y » 12c y  1
« hi2 hi hi2 hi »
K 'i « » 1
« EAi EAi » c2 y
« h 0 0
hi
0 0 » 12c y  1
i
« »
«
12 EI i 6 EI i 12 EI i 6 EI i
» 6c y  1
« 0  c2 y c2 y 0 c2 y c » c3 y 
« hi3 hi2 hi3 hi2
2y
» 12c y  1
« »
« 6 EI i 2 EI i 6 EI i 4 EI i »
« 0  c2 y c3 y 0 c2 y c1 y »
¬ hi2 hi hi2 hi ¼
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ESTREMI RIGIDI
L a m atrice d i rig id ezza d elle aste d ev e in clu d ere la p resen za d ei tratti rig id i
d i estrem ità p er cu i v a m o ltip licata p er la m atrice T e
T rascu ran d o la d efo rm ab ilità assiale d elle aste, i g rad i d i lib ertà d el telaio
p assan o d a 3 m n a (m + 1 )n .
e x2
e x1 l e x2
e y2
y
h
e y1 e y2

y e y1 x
x
e x1

ª0  e x1 º ª0  ex2 º ª e y1 º ªe y 2 º
«1 « e » «e »
T e1 « e y 1 »» T e1 «1
«  e y 2 »» T e1 « x1 » T e1 « x2 »
«¬ 0 1 »¼ «¬ 0 1 »¼ «¬ 1 »¼ «¬ 1 »¼

ªTe1 0 º D* Te D
Te « 0 Ki T eT K 'i T e
¬ T e 2 »¼ F T eT F *
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COSTRUZIONE MATRICE RIDOTTA TELAI


Si assemblano le matrici di rigidezza dei singoli elementi per formare la
matrice di rigidezza del telaio di dimensione (m+1)n x (m+1)n. Si ordina la
matrice in modo da tenere separati nel vettore spostamenti quelli
traslazionali Da da quelli rotazionali Db .

ª K aa K ab º ªD a º ª Fa º
«K ˜
¬ ba K bb »¼ «¬D b »¼ «F »
¬ b¼

Ponendo nulle le coppie applicate si ha [Fb]=[0] si può quindi


determinare una matrice di rigidezza ridotta
(nxn)
K aa D a  K ab D b Fa Db  K bb1 K ba D b
K ba D a  K bb D b 0 K aa D a  K ab K bb1K ba D a Fa

K* K aa  K ab K bb1 K ba K *D a Fa
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PROCEDIMENTO PER L’ANALISI SPAZIALE


DELLA STRUTTURA
Ogni telaio o mensola ha una componente di spostamento per ogni piano
nella direzione u di giacitura del telaio (sistema locale u, v).

K i* è la matrice di rigidezza riferita al sistema locale con origine nel


baricentro del telaio e asse u nella direzione del telaio (dim. n x n)
Fi sono le azioni riferite al sistema locale (n forze orizzontali)
Di sono gli spostamenti nel riferimento locale (n spostamenti orizzontali in
direzione u)

L’equazione di equilibrio nel sistema di riferimento locale è


K i* D i Fi
y

Considerando l’intero edificio, per l’ipotesi di


indeformabilità dei solai nel proprio piano, i u Z
v i
movimenti di ciascun piano sono tre e sono
raggruppati nel vettore E (3n): due traslazioni xi yi
x, y ed una rotazione -.
- x
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MATRICE DI RIGIDEZZA SIST. GLOBALE


Gli spostamenti locali sono legati a quelli globali mediante la matrice di
trasferimento Ti

Ti >[cos Zi ] [ sin Zi ] [ xi sin Zi  yi cos Zi ]@

ciascun termine è una matrice diagonale (n x n)

Di Ti E

La matrice di rigidezza dell’elemento i-esimo nel riferimento globale si


ricava utilizzando la matrice di trasferimento anche sulle forze di piano
(Si sono le forze di piano dell’i-esimo elemento nel sistema globale)

Fi Ti Si Fi K i*Ti E

Si TiT K i*Ti E K i** TiT K i*Ti


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CALCOLO SPOSTAMENTI E SFORZI


La matrice di rigidezza dell’intera struttura si ottiene per semplice somma
delle matrici dei singoli elementi (m numero di elementi)

m
K **
¦K
i 1
**
i

K **E F

dove F sono le forze esterne (Fxi, Fyi, MTi) applicate ad ogni piano.

Sistema che permette di determinare gli spostamenti di ogni piano E (3n).


Da E si risale agli spostamenti Di tramite la D i Ti E e quindi agli sforzi
nelle aste di ogni telaio.
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SOLUZIONE ELASTICA
Si considerano le due distribuzioni di forze, una per volta, e si proce-
de alla soluzione elastica della struttura, determinando i valori del
primo gruppo di carichi orizzontali O1Fi corrispondente al raggiungi-
mento dello sforzo limite in un elemento (maschio o fascia)

OF3

OF2

OF1

V=VRd

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PUNTI SUCCESSIVI
Si modifica la matrice di rigidezza dell’asta dove è stato raggiunto VRd
e si introduce una “cerniera plastica” nel nodo in questione
In pratica è sufficiente modificare la matrice di rigidezza di quell’asta
dopo aver sostituito il vincolo con la reazione VRd

VRd MRd

VRd
MRd

N”0
V=VRd

Si esegue una seconda analisi elastica con la matrice modificata, si


determina il valore del carico che porta al raggiungimento del valore
limite in un’altra sezione O2
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MODIFICA MATRICE DI RIGIDEZZA


La generica matrice di rigidezza ed il corrispondente vettore delle forze
nodali equivalenti ai carichi vengono modificati come segue:

ª K11 K12 K13 K14 K15 K16 º ª F1 º


«K « »
« 21 K 22 K 23 K 24 K 25 K 26 »» « F2 »
VRd « K 31 K 32 K 33 K 34 K 35 K 36 » « F3 » MRd
« » « »
VRd « K 41 K 42 K 43 K 44 K 45 K 46 » « F4 » MRd
« K 51 K 52 K 53 K 54 K 55 K 56 » «F »
« » « 5»
¬« K 61 K 62 K 63 K 64 K 65 K 66 ¼» ¬« F6 ¼»

K ji K ik K ji >Fi  Fi @
K mod
jk K jk  F jmod Fj 
K ii K ii
Fi è il valore della reazione nel vincolo soppresso (VRd, M Rd).
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LEGAME FORZA-SPOSTAMENTO
Si modifica di nuovo la matrice di rigidezza dell’asta sostituendo il
vincolo con la reazione
Quando viene raggiunto lo spostamento ultimo Gu in un maschio si
elimina il suo contributo. Si procede finché la forza si riduce a 0.85 Fmax
Si traccia un diagramma riportando in ascisse lo spostamento orizzon-
tale dell’edificio in corrispondenza di un punto di controllo e in
ordinata la forza totale applicata (Taglio alla base)
SLD SLU
sSLU

Fh,max
0.85Fh,max
H H

sSLD sSLU
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PROCEDIMENTI DI VERIFICA
Il procedimento di verifica per le strutture in muratura è descritto al
paragrafo 7.3.4.1 delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 14.01.08

Nel procedimento si assume come punto di controllo per la costru-


zione il baricentro dell’ultimo piano

l’analisi richiede che al sistema strutturale reale venga associato un


sistema strutturale equivalente a un grado di libertà

Sistema reale a n Sistema equivalente a


gradi di libertà un grado di libertà
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METODO DI VERIFICA SLU


Il metodo si basa sull’assunzione che la risposta di un sistema a più
gradi di libertà può essere correlata alla risposta di un sistema equiva-
lente a un grado di libertà con un’appropriata caratteristica isteretica.
Questo implica che il comportamento del sistema M-GDL sia determi-
nato principalmente da un solo modo la cui forma ) rimane costante
durante l’analisi.
Il passaggio dal sistema M-GDL al sistema S-GDL permette di valutare
con maggiore semplicità la prestazione richiesta dal sisma preso in
considerazione.
Infatti definito il sistema S-GDL equivalente e calcolato il suo periodo
proprio T* è immediato, con l’utilizzo dello spettro di risposta elastico
in spostamento, dedurre lo spostamento massimo che deve essere in
grado di sopportare e da questo dedurre lo spostamento richiesto al
sistema M-GDL.
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CARATTERISTICHE SISTEMA EQUIVALENTE


Calcolato il vettore ) corrispondente al primo modo di vibrare della
struttura normalizzato rispetto al punto di controllo, il coefficiente di
“partecipazione” è definito
¦ miIi
* 2
¦ miIi
In campo elastico la forza F* e lo spostamento s* del sistema equiva-
lente sono legati a quelli del sistema M-GDL dalle relazioni

Fbu
Fbu* Fb
F*
*
sc
s*
*
s* scu

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CARATTERISTICHE SISTEMA EQUIVALENTE


Calcolato il vettore ) corrispondente al primo modo di vibrare della
struttura normalizzato rispetto al punto di controllo, il coefficiente di
“partecipazione” è definito
¦ miIi
* 2
¦ miIi
In campo elastico la forza F* e lo spostamento s* del sistema equiva-
lente sono legati a quelli del sistema M-GDL dalle relazioni

Fbu
Fbu* Fb
F*
*
sc
s*
*
s* scu

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CARATTERISTICHE SISTEMA EQUIVALENTE


Individuato sulla curva Fb- dc il valore di resistenza massima Fbu le co-
ordinate del punto di snervamento del sistema equivalente bilineare
sono Capacità ultima di sposta-
Fy* scu mento sistema S-GDL
s y* su*
k* *
Fbu
Fbu*

0.7

s*u scu sy* s*u

k* è la rigidezza secante del sistema equivalente a 0.7F*bu .


F*y è definita in modo tale da equagliare le due aree punteggiate
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CARATTERISTICHE SISTEMA EQUIVALENTE


Si ricava il periodo proprio elastico del sistema 1-GDL

* m* l l = Numero masse
T 2S m* ¦ miIi del sistema M-GDL
k* ì 1
La domanda massima in spostamento del sistema anelastico a S-GDL
si ricava da quella di un sistema elastico mediante le relazioni:
* Criterio uguale
smax se*,max S De (T * ) se T * t TC spostamento

* se*,max ª * TC º * Criterio uguale


s 1  ( q  1) t se,max se T *  TC
q * «¬ T * »¼
max energia
S e (T * ) m*

* S e (T * ) m*
q
Fy* Fy*

Se risulta q* d 1 allora s*max s*e ,max


*
se*,max smax
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CARATTERISTICHE SISTEMA EQUIVALENTE


Nei due casi, graficamente si ha:

T * ! Tc T * d Tc

Capacità di Capacità di
spostamento spostamento

s*max
*
s*e ,max su *
se*,max smax s*u

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CARATTERISTICHE SISTEMA EQUIVALENTE


Nei due casi, graficamente si ha:

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VERIFICHE
Per lo SLU deve risultare che la domanda di spostamento è inferiore o
uguale alla capacità di spostamento del sistema equivalente.

s*max d s*u

Per lo SLD si confrontano i valori effettivi dello spostamento di inter-


piano valutati allo step di carico corrispondente al Limite di Danno con
i valori limite SLD
s3

max ( si 1  si ) d 0.003 h
s2
(muratura ordinaria)

H h
max ( si 1  si ) d 0.004 h s1

(muratura armata)

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MODULO D – “Progettazione degli edifici di nuova costruzione”


Responsabile: Prof. Salvatore Noè

EDIFICI IN MURATURA
Esempio di calcolo per carichi sismici

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Dipartimento di Progettazione Architettonica e Urbana
Università degli Studi di Trieste

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Si considera una casa di civile abitazione in muratura di due piani realizzata con muratura di mattoni
semipieni in laterizio.

AZIONI PERMANENTI

- Muratura in mattoni artificiali Um=1200kg/m3

- Elementi in c.a. Uc=2500kg/m3

- Solaio Tipo
Gk1 = 4.50 kN/m2

- Solaio sottotetto non praticabile


Gk2 = 3.50 kN/m2

- - Copertura in legno
Gk3 = 1.8 kN/m2

- Scale
Gk4 = 4.5 kN/m2

- Peso distribuito tramezzi


Gk5 = 1.5 kN/m2
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AZIONI VARIABILI

Le intensità delle azioni variabili, quali sovraccarichi, azioni dovute alla neve e azioni dovute al vento,
devono essere determinate facendo riferimento rispettivamente al contenuto del capitolo 3 del D.M. 14.01.08.

- Sovraccarichi

In linea di massima i sovraccarichi potranno assumersi come carichi verticali uniformemente ripartiti su tali
orizzontamenti.
I valori caratteristici delle intensità da assumere sono riportate nella Tabella 3.1.II del D.M. 14.01.08.

Qk1 = 2 kN/m2 per gli ambienti non suscettibili di affollamento del piano tipo;

Qk2 = 4 kN/m2 Scale

Qk3 = 1 kN/m2 per gli spazi del piano sottotetto accessibile per sola manutenzione;

- Azioni dovute alla neve

Il capitolo 3.4 del D.M. 14.01.08 riporta le indicazioni per la scelta delle configurazioni di carico da
considerare.
Qs =P1 Qsk CE Ct

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dove:
P1, è un opportuno fattore di forma dipendente dalla tipologia della copertura e dalla inclinazione delle falde
e fornito in Tabella 3.4.II;
Qsk è il valore caratteristico del carico neve al suolo in kN/m², funzione del clima locale (posizione
geografica ed altimetrica della località sulla quale sorge la costruzione) e fornito al paragrafo 3.4 (qsk).

IPOTESI:
edificio ubicato in una località del Nord Italia (Zona 1 - alpina) a quota 150 m s.l.m. ed avente copertura del
tipo a due falde, con inclinazione delle stesse di circa 18q.

Zona I
o Qsk = 1.50 kN/m²
as = 150m  200m

D = 18q o P1 = 0.8

CE = 1.00 Aree in cui non è prevista una significativa rimozione della neve dal vento.

Ct = 1.00 Coefficiente di temperatura.

