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MiniGuida all’uso

PHOTOSHOP 7.0 – MiniGuida all’uso

INDICE

Introduzione .........................................................................................................................................3
La barra degli strumenti di Photoshop .................................................................................................4
Le maschere di livello ..........................................................................................................................7
Le immagini .......................................................................................................................................10
Save for web.......................................................................................................................................12
Creare in automatico delle thumbnails...............................................................................................16
Le Azioni............................................................................................................................................18
Adobe Gamma ...................................................................................................................................21
Creare uno shape................................................................................................................................23
Creare un pennello .............................................................................................................................27
Utilizzare al meglio le selezioni.........................................................................................................32
I tracciati ............................................................................................................................................36
Il filtro liquify ....................................................................................................................................40
Il filtro Estrai - Extract .......................................................................................................................42
Ordinare i livelli .................................................................................................................................44
Correggere il colore di una foto .........................................................................................................49
Conclusioni ........................................................................................................................................56

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INTRODUZIONE

Tutti o quasi conoscono Adobe Photoshop, applicazione dedicata al fotoritocco e, più in generale,
all’elaborazione di immagini digitali. Questo programma, difatti, come sappiamo è in grado di
effettuare ritocchi di qualità professionale alle immagini, offrendo enormi possibilità creative grazie
anche ai numerosi filtri che permettono di emulare le tecniche utilizzate nei laboratori fotografici
per il processamento delle immagini, le tecniche di pittura e di disegno. Senza dilungarmi troppo
sulle sue caratteristiche e senza pretesa alcuna, questa piccola guida vuole essere soltanto un
semplice aiuto a tutti coloro i quali iniziando ad utilizzare per la prima volta il programma non
hanno le conoscenze sugli strumenti base e sul loro utilizzo. Cercando di raccogliere alcuni articoli
trovati in rete nonché alcune personali esperienze, ho cercato di stilare una mini-guida
(permettetemi di chiamarla così) sperando che possa essere utile a molti. La versione del
programma presa in considerazione è la versione 7.0, ma quanto verrà detto in seguito può essere
applicato anche a versioni successive del programma. Ovviamente non si tratta di un manuale ma
verranno mostrati brevemente soltanto alcuni strumenti di lavoro del programma e come utilizzarli.
Certamente l’uso di Photoshop non si limita a quanto brevemente descritto in queste poche pagine,
ancor più che alla propria creatività non c’è limite. Se volete quindi apprendere in modo completo
le funzionalità del programma, riferitevi ad appositi manuali nonché a corsi specializzati. In rete poi
troverete un’enormità di articoli, tutorial e guide su Photoshop che possono essere utili al vostro
scopo.

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LA BARRA DEGLI STRUMENTI DI PHOTOSHOP


Strumento selezione
Lo strumento selezione ci permette di selezionare una parte di immagine,
di copiarla e di modificarla. Vi è la selezione rettangolare e circolare, per
riga e per colonna. Premendo il tasto SHFT e tenendolo premuto
possiamo creare multiselezioni, premendo il tasto ALT possiamo
sottrare una selezione ad un'altra, premendo i tasti SHFT + ALT
assieme creiamo un'inclusione delle selezioni.

Strumento sposta
con questo strumento possiamo spostare i layer all'interno di una
immagine. Premendo il tasto SHFT e trascinando spostiamo il layer solo
orizzontalmente o solo verticalmente, premendo il tasto ALT e
trascinando creiamo un duplicato immediato del livello. Premendo il
tasto CTRL possiamo attivare il un layer semplicemente cliccando su di
esso nell'immagine.

Strumento lazo
se dobbiamo creare selezioni irregolari possiamo usare questo strumento.
Vi sono anche le varianti: il lazo punto punto che ci permette di creare
una selezione indicando solo i punti di passaggio (per eliminare un punto
+ sufficiente premere il tasto CANC) ed il lazo magnetico che si
aggancia automaticamente ai bordi di una immagine sfruttando le
differenze di colore, contrasto e luminosità. Premendo il tasto SHFT e
tenendolo premuto possiamo creare multiselezioni, premendo il tasto
ALT possiamo sottrarre una selezione ad un'altra, premendo i tasti
SHFT + ALT assieme creiamo un'inclusione delle selezioni.

Bacchetta magica
Permette di selezionare aree simili basandosi sul colore, è possibile
settarne la tolleranza, più è alto questo valore e più colori simili saranno
selezionati.

Strumento taglierina
E' lo strumento ideale per ritagliare un'immagine.

Strumento Seziona
l'ideale per creare interfacce grafiche o comunque progetti dedicati al
web design, è possibile creare più sezioni e salvarle automaticamente
attraverso il comando salva per il web.

Strumento cerotto
l'ideale per correggere i difetti di un viso (bollicine, riflessi, punti).
Funziona come lo strumento Clone, con la differenza che, prima di
incollare il materiale da un'altra posizione, ne calcola la differenza
cromatica, il colore, la densità e la adatta nel miglior modo possibile
sulla destinazione. Nel sottomenù vi è anche la funzione che si basa sulle
selezioni. E' uno strumento molto potente ma va usato con attenzione!
Sempre nel sottomenù è presente lo strumento rimozione occhi rossi, è
sufficiente creare una selezione attorno all'occhio e il colore rosso,
all'interno della pupilla, verrà eliminato automaticamente.

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Strumento pennello
è il comune strumento da disegno per tracciare linee a mano libera,
creare sfumature, colorare e creare.

Strumento timbro o clone


lo strumento principale per il fotoritocco, copia aree da un punto e le
incolla in un altro. Ideale per rimuovere graffi, punti, macchie, ritocchi e
restauri. Necessita di molta pratica.

Strumento recupera storia


permette di recuperare porzioni di immagini dalla storia di Photoshop.
Necessita la creazione di uno snapshot (appunto nella storia) o di un
recupero di posizione.

Strumento gomma
altro strumento importante quanto banale nella creazione di immagini,
elimina tutto ciò che si trova al suo passaggio come fosse una vera
gomma.

Strumento sfumatura
questo strumento ci permette di creare sfumature di colore di vario
genere e di vario tipo, possiamo creare sfumature lineari, circolari, a
rombi, riflesse ed angolari. Nel sottomenù vi è lo strumento secchiello
che permette di riempire aree intere di una tinta unita.

Strumento sfoca/contrasta
sfoca o contrasta, a seconda dello strumento selezionato dal sottomenù,
le aree di immagine su cui agisce. E' la versione pennello dei filtri sfoca
e contrasta!

Strumento schiarisci/scurisci/satura/desatura
Altro strumento importante per il ritocco, contiene gli strumenti che
permettono di scurire, schiarire saturare o desaturare determinate aree in
un'immagine.

Strumento seleziona tracciato


permette appunto di selezionare singoli punti o interi segmenti di un
tracciato, di spostarli e di modificarli.

Strumento Testo
inserisce del testo in un punto qualsiasi dell'immagine, è possibile
inserire testo orizzontale, verticale, solo il contorno come selezione o
crearre aree di testo semplicemente cliccando e trascinando. Il testo in
Photoshop viene trattato in modo vettoriale.

Strumento crea tracciato


permette di creare un tracciato, aggiungere ed eliminare punti,
modificarne la curva e l'aspetto o di creare un tracciato a mano libera. I
tracciati sono molto potenti se usati correttamente.

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Strumento crea forme
permette di creare forme rettangolari, circolari e personalizzabili,
possono essere create in formato vettoriale sfruttando i tracciati o in
formato bitmap.

Strumento nota
ai fini del ritocco fotografico e di creazioni non serve a nulla, ma è utile
per inserire note riferite all'immagine. Quando ad esempio si crea un
interfaccia può essere usata per memorizzare i colori in formato
esadecimale.

Strumento contagocce
permette di prelevare un colore da un punto qualsiasi di un'immagine e
di impostarlo come colore primario, inoltre consente di reperire
informazioni sui colori visualizzabile nella finestra info.

Strumento mano
sposta l'immagine all'interno della finestra, con il doppio clic adatta
l'immagine alla finestra! Lo stesso risultato si ottiene premendo la barra
spaziatrice.

