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Tecnologia Meccanica

SALDATURE
La SALDATURA una tecnica di giunzione che realizza lunione permanente di due pezzi metallici con o senza
apporto di materiale (METALLO DAPPORTO) e sotto lazione del calore. Il METALLO DAPPORTO viene
distribuito allo stato fuso tra i lembi opportunamente preparati (cianfrinatura) dei pezzi da collegare. I LEMBI, o
bordi, sono le superfici che in tutta la loro lunghezza sono interessate nella saldatura dei pezzi; la loro riparazione
eseguita dando la forma geometrica pi opportuna, in funzione soprattutto dello spessore da saldare, per
facilitare lesecuzione della saldatura.
Il materiale dei pezzi da collegare si chiama
MATERIALE BASE.
Il BAGNO DI FUSIONE la parte di metallo
SALDATURE
che durante la fusione si trova allo stato liquido.
Il CORDONE DI SALDATURA costituito da
tutto il metallo, sia di base sia dapporto, solidificati
per raffreddamento dopo essere stati fusi nella saldatura.
Il cordone di saldatura lelemento essenziale del giunto
saldato e la sua deposizione determina la tecnica di saldatura vera e propria. In base alla posizione del cordone di
saldatura si distinguono le seguenti POSIZIONI DI SALDATURA:

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Il risultato delloperazione di saldatura si chiama GIUNTO SALDATO. In base alla posizione relativa
dei pezzi da saldare si distinguono i seguenti TIPI DI GIUNTO:

SALDABILIT
Lattitudine dei metalli a saldarsi si chiama SALDABILIT: un materiale ha buone propriet di saldabilit quando
un suo pezzo, prima rotto e successivamente saldato, conserva lungo il giunto saldato CARATTERISTICHE
Le saldature autogene
MECCANICHE sonoaquelle
non inferiori in cui fonde
quelle precedenti il materiale
la rottura. base mentre
La saldabilit il materiale
condizionata d'apporto
dai seguenti pu o
elementi:
meno
-TEMPERATURA DI FUSIONE del metallo base;
-sempre
TEMPERATURA
presente DI FUSIONE d'apporto
il materiale e MASSA VOLUMICA
e il metallo degli
base ossidi del metallo base e del metallo dapporto;
non fonde.
- CONDUCIBILIT TERMICA del metallo base;
- CONDUCIBILIT ELETTRICA (nel caso di saldatura elettrica);
- TRASFORMAZIONI STRUTTURALI.
Un materiale metallico (METALLO BASE) saldabile se:
- la temperatura di fusione del suo ossido minore di quella del metallo base;
- la massa volumica dellossido minore di quella del metallo fuso in modo che galleggi.
Se non sussistono queste condizioni bisogna ricorrere a polveri disossidanti con le seguenti propriet:
- massa volumica minore di quella del metallo fuso;
- temperatura di fusione minore di circa 100 C di quella del metallo base;
- capacit di sciogliere lossido del bagno.

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Preparazione dei Lembi

E di particolare importanza per ottenere una completa penetrazione della saldatura. Nelle saldature il cordone
legato allapporto termico specifico del processo: la preparazione dei lembi funzione del processo di saldatura
utilizzato.
Tipi di preparazione: CIANFRINATURA

Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
sempre presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.
a) Lembi retti o ad I
b) Lembi aV
c) Lembi aY
d) Lembi aX a - e : piccoli spessori
e) Lembi a doppia Y f g : elevati spessori
f) Lembi aU
g) Lembi a doppia U

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La classificazione dei
Processi di saldatura pu
essere fatta nel
modo seguente:

Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
esserci; nelle sempre presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.

SALDATURE AUTOGENE quando il metallo base prende parte, fondendo, alla formazione del giunto; il metallo
dapporto pu non esserci a secondo del procedimento e dello spessore. Quando presente metallurgicamente
simile al metallo base, poich si tende ad ottenere nella giunzione una continuit strutturale e una resistenza
meccanica pari a quella dei pezzi da saldare. A seconda dello stato fisico in cui si trovano i pezzi al momento della
loro unione si hanno:
-SALDATURE PER FUSIONE quando i pezzi vengono uniti allo stato liquido. In base a come viene prodotto il
calore necessario per portare a fusione il metallo si distinguono saldature a gas o ad arco.
-SALDATURE A PRESSIONE quando i pezzi vengono collegati non allo stato fuso, ma quando si trovano in uno
stato pastoso. Tale stato viene raggiunto, generalmente, per effetto Joule, dal passaggio di una corrente elettrica.
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SALDATURE ETEROGENE quando il metallo base non prende parte alla formazione del giunto. Il cordone di
saldatura formato dal solo metallo dapporto, sempre presente, diverso dal metallo base e con temperatura di
fusione inferiore. A seconda di come avviene la formazione del cordone di saldatura si hanno:
-SALDOBRASATURE quando i lembi dei pezzi vengono preparati con cianfrinature. Il metallo dapporto
fondendo riempie il cianfrino costituendo il cordone di saldatura.
-BRASATURE quando i pezzi da saldare sono semplicemente appoggiati luno sullaltro: lo spazio capillare
che rimane tra i due viene riempito dal metallo dapporto fuso. In questo caso il giunto costituito da uno
strato sottilissimo di metallo dapporto che ha formato una lega col metallo base.
La scelta di un procedimento di saldatura rispetto ad un altro dipende da molti fattori e deve effettuarsi tenendo
Leconto
saldature autogene
del tipo sono
di lega da quelle
saldare, in spessore
dello cui fonde il materiale
delle parti, dellabase mentre
posizione il materiale
di saldatura, dal d'apporto pu o
tipo di produzione
(in serie o no), delle attrezzature disponibili in officina.
meno
sempre presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.

