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BOOMERANG (un cane troppo fedele)

Stefano Benni "La Grammatica di Dio" (Storie di solitudine e allegria)

Improvvisamente, un giorno, il signor Remo inizi a odiare il suo cane.

Non era un uomo cattivo. Ma qualcosa si era rotto dentro di lui quando era rimasto
vedovo. Aveva perso la moglie e gli era restato il cane, un botolo salcicciometiccio,
grasso e nerastro, con orecchioni da pipistrello. Si chiamava Bum, ovvero Boomerang,
perch riportava indietro qualsiasi cosa gli tirassero, con prontezzza e perseveranza.

Un tempo il signor Remo e Bum avevano fatto lunghe passeggiate insieme e


conversato del mondo umano e canino, di Cartesio e Rin Tin Tin. C'era grande intesa tra
loro. Ma ora non si parlavano pi. Il signore stava seduto in poltrona guardando il vuoto
e Bum si accucciava ai suoi piedi, guardandolo con smisurato affetto.

Era quello sguardo di assoluta dedizione e totale fiducia che il signor Remo soprattutto
detestava.

Il mondo non era che perdita, solitudine e dolore. Che senso aveva in questo pianeta
orribile quella creatura incongrua, che scodinzolava e uggiolava di gioia, e riempiva del
suo peloso, sovrabbondante amore una casa desolata?

Il padrone inizi a non dar pi da mangiare al cane. Lo lasciava anche due giorni senza
cibo. Ma Bum continuava a seguirlo amorosamente. Quando il signor Remo si sedeva a
tavola per il suo pasto, il cane non chiedeva nulla, n si avvicinava. Guardava con mite
curiosit, e negli occhi aveva scritto: se tu mangi, ebbene anche io mi sazio.

E pi il padrone si ingozzava, ostentatamente e rumorosamente, pi tenero diveniva lo


sguardo di Boomerang. E quando finalmente il cane veniva sfamato, non correva
frenetico alla ciotola, no ... scodinzolava composto e riconoscente come per dire: avrai
le tue buone ragioni se mi hai fatto digiunare, ti ringrazio oggi che ti sei ricordato.

Il padrone, forse avvelenato dall'ultima stilla di rimorso, si ammal. Gli venne la febbre
alta e Bum lo vegli. Nella notte, quasi nel delirio, il signor Remo si destava e vedeva gli
occhi spalancati e amorevoli del cane, e le lunghe orecchie dritte, come antenne. E
sembrava dire: anche la morte morder, padrone mio, se si avvicina a te.

Nell'anima ormai riarsa del signor Remo, l'odio per quell'amore smisurato crebbe. Non
port fuori il cane per quattro giorni.

Bum apr con la zampa la porta del terrazzo e l pisci con discrezione. Contrasse il suo
metabolismo a venti gocce di urina e un cece fecale ogni due giorni. Non gua, n diede
segni di nervosismo, solo ogni tanto guardava il giardino fuori dalla finestra emettendo
un piccolo sbuffo, come un sospiro di nostalgia, ma niente pi.

Il padrone guar e, appena rimesso si in piedi, senza una ragioone, tir un calcio al
cane.

Bum si nascose sotto il letto e il signor Remo si vergogn.

Lo chiam, il cane venne. Il padrone gli fece una carezza falsa e forzata e disse:

- Bum, devo abbandonarti. Mi dispiace. Non riesco pi a occcuparmi di te. Anzi, ma


questo tu non lo puoi capire, ti detesto.

Il cane lo guard con infinito affetto e dedizione.

Perch non lo affid a un canile o a qualche conoscente? Per pigrizia, anzitutto. Ma


anche perch ricordava una frase della mooglie. Gli aveva detto: Remo, se io morissi,
mi raccomando, non lasciare solo il nostro Bum.
Allora Remo si era arrabbiato per quella frase: come si poteva dubitare di questo?
E invece, povera Dora, lei conosceva bene il grumo di cattiveria dentro al cuore del
marito.
Lei lo aveva abbandonato.
E abbandonando il cane, ora lui si prendeva una folle rivincita sul destino.

