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Corso di storia ed estetica della musica - Lorenzo Bernardi

WOLFANG AMADEUS MOZART

Sonata concertante per violino e viola K 364

Al fine di tentare di elaborare un commento di carattere estetico riguardo questo


capolavoro di Wolfgang Amadeus Mozart a mio avviso essenziale collocarlo
anzitutto a livello storico/cronologico nella sua produzione ma anche, e sopratutto,
aggiungerei io, cercare di indagare quanto pi sulla sua condizione del tempo,
grazie sopratutto ai numerosi scambi epistolari con il padre, i quali ci offrono
sicuramente numerosissimi spunti di riflessione.

Per Mozart, il 1779, anno di composizione di questo capolavoro, fu un anno in cui si


condensano probabilmente alcune tra le sue pi grandi tristezze e insoddisfazioni:
la morte della madre in primo luogo, il ritorno nelloppressiva Salisburgo dopo una
tourne di oltre un anno, la rassegnazione allidea di trovare limpiego che ha
sempre sognato, inoltre, il rifiuto da parte dellamata la Aloysa Weber.

Proprio a Salisburgo, Mozart compone la Sinfonia concertante in mi bemolle


maggiore per violino, viola e orchestra K. 364 che destin allorchestra di
Mannheim, da poco trasferitasi a Monaco, che conosceva molto bene e di cui molti
dei componenti erano suoi amici personali. Forse questa una delle ragioni per
cui, libero da costrizioni, compone un opera non pi in stile Salisburghese,
galante. Egli in realt, nellaprile del 1778 aveva gia scritto una sinfonia
concertante, questultima, conforme allo stile galante, di carattere appunto leggero
e vivace cercando in qualche modo di trovare una sorta di mediazione tra Concerto
e Sinfonia, alleggerendo quindi il serioso stile sinfonico con le divagazioni brillanti e
virtuosistiche dello stile concertante.
Di carattere completamente opposto la k364, che nonostante sia stata composta
a Salisburgo si discosta nettamente dal punto di vista estetico/musicale dalle
composizioni di quel filone. Di carattere serio e severo, a mio avviso compendia la
sua visione estetica nel secondo movimento, il celebre Andante.

Nella cupa tonalit di do minore, comincia con una triste melodia, densa di pathos,
esposta inizialmente dai violini e poi dai due solisti, che instaurano fin da subito un
intenso dialogo. Successivamente si torna alla tonalit di mi bemolle maggiore nella
parte centrale e ancora, nuovamente, i solisti riprendono il loro canto. Di carattere
assolutamente suggestivo e secondo me anche inusuale sono le numerose pause
presenti. Interessante sarebbe provare a darne una metafora narrativa. Un ruolo
essenziale nellequilibrio della partitura spetta allorchestra che non si limita mai ad
un accompagnamento ma si arricchisce di un linguaggio estremamente articolato in
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un rapporto stretto con i due solisti. La teoria secondo cui Mozart abbia pensato per
s la parte della viola in questa sinfonia testimoniata anche dalla cura che le
riservata nella partitura orchestrale, dove la suddivisione della fila delle viole porta a
cinque il numero delle parti darco.

Cercando di andare a fondo nella scrittura, pu apparire un Mozart ancora legato al


passato, alla prassi barocca dei Concerti per pi strumenti, in un dialogo e
collaborazione che era parte integrante e fondante. Ci sicuramente secondo me
in parte vero, anche perch sono gli anni in cui scopre la musica di Bach. A mio
avviso per c di pi, a partire dalla tonalit (che ha un significato retorico
emblematico), la Sinfonia Concertante segna l'abbandono da parte di Mozart del
puro stile galante, e la tendenza verso implicazioni fortemente soggettive, che
troveranno, nei lavori degli anni viennesi, esiti pi maturi e in cui appunto, il dialogo
tra gli strumenti non assolutamente un richiamo barocco, semmai romantico!
Interessante ravvisare la somiglianza, anche se in tuttaltro contesto espressivo,
con il concerto numero 9, K271 sempre di Mozart.

Lorenzo Bernardi