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La circolazione dellimmagine a stampa di Roma nel diciottesimo secolo.

Merce, venditori, pubblico e metodi per incentivare lattivit


Paolo Coen

"

Tutti i sogni della giovinezza scrive Goethe


nel 1795 sono adesso tornati in vita: la prima
incisione su cuoio di cui mi ricordo mio padre
aveva sistemato nel nostro vestibolo alcune vedute
di Roma ora la posso vedere nella realt e tutto questo che mi da cos lungo tempo familiare,
in pittura o a stampa, cade ora sotto i miei occhi.
Dovunque io vada, trovo una cosa familiare in un
mondo nuovo. Tutto come pensavo e tutto nuocos vive, cos coerenti, che mi sembrano praticamente nuove.
Con la semplicit di ogni grande testimone il
poeta tedesco getta sul tappeto alcuni grandi incilmente estendersi al piano storico dinsieme. Del
va e non quelle stampe che a suo tempo il padre
aveva voluto nella loro casa di Weimar? Il che sile stampe di soggetto romano incidono sullimmagine della citt nel Settecento europeo?
Filo conduttore sono perci le incisioni del diciottesimo secolo che riproducono e trasmettono
limmagine di Roma in modo diretto, eloquente
e palmare, come appunto succede nelle vedute
e nelle piante. Quanto alle prime, esse allepoca
hanno ormai acquisito una formula relativamente
dei vedutismo nei termini di una ripresa esatta ed
analitica della realt cittadina. Diversa, in quanto
priva di un sostrato linguistico comune, appare la

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situazione nelle planimetrie. Com infatti noto, la
Pianta grande di Giovanni Battista Nolli ben lungi dallo stabilire una normativa unica. Sia prima
che dopo il 1748, anno della sua uscita, continuano a godere di ampio credito altri sistemi di rappresentazione, che sebbene molto diversi fra loro,
condividono la volont di restituire case, palazzi
e chiese anche in alzato. Ecco allora ripresentarsi
in forma sistematica esemplari del Cinque e del
Seicento, primo fra tutti quello in dodici fogli di
1781, esso dimostra una notevole capacit di reggere il mercato lungo lintero arco del secolo. E
allo stesso modo ecco poi la comparsa di pianculturale, continuano intenzionalmente a basarsi
su criteri antichi. Davvero emblematico in tal senso il Gran Prospetto
norama a volo duccello realizzato nel 1765 da
Giuseppe Vasi. Lartista siciliano si fa qui portavoce di unidea alternativa a Nolli: per quanto a sua
nel cartiglio ne vengono numerati poco meno di
quattrocento egli propone infatti una citt viva,
pulsante, avvolta da foschie, nubi e trasparenze atmosferiche, esaltate grazie alluso particolarmenstremo della vita, come dimostra la sua pianta del
Falda, anzich a Nolli.
Specie durante i primi decenni del Settecen-

to nelle piante e nelle vedute domina il bianco e


nero, nel rispetto di un gusto ove ogni ritocco a
posteriori viene avvertito come un imbastardimento tecnico, un fattore negativo capace di alterare
il nitore del tratto e perci la chiarezza dellinfordindirizzo cominciano ad avvertirsi intorno alla
met del secolo. Se alcuni maestri continuano a
giurare fedelt al monocromo un caso palmare
processo si possono distinguere almeno due spinte, di natura assai diversa. Da un lato, specie nelle
piante, vi il desiderio di utilizzare le varie cromie
per fornire la massima quantit di informazione
ge dalla pianta di Nolli, che in principio era stata
appunto prevista a pi tinte: nel progetto, successivamente messo da parte per via degli eccessivi
costi di produzione, ognuna avrebbe infatti dovucos via. Dallaltro vi invece la volont di accentuare la valenza pittorica e decorativa del mezzo
a stampa. Proprio a questo spirito aderisce fra gli
altri Giuseppe Vasi, il quale nellultima fase della
carriera offre i suoi prodotti nella doppia versiola stessa rotta si orienta anche leditore Ludovico
Mirri, che nei primi anni Settanta illustra una delle sue celebri pubblicazioni, Le Terme di Tito

Figura 1. Falda, Giovanni Battista, Pianta di Roma

della carta medesima per que lumi maggiori, che


non ammettono pentimenti.
La maggioranza delle piante e delle vedute prevedono limpressione su di un foglio singolo. Non
mancano in ogni modo composizioni formate da
pi fogli e dunque pi matrici da accostarsi
lungo i bordi: in tal modo nascono ad esempio le
planimetrie di Falda, Nolli e Vasi, gi menzionate
in precedenza, lIchnographia
Marzio di Giovan Battista Piranesi, in sei fogli, e la
, eseguita da
Giovanni Volpato partendo da un disegno di Francesco Panini, in tre fogli. Le stampe circolano innanzitutto sciolte, quasi una norma quando la de248
rilegature. Le vedute, in particolare, vengono riunite in album collettivi, talora puntati su di un sogse o le piazze cittadine. In s, lidea di affrontare
Roma per singoli temi architettonici o urbanistici
non presenta singolari elementi di novit, secondo
tesche di un Falda o di un Venturini sui palazzi, le
chiese e le fontane. Solo nel diciottesimo secolo,
per, lindirizzo raggiunge un taglio che in qualche
nelle
effettua una selezione accurata
dei soggetti ripartendoli in dieci categorie, per altrettanti volumi: al libro
del
i ponti, i monasteri femminili e maschili, gli ospe-

matrici del bianco e nero si caratterizzano per le


vaste zone realizzate nelle consuete tecniche della
puntinatura e del tratteggio, quelle dellopera dicome spiega infatti il curatore dei testi delle Terme, labate Giuseppe Carletti, nelle seconde non
vi sono che leggerissimi contorni, per cui lopera
avr sempre il merito di pittura originale. Il valersi
de rami medesimi, si fa comunemente nel colorire
le stampe; e ci riesce facile, e meno dispendioso:
poich trovandovisi gi oltre i contorni, li chiari

tutti, le mezze tinte, e gli scuri, chiunque, sebbene di piccola capacit, abile ad illuminarle, e
colorirle. Li difetti per di tal sorta di pitture, che
propriamente pitture chiamare non si debbono, e
specialmente quello della biacca soggetta sempre
ad annerarsi, vengono affatto tolti in queste carsono tormentate n da biacca, n da altro colore di
bravi pennelli, e semplici acquarelle, e coloretti.
Con simile lavoro, e spesa assai rimarchevole si
ottiene una pittura vaga, tralucente, ed invariabile;

Leco dellincisore siciliano pu in qualche misura


cogliersi nellOpera incisa
i cui undici tomi risulteranno tuttavia ben lungi dal
to, se non addirittura pi spesso, le tavole si presi tratta insomma di una mera antologia di scorci,
di monumenti, di cose belle a s stanti. Questo
discorso vale segnatamente per le grandi imprese
piranesiane nel campo della veduta, a cominciare
dalla
:
nulla di strano, perci, che nel corso degli anni
le opere di questo genere subiscano ampliamenti,
la sequenza delle riprese.
Diversi album escono muniti di testi di accom-