Strumento zoom
ingrandisce o riduce l'immagine. Si ha lo stesso risultato con CTRL +
“+” e CTRL + “-“

colori
il primo rappresenta il colore principale il secondo il colore di fondo.
Le doppie frecce in alto a destra permettono di scambiare i colori, lo
stesso risultato si ottiene con il tasto X, nell'angolo in basso a destra,
invece, possiamo ripristinare i colori de default, col tasto D otteniamo
lo stesso risultato.

modalità maschera
permettono di passare dalla modalità maschera di selezione alla
modalità standard. La maschera di selezione consente di creare appunto
una selezione a mano libera tenendo presente che dove la maschera è
rossa la selezione non è presente, dove si vede l'immagine di fondo
stiamo creando una selezione.

modalità di visualizzazione interfaccia


modalità standard, modalità a pieno schermo con toolbars e modalità
solo immagine apieno schermo.

Richiama Image Ready


passa l'immagine in Image Ready

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LE MASCHERE DI LIVELLO
Le maschere di livello sono il più delle volte sottovalutate o addirittura sconosciute da chi inizia ad
usare Photoshop. Man mano che si prende dimestichezza con questo potentissimo programma ci si
rende conto che non si può fare a meno delle maschere di livello. Vediamo cosa sono, come
utilizzarle e perchè! Innanzitutto, per quanto scontato, specifichiamo che le maschere di livello
possono essere applicate appunto ai livelli, siano essi di testo o di immagine e non è possibile
applicarle al background. Aggiungere una maschera è possibile in diversi modi:

dal menù layer->add layers mask:

da qui è possibile scegliere due tipi di maschere, visualizza tutto e nascondi tutto, nella prima viene
creata una maschera bianca, nell'altra una maschera nera (più avanti approfondiremo). E' inoltre
possibile invertire la maschera o nasconderla senza eliminarla. Oppure possiamo aggiungere una
maschera di livello dalla finestra dei livelli premendo sull'apposito tasto, in questo caso viene creata
una maschera vettoriale che non differisce molto dalla prima.

Le maschere di livello vengono utilizzate per bucare una immagine senza modificare l'originale.
Quando si crea una maschera di livello appare accanto al layer una nuova figura

Nella layer mask il bianco conserva l'immagine originale il nero la buca. Questa è la frase chiave
delle layer mask. Nel paragrafo successivo approfondiremo questo concetto.
Prendiamo come esempio l'immagine seguente:

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Supponiamo di voler bucare il monitor per inserire una immagine sottostante. Possiamo trasformare
l'immagine in livello e con lo strumento selezione eliminiamo il contenuto del monito. Dopo vari
passaggi però ci accorgiamo di aver commesso un errore nella selezione e di aver eliminato una
parte di monitor che non doveva essere eliminata, la storia di Photoshop non è più recuperabile ed
abbiamo perso l'immagine originale? Come facciamo? Siamo costretti a rifare tutto da capo, nella
speranza di non aver salvato le ultime modifiche sul file originale (operazione da non fare mai).
Utilizzando le maschere di contrasto ovviamo a questo problema.
Procediamo con un esempio pratico usando come cavia questa immagine:

Trasformiamo in livello l'immagine facendo doppio click sul background nella finestra dei livelli ed
applichiamo una maschera di livello attraverso menù layer->add layer mask. Nella finestra dei
livelli è apparsa una nuova immagine bianca accanto al livello del monitor, assicuriamoci che sia
selezionata (vi è un bordo attorno). Clicchiamo sullo strumento pennello e avendo il colore nero
come colore principale coloriamo nell'immagine all'interno del monitor.

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Come possiamo vedere il colore nero non compare, ma l'immagine si buca. Se volessimo ridurre il
buco appena creato sarà sufficiente selezionare come colore principale il bianco e colorare dove
vogliamo che l'immagine non venga bucata

Nella modalità Maschera di livello possiamo selezionare solo i toni in scala di grigio dove il nero
puro buca l'immagine, il bianco non buca e le varie tonalità di grigio formano le trasparenze. Se
coloriamo con un pennello ad opacità 20% creiamo appunto una trasparenza

Per capire bene le potenzialità delle maschere di livello consiglio di provare vari esperimenti.
Provate ad esempio ad usare lo strumento sfumatura lineare per creare la dissolvenza tra due
immagini, oppure applicate dei filtri sulla maschera di livello, con un pò di pratica è possibile
realizzare effetti particolari tra immagini sovrapposte

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LE IMMAGINI
Come tutti sanno esistono formati diversi per salvare le proprie immagini, ma non tutti conoscono le
differenze sostanziali e spesso, aprendo una immagine salvata in passato, ci accorgiamo di aver
perso la qualità, i colori, i layers, i canali alfa e ci trovarci un lavoro inutile. Questo accade proprio
perchè si salva la propria immagine nel formato sbagliato.
Andando subito al sodo analiziamo questi formati: - PSD - BMP - JPG - GIF - TIF - che sono i
più utilizzati.

Prima di procedere voglio fare una piccola distinzione:


si intende per dimensione la grandezza in pixel dell'immagine (es.: 800x600 pixel);
si intende per peso lo spazio occupato in Kbyte o MByte di una immagine (es.: 400Kb);
si intende per formato l'estensione dell'immagine (es.: PSD);

PSD
formato nativo del Photoshop: permette di salvare tutte le informazioni di una immagine (colori,
layers, canali alfa, maschere di livello, struttura,ecc..) ideale per i progetti non ancora terminati e
che necessitano di modifiche future come template, oggetti per il web, locandine. E' sempre bene
conservare una copia in questo formato completa di tutti i livelli e le informazioni necessarie,
ovviamente lo spazio che occupa su disco è veramente tanto. Salvare un progetto PSD schiacciato
in un unico livello servirebbe a ben poco.

BMP
o Bitmap è il formato standard di Windows e OS/2, permette di salvare immagini ad alta risoluzione
senza perdità di qualità. Non è possibile salvare ulteriori informazioni come i layers o canali alfa.
Lo spazio occupato è alquanto elevato a seconda della dimensione dell'immagine. Personalmente
utilizzo pochissimo le immagini BMP, forse potrebbe risultare utile quando ad esempio bisogna
pubblicare una immagine sul web ad alta qualità senza badare al peso.

JPG
è il formato più diffuso sul web, la qualità delle immagini è buona ed il peso è molto ridotto. Non
conserva informazioni sui layers o canali alfa ed esegue una compressione dell'immagine a
discapito della qualità. Gestisce milioni di colori ma bisogna fare molta attenzione a quando si
salvano immagini in JPG, una qualità bassa è vero che comporta risparmio di Kb o addirittura Mb,
ma è pur vero che la fotografia perde nitidezza. La compressione JPG elimina quei dettagli non
percepibili all'occhio umano, più si aumenta la compressione e più dettagli si perdono. Ottima per il
web e per la pubblicazione di immagini è sconsigliata per stampe di alta qualità.

GIF
altro formato ampliamente diffuso nel web, permette di creare immagini animate e trasparenti. Non
conserva informazioni sui layers e gestisce un unico canale alfa sfruttato per la trasparenza.
Gestisce un massimo di 256 colori e per tale motivo è vivamente sconsigliato per salvare fotografie
o comunque immagini ricche di sfumature. E' invece vivamente consigliato per salvare piccoli
oggetti per il web come pulsanti, sfondi ripetuti e divisori. Il peso è alquanto ridotto.

TIF
formato che gestisce milioni di colori e fino a 24 canali alfa, non memorizza informazioni sui
livelli. Occupa molto spazio e permette di salvare immagini sia in formato PC che MAC. Ideale per
stampe fotografiche e progetti che richiedono alta qualità, più canali alfa ed un unico livello.
Vi sono inoltre formati come l'EPS o il PDF che sono in grado di memorizzare immagini vettoriali
destinate al publishing.