P1 = 0.8 o Qs = P1 Qsk CE Ct = 1.20 kN/m²

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SOMMARIO CARICHI E SOVRACCARICHI

Carichi e sovraccarichi Solaio di copertura Peso proprio muratura di mattoni semipieni


2 3 3
Permanente 1,80 KN/m a m di muratura 12,00 kN/m
2
Neve 1,20 KN/m

Carichi e sovraccarichi Solaio sottotetto Peso aggiuntivo a m2 per muratura esterna:


2
Permanente 3,50 KN/m intonaco esterno 3 cm 0,4
2
Sovraccarico 1,00 KN/m intonaco rustico 2 cm 0,2
isolante 4 cm 0,05
forati da 8 0,6
Carichi e sovraccarichi Solai primo e secondo
2 intonaco interno 1,5 cm 0,3
Permanente 6,00 KN/m 2
2 1,55 kN/m
Sovraccarico 2,00 KN/m

Carichi e sovraccarichi Scale Peso aggiuntivo a m2 per muratura interna:


2
Permanente 4,50 KN/m intonaco interno 1,5+1,5 cm 0,6
2 2
Sovraccarico 4,00 KN/m 0,6 kN/m

Liv. 2

Liv. 1

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“Edifici in muratura” Liv. 0
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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

Numerazione elementi resistenti e definizione aree di influenza dei solai su ogni elemento

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“Edifici in muratura”
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Caratteristiche pareti piano terra

Elem. Dx Dy xi yi A h h' heff fck fvok E G


(m) (m) (m) (m) (m2) (m) (m) (m) (MPa) (MPa) (MPa) (MPa)
X1.0 1,35 0,30 0,53 0,00 0,405 2,7 1,80 2,03 8,2 0,3 8200 3280
X2.0 1,70 0,30 3,05 0,00 0,510 2,7 1,20 1,91 8,2 0,3 8200 3280
X3.0 1,70 0,30 5,75 0,00 0,510 2,7 1,70 2,03 8,2 0,3 8200 3280
X4.0 1,35 0,30 8,28 0,00 0,405 2,7 2,50 2,54 8,2 0,3 8200 3280
X5.0 4,05 0,30 1,88 3,45 1,215 2,7 2,50 2,61 8,2 0,3 8200 3280
X6.0 4,05 0,30 6,93 3,45 1,215 2,7 2,50 2,61 8,2 0,3 8200 3280
X7.0 1,40 0,30 0,53 8,70 0,420 2,7 2,50 2,54 8,2 0,3 8200 3280
X8.0 1,60 0,30 3,03 8,70 0,480 2,7 1,65 1,99 8,2 0,3 8200 3280
X9.0 4,00 0,30 6,95 8,70 1,200 2,7 2,00 2,47 8,2 0,3 8200 3280
Y1.0 0,30 4,60 0,00 2,15 1,380 2,7 1,95 2,54 8,2 0,3 8200 3280
Y2.0 0,30 3,40 0,00 7,15 1,020 2,7 1,90 2,38 8,2 0,3 8200 3280
Y3.0 0,30 1,38 6,15 0,54 0,414 2,7 2,50 2,54 8,2 0,3 8200 3280
Y4.0 0,30 1,37 6,15 2,91 0,411 2,7 2,20 2,30 8,2 0,3 8200 3280
Y5.0 0,30 4,25 6,15 6,73 1,275 2,7 2,50 2,61 8,2 0,3 8200 3280
Y6.0 0,30 3,85 8,80 1,77 1,155 2,7 1,90 2,44 8,2 0,3 8200 3280
Y7.0 0,30 4,15 8,80 6,77 1,245 2,7 1,95 2,48 8,2 0,3 8200 3280

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Caratteristiche pareti primo piano

Elem. Dx Dy xi yi A h h' heff fck fvok E G


2
(m) (m) (m) (m) (m ) (m) (m) (m) (MPa) (MPa) (MPa) (MPa)
X1.1 1,35 0,30 0,53 0,00 0,405 2,7 1,80 2,03 8,2 0,3 8200 3280
X2.1 1,70 0,30 3,05 0,00 0,510 2,7 1,20 1,91 8,2 0,3 8200 3280
X3.1 1,70 0,30 5,75 0,00 0,510 2,7 1,20 1,91 8,2 0,3 8200 3280
X4.1 1,35 0,30 8,28 0,00 0,405 2,7 1,80 2,03 8,2 0,3 8200 3280
X5.1 4,05 0,30 1,88 3,45 1,215 2,7 2,50 2,61 8,2 0,3 8200 3280
X6.1 4,05 0,30 6,93 3,45 1,215 2,7 2,50 2,61 8,2 0,3 8200 3280
X7.1 1,40 0,30 0,53 8,70 0,420 2,7 1,80 2,03 8,2 0,3 8200 3280
X8.1 1,60 0,30 3,03 8,70 0,480 2,7 1,20 1,87 8,2 0,3 8200 3280
X9.1 4,00 0,30 6,95 8,70 1,200 2,7 2,00 2,47 8,2 0,3 8200 3280
Y1.1 0,30 4,60 0,00 2,15 1,380 2,7 1,95 2,54 8,2 0,3 8200 3280
Y2.1 0,30 3,40 0,00 7,15 1,020 2,7 1,90 2,38 8,2 0,3 8200 3280
Y3.1 0,30 1,38 6,15 0,54 0,414 2,7 2,50 2,54 8,2 0,3 8200 3280
Y4.1 0,30 1,37 6,15 2,91 0,411 2,7 2,20 2,30 8,2 0,3 8200 3280
Y5.1 0,30 4,25 6,15 6,73 1,275 2,7 2,50 2,61 8,2 0,3 8200 3280
Y6.1 0,30 3,85 8,80 1,77 1,155 2,7 1,90 2,44 8,2 0,3 8200 3280
Y7.1 0,30 4,15 8,80 6,77 1,245 2,7 1,95 2,48 8,2 0,3 8200 3280

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Valori azioni caratteristiche sui vari muri (primo piano)

Elem. b t AP1 A1 P1 G1 Q1 A2 G2 Q2 AP2 P2


2 2 2 2
m m m m KN kN kN m kN kN m kN
X1.1 1,35 0,30 1,86 4,30 7,44 7,74 5,16 1,88 6,58 1,88 4,40 22,66
X2.1 1,70 0,30 2,96 7,49 11,84 13,48 8,99 5,06 17,71 5,06 6,09 31,36
X3.1 1,70 0,30 2,96 7,49 11,84 13,48 8,99 2,58 9,03 2,58 6,09 31,36
X4.1 1,35 0,30 1,86 4,30 7,44 7,74 5,16 1,57 5,50 1,57 4,40 22,66
X5.1 4,05 0,30 8,07 16,75 29,05 30,15 20,10 15,43 54,01 15,43 10,46 43,93
X6.1 4,05 0,30 8,07 16,90 29,05 30,42 20,28 7,74 27,09 7,74 10,46 43,93
X7.1 1,40 0,30 0,86 5,27 3,44 9,49 6,32 2,52 8,82 2,52 4,43 22,81
X8.1 1,60 0,30 1,36 9,88 5,44 17,78 11,86 7,34 25,69 7,34 6,00 30,90
X9.1 4,00 0,30 2,22 15,24 8,88 27,43 18,29 4,69 16,42 4,69 11,63 59,89
Y1.1 4,60 0,30 8,44 6,00 33,76 10,80 7,20 4,48 15,68 4,48 12,90 66,44
Y2.1 3,40 0,30 4,02 4,88 16,08 8,78 5,86 4,23 14,81 4,23 9,26 47,69
Y3.1 1,38 0,30 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 2,71 9,49 2,71 3,28 13,78
Y4.1 1,37 0,30 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 2,71 9,49 2,71 3,17 13,31
Y5.1 4,25 0,30 0,00 0,00 0,00 0,00 0,00 9,60 33,60 9,60 11,22 47,12
Y6.1 3,85 0,30 7,09 4,78 28,36 8,60 5,74 3,76 13,16 3,76 10,47 53,92
Y7.1 4,15 0,30 5,37 5,78 21,48 10,40 6,94 5,60 19,60 5,60 11,28 58,09
TOTALI 109,06 214,10 196,31 130,87 81,90 286,65 81,90 609,87

AP1 Area muratura tra sottotetto e copertura A2 Area di influenza relativa al solaio liv. 2 (sottotetto)
A1 Area di influenza relativa al solaio di copertura G2 Carico permanente associato al solaio liv. 2
P1 Peso muratura tra sottotetto e copertura Q2 Carico variabile derivante da solaio liv. 2
G1 Carico permanente dovuto a copertura AP2 Area muratura del Piano 1 (tra liv. 1 e liv. 2)
Q1 Carico variabile associato alla copertura P2 Peso muratura del Piano 1 (tra liv. 1 e liv. 2)

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Valori azioni caratteristiche sui vari muri (piano terra)


Elem. b t A3 A4 G2 Q2 G3 Q3 AP3 P3
2 2 2
m m m m kN kN kN kN m kN
X1.0 1,35 0,30 1,88 0,00 11,28 3,76 0,00 0,00 4,40 22,66
X2.0 1,70 0,30 5,06 0,00 30,36 10,12 0,00 0,00 6,09 31,36
X3.0 1,70 0,30 2,58 0,00 15,48 5,16 0,00 0,00 5,57 28,69
X4.0 1,35 0,30 1,57 0,00 9,42 3,14 0,00 0,00 3,84 19,78
X5.0 4,05 0,30 15,43 0,00 92,58 30,86 0,00 0,00 10,46 43,93
X6.0 4,05 0,30 5,77 1,96 34,62 11,54 8,82 7,84 10,46 43,93
X7.0 1,40 0,30 2,52 0,00 15,12 5,04 0,00 0,00 3,87 19,93
X8.0 1,60 0,30 7,34 0,00 44,04 14,68 0,00 0,00 5,44 28,02
X9.0 4,00 0,30 2,51 2,18 15,06 5,02 9,81 8,72 11,63 59,89
Y1.0 4,60 0,30 4,48 0,00 26,88 8,96 0,00 0,00 12,90 66,44
Y2.0 3,40 0,30 4,23 0,00 25,38 8,46 0,00 0,00 9,26 47,69
Y3.0 1,38 0,30 2,71 0,00 16,26 5,42 0,00 0,00 3,28 13,78
Y4.0 1,37 0,30 2,71 0,00 16,26 5,42 0,00 0,00 3,17 13,31
Y5.0 4,25 0,30 4,62 4,98 27,72 9,24 22,41 19,92 11,22 47,12
Y6.0 3,85 0,30 3,36 0,41 20,16 6,72 1,85 1,64 10,47 53,92
Y7.0 4,15 0,30 0,00 5,60 0,00 0,00 25,20 22,40 11,28 58,09
TOTALI 66,77 15,13 400,62 133,54 68,09 60,52 598,54

A3 Area di influenza relativa al solaio liv. 1 G3 Carico permanente derivante da scale


A4 Area di influenza scale Q3 Carico variabile associato alle scale
G2 Carico permanente derivante da solaio liv. 1 AP3 Area muratura del Piano Terra (tra liv. 0 e liv. 1)
Q2 Carico varibile derivante da solaio liv. 1 P3 Peso muratura del Piano Terra (tra liv. 0 e liv. 1)

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CALCOLO DELLE MASSE ASSOCIATE ALL'AZIONE SISMICA

Gk+6(<EiQki) LIVELLO 2
<Ei=<2i*f per SLU Carichi permanenti Gk:
<Ei=<2i*f per SLD
Perm. copertura 196,31 KN
Perm. muratura tra liv. 2 e cop. 214,10 KN
Perm. solaio Liv. 2 286,65 KN
Pesi relativi al livello 2 - W 2 1/2 * Perm. pareti piano primo 304,94 KN
Liv. 2
1002,00 KN
P1
Carichi variabili Qk:
Pesi relativi al solaio 1 - W 1
Liv. 1 Neve 130,87 KN
Sovraccarico solaio Liv.2 81,90 KN
PT
Liv. 0
LIVELLO 1
Carichi permanenti Gk:
Perm. solaio Liv. 1 400,62 KN
Coeff. <2i , <2i
Perm. scale 68,09 KN
<2i <2i 1/2 * Perm. pareti piano primo 304,94 KN
Abitazioni 0,3 0,3 1/2 * Perm. pareti piano terra 299,27 KN
Tetti e coperture con neve 0,3 0,2 1072,91 KN
Scale 0,8 0,8 Carichi variabili Qk:
Sovraccarico solaio Liv. 1 133,54 KN
Coeff. f Sovraccarico scale 60,52 KN
f 194,06 KN
Carichi indipendenti ultimo piano 1
altri piani 1

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SLU e SLD
LIVELLO 2
Gk 1002,00 kN Qk <2i f <Ei
S<Ei Qk 50,74 kN Neve 130,87 0,2 1 0,2
W2 1052,74 kN Sovrac. 81,9 0,3 1 0,3
LIVELLO 1
Gk 1072,91 kN Qk <2i f <Ei
S<Ei Qk 88,48 kN Sovrac. 133,54 0,3 1 0,3
W1 1161,39 kN Scale 60,52 0,8 1 0,8

Wtot 2214,13 kN

CALCOLO DELL'AZIONE SISMICA ORIZZONTALE

Stima del primo periodo di vibrazione della struttura


H 7,0 [m]
3/4
T1=0,05*H 0,22 [s]

zona ag/g Cat. Suolo S TB TC TD


1 0,35 A 1,00 0,15 0,40 2,00
2 0,25 B,C,E 1,25 0,15 0,50 2,00
3 0,15 D 1,35 0,20 0,80 2,00
4 0,05

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CALCOLO DELL’AZIONE SISMICA

Zona 3 [-] ag/g 0,15


SLU Cat. C [-] S 1,25
T 0,22 [s] Sd(T)/g 0,174
q 2,7 [-]

Taglio alla Base Fh:


Fh=Sd*W tot*O
La struttura presenta 2 piani allora O= 1
Fh = 384,40 kN
Forze Fi ai diverdi livelli:
Fi=Fh(ziW i)/(6ziW i)
zi Wi ziW i Fi/Fh Fi
[m] [kN] [kNm] [-] [kN]
Liv. 2 5,75 1052,74 6053,26 0,65 248,51
Liv. 1 2,85 1161,39 3309,96 0,35 135,89
TOTALI 2214,13 9363,22 384,40

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CALCOLO DELL’AZIONE SISMICA

Zona 3
SLD Cat. C K 1,00 [-]
T 0,22 [s] SSLD(T)/g 0,188 [-]
] 5 [%]

FhSLD=SSLD*W totSLD= 415,15 kN

zi W iSLD ziW iSLD FiSLD/FhSLD FiSLD


[m] [kN] [kNm] [-] [kN]
Liv. 2 5,75 1052,74 6053,26 0,65 268,39
Liv. 1 2,85 1161,39 3309,96 0,35 146,76
TOTALI 2214,13 9363,22 415,15

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CALCOLO DEGLI EFFETTI TORSIONALI

Calcolo baricentro delle rigidezze


Hp: Si assume comportamento Shear-type dei pannelli: 2
K=(GA/1,2h)/(1+(G/1,2E)*(h/b) )
Si assumono rigidezze relative al piano debole del pannello nulle
Si assume Efessurato=E/2

PIANO PRIMO
Elem. Dx Dy xi yi heff A E/2 G/2 Kxi Kyi Kyi*xi Kxi*yi
(m) (m) (m) (m) m (m2) (MPa) (MPa) KN/m KN/m KN KN
X1.1 1,35 0,30 0,53 0,00 2,03 0,41 4100 1640 156190 0 0 0
X2.1 1,70 0,30 3,05 0,00 1,91 0,51 4100 1640 257204 0 0 0
X3.1 1,70 0,30 5,75 0,00 1,91 0,51 4100 1640 257204 0 0 0
X4.1 1,35 0,30 8,28 0,00 2,03 0,41 4100 1640 156190 0 0 0
X5.1 4,05 0,30 1,88 3,45 2,61 1,22 4100 1640 559376 0 0 1929846
X6.1 4,05 0,30 6,93 3,45 2,61 1,22 4100 1640 559376 0 0 1929846
X7.1 1,40 0,30 0,53 8,70 2,03 0,42 4100 1640 165750 0 0 1442026
X8.1 1,60 0,30 3,03 8,70 1,87 0,48 4100 1640 241747 0 0 2103199
X9.1 4,00 0,30 6,95 8,70 2,47 1,20 4100 1640 590068 0 0 5133594
Y1.1 0,30 4,60 0,00 2,15 2,54 1,38 4100 1640 0 674098 0 0
Y2.1 0,30 3,40 0,00 7,15 2,38 1,02 4100 1640 0 504241 0 0
Y3.1 0,30 1,38 6,15 0,54 2,54 0,41 4100 1640 0 104889 645070 0
Y4.1 0,30 1,37 6,15 2,91 2,30 0,41 4100 1640 0 125511 771891 0
Y5.1 0,30 4,25 6,15 6,73 2,61 1,28 4100 1640 0 592142 3641676 0
Y6.1 0,30 3,85 8,80 1,77 2,44 1,16 4100 1640 0 570437 5019849 0
Y7.1 0,30 4,15 8,80 6,77 2,48 1,25 4100 1640 0 612491 5389923 0
2943106 3183810 15468408 12538510
xc2 = 4,86 m
yc2 = 4,26 m

Prof. Ing. Natalino Gattesco


“Edifici in muratura”
20


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

Calcolo degli effetti torsionali.

