Sei sulla pagina 1di 22

Libreremo

Questo libro è il frutto di un percorso di lotta per l’accesso alle conoscenze e alla formazione
promosso dal CSOA Terra Terra, CSOA Officina 99, Get Up Kids!, Neapolis Hacklab.
Questo libro è solo uno dei tanti messi a disposizione da LIBREREMO, un portale finalizzato alla
condivisione e alla libera circolazione di materiali di studio universitario (e non solo!).
Pensiamo che in un’università dai costi e dai ritmi sempre più escludenti, sempre più
subordinata agli interessi delle aziende, LIBREREMO possa essere uno strumento nelle mani
degli studenti per riappropriarsi, attraverso la collaborazione reciproca, del proprio diritto allo
studio e per stimolare, attraverso la diffusione di materiale controinformativo, una critica della
proprietà intellettuale al fine di smascherarne i reali interessi.
I diritti di proprietà intellettuale (che siano brevetti o copyright) sono da sempre – e soprattutto
oggi - grosse fonti di profitto per multinazionali e grandi gruppi economici, che pur di tutelare i
loro guadagni sono disposti a privatizzare le idee, a impedire l’accesso alla ricerca e a qualsiasi
contenuto, tagliando fuori dalla cultura e dallo sviluppo la stragrande maggioranza delle
persone. Inoltre impedire l’accesso ai saperi, renderlo possibile solo ad una ristretta minoranza,
reprimere i contenuti culturali dal carattere emancipatorio e proporre solo contenuti inoffensivi o
di intrattenimento sono da sempre i mezzi del capitale per garantirsi un controllo massiccio sulle
classi sociali subalterne.
L’ignoranza, la mancanza di un pensiero critico rende succubi e sottomette alle
logiche di profitto e di oppressione: per questo riappropriarsi della cultura – che sia un
disco, un libro, un film o altro – è un atto cosciente caratterizzato da un preciso
significato e peso politico. Condividere e cercare canali alternativi per la circolazione dei
saperi significa combattere tale situazione, apportando benefici per tutti.
Abbiamo scelto di mettere in condivisione proprio i libri di testo perché i primi ad essere colpiti
dall’attuale repressione di qualsiasi tipo di copia privata messa in atto da SIAE, governi e
multinazionali, sono la gran parte degli studenti che, considerati gli alti costi che hanno
attualmente i libri, non possono affrontare spese eccessive, costretti già a fare i conti con affitti
elevati, mancanza di strutture, carenza di servizi e borse di studio etc...
Questo va evidentemente a ledere il nostro diritto allo studio: le università dovrebbero
fornire libri di testo gratuiti o quanto meno strutture e biblioteche attrezzate, invece di creare di
fatto uno sbarramento per chi non ha la possibilità di spendere migliaia di euro fra tasse e libri
originali... Proprio per reagire a tale situazione, senza stare ad aspettare nulla dall’alto,
invitiamo tutt* a far circolare il più possibile i libri, approfittando delle enormi possibilità che ci
offrono al momento attuale internet e le nuove tecnologie, appropriandocene, liberandole e
liberandoci dai limiti imposti dal controllo repressivo di tali mezzi da parte del capitale.
Facciamo fronte comune davanti ad un problema che coinvolge tutt* noi!
Riappropriamoci di ciò che è un nostro inviolabile diritto!

csoa
TerraaTerra

Get Up Kids! Neapolis Hacklab csoa Terra Terra csoa Officina 99


www.getupkids.org www.neapolishacklab.org www.csoaterraterra.org www.officina99.org

www.libreremo.org
GUIDA PRATICA ALLA SCRITTURA DELLA TESI
DI LAUREA
A cura di Elena Fumagalli

Capitolo 1:
IMPOSTAZIONE DELLA TESI E RICERCA DEL MATERIALE

1.1 Tesi triennale e tesi specialistica


Se è vero che per la scrittura della tesi di laurea è necessario seguire criteri comuni a
tutte le discipline e gli approcci, è necessario tener ben presente che il lavoro finale
della laurea triennale e la tesi della specialistica rispondono a obiettivi differenti.