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Figura 2. Vasi, Giuseppe, Gran Prospetto di Roma, 1765

pagnamento, la cui funzione primaria consiste


nel descrivere quanto mostrato nelle illustrazioni.
, sotto molti punti di
vista lepisodio pi conscio di questo genere speturale, Giuseppe Bianchini, nipote dellantiquario
Francesco e a sua volta membro della Congregazione dellOratorio, che vi offre dimostrazione
della sua ponderosa dottrina. Nei restanti nove la
responsabilit cade invece su Vasi in persona, il
quale, forte di un buon livello distruzione, decide immediatamente di limitare i testi a due sole
pagine: in questo modo lincisore accelera i tempi
della pubblicazione e ristabilisce un preciso ordine dimportanza fra la parola e limmagine, a tutto vantaggio naturalmente della seconda. Esistono
per circostanze ove tale gerarchia si inverte, al
punto che numerosi autori ed editori dellepoca
impiegano le vedute e talora anche le piante
alla stregua di un mero corredo visuale alla parte
scritta, in tal modo rese attraenti e digeribili. Il fenomeno costituisce la norma nei libri dantiquaria
e ancor pi spesso nella letteratura da viaggio
incluse Le nouveaux mmoires di Franois Nodot
e nelle guide turistiche, anche se ovviamente con

delle guide dei Barbiellini, in particolare di Michelangelo, oppure di Gregorio Roisecco si segnalastante le dimensioni ridotte: entrambi gli editori
sono infatti noti per la cura posta nel selezionare
la squadra degli artisti, entro cui spiccano giovani
talenti del calibro di Giovanni Battista Piranesi ed
povolta nelle edizioni dellItinerario Istruttivo pubblicate dopo il 1782 da Mariano Vasi, contraddistinte dallintervento di un manipolo di incisori di
qualit invero modesta, che si limitano a ripetere
in modo goffo e ripetitivo lo stile del caposcuola
Giuseppe.
Sia nelle vedute che nelle piante hanno in genere la meglio i formati medi o medio-grandi, tipici
ad esempio del foglio papale o del foglio reale,
come vengono chiamati normalmente a Roma. La
ragione consiste ovviamente nella loro versatilit.
I fogli di queste misure possono infatti riunirsi a
diverse decine, cos da formare appunto grandi
volumi collettivi, o in alternativa appendersi alle
pareti, magari
, come vuole la tendenza del periodo, mantenendo unapprezzabile resa

accennato, possono ottenersi accostando pi tavole lungo i bordi. proprio grazie ad esemplari di
questo genere in particolare alla Pianta di Nolli,
al Gran Prospetto
Veduta in
di Panini-Volpato che

esemplari di piccolo taglio, ideali come si visto


nellillustrazione libraria. Il Settecento, comunque, vede a Roma anche la comparsa di imprese
di ampio respiro o addirittura giganti, che, lo si

grande e nel formato gigante ogni prodotto tende


invece a fare classe unica. 2 scudi costa per esem-

di volersi misurare in termini di effetti spaziali con


la grande pittura su tela e persino a fresco, anche
in virt, come si accennato, dellimpiego massiccio ed estensivo del colore.
I prezzi al dettaglio variano in rapporto a diversi
ni complessive e la qualit della carta, cui bisogna
aggiungere, nel caso delle stampe di fresca produzione, le spese di manodopera e di ammortamento della matrice. In genere unincisione piccola in
bianco e nero realizzata su di una carta modesta
sioni, eseguita sempre a monocromo su una carta
chi, ma probabilmente si tratta di un rialzo momentaneo, volto a sfruttare la forte richiesta che si

cente. Nel campo della veduta qualcosa di simile accade con alcune tavole di Giuseppe Vasi. La
viene allora ripubblicaalla sua sommit per ordine di Pio VI. In modo
esattamente analogo, esiste poi un secondo stato
di
,
una delle tavole delle
, che presengodono anche le vedute e le piante copiate da
opere precedenti. Il modello pu consistere in un
quadro, come accade per esempio con Francesco
Panini, avvezzo a riproporre su rame diverse celepi spesso, in ogni modo, il prototipo di partenza
unincisione singola o addirittura unintera serie di
mana e in particolare la famiglia De Rossi avevano
vanni Giacomo aveva fedelmente riprodotto o per
meglio dire contraffatto i
, editi a Praga
-

Gran Prospetto
Le cose cambiano, e non di poco, qualora si vada
o al minio, che prevede lintervento di una costosa manodopera specializzata e dunque laumento
Gran
Prospetto
scudi. Nei primi decenni del secolo sembra avere
cisore e soprattutto del disegnatore. Per un cambiamento si debbono attendere i decenni centrali
Piranesi traccia di fatto un solco profondo, anche
nel prezzo, fra le incisioni del maestro di Mogliano
Veneto e quelle del resto dei colleghi.
Piuttosto di rado nel diciottesimo secolo circolano fogli effettivamente antichi, ovvero impressi
nel sedicesimo o nel diciassettesimo e non tanto
per questioni di moda o di gusto, quanto per il rapido deteriorarsi della carta. Pi ricco al confronto
risulta il campionario del riutilizzo di matrici vecchie oppure antiche, delle quali, cosa nota, esicome dimostrano fra laltro le iniziative di Giovan-

ni Giacomo De Rossi. In alcune circostanze ci si


limita semplicemente a rimettere il rame vecchio
sotto al torchio, apponendo solo qualche modesto cambiamento nel cartiglio. Le matrici prodotte nella seconda met del sedicesimo secolo nelmemorie classiche come le colonne Traiana ed
tutto il corso del diciottesimo, a testimonianza anche qui di un gradimento ininterrotto. Qualcosa di
analogo si registra per i tre libri del Nuovo teatro
realizzati da Giovanni Battista Falda e aiuti poco dopo la met del Seicento. Specie
in virt del traino garantito dal quarto e dal quinto
essi continuano infatti a godere di un notevole
successo di pubblico. Pi frequenti, in ogni modo,
sono le circostanze ove il riutilizzo dei rami vecsostanziali. Prima di ogni edizione settecentesca
della pianta grande di Falda si d perci corso al
suo opportuno aggiornamento: quella del 1756,
ad esempio, vede laggiunta di una quarantina di

da Franois Nodot nelle


e nel 1727
dallo stampatore Giovanni Zempel nellanonima
derivano rispettivae di Francesco Scotti: nel primo caso loperazione
si segnala per lestrema fedelt al modello, nel secondo, viceversa, per lalto tasso di libert e di fantasia. Ormai allo scadere del Settecento i tre libri
del
di Giovanni Battista Falda vengono copiati da uno spregiudicato
imprenditore romano, Giuseppe Tiburzio Vergelli,
il quale evidentemente timoroso del diritto di autore e di propriet, decide di ribattezzarli Nuovo
. Nella maggioranza
dei casi le stampe sono originali, cio si basano su
di un disegno eseguito per loccasione che viene
questo modo lavorano fra laltro i maggiori responsabili della nuova immagine di Roma, da Specchi
a Vasi, da Piranesi a Nolli, i quali proprio grazie
alle loro qualit inventive rilanciano leredit di
mensione effettivamente europea.
Un tema ricorrente degli incisori settecenteschi
risiede nella Roma antica, la quale del resto da almeno due secoli godeva di un successo ininterrot-

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Flavio, detto il Colosseo

252

Figura 5. Smuglievicz, Franciszec - Brenna, Vincenzo,


Terme di Tito

losseo, rispettivamente di Specchi, Vasi e Piranesi.


