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Biologia Cellulare e Molecolare

Laura Amicone 06/49918245

amicone@bce.uniroma1.it

Alberts

Essenziale di biologia molecolare della cellula


Zanichelli

Karp

Biologia Cellulare e molecolare


EdiSes

Becker

Il mondo della cellula


EdiSes

La vita sulla terra possiede tre


caratteristiche che sono assenti nella
materia inanimata
La materia vivente :
1. composta da particolari individui che
2. si riproducono (cio, trasferiscono la
propria identit alla progenie) e che
3. evolvono (la loro identit pu cambiare
da generazione a generazione)

Propriet della materia vivente


Complessit ed organizzazione
Capacit di accrescimento: metabolismo
omeostasi
Capacit di rispondere agli stimoli

Life is a chemical system able to


replicate itself through
autocatalysis and to make
mistakes that gradually increase
the efficiency of the
autocatalysis

Andr Brack - Centre for Molecular


Biophysics of CNRS, France

(autocatalisi= capacit di
organizzare la materia)
Sistemi autocatalitici (in grado di

sopravvivere e di riprodursi) entrano in


competizione/cooperazione con altri
sistemi autocatalitici e tramite un
processo di selezione/adattamento
evolvono in forme sempre piu'
complesse.

Stanley Miller nel 1953 pose le basi per una ricostruzione


scientifica dell'origine della vita sulla Terra

Una serie di scariche elettriche, protratte per giorni, in


unampolla contenente idrogeno, metano, vapore acqueo e
ammoniaca (atmosfera primordiale) in grado di innescare
reazioni chimiche e produrre composti organici fondamentali.

Piccole molecole organiche potevano formarsi


nelle condizioni della terra primordiale

Un nucleotide
Composto di:
carbonio, idrogeno, azoto,
ossigeno e fosforo

SI FORMANO MOLECOLE CAPACI


DI REPLICARSI

I nucleotidi legati fra loro in lunghe catene formano molecole di RNA

Molecole con la capacit di autoreplicarsi sono sottoposte al processo di


SELEZIONE NATURALE

la sequenza nucleotidica di un RNA


determina la sua struttura
tridimensionale

la struttura tridimensionale pu
influenzare la stabilit, la
replicabilit, la funzionalit
NON tutti gli RNA avranno eguale
successo nellautoreplicarsi

VERRANNO SELEZIONATE
LE SEQUENZE DI RNA PIU
ADATTE ALLE
CONDIZIONI AMBIENTALI

LRNA costituisce la prima molecola in grado di esplicare due


funzioni fondamentali, quella

informazionale

catalitica.

e quella

RIBOZIMA: nel 2011 su Science Aniela Wochner


presenta un ribozima ingegnerizzato in grado di generare
trascritti abbastanza lunghi da avere una propria
capacit catalitica

LE MOLECOLE DI RNA HANNO TRE


PROPRIETA
Contengono nella sequenza nucleotidica lINFORMAZIONE necessaria
per assumere una determinata struttura

Le molecole di RNA possono avere attivit catalitica

Linformazione pu essere trasmessa a nuove molecole mediante un


processo di REPLICAZIONE

La Cellularizzazione del materiale genetico


molto al di l delle speculazioni che attualmente
possibile formulare

Le molecole capaci di replicare vengono


racchiuse da una membrana

Circa 3,5 miliardi di anni fa

circa 2.7 miliardi di anni fa da un progenitore


comune si evolvono le 3 grandi branche della vita

LUCA
(Last unique common ancestor)

Carl Woese nel 1977

ridisegn lalbero della vita. Egli identific


gli Archea, in precedenza considerati un tipo di batteri, come esseri del
tutto distinti dai Batteri (tramite tecniche di filogenesi molecolare, basate
sull allineamento di sequenze codificanti l RNA ribosomale 16S).