Lavoro finale:
- È breve (di lunghezza compresa tra le 40 e le 80 pagine);
- In termini di crediti equivale ad un esame;
- È redatto in sostanziale autonomia. Può essere considerato un esame a tutti gli
effetti, che verrà valutato dal relatore e dal correlatore.

Tesi (specialistica):
- È un lavoro più complesso che richiede un impegno e un impiego di tempo
decisamente maggiore rispetto all’elaborato della laurea triennale (20 crediti =
500 ore di lavoro);
- Può considerarsi un vero e proprio lavoro di ricerca e un percorso formativo
di approfondimento personalizzato sulle aspirazioni dello studente;
- Il rapporto con il docente è molto più interattivo: il relatore aiuta il tesista
nelle varie fasi dell’impostazione e della scrittura indirizzando il candidato e
guidandolo nell’acquisizione delle conoscenze e competenze necessarie.

1.2 La scelta dell’argomento


Uno dei momenti più delicati nella scrittura della tesi di laurea è, senza dubbio, la
scelta dell’argomento, sebbene ciò sia solamente la prima fase del percorso che porterà

1
a definire in maniera precisa la struttura del lavoro. Questa decisione deve rispondere ad
una pluralità di criteri:

- Obiettivi personali: la tesi è infatti un lavoro interessante la cui compilazione


richiede pertanto un periodo di tempo adeguato. È utile, quindi, scegliere un
argomento che stimoli la propria curiosità e sul quale si pensa si possa dare un
seppur minimo contributo originale ed autonomo (in base alla propria esperienza,
ai propri interessi, alle proprie conoscenze). È importante, inoltre, che il tema
faccia parte delle competenze specialistiche di uno dei professori dell’università
il quale aiuterà lo studente ad “orientarsi” all’interno della letteratura e
distinguere i contributi rilevanti da quelli che possono essere tralasciati.
Non esiste un modello ideale al quale tutte le tesi si devono ispirare: è però
necessario tener ben presente che il lavoro finale rappresenta il “biglietto da
visita” per l’ingresso nel mondo del lavoro e offre forse l’unica possibilità di
studiare un argomento in maniera autonoma e non generica. Le caratteristiche
della tesi, quindi, rifletteranno gli obiettivi personali di ognuno: sarà più
approfondita qualora si scelga di continuare gli studi, più pratica qualora si pensi
di entrare direttamente nel mondo del lavoro.

- Rilevanza: per i motivi esposti fin qui è necessario prendere in considerazione la


spendibilità dell’argomento prescelto, la sua importanza all’interno della
letteratura, la sua spinta propulsiva (la tematica sta subendo interessanti sviluppi?
La teoria analizzata è importante per spiegare fenomeni attuali? A qualcuno –nel
mondo accademico o in quello del lavoro- interesserebbe approfondire
l’argomento?). Fatevi consigliare dai docenti: loro certamente sapranno
indirizzarvi nella giusta direzione.

- Attinenza al corso di laurea: la tesi è un’ottima occasione per utilizzare le


conoscenze acquisite nel corso degli anni precedenti e per rivedere alcuni dei
concetti appresi durante la preparazione degli esami universitari. Lo studente,
infatti, non dovrebbe conoscere l’argomento solamente in maniera superficiale,
ma dovrebbe essere in grado di coglierne tutte le sfumature e di elaborare
un’opinione personale sulle tematiche trattate. È meglio, dunque, non affrontare
il tema da neofiti: così facendo si riuscirà a scegliere (con l’aiuto del relatore) il

2
modo migliore per trattare l’argomento e a lavorare in modo autonomo, per
raggiungere un livello adeguato di approfondimento e di scientificità.