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FIAMMA OSSIACETILENICA
La fiamma ossiacetilenica viene realizzata mediante la combustione di acetilene C2 H2 e ossigeno O2 . Nel
dardo avviene la reazione primaria: C2 H2 O2 2CO H2 q i prodotti della combustione si combinano
poi con l'ossigeno dell'atmosfera nella zona di saldatura o zona riducente secondo le seguenti reazioni
esotermiche secondarie:

I prodotti finali della combustione costituiscono il pennacchio che alquanto ossidante ed a temperatura pi
bassa.
Per ottenere una buona saldatura i lembi da saldare devono essere nella zona riducente dove si raggiungono i
3100C e grazie all'atmosfera riducente si limita l'ossidazione del metallo.

Affinch la fiamma abbia queste caratteristiche occorre che le quantit dei gas siano le stesse generando
intalmodo la fiamma neutra che viene utilizzata per saldare acciai, ghisa, rame, alluminio. Un eccesso di
acetilene provoca la fiamma carburante usata in processi di indurimento superficiale, mentre un eccesso di
ossigeno genera la fiamma ossidante usata per saldare bronzo ed ottone.

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Attrezzatura e modalit operative: attrezzatura poco costosa e facilmente trasportabile, si compone di due
bombole con i gas in pressione, di un cannello e di eventuale bacchetta con materiale d'apporto. Il bagno di
fusione ben visibile. Sia il cannello sia il materiale d'apporto sono movimentati a mano e il movimento pu
essere a spingere, cio la bacchetta davanti alla fiamma, o a tirare, cio la bacchetta dietro alla fiamma
che mi permette di saldare spessori maggiori peoich la bacchetta fonde dove il materiale pi caldo.

Applicazioni: limitata alla giunzione di lamiere (spessore max 8mm) senza ripresa a rovescio ma oggi sono
preferiti processi diversi. Sono ben saldabili alla fiamma acciai a basso tenore di carbonio (s<10mm), acciai inox
con fiamma leggermente carburante, ghise previo riscaldamento dei lembi, rame (s>15mm) mantenendo elevata
distanza tra i lembi per l'elevato coefficiente di dilatazione termica, alluminio con controllo di ossidi
altofondenti; mentre non si saldano le leghe refrattarie e reattive, l'ottone e il bronzo per la volatilit di elementi
di lega che generano soffiature.

Difetti operativi nei giunti: ingrossamento del grano nella ZTA per la lunga permanenza ad elevate T
inevitabile in un processo lento come questo; incollaggio per permanenza troppo breve; foratura del cordone per
sorgente troppo potente.

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ARCO ELETTRICO
L'arco elettrico la manifestazione fisica del passaggio di una corrente in un mezzo gassoso ionizzato. L'arco viene
inizialmente innescato toccando con la punta dell'elettrodo il metallo base e subito ritirandolo ad una distanza di
qualche mm. Al momento del contatto scorre una corrente di corto circuito che surriscalda elettrodo e metallo base
provocando anche la ionizzazione del gas interposto (raggiunto il potenziale di estrazione, gli elettroni migrano
velocemente dal catodo all'anodo per effetto termoionico ionizzando gli atomi del gas in elettroni che vanno verso
l'anodo e ioni positivi che vanno verso il catodo facendone quindi aumentare l'emissivit) e innescando l'arco.
L'arco elettrico generato dal passaggio di elettroni dal polo negativo a quello positivo e l'energia ad esso associata
si trasforma in calore e in onde elettromagnetiche di varia frequenza. Circa i 2/3 del calore sviluppato si riversa sul
polo positivo per il bombardamento elettronico e si raggiungono temperature massime di 6000-7000C. Una volta
innescato, il fenomeno in grado di autosostenersi, purch tra gli elettrodi vi sia una ddp.

ARCO DIRETTO: scocca tra un elettrodo ed


il metallo base;
ARCO INDIRETTO: scossa tra due elettrodi
ed il metallo interposto;

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CORRENTE CONTINUA: arco stabile, cordone uniforme, processo pi usato soprattutto per spessori sottili. Si
ha il problema di soffio magnetico (l'arco elettrico costituisce, a tutti gli effetti un conduttore; su di esso pertanto
agiscono forze magnetiche generate dalle correnti circolanti. La brusca deviazione che la corrente subisce al punto
di innesco dell'arco determina una forze magnetica che devia l'arco rispetto alla direzione dell'asse dell'elettrodo.
Questo fenomeno si verifica anche quando si vicini ad una massa elettrica come la terra e pu essere limitato
mantenendo l'arco il pi corto possibile;
CORRENTE ALTERNATA: assenza di soffio magnetico, alta deposizione, usato con elevate correnti;
POLARITA' DIRETTA: il metallo base funge da anodo dunque ho alta penetrazione;
POLARITA' INVERSA: il materiale d'apporto l'anodo dunque ho elevata deposizione;
ELETTRODO FUSIBILE: costituito da un'anima cilindrica metallica di materiale metallurgicamente simile a
quello base ricoperta da un materiale pulverulento detto rivestimento. Esso svolge sul bagno un'azione protettiva,
disossidante, depurante e consente l'asportazione di elementi di lega. Ne esistono di diversi tipi:
elettrodi ossidanti: rivestimento di ossido di ferro, d ottimi cordoni ma di scadenti propriet meccaniche;
elettrodi acidi: rivestimento di biossido di silicio, d un giunto di caratteristiche meccaniche buone;
elettrodi basici: rivestimento costituito da carbonati, silicati, fuoruri di calcio, d un cordone senza cricche con
bbbelevata resistenza e allungamento a frattura;
elettrodi al rutilio: rivestimento al biossido di titanio, il titanio ionizza fortemente conferendo elevata stabilit
gggall'arco ma cordone non liscio;
cellulosico: rivestimento a base di materie organiche, d un giunto di buone qualit.
L'elettrodo fusibile deve essere sostituito quando si consuma o alimentato con continuit con aspo. La scoria deve
essere eliminata dopo ogni passata. Si possono saldare materiali ferrosi e leghe di nichel con spessori fino a circa
20 mm senza ripresa dal retro, ma non adatto per metalli a basso punto di fusione (Al, Cu).

