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Oggi lultimo Cda del Montepaschi per tentare la soluzione privata alla crisi

Unillusione durata il tempo della campagna referendaria. Poi tocca allo Stato

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Domenica 11 dicembre 2016 Anno 8 n 342

1,50 - Arretrati:
a 15,00
con
guidadiBuono!
a 1,50 -aArretrati:
a 3,00a-3,00
a 12
il libro
Scippo
e-con
1,50
Arretrati:
eStato
3,00

Redazione: via di SantErasmo n 2 00184 Roma


tel. +39 06 32818.1 fax +39 06 32818.230

Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)


Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009

Istruzioni per luso


MARCO TRAVAGLIO

ra i tanti fiaschi collezionati da Renzi nei tre anni


della sua avventura politica nazionale, il pi bruciante
per lui la scoperta che nessuno
lha mai preso sul serio (a parte
i lacch e sciusci della cosiddetta informazione, che peraltro hanno gi messo a riposo le
lingue in attesa del successore).
In qualunque altro Paese, un
premier che per mesi giura di ritirarsi a vita privata, andare a casa, lasciare la politica e cambiare
mestiere in caso di vittoria del
No al referendum, sarebbe assediato dal suo e dagli altri partiti,
dai suoi e dagli altrui elettori, e
ovviamente dai media, con domande del tipo: Perch ha
mentito al popolo italiano? Con
quale credibilit pensa di presentarsi alle prossime elezioni?
Che aspetta a tornarsene a Pontassieve e a scomparire per sempre dalla circolazione?. Invece
niente: evidentemente tutti,
mentre pronunciava quei solenni giuramenti, gi sapevano
che erano tutte balle. Il che, per
uno che voleva cambiare la politica, lItalia, lEuropa, ma non
riesce a cambiare mestiere (forse perch non ne ha mai avuto
uno), il peggiore dei fallimenti.
E cos per la sua corte dei miracoli e miracolati. Pensate al discredito che travolgerebbe Cameron se, dopo aver promesso il
ritiro in caso di Brexit, fosse rimasto alla guida dei conservatori con la scusa che il Remainha
avuto il 48,1% dei voti. E alle risate che seppellirebbero la Clinton, se fosse ancora l che rompe
perch ha preso pi voti di
Trump.
Ma quelli sono paesi seri. In
Italia si d per scontato che il
premier sia un pagliaccio. Infatti si trova normale che Renzi si
appropri del 40% dei S e che al
suo governo Renzi segua un
Renzi-bis (patrocinato per giorni dai giornaloni) e, tramontato
quello, che il premier uscente
ma non uscito faccia le consultazioni a Palazzo Chigi manco
fosse Mattarella e pretenda di
scegliere i ministri-chiave del
nuovo governo, di ricicciare addirittura la Boschi e di imbullonare il suo clone Lotti alla poltrona di sottosegretario per governare i servizi segreti, leditoria e i dossier sensibili.
Ora, probabilmente, nascer
un governicchio Gentiloni con
la stessa maggioranza (lunica
possibile in questo Parlamento
illegittimo di nominati e voltagabbana). la soluzione non migliore (il meglio non ha pi cittadinanza in Italia da decenni),
ma meno peggiore. Paolo Gentiloni un bravuomo tendenza
sughero, un galleggiante che
non disturba, non sporca, dove
lo metti sta. Pi che un premier,
una pianta grassa. Lideale per la
decantazione dopo tante risse
fra e nei partiti, soprattutto il Pd.
Purch non sia un prestanome e
duri poco.
SEGUE A PAGINA 24

ALTRO CHE ADDIO Solo in serata lex premier indica Gentiloni a Mattarella

IL RIECCOLO

Renzi si fa le sue consultazioni,


aggira il Colle e rivuole la Boschi
SERVIZIETTO PUBBLICO Come cambiarlo

IL POPOLO CATTIVO
E I SIGNORINI
GRANDI FIRME

LItalia tripolare, ma la Rai


resta tutta nelle sue mani

q ANTONIO PADELLARO A PAG. 12

LEGGI ELETTORALI

Cinque opzioni,
nessun vincitore
q DESPOSITO A PAG. 6

Carlassare: Voto
prima possibile

Partita doppia Matteo Renzi e Sergio Mattarella

q TRUZZI A PAG. 7

REPORTAGE Jihad a Molenbeek

13 mesi dopo la strage


sempre Bruxellistan

I fantasmi di Parigi Il quartiere-covo Reuters

LA STORIA Stavo con lui soltanto per paura che ammazzasse mio padre

Io, violentata a 15 anni dal boss


Lui ci spara e nessuno fa nulla
p Napoli, una giovane racconta gli abusi e le minacce
subte per un anno da un
ras del rione. Colpi di pistola contro la casa della sua
famiglia, che ha fatto
denuncia e lasciato la citt

q CURZI A PAG. 16

q BORROMEO
A PAG. 18

La cattiveria
Chiss se Mattarella
riuscito a non scoppiare
a ridere quando Berlusconi
gli ha detto: Bisogna
fare il bene del Paese
WWW.SPINOZA.IT
Il video Le immagini su www.ilfattoquotidiano.it

DANTE FERRETTI

ADERENZE, SANDALI & CALZINI E poi la depilazione: aiuto!

Pasolini, Fellini
e Scorsese: le mie
scene da Oscar

Gli obbrobri del maschio-fashion

q PAGANI A PAG. 20 - 21

LA FABBRICA
DEL FALSO
NELLRA TRUMP
(E NON SOLO)
q FURIO COLOMBO A PAG. 13

q RODANO, ROSELLI E TECCE A PAG. 4 - 5

q MARRA E PALOMBI A PAG. 2 - 3

ALESSANDRO FERRUCCI

olore: la giacca aderente


con i bottoni a rischio
esplosione, ma anche pi
corta possibile per mettere in
mostra i glutei. Amarezza: lo
slip da spiaggia portato con almeno una taglia pi piccolo per far apparire il fisico pi tonico grazie al segno
lasciato sulla pelle dallelastico. Raccapriccio: La depilazione oramai un
must per piacere alle donne. Petto. A-

scelle. Sopracciglia. Non si fanno prigionieri, ogni presunta


eccedenza va eliminata, estirpata, schifata, ogni uomo
non allaltezza va guardato
con giusta commiserazione:
poveraccio. Sono i nuovi modelli maschili, sono intorno a noi,
ovunque, il virus dilaga, si rigenera,
non trova quasi pi ostacoli, almeno
per ora, almeno fino a quando qualcuno non scoprir il giusto antivirale.
SEGUE A PAGINA 22

2 POLITICA

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

DI BATTISTA: SIAMO STUFI

I 5Stelle pronti
alla mobilitazione
per chiedere il voto

NELLE PIAZZE per invocare limmediato ritorno alle urne. I 5Stelle sono
pronti alla mobilitazione permanente, di cui
hanno discusso ieri in unassemblea congiunta
dei parlamentari, subito dopo le consultazioni.
La delegazione al Quirinale, composta dai capigruppo Giulia Grillo e Luigi Gaetti, ha avuto
un incontro di circa 50 minuti con il presidente
della Repubblica Sergio Mattarella. Un incon-

tro cordialeraccontano dal M5s, nel corso del


quale i due parlamentari hanno ribadito la richiesta del voto al pi presto con lItalicum, cos come verr corretto dalla Consulta, e il no a
qualsiasi nuovo governo: Basta quello dimissionario, per gli affari correnti. Ma ad agitarli
sono state le parole di Mattarella al termine
delle consultazioni, e il suo riferimento a un
governo nel pieno delle sue funzioni. Opzione

opposta a quella di un esecutivo di poche settimane, auspicata dal M5s. E cos i 5Stelle si
sono riuniti per valutare lipotesi di iniziative
per chiedere il voto. Varie le ipotesi in campo:
da quella di una marcia a una o pi manifestazioni di piazza, fino a un sit-in. Stiamo ragionando, conferma Alessandro Di Battista ribadendo: Non ne possiamo pi, vogliamo andare a votare con la legge uscita dalla Consulta.

Lo sgarbo di Renzi al Quirinale:


sceglie i tempi e pure i ministri
Il capo del Pd non vuole restare a Palazzo Chigi, ma in due giorni ha fatto capire
a tutti che dar lui le carte: Boschi resta, pi poltrone per Franceschini e Verdini
WANDA MARRA

rella, davanti ai cronisti, ribadisca


tutti i suoi paletti sulla legge elettorale pi una lunga lista di impegni che il prossimo governo dovr
affrontare. Perch la delegazione
Pd non ha fatto nomi? Domanda
che aveva fatto nascere perplessit
ed evocato il dubbio che Renzi, nonostante tutto, stesse accarezzando ancora lipotesi del reincarico.
In realt, non ne aveva alcuna intenzione, come fa trapelare alle agenzie di stampa, tanto che in serata arriva la notizia della sua telefonata al presidente della Repubblica in cui indica lui, per,
non il Pd Paolo Gentiloni a capo
del governo.

atteo Renzi sei giorni


dopo la disfatta al referendum e dopo il discorso della sconfitta,
con drammatico annuncio di dimissioni, sta saldamente a Palazzo
Chigi: da l organizza le sue consultazioni parallele per il secondo
giorno consecutivo. Tratta con la
maggioranza e con le correnti del
Pd non solo per la scelta del suo
successore, ma anche per la formazione del governo. Ha chiesto
persino a Maria Elena Boschi di
restare. Manda dal presidente della Repubblica una delegazione del
Pd, per tradurre i suoi desiderata.
Per fermare il gioco delle correnti DALTRONDE in questi giorni, Rensui ministri, convoca una direzio- zi a tutti quelli che gli stanno vicino
ne del Pd per luned mattina. E per aveva fatto sapere di essere gi olblindare laccordo tratta pure sul- tre la premiership, che limportanle nomine. Una sorta di rieccolo, te fare presto. Questo per non gli
come Indro Monha impedito di riVolti dem
tanelli chiamava
cevere in rapida anche lo stress personale degli ul- stare anche Marianna Madia alla
dai Palazzi
Fanfani, altro to- Il rieccolo
successione mi- timi mesi; nelle ultime ore appar- P.A., che daltra parte ha fatto semLa delegazioscano pronto a ri- Matteo si guadagna
nistri uscenti, ma sa indecisa e molti la danno gi con- pre parte dei giri che contano.
ne Pd al Colle
nascere dalle propronti alla ricon- fermata in squadra. A Chigi arrivaoggi il soprannome
con Zanda,
prie ceneri.
ferma. La linea: no pure Carlo Calenda, ministro SE TUTTO va come previsto, Renzi
Rosato, GueriIl nome di Pao- che Montanelli diede
quello che nasce- dello Sviluppo economico, e An- domani chieder lennesimo ok
ni e Orfini.
lo Gentiloni il
r magari non sa- drea Orlando (Giustizia). Entram- puramente formale alla direzione
premier scelto da ad Amintore Fanfani
A sin. Renzi
r un Renzi bis, bi dovrebbero rimanere: il Guar- del Pd, dopo aver fatto tutto da soRenzi con la ce Boschi.
ma un governo te- dasigilli fondamentale per la te- lo. Poi inizier il congresso. A quel
cordo dei capi
Accanto,
leguidato da Ren- nuta del Pd. La trattativa pi dura punto si vedr se le correnti del Pd
corrente del Pd non viene nean- zi. Linea, peraltro, data a tutte le quella con Dario Franceschini, rispetteranno laccordo che vuole
Gentiloni e
che pronunciato dai quattro che cancellerie europee e a tutte le am- che vuole portare Piero Fassino al che il governo sia di breve durata o
Franceschini
vanno al Quirinale (i capigruppo basciate, in questi giorni, nel nome ministero degli Esteri (liberato da partiranno allattacco del segretaLaPresse/Ansa
di Senato e Camera, Zanda e Ro- della stabilit. Renzi ha visto An- Gentiloni): una manovra che inso- rio. E si capir se lui stesso garansato, il vice segretario Guerini e il gelino Alfano (che va verso la con- spettisce il premier, anche sulle tir il sostegno a Gentiloni o gli far
presidente Orfini). Si limitano a ferma e chiede anche quella di Lo- sue intenzioni per la durata del go- una guerra sotterranea tutti i giorun colloquio che porta avanti due renzin alla Salute, che era data in verno. Alla fine, dovrebbero uscire ni. Per distinguere la sua immagiconcetti fondamentali: esprimo- bilico, e di Costa alla Famiglia). Poi solo Giuliano Poletti e Stefania ne dalle scelte che il governo dovr
no al capo dello Stato la pi as- Boschi e le ha chiesto di rimanere: Giannini. In entrata, in quota Ver- fare. O anche solo per chiarire chi
soluta disponibilit a sostenere la la madrina delle Riforme in que- dini, Marcello Pera o la promozio- comanda.
soluzione che vorr indicare. E sti giorni era pronta a lasciare, visto ne di Enrico Zanetti. Dovrebbe re RIPRODUZIONE RISERVATA
poi illustrano la linea emersa dalla direzione Pd(ovvero un governo sostenuto da tutti) e prendono
Promemoria Dal dicembre 2015 a pochi giorni fa: Non sono come gli altri
LE FRASI
atto della impossibilit di portarla avanti per la contrariet delle
opposizioni. Zanda a dare la linea (di Renzi) nelle dichiarazioni
in uscita, parlando davanti alla Sala alla Vetrata. La crisi si aperta MARCO PALOMBI
dopo gli esiti del referendum e le
ra che Matteo Renzi - con studimissioni di Matteo Renzi che le
diata scenografia che umilia la
ha rassegnate, fatto insolito nel
costume politico del Paese, ci tie- funzione del capo dello Stato - si cembre 2015). Con un gesto di co- a casa (22 gennaio). Se sulle ri- trarr le conseguenze perch io
ne a sottolineare. E poi chiarisce: mette da premier dimissionario a raggio e dignit ho detto che se si forme gli italiani diranno No, pren- non sono un politico come gli altri
Lobiettivo quello di andare al dare le carte sul prossimo governo perde il referendum, smetto di fare der la mia borsettina e torner a (28 aprile). La rottamazione non
voto il pi velocemente possibi- e pure sulle prossime elezioni, ec- pol itica (12 gennaio). Ho gi casa(25 gennaio). Se perdo al re- vale solo quando si vuole noi... Se
le. Per Renzi, che ha lobiettivo di co un utile (e parziale) promemo- preso il solenne impegno: se per- ferendum prendo atto del fatto che non riesco vado a casa (2 maggio).
tornare premier il pi rapidamen- ria su cosa ci aveva
deremo il referen- ho perso. Tirate fuori le vostre i- evidente che se si perde il refete possibile, dopo le elezioni, la da- detto che avrebbe
dum lascio la poli- dee, ecco la mia poltrona (7 feb- rendum io vado a casa, non posso
ta di scadenza dellesecutivo la fatto quello stesso
tica(15 gennaio). braio). Se perdiamo il referen- essere come i vecchi politici che
R i p e t o q u i : s e dum sacrosanto non solo che il mettono la colla alla poltrona (4
cosa pi importante.
Matteo Renzi, un
perdessi il refe- governo vada a casa, ma che io con- maggio). Se perdo come faccio a
politico diverso
NEL FRATTEMPO, Renzi a Palaz- dagli altri, se aves- Se perdo, la mia
rendum conside- sideri terminata la mia esperienza rimanere? una questione di seriezo Chigi in mezzo agli scatoloni. se vinto il No al rererei conclusa la politica (12 marzo).
t politica... Non posso fare finta di
Intorno a lui si d per scontato che ferendum costitu- esperienza politica
mia esperienza
Con la primavera il parere niente(8 maggio). Se non passa il
nella tarda mattinata di oggi il Qui- zionale.
( 2 0 g e n n a i o ) . dellallora presidente del Consiglio referendum, la mia carriera politifinisce e vado a fare
Non prendiamo non mut di una virgola: Se non ce ca finisce. Vado a fare altro (11
rinale dar lincarico a Gentiloni.
del tutto eviAl Nazareno descrivono un collo- dente che se perdo altro: ci saranno
in giro la gente. Io la facciamo vado a casa(13 aprile). maggio). Ho detto che se perdo
quio dai toni distesi. Ma che qual- i l r e f e r e n d u m , un nuovo premier e un
non sono come gli Il referendum non riguarda il go- torno a fare il libero cittadino, mi
cosa almeno quanto a buona e- considero fallita la
altri, se perdo su u- verno, ma certo io se perdo vado a dimetto e certamente smetto con la
ducazione non vada liscio come mia esperienza in nuovo segretario del Pd na cosa cos gran- casa (18 aprile). Se il referendum politica (12 maggio). Se perdo, a
lolio chiaro dal fatto che Matta- p ol i ti c a (29 dide bene che vada vedr sconfitto il fronte del S, io ne casa (18 maggio). La mia non

Se vince il No, abbandono la politica


Quei dodici mesi di renzate a vanvera

POLITICA

Domenica 11 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

IL LEADER DI FORZA ITALIA

Berlusconi ritorna
alle consultazioni:
No alle larghe intese

TORNA al Quirinale, Silvio Berlusconi, e conferma quanto detto negli ultimi giorni e in campagna elettorale.
Al termine del colloquio con Sergio Mattarella, ieri, il leader di Forza Italia ha letto
la sua dichiarazione: In questa difficile situazioni siamo disponibili a una approvazione in tempi rapidi di una legge elettorale
condivisa, che porti poi il popolo ad espri-

mersi con il voto e a scegliere chi vogliono


essere governati". Ma non di pi. Berlusconi aggiunge: "Forza Italia non disponibile a partecipare o a sostenere governi
di larga coalizione: compete al Partito democratico, che controlla ancor oggi la
maggioranza parlamentare in entrambe le
Camere, assumersi la responsabilit di esprimere e sostenere un governo per la

parte restante della legislatura, che auspichiamo il pi breve possibile". Nessuno


strappo, quindi, n con Lega n con Fratelli
dItalia, anche se quando gli si domanda se
il partito azzurro parteciper ai banchetti
del Carroccio di sabato 17 e domenica 18
dicembre per chiedere di andare subito al
voto, lex premier ha preferito non rispondere.

Lo stupore del Colle


poi Matteo chiama:
sar Paolo Gentiloni
La delegazione Pd ieri non ha fatto nomi a Mattarella,
solo in serata il leader indica il ministro al presidente
FABRIZIO DESPOSITO

ELASTICO Lex demiurgo di B.: Va bene qualsiasi soluzione

Denis & C. al gran debutto tra i corazzieri:


Entrare al governo? Attendiamo proposte
VERDINIANI
alle
consultazioni, il gran
debutto. Ieri Denis Verdini e
i due capigruppo di Ala, Lucio Barani e Francesco Saverio Romano, hanno incontrato Sergio Mattarella assieme al segretario di Scelta
Civica, Enrico Zanetti, e al
presidente del Maie, Antonio Merlo.
Ovviamente dopo lincontro ha parlato Verdini, e ovviamente ha manifestato massima disponibilit: Siamo di-

Almeno
ventinove
Le volte in cui
Renzi ha detto che avrebbe lasciato
la politica se
avesse vinto
il No LaPresse

sponibili a ogni formula che


Mattarella intende adottare, da un governo Renzi-bis
a un esecutivo di altro tipo,
limportante che il Paese
esca dallimpasse. Ma Ala,
spera in qualche poltrona
nel governo che verr?
Non possiamo chiedere n
avanzare pretese, aspettiamo di parlare col presidente incaricato, aspettiamo che ci vengano fatte proposte, risponde il senatore. Paziente.

personalizzazione, seriet (21


maggio). Io non sono come gli
altri. Io se perdo vado a casa perch non resto se gli italiani bocciano la riforma pi importante
del mio mandato (22 maggio).
Io voglio vincere il referendum.
Se lo perdo, troveranno un altro
premier e un altro segretario (1
giugno). Non sono come gli altri, io. Se il referendum andr ma-

el linguaggio sobrio,
felpato del democristiano Sergio Mattarella, lincontro decisivo con la delegazione del Pd
ha prodotto un sentimento inaspettato tra la sorpresa e lo
stupore. La fase finale della
fatidica dinamica delle consultazioni, ieri sera, non ha
prodotto infatti quel nome
che tutti si aspettavano, Paolo
Gentiloni, o quantomeno una
rosa di candidati. Di qui la
sorpresa e lo stuporedel capo
dello Stato, che a questo punto
aveva cominciato a interrogarsi sulla strategia del premier dimissionario, nonch
segretario del partito di maggioranza relativa. Per la serie:
Vuole il rinvio alle Camere o
il reincarico per un bis?. Oppure ancora in stato confusionale e non ha elaborato il
luttoper la perdita di Palazzo
Chigi?
DOMANDE, solo domande e

dubbi, non certezze, al termine di tre intensi giorni di consultazioni condotte dal presidente della Repubblica, nella
prima crisi di governo del suo
settennato. Tra laltro, a comunicare altro stupore al
Colle sono stati vari ministri uscenti che hanno telefonato
per avere ragguagli sullevolu-

le continuer a seguire la politica


come cittadino libero e informato, ma cambier mestiere. Vuole
uno slogan semplice? O cambio
lItalia o cambio mestiere (2 giugno). Dicono che sbaglio a dire
che se perdo vado a casa: e secondo voi io posso diventare un pollo
da batteria che perde e fa finta di
nulla? (29 giugno). In caso di
No, premier, governo e ma non
spetta a me dirlo anche Parlamento, dovrebbe prenderne atto (4 luglio).
Lestate port consiglio, quello
di Giorgio Napolitano per la precisione: basta personalizzazione,
parlare solo del merito. Renzi cominci a non rispondere pi alla
domanda sulle dimissioni, lasciando per intendere che non
aveva cambiato idea. A novembre, poi, torn alla posizione originaria: Io ho 41 anni, tutte le
mattine mi sveglio in questo palazzo e dico grazie. Ma sto qui se
posso cambiare le cose. Non sto

Tre giorni

Si sono
chiuse ieri le
consultazioni
di Sergio
Mattarella
per la
formazione di
un nuovo
governo dopo
le dimissioni
di Renzi
provocate
dalla
sconfitta al
referendum
istituzionale.
Iniziate
gioved 8, le
consultazioni
hanno vissuto
il momento
clou ieri
pomeriggio,
con le
delegazioni
dei principali
partiti in
Parlamento:
Forza Italia,
Movimento
5 Stelle, Pd.

qui aggrappato per tenermi una


car rier a (21 novembre) R ischio di andar via? S. Ho 41 anni,
sono un boy scout di Firenze. Sono rimasto uguale coi pregi e i difetti. Se bisogna tornare a un sistema di inciuci allora vengano
loro, amici come prima. Io non sto
aggrappato alla sedia (22 novembre). Io non sto l a vivacchiare, non sono adatto (25 novembre). Io non sono come i
vecchi politici che hanno mantenuto la poltrona per decadi. Se
perder, non sar un problema
(28 novembre). Io non ci sto se
non mi fanno cambiare il Paese
(30 novembre). Non sono io in
discussione, io posso lasciare domattina (2 dicembre).
Ora Renzi, politico diverso,
vorrebbe gestire un governo senza farne parte, restando segretario del Pd, mentre si prepara ad
attaccare i suoi oppositori in un
prossimo Congresso del partito.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Il presidente della Repubblica Mattarella ha parlato ieri sera Ansa

Rottura sfiorata
Senza un segnale
chiaro dai dem, il capo
dello Stato avrebbe
puntato su Grasso
zione. E anche loro sono rimasti colpiti dallignavia della
spedizione democratica capitanata da Luigi Zanda, capogruppo al Senato. Lenigma si
sciolto in tarda serata con una telefonata tra i due, Mattarella e Renzi. Questultimo ha
dovuto finalmente calare le
carte sul tavolo e ha indicato
lopzione Gentiloni. La telefonata stata decisiva anche
perch lo stupore avrebbe
potuto condurre il capo dello
Stato a scelte non contemplate
nelle ultime ventiquattrore.
Nel senso che la perdurante
assenza di nomi del Pd aveva
fatto risalire lipotesi istituzionale di affidare un governo sostenuto dallattuale maggioranza a Pietro Grasso, presidente del Senato e seconda carica dello Stato. E a Renzi, si
sono chiesti al Colle prima della telefonata, converrebbe un
governo Grasso alla luce delle
febbrili consultazioni parallele svolte a Palazzo Chigi? E qui
ritornata limmagine di un
presunto stato confusionale
del premier dimissionario.
Non solo. Altro dubbio: perch Renzi ha convocato la direzione del Pd per domani, luned 12 dicembre?
A MATTARELLA preme fare

presto, anche perch gioved


c un importante vertice europeo, senza dimenticare lemergenza Mps. A questo la decisione del Quirinale con lin-

carico a Gentiloni arriver


probabilmente oggi. Ricapitolando la convulsa giornata di
ieri: Renzi bis, Grasso, Gentiloni. Anche se sempre stata
stabile, poi, la stima del Colle
per Pier Carlo Padoan, il ministro dellEconomia. Pur tuttavia non ci si nasconde che
pi facile sostituire un ministro degli Esteri (Gentiloni)
che quello del Tesoro.
Alla fine delle consultazioni
non uscito un perimetro pi
largo dellattuale maggioranza, che comprende Pd, alfaniani Ncd e verdiniani di Ala. A
proposito di questultimi: al
termine dellincontro di ieri
ha parlato Denis Verdini, una
sorta di legittimazione politica per lingresso a pieno titolo
di Ala nellesecutivo, con la
scontata promozione a ministro di Enrico Zanetti.
Niente governissimo, quindi, anche se Mattarella ha rimarcato nella sua dichiarazione di ieri di volere in tempi
brevi, un governo nella pienezza delle sue funzioni. Non
solo: il capo dello Stato ha ribadito lesigenza generale di
armonizzazione delle due leggi per lelezione della Camera
e del Senato, condizione questa indispensabile per procedere allo svolgimento di elezioni. Non proprio una dichiarazione che coincide con
le parole di Zanda sullobiettivo di andare al voto al pi
presto possibile.
Anche in questo caso unaltra differenza sostanziale con
il Pd. Quella frase, il governo
nella pienezza delle sue funzioni, spaventa soprattutto i
grillini, nonostante la cordialit del colloquio avuto ieri,
prima che salisse la delegazione del Pd.
RIPRODUZIONE RISERVATA

4 POLITICA

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

ENTRO VENERD

Mazzata per la casa:


conto da 10 miliardi
per Imu e Tasi

APPUNTAMENTO alla cassa per i


cittadini che possiedono un immobile diverso dalla prima casa. Il fisco chiama al
pagamento del saldo per lImu e la Tasi entro il 16 dicembre, in pratica entro il prossimo venerd. La scadenza non riguarda chi
possiede una prima casa, che gi era esentato dallImu e che da questanno - grazie
alla legge di Stabilit dello scorso anno - non

deve pagare nemmeno la Tasi. Anche gli inquilini, se la casa affittata unabitazione
principale non di lusso, non pagano la propria quota.
I contribuenti non dovrebbero avere brutte
sorprese: i Comuni, infatti, non possono aumentare le aliquote se non in caso di dissesto finanziario. Tutti, per, possono diminuirle.