PIANO TERRA
Elem. Dx Dy xi yi heff A E/2 G/2 Kxi Kyi Kyi*xi Kxi*yi
(m) (m) (m) (m) m (m2) (MPa) (MPa) KN/m KN/m KN KN
X1.0 1,35 0,30 0,53 0,00 2,03 0,41 4100 1640 156190 0 0 0
X2.0 1,70 0,30 3,05 0,00 1,91 0,51 4100 1640 257204 0 0 0
X3.0 1,70 0,30 5,75 0,00 2,03 0,51 4100 1640 232104 0 0 0
X4.0 1,35 0,30 8,28 0,00 2,54 0,41 4100 1640 100289 0 0 0
X5.0 4,05 0,30 1,88 3,45 2,61 1,22 4100 1640 559376 0 0 1929845,8
X6.0 4,05 0,30 6,93 3,45 2,61 1,22 4100 1640 559376 0 0 1929845,8
X7.0 1,40 0,30 0,53 8,70 2,54 0,42 4100 1640 107986 0 0 939482,33
X8.0 1,60 0,30 3,03 8,70 1,99 0,48 4100 1640 217609 0 0 1893201,3
X9.0 4,00 0,30 6,95 8,70 2,47 1,20 4100 1640 590068 0 0 5133593,8
Y1.0 0,30 4,60 0,00 2,15 2,54 1,38 4100 1640 0 674098 0 0
Y2.0 0,30 3,40 0,00 7,15 2,38 1,02 4100 1640 0 504241 0 0
Y3.0 0,30 1,38 6,15 0,54 2,54 0,41 4100 1640 0 104889 645069,73 0
Y4.0 0,30 1,37 6,15 2,91 2,30 0,41 4100 1640 0 125511 771891,07 0
Y5.0 0,30 4,25 6,15 6,73 2,61 1,28 4100 1640 0 592142 3641675,8 0
Y6.0 0,30 3,85 8,80 1,77 2,44 1,16 4100 1640 0 570437 5019848,8 0
Y7.0 0,30 4,15 8,80 6,77 2,48 1,25 4100 1640 0 612491 5389923 0
2780203 3183810 15468408 11825969
xc1 = 4,86 m
yc1 = 4,25 m

Prof. Ing. Natalino Gattesco


“Edifici in muratura”
21

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

Calcolo baricentro delle masse

Liv. 2
Pi xi yi Pi*xi Pi*yi
(kN) (m) (m) (kN*m) (kN*m)
Copertura 222,48 4,40 4,35 978,92 967,80
Solaio liv.2 311,22 4,40 4,35 1369,37 1353,81
Pareti tra liv.2 e cop. 214,10 4,41 3,45 944,30 738,14
1/2*Pareti P1 304,94 4,61 4,32 1406,55 1316,06
1052,74 4699,14 4375,80

xG2 = 4,46 m
yG2 = 4,16 m

Liv. 1
Pi xi yi Pi*xi Pi*yi
(kN) (m) (m) (kN*m) (kN*m)
1/2*Pareti P1 304,94 4,61 4,32 1406,55 1316,06
Solaio liv. 1 440,68 3,82 3,95 1682,33 1742,35
Scale 116,501 7,54 6,00 878,42 699,01
1/2 Pareti PT 299,27 4,64 4,31 1388,62 1288,60
1161,39 5355,91 5046,01

xG1 = 4,61 m
yG1 = 4,34 m

Prof. Ing. Natalino Gattesco


“Edifici in muratura”
22


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

Calcolo delle eccentricità

Eccentricità effettiva Lx

Liv. 2 Liv.1
m m
exeff -0,39 -0,25 Ly G
eyeff -0,10 0,09 ey>0

Eccentricità aggiuntiva
C

eagg=0,05*Ltrasv. y ex>0

Lx 9,10 m x
Ly 9,00 m
ex,agg 0,45 m
ey,agg 0,46 m

Prof. Ing. Natalino Gattesco


“Edifici in muratura”
23

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

STATO LIMITE ULTIMO

DETERMINAZIONE DELLE CARATTERISTICHE DI SOLLECITAZIONE

PROCEDIMENTO SEMPLIFICATO

Combinazione delle azioni


J I E  G K  PK  ¦ (\ i 2i Q Ki )

Prof. Ing. Natalino Gattesco


“Edifici in muratura”
24


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08
Calcolo degli sforzi assiali in combinazione sismica

Gk+0,3Qksovrac.+0,8QkScale+0,2Qkneve

LIVELLO 2 LIVELLO 1

<2i cop 0,2 <2i Sol.Liv 1 0,3


<2i Sol.liv. 2 0,3 <2i Scale 0,8

G4 Q4 Q5 P2/2 Po2 G5 Q6 Q7 P3/2 Po1


kN kN kN kN kN kN kN kN kN kN
X1.1 21,76 1,03 0,56 11,33 34,69 X1.0 11,28 1,13 0,00 11,33 69,75
X2.1 43,03 1,80 1,52 15,68 62,03 X2.0 30,36 3,04 0,00 15,68 126,79
X3.1 34,35 1,80 0,77 15,68 52,61 X3.0 15,48 1,55 0,00 14,34 99,66
X4.1 20,68 1,03 0,47 11,33 33,51 X4.0 9,42 0,94 0,00 9,89 65,09
X5.1 113,21 4,02 4,63 21,97 143,82 X5.0 92,58 9,26 0,00 21,97 289,59
X6.1 86,56 4,06 2,32 21,97 114,91 X6.0 43,44 3,46 6,27 21,97 212,01
X7.1 21,75 1,26 0,76 11,41 35,17 X7.0 15,12 1,51 0,00 9,97 73,18
X8.1 48,91 2,37 2,20 15,45 68,94 X8.0 44,04 4,40 0,00 14,01 146,84
X9.1 52,73 3,66 1,41 29,95 87,74 X9.0 24,87 1,51 6,98 29,95 180,99
Y1.1 60,24 1,44 1,34 33,22 96,24 Y1.0 26,88 2,69 0,00 33,22 192,24
Y2.1 39,67 1,17 1,27 23,84 65,95 Y2.0 25,38 2,54 0,00 23,84 141,56
Y3.1 9,49 0,00 0,81 6,89 17,19 Y3.0 16,26 1,63 0,00 6,89 48,85
Y4.1 9,49 0,00 0,81 6,66 16,96 Y4.0 16,26 1,63 0,00 6,66 48,16
Y5.1 33,60 0,00 2,88 23,56 60,04 Y5.0 50,13 2,77 15,94 23,56 176,00
Y6.1 50,12 1,15 1,13 26,96 79,36 Y6.0 22,01 2,02 1,31 26,96 158,61
Y7.1 51,48 1,39 1,68 29,05 83,60 Y7.0 25,20 0,00 17,92 29,05 184,81
697,06 26,17 24,57 304,94 1052,74 468,71 40,06 48,42 299,27 2214,13

G4 Carico permante in sommità al pannello generico del piano primo = P1+G1+G2


Q4 Carico variabile relativo alla copertura in combinazione sismica = Q1*<2icop
Q5 Carico variabile relativo al solaio liv.2 in combinazione sismica =Q2*<2i Sol.liv. 2
Po2 Sforzo normale in corrispondenza della metà del pannello = G4+Q4+Q5+P2/2
G5
Prof. Carico permanente solaio liv. 1 + carico permanente scale = G2+G3
Ing. Natalino Gattesco
Q6 Carico variabile relativo al solaio liv.1 in combinazione sismica
“Edifici in muratura”
=Q2*<2i Sol.liv. 1 25
Q7 Carico variabile relativo alle scale in combinazione sismica =Q3*<2i Scale
Po1 Sforzo normale in corrispondenza della metà del pannello = Po2+G5+Q6+Q7+P3/2

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08
Calcolo degli sforzi di taglio

Hp: Telai tipo shear-type

Sisma diretto lungo asse +x Sisma diretto lungo asse +y


Fxi=(Kxi/6Kxi+Kxi*(yi-yC)*ey/Jp)Fx Fxi=-(Kxi*(yi-yC)*ex/Jp)Fy
Fyi=-(Kyi*(xi-xC)*ey/Jp)Fx Fyi=(Kyi/6Kyi+Kyi*(xi-xC)*ex/Jp)Fy
2 2
Jp=6Kxi yi-yC) +6Kyi*(xi-xC)

Combinazione delle componenti dell'azione sismica nelle due direzioni

Fy Fy
0,3Fy 0,3Fx
Fx 0,3Fx
Fx C C C C
y G G G
G
0,3Fy
SLU1 SLU2 SLU3 SLU4

Liv. 2 Liv. 1

Fx Fy ex ey Fx Fy ex ey
kN kN m m kN kN m m
SLU1 248,51 -74,55 -0,84 -0,56 SLU1 384,40 -115,319 -0,70 -0,36
SLU2 248,51 74,55 -0,84 0,35 SLU2 384,40 115,32 -0,70 0,55
SLU3 -74,55 248,51 -0,84 -0,56 SLU3 -115,32 384,40 -0,70 -0,36
SLU4 74,55 248,51 0,06 0,35 SLU4 115,32 384,40 0,20 0,55
Prof. Ing. Natalino Gattesco
“Edificixin muratura”
26
C 4,86 m xC 4,86 m
yC 4,26 m yC 4,25 m


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08
Liv. 2

Elem. Dx Dy xi yi heff A E G
(m) (m) (m) (m) (m) (m2) (MPa) (MPa)
X1.1 1,35 0,30 0,53 0,00 2,03 0,41 4100 1640
X2.1 1,70 0,30 3,05 0,00 1,91 0,51 4100 1640
X3.1 1,70 0,30 5,75 0,00 1,91 0,51 4100 1640
X4.1 1,35 0,30 8,28 0,00 2,03 0,41 4100 1640
X5.1 4,05 0,30 1,88 3,45 2,61 1,22 4100 1640
X6.1 4,05 0,30 6,93 3,45 2,61 1,22 4100 1640
X7.1 1,40 0,30 0,53 8,70 2,03 0,42 4100 1640
X8.1 1,60 0,30 3,03 8,70 1,87 0,48 4100 1640
X9.1 4,00 0,30 6,95 8,70 2,47 1,20 4100 1640
Y1.1 0,30 4,60 0,00 2,15 2,54 1,38 4100 1640
Y2.1 0,30 3,40 0,00 7,15 2,38 1,02 4100 1640
Y3.1 0,30 1,38 6,15 0,54 2,54 0,41 4100 1640
Y4.1 0,30 1,37 6,15 2,91 2,30 0,41 4100 1640
Y5.1 0,30 4,25 6,15 6,73 2,61 1,28 4100 1640
Y6.1 0,30 3,85 8,80 1,77 2,44 1,16 4100 1640
Y7.1 0,30 4,15 8,80 6,77 2,48 1,25 4100 1640

Elem. Kxi Kyi (xi-xC) (yi-yC) 6Kxi yi-yC)2 6Kyi*(xi-xC)2


KN/m KN/m m m KNm KNm
X1.1 156190 0 -4,33 -4,26 2834879 0
X2.1 257204 0 -1,81 -4,26 4668296 0
X3.1 257204 0 0,89 -4,26 4668296 0
X4.1 156190 0 3,42 -4,26 2834879 0
X5.1 559376 0 -2,98 -0,81 367277 0
X6.1 559376 0 2,07 -0,81 367277 0
X7.1 165750 0 -4,33 4,44 3267092 0
X8.1 241747 0 -1,83 4,44 4765064 0
X9.1 590068 0 2,09 4,44 11630807 0
Y1.1 0 674098 -4,86 -2,11 0 15911834
Y2.1 0 504241 -4,86 2,89 0 11902407
Y3.1 0 104889 1,29 -3,72 0 174964
Y4.1 0 125511 1,29 -1,35 0 209362
Prof. Ing. Natalino
Y5.1 Gattesco
0 592142 1,29 2,47 0 987742
“Edifici in muratura”
Y6.1 0 570437 3,94 -2,49 0 8862175 27
Y7.1 0 612491 3,94 2,51 0 9515514 Jp 3,54E+07 kNm
2943106 3183810

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08
Liv. 1

Elem. Dx Dy xi yi heff A E G
(m) (m) (m) (m) (m) (m2) (MPa) (MPa)
X1.0 1,35 0,30 0,53 0,00 2,03 0,41 4100 1640
X2.0 1,70 0,30 3,05 0,00 1,91 0,51 4100 1640
X3.0 1,70 0,30 5,75 0,00 2,03 0,51 4100 1640
X4.0 1,35 0,30 8,28 0,00 2,54 0,41 4100 1640
X5.0 4,05 0,30 1,88 3,45 2,61 1,22 4100 1640
X6.0 4,05 0,30 6,93 3,45 2,61 1,22 4100 1640
X7.0 1,40 0,30 0,53 8,70 2,54 0,42 4100 1640
X8.0 1,60 0,30 3,03 8,70 1,99 0,48 4100 1640
X9.0 4,00 0,30 6,95 8,70 2,47 1,20 4100 1640
Y1.0 0,30 4,60 0,00 2,15 2,54 1,38 4100 1640
Y2.0 0,30 3,40 0,00 7,15 2,38 1,02 4100 1640
Y3.0 0,30 1,38 6,15 0,54 2,54 0,41 4100 1640
Y4.0 0,30 1,37 6,15 2,91 2,30 0,41 4100 1640
Y5.0 0,30 4,25 6,15 6,73 2,61 1,28 4100 1640
Y6.0 0,30 3,85 8,80 1,77 2,44 1,16 4100 1640
Y7.0 0,30 4,15 8,80 6,77 2,48 1,25 4100 1640

Elem. Kxi Kyi (xi-xC) (yi-yC) 6Kxi yi-yC)2 6Kyi*(xi-xC)2


KN/m KN/m m m
X1.0 156190 0 -4,33 -4,25 2826018 0
X2.0 257204 0 -1,81 -4,25 4653704 0
X3.0 232104 0 0,89 -4,25 4199552 0
X4.0 100289 0 3,42 -4,25 1814573 0
X5.0 559376 0 -2,98 -0,80 361261 0
X6.0 559376 0 2,07 -0,80 361261 0
X7.0 107986 0 -4,33 4,45 2134910 0
X8.0 217609 0 -1,83 4,45 4302173 0
X9.0 590068 0 2,09 4,45 11665746 0
Y1.0 0 674098 -4,86 -2,10 0 15911834
Y2.0 0 504241 -4,86 2,90 0 11902407
Y3.0 0 104889 1,29 -3,71 0 174964
Y4.0 0 125511 1,29 -1,34 0 209362
Prof. Ing.Y5.0
Natalino0 Gattesco
592142 1,29 2,48 0 987742
“Edifici inY6.0
muratura”
0 570437 3,94 -2,48 0 8862175
28
Y7.0 0 612491 3,94 2,52 0 9515514 Jp 7,99E+07 kNm
2780203 3183810


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

SOLLECITAZIONI MASSIME (livello 2)

