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Memoria

Definizione
Sistemi della memoria
“Materiale”

Memoria 1
• Qual è l’ultimo film che avete visto?
• Qual è la capitale della Francia?
• Immaginate un castello …
• Prendete in mano un libro …
• Descrivete il vostro esame di maturità …
• Dove avete intenzione di trascorrere le prossime
vacanze?

Memoria 2
a) La memoria è fatta di più sistemi (interconnessi) o
frammenti (frammentaria)
b) Si può parlare quindi di memorie (multisistemica):
ricordare un numero di telefono, un episodio della
nostra infanzia, il significato di “camminare”, cosa
dobbiamo fare domani …
c) La memoria non è una fotocopia (fotografia) della
realtà: implica un certo grado di distorsione
d) La memoria è fortemente legata
all’apprendimento: non c’è memoria senza
apprendimento

Memoria 3
e) La memoria è un processo dinamico e attivo: un
sistema in continuo divenire
f) La memoria è limitata in termini quantitativi che
temporali (oblio)
• La memoria si può definire: la capacità di
conservare nel tempo le informazioni apprese e di
recuperarle quando servono, in modo permanente

Memoria 4
• Le conoscenze che abbiamo sulla memoria si
basano su studi in laboratorio e naturalistici
• Questi studi hanno permesso di costruire modelli del
funzionamento della memoria
• Altre conoscenze provengono dallo studio di casi
singoli, cioè su pazienti con amnesie
• Le amnesie possono essere retrograde (non si
ricorda eventi precedenti all’evento traumatico) o
anterograde (non si ricordano eventi successivi
all’evento traumatico)

Memoria 5
MEMORIA DICHIARATIVA E PROCEDURALE
• Procedurale: abilità e procedure con cui fare le
cose (andare in bicicletta, guidare un’auto, aprire
una porta, prendere un vaso …)
• Ha valore ostensivo (il mostrare “come si fa”) ed è
accessibile svolgendo l’azione
• Dichiarativa: quello che sappiamo (enciclopedica);
le informazioni che siamo in grado di descrivere e
sulle quali possiamo riflettere (il compleanno di un
familiare, il nome dei compagni di scuola, il
contenuto di una conversazione ecc.)
• È accessibile direttamente
Memoria 6
• Procedurale e dichiarativa si definiscono anche
“sapere cosa” e “sapere come”
• Questa differenza deriva dallo studio di pazienti
neurologici: sindrome di Korsakoff (danno
cerebrale da alcolismo)
• Chi ne è affetto 1) soffre di amnesie per eventi
recenti (dopo la comparsa della malattia –
anterograda) 2) inventano storie ed hanno false
credenze (confabulazione)
• Non sono in grado di generare nuove conoscenze
dichiarative, ma conservano ricordi procedurali

Memoria 7
MEMORIA EPISODICA E SEMANTICA
(Tulving, 1972, 1993, 2002)

• Episodica: relativa a eventi specifici (nostri e altrui);


contiene informazioni temporali e spaziali (che cosa,
quando, dove …)
• è autoreferenziale, quindi permette di rivivere
l’esperienza (persone, fatti, cose, sensazioni, …)
• È migliore nelle donne (Nyberg, 2000)
• Sono caratteristici i flash di memoria: ricordi vivi e
dettagliati, emotivamente carichi (il primo giorno di
scuola o l’11 sett); I flash sono più accurati e più
richiamati di altri eventi
Memoria 8
• Semantica: relativa alla conoscenza di parole,
simboli, significati, referenti e le loro relazioni
• Contiene le conoscenze sul mondo in modo
organizzato e astratto senza dover richiamare le
circostanze in cui sono state acquisite
• Se pensiamo alla parola “squalo” ne associamo il
fatto che morde, è pericoloso, è un pesce ecc.
• Ad essa sono associati proprietà + altri concetti che
rappresentano la nostra categorizzazione semantica
• Si basa quindi sulla costruzione di reti semantiche
per associazioni fra nodi e proprietà; è veloce

Memoria 9
ha la pelle
animale si muove
mangia
respira

uccello ha le squame
ha le penne
vola pesce nuota
ha le ali ha le branchie

canarino struzzo squalo morde salmone è rosa


canta è alto
è giallo non vola è pericoloso si mangia
ha zampe
lunghe sottili

Si può spiegare il priming


Collins e Quillian (1972)
Organizzazione gerarchica delle
conoscenze
Memoria 10
• La memoria episodica ha a che fare con il ricordo, la
semantica con ciò che sappiamo
• La valenza emotiva che associamo ad un ricordo
può certamente influire su di esso, se negativa può
indurci anche alla rimozione
• Freud parlava di rimozione: dimenticanza forzata
per sfuggire a un dolore o dispiacere; ma anche se
sepolta l’informazione continua inconsciamente a
creare squilibri psichici