Un rapporto della Uil calcola che il conto del


saldo, dopo l'abolizione della Tasi sull'abitazione principale, sar quest anno di 10,1
miliardi di euro (20,2 miliardi di euro in totale) e il costo medio complessivo dellImu/Tasi su una "seconda casa" sar di
1.070 euro medi (535 euro da versare per il
saldo), con punte di oltre 2 mila euro nelle
grandi citt.

A TRAZIONE PD

Occupazione Il premier
ha piazzato i suoi nei posti
di comando, in spregio di
risultati e ascolti. Ora anche
se non sar pi a Palazzo
Chigi seguiranno la sua linea

CARLO TECCE

mnesia. In Rai lemergenza una amnesia collettiva:


Matteo chi?. Un
minuto dopo la mezzanotte
di domenica, con il potere
onnivoro di Matteo Renzi
appena sgualcito dal responso degli italiani, pi di un dirigente di Viale Mazzini ha
cambiato espressione, indumenti, affiliazione. Non il
vertice che comanda dal settimo piano, spesso in affanno, a volte assediato. Amnesia, non ovunque. Perch il
renzismo ha generato lattuale struttura aziendale
capeggiata dallamministratore delegato Antonio Campo DallOrto, in sigla Cdo
con un dosaggio di fedelissimi e opportunisti.
VIALE MAZZINI il maggiore

lascito dellesperienza di governo, uneredit che il fiorentino pu ancora utilizzare


lontano da Palazzo Chigi,
persino da Pontassieve.
Questa televisione pubblica dimpronta renziana pu
affrontare unaltra logorante
campagna elettorale senza
temere di deludere come
accaduto per il referendum
il capo ormai esautorato oppure senza proporre uninformazione adeguata ai telespettatori paganti?
Renziani allultimo assalto, disertori pronti per nuove avventure, astensionisti
che scrutano le dinamiche
politiche: ecco il ministero
pi ambito. Quello di Viale
Mazzini.
Campo DallOrto un amico di Matteo. Ha sopportato
le bordate dei parlamentari
dem perch coperto dal presidente. Cdo riconoscente,
non tradisce. Ha costruito un
discreto rapporto con il ministro Pier Carlo Padoan, tutore istituzionale di Viale
Mazzini, ma lunico esponente del governo che ascolta
sempre Matteo. Campo
DallOrto ha ignorato e poi ridotto linformazione per non
esagerare con il renzismo.
Per sorvegliare programmi e notiziari ha convocato in
azienda Carlo Verdelli, un
giornalista che non possiede
tessere di partito n concepisce logiche di spartizione.
Verdelli ha scatenato le proteste dei parlamentari democratici e da settimane in
procinto di mollare.
Il fiorentino ha una ossessione: la narrazione per cementare il consenso. Cos ha
sollecitato una mutazione

Mario
Orfeo
Il direttore
del Tg1 stato
confermato da
Renzi Ansa

Antonio
Campo
DallOrto
Direttore
generale della
Rai Olycom

Guelfo
Guelfi
Membro del
cda dellazienda pubblica
Ansa

Daria
Bignardi
Conduttrice,
ora numero
uno della terza
rete della Rai

Rai, il monocolore renziano


che Matteo vuol tenere per s
dellidentit di Rai3, non pi
canale per una sinistra abituata allopposizione, ma
megafono di un partito della
nazione che elogia il bello e
scarta il brutto.
Campo DallOrto ha soddisfatto le esigenze del premier con una coppia di nomine. Ha affidato Rai3 a Daria
Bignardi e il Tg3 alloscuro
Luca Mazz (fuori Bianca
Berlinguer, che con i successi
di #cartabianca ricorda ogni
giorno lerrore dellazienda).
Bignardi ha pensato di insegnare al servizio pubblico il
mestiere del giornalismo. Ha
ingaggiato Gianluca Semprini da SkyTg24 con una forzatura contrattuale lassun-

Schierati
Il ministro DallOrto:
dalla cancellazione
di Ballar alla presa
della radio pubblica
zione a RaiNews senza coinvolgere il direttore della testata e ha rimosso il Ballar
di Massimo Giannini. Forse
per eccesso di foga, non s
accorta che stava rimuovendo anche il pubblico del marted. Semprini s ritrovato in
un meccanismo gigantesco e
spietato. Soltanto in Viale
Mazzini un ministro, Maria

ISTITUTO LUCE

Elena Boschi a Politics, pu


pretendere unintervista registrata e la selezione degli ospiti della puntata. Negli archivi c un episodio, non altro, che descrive Mazz: per
marcare le distanza da Giannini, inviso al fiorentino, il direttore del Tg3 rinunci a supervisionare Ballar.
CON I TELEGIORNALI non o-

stili allesecutivo e limperituro Bruno Vespa su Rai1,


Renzi s concentrato sui palinsesti radiofonici e ha caldeggiato la promozione di
Carlo Conti a direttore artistico. Con pazienza, il renzismo ha espugnato Radio1 con
Andrea Montanari. Il legame

fra il renzismo e Campo


Da ll Orto deriva da Guido
Rossi, capo dello staff
dellamministratore delegato. Rossi ha presentato Cdo a
Walter Veltroni che, non
troppi anni fa, in tempo per
una Leopolda, ha avvicinato
Cdo a Renzi. Anche Veltroni
ha ottenuto una trasmissione
del servizio pubblico, un variet di Rai1 che ha fallito proprio per il buonismo tipico di
quel pezzo di sinistra che non
s mai definito di sinistra.
Campo DallOrto ha farcito di esterni lorganico di
Viale Mazzini, avventata
strategia che ha indotto lAutorit anticorruzione di Raffaele Cantone a richiamare

con durezza lazienda. Cdo


temeva il passato e anche la
fronda interna. Non va sottovaluto il Consiglio di amministrazione: Guelfo Guelfi
un renziano in purezza; il
presidente Monica Maggioni, simbolo di un accordo fra
Berlusconi (tramite Gianni
Letta) e il fiorentino, per il
momento non un pericolo.
E poi?
Ora Viale Mazzini, s e ppur in perenne contrasto
con i parlamentari e in sintonia (non sempre perfetta)
con il renzismo, lazienda
che ha plasmato Campo
DallOrto. Quella che desiderava Renzi.
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Sempre di parte Le acrobazie dei capi dei telegiornali per far sponda alla riforma

DAL S DEI MORTI ALLE NOTIZIE SPARITE


TOMMASO RODANO

er non dimenticare: un
breve riassunto, inevitabilmente non esaustivo, di come i telegiornali del
servizio pubblico hanno raccontato il referendum costituzionale. Prima regola aurea: il
pastone presidenziale. Linformazione politica Rai, con
qualche sfumatura tra le reti,
ha seguito uno schema basilare: un servizio per il premier e il
governo, un servizio per la
maggioranza, un servizio per
le opposizioni; prima Renzi e i
ministri renziani, poi il partito
di Renzi, infine gli altri in ordine sparso (con efficacissimo
effetto accozzaglia). Risultato? Nelle settimane prima
del referendum, tra video mo-

nografici e frequentissime interviste (senza domande), lex


premier ha fatto campagna per
il S battendo ogni record di occupazione dei telegiornali: una
media del 24% del tempo di parola (un minuto su cinque) e del
36% del tempo di notizia (oltre
un minuto su tre, dati Agcom di
novembre).
Non solo questione di numeri. In questi mesi la fantasia
dei direttori (menzione specia-

I miracoli di Orfeo
La Guidi tira in ballo
la Boschi nellinchiesta
petrolio, ma il nome
nel tg scompare

le per Mario Orfeo sulla rete


ammiraglia, unico superstite
dellultima infornata di nomine) ha rotto qualsiasi argine.
Con alcuni episodi memorabili. Venerd 12 agosto, il nuovo
Tg3 di Luca Mazz, successore
di Bianca Berlinguer, si dimentica il fatto del giorno: lIstat ha
appena certificato che leconomia italiana ferma; nel secondo trimestre 2016 il Pil non cresce di una virgola. Pessima notizia: altrove lapertura, sul
Tg3 invece arriva al minuto 18.
Dopo quelle su Siria, Thailandia, Turchia, Ucraina, sicurezza nei porti italiani e Olimpiadi. Unaltra perla, il Tg3 la regala il 16 settembre, nel giorno
della morte di Carlo Azeglio
Ciampi. In uno dei servizi di
cordoglio sullex presidente

della Repubblica, il giornalista


infila un grottesco endorsement postumo: Sulle riforme
(Ciampi, ndr) era in perfetta
sintonia con Napolitano, per
dire basta al bicameralismo
perfetto.
Tg1 del primo ottobre: dopo
aver sostanzialmente ignorato Gustavo Zagrebelsky e i giuristi anti riforma, finalmente
la prima rete si dedica al costituzionalista. Con queste luminose considerazioni (nella
cronaca del duello televisivo
con Renzi): Tra i due il professore a portare il dibattito su
un piano pi politico che tecnico, nel quale per appare meno a proprio agio. Prof, lha
buttata in caciara...
Alcuni atti di equilibrismo
del Tg Orfeo sono spettacolari.

Il 30 aprile, dopo lo scoppio


dellinchiesta sul petrolio della
Basilicata, il Tg1 delle 20 costretto a render conto dellintercettazione in cui Federica
Guidi tira in ballo Maria Elena
Boschi. Miracolo: in tutto il
servizio la parola Boschinon
viene mai (mai!) pronunciata.
La ministra evocata.
Oppure il 12 ottobre, quando
il Tg1 dedica un servizio alla
bagarre parlamentare e racconta la dura replica di Renzi
alle opposizioni: va in onda
appunto la replica del premier
ma non lattacco delle opposizioni.
Nella Rai pre referendum
alcune notizie sono state ignorate (lindagine sul giudice costituzionale Augusto Barbera,
schierato per il S), altre inven-

POLITICA

Domenica 11 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

Lo sberleffo

IL TRAVASO DI BILE
DEL NOBILE FRITTELLA
TO. RO.

LASETTIMANA post referendaria stata intollerabilmente dolorosa per molti giornalisti del servizio pubblico, come comprensibile. Tra i pi amareggiati si segnala Marco Frittella, conduttore e storico cronista politico del Tg1. Un professionista integerrimo, imparziale, equidistante.
Nonch un twittatore seriale. Questa, per fare un
esempio, fu la sua sobria valutazione sul discorso di

Maria Elena Boschi, quando si discusse la


mozione di sfiducia nei confronti dellex ministra: Ragazzi, segnatevi la data perch
oggi alla Camera successo qualcosa: raramente ho visto dominare laula come ha
fatto #Boschi. Data segnata (15 dicembre 2015).
Al governo Renzi pare di capire Frittella aveva
affidato un consistente investimento emotivo. Ora
la sofferenza accecante e si sfoga nella digitazio-

ne. In questi giorni, sul profilo del giornalista del


servizio pubblico si sprecano gentilezze nei confronti della concorrenza: Io mi rifiuto di guardare
la7 spazzatura Grillina!!! ha retwittato laltroieri.
Poi lesondazione definitiva: #Crozza, quello con
lAudi da 200mila euro, fa il cialtrone su Napolitano
con testi scritti da Travaglio. Mezza calzetta da recita di paese. Il tweet stato (tardivamente) rimosso. Il travaso di bile indimenticabile.

BASTA LACCH Come liberare la tv di Stato

GIANLUCA ROSELLI
Guido Rossi
Capo dello staff del dg Rai Ansa

Luca Mazz
Il nuovo direttore del Tg3 Ansa

Carlo Conti
Direttore artistico di Radio Rai Ansa

Andrea Montanari
Direttore di RadioUno

MASSIMO GIANNINI

un ircocervo unico al mondo


che va riformato a prescindere
a tv di Stato sempre stata pro-maggioranL
za e in questa campagna venuto fuori con
maggiore evidenza. Chiedere per un cambio

Giornalista
Una volta
conduceva
Ballar
Ansa

al vertice solo perch al referendum hanno


vinto i No mi pare improprio, una riflessione
sullinformazione Rai va fatta a prescindere e
nella sua totalit, non sullonda del risultato del
voto. Intervenire ora per fare cosa? Ho la sensazione che cos si sta sempre dentro la stessa
logica. Cambiare vertice significa legare ancora una volta le sorti della Rai a chi ha vinto le
elezioni, quindi risponde a una logica di lottizzazione permanente. Il problema cera anche
prima. La campagna referendaria ha solo confermato unanomalia che resta anche se adesso
cambi il vertice. la forma della Rai a non reggere pi: un ircocervo che non esiste al mondo, che incassa canone e pubblicit e ha una governance nelle mani del governo di turno. Tutto ci ha delle conseguenze anche sui risultati.
Al di l di azzeccare o no i programmi, il fatto
che i partiti tengono fortemente le mani sulla
Rai incide sul come fare informazione e sul
ruolo del servizio pubblico. Unopinione pubblica sempre pi lontana dai partiti considera il
marchio Rai sempre meno affidabile.
Occupazione
militare
Il premier in
una delle tante comparsate tv. Nella foto, nello studio di Porta
a porta Ansa

tate (la polemica tra il Vaticano e Virginia Raggi). Per certi


versi, invece, la sceneggiatura
dei tg pubblici stata tremendamente monocorde, dovendo
coincidere con le dichiarazioni
del presidente del Consiglio.
Un esempio per tutti, ecco alcuni brani delledizione del Tg1
delle 20 del 18 agosto (ma poteva essere tranquillamente

un altro giorno e unaltra rete):


Renzi rompe il silenzio di Ferragosto (...) torna alla carica
sulla riduzione delle tasse (...)
rivendica le riforme: dagli 80
euro al Jobs Act, allabolizione
di Imu e Tasi sulla prima casa.
Ha vinto il No, la missione rimasta incompiuta. Ma stato
uno spettacolo memorabile.
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zzeramento della ttuale vertice Rai, che


dovrebbe essere sostituito da un comitato di garanti, autorevole e indipendente, che possa garantire limparzialit dellinformazione da qui alle elezioni. Questa la proposta lanciata sul Fatto da Giovanni Valentini. Come ha fatto il premier, che si
dimesso la sera del referendum, altrettanto dovrebbero
fare i suoi favoreggiatori televisivi. E, se non lo faranno, intervenga il Parlamento, ha scritto
ieri Valentini sul nostro giornale. Due sono le obiezioni mosse
allattuale vertice. Da una parte
gli scarsi risultati sul piano degli ascolti, con uninformazione che stata depotenziata e
messa in condizioni di non
nuocere al governo (valga per
tutti la chiusura di un programma di punta come Ballar sostituito da Politics). Dallaltra la
smaccata propaganda per il S
da parte dellinformazione Rai
che, nonostante la par condicio,
ha visto Matteo Renzi e molti
suoi ministri onnipresenti nelle trasmissioni tv. Alla luce di
questi due elementi, lattuale
vertice dovrebbe dimettersi o
essere mandato a casa prima
del tempo. Da qui alle prossime elezioni sarebbe opportuno sottoporre linformazione
Rai a un comitato di garanti
per assicurare la sua imparzialit nei confronti dei
soggetti politici e la sua
correttezza al servizio
dei cittadini, scrive
Valentini. Abbiamo
girato la questione
a quattro giornalisti ed esperti
di informazione.

Lidea: un comitato
di garanti al posto
dei vertici lottizzati
Sul Fatto Giovanni Valentini ha proposto di azzerare
il vertice, dopo linformazione a senso unico sul referendum

CARLO FRECCERO

Presenter un piano generale


per uninformazione pluralista
i sembra che Giovanni Valentini raM
gioni come fanno gli altri. Io proporr
invece un piano generale sullinformazio-

Autore televisivo Membro del cda


Rai LaPresse

ne della televisione pubblica che prescinde


dalle logiche partitiche. La domanda che
mi pongo la seguente: cosa devessere oggi linformazione nella tv generalista?
Loccupazione del potere esiste, come c il
pensiero unico c anche linformazione unica, ma io voglio fare un discorso pi ampio su come linformazione della televisione generalista deve rapportarsi allinformazione all news.
La proposta di Valentini mi sembra che risponda ancora una volta alla logica di occupazione del potere: ha vinto tizio, quindi
tizio deve essere avvantaggiato. Io sono oltre questo modo di pensare. Il servizio pubblico ha un valore solo se c pluralismo
nella rappresentativit e pluralismo nei
modelli semiotici e metodologici dei telegiornali. Pluralismo che ancora non c: basta vedere il Tg3 di ieri quanto spazio ha
dedicato al Pd e quanto poco si occupato
del resto, dai 5Stelle alla sinistra. Una cosa
vergognosa.

GIANCARLO MAZZUCA

GIANLUIGI PARAGONE

Le cose con questo assetto


vanno male, conti alla mano

La logica di ribaltare tutto dopo


il risultato del voto non mi piace

ono contrario a un cambio di vertice adesS


so. Ora non servirebbe a niente e comunque mi sembra un argomento prematuro.

Giornalista
Membro
del cda Rai,
scrive sul
Giornale

Questa campagna referendaria stata condotta molto male dalla Rai, stata troppo di
parte, schiacciata sul S. Non solo per le presenze televisive, ma anche su come venivano
date le notizie. Un martellamento che, tra
laltro, si rivelato un boomerang, perch liper presenza televisiva di Renzi, Boschi & C.
ha prodotto un risultato opposto alle loro intenzioni. Ora vediamo chi sar il nuovo premier. Detto questo, a Viale Mazzini ci vuole
comunque un cambio di linea, perch non si
pu non tenere conto del fatto che il 60% degli italiani ha detto no al governo Renzi. Non
si potr fare finta di niente. Noi come consiglieri di opposizione da tempo chiediamo
una verifica sul modo di fare informazione in
Rai, quindi una messa a punto adesso ancora pi necessaria e doverosa. Le cose con
questo vertice sicuramente non stanno andando bene, basta vedere i risultati.

atteo Renzi aveva promesso di sganciaM


re la Rai dalla politica e di affidarla solo
al mercato. Questo non accaduto e a Viale

Conduttore
tv Conduce
La Gabbia
Open su La7
LaPresse

Mazzini si sta pagando il prezzo del fallimento di questo obbiettivo. La logica di cambiare
il vertice della tv di Stato dopo un risultato
elettorale non mi piace. La dirigenza Rai dovrebbe essere sostituita perch il mercato a
dirlo: i risultati sono stati ampiamente insoddisfacenti. Hanno cambiato molto ma non
sono riusciti a mettere insieme un collettivo
vincente. Si commesso lerrore di depotenziare la politica proprio quando la politica aveva ricominciato a tirare, si sono affidati al
restyling di programmi vecchi, mentre gli esperimenti nuovi, anche interessanti, fanno
fatica penso a Nemo perch sembrano
fuori contesto. Se tu fai molte cose brutte e
poi ci metti una cosa buona, questa si perde e
fa fatica a emergere. Hanno appesantito una
Rai che, oltretutto, sta costando di pi. Insomma, non il referendum ma il mercato ad
aver bocciato questa governance.

6 POLITICA

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

BANCHETTI E PROTESTE

Da Salvini a Meloni:
Voto a marzo
o tutti in piazza

MATTEO SALVINI continua la sua


chiamata al voto immediato. Se ci dicessero che si forma un governo guidato da
Mister X, che dura tre mesi, e il 9 marzo mi regalano finalmente le elezioni noi non faremmo
le barricate. Ma qui c' gente che vuole andare
avanti per un anno e mezzo. Cos diventa un
problema di democrazia: questo il nucleo
del Lega-pensiero, pubblicato sul Corriere della

Sera, delle molte dichiarazioni fatte anche ieri


dal leader della Lega Matteo Salvini che, nell'ultimo giorno delle consultazioni e commentando le parole di Mattarella in serata, rilancia
anche l'iniziativa, prevista per il 17 e il 18 ottobre, in tutta Italia per chiedere il voto quanto
prima: Si sente puzza di marcio, il quarto presidente del consiglio non eletto sarebbe una
vergogna scrive su Twitter - . Confermiamo la

TRIPOLARISMO Coalizioni obbligate

FABRIZIO DESPOSITO

l senatore Federico Fornaro, nel Pd, un asso dei


numeri, esperto di leggi e
flussi elettorali. Bersaniano del Piemonte, Fornaro
stato un grande sostenitore
dellelezione diretta del Senato durante il dibattito sulla riforma bocciata domenica
scorsa. E adesso che Palazzo
Madama continuer a vivere
con 315 senatori, lesponente
dem si cimentato con una poderosa simulazione su cinque
diversi sistemi di voto. Una
premessa: la Costituzione
prevede espressamente che il
Senato sia eletto su base regionale. Quindi soglie e premi sono da attribuire sui risultati
regione per regione. Questi i
sistemi della simulazione: 1) Il
Consultellum, ossia ci che
resta del Porcellum dopo la
bocciatura della Corte costituzionale, che prevede uno
sbarramento all8 per cento
per chi si presenta da solo. Per
le coalizioni, invece, il quorum del 20 con soglia dingresso che scende al 3 per le
singole forze alleate tra di loro. 2) Proporzionale alla tedesca con sbarramento al 5 per
cento per ogni lista. 3) Italicum corretto senza il premio
di maggioranza previsto dalla
legge attualmente vigente alla
Camera, con soglia al 3 per
cento. 4) Italicum con premio
di maggioranza di lista (55 per
cento) e sbarramento al 3 per
cento. 5) Italicum con premio
di maggioranza alla coalizione e sbarramento per ogni lista al 3 per cento.
DA QUESTA simulazione e-

merge un dato costante e significativo: alternando premi


e proporzionale, al Senato non
c mai una maggioranza, laddove in caso di coalizione Fornaro ha considerato gli alfaniani di Ncd con il Pd e il centrodestra a tre punte con Berlusconi, Meloni e Salvini. Dice
il senatore dem: La scrittura
di una nuova legge elettorale
per il Senato non si presenta
unimpresa facile, anche perch non si pu pretendere di
trasformare una minoranza in
termini di voti in una maggioranza parlamentare. il tripolarismo: M5S, Pd e centrodestra solo se unito. Per questa
simulazione, Fornaro ha
combinato il dato delle Europee 2014, regione per regione, con la media nazionale dei
sondaggi attuali per ogni partito, tenendo conto che quest ultimi incorporano una
componente di voto giovanile
(18-25 anni) non presente
nellelettorato del Senato. I
seggi di Valle dAosta, Trentino Alto Adige e dellestero sono infine assegnati sui risultati
delle Politiche del 2013.
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presenza in mille piazze italiane il prossimo


weekend: #votosubito. Manifestazioni annunciate anche da Giorgia Meloni, Fratelli dItalia: Lo abbiamo detto a Mattarella ha scritto su Twitter e lo ribadiamo oggi: se queste
Consultazioni non termineranno con una data
certa per elezioni immediate, massimo nel
mese di marzo, il 22 gennaio chiameremo gli
italiani a scendere in piazza con noi.

Simulazione

Chi vince e chi perde: Italicum,


legge tedesca e Consultellum

POLITICA

Domenica 11 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

SINISTRA ITALIANA

Nessun sostegno
a un eventuale
premier Gentiloni

a parola voto, declinata al plurale. Nel


senso del referendum
ma anche di elezioni
politiche non pi rimandabili.
Il 4 dicembre stata sonoramente bocciata una riforma
costituzionale pericolosa che
avrebbe provocato gravi danni, non ultimi quelli di funzionamento del sistema istituzionale, spiega Lorenza Carlassare, professore emerito a
Padova e uno dei membri pi
autorevoli del Comitato del
No. Ma stata anche respinta
unazione di governo che ha
dimenticato e umiliato i principi costituzionali, continuando lopera di smantellamento dello stato sociale che
va avanti da tempo. Le persone pi deboli sono state abbandonate da una politica disumana, contro cui ho sempre
lottato.

LINEVITABILE

stegno a un eventuale governo Gentiloni:


Ci vuole una netta discontinuit rispetto a
Renzi, in tutti i sensi - ha detto la capogruppo
al Senato Loredana De Petris -. Assolutamente no al maggioritario e assolutamente
no al sostegno a un possibile governo Gentiloni. Discontinuit discontinuit e non
vale solo per Matteo Renzi, ma anche per chi
per lui volesse raccoglierne leredit.

Legge elettorale e poi al voto:


basta maggioranze anomale
ha fatto parlare nessuno.