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Detto questo spetta all'utente scegliere il formato ideale in base all'utilizzo che ne deve fare.
Comunque sia, per progetti importanti che possono richiedere modifiche future, consiglio di
conservare SEMPRE un file PSD completo di tutte le informazioni necessarie. Se desiderate che il
file occupi poco spazio potete sempre comprimerlo con Winzip o Winrar.
Per salvare immagini destinate al web consiglio inoltre di utilizzare il salvataggio Save for Web, da
qui è possibile notare le differenze sonstanziali salvando in JPG o GIF. Cambiando i valori è
possibile cercare il miglior compromesso tra qualità e peso. Si noti che con questo comando si salva
una copia dell'immagine attiva su disco, l'immagine originale rimane invariata e se sono state
apportate modifiche verrà chiesto un ulteriore salvataggio

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SAVE FOR WEB


Il comando Save for Web è l'ideale per salvare immagini destinate al web. Attraverso la finestra che
si apre possiamo decidere il miglior compromesso tra peso dell'immagine (in kbyte) e qualità.

Supponiamo di avere questa immagine

Possiamo dire che la qualità è accettabile, ricca di sfumature ed i colori non sono impastati. Le
impostazioni per questa immagine sono le seguenti

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Ma è pur vero che occupa ben oltre i 10kb. Un pò troppi, considerando la dimensione
dell'immagine: 100x100 pixel per un totale di 10,6kb; ad una velocità di connessione a 2kb al
secondo questa immagine impiegherebbe 5 secondi per essere mostrata.

Vediamo Come ridurre la dimensione senza compromettere la qualità attraverso alcune prove
pratiche:

Prova 1
Originale Dopo

10kb 3,5kb

Abbiamo ridotto la dimensione del file a


3,5kb abbassando la qualità della JPG a 50.
Purtroppo si nota una notevole perdita dei
colori specialmente sul contrasto rosso-blu.
Tutto sommato potrebbe essere accettabile.
Prova 2
Originale Dopo

10kb 1,8kb Abbiamo ridotto la dimensione del file a


1,8kb abbassando la qualità della JPG a 10
(partendo sempre dall'immagine originale).
Purtroppo si nota una drastica perdita dei
colori e della qualità. Il risultato non è per
niente soddisfacente!!

Prova 3
Originale Dopo

10kb 5,7kb

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Prova 4
Originale Dopo

10kb 3,4kb

Riduciamo il numero dei colori da 256 a


64. Nonostante abbiamo eliminato ben 192
colori l'immagine risulta ancora ottima ed
abbiamo ridotto il peso a soli 3,4kb. Il
risultato è più che soddisfacente!

Prova 5
Originale Dopo

10kb 2kb

Riducendo il numero dei colori a 16


otteniamo un risultato poco gradevole
nonostante i soli 2kb, sono andate perse le
sfumature ed inoltre i colori non presenti
sono stati sostituiti con il nero. E' da
scartare!

Prova 6
Originale Dopo

10kb 2,1kb

Sempre tenendo la GIF a 16 colori


cambiamo il metodo di selezione dei colori
da Selective in Perceptual. In tal modo i
colori vengono selezionati in base alla loro
dominanza nell'intera immagine. Certo il
risultato non è ottimo, ma per 2,1kb
potremmo anche optare per questa scelta.

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Vi sono vari modalità di selezione del colore per un'immagine GIF:

Percentuale: si basa appunto sulla dominanza di un colore nell'intera immagine, se un colore ha


bassa percentuale rispetto ad altri, con molta probabilità verrà scartato.

Selective: tra tutti i colori presenti crea una media e per ognuno di essi viene selezionato il colore
più adatto per la rappresentazione dello stesso.

Adaptive: Ogni pixel viene controllato ed adattato in base alla prevalenza ed alla sua distribuzione
nell'immagine.

Web: i colori vengono selezionati in base ai colori di default. Se un colore rientra in quelli presenti
viene incluso, altrimenti viene scartato. Utilissimo quando si utilizzano immagini a pochi colori di
base.

Inoltre vi sono anche metodi diversi per la diffusione dei colori:

Diffusion: crea una sorta di fitta pixellatura sull'immagine creando le sfumature attraverso la
miscelazione dei pixel;

Pattern: simile alle vecchie stampanti ad aghi che simulavano, in base al tipo di sfumatura, un
pattern che ingannasse l'occhio per passare gradualmente da un colore all'altro.

Noise: crea una sorta di impasto dei colori creando sfumature sfocate e poco distinte.
In conclusione non c'è un vero metodo consigliato, varia in base al tipo di immagine, al numero di
colori ed all'uso che se ne vuole fare. Se non badiamo allo spazio e la qualità è fondamentale,
possiamo addirittura salvare la nostra immagine in BMP o in JPG a qualità 100. Se invece
l'immagine è destinata ad un uso simbolico e la qualità ed il contenuto dell'immagine ha ben poco
valore, potremmo anche optare per una immagine gif a 4 colori (per esempio).
Ritornando alle prove precedenti, personalmente sceglierei la prova n° 4

In poco più di 3kb abbiamo ottenuto un'ottima immagine e delle ottime sfumature contro i 10kb
dell'originale. Inoltre consiglio per le immagini piccole di NON usare la compressione JPG,
l'impasto dei colori potrebbe causare risultati scadenti.

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CREARE IN AUTOMATICO DELLE THUMBNAILS


Cosa sono le thumbnails? Sono semplicemente anteprime ridotte, sia nel formato che nella
dimensione, di immagini e fotografie. Le troviamo in internet un pò ovunque e possono essere
paragonate alle index rilasciate da alcuni fotografi quando si portano a stampare fotografie da
rullino standard o APS. Photoshop è in grado di aiutarci nella creazione delle thumbnails attraverso
un semplicissimo comando raggiungibile dal menù file->automate->Web Photo Gallery.

Questo comando si occupa di ridurre le fotografie nella dimensione specificata e di creare pagine
HTML perfettamente navigabili che possiamo modificare ed utilizzare per il nostro sito. Possiamo
comunque sfruttare questo comando per ridimensionare in modo automatico una serie di immagini.
Appena confermato il comando si apre una finestra come questa:

Esaminiamola:

Sito:
Stile: se intendiamo affidarci alle pagine HTML di Photoshop, qui possiamo scegliere il loro stile,
ognuno di essi viene mostrano in anteprima sul lato destro della finestra;
E-Mail: inseriamo la nostra e-mail se desideriamo che sulle pagine venga inserito un link per
contatti;
Extension: l'estensione delle pagine: HTML o HTM.

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Cartelle:
Premiamo sul tasto Browse... per selezionare la cartella dove risiedono le immagini di cui vogliamo
creare le thumbnails; spuntando la casellina “includi sottocartelle” vengono considerate anche le
immagini presenti appunto nelle sottocartelle;
Il tasto Destination..., invece, ci consente di selezionare la cartella dove Photoshop salverà il
lavoro.

Opzioni
Abbiamo molte opzioni a nostra disposizione che possiamo settare come desideriamo:

Banner:
E' l'intestazione che apparirà su ogni pagina che Photoshop genera;

Large Images:
Possiamo settare se ridimensionare le immagini a cui fanno riferimento le thumbnails ed
eventualmente la loro dimensione.

Thumbnails:
Qui possiamo settare la dimensione delle thumbnails, scegliere se inserire un bordo, la descrizione e
su quante righe e colonne devono essere disposte nelle pagine.

