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Presentazione

Il laboratorio del Liceo Sereni


Il Laboratorio filosofico del Liceo Sereni attivo ormai da quasi un decennio.
La partecipazione sempre stata libera, nel senso che lunico requisito sempre stato essere
uno studente del triennio seriamente interessato.
La motivazione infatti costituisce il vero prerequisito fondamentale per una proposta di pratica
filosofica in cui noi studenti abbiamo un ruolo attivo e creativo.

interessante sottolineare come, ogni anno, il percorso sia ad un certo punto sfociato in
unattivit di autoriflessione:
qualunque fosse il percorso che stavamo compiendo, ad un certo punto la domanda che si
delineava sullo sfondo era Che cosa stiamo facendo qui?, nel duplice senso di
che cosa facciamo a scuola?
che cosa significa fare filosofia (e non semplicemente studiarla)?
Questo fenomeno si verificato anche questanno, man mano che ci rendevamo conto di quanto
la dimensione politica della citt e quella educativa della scuola fossero dimensioni che si
implicano reciprocamente

Il percorso di questanno
Il percorso di questanno ha dovuto confrontarsi con un grande successo che stato anche un
grande problema: ladesione al Laboratorio di pi di 40 studenti ha fatto infatti saltare
labituale modalit di lavoro laboratoriale, conviviale, propria del piccolo gruppo a cui si era
abituati, rendendo il percorso pi complicato (inteso come strabordante di relazioni e di idee
contrastanti e non) e anche notevolmente pi disordinato per via delle inevitabili difficolt che
possono nascere dallorganizzazione di un grande gruppo.
Tuttavia, proprio questa complessit quasi ingovernabile e questo incessante rumore di fondo
che si creavano durante i nostri incontri ci hanno suggerito unidea per rispondere alla
domanda eletta a guida del nostro percorso: Che cos la citt?
La risposta ci parsa ovvia!
La citt era esattamente ci che stavamo vivendo!
La citt QUESTO! (indicando la sala?)

Limmagine
Abbiamo quindi cercato di rappresentare quello che stavamo sperimentando attraverso
unimmagine. Ed cos che siamo arrivati allidea che la citt sia un mosaico musicale.
Laddove il riferimento al mosaico sottolinea la natura composita ed eterogenea della
dimensione urbana, ed indica la fitta rete di relazioni umane che la compongono, che la rendono
quella che , senza le quali il mosaico, potremmo dire la citt, rimarrebbe incompleta; mentre
laggettivo musicale ne rivela la dimensione dinamica e concertata, in riferimento al dialogo
tra gli uomini che la abitano, simile allaccordarsi degli strumenti di unorchestra in un coro
armonico.

Le opere
A partire da questo riferimento, i giovani pensatori hanno
creato questo mosaico
realizzato il video che racconta la gestazione del mosaico stesso
realizzato una serie di opere fotografiche
preparato lesecuzione del brano musicale che avete ascoltato
elaborato infine alcune brevi riflessioni personali sul tema proposto
Vorremmo concludere il nostro contributo proprio con alcuni spunti tratti da queste riflessioni
personali che, insieme a tutto il resto, completano il nostro MOSAICO MUSICALE.
Che cos la citt?
(opera collettiva)

Che cos la citt?


Non un luogo,
non uno spazio fisico,
lintreccio dei percorsi che ci camminano vicino,
la tela degli sguardi e delle passioni,
il concerto dei suoni che esplodono intorno a noi,
la foresta di ostacoli che inaspettata ci circonda

La citt non esiste,


sono i legami tra le persone che creano l'illusione di uno spazio protetto
La citt non esiste,
eppure solo in citt un uomo tale

La citt un grembo
La citt una gabbia
la costruzione di una fortezza
che semina solitudine

La citt un pianoforte
quanta vita, quante passioni, quanti incontri ed errori abitano tra i tasti di un pianoforte!
Non ci sono singoli in una citt,
ognuno una nota di unarmonia,
una lettera di un testo

La citt come un albero,


nasce da un solo seme,
e cresce diramandosi verso l'alto

La citt come un albero


ma non star sopra un albero
Non neanche il volo di un moscone
La citt non uno spazio libero
Citt partecipazione
Frammenti di citt
(F. Zanini)

Primo mattone
La citt la cinta muraria entro cui l'uomo tesse le sue vesti intrecciando relazioni come fili
d'oro.

Secondo mattone
Un mosaico di zolle da vicino e da lontano, tutte diverse luna dall'altra
si staglia su di uno sfondo verde puro di fronde.
Due scimmie di eguale specie appaiono indifferenziate,
l'uomo rosso o moro o biondo.
Il solco tra Natura e Citt dato dallo spacco cromatico tra l'omogeneo e il variegato,
tra il tutt'uno e il differente

Terzo mattone
Anche un singolo uomo, se osservato con attenzione,
ha tracciata lungo le linee epiteliali l'intera geografia della sua citt,
poich essa si insinua nella pelle,
con le sue alture e i suoi abissi,
con i suoi fiumi e i suoi pi sconosciuti sentieri
Il corpo dell'uomo la mappa della citt
che egli stesso ha tracciato nella terra

Quarto mattone
La citt non una foresta di alberi genealogici, ma una metropolitana di radici.