Chi

Lorenza
Carlassare
professore
emerito a
Padova.
stata la prima
donna,
in Italia,
a ricoprire
la cattedra
di diritto
costituzionale

La carriera

Professoressa, che fine ha


fatto il per coerenza me ne
vado?

Il presidente del Consiglio


non ha lasciato spazio a dubbi:
ha detto chiaramente che si
ritirava dalla vita politica. E
non una volta, ma numerose
volte. Certamente non succeder, ma a me basterebbe che
consentisse al suo partito di eleggere un segretario. Mentre
adesso mi sembra chiaro che
voglia fare il gioco delle primarie aperte, come lultima
volta. Cos vincer sempre,
perch andranno a votarlo
persone che nulla centrano
con il Pd. mai possibile che

gere i propri rappresentanti e archivi definitivamente lillusione del governo maggioritario del capo. Poi il riferimento al referendum: Il 4 dicembre i cittadini hanno chiesto
che le regole del gioco vengano scritte tutti
insieme senza prevaricazione di una parte
sullaltra. necessario un testo che veda un
ampio consenso per portare il paese alle urne". Poi, la domanda dei giornalisti sul so-

Lorenza Carlassare La costituzionalista del Comitato del No: Non si


pu tergiversare. Mattarella finora corretto. Napolitano? Meglio stia zitto

LINTERVISTA

SILVIA TRUZZI

SINISTRA ITALIANA dice no al sistema maggioritario ma anche a un


governo Gentiloni: a dichiararlo, ieri, il capogruppo alla Camera di SI dopo le consultazioni con il Capo dello Stato Sergio Mattarella. Nasca un governo che consenta al
parlamento di varare una legge elettorale
nuova in linea con la Costituzione - ha detto
- e che preservi il diritto dei cittadini a eleg-

Giurista
Lorenza
Carlassare, si
opposta alla
riforma Boschi-Verdini
LaPresse

un partito faccia scegliere il


proprio segretario da estranei? Cos non espressione di
nessuno, anche perch quel
partito con lui non ha nulla a
che vedere.

Ha insegnato
nelle
universit di
Padova,
Verona e
Ferrara. Socio
onorario
di Libert
e giustizia,
ha fatto parte
del Comitato
per il no
alla riforma
Boschi
presieduto
da
Alessandro
Pace

In direzione il segretario non

la conferma del suo modo di


concepire il potere. La sua idea questa: lui parla e gli altri
tacciono. Decide tutto, non
vuole nessun confronto democratico, non desidera il dibattito, forse nemmeno lesistenza di altri. Avverte il dissenso come una menomazione. Che ci dobbiamo aspettare da un leader cos?
Cosa pensa della gestione
della crisi da parte di Mattarella?

Per quanto visto fino ad ora,


possiamo dire che sta interpretando in maniera corretta
il suo ruolo di garante. Un atteggiamento non paragonabile a quello del suo predecessore.
Secondo il ministro Boschi e
il premier Renzi, Napolitano
aveva conferito il mandato al
governo con la precisa indicazione di approvare la riforma costituzionale.

Il presidente della Repubblica non aveva alcun titolo per


dare mandati, in particolare a toccare la Costituzione.
Lunica cosa che pu fare
Giorgio Napolitano ora stare zitto. Si taccia: ha parlato
anche troppo.
In gennaio la Consulta giudicher la legge elettorale.
stupefacente che ci si trovi
nella stessa situazione di

due anni fa.

Purtroppo abbiamo buttato


via due anni, suggestionati da
rappresentazioni falsate della realt. Qual lorigine di
tutto? Io credo lelezione del
presidente della Repubblica.
Dopo tre sole votazioni si cominciato a dire che non si riusciva a eleggere il capo dello
Stato. Una bugia: ci sono stati
nella storia presidenti eletti
dopo oltre venti scrutini. La
verit che i 5Stelle avevano
fatto una proposta di altissimo livello, Stefano Rodot,
che sempre stato un punto di
riferimento per la sinistra.
Proposta che il Pd avrebbe
dovuto accettare: avrebbe
cambiato la storia di questo
Paese, Italicum e riforma costituzionale compresi.
C chi invita la Consulta ad
anticipare la decisione.

Ma non si possono aggirare le


regole e privare le parti dei
termini di cui dispongono per
costituirsi in giudizio e presentare memorie. La Corte
costituzionale non il governo Renzi, dove il capo decide
da solo nella notte. Aggiungo:
sono allibita da certe frasi che
sento, adesso!, sulla legge elettorale. Gente che scopre la
sua probabile incostituzionalit! Lo diciamo da anni in tutte le salse, da quando stata
approvata una legge che ha gli

stessi difetti, aggravati, del


Porcellum. logico che i rilievi delle Corte su quella legge saranno riproposti a proposito dellItalicum. stato
irresponsabile obbligare il
Parlamento ad approvarla,
con supercanguri, sedute fiume e fiducie...

Tutto nasce dalla


mancata elezione
di Rodot al Quirinale:
avrebbe evitato tanti
guai, Italicum
e riforma compresi
Adesso che succede?

Non si pu tergiversare oltre.


Bisogna fare subito la legge elettorale e andare di corsa al
voto. Abbiamo subito una serie di maggioranze che si sono
formate in modo del tutto anomalo. Vorrei che gli elettori
avessero la possibilit di cancellare dalle liste quei personaggi verdiniani in testa
che con i loro trasformismi
sono il vero sostegno dei poteri vacillanti.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Non passa Entrer nel suo quarto esecutivo: dal 2008 stato al governo per l80% del tempo

Angelino sempre in piedi: 2.500 giorni ministro


P

Le date

2008
Maggio

Diventa
ministro
della
Giustizia
del governo
Berlusconi

assano gli anni, cantava


Battiato, i treni, i topi
per le fogne; i pezzi in radio; le
illusioni, le cicogne; passa la
giovent.... Tutto cambia, diceva la canzone, nulla si pu
fermare, tranne Angelino Alfano, che il maestro di Noto pur corregionale del ministro
- non ha considerato nel suo
testo. Il nostro infatti, pur diminutivo nel nome, accrescitivo nella poltrona.

2013

NELLULTIMO decennio, Angelino sta. E mica come dautunno eccetera, al contrario


Torna al
ottimamente sta e altrettanto
governo con
ottimamente resta: segnataEnrico Letta
mente al governo. Dall8 magcome
vicepresidente gio 2008 a questa mattina passano 3.139 giorni oppure otto
del Consiglio
anni, 7 mesi e spiccioli. Di quedei ministri
e poi ministro sti, il buon Alfano ha passato da
ministro - Giustizia e Interni dellInterno
la bellezza di 2.498 giorni, vale
a dire sei anni, dieci mesi e dispari: quasi l80% del tempo.
Quel 20% che manca il gover-

Aprile

no Monti, dove non entrarono


esponenti dei partiti.
In sostanza, sembra ormai
che non si possa fare un esecutivo senza la presenza del buon
Angelino. Chi lavrebbe detto
quando faceva da segretario al
trionfante Silvio Berlusconi?
La verit: quasi nessuno. E invece fu deputato e, soprattutto, ministro Guardasigilli, il
pi giovane della Repubblica,

La pattuglia
decisiva
Angelino
Alfano
ministro
dellInterno
con Renzi
e leader del
Nuovo Centro
Destra Ansa

a soli 37 anni: ha dato il suo nome al Lodo con cui tent di dare limmunit al suo datore di
lavoro, poi - sfortuna!- bocciato dalla Corte costituzionale.
Quella magnifica esperienza si concluse nel luglio 2011:
Angelino assunse il titolo,
pressoch onorifico, di segretario del Popolo della libert e
quello - gravido di speranze,
ma povero di futuro - di delfino
e successore del fu Cavaliere:
bravo, ma non ha il quid, lo
cancell Silvio e da allora il nomignolo lo segue come un ombra. Angelinosenzaquid.
Ora, per, si pu dire: non avr il quid ma una poltrona non
gli manca mai. Dopo la traversata del governo tecnico, il pareggio alle elezioni del 2013 lo
proiett insperatamente di
nuovo al governo: vicepremier
di Enrico Letta addirittura e
pure ministro dellInterno.
Non si pu dire che nel ruolo
non si sia fatto notare: basti citare il rapimento di Alma

Shalabayeva e della piccola Alua, moglie e figlia del dissidente kazako Muktar Abliazov, deportate nel giro di poche ore per essere consegnate
nelle mani del dittatore Nursultan Nazarbayev.
NOTEVOLI pure le menzogne

rifilate al Parlamento sul caso


delle manganellate agli operai
della Thyssen; gli infortuni tipo lassunzione del fratello alle
Poste; certe brutte storie sul
suo partito uscite dalle intercettazioni di Mafia Capitale
oppure le molte gaffe. Deliziose, peraltro: fu Alfano, per dire,
ad anticipare su Twitter che
lassassino di Yara Gambirasio
era stato arrestato (i pm non la
presero bene, volevano tenere
ancora la cosa segreta); sempre lui, dopo lomicidio di tre
bambine a Lecco, and in tv a
promettere caccia senza tregua agli assassini, proprio
mentre la madre confessava.
Nonostante alcune di que-

ste opere e omissioni fossero


gi avvenute a febbraio 2014 - e
nonostante il buon Angelino
fosse stato per tutta la vita amico di Enrico #staisereno Letta
- Matteo Renzi lo ha mantenuto al Viminale per i suoi mille
giorni a Palazzo Chigi.
Il suo Nuovo Centrodestra,
partito creato nellautunno
2013 scindendo Forza Italia
(con relativo tradimento di
Berlusconi), conta su una piccola ma decisiva pattuglia di
senatori senza i quali non c
governo possibile: per questo
una sigla che finora ha avuto
percentuali elettorali da prefisso telefonico ha 3 ministri di
peso - lui, Costa (Affari regionali e Famiglia) Lorenzin (Sanit) - e un bel po di sottosegretari. Tutti confermati nel
quarto governo di Angelino,
quello che nascer a giorni. BNon avr il quid, ma ha la qualit del destino: inevitabile.
MARCO PALOMBI

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8 POLITICA

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

IL REPORTAGE

Inchiesta
sul voto

Dopo quella
sul voto
dei giovani
per il No
pubblicata
gioved
e quella sul
Veneto
indipendentista, ieri
ci siamo
occupati
dellEmilia
Romagna.
Oggi
raccontiamo
la Sardegna,
la Regione
in cui il No
ha raccolto
il massimo
dei consensi,
il 72,2
per cento

Niente feste
Ormai
impossibile
trovare un volo o una nave
per rientrare
in Sardegna
per Natale
Ansa

Inchiesta sul No Il governatore dem Pigliaru ha reso il referendum


un voto sulla sua giunta. Dopo il disastro parte il giro di poltrone

condotto il S verso il trionfale


27 per cento senza accorgersi
del baratro. Oppure si scanneranno come sempre. una festosa tradizione che si rinnovata a fine 2013.
Francesca Barracciu, che
aveva vinto le primarie ed era
la candidata per le Regionali,
stata disarcionata dallinchiesta sulluso dei fondi pubblici
quando era consigliere regionale. Circa 80 mila euro di
spese non documentate che
ha sostenuto di aver speso in
benzina per girare la Sardegna a fini politici. Siccome farebbero circa 700 mila chilometri pari a circa 1400 viaggi
Cagliari-Sassari andata e ritorno, i giudici lhanno rinviata a giudizio per peculato aggravato. Quando fu silurata
Renzi era appena diventato
segretario del Pd. Luca Lotti,
fin da subito plenipotenziario
per la Sardegna (Ha assunto
il ruolo che aveva Romano Comincioli per Berlusconi, dicono gli esperti) le promise
come risarcimento lambito
assessorato alla Sanit. Al suo
posto fu improvvisata la candidatura di Pigliaru, che vinse
di misura sul predecessore Ugo Cappellacci, recentemente
condannato a due anni e mezzo per bancarotta (la politica
sarda sembra ormai lanticamera di un commissariato).

GIORGIO MELETTI
inviato a Cagliari

vero, non centra niente con il


famoso merito della riforma. Ma per capire la rabbia
dei sardi e il 72,2 per cento dato al No il 4 dicembre basta
andare sul sito dellAlitalia.
Chi nato sullisola non ha diritto al Natale con i tuoi. Il
22, 23 e 24 dicembre non c
un posto sui voli per Cagliari
da Milano e da Roma. Ieri pomeriggio erano disponibili gli
ultimi quattro posti su un Roma-Cagliari il 21, oppure si
poteva optare per un Milano-Alghero: il 20 dicembre a
77 euro o il 24 dicembre a 443
euro per la sola andata. Naturalmente nei giorni caldi non
ci si potr andare neppure per
lavoro. La Sardegna chiusa
al traffico. Certo, c il traghetto della Tirrenia, un tempo pubblica e oggi in mano a
Vincenzo Onorato. Il quale
lanno scorso andato alla
Leopolda (e dove senn?) ad
annunciare: Con questo governo si realizzata la vera
continuit territoriale. Una
famiglia di emigrati tre persone con auto pu tornare a
casa per Natale pagando 589
euro unandata e ritorno da
Civitavecchia a Cagliari.
LO SCENARIO NETTO. I sardi
hanno la disoccupazione al 19
per cento, la somma di disoccupati e inattivi pari agli occupati, un quarto delle famiglie in stato di povert. In pi
gli negato il diritto di viaggiare o ricevere visite. Vivono
al confino. Siccome si tratta di
un popolo anche un po vittimista, particolarista e litigioso, crescono gli umori indipendentisti, autonomisti o sovranisti, secondo le sfumature di un pensiero per iniziati.
Crescono i consensi per il Movimento 5 Stelle, che gi alle
Politiche 2013 si affermato
come il partito nettamente
pi forte dell'isola, prendendo il 30 per cento dei voti.
In tutto questo, il governatore turbo-renziano Francesco Pigliaru, economista di
valore prestato alla politica al-

SEMPRE PI ISOLA

Gli aerei sempre pi rari,


i prezzi dei traghetti sono
da record: i sardi si sentono
condannati al confino
FALLIMENTO TOTALE

Il fedelissimo del premier


Luca Lotti voleva mettere
ordine, ma il partito resta
nel caos e senza segretario
la quale sembra aver preso gusto, si lanciato nella campagna per il S al referendum. Se
Renzi ha trasformato per tutti
gli italiani lappuntamento
del 4 dicembre in un plebiscito sulla sua leadership, Pigliaru ha propiziato lestensione

Sardegna, No al 72%
Il Pd reagisce soltanto
con un bel rimpasto
alla sua giunta regionale del
giudizio popolare.
La sinergia si rivelata esplosiva. La risposta dei sardi
stata ferma. La percentuale
dei votanti (62,4 per cento)
stata superiore a quella di Sicilia, Calabria, Campania e
Puglia. Il No ha raggiunto il
72,2 per cento, il valore pi alto in Italia. Due risultati spiccano tra i tanti. L'82,3 per cento raggiunto dal No a Cabras,
patria di Michela Murgia, la
scrittrice che nel 2014 ha sfidato Pigliaru ma stata esclusa dal consiglio regionale, nonostante il 10 per cento dei voti, da una legge elettorale bizantina. E il 75 per cento di
Portovesme, sede dellAlcoa,
la fabbrica di alluminio ferma
da anni in attesa di una soluzione. Eppure lunico posto
in Sardegna dove il governo
Renzi si fatto apprezzare, da
quando lo spinoso dossier
stato preso in mano dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, il primo dopo anni dal quale cassintegrati
e disoccupati del Sulcis non si
sono sentiti presi in giro.
IL RISULTATO referendario ha

messo al tappeto il Pd sardo e


non certo che riuscir a rialzarsi. Il partito di Renzi sfasciato da pluriennali faide in-

Colpa loro
Il premier
Renzi tra
il governatore
Francesco
Pigliaru e
il sottosegretario Luca
Lotti Ansa

terne. Nel maggio scorso lex


governatore Renato Soru si
dimesso dalla segreteria regionale (ma non, Dio ne guardi, dal seggio di europarlamentare) dopo una condanna
a tre anni per evasione fiscale.
Ma gi era stato sfiduciato
dalla corrente chiave del partito, quella che fa capo allex
socialista Antonello Cabras
(presidente della Fondazione
Banco di Sardegna) e allex
democristiano Paolo Fadda.
Sono passati sette mesi e ancora il Pd sardo non ha un segretario. Per la campagna re-

ferendaria Renzi ha mandato


come g a r a nt e ( p er c h
commissario suonava brutto) il deputato veronese Gianni Dal Moro, ex capo della segreteria politica di Enrico
Letta.
ADESSO SI PREPARA il con-

gresso, gi fissato per il 26 febbraio prossimo se non sar


sincronizzato con il congresso nazionale. Due gli scenari
possibili. O quello che resta
del Pd si interrogher sulla
propria incapacit di capire il
malumore dei sardi e sullaver

IL GIORNO STESSO dellelezione Pigliaru pose il veto sulla nomina ad assessore di Barracciu, ma lultima volta che
ha detto no a Lotti, il quale due
settimane dopo era a Palazzo
Chigi con Renzi per dare a
Barracciu lunico posto di governo che spettava ai sardi,
sfilandolo proprio a Fadda.
Questo flashbackaiuta a capire il dopo-referendum di Pigliaru. Appena visti i risultati
si dimesso lassessore al Personale Gianmario Demuro,
costituzionalista schieratissimo con il S, messo in giunta da
Soru con cui poi ha litigato. A
ruota se n andata lassessore
allAgricoltura Elisabetta Falchi, esponente dei Rossomori,
partito indipendentista che
uscito dalla maggioranza (ma
i due consiglieri si sono spaccati, uno esce e laltro no).
Il capo dei Rossomori Gesuino Muledda, ex sardista
che si richiama ad Antonio
Gramsci ed Emilio Lussu, ha
cos salutato Pigliaru: Non
in grado di sintonizzarsi sulle
esigenze del popolo. prigioniero di un atteggiamento e di
una cultura elitari, preda di
linguaggi gergali, in nome di
una presunta superiorit. Lo
definirei centralista, liberista
e darwinista sociale.
Pigliaru a met del guado
con una complicata riforma
della sanit, che non piace ai
satrapi locali della spesa pubblica. E dovrebbe portare a
termine una difficile legge urbanistica, accusata di stravolgere i contenuti illuminati del
piano paesaggistico di Soru.
Alla scoppola referendaria
ha reagito virilmente: Servono decisioni immediate e profonde. Infatti ha annunciato
un rimpasto. Non una battuta. Si stanno gi scannando
per le poltrone.
Twitter@giorgiomeletti

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ECONOMIA

Domenica 11 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

DA GENNAIO MENO BARILI

Accordo storico:
lOpec taglia,
petrolio in risalita

LACCORDO stato raggiunto e viene


definito storico, anche se non stato
centrato in pieno il target previsto. Al vertice di
Vienna, i Paesi Opec e gli altri produttori di petrolio che non aderiscono al Cartello, tra cui la
Russia, hanno chiuso lintesa per ridurre a partire da gennaio il livello delle estrazioni e far
cos risalire le quotazioni del greggio dopo due
anni di prezzi in caduta libera. Ma il compro-

messo raggiunto prevede un taglio della produzione non-Opec di 558.000 barili al giorno,
poco meno della quota di 600.000 fissata originariamente come obiettivo. La Bolivia si
tirata fuori mentre gi si era stabilito di esentare dai tagli Libia e Nigeria. E se la Russia da
sola si impegnata a tagliare 300.000 barili
giornalieri (ma si tratta di una decurtazione da
ritmi di produzione record negli ultimi 30 anni

pari a 11,2 milioni di barili/giorno), vuol dire


che gli altri esportatori esterni al Cartello hanno concesso un p meno di quanto ci si aspettasse. Resta il fatto che la prima volta da 15
anni, dal lontano 2001, che si raggiunge unintesa che coinvolge i 14 produttori del Cartello
e i 12 al di fuori dellOrganizzazione (tra gli altri
Oman, Bahrain, Malesia, Kazakhistan, Azerbaijan, Sudan, Sud Sudan, Messico).

OGGI LA RIUNIONE Allad Marco Morelli resta una sola opzione: riuscire a convertire
le obbligazioni subordinate dei piccoli risparmiatori. Mancherebbero comunque 2 miliardi

STEFANO FELTRI

omani comincia unaltra


fase per il Monte dei Paschi: nuovo governo
(forse) e nuovi mercati,
dopo la notizia arrivata venerd
che la Bce ha rifiutato di concedere pi tempo per laumento di
capitale da 5 miliardi che va chiuso entro il 31 dicembre. Notizia
che la banca ha provato a smorzare, con un comunicato arrivato
dopo ore di tracollo in Borsa, specificando che la comunicazione
non era ancora arrivata. Ma i mercati sembrano credere allinformazione diffusa dalla Reuters.

Mps, lultimo Cda prima


dellintervento di Stato
In ogni caso, la conversione
delle obbligazioni subordinate
non risolverebbe i problemi. Mps
cerca 5 miliardi, ha trovato 1 miliardo e 28 milioni dalla conversione delle subordinate in mano
agli investitori professionali, 400
milioni erano delle Generali.
ANCHE AMMESSO che la conver-

OGGI, PER, lultimo giorno del-

la vecchia fase del Monte dei Paschi, quella in cui lamministratore delegato indicato da Palazzo
Chigi, cio Marco Morelli, doveva
dimostrare che un salvataggio
privato della banca era possibile.
Unillusione durata giusto lo spazio della campagna referendaria,
quanto serviva a Matteo Renzi
per evitare di caricarsi il costo politico di misure impopolari. Ma
questa fase si chiude oggi, con un
consiglio di amministrazione che
pare lultima occasione per offrire
ai mercati, domattina, una risposta diversa dallattesa di un intervento pubblico. Ci sono gi soluzioni a portata di mano, bisogna
portarle a compimento, dice Enrico Zanetti, Scelta Civica, viceministro dellEconomia uscente.
Di indiscrezioni ne sono girate
tante, da un decreto per il settore
bancario pronto a essere varato
gi dal vecchio governo o come
primo atto dal nuovo, fino a un in-

EDITORIA

tervento mirato soltanto su Mps


che il Tesoro, azionista col 4 per
cento, pu attivare senza passare
dal Consiglio dei ministri.
Morelli per far un ultimo
tentativo di percorrere la strada
privata. Di opzioni ne rimane u-

na sola: ottenere la conversione


delle obbligazioni subordinate
che non hanno partecipato alla
prima offerta volontaria, quella
lanciata insieme allaumento di
capitale. Serve per un via libera
della Consob, non scontato.

dellintervento pubblico. Il governatore della Banca centrale tedesca Jens Weidmann ha subito
avvertito che le regole del bail in
non dovrebbero essere ammorbidite. Non ci sar forse bisogno di
arrivare al bail in, cio il salvataggio a spese di azionisti, creditori e
perfino depositanti. Ma anche il
gradino precedente, il bu r de n
sharing (condivisione del peso)
non sar indolore.

sione dei titoli dei piccoli risparmiatori decolli, da quelloperazione arriver al massimo un altro miliardo. Ne restano da tro- LA CONVERSIONE delle obbligavare 3: si parla da mesi di un fan- zioni subordinate diventer obtomatico investitore del Qatar, u- bligatoria quando il patrimonio
della banca scender
no dei fondi sovrani
sotto il livello previdellemirato, ma
sto dalla vigilanza. Unon se ne mai avuna eventualit che si
ta alcuna prova conpotrebbe verificare
creta e non si capi- Bundesbank
sce bene perch la Il tedesco Jens
gi oggi. E se tocchesua valutazione sui
r allo Stato reintedestini dellistituto Weidmann
grare il patrimonio, il
dovrebbe cambiare avverte: Le
burden sharingsar icon il passaggio di
nevitabile. E la Bce
governo da Renzi al regole del bail in
impone la conversios u o s u c c e s s o r e . non vanno
ne delle subordinate
Lex amministratoal valore di libro, cio
re delegato di Intesa ammorbidite
quello scritto nei biSanpaolo, Corrado
lanci. Le obbligazioPassera, aveva proni diventeranno
posto un piano alternativo e 2 mi- quindi azioni che per sono scamliardi di capitali freschi. Ma la biate al 10 per cento del valore di
banca non ha voluto considerare libro. Tradotto: per i titolari di suil suo piano.
bordinate ci sar una perdita secAppena saranno svanite le ul- ca del 90 per cento. In attesa, fortime illusioni di salvataggio priva- se, di risarcimenti dal governo.
to, inizier il dibattito sui dettagli
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Cattivo
credito
La sede del
Monte Paschi
a Siena. Cda
decisivo per
la banca Ansa

I numeri

Il capitale
che serve al
Monte dei
Paschi per
rispettare le
richieste
della Bce

1,03

Quanto ha
raccolto
finora con la
conversione
di
obbligazioni
subordinate
di investitori
professionisti

In crisi Esposto Adusbef: al giornale di Confindustria non segnalati dimissioni e trasferimenti