SLU1 SLU2 SLU3 SLU4 Inviluppo


Elem. Fxi Fyi Fxi Fyi Fxi Fyi Fxi Fyi Fxi Fyi
KN KN KN KN KN KN KN KN KN KN
X1.1 16,98 0,00 10,36 0,00 -8,69 0,00 3,72 0,00 16,98 0,00
X2.1 27,96 0,00 17,07 0,00 -14,30 0,00 6,13 0,00 27,96 0,00
X3.1 27,96 0,00 17,07 0,00 -14,30 0,00 6,13 0,00 27,96 0,00
X4.1 16,98 0,00 10,36 0,00 -8,69 0,00 3,72 0,00 16,98 0,00
X5.1 49,82 0,00 45,31 0,00 -17,39 0,00 14,01 0,00 49,82 0,00
X6.1 49,82 0,00 45,31 0,00 -17,39 0,00 14,01 0,00 49,82 0,00
X7.1 9,80 0,00 17,12 0,00 1,03 0,00 4,46 0,00 17,12 0,00
X8.1 14,29 0,00 24,97 0,00 1,50 0,00 6,50 0,00 24,97 0,00
X9.1 34,89 0,00 60,94 0,00 3,67 0,00 15,87 0,00 60,94 0,00
Y1.1 0,00 -34,46 0,00 29,69 0,00 75,89 0,00 53,77 0,00 75,89
Y2.1 0,00 -25,77 0,00 22,21 0,00 56,77 0,00 40,22 0,00 56,77
Y3.1 0,00 -1,68 0,00 1,88 0,00 7,22 0,00 8,14 0,00 8,14
Y4.1 0,00 -2,01 0,00 2,25 0,00 8,64 0,00 9,74 0,00 9,74
Y5.1 0,00 -9,51 0,00 10,62 0,00 40,78 0,00 45,95 0,00 45,95
Y6.1 0,00 -0,54 0,00 3,81 0,00 28,55 0,00 43,73 0,00 43,73
Y7.1 0,00 -0,58 0,00 4,10 0,00 30,65 0,00 46,96 0,00 46,96
248,51 -74,55 248,51 74,55 -74,55 248,51 74,55 248,51

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“Edifici in muratura”
29

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

SOLLECITAZIONI MASSIME (livello 1)

SLU1 SLU2 SLU3 SLU4 Inviluppo


Elem. Fxi Fyi Fxi Fyi Fxi Fyi Fxi Fyi Fxi Fyi
KN KN KN KN KN KN KN KN KN KN
X1.0 24,27 0,00 18,34 0,00 -11,85 0,00 7,42 0,00 24,27 0,00
X2.0 39,96 0,00 30,20 0,00 -19,52 0,00 12,22 0,00 39,96 0,00
X3.0 36,06 0,00 27,26 0,00 -17,62 0,00 11,03 0,00 36,06 0,00
X4.0 15,58 0,00 11,78 0,00 -7,61 0,00 4,76 0,00 15,58 0,00
X5.0 79,15 0,00 75,14 0,00 -26,84 0,00 23,84 0,00 79,15 0,00
X6.0 79,15 0,00 75,14 0,00 -26,84 0,00 23,84 0,00 79,15 0,00
X7.0 13,00 0,00 17,28 0,00 -0,59 0,00 3,80 0,00 17,28 0,00
X8.0 26,20 0,00 34,83 0,00 -1,20 0,00 7,65 0,00 34,83 0,00
X9.0 71,04 0,00 94,43 0,00 -3,25 0,00 20,76 0,00 94,43 0,00
Y1.0 0,00 -40,65 0,00 47,13 0,00 96,25 0,00 84,01 0,00 96,25
Y2.0 0,00 -30,41 0,00 35,26 0,00 72,00 0,00 62,84 0,00 72,00
Y3.0 0,00 -3,13 0,00 2,86 0,00 12,05 0,00 12,56 0,00 12,56
Y4.0 0,00 -3,74 0,00 3,42 0,00 14,42 0,00 15,02 0,00 15,02
Y5.0 0,00 -17,66 0,00 16,14 0,00 68,02 0,00 70,88 0,00 70,88
Y6.0 0,00 -9,52 0,00 5,07 0,00 58,67 0,00 67,07 0,00 67,07
Y7.0 0,00 -10,22 0,00 5,44 0,00 62,99 0,00 72,01 0,00 72,01
384,40 -115,32 384,40 115,32 -115,32 384,40 115,32 384,40

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

Calcolo sollecitazioni nelle fasce di piano

Procedimento semplificato basato su equilibrio ai nodi

Hp. Nel caso di nodo intermedio momenti uguali a destra e a sinistra del nodo.

SLU 1
Piedritto sinistro Piedritto destro
h1 h2 a1 a2 H1 H2 h1 h2 a1 a2 H1 H2 M_sn M_dx l bsn bdx V Msn Mdx
m m m m kN kN m m m m kN kN kNm kNm m m m kN kNm kNm
X1.1-X2.1 2,03 0 0,54 0,00 16,98 0 1,91 0 0,51 0,00 27,96 0 26,36 20,47 2,53 1,35 1,70 18,51 13,87 4,74
X2.1-X3.1 1,91 0 0,51 0,00 27,96 0 1,91 0 0,51 0,00 27,96 0 20,47 20,47 2,7 1,70 1,70 15,16 7,58 7,58
X3.1-X4.1 1,91 0 0,51 0,00 27,96 0 2,03 0 0,54 0,00 16,98 0 20,47 26,36 2,53 1,70 1,35 18,51 4,74 13,87
X9.1-X8.1 2,47 0 0,10 0,00 34,89 0 1,87 0 0,22 0,00 14,29 0 46,52 8,24 4,05 4,00 1,60 13,52 19,48 -2,57
X8.1-X7.1 1,87 0 0,22 0,00 14,29 0 2,03 0 0,25 0,00 9,80 0 8,24 12,41 2,55 1,60 1,40 8,10 1,76 6,74
Y2.1-Y1.1 2,38 0 0,62 0,00 -25,77 0 2,54 0 0,57 0,00 -34,46 0 -46,61 -63,39 4,82 3,40 4,60 -22,82 -7,81 -10,90
Y6.1-Y7.1 2,44 0 0,72 0,00 -0,54 0 2,48 0 0,72 0,00 -0,58 0 -1,05 -1,14 4,85 4,25 3,85 -0,45 -0,09 -0,27
X1.0-X2.0 2,03 2,03 0,37 0,56 24,27 16,98 1,91 1,91 0,53 0,56 39,96 27,96 60,25 50,83 2,53 1,35 1,70 43,90 30,62 13,51
X2.0-X3.0 1,91 1,91 0,53 0,56 39,96 27,96 2,03 1,91 0,53 0,71 36,06 27,96 50,83 51,16 2,7 1,70 1,70 37,77 18,72 19,05
X3.0-X4.0 2,03 1,91 0,53 0,71 36,06 27,96 2,54 2,03 0,37 0,64 15,58 16,98 51,16 53,58 2,53 1,70 1,35 41,40 15,97 25,64
X9.0-X8.0 2,47 2,47 0,40 0,05 71,04 34,89 1,99 1,87 0,71 0,52 26,20 14,29 160,80 32,72 4,05 4,00 1,60 47,78 65,24 -5,51
X8.0-X7.0 1,99 1,87 0,71 0,52 26,20 14,29 2,54 2,03 0,65 0,37 13,00 9,80 32,72 38,53 2,55 1,60 1,40 27,94 10,36 18,97
Y2.0-Y1.0 2,38 2,38 0,43 0,12 -30,41 -25,77 2,54 2,54 0,37 0,30 -40,65 -34,46 -82,94 -120,75 4,82 3,40 4,60 -42,26 -11,10 -23,55
Y6.0-Y7.0 2,44 2,44 0,41 0,10 -9,52 -0,54 2,48 2,48 0,40 0,10 -10,22 -0,58 -16,23 -17,55 4,85 4,25 3,85 -6,96 -1,43 -4,14

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

SOLLECITAZIONI NELLE FASCE DI PIANO

SLU2 SLU3 SLU4 Inviluppo


V Msn Mdx V Msn Mdx V Msn Mdx V Msn Mdx
kN kNm kNm kN kNm kNm kN kNm kNm kN kNm kNm
X1.1-X2.1 11,30 8,46 2,89 -9,47 -7,09 -2,42 4,06 3,04 1,04 18,51 13,87 4,74
X2.1-X3.1 9,26 4,63 4,63 -7,76 -3,88 -3,88 3,32 1,66 1,66 15,16 7,58 7,58
X3.1-X4.1 11,30 2,89 8,46 -8,81 -2,98 -5,87 4,06 1,04 3,04 18,51 4,74 13,87
X9.1-X8.1 23,62 34,02 -4,50 1,42 2,05 -0,27 6,15 8,86 -1,17 23,62 34,02 4,50
X8.1-X7.1 14,15 3,08 11,78 0,85 0,19 0,71 3,68 0,80 3,07 14,15 3,08 11,78
Y2.1-Y1.1 19,66 6,73 9,39 50,27 17,21 24,01 35,62 12,19 17,01 50,27 17,21 24,01
Y6.1-Y7.1 3,18 0,64 1,91 23,81 4,78 14,27 36,48 7,33 21,86 36,48 7,33 21,86
X1.0-X2.0 30,43 21,11 9,47 -21,88 -15,28 -6,71 11,79 8,16 3,69 43,90 30,62 13,51
X2.0-X3.0 26,15 13,10 13,05 -18,83 -9,31 -9,52 10,12 5,10 5,02 37,77 18,72 19,05
X3.0-X4.0 28,34 11,19 17,29 -19,99 -8,53 -11,55 10,90 4,36 6,60 41,40 15,97 25,64
X9.0-X8.0 69,21 94,04 -7,54 -0,13 -0,34 0,18 16,18 21,91 -1,69 69,21 94,04 7,54
X8.0-X7.0 41,07 14,97 28,15 0,14 -0,04 0,19 9,69 3,49 6,68 41,07 14,97 28,15
Y2.0-Y1.0 43,57 12,05 23,68 97,05 25,83 53,75 78,12 21,55 42,51 97,05 25,83 53,75
Y6.0-Y7.0 5,71 1,15 3,42 57,28 11,61 34,22 71,80 14,50 42,94 71,80 14,50 42,94

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“Edifici in muratura”
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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

piedritto sn piedritto dx

H2

h2/2

M_sn M_dx
Msn Mdx
a2

a1 V

h1/2

H1
bsn bdx

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Verifiche maschi murari

s s f f
Elem. b t Vs ho Ms Po fk fd Vo MRd Ms/MRd fvko VRd Vs/VRd h/b ] VRd Vs/VRd
m m kN m kNm kN MPa MPa MPa kNm - MPa kN - - - kN -
X1.1 1,35 0,30 16,98 1,01 17,19 34,69 8,2 4,1 0,09 22,84 0,75 0,3 19,85 0,86 1,50 1,50 66,28 0,26
X2.1 1,70 0,30 27,96 0,95 26,68 62,03 8,2 4,1 0,12 50,88 0,52 0,3 41,33 0,68 1,12 1,12 89,25 0,31
X3.1 1,70 0,30 27,96 0,95 26,68 52,61 8,2 4,1 0,10 43,39 0,61 0,3 36,32 0,77 1,12 1,12 87,43 0,32
X4.1 1,35 0,30 16,98 1,01 17,19 33,51 8,2 4,1 0,08 22,08 0,78 0,3 19,26 0,88 1,50 1,50 66,10 0,26
X5.1 4,05 0,30 49,82 1,30 64,96 143,82 8,2 4,1 0,12 281,35 0,23 0,3 135,85 0,37 0,64 1,00 215,22 0,23
X6.1 4,05 0,30 49,82 1,30 64,96 114,91 8,2 4,1 0,09 226,37 0,29 0,3 117,04 0,43 0,64 1,00 209,01 0,24
X7.1 1,40 0,30 17,12 1,02 17,40 35,17 8,2 4,1 0,08 24,03 0,72 0,3 20,71 0,83 1,45 1,45 68,79 0,25
X8.1 1,60 0,30 24,97 0,93 23,30 68,94 8,2 4,1 0,14 52,88 0,44 0,3 43,07 0,58 1,17 1,17 85,51 0,29
X9.1 4,00 0,30 60,94 1,23 75,16 87,74 8,2 4,1 0,07 171,80 0,44 0,3 99,23 0,61 0,62 1,00 200,74 0,30
Y1.1 4,60 0,30 75,89 1,27 96,37 96,24 8,2 4,1 0,07 216,93 0,44 0,3 118,56 0,64 0,55 1,00 229,80 0,33
Y2.1 3,40 0,30 56,77 1,19 67,47 65,95 8,2 4,1 0,06 110,04 0,61 0,3 70,69 0,80 0,70 1,00 168,68 0,34
Y3.1 1,38 0,30 8,14 1,27 10,32 17,19 8,2 4,1 0,04 11,72 0,88 0,3 8,81 0,92 1,84 1,50 64,90 0,13
Y4.1 1,37 0,30 9,74 1,15 11,22 16,96 8,2 4,1 0,04 11,48 0,98 0,3 9,42 1,03 1,68 1,50 64,41 0,15
Y5.1 4,25 0,30 45,95 1,31 60,04 60,04 8,2 4,1 0,05 125,87 0,48 0,3 75,90 0,61 0,61 1,00 205,71 0,22
Y6.1 3,85 0,30 43,73 1,22 53,36 79,36 8,2 4,1 0,07 149,76 0,36 0,3 89,65 0,49 0,63 1,00 192,07 0,23
Y7.1 4,15 0,30 46,96 1,24 58,28 83,60 8,2 4,1 0,07 170,12 0,34 0,3 98,81 0,48 0,60 1,00 206,59 0,23

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

(Piano terra)
s s f f
Elem. b t Vs ho Ms Po fk fd Vo MRd Ms/MRd fvko VRd Vs/VRd h/b ] VRd Vs/VRd
m m kN m kNm kN MPa MPa MPa kNm - MPa kN - - - kN -
X1.0 1,35 0,30 24,27 1,01 24,57 69,75 8,2 4,1 0,17 44,76 0,55 0,3 35,50 0,68 1,50 1,50 71,44 0,34
X2.0 1,70 0,30 39,96 0,95 38,13 126,79 8,2 4,1 0,25 100,08 0,38 0,3 69,50 0,57 1,12 1,12 100,86 0,40
X3.0 1,70 0,30 36,06 1,02 36,66 99,66 8,2 4,1 0,20 79,96 0,46 0,3 56,66 0,64 1,20 1,20 95,08 0,38
X4.0 1,35 0,30 15,58 1,27 19,76 65,09 8,2 4,1 0,16 41,91 0,47 0,3 28,69 0,54 1,88 1,50 70,77 0,22
X5.0 4,05 0,30 79,15 1,30 103,21 289,59 8,2 4,1 0,24 546,32 0,19 0,3 206,04 0,38 0,64 1,00 244,14 0,32
X6.0 4,05 0,30 79,15 1,30 103,21 212,01 8,2 4,1 0,17 407,83 0,25 0,3 172,52 0,46 0,64 1,00 229,20 0,35
X7.0 1,40 0,30 17,28 1,27 21,93 73,18 8,2 4,1 0,17 48,66 0,45 0,3 32,67 0,53 1,81 1,50 74,20 0,23
X8.0 1,60 0,30 34,83 0,99 34,64 146,84 8,2 4,1 0,31 107,16 0,32 0,3 71,75 0,49 1,24 1,24 97,14 0,36
X9.0 4,00 0,30 94,43 1,23 116,47 180,99 8,2 4,1 0,15 346,31 0,34 0,3 159,48 0,59 0,62 1,00 220,66 0,43
Y1.0 4,60 0,30 96,25 1,27 122,23 192,24 8,2 4,1 0,14 424,49 0,29 0,3 184,46 0,52 0,55 1,00 250,49 0,38
Y2.0 3,40 0,30 72,00 1,19 85,58 141,56 8,2 4,1 0,14 231,07 0,37 0,3 120,84 0,60 0,70 1,00 185,04 0,39
Y3.0 1,38 0,30 12,56 1,27 15,93 48,85 8,2 4,1 0,12 32,56 0,49 0,3 22,84 0,55 1,84 1,50 69,77 0,18
Y4.0 1,37 0,30 15,02 1,15 17,31 48,16 8,2 4,1 0,12 31,88 0,54 0,3 24,14 0,62 1,68 1,50 69,21 0,22
Y5.0 4,25 0,30 70,88 1,31 92,62 176,00 8,2 4,1 0,14 359,19 0,26 0,3 160,86 0,44 0,61 1,00 231,10 0,31
Y6.0 3,85 0,30 67,07 1,22 81,84 158,61 8,2 4,1 0,137 293,30 0,28 0,3 143,04 0,47 0,63 1,00 209,18 0,32
Y7.0 4,15 0,30 72,01 1,24 89,37 184,81 8,2 4,1 0,148 367,15 0,24 0,3 166,31 0,43 0,60 1,00 228,32 0,32