STRUTTURA DI UNA CELLULA PROCARIOTICA

Struttura di una cellula


eucariotica

Struttura di una cellula eucariotica

Gerarchia dellorganizzazione biologica e


propriet emergenti

lipidi

Forma e funzione sono correlati a tutti i livelli delle strutture biologiche

Modelli sperimentali

Batteri. Escherichia Coli

Lieviti: Saccaromices Cerevisiae


e Saccaromices Pombe

Vermi: Caenorhabditis Elegans

Moscerino della frutta: Drosophila Melanogaster

Piante: Arabidopsis
Thaliana

Anfibi: Xenopus Laevis

Pesci: Zebrafish

Piccoli mammiferi: Mus Musculus

Le proteine sono coinvolte in praticamente tutte le


attivit cellulari
Una cellula esprime generalmente un corredo di
10000 proteine diverse
Le proteine:
funzionano come enzimi catalizzando le reazioni del
metabolismo
hanno un ruolo strutturale come costituenti del citoscheletro
hanno funzioni regolatorie (ormoni, recettori, fattori
trascrizionali etc.)
hanno funzioni di motilit
hanno funzioni di difesa
permettono il trasporto di soluti attraverso le membrane
possono avere funzioni di immagazzinamento (riserva di
aminoacidi).

Classificazione delle proteine


1.
2.

Proteine semplici se costituite solo da amminoacidi.


Coniugate se alla proteina legato un gruppo non proteico,
indicato con il termine di gruppo prostetico; a loro volta le
proteine coniugate in base alla natura chimica del gruppo
prostetico sono distinte nelle seguenti classi:

Glicoproteine, se il gruppo prostetico uno zucchero.


Lipoproteine, se un lipide.
Nucleoproteine , le proteine sono complessate con acidi
nucleici.
Emoproteine, la frazione non proteica il gruppo eme
(emoglobina).
Metalloproteine, contenenti ioni metallici.
Fosfoproteine, il gruppo prostetico l acido fosforico.
Flavoproteine, i gruppi prostetici sono i nucleotidi flavinici.

riboflavin

Le Flavoproteine sono proteine coniugate alla


Riboflavina (Vitamina B12= composto eterociclico
ottenuto da una molecola di flavina cui legata una catena
formata da ribitolo )

Saccaromices Cerevisiae esprime 6225


proteine diverse:
17% metabolismo
30% organizzazione cellulare e biogenesi
degli organelli e delle membrane
10% trasporto di membrana

Peso molecolare medio di ogni proteina


aminoacidi in media per ogni proteina
Peso molecolare medio di ogni aa

= 52,7
= 466
= 113

KD
D

Le proteine sono catene polipeptidiche lineari, costituite da


una successione di 20 diversi aminoacidi legati tra loro da un
legame peptidico

H
N
H

C
H

C
OH

gli aa si differenziano per


le caratteristiche chimiche
del gruppo R (residuo)
20 gruppi R diversi
le propriet dei gruppi R
determinano le interazioni
inter e intra molecolari che
a loro volta determineranno
le struttura tridimensionale
assunta dalla proteina

Gli Aminoacidi, le unit monomeriche


che unite insieme formano le proteine,
hanno una struttura comune
monomero

H2N

polimero

R
aminoacido

OH

C
R

peptide

Dei quattro gruppi chimici che legano il carbonio alfa, solo la


catena laterale, o gruppo R, unico per ciascun aminoacido.
La diversit delle proteine dovuta alle diverse combinazioni
lineari di 20 diversi aminoacidi.
Questo piccolo peptide (4 aa) pu avere 204, o 160.000
sequenze possibili.

C
R

Stereoisomeria del Carbonio


alfa

Poich in tutti gli aa, eccetto la glicina, latomo di carbonio alfa


asimmetrico, la maggior parte degli aa pu esistere in due forme isomeriche,
L e D. Solo gli Laa sono presenti nelle proteine.

GLI AMINOACIDI VENGONO RAGGRUPPATI IN


QUATTRO CATEGORIE IN RELAZIONE ALLE
PROPRIETA CHIMICHE DEI GRUPPI R
1 NON POLARI
2 POLARI CON CARICA
3 POLARI SENZA CARICA
4 tre aa con PROPRIETA PARTICOLARI

Struttura degli aminoacidi

Struttura degli aminoacidi

Gli aminoacidi sono legati da tra loro da legami peptidici.


Il legame peptidico planare ed ha una forza intermedia tra
il legame semplice ed il legame doppio.

R
H
N
H

C
H

OH

H
N
H

O
C
OH

H2 O

Legame peptidico

I legami peptidici collegano gli aminoacidi


in catene lineari, NON ramificate

I gruppi R sporgono dallo scheletro della proteina in cui si sussegue la


sequenza: Azoto amminico, Carbonio alfa e Carbonio carbonilico.