1.3 Formulazione di un’ipotesi di lavoro e scrittura dell’indice provvisorio


La definizione dell’ipotesi di lavoro è sicuramente lo stadio più importante della
scrittura della tesi: è quindi necessario dedicarle un adeguato numero di ore. Una volta
stabilita la struttura precisa della compilazione, la redazione vera e propria risulterà
infatti più agevole e interessante.
Per prima cosa è indispensabile chiedersi qual è la domanda alla quale si vuole
rispondere, qual è la tesi, appunto, che si vuole argomentare. Non è necessario che il
lavoro porti ad un risultato positivo o che esso apra nuovi orizzonti alla ricerca
scientifica. Se si sostiene una tesi che, dopo un’attenta e rigorosa analisi, risulta
infondata, questo non comporterà un giudizio negativo sulla tesi stessa, ma, al contrario,
ciò potrà rappresentare un’ulteriore informazione di partenza per le ricerche future.
L’individuazione del percorso da seguire non è un compito facile e lineare: è
dapprima utile avere almeno una vaga idea di ciò che è presente in letteratura e
individuare quali sono le principali teorie e le fondamentali scuole di pensiero. In questa
fase del lavoro di ricerca è consigliabile analizzare materiale di diversa natura e
complessità, evitando di soffermarsi eccessivamente sui dettagli e prestando particolare
attenzione alla modalità con cui è stato affrontato il problema. La maggior parte della
letteratura presa in considerazione non si rivelerà probabilmente utile per la stesura
definitiva della tesi, ma sarà indispensabile per ricevere stimoli e per trovare un’idea
interessante. Una volta individuata la domanda precisa, questi scritti verranno
tralasciati, senza rimpianti.
Per far sì che le informazioni acquisite non vadano perse, è bene annotare fin da
subito per ogni fonte consultata:

- il riferimento bibliografico preciso nel caso l’articolo o il libro potesse rivelarsi


fondamentale per il lavoro di tesi. È infatti indispensabile mantenere la bibliografia
aggiornata in quanto risulterebbe davvero difficile raccogliere tutti i riferimenti alla
fine del lavoro. È importante annotare anche dove è reperibile il materiale (in quale
biblioteca, in quale sito internet...)

3
- un commento che aiuti a richiamare alla memoria i contenuti del testo (tema
trattato, riferimento a lavori simili o correlati, rilevanza per l’argomento della tesi,
metodologia utilizzata, breve riassunto del contenuto)

Qualora si ritenga di avere un’idea piuttosto precisa di ciò che è stato scritto, è
necessario “prendere una posizione” e definire (cioè stabilire i confini concettuali)
l’ambito di analisi, individuando le tematiche interessanti e tralasciando quegli aspetti
che, seppur attinenti all’argomento, comporterebbero un allontanamento dal “nocciolo”
della tesi.
Dopo aver deciso “cosa” verrà scritto (e qual è la differenza tra il lavoro che ci si
appresta a scrivere e la moltitudine dei contributi già presenti in letteratura) non resta
altro che individuare il “come”, la metodologia che si intende utilizzare e gli strumenti
(teorici, matematici, informatici….) necessari per portare a termine la ricerca.
Per far ciò, e per verificare la coerenza interna dell’argomentazione, è utile redigere
un indice provvisorio che, oltre a servire come canovaccio per l’indice definitivo,
metterà in luce le principali difficoltà e le contraddizioni più evidenti. All’inizio esso
sarà semplicemente un elenco ragionato dei punti che verranno trattati nella tesi (è
normale che, in un primo momento, tutto appaia confuso e difficile) poi, con l’aiuto del
relatore e nel corso dell’acquisizione delle principali nozioni, l’indice provvisorio
comincerà ad assumere una struttura ben definita.

L’indice provvisorio deve possedere le seguenti caratteristiche:

- deve essere esteso: il titolo dei capitoli e dei paragrafi deve essere seguito da un
breve riassunto (in base al materiale letto) dei contenuti e dei concetti che verranno
trattati;

- deve contenere commenti: deve rendere esplicito l’ordine logico delle singole parti,
la sequenza con la quale verranno presentate, l’importanza relativa dei capitoli, una
spiegazione del perché sono stati inseriti;

- deve contenere riferimenti bibliografici minimi per facilitare il lavoro di ricerca e


per mettere in luce il contributo originale della tesi;

4
1.4 Ricerca del materiale
1.4.1) le biblioteche
Per sapere quali libri sono conservati nelle biblioteche di Venezia (ma anche del
Veneto e italiane) si può consultare il sito:

http://www.biblio.unive.it/sba/biblioteche/altrebiblioteche.asp

La BEC (Biblioteca di Economia) offre un servizio di supporto alla ricerca


bibliografica e alla consultazione di banche dati. Per maggiori informazioni si può
consultare il sito:

www.unive.it/bec

accedere alla sezione “servizi” e entrare nella pagina “ricerche bibliografiche”.