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Il trasferimento del metallo dapporto avviene sotto forma di gocce
che passano attraverso larco. Le forze che provocano questo
passaggio sono: peso proprio, forze elettromagnetiche, azione dei gas
che si sviluppano dal rivestimento.
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I processi con elettrodo fusibile sono:


ARCO SOMMERSO
Attrezzatura: da una tramoggia scende polvere protettiva che sommerge l'arco e fondendo forma la scoria
disossidante. Di qui il vincolo di operare in piano. L'elettrodo fusibile e alimentato con continuit e il processo
automatico tranne che per l'eliminazione della scoria.
Applicazioni: il processo utilizzato per saldare acciaio fino a 60 mm e soprattutto per la saldatura longitudinale
dei tubi.
MIG MAG (Metal-Inert/Active-Gas)
Attrezzatura e modalit operative: elettrodo fusibile alimentato in continuo con controllo dell'alimentazione del
filo attraverso il controllo della corrente di saldatura. La saldatura avviene in un atmosfera di gas protettivo che
pu essere inerte insolubile nel bagno (Argon o Elio che aumenta la produttivita perch l'arco ha temperature
maggiori ma pi costoso) nel caso di MIG o attivo (ossigeno o miscele di anidride carbonica che un gas a basso
costo ma c' rischio di porosit nel cordone) nel caso del MAG. La torcia pu avere moto a tirare o a spingere
e il meccanismo di trasferimento del metallo drop-transfer, cio avviene sottoforma di gocce: esse si ingrossano
e si trasferiscono lateralmente al filo in presenza di gas attivo o di polarit inversa (cathode jet: fenomeno per cui
la goccia rimane attaccato all'elettrodo) in modalit globular o short arc (possibilit di saldare in ogni posizione),
oppure esse possono essere fini in caso dello spray-arc o del pulsed arc. L'assenza della scoria consente la
continuit del processo e l'elevata produttivit, il bagno inoltre ben visibile e l'assenza di vapore acqueo
nell'atmosfera elimina il pericolo di cricche a freddo e infragilimento da idrogeno. L'apparecchiatura complessa,
meno trasportabile, costosa ed occorre evitare che correnti d'aria investano la zona di saldatura inoltre la torcia
ingombrante e dunque non impiegabile in zone di difficile accesso.
Applicazioni: si saldano Al, Cu ed in parte acciai inox (MIG) e acciai dolci o bassolegati (MAG).

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ARCO SOMMERSO

MIG: argon, elio


MAG: CO2
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ELETTRODO INFUSIBILE: costituito da materiale refrattario TIG (Tungsten-Inert-Gas):


Attrezzatura e modalit operative: l'elettrodo infusibile di tungsteno e il materiale d'apporto fornito in
bacchette movimentate a mano. L'atmosfera protettiva costituita da gas inerte (Argon o Elio). L'attrezzatura
costosa. Possibilit di saldare in qualunque posizione. La torcia collegata al generatore, alla bombola del gas e,
nel caso di correnti oltre 200A, ad un sistema di raffreddamento ad acqua. Essa pu essere alimentata in continua
con polarit diretta (il tungsteno un ottimo emettitore, l'anodo costituito dal metallo si riscalda molto ma a volte il
bombardamento elettronico non riesce a rompere lo strato di ossido di Al e Mg), con polarit inversa (per la
saldatura delle leghe leggere in campo aeronautico perch vi distruzione degli ossidi di Al e Mg grazie al
bombardamento di ioni positivi, ma l'elettrodo si surriscalda dunque ne usato uno di maggiori dimensioni per
dissipare meglio il calore, vi rischio di inclusioni di tungsteno nel bagno) o in alternata (il bilancio termico
dell'arco comporta il 50% del calore sull'elettrodo e il 50% sul metallo base, dunque sono mediati vantaggi e difetti
delle due polarit in corrente continua; tuttavia vi sono problemi di stabilit dell'arco e per questo si sovrappone alla
corrente di saldatura, una corrente ad alta frequenza per mantenere ionizzata la zona dell'arco). L'assenza di scoria
rende la produttivit elevata, non ci sono
problemi di infragilimento da idrogeno.
Applicazioni: si saldano tutti i materiali
metallici ottenendo giunti di qualit e
cordoni che non richiedono di
successive operazioni di finitura, ideale
per spessori sottili poich la forte
emissivit del W permette di mantenere
archi stabili anche con correnti basse.