Ispezioni Inps dal Sole a Monti-Riffeser


LUCIANO CERASA

a grande editoria ancora


nel mirino dellInps e delle
procure per i presunti illeciti
commessi per accedere ai finanziamenti pubblici destinati alle aziende in crisi. Due
nuove ispezioni sono state disposte dalla Direzione centrale della Vigilanza dellIstituto
di previdenza nei riguardi della societ editrice del Sole 24
ore e di Monrif group, editore
di quattro quotidiani: La nazione, Il Resto del Carlino, Il
Giorno e Qs sport.
NEI GIORNI scorsi il Fatto ha

rivelato i contenuti di un esposto presentato dallassociazione di consumatori Adusbef alla procura di Milano, in
cui il presidente, Elio Lannutti, invita i magistrati a indagare sui contratti di solidariet
per il personale giornalistico
attivati nellambito dellUnit
operativa redazionale (Uor)

del gruppo editoriale del Sole, presentati sindacali e i giornas c a t t a t i p e r i l b i e n n i o listi, in cui si fa esplicito rife2014-2016. Secondo Lannutti rimento ad accordi individuanon sarebbero state segnalate li e scritture private che sarebagli organismi di gestione di- bero state sottoscritte con lamissioni e trasferimenti dalla zienda e relativi al pagamento
testata intervenute nel corso di conguagli dell1% della sodel tempo. Inoltre, sempre se- lidariet, ferie e permessi. Icondo lAdusbef, sarebbe in- noltre dipendenti di altre tetercorso un acstate sarebbero
c o r d o t r a l astati inseriti
zienda e il cominellelenco degli
tato di redazione
esuberi Uor. In ude ll U or per ri- Lemail
na di queste mail,
sarcire indebita- Una giornalista:
inviata il 16 novembre scorso al
mente ai giornaCdr di Uor, una
listi una parte Non so perch
giornalista che si
della riduzione inserite me
sente danneggiadello stipendio
i n b u s t a p a g a sapendo che non ta, si lamenta:
Non capisco
conseguente alla sto pi alla Uor
perch inserite
solidariet e non
c o p e r t a d a l l a dal 2013?
me sapendo che
sovvenzione denon sto alla Uor
gli istituti previdal 2013 () fare
denziali. La denuncia sembra comparire un esubero in pi
avvalorata da una serie di e- per quali motivi?. E pi avanmail a disposizione degli in- ti: Sempre nellordine della
quirenti scambiate tra i rap- verit io non solo pago da tre

men che meno con cessione di


ferie e permessi. Il Cdr di Uor
aveva precisato inoltre che la
solidariet lo affermiamo
con certezza, non ha avuto alcun indebito rimborso da parte dellazienda. Lunica scrittura privata riguarda un errato calcolo da parte dellazienda delle corte maturate con i
giorni di solidariet.
Il Sole 24 Ore e Andrea Riffeser Monti Foto Roberto Monaldo / LaPresse

anni il taglio in busta paga pur


non essendo la Radio in crisi,
ma a un certo punto vi stato
restituito l1% e non a me, idem per il pagamento permessi e corte sottratte per errore, pagate in seguito a tutti
meno che a me.
In una mail del giorno dopo, le accuse della giornalista
di presunte logiche truffaldine si fanno pi stringenti:
Sono andata a cercare informazioni () si tengono colle-

ghi in centri di costo in cui non


lavorano e questo palese e
super provato. In una lettera
al nostro giornale il gruppo
Sole24 ore aveva precisato che
lammortizzatore stato
concordato con le rappresentanze sindacali, autorizzato
dagli enti previdenziali e sempre applicato in coerenza con
le norme in materia. Non esiste poi nessun accordo collettivo interno che prevede compensazioni sulla solidariet,

SI TRATTA ancora di un espo-

sto, rivolto alla procura di Milano, alla Finanza e allInps,


quello da cui scaturiscono le
richieste di indagini sul gruppo editoriale Monrif, Monti-Riffeser. Lesposto stato
presentato da un membro dello stesso cda della societ, a seguito delle notizie riportate
dal Fattosulle inchieste che riguardano gli altri gruppi, non
convinto della correttezza di
operazioni di riorganizzazione del personale in occasione
degli stati di crisi.
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10 CRONACA

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

INCIDENTI IN MONTAGNA

Montagna, 2 vittime:
muore il veterinario
cacciatore di leoni

UN ESCURSIONISTA e un cacciatore. Si fa sempre pi drammatico il


bilancio degli incidenti dellultima settimana in montagna, sui pendii della provincia di
Torino, teatro gi nei giorni scorsi di altri due
incidenti in cui hanno perso la vita tre persone. Il motivo sempre lo stesso: la neve
che rende insicuro il terreno dei sentieri. Gli
ultimi due incidenti sono avvenuti ieri in Val

Pellice e Val Soana. A Bobbio Pellice morto


Renato Serravalle, 66 anni: luomo scivolato sul sentiero ed precipitato in un dirupo. A Valprato Soana, invece, morto Luciano Ponzetto, 55 anni di Orio Canavese.
Secondo una prima ricostruzione, si sarebbe allontanato per inseguire una preda. Scivolato sul terreno innevato, nonostante indossasse i ramponi, precipitato. Ponzetto,

cacciatore e veterinario, era finito nella bufera mediatica un anno fa quando, su Internet, sono state pubblicate foto in cui compare con un leone ucciso in un safari in Tanzania. La professione di veterinario non
incompatibile, n sotto il profilo deontologico n sotto quello morale, con attivit di
caccia o safari, si era giustificato il veterinario dopo le tante critiche sul web.

CAMPIDOGLIO Bagarre sul nuovo impianto, lassessore urbanista (in uscita) finisce sotto accusa:
Si dice contro ma non fa nulla per fermarlo. Sullo sfondo rischi risarcitori e rapporti con i costruttori

ANDREA MANAG

n milione di metri cubi


di acciaio, vetro e cemento da costruire. Un
investimento privato da
un miliardo e 600 milioni di euro.
Lopera pi costosa in programma per gli anni a venire in una citt, Roma, dove nellultimo quinquennio sono andati in fumo 30
mila posti di lavoro nelledilizia.
Sta in queste cifre la radice del
conflitto che da due anni aleggia
attorno alla costruzione dello stadio di propriet della As Roma a
Tor di Valle.

Roma, cos lo stadio divide


i Cinque Stelle e Berdini

PER I CONTRARI un ecomostro,

per chi lo vuole un progetto essenziale a rianimare lasfittica economia cittadina. Di sicuro unoperazione in cui il ciclo del mattone,
per decenni re indiscusso delleconomia cittadina, riprova a dettare la linea alla politica romana.
Con laggiunta della pressione di
tifosi e radio sportive locali, esaltati e poi frustrati da tonnellate di
promesse, finora puntualmente
disattese, su uno stadio di propriet della societ giallorossa.
La disputa sul moderno Colosseo del calcio riesplosa, fortissima, negli ultimi giorni. Da una
parte c lassessore allUrbanistica del Campidoglio, Paolo Berdini, che si dice contrario alla realizzazione del progetto nella veste
attuale. Sul fronte opposto, il resto
della giunta di Virginia Raggi
che, insieme ai consiglieri 5Stelle,
sono pi orientati al dialogo con la
societ ed il costruttore L uc a
Parnasi per apportare delle modifiche. Il nodo, in realt, non lo

IL CASO

imboccata dalla giunta il 16 settembre, con una memoria firmata


proprio da Berdini prescrive di
avviare tutte le attivit finalizzate allapprovazione del progetto
del nuovo stadio a Tor di Valle.
Dice di essere contro questo progetto, ma non ha fatto nessun atto
per fermarlo, anzi, sussurra un
altro consigliere.
Berdini intanto non molla la linea oltranzista, fedele alla sua stoUNA MEDIAZIONE dettata anche ria di tecnico con un lungo passato
dal timore che, se il Comune non a sinistra, al tempo stesso allievo
approvasse il progetto entro feb- degli urbanisti storici che hanno
braio 2017 in conferenza dei ser- denunciato la speculazione a Roma non certo privo di
vizi, la Roma avrebrelazioni tra i cobe le carte in regola
struttori romani. La
per intentare una
sua voce si levata
causa milionaria.
fuori dal coro del parStime dellavvoca- Il documento
tito anti-cemento antura comunale par- Una memoria
che in altre occasiolano di un obolo che
ni: vedi candidatura
costerebbe circa del tecnico
400 euro a ogni ro- prescrive lavvio alle Olimpiadi 2024,
bocciata dalla giunta
mano se Palazzo Sema da lui definita
natorio perdesse, in del progetto
unoccasione per la
sede giudiziaria, le- Il precedente
citt.
ventuale partita.
La sua posizione in
Ma come si arri- delle Olimpiadi
giunta vacilla, tra
vati a questo muro
smentite e tentativi
contro muro? Un
consigliere capitolino, in forma a- di apertura ai consiglieri M5S
nonima, racconta: Se dovevamo per me sono come 29 fratelli ridire di no la scelta andava fatta su- pete lassessore in attesa che la
bito, non a due mesi dal termine Raggi decida se ritirargli la delega.
della conferenza dei servizi. E in- Potrebbe avvenire gi prima di
vece, come ricordano altri espo- Natale.
nenti pentastellati, la direzione
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realizzare limpianto sui terreni


acquistati a Tor di Valle, si parlato solo di possibili limature di
volumetrie. Qualche piano in meno per i grattacieli in cambio della
riduzione di due opere di mobilit
(un ponte e il prolungamento della Metro B), pagate sempre dal
privato, ma giudicate non necessarie viste le altre infrastrutture di
trasporto in programma.

Il progetto Come sar lo stadio dellAs Roma a Tor di Valle Ansa

stadio in s, sul quale lo stesso Berdini si dice favorevole, ma la costruzione del restante 80 per cento del master plan, che prevede tre
torri progettate dellarchistar Daniel Liberskind una dovrebbe
ospitare Unicredit e un centro

commerciale.
Per lassessore non rientrano
nel Piano Regolatore e quindi
non vanno fatti. Mentre nei due
incontri organizzati tra Campidoglio, As Roma e la societ Eurnova di Parnasi, che dovrebbe

I PROTAGONISTI

VIRGINIA
RAGGI
La sindaca di
Roma eletta
al ballottaggio
di giugno
scorso con il
67% dei voti

PAOLO
BERDINI
Lassessore
allUrbanistica
sembra
essere vicino
a lasciare il
Campidoglio

Ambiente Alla commissione dinchiesta il dossier sulle presunte irregolarit della municipalizzata

Comune contro Ama, il caso in Parlamento


C

amion che trasportano


scarti di lavorazione del
Combustibile da Rifiuti (Cdr)
in numero costantemente inferiore rispetto al previsto,
mentre il relativo appalto viene ritoccato al rialzo e le penali
restano sulla carta. E poi sospetti su possibili conflitti di
interesse e bandi che finiscono deserti fino a che limporto
non cresce. E molto altro.
C IL RACCONTO delle fragilit del ciclo di smaltimento della mon nezz a a Roma nel
dossier su Ama, la municipalizzata romana dei rifiuti, consegnato dalla sindaca Virginia
Raggi e dallassessore allAmbiente Paola Muraro alla
Commissione Ecomafie tra agosto e settembre. Il Fatto ha
esaminato quelle carte.
Le origini del problema: Roma produce 5 mila tonnellate
di rifiuti al giorno e Ama, strutturalmente, non riesce a chiudere il ciclo perch possiede

solo due impianti di Tratta- nel forlivese della Sogliano


mento Meccanico Biologico Ambiente. Stando alle carte
(Tmb), uno di compostaggio del Campidoglio, per tre mesi
ed un altro di selezione dei ma- la differenza tra i viaggi effetteriali. Cos il resto del proces- tuati e quelli richiesti dei mezso viene fatto in buona parte da zi che trasportano Fos ha sempre un saldo negativo. Qualche
soggetti terzi.
Proprio uno dei servizi di esempio: le tabelle redatte dai
trasporto dei residui di lavora- 5 Stelle romani annotano sia il
28 sia il 31 maggio
zione del Cdr fiscorsi ben 7 viaggi
nito sotto osserin meno sui 10
vazione del Cogiornalieri previmune, a gestirlo
sti solo dalli mdal settembre La denuncia
2013 la ditta So- Secondo la giunta pianto di Rocca
Cencia.
gliano Ambiente
per conto della lo smaltimento
NON VA me gl io
mandataria He- perde colpi
nella settimana
ra, la ricca muldal 27 giugno al 2
tiutility emilia- e lazienda
luglio, quanto le
na. I documenti non esige penali
tabelle dei pentaconsegnati in Estellati contano
c o m a f i e d a l milionarie
99 viaggi eseguiti
Campidoglio,
su 150 richiesti a
raccolti tra il 4 aprile e il 30 giugno, monitora- Rocca Cencia e 62 su 84 al Sano i trasporti dai due impianti lario: in totale allappello ne
Tmb di Ama, Salaria e Rocca mancano 72. Lappalto preveCencia, verso lo stabilimento de penali dal 20 al 45% del co-

dere alla convenzione Consip


prima dellautomatico rinnovo del contratto per la fornitura di energia elettrica con Acea, il 30 aprile 2015, da circa
5,5 milioni di euro. Invece Ama - si legge non ha posto in
essere nessun atto concreto
volto alladesione a Consip.
LA P P U N TO termina con

Lo stabilimento A Rocca Cencia, dove vengono smaltiti i rifiuti LaPresse

sto del servizio in caso di mancati trasporti. Nel periodo esaminato la stima delle multe
ammonterebbe a circa 1,4 milioni di euro, per Ama non ne
ha richiesto il pagamento. Non
solo. Nel frattempo, il 20 giugno scorso, a seguito di un negoziato, il prezzo per ogni tonnellata di rifiuti trasportata
viene addirittura aumentato
da 116,90 a 133 euro con un incremento del 14,7%. Nel materiale consegnato in Ecomafie

non mancano sospetti di conflitti di interesse.


Un appunto - non firmato getta unombra sulloperato
dellex dg di Ama, Alessandro
Filippi, nominati durante la
giunta Marino. La nota ricorda che lazienda dei rifiuti nel
2014 ha sottoscritto la centrale
unica acquisti del Campidoglio per favorire la spending
review. Di conseguenza, si legge nel documento: Ama avrebbe potuto/dovuto proce-

unaccusa: chiaro che il dg


Filippi, dipendente di Acea in
distacco, abbia voluto precostituire tutte le azioni utili ad
indirizzare la mancata adesione a Consip al fine di favorire il
tacito rinnovo del contratto
con la societ sua datrice di lavoro. Ora che il testo stato
desecretato sia il manager sia
le ditte appaltatrici potranno
controbattere. Resta il quadro
desolante di una citt sporca
con un servizio di raccolta inefficace, incapace di gestire
in proprio il ciclo dei rifiuti.

AND. MAN.

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CRONACA

Domenica 11 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

STASERA SU SKY ATLANTIC

Come Dio comanda,


il Papa rivela: rester
poco, cinque anni

IL RITRATTO

UN PAPA intimo che confessa di


chiudersi per pudore alle emozioni,
ma che pure esprime una forte capacit emotiva e materna. Un Papa deciso che parla
della corte pontificia dalla tradizione atavica ma che deve cambiare. Un Papa sempre a suo agio tra la gente, che chiede al suo
autista di fermarsi per scendere ad abbracciare un disabile. O che affronta il temporale

PAROLA ALLA DIFESA

Agrigento

Il potere non mi zittir

l lenzuolo appeso al
balcone del primo piano dello studio legale
Arnone, a meno di cento
passi dallingresso del Palazzo di Giustizia di Agrigento; c la foto di un leone
infuocato e una scritta accanto: Pi male mi fate, pi
forte divento, pi forte divento, pi male far. Chi lo
credeva piegato dal carcere
dovr ricredersi in fretta, il
programma operativo
dellavvocato Peppe Arnone, difensore storico
dellambientalismo siciliano, resta sempre lo stesso: la
migliore difesa lattacco.

Legale
in trincea
Lavvocato
Giuseppe
Arnone

UNA TATTICA che non ha

mai abbandonato da quando diventato il legale pi


processato dItalia: contro
di lui sono aperti centodieci
processi penali, per lui i
pubblici ministeri hanno
chiesto, finora senza esito,
tredici anni e mezzo di carcere, una perizia psichiatrica redatta incredibilmente
da una neurologa, peraltro
segretaria dellUdc di Caltanissetta, ha attestato che
confonde la realt esterna
con quella interna e unaltra, questa volta di una psichiatra, ha invece confermato il pieno possesso delle
sue facolt mentali di nuovo
messe in dubbio da un funzionario di polizia che ne ha
chiesto il tso (trattamento
sanitario obbligatorio).
Non sono riusciti a internarlo ma lo hanno trascinato in carcere: stato arrestato meno di un mese fa per estorsione e dopo qualche
giorno il Tribunale del riesame di Palermo lo ha rimesso in libert ritenendo
laccusa infondata. Arnone
come quel pupazzo distribuito dalla Galbani negli anni Sessanta, vinto con i punti
dentro i formaggini: Ercolino sempre in piedi, pi lo
colpisci e pi torna in posizione eretta. E di battaglia.
Questa volta ad accusarlo era una sua collega imputata
di estorsione ai danni di una
cliente di Arnone che ha finto di accettare una transazione e ha chiamato la polizia, dopo avere registrato di
nascosto la riunione con i
colleghi. Risultato? Sorpreso con i due assegni in tasca
della transazione, Arnone
stato arrestato e poi scagionato, la sua collega stata
denunciata anche al consiglio dellOrdine degli avvocati per la registrazione abusiva.
MA QUESTO solo lultimo
atto di una guerra che va avanti da cinque anni e che
solleva pi di un interrogativo sulla gestione delle indagini nella citt del ministro dellInterno Angelino
Alfano, pi volte chiamato

breve. Quattro, cinque anni. una sensazione un po vaga... magari no.... Il Papa parla
quasi per tutta lopera fuori campo, nella sua
lingua, lo spagnolo. Le immagini sono in parte chiare ma per lo pi sgranate, mosse, vive.
Quelle catturate dalla gente e messe su Youtube, o quelle riprese dalle persone a lui vicine. La voce del Papa contiene estratti di discorsi e interviste ma anche audio inediti.

Lambientalista Arnone Dopo la scarcerazione otto pm agrigentini


hanno chiesto il trasferimento. Lui: Sono un esercito in rotta

GIUSEPPE LO BIANCO

delle Filippine e celebra la messa per quella


gente provata con limpermeabile di plastica
giallino. il docufilm Papa Francesco: come
Dio comanda, che andr in onda stasera alle
23.15 su Sky Atlantic, prodotto da 42/o Parallelo. Alla soglia del suo compleanno (il
Papa compir 80 anni il 17 dicembre), nel docufilm si sente la voce di Bergoglio che dice:
Ho la sensazione che il mio pontificato sar

11

AVVOCATO ARNONE, 110 processi a carico,


13 anni chiesti dal pm cui hanno fatto
seguito sette assoluzioni e un arresto in
carcere: perch tutto questo?
Perch con i miei poster bus cinque anni fa ho
affondato la corrente di Unicost, che voleva
che Giuseppe Gennaro diventasse procuratore
di Catania. E laggiunto Ignazio Fonzo, a lui
molto vicino, che ho denunciato per i continui
insabbiamenti funzionali al sistema di potere
di Angelino Alfano ad Agrigento, ha giurato di
farmela pagare.
Non crede che gli atteggiamenti da sceriffo,
i toni estremi e la pretesa di dettare la linea
dei procuratori possano aver infastidito
qualcuno tra i magistrati?
Mai fatto cose simili. Ho denunciato, invece, il
pi colossale degli abusi edilizi nella Valle dei
Templi, quello del parlamentare di Forza Italia,
Riccardo Gallo. Bisogna urlare con forza
quando a volerti tacitare il sistema di potere
del ministro dellInterno Angelino Alfano.

Per il legale-sceriffo Tso, sbarre


e trappole nel feudo di Alfano
larresto forse pensavano di
sferrare il colpo del ko: ma
dopo la sua scarcerazione si
appreso che otto magistrati, il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e sette sostituti (Salvatore Vella, Santo
Fornasier, Matteo Delpini,
Brunella Sardoni, Alessandro Macaluso, Andrea Maggioni e Silvia Baldi), hanno
presentato domanda di trasferimento ad altra sede.

saustivo. E in Procura dicono: Abbiamo il dovere di


verificare tutte le denunce
dellavvocato Arnone, dalla
prima allultima, anche se i
contenuti ci sembrano meno lucidi di quelli degli anni
passati.
A stabilirlo saranno, come sempre, le indagini ora
affidate alla nuova gestione
della Procura agrigentina di
Luigi Patronaggio.

Campo
minato
Sopra, la Valle
dei Templi
di Agrigento.
Sotto, il procuratore Luigi
Patronaggio
Ansa

RIPRODUZIONE RISERVATA

CHI TORNA in Lombardia,

Cambio di guardia
Nuovo corso
col procuratore capo
Patronaggio che resta
silente coi giornalisti
in causa da Arnone come il
garante di un sistema di potere che copre soprusi e illegalit costantemente denunciate dal battagliero avvocato che ha lavorato con
Pio La Torre, ha collaborato
con Paolo Borsellino e si ritrovato da solo, nella camera ardente con accanto il
corpo di Rosario Livatino.
Oggi Arnone ha trasformato il suo ufficio legale in
uno studio televisivo, con una telecamera montata su

un cavalletto rivolta alla


scrivania e un operatore televisivo tra i collaboratori di
studio. Video postati su
Y ou t ub e , manifesti affissi
sui muri di Agrigento, pubblicazioni stampate e distribuite a sue spese, persino
magliette con le foto degli abusi edilizi nella Valle dei
Templi sono le armi mediatiche con cui tiene costantemente sul chi vive gli inquirenti segnalando le omissioni, le coperture e gli abusi rimasti impuniti, prendendo
giocosamente in giro i presunti responsabili.
ACCANTO, ovviamente, alla

montagna di denunce presentate alla Procura di Caltanissetta. I suoi nemici sono i pm agrigentini e i funzionari di polizia che con

avvicinandosi a casa, chi resta in Sicilia, inseguendo gli


incentivi delle sedi disagiate, chi semplicemente sfugge a carichi di lavoro troppo
pesanti: in procura la spiegano cos, ma last but not least, tra le motivazioni dei trasferimenti affiora anche
quello di un clima negli ulAbbiamo
timi tempi poco sereno. E
il dovere
se non esplicito il riferidi verificare mento alle vicende che hanno fatto di Arnone lavvocatutte
to pi perseguito del Paese
le denunce
dellavvocato appare assai chiaro. E mentre Arnone legge i trasferiAnche
menti dei pm come la fuga
se ci
di un esercito in rotta, oggi
sembrano
i toni della Procura guidata
da Luigi Patronaggio apmeno
paiono diversi: il procuratolucide
re capo non parla con i giordi un
nalisti, lo ha fatto con la
tempo
Commissione antimafia
LA PROCURA giunta ad Agrigento due
SICILIANA giorni dopo larresto di Arnone e il suo contributo sulla
vicenda stato definito dalla deputata Giulia Sarti, Movimento cinque stelle, e-

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P G

12

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

iazza rande

I dipendenti Tim
vanno in sciopero
Marted 13 dicembre saremo in
piazza, rinunciando a una giornata
di stipendio, per difendere i diritti
nostri e di chi lavora nel campo delle
telecomunicazioni. Esiste un filo
rosso che unisce Almaviva a Tim e in
futuro a tutti gli altri. Stiamo assistendo in questi giorni a una ridicolizzazione della nostra posizione.
Su Dagospia stato ripreso un articolo precedente di key4biz.com in cui
la nostra posizione sembra ridursi
unicamente alla protesta contro labolizione del buono pasto. Vi invitiamo invece a chiedere a Tim la copia della proposta di abolizione del
contratto di secondo livello, come
consegnata alle sigle sindacali. A
questo vorremmo aggiungere la
mancata erogazione del premio di
risultato il management ha deciso
di caricare sui lavoratori le multe
Agcom derivanti dalle loro scelte
poco trasparenti e poco rispettose
delle regole commerciali , i cinque
anni di contratto di solidariet che
stiamo affrontando e la mancanza di
un piano commerciale o comunque
di idea di futuro. Ma comunque il
sig. Cattaneo si intascher 55 milioni di euro, se riuscir nel piano di risparmio a tutti i costi che gli stato
imposto. Per favore, aiutateci. Sosteneteci in questa nostra protesta.
Non chiediamo altro che poter lavorare e poter lavorare in modo dignitoso. Parlate di noi, fate sapere che
non siamo un gruppo di persone che
non ha altro da fare se non protestare a vuoto. Siamo 45.000 persone
disperate.
UN LAVORATORE TIM

La Rai, lobbedienza
e il carro del vincitore
Nella Rai, come accade durante tutte le crisi di governo, in corso il cosiddetto r i p o si z i o n a m e nt o di
quei dirigenti che, essendo stati nominati grazie alle segnalazioni al
Direttore generale, inoltrate dal
cerchio magico di Matteo Renzi,
temono di essere sostituiti qualora
lex premier non dovesse tornare a
Palazzo Chigi. Lennesima corsa a
salire sul carro del presunto vincitore una conseguenza del conferimento degli incarichi di vertice
non sulla base dei meriti, ma
dellobbedienza ai politici di riferimento. Una tendenza, in auge sin
dai tempi della Prima Repubblica,
che non stata affatto rottamata durante il renzismo. Non va, certo,
rimpianta la lottizzazione. Ma, oggi, sulle poltrone dei direttori dei Tg
e dei Gr pi seguiti, sono seduti personaggi, in stragrande maggioranza
designati da Renzi. necessario un

SENZA RETE

Inviate le vostre lettere (massimo 1.200 caratteri) a: il Fatto Quotidiano


00184 Roma, via di SantErasmo n2 - lettere@ilfattoquotidiano.it

ANTONIO PADELLARO

Il trionfo del No alla riforma


e le grandi firme demochic
MA LA GENTE, quella che ho incontrato al mio seggio,

facce mai viste trascinanti vecchi con bastoni e carrozzine? Perch avranno scelto il No?