Custom Colors:
Possiamo scegliere il colore del testo, dei links, dei bordi e della pagina;

Security:
Possiamo definire i copyright, l'autore, il titolo originale della foto, la data di creazione ed altri
parametri che consentono di risalire all'origine della fotografia.
Dopo aver settato tutte le opzioni che desideriamo premiamo il tasto OK. Il tempo di lavoro varia a
seconda di quante immagini sono contenute nella cartella, della loro dimensione e delle prestazioni
del nostro computer. Terminate le operazioni automatiche verrà aperta la pagina HTML appena
creata con il browser predefinito.
Se ci portiamo nella cartella di destinazione (nel mio caso Temp), notiamo che sono state create le
seguenti cartelle e relativi files:

Nella cartella image troviamo le immagini originali eventualmente ridimensionate in base alle
opzioni che abbiamo inserito in large images; in pages invece sono presenti tante pagine html
quante sono le immagini che abbiamo ridimensionato; in thumbnails, infine, sono presenti le nostre
thumbanils opportunamente ridimensionate. I file index sono le pagine che raccolgono tutte le
thumbnails generate. Il file TXT è un file di riferimento per Photoshop. Non ci resta che utilizzare
le immagini e le pagine create. I file originali, presenti nella cartella di origine, non sono stati
modificati.
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LE AZIONI

Chi ha cominciato ad usare Photoshop da poco probabilmente avrà utilizzato azioni predefinite che
eseguivano rapidamente filtri e comandi che davano origine a gradevoli effetti sulle fotografie. Chi
invece ha fatto di Photoshop il suo pane quotidiano, non può di certo ignorare le potenzialità delle
azioni e crearne delle nuove in base alle proprie esigenze.
Come detto le azioni sono semplicemente comandi eseguiti in automatico (possiamo paragonarle
alle MACRO di word), esse possono essere applicate su una singola foto o su una sequenza di
immagini e sono in grado di memorizzare filtri, comandi e valori con la possibilità di modificarli o
meno durante l'esecuzione, le azioni non sono ovviamente in grado di memorizzare il movimento
dei pennelli sull'immagine, quindi non possiamo memorizzare un ritocco o la digitazione di un
testo.
Cominciamo subito col dire che le azioni possono essere create soltanto in un set che non è altro che
un raccoglitore, o una cartella se preferisci, in cui memorizzeremo le azioni. Possiamo avere più set
in modo da avere un'organizzazione meno complessa e di facile intuizione.
Ecco come si presenta la palette delle azioni di Photoshop:

Possiamo suddividerla in tre colonne, la prima da sinistra ci permette di attivare o disattivare dei
comandi all'interno dell'azione, il segno di spunta nero indica che tutte le operazioni di quella
azione vengono eseguite, è rosso se invece almeno una operazione viene disattivata, infine vuota se
tutte le operazioni sono inattive. La seconda colonna indica se durante l'esecuzione deve apparire la
finestra di dialogo che permette all'utente di modificare i valori impostati durante la registrazione,
infine l'ultima colonna indica il nome e le operazioni eseguite all'interno dell'azione. Se accanto al
nome appare “selezioni” significa che è richiesta, prima di eseguire l'azione, una selezione attiva, se
invece appare “testo” significa che l'azione è sviluppata per un livello di testo.
Per eseguire un'azione è sufficiente aprire l'immagine su cui si desidera eseguire l'azione e premere
il pulsante esegui

Un'azione può essere riprodotta in tre modi differenti, ciò può essere settato dal menù della palette
azioni cliccando sul comando opzioni di riproduzione (playback option). Troviamo le seguenti
modalità:

ACCELLERATA: l'azione viene riprodotta alla massima velocità in base alle prestazioni del
computer e si interrompe solo in presenza di finestre di dialogo o messaggi imposti in fase di
registrazione;

PASSO-PASSO: dopo ogni comando o filtro l'immagine viene aggiornata in modo da permettere di
identificare eventuali errori o effetti indesiderati durante l'esecuzione;

PAUSA PER: è possibile assegnare un valore compreso tra 1 e 60 secondi, ogni comando viene
eseguito con l'intervallo di tempo assegnato.

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Come creare un'azione personalizzata:
Lavorare con le azioni ottimizza notevolmente i tempi di lavoro, tutte le operazioni che vanno
eseguite su una serie di immagini o tutti quegli effetti che utilizzeremo spesso per i nostri lavori,
possono essere memorizzati in una sequenza automatica, per registrarla è semplice:
è sufficiente aprire una immagine e cliccare su pulsante nuova azione , si apre la finestra di
dialogo che segue:

qui possiamo assegnare il nome dell'azione, il raccoglitore in cui memorizzarla ed assegnare


eventuali tasti di scelta rapida, di solito da F2 a F12 con la combinazione dei tasti SHIFT e CTRL
ed il colore di identificazione dell'azione per una più rapida ricerca. Una volta impostati i valori
possiamo premere il tasto RECORD, da questo punto in poi tutte le operazioni che effettueremo
sull'immagine saranno memorizzate. Come già detto sono esclusi nelle azioni i comandi di modifica
come il pennello, il timbro, la gomma, lo zoom e tutti gli strumenti che richiedono l'utilizzo del
puntatore. Per interrompere la registrazione è sufficiente premere il tasto STOP. Nella pagina
successiva vedremo come realizzare una semplicissima azione.

Creare una semplice azione:


Supponiamo che abbiamo 30 immagini e che per ognuna di esse dobbiamo applicare i seguenti
filtri: desaturazione, bilanciamento colore per renderla giallo antico, aumento della luminosità,
sfocatura ed aggiunta disturbo. Sono semplici operazioni che ripetute per 30 volte risultano noiose e
terribilmente lente con il rischio di dimenticarsi anche qualche filtro. Ecco quindi che conviene
crearci una bella azione.
Apriamo una qualsiasi immagine e clicchiamo sul pulsante crea nuovo set ed assegniamo un
nome per il raccoglitore, premiamo OK e selezioniamo la cartellina appena creata e clicchiamo sul
pulsante crea nuova azione nella rispettiva palette, appare la finestra di dialogo in figura

impostiamo un nome per l'azione e, se desideriamo, possiamo impostare i tasti di scelta rapida.
Premiamo RECORD. A questo punto non dobbiamo far altro che richiamare ed applicare i filtri
indicati, photoshop registrerà le operazioni effettuare. Quindi, nel nostro caso, eseguiamo questi
passaggi:

1) Menù immagine->regolazioni->desatura (image->adjustments->denaturate)


2) Menù immagine->regolazioni>bilanciamento colore (image->adjustments->color
bilance) ed assegnamo ad esempio i valori +65;+25;-40;
3) Menù immagine->regolazioni->luminosità e contrasto (image->adjustments-
>brightness and contrast) ed assegnamo i valori +30;+30;

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4) Menù filtro->sfocatura->controllo sfocatura (filter->blur->gaussian blur) ed
impostiamo un raggio pari a 1,5;
5) Menù filtro->disturbo->aggiungi disturbo (filter->noise->add noise) imposta il valore
a 10 in modalità gaussiana e monocromatico

Supponiamo di aver ottenuto l'effetto desiderato, a questo punto possiamo premere STOP dalla
palette delle azioni. Ecco come appare l'azione appena creata:

Espandendo con le freccette laterali i singoli filtri applicati, ne possiamo vedere i rispettivi valori:

A questo punto possiamo ottenere lo stesso effetto in un solo clic. Apriamo una nuova immagine,
selezioniamo l'azione “Foto rovinata” e premiamo Esegui Azione . In brevissimo tempo
otteniamo lo stesso risultato.
Se ad esempio volessimo che durante l'esecuzione dell'azione appaia la finestra di dialogo del
bilanciamento colore, al fine di permettere la modifica dei valori, non dobbiamo far altro che
cliccare sulla casella indicata in rosso nell'immagine sottostante

nel quadratino che prima era vuoto appare l'immagine di una finestra.
Se invece desideriamo che un filtro non venga applicato dobbiamo eliminare il segno di spunta
accanto al filtro

Inoltre, l'azione appena creata, può essere utilizzata in una batch list al fine di applicare gli stessi
filtri a più immagini in modo del tutto automatico.