Prof. Ing. Natalino Gattesco


“Edifici in muratura”
35

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

Verifiche Fasce di piano

s f cor
Elem. V M fk' b t Pmin Vo lo fvko VRd ] VRd Vrd VRd Vs/VRd
kN kNm MPa m m kN MPa m MPa kN - kN kN kN -
SLU1 X1.1-X2.1 18,51 13,87 3,30 1,72 0,30 16,50 31,98 0,75 0,3 16,75 1,00 81,42 64,72 81,47 0,227
X2.1-X3.1 15,16 7,58 3,30 1,72 0,30 8,93 17,30 0,50 0,3 13,77 1,00 79,60 64,72 78,49 0,193
X3.1-X4.1 18,51 13,87 3,30 1,72 0,30 16,50 31,98 0,75 0,3 16,75 1,00 81,42 64,72 81,47 0,227
X9.1-X8.1 13,52 19,48 3,30 1,20 0,30 34,87 96,86 1,44 0,3 13,38 1,00 62,11 64,72 78,10 0,173
X8.1-X7.1 8,10 6,74 3,30 1,20 0,30 11,50 31,95 0,83 0,3 7,73 1,00 56,80 64,72 72,45 0,112
Y2.1-Y1.1 22,82 10,90 3,30 2,15 0,30 10,26 15,90 0,48 0,3 20,20 1,00 99,28 64,72 84,92 0,269
Y6.1-Y7.1 0,45 0,27 3,30 2,15 0,30 0,25 0,39 0,60 0,3 0,45 1,00 96,81 64,72 65,17 0,007
X1.0-X2.0 43,90 30,62 3,30 1,75 0,30 36,83 70,16 0,70 0,3 35,29 1,00 87,47 64,72 100,01 0,439
X2.0-X3.0 37,77 19,05 3,30 1,75 0,30 22,46 42,78 0,50 0,3 30,41 1,00 84,18 64,72 95,13 0,397
X3.0-X4.0 41,40 25,64 3,30 1,75 0,30 30,57 58,23 0,62 0,3 33,27 1,00 86,05 64,72 97,99 0,423
X9.0-X8.0 47,78 65,24 3,30 1,75 0,30 84,18 160,34 1,37 0,3 42,31 1,00 97,55 64,72 107,03 0,446
X8.0-X7.0 27,94 18,97 3,30 1,75 0,30 22,36 42,60 0,68 0,3 24,04 1,00 84,16 64,72 88,76 0,315
Y2.0-Y1.0 42,26 23,55 3,30 1,75 0,30 27,98 53,29 0,56 0,3 33,54 1,00 85,46 64,72 98,26 0,430
Y6.0-Y7.0 6,96 4,14 3,30 1,75 0,30 4,76 9,08 0,59 0,3 6,67 1,00 79,93 64,72 71,39 0,098

fck 25 Mpa Vcd 44.94 kN


CORDOLO IN C.A. WRd 0.3 Mpa
d 210 mm Vwd 19.79 kN
VRd Vcd  Vwd bw 300 mm
k 1.39 VRd 64.72 kN
Vcd W Rd k (1.2  40 U1 ) bw d Armature long. 4I16
U1 0.0128
Staffe I6/200 mm
Asw Asw/s 0.28
Vwd 0.9 d f ywd
s fywk 430 MPa
Js 1.15
fywd 374 MPa

Prof. Ing. Natalino Gattesco


“Edifici in muratura”
36
s f cor
Elem. V M fk' b t Pmin Vo lo fvko VRd ] VRd Vrd VRd Vs/VRd

kN kNm MPa m
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE kN
m kN MPa m MPa - kN kN kN -
SLU2 X1.1-X2.1 11,30 8,46 3,30 1,72 0,3 9,98 19,34 0,75 0,3 10,61 1,00 79,86 64,72 75,33 0,150
X2.1-X3.1 9,26 4,63 MASTER
3,30 in1,72
“Progettazione
0,3 Antisismica
5,42 10,51delle Costruzioni”
0,50 0,3 – MUPAC
8,71 – 1,00
2007/0878,74 64,72 73,43 0,126
X3.1-X4.1 11,30 8,46 3,30 1,72 0,3 9,98 19,34 0,75 0,3 10,61 1,00 79,86 64,72 75,33 0,150
X9.1-X8.1 23,62 34,02 3,30 1,2 0,3 65,09 180,81 1,44 0,3 23,58 1,00 68,36 64,72 88,30 0,267
X8.1-X7.1 14,15 11,78 3,30 1,2 0,3 20,46 56,84 0,83 0,3 13,11 1,00 58,89 64,72 77,83 0,182
Y2.1-Y1.1 19,66 9,39 3,30 2,15 0,3 8,82 13,68 0,48 0,3 17,68 1,00 98,93 64,72 82,40 0,239
Y6.1-Y7.1 3,18 1,91 3,30 2,15 0,3 1,78 2,75 0,60 0,3 3,13 1,00 97,19 64,72 67,85 0,047
X1.0-X2.0 30,43 21,11 3,30 1,75 0,3 24,98 47,58 0,69 0,3 25,92 1,00 84,76 64,72 90,64 0,336
X2.0-X3.0 26,15 13,10 3,30 1,75 0,3 15,29 29,13 0,50 0,3 22,35 1,00 82,48 64,72 87,07 0,300
X3.0-X4.0 28,34 17,29 3,30 1,75 0,3 20,32 38,70 0,61 0,3 24,18 1,00 83,68 64,72 88,90 0,319
X9.0-X8.0 69,21 94,04 3,30 1,75 0,3 130,67 248,89 1,36 0,3 60,01 1,00 106,52 64,72 124,73 0,555
X8.0-X7.0 41,07 28,15 3,3 1,75 0,3 33,71 64,22 0,69 0,3 33,35 1,00 86,77 64,72 98,07 0,419
Y2.0-Y1.0 43,57 23,68 3,3 1,75 0,3 28,14 53,59 0,54 0,3 34,30 1,00 85,50 64,72 99,02 0,440
Y6.0-Y7.0 5,71 3,42 3,3 1,75 0,3 3,93 7,48 0,60 0,3 5,51 1,00 79,73 64,72 70,23 0,081
SLU3 X1.1-X2.1 9,47 7,09 3,3 1,72 0,3 8,34 16,17 0,75 0,3 8,98 1,00 79,46 64,72 73,70 0,128
X2.1-X3.1 7,76 3,88 3,3 1,72 0,3 4,54 8,79 0,50 0,3 7,37 1,00 78,53 64,72 72,09 0,108
X3.1-X4.1 8,81 5,87 3,3 1,72 0,3 6,89 13,36 0,67 0,3 8,36 1,00 79,10 64,72 73,08 0,121
X9.1-X8.1 1,42 2,05 3,3 1,2 0,3 3,44 9,55 1,44 0,3 1,42 1,00 54,85 64,72 66,14 0,021
X8.1-X7.1 0,85 0,71 3,3 1,2 0,3 1,18 3,29 0,83 0,3 0,85 1,00 54,30 64,72 65,57 0,013
Y2.1-Y1.1 50,27 24,01 3,3 2,15 0,3 22,91 35,53 0,48 0,3 39,25 1,00 102,32 64,72 103,97 0,483
Y6.1-Y7.1 23,81 14,27 3,3 2,15 0,3 13,47 20,89 0,60 0,3 21,11 1,00 100,06 64,72 85,83 0,277
X1.0-X2.0 21,88 15,28 3,3 1,75 0,3 17,89 34,08 0,70 0,3 19,42 1,00 83,10 64,72 84,14 0,260
X2.0-X3.0 18,83 9,52 3,3 1,75 0,3 11,04 21,04 0,51 0,3 16,76 1,00 81,46 64,72 81,48 0,231
X3.0-X4.0 19,99 11,55 3,3 1,75 0,3 13,45 25,62 0,58 0,3 17,76 1,00 82,04 64,72 82,48 0,242
X9.0-X8.0 0,13 0,34 3,3 1,75 0,3 0,39 0,73 2,60 0,3 0,13 1,00 78,85 64,72 64,85 0,002
X8.0-X7.0 0,14 0,19 3,3 1,75 0,3 0,22 0,41 1,34 0,3 0,14 1,00 78,80 64,72 64,86 0,002
Y2.0-Y1.0 97,05 53,75 3,3 1,75 0,3 67,65 128,85 0,55 0,3 62,53 1,00 94,16 64,72 127,25 0,763
Y6.0-Y7.0 57,28 34,22 3,3 1,75 0,3 41,44 78,92 0,60 0,3 42,91 1,00 88,50 64,72 107,63 0,532
SLU4 X1.1-X2.1 4,06 3,04 3,3 1,72 0,3 3,55 6,88 0,75 0,3 3,96 1,00 78,28 64,72 68,68 0,059
X2.1-X3.1 3,32 1,66 3,3 1,72 0,3 1,94 3,76 0,50 0,3 3,25 1,00 77,88 64,72 67,97 0,049
X3.1-X4.1 4,06 3,04 3,3 1,72 0,3 3,55 6,88 0,75 0,3 3,96 1,00 78,28 64,72 68,68 0,059
X9.1-X8.1 6,15 8,86 3,3 1,2 0,3 15,22 42,29 1,44 0,3 6,10 1,00 57,68 64,72 70,82 0,087
X8.1-X7.1 3,68 3,07 3,3 1,2 0,3 5,16 14,35 0,83 0,3 3,60 1,00 55,28 64,72 68,32 0,054
Y2.1-Y1.1 35,62 17,01 3,3 2,15 0,3 16,11 24,98 0,48 0,3 29,66 1,00 100,70 64,72 94,38 0,377
Y6.1-Y7.1 36,48 21,86 3,3 2,15 0,3 20,81 32,27 0,60 0,3 30,55 1,00 101,82 64,72 95,27 0,383
X1.0-X2.0 11,79 8,16 3,3 1,75 0,3 9,44 17,99 0,69 0,3 11,02 1,00 81,08 64,72 75,74 0,156
X2.0-X3.0 10,12 5,10 3,3 1,75 0,3 5,88 11,20 0,50 0,3 9,49 1,00 80,21 64,72 74,21 0,136
X3.0-X4.0 10,90 6,60 3,3 1,75 0,3 7,62 14,51 0,61 0,3 10,21 1,00 80,63 64,72 74,93 0,146
Prof. Ing. Natalino Gattesco
X9.0-X8.0 16,18 21,91 3,3 1,75 0,3 25,96 49,45 1,35 0,3 15,33 1,00 84,99 64,72 37
80,05 0,202
X8.0-X7.0 9,69“Edifici in muratura”
6,68 3,3 1,75 0,3 7,72 14,70 0,69 0,3 9,16 1,00 80,66 64,72 73,88 0,131
Y2.0-Y1.0 78,12 42,51 3,3 1,75 0,3 52,29 99,61 0,54 0,3 53,47 1,00 90,89 64,72 118,19 0,661
Y6.0-Y7.0 71,80 42,94 3,3 1,75 0,3 52,87 100,70 0,60 0,3 50,93 1,00 91,01 64,72 115,65 0,621

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

Verifica azioni sismiche fuori piano

Elem. Wa z H h PA b t J E a Ta Sa*Ji/qa Fa Ms Vo MR MS/MR


kN m m m kg/m m m m4 N/m2 - s - kN kNm MPa kNm -
X1.1 22,7 4,43 5,9 2,7 855,5 1,35 0,30 0,00304 8,2E+09 9,869 0,027 0,1402 3,177 2,144 0,086 5,20 0,412
X2.1 31,4 4,43 5,9 2,7 1184,1 1,70 0,30 0,00383 8,2E+09 9,869 0,029 0,1411 4,426 2,988 0,122 9,30 0,321
X3.1 31,4 4,43 5,9 2,7 1184,1 1,70 0,30 0,00383 8,2E+09 9,869 0,029 0,1411 4,426 2,988 0,103 7,89 0,379
X4.1 22,7 4,43 5,9 2,7 855,5 1,35 0,30 0,00304 8,2E+09 9,869 0,027 0,1402 3,177 2,144 0,083 5,03 0,427
X5.1 37,7 4,43 5,9 2,7 1421,7 4,05 0,30 0,00911 8,2E+09 9,869 0,020 0,1355 5,102 3,444 0,118 21,57 0,160
X6.1 37,7 4,43 5,9 2,7 1421,7 4,05 0,30 0,00911 8,2E+09 9,869 0,020 0,1355 5,102 3,444 0,095 17,24 0,200
X7.1 22,8 4,43 5,9 2,7 861,3 1,40 0,30 0,00315 8,2E+09 9,869 0,027 0,1399 3,192 2,155 0,084 5,28 0,408
X8.1 30,9 4,43 5,9 2,7 1166,6 1,60 0,30 0,00360 8,2E+09 9,869 0,029 0,1416 4,375 2,953 0,144 10,34 0,286
X9.1 59,9 4,43 5,9 2,7 2261,3 4,00 0,30 0,00900 8,2E+09 9,869 0,026 0,1392 8,335 5,626 0,073 13,16 0,427
Y1.1 66,4 4,43 5,9 2,7 2508,2 4,60 0,30 0,01035 8,2E+09 9,869 0,025 0,1388 9,224 6,226 0,070 14,44 0,431
Y2.1 47,7 4,43 5,9 2,7 1800,5 3,40 0,30 0,00765 8,2E+09 9,869 0,025 0,1386 6,609 4,461 0,065 9,89 0,451
Y3.1 11,8 4,43 5,9 2,7 445,8 1,38 0,30 0,00311 8,2E+09 9,869 0,019 0,1349 1,593 1,076 0,042 2,58 0,417
Y4.1 11,4 4,43 5,9 2,7 430,9 1,37 0,30 0,00308 8,2E+09 9,869 0,019 0,1348 1,538 1,038 0,041 2,54 0,408
Y5.1 40,4 4,43 5,9 2,7 1525,0 4,25 0,30 0,00956 8,2E+09 9,869 0,020 0,1356 5,479 3,698 0,047 9,01 0,411
Y6.1 53,9 4,43 5,9 2,7 2035,7 3,85 0,30 0,00866 8,2E+09 9,869 0,025 0,1386 7,472 5,044 0,069 11,90 0,424
Y7.1 58,1 4,43 5,9 2,7 2193,2 4,15 0,30 0,00934 8,2E+09 9,869 0,025 0,1386 8,050 5,434 0,067 12,54 0,433