TERESA VERGALLI. LUNIT.


di nuovo chiaro che gli italiani, con il possente e demente
contributo dei giovani dai 18 anni ai 34 anni, quando sentono
parlare di cambiamento, e magari ne vedono realizzato un pezzettino, mettono mano alla pistola e sparano voti contro.
GIULIANO FERRARA, IL FOGLIO

MI STATO CHIESTO: esiste un elemento comune tra la

vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti e il trionfo del


No in Italia? Ho risposto: s che esiste, il tracollo dellinformazione. Con una differenza. Il New York Timessi
subito scusato con i propri lettori per non avere compreso
ci che si muoveva nel disagio dellAmerica profonda, seguito dal mea culpa di altre importanti testate. Qui da noi,
invece, la cosiddetta grande stampa (per non parlare della
televisione) dopo non avere intercettato neppure le briciole di quel 60 per cento contrario alla riforma Boschi ha
gi archiviato il risultato del 4 dicembre preferendo tuffarsi beatamente nella minuta descrizione delle trattative
di governo, vero sfollagente per mettere in fuga i lettori
superstiti. Mentre, su quei 19 milioni e 419 mila No stato
immediatamente steso un velo, come se si fosse trattato di
un accidente elettorale e piuttosto indecente.
Per non parlare degli epiteti contro la massa di giovani
dementi (Giuliano Ferrara) che hanno osato dissentire
da Matteo Renzi. O delle sordide motivazioni che hanno
spinto ai seggi le facce mai viste trascinanti anziani paralitici (LUnit): di sicuro incalliti sabotatori del cambiamento per non dire peggio. Facciano pure. Cos come
lex premier ha perso gioco, partita e incontro, supponendo unItalia virtuale completamente diversa da quella
dalle persone in carne e ossa, anche i giornalisti che per
contratto dovrebbero raccontare i fatti si sono affidati alle
proprie opinioni, comodamente seduti su cataste di giornali invenduti la metafora degli occhiali del sociologo

riequilibrio delle direzioni. Pertanto, soprattutto se Sergio Mattarella


decidesse lapertura anticipata delle gabine elettorali, dovr essere
garantita agli utenti uninformazione pluralista, obiettiva, non faziosa,
che dia conto, serenamente, delle
posizioni di tutti gli schieramenti in
campo.
PIETRO MANCINI

Il tesoro delle associazioni


dimenticato dai partiti
C una riserva politica preziosa
nel nostro Paese, quella delle associazioni. Posti dove non si compete
per il potere e tutte le energie sono
orientate al miglioramento del
Paese. Pensiamo al ruolo che ogni
giorno svolgono associazioni come

Pierre Bordieu, attraverso cui i cronisti vedono soprattutto ci che interessante per loro. E la realt? Pfui, che
cosa volgare.
Ma c qualcosa di peggio e riguarda il censo intellettuale
(ma non solo) delle cosiddette grandi firme. Lo spieg
qualche anno fa Alain Accardo su Le Monde Diplomatique asserendo che nelle redazioni le redini del potere sono affidate a uomini e donne accreditati generalmente come grandi professionisti: il che sottintende inequivocabilmente la loro adesione ai dogmi fondamentali dei datori di lavoro e del potere costituito. Basta osservare le
facce stravolte di tanti illustri colleghi che dalla notte di
domenica non sanno capacitarsi di quanto accaduto. Nei
loro sguardi smarriti si legge lo stesso sgomento dei terrestri di fronte a uninvasione aliena: come potuto accadere? Ma a differenza di Tom Cruise nella Guerra dei
mondi essi avevano (avevamo) avuto tempo e modo per
informarsi sugli umori del Paese. Solo che non si ritenuto
necessario farlo. Diciamo la verit: molti di noi vivono in
un mondo privilegiato, percepiscono emolumenti non disprezzabili e vivono a contatto con quei Demochic che per
tre anni ci hanno raccontato lItalia di Renzi come il migliore dei mondi possibili (il famoso storytelling).
Come diavolo si sono permessi quei 19 milioni e mezzo l di
rovinare tutto, di mandare a casa il migliore, di portarci
sullorlo della catastrofe (che non c stata). Non avevano
lavoro? E i voucher allora? Volevano tenersi stretta la Costituzione, una delle poche garanzie loro rimaste? Pfui,
questi dementi. Ma una soluzione esiste: la limitazione del
suffragio universale. Ossia escludere dalle urne tutti coloro che non sono in grado di comprendere il senso delle
necessarie riforme. Ripristinare il voto per censo, da una
certa fascia di reddito in su. Ecco, le grandi firme possono
stare tranquille.
Antonio Padellaro - il Fatto Quotidiano
00184 Roma, via di SantErasmo n2
lettere@ilfattoquotidiano.it

Anpi, Libert e Giustizia per la manutenzione costituzionale, Libera


e le tante associazioni contro le mafie e la corruzione, Medici senza
frontiere, Emergency e tutto il volontariato schierato per il soccorso
ai migranti, le associazioni laiche e
religiose di accoglienza e lotta
al lesclusione e alla povert. Potremmo continuare con un elenco
lunghissimo di organizzazioni, che
radunano la passione civile di chi sa
che per vivere meglio tutti, bisogna
alzare la condizione degli ultimi.
Eppure, questa giacimento di valore ignorato da partiti e comunicazione. Se in un partito parli di ideali, sei un anima bella, ma inservibile per il duro gioco che la gestione corrente impone. Per la co-

municazione, chi viene dallimpegno sociale pericoloso. Dobbiamo


rassegnarci allincomunicabilit
tra impegno politico e impegno civile? No. Anzi, occorre trovare il
modo di creare una collaborazione
stabile tra questi due contesti. Per
esempio, mi piacerebbe che una
forza di sinistra prevedesse delle
quote arancioni tra i propri parlamentari, per persone provenienti
da associazioni. E queste ultime,
prevedessero quote di attivit sul
campo, dedicate a politici professionali. I politici di cui ha bisogno il
Paese devono essere persone di
cultura per affrontare la complessit; e di tirocinio umano, per tenere sempre presente chi soffre.
MASSIMO MARNETTO

Il primo errore di Renzi:


mettersi contro DAlema
Si sa, la casualit nella vita: un attraversamento di strada sbagliato,
una tegola portata dal vento, una
decisione avventata, un ego un po
troppo mostrato, un fare di sufficienza smodato... possono far girare specie in politica la storia
della vita in modo diverso da come,
magari, si era programmato, o meglio sperato.
E a volte anche la miopia politica
nonostante le camicie rimboccate,
le cravatte assenti, la verve tribunizia del podio, linc om pos tez za
(certo) dei vari cinguettii e la mela
mordicchiata del laptop come testimonial di lusso La miopia politica soprattutto. Lerrore iniziale di Renzi, forse fondamentale,
col quale il ragazzo ha voluto ignorare il noto detto se non riesci a
sconfiggere un nemico alleatici:
la Mogherini invece di DAlema in
Europa. Eh gi, forse da l che tutto iniziato.
CLAUDIO FANTUZZI

Leuro non una moneta


ma un sistema di potere
Perch quando i media, nessuno escluso, parlano delleuro si riferiscono sempre a esso come una moneta? possibile che nessuno abbia ancora capito che leuro non
una moneta ma un sistema di potere raffinatissimo? Un sistema
pensato molto tempo fa dai cos
detti padri costituenti dellEuropa
(Shuman, Spinelli, Adenauer, De
Gasperi, Monnet e gli altri)? Il tutto sulle ali dei sentimenti suscitati
della fine dalla seconda guerra
mondiale, per allora con altri obbiettivi e motivazioni, ma che nei
decenni stato poi trasformato da
chi ne ha preso il posto, piuttosto
furbescamente e disonestamente,
in un mostro economico, politico,
giuridico e sociale?
Un mostro che, favorendo esclusivamente le lite, il precariato, la
desalarizzazione, le disuguaglianze e le classi dirigenti ed industrial/finanziarie che si sono venute a formare per via della globalizzazione, volto ormai unicamente a distruggere diritti, sovranit nazionali, welfare, nel falso
mito della competitivit e di una
produzione sempre crescente e di
un futuro radioso per tutti? Un futuro per che appare sempre pi
sfuggente e irraggiungibile? Perch si ha paura di informare i cittadini, confusi e ingannati, sulla
pi grande presa in giro del nuovo
millennio, definendo leuro per
quello che ?
ENRICO COSTANTINI

PROGRAMMITV
10:30
10:55
11:50
12:00
12:20
13:30
14:00
17:00
17:05
18:45
20:00
20:35
23:43
23:45
00:50
01:15
02:30
03:00
03:30
04:20

A Sua immagine
Santa Messa
A Sua immagine
Angelus da Piazza
San Pietro
Linea verde Domenica
Tg1
L'Arena
Tg1
Domenica In
L'Eredit
Tg1
Telethon Show
Tg1 60 Secondi
Speciale Tg1
Tg1 NOTTE
Applausi
Settenote
Sottovoce
DA DA DA
Il mondo meraviglioso
dei molluschi

06:45 Sea Patrol


08:10 Dottori a Hope Island
09:35 The Good Witch's
Destiny
11:00 Mezzogiorno In Famiglia
13:00 Tg2 GIORNO
13:45 Quelli che aspettano
15:30 Quelli che il calcio
17:00 Novantesimo Minuto
Zona Mista
18:00 Novantesimo Minuto
19:05 Sempre pi Sbandati
19:35 Squadra Speciale Cobra 11
20:30 Tg2 20.30
21:00 N.C.I.S.
22:40 La Domenica Sportiva
00:30 Sorgente di vita
01:00 Appuntamento al cinema
01:05 Criminal Minds
02:25 U Be Dead
04:00 Hawaii Five-O
04:45 Videocomic

08:00
08:30
10:00
12:00
13:00
14:15
14:30
15:00
16:20
19:00
20:00
21:30
22:50
23:45
00:15
00:45
02:50

Sembra ieri
Domenica Geo
Provincia capitale
Tg3
Il posto giusto
Tg3
In 1/2 h
Kilimangiaro - Il Grande
Viaggio
Kilimangiaro - Tutte
le facce del mondo
Tg3
Che tempo che fa
Che fuori tempo che fa
Islam, Italia
Tg3 Mondo
In 1/2 ora
Fuori orario. Cose (mai)
viste
Con aura senzaura
viaggio ai confini dell'arte

08:18
09:20
10:00
10:50
11:30
12:02
12:57
14:00
15:00
17:02
18:55
19:36
19:55
21:15
00:00
01:23
02:29

Inarrestabili
I Viaggi del Cuore
Santa Messa
I Viaggi del Cuore
Tg4
Banzai
Tgcom24
Donnavventura - Gran
Raid dei Caraibi
Il Ritorno di Colombo
Se Vuoi Vivere... Spara!
Tg4
Dentro La Notizia
Tempesta d'amore 11
Maurizio Costanzo Show
I Bellissimi di R4 - Cosa
voglio di pi
Tg4 - Night News
Thank You For Smoking

07:59
09:10
10:01
11:01
12:01
13:00
13:40
14:00
18:45
20:00
20:40
21:10
23:15
00:01
01:35
02:19
02:52
05:00
05:15

Tg5
Le Frontiere dello Spirito
Una Sorpresa da Chef
Le Storie di Melaverde
Melaverde
Tg5
L' Arca di No
Domenica Live
Caduta Libera
Tg5
Paperissima Sprint
Il Segreto
X Style
Dream House
Tg5
Paperissima Sprint
FILM Io e Napoleone
Media Shopping
Tg5

07:20
10:20
10:50
11:50
12:25
13:00
14:00
15:35
17:30
18:30
19:00
19:15
21:20
00:35
01:30
01:45
02:35
03:15
03:30

Cartoni animati
tornato Mr. Bean
Ale e Franz Show
Gi In 60 Secondi
Studio Aperto
Sport Mediaset Xxl
Magiche Leggende
Tgcom24
Friends
Studio Aperto
Camera Caf
Dragonheart
Le Iene Show
Tutta colpa di Galileo
Studio Aperto - La Giornata
Premium Sport News
Pretty Little Liars
Media Shopping
Pretty Little Liars

06:00 Tg La7 Morning News Oroscopo


07:00 Omnibus News
07:30 Tg La7
07:55 Omnibus
09:40 L'aria che tira - Il diario
10:50 Gustibus
11:30 FILM Un americano
a Roma
13:30 Tg La7
14:00 Tg La7 Cronache
14:20 Il comandante Florent
18:00 Josephine Ange Gardien
20:00 Tg La7
20:35 Faccia a faccia
21:20 Billy Bathgate - A scuola di gangster
23:15 FILM Il promontorio
della paura
01:30 Faccia a faccia
02:15 Il commissario Navarro

19:25
21:00
21:15
23:05

Extraction
Sky Cine News
Premonitions
Trappola in fondo
al mare
01:00 La quinta onda
02:55 Game Therapy
04:35 Snoopy & Friends
- Il film dei Peanuts

11:45 Atlantic Confidential


12:00 Maratona Westworld
21:15 The Night Of - Cosa
successo quella notte?
23:25 Papa Francesco: Come
Dio comanda - 1^TV
00:15 Divorce
01:25 Californication
02:25 The Shield

PIAZZA GRANDE

Domenica 11 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

FATTI CHIARI

LA FABBRICA DEL FALSO


NELLERA TRUMP

o stupore degli americani dura ancora. Un mese


dopo lelezione pi strana e imprevista e impossibile della storia americana (un uomo estraneo e nemico
della politica, al comando della politica) i cittadini stupiti e storditi e
indignati scendono ancora in piazza alzando la scritta No Trump.
Diventa pi chiaro ci che stato spiegato a rovescio dalla maggioranza dei commentatori. Una
destra potente, astuta, organizzata, ha mandato in scena, con una
vera e propria esplosione del teatro dellassurdo, un personaggio
disposto a distruggere subito, con
il linguaggio e con lirrisione pi
offensiva, ogni protezione e diritto
di tutti coloro che, a partire dai
giorni di Martin Luther King, contavano sulla Costituzione.
E lo ha incoraggiato a spingere a
sua volta in scena, come in un parco di divertimenti alla Lewis Carroll, una sfilata di prossimi ministri, scelti fra miliardari o generali, nessuno
con una propria reputazione salvo, per uno,
il nomignolo di cane
pazzo".
La parola chiave
caos. Ma attenzione.
la parola usata non
per descrivere il campo
del miliardario matto
(sto parafrasando Alice
nel Paese delle Meraviglie) ma quella della sua
avversaria Hillary
Clinton. Caos, infatti, ricorre con frequenza nella serie immaginaria di vita, avventure
e delitti (dallomicidio
al traffico di bambini)

FURIO COLOMBO

che vengono attribuiti alla Clinton. Dove? In qualche libro che gi


circola anche in Italia per precedere in tempo lavvento di Trump.
Ma soprattutto in Rete, immaginata come un mondo virtuale destinato a produrre sempre pi notizie, nozioni e rappresentazioni
di realt altrimenti irraggiungibili
o inimmaginabili.
Lo hanno dimostrato, nei giorni
di Trump e nelle mani del suo governo in formazione, due grandi operatori: Steve Bannon, gi fondatore e direttore di Braitbart, celebre sito di notizie false, e ora capo
dello staff di Trump in arrivo alla
Casa Bianca, e Edward Flynn, figlio e aiutante militare del generale Michael Flynn, nuovo Consigliere per la Sicurezza nazionale,
celebre per la frase: Non esistono
notizie false. Una notizia resta viva
e vera fino a quando qualcuno di-

mostra che falsa. Si deve al giovane Flynn la diffusione in Rete,


con molti immaginosi e continuamente ripetuti espedienti, della
notizia che Hillary Clinton e il suo
collaboratore Podesta sono a capo
di un traffico di prostituzione minorile. Una tale notizia falsa ha bisogno di un luogo vero come controprova. I due, che saranno presto alla Casa Bianca con funzione
di pace e di guerra nel mondo, hanno indicato nei giorni scorsi la pizzeria di Washington Ping Pong
come il quartier generale dellimmondo complotto clintoniano.
LA REALT esplosa quando una

folla insultante si raccolta sul posto. E un uomo armato di fucile


entrato, riuscito a sparare (per
fortuna senza colpire) finch la polizia lo ha bloccato e arrestato. Ha
spiegato che era venuto a interrogare i colpevoli dellorrore che gli era stato
narrato in Rete e per
porre fine allo sfruttamento di bambini.
Lassurdit della storia, una volta fatta propriamente circolare in
Rete, non ha niente a
che fare con la sua credibilit, che si radica e
si diffonde nel modo
che ormai viene definito v ir a l e . Les p e r imento ha funzionato e
sta tuttora funzionando, con successo e con
risultati di estremo pericolo, per la diffusione
di storie contro le vaccinazioni dei bambini.

Me ne vado, disse
Ci avevamo
creduto perfino noi

Quasi di colpo si scoperto che un


popolo di persone che si considerano bene informate, sensibili alla
presentazione logica degli argomenti in discorsi complessi, hanno
abbracciato il rifiuto delle vaccinazioni e hanno cominciato a opporre un muro di bene organizzate
prove e motivazioni contro le vaccinazioni. Sono diventate comportamento di vere e proprie folle di
seguaci del rifiuto. Lintero mondo
scientifico denuncia il pericolo di
una nuova generazione di bambini
non vaccinati. Ma, al momento, la
forza virale delle notizie false
sembra tenere testa e allargarsi.
Lesperimento ha funzionato e
continua a funzionare per la disputa sulle cure delle malattie gravi. Si
susseguono le notizie di morte delle persone che hanno abbandonato
i medici per la Rete. Ma non sembrano intaccare (specialmente nei
pi delicati settori dell'oncologia)
la persuasione dei nuovi ribelli, che
parlano impropriamente di medicina omeopatica (rispettabile,
antico e parziale percorso alternativo) e si affidano, invece, a vicoli
ciechi senza prove e senza sostegno scientifico, fino alla morte.
Tutto ci dimostra che tempo di
dare alla Rete ci che della Rete.
Non un nuovo Guttemberg che
moltiplica la disponibilit di un testo. Qui si aggiunge la componente
quasi magica dellinsinuazione di
una verit diversa, a livelli pi profondi in cui gli altri non ti lasciano arrivare. una verit ripetuta,
che rende possibile, a chi usa il sapere della Rete, la conoscenza che
le lite o la scienza ufficiale, o la cultura dominante o il potere o il complotto, non ti consentirebbero di
sapere. Qui si abbevera il governo
di Trump.

IL VANGELO DELLA DOMENICA

MONS. DOMENICO MOGAVERO *

distanza di otto giorni ritroviamo la figura di Giovanni il Battista, anche se


in situazione assai diversa. Rinchiuso in un carcere, stato privato della libert personale, ma
soprattutto della sua potente parola. Il fustigatore del male e del
malaffare stato messo a tacere
perch, allora come oggi, la verit
gridata costituisce per tanti una
temibile compagna di viaggio da
tenere a bada.
IL RACCONTO del Vangelo secon-

do Matteo (11,2-11) descrive il Battista sopraffatto da chi trovava indigeribili le sue parole. In catene
egli ormai non pu pi nuocere e la
cosa sicuramente lo turbava profondamente. Non era un detenuto
qualsiasi; era un uomo che si era
liberato da tutte le convenienze
del vivere civile per esercitare la
sua missione profetica in estrema
libert. E questo certamente costituiva per lui un cruccio fastidioso.
Ma avvertiva dentro di s soprattutto un assillo martellante che lo
arrovellava notte e giorno.
Quel Ges che egli aveva presentato alle folle come il liberatore
dal peccato, lagnello che si sarebbe caricato delle colpe e delle malefatte dellumanit, aveva dato alla sua missione messianica una
piega del tutto imprevedibile. Non
aveva mai rivestito i panni del giu-

Giovanni uomo forte,


sincero e onesto,
cercatore di verit
dice inflessibile che prendeva di
petto i peccatori, senza lasciare loro alcuno scampo. In quello stato
di cose Giovanni ha il brutto presentimento di essersi sbagliato.
Ma, pur essendo un uomo tutto
dun pezzo, non azzarda una conclusione per lui pi che fondata,

era altro che il compimento della


visione messianica del profeta Isaia. Egli comprende il turbamento di Giovanni e gli chiede un supplemento di fiducia in lui, invitandolo ad accettare senza scandalizzarsi quella prospettiva a lui non
congeniale.
Come spesso
accade nei vangeli
la nostra curiosit
IL BATTISTA
di sapere come va
Non cede alle mode
a finire resta inappagata. Sappiamo
del momento. Di fronte
solo che da l a poco Giovanni sar
agli eventi che non
decapitato nellepilogo della festa
comprende, accetta
di compleanno del
di mettersi in discussione
re Erode, che avrebbe sacrificato
sullaltare del perma pensa a un confronto con Ges, benismo la sua sincera simpatia
seppure per interposta persona, per il profeta.
stante la sua condizione di recluso:
Tuttavia, come in un repentino
Sei tu colui che deve venire o dob- cambio di scena, al ritirarsi
biamo aspettare un altro? (11,3). dellambasceria Ges tesse un eloQuel dubbio, che lo rodeva, andava gio del Battista assolutamente imrisolto in un senso o nellaltro.
prevedibile nel merito e nei toni. E
Ges non rifiuta il confronto e fa la fa nel momento in cui il suo pauna rapida sintesi del suo servizio, rente (Maria, la madre di Ges, ed
facendo vedere come la sua azione Elisabetta, madre di Giovanni, edi risanamento delle malattie non rano cugine) caduto in disgrazia.

13

Che idea vi siete fatta di Giovanni?,


dice alla folla. E ricorrendo a tre
immagini plastiche ne traccia un
profilo magistrale. Il Precursore
non una canna sballottata dal
vento. un uomo dalla schiena
dritta che non si mai piegato agli
allettamenti degli arroganti, n ha
mai agito per compiacere alcuno.
Ancora egli non ha blandito i potenti, n ha tratto profitto dalla sua
fama per scalare i gradini del successo e della gloria. Egli non da
considerare neanche un profeta
come tanti; pi che un profeta
(11,9): il messaggero mandato a
preparare la via al Messia, anche se
fra i nati da donna non sorto alcuno pi grande di Giovanni il Battista; ma il pi piccolo nel regno dei
cieli pi grande di lui (11,11).

PETER GOMEZ

uella frase lha ripetuta sei volte. In radio, in tv e sui giornali.


Ed era una frase bella. Semplice. Rivoluzionaria. Era uno schiaffo in
faccia alla vecchia politica. Era un concetto altruista e generoso.
Oggi, per, sappiamo
che era fasullo. Matteo
Renzi non lascia la testa del Partito democratico. Se perdo troveranno un altro premier e un altro segretario, aveva scandito davanti alle telecamere di Virus. Se non passa il referendum la mia
carriera politica finisce. Vado a fare altro, aveva garantito a Radio Capital. Io
non sono come gli altri, aveva giurato al
Messaggero. Torno a fare il libero cittadino, aveva confermato a un Bruno
Vespa troppo navigato per non essere
perplesso.
Cos, mentre nel nome di Renzi lItalia prova a darsi un nuovo governo, sui
taccuini dei cronisti resta solo quel crescendo rossiniano di promesse e spacconate destinato a segnare per sempre la
sua carriera e le nostre vite.
EPPURE, anche noi ci avevamo sperato.

Dopo aver raccontato a una a una le contraddizioni di un presidente del Consiglio nato rottamatore e adesso destinato
a morire restauratore, Renzi ci era piaciuto quando aveva affrontato a viso aperto la sconfitta. Il suo bel discorso
d'addio a Palazzo Chigi di domenica 4
dicembre ci era sembrato il trampolino
per un possibile riscatto. Quando avevamo letto i retroscena del giorno dopo,
conditi da frasi che raccontavano i suoi
dubbi e la sua voglia di lasciare, ci eravamo detti: Dai, per una volta sorprendi tutti, prenditi davvero un anno sabbatico. Parti! Vai in giro! Scopri quellItalia che non hai voluto e saputo vedere. Pensavamo, o meglio ci illudevamo,
che il molto sangue democristiano che
scorre nelle vene delluomo di Rignano
potesse portarlo a rileggere la storia di
Amintore Fanfani, il Rieccolo di montanelliana memoria.
RENZI ALLA FINE LO HA FATTO. Ma ha

ferma, perci, sulla soglia del Nuovo Testamento, perch il tempo


del compimento supera quello
della promessa.
Giovanni figura inquietante
perch uomo tutto dun pezzo
che non cede alle mode del momento. Di fronte agli eventi che
non comprende non cade nel rifiuto o nella contestazione, ma
accetta di mettersi in discussione. un grande perch non ha la
preoccupazione di non diventarlo e perch non vuole essere luomo di tutte le stagioni.

sbagliato parte della biografia. Ha saltato a pi pari le pagine in cui si racconta


come nel 1959 Fanfani, logorato dalla
minoranza interna, si dimette da presidente del Consiglio e da segretario per
tornare sulla scena, dopo mesi di auto-esilio e solitudine, non appena muore il
governo Tambroni (appoggiato dal Msi). in quel momento che Fanfani, assieme ad Aldo Moro inventa di fatto il
centrosinistra e d il via a una lunga stagione di produttive riforme: la scuola
media, laumento delle pensioni, l'autostrada del sole, la Rai educativa e tanto
altro. Poi c' il secondo Fanfani. Quello
a cui Renzi sispira.
C la parte di biografia che andrebbe
bruciata e che invece Matteo, il giovane
vecchio, divora. C il Fanfani che perde
il referendum sul divorzio di 20 punti.
Che crede di poter capitalizzare il 40 per
cento ottenuto e che invece alle Amministrative del 1975 subisce una nuova dbcle. Una sconfitta che lo costringe ad
abbandonare la segreteria.
Ovvio, la storia non si ripete mai uguale a se stessa. Renzi non Fanfani. Nessuno per ora lo chiama il Rieccolo. In
molti invece lo definiscono il Bomba.
un peccato, per. Perch quel nomignolo cattivo, nato dalle troppe promesse
non mantenute, poteva essere spazzato
via di colpo con le doppie dimissioni: da
premier e da segretario.
E invece rester. Accantonato per
sempre nell'archivio dei nostri ricordi
assieme all'illusione di una politica finalmente in grado di cambiare verso.