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ADOBE GAMMA
Trattiamo in questa guida un punto molto dolente: la calibrazione del monitor. Innanzitutto cosa
significa calibrare il monitor? Una immagine, un sito, un gioco o quel che sia, viene mostrato in
modo molto differente in base alle impostazioni del monitor, spesso succede di aver effettuato un
lavoro grafico e, osservandolo su un altro monitor, si notano tonalità diverse e addirittura colori
inaspettati, addirittura può accadere che, sullo stesso monitor, una immagine viene mostrata in un
modo e, all'accensione di luci al neon o lampadine che non emettono luce bianca, il risultato
cambia... Stessi risultati si hanno in fase di stampa. Una foto, ad esempio, appare a video perfetta,
stampata, magari da uno studio fotografico e quindi ad una elevatissima risoluzione, risulta rossa e
particolarmente chiara. Come ovviare quindi a questi spiacevoli inconvenienti? Photoshop mette a
disposizione una efficace utility, Adobe Gamma, che, utilizzata nel modo giusto, ci permette di
ottenere risultati ottimali. Vediamo come procedere:
Dal pannello di controllo clicchiamo sull'icona Adobe Gamma

dalla finestra che si apre selezioniamo la modalità pannello di controllo:

Ci viene mostrata questa finestra:

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Nel riquadro 1 dobbiamo settare il monitor in modo tale che l'alternanza di quadratini sia appena
visibile, per fare ciò modifichiamo proprio la luminosità ed il contrasto attraverso i comandi del
monitor, portiamo quindi il contrasto al massimo valore possibile e regoliamo di conseguenza la
luminosità, affinché i quadratini siano appena visibili tra loro, nel caso modifichiamo
opportunamente anche il contrasto.
Settiamo in Fosfori i tipi di fosfori utilizzati dal nostro monitor, ed in “punto bianco” la temperatura
del colore settata dal pannello del nostro monitor. Nel caso non sappiamo dove trovare tale valore
possiamo cliccare sul pulsante misura, appaino tre quadrati su fondo nero, dobbiamo cercare di
rendere il quadrato centrale di un grigio neutro, cliccando sul quadrato a sinistra indichiamo che il
monitor usa colori freddi, sul quadrato a destra indichiamo che il monitor utilizza colori più caldi,
una volta definito il grigio neutro clicchiamo sul quadrato centrale per confermare.
Passiamo adesso al riquadro 2 della figura. Dobbiamo settare la gamma del monitor in modo tale
che il quadrato al centro si amalgami quanto più possibile con la cornice. Non dobbiamo più
utilizzare i comandi da monitor, bensì muovere l'apposito indicatore, non pretendiamo di far
scomparire il quadrato dal centro, ma almeno cerchiamo di ridurne la visibilità.
Quando ci riteniamo soddisfatti spuntiamo la casella “visualizza solo gamma singola”, vengono
mostrati tre quadrati, anche qui dobbiamo bilanciare il colore affinché ogni quadrato si fonda con la
cornice.

E' possibile che si trovino maggiori difficoltà nella regolazione del verde.

Quando siamo sicuri di aver raggiunto un risultato soddisfacente premiamo OK. Si apre in
automatico la finestra per il salvataggio del profilo, impostiamo un nome che indica la modalità di
regolazione, l'ambiente e magari anche il monitor utilizzato. E' consigliabile creare tanti profili per
quante situazioni si presentano nell'ambiente di lavoro. Come detto è sufficiente accendere una luce
per modificare i colori del monitor, un riflesso, o il buio sono spesso fattori che compromettono la
visibilità del video.
Se possibile effettuare varie prove, controllare una fotografia su due monitor diversi
opportunamente calibrati, effettuare stampe di confronto e creare profili colore in base al tipo di
stampante e monitor utilizzati.
Un piccolo consiglio: di notte meglio non lavorare con tutte le luci spente, se possibile posizionare
una luce sul retro del monitor in modo che illumini la parete o l'ambiente retrostante, i nostri occhi
si affaticano molto meno.

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CREARE UNO SHAPE


In questo paragrafo vedremo come realizzare uno shape e come creare una galleria personalizzata
da poter utilizzare su altri sistemi.
Creiamo una nuova immagine di 800x800 pixel, più è grande l'immagine dal quale genereremo lo
shape è più precisi saranno gli shape alle grandi dimensioni. Clicchiamo sullo strumento ellisse

ed impostiamo le proprietà come in figura

tenendo premuto il tasto SHIFT, tracciamo una circonferenza al centro dell'immagine.

Come possiamo vedere nella palette dei tracciati è presente la circonferenza appena creata.

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Sempre con lo strumento ellisse, e con le stesse impostazioni, creiamo un altro cerchio più piccolo
come mostrato in figura

con lo stumento selezioniamo tracciato

clicchiamo sul cerchio appena creato, come vedi compaiono i punti che generano il tracciato

dalle proprietà in alto impostiamo la modalità del tracciato su sottrai (substract).

Dalla palatta tracciati possiamo vedere, dalla parte bianca, che abbiamo creato la figura di una
mezza luna .

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Dal menù modifica, clicchiamo su definisci->forma personale (edit->define->custom shape)

impostiamo il nome per lo shape e premiamo OK.

Sempre dal menù modifica clicchiamo su gestione predefiniti (edit->preset manager)

e selezioniamo forme personalizzate dal menù a tendina. Come possiamo vedere il nostro shape è
presente in fondo alla lista.

selezioniamolo cliccando sopra con il tasto sinistro del mouse e premiamo il pulsante Salva Gruppo
(save set)

Impostiamo il nome e salviamolo nella cartella predefinita degli shape, in tal modo, al prossimo
avvio di Photoshop, sarà disponibile automaticamente nella lista degli shapes.
Per salvare più shapes in un unico gruppo selezioniamo gli shapes da salvare tenendo premuto il
tasto CTRL, in tal modo avremo la possibilità di selezionare più shape in un'unica volta.

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Per caricare uno shape si seguono i seguenti passi:

1. Premiamo sul pulsante forma;


2. Premiamo sulla freccetta in alto a destra;
3. Carichiamo il gruppo di Shapes che desideriamo.

Se il gruppo di shapes non dovesse essere disponibile, perchè salvato in una cartella differente da
quella predefinita, clicchiamo su Carica Forme (load shapes) e troviamo la raccolta da aggiungere.

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CREARE UN PENNELLO
Nel precedente paragrafo abbiamo visto come realizzare un shape personalizzato in Photoshop.
Adesso vedremo come creare un pennello personalizzato. Il procedimento non è molto differente
dal precedente, apriamo una fotografia

In questo caso si creerà un pennello che rappresenti la parte superiore del fiore. Dal menù
immagine->regolazioni clicchiamo su miscelatore canali (image->adjustments->channel mixer)
impostiamo la modalità su monocromatico (spuntando la casella in basso a sinistra) e modifichiamo
i valori fino ad isolare il dettaglio o la parte di immagine che ti interessa

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Dovremmo ottenere un’immagine simile

Per quanto mi riguarda la parte inferiore del fiore non ci interessa, quindi, con lo strumento
selezione eliminiamo lo stelo ed i fiori laterali e con lo strumento pennello, ed il colore bianco,
attenuiamo il taglio dello stelo

Sempre con lo strumento selezione, selezioniamo il fiore

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e dal menù modifica clicchiamo su definisci pennello (edit->define brush preset)

ed impostiamo un nome

Come possiamo vedere il nostro pennello appena creato è presente nella lista assieme agli altri

Esso può essere modificato e personalizzato come tutti i pennelli predefiniti di Photoshop

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Possiamo aumentarne, ad esempio, la spaziatura,

modificarne i valori dinamici,

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ed infine utilizzarlo per i nostri lavori

Dalla gestione predefiniti (che può essere richiamata sia dal menù modifica che dal menù dei
pennelli)

Selezioniamo il nostro pennello e clicchiamo su salva set. Impostiamo un nome e salviamolo in una
cartella.

I pennelli salvati hanno estensione .abr. Tale file può essere utilizzato da altri utenti che utilizzano
Photoshop e possiamo ricaricarli in qualsiasi momento, salvarli per una copia di backup, su un CD,
ecc.