Prof. Ing. Natalino Gattesco


“Edifici in muratura”
38


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE


MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

Verifica azioni sismiche fuori piano

Elem. Wa z H h PA b t J E a Ta Sa*Ji/qa Fa Ms Vo MR MS/MR


kN m m m kg/m m m m4 N/m2 - s - kN kNm MPa kNm -
X1.0 45,3 1,48 5,9 2,7 1711,0 1,35 0,30 0,00304 8,2E+09 9,869 0,038 0,1060 4,803 3,242 0,172 10,46 0,310
X2.0 62,7 1,48 5,9 2,7 2368,2 1,70 0,30 0,00383 8,2E+09 9,869 0,040 0,1070 6,712 4,530 0,249 19,02 0,238
X3.0 57,4 1,48 5,9 2,7 2166,0 1,70 0,30 0,00383 8,2E+09 9,869 0,039 0,1060 6,083 4,106 0,195 14,95 0,275
X4.0 39,6 1,48 5,9 2,7 1493,3 1,35 0,30 0,00304 8,2E+09 9,869 0,036 0,1046 4,138 2,793 0,161 9,76 0,286
X5.0 87,9 1,48 5,9 2,7 3317,2 4,05 0,30 0,00911 8,2E+09 9,869 0,031 0,1020 8,964 6,051 0,238 43,44 0,139
X6.0 87,9 1,48 5,9 2,7 3317,2 4,05 0,30 0,00911 8,2E+09 9,869 0,031 0,1020 8,964 6,051 0,174 31,80 0,190
X7.0 39,9 1,48 5,9 2,7 1504,9 1,40 0,30 0,00315 8,2E+09 9,869 0,035 0,1044 4,160 2,808 0,174 10,98 0,256
X8.0 56,0 1,48 5,9 2,7 2115,5 1,60 0,30 0,00360 8,2E+09 9,869 0,039 0,1064 5,963 4,025 0,306 22,02 0,183
X9.0 119,8 1,48 5,9 2,7 4522,6 4,00 0,30 0,00900 8,2E+09 9,869 0,036 0,1048 12,558 8,477 0,151 27,15 0,312
Y1.0 132,9 1,48 5,9 2,7 5016,4 4,60 0,30 0,01035 8,2E+09 9,869 0,036 0,1045 13,884 9,372 0,139 28,84 0,325
Y2.0 95,4 1,48 5,9 2,7 3600,9 3,40 0,30 0,00765 8,2E+09 9,869 0,035 0,1042 9,940 6,710 0,139 21,23 0,316
Y3.0 27,6 1,48 5,9 2,7 1040,2 1,38 0,30 0,00311 8,2E+09 9,869 0,030 0,1014 2,793 1,885 0,118 7,33 0,257
Y4.0 26,6 1,48 5,9 2,7 1005,3 1,37 0,30 0,00308 8,2E+09 9,869 0,029 0,1012 2,694 1,819 0,117 7,22 0,252
Y5.0 94,2 1,48 5,9 2,7 3558,3 4,25 0,30 0,00956 8,2E+09 9,869 0,031 0,1022 9,631 6,501 0,138 26,40 0,246
Y6.0 107,8 1,48 5,9 2,7 4071,5 3,85 0,30 0,00866 8,2E+09 9,869 0,035 0,1042 11,238 7,585 0,137 23,79 0,319
Y7.0 116,2 1,48 5,9 2,7 4386,5 4,15 0,30 0,00934 8,2E+09 9,869 0,035 0,1042 12,106 8,172 0,148 27,72 0,295

Prof. Ing. Natalino Gattesco


“Edifici in muratura”
39

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

Analisi con modello ad elementi finiti di tipo spaziale

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“Edifici in muratura”
40


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

Risultati FEM e procedura semplificata a confronto

Ad esempio

Parete Prospetto Frontale

Maschi Fasce di piano

Taglio Taglio
VProcSemp VFEM VProcSemp VFEM
kN kN kN kN
X1.1 16,98 17,66 X1.1-X2.1 18,51 17,31
X2.1 27,96 33,15 X2.1-X3.1 15,16 15,13
X3.1 27,96 33,15 X3.1-X4.1 18,51 17,59
X4.1 16,98 18,27 X1.1-X2.1 43,90 39,89
X1.0 24,27 22,12 X2.1-X3.1 37,77 37,16
X2.0 39,96 40,18 X3.1-X4.1 41,40 37,79
X3.0 36,06 34,27
X4.0 15,58 13,45

Prof. Ing. Natalino Gattesco


“Edifici in muratura”
41


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

MODULO E – “Recupero di edifici esistenti e strutture speciali”


Responsabile: Prof. Natalino Gattesco

EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA


Introduzione e livelli di conoscenza

Prof. Ing. Natalino Gattesco


Dipartimento di Progettazione Architettonica e Urbana
Università degli Studi di Trieste

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

BIBLIOGRAFIA
Tomazevic M. (2001) “Earthquake-Resistant Design of Masonry
Buildings”, Series on Innovation in Structures and Construction –
Vol. 1, Imperial College Press, London.
D.P.C.M. 12.10.2007, “Direttiva del Presidente del Consiglio dei
Ministri per la valutazione e la riduzione del rischio sismico del
patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le
costruzioni”.
D.M. 14.01.2008 “Norme Tecniche per le Costruzioni”.
Eurocodice 8 – “Indicazioni progettuali per la resistenza sismica
delle strutture – Parte 1.3: Regole generali. Regole specifiche per i
diversi materiali ed elementi”, UNI EN 1998-1-3

2


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

INTRODUZIONE
Gli edifici esistenti si distinguono da quelli di nuova progettazione
per gli aspetti seguenti:

• La costruzione riflette lo stato delle conoscenze al tempo della


sua realizzazione
• Il progetto può contenere difetti di impostazione progettuale e
di realizzazione non immediatamente visibili
• Spesso l’esecuzione dell’opera non è preceduta da una fase di
progettazione degli elementi strutturali (edilizia popolare)
• Tali edifici possono essere stati soggetti a terremoti passati e
ad altre azioni accidentali che non sono manifesti.

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“Recupero edifici esistenti”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

INTRODUZIONE
Nella definizione dei modelli strutturali si deve tener conto che:
• La geometria e i dettagli costruttivi sono definiti e la loro
conoscenza dipende dalla documentazione disponibile e dal
livello di approfondimento delle indagini conoscitive.
• La conoscenza delle proprietà meccaniche dei materiali dipen-
de solo dalla omogeneità dei materiali stessi nell’opera e dal
livello di approfondimento delle indagini e loro affidabilità.
• I carichi permanenti sono definiti e la loro conoscenza dipende
dal livello di approfondimento delle indagini conoscitive.

Di conseguenza la valutazione della sicurezza ed il progetto degli


interventi sono normalmente affetti da un grado di incertezza diver-
so da quello degli edifici nuovi.

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“Recupero edifici esistenti”


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

INTRODUZIONE
E’ quindi necessario utilizzare adeguati fattori di confidenza nelle
verifiche di sicurezza e metodi di analisi e di verifica dipendenti dalla
completezza e dall’affidabilità dell’informazione disponibile.

Negli edifici esistenti le situazioni riscontrabili sono le più diverse ed


è quindi impossibile prevedere regole specifiche e dettagliate per
tutti i casi.

Quanto contenuto nelle norme riguardanti gli edifici esistenti costi-


tuisce un riferimento generale che può essere integrato, in casi
particolari, da valutazioni specifiche ed anche alternative da parte
del progettista.

Comunque, anche in questi casi particolari, il progettista non è


esonerato dal far precedere alla progettazione una sufficiente
conoscenza dell’oggetto su cui va a operare.

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“Recupero edifici esistenti”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA


La valutazione della sicurezza e la progettazione degli interventi
sulle costruzioni esistenti potranno essere eseguiti con riferimento
ai soli SLU (in genere SLV)
Le costruzioni esistenti devono essere sottoposte a valutazione della
sicurezza quanto ricorre anche una sola delle seguenti situazioni:

• Riduzione evidente della capacità resistente e/o deformativa della


struttura o di alcune sue parti dovuta a
í azioni ambientali (sisma, vento, neve e temperatura),
í significativo degrado delle caratteristiche meccaniche dei
materiali
í azioni eccezionali (urti, incendi, esplosioni)
í situazioni di funzionamento ed uso anomalo
í deformazioni significative imposte da cedimenti del terreno.
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“Recupero edifici esistenti”


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA


Le costruzioni esistenti devono essere sottoposte a valutazione della
sicurezza quanto ricorre anche una sola delle seguenti situazioni:

• Provati gravi errori di progetto o di costruzione


• Cambio della destinazione d’uso della costruzione o di parti di
essa, con variazione significativa dei carichi variabili e/o della
classe d’uso della costruzione
• Interventi non dichiaratamente strutturali, qualora essi
interagiscano, anche solo in parte, con elementi aventi funzione
strutturale e, in modo consistente, ne riducano la capacità o ne
modifichino la rigidezza.

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“Recupero edifici esistenti”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA


Se le circostanze sopraccitate riguardano porzioni limitate della
costruzione, la valutazione può essere limitata agli elementi
interessati ed a quelli con essi interagenti, tenendo presente la loro
funzione nel complesso strutturale.
La valutazione della sicurezza deve permettere di stabilire se:

• L’uso della costruzione possa continuare senza interventi


• L’uso debba essere modificato (declassamento, cambio di
destinazione, imposizione di limitazioni e/o cautele nell’uso)
• sia necessario procedere ad aumentare o ripristinare la capacità
portante.

La valutazione della sicurezza è necessaria ogni volta che si eseguo-


no interventi strutturali e dovrò determinare il livello di sicurezza pri-
ma e dopo l’intervento.
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“Recupero edifici esistenti”


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CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI


Si individuano le seguenti categorie di intervento:

• Interventi di adeguamento (atti a conseguire i livelli di sicurezza


previsti dalle NTC 2008)
• Interventi di miglioramento (atti ad aumentare la sicurezza struttu-
rale esistente, pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti
dalle NTC 2008)
• Riparazioni o interventi locali che interessano elementi isolati
(che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di
sicurezza preesistenti)

Per gli edifici di interesse storico è in ogni caso possibile limitarsi ad


interventi di miglioramento (D.P.C.M. 12.10.2007).

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“Recupero edifici esistenti”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

ADEGUAMENTO SISMICO
E’ fatto obbligo eseguire valutazioni di sicurezza sismica e di effet-
tuare interventi di adeguamento, se necessari, a chiunque intenda:
a. Sopraelevare la costruzione
b. ampliare l’edificio con opere strutturalmente connesse all’esistente
c. Apportare variazioni di classe e/o di destinazione d’uso che comporti-
no incrementi dei carichi in fondazione superiori al 10%
d. Effettuare interventi strutturali che portano ad un organismo edilizio
diverso dal precedente

In ogni caso il progetto deve riguardare l’intera costruzione e deve


riportare le verifiche dell’intera struttura post-intervento.

Se viene eseguita una variazione di altezza per rendere abitabili dei


locali, non viene considerata sopraelevazione o ampliamento purché
non vari il numero di piani e non ricorrano le condizioni ai punti c, d.
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“Recupero edifici esistenti”


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

ADEGUAMENTO SISMICO
E’ pure fatto obbligo di eseguire valutazioni di sicurezza sismica su
tutti gli edifici di interesse strategico e sulle opere infrastrutturali la
cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamen-
tale per le finalità di protezione civile, sia sugli edifici e opere infra-
strutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conse-
guenze di un eventuale collasso (art. 2 – comma 3 Ordinanza 3274)

• Sedi di uffici pubblici operativi, caserme, aeroporti, ospedali, case di


cura, centrali elettriche, acquedotti, telecomunicazioni, ponti, viadotti,
dighe, ecc.
• Edifici scolastici, sportivi, di culto, di pubblico spettacolo, stabilimenti
con deposito di materiali pericolosi, ecc.

Se la valutazione di sicurezza non risulta soddisfatta è obbligatorio


procedere all’adeguamento della struttura (art. 2 – comma 6) o, per
gli edifici tutelati dalle Sopraintendenze, eseguire il miglioramento
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“Recupero edifici esistenti”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

EDIFICI STRATEGICI REGIONALI


A EDIFICI ED OPERE STRATEGICHE REGIONALI
1 EDIFICI STRATEGICI
Edifici in tutto o in parte destinati a:
A.1.1. Sedi degli uffici territoriali di Governo, non di competenza statale
A.1.2. Sedi operative della Protezione civile
A.1.3. Sedi di uffici pubblici operativi in caso di calamità(municipi,
sedi di Protezione Civile, autorimesse e depositi, etc.), non di
competenza statale
A.1.4. Ospedali di rilievo nazionale e di alta specialità, ospedali di
rilievo regionale, edifici di ospedali della rete ospedaliera
regionale ospitanti i seguenti servizi la cui funzionalità è
essenziale nelle situazioni di emergenza: pronto soccorso,
dipartimento di emergenza, aree chirurgiche e di terapia
intensiva, edifici di ASS e AO ospitanti funzioni operative per
l’emergenza
A.1.5. Edifici individuati nei piani approvati di protezione civile
comunali e provinciali
A.1.6. Sedi di Forze armate, non di competenza statale
A.1.7. Sedi di Forze di Polizia, non di competenza statale
A.1.8. Sedi dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente
A.1.9. Sedi del Corpo forestale regionale
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“Recupero edifici esistenti”


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

OPERE INFRASTRUTTURALI STRATEGICHE


2 OPERE INFRASTRUTTURALI STRATEGICHE
Opere infrastrutturali identificabili anche per lotti funzionali, in
tutto o in parte individuabili come:
A.2.1. Impianti di depurazione
A.2.2. Opere di sistemazione idraulica di corsi d’acqua (briglie, etc.) di
competenza regionale il cui collasso coinvolge edifici e/o opere
strategiche o rilevanti
A.2.3. Opere di sistemazione di pendii di competenza regionale il cui
collasso coinvolge edifici e/o opere strategiche o rilevanti
A.2.4. Strutture connesse con il funzionamento di acquedotti locali
A.2.5. Strutture, non di competenza statale, connesse con la produzione, il
trasporto e la distribuzione di energia elettrica fino ad impianti di
media tensione
A.2.6. Strutture, non di competenza statale, connesse con la produzione, il
trasporto e la distribuzione di materiali combustibili
A.2.7. Strutture connesse con il funzionamento di servizi di comunicazione
di competenza regionale (radio, TV, ponti radio, ecc.)
A.2.8. Strade provinciali e comunali ed opere d’arte annesse, individuati
nei piani approvati di protezione civile
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“Recupero edifici esistenti”

B EDIFICI EDDEGLI
UNIVERSITÀ OPERE RILEVANTI
STUDI DI TRIESTE REGIONALI


1 EDIFICIMASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08


RILEVANTI
Edifici in tutto o in parte destinati a:
B.1.1. Sedi degli edifici pubblici e degli edifici con funzione pubblica
(Sedi regionali, provinciali, comunali, centri civici, etc.),
nonché aperti al pubblico per comunità significative
B.1.2. Scuole di ogni ordine e grado
B.1.3. Edifici di ospedali regionali (pubblici e privati accreditati)
ospitanti servizi non essenziali ai fini dell’emergenza, edifici
ospitanti sedi ed uffici di ASS e AO non operative ai fini
dell’emergenza, altre strutture residenziali sanitarie e/o socio-
assistenziali per non autosufficienti con dotazione superiore a 25
posti letto, strutture sanitarie a media complessità (DGR n. 1292
dd. 23.04.2002)
B.1.4. Chiese e campanili, non di competenza statale
B.1.5. Auditorium, teatri, sale multimediali, centri sociali e socio-
assistenziali, sale polifunzionali con capienza superiore a 100
unità
B.1.6. Musei, biblioteche, sale espositive con superfici superiori a 1000
mq
B.1.7. Impianti sportivi e strutture connesse
B.1.8. Centri commerciali, strutture adibite al commercio con esposizione
diffusa aventi superficie lorda superiore a 5000 mq
B.1.9. Impianti nucleari ed impianti termoelettrici
B.1.10. Strutture di produzione e stoccaggio di prodotti insalubri o
Prof. Ing.pericolosi
Natalino Gattesco(materie tossiche, gas compressi, materiali esplosivi, 14
“Recupero edifici esistenti”
prodotti chimici potenzialmente inquinanti)


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

OPERE INFRASTRUTTURALI RILEVANTI


2 OPERE INFRASTRUTTURALI RILEVANTI
Opere infrastrutturali identificabili anche per lotti
funzionali, in tutto o in parte individuabili come:
B.2.1. Stazioni per il trasporto pubblico, non di competenza statale,
incluse in centri abitati di almeno 10000 abitanti

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“Recupero edifici esistenti”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

EDIFICI DI IMPORTANZA ARTISTICA


E’ consentito derogare dall’obbligo dell’adeguamento, qualora ciò
comporti l’esecuzione di opere incompatibili con le esigenze di tutela
e conservazione del bene culturale
In tal caso, comunque, è richiesto di calcolare i livelli di accelerazio-
ne del suolo corrispondenti al raggiungimento di ciascuno stato
limite previsto per la tipologia dell’edificio, nella situazione preceden-
te e nella situazione successiva all’eventuale intervento.

