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Tecniche dintervento nelle

dipendenze patologiche
ROBERTA BIOLCATI
A.A. 2013/2014

Come pensare la dipendenza oggi


Che significato assume il fenomeno naturale della

dipendenza nel quadro culturale attuale,


occidentale, tecnologico, postmoderno?

Non pi fenomeno patologico isolato ma epifenomeno sociale,


disagio di una societ formalmente euforica.
Non pi solo fenomeno medico-sociale ma riconducibile al
conflitto/dilemma tra indipendenza e dipendenza, attivit e
passivit, conformismo e specificit.

Un problema psicosociale
Non pi droghe antisociali ma socializzantimeno

marginalizzanti, pi normalizzate
Importante mutamento antropologico: delle nuove
droghe solo una minima parte di interesse clinicopsichiatrico, tutto il resto del fenomeno problema
psicosociale. Le droghe sono regolatori, modulatori
dellesperienza normale, hanno effetti prevedibili e durata
limitata, sono sostanze performative, droghe perfette che
provocano perdita di controllo sotto controllo,
funzionali e reversibili, trasgressive e non eversive,
massima intensit e bassa pericolosit, valorizzate, che
permettono di vivere il momento tutto e subito senza danni,
droghe narcisistiche, veloci, come narcisistica e veloce la
nostra societ.

Capovolgimento prodigioso di prospettiva


Parole che vengono in mente nellimmaginario sociale?

Eccesso, rischio, sfida, potenza, euforia, prova, autostima, bisogno, piacere


Quali i motivi dellenorme uso?
Ha senso una lettura psicologica? Ci vogliono certe strutture di personalit per
usare cocaina? La lettura sociale ci viene in soccorso
Di mito in mito: eroinomane leader al negativo (sconfitto, incapace,
perduto, tunnel, compatimento, schifo)
Il cocainomane esplode, si apre al mondo, si realizzail rischio delleroina
solo uno: la dipendenza, confinato, di nicchia. Il rischio della coca si
moltiplica come il suo utilizzo: ludico, occasionale, situazionale, insieme ad
altre droghe (aspecifico).
OGGI SI VUOLE CREDERE CHE LUSO SIA COMPATIBILE CON IL
QUOTIDIANO E CHE OFFRA UNA OPPORTUNITA DI
POTENZIAMENTO DI ESSO. REVERSIBILE, SPORADICA,
INTEMITTENTE, LEGITTIMATA MA ANCOR Pi RICONOSCIUTA.
DROGA IDEALE, NON-DROGA PER NON-DIPENDENTI.

Quindi

In una societ consumistica non possiamo che

essere consumatori.

ISOMORFISMO DROGA/SOCIETA
LUSO DI DROGHE SINSTAURA DENTRO UNA MATRICE SOCIALE, SIMBOLICA E

CULTURALE. LA NOSTRA E LA SOCIETA DEI DESIDERI SENZA FINE (BISOGNI?) MAI


APPAGATI PER QUESTO DIVENTA LA SOCIETA DEI CONSUMI. IL DESIDERIO DIVENTA
UN IMPERATIVO CHE IN QUANTO DESIDERIO DEVE ESSERE SODDISFATTO. SI
ARRIVA AL CONSUMO DI SE. ISOMORFISMO TRA COCAINA E SOCIETA.
IL CONSUMATORE INTERMITTENTE SI AUTOLIMITA E CE LA FA UN
CONSUMATORE INTELLIGENTE.IL COCAINOMANE FALLISCE MA SPESSO NON SE
NE RENDE DEL TUTTO CONTO. SI FA CURARE PERCHE NON STATO ALLALTEZZA
DELLE SUE IDEALIZZAZIONI.
LA COCAINA COME I MILLE APPLICATIVI DI INTENET PERMETTE DI TRASFORMARE
LA REALTA IN ESPERIENZA STRAORDINARIA, VIVENDO IN UN MONDO DI
AFFERMAZIONE DI SE E DI EUFORIA COSI COME ALCUNI AMBIENTI VIRTUALI.
PARALISI DELLESISTENZA.
IL DESIDERIO DIVIENE SOLO DESIDERIO DELLA COSA CHE UNA VOLTA
SPERIMENTATA NE FA SENTIRE LA MANCANZA. IN QUESTO MODO UCCIDE LA
PROGETTUALITA PERCHE NIENTALTRO PUO COLMARE QUELLA MANCANZA SE NON
LA COCAINA STESSA.
SE MULTIPLOMIGLIORE, ALTRO DA SE COME IN INTENET E NEGLI APPELLI
CONTINUI DELLA NOSTRA SOCIETASE PROVI A GIOCARE PER VINCERE,
COSTRUISCITI UNA SECOND LIFE, ENTRA AL GRANDE FRATELLOFAI PARTE DI UN
MONDO ALTRO.