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PLASMA:
sistema derivato del sistema TIG e ne differisce per il fatto che l'elettrodo di tungsteno si trova nella parte centrale
interno di un ugello attraverso il quale viene fatto passare argon; tale gas ionizzato e si trasforma in una colonna
di plasma ad elevatissime temperature. Oltre a questo gas, vi un condotto per il passaggio del gas protettivo.
Rispetto all'arco TIG, quello al plasma pi direzionale, penetrante e concentrato. Si saldano spessori fino a 25
mm tutti i metalli perch oltre non risulta pi un sistema economicamente conveniente.
LASER:
Il laser costituisce una fonte di energia sotto forma di fascio di radiazioni elettromagnetiche. Le caratteristiche
fondamentali del fascio sono la monocromaticit, la coerenza e la bassissima divergenza. L'emissione avviene in
maniera stimolata: se un atomo nello stato eccitato viene raggiunto da un fotone di frequenza , non si verifica
assorbimento ma si verifica il fenomeno dell'emissione stimolata, ovvero l'atomo decade al livello inferiore
rilasciando due fotoni di energia h con la stessa direzione e fase del fotone incidente. Con questo particolare
meccanismo possibile moltiplicare il numero di quanti cio amplificare l'intensit della radiazione
elettromagnetica producendo un fascio di luce coerente, monocromatica, collimata e di elevata brillanza. Inoltre
la lente focalizza un fascio a raggi paralleli su una superficie estremamente ridotta consentendo potenze
specifiche elevatissime. Per ottenere un effetto di amplificazione (e non smorzatore) in un mezzo attraversato da
fotoni, necessario che si verifichi la condizione di inversione della popolazione, fornendo al mezzo una
quantit di energia tale da far migrare una grande quantit di atomi al livello energetico in condizione di
equilibrio al livello energetico superiore. Questa operazione definita pompaggio energetico e deve durare per
tutto il tempo in cui viene generato il fascio laser. Ovviamente i materiali del mezzo attivo vengono scelti in
modo che il livello energetico superiore sia sufficientemente stabile da garantire la permanenza degli atomi a
quel livello per un tempo sufficiente.

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Inoltre, per creare un fascio laser di intensit idonea per le applicazioni industriali, necessario amplificare la
radiazione sfruttando il meccanismo di risonanza ottica, posizionando cio il mezzo attivo tra due specchi che
creano una cavit ottica risonante: il sistema di pompaggio a lampade flash avvia il processo di inversione della
popolazione e pertanto in diversi punti del mezzo avverranno emissioni spontanee seguite da emissioni stimolate
di fotoni dirette casualmente in varie direzioni dello spazio. Il flusso di fotoni diretto normalmente agli specchi
viene riflesso e rimandato nel mezzo dove subisce un'ulteriore amplificazione. In pochissimo tempo si ottiene un
flusso di rilevante entit che viaggia tra gli specchi, mentre tutte le emissioni che avvengono in direzione non
normale agli specchi vengono smorzate e annullate. A causa della natura ondulatoria della radiazione, l'effetto di
amplificazione esaltato quando la distanza tra gli specchi pari ad un multiplo della semilunghezza d'onda del
fascio.
Per garantire questo, essi sono sorretti dal bancale
di granito che ha un coefficiente di dilatazione
termica quasi nullo, lo svantaggio che il bancale
rende il tutto molto pesante (per sorgenti laser
piccole si usa il granito). Degli specchi uno
perfettamente riflettente e l'altro semiriflettente per
permettere lo spillamento del 10%ca. della
radiazione che in cavit e che costituisce il vero
fascio laser. Dunque il rendimento della sorgente
laser del 10%, il restante 90% viene dissipato in
calore e quindi importanti sono i sistemi di
raffreddamento.

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Un SISTEMA LASER costituito, oltre che dal risonatore ottico (sorgente) e il suo sistema di raffreddamento
appena descritti, consta anche di uno specchio riflettente, di una lente di focalizzazione e di un ugello, come
mostrato sotto:

I laser possono essere a gas (CO2) o allo stato


solido (Nd:YAG). La saldatura laser
autogena, richiede l'assistenza di un gas
(argon, elio o azoto) che permetta di inibire gli
eventuali processi di ossidazione.

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I processi di saldatura laser sono processi di saldatura per conduzione per basse densit di potenza e dunque il
cordone si forma come negli altri processi ed ha le stesse caratteristiche, o saldatura ad alta penetrazione con
potenze 104W /cm2 . In questo caso il calore non viene smaltito per conduzione si genera un canale di
vapore (keyhole) con T fino a 20000C perch il materiale vaporizza visto l'aumento di T in superficie; questo
canale si comporta come un corpo nero assorbendo l'intera potenza del fascio e trasferendola al materiale
circostante. Quest'ultimo spinto lateralmente dal fascio con la formazione di un cratere che determina
l'esposizione del materiale solido alla base del bagno. All'avanzare del fascio, il materiale fuso si richiude su s
stesso, generando il cordone. Il cordone risulta molto pi snello perch la zona interessata da fusione assai
minore e assume a tipica forma a testa di chiodo. Inoltre, al crescere della potenza aumenta la velocit del
processo di saldatura da 1 m/min con fiamma ossiacetilenica a 10 m/min con laser.

