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CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 18 FEBBRAIO 2010, N. 3872

Ritenuto che il ricorso sia manifestamente infondato: a) quanto al primo motivo sulla base del
principio espresso da questa Sezione della Corte secondo cui: “In tema di contenzioso tributario, la
norma di cui all'art. 39 del D.Lgs. n. 546 del 1992 (a mente della quale "il processo è sospeso
quando è presentata querela di falso o deve essere decisa in via pregiudiziale una questione sullo
stato o la capacità delle persone, salvo che si tratti della capacità di stare in giudizio") attiene ai
rapporti tra giurisdizione tributaria e ogni altra giurisdizione, ordinaria o amministrativa, e pone una
deroga - in ipotesi predeterminate - al criterio secondo cui le questioni pregiudiziali sono risolte,
incidenter tantum, dal giudice munito di giurisdizione sulla domanda. Ne consegue che il processo
tributario non può essere sospeso in ragione della ritenuta necessità della risoluzione di questioni
(diverse da quelle correlate a presentazione di querela di falso, ovvero concernenti lo stato o la
capacità delle persone, salvo che si tratti della capacità di stare in giudizio) ravvisate pregiudiziali,
da intendersi devolute, di norma, alla cognizione del giudice ordinario o di quello amministrativo,
dovendo, invece, il giudice tributario dare, comunque, corso alla definizione della controversia
sottoposta al suo esame, previa risoluzione, incidenter tantum, delle questioni in argomento” (Cass.
n. 11140 del 2005); b) quanto al secondo motivo sulla base dei principio espresso da questa Sezione
della Corte secondo cui: “In tema di tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), il
presupposto impositivo va individuato, ai sensi dell'art. 38 del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, in
una occupazione che comporti la sottrazione dell'area o dello spazio pubblico al sistema della
viabilità e, quindi, all'uso generalizzato, con la conseguenza che - al pari della previgente normativa
di cui all'art. 192 del R.D. n. 1175 del 1931 - le occupazioni effettuate all'interno di fabbricati
restano escluse dal pagamento della tassa, senza che assuma rilievo, in contrario, l'art. 17, comma
sessantatreesimo, della legge 15 maggio 1997, n. 127, che si limita a stabilire la compatibilità tra il
tributo in esame e il pagamento di un canone concessorio (fattispecie relativa ad un magazzino
gestito, dietro pagamento di un canone concessorio, all'interno di un fabbricato comunale adibito a
mercato ortofrutticolo)” (Cass. n. 21215 del 2004); Ritenuto che, pertanto, il ricorso debba essere
rigettato e che le spese seguono la soccombenza. (………….)

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20102c-N-3872.aspx

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