COME OPERATORI DELLE DIPENDENZE


Vi si chiede di operare a vari livelli:

PREVENZIONE (lettura psicosociale)


FORMAZIONE OPERATORI (lettura psicosociale e clinica)
CURA E PRENDERSI CURA (lettura clinica)

Cosa si intende per PSICOPATOLOGIA


Per le professioni di aiuto utile unapprofondita conoscenza del

funzionamento mentale normale e patologico, in altre parole, di


alcuni concetti chiave della psicopatologia che gli permettano di
riconoscere precocemente segnali di disagio e sofferenza psicologica
al fine di intervenire in chiave psico-educativa e/o formativa nel
modo pi appropriato.
In generale, la definizione di un comportamento come patologico
prende in considerazione diverse caratteristiche tra cui
linfrequenza statistica del comportamento (il fatto che non sia
statisticamente rappresentato in una data popolazione) la devianza
dalle norme sociali, il disagio individuale (malessere percepito
dal soggetto), lincapacit o disfunzione nello svolgere una
qualche attivit. I vari criteri utilizzati per individuare una
condizione patologica, quindi, sono diversi: i sintomi presentati, il
funzionamento dei processi mentali, la maggior o minor
consapevolezza del malessere da parte del soggetto, il rapporto pi o
meno integro con la realt, ladattamento ad essa.

Psicopatologia adolescenziale?
La psicopatologia delladolescenza considerata indissolubilmente

legata ad almeno due concezioni paradigmatiche:

ladolescente un essere in via di sviluppo fisico e psichico pertanto ogni sintomo


psicopatologico deve essere considerato allinterno di un processo maturativo;
lorganizzazione e il funzionamento dellapparato psichico in questa et va rapportato alla
situazione relazionale e affettiva della famiglia e del contesto di vita.

Lo studio della personalit adolescenziale deve essere quindi verificato e

aggiornato ad ogni tappa dello sviluppo per stabilire lesistenza di una


continuit del succedersi degli equilibri o squilibri che ogni fase della
crescita determina. Ladolescente, attraverso i sintomi, tenta di regolare i
processi interni per adattarsi al cambiamento ma in modo
controproducente e fallimentare.
Lesperienza clinica dimostra che i ragazzi pi problematici non sono
necessariamente quelli che avranno levoluzione pi negativa al contrario di
quelli che appaiono, in questa fase di vita, meno in difficolt.

Critiche alla diagnosi in adolescenza


Le critiche pi rilevanti alla diagnosi di questa et

[Rutter e Gauld 1985] riguardano il fatto che la


psicopatologia debba essere inserita nel contesto
fisiologico dello sviluppo individuale con le sue
dinamiche complesse [Ammanniti 2002].
Alcune psicopatologie, comunque, sembrano
manifestarsi tout-court in questo periodo, come i
disturbi alimentari, i disturbi dellidentit e le
dipendenze [Pissacroia 1998].

Come ladolescente esprime il disagio


Chiunque si occupi di adolescenti, sia che lavori in

unottica psicoterapeutica o educativa, si imbatter nelle


medesime questioni [Jeammet 1992]:

ladolescente in cerca di unidentit e di una nuova


rappresentazione di se stesso ed particolarmente sensibile
allimmagine di s che gli altri gli rimandano. Questo effetto specchio lo rende vulnerabile alle categorizzazioni che diventano
pericolose (i drogati, i delinquenti) perch favoriscono la creazione di
ghetti dando alladolescente un modello e, contemporaneamente, il
senso di appartenere a una nuova famiglia che ha soltanto lo scopo di
sostituire la prima ed evitare una separazione da essa.
Ladolescente ha una forte propensione a esprimere la sua sofferenza
e i suoi conflitti attraverso disordini del comportamento quali atti
delittuosi, disturbi della condotta alimentare,
tossicomanie, tentativi di suicidio.

Il significato dei sintomi


I sintomi psicopatologici servono alladolescente per

trovare un compromesso che mantenga dei legami di


dipendenza assicurando per uno statuto di
parziale autonomia rispetto alle norme familiari; il
compagno di viaggio il corpo.