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Problemi e osservazioni:
poich vi vaporizzazione, una parte del metallo si perde ed
alla solidificazione si osservano le incisioni marginali che
possono essere punti di innesco frattura:
nel metallo fuso si ingenera gas sia per movimenti vorticosi del metallo,sia per la presenza di gas disciolti sia per i
gas di apporto e le bolle di gas riducono la sezione resistente. Poich bisogna procedere pi lentamente per dare
tempo al gas di fuoriuscire, si preferisce non procedere alle velocit di max produttivit ma leggermente minori per
evitare tali bolle.
Il flusso termico al raffreddamento ortogonale all'isoterma ed osservando la metallografia dei cordoni:
Vi una zona a grano fine, una Nel cordone laser c forte
centrale a grana grossa ma il 90% anisotropia poich le
rappresentato dalla zona a grani colonne sono tutte nella
colonnari dendritici che generano stessa direzione; dunque
anisotropia ma solo locale perch devo fare in modo che il
le propriet medie sono circa le cordone sia con le colonne
stesse per la disposizione delle nella direzione di
colonne. applicazione del carico.
Inconvenienti legati agli elevati costi di macchine e attrezzature per la manipolazione e la movimentazione dei
pezzi e nella necessit di mantenere i pezzi da saldatura puliti, ben accostati ed esenti da impurezze superficiali;
pericolosit della radiazione dunque il processo deve avvenire in cabine schermate;
bisogna fare in modo che la potenza e il tempo di permanenza copra tutto lo spessore;
il plasma oscura il fascio dunque si aggiunge elio per allontanare il fascio;
possibilit di saldare uno scatolato senza necessit di accedere dall'interno;
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Applicazioni: Tutti i metalli saldabili con tecniche convenzionali sono anche saldabili con un fascio laser di
lunghezza d'onda appropriata. Non sono invece saldabili col laser le plastiche. Gli acciai sono ben saldabili (tranne
acciaio zincato) se C<0,5%; gli acciai inox hanno caratteristiche di saldabilit con il laser migliori; le leghe di
alluminio sono difficilmente saldabili, le leghe di nichel sono ben saldabili con il laser mentre le leghe di titanio
presentano buona predisposizione alla saldatura laser ma solo in atmosfera inerte.

A FASCIO DI ELETTRONI
Attrezzatura e applicazioni: EBM (Electron Beam Machining): un sistema costituito da una camera in cui si
genera vuoto spinto, con all'apice un filamento di W che produce elettroni per effetto termoionico i quali vengono
Le saldature
accelerati autogene mediante
e direzionati sono quelle
lentiinmagnetiche
cui fonde eil materiale
sparati sul base mentre
campione. unil materiale
sistema di d'apporto pu
saldatura ad o
elevata
penetrazione, d un cordone fino e giunti di elevata qualit, ideale per materiali difficili, ma i pezzi devono essere
meno
piccoli onelle
esserci; comunque di ildimensioni
presente materialecompatibili
d'apporto con la camera
e il metallo da non
base vuoto, gli impianti sono costosi e servono
fonde.
schermature perch vengono prodotti raggi X.

ALLUMINOTERMICA
Il riscaldamento del materiale avviene utilizzando il calore prodotto dalla reazione esotermica di una miscela
incendiaria (thermit) ottenuta miscelando l'ossido di un metallo con un agente che subisce ossidazione e si
raggiungono i 3000C.

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SALDATURE PER RESISTENZA


La saldatura elettrica per pressione una saldatura autogena senza metallo d'apporto nella quale l'effetto Joule
associato ad una corrente elettrica di elevata intensit che attraversa per una frazione di secondo i due pezzi da
assemblare, utilizzato come sorgente di calore per portare una porzione di materiale alla temperatura di fusione. Il
passaggio di corrente localizzato da due elettrodi, i quali esercitano anche un'azione di compressione sulle due
parti da unire. Si realizza cos un punto di saldatura costituito da una lenticchia di metallo portato alla fusione nella
zona di contatto tra le due lamiere. Esso realizza, a solidificazione avvenuta, una giunzione localizzata paragonabile
ad una rivettatura: il metodo pertanto utilizzato solo nella giunzione di parti in lamiera. La relazione che esprime la
quantit di calore Q utilizzabile nella saldatura, generata dal passaggio di una corrente di intensit I in una resistenza
elettrica R per un tempo t, considerando le perdite di calore per irraggiamento, conduzione e convezione k, :
Le saldature
Q=R I 2tk . autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
PER PUNTI
esserci; nelle presente
Le due lamiere vengono il materiale
accostate; dued'apporto e il metallo base non fonde.
elettrodi (sferici
o conici) in rame incrudito (affinch resista sotto l'azione
della pressione e non si deformi troppo sotto carico a
contatto con la lamiera) vengono premuti da un'apposita
pinza portaelettrodi (a fulcro od a corsoio).
Successivamente si fa scorrere tra gli elettrodi la
corrente e per effetto Joule nella zona di contatto delle
due lamiere si innalza la temperatura tanto da portare a
fusione il materiale. Tale fusione rimane localizzata in
un nocciolo fuso centrale la cui solidificazione porta alla
formazione del punto di saldatura.
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La corrente dovrebbe esser tolta prima dell'apertura