Nelluno emerge dunque palese il tentativo di offrire la maggior quantit possibile di informazioni
spiegano allora le piccole tavole di complemento

to. Fin dal secondo Cinquecento, infatti, leditore


las Beatrizet aveva messo insieme una raccolta
Specu; su questa falsariga
si erano poste diverse altre iniziative, ad esempio
quelle di Pirro Ligorio ed tienne Duprac. Tutto
ci prosegue nel diciottesimo secolo. Molto spesso
lobbiettivo consiste nel ricostruire laspetto originario della citt, vuoi nellinsieme, vuoi nei singoli
monumenti, sulla base di genuine intenzionalit
dello stato delle conoscenze di allora. Giuseppe
Vasi riproduce il cosiddetto
sul
clivo del Quirinale avvalendosi della consulenza
di eruditi a lui prossimi, ad esempio il citato oratomucci e di Famiano Nardini. Non diversamente,
nelle stilare la planimetria delle cosiddette Terme
di Tito sul colle Oppio in realt una sezione della Domus Aurea tiene conto delle rovine ancora
glese Charles Cameron. Tuttaltro che rari, in ogni
modo, risultano i casi ove per ricostruire laspetalla propria fantasia. Un episodio fra i pi eclatanti
vede protagonista lIchnographia
de pianta di Giovanni Battista Piranesi destinata
ro ed uscita nel 1762 insieme a
: com infatti noto, sulle ricerche
nasius Kircher e di Johann Bernhard Fischer von
Erlach, ma soprattutto la creativit architettonica
del veneziano, responsabile dellincredibile variet e moltiplicarsi delle soluzioni planimetriche.
Pi numerose sono comunque le tavole dedicate a
riprodurre i monumenti antichi nello stato presenquesto caso il grado di intenzionalit creativa varia a seconda degli autori, come emerge fra laltro
dallanalisi comparata di tre diverse vedute del Co-

terribile macigno continuava infatti a gravare sulla modernit quel paragone con la grandezza del
tempo passato gi espresso, fra gli altri, da Michel
Cinquecento la Roma contemporanea altro non
era, infatti, se non il contenitore vuoto degli eroi di

suo lato migliore e pi completo, quello volto a


oriente, ed avvolgerlo poi in una luce calda e avvolgente. Questimmagine in apparenza distesa
e quotidiana, resa ancor pi pittoresca dalle sue

Roma bastarda egli si era addirittura spinto a chiamarla

della realt: Vasi sposta difatti in primo piano labside del tempio di Venere e Roma, in realt molto
pi distante, con la scusa di offrirne appunto una
visione nel dettaglio. Per Giovanni Battista Pirane-

Nel diciottesimo secolo, tuttavia, le cose mutano considerevolmente e lanatema di Montaigne


perde almeno in parte la propria virulenza. Sul
banco dei testimoni pu chiamarsi ancora una volta Goethe, per cui ogni fase di Roma, dalla classica

medesimo una realt, un simbolo e uno sprone.


Realt, laddove lincisore veneto primeggia nel trasensazione ottica e persino tattile delle murature.
avviso una civilt grandiosa, con profonde radici
presente, come dimostrano le sue polemiche, in
particolare con Johann Joachim Winckelmann. E
serve appunto da stimolo per una delle sue formidabili esercitazioni sulle tecniche di ripresa al
grandangolo.
sciare fuori della porta il Medioevo, il Rinascimento e il Barocco, insomma accantonare la Roma
moderna, secondo la ben nota distinzione di Petrarca: chiamiamo antico tutto quanto precede
la venerazione di Cristo a Roma, e moderno tutto
il fenomeno contiene sedimentazioni assai remote.
di papa Sisto V, Girolamo Franzini dato alle stampe
una piccola guida dal titolo
di Roma moderna. Trascorso qualche anno appe,
con stampe per lo pi su disegno di Jacopo Lauro.
Per quanto rimarchevoli, queste pubblicazioni non
erano comunque riuscite a incidere pi di tanto sul
quadro dinsieme, ossia a scalzare dalla posizione
di assoluto privilegio unimmagine di Roma fon-

alla mente i nidi che passeri e cornacchie costruiscono


appesi alle volte e alle pareti delle chiese in Francia.

Foro e del Campidoglio alle imprese di Bramante,


Michelangelo, Bernini e Borromini, contribuiscono a formare un complesso organico, simultaneo
e inscindibile. Nessuna citt offre una simile mescolanza di architetture e di rovine gli far eco
Rene de Chateaubriand in una lettera a Monsieur
rimarcher: sono stato qualche giorno a Roma la
Meravigliosa. Roma mi ha deliziato tutta antica e
moderna -, supera la Grecia, Costantinopoli, qualsiasi cosa.
tecentesco nel leggere ed interpretare la citt, in
esistono varie spinte, molte delle quali ricadono
lievo possiede ad esempio la domanda espressa
dalle migliaia di pellegrini, che giungono a frotte
in citt particolarmente negli anni giubilari. Ora,
va la Roma da comprare e da riporre nella sacca
mangiano e dormono, alle basiliche dove pregano
sulle sacre reliquie dei martiri, prime fra tutte le
quattro patriarcali, San Pietro, San Paolo, San Giovanni e Santa Maria Maggiore, peraltro abbellite e
restaurate proprio in questo periodo. Uno secondo
fattore verso il cambiamento proviene dal sistema
delle arti e segnatamente dagli architetti. Specie
appena realizzati o dei loro progetti. Lesempio migliore e pi famoso consiste ovviamente dallOpus