Per esempio lanoressica, incapace di separarsi dalla famiglia e


dipendente da essa, trova nel controllo del cibo lunica area in
cui possa affermare la propria autonomia e indipendenza al di
fuori del controllo familiare. In questo modo, ammalandosi, al
tempo stesso accentra la famiglia attorno alla sua problematica
bloccando la sua crescita verso una reale autonomia.

I disturbi del comportamento


I disturbi del comportamento in adolescenza, quali ne

siano le manifestazioni fenomenologiche (disturbi del


comportamento alimentare, devianza, tossicodipendenza,
autolesionismo, tentati suicidi), segnalano difficolt evolutive
nei processi di soggettivazione [Riva 2004]. In tutti i casi
lesteriorizzazione del conflitto consente alladolescente di
evitare unelaborazione emotiva resa impossibile
dallincapacit di tollerare il dolore psichico e gli permette di
scaricare la tensione emotiva attraverso il gesto.
Ladolescente pu scegliere di far parlare il corpo (disturbi
alimentari, autolesionismo, tentati suicidi) e di far
parlare lazione (aggressivit, comportamenti devianti,
uso e abuso di sostanze). Lazione predomina sul pensiero
come risultato di unincapacit o difficolt a mentalizzare il
disagio.

Premessa indispensabile

Ci che avviene in adolescenza, quindi, pu

determinare il modo in cui il soggetto utilizzer in


futuro le sue potenzialit: o in una direzione tale da
assicurargli un mantenimento sufficiente della stima
di s e da permettergli soddisfacenti possibilit di
scambio con gli altri, oppure in una direzione
diversa, che lo porta a sviluppare condotte negative
di auto-sabotaggio delle proprie potenzialit.

Dalla sperimentazione al consumo


Il percorso che porta dalliniziale sperimentazione al

consumo pi o meno stabile in stretta relazione con 3


fattori:

Il soggetto con le sue caratteristiche di personalit, la sua storia, i


suoi bisogni, le sue motivazioni, la qualit dei suoi rapporti
interpersonali.
La sostanza con i suoi effetti e le sue propriet farmacocinetiche.
Il contesto che mette in relazione i soggetti con le sostanze
(accessibilit, disponibilit del mercato).

Che luso si stabilizzi o meno dipende dalla qualit

dellincontro individuo/sostanza. Se lincontro


fortunato e ladolescente vede migliorata limmagine di
s ai propri occhi pi probabile che luso venga ripetuto
[Rigliano 2003].

Fattori cognitivi
I fattori cognitivi che possono facilitare lincontro

con le sostanze sono da ricercare:

in un atteggiamento generalmente favorevole nei confronti


del consumo;
nel sottovalutare i rischi connessi, sopravvalutando invece le
proprie capacit di controllare luso;
nella cosiddetta normalizzazione del consumo cio una
sovrastima delluso nel proprio ambiente considerato ormai
parte integrante di esso.

Fattori motivazionali
Alcuni fattori motivazionali possono contribuire invece al consolidarsi delluso e

si collegano ad alcuni bisogni particolarmente urgenti in et adolescenziale:

il bisogno di provare emozioni forti e di alterare la coscienza ampliando i confini


del proprio spazio psicologico.
La ricerca del rischio, di situazioni al limite per fornire al soggetto che le vive forti
esperienze di unit del s [Giori 1998] come la guida spericolata, lazzardo, i rapporti
sessuali non protetti per il guadagno psicologico che ne deriva.
Il bisogno di regolare e gestire le emozioni migliorando limmagine di s. Il
consumo di sostanze tra i giovani, tra cui cannabis, alcol, ecstasy, contribuisce a
migliorare limmagine di s ai propri occhi, a superare vergogna e imbarazzo nel
rapporto con gli altri, a liberare il bisogno di indipendenza e creativit. Adolescenti che
hanno interiorizzato una buona fiducia di base e possono contare su positive figure di
riferimento sentono come meno minacciata limmagine di s e sentiranno come
possibile la realizzazione del loro progetto di crescita.
Infine, lappartenenza al gruppo e la condivisione del consumo a livello
rituale rappresentano un altro importante fattore motivazionale. Gruppi molto coesi
dentro e poco aperti al fuori che basano la loro identit gruppale sulla pratica comune
del consumo possono rappresentare una buona motivazione per la stabilizzazione del
comportamento.