Memoria 11
• Per quanto riguarda
il loro sviluppo, si
forma per prima la
memoria
1. procedurale
2. semantica
3. episodica
• L’episodica è anche
una delle prima ad
essere
compromessa nella
maggior parte delle
amnesia

Memoria 12
• Per Tulving, i sistemi non
sono interconnessi ma si
distinguono in funzione del
grado di coscienza

Episodica: ricordiamo un evento e siamo consapevoli del nostro ruolo


nell’episodio ricordato
Semantica: siamo consapevoli dell’informazione ricordata, ma non
abbiamo un ricordo personale di come abbiamo acquisito
l’informazione
Procedurale: esibiamo comportamenti appresi, non siamo
necessariamente consapevoli che in quel momento stiamo
ricordando Memoria 13
MEMORIA AUTOBIOGRAFICA (esemplificazione
della Episodica)
• Si potrebbe anche dire che “noi siamo la nostra
memoria”
• Relativa alle informazioni e alle conoscenze che
ci riguardano direttamente
• Comincia a svilupparsi a tre anni circa
• Negli anziani alcuni momenti della propria vita
(dimenticati) tendono a riaffiorare
• È tipico il fenomeno della “telescopia”

Memoria 14
MEMORIA IMPLICITA
• È legata al grado di consapevolezze e si differenzia
da quella esplicita
• Esplicita (episodica o semantica): ricordo
consapevole e intenzionale (ripescare
deliberatamente informazioni dalla memoria )
• Implicita: siamo influenzati dai nostri ricordi o
richiamiamo informazioni senza essere consapevoli
• Per Freud i ricordi rimossi possono inconsciamente
influenzare la nostra psiche
• Potremmo anche dire che esplicita = cosciente
mentre implicita = inconscia
Memoria 15
• Il caso H.M. (a 27 anni gli viene rimosso
l’ippocampo a causa della sua epilessia) come
paziente amnesico
• Venne testato in un compito che consisteva nel
tracciare una linea all’interno di un doppio bordo di
una stella guardando attraverso uno specchio
• Vengono considerati errori le linee tracciate al di
fuori del bordo
• Il primo giorno commette diversi errori; il terzo quasi
nessuno: aveva appreso il compito
• H.M. negava di aver mai appreso quel compito:
aveva quindi memoria implicita ma non esplicita
Memoria 16
Memoria 17
MEMORIA RETROSPETTIVA E PROSPETTICA
• Retrospettiva: riguarda fatti, episodi e
conoscenze passate
• Prospettica: riguarda gli eventi futuri (come
ricordarsi di passare in edicola, telefonare a un
amico, terminare gli studi …) con o senza esplicita
istruzione al ricordo
• Entrambi sono spesso coinvolte
• Es., devo trasmettere un messaggio a Marco:
posso ricordarmi i contenuti del messaggio ma
dimenticare di trasmetterlo quando vedo Marco o
viceversa
Memoria 18
• Es., devo ricordarmi di prendere una medicina:
nome, forma e colore del medicinale riguarda la
memoria retrospettiva, ma posso comunque
dimenticare di prenderla o viceversa
• Fasi della memoria prospettica:
1. Formare intenzioni (voglio): specifico l’obiettivo e come
raggiungerlo
2. Formulare azione (quando e come): specifico sequenze di
azioni e contesto
3. Intervallo di ritenzione: attesa fra la formulazione e l’azione
4. Esecuzione: spesso avviene spontaneamente
5. Valutazione: mantengo il ricordo per non ripeterla

Memoria 19
• Solo la 4^ fase è veramente prospettica
• La 1^ fase varia in quanto a forza (voglio, vorrei,
dovrei, potrei …)
Intenzione: per risolvere Inizio esecuzione
questo problema DEVO
Telefonare a Marco dopo le 4

Intervallo ritenzione:
Fino alle 4 Valutazione risultato:
Ho risolto il problema
con questa telefonata