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LA GRANDEZZA del Precursore si

* Vescovo di Mazara del Vallo

14 ITALIA

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

IN MEDIA 31,1 METRI QUADRI

Smog, Coldiretti:
Verde insufficiente,
citt in allarme

A FAVORIRE lo smog nelle citt leffetto combinato dei cambiamenti climatici e della ridotta disponibilit di spazi verdi
che concorrono a combattere le polveri sottili e
gli inquinanti gassosi. quanto afferma la Coldiretti che evidenzia la necessit di intervenire
per incrementare la presenza di verde nelle citt e segnala i dati emersi dallultimo rilevamento Istat: ogni abitante in Italia dispone me-

diamente di 31,1 metri quadrati di verde urbano


in citt, per un totale di 567 milioni di metri
quadri di verde disponibile nei Comuni capoluogo di provincia. Occorre intervenire in modo strutturale considerando che una pianta adulta sottolinea la Coldiretti capace di catturare dallaria dai 100 ai 250 grammi di polveri
sottili, un ettaro di piante elimina circa 20 chili
di polveri e smog in un anno. Il verde urbano in

LINCHIESTA Umbria e Toscana, patrimonio ko

VITTORIO EMILIANI

alvini: Le Soprintendenze bisogna abolirle. Boschi: Abbiamo


gi ridotto i loro poteri. Salvini: Bisogna cancellarle. Boschi: Ne parleremo,
certo. il duetto pi ardente
e anche il pi incolto della
campagna referendaria fra uno dei capi dellopposizione e
un (allora) ministro di quella
Repubblica che pure allarticolo 9 tutela il paesaggio e il
patrimonio storico e artistico
della Nazione.
LA RAGIONE del diktat di Matteo Salvini? Il noche sulle rive del Lago di Como il soprintendente unico per un territorio che va da Como e Sondrio a
Pavia, Luca Rinaldi, giustamente oppone alla variante
Tremezzina: Una ferita al
territorio che taglia gli uliveti e
i tracciati antichi e sfiora monumenti importanti. Ne chiede una riprogettazione colta
(come per la Lecco-Colico disegnata anni fa da Lodovico
Belgioioso). A Salvini il quale
trovando daccordo la (allora)
ministra Boschi accusa il soprintendente di bloccare lo
sviluppoe di non conoscere il
territorio, larchitetto Rinaldi
ribatte: Sono di Varese e lo conosco palmo a palmo. E la sottosegretaria Ilaria Borletti
Buitoni rincara: Le amministrazioni devono scegliere fra
il modello perdente delledilizia, della lottizzazioni, e quello della conservazione di un
territorio, bello e fragile, che ogni anno attira centinaia di migliaia di turisti. Conter?
La variante Tremezzina ha
scatenato Salvini in tv con la
proposta, condivisa da Boschi,
di far fuori le Soprintendenze.
Cosa che a Matteo Renzi piace,

Arte da parte

Cultura e territorio:
sfregi legali dalle cave
agli Intrasportabili
ca,ha, di fatto, svuotato le prime degli storici dellarte: a
Lucca e Massa Carrara non ce
n pi uno. Mentre le risorse
per la manutenzione restano
magrissime: 150 mila euro per
ben 43 Musei del Polo toscano.
I cui direttori, in un frangente
delicatissimo, sono stati ruotati in modo tale da non conoscere n la storia delle collezioni museali n i problemi di
gestione. Per i musei minori il
rischio di una chiusura si av-

Vale tutto Mani libere


sul marmo, ignorato
il Codice delle opere
fragili e la variante
anti-ulivi in Lombardia
si sa, un sacco. Anche in Toscana del resto, dove nella scorsa
legislatura stato approvato
fra roventi polemiche il Piano
paesaggistico voluto con forza
e competenza dallassessore
Anna Marson (non reincaricata ovviamente), si lavora a devitalizzare, ad opera del Pd,
legge urbanistica e Piano. Unico co-pianificato (con la Puglia) da ministero e Regioni in
tre anni, pi il Piano per le coste sarde (giunta Soru).
Mani libere dunque per lo
sviluppo. Magari per le cave
apuane che dissestano la montagna e fanno colare sulla costa

Montagne
bucate
Le cave
di marmo
sulle Alpi
Apuane,
in Toscana,
producono
leffetto
della marmetta che
scende sulla
costa Ansa

versiliana la marmetta. Come denuncia da anni, con altri,


il pi volte ministro Giovanni
Pieraccini. O per una delle lottizzazioni in agguato. Le Soprintendenze? Sono paralizzate dalla caotica riforma Renzi-Franceschini, col taglio
sciagurato dello storico rapporto fra Musei e territorio, fra
Musei (valorizzazione) e Soprintendenze (tutela).
LA MOBILIT del personale

tra Soprintendenze e Polo


Museale, racconta Maria Teresa Fillieri, per anni direttrice
del Museo Nazionale di Luc-

Italia per precisa la Coldiretti rappresenta


appena il 2,7% del territorio dei capoluoghi di
provincia. Meglio le citt del Nord-est (50,1
metri quadrati), male Centro, Nord-ovest e Isole. La media del Sud (42,5 mq per abitante)
risente delle elevate disponibilit dei capoluoghi lucani. Per quanto riguarda le grandi metropoli, a Milano sono disponibili 17,2 metri
quadrati per abitante mentre a Roma 15,9.

vicina. A Pisa la Soprintendenza coabita ancora col Museo di


Palazzo Reale, con problemi di
personale, di sicurezza, di vigilanza. A Firenze poi prosegue Fillieri stato assegnato al Polo lintero edificio in cui
stavano gli uffici della ex Soprintendenza archeologica e
dove stanno quelli della Soprintendenza unica.Con lassurdo del grande Museo Archeologico di Firenze nei cui
depositi sono confluiti reperti
provenienti dallintera Toscana. Ad Ansedonia il piccolo
Museo archeologico di competenza del Polo, mentre la-

rea archeologica
dipende dalla Soprintendenza. Ma
il Museo ricade
dentro larea archeologica. Un pasticcio surreale da
moltiplicare per
tuttItalia. Dalla Toscana, fiore allocchiello del paesaggio e dellarte, continuano ad andare per
mostre le preziose,
fragili tavole di Piero
della Francesca che
dovrebbero essere intrasferibili: il polittico della Madonna
della Misericordia di San Sepolcro stato gi quattro mesi
a Forl, alla solita mostra, ed ora a Milano a rallegrare il Natale meneghino, con turn e
panetn. Nonostante vaste e
vibrate proteste. Francesco
Rutelli aveva fatto redigere dai
pi autorevoli esperti un Codice degli Intrasportabili. Dario Franceschini se ne infischia bellamente.
SE LA TOSCANA piange, lUm-

bria, altro Polo planetario


dellArte, singhiozza. Lex soprintendente Vittoria Garibaldi ha rivolto una lettera
pubblica al ministro per il dolore provato nel vedere lo
scempio del patrimonio della
zona di Norcia, assistendo con
sconcerto, incredulit e indignazione a un prelievo di opere mobili dalla chiesa di San
Leonardo di Montebufo a Precieffettuato da personale non
specializzato, con metodologie incompatibili nel recente
passato, le tele rimosse disposte a terra sul prato bagnato o
sullasfalto, alcune sommariamente imballate, senza alcuna fotografia n inventario.
(3. Continua)

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Le puntate
precedenti
LE DUE
puntate
precedenti
dellinchiesta
di Vittorio
Emiliani
sugli
effetti
delle
politiche
del ministero
dei Beni
cuturali
e del
territorio
sono uscite
sulle edizioni
di domenica
4 e venerd
9 dicembre
de il Fatto
Quotidiano
n

ITALIA

Domenica 11 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

Lo sberleffo

ALITALIA E IL NATALE
FIDEL CHI?
FQ

CUBA il mondo in unisola. Cos


Alitalia presenta la sua promozione sul social Facebook con tanto di grafica che mostra il volo da Roma allAvana
e notizie varie: le ore daereo che separano le due Capitali, il numero di abitanti, la temperatura media annuale. E poi, i volti famosi, quelli
che appena li vedi pensi proprio a lei, a Cuba, ai
Caraibi. C Andy Garcia, lattore che ha fatto for-

tuna a Hollywood; di Fidel Castro o Che


Guevara, neanche lombra. Ora, passi per
Fidel, che ha appena lasciato il mondo terreno e non si mai ricreduto sebbene abbia incontrato persino papa Francesco ma
il Che, il cui volto con barba e basco campeggia
sulla met delle t-shirt del pianeta? Qui non si tratta di far pubblicit a un leader comunista, qui si
parla di marketing. Alitalia si dimenticata la fac-

15

cia pi conosciuta che richiama Cuba, quella che


trovi su una maglietta indossata dalle Filippine al
Madagascar. Accanto ad Andy Garcia vi sono altri
visi: ci sarebbe da fare un sondaggio per verificare
quante persone li riconosceranno. Il Che e Fidel
probabilmente avrebbero avuto pi fortuna, in
questa gara; ma il comunismo morto, Marx
morto e neppure Alitalia si sente tanto bene, avrebbe detto Woody Allen.

LA STORIA Cosenza, il sindaco e la battaglia sul tesoro del re visigoto

ANTONELLO CAPORALE

l barbaro c'. E se non c',


aleggia. E se non aleggia?
Il barbaro si chiama Alarico, re dei Visigoti e saccheggiatore di Roma (410
a.C.). Un barbaro al quale Cosenza cos affezionata che
da tre secoli sta cercando la
sua tomba e le 25 tonnellate
d'oro e le cinque d'argento
del tesoro trafugato e deposto nel letto del fiume Busento. Ma il colpo d'ala finale e
un quid di creativit in pi,
che come vedremo, chiama
in causa anche le forze militari israeliane, l'ha impresso
il sindaco Mario Occhiuto.
Architetto viaggiatore e soprattutto teorico oramai da
un quinquennio della necessit di Cosenza di agganciare
la sua crescita a un volto, un'idea, una storia. Alarico
leggenda e Occhiuto chiede
da tempo all'Italia di investire sul barbaro. Bello o brutto,
buono o cattivo, sempre un
richiamo turistico . Bisogna contestualizzare, altrimenti che diremmo di Alessandro Magno?, ha spiegato
pi volte per contestare la
cordata di storici e archeologi che gli rinfacciano l'effetto
ottico, lo scavo sul nulla, la
memoria suicida.

Il duello con storici


e archeologi
Trentuno di essi hanno rivolto un appello al ministro
della Cultura perch non
corresse dietro all'innamoramento insensato e soprattutto infondato. Tra i firmatari anche Licia Borrelli
Vlad, membro Unesco, gi ispettore centrale per l'archeologia e soprattutto firmataria dell'expertise che dichiar inesistente la tomba.
Con lei i maggiori archeologi

Dai droni israeliani ai turisti:


cercasi Alarico disperatamente
te. Fino a quando Occhiuto,
che non dimentichiamo, per
dare brio alla citt, ha voluto
Vittorio Sgarbi assessore,
l'ha presa in mano e issata in
vetta alle sue priorit. Nel
bouquet di incontri che ha
avviato a est e ovest del pianeta ce n' uno anche con
I milioni e flash
Edward Luttwak, stratega
dei giapponesi
militare americano e gran
In effetti era abbastanza biz- frequentatore dei talk show
zarro che lo Stato investisse italiani. Luttwak anche
quattrini alla ricerca del cultore di storia antica e, sadubbio: c' o non c'? A pro- puto delle ricerche in corso,
posito di scavi. Gi nel 1747 giunto a Cosenza per piaEttore Capecelatro, preside nificare un progetto superdella provincia della Cala- tecnologico. Conosco un
bria Citeriogiovane inre, mise alla
gegnere miricerca del C o non c?
litare che si
occupa di
grande visi- Anche Hitler si
Gaza e mi ha
goto mille
garantito
uomini. Sca- interess alleredit
che lui pu
varono e sca- del barbaro, vero
venire a prevarono ma
nulla si tro- testimonial della citt s e n t a r e u n
progetto miv. Era il
litare per a1965 quando
un rabdomante col suo ba- gevolare le ricerche. Grazie
stone biforcuto chiam alla a Luttwak, Cosenza in atscoperta. Sentiva Alarico tesa di droni israeliani che
sulla punta dei suoi piedi. Al- dovrebbero coordinare dal
tre certezze furono offerte cielo ricerche avanzate con
da Natale Bosco, dipendente sofisticatissima tecnologia
di un supermercato ma ul- militare.
tras sfegatato di archeologia
Tutto possibile, e a preche promise di aver indivi- scindere dalla realt, un fatduato dalle parti di Tarsia il to certo: Investiremo 5
tesoro e il suo re.
milioni di euro per edificare
Nel salto dei tempi, riferi- un museo intitolato ad Alarito che anche Hitler si inte- co, ha detto Occhiuto.
ress, diciamo per compeCosenza in corsa per ditenza professionale, al gran- venire nel 2018 capitale della
de barbaro, mito nazista, in- Cultura, e qualcosa si dovr
viando il fido Himmler in fare. Con il Visigoto, e a preCalabria, la questione Alari- scindere.
co andata avanti pigramen RIPRODUZIONE RISERVATA
perdibile. Giapponesi, tedeschi, francesi gi riempiono le nostre strade, ha raccontato una nota del municipio. Alarico un brand vincente. Conta la percezione,
la supremazia dell'apparenza sulla realt.

Tutti pazzi per...


La morte di Alarico in unincisione dell800.
Sotto, i turisti a Cosenza Wikipedia/Ansa

e storici dell'arte, tra cui Salvatore Settis. Appello andato


a segno, nel senso che il ministero ha stracciato la convenzione che lo voleva impegnato a finanziare Alarico,
ma non ha spento l'energia
del sindaco di Cosenza che
continua a sognare una tomba, e se non una tomba un
pezzetto di barba, un coccio
di elmo, la punta di una spada. Qualcosa insomma che
dal letto del Busento, il fiume
che scorre e divide la citt,
faccia risalire il suo nome all'onore che merita. E soprattutto convinca i turisti che la
citt dei Bruzi una meta im-

La storia

Re dei
Visigoti
dal 395
alla morte,
Alarico fu
autore
del celebre
saccheggio
di Roma
del 410 dopo
il quale mor
improvvisamente
mentre si
dirigeva forse
verso l'Africa.
Secondo
la leggenda
venne
seppellito
con i suoi
tesori nel
letto
del fiume
Busento
a Cosenza

16 ESTERI

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

TURCHIA AUTOBOMBA, ALMENO 13 MORTI


Ieri sera era di almeno 13 morti il bilancio provvisorio di due esplosioni allesterno dello stadio del Besiktas, a Istanbul. A riferirlo, fonti della sicurezza
citate da al Arabiya. Tra le vittime, soprattutto agenti di polizia in assetto antisommossa. Dalle prime ricostruzioni infatti sembra che unautobomba
sia esplosa accanto a un convoglio delle forze speciali pochi minuti dopo la fine della partita Ansa

IL REPORTAGE

PIERFRANCESCO CURZI

Molenbeek (Bruxelles)

lle 9,30 di un giorno


feriale, a Molenbeek
sembra di stare lungo
le strade di una citt
dove vige il coprifuoco. Saracinesche abbassate, sparuti
gruppetti di persone si spostano furtivi lungo le vie ordinate, lasfalto curato e la segnaletica in ordine. Le donne indossano il velo, giovani e adulti mostrano senza remore i loro tratti con barbe curate. Caff e panetterie mostrano luci
fioche: I ritmi a Molenbeek
non sono quelli europei. La
gente fa colazione in casa, i negozi apriranno con calma, dalle 10 in poi. Dopo quellora vedrai che movimento, fino a sera. Jan, belga purosangue, una rarit da queste parti, serve
caff al bar la Palm dOr, dopo
che la notte precedente i suoi
colleghi hanno spinato decine
di Jupilerper i pochi autoctoni
e per i molti islamici non inclini a rispettare i precetti religiosi. Il caff si trova lungo
via dei Quattro Venti. Cento
metri pi avanti e si arriva al
civico 79. Una palazzina a due
piani, quello a terra con la facciata grigio chiaro, sopra a
mattoncini. Prima unautorimessa e la scuola n. 1, oltre il
portoncino bianco con due
buche per la posta, la farmacia
rionale. Jan ci indica la residenza finale di Salah Abdeslam - lunico superstite del
commando jihadista delle
stragi del 13 novembre 2015 a
Parigi, ora detenuto nella capitale francese - poco incline
al commento: Non ne voglio
sapere niente di quella storia.
Bussiamo e suoniamo a due
campanelli senza nome.

Belgio A Molenbeek si svezzavano i martiri del Califfato: Salah


Abdeslam, autore delle stragi di Parigi, resta un figlio del quartiere

Benvenuti nel Bruxellistan,


dove il jihad ancora un valore
Non ho
particolari
simpatie
per Daesh,
ma posso
capire chi lo
abbraccia:
guarda
come
viviamo,
siamo belgi
di serie B,
non
abbiamo
troppe
scelte
nare la calma qui a Molenbeek. Il padre di Abdelhamid
Abaaoud per anni ha gestito un
negozietto in rue Prado, a due
passi dalla sede comunale di
Molenbeek, mentre gli Abdeslam hanno sempre abitato
nella zona del blitz finito in
mondo visione. In questo miglio quadrato del jihadismo
europeo, si svezzavano i martiri del Califfato in franchising
e nessuno se ne accorto. Le
acque putride del canale, che
arrivano fino al mare del Nord
dividono la citt-Comune di

IL CASO

Territorio
comanche
Poliziotti
nelle strade
del quartiere
e la cattura di
Abdeslam nel
marzo scorso
Ansa/Reuters

Molenbeek Sain-Jean dalla


capitale e sede delle istituzioni
comunitarie (Bruxelles contornata da altri otto Comuni);
94 mila abitanti secondo lultimo censimento, il 41% di origini musulmane, ma potrebbero essere molti di pi, la
splendida Grand Place distante dieci minuti a piedi.
Pi ci si allontana da Comte de Flandre, la sede del sontuoso palazzo Comunale, pi
si capisce perch qualcuno
ha paragonato Molenbeek a
una sorta di Belgistan o Bru-

xellistan. Periferia della periferia, la banlieue per immigrati di ogni generazione in


arrivo dai Paesi arabi, soprattutto dal Marocco, sulle orme
dei fondatori della llo ra
quartiere di Bruxelles, allinizio degli anni 60.
DECINE di migliaia di uomini e

donne sono stati confinati in


palazzoni tetri costellati di parabole, file di campanelli senza un solo cognome belga.
Lalto tasso di disoccupazione
drammatico tra i giovani: Era normale che la gente di Molenbeek proteggesse un suo
figlio in difficolt. Non sarei
in grado di fare una strage del
genere, non ho particolari
simpatie per Daesh, ma posso
capire chi decide di abbracciare il jihad. Guarda come viviamo, siamo belgi di serie B,
non abbiamo troppe scelte. A
parlare un ragazzo, inquilino del civico 139 di rue des
Quatre Vents, allangolo con
rue Decock, il sorriso da bravo
ragazzo, il cappello con la visiera girata e una maglia da
football. Nel 2015, secondo
fonti di intelligence, 130 foreign fighters sono rientrati in
Belgio dalla Siria e 474 hanno
fatto il percorso inverso; attualmente su 190 che stanno
combattendo, pi della met
sono partiti da Molenbeek.

Un altro mondo
94 mila abitanti
secondo lultimo
censimento, il 41%
di origini musulmane
Come da qui partirono nel
2001, i due falsi reporter che il
9 settembre 2001, in Afghanistan, assassinarono a tradimento Ahmad Shah Massoud,
il Leone del Panjshir. Due
giorni dopo, lAmerica sarebbe finita sotto attacco.
La fila ordinata di bambini
esce dalla scuola La plume in
rue Delaunoy, un esempio di
integrazione non ancora riuscito. Fanno un tratto a piedi,
guardati a vista dalle maestre
col velo.
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Mukhtar Ablyazov Negata lestradizione: dietro la richiesta ci sono motivi politici

Intrigo kazako, Parigi dice niet a Mosca

NESSUNA RISPOSTA. Neppu-

re alla pasticceria Alwjidane


proprio davanti alla palazzina presa dassalto dalle teste
di cuoio belghe il 18 marzo
scorso per catturare Salah, c
troppa voglia di parlare: Non
sappiamo nulla di cosa successo e di chi ci abitava, mi dispiace ma adesso ho da fare,
glissa il giovane commesso,
serio ed elegante. Bisogna allontanarsi un po dallepicentro dellattenzione mediatica
di otto mesi fa e arrivare
allangolo con rue Delaunoy:
stato uno choc per tutti
quanto accaduto l dentro racconta Noureddine, appena uscito dalla pescheria Omar con un incarto in mano
lui e il suo amico (Abdelhamid
Abaaoud, ndr) pensavano di
poter cambiare il mondo. A
Molenbeek li hanno protetti.
Ora le due famiglie sono pressoch scomparse. Quella di Abaaoud, dopo averlo ripudiato, tornata in Marocco, i familiari di Salah hanno cambiato zona, se lo potevano permettere. Speriamo possa tor-

SIRIA ISIS VUOLE RICONQUISTARE PALMIRA


Miliziani dellIsis sono entrati in un quartiere di Palmira, la citt sede del famoso sito archeologico romano, che le forze governative avevano riconquistato nel marzo scorso dopo dieci mesi di occupazione da parte di Daesh. La notizia stata diffusa
dagli attivisti dellopposizione siriana, citati dallagenzia Ap. I jihadisti sono penetrati nel sobborgo di
Al Amiriya dopo unoffensiva di tre giorni.