Consumo/dipendenza
Con consumo ci si riferisce ad un uso saltuario o regolare di dosi

contenute di una sostanza tali da non determinare fenomeni di


dipendenza fisica e da non pregiudicare la vita quotidiana; il
comportamento tenuto sotto controllo dallindividuo [Baraldi e
Ravenna 1994].
Per dipendenza si intende una relazione con la sostanza
caratterizzata da perdita di controllo con fenomeni di dominanza (il
pensiero ossessionato dalla sostanza), tolleranza (il bisogno di
aumentare la quantit assunta per ottenere i medesimi effetti),
astinenza (sintomi fisici alla sospensione delluso), tentativi
fallimentari di porre fine al comportamento, gravi conseguenze sulla
vita quotidiana. Nella dipendenza la droga rappresenta una risposta
ai bisogni fondamentali del giovane che non riesce a soddisfare
altrimenti [Rigliano 1992].
La dipendenza comunque un fenomeno piuttosto raro prima dei
ventanni.

Il termine dipendenza
Non pu essere un termine chiuso ed

autoreferenziale ma un crocevia di processi sociali,


psichici e somatici, non intuibili automaticamente,
ma descrivibili attraverso altri termini della
psicopatologia clinica: impulsivit, compulsione,
egosintonia, egodistonia, mania, narcisismo,
alessitimia, disturbo di personalit ecc.
Oggi si parla di Scienza delle dipendenze
patologiche.

Uso di droghe come strategia/soluzione


Dal punto di vista della teoria dei compiti evolutivi [Maggiolini

2003; Pietropolli Charmet 2000], luso di sostanze stupefacenti


posto i relazione ai modi in cui ladolescente affronta la crescita e le
sue difficolt. Il consumo pu essere visto come una piacevole
attivit anti - pensiero volta a modificare le emozioni invece di
pensarle e di interpretarle come segnali del corpo. Al di l delle
differenti caratteristiche farmacologiche, eccitanti o sedative, tutte le
droghe funzionerebbero nellottica di offuscare i processi mentali,
allontanando o confondendo costrutti difficili da affrontare ed
elaborare consentendo agli utilizzatori di dimenticare se stessi.

Luso di droghe diviene quindi unabile strategia/soluzione per

attenuare la percezione della pochezza dellimmagine di s.


Lesperienza diviene cos stupefacente e il rischio delluso proprio
insito nella capacit delle sostanze di offrire unesperienza illusoria
e magica di soddisfazione di tutti i bisogni.

Le dipendenze
Molte dipendenze sia chimiche che non presentano

le stesse comuni caratteristiche:

Compulsivit
Perdita di controllo
Conseguenze psicologiche (colpa, vergogna, umiliazione), di
salute, familiari, lavorative, legali e/o finanziarie.

Caratteristiche trasversali alle dipendenze


patologiche
Dominanza
Alterazioni del tono dellumore
Tolleranza
Astinenza
Conflitto
Ricaduta

(Griffiths (1997))

Caratteristiche psicologiche
Abbiamo potuto notare un insieme di

caratteristiche che, tollerando le generalizzazioni,


sembrano ricorrere con i soggetti addicted
Trattasi di vulnerabilit narcisistica, di
dipendenza psicologica, di tendenza alla
depressione, intolleranza agli intensi stati
affettivi e compulsivit generalizzata

Con vulnerabilit narcisistica intendiamo una

difficolt cronica relativa al fare bene o male, allessere


buoni o cattivi agli occhi degli altri ed estrema vulnerabilit
nei confronti di sentimenti di fallimento ed umiliazione.
Perdendo la capacit di confortare e accudire se stessi,
questi pazienti convivono malamente con un senso di
solitudine. In alcuni momenti, si aggrappano ad un modo
qualunque per riparare la percezione di s

Con dipendenza psicologica si intende un senso di s

estremamente legato alla reazione degli altri. Spesso


lincapacit di provvedere a se stessi, pu creare conflitti
con il compagno, che generalmente viene ricercato proprio
sulla base di una distorta alleanza relativa al denaro e al
modo di spenderlo. La dipendenza da qualcuno
mantenuta ma come ritorsione nei confronti di presunti
errori commessi dallAltro relazionale o con il significato di
poter finalmente ricevere laccudimento che gli acquirenti
compulsivi credono sia stato loro negato nella prima
infanzia.

Con intolleranza agli affetti si intende lincapacit di

sopportare sensazioni dolorose; per taluni pazienti, ogni


esperienza spiacevole, che viene intesa come prova di
inadeguatezza personale, porta con s sentimenti
intollerabili che debbono essere il pi in fretta possibile
rimpiazzati con qualche cosa daltro. Il tentativo quello di
sentirsi competenti e desiderabili, per riparare lo stato
danimo, ripristinare la coesione di s, e stimolare
sentimenti pi positivi.