La funzione di una proteina dipende dalla


sua struttura tridimensionale e la
struttura tridimensionale determinata
dalla sequenza aminoacidica

Struttura delle proteine


Stuttura primaria: sequenza degli
amminoacidi
Struttura secondaria: struttura
tridimensionale di un breve tratto della
proteina ( alfa-eliche e beta-foglietti)
Struttura terziaria: struttura
tridimensionale compatta dellintero
polipeptide
Struttura quaternaria: associazione tra pi
polipeptidi

Struttura secondaria
Gli atomi del gruppo peptidico (CONH) giacciono
tutti su di un medesimo piano.
Questi piani possono ruotare rispetto al
carbonio-alfa.
Ogni piano delle unit peptidiche ha due rotazioni
possibili: una intorno al legame tra carbonioalfa e azoto (angolo di rotazione , fi), laltra
intorno al legame tra carbonio-alfa e carbonio del
gruppo CO (angolo di rotazione , psi).

Tali rotazioni permettono al filamento


proteico di avvolgersi su se stesso
secondo schemi diversi, raggiungendo
una struttura finale stabile.

Vi sono diversi tipi di configurazioni secondarie, tutte rese stabili da


ponti idrogeno che si instaurano tra i gruppi peptidici che la
torsione interna del filamento porta uno di fronte all'altro (l'idrogeno
fa da ponte tra due elementi molto elettronegativi: l'azoto e
l'ossigeno).

Ma al fine di minimizzare lingombro sterico dei gruppi laterali R e di


ottimizzare la formazione di legami H intracatena (con leffetto
finale di rendere minima l'energia potenziale della molecola), gli
angoli e possono assumere solo determinati valori e di conseguenza
il filamento proteico assume solo certe configurazioni secondarie.
Tre sole diverse tipologie stabili: alfa-elica, foglietto-beta e
ripiegamenti (loop).

1) Struttura secondaria ad Alfa


elica
la conformazione pi "naturale" e
pertanto la struttura secondaria pi
comune nelle proteine.
Il filamento proteico si avvolge a
formare una spirale con ponti H tra
spira e spira (tra il C=O
dell'ennesimo gruppo peptidico e lNH del (n+4)mo gruppo peptidico).
In ogni spira sono presenti 3,67 aa.
L' alfa-elica presente nelle proteine
quasi sempre destrorsa.
I legami H sono perpendicolari
Tutti i dellelica.
legami idrogeno hanno la
allasse
stessa polarit (quindi lalfa elica
ha una polarit). La superficie
pi esterna dellelica
ricoperta dai gruppi R delle
catene laterali.

Le propriet idrofobiche ed idrofiliche dellelica


dipendono esclusivamente dalle catene laterali, essendo i
gruppi polari dello scheletro peptidico gi coinvolti nei
legami idrogeno allinterno dellelica e quindi non in grado
di influenzare la sua idrofobicit o idrofilia

In molte alfa-eliche le catene laterali idrofiliche si


estendono da un lato e le idrofobiche dal lato opposto,
rendendo la struttura complessivamente anfipatica.

2) Struttura secondaria a foglietto


beta

7,0 A

Filamento beta
Il filamento beta presenta un andamento a zig-zag o a foglio
pieghettato. I gruppi peptidici formano le pagine del foglio, mentre
gli atomi di carbonio alfa formano le pieghe con i residui
amminoacidici che si presentano alternati sempre in corrispondenza
della parte convessa della piega.
La disposizione dei carboni-alfa, e dei relativi gruppi R, sopra e
sotto il piano del foglietto causa delle pieghe del filamento

Foglietto beta

Molto spesso nelle proteine, due o pi filamenti beta tendono ad affiancarsi


lateralmente ed a legarsi tramite ponti a idrogeno, generando strutture estese,
pieghettate, dette foglietti .

I legami idrogeno (gialli) tra C del gruppo carbonilico e H del gruppo imminico sono
perpendicolari allasse della catena polipeptidica

I filamenti beta di un foglietto possono


essere disposti parallelamente o
antiparallelamente

Modello di sito di legame in molecole MHC (Complesso Maggiore di


Istocompatibilit, coinvolto nelle reazioni di rigetto dei trapianti). In alcune
proteine i foglietti beta costituiscono il pavimento di una sorta di cavit di legame.
Nel caso della molecola MHC il sito di grandezza tale da legare peptidi di 8-10 aa.
In molte proteine strutturali fasci di foglietti beta conferiscono durezza (es.
proteine della seta).