delle pinze per evitare l'ingenerarsi di fenomeni di
scarica elettrica dovuti ad extracorrenti di apertura
che possono abradere gli elettrodi. La pressione
deve essere mantenuta fino a solidificazione perch
la compressione costringe il materiale freddo a
seguire la contrazione del metallo caldo impedendo
(La corrente dovrebbe esser tolta prima dell'apertura dellelapinze formazione di fessure ed inoltre la pressione
per evitare l'ingenerarsi di fenomeni di scarica elettrica dovuti ad la formazione di soffiature
contrasta
extracorrenti
interessante di aperturai motivi
conoscere che possono
per cui abradere
la fusione gli
del elettrodi. La
materiale avviene solo nella zona sopra indicata e non nella
pressione deve essere mantenuta fino a solidificazione
zona di contatto elettrodo-lamiera e i motivi sono 2: perch la
compressione
La corrente costringe il materiale
la stessa in freddo
tutto il circuito a seguire
serie la
ma cambiano le resistenze in gioco: la resistenza degli elettrodi
contrazione
(Rcu) e quella delintrinseca
metallo del
caldo impedendo
materiale la formazione
della lamiera di e quella nella zona di contatto tra le due lamiere
(Rl) bassa
(Rc) ed
fessure maggiore
inoltredila quella nellacontrasta
pressione zona di interfaccia lamiera-elettrodo
la formazione di (Ri), e quindi l'effetto Joule genera una
quantit di calore inferiore in quest'ultima zona. Infatti la resistenza inversamente proporzionale alla superficie e
soffiature)
per analizzare la reale superficie a contatto devo considerare le asperit: applicando una forza di chiusura la reale
superficie a contatto sar maggiore rispetto a quella nel caso di superfici solo appoggiate l'una sull'altra e poich il
rame pi tenero del materiale delle lamiere, sotto la pressione esercitata, cede e si adatta sull'altro molto
facilmente colmando tutti i vuoti. per questo che la superficie a contatto nella zona delle due lamiere sar minore
e dunque maggiore la resistenza;
gli elettrodi sono di rame e sono raffreddati mediante circolazione d'acqua. Ne risulta un'asportazione di calore
maggiore nelle zone esterne che in quella interna.

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L'andamento qualitativo della temperatura nelle varie zone il seguente:

All'aumentare della corrente, la curva si


sposta verso destra. Ci che deve essere
assicurato che nella zona di contatto tra le
due lamiere, si giunga ad una temperatura
T>Tf: potrei pensare di far passare una
corrente tale da pormi molto al di sopra della
temperatura di fusione, ma allora avrei il
problema dell'innalzamento della temperatura
Le saldature
anche autogene
agli elettrodi consono quelle
il loro in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
possibile
meno
collasso, oltre al problema dello sfondamento
esserci; nelle presente
sotto pressione il materiale
vista la notevole d'apporto e il metallo base non fonde.
estensione
della zona fusa in queste condizioni; oppure
potrei pormi esattamente alla temperatura di
fusione ma cos facendo otterrei un nocciolo
fuso troppo piccolo e basterebbe una piccola
fluttuazione della corrente o della pressione
di contatto per vanificare l'operazione.
L'ideale porsi in una condizione per cui:

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I parametri fondamentali del processo sono la pressione, l'intensit di corrente e il tempo di saldatura. La pressione
deve essere un buon compromesso tra il pericolo di incollature e quello di eccessiva penetrazione degli elettrodi
nella lamiera. A parit di pressione, la relazione tra intensit di corrente e tempo molto critica e si deve lavorare
nella ristretta zona campita in figura; comunque preferibile adottare alti valori di intensit per bassi tempi
(saldatura rapida) per far s che gli elettrodi non lascino profonde marcature in corrispondenza del punto e per
aumentare il rendimento perch si limitano le dispersioni (solo con gli acciai ad alto tenore di C o per
l'accostamento di lembi in situazioni critiche il processo pi lento e si parla di saldatura lenta).

LePer quanto concerne


saldature autogenela corrente si realizza:
sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
saldatura
meno con I costante, saldatura con post-
riscaldamento, saldatura con preriscaldamento e
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.
saldatura per impulsi. Per quanto concerne la forza di
chiusura, si distingue in ciclo a forza costante e ciclo a
forza variabile (azione aggiuntiva di forgiatura). Il
raffreddamento del nocciolo fuso di tipo radiale
dunque mediamente le dendriti si distribuiscono in
tutto lo spazio ed ottengo caratteristiche di resistenza
uniformi.

Saldature 23
Tecnologia Meccanica

Il problema di questo tipo di saldatura che un processo veloce, automatizzato ed ottimo per la giunzione di
lamiere di tutti i metalli (problemi con acciaio inox che ha minore conducibilit elettrica), risiede nel trasformatore.
Esso deve garantire all'uscita una corrente che va dalle decine alle migliaia di Ampere e l'avvolgimento di uscita
realizzato con poche spire di elevato diametro per consentire una resistenza bassa ed una corrente elevata cos da
andare a realizzare in pratica un generatore di corrente pi che un generatore di tensione. Tutti i generatori reali
sono caratterizzati dall'avere una resistenza interna infatti, se andassi a cortocircuitare un generatore, otterrei che
tutto il calore si produce all'interno di esso.

LeAsaldature
RULLI autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
Nel settore delle lamiere sottili, il procedimento di
meno
saldatura a punti non pu essere impiegato per la
esserci; nelledipresente
costruzione recipientiilper
materiale d'apporto
il contenimento e il metallo
di fluidi data base non fonde.
la non continuit della saldatura e dunque si usa il
procedimento a rulli dove gli elettrodi sono costituiti da
rulli di rame motorizzati che vengono premuti sulle
lamiere. Tuttavia il processo non molto usato per i
problemi di distorsione del materiale.

