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Swami Kripalvananda

Pellegrinaggio dAmore
Volume 1
YAMA
LIMITAZIONI A FAVORE DI UNA CONDOTTA ETICA

www.kripalvanand a.org

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Titolo originale: Premyatra, Pilgrimage of Love


Copiright 1981 by Kripalu Yoga Fellowship

Traduzione dallinglese di Giacomo Bo


www.ricerchedivita.it

-1-

Nota del Traduttore

Sono molto felice di aver ultimato questa traduzione di Pilgrimage of Love di


Swami Kripalvananda perch da tempo avevo la versione in inglese e volevo tradurla
per comprendere e studiare meglio i bellissimi insegnamenti contenutivi.
Inoltre, da diverso tempo conduco alcuni corsi di studio su questi insegnamenti, ed
ora disponendo del testo in italiano, posso condividerlo con gli studenti di questi corsi.