Memoria 20
• Disturbi ORGANICI o PSICOLOGICI
• Organici: causa fisica e si accompagnano a problemi
psicologici: motivazione, emozione, personalità,
attenzione
• Psicogeni: riguarda una funzione della memoria e si
accompagna a disturbi di personalità (dissociazione)
• I test per la valutazione si basano sul confronto fra
pazienti e soggetti normali (pareggiati per età, sesso,
livello socio-culturale ecc.)
• Test: persone o eventi famosi, storie, Q.I., span
memoria

Memoria 21
Memoria 22
Memoria 23
Memoria
Fasi della memoria: codifica, ritenzione
recupero
Modello Atkinson e Shiffrin
Memoria di Lavoro
Articolo
Memoria spaziale e visiva

Memoria 24
• Codifica: trasformazione dell’informazione in una forma
che può essere immagazzinata e aggiunta ad una rete di
informazioni
• Permette di fissare e creare una traccia (engramma); è
legata all’attenzione, emozione, interesse e motivazione
• Si muove su diversi livelli di profondità superficialità:
più diamo significato più è profonda la traccia
• Esistono 2 sistemi di codifica: verbale e immaginativo
• La teoria del doppio codice di Paivio (1971, 1986)
sostiene che le parole ad alto valore d’immagine (cane,
tavolo …) tendono ad essere concrete, mentre le parole a
basso valore d’immagine (giustizia, beatitudine …)
tendono ad essere astratte

Memoria 25
• logogens (logogeni): informazioni di cui ci serviamo
quando usiamo le parole
• imagens (immageni): informazioni necessarie per
generare le immagini mentali
• Stimoli codificati in entrambi i modi vengono ricordati
meglio

Memoria 26
• Ritenzione: immagazzinamento e mantenimento
dell’informazione
• Di solito facciamo uso di strategie: reiterazione,
raggruppamento …
• Recupero dell’informazione memorizzata
• Si distingue in rievocazione, riconoscimento,
riapprendimento

Memoria 27
Memoria 28
REGISTRO SENSORIALE
• Esperimento a resoconto totale e parziale (Sperling,
1960)

Memoria 29
• L’informazione iconica decade dopo 300 ms, quella
ecoica dopo 2/3 secondi

Memoria 30
Cioccolata
Pasticcino
Mangiare
Carino
Cuore
Dente
Gusto
Miele
Soda
Torta
Caramella
Zucchero
Amaro
Buono
Aspro

Memoria 31
Scrivete le parole che ricordate …

• La maggior parte delle persone sono influenzate


dalla posizione delle informazioni
• Quindi dovreste ricordare quelle iniziali della lista e
quelle finali
• Si chiamano effetto recenza e priorità; alcune
informazione sono ancora in MBT e altre sono già in
MLT, le parole al centro non riusciamo a richiamarle
Memoria 32
Caramella
Aspro
Zucchero
Amaro
Buono
Gusto
Dente
Carino
Miele
Soda
Cioccolata
Cuore
Pasticcino
Mangiare
Torta Memoria 33
1 LA CURVA DI POSIZIONE SERIALE
recenza
Rievocazione immediata
0.9
Probabilità di rievocazione

0.8

0.7 priorità

0.6

0.5

0.4

0.3

0.2

0.1
Posizione delle parole nella lista
0
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
Memoria 34
Memoria 35
MEMORIA A BREVE TERMINE
• È limitata nel tempo (30 secondi) e nella quantità
(span di cifre in avanti 7 più o meno 2 elementi;
indietro 5)
• Ebbinghaus (fiene 800): rievocava sillabe senza
senso (JUF, SER, DUT, COK, SUJ, …)
• Erano senza senso per evitare di richiamare tracce
già memorizzate
• Egli inoltre riapprendeva nuovamente le sillabe a
distanza di tempo

Memoria 36
• Miller (1956): magico numero 7 (+ - 2); fa riferimento
a “unità di informazione” (chunk)

69200637 69, 2006, 37

ACTI BMCI AFB ISOS

ACT IBM CIA FBI SOS

Memoria 37
• L’informazione viene mantenuta in MBT grazie alla
ripetizione subvocalica o reiterazione
• Reiterazione: Sperling (1960) descrive questo
processo di reiterazione come una “voce interna”
che ha la funzione di rivitalizzare l’informazione per
evitarne la perdita
• Es., se dobbiamo memorizzare un numero lo
ripetiamo mentalmente (oppure subvocalicamente)
• Così facendo ne permettiamo il mantenimento e il
passaggio alla memoria a lungo termine (MLT)