Figura 6. Piranesi, Giovanni Battista, Ichnographia


Campus Martii, 1762

254

255

Figura 7. Vasi, Giuseppe, Porta San Sebastiano, 1747

architectonicum, nel quale Francesco Borromini


dei Filippini, SantIvo alla Sapienza e altri suoi progetti. Bene, immagini di questo genere, pur in origine prodotte ad esclusivo vantaggio del loro autore, agiscono tuttavia anche su un piano pi ampio,
contribuendo appunto a diffondere lidea di una
Roma nuova, moderna, che non intende a nessun
patto rinunciare al suo ruolo guida artistica anche
nel settore del contemporaneo: una Roma che insomma guarda al presente e al futuro, non solo al
passato. Ma senza dubbio la principale spinta viene dallorientamento politico e culturale di alcuni
visto, si erano dati da fare per promuovere limmagine di una citt moderna, regolata nei suoi gangli vitali dai rispettivi interventi, utilizzando come
mezzi di trasmissione vuoi la pittura, vuoi lestro
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con modi e risultati molto diversi a imprimere


unaccelerazione decisiva, portando avanti due linee fondamentali. Uno: puntare con decisione sulimmagine sostanzialmente alla stampa. Entrambe
le linee, che sotto papa Chigi avevano trovato sviluppo concreto in una serie di opere del binomio
De Rossi-Falda compresi i due primi libri de
con obiettivi pi o meno simili con i successori, da
imprese. Fra i massimi vertici si pone certamente
la citata serie delle trentasette vedute su disegno
di Francesco Pannini: fatta eccezione per quattro
- ovvero
,
,
e
- esse
inquadrano architetture cristiane o addirittura di
recente realizzazione, ad esempio
di Michelangelo. Ma anche
pieno titolo allinterno di questa linea, vuoi nellItinerario Istruttivo, la guida pratica per il viaggiatore
ta nei decenni successivi, vuoi nelle
.
do, dei soggetti trattati, lo attesta la particolare tecnica di ripresa adottata. Obiettivo principale del siciliano infatti restituire il senso, latmosfera della

citt contemporanea, anche quando il tema si lega


per antonomasia al mondo classico, come accade
per esempio con il Pantheon, piazza di Pietra, il
Teatro Marcello, Campo Vaccino o, lo si appena
Dietro la circolazione delle stampe vi sono in
primo luogo gli artisti. Si vende dal medesimo autore per paoli otto vale a dire al costo di ottanta
baiocchi si legge nella
pubblicata
buon grado in prima persona il costo di produrre
fogli singoli o serie di modesto cabotaggio, ossia il
rame delle matrici, linchiostro e la carta. La strada
si rivela invece molto pi ardua nel caso di imprese
particolarmente impegnative, che richiedono lunghi tempi di preparazione o parecchie decine di
tavole. In mancanza di un forte capitale alle spalle,
quasi obbligatorio. Tale sostegno assume talora il
volto di un mecenate. Il ricco imprenditore edile
di origine veneziana Nicola Giobbe ad esempio si
Prima parte di architetture e prospettive, opera desordio di Giovanni
Battista Piranesi in qualit di maestro autonomo,
e perci si merita - o magari impone come condizione, perch no? - la dedica sul frontespizio
te lartista ricorre al metodo dellabbonamento, o
della sottoscrizione. In sostanza, lartista una volta
elaborato il progetto d corso a una campagna in
cerca di persone in grado di versargli in anticipo
una determinata somma, che appunto servir a coprire in tutto o in parte le spese vive. In cambio il
cliente ottiene le copie migliori dellopera, ossia
ridotto e talora anche qualche altro tipo di omaggio. Nellannunciare nel 1747 luscita del primo
volume delle
Vasi promette dunque
ai sottoscrittori di spedire loro a titolo gratuito, non
appena saranno uscite, una copia del Gran Prospetto ed una dellItinerario Istruttivo. Negli anni
Settanta Ludovico Mirri con le Terme di Tito si limita invece a porre laccento sulla maggiore qualit
delle prime copie rispetto alle ultime: in compenso, egli non chiede che un modesto anticipo sul
mente ricevuto lultimo corpo dellopera. In altre
gli artisti ad impiantare societ con una o pi persone dotate di buone risorse economiche. Su questo terreno si muove fra gli altri Giovanni Battista
per misurare lintera citt, la tiratura in mille esem-

che, scritto dal canonico Baldani, avrebbe dovuto contenere la descrizione di tutte le fabbriche,
tempii, strade, tanto de i tempi de Romani antichi, quanto del medioevo, che de nostri tempi.
fra Nolli e una compagnia di venti soci capitanata appunto da Baldani: luno mette sul piatto il
di pro capite, necessari a coprire la spesa della
stampa, carta, intaglio, lumeggiatura, et ognaltro,
che potesse occorrere per darla in luce. I termini
generali sono ricordati da una lettera spedita nel

Si stabilito di fare una associazione di alcune


persone, le quali contribuiscano alla spesa di detta
pianta, e uscita come questa sia alla luce a proporzione del danaro, che averanno impiegato riceveranno il ritratto delle vendita delle sudette stampe.

del progetto originario, Nolli decide di mettere in


piedi una seconda societ, stavolta con il banchiere Girolamo Belloni, che attraverso varie tranche
diritto sul 25% degli utili. In questa unione entrano probabilmente in gioco motivi di simpatia
personale i due sono infatti entrambi originari
di Como ma anche di ordine squisitamente economico. Grazie alle numerose poste sulle piazze commerciali dEuropa Belloni sembra infatti
luomo adatto a garantire una buona penetrazione
rivela sbagliato: per varie ragioni, parte dei quali
connessi proprio al socio, la commercializzazione
della pianta di Nolli si rivela ben al di sotto delle
alle aspettative, specie se paragonata a quella di
altri prodotti analoghi.
Quasi ogni artista usa la residenza oppure lo
studio per ricevere i clienti e vendere le incisioni.
In tal modo si comportano per esempio Giovanni Battista Nolli, che lavora nei pressi della chieproprietario di una notevole quantit di disegni e
stampe, in parte giunti per lascito paterno, in parte frutto del suo personale impegno nella veduta,
seppe Vasi destina allo scopo unintera stanza del
suo appartamento in palazzo Farnese, per lesattezza quella dove si trova la famosa statua dellAt. Quanti entrano possono visionare centinaia