Saldature 1
Tecnologia Meccanica

PER ATTRITO
Fanno parte delle saldature allo stato solido e si
dividono in saldature per attrito, per inerzia e friction
stir welding. Le prime due non prevedono il
rimescolamento del materiale e il riscaldamento del
materiale prodotto grazie al calore generato dall'attrito
tra due superfici in moto relativo tra loro. Questo
processo molto veloce, non occorre pulire le superfici
perch tutto ci che superficiale costituir bava ed
Le saldature
possibile autogene
saldare metalli sono
diversiquelle inecui
fra loro confonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
differenti
meno
sezioni. I giunti hanno resistenza maggiore a quella del
metallo nelle
esserci; base, presente
ma gli elevati costi degli
il materiale impianti
d'apporto la
e il metallo base non fonde.
rendono adatta solo per produzioni in serie. Inoltre i
pezzi devono avere un asse di rotazione e la geometria
delle superfici per l'allineamento deve essere ben
preparata. Il processo per inerzia si discosta dal
meccanismo per attrito propriamente detto solo per il
fatto che la parte in moto collegata ad un volano che,
raggiunta una certa velocit, sganciato dalla presa di
moto ed inizia l'accostamento.

Saldature 25
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Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.

Saldature 26
Tecnologia Meccanica

FRICTION STIR WELDING


E' una recente tecnica di saldatura di origine inglese realizzata tramite un
utensile dotato di perno+spalla: l'utensile posto in rotazione e avanza
seguendo la linea di accostamento delle lamiere, il perno penetra nel
materiale di consistenza pastosa provocando un rimescolamento del
materiale che viene trasferito di 180 dal bordo di attacco al bordo di fuga
del perno. Ne esistono due procedimenti: il classico friction stir welding e
il friction stir spot welding usato per punti di saldatura e in cui dunque non
c' avanzamento. I parametri di processo sono la velocit di avanzamento,
quella di rotazione e il dwell time ovvero il tempo in cui il perno penetrato
Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
rimane nella stessa posizione. Nellimmagine viene riportata la struttura
meno
risultante.
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.
AD ULTRASUONI
Si tratta dell'unione di pezzi metallici tra loro o con elementi non metallici
mediante applicazione di vibrazioni meccaniche ad alta frequenza agenti
parallelamente al piano di saldatura. Il sonotrodo vibrante trasferisce
l'energia alla prima lamiera, si generano tensioni tangenziali di segno
alterno all'interfaccia e superato il limite di snervamento si innesca la
saldatura. Si tratta di un processo veloce con
innalzamento locale della temperatura che consente fenomeni di
ricristallizzazione e dunque una zona saldata a grani fini. Tecnica
particolarmente usata in ambito elettronico e lo spessore del pezzo
adiacente al sonotrodo non deve essere elevato.
Saldature 27
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AD ESPLOSIONE
Le superfici si saldano per collisione obliqua
progressiva ingenerata da un'esplosione controllata.
E' una tecnica usata per la placcatura delle lamiere
con metalli nobili nell'industria nucleare e
aerospaziale. Si tratta di una saldatura praticamente
a freddo che consente di saldare metalli dissimili e
non necessita di pulire le superfici, tuttavia
limitata ad impieghi su geometrie semplici, le
Le saldature
superfici autogene
a contatto non sono quelle in cui piane
sono perfettamente fondeeil materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
c' pericolosit dovuta all'uso di esplosivo.
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.
BRASATURA
Saldatura eterogena che prevede l'uso di materiale d'apporto con temperatura di fusione minore di quella del
metallo base. Non prevede cianfrinatura ma i due pezzi sono accostati in modo che rimanga un'intercapedine
capillare che verr riempita dal materiale d'apporto che fonde a seguito del riscaldamento del metallo base e che ha
grande scorrevolezza e capacit di bagnare il metallo base. Il giunto costituito quindi da uno strato sottilissimo di
metallo d'apporto che ha formato una lega di superficie col metallo base: ovvio quindi che si tratta di un giunto
con scarsa elasticit e resistenza meccanica. Le brasature possono essere dolci, nel caso di uso di leghe di stagno
come metallo d'apporto con temperature di fusione inferiori a 400C, o forti, nel caso di uso di leghe rame-argento
con temperature di fusione intorno ai 600C.

Saldature 28
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SALDOBRASATURA
Il processo simile alla brasatura ma prevede cianfrinatura e pulitura delle superfici e il riscaldamento del metallo
d'apporto, come fonte di energia si usa il cannello ossiacetilenico e il metallo di apporto in genere un ottone
speciale che fonde tra 800 e 900C. Il giunto saldato formato da una zona solidificata composta esclusivamente
dal metallo d'apporto e da una zona di interfaccia con il metallo base costituita da una lega o da un composto
intermetallico formato tra il metallo base e quello d'apporto. Il giunto resistente ed elastico: infatti il metallo base
ha conservato quasi tutte le caratteristiche originali data la bassa temperatura cui stato sottoposto, e il metallo
d'apporto ha grandi capacit elastiche. Si saldano acciai a basso tenore di carbonio, ghisa (solo per riparazione di
getti) e bronzo ed possibile unire metalli differenti perch non devo portare a fusione i due lembi.
Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.

Saldature 29
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2/1

STRUTTURA METALLURGICA

Sono identificabili 3 zone:


Metallo base inalterato
Zona Fusa (ZF)
Zona Termicamente Alterata (ZTA)

Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.