Con compulsivit generalizzata intendiamo la

tendenza a mettere in atto, ripetutamente, dei


comportamenti che lindividuo sente essere
dannosi per s. Lattivit spesso associata a
sentimenti di rammarico, propositi relativi
allevitare il comportamento nel futuro e, allo
stesso tempo, piani segreti e perversi dove
lindividuo programma il modo di re-intraprendere
lattivit, non appena possibile.


Comune a molti tossicodipendenti la componente

ALESSITIMICA
Progetto di cura integrato auspicabile:

Sostituto per la dipendenza


Uso di farmaci per eventuali disturbi psichiatrici
Astinenza forzata per la maturazione psicologica
Promozione di crescita e cambiamento strutturale con
la psicoterapia e interventi socio-riabilitativi.

Addiction
Tradizionalmente i ricercatori e i clinici limitavano il

concetto di dipendenza (addiction) ad alcol e droghe;


negli ultimi decenni, invece, laddiction viene
considerata, a tutti gli effetti, una forma di disturbo
mentale che si traduce in una relazione disfunzionale
con alcuni comportamenti che non contemplano
luso di droghe.

Le dipendenze comportamentali
Dallosservazione clinica, molte dipendenze

patologiche sembrano presentare le stesse


caratteristiche comuni e cio la compulsivit
(limpulso irresistibile, gli agiti sono reiterati, i
pensieri intrusivi ed egodistonici); la perdita di
controllo che si traduce nellincapacit di limitare
lattivit, resistendo allimpulso, senza aiuto esterno;
il continuare a protrarre il comportamento
nonostante le problematiche che si realizzano in
termini di colpa, vergogna, umiliazione, problemi di
salute, familiari, lavorativi, legali o finanziari [Pani e
Biolcati 2006].

Similitudini
Laspetto pi critico delle nuove dipendenze si rivela

quello delloggetto della dipendenza che , nella


maggior parte dei casi, socialmente incoraggiato
(shopping, gioco dazzardo, uso di internet e delle
nuove tecnologie). Si tende ad applicare alle nuove
forme di dipendenza gli stessi criteri diagnostici
utilizzati per le dipendenze da sostanze [Griffiths
1997].

Dipendenza come risposta


Tale tendenza rende comprensibili la complessit e

la poliedricit delle dipendenze approdando a un


concetto unificato che mette insieme le
tossicodipendenze con le dipendenze
comportamentali [Caretti e La Barbera 2005]. In
generale, le persone diventano dipendenti da
esperienze che possono modificare lumore e le
sensazioni e pertanto la dipendenza, prima ancora di
essere una condizione neurobiologica ed un
problema sociale un fenomeno individuale che pu
presentarsi nel corso dello sviluppo psicologico come
risposta a specifici fattori evolutivi.

Cenni di behavioral addiction


Tra le forme di dipendenza da comportamento in adolescenza dato

risalto al gioco dazzardo, alle dipendenze tecnologiche, alla


dipendenza da shopping e a tutte quelle situazioni in cui
ladolescente fronteggia malamente un S insipido [Pani e Ferrarese
2007] svalorizzandolo [Pani e Sagliaschi 2008] nel tentativo di
acquistare sapore (ri-significazione del S). La dipendenza
patologica si configura come una difesa non adattiva che permette
alladolescente di evadere dalla realt ordinaria, di trovare un
rifugio della mente [Steiner 1993], attraverso sensazioni piacevoli
alternative. Tali sensazioni sono ricercate sempre con maggior
frequenza, perdendo la loro capacit di funzionare come soluzioni
che permettono di non sentire e non pensare fino ad arrivare
allestremo non vivere; con la dipendenza - soluzione, la realt
tende a essere sostituita da un altro mondo nel quale non si tenuti
a dover gestire un doloroso conflitto tra gli investimenti del proprio
S e gli investimenti oggettuali relativi alle relazioni con gli adulti e
il gruppo dei pari.

Doppia diagnosi
Per Doppia Diagnosi si intende una situazione morbosa in cui c'

concomitanza tra una condizione tossicomanica e un altro disturbo


psichiatrico.
L'uso di sostanze pu nascere in risposta al disturbo psichiatrico (ci
sono pazienti che assumono sostanze a scopo autoterapico, per
alleviare la sofferenza psichica causata da una psicopatologia), ma vi
sono anche tossicodipendenti che sviluppano sintomi psichiatrici
secondari durante l'astinenza o l'intossicazione. Questi pazienti
hanno esigenze particolari di trattamento, e rappresentano una sfida
per le risorse terapeutiche.
Il problema della doppia diagnosi di forte attualit perch per
molto tempo in queste situazioni complesse ha dominato la
tendenza ad effettuare un'unica diagnosi basata sul quadro clinico
dominante: o disturbo psichiatrico o disturbo da assunzione di
sostanze.