Quinto mattone
Immaginate un uomo, seduto a terra, intento a scheggiare una pietra, dalla quale arzilla, di tanto
in tanto, saccende, con uno schiocco fulmineo, una scintilla.
A pochi passi da lui, una fanciulla, che traccia ancestrali segni nella terra nuda, facendo danzare
le dita con un sottile ramoscello, il quale, roteando tra i granelli, crepitante accende un suono nel
cielo.
Poco lontano un gruppetto di donne che, con gesti leggiadri, cantano e ballano facendo
ondeggiare le vesti luccicanti, che riflessi di luce fan saettar dintorno.
E ancora pi in l, in riva al fiume, due giovani, che si scagliano ampie strisce dacqua, gocce
come coriandoli, dando voce alleco e ai venti con fragorose risate.
Ebbene, se avete creato questa visione con sufficiente cura, allora, senza dubbio alcuno, vi sarete
accorti di quante vive fiamme si sono irradiate da questi uomini e donne e giovani e sono
balzate nel grande cerchio di bracieri caldi in mezzo a loro, ad alimentare il grande e vitale fuoco
attorno al quale ognuno scambia con altri la sua autentica parola, la sua divina scintilla, il suo
originale tassello indispensabile al grande mosaico della vita.
Un Heidegger in citt
(M. Borriello)

La citt prima di tutto un progetto


La citt l'idea di creare un gruppo di studenti, motivati, provenienti da qualsiasi classe,
appassionati, che non si aspettano nulla in cambio
La citt supportare questi studenti, collaborare con loro restando disponibili 24h/24.

La citt un essere-nel-mondo
c bisogno di organizzare, programmare, lavorare

La citt un essere-tra-gli-altri
c bisogno di incontrarsi, dialogare, collaborare

Vivere la citt impossibile senza responsabilit


La citt diventa una palude se prevale lesistenza anonima del "si dice" e del "si fa"

Bisogna raccogliere il progetto che ci viene lasciato in eredit


Bisogna prendersi la responsabilit di decidere cosa farne,
di portarlo avanti, di farlo rivivere, di modificarlo,
perfino di abbandonarlo
perch la citt il luogo dell'uomo,
che uomo nella misura in cui si progetta e progetta il mondo,
in modi sempre nuovi e sempre diversi
Nascita di una citt
(C. Borrelli)

Il nostro progetto libero, come i passi che ci hanno portati fin qui.
nato libero, dalla nostra voglia di intraprendere un percorso comune, non nel senso di
qualunque, anonimo, bens di condiviso e condivisibile, che sia di tutti e per tutti.
Inizialmente nessuno di noi sapeva bene cosa stessimo cercando, cosa fosse La citt, se
lavremmo poi finalmente trovata o se nemmeno esisteva! Nessuno aveva in mano la verit, ma
quellessere l a farci domande, a cercarla, insieme, dava senso al nostro cammino e il dialogo di
ogni voce componeva man mano ununica grande musica. La musica della citt.
Poco importava se non sapevamo cosera La citt, perch in fondo solo la consapevolezza di non
saperlo poteva dare inizio alla nostra ricerca, solo dalla partecipazione collettiva potevano
nascere dei fini e degli scopi comuni, che fossero un fare qualcosa di buono, non solo per se
stessi, ma per tutti...
Cos la citt diventava sempre pi questo nostro costruire ponti per comprendere,
comprenderci.
Diveniva ci che era gi da prima, ma con un volto nuovo: la nostra citt.
Suoni, immagini, colori, tutto ne faceva parte, come piccoli tasselli che compongono un mosaico,
ma la cosa bella era soprattutto il vivere insieme, condividere un ritmo, era questo sentiero che
abbiamo tracciato, questa strada che stiamo percorrendo anche oranon restandocene nel
silenzio delle nostre menti, ma dando voce ai nostri pensieri, facendo vivere i nostri testi,
mettendoci alla prova, affrontando le difficolt, imparando anche ad ascoltare quello che il
mondo e gli altri hanno da dirci.
Nessuno escluso. Ogni contributo prezioso. Siamo tutti in viaggio e sperimentiamo la vita
vivendo.
Per questo vi ringraziamo di essere qui,
del tempo che donate,
delle vostre parole,
della vostra partecipazione a questa musica comune.
Cos che la sorgente della conoscenza possa rimanere sempre viva, e il dialogo tra gli uomini
essere fecondo.