Saldature 30
Tecnologia Meccanica

Zona Fusa (ZF)


V metallo base fuso
Rapporto di diluizione: Rd = X 100
V tot zona fusa

Per vari processi di saldatura:


Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale
Brasatura Rd=0% base mentre il materiale d'apporto pu o
meno Saldatura senza materiale dapporto Rd=100%
Saldatura
esserci; nelle presente il materiale d'apporto TIG
e il metallo Rd=20-40%
base non fonde.
Arco sommerso Rd=10-65%
Saldatura MIG MAG Rd=5-40%

Struttura dei grani: la solidificazione procede dal contorno della zona fusa
verso linterno con strutture dendridiche.
In saldature con passate successive ogni passata rifonde o tratta le zone gi
deposte con benefico effetto sulle caratteristiche di tenacit del giunto.

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A.A. 2012/13

Saldature autogene

Fusione di una certa quantit del metallo base e


riscaldamento delle zone circostanti fino a
temperature prossime a quelle di fusione

Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
Effetti metallurgici e meccanici
meno
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.

strutture finali del metallo


presenza di cricche qualit del giunto
esistenza di eventuali deformazioni
tensioni residue

Saldature 32
Tecnologia
A.A. 2012/13 Meccanica

Il ciclo termico influenza la dimensione della ZF ma, soprattutto, della ZTA.


La severit termica del ciclo influenzata dai seguenti fattori:

APPORTO TERMICO SPECIFICO : q P [J/m] (=1)


vel
SPESSORE DEI PEZZI E FORMA DEL GIUNTO
EVENTUALE PRE-RISCALDO DEI LEMBI ( 50 300 C )

Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
menoLa severit pu essere misurata tramite il parametro: t8
5
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.
cio il tempo necessario perch un determinato punto del giunto passi da 800 a 500 C.

Le conseguenze del ciclo termico sono di ordine:

MECCANICO METALLURGICO
(ritiri e tensioni residue) (ZTA)

Saldature 34
A.A. 2012/13
Tecnologia Meccanica

Deformazioni e tensioni residue


Fenomeni di ritiro

Rimedio: preangolatura oppure vincoli

Ritiroautogene
longitudinale Tensioni residue
Le saldature sono del cordone
quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno che tende a tirare i pezzi -Trazione nel cordone e zone adiacenti
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il-Compressione nellefonde.
metallo base non zone distanti dal giunto

Saldature 36
Tecnologia
A.A. 2012/13 Meccanica

Deformazioni e tensioni residue

Durante la saldatura le zone che subiscono un ciclo termico non sono libere di
dilatarsi e contrarsi in quanto circondate da materiale a differente temperatura.

Deformazioni plastiche localizzate a seguito delle quali, a temperatura


ambiente, si hanno tensioni interne residue.
Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.
Le tensioni interne residue sono pericolose nel caso in cui:

STRUTTURE SOLLECITATE CHE LAVORANO A BASSA TEMPERATURA: rottura fragile


STRUTTURE SOGGETTE A CORROSIONE: le tensioni interne accelerano il processo
STRUTTURE SOGGETTE A CARICHI DI PUNTA: le tensioni interne aumentano instabilit

Per eliminare le tensioni residue si pu utilizzare un trattamento di distensione.

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Principali difetti nelle saldature

Cricche a caldo

Cricche a freddo

Strappi lamellari
Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.

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Cricche a caldo
Si manifestano nella zona fusa nel corso della solidificazione.
Durante il raffreddamento si ha la segregazione di impurezze a bordo grano.
Si formano quindi dei veli liquidi a basso punto di fusione (900C) interrotti da
ponticelli solidi che danno continuit al materiale.
Grano A
Durante autogene
Le saldature il raffreddamento i ponticelli
sono quelle possono
in cui fonde rompersi
il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
per effetto delle tensioni interne generando la cricca.
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.
Impurezze
Le cricche aumentano se:
Elevato tenore di carbonio Grano B
Elevato tenore di impurezze nel materiale base
Tensioni di ritiro elevate

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Cricche a freddo
Si manifestano principalmente nella ZTA a temperatura prossima a quella ambiente.

Se la velocit di raffreddamento sufficientemente alta, nella zona saldata si ha la


formazione di strutture dure e fragili che, sotto leffetto delle tensioni residue,
possono rompersi.

Il fenomeno particolarmente evidente in presenza di idrogeno


Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno Infragilimento da idrogeno
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.
A causa di una piccola differenza di composizione tra ZF e ZTA, la trasformazione
austenitica avviene dopo nella ZTA. Lidrogeno (pi solubile nella austenite) migra
dalla ZF alla ZTA infragilendola.

Le cricche aumentano se:


Sono presenti strutture dure e fragili
E presente idrogeno nel bagno di saldatura

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Strappi lamellari
Si verificano quando il metallo base sollecitato in direzione normale al piano
di laminazione.
Durante la laminazione le inclusioni vengono deformate e assumono un aspetto
lamelliforme, lamelle parallele alla superficie.

Per evitare gli strappi lamellari si possono adottare accorgimenti progettuali:


Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno
esserci; nelle presente il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.

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Effetto dellaria
O2 : Lossidazione favorita ad alta temperatura.
La scala di affinit per lossigeno Si Mn C Fe.
Durante la solidificazione del cordone si forma CO che crea porosit nel materiale.
Porosit e ossidi di Fe peggiorano le caratteristiche meccaniche.

Le saldature autogene sono quelle in cui fonde il materiale base mentre il materiale d'apporto pu o
meno N2 : La solubilit dellazoto diminuisce notevolmente
conpresente
esserci; nelle la temperatura.
il materiale d'apporto e il metallo base non fonde.
A temperatura ambiente lazoto tende a formare
nitruri molto duri ma fragili

Diminuzione di duttilt e tenacit


del materiale

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