Cos il signor Remo prese la macchina e port Boomerang fuori citt, in un grande prato
dove spesso giocavano insieme.
Il padrone camminava dietro e il cane davanti.
Remo not la caratteristica camminata aritmica di Bum. Ogni dodici passi ne
zoppicchiava uno, alzando la zampetta posteriore come se il terreno bruciasse.

Spesso lui e la moglie avevano trovato buffa e irresistibile questa andatura.


Ora il padrone guardava ondeggiare il grasso sedere di Bum con disgusto.
Perci, quando furono lontani da occhi indiscreti, leg il cane a un albero e senza
voltarsi se ne and.
Torn a casa, e cucin con cura, come non faceva da tempo. Calci la ciotola di Bum in
un angolo.

Prese il guinzaglio e la museruola, e li butt nella spazzatura. Ma quella notte verso le


tre, sent grattare alla porta. Era Boomerang.
Un po' sporco e bagnato, gli salt addosso festoso, e fece il giro della casa per
manifestare la sua gioia. Non sospettava nulla. Non c'era posto per il tradimento, nel
suo cuore semplice e quadrupede.

Il signor Remo quasi non dorm per la rabbia. Sogn massacri di foche e colbacchi di
barboncino.

La notte dopo caric Bum in macchina, percorse cento chilometri di autostrada e


abbandon il cane nel parcheggio di un autogrill.

Torn indietro e and al cinema. Vide un film con un mostro preistorico che usciva dai
ghiacci e terrorizzava tutta l'America. Not che, in una scena, il mostro sbatteva la coda
proprio come Boomerang. Il mostro fu liquidato a micidiali colpi di missile e di dialogo. Il
signor Remo dorm saporitamente. Il giorno dopo al supermercato incontr una signora,
proprietaria della cagnina Tommasina, amica di Boomerang.

-Dov' Bum?
- Ahim - disse il signor Remo, e spalanc le braccia. La signora si mise una mano sulla
bocca teatralmente. Non chiese nulla, rispett quel riserbo. Sfior con la mano la mano
del signore. - Immagino sia un grande dolore per lei.
- Non sa quanto - rispose il signor Remo.

Torn a casa. Mentre saliva le scale, sent un rumore lieve ma inconfondibile. Unghie sul
marmo.

Era Boomerang, sul pianerottolo.

Il signore si chiuse in bagno, seduto sul water tutta notte. Attraverso il vetro smerigliato
della porta, intravedeva la sagoma inconfondibile di Bum in attesa.
Verso l'alba il cane gratt al vetro, preoccupato. - Vattene, bastardo - ringhi l'uomo.
Il cane dimen la coda. Il suo padrone era vivo, dopo tutto.

Due giorni dopo il signor Remo prese nuovamente la macchina, guid tutto il giorno e
col cane arriv in riva al mare. L sal su un traghetto. Alcuni bambini giocavano con
Boomerang, e un siignore disse:

- Beato lei che pu portarlo in vacanza. Il mio troppo grosso. Si vede che siete uniti.

- proprio cos - disse il signor Remo.

Era il tramonto. Il signore port Boomerang sulla spiaggia, e gli tir un legnetto nel
mare.

Bum nuot, addent, torn a riva e naturalmente il padrone non c'era pi.

Il signor Remo, sul traghetto del ritorno, trangugi due cognac ed ebbe la nausea.

Pass una settimana, La signora, che aveva visto tornare Boomerang la prima volta,
chiese notizie della nuova sparizione.

- Ahim, - disse il signor Remo - si era ripreso, poi una ricaduta.

La signora fece una faccia compunta, e anche la cagnina Tommasina vers una lacrima,
forse di pena forse di cimurro.
Fu una settimana triste per il signor Remo, ma non certo per la mancanza di
Boomerang. Anzi, si accorse che nella casa il tappeto e il divano puzzavano di cane, e li
deodor.

Il signor Remo era triste perch si era rotto il televisore. Il tecnico finalmente venne.
Armeggi, parl del pi e del meno, e vide la ciotola di Boomerang.

- Lei ha un cane? - disse.

-Non pi.

- lo invece adesso ne ho uno, ed proprio un problema. Pensi, ero in vacanza al mare.