3) Struttura secondaria a curva


Le curve sono strutture secondarie compatte a forma
di U, costituite da tre o quattro residui aminoacidici
stabilizzate con un legame idrogeno tra i loro residui
terminali.
Sono costituite essenzialmente da glicina e prolina
Quando i ripiegamenti sono pi lunghi ed assumono
forme diverse e pi complesse si chiamano anse

Struttura terziaria delle proteine


Corrisponde alla conformazione tridimensionale
dellintera proteina.
stabilizzata da una serie di legami non covalenti tra
i residui aminoacidici.

La cristallografia a raggi X e la
bioinformatica permettono
di desumere la struttura tridimensionale
di una proteina
Scopo della biocristallografia a raggi X :
determinazione della struttura tridimensionale di macromolecole biologiche
a risoluzione atomica.
Macromolecole biologiche oggetto dello studio: DNA, RNA, proteine e loro
complessi (virus, ribosoma, ecc.).
Le proteine pi piccole sono costituite da ben oltre 1000 atomi e le proteine
pi grandi possono essere costituite da 104 a 105 atomi.

-Un cristallo costituito da un enorme numero di molecole (10 15 -10 16)


disposte nello stesso orientamento.

-Un fascio di raggi X colpisce il cristallo.

-I raggi X interagiscono con la materia ordinata nei cristalli e subiscono


diffrazione. I raggi X diffratti si sommano in fase e rendono il segnale di
diffrazione totale di intensit misurabile rispetto al rumore di fondo.

-I raggi diffratti colpiscono ed impressionano una lastra autoradiografica.

Dalla misura delle intensit e della


posizione delle macchie sulla lastra
possibile ricavare la struttura
delloggetto che ha causato il
fenomeno di diffrazione (coordinate
x,y,z degli atomi costituenti la
molecola cristallizzata).

Diffrazione ai raggi X di
una proteina cristallizzata

I raggi x diffratti
impressionano una pellicola
autoradiografica in punti
specifici. La specificit della
diffrazione dipende dalla
particolare posizione degli
atomi nel cristallo di ciascuna
proteina

Nuovi approcci per


studiare la
relazione
struttura/funzione
di una proteina

Uso della Risonanza


Magnetica Nucleare per lo
studio dinamico dei
cambiamenti conformazionali
del recettore beta2adrenergico in risposta a varie
droghe.

Prof. Kobilka, premio Nobel


2012 per la Chimica

Rappresentazione di una struttura


tridimensionale
ansa

Alfa elica
Filamento beta forcina

ponte disolfuro

LA STRUTTURA TERZIARIA ASSUNTA DA UNA


PROTEINA E INTERAMENTE DETERMINATA DALLA
SUCCESSIONE DEGLI AA LUNGO LA CATENA

CH2
S
S
CH2

Legami che stabilizzano la struttura terziaria

Struttura terziaria di una proteina


globulare: mioglobina
153 aminoacidi
75% alfa elica

Il gruppo eme giace in


una tasca idrofobica

La struttura
terziaria
dovuta solo a
legami non
covalenti

La struttura tridimensionale, anche la pi complessa,


di una proteina in realt ha alla base una
particolare combinazione di strutture secondarie le
quali possono organizzarsi a formare MOTIVI o
DOMINI.

Particolari combinazioni di strutture secondarie


formano i MOTIVI
I motivi sono specifiche combinazioni di strutture
secondarie che possiedono una topologia particolare e
sono organizzate in caratteristiche strutture
tridimensionali

1) motivo spirale superavvolta

miosina
2 giri di alfa elica

Aminoacidi idrofobici

Cheratine
Le cheratine sono il componente
fondamentale degli annessi cutanei
degli animali (capelli, peli, unghie, corna
strati superficiali della pelle, piume,
etc.).
L'unit della cheratina costituita da
una coppia di alfa-eliche destrorse
strettamente superavvolte in senso
sinistrorso e rinforzate da
numerosi ponti disolfuro intercatena.

2) motivo elica-ansa-elica
(elix-turn-elix)
Presente in molte proteine che legano il calcio. I
gruppi R contenenti ossigeno nei residui dellansa
formano un anello intorno allo ione Ca++. La sequenza
di 14 aa dellansa ricca di residui idrofilici.

3) motivo dito di zinco (zinc finger)


Il motivo dito di zinco presente in molte proteine che legano gli acidi
nucleici. Uno ione di zinco tenuto da una coppia di filamenti beta e da
una alfa elica tramite due cisteine e due istidine. Nella sequenza di 25
aa di questo motivo le cisteine e le istidine invarianti si trovano
solitamente in posizioni precise.