Memoria 38
Caramella
Aspro
Zucchero
Amaro
Buono
Gusto Contemporaneamente
Dente contare all’indietro da
Carino 30 ad 1
Miele
Soda
Cioccolata
Cuore
Pasticcino
Mangiare
Torta Memoria 39
1 recenza
0.9
Probabilità di rievocazione

0.8
La rievocazione viene richiesta dopo
0.7 priorità Un compito distraente
0.6

0.5

0.4

0.3

0.2 Posizione delle parole nella lista


Deficit
0.1 di MBT

0
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
Memoria 40
• Cosa succede se mentre cerchiamo di memorizzare
un numero qualcuno ci interrompe parlando con noi
• Oppure mentre facciamo un numero di telefono
qualcuno ci comunica qualcosa di importante?
• Avviene un’interferenza fra informazioni all’interno
della MBT ….
• E perché questa interferenza è minore quando
guidiamo e contemporaneamente conversiamo al
telefono o con un passeggero?

Memoria 41
• Perché tutte le informazioni in input passano alla
MBT per essere elaborate in tempo reale
• E la MBT è un sistema attivo e dinamico, con una
struttura ben precisa
• La MBT in verità è una memoria di lavoro composta
da tre sistemi: esecutivo centrale, loop fonologico,
taccuino visuo-spaziale (Baddeley, 1990)

Memoria 42
• Loop fonologico è addetto al materiale verbale e
fonologico (è importante la reiterazione)
• Il taccuino è addetto al materiale visuo-spaziale
• L’esecutivo centrale è una specie di coordinatore,
controllore e gestore delle risorse
Memoria 43
Memoria 44
• Il taccuino-visuo spaziale ha un’implicazione
fondamentale per la nostra capacità di
• Immaginare lo spazio, e richiamare informazioni
spaziali
• Orientarci nell’ambiente, dove si trovano oggetti,
case, monumenti, città

• Facciamo un test …

Memoria 45
1. Tra Milano e Verona qual è la città più a Est, e di
quanti Km?
2. Tra Rimini e Firenze qual è la città più a Est, e di
quanti Km?
3. Tra Napoli e Firenze qual è la città più a Est, e di
quanti Km?
4. Tra Genova e Torino qual è la città più a Nord, e di
quanti Km?
5. Tra Cuneo e Ferrara qual è la città più a Nord, e di
quanti Km?
6. Tra Firenze e Marsiglia qual è la città più a Nord, e
di quanti Km?
Memoria 46
MEMORIA E ORIENTAMENTO (da: la Mente smarrita,
Cordnoldi, de Beni, Psicologia Contemporanea)

• L’informazione richiamata e “lavorata” nel taccuino


visuo-spaziale è utile per la rappresentazione in
memoria dello spazio
• I limiti della memoria ci inducono ad un certo
“schematismo spaziale”: semplificazione della
rappresentazione sulla base di poche informazioni
• Alla base vi è la “ricostruzione del ricordo”
• Immaginare un fiume come lineare può indurre a
difficoltà di orientamento quando ci si muove dentro
una città
Memoria 47
• Le informazioni richiamate nel taccuino visuo-
spaziale sono utili per l’orientamento spaziale
• Usiamo due modi per orientarci: route e survey
• La rappresentazione survey è la più evoluta e
funzionale
• La prima è più soggetta a forma di schematismo e
semplificazioni
• In entrambi i casi ci avvaliamo dell’aiuto di una terza
forma più visiva e meno spaziale: l’uso di landmark

Memoria 48
Memoria
Esercitare la memoria
Oblio
Distorsioni e falsi ricordi
Articolo
I 7 peccati della memoria

Memoria 49
• S.F. uno studente con uno span nella norma, riuscì
con l’esercizio ad aumentare lo span fino a 80 unità
• Egli associava ad ogni cifra un significato. Es., 411
= tempo (4 minuti e 11 secondi)
• Il caso Shereshevskij: era un reporter russo e
studiato da Lurija
• Era dotato da un’alta capacità di formare e
trasformare le informazioni in immagini visive
• Riportava di fare spesso uso del metodo dei loci:
associare le informazioni a luoghi ben conosciuti e
lungo un percorso conosciuto (mappa di Mosca)