ROBERTA ZUNINI

intricata vicenda dell'ex


banchiere e dissidente politico kazako Mukhtar Ablyazov, marito di Alma Shalabayeva diventata nota in Italia
per essere stata prelevata con
la forza a Roma dalla polizia, a
fine maggio 2013, ed estradata
in Kazakhstan con la figlia di
sei anni, sembra essere giunta
a una svolta.
IL CONSIGLIO di Stato francese

ha infatti rifiutato di consegnarlo alla Russia sostenendo


di considerare la richiesta ispirata da motivi politici. L'uomo, accusato di essersi appropriato indebitamente di grandi somme di denaro, era stato
arrestato dalle forze speciali
francesi tre mesi dopo l'espulsione della moglie mentre si
trovava nella sua villa in Costa
Azzurra. La magistratura
francese allora aveva accolto
la richiesta di detenzione a-

Accusato
di truffa
Mukhtar
Ablyazov,
marito di Alma Shalabayeva: lei fu arrestata a Roma
nel 2013
Ansa/LaPresse

vanzata dalle autorit ucraine


- quell'anno ancora legate mani e piedi al Cremlino e in ottimi rapporti con il regime filo
russo dell'ex Repubblica sovietica guidata dall'autocrate
Nazarbayev - e lo aveva fatto
incarcerare in una prigione
della Republique da dove uscito ieri. In Kazakstan, Ucraina e Russia, Ablyazov accusato di truffa e appropriazione
indebita in seguito alle attivit
svolte quando era al vertice

della banca Bta. Nei mesi scorsi la giustizia francese aveva


dato il via libera allestradizione verso la Russia, giudicando
la richiesta legittima e prioritaria rispetto a quella presentata dallUcraina. I legali di Ablyazov si erano per opposti,
sottolineando ai giudici del
Consiglio di Stato, chiamato a
decidere, che la Russia, a sua
volta, potrebbe rispedirlo in
Kazakhstan. L'alto tribunale
francese ha giustificato la pro-

pria decisione sostenendo che


i ripetuti negoziati intercorsi
tra Russia e Kazakhstan confermerebbero la natura politica della richiesta di estradizione.
UNO DEI LEGALI di Ablyazov in

Francia, Peter Sahlas, ha commentato il rilascio del suo assistito come un grande passo
nella difesa dei diritti civili in
Francia e in Europa. Secondo
la Russia, invece, Ablyazov de-

ve rispondere di appropriazione indebita nei confronti di


numerosi clienti della banca.
Del resto un fatto acclarato
che il potere giudiziario della
Federazione russa governata
con pugno di ferro da Vladimir
Putin venga sottoposto continuamente alle pressioni dello
Zar, cos come quello kazako.
Il presidente Nazarbayev in
carica dal 1991 al potere in
realt dal 1984 quando divenne primo segretario dell'allora
partito comunista kazako, di
fatto un emissario del Cremlino ai tempi dell'Urss. Per
quanto riguarda la vicenda che
ha visto protagonista la moglie
suo malgrado, nel novembre
scorso c stata la richiesta di
rinvio a giudizio per falso in atto pubblico, omissioni, abuso
dufficio, sequestro di persona
contestati a vario titolo dalla
Procura di Perugia a sette poliziotti, un giudice di pace e tre
diplomatici del Kazakistan.
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ESTERI

Domenica 11 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

YEMEN ADEN, UCCISI 45 SOLDATI


Fonti ufficiali hanno comunicato che il numero dei
soldati morti nellattentato suicida in una base militare di Aden, citt portuale nel sud dello Yemen,
salito a 45 (50 i feriti). Il kamikaze indossava una
cintura esplosiva e si fatto saltare in aria in mezzo
a centinaia di militari in coda per ricevere lo stipendio. Lattentato non stato rivendicato ma avrebbe
il marchio del ramo yemenita di al-Qaeda. Ansa

17

FRANCIA ANCORA STATO DEMERGENZA


Una nuova proroga, la quinta, stata annunciata
dopo il primo consiglio dei ministri da premier, da
Bernard Cazeneuve, ex responsabile degli Interni: assolutamente indispensabile per garantire
il miglior livello possibile di protezione ai nostri
concittadini, ha detto, precisando che negli ultimi mesi sono stati sventati 17 attentati. Lo stato
demergenza durer fino al 15 luglio. LaPresse

USA Colpo di coda di Brennan: Obama lo aveva messo a capo


dellAgenzia, lui entrato subito in contrasto con Donald sullIran

Cinquanta sfumature di Cia


Trump lha aiutato Putin
GIAMPIERO GRAMAGLIA

Fronti
opposti
John Brennan
(Cia) con il
presidente
Obama, a
sinistra, Mike
Pompeo, Donald Trump
e Putin Ansa

hi di Fbi ferisce, di Cia


perisce; o, almeno, rischia di farlo. Nelle
ultime battute della
campagna per Usa 2016, James Comey, il direttore della
polizia federale, aveva giocato sporco a due riprese a favore di Donald Trump, riaprendo e richiudendo a comando
linchiesta sullemailgate
contro Hillary Clinton. E adesso la Cia del direttore uscente John Brennan, di osservanza democratica, semina di trappole la strada verso
la Casa Bianca del presidente
eletto. Per lintelligence americana, hacker russi aiutarono Trump a vincerele elezioni: alla Casa Bianca starebbe
per andare un uomo votato
pi da Putin che dagli americani.
IL MAGNATE replica via Twit-

ter: lora di guardare avanti , che richiamerebbe il


pre-machiavellico cosa fatta
capo ha, se non fosse integrato dallinevitabile e di rifare
grande lAmerica. il suo staff,
invece, segna un autogol:
Nella Cia ci sono quelli che
dissero che Saddam aveva armi da sterminio di massa:
certo, ma a dare loro retta
allepoca fu unAmministrazione repubblicana, alle cui
direttive gli 007 americani sadeguavano.
In questa transizione eccezionalmente stridente, fra Barack Obama e il suo successo-

LA STORIA

Segretario di Stato
Il magnate sceglie
Tillerson (Exxon): ha
fatto affari con luomo
forte del Cremlino
re, lo scontro fra il vecchio e il
nuovo si combatte su pi terreni, mentre le speranze democratiche e progressiste di
bloccare Trump sulla soglia
della Casa Bianca sono ridotte
al lumicino, dopo che un giudice ha detto stop alla riconta
dei voti nel Michigan. Salvo
linedita ribellione di decine di
Grandi Elettori, il 19 dicembre, quando si riunir il Collegio Elettorale, Trump sar
ufficialmente confermato
presidente.
A quel punto, le punture di

spillo fra chi lascia e chi subentra saranno solo testimonianza dello iato fra le due Amministrazioni. La Cia di Obama,
ad esempio, timorosa che si
rimetta in discussione laccordo sul nucleare con lIran e che
si torni, nella lotta contro il
terrorismo, a torture ammesse dallAmministrazione Bush e poi bandite, come il waterboarding, di cui Trump ha
pi volte fatto lelogio.
Brennan avverte che denunciare lintesa con Teheran
sarebbe disastroso. Ma il
suo successore designato Mike Pompeo, deputato del Kansas, Tea Party, origini italiane,
considera una priorit cancellare laccordo con lo Stato
che il principale sostenitore
del terrorismo nel Mondo.
La squadra di Trump non
concorde, sul tema. Il nuovo
segretario alla Difesa, James

Questa
una storia
ridicola,
non un
argomento
di conversazione. Ogni
volta che
faccio
qualcosa,
loro dicono:
oh, la
Russia ha
interferito
DONALD
TRUMP

N. Mattis, un ex generale che


comand una divisione dei
Marines a Baghdad durante
linvasione dellIraq nel 2003,
ha diffidenze verso Teheran,
ma non intende stracciare il
patto sul nucleare. Per contro,
il nuovo consigliere per la Sicurezza nazionale, Michael T.
Flynn, altro ex generale, ossessionato dallIran.
LA CROCIATA degli hacker

dalla Russia per Trump (e


contro Hillary) non un tema
inedito. Il Washington Post lo
ritira fuori mentre il presidente eletto prosegue nello Iowa il
giro di ringraziamento degli elettori e cita una valutazione
segreta della Cia, secondo cui
Mosca sarebbe intervenuta,
con i suoi pirati informatici
nelle elezioni statunitensi non
per minare la fiducia dei cittadini nel sistema e nella de-

mocrazia, ma proprio per favorire Trump. Gli 007 statunitensi avrebbero individuato
personaggi legati al governo
opinione
russo che avrebbero fornito a
dellintelliWikileaks migliaia di email
hackerate ai danni del partito
gence che
democratico e di altre orgalobiettivo
nizzazioni collaterali alla
della
Russia fosse campagna Clinton.
Le conclusioni della Cia safavorire un rebbero gi state presentate a
candidato
senatori statunitensi. Il presirispetto
dente Obama ha chiesto un
rapporto esaustivo prima che
a un altro,
lasci la Casa Bianca il 20 genaiutare
naio. Trump intanto ha scelto,
Trump
secondo la Nbc, il segretario di
a essere
Stato: Rex Tillerson, 64 anni,
eletto
numero uno del gigante
WASHINGTON dellenergia Exxon Mobil; nePOST gli anni scorsi ha chiuso molti
accordi d'affari con il leader
del Cremlino ed contrario alle sanzioni contro Mosca.
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Russia Alcuni deputati chiedono di vietare il videogame che appoggia la campagna Rainbow Laces

Altro che gioco maschio, Fifa 2017 pro gay


VALERIO CATTANO

GuardianeIndependent, sono
ideogiocatori di tutto il stati alcuni rappresentanti di
mondo, unitevi! Anzi, me- Russia Unita; Irina Rodnina,
glio di no, soprattutto se siete ex pattinatrice (tre medaglie
fan di Fifa; l'edizione 2017 non d'oro olimpiche per l'Unione
piace ad alcuni deputati russi Sovietica) ha chiesto che l'ache chiedono di vietarne la genzia di tutela dei consumavendita per la violazione della tori e di sorveglianza delle colegge contro la
municazioni
propaganda gay.
verifichi la posPasso indietro:
sibilit di non dinel 2015 la Duma
stribuire questo
h a i n t r o d o t t o Liniziativa
gioco sul territonorme che preve- Nata nel Regno
rio della Federadono multe o carzione Russa.
cere per chi parla Unito contro
V a l e r y R adella propria o- lomofobia negli
shkin, altro demosessualit in
putato, al giorpubblico. Ora a stadi: ma la Duma nale Izvestia ha
sollevare il caso, la ritiene dannosa dichiarato che la
come hanno racElectronic Arts
contato i quoti- per i giovani
dovrebbe studiani inglesi
diare delle mo-

difiche al gioco, oppure introdurre un divieto per consigliarlo solo ai maggiorenni.


La serie Fifa molto popolare
fra chi ama le simulazioni di
calcio, e la EA lo raccomanda
a tutte le et; proprio qui sta il
punto per i russi perch dentro il gioco c' un invito a sostenere la Rainbow Laces, che
per Izvestiarappresenta una
massiccia campagna a sostegno della comunit Lgbt.
IN COSA consiste questa cam-

pagna? Utilizzare lacci color


arcobaleno negli scarpini dei
giocatori o maglie dello stesso
tenore. Rodnina e i suoi colleghi di Russia unita ricordano
che esiste una legge del 2013
che vieta ogni azione che pu
causare danni alla salute e al-

Divisa
incriminata
La maglietta
Rainbow Laces studiata
per ledizione
del gioco
Fifa 2017

lo sviluppo dei bambini.


La campagna Rainbow Laces nel Regno Unito iniziata
da circa un mese, promossa
dal gruppo Lgbt Stonewall (il
locale del Greenwich village
di New York dove nel 1969 inizi la rivolta degli omosessuali contro i continui con-

trolli della polizia ) per diffondere una cultura di accettazione del mondo gay fra i supporters delle squadre di calcio; secondo una loro indagine, negli ultimi cinque anni il
72% fra i frequentatori degli
stadi aveva ascoltato termini
omofobici. Electronic Arts ha

studiato la possibilit che il


giocatore a casa possa scegliere uniformi arcobaleno per i
propri beniamini virtuali. Ora
in Russia successo il putiferio e gli sviluppatori potrebbero essere costretti a rinunciare a quel mercato; per avere
una idea della diffusione di Fifa, nel 2014/15 la Electronic
Arts ha venduto quasi 18 milioni di copie. Secondo Denis
Krivosheev (Amnesty International), ascoltato dallIndependent la vicenda non sorprende, dato che l'ambiente in
Russia per persone Lgbt ostile, ma un ulteriore segnale
che prende piede la cultura
dell'intolleranza verso chi ha
orientamenti sessuali non
convenzionali.
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18 CRONACA
NEL FOGGIANO: STATA UCCISA

Il corpo bruciato
di una donna vicino
a un centro migranti

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

A TROVARE IL CORPO, seminudo e


parzialmente bruciato, stato verso le
7.30 un migrante del Centro di accoglienza
per richiedenti asilo (Cara) di Borgo Mezzanone, vicino Foggia, che dista poche centinaia di metri. Il giovane si stava recando a piedi al lavoro quando, attraversando un campo,
ha notato il cadavere, a ridosso di una vigna e
ha dato l'allarme ai carabinieri dello stesso

Cara. Il cadavere appartiene a una donna di


colore, probabilmente di origine africana e
dallet apparente di circa 30 anni. Non aveva
addosso documenti di riconoscimento e la
sua identit ancora sconosciuta; le sue
scarpe erano a pochi metri dal corpo, seminascosto in una cunetta. Lipotesi pi probabile, secondo gli investigatori, che la donna
sia stata uccisa e il suo corpo dato alle fiam-

Napoli Il racconto della ragazza. I genitori: Abusata per un anno


In un video colpi di pistola verso la loro casa. Poi la denuncia e la fuga

LA STORIA

La vicenda

BEATRICE BORROMEO

a denuncia risale al 25
ottobre scorso ma,
quando incontriamo
Caterina, con lei ci sono solo i genitori e la sorella:
I carabinieri ci hanno lasciati senza protezione, pur sapendo che per colpa nostra il
boss del rione Traiano pu finire in galera. Laccusa lanciata da Caterina (nome di
fantasia) quella di essere
stata violentata per circa un
anno da Gennaro Carra detto
Genny, capo zona del quartiere, con la complicit degli
affiliati: Per mesi mi hanno
seguita, minacciando i miei amici maschi di starmi alla larga. Venuto a sapere degli abusi sulla figlia, il padre, anche lui vicino al clan di Enzo
Cutolo, decide di vendicarsi.
Un mio amico mi ha detto:
Genny si chiava tua figlia.
Stavo morendo. Ho chiamato
Caterina e mi ha detto tutta la
verit, mi ha detto delle minacce e delle botte.
LA RAGAZZA, oggi 16enne,

viso da ragazzina, una tuta indosso, a raccontare al Fatto i


suoi sensi di colpa: Non avrei
mai dovuto andare con lui.
colpa mia se oggi non viviamo
pi a casa, se siamo nascosti,
rovinati. Ma Genny mi diceva
che se non andavo con lui uccideva mio padre. E sapevo
che un uomo potente nel
quartiere. Caterina mostra al
padre i messaggi che le mandava Carra su Facebook. Usava un nome falso, Nicola
Flauto, ma era lui. E i lividi:
Genny mi picchiava, anche
davanti ad altra gente, perch
era geloso degli altri ragazzi.
Una sera mi ha presa per i capelli e mi ha sbattuto la faccia
sul motorino. A volte mi picchiava per scherzo e a volte sul
serio. Io non dicevo niente
perch avevo paura di perdere il mio rapporto con lui. Non
volevo farmi odiare perch avevo capito che senn avrebbe ammazzato mio padre. Ascoltata Caterina, il padre si
chiude in casa: Volevo uccidere Genny Carra. Non sapevo cosaltro fare. Mi sono armato e ho iniziato a guardare i
suoi movimenti. Avevo paura
di non fare a tempo, che mi
ammazzasse prima a me. Se
muoio prima io che fine fa la
mia famiglia? Sono stato 48 ore immobile cercando di capire cosa fare. Solo che in quel
lasso di tempo, Carra viene a
sapere che Caterina ha parlato. A fare la spia stato il fidanzato della mia figlia pi
grande racconta la madre di
Caterina . Pensavamo di poterci fidare di lui, invece era una talpa di Carra.
A questo punto, secondo la
denuncia presentata ai carabinieri di Napoli Bagnoli contro
il pregiudicato Genny Carra
appartenente allorganizzazione camorristica clan Cutolo, interviene Candida Cutolo, moglie di Carra: Ma che

me. Il cadavere, nudo per met, stato trovato riverso per terra, su un fianco, con il viso e
parte del corpo completamente bruciati. Non
si sa ancora se la donna avesse qualche legame con il vicino Centro di accoglienza. I carabinieri, proprio allo scopo di risalire quanto
meno allidentit della vittima, hanno ascoltato alcuni cittadini stranieri della zona, ma le
indagini appaiono piuttosto complesse.

La tragedia di Caterina
UNA GIOVANE NAPOLETANA del rione
Traiano racconta di essere stata violentata per
oltre un anno da un capo zona, con la complicit
di presunti affiliati al clan Cutolo. Diceva che
avrebbe ucciso mio padre, dice la ragazzina, oggi
sedicenne
n

IL PADRE, vicino allo stesso clan, viene


avvisato, la figlia conferma e subito il presunto
violentatore lo viene a sapere. E si presenta
assieme ad altri nel palazzo in cui abita la famiglia
n

n COLPI DI PISTOLA, almeno due, sono stati


esplosi verso la porta dellabitazione, dalla tromba
delle scale. Le immagini sono registrate da una
telecamera di sorveglianza

LA INDAGINI sono in corso dopo la denuncia,


sporta il 25 ottobre. La famiglia ha lasciato Napoli.
Ci avevano promesso protezione, non arrivata
n

Io violentata a 15 anni dal boss


Quello ci spara e siamo da soli

Armi
Nel rione
Traiano di
Napoli sono
frequenti i
sequestri di
armi e droga.
Sopra, i vicoli
del centro Ansa

sto fatto? urla ai genitori di


Caterina Embe, quella figlia
e bucchin di tua figlia si fatta
rompere la fessa da Zazzino e
lo vorresti da me il prosciutto?. Sbattuta fuori casa, telefona al marito chiedendogli di
raggiungerla. Quello che succede dopo e che ha spinto la
famiglia a denunciare viene
registrato dalle telecamere
che il padre di Caterina aveva
installato fuori casa: come si
vede nel video disponibile su
i l f a t t o q u o t i di a n o . i t , Genny
Carra arriva accompagnato
da altre persone, punta una pistola verso labitazione di Caterina e fa fuoco almeno due
volte. Ricordo perfettamente si legge nella denuncia
della madre che Enzo Cutolo ha alzato lo sguardo verso la
mia abitazione iniziando a inveire, verosimilmente contro
mio marito, con le testuali in-

giurie: Scurnacchiato... pecorone.... (...) Udivo numerose


persone avvicinarsi e, subito
dopo, la deflagrazione di alcuni colpi darma da fuoco a distanza molto ravvicinata, certamente provenienti dalla
tromba delle scale. (...) Subito
ho contattato il 113.
GLI AGENTI arrivano dopo pochi minuti, sufficienti perch
una donna, identificata nella
denuncia come la moglie di
un altro pregiudicato del clan
Cutolo, vada a raccogliere i
bossoli. Restano due fori nella
porta dingresso e uno nella
parete adiacente. In caserma,
la madre di Caterina mette il
video a disposizione dei carabinieri e scrive: Per quanto
accaduto ho ragione di ritenere in serio pericolo lincolumit mia e dei miei familiari.
(...) Le persone che ho nomi-

Sul web

Nelle
immagini,
riprese nella
tromba delle
scale di un
palazzo del
rione Traiano
di Napoli, un
uomo spara
due colpi di
pistola verso
la casa della
famiglia della
16enne che
racconta di
aver subito
violenze. Il
video sul sito
del Fatto

nato, facendo riferimento al libero come prima. libero


Genny Carra, sono notoria- anche di cercarci si sfoga il
mente spietate e vendicative. padre di Caterina e noi siamo
Non ho dubbi che abbiano u- tutti a rischio. Io so di essere un
na cospicua disponibilit di uomo morto, ma qui rischiaarmi e che non esiterebbero mo tutti di essere uccisi: Catead attentare ulteriormente rina, la mia altra figlia e mia
alle nostre vite.
moglie per via della denuncia.
Passano le settimane e la fa- Genny sa che possiamo manmiglia di Caterina non pu tor- darlo in galera per quello che
nare a casa. Resta nascosta pri- ha fatto con una minorenne.
ma alle porte di Napoli, poi si Ho detto ai carabinieri: Vi
sposta in unaltra citt. Dalla porto anche subito da Genny,
caserma di Napoli Bagnoli ma loro hanno risposto di non
fanno sapere che
preoccuparmi.
lindagine in
Pochi giorni
corso, tutto al
fa, dopo settimavaglio dellautone di attesa in cui
rit giudiziariae Proteggeteci
la famiglia rila famiglia non Il 25 ottobre la
masta nascosta,
stata lasciata soCaterina stata
la. Ma il rione famiglia andata
ascoltata dal pm
Traiano, spiega- dai carabinieri
alla presenza di
no, un posto
uno psicologo.
molto particola- Ma nessuno
Ha raccontato
re, paragonabile ci protegge. Sono
degli abusi, delle
violenze e delle
a Secondigliano
per lo spaccio. nascosti fuori citt minacce cominSolo lo scorso nociate quando anvembre la polizia
cora aveva solo
ha smantellato un mercato 14 anni, confermando tutto
della droga aperto 24 ore al quello che gi aveva raccontagiorno, mentre i carabinieri, a to al Fatto. Spiega lavvocato
distanza di un paio di giorni, che assiste Caterina, che per
svelavano con un blitz una del- ragioni di sicurezza ha chiesto
le principali basi di appoggio di rimanere anonimo: Carra
per rifornire le piazze di spac- non lunico capo zona dedito
cio. Armi, droga e arresti, nel alle minorenni. Nella sua cerrione Traiano, sono allordine chia stretta c un gruppo di adel giorno. E le indagini sono mici che si scambia video amadunque delicate e richiedono toriali in cui ci sono minorenni
tempo, soprattutto per un che effettuano autoerotismo.
soggetto come Carra.
La famiglia di Caterina ora
spera che le pallottole nella
QUANDO chi scrive incontra porta di casa e ben due denunCaterina e i genitori, per, del- ce siano sufficienti perch le
la scorta non c traccia: I ca- autorit procedano contro
rabinieri ci hanno detto di de- Carra, prima che decida di
nunciare, che ci avrebbero sparare di nuovo.
protetti, eppure Genny resta
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20

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

Cultura | Spettacoli | Societ | Sport

Secondo Tempo

LINTERVISTA

DANTE FERRETTI Lo scenografo tre volte


premio Oscar di nuovo al cinema con Scorsese

Stavo dentro la capoccia


di Fellini. Poi gli dissi no
per andare a Hollywood

L
Biografia

DANTE
FERRETTI
Nato
a Macerata
nel 1943,
esordisce
come
scenografo
nel 1970 con
la Medea
di Pasolini con
il quale
firmer
numerosi film
fino allultimo
Sal (1975).
Molti
(cinque)
anche i film
con Fellini.
Nel 1986
firma la
scenografia
de Il Nome
della Rosa,
poi inaugura
il sodalizio
con Martin
Scorsese,
con cui ha
realizzato
lultimo
Silence.
Ha vinto tre
Oscar: The
Aviator e
Hugo
Cabret di
Scorsese
(2005 e
2012) e
Sweeney
Todd di Tim
Burton (2012)

MALCOM PAGANI

ro che ti ci mando.

e bugie a fin di bene: Pap mi


chiedeva dove andassi e io gli
rispondevo sempre a studiare con gli amici. Invece gli
fregavo i soldi dalla tasca molto presto di mattina e poi me li
spendevo nei cinema di Macerata. Negli Anni 50 in citt
cerano lItalia, il Corso, il Cairoli, lo Sferisterio e un quinto
che adesso non mi ricordo.
Le luci di Piazza di Spagna
proiettano gi nel Natale e il
nome del t scelto da Dante
Ferretti Arrivederci Roma
a una realt di ritorni e partenze continue.
Sono passati molti anni da
quando uno dei pi grandi
scenografi del mondo lasci
le Marche per sbarcare a Cinecitt e altre stagioni ancora
si sono susseguite da quando
il ragazzino del 43 allarg i
propri confini e dai film di
Bellocchio, Comencini, Fellini, Ferreri, Pasolini e Scola:
Ci ho fatto un solo titolo, avemmo anche una discussione, forse Ettore aveva nostalgia del suo fedelissimo, e
pass a disegnare quelli di Annaud, Branagh, Burton, De
Palma, Gilliam e Scorsese.
Accumulati a decine David,
Nastri e Bafta, conquistati tre
Oscar nellultimo decennio
(gli altri tre li ha vinti sua moglie Francesco Lo Schiavo:
La donna pi importante
della mia vita) Ferretti marted far spazio sulle mensole Ikea anche a una laurea ad
honorem in Architettura che
lUniversit La Sapienza gli
conferir a Valle Giulia: Architetti ci chiamavano, a noi
scenografi, gi moltissimi anni fa.

Studiai come un pazzo per lesame di maturit e lo superai


da migliore della scuola, con
96/100. Il voto tondo mi sfugg per il professore di ginnastica. Era piccolo come Brunetta e mi odiava.

Oggi la chiamano maestro.

Non vorrei perdere lonore.


Marted ringrazier gli accademici per la laurea e poi li avvertir: Non che ora tornate
a darmi dellarchitetto?.
Suo padre era un mobiliere.

A parte le menzogne che gli


raccontavo per correre incontro ai film, avevamo un
buon rapporto. Quando gli
dissi che mi sarebbe piaciuto
fare il cinema e frequentare
lAccademia di Belle Arti per
fu irremovibile: Vuoi andare
a Roma? E qui a Macerata chi
ci rimane?,Ci rimane mia sorella, ci rimane, Se non studi
ci rimani pure tu. Ogni anno
sei regolarmente rimandato
in tre materie, se per una volta
riesci a farti promuovere giu-

E ci riusc?

Non un gigante neanche


lei.

Infatti nel salto con lasta non


ero un granch e lesercizio in
modo corretto non riuscivo a
farlo mai. Ma non credo si
trattasse di quello.

Suo padre mantenne la promessa?

Era un uomo di parola. Mi diede un po di soldi da aggiungere a quelli della borsa di studio del Pio sodalizio dei Piceni e alle 100 lire a bocca che mi
passava la Incom.
A bocca?

Nel pomeriggio, dopo lAccademia, lavoravo alla produzione dei cartoni animati. Facevo le scomposizioni, le bocche dei personaggi che parlavano. Alla fine della settimana, di sole bocche, guadagnavo 12 o 13 mila lire.

Come e quando decise di diventare scenografo?

A 13 anni, quando ancora non


sapevo cosa fosse la scenografia e frequentavo listituto
darte. Parlai con Umberto
Peschi, uno scultore futurista. Umberto, vorrei tanto fare il cinema ma non so da dove
iniziare, Devi fare lo scenografo,E chi lo scenografo?,
Come chi ? chi costruisce
le scene. Io adoravo i Peplum,
i film che raccontavano le gesta di Maciste ed Ercole,
quando pensavo al mio mestiere immaginavo orizzonti
del genere.
Almeno allinizio, a qualcosa di simile partecip.

Ho avuto la fortuna di cominciare a lavorare a 17 anni. Nelle ore libere dallAccademia


andavo a disegnare da un amico di mio padre, Aldo Tomassini Barbarossa. Era stato scenografo per Ren Clair e per
Blasetti, ma stava lasciando il
cinema per dedicarsi completamente alla professione di
architetto. Gli offrirono contemporaneamente due film di
Domenico Paolella e lui fu generoso: Se vuoi li accetto cos
inizi a lavorare, ma poi sul set
vai tu.

E lei si ritrov sul set di Paolella?

Ad Ancona, a due passi da casa. Ero perplesso: Dopo aver

fatto tanto per lasciare Macerata mi dicevo proprio nelle Marche mi tocca ritornare?. In realt fu unesperienza importantissima. I film di
Paolella erano come da cognome di serie P, ma imparai
tanto perch c stato un tempo in cui il cinema in Italia, anche il cinema minore, si faceva davvero. Tomassini comunque non mi abbandon.
Stava realizzando la costruzione di una banca a Macerata
e faceva la spola da Roma venendomi a trovare un paio di
volte alla settimana. Vedeva
come mi muovevo e mi lasciava enorme autonomia.
Quanta autonomia?

Capo costruttore e arredatore mi davano una mano, ma io


disegnavo i bozzetti definitivi
davanti a tutti e portavo avanti il lavoro praticamente da
solo. Le prigioniere dellisola
del diavolo mi serv per fare esperienza. Era un film di pirati. Noleggiavamo le navi a
motore a Viareggio e poi le
modificavamo in corsa trasformandole in imbarcazioni
a vela. Le vele avrebbero dovuto girare in un certo modo e
invece andavano sempre controvento costringendoci a pi
di qualche acrobazia. Ci siamo divertiti.

Dai film di Paolella, con un


primo grande salto, pass a
La parmigiana di Antonio
Pietrangeli.