La struttura terziaria delle grosse proteine spesso


suddivisa in distinte regioni globulari o fibrose chiamate
DOMINI.
Dal punto di vista strutturale , un dominio una regione
di un polipeptide ripiegata in modo compatto.
Queste regioni discrete, pur essendo ben distinte e
fisicamente separate dalle altre parti della proteina,
fanno parte della stessa catena polipeptidica.
Un dominio strutturale si compone di 100-200 residui di
alfa eliche, foglietti beta, curve e ripiegamenti casuali
che si aggregano in varie combinazioni.

Struttura terziaria
Le proteine sono costituite da unit strutturali o domini.
I domini possono essere comuni a pi proteine.

Troponina C

Fosfolipasi C
batterica

Fosfolipasi C
di mammifero

Recoverina
Sinapto-tagmina

Domini strutturali in proteine diverse presentano una certa


omologia di sequenza aminoacidica
Lomologia di sequenza suggerisce relazioni evolutive tra le
proteine
La sequenza aminoacidica permette di predire la struttura
secondaria e terziaria di una proteina o di una parte di essa
(banche dati che correlano la sequenza con la struttura
ottenuta tramite cristallografia ai raggi X, di un gran
numero di proteine).

Struttura quaternaria:
Emoglobina

La sequenza aminoacidica contiene tutta


linformazione richiesta per la struttura
terziaria

denaturazione

T ambiente, Ph fisiologico, O2
(ossidazione dei gruppi sulfidrilici)
Il recupero di funzione viene testato tramite saggio in vitro di digestione di RNA

Christian Anfinsen, 1957.

In vitro il ripiegamento delle proteine un processo poco efficace: solo


una piccola parte delle molecole svolte completa il ripiegamento

In vivo il ripiegamento delle proteine estremamente efficiente


perch assistito da particolari proteine CHAPERONE, una famiglia
di molecole presente in tutti gli organismi, dai batteri alluomo.

Ci sono due principali famiglie di proteine chaperone:


-Le chaperone molecolari (HSP70), che hanno attivit co-traduzionale.
-Le chaperonine (HSP60) che assicurano ad un secondo livello il
ripiegamento corretto della proteina.

Hsp70 la principale proteina chaperone presente in tutti gli organismi.


Hsp70 una proteina ad attivit ATPasica.
Quando si lega allATP, hsp70 assume una conformazione aperta in cui una
tasca idrofobica esposta si lega transitoriamente a regioni idrofobiche
esposte della proteina bersaglio non ripiegata. Lidrolisi dellATP fa
assumere a hsp70 un configurazione chiusa, liberando la molecola
bersaglio.
Si ritiene che le molecole chaperone leghino tutte le catene polipeptidiche
nascenti dal ribosoma

Le proteine Chaperon intervengono anche durante il trasporto


di proteine dal citoplasma allinterno di specifici organelli
(mitocondrio: chaperon citoplasmatiche e chaperon
mitocondriali)

Lappropriato ripiegamento di alcune proteine


richiede unassistenza ulteriore, che viene svolta
dalle CHAPERONINE.

Nei batteri, e presumibilmente anche nelluomo, un polipeptide


parzialmente o erroneamente ripiegato si inserisce nella cavit della
chaperonina, dove si lega alla sua parete interna e si ripiega nella sua
conformazione nativa
(per il rilascio del polipeptide non ripiegato dalle HSP70 e per il ripiegamento allinterno delle
chaperonine necessaria lidrolisi di ATP)

La Proteina Disolfuro Isomerasi (PDI) un


enzima che catalizza il ripiegamento di proteine:
catalizza la formazione di legami di-solfuro in
proteine che contengono residui multipli di
cisteina. Agisce ossidando il substrato per
riduzione di propri gruppi sulfidrilici

La co-traduzionalit dellazione di HSP70 impedisce


alle unfolded proteins di aggregarsi e precipitare.