Inserendo numero di matricola e password sarà quindi possibile inviare una richiesta
di informazioni riempiendo il modulo seguente (cfr figura 1).
La risposta verrà data entro quattro giorni.

5
Figura 1: modulo richiesta informazioni
Dati del richiedente
Cognome
Nome
E-Mail
Recapito telefonico

Ricerca
Argomento della ricerca (da
specificare nel modo più
dettagliato possibile.
E' estremamente utile indicare
delle parole chiave, anche
nell'equivalente straniero.)
Ambito temporale di
interesse
(es. 1999-2000; dal 2002 in
poi)
Lingua del documento

OPAC Ca' Foscari

Altri OPAC,
specificare:
Fonti già consultate
CaPerE Jstor

Altro,
specificare:

Eventuali comunicazioni al
bibliotecario:

INVIA dati ANNULLA dati

È comunque possibile rivolgersi al servizio bibliografico e consultazione basi dati,


al primo piano della Biblioteca di Economia.

Per problemi relativi alla compilazione della tesi (indicazioni sul riconoscimento
delle diverse fonti documentali, assistenza alla ricerca bibliografica e all'uso delle
banche dati, istruzioni per la compilazione della bibliografia), ci si può rivolgere al
servizio “SOS laureandi”

Soslaureandi.bec@unive.it

6
1.4.2) su internet
La maggior parte della ricerca bibliografica può essere ormai effettuata tramite
internet: quasi nessuno, infatti, si affida più ai cd e, tanto meno, al materiale cartaceo.

Per avere se non altro una prima idea dello “stato dell’arte”, alcuni siti possono
giocare un ruolo fondamentale:

Siti ad accesso non riservato:

- per tutti i tipi di tesi

www.scholar.google.com

che permetterà di rintracciare in rete, non solo gli articoli scritti dall’autore (o
sull’argomento) che si stanno ricercando, ma anche i lavori nei quali quello stesso
articolo è stato citato.

- Economia

1. internet resources for economists: dà la possibilità di accedere a classici


dell’economia (ad esempio “La ricchezza delle nazioni”), giornali, working
papers, dati...)

http://www.oswego.edu/~economic/econweb.htm

2. resources for economists on the internet (RFE)

http://rfe.org/

3. world wide web resources in economics (WebEc)

http://www.helsinki.fi/WebEc/WebEc.html

7
4. selected internet resources for economists

http://www.american.edu/academic.depts/cas/econ/resource.htm

5. economics working papers archive (Econ WPA)

http://econwpa.wustl.edu/

6. working papers in economics (WoPEc)

http://netec.mcc.ac.uk/wopec.html

- economia aziendale

- diritto

- economia, economia aziendale, diritto

1. sito della biblioteca della LIUC (sezione “virtual library”)

http://www.biblio.liuc.it/

- matematica

- statistica

Siti ad accesso riservato:

- economia

8
1. jstor

http://www.jstor.org/

2. econpapers

http://econpapers.repec.org/

l’accesso al sito è libero ma per alcuni articoli sono necessari abbonamenti speciali

3. NBER

http://www.nber.org/

- matematica

1. MATHSCI

http://www.ams.org/mathscinet

1.4.3) I dati

Dai computer dell’università è possibile accedere alle banche dati:

- Eurostat, disponibile alla pagina:

http://europa.eu.int/comm/eurostat/

- Source OECD (banca dati dell’ “Organisation of economic Co-operation and


development”)

9
www.sourceoecd.com

- Istat

http://www.istat.it/dati/db_siti/

- AIDA (Informazioni finanziarie e bilanci delle società italiane con fatturato


superiore a 1 milione di Euro)

www.aida.bvdep.com

- World development indicators (Statistiche sullo sviluppo economico a cura


della Banca Mondiale)