LMP Livello delle prestazioni


raggiunte dal monumento tenendo
conto dell’integrità architettonica,
della reversibilità e della durabilità
dell’intervento strutturale scelto.
(si possono avere valori più alti del
coefficiente Jn in pesanti interventi
che risultano però inaccettabili dal
punto di vista delle prestazioni).

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“Recupero edifici esistenti”


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

EDIFICI DI IMPORTANZA ARTISTICA


Nella DPCM 12.10.2007 sono definiti dei livelli di protezione sismica
in funzione della rilevanza dell’opera e della categoria d’uso.

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“Recupero edifici esistenti”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO
Quando non ricorrono le condizioni per l’adeguamento si possono
eseguire interventi di miglioramento.

Rientrano fra gli interventi di miglioramento tutti gli interventi


finalizzati ad accrescere la capacità di resistenza delle strutture
esistenti alle azioni considerate.

Il progetto e la valutazione della sicurezza devono riguardare la


struttura nel suo insieme, oltre che i possibili meccanismi locali.

Rientrano fra gli interventi di miglioramento tutti gli interventi che,


non rientrando nella categoria dell’adeguamento:
• Fanno variare significativamente la rigidezza, la resistenza e/o la
duttilità dei singoli elementi o di parti strutturali
• Introducono nuovi elementi strutturali che modificano sensibilmente il
comportamento globale o locale
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“Recupero edifici esistenti”


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO
Naturalmente gli interventi devono comportare un miglioramento del
funzionamento strutturale, ad esempio:
• Impegnando maggiormente gli elementi resistenti
• Riducendo le irregolarità in pianta e in elevazione
• Trasformando i meccanismi di collasso da fragili a duttili
E’ però necessario dimostrare che l’insieme di opere previste è effet-
tivamente in grado di far conseguire all’edificio un maggior grado di
sicurezza nei confronti delle azioni sismiche.

Ad esempio: su un edificio in muratura il collegamento efficace delle


pareti ai solai di piano (supponendo questi rigidi nel proprio piano)
conferisce un notevole miglioramento del comportamento della
muratura stessa nei confronti delle azioni fuori piano.

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“Recupero edifici esistenti”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

RIPARAZIONE O INTERVENTO LOCALE


Rientrano in questa tipologia tutti gli interventi di riparazione,
rafforzamento o sostituzione di singoli elementi strutturali (travi,
architravi, porzioni di solaio, pilastri, pannelli murari), o parti di essi, non
adeguati alla funzione strutturale che devono svolgere purché
l’intervento non cambi significativamente il comportamento globale
soprattutto ai fini della resistenza alle azioni sismiche.
Rientrano in questa categoria:
• Sostituzione di solai di piano e di copertura, purchè non vari apprezza-bilmente
la rigidezza nel proprio piano né aumentino i carichi verticali
• Interventi di ripristino o rinforzo delle connessioni tra elementi strutturali (tra
pareti, tra pareti e solai con catene o tiranti).
• Interventi di variazione di un elemento per sostituzione o rafforzamento (es.
apertura di un vano in una parete con rinforzo del perimetro dell’apertura)
Si deve comunque dimostrare che tali variazioni non comportino una
modifica significativa della resistenza e della capacità di deformazione
Prof. Ing. Natalino Gattesco 20
“Recupero edifici esistenti”


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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

VALUTAZIONE DELLA SICUREZZA


La valutazione della sicurezza consiste nelle operazioni necessarie
per stabilire se un edificio esistente è in grado o meno di resistere
alla combinazione sismica di progetto delle norme.
In generale gli stessi metodi previsti dalle norme di progetto per le
nuove costruzioni valgono per la valutazione degli edifici esistenti,
con le integrazioni che si vedranno nel seguito.

Nelle valutazioni si considerano i valori medi delle resistenze dei


materiali esistenti, ricavate da prove in situ e da eventuali informa-
zioni aggiuntive, divisi per il Fattore di Confidenza associato al livello
di conoscenza.

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“Recupero edifici esistenti”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

CONOSCENZA DELL’OGGETTO
Per procedere ad un’analisi adeguata dell’edificio oggetto della
verifica è indispensabile la sua conoscenza, che può essere ottenuta
con diversi livelli di approfondimento.
Innanzitutto è necessario eseguire una ricerca storica per ricostruire
la storia dell’edificio dalla costruzione ad oggi considerando le
seguenti fonti di informazione
• documenti di progetto
• eventuale documentazione di progettazione o di altro tipo, riguardanti
interventi successivi alla costruzione od eventi particolari (bellici, sismici)
Sono quindi necessarie indagini di vario tipo, che costituiranno la
base di partenza per le fasi di diagnostica e di progetto.
• Rilievo geometrico
• Rilievo dei dettagli costruttivi
• Prove in-situ e in laboratorio riguardanti i materiali
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“Recupero edifici esistenti”


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RICERCA STORICA
E’ necessaria una ricerca storica per risalire all’organismo originale e
poter disporre di tutte le variazioni successive dovute a ristruttura-
zioni, parziali ricostruzioni, ampliamenti, ecc.
Tali informazioni consentono anche di ricostruire l’eventuale disomo-
geneità di materiali impiegati nei vari interventi
Per evidenziare i risultati della ricerca riportare graficamente le
variazioni per poterle utilizzare nelle successive fasi di indagine e per
guidare le indagini stesse

Prof. Ing. Natalino Gattesco 23


“Recupero edifici esistenti”

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MASTER in “Progettazione Antisismica delle Costruzioni” – MUPAC – 2007/08

INFORMAZIONI DIMENSIONALI
Rilievo geometrico
Rilievo in-situ delle dimensioni effettive delle parti strutturali, dei pesi
propri delle stesse, dell’organizzazione dei solai di piano e di coper-
tura, nonché della tipologia delle fondazioni.
E’ importante individuare la presenza di cavità, nicchie, canne fuma-
rie all’interno della muratura, in quanto interrompono la continuità.
I risultati del rilievo vanno dettagliatamente rappresentati in forma
grafica (piante, prospetti, sezioni, particolari).
Rilievo dell’eventuale quadro fessurativo, indicando chiaramente la
tipologia di fessura (distacco, rotazione, scorrimento, spost. fuori piano)
Rilievo dell’eventuale presenza di deformazioni permanenti (fuori
piombo, rigonfiamenti, depressioni delle volte)
Queste informazioni devono essere adeguate affinché durante la fase
di diagnostica sia possibile risalire all’origine dei difetti riscontrati
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INFORMAZIONI SUI DETTAGLI COSTRUTTIVI


Dettagli costruttivi
I dettagli costruttivi da esaminare sono relativi ai seguenti elementi:

• Qualità del collegamento fra pareti ortogonali


• Qualità del collegamento tra pareti e solai ed eventuale presenza di
cordoli di piano
• Esistenza di architravi strutturalmente efficienti al di sopra delle
aperture
• Presenza di elementi strutturali spingenti ed eventuali elementi atti ad
eliminare la spinta
• Presenza di elementi, anche non strutturali, ad elevata vulnerabilità
• Tipologia e qualità della muratura (a un paramento, a due paramenti,
con o senza collegamenti trasversali), eseguita in pietra o mattoni

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INDAGINI SUI MATERIALI


Materiali
Per risalire alle caratteristiche dei materiali che compongono la strut-
tura è necessario eseguire indagini sperimentali con diversi metodi
• Rilievo tessitura muraria in superficie ed in sezione (mediante prelievo
di carote o mediante prove endoscopiche)
• Prelievo di campioni per prove in laboratorio, sui materiali componenti
(malta, pietre e/o mattoni) e sulla muratura (pannello soggetto a prova
di compressione diagonale o combinata di compressione e taglio)
• Prove in-situ con doppio martinetto piatto per resistenza a compres-
sione e modulo elastico longitudinale
In combinazione si possono utilizzare prove non distruttive quali:
• Prove soniche
• Impulsi radar
• Prove termografiche
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SPECIFICHE INDAGINI SUI MATERIALI


Valutazione della qualità muraria (verifica rispetto regola d’arte).
L’esame della qualità muraria è fondamentale per stabilire se la
muratura in esame è idonea a sopportare le azioni statiche e
dinamiche prevedibili per l’edificio in oggetto
E’ molto importante verificare la presenza o meno di elementi di
collegamento trasversale tra i paramenti (es. diatoni), la forma,
tipologia e dimensione degli elementi, la regolarità dei giunti, la
qualità e la consistenza della malta.

Se esiste una chiara corrispondenza tipologica per materiali, pezza-


tura dei conci, dettagli costruttivi è possibile, in sostituzione delle
prove sperimentali, utilizzare i risultati di prove eseguite su altri
edifici della zona.
In questo caso le Regioni potranno definire delle zone omogenee a
cui riferirsi.
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LIVELLI DI CONOSCENZA
Al fine della scelta del tipo di analisi e dei fattori di confidenza vengo-
no definiti tre livelli di conoscenza

• LC1 – Conoscenza limitata


• LC2 – Conoscenza Adeguata
• LC3 – Conoscenza Accurata

Gli aspetti che definiscono i livelli di conoscenza sono:

• Geometria (rilievo strutturale, dissesti, fessurazioni, ecc.)


• Dettagli costruttivi (organizzazione strutturale)
• Proprietà dei materiali (resistenze meccaniche, fisiche)

Maggiore conoscenza maggiore confidenza

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LIVELLI DI CONOSCENZA
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Livello di Geometria Dettagli strutturali Proprietà dei materiali Fatt. di


conosc. Confid.
Rilievo completo Verif. in-situ limitate Indag. in-situ limitate (Si
(tutti elementi struttura- (scrost intonaco, saggio basano su esami visivi e su dati di
LC1 li, piano per piano, del- murature in superficie e letteratura. Esami visivi tessitura
le volte, rilievo anda- nello spessore e verifica almeno uno per tipo. Verifica 1.35
mento e valutazione collegamenti tra pareti a attraverso saggi localizzati della
accurata rigidezza campione; in assenza di connessione interna trasversale
solai; valutazione dei rilievo diretto assumere delle muratuùre. No prove
carichi di gravità, rilievo nelle veri-fiche le ipotesi sperim.)
fessure e dissesti) più cautelative)

Rilievo completo Verif. in-situ estese Indag. in-situ estese (Oltre agli
ed esaustive (scrost. esami visivi di cui alle indagini
LC2 intonaco, saggio mura- limitate è richiesta almeno una
ture in superficie e nello prova sperimentale su ciascun 
spessore e verifica tipo di muratura presente con
collegamenti tra pareti doppio martinetto piatto)
estese a tutto l’edificio)
Rilievo completo Verif. in-situ estese Indag. in-situ esaust. (Oltre
ed esaustive agli esami visivi di cui alle indagini
LC3 limitate sono richieste prove
sperimentali su ciascun tipo di 1.00
muratura per la misura delle
caratteristiche meccaniche della
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muratura. Prove di compressione
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“Recupero edifici esistenti” diagonale, prove combinate.)

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PARAMETRI MECCANICI MATERIALI


Per i diversi livelli di conoscenza si assumono i parametri meccanici

Livello di Resistenze Moduli elastici


conoscenza

LC1 Valori minimi degli intervalli riportati Valori minimi degli intervalli riportati
nella Tab. 11.D.1 (All. 11D) per la nella Tab. 11.D.1 (All. 11D) per la
tipologia muraria in considerazione tipologia muraria in considerazione

LC2 Valori medi degli intervalli riportati Valori medi degli intervalli riportati
nella Tab. 11.D.1 (All. 11D) per la nella Tab. 11.D.1 (All. 11D) per la
tipologia muraria in considerazione tipologia muraria in considerazione
Se sono disponibili 3 valori sperim. Il minore fra la media dei valori degli
media dei risultati delle prove intervalli riportati nella Tab. 11.D.1
LC3 Se si dispone di un valore sperim. (All. 11D) per la tipologia muraria in
Se compreso nell’intervallo di Tab. considerazione e la media dei valori
11.D.1 o superiore: valore medio; se sperimentali
minore: valore sperimentale.

I valori di calcolo da utilizzare per calcolare la capacità degli ele-


menti si ottengono dividendo questi valori per il Fatt. di Confidenza
e perProf. Ing. Natalino Gattesco
il coefficiente
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di sicurezza parziale Jm come per edifici nuovi 30


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TECNICHE DI INDAGINE
Per il rilievo della geometria della struttura, oltre alle misure dirette,
possono essere usate varie tecniche di misurazione indiretta me-
diante l’utilizzo di tecniche fotogrammetriche, strumenti topografici,
strumenti per la misura delle inclinazioni delle pareti (clinometri).
• I primi consentono di rilevare in dettaglio le superfici esterne di edifici
complessi e di grandi dimensioni con precisioni molto elevate
• Per la collocazione spaziale di queste superfici si possono utilizzare
strumenti topografici per l’individuazione delle coordinate 3D di un
certo numero di punti delle superfici mirando su bersagli o direttamen-
te su punti della superficie se si usano strumenti reflectorless.
• Per le misure interne di edifici si possono utilizzare strumenti manuali
che basati sul tempo di ritorno di un segnale luminoso che colpisce un
ostacolo forniscono la distanza dello stesso

Strumenti topografici a scansione laser (rilievo tridimensionale)


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TECNICHE DI INDAGINE
Per il rilievo della tessitura muraria in superficie è necessario rimuo-
vere l’intonaco in modo da mettere a nudo le murature. L’indagine è
di tipo visivo e consente di individuare come è fatta la muratura:
pietre/mattoni (tipo di materiale, dimensioni e forma, organizzazione
regolare o irregolare), malta (tipo di malta, dimensione dei giunti).

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TECNICHE DI INDAGINE
Per il rilievo della stratigrafia della muratura è necessario ricorrere al
prelievo di carote e/o a indagini endoscopiche. Entrambe le tecniche
non consentono però di riconoscere la tessitura nello spessore, che
può essere visualizzata solo attraverso limitati scassi.

Per la caratterizzazione dei materiali (malta, pietre/mattoni) si eseguo-


no dei prelievi di campioni che saranno sottoposti a prove di
laboratorio chimiche, petrografiche, fisiche e meccaniche.