Memoria 50
• A certe esperienze percettive associava altre
esperienze come colori, sapori, suoni (sinestesia)
• «… un suono di 50 hz e 100 db mi evoca un marrone su
fondo cupo, screziato di linee rosse, al gusto di zuppa
acrodolce e cavoli … »
• «… la prima cosa che mi colpisce è il colore della voce
di una persona … »
• Shereshevskij adottava la strategia dei loci
(deliberatamente), la formazione di immagini visive
ed esperienze multisensoriali (spontaneamente)

Memoria 51
• «… Neiman (N) uscì e battè la punta del bastone
per terra (.) … guardò attraverso un albero (la radice
quadrata) e pensò: questo albero già era davanti
alle due case quando ho cominciato a costruirle
(doma: d2)…»

• Purtroppo, Shereshevskij aveva difficoltà a


dimenticare: le informazioni affioravano alla sua
memoria involontariamente
Memoria 52
• Oblio: eliminazione (volontaria o involontaria)
d’informazione già memorizzata
• L’oblio è una componente adattiva, e quindi
normale; differente da quella patologica
dell’amnesia
• Teoria del decadimento: il trascorrere del tempo
cancella progressivamente i ricordi. Questa non è
sempre confermata (es., memoria negli anziani)
• Teoria del disuso: un ricordo non rievocato va
perduto. Però certi ricordi lontani possono riaffiorare
(es., lavoro psicanalitico)

Memoria 53
• La teoria più convincente è quella dell’interferenza.
• Interferenza proattiva: ricordi remoti interferiscono
con i recenti
• Interferenza retroattiva: ricordi nuovi danneggiano
quelli precedenti

• Spiegherebbe come mai il materiale memorizzato la


sera viene ricordato meglio

Memoria 54
Memoria 55
• Cosa possiamo fare per esercitare la nostra
memoria ?
• Sicuramente la memoria è influenzata da
motivazione, interesse, attenzione e da fattori
emotivi, …. inoltre possiamo
1. Usare il chunking e il significato
2. Creare immagini bizzarre, con movimento,
ironiche, assurde … usando più esperienze
sensoriali (uditive, visive, cinestesiche)
3. Utilizzare mnemotecniche (loci del cue)
4. Il contesto di riferimento (contestualizzare)

Memoria 56
Tecnica dei loci
• Pensate, ad esempio, al percorso che ogni giorno
fate (magari più volte, per andare da casa in ufficio);
visualizzate in ordine dei luoghi fissi, abituali del
percorso stesso: gli incroci, i semafori, i negozi, le
fermate dell'autobus e così via; associate le cose da
ricordare ad ogni elemento del percorso, ai loci
appunto, per poter richiamare in perfetto ordine
l'intera sequenza di informazioni.
• Ogni luogo ha funzione di cue (indizio)
• Il cue permette di richiamare altre informazioni ad
esso legate

Memoria 57
• Contestualizzare permette di richiamare più
facilmente le informazioni (grazie ad un cue)

• Possiamo contestualizzare:
1. L’ambiente fisico
2. Lo stato emozionale
3. Le conoscenze attivate, i pensieri, oggetti, suoni

Memoria 58
• Il contesto fisico (Godden e Baddeley 1975)

Memoria 59
Il contesto emotivo
• Un determinato tono dell’umore tenderà a ad
evocare dei ricordi che siano coerenti con esso.
Quando siamo tristi tendiamo a ricordare solo gli
aspetti tristi degli eventi del passato
• Ad es., Alcuni soggetti apprendevano del
materiale sotto l’effetto dell’alcool, altri quando
erano sobri.
• I risultati indicano che il materiale veniva ricordato
meglio quando apprendimento e rievocazione
avvenivano nello stesso stato (sotto l’effetto
dell’alcool o in stato di sobrietà) (Goodwin et al.,
1969)
Memoria 60
• In definitiva, le informazioni vengono codificate
insieme agli elementi presenti all’atto della codifica
(specificità della codifica, Tulving e Thomson, 1973).
• Se gli elementi appartenenti al contesto della
codifica di un determinato materiale, vengono
richiamati all’atto della rievocazione, si osserverà un
effetto di facilitazione nel recupero di quel materiale.