http://www.worldbank.org/data/wdi2005/index.html

10
Capitolo 2:
STESURA DEL TESTO

2.1 Organizzare le idee


Prima di mettere mano alla penna è necessario avere un’idea ben chiara di ciò che
verrà esposto in ogni parte della tesi. Si possiede già un indice esteso e ciò,
indubbiamente, è un buon punto di partenza.
La stesura di ogni capitolo, tuttavia, richiede un’attenzione superiore: per prima cosa
è utile preparare uno schema dell’argomentazione (sotto forma di grafico o di elenco),
cercando di inserire i riferimenti alla letteratura e provando ad immaginare quali
potrebbero essere le critiche o le esigenze di un lettore non esperto dell’argomento. Non
è necessario iniziare a scrivere la tesi dal primo capitolo, si può cominciare dalla parte
centrale e poi passare a quelle accessorie; ancora una volta non esiste una regola fissa.
La redazione di un capitolo non si esaurisce certo in una manciata di ore: è per questa
ragione che uno schema ben fatto può aiutare a riprendere il filo del discorso e a risalire
alla collocazione di ogni concetto, qualora fosse necessario apportare una modifica.

2.2 Linguaggio e ortografia.


Una ricerca approfondita può essere vanificata da una scrittura non corretta; una
buona intuizione può sembrare oscura, se non spiegata in modo opportuno. Per molti il
lavoro di redazione della tesi giunge alla fine di un percorso di studi durante il quale,
poche volte, è stata richiesta la capacità di scrivere un testo in buon italiano e,
probabilmente, ricominciare a farlo può apparire un compito difficile e gravoso.
Per prima cosa potrebbe essere opportuno procurarsi un buon libro di grammatica e
sintassi per evitare, per lo meno, gli errori più grossolani; usando un vocabolario, poi, è
sicuramente possibile comprendere la differenza tra parole che, nell’uso corrente, sono
utilizzate come sinonimi.
Un'adeguata padronanza della lingua, inoltre, si acquisisce imitando chi, questa
competenza, la possiede già: non è certo una perdita di tempo sforzarsi di leggere un
po’ più del solito1 o, se non altro, prestare attenzione durante la lettura alle parole che

1
Sarebbe utile leggere il libro di D. McCloskey (1985), “The rhetoric of economics”, The university
of Wisconsin Press, Madison, Wisconsin, che, oltre ad essere scritto in un ottimo inglese, fa luce
sull’importanza della retorica nella scienza economica.

11
sono state scelte, alla punteggiatura, al registro utilizzato. È utile chiedersi come
avremmo reso il concetto, se fossimo stati noi gli autori del libro.

Per ogni dubbio relativo, sia alla formattazione, sia all’ortografia, potrebbe essere
d’aiuto la consultazione del volume:

R. Lesina (1994), Il nuovo manuale di stile: guida alla redazione di documenti,


relazioni, articoli, manuali, tesi di laurea, Zanichelli, Bologna.

- L’Italiano. Ogni lingua ha una cadenza peculiare: la presenza di un numero elevato


di parole sdrucciole rende il ritmo dell’italiano molto lento e la struttura del periodo
risulta molto più complessa di quanto accada, ad esempio, nell’inglese. Attenzione
quindi a “parafrasare” parti consistenti di opere in lingua straniera: oltre a costituire
un plagio, potrebbe risultarne un testo confuso, senza un’apparente coerenza interna.

- Rileggere. Sarebbe utile rileggere più e più volte il testo: per verificare l’assenza di
errori, per “ascoltarne” il ritmo e per controllare che ogni parte abbia il giusto peso
all’interno dell’economia del discorso.

- Scelta delle parole adeguate. Evitare le parole più comuni senza commettere
l’errore di cadere in un inutile tecnicismo: vocaboli come “cosa” o “fatto” sono
ormai logori e completamente privi di alcun valore informativo. Cercare sempre di
trovare un termine adatto a definire il concetto che si vuole esprimere, senza timore
di ripetere più volte lo stesso vocabolo, qualora esso sia il termine con il quale, in
letteratura, si indica quella nozione (esempio: capitale, lavoro…..).

- I termini stranieri. Non utilizzare i termini stranieri qualora esista un


corrispondente vocabolo italiano di uso corrente (nessuno però si sognerebbe di
sostituire la parola “computer” con l’ormai desueto “calcolatore elettronico”)

- La forma impersonale. Evitare di utilizzare la prima persona, sia singolare sia


plurale, prediligendo la forma impersonale.