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UTILIZZARE AL MEGLIO LE SELEZIONI


Photoshop mette a nostra disposizione strumenti diversi e metodi vari per creare una selezione, ciò
risulta spesso necessario ad esempio quando dobbiamo operare su un'area di immagine senza però
intaccare zone circostanti o quando dobbiamo copiare e duplicare un oggetto.
Iniziamo dagli strumenti di selezione:

Gli strumenti di selezione base: rettangolare,


circolare, linea singola verticale ed
orizzontale, basta un clic e trascinare per
creare una selezione della dimensione
desiderata. Premendo il tasto ALT è possibile
creare selezioni usando come centro di
origine il punto in cui è stato fatto il clic,
premendo il tasto SHIFT è possibile invece
creare selezioni perfettamente quadrate o
circolari. Per questi tipi di selezione sono
disponibili i seguenti parametri: che setta
quanto netto deve essere il bordo della
selezione ed il tipo di selezione che sono
rispettivamente di tre tipi: Normale indica la
selezione libera, Aspetto fisso proporzionato
che mantiene le proporzioni della selezione, e
di aspetto fisso dove impostiamo la
dimensione in pixel o in cm della selezione

Gli strumenti di selezione liberi: permettono


di creare selezioni dalla forma irregolare. Lo
strumento lazo permette di creare forme
libere ed arrotondate, lo strumento lazo
poligonale permette di creare forme libere
settando solo i punti principali, lo strumento
lazo magnetico funziona come il lazo libero
con la sostanziale differenza che il lazo
magnetico si “aggancia” automaticamente al
colore netto più vicino. Per questo tipo di
selezioni è disponibile solo il parametro di
opacità dei bordi.

Infine, ma non meno importante, vi è la


bacchetta magica, che permette di selezionare
aree di colore simili tra loro. I parametri di
questa selezione sono: la tolleranza, più
questo valore è alto più saranno i colori simili
selezionati, l'anti-aliased sfuma leggermente
il bordo, continua è simile al comando select
similar dal menù select, seleziona tutte le
aree di colore simili presenti nell'immagine,
infine è possibile specificare se deve lavorare
solo sul layer attivo o tener presente di tutti i
layers di cui è composta l'immagine.

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Per tutti gli strumenti appena visti esistono
le seguenti opzioni di selezione:
Selezione singola, ad ogni clic creiamo una
nuova selezione perdendo la precedente;
Selezione multipla, ad ogni clic
aggiungiamo la nuova selezione alle
precedenti (possiamo premere anche il
tasto SHIFT);
Sottrai selezione, ad ogni clic elimina il
pezzo di selezione dall'intersezione
(possiamo premere anche il tasto ALT);
Selezione da intersezone, mantine solo la
parte in cui due o più selezioni si uniscono
tra loro (possiamo premere
contemporaneamente i tasti ALT + SHIFT)

Oltre agli strumenti classici esistono altri metodi, è possibile creare una selezione molto precisa di
una figura complessa sfruttando la maschera rapida di selezione indicata dai seguenti pulsanti sulla
toolbar . Con una selezione attiva o meno possiamo entrare in questa modalità e sfruttare i
classici pennelli di ritocco per creare una selezione. Il colore nero in questo caso crea una maschera
rossa ed indica che quella porzione di immagine non sarà selezionata, il bianco, invece ha la
funzione opposta.
E' possibile inoltre selezionare un livello semplicemente premendo il tasto CRTL e cliccando con il
tasto sinistro del mouse sul rispettivo livello nella finestra dei livelli.
E' inoltre possibile creare una selezione da un canale Alfa.
Adesso che abbiamo visto la parte teorica delle selezioni possiamo passare alla parte pratica con dei
piccoli e semplicissimi tutorials a scopo illustrativo.

Metà e metà

Per ottenere un effetto del genere è sufficiente creare una selezione rettangolare
sulla sinistra dell'immagine e desaturarla attraverso il comando image-
>adjustments->desaturate.

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Metà e metà con curva

Per ottenere un effetto del genere è sufficiente creare una selezione rettangolare
sulla sinistra dell'immagine attivare il tasto o premere ALT mentre si crea una
selezione circolare sovrapposta alla selezione rettangolare.

Solo colore verde

Per ottenere un effetto del genere è sufficiente utilizzare lo strumento bacchetta


magica e cliccare su un punto qualsiasi della coperta, dal menù select cliccare
su similar, tutto il colore verde viene selezionato. A questo punto dal menù
image->adjustments clicchiamo su Hue->Saturation e cambiamo il valore Hue.

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Testo in rilievo a mano libera

Per ottenere un effetto del genere sfrutteremo la maschera di contrasto.


Clicchiamo sull'apposito pulsante assicurandoci di avere il bianco come
colore principale ed il nero come colore di fondo, premiamo CTRL + backspace,
una patina rossa appare sulla nostra fotografia. Con lo strumento pennello
scriviamo qualcosa a mano libera. Torniamo alla modalità normale e dal
menù Layer/new clicchiamo su Layer via Cut, viene creato un nuovo livello. Dalla
finestra dei layer facciamo doppio clic su di esso ed impostiamo un effetto ombra
esterna con valori predefiniti, premiamo OK, dovresti ottenere qualcosa come
nell'immagine precedente.

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I TRACCIATI
I tracciati di Photoshop fanno parte di quegli strumenti che o si amano o si odiano. Diciamo che chi
si avvicina per la prima volta al Photoshop è alquanto dubbioso sull'utilizzo di questo strumento un
pò perchè sembra di difficile utilizzo, un pò perchè non se ne vede l'utilità, si finisce per non capire
mai a cosa servono realmente. Una volta che si è capito il funzionamento si scopre che non se ne
può fare a meno.
Passiamo subito ad un esempio pratico:
come realizzeresti una forma del genere dove la line nera e le stelle rosse sono su due livelli distinti
ed inoltre, supponendo che non possiedi una tavoletta grafica, come realizzeresti delle curve così
morbide con il solo ausilio del mouse?

La risposta è semplice, utilizzando i tracciati. Alla base di questa immagine è infatti presente un
tracciato di questo tipo:

Realizzarlo è semplice, creiamo una nuova immagine a fondo bianco e creiamo un nuovo livello,
adesso è sufficiente cliccare sullo strumento crea tracciato nella toolbar

e cliccare per ogni punto che vogliamo realizzare all'interno dell'immagine. Se si effettua un
semplice “clic” si crea un punto o maniglia ad angolo, altrimenti se clicchiamo e trasciniamo il
mouse, genereremo un punto “morbido” che darà origine a curve larghe o lunghe a seconda della
direzione di trascinamento. Prova a realizzare un tracciato come quello nella figura precedente o
qualcosa di meno complesso. Nella palette dei tracciati apparirà un tracciato di lavoro (work path),
se siamo soddisfati di ciò che abbiamo creato lo rinominiamo facendo doppio clic su di esso.

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A questo punto clicchiamo sullo strumento pennello ed impostiamo un brush di 3 pixel non sfumato
ed impostiamo il nero come colore principale.

Clicchiamo nuovamente sullo strumento tracciato e facciamo clic con il testo destro del mouse
sopra al tracciato e scegliamo stroke path

Appare una finestra dove è possibile scegliere lo strumento con cui effettuare il tracciato

Scegliamo Brush, che è lo strumento precedentemente impostato, e premiamo OK. Verrà creato un
bordo sul livello attivo del tracciato selezionato.
Clicchiamo nuovamente sullo strumento pennello e scegliamo come forma del pennello la stella o
altra forma, cambiamo il colore principale in rosso, creiamo un nuovo livello e con lo strumento
stroke effettuiamo una nuova traccia con lo stesso sistema visto prima (Stroke Path).
Ovviamente i tracciati non servono solo per creare curve e forme complesse. Grazie ai tracciati è
possibile creare selezioni molto precise di forme alquanto irregolari.
Una piccola premessa: i tracciati possono essere aperti o chiusi, nel primo caso hanno un punto di
inizio ed un punto di fine, nel secondo caso il punto di inizio coincide con quello di fine. Nei
tracciati aperti viene comunque considerata una ulteriore linea di giunzione tra il punto iniziale e
finale, ho detto questo per specificare che, quando si crea una selezione da un tracciato aperto
(anche se sconsigliabile), è opportuno verificare i punti dove sono situati, al fine di non includere o
escludere parti importanti di una immagine. Vediamo come creare una selezione da un tracciato:
Supponiamo di avere l'immagine che segue

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Come possiamo creare una selezione delle zone esposte al sole? Possiamo usare la selezione punto
punto o una quick mask vista precedentemente, ma in questo caso il metodo ideale è proprio usare
un tracciato. Clicchiamo sullo strumento Pen Tool ed impostiamo i valori come seguono

e creiamo un tracciato chiuso come mostrato in figura. Per creare un tracciato chiuso sarà
sufficiente far coincidere, come abbiamo detto, l'ultimo punto con il primo creato:

Se durante la creazione del tracciato qualche punto dovesse andar male o qualche segmento si curva
troppo, non preoccupatevi, continuate fino alla chiusura, successivamente si procederà alle
correzioni.
Dopo aver chiuso il tracciato possiamo:

aggiungere un punto, eliminare un punto, convertire un punto da angolo a curva, inoltre, con lo
strumento direct selection tool

possiamo spostare l'intero tracciato, un singolo punto o modificare la curva generata dal punto,
insomma, se abbiamo commesso un errore possiamo rimediare in pochi secondi con gli strumenti
messi a disposizione. Una volta corretto e terminato il tracciato facciamo doppio clic su di esso
nella palette tracciati ed assegniamo il nome.