MALATTIE DA MISFOLDING O DISORDINI


CONFORMAZIONALI PROTEICI
-morbo di Alzheimer
-lencefalopatia spongiforme trasmissibile
-il morbo di Huntington
-il morbo di Parkinson
-il diabete tipo II
-il morbo di Creutzfeldt Jakob
-lamiloidosi
-la sclerosi laterale amiotrofica
e altre patologie meno note accomunate dalla deposizione
nei tessuti di aggregati fibrillari proteici

In tutte queste malattie, le proteine che sono normalmente solubili


si trasformano in aggregati insolubili che possono formare depositi
intrattabili e generalmente tossici nel tessuto scheletrico,
muscolare o in organi come il cuore, il fegato e cervello
e che prendono il nome di
placche di amiloide

Il cambiamento conformazionale associato alla formazione di


fibrille insolubili spesso associato ad una

transizione da -elica a foglietto

Malattie prioniche
acronimo di PRoteinaceus Infective ONly particle

Particella infettiva solamente proteica

Il cambiamento di conformazione innescato da:

1) Mutazioni spontanee (Creutzfeldt-Jakob ereditario, Insonnia familiare ecc.)

2) Prioni esogeni (forme infettive: Encefalopatia Spongiforme Bovina o Sindrome


della Mucca Pazza). Il cambiamento conformazionale in questo caso non prodotto
da alterazioni della struttura chimica.

Alzheimer

Il peptide A
prodotto
dalla proteina precursore
dellamiloide (APP) dopo il
taglio di due enzimi. Lenzima
secretasi pu tagliare in
due siti vicini ma che
producono due peptidi
diversi: il peptide A42
responsabile dell malattia.
Mutazioni del gene APP o
della secretasi o
amplificazioni del gene APP
possono indurre una
iperproduzione di A42

DEGRADAZIONE
Oltre che controllare lemivita di molte proteine
normali, la degradazione rappresenta la scelta finale
di una cellula che deve controllare gli effetti
potenzialmente tossici di proteine aberranti
(Ashkenas J, Byers PH 1997).

Proteolisi mediata dalla ubiquitina

Proteine destinate alla degradazione subiscono delle preventive modificazioni covalenti da


parte di tre enzimi: ubiquitin-activating (E1), ubiquitin-conjugating (E2) and ubiquitin-ligating
(E3) enzymes. Lubiquitina una proteina piccola e altamente conservata che viene
covalentemente attaccata a un residuo di lisina della proteina bersaglio che viene quindi
marcata. Gli ubiquitin-associated enzymessono in grado di riconoscere le proteine
danneggiate o erroneamente ripiegate. E3, di cui esistono molte varianti, d specificit di
substrato alla reazione.

Il proteasoma

Il proteasoma

Centro
Regolativo
19S

Nuceo
catalitico 20
S

Centro
Regolativo
19S

Il proteasoma

Anello a 7 subunit

LA STRUTTURA TRIDIMENSIONALE DI UNA


PROTEINA DETERMINA INTERAMENTE LA SUA
FUNZIONE BIOLOGICA
capacit di riconoscere ed interagire con altre molecole
interazione con altre proteine o con acidi nucleici
riconoscimento di molecole substrato
capacit di catalizzare specifiche reazioni chimiche

Linterazione proteina-proteina alla base


della formazione di complessi multiproteici

COMPLESSI MULTIPROTEICI:
Una volta che un polipeptide completamente ripiegato potrebbe
essere necessario che esso formi un complesso con altri polipeptidi
assumendo cos la sua definitiva struttura quaternaria ma anche
che si associ ad altre proteine per formare grandi complessi
funzionali. Il legame tra polipeptidi-proteine pu avvenire in vari
modi:

Superficie
-ansa

Una superficie rigida di una proteina pu legarsi ad


unansa estesa di una seconda proteina

Elica-elica Due alfa eliche di due proteine si avvolgono insieme


Superficie
superficie

Questo tipo di interazione molto specifico.Si


formano molti legami deboli tra le superfici. il
principale modo di interazione utilizzato dalle
proteine in generale.

LINKAGE
Il Linkage si verifica quando due proteine si legano lun laltra
aumentando cos la loro affinit per una terza proteina.
Il risultato finale un complesso molto pi stabile di quanto non lo
sia quello formato da due sole proteine.

I complessi multiproteici possono essere stabili


o instabili
Linstabilit e la dinamicit dei
complessi permette ad esempio che
lenzima ed il substrato, riuniti per un
certo periodo di tempo in un complesso
multiproteico si dissocino per favorire
linterazione della molecola, risultato
della reazione, con un altro enzima, di
cui a sua volta diventa substrato, senza
che si disperda nellambiente.

I complessi multiproteici possono costituire


apparati coinvolti in molte attivit della cellula:
Apparato della replicazione
Apparato della trascrizione
Ecc.

Interazione tra DNA e proteina con legami


ionici ed idrogeno