Il lavoro con Paolella mi valse


lapprezzamento dellorganizzatore generale: Anvedi
sto regazzino , diceva. Mi
present Luigi Scaccianoce,
un grande scenografo dellepoca. Gli feci da assistente con
Pietrangeli e gli rimasi accanto per tanti anni come assistente a partire da Il Vangelo
secondo Matteo di Pasolini.

Ci davamo
del lei e non
parlavamo
di cinema.
Anche se
mi sentivo
comunista
a quel
tempo, ma
solo perch
conveniva
PIER PAOLO
PASOLINI

Andavamo
a mangiare
a Fregene,
perch
io avevo la
macchina
e lui no.
Chiedeva
sempre cosa
sognassi
la notte
FEDERICO,
IL MAESTRO

Cosa significava assistente?

Portare avanti il lavoro quando lo scenografo si assentava.


E si assentava spesso perch,
come le ho detto, non era cos
strano fare due film contemporaneamente. Scaccianoce
non faceva eccezione. Veniva
e andava, andava e veniva. Pasolini si era ormai abituato ad
avere quello che voleva anche
con me e cos quando ci fu il
passaggio di consegne attenu il cruccio. Accadde a Ouarzazate, in Marocco, alla
vigilia delle riprese di Edipo
Re. Avevamo viaggiato per ore ed eravamo arrivati nella
polvere in quello che a tutti gli
effetti sembrava un villaggio
western. Scaccianoce si guard in giro, mangi una scodella di riso bianco con noi, lasci
che Pier Paolo e gli altri andassero a dormire e poi mi
prese da parte: Caro Ferretti,
io ho 54 anni e queste avventure non le posso pi fare, non
dormo neanche qui, guido fino a Marrakech e domani al
massimo arrivo a Roma. Rimani tu e occupati di tutto
quel che c da fare, io vado a

fare qualche interno alla De


Laurentiis.
Lei che reazione ebbe?

Aspettai Pasolini, che non


tard a manifestarsi: Ma
Scaccianoce dov?, andato a Roma perch dice che ha
tante cose da fare per il film.
Pier Paolo si incazz, ma gli
dur un secondo. Scaccianoce che era bravissimo non
gli era troppo simpatico. Aveva un carattere un po particolare. Era un veneziano con
linclinazione ad assumere
pose da professore. Non faceva impazzire Pasolini che non
lo amava e per ragioni simili
non poteva piacere neanche a
Fellini. Dal set di Edipo Re comunque, Pasolini mi mand
via due settimane prima del
previsto.
Era insoddisfatto?

Tuttaltro. Vai a Roma a vedere quello che ha fatto Scaccianoce con gli interni mi
disse e correggi, mi raccomando, perch altrimenti
sembrer sicuramente un set
cinematografico. Io andai a
Roma e cambiai tutto. Scaccianoce non se la prese, ma
non avendo fatto praticamen-

SECONDO TEMPO

Domenica 11 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

Sci: quarto podio per Goggia

Nobel, Patti Smith per Dylan

Roma, paura per Al Bano

Tessa Worley ha vinto lo slalom


gigante femminile di Sestriere,
precedendo di appena 0.15
centesimi una super Sofia Goggia

Bob Dylan non cera, al suo posto


si presentata Patty Smith che,
commossa e tra gli applausi, ha
cantato A Hard Rains A-Gonna Fall

Al Bano ha avuto due infarti mentre


si trovava allAuditorium di Roma.
Operato nella notte, fuori pericolo:
Sto bene, assicura lui stesso

Una famiglia
da Oscar
Dante Ferretti,
73 anni. Sotto,
Martin Scorsese. Nella pagina a fianco
con la moglie
Francesca Lo
Schiavo (in alto con Leonardo Di caprio)
Ansa/LaPresse/Fabio Zayed

te niente, era scettico sul valore del film. Un disfattismo


che non cess neanche quando venne nominato ai Nastri
dArgento: Tanto non vinco
perch il film non lo merita.
Mi scusi gli dissi un po
scherzando e un po no ma il
film non merita perch non
lha fatto lei?. Poi il premio
glielo diedero comunque e
dubbi e critiche non glieli sentii pronunciare pi.
Lavorare con Pasolini richiedeva unappartenenza anche ideologica?

Non parlavamo mai di politica, solo di cinema. Anche se,


pur essendo stato sempre di
sinistra, comunista mi ero
sentito solo allepoca di Berlinguer e di Pasolini.
Perch?

Perch mi conveniva. (R ide).

Comunista era Elio Petri.


Con lui fece La classe operaia va in paradiso e
Todo Modo.

Comunistissimo. A Pier
Paolo costruivo case bizzarre. Ne feci una nel Viterbese, con il tetto in erba
e il resto dellabitazione in
vetro sul rudere di una torre,
ma nel rapporto pur rispettoso e creativo, non siamo mai
giunti a darci del tu. Con Elio,
un regista da Oscar che chiss
perch si sono dimenticati
tutti, invece eravamo davvero
amici. Ci vedevamo in vacanza, a pranzo o a cena, proprio
come accadeva con Ferreri,
uno che sapeva mandare a fare in culo chiunque, ma con il
quale mi trovavo benissimo.
Ha lavorato con molti caratteri difficili. Come resisteva?

Li studiavo, li capivo, li analizzavo. Cercavo di ragionare


sui caratteri mesi prima di
trovarmi in corsa con un regista.

Lei era grande amico di Fellini.

Andavamo a Fregene. La domenica tavolo fisso a La Conchiglia. Su certe cose Federico era abitudinario. Ma partiamo da un assunto: io avevo
la macchina e Federico no.
Quindi?

Facevo da autista. In quelle


occasioni e in tutte le innumerevoli volte in cui abitando in
via del Babuino lo caricavo da
Canova per andare a Cinecitt. Saliva e faceva sempre la
stessa domanda: D an ti no ,
che hai sognato stanotte?. Io
evadevo tra un niente e un

non mi ricordo, ma Federico


non mollava la preda. Insisteva. Allora, alla terza volta che
me lo chiedeva, come in un
gioco tra noi, cedevo. E iniziavo a inventarmi sogni.

partendo con Pasolini per


Medea e con Federico, prima
di incontrarci nuovamente,
pass effettivamente un decennio.

A Federico piacevano quelli a


sfondo erotico. La commessa
della macelleria che appoggiava le tette sul bancone o le
mutande delle sarte che vedevo abbassandomi quando mia
madre andava a portare i vestiti da misurare. Le alternavo
alle scene di vita vissuta che
avevo visto ai tempi vitelloneschi e creavo lalchimia perfetta per Federico un genio
per cui la Gradisca, in fondo,
era ovunque.

Stavo nella sua capoccia, nella


sua testa. Realizzavo le sue visioni, mi mettevo sulla sua
stessa lunghezza donda e aggiungevo qualcosa di mio. Federico cambiava spesso idea.
In questa stanza mi diceva
servono solo tre pareti. Poi si
metteva davanti alla macchina da presa impallando il povero Peppino Rotunno che
guardava in camera senza

E che sogni erano?

Qual stato il segreto del vostro incontro?

Gli piacevano le sue storie?

Rideva e mi diceva: Sei proprio il pi bugiardo del mondo. Cerano poche cose che
preferisse alla bugia: un modo
di riscrivere la realt e renderla pi allegra. Federico sognava sempre: che si trovasse
sul set, in macchina o a passeggiare di notte per Roma.
Quante camminate abbiamo

Prova dorchestra,La citt


delle donne, E la nave va,
Ginger e Fred,La voce della
Luna. Insieme avete fatto
cinque film.

Avrebbero potuto essere di


pi. Dopo Satyricon, a cui avevo collaborato come assistente con latroce sorpresa di
non essere citato nei titoli di
testa, Fellini mi aveva proposto di lavorare pi stabilmente con lui. Mi schermii: Lei mi
vuole affossare maestro, rivediamoci tra 10 anni. Stavo

vita era molto simpatico, ma


sul set urlava spesso ed era anche capace di trasformarsi e
incazzarsi.
Anche con lei?

Una sola volta, sul set di Ginger e Fred. Cerano molte


comparse. Lui era nervoso e si
alter: Te lavevo detto che
non voglio questa situazione
e tu me lhai imposta di forza,
perch?. Fu lunica volta che
mi tratt bruscamente davanti agli altri, ma ci rimasi molto
male. Facemmo pace, ma per
qualche tempo i rapporti si
raffreddarono. Lui stava
montando con Ruggero Mastroianni in uno studio nello
stesso palazzo in cui lavoravo
e preparava il nuovo film. Ci
salutavamo, ma non mi diceva mai una parola di pi. Un
giorno, settimane dopo, mi
avvicin il produttore esecutivo: Federico ti vorrebbe
parlare del film. Gli devi dire
che purtroppo non posso farlo perch ne ho accettato un
altro. Dici no a Federico?.
Ci siamo incontrati spesso e
non mi ha mai detto nulla, mi
sono ritenuto libero. Il giorno prima un mio amico mi aveva fatto leggere su Variety
unintervista in cui Terry Gilliam annunciava il desiderio
di portare al cinema Il Barone
di Mnchhausen. Un produttore con cui avevo lavorato ne
Il nome della rosa fece il mio
nome a Gilliam e in pochi
giorni il film che avevo inventato di aver accettato con lemissario di Fellini si materializz. Ho sempre pensato a un
segno del destino.

Con Gilliam arriv la prima di


10 nomination allOscar. Ora laspetta il probabile
trionfo del Silence di Scorsese.

Il nuovo Silence
Martin lo preparava
da nove anni. Per farlo
ho viaggiato per mesi tra
Macao, lAmerica e lItalia
fatto: Ciao Dantino, ci vediamo domani e mi raccomando,
sogna. Guarda, non perdiamo tempo, se vuoi il sogno te
lo racconto subito.

21

riuscire a mettere la luce e intanto prendeva tempo.


A cosa gli serviva?

A capire cosa dovesse fare.


A ll inizio mi sorprendeva:
Dantino, rivoluzione, ho bisogno della quarta parete e di
una porta. Poi, capita lantifona, anticipavo le sue mosse.
E quando iniziava con la storia della parete e della porta,
ero gi un passo avanti: Federico, eccole. Come eccole?,
Le avevo gi preparate,
Dantino, sei proprio un gran
figlio di una mignotta.
Il Fellini sul set?

Federico piaceva alle donne.


Ci sapeva fare. Lo vedevi da
come lo osservavano. Nella

Ho viaggiato per mesi tra Macao, lAmerica e lItalia. una


storia che racconta il martirio
dei missionari gesuiti nel
Giappone buddhista del 1600
e che Martin prepara da nove
anni. Scorsese me lo present
proprio Fellini sul set de La
citt delle donne. Lui era con
Isabella Rossellini e giravamo in un bordello. Federico
chios: Non il posto migliore per una luna di miele.
Con Scorsese idillio da anni.

Mi chiam una prima volta e


dovetti dire di no, accadde una seconda e rinunciai per un
impegno precedente. Alla
terza ho mollato tutto e mi sono precipitato a New York per
Let dellinnocenza. Altrimenti mi sono detto non
mi chiama mai pi. Ne valsa
la pena.
LItalia lha lasciata andare.

Non avete perso niente. Qui ci


sono molti bravi professionisti. E di fronte a certe chiamate io non potevo rispondere
no. andata cos, senza tanti
discorsi.
Un rimpianto ce lha?

Mi piacerebbe avere 30 anni


di meno, ma forse anche 40.
Su questioni cos fondamentali triste essere ipocriti.
RIPRODUZIONE RISERVATA

22 SECONDO TEMPO

U
Il libro

Fico!

Sabrina
Beretta
e Sara Pupillo
Pagine: 100
Prezzo: 10e
Editore:
effequ

SEGUE DALLA PRIMA


ALESSANDRO FERRUCCI

na risata per seppellirlo. Eccola: sandalo rosso su calzino bianco, la copertina di


Fico! il libro dedicato ai nuovi disastri maschili (effequ
edizioni), scritto da Sabrina
Beretta e Sara Pupillo, dove
ogni stortura-modaiola del
nuovo millennio viene finalmente piazzata sotto la giusta lente, senza strafare, in
questi casi sufficiente raccontare per illuminare. E offrire sobri consigli: basta una sfumatura per aggiustare
i disastri.
Alcuni anni fa, durante
una passeggiata nel centro
di Milano, ci siamo ritrovate
circondate da maschi che
investivano il sabato pomeriggio in shopping: e non
compravano, computer o
telefonini, ma abbigliament o, raccontano le autrici
nella prefazione.

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

IL LIBRO Truccati, impellicciati, in slip: le nuove tendenze maschili

Il maschio che si depila, mette


i calzini bianchi e si sente fico

COS ECCO LIDEA, masche-

rata anche da una piccola


vendetta: Dopo secoli che
noi donne siamo state oggetto di analisi critica costante
per come ci vestiamo, pettiniamo, trucchiamo, o per
quanto pesiamo, abbiamo
guadagnato lautorevolezza
storica per esprimere unopinione su certi orrori. Giusto: orrori. E via alla lista, voce per voce, una serie di brevi
ma intensi capitoli (Cappello, Cintura, Fantasie, e ancora e ancora) per
narrare prima e consigliare
poi; quindi, alla fine, una serie di interviste rivolte proprio agli esperti del settore.
Il quadro il seguente: il
massimo dellobbrobrio si
raggiunge oggettivamente
lestate, quando tutto pi
evidente, quando lesibizione mostra i suoi lati muscolari, quando la spiaggia il
trionfo, il sole e la sabbia un
mero accessorio; alcune inibizioni purtroppo saltano
(complice lalcol?); quando
le camicie si sbottonano, i

Passerelle
e societ
A sinistra, una
sfilata a Pitti; in
alto Balotelli e
Gervinho Ansa

petti ex villosi trionfano, il


portafogli si infila nello slip,
lo zoccolo detta i tempi sulle
passerelle (di legno), gli occhiali da sole quasi si tatuano sul viso; gli unguenti modellano i muscoli forgiati
durante i faticosi mesi precedenti e le copertine delle
riviste di gossip ospitano i
calciatori, neo profeti, fuori
dal campo di calcio e i tronisti senza uno sgabello in
televisione.
Con un per.
Anche autunno e inverno
offrono delle meravigliose
soddisfazioni: Il cappello, o
zuccotto, con il nome dello
stilista su tutta la superficie:
sar anche un semplice berrettino, ma bene far sapere
agli altri quanto costato;
Il pantalone con il fondo
sempre pi stretto, di modo
che infilandoli, il polpaccio
palestrato, risulti a rischio
incastro; o la sciarpa dove
la vera tendenza per i prossimi anni quella in stile
plaid , che riscalda collo e
spalle. Un tuttuno. Anche
comoda per i momenti estemporanei di siesta.
Angolo-gioielli: Luomo
non uomo se non indossa lo
chavalier, lanello al migno-

Malati di shopping Sdoganamento


delle nuove tendenze da parte
del sesso forte: oramai sono pi
attenti delle donne. Con momenti
che possono sfiorare il ridicolo

lo, che lega al proprio casato:


daltronde, chi non nobile,
sotto sotto?. E ancora: Per
i pi religiosi c lopzione
rosario al collo: unisce il bello allutile, una collana che
permette di recitare le preghiere in ogni momento.
Bene, ma come nasce tutto questo? I modelli televisivi sono il punto di arrivo o di
partenza? o non contano
proprio nulla?
LE DUE AUTRICI trovano parte delle risposte in un saggio
di Cally Blackman, celebre
studiosa di moda: ...nella
misura in cui lomosessualit viene progressivamente
accettata dalla societ, gli
uomini acquistano una maggiore consapevolezza del
proprio aspetto e traggono
piacere non solo nel consumo della moda, ma anche
dalla sua sofisticata rappresentazione nelle riviste di
stile e nelle pubblicit.
Insomma, un lento processo di sdoganamento, una
sorta di liberazione, un
prendersi cura, magari il volersi bene, non sempre un
male (come raccontano alcuni degli esperti nellultima parte del libro); magari
provandole sulla propria
pelle, certe pratiche, e nel
vero senso della parola, un
uomo comprende meglio le
fatiche femminili. Quante
fatiche! E magari relativizza
certe pretese. Ma senza esagerare, per favore.

Twitter: @A_Ferrucci
RIPRODUZIONE RISERVATA

VALERIA LUISELLI La scrittrice messicana presenta oggi il suo ultimo romanzo alla Fiera Pi libri pi liberi

GIORGIO BIFERALI

Il libro

La storia
dei miei
denti
l

Valeria
Luiselli
Pagine: 208
Prezzo: 17e
Editore:
La Nuova
Frontiera

uando ho cominciato
a scrivere confessa
Valeria Luiselli volevo che la voce del narratore
fosse popolare, che parlasse
uno spagnolo antico, che ricorresse a parole desuete,
che fosse una figura intermedia nel mondo dellarte, di
mediazione. Oggi alla fiera
Pi libri pi liberi di Roma
presenter il suo nuovo romanzo, La storia dei miei
denti, quella di Gustavo Snchez Snchez, soprannominato Autostrada, collezionista e inventore dellasta allegorica, nella quale non si
vendono tanto gli oggetti,
quanto le storie che nascondono. Forse tutto proviene
dalla mia infanzia, mi ricordo che avevo uno zio che
vendeva oggetti, li nominava
ad alta voce aspettando lofferta migliore, come un banditore dasta.
Il protagonista del romanzo
colleziona denti di personaggi famosi come Marylin
Monroe. Cosa rappresentano per lei i denti?

Se devo essere sincera, sul


desktop del computer avevo

Le nostre storie sono negli oggetti


Le migliori rimangono tra i denti
un documento che si chiamava Storia dei denti, con mio
marito avevamo in mente da
tanto tempo di scrivere una
serie di lettere sui bambini,
sui nostri bambini, una specie di saggio sulla paternit in
una forma epistolare. Quindi
il nome proviene da l. Credo
che i denti siano la parte del
corpo che conserva le nostre
storie, e che sopravvive dopo
la nostra morte. Un archivio
fisico, potremmo dire.

I titoli dei suoi libri sono tutti al plurale: Volti nella folla, Carte false, e anche La
storia dei miei denti, in
parte. Una pluralit che va a
scontrarsi, forse, con la natura stessa della scrittura,
che invece richiede una dimensione intima, privata,
solitaria

Volti nella folla laveva definito un romanzo silenzioso, per non svegliare i
bambini. La storia dei
miei denti, invece, come lo
definirebbe? Non un romanzo molto silenzioso...

No, infatti, leggere Volti nella


follaera come ascoltare qualcuno che pensa o che mormora. Mentre La storia dei
miei denti rivolto pi alloralit, si fonda sul rumorio di
tante voci diverse. Loralit
unoccasione per ritrovare
questo spagnolo pi demod,
desueto, popolare. Mi ha col-

Classe 1983
Valeria
Luiselli
nata a Citt
del Messico
33 anni fa

pito la voce di un operaio, in


particolare, cos picaresca, ironica, divertente, e alla fine
mi sono ritrovata a scrivere
per ascoltare lui, un po come
un musicista che compone
per ascoltare dopo un violinista che gli piace.

S e no, soprattutto questultimo un romanzo corale,


costruito attraverso diverse
storie, diverse voci che ho avuto la fortuna di ascoltare. E
poi della solitudine della
scrittura, che unidea un po
romantica, secondo me, vero in parte, visto che molti romanzi nascono attraverso la
relazione con gli altri. Dovremmo sentirci tutti come
frammenti di una collettivit. Negli Stati Uniti, quando
ascolto gli scrittori parlare
alla radio, mi rendo conto che
sono tutti in linea con un pensiero individualista, parlano
solo di se stessi, della loro infanzia, nessuno si preoccupa
delluniversalit. Per me lat-

to della scrittura solitario, il


resto no.
Il romanzo Volti nella folla
parte da quellimmagine di
Ezra Pound, che un giorno
alla stazione vede il suo amico Henri, morto qualche
mese prima. Un attimo dopo, quel volto scompare in
mezzo ad altri volti, e si perde nella folla. questo che
accade quando si comincia a
scrivere?

S, esattamente. Quando
scrivo, cerco sempre di lasciare spazio alla fantasia,
allimmaginazione, di affidarmi a immagini forti, evocative, proprio come quella
di Pound. Dopo che lui ha avuto quella visione, ha scritto
tanto e subito, poi ha cancellato, ha scritto di nuovo, e alla
fine sono rimasti solo due
versi. Questo succede anche
a me, e non tanto una questione di brevit o di economia del linguaggio, quanto di
una continua ricerca delle
parole giuste.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Domenica 11 Dicembre 2016 | IL FATTO QUOTIDIANO |

I disegni di Disegni
CAPOLINEA (FORSE)

SECONDO TEMPO

23

24 ULTIMA PAGINA
Dalla Prima
MARCO TRAVAGLIO

ltre giugno non sarebbe igienico andare, per due


motivi: a) questo il quarto governo nato allinsaputa degli elettori in cinque anni; b) prima
di sei mesi improbabile che il
Parlamento faccia la legge elettorale. vero che i governi non
possono avere date di scadenza.
Ma, vista la situazione eccezionale, i partiti dovranno trovare
il modo di dargliene una, entro
la quale dovranno fare senza
tante discussioni ci che va fatto
subito. Che, attenzione, non la
legge elettorale: quella non
compito del governo, ma del
Parlamento, su proposta della
maggioranza, ma coinvolgendo
le opposizioni o almeno parte di
esse. Di leggi elettorali fatte dai
governi per far perdere gli avversari ne abbiamo avute due in
10 anni, il Porcellum e lItalicum, e sappiamo come sono finite. Sconsiglieremmo di riprovarci.
Il governicchio Gentiloni
dovr fare ci che avrebbe dovuto fare e invece non fece Renzi nel febbraio 2014, quando sal a Palazzo Chigi dopo la sentenza della Consulta che cancellava il Porcellum e delegittimava il Parlamento che ne era
espressione: poche cose urgenti per leconomia, mentre le Camere approvano la legge elettorale. Principalmente due. 1)
Nazionalizzare il Montepaschi, chiedendo scusa agli italiani chiamati a pagare un disastro tutto politico, sia per le colpe dei vari management targati
Pci-Pds-Ds-Pd, sia per la scandalosa inerzia di Renzi e Padoan su una soluzione che andava adottata sei mesi fa e che fu
invece smentita e rinviata al post-referendum per ricattare gli
elettori sulla pelle dei risparmiatori. 2) Sbaraccare quel
Minculpop alla fiorentina che
il vertice renziano della Rai, per
garantire una campagna elettorale democratica e pluralista, al
contrario di quelle scandalose
per le Amministrative e i referendum sulle trivelle e sul ddl
Boschi, gestite da un monocolore in mano a un solo partito a
colpi di propaganda. Se la nuova legge elettorale deve tener
conto del sistema tripolare della politica italiana, a maggior
ragione deve farsene carico il
servizio pubblico radiotelevisivo, che non dipende pi dal
Parlamento ma direttamente
dal governo. Quale par condicio
pu garantire unazienda dove
tutti i direttori di rete e di tg (per
non parlare della radio) sono
fedelissimi dellex premier, per
giunta appena sfiduciato dal
60% degli elettori? Siccome
non c il tempo di cambiare la
legge (lorrendo connubio fra
Gasparri e riforma Renzi), una
soluzione la indica oggi sul Fatto Carlo Freccero (pag. 5).
Unaltra lha suggerita ieri Giovanni Valentini: dimissioni,
per manifesta incapacit e parzialit, del dg-ad Campo
DallOrto e dei direttori; e nomina parlamentare di un comitato di garanti di provata competenza e indipendenza, per
traghettare la Rai al dopo-elezioni, quando si spera che Viale
Mazzini verr finalmente protetto da uno statuto modello Bbc contro lo spoils system del
governo di turno. Una legge elettorale, per essere democratica, presuppone un popolo informato. Non imbonito dalle
veline di regime. Quel 70% di italiani che hanno votato sette
giorni fa ci aiutino a vigilare
perch questo accada.

ebora Serracchiani divenne


famosa - e si conquist una
carriera nello showbiz politico nazionale - maltrattando per 13 minuti lallora segretario Franceschini
in unassemblea del Pd (salvo concludere, alla Fantozzi, che per Dario
era un grande segretario): lallora
38enne avvocato compil - tra mille
timide risatine che, con la frangetta,
le valsero lappellativo di Amelie
della sinistra- un cahier de dolances
sui piccoli conflitti del Pd dellepoca
che, riascoltato oggi, racconta solo il

| IL FATTO QUOTIDIANO | Domenica 11 Dicembre 2016

RIMASUGLI

Serracchiani,
Mps e il magico
mondo
dello showbiz
MARCO PALOMBI

vuoto di pensiero in cui nato


quel partito. La carriera di Serracchiani fu poi fulminea: eurodeputata, governatore del Friuli Venezia Giulia, vicesegretario Pd. La
sua discesa sar forse meno rapida:
nel 2016 ha perso tutte le Comunali in
Regione (da Trieste a Pordenone fino
alla fu roccaforte rossa Monfalcone);
a marzo ha fatto campagna per lastensione al referendum sulle trivelle
costringendo molti a ricordarle un tweet del 2012 (a Monopoli ho partecipato alla manifestazione per la di-

fesa dellAdriatico dai rischi di


trivellazione). Venerd, invece, si beava cos del fatto che la
Bce non aveva concesso pi tempo
per laumento di capitale Mps: Per
chi diceva che i mercati non avrebbero battuto ciglio.... Sottotesto: avete
votato No e ora... La frase contiene tali
dosi di inconsistenza intellettuale e
malafede da non essere commentabile. Non tutto, certo, ma una donna di
spettacolo dovrebbe sapere almeno
una cosa: quando i suoi 15 minuti di
celebrit sono finiti.