Memoria 61
• La memoria è, in definitiva, una ricostruzione
soggettiva dell’esperienza
• La memoria umana, richiedendo un atto elaborativo
e creativo, operando sempre delle distorsioni
• Cosa succede se proviamo a riprodurre una moneta da
1euro
• Bartlett (’30), in un esperimento, presentò una storia
(“guerra dei fantasmi”) ad un soggetto che a catena
la raccontava ad un altro e così via
• Egli notò tre effetti: riduzione (50%), accentuazione
e assimilazione
• Assimilazione avviene per mantenere coerenza nel
racconto
Memoria 62
• Questo può indurre in un falso ricordo. Si può
indurre il falso ricordo con domande fuorvianti,
utilizzata in contesti giuridici, psicologici e polizieschi
• È il risultato di fenomeni come: suggestionabilità,
compiacenza e l’acquiescenza

• Ne sono suscettibili gli adulti, ma soprattutto gli


adolescenti e i bambini … come si può vedere dal
racconto successivo …

Memoria 63
• Resoconto di un bambino di otto anni, come
testimone (la memoria, Longoni 2000)
• «… quando l’ho visto con quella roba rossa sulla camicia
non ho pensato che fosse importante. Non sapevo se
era sangue o pomodoro. Quando l’ho rivisto dopo con un
fucile o un coltello allora ho fatto attenzione e ho pensato
che doveva essere sangue. Perché così tante persone
mi hanno fatto così tante domande su quello che ho
visto, mi sono sentito confuso. Ho pensato che forse
avevo visto qualcosa che poteva aiutare i poliziotti. Non
mi rendevo conto che sarebbe diventato così importante.
Ho pensato che loro volevano che io fossi sicuro, così ho
detto che ero sicuro anche quando non lo ero. Più
domande mi facevano e più mi confondevo. Ho risposto
a domande su cui non ero sicuro per aiutarli …»

Memoria 64
• Ad es., in un esperimento ai soggetti veniva mostrata
una serie di diapositive di un incidente in cui un pedone
viene investito ad un incrocio (Loftus e Palmer, 1974)
1. Presentazione di un filmato di un incidente
automobilistico.
2. In una versione del filmato c’era un faro rotto, in un’altra
versione no.
3. Ai soggetti veniva chiesto “Hai visto il faro rotto?”,
oppure: “Hai visto un faro rotto?”
4. La probabilità che i soggetti riferissero erroneamente di
avere visto un faro rotto si raddoppiava nel primo caso

Memoria 65
• In un altro esperimento veniva presentato a dei soggetti
il filmato di un incidente. Successivamente gli venne
chiesto a che velocità andasse l’automobile, utilizzando
termini diversi per ogni gruppo

• Una settimana dopo venne chiesto se ricordavano di


aver visto vetri rotti. I soggetti dei primi gruppi risposero
di sì
Memoria 66
• Cosa dire degli eventi traumatici o emotivamente
significativi? Cioè, l’ansia e le forti emozioni aiutano
a ricordare in maniera migliore?
• Riferimento all’articolo “Testimonianza: i ricordi
emotivi”, Cornoldi, De Beni (Psicologia
contemporanea)

• L’articolo dimostra come le forti emozioni in certi


casi peggiorino il richiamo alla memoria, creando
distorsioni

Memoria 67
• Nel campo della Psicologia Giuridica gli errori
della memoria devono essere controllati
• Un modo per farlo è l’uso di strumenti come
“l’intervista cognitiva”
1. Domande aperte
2. Vengono selezionati degli indizi (cue) per il recupero
del ricordo
3. Ricostruire contesto emotivo e fisico ambientale del
momento in cui si è verificato il fatto
4. Raccontare gli eventi variando l’ordine di esposizione
5. Rievocare i fatti con prospettive diverse o mettendosi
nei panni di un diverso testimone
Memoria 68
• Le forme di “fallimento” della memoria possono
essere elencate con i sette peccati (Schacter,
2001)

1. Labilità
Carenza da omissione
2. Distrazione
3. Blocco
4. Errata attribuzione
5. Suggestionabilità Carenza da commissione

6. Distorsione
7. persistenza

Memoria 69
• La distrazione è connessa alla mancanza di
attenzione (preliminare)

Memoria 70
• Una tipica manifestazione del blocco è il fenomeno
“sulla punta della lingua”
• L’errata attribuzione concerne il riferimento di un
ricordo ad una fonte o contesto sbagliato
• È possibile avere falsi ricordi perché suggestionati
dall’esterno
• La distorsione (bias) è la modificazione di ricordi e
informazioni passate sulla base delle conoscenze
attuali, per coerenza, stereotipi ecc.
• La persistenza è legata alla ruminazione mentale

Memoria 71
Nickerson, R. S., Adams, M. J. (1979).

Memoria 72
Ramachandran, 2004, Che cosa sappiamo della mente, Mondadori

Memoria 73