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PROVE SULLE MALTE


Generalmente non è possibile prelevare campioni di malta di dimen-
sioni idonee per eseguire prove meccaniche, quindi si può ricorrere
o a prove in sito di tipo penetrometrico (non standardizzate) o a prove
chimico-fisiche (non standardizzate) da eseguire in laboratorio.
Prove penetrometriche dinamiche (Felicetti, Gattesco 1998)
Consistono nel valutare la profondità di penetrazione di una sonda metal-
lica (4 mm di diametro) provocata da urti di energia prefissata (2 J).
L’entità dell’avanzamento ad ogni urto è stato messo in relazione con la
resistenza. Tecnica di prova adatta per malte con resistenza a compres-
sione < 5 Mpa.
Prove penetrometriche a rotazione (Gucci, Barsotti 1995)
Consistono nel misurare l’energia necessaria ad eseguire un foro nella
malta con trapano a velocità di rotazione fissa. L’energia è stata messa in
relazione con la resistenza.
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PROVE SULLE MALTE


Prove chimiche e petrografiche
Si risale alla composizione chimica della malta prelevata, e quindi al
tipo di legante e di aggregato, al rapporto legante-aggregato e al
grado di carbonatazione

Prove fisiche
Separando con processi termici il legante dall’aggregato si ricava la
granulometria

Con queste informazioni è possibile risalire alle caratteristiche mec-


caniche della malta per simulazione della malta prelevata
Esistono già tabelle di correlazione fra la composizione chimica e la
resistenza a compressione della malta (le incertezze sono legate so-
prattutto alla difficoltà a riprodurre il grado di carbonatazione)

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PROVE SULLE PIETRE/MATTONI


Prove meccaniche
Si prelevano dei campioni di pietra o mattone dalle murature in situ
mediante carotatrice (< 50x100 mm)
Si eseguono prove di compressione e prove di trazione indiretta
(brasiliana).

Queste prove associate alle prove sulle malte consentono di risalire


in maniera indiretta alle caratteristiche meccaniche della muratura,
quando gli elementi sono sufficientemente squadrati
Diversamente nel caso di murature con elementi non squadrati, per
risalire alla resistenza della muratura è necessario eseguire prove su
campioni di muratura o eseguire prove in-situ (doppio martinetto
piatto, ecc.)

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PROVE SULLA MURATURA


Prove meccaniche di laboratorio
Si prelevano dei campioni di muratura aventi larghezza pari ad alme-
no due elementi ed altezza pari ad almeno tre elementi e comunque
con un rapporto altezza/spessore compreso tra 2.4 e 5.
Si eseguono prove di compressione verticale, di compressione
diagonale e combinate di compressione e taglio.

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PROVE SULLA MURATURA IN-SITU


Prove con doppio martinetto piatto
Questa prova consente di rilevare sia lo stato tensionale presente nel-
la muratura sia il modulo elastico ed una “stima della resistenza”
Si eseguono due sedi orizzontali parallele nella muratura, aventi le
dimensioni dei martinetti piatti, ad una distanza di 40÷50 cm.
Si inseriscono i martinetti e si applicano, alla muratura compresa tra i
martinetti, due o tre trasduttori di spostamento.
Si inizia ad incrementare la pressione nei martinetti e contemporanea-
mente si leggono i valori di spostamento corrispondenti

Per rilevare lo stato tensionale


presente nella muratura si deve
40÷50 cm eseguire una lettura dei trasdut-
tori prima di eseguire le sedi per
alloggiare i martinetti.

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PROVE SULLA MURATURA IN-SITU


Prove con doppio martinetto piatto
Chiamando con p la pressione idraulica nel martinetto, l’effettivo sfor-
zo presente nella muratura compresa tra i due martinetti è pari a
V k f ka p
kf è una costante di calibrazione del martinetto (< 1.0)
ka è una costante che tiene conto della forma della sede e del martinetto

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PROVE SULLA MURATURA IN-SITU


Prove di compressione diagonale e taglio-compressione

Le prove sono più invasive rispetto al prelievo di campioni da provare


in laboratorio, ma hanno il vantaggio di un minore disturbo del cam-
pione (rimozione, movimentazione, trasporto)
P P

Borri, Corradi, Vignoli (2000)


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PROVE NON DISTRUTTIVE


Indagini soniche
Consentono di caratterizzare e descrivere qualitativamente la muratu-
ra. Si basa sulla generazione di impulsi sonici attraverso la percussio-
ne con martello strumentato (produce vibrazioni nell’impatto) e ricezione
del segnale con accelerometro disposto ad una certa distanza da
dove è stato applicato l’impulso
Si rileva il tempo che il segnale ha impiegato per compiere la distanza
fra emissione e ricezione, e da questo si ricava la velocità di propaga-
zione delle onde elastiche
Per materiali elastici, omogenei e isotropi esiste una relazione che le-
ga questa velocità al modulo elastico E ed alla densità U
E
V
U
La velocità è maggiore nei solidi omogenei e minima nell’aria.
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PROVE NON DISTRUTTIVE


Indagini soniche
In presenza di lesioni, fratture o discontinuità la velocità sonica dimi-
nuisce. Nelle discontinuità infatti l’onda è più lenta.
La frequenza del segnale di input nella prova è circa pari a 3.5 kHz.

Oscilloscopio analizza e registra le forme d’onda generate dal martello


e rilevate dall’accelerometro situato sul lato opposto della muratura.
Strumento adatto per il controllo dell’omogeneità del materiale
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VALUTAZIONE E PROGETTAZIONE
Per la valutazione delle azioni sismiche e per la modellazione della
struttura si procede come per gli edifici di nuova costruzione

Si utilizzano gli stessi metodi di analisi della struttura adottati per gli
edifici di nuova costruzione

Le verifiche degli elementi vanno condotte come per le costruzioni


nuove, considerando il sistema strutturale reale della costruzione.

Nel caso di analisi lineare si assume per il fattore di struttura q

D u D1 Tipo di edificio
q 2.0 D u D 1 Regolari in elevazione
1.4 Edifici in muratura ordinaria ad un piano
q 1 .5 D u D 1 Non regolari in elevazione 1.8 Edifici in muratura ordinaria a due o più piani

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INTERVENTO DI ADEGUAMENTO
Se l’edificio non soddisfa le verifiche di sicurezza è necessario proce-
dere con interventi di adeguamento

Le verifiche sugli elementi irrigiditi e rinforzati con le tecniche indica-


te nel seguito devono far riferimento a modelli adeguatamente giusti-
ficati dal progettista.

Nel caso di edifici in aggregato, caso tipico nei centri storici, è


necessario procedere ad una modellazione appropriata

E’ necessario considerare l’eventualità di meccanismi locali di


collasso (collasso fuori piano di pareti mal collegate ai solai, ribaltamento
di pareti sommitali in presenza di edifici di altezza diversa, collassi parziali
negli edifici d’estremità o d’angolo di agglomerati, ecc.)

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MECCANISMI DI COLLASSO LOCALI


Negli edifici storici in muratura frequentemente sono assenti
collegamenti tra le pareti e tra pareti e solai.

Questo comporta la possibile formazione di meccanismi locali


• Collasso fuori piano di singoli pannelli murari
• Ribaltamento di intere pareti mal collegate
• Collasso per flessione fuori piano delle murature esterne
• Collassi parziali negli edifici d’angolo degli aggregati edilizi

E’ obbligatorio valutare la sicurezza dell’edificio per tali meccanismi.

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MECCANISMI DI COLLASSO LOCALI

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ROTTURE A TAGLIO

Rottura dei maschi a


taglio nel piano

Rottura dei maschi a


taglio nel piano
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ROTTURE LOCALI

Ribaltamento fuori piano


intera parete longitudinale

Ribaltamento fuori piano


parziale parete longitud.
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ROTTURE LOCALI

Ribaltamento fuori piano


cortina esterna

Rottura a flessione della


parete esterna
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ROTTURE LOCALI

Rabaltamento fascia
sottotetto

Irregolarità del materiale e


deficienze locali
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ROTTURE LOCALI

Rabaltamento del timpano

Ribaltamento angolo di
muratura
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ROTTURE LOCALI

Scorrimento di piano

Cedimento fondazioni

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EDIFICI DI IMPORTANZA ARTISTICA


Nella DPCM 12.10.2007 viene messa in evidenza la necessità di
acquisire in tempi “brevi” una conoscenza del livello di sicurezza
degli edifici di importanza artistica.
Essendo rilevante il numero di beni tutelati si rende necessario
eseguire la valutazione della sicurezza sismica con metodi
semplificati, diversi da quelli utilizzati per il progetto di un intervento.

• Con questi metodi si stima un valore per l’accelerazione di collasso


• Si rapporta tale accelerazione con quella attesa nel sito in un prefis-
sato periodo di tempo e con una prefissata probabilità di supera-
mento (tale parametro è definito indice di sicurezza sismica).
• Se l’accelerazione di collasso risulta sensibilmente inferiore a
quella attesa nel sito, si rende necessaria una valutazione più
accurata ed eventualmente l’esecuzione di interventi di rinforzo.

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LIVELLI DI VALUTAZIONE
Per la valutazione della sicurezza sismica vengono individuati tre
diversi livelli di crescente completezza:
LV1: per valutazioni su scala territoriale su tutti i beni culturali
tutelati
LV2: per valutazioni da adottare in presenza di interventi locali su
zone limitate del manufatto
LV3: per il progetto di interventi che modificano il funzionamento
strutturale o quando venga richiesta un’accurata valutazione
della sicurezza sismica del manufatto

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LIVELLI DI VALUTAZIONE
Livello LV1

Analisi qualitativa e valutazione con modelli meccanici semplificati

• Limitato numero di parametri geometrici e meccanici basati su


- interrogazione visiva
- lettura dei caratteri costruttivi
- rilievo critico e stratigrafico

Si ricava un indice di sicurezza (utile solo per stabilire delle priorità di intervento, gli
interventi di miglioramento, se necessari, saranno realizzati a valle di valutazioni LV2, LV3)

aSLU è l’accelerazione al suolo che porta al raggiungimento dello SLU


aSLU
IS S è il fattore che tiene conto del profilo stratigrafico del suolo
S ag
ag è l’accelerazione di riferimento nel sito

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LIVELLI DI VALUTAZIONE
Livello LV2

Valutazione su singoli macroelementi (meccanismi locali di collasso)


• Riguarda interventi su singoli elementi
• La valutazione può essere eseguita facendo riferimento a modelli
locali, riferiti a porzioni autonome della costruzione
• Si utilizzano modelli non lineari ad elementi finiti o l’analisi limite
• Siccome è comunque richiesta una stima dell’accelerazione di
collasso dell’intero manufatto, la valutazione della sicurezza sismica
complessiva può essere stimata con gli strumenti del livello LV1.

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LIVELLI DI VALUTAZIONE
Livello LV2
Valutazione su singoli macroelementi (meccanismi locali di collasso)

• L’analisi cinematica lineare o non lineare, rappresenta lo strumento


più efficace per tale valutazione.
• Per evitare risultati eccessivamente cautelativi, è necessario
considerare correttamente i dettagli costruttivi che determinano il
comportamento globale, ad esempio
• presenza di catene
• ammorsamenti ortogonali
• tessitura muraria
• condizioni di vincolo degli orizzontamenti)

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LIVELLI DI VALUTAZIONE
Livello LV3
Valutazione complessiva della risposta sismica del manufatto

Questo livello di valutazione consente di determinare l’accelerazione


del suolo che porta allo SLU la costruzione nel suo complesso o
singole sue parti significative.
Tale livello deve essere adottato

• nella progettazione di interventi sostanziali che modificano il funzio-


namento della costruzione
• Per edifici di tipo strategico, per l’importanza sociale di conoscere in
modo attendibile la sicurezza di tali strutture.

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LIVELLI DI VALUTAZIONE
Livello LV3
Valutazione complessiva della risposta sismica del manufatto

La verifica complessiva della risposta sismica può essere eseguita


scomponendo la struttura in parti (macroelementi), purché venga
valutata la ripartizione delle azioni sismiche tra i diversi sistemi
strutturali

• in ragione delle diverse rigidezze e dei collegamenti tra le stesse


• In modo approssimato, purché venga garantito l’equilibrio nei riguardi
della totalità delle azioni orizzontali

La valutazione può quindi essere eseguita con gli stessi metodi


utilizzati al livello LV2, ma sistematicamente su ciascun elemento
della costruzione.

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STATI LIMITE DI RIFERIMENTO


Per i manufatti architettonici di interesse storico artistico si
considerano i seguenti stati limite:

SLU la struttura pur subendo gravi danni mantiene una residua resisten-
za alle azioni orizzontali e l’intera capacità portante nei confronti dei
carichi verticali (prob. di sup. del 10% nel periodo di riferimento VR)
SLD il manufatto nel suo complesso non subisce danni gravi che
giustifichino l’interruzione d’uso per eventi sismici che hanno una
maggiore probabilità di occorrenza (prob. di sup. del 50% in VR)
SLA i beni artistici contenuti nel manufatto subiscono danni di modesta
entità e tali da poter essere riparati senza apprezzabile perdita del
valore culturale (generalmente evento sismico per SLD)

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STATI LIMITE DI RIFERIMENTO


La valutazione nei riguardi dei vari stati limite è richiesta come segue:

SLU per ciascun manufatto tutelato, anche non in uso, per salvaguar-
dare gli occupanti e la conservazione del bene
SLD a livello complessivo, per i manufatti tutelati per cui si vuole
garantire la funzionalità dopo il terremoto
a livello locale, nelle parti in cui sono presenti beni tutelati di valore
artistico (per beni artistici di elevata rilevanza, gli organi di tutela potrebbero
richiedere livelli di protezione sismica più elevati)

SLA per le situazioni stabilite dall’Amministrazione competente (es.


quando il danno alle opere d’arte contenute può verificarsi anche in assenza di
danno strutturale)

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LIVELLI DI PROTEZIONE SISMICA


Nella DPCM 12.10.2007 sono definiti dei livelli di protezione sismica
in funzione della rilevanza dell’opera e della categoria d’uso.

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PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE E
PROGETTO DEGLI INTERVENTI
Per la valutazione della sicurezza sismica ed il progetto degli inter-
venti di miglioramento degli edifici tutelati è opportuno:
• Scegliere l’azione sismica di riferimento per il sito sulla base delle più
avanzate conoscenze sulla pericolosità sismica
• Definire un livello di protezione sismica di riferimento sulla base della
rilevanza e delle condizioni d’uso
• Conseguire un’accurata conoscenza della struttura che consenta di
individuare le caratteristiche degli elementi che determinano il
comportamento strutturale (indagini sui materiali compatibili con il bene)
• Adottare uno o più modelli meccanici della struttura o delle sue parti
(macroelementi) in grado di descrivere la risposta e coerentemente
scegliere uno o più metodi di analisi, in modo da poter eseguire valuta-
zioni con un livello di accuratezza adeguato alle finalità dello studio
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PROCEDIMENTO DI VALUTAZIONE E
PROGETTO DEGLI INTERVENTI
Per la valutazione della sicurezza sismica ed il progetto degli inter-
venti di miglioramento degli edifici tutelati è opportuno:
• Esprimere un giudizio positivo sul rapporto tra sicurezza sismica
raggiunta, mediante un intervento compatibile con la conservazione,
ed il livello di protezione di riferimento, auspicabile in relazione alla
pericolosità sismica ed alle condizioni d’uso.
• Adottare opportune regole di dettaglio nella realizzazione degli
interventi, volte ad assicurare la compatibilità dei nuovi elementi con
quelli originari, la durabilità dei materiali, la massima duttilità agli
elementi strutturali ed alla costruzione nel suo insieme.

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LIVELLO DI CONOSCENZA E FATTORI DI


CONFIDENZA
Il fattore di confidenza è associato al livello di conescenza del
manufatto; può essere determinato come somma di diversi fattori
parziali associati alle quattro categorie di indagine ed al livello di
approfondimento in esse raggiunto.

4
FC 1  ¦ FCk
k 1

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LIVELLO DI CONOSCENZA E FATTORI DI


CONFIDENZA

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MECCANISMI DI DANNO CHIESE

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MECCANISMI DI DANNO CHIESE

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