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A questo punto possiamo caricare la selezione dal tracciato, possiamo farlo in diversi modi:
cliccando sull'apposito tasto nella palette dei tracciati

o come si fa con i livelli classici di Photoshop, cioè premendo CTRL e faccendo un clic con il tasto
destro del mouse sul tracciato. Dal tracciato così eseguito selezioneremo le parti in ombra della
terra. Per fare ciò andiamo nel menù select e clicchiamo su INVERT oppure premiamo
direttamente SHIFT + CTRL + I, per chi invece volesse provare, può spostare solo i punti superiori
del tracciato e spostarli nella parte inferiore, in questo modo invertiamo la selezione. Qualunque sia
il metodo scelto otteniamo questo risultato:

Con la selezione attiva possiamo apportare tutte le modifiche che vogliamo alle zone esposte al
sole, eliminarle con un semplice CANC, cambiare il colore o applicare dei filtri.
Nella creazione dei tracciati possiamo anche sfruttare forme predefinite, come rettangoli, cerchi e
shapes

inoltre, quando si usano tali forme, valgono le combinazioni di tasti visti per le selezioni:
SHIFT aggiunge, ALT sottrae e SHIFT + ALT mantiene l'intersezione.
Sfruttando i tracciati possiamo inoltre crearci degli shapes personalizzati. Con un pò di pratica e
tanta pazienza si possono creare immagini vettoriali. Una volta terminata la nostra immagine la
possiamo aggiungere agli shapes personalizzati attraverso il comando menù Edit e scegliendo la
voce di comando Define Custom Shape.

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IL FILTRO LIQUIFY
Il filtro liquify (o fluidifica nella versione italiana) è un vero e proprio programma nel programma e
pertanto merita una breve paragrafo a parte. Le potenzialità di questo filtro permettono di creare
semplicemente macchie di vernice, acqua, sangue e di impastare i colori di una foto come se si
stesse utilizzando un pennello su un quadro a vernice fresca. Quella che segue è l'interfaccia del
filtro:

I pulsanti della sezione 1 (in rosso) permettono di modificare un'immagine in base ai parametri
inseriti nel Tool Option.

Il 1° pulsante crea, come da figura, l'effetto che si ottiene passando il dito su una superficie
liquefatta, ovvero, trascina i colori seguendo il movimento del mouse;

Il 2° invece crea un effetto acqua, per ottenere i migliori risultati con questa modalità si consiglia un
pennello di grandezza media e muovere il mouse sulla foto da un lato all'altro;

Il 3° e 4° strumento invece creano un vortice rispettivamente in senso orario ed antiorario.

Il 5° ed il 6° creano rispettivamente un effetto risucchio ed un effetto bolla;

Il 7° pulsante crea un effetto lente d'ingrandimento;

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L' 8° invece genera una riflessione dell'immagine come se si stesse osservando attraverso una sfera
di vetro.

L'ultimo della sezione, invece, effettua un ripristino dell'immagine in base alle impostazioni settate
nel Pannello recostruction.

Gli strumenti della sezione 2 permettono di conservare e di escludere dall'effetto delle aree di
immagine. Con il primo si selezionano tali aree, con il secondo si escludono. Le parti che non
verranno modificate dall'effetto appariranno in rosso opaco in base alle impostazioni settate nel
pannello View Option.

Infine vi sono i classici strumenti di zoom e sposta.

Inizialmente questo filtro è un pò difficile da sfruttare al meglio, ma con un pò di pratica si possono


ottenere veramente effetti formidabili.

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IL FILTRO ESTRAI - EXTRACT


Il filtro extract (o estrai nella versione italiana) è assieme al filtro liquify un potentissimo tool.
Grazie a questo filtro possiamo scontornare facilmente e senza particolari difficoltà soggetti
“pelosi” o comunque molto frastagliati come animali, capelli, piante, oggetti particolarmente
irregolari. Una volta aperta la nostra foto in Photoshop

clicchiamo sul comando extract. Si aprirà il pannello del comando extract con al centro la foto, a
sinistra la toolbar e sulla destra le palette delle impostazioni.
Per effettuare uno scontorno procediamo nel seguente modo:
selezioniamo lo strumento Seleziona bordi e creiamo un bordo attorno al soggetto da
scontornare. Tale bordo appare in verde ed il colore come la dimensione del pennello possono
essere modificati dalla palette delle opzioni. Conviene selezionare il limite del soggetto in modo da
includerlo al centro della selezione. Una volta creato il bordo che servirà al filtro per effettuare il
taglio dobbiamo selezionare l'area da conservare. Clicchiamo sullo stumento riempi . In questo
caso è stato selezionato il gatto come soggetto da mantenere, esso appare coperto da una patina blu.
Possiamo eliminare il bordo o porzioni di aree con lo strumento gomma è sufficiente
selezionarlo e cliccare sulle aree da eliminare.
Il tasto Preview (anteprima) è ora cliccabile, possiamo aumentare lo smooth al fine di avere tagli
più morbidi e delicati. Una volta premuto il tasto Preview (potrebbero essere necessari alcuni
secondi) possiamo eliminare o ammorbidire ulteriormente lo scontorno con i tasti
. Per ripristinare l'immagine sarà sufficiente selezionare “visualizza originale” dalla palette
preview

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Quando siamo soddisfatti del lavoro premiamo OK. L'immagine risulterà rapidamente scontornata.
Potrebbe essere comunque necessario apportare modifiche sfruttando il pennello storia o la gomma
con lo scopo di eliminare eventuali difetti.

L'extract lavora bene quando vi è un elevato contrasto tra lo sfondo ed il soggetto. I calcoli, infatti,
si basano sulle differenze nette di luminosità e colore incluse nel bordo verde che creiamo attorno al
soggetto. Più i colori sono differenti tra loro più il risultato finale sarà soddisfacente. Altro fattore
importante è la quantità di dati (o pixel) su cui effettuare il controllo. In una immagine piccola e di
bassa qualità le informazioni saranno scarse ed il risultato finale sarà sicuramente insufficiente.
Nonostante l'alta qualità dell'immagine, come si può notare, vi sono punti in cui l'extract non ha
ottenuto ottimi risultati. Saranno proprio questi punti che andremo a correggere con l'ausilio degli
strumenti di Photoshop.

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ORDINARE I LIVELLI
In questo paragrafo vedremo come creare la copertina di un CD imparando a disporre i layers
attraverso i comandi dal menù livello distribuisci->allinea collegati, funzione questa spesso
ignorata da chi è alle prime armi con Photoshop.
Iniziamo a creare una immagine vuota di 12x12cm a 300dpi a fondo nero, creiamo un nuovo livello
e rinominalo in “banda laterale” e creiamo una barra rossa sul lato sinistro come mostrato in figura

Inseriamo il titolo del CD

e l'autore sul lato sinistro

a questo punto supponiamo di voler aggiungere delle strisce sfumate in basso a destra, creiamo
quindi un nuovo livello e rinominalo in “striscia sfumata” e creiamo qualcosa come in figura:

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Duplicate alcune volte il livello “striscia sfumata” se volete di ottenere qualcosa di simile

Infine aggiungiamo i titoli delle tracce

Supponendo di aver terminato la nostra copertina, passiamo alla distribuzione dei livelli. La palette
dei livelli si dovrebbe presentare più o meno così:

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Per prima cosa supponiamo di voler centrare il titolo e le tracce nella parte nera della copertina,
creiamo quindi una selezione come in figura

e colleghiamo tra loro i due livelli del titolo e delle tracce

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e dal menù livello->allinea alla selezione clicchiamo su centra orizzontale.