12
- Giudizi di valore. Bisogna fare attenzione ai giudizi di valore e alle prese di
posizione troppo nette: significherebbe ignorare o sottovalutare le sfumature
concettuali e giungere a conclusioni azzardate.

- I termini e gli acronimi nuovi. È necessario spiegare tutti i termini che si


introducono, facendo un piccolo sforzo di immaginazione e mettendosi nei panni di
un lettore completamente digiuno dell’argomento. Fornire il significato di ogni
acronimo, la prima volta che viene introdotto.

- I concetti più importanti. Ripetere più volte i concetti più importanti o i più ostici,
se si ritiene necessario.

- Esempi. Fornire esempi: per rendere più chiara l'argomentazione e per verificare la
comprensione dell'argomento.

2.3 Alcuni accorgimenti

- La formattazione. L’università non impone una regola fissa: si può utilizzare la


struttura di questa guida:

carattere: Times New Romans


dimensione: 12
interlinea: 1,5
margini: 3 centimetri (da ogni lato)

- Grafici, figure e tabelle. I grafici, così come le figure e le tabelle, vanno sempre
numerati. È indispensabile inoltre che abbiano un titolo, affinché sia
immediatamente chiaro a cosa si riferiscono. Nel caso le tabelle siano compilate
dallo studente, è necessario che appaia in calce la fonte delle informazioni o dei dati
su cui si basano. Nel caso, invece, in cui non siano frutto di un'elaborazione
personale, è fondamentale indicare il riferimento bibliografico preciso.

13
- Le note. In generale, evitare un uso eccessivo delle note a piè pagina: se è vero che
può essere utile fornire informazioni aggiuntive, un ricorso esagerato a digressioni o
rimandi potrebbe rompere ritmo del periodo e impedire di seguire il filo logico del
discorso. Qualora si ritenga che un'informazione sia assolutamente necessaria alla
comprensione, varrebbe la pena di chiedersi se, forse, essa non avrebbe “diritto di
cittadinanza” all'interno del corpo del testo.
La numerazione delle note deve essere progressiva per l’intero testo o per
capitolo e non per pagina. È necessario, però, che lo stile scelto venga mantenuto in
tutta la tesi.

- Le citazioni. Occorre riportare le citazioni tra virgolette lasciando inalterato il


contenuto e la forma del testo originale indicando, con il simbolo [...], le parti
omesse. Qualora si inserissero citazioni piuttosto lunghe, sarà opportuno separarle
dal corpo del testo e farle figurare come paragrafo non allineato al resto del testo e
scritto utilizzando un rientro verso l’interno.

14
Capitolo 3:
INTRODUZIONE, CONCLUSIONE, INDICE E BIBLIOGRAFIA

3.1 Introduzione e conclusioni


3.1.1 Alcune considerazioni generali
Introduzione e conclusioni andranno scritte alla fine del lavoro, quando si avrà ben
presente l’esatta struttura dell’argomentazione, gli eventuali problemi, le difficoltà
incontrate nel corso della ricerca e i possibili sviluppi futuri.
Esse devono essere chiare e sintetiche, devono illustrare in modo semplice gli
argomenti trattati nella tesi, rimandando, per i dettagli, ai capitoli corrispondenti.

3.1.2 Introduzione
L’introduzione dovrebbe invogliare a continuare nella lettura: per questa ragione è
necessario “spogliarsi” di tutte le conoscenze acquisite nel corso della scrittura della tesi
e mettersi nei panni di un lettore non esperto.
Oltre a contenere un breve riassunto della materia trattata, dovrà rispondere a 3
principali domande:

- Perché la DOMANDA è interessante? (Come si inserisce all’interno della


letteratura?)

- Quale METODOLOGIA è stata scelta per rispondere alla domanda? (Quali


competenze è stato necessario acquisire? Quali strumenti sono stati utilizzati?)

- PERCHE’ la metodologia utilizzata è appropriata?

3.1.3 Conclusione
Questa è la parte che, insieme all’introduzione, richiede il maggior sforzo di
originalità, non tanto nei contenuti, quanto nella prosa, che deve essere scorrevole e
diretta.
È importante in essa vengano presentati chiaramente:

15
- I RISULTATI ottenuti
- Il CONTRIBUTO ORIGINALE del lavoro

mentre non è assolutamente consigliabile introdurre nuovi concetti.