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di vedute, talora strette entro rotoli, talaltra accumulate luna sullaltra, o prendere in mano una
copia delle
o dellItinerario Istruttivo
pochi minuti il soggetto richiesto e addirittura una
copia personalizzata delle
, avendo
presso di s tutto loccorrente, dalle matrici, al torchio, alla carta vergine. Giovanni Battista Piranesi vive e lavora negli ultimi anni della sua vita in
un palazzo in strada Felice che, formalmente propriet dei Tomati, risulta adattato alla perfezione
alle sue varie attivit, incluso appunto il commercio. Un piano accoglie perci il museo di pezzi
classici, fulcro della professione di antiquario e di
grandi e cinque piccole, il laboratorio per produrlinventario dei beni fotografa un ciclo in febbrile
attivit, come dimostrano i numerosi libri registrati
nelle varie fasi di preparazione.
Nei circuiti di vendita un ruolo centrale viene
poi svolto dai mercanti. Gli ambulanti alternano
piante e vedute a immagini della Madonna, di Cristo o di santi, con cui si tappezzano letteralmente
il busto e gli arti superiori, pi o meno come li
Carracci e pi avanti nello stesso secolo Giuseppe
girare per la citt o ancor meglio a rimanere fermi in agguato vicino a un luogo di forte connotazione turistica, si tratti di Campo Vaccino, piazza
Navona o di una grande basilica di pellegrinaggio.
I professionisti di livello medio e alto preferiscono invece estendersi su pi categorie di oggetti e
trattare perci le stampe insieme a dipinti, scultuGalliani, ricordato dalle fonti principalmente per
avere introdotto alla pittura Giuseppe Chiari, il setpercentuale del giro daffari: egli pertanto si limita
a conservare un certo numero di fogli in un grande
canterano nella sua casa di via Ges e Maria, in
angolo con via del Corso, fra centinaia di quadri.
to con il pubblico del Grand Tour anche grazie alla
nota attivit di cicerone, tratta vedute di Giovanni Battista Piranesi e Giuseppe Vasi nel suo caso
sempre riunite in costosi volumi con rilegature in
pelle in uno con oggetti classici, gioielli, pietre
dure e quadri di grandi maestri antichi e moderapprovvigionarsi di incisioni negli studi dartista o
in alternativa nel mercato stesso, si tratti di colleghi, di collezionisti oppure di vendite pubbliche.

Parecchi stabiliscono imprese pi complesse, caratterizzate da un intreccio serrato fra produzione


e vendita, pi o meno sul modello seicentesco dei
De Rossi. In questa circostanza il lavoro si compone di due momenti. Il primo consiste nellattivit
editoriale, vale a dire nel realizzare in concreto le
opere. Vi allora chi si limita a rastrellare vecchie
matrici singolarmente o in serie e ad effettuare
chi al contrario preferisce commissionarne apposicategoria appartiene fra gli altri Mirri: le sue Terme
di Tito si distinguono per la notevole cura devoluta proprio a questa fase, con una squadra formata
da Franciszec Smuglevicz e Vincenzo Brenna nel
compito di disegnatori dal vero, da Marco Carloni
letti di responsabile principale delle sezioni scritte. Il secondo momento la vendita propriamente
detta, che di solito avviene attraverso un negozio,
o comunque una bottega con un affaccio pubbline lasciata al caso, trattandosi logicamente di un
fattore cruciale per il successo dellimpresa. Come
dimostrano le botteghe dei Roisecco e dei Pagliarini, molto gradita risulta larea di piazza PasquiPace, che, tradizionalmente legata al commercio
dei libri, aveva fra laltro visto insediarsi loriginaria bottega dei De Rossi. Il quadro tuttavia prende forme in buona misura diverse nella seconda
met del secolo, quando si fa strada la tendenza a
privilegiare luoghi capaci di garantire un maggior
to situati lungo una grande arteria di circolazione,
un mercato o un monumento famoso. Bouchard
e Gravier aprono dunque su via del Corso, allaltezza di San Marcello, Ludovico Mirri in via della
Mercede, a due passi da piazza di Spagna, Mariavono fare i conti con unistituzione pubblica, la
ancor pi dal suo potente nipote, il cardinale Neri
Maria Corsini, grande collezionista e intenditore
di stampe, per supplire a varie funzioni. Loriginaria consiste nel mantenere unita e a Roma la
raccolta di matrici accumulate in un secolo circa
di attivit dalla bottega dei De Rossi, che lultimo
discendente, Lorenzo Filippo, minacciava di vendere in Inghilterra al prezzo di sessantamila scudi. Importante risulta poi quella didattica: come
si legge nel chirografo di fondazione, osservare le
stampe, allepoca ormai del tutto rivalutate sul pia-

no estetico, consentir infatti lavanzamento della


giovent studiosa nelle arti liberali. Parimenti ambiziosi risultano gli obiettivi economici. Dotata di
riceve dal papa la facolt di promuovere altre imnel quale dovranno vendersi i fogli tirati sia dalle matrici ex De Rossi che appunto dalle nuove.
Listituzione possiede dunque anche unanima imprenditoriale, in quanto capace di generare degli
utili o quantomeno di contribuire almeno in parte
al proprio sostentamento. Ma soprattutto, Clemench, lo si visto, il catalogo dei De Rossi si era appiante e delle vedute come una diretta espressione dell
: non a caso, il chirografo di
fondazione mette in primo piano la necessit di
portare a termine le serie con i ritratti dei papi e dei
cardinali. Evidenti ragioni di continuit e di traino
commerciale consigliano poi di scegliere la sede
si in piazza della Pace, ove sotto locchio esperto
di Giulio Cesare Cigni, a sua volta gi dipendente
dei De Rossi, la nuova gestione apre i battenti nel
ve del fenomeno? E, cosa per certi versi addirittura
una serie di dati frammentari ma comunque di valenza probatoria. Nel 1761 lultimo libro delle Ma-

Gli esemplari della Pianta grande di Giovanni Battista Nolli venduti fra il 1748 e il 1756 ammon,
si vendono in media decine di piante e qualche
centinaio di vedute, ossigeno per le casse dellistituto. Nel diciottesimo secolo limmagine di Roma
movimenta perci alcune migliaia di fogli e altrettanto rimarchevoli somme in denaro. Il motivo del
successo risiede nella capacit di venire incontro
e di ricoprire, di incarnare uno spettro parimenti

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insomma, tutti hanno un motivo per amare Roma

viene per Giovanni Battista Piranesi. Diversi tomi

cui daltronde ogni informazione di natura topo-

Una fetta sostanziosa delle richieste fa capo ad un


pubblico di alto livello economico: queste persone
possono permettersi lacquisto di decine di fogli o
anche di pi volumi per volta, perfetti per un regalo ed ancor pi per rappresentare la cultura e il
rango del proprietario. Molti degli acquirenti sono
di Roma o comunque risiedono a Roma in modo
stabile. Ottime indicazioni vengono in tal senso
dalle Terme di Tito: gli elenchi delleditore Ludovico Mirri segnano una sequenza impressionante
di aristocratici e prelati. Com naturale, data lepoca, una domanda almeno altrettanto forte viene
da fuori, vale a dire dalla provincia, dagli altri stati
italiani e dal resto dEuropa, in connessione diretta o indiretta con il fenomeno del Grand Tour. I
tomi delle vedute romane rappresentano difatti un
bagaglio quasi immancabile del viaggiatore settecentesco in visita alla citt eterna, eventualmente
insieme a spartiti musicali, quadri, sculture o vestiti di pregio. Per costoro, lacquisto delle piante
-