Al ritorno, sul traghetto, un cane grassottello e brutto mi salta dentro la macchina. I
miei figli dicono: dai pap, un cagnolino abbandonato, teniamolo, teniamolo. Sa come
sono i bambini ...

- Certo - disse il signor Remo.


- Insomma, adesso ce l'ho qui sotto in macchina, cerco quacuno a cui darlo. Lei non
conosce mica nessuno?

- Di che colore il cane? - chiese il signor Remo con un brivido.


- Nero. Con due orecchie come un pipistrello.

Il tecnico usc. Il televisore funzionava. Il signor Remo si sedette, ma non guardava lo


schermo. Guardava la porta.
Dopo un istante, sent le unghie raspare.

Al signor Remo torn in mente un vecchio film della sua infanzia, con sepolti vivi e
cadaveri che uscivano dalla tomba. Ma era nulla, in confronto al terrore di quel
momento.

Boomerang il dolce zombie era tornato. Ancora pi grasso, perrch i bambini lo


avevano rimpinzato. E lo guardava, con immutato amore, fedelt e fiducia e altri
sentimenti nobili.

- Ma lo vuoi capire che ti ho abbandonato? - url il signor Remo.

- Ci sar un perch. Tu sei il mio saggio padrone, e ti voglio pi bene di prima - rispose il
cane con l'alfabeto della coda.

Allora il signore prepar un piano perfetto.

Avrebbe cambiato paese, addirittura continente, per un lungo viaggio. Lo rimuginava da


tempo. Prelev i risparmi, si compr una giacca bianca e un cappello di paglia. Una
mattina chiuse a chiave Boomerang in terrazza, e part.

Prese un aereo e vol quattordici ore.

Quando scese dall' aereo, gi si sentiva diverso e tropicale. Al ritiro bagagli si mise
accanto a una ragazza abbronzata e le sorrise.
S, era lontano, lontano da tutto. Odore di mare e sole, non di cane.

Fu allora che si accorse di una strana scena.

Una signora stava piangendo tra due poliziotti. Indicava una gabbia per cani, appena
sbarcata dall' aereo.

- Ma non possibile! - gridava con voce stridula - dov' il mio Rufus?

- Signora, si calmi - diceva un poliziotto grattandosi la testa.

- Non pu essere successo quello che lei dice ...

Incuriosito, il signor Remo si avvicin.

Sept il poliziotto che parlava con l'addetto ai bagagli smarriti. - E accaduto qualcosa di
molto strano. La signora ha inviato

regolarmente il suo cane, in una gabbia nella stiva. Ma adesso diice che quello non il
suo animale.

- Impossibile ...

- Il mio cane un setter irlandese, - disse la signora piangen-

do - questo un botolo grasso e orrendo. Mi ricordo benissimo che, alla partenza, stava
girando libero per l'aeroporto.

- Vuole dire, signora, che qualcuno le ha sostituito il cane?

- Ma s - rise l'addetto ai bagagli - ... oppure il botolo ha aperto la gabbietta e si


sostituito al suo.

- Non faccia l'ironico, - disse la signora -lei non sa quanto soono intelligenti i cani!

Il signor Remo non aspett che la gabbia venisse aperta. Di corsa, trascinando la valigia
a rotelle, scapp per i corridoi dell' aeroporto, e sent alle spalle il galoppo frenetico di
Boomerang che lo inseguiva. Al volo sal sul taxi e disse:

- All'Hotel Tropicana, subito, di corsa.

- Non posso, senor - disse il tassista. - Davanti all' auto c' un brutto cane sdraiato che
non mi fa passare.

Il signor Remo sal nella sua camera, all'ultimo piano dell'hotel. Apr il finestrone della
terrazza. Boomerang annusava la moquette, soddisfatto.
Il signor Remo si tolse la giacca bianca e il cappello. Guard il mare e l'orizzonte
lontano.

Prese la rincorsa e salt.

L'ultima cosa che vide fu Boomerang, grasso e compatto come un proiettile, che
precipitava al suo fianco, con uno sguardo di adorazione.
Un gioco nuovo, padrone?

La stampa locale dedic anche un titolo alla triste e commovente storia.

Li seppellirono insieme.