Disturbi di personalit (DSM-IV-TR)

Cluster A (paranoide, schizoide, schizotipico)


Cluster B (borderline, narcisista, antisociale,

isterico e istrionico)
Cluster C (dipendente, evitante, ossessivocompulsivo).

Strategie di prevenzione
ESERCITAZIONE

Progetti di prevenzione
COMPITO

Strategie di prevenzione
Progettazione (pensare alla coniugazione del

progetto)
Informazione (diapositive, opuscoli, gadget etc.)
Formazione (lezione frontale, brainstorming, circle

time, role playing)

Strumenti della prevenzione


ESSERE BUONI COMUNICATORI E ESSENZIALE

Il brainstorming
una tecnica valida per aprire il dibattito raccogliendo le idee di tutti gli allievi. Il

suo obiettivo quello di far emergere pi idee possibili in un periodo di tempo


limitato (10-20 minuti), con lausilio di un facilitatore.
Si sviluppa attraverso 3 fasi:
1) Fase preliminare Introduzione alla procedura
Il tema da far esplodere dovrebbe essere descritto dal facilitatore nel modo pi
preciso possibile per evitare la non pertinenza di idee da parte del gruppo.
2) Fase creativa Generazione e chiarificazione delle idee ed eliminazione delle
ridondanze. Ogni partecipante deve esprimere una o pi idee. Il giudizio sospeso
e ognuno incoraggiato a proporre idee anche non convenzionali, complete o
appropriate. Nessuna idea deve essere respinta, criticata o sminuita da parte del
gruppo o del facilitatore. Si possono sintetizzare idee complesse. Pi idee vengono
espresse dal gruppo, pi efficace sar il brainstorming.
3) Fase finale Valutazione delle idee e scelta della soluzione migliore
I partecipanti al gruppo insieme al facilitatore iniziano una discussione nella quale
le idee simili vengono aggregate e classificate.

Circle-time
Possiamo definire il circle-time un piccolo gruppo con una

struttura a bassa gerarchia, in cui linsegnante/formatore ha il


compito di facilitare la discussione, ma non ha nessuna
funzione autoritaria. Lobiettivo primario quello di creare un
clima collaborativo e amichevole fra i membri. Si tratta, in
pratica, di riunire un gruppo, sedendosi in cerchio, per
discutere un argomento o un problema proposto.
fondamentale la disposizione in circolo delle sedie, onde
garantire una comunicazione realmente circolare; inoltre
importante definire alcune regole che governeranno le
discussioni: ad esempio la durata e il criterio della sequenza
degli interventi. Linsegnante potr appuntare sulla lavagna le
diverse posizioni che emergono durante la discussione.

Lo studio dei casi


Gli allievi sono chiamati ad analizzare e affrontare razionalmente situazioni complesse e

articolate della medesima natura e complessit di quelle che si trovano o si troveranno a dover
gestire nella realt.
Lavorare intorno alla soluzione di un caso proposto, esaminando e valutando in gruppo le varie
alternative, e scegliendo le pi adeguate alla specifica situazione prospettata, facilita
lacquisizione di abilit nellaffrontare e dominare razionalmente fenomeni, fatti e situazioni
complesse.
Esempio di studio di caso
Maria, 16 anni, ha conosciuto Giovanni ad una festa di compleanno di una compagna di
scuola. Giovanni, durante la festa propone a Maria di fare un giro in moto. Maria accetta ma
si accorge che Giovanni ha un solo casco e che pertanto lei dovrebbe andare in moto senza
casco. Maria molto attratta da Giovanni, per, ha paura di farsi del male senza casco.
Giovanni insiste, afferma che non esiste alcun pericolo se, per una volta, non indossa il
casco, anzi, si indispettisce avvertendola che, qualora non volesse andare con lui, non si
far pi vivo.
Come vi comportereste al posto di Maria?