, partito da Livorno con destinazione Londra e invece sequestrato dagli Spagnoli insieme a tutto il carico. Estimatore del veneziano
poi il re di Francia, il quale entra in possesso dei
fogli piranesiani attraverso il suo fornitore abituale,
il mercante Joullain: a partire dal 1754 il Cabinet
tenda ammirare, fra le altre opere di pregio, quatre volumes brochs avec discours, ou le ruines de
Rome par Piranze. Lopinione condivisa, fra gli
altri, da Pierre-Jean Mariette, il grande studioso,

parte ad esempio un grande ammiratore di Piranesi, Jacques Laure le Tonelier de Breteuil, detto
il Bailli de Breteuil: questi pu infatti vantare una
lunga e gloriosa carriera militare, culminata con le
nomine a maestro di campo dei dragoni francesi e
successivamente a capitano delle galere. Le piante

alcune circostanze possibile parlare di un reale


interesse documentario e culturale. Nel suo giornale di viaggio Bergeret-de-Grancourt ricorda per
esempio come lemigrato Choiseul-Stainville in un
giorno brumoso di dicembre tappezzi la sua camera a Roma dun gran plan de Rome trs bien
le plus ancien de Rome e passi la propria mattinata a guardare tout ce que le plan de Piranse
fait voir dintressant. In altre prevalgono invece
ragioni di segno diverso, che si annodano allevidente portato simbolico delle piante. Per traslato,
sederla anche in termini reali: ecco perch molti
grand tourists ordinano ai propri ritrattisti, incluso
Pompeo Batoni, di rappresentarli appunto con in
mano una pianta di Roma, spesso quella di Giovanni Battista Nolli, alla stregua di generali che
assediano e poi conquistano la citt agognata.
Per i viaggiatori dalto bordo lo spaccio della
giorno capitolino: qui di solito essi ordinano lintero catalogo disponibile, con particolare riferimento alle vedute di Roma antica, di Roma moderna e
alle piante, spendendo perci parecchie decine di
scudi. In questo modo agisce per esempio nei tardi
anni Sessanta il conte di Exeter Brownlow Cecil,
come attesta la sua biblioteca, ancor oggi custosecolo il polo catalizzatore dei loro interessi di-

1776, durante una delle sedute dasta nelle quali


viene venduto il suo immenso stock
composto da
Les oeuvres de Piransi, clbre architecte italien, composant 12 grand volumes in-fol., remplis
de beaucoup de planches trs-bien grave par luimeme, reprsentant diverses pices darchitecture de son invention, beaucoup de grandes vues
intrieures et extrieures dglises, Palais, fontaines et monuments antiques de la Ville de Rome ; il
pices rares, qui ne sont point dans le commerce;
toutes les preuves sont des premires et ont t
Diviso fra Piranesi e Vasi risulta invece il President de Cotte: delluno egli possiede le Antichi, acquistate il 26 maggio 1756 presso
Bouchard e Gravier dellaltro le
e
il Gran Prospetto, con ogni probabilmente la copia
ottenuta in omaggio in qualit di associato.
Una sostanziosa fetta della richiesta di vedute e
piante viene poi assorbita dalla fascia media della
popolazione, artigiani, funzionari statali, avvocati
e piccoli imprenditori, vuoi locali, vuoi stranieri.
mente scarso, le comprano per collezionarle, altri
le impiegano per documentarsi su quanto stanno
facendo altri colleghi: nulla di strano, perci, nel
rinvenire fra i gli abbonati alle
Luigi
Vanvitelli e Michelangelo II Ricciolini, fra i compratori delle opere di Piranesi Jean-Franois de
tanto fanno le guide che illustrano ai turisti i monumenti della citt, come per esempio gli scozzesi
e le Terme di Tito, laltro sulle sole
. Un grande interesse verso le vedute
e le piante caratterizza poi i quadri militari, per

interventi sulla citt, si tratti di un piano regolatore,


un servizio di manutenzione o di un lavoro speNolli, il quale censisce e contrassegna con un simbolo convenzionale le chiaviche, con lovvio scopo di agevolare le operazioni degli architetti del

rionali.
Il basso profondo della richiesta per questo
a un gran numero di persone, vuoi locali, vuoi
forestiere, contraddistinte da un tenore economico estremamente limitato e dunque da un potere
questo livello il fattore decisivo nella scelta della
stampa consiste nel soggetto, impiegato per rendere pi accogliente la propria residenza ed ancor
di una data basilica, di un dato santo. Naturale
dunque che questo genere di pubblico anzich sui
libri, pesanti e costosi, si concentri sui fogli sciolti
della citt. Proprio in forza di questo processo Giuseppe Vasi allusura precoce e disuguale di quei
rami delle
che riproducono la facciata e la piazza di San Pietro in Vaticano.
corretta ubicazione del negozio non sempre bastano a garantire il successo commerciale dellimpresa, tenuto conto della forte competizione esistente sul mercato capitolino. Per questo motivo
i venditori danno corso a una serie di iniziative
volte a incrementare gli affari. Diffusa per esempio labitudine di pubblicare su giornali e riviste
quella pianta, di questo o di quel libro di vedute.
Giuseppe Vasi li impiega nel 1746 e nel 1747 scegliendo due sedi, il Diario Ordinario di Roma e
le Novelle letterarie di Firenze, per rendere note
la pubblicazione delle
e del Gran
Prospetto, con il manifesto scopo di procacciarsi
nuovi abbonati. Pi vasta la campagna pubblicitaria che precede luscita della pianta di Nolli,

261

stampe
Figura 11. Vasi, Giuseppe, Piazza Pasquino, o dei Librari

con annunci a pagamento su riviste e gazzette di


tutta Europa, da Torino, Firenze e Milano a Vienna,
daltronde, le tecniche pubblicitarie hanno ormai
vengono applicate ad ogni categoria di merci, opere darte incluse, e trasmesse ovviamente a mezzo
stampa. Fin dal sedicesimo secolo e ancor pi nel
diciassettesimo, infatti, si era vista la comparsa in
tutta Europa di avvisi, bollettini di informazioni e
pi tardi anche di inserzioni propriamente dette:
a Londra era stato anche fondato The Public advertiser, il primo quotidiano di soli annunci. Uno
nel catalogo delle stampe disponibili in una data
bottega. Roma, come del resto noto, vantava in
questo campo una tradizione consolidata. Gi nel

e Michelangelo Vaccaro allInsegna della Palma

appunto nella ex bottega De Rossi, fra il 1758 e

stati i De Rossi: dal 1677, anno del primo, striminzito elenco, il loro Indice aveva pian piano assunto le forme di un libro, continuamente aggiornato

piano terreno della Curia Innocenziana. Di tanto

Lorenzo Filippo. Nel Settecento fra gli altri si muovono su questa falsariga Carlo Losi e ancor prima
Giuseppe Vasi, il quale per essere certo di una diffusione capillare del proprio decide addirittura di
accluderne una copia in calce allItinerario Istruttivo. In molte circostanze le stampe stesse fungono
da veicolo al messaggio pubblicitario. Lo avevano
capito da tempo per esempio i De Rossi: per costoro era infatti normale accompagnare i fogli usciti
dai loro torchi con una didascalia che ne indicaalla Pace. Da qui labitudine passa alla Calco-

scritti in prima persona per menzionare la propria


nere di meccanismi si rivela Giuseppe Vasi, tanto
da dedicarvi il capitolo dellItinerario dedicato a
palazzo Farnese ove, si ricorder, egli aveva a disposizione un appartamento. La prima iniziativa in
tal senso consiste nel segnalare la propria presenza
e disponibilit: egli dunque incoraggia il viaggiatore a bussare alla porta della sua residenza-studio,
ove appunto potr ammirare, fra le altre cose, le
secondo passo serve invece a stuzzicare la vanit
ducia. Lartista cos dichiara apertamente i nomi di
alcuni suoi clienti del passato, vale a dire il Duca

di Brunswick e larcirduca di Toscana, che assumo.