3.2 Indice
L’indice definitivo sarà strutturato in modo formale, come nell’esempio che segue:

Capitolo 1. Titolo del capitolo pag. 140

1.1. Titolo del paragrafo pag. 140


1.1.1. Titolo del sottoparagrafo (se c'è) pag. 140
1.1.2. Titolo del sottoparagrafo (se c'è) pag. 148
1.2. Titolo del paragrafo pag. 152
Ecc.

Note: tenere presente che:


- Ogni capitolo inizia con un paragrafo
- È meglio non suddividere eccessivamente il capitolo. Non è consigliabile, ad
esempio, giungere al quarto livello di sottoparagrafo (es.: 1.1.2.1)

3.3 Bibliografia
Esistono numerosi stili bibliografici diversi: è importante quindi che, una volta
individuata la modalità più adeguata, essa venga mantenuta in tutta la bibliografia. Per
prendere una decisone si possono controllare i libri letti per la redazione della tesi e
scegliere la modalità maggiormente utilizzata nella disciplina.
Inoltre, un utile testo di riferimento è il “Chicago manual of stile”che risponde alla
maggior parte delle domande che riguardano la formattazione e alla forma del testo. Se
non si vuole ricorrere alla consultazione dell’intero libro, si possono scaricare i files
direttamente dalla rete (per un’indicazione relativa alla struttura della bibliografia):

http://library.osu.edu/sites/guides/chicago.pdf

16
http://library.osu.edu/sites/guides/chicagogd.html

o leggere la seguente guida on-line (per la bibliografia e per la citazione di libri nel
corpo del testo):

http://www.aib.it/aib/contr/dellorso1.htm

la bibliografia, comunque, potrebbe essere strutturata nel seguente modo2:

- Libri
B. Brehmer e N. Sahlin (1994), Future risks and risk management, Kluwer,
Dordrecht.

Le informazioni essenziali sono autore(i), anno di pubblicazione (da scrivere fra


parentesi), titolo da scrivere in corsivo), casa editrice, luogo di pubblicazione. Eventuali
altre informazioni:edizione. Evitate di scrivere in maiuscolo tutte le parole del titolo di
un libro come fanno i libri anglosassoni: le convenzioni bibliografiche italiane sono
diverse.

- Articoli pubblicati in riviste


C. Menezes, C. Geiss e J. Tressler (1980), “Increasing downside risk,” American
Economic Review, 70:921–931.

Le informazioni essenziali sono: autore(i), anno di pubblicazione (fra parentesi),


titolo (fra virgolette), nome della rivista (in corsivo), numero del volume (in neretto),
intervallo delle pagine.

- Articoli pubblicati in raccolte


G. Brown (1951), “Iterative solution of games by fictitious play,” in T. Koopmans (a
cura di), Activity analysis of production and allocation, Wiley, New York, 374–376.

2
Stile adatto alle pubblicazioni scientifiche e alle scienze sociali.

17
Le informazioni essenziali sono: autore(i), anno di pubblicazione (fra parentesi),
titolo (fra virgolette), nome del curatore della raccolta, seguito da “(a cura di)”, titolo
della raccolta (in corsivo), casa editrice, luogo di pubblicazione, intervallo delle pagine.

- Working paper o articoli non pubblicati


J. Rust (1992),“Do people behave according to Bellman’s principle of optimality?”,
manoscritto non pubblicato.

Le informazioni essenziali sono: autore(i), anno di pubblicazione (fra parentesi),


titolo (fra virgolette) e indicazione “manoscritto non pubblicato”. Nel caso di un
working paper, l’ultima indicazione è sostituita dal nome dell’Università e
dall’eventuale numero del working paper. E’utile fornire anche il mese, se questo è
indicato sul manoscritto.

C.D. Pedersen e S.E. Satchell (1998), “Utility functions with parameters depending
on initial wealth”, University of Cambridge, Working Paper 9819, Settembre.

- Articoli tratti da quotidiani o settimanali


Questi articoli non sono generalmente inseriti in bibliografia. Si citano in nota al
paragrafo che li menziona nella forma seguente:

M. Cecchini, “Euro ai minimi storici contro il dollaro USA”, Corriere della Sera, 17
febbraio 1999.

Le uniche informazioni necessarie sono: autore, titolo (fra virgolette), titolo del
quotidiano o settimanale (in corsivo), data nella forma “giorno, mese (in lettere), anno”.