Role-playing
Il caso proposto ruota intorno al problema del condizionamento del gruppo nelle scelte individuali.
Mario ha da poco compiuto 18 anni. Per festeggiare il suo compleanno si recato in auto in
discoteca con un gruppo di amici. Durante la serata ha bevuto un po troppo e gli sono state
offerte pasticche di ecstasy. Non avendo mai assunto sostanze e sentendosi girare la testa per
leffetto dellalcol, chiede a Luigi (un amico che non si mai impasticcato come lui) come deve
comportarsi dal momento che deve guidare lauto per tornare a casa e non vuole fare brutta
figura con gli altri amici che invece si impasticcano sempre e con la nuova ragazza appena
conquistata.
Ad ogni allievo coinvolto viene attribuito un ruolo (Mario, Luigi e altri 2-3 tra cui una
ragazza), chiarendo i termini del conflitto e le posizioni rispetto al problema riferite ai diversi
ruoli. La simulata consister sostanzialmente in una breve recita senza copione, in cui gli
attori dovranno rappresentare i ruoli attribuiti, senza alcuna preparazione n prova preliminare,
mentre gli allievi non direttamente coinvolti dovranno osservare in silenzio e
discutere solo alla fine sulla base delle sollecitazioni dellinsegnante.

Gioco per evidenziare la pressione del gruppo


Scopo. Incrementare la consapevolezza della forza del condizionamento degli altri sul proprio comportamento.
Regole del gioco. Linsegnante invita sei volontari a partecipare al gioco. Gli altri allievi hanno il compito di
osservare in silenzio. Linsegnante appunta unetichetta (con la scritta riportata sotto) su ciascun volontario,
per esempio appena sotto il mento affinch non possa leggere la sua etichetta. Proposta di ruoli e relativa
indicazione sul comportamento che deve essere tenuto dagli altri membri del gruppo:
IL COMICO: ridete quando parlo
LESCLUSO: ignoratemi
LAUTORITARIO: obbeditemi
LINCAPACE: rispondete al mio posto
LESPERTO: chiedetemi consiglio
IL POLEMICO: contradditemi quando parlo
Fornire un argomento di conversazione (es. lorganizzazione di una cena insieme o una gita). Ciascun partecipante
deve interagire nel gruppo seguendo le istruzioni riportate sul cartellino degli altri senza sapere quello che
viene riportato sul proprio cartellino. Dopo circa 15-20 minuti (durante i quali linsegnante dovr evitare di
intervenire, se non in emergenza, zittire gli osservatori e sedare immediatamente qualsiasi rottura della
discussione di gruppo), lattivit si ferma e ciascuno deve indovinare cosa scritto sulla propria etichetta, dire
come si sentito trattato dagli altri del gruppo, che impressione ha avuto, come si sentito in quel ruolo.
Quindi gli osservatori diranno che cosa li ha colpiti, se hanno ravvisato cambiamenti nellatteggiamento delle
persone che discutevano, se hanno notato qualcosa nel modo in cui chi discuteva si rivolgeva agli altri, chi
gestiva la discussione, chi aveva ruoli particolari; solo alla fine chiedere se ciascuno ha recitato il ruolo
attribuito; introdurre il commento finale considerando i commenti gi proposti.
Il commento finale. Evidenziare come, per tutte le persone, le situazioni di gruppo e le aspettative
degli altri costituiscono di per s una fonte di pressione ad assumere un ruolo e a fare delle scelte conseguenti
che da soli probabilmente non farebbero: sufficiente che qualcuno ci attribuisca una etichetta
perch ci si comporti in funzione di essa.

Contro-prevenzione
Noi siamo cos potenti?

Il trattamento
OPERATORI DELLA CURA

Gli stadi del cambiamento


Prochaska e DiClemente hanno studiato il fenomeno del cambiamento comportamentale nei soggetti

dipendenti (fumatori, alcolisti, tossicodipendenti) e hanno scoperto che il cambiamento si produce


secondo schemi e regole riconoscibili, prevedibili, e sui quali si pu interferire razionalmente. Hanno
cos elaborato il Modello degli stadi del cambiamento che divenuto la base del colloquio
motivazionale. Tale modello ipotizza che il percorso dentro e fuori dalla tossicodipendenza si sviluppi
lungo una serie di stadi:
1 Nello stadio che chiamano Precontemplazione la persona non sta prendendo in considerazione
lidea di smettere; non sospetta neppure di avere un problema che richiede un cambiamento. Per
questi motivi, generalmente i soggetti in questo stadio non si presentano spontaneamente al
trattamento, ma pi spesso vengono inviati da congiunti, amici, autorit.
2 Nello stadio detto Contemplazione il cliente caratterizzato dalla ambivalenza. Chi si trova in tale
stadio considera il cambiamento e al tempo stesso lo rifiuta. Oscilla tra ragioni di preoccupazione e
giustificazioni per non preoccuparsi, tra le ragioni per cambiare e quelle per seguitare a usare. In
questo stadio accade che il soggetto si accosti al servizio per una consultazione.
3 Attraverso un processo che va sotto il nome di Determinazione il soggetto, per un periodo di tempo,
apre una finestra di opportunit: se questa viene colta e si passa allazione, il processo di cambiamento
continua; altrimenti la determinazione sfuma e il soggetto scivola indietro nello stadio di
contemplazione.
4 Nello stadio della Azione il soggetto si impegna in azioni concrete volte al conseguimento di un
cambiamento. In questo stadio si inquadrano alcuni dei trattamenti in uso nella attuale pratica di cura
delle tossicodipendenze, come i trattamenti anti-astinenziali, il mantenimento metadonico, e il
trattamento con naltrexone.
5 Lo stadio del Mantenimento consiste nel consolidamento del livello di cambiamento raggiunto,
prevenendo scivolate (slip) e ricadute (relapse). Per questa fase di mantenimento sono state elaborate
diverse strategie, la cui applicazione lo scopo della attivit delloperatore in questo stadio. sempre
possibile, anzi probabile, una Ricaduta, considerata come normale.