Quello dellimmagine di Roma costituisce perci un tema di spicco nella storia globale del disulla citt tanto profondo e radicato quanto spestivi contraddistinti da un maggior costo unitario.
Sotto quello artistico, va rimarcato come a capo
di questo genere di stampe vi siano il disegno e

262

qualit notevole e alle volte straordinaria, come


ad esempio Nolli, Piranesi e in misura pi limitata Vasi. In termini economici, poi, il settore tra
pubblico e privato non solo garantisce un lavoro
stabile a parecchie decine di specialisti, ma soprattutto si rivela in grado di sviluppare un giro daffari
annuo pari ad alcune migliaia di scudi. Ma forse
la partita pi importante si gioca sul tavolo della
dal tardo Cinquecento ed ancor pi nel secondo
limmagine della citt e dunque di s stessi: il compito era in concreto ricaduto sulle spalle dei De
Rossi e di Giovanni Battista Falda, responsabile fra
laltro proprio delle Imagines
Rossi e di trasformarla in un ente pubblico segna
un passaggio chiave nel processo, in virt di uninedita e in apparenza spregiudicata apertura verso
il mercato dellarte. Proprio in questo settore del
quelle forze che, una volta debitamente addomesticate, sembrano garantire il maggior vantaggio
alla cosa pubblica, appunto in virt del loro spiccato
. In questa luce, la fondazione dellistituto rappresenta una tappa decisiva
allinterno di una linea pi complessa e articolata,
nel quale possono riconoscersi almeno altri due
episodi nella storia del Settecento romano. Nel
lengo Silvio Valenti Gonzaga nomina assessore del

guardia del patrimonio artistico, nientemeno che


met dellottavo decennio Ludovico Mirri, come
lusso, ottiene il prestigioso incarico di realizzare e
diffondere
, uno dei principali biglietti da visita della politica culturale di
Pio VI Braschi.
mini economici di queste iniziative, che rientrano a pieno titolo sotto lombrello del cosiddetto
Settecento riformatore o, per essere pi precisi,
da cardini ideologici preconcetti, le reali capacit imprenditoriali di alcune componenti essenziali
dello Stato della Chiesa. Lasciando gli ultimi due
episodi a sedi pi appropriate, nel caso della Calmeno in apparenza esistevano infatti le condizioni ideali per il successo. Un patrimonio integro di
matrici, quello appunto ex De Rossi, in grado di
coprire praticamente tutti i campi dellincisione e
per giunta subito aggiornato sulle tendenze pi in
voga dellepoca: fra le prime iniziative del direttore Giovanni Domenico Campiglia rientrano infatti
la
e
a un maestro emergente del livello di Giuseppe
Vasi. Cervelli adeguati a creare un organigramma
solido e allavanguardia: sia il cardinale Corsini,
tari, vantano infatti unesperienza consumata nel
pari daltronde del loro successore, Silvio Valenti
e un altrettanto solido fondo di sicurezza, rappure, la strategia del liberismo istituzionalizzato
mostra irrimediabilmente i propri limiti. Fin dal
primo anno, infatti, le vendite segnano il passo e la
nare il proprio bilancio attingendo dai fondi della

come rivela un documento ora in corso di pubblicazione, lo stesso Giovanni Gaetano Bottari paventa la possibilit di una vendita in blocco della
mondo imprenditoriale. Nel fallimento ha di certo
un notevole peso, com stato gi sottolineato, la
menti del pubblico. Ma vi sono anche altri padri,
altre responsabilit. In primo luogo, va rimarcato
nere imprese che, pur di notevole riscontro sul piano della rappresentanza, ne hanno assai meno su
quello commerciale, come ad esempio il
Vaticano di Bottari stesso o le Imagines dei pontelincapacit di comprendere il nuovo valore che
anche nel campo della stampa. In termini di remuartisti sullo stesso piano, indipendentemente dalla
loro affermazione professionale sul mercato. Un
caso palmare offerto dalla serie delle
su disegno di Francesco Pannini:
qui, infatti, personalit del livello di Lorenzo Mangini e Giovanni Ottaviani, ovvero sostanzialmente oscure, ricevono compensi analoghi a quelli di
talenti come Giuseppe Vasi, Francesco Polanzani
e Giovanni Volpato. Nel breve volgere di qualche
anno listituto rimane perci tagliato fuori dal giro
artistico che sta facendo la storia dellincisione,
con particolare riguardo per le vedute e le piante.
Giuseppe Vasi, cos, pur nato allinterno del suo
alveo concepisce e realizza le sue migliori imprese a titolo privato e dopo il 1744 offre solo collaborazioni sporadiche, mai grandi serie. Quanto a
Giovanni Battista Piranesi, lungo tutto il corso della sua esistenza egli addirittura evita di prestare la

J.W. Goethe,

nellambito delle ricerche sullincisore


Giuseppe Vasi; cfr. P. Coen,

[1795-

Milano 1989, I, 15.


2
Per il tema generale si rinvia a B.
Baczko,

L. Mirri,
Ludovico Mirri in G. Carletti, Le antiche
, Roma 1776,
p. senza numero [ma collocata dopo la p.
12

, Torino 1979; V.E. Giuntella,

La Stamperia alla Pace di


, in Indice

Piranesi
Milano 1994, p. 91.

, Roma 1982; E. Garms - J. Garms,


stati utilizzati per avere notizie obiettive
sulla vendita delle imprese realizzate dal

,
in
,
a cura di C. De Seta, Torino 1982, pp.
561-662;
, testi di C. De Seta, M.

, cit., p.

14

storia di una Stamperia romana

come per esempio la

, Roma
Piante-Panorami-

M. Ceresa,
Giacomo
24

25

Fin da subito, in ogni modo, si era compresa


la possibilit, attraverso lutilizzo del metodo
statistico, di impiegare lintero spettro dei
dati come base di partenza per lo studio
del mercato, del consumo e della fruizione

, in Id.,
, 2 voll., Napoli
,
Roma 1997; C. De Seta,

,
Imago

con speciale attenzione al saggio di D.