- Riferimenti disponibili su siti internet


Questi riferimenti devono essere scritti nella forma più simile possibile ai riferimenti
classici, con l’aggiunta del loro indirizzo internet e dell’ultima data in cui avete avuto
accesso al riferimento.
Quest’ultima informazione è importante perché la disponibilità di molte informazioni
in internet cambia continuamente.

18
Una possibile forma è:

– Siti FTP:
A. Bruckman, ”Approaches to managing deviant behavior in virtual communities”,
April 1994.
ftp://ftp.media.mit.edu/pub/asb/papers/deviance-chi94.txt (ultimo accesso: dicembre
1994).

– Siti WWW:
G. King, M. Tomz e J. Wittenberg, ”Making the most of statistical analyses:
improving interpretation and presentation”, Settembre 1998.

http://gking.harvard.edu/preprints.html (ultimo accesso: ottobre 1998).

Notate che non tutte le informazioni sono necessariamente disponibili. Ad esempio,


la data originaria del documento o un titolo esplicito potrebbero mancare. Nel primo
caso si può omettere la data, lasciando solo la data dell’ultimo accesso. Nel secondo si
inserisce ciò che meglio può approssimare il titolo.

19
Capitolo 4:
GLI ULTIMI DETTAGLI

Prima di recarsi in copisteria è necessario controllare che la tesi sia ben curata, anche
nei dettagli.

- Controllare che la successione delle parti sia corretta.

Una tesi dovrebbe contenere le seguenti componenti (nell’ordine)


− Frontespizio
− Ringraziamenti
− Indice
− Elenco delle abbreviazioni (quasi esclusivamente in ambito
matematico/statistico)
− Elenco delle figure
− Elenco delle tabelle
− Introduzione
− Capitolo 1
− ………
− Capitolo N
− Conclusioni
− Appendici
− Bibliografia

L’elenco precedente rappresenta uno schema generale: ogni disciplina, infatti, può
comportare regole differenti.

Alcune indicazioni di massima potrebbero tuttavia essere utili:

Il frontespizio (o pagina di copertina) precede il testo vero e proprio e contiene il


nome ed il cognome dell’autore, il titolo, l’anno accademico o scolastico, la Facoltà
universitaria o la Scuola di appartenenza. Esso non va mai numerato.

20
I ringraziamenti vanno inseriti se ci si è serviti di qualche parere autorevole nella
stesura del documento e vanno messi all’inizio, in modo tale che siano subito visibili a
chi legge.
L’Indice dovrà contenere in modo dettagliato le parti, i capitoli, i paragrafi e gli
eventuali sottoparagrafi, con relativo numero di pagina.
L’Elenco delle Abbreviazioni è forse, dopo l’indice, la cosa più utile in assoluto e,
purtroppo, quella meno usata. Contiene l’elenco di tutti gli acronimi ed abbreviazioni
che, in qualche modo, vengono utilizzate nel testo.
L’Elenco delle Figure e l’Elenco delle Tabelle, sono inseriti all’inizio e possono
risultare qualora il numero di figure e di tabelle presenti nel testo fosse elevato
Nell’Appendice va inserito tutto quello che viene ritenuto necessario o utile per la
comprensione dell’elaborato, ma che, in qualche modo, potrebbe appesantire
l’argomentazione se incluso all’interno dei capitoli centrali. Nel caso le appendici siano
più di una, andranno ordinate con lettere e non con numeri (Appendice A; Appendice B;
Appendice C….)
La bibliografia, in ordine alfabetico per autore e non numerata, va riportata in elenco
alla fine dell'elaborato.

- Controllare la numerazione delle pagine: il numero della pagina deve figurare


all’esterno o, eventualmente, al centro.

- Controllare la pagina iniziale di ogni capitolo: ogni parte deve iniziare su una
pagina dispari, lasciando, qualora fosse necessario, un foglio bianco sulla sinistra.

- Verificare che la formattazione sia uniforme in tutto il lavoro e che i testi siano
ben allineati

21