Progettazione degli interventi


Quale contesto?
Quale target?
Quali altre professionalit in campo?
Quali le mie competenze?
Sguardo rivolto a:

Individuo
Gruppo
Familiari
Rete

Individuo: Tecnica del colloquio


Simulate

Il gruppo nelle dipendenze


Gruppi educativi
Psicodramma
Gruppi familiari

Lintervento gruppale. Cenni storici


Le Bon gi nel 1895 con Psicologia delle folle parla di mente di

gruppo, attivit protomentale che pu spiegare la comparsa di


comportamenti che possono portare gli individui a perdere il senso
di responsabilit e lindividualit. Il gruppo disorganizzato
emotivo, suggestionabile, violento ma, se organizzato, diventa in
grado di promuovere sviluppo positivo e cambiamento.
Joseph Pratt (1907) il padre della psicoterapia di gruppo (medico
che cura la tubercolosi in ospedale).
Anche Freud (1922) parla di dinamiche gruppali.
Contributo fondamentale di Jacob Moreno negli anni Venti.
Dalla Seconda Guerra Mondiale fortissimo impulso verso gli aspetti
terapeutici del gruppo (Bion).
Sempre negli anni 40 T-group di Kurt Lewin per promuovere
apprendimento e cambiamento.
Anni 80 nasce la COIRAG.

Perch il gruppo nelle dipendenze


Il gruppo presenta un vantaggioso rapporto costi-benefici.
Alta efficacia nel mantenimento dellastinenza e nella

riduzione degli aspetti distruttivi delle relazioni


interpersonali.
Innesca processi terapeutici:

IDENTIFICAZIONE
CONFRONTO DELLE DIFESE AUTODISTRUTTIVE
RIDUZIONE VERGOGNA
CONFRONTO SULLO STILE DIFENSIVO (NEGAZIONE TIPICA)
ALLEVIEMNTO ISOLAMENTO E DEMORALIZZAZIONE
MODIFICAZIONE STILI DI VITA (RISCHIO RICADUTE).
Il dipendente risponde meglio al gruppo perch pu utilizzare a
fini terapeutici le stesse forze culturali e sociali che hanno
contribuito ad indurre la dipendenza.

Difficolt
Motivazione (quasi mai psicologica ma esterna,

strumentale o imposta dal sociale).

Prima di venire al gruppo pensavo che chi fa uso di cocaina lo


facesse solo per il piacere che ne deriva ma ora penso che lo si
faccia anche per i problemi personali.

S grandioso, aspetti narcisistici da difendere,

incapacit di auto-accudimento, grande


impulsivit, tendenza ad agire e a proiettare.
Leggi pag. 158

Supervisione
Psicodramma

Bibliografia consigliata
Psicologia clinica e psicopatologia per l'educazione

e la formazione (2009), Pani R., Biolcati R., Sagliaschi S.,


Il Mulino, Bologna (Cap. 3, 5, 8, 9).
Cocaina. Consumo, psicopatologia, trattamento
(2009), Rigliano P., Bignamini E., Cortina, Milano (Cap. 1, 4,
6, 9)
Il gruppo nelle dipendenze patologiche (2007),
Campione G., Nettuno A., FrancoAngeli, Milano.
Le dipendenze senza droghe. Shopping compulsivo,
internet e gioco d'azzardo (2006), Pani R., Biolcati R.,
Utet, Torino.
Doppia Diagnosi (2004), Rigliano P., Cortina, Milano.
Dinamiche e strategie del colloquio clinico (2006),
Pani R., Sagliaschi S., Carocci, Roma.