Calabi,
, pp.
, catalogo della mostra
G. Briganti,
(Roma
Milano 1996;
, catalogo della mostra (Roma
C.
De Seta,
, in
4

, in Bollettino
, in Ricerche di
, cit.,

15

particolare p. 84 s.
Piranesi

16

26

cit.; Id.,
e per tale motivo si dato corso al loro
riversamento integrale su base informatica.
e i primi risultati della ricerca sono stati resi
noti sempre da chi scrive in un seminario
di dottorandi e laureati dellUniversit
Roma Tre volto a selezionare i titoli di
alcuni saggi per un volume miscellaneo
sulla storia dellincisione a Roma fra
sedicesimo e diciannovesimo secolo, ormai
di prossima pubblicazione. Ringrazio la
curatrice Giovanna Sapori per avermi
allora consigliato di scegliere un tema
maggiormente in linea con lassetto generale
dellintero libro per lesattezza lattivit
editoriale di Ludovico Mirri e di riservare la

17

S. Rotta,

, in
, San Francisco 1994.
, in
, Roma

, a cura di
..., cit.,

27

a P. Coen,

., cit.; Id.,

28

Battista, in

, cit.
Nouveaux mmoires

18

29

, catalogo della mostra


, cit., p. 228,

Cavazzi, Roma 1989;

Sui Barbiellini e sui Roisecco si


rimanda a S. Franchi,

, catalogo della mostra (Roma

19

S. Deswarte, Les gravures des


a una sede di pubblicazione pi appropriata,
come appunto la presente.
8
Ove non diversamente indicato, per
Giuseppe Vasi si rimanda a P. Coen, Le
..., cit.; Id.,

, Roma
I, 1989, pp. 47-62; J. Garms, Vedute di

652.
P. Coen,

..., cit.
C. Cameron,

21

,
in

1962;

V. Fasolo,
Piranesi, in Quaderni dellIstituto di Storia

M. Bevilacqua,
, cit., p. 54.
P. Bellini, Stampatori e mercanti di
, in
I quaderni del conoscitore di stampe,
Per
22

, catalogo della mostra (Nettuno

, catalogo della mostra, a cura


5

Baroque Workshop

INDICE
rinnovamento

, Roma 1915;

, in

, in Ricerche di storia

M. Bevilacqua,
, cit.
..., cit., p.

Napoli 1998.
6
F. Ehrle,
,
, cit., I,

M. Bevilacqua,
Lumi..., cit.
11
P. Coen,

Tafuri,
, Bari
avant et aprs Piranse, in

Giovanni Giacomo, in
, in

pp. 221-22, n. CLVIII.


7
I dati sulle vendite della pianta di
Falda sono tratti dai registri di uscita della

, a cura
di G. Sapori, San Casciano Val di Pesa, pp.
,

bb. 12 e successive. Chi scrive ha iniziato


queste consultazioni nei primi anni Novanta,

quadri Id.,

Piranesi
particolare pp. 88-95.

F. Consagra,
,
De

Works, Farnborough 1972; Id., Piranesi

, in
, cit.,
pp. 529-552.
Petrarca,
, VI, 2.
Sulla distinzione di Petrarca e la sua ricaduta
nel futuro si vedano P. Brezzi, Tra condanne
, in M. Fagiolo,
, Roma 1985; C. Musamarra,
, in Per Giorgio Petrocchi,

opere in un grande centro artistico europeo,


con una presentazione di E. Castelnuovo,
rimanda, ove non diversamente indicato, su
ogni altra notizia relativa al mercato dellarte
romano.
46
Sul funzionamento delle sottoscrizioni
si rinvia a F. Waquet,

, a cura di P. Coen, Cinisello


Balsamo, in corso di stampa.
55
P. Coen,

, in
,

, in
di Pio VI, a cura di L. Barroero e S. Susinno,

cit.
65

, cit., p. 44.
66

Il testo base per la storia dellistituzione


resta E. Ovidi,

67

56

Settecento, in

68

V. Birke, Towards a Tempesta

69

,
L. Schudt,

a cura di S. Cavaciocchi, Firenze 1992, pp.


955-965; M. Paoli,
, Lucca

, cit.,
p. 222.
M. E. de Montaigne,

264

, in Id.,

, a cura di

M. Fumaroli,
cit., p. 41.

71

Diario Ordinario, 4695, 1747, 26 agosto,


p. 12.
72
M. Bevilacqua,

P. Coen,
, in Benedetto
, atti del convegno

, cit.
M. Bevilacqua,
Lumi..., cit., p. 25 s.
49
Ibid., p. 25 s.
48

La
, in Le
,

51

, in LUrbe,
Margiotta,

Cfr. P. Falabrino,
Testa,
accendere desideri
74
F. Ehrle,

in
diretta
La stamperia
, in Le tecniche
, a cura di

, in
, catalogo della

, a cura di J.-M. Gautier, Genve-

Ibid., p. 45.
Ibid.
M. Bevilacqua,

, in

, Wien47

M. Barbin,

Salvadori,
Les gravures des

Works, London 1851, II,

41

p. 227, n. 1.

cura di L. Cavazzi, Roma 1989, p. 95.


52
E. Scatassa,
, in Pagine

42

57

..., cit., pp. 16, 99.


M. Bevilacqua,
, cit., pp. 26, 52.
59
M. Barbin,
58

G. Lugli,

, in G.B. Falda,

, a cura di F. Borsi, Roma

, cit., p. 82; G.

la trascrizione del documento realizzata


da Marcello del Piazzo. In questultimo

Insolera,

1989, pp. 47-62.


75

..., cit., in

, in

76

P. Coen,
,

, Roma 1987;

nel documento originale alle cc. 628-

in

P. Coen,

R. Piccininni in

, cit.
,

a cura di R. Piccininni, M. Del Nunzio, S.

, catalogo della mostra (Mantova

61

P. Coen, Giovanni Battista Piranesi mercante

numero.

, in
, catalogo

44

The
Il nuovo

, Paris 1895, p. 176.


62 M. Fagiolo, M.,
, in M.
Bevilacqua,
, cit.,
p. 9.
P. Coen,

46.

, in
45

G. Brunel,
, in

, cit., p. 28.
54
P. Coen,

nel pi ampio contesto del collezionismo


romano di Settecento da P. Coen,

, in
, Leipzig 1996-,
,
cit. Cfr. anche S. Prosperi Valenti Rodin,
, in

, in Roma moderna
Id.,
..., cit.
Ringrazio Ginevra Mariani per avermi
segnalato lesistenza di questo documento
inedito, che verr prossimamente pubblicato
in un suo prossimo saggio.
79
, cit.,
77
78

, atti del convegno (Roma,


di stampa.
64

Grand Tour, catalogo della mostra (Sevilla,

dalla parte di Vasi, in P. Coen,


mercato..., cit.