A questo punto i livelli si dispongono al centro della selezione.

Scollegate i due livelli. Adesso supponiamo di voler distribuire le strisce sfumate in modo più
ordinato sulla copertina. Anche qui collegate tra loro i livelli delle strisce sfumate

e cliccate su livello->distribuisci collegati->centra verticale

i livelli si dispongono così in modo equidistante l'uno dall'altro.

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Come potete notare la prima e l'ultima striscia sfumata non vengono spostate poiché determinano i
“margini” dell'ordinamento, i layer posizionati al centro vengono adattati in base alla distanza che
intercorre dal primo all'ultimo. Se ad esempio volessimo ordinare le tracce in base alla posizione
dell'autore, non dovremmo far altro che selezionare il livello dell'autore e collegare il livello delle
tracce

e dal menù livello->allinea collegati cliccare su centra verticale

Grazie a questi comandi ci risparmiamo di tracciare linee guida per allineare i livelli e riduciamo
notevolmente i tempi di lavoro.

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CORREGGERE IL COLORE DI UNA FOTO


Photoshop, come detto, ha la sua massima espressione nel ritocco delle immagini. I potenti
strumenti e filtri permettono di correggere difetti di una fotografia in breve tempo e con ottimi
risultati. Vediamo in questo paragrafo come procedere nella correzione di una fotografia senza
dover ricorrere a rimedi estremi.

Supponiamo di avere questa foto

Ad un primo e rapido sguardo sembrerebbe che non vi siano problemi, che l'immagine sia buona e
bilanciata. Ma non è così. Osservando attentamente la foto risulta particolarmente gialla e rossa,
aprendo infatti dal menù immagine->regolazioni l'istogramma dei livelli, possiamo notare l'errata
distribuzione dei colori per tutti i canali. I livelli, e tutte le correzioni che andremo ad applicare
possono essere applicati direttamente sull'immagine (dal rispettivo menù immagini->regolazioni) o
come nuovo livello di correzione dalla palette dei livelli o dal menù livello->nuovo livello di
regolazione.

ROSSO

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VERDE

BLU

Dei buoni risultati si ottengono “tagliando” alle estremità dell'istogramma le aree piatte di ogni
canale spostando i relativi puntatori del nero, del bianco e del grigio, come mostrato in figura:

Possiamo già notare una notevole differenza di colore dall'originale:

50 ©2006 Gandalef
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In alternativa, anziché modificare i canali singolarmente, possiamo utilizzare i selettori di colore


presenti nella finestra livelli:

Con il primo (da sinistra nella figura superiore) indichiamo a Photoshop qual’è il punto di nero nella
fotografia, con il secondo specifichiamo il colore grigio e con il terzo indichiamo il punto di bianco,
in tal modo Photoshop corregge l'intera fotografia in base ai valori specificati, ovvero il punto che
abbiamo specificato fosse nero, diventa nero assoluto, ciò che abbiamo specificato fosse bianco,
diventa bianco assoluto, il grigio diventa neutro e tutti gli altri colori vengono modificati in base ai
valori specificati. Nell'esempio è stato supposto che il nero assoluto sia rappresentato nell'ombra in
basso a sinistra, il bianco è un punto delle fioriere ed il grigio la pavimentazione. Non sempre però
questa operazione è consigliabile, come non è consigliabile utilizzare i livelli in automatico.
Una volta corretti i livelli, possiamo utilizzare lo strumento campionatore colore , posto nel
gruppo contagocce, per settare alcuni punti nell'immagine e verificare che siano tendenti al colore
desiderato. Inseriamo quindi un punto nel cielo ed uno nel verde degli alberi.

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nella palette delle info (nell’esempio dell’immagine precedente) appaiono questi valori:

cliccando sulla piccola icona del contagocce è possibile cambiare la modalità di informazione del
colore

sia dalla modalità RGB che dalla modalità CMYK è facile intuire che in entrambi i punti settati vi è
ancora una buona dose di rosso, possiamo ridurre questa dominante attraverso il comando
immagine->regolazioni->bilanciamento colore; dalla palette info è possibile vedere i valori che
cambiano in tempo reale in base alle correzioni che apportiamo, cerchiamo di ridurre la dominanza
di rosso presente nell'immagine:

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Il bilanciamento del colore ci permette di agire su tutti i toni, solo sui toni scuri o solo sui toni
chiari, è opportuno effettuare diverse prove al fine di ottenere il miglior risultato senza troppe
perdite. A questo punto, se non siamo ancora del tutto soddisfatti della riproduzione dei colori,
possiamo saturare leggermente l'immagine, o anche solo alcuni colori, grazie al comando
immagine->regolazioni->tonalità e saturazione

Ecco il risultato inerente alla foto presa ad esempio:

Se pur minima, rispetto alla versione precedente, la differenza c'è ed è percepibile. Come correzione
finale dei colori possiamo aumentare leggermente il contrasto dell'immagine con il comando
immagine->regolazion->/luminosità e contrasto o/e agire sulla gamma di ogni singolo canale al
fine di ottenere il risultato che preferiamo:

53 ©2006 Gandalef
PHOTOSHOP 7.0 – MiniGuida all’uso
Adesso non ci resta che aumentare la definizione della foto applicando una maschera di contrasto
dal menù filtro->contrasta->maschera di contrasto (filter->sharpen->unsharpen mask) non
applicabile come “nuovo livello di correzione”. Ecco il risultato finale della nostra foto:

ed il prima ed il dopo:

Per i più esigenti, o per un lavoro fatto veramente bene, si potrebbe agire su ogni singolo canale
dalla palette “Canali” e rimuovere le dominanti di colore agendo direttamente sul singolo livello. Si
potrebbe ad esempio rimuove la leggera dominanza rossa nelle nuvole, per fare ciò si potrebbe
proseguire nel seguente modo:

54 ©2006 Gandalef
PHOTOSHOP 7.0 – MiniGuida all’uso
dalla palette dei canali si seleziona solo il canale rosso

L'immagine diventa in bianco e nero. Con lo strumento scurisci ad opacità molto ridotta (2% o
5%) rendiamo leggermente più scura la parte delle nuvole da cui vogliamo rimuovere il rosso.
Inoltre possiamo agire sul canale Verde, qui, anziché scurire, dobbiamo schiarire le aree affinché
venga aggiunto un pò di verde a discapito del magenta.
Queste, purtroppo, non sono procedure standard, ogni foto va trattata in modo differente a seconda
della situazione di luce ed a seconda dell'effetto che si desidera ottenere. Se si lavora su immagini
destinate alla stampa è opportuno modificare l'ambiente di lavoro da RGB in CMYK. Inoltre, prima
di procedere alla correzione delle foto, è necessario regolare il monitor e la gamma nel miglior
modo possibile secondo un determinato profilo colore, infine, siamo noi che decidiamo quando una
foto è buona o meno, in base ai nostri punti di vista. Una foto che per noi è buona, per qualcun altro
potrebbe risultare troppo chiara, quindi non pretendiamo di raggiungere uno standard se prima non
siamo noi ad averlo deciso.

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CONCLUSIONI
Adobe Photoshop è un programma tanto complesso quanto potente e questa breve guida non può
certo ritenersi completa ed approfondita sul suo uso. Ho cercato di affrontare solo brevi argomenti
che, spero, possono essere d’aiuto soprattutto ai neofiti cercando di illustrare alcune funzioni del
programma a quanti magari non ne avessero chiaro l’uso. Ovviamente il mio consiglio è sempre
quello di acquistare una guida specializzata che guidi passo dopo passo all’utilizzo del software per
imparare e comprendere in modo più approfondito le innumerevoli funzioni del programma.
Concludendo mi auguro solo di aver stuzzicato la vostra fantasia e la voglia di “sperimentare” con
tutto ciò che Photoshop possa offrirvi. Buon fotoritocco a tutti!

56 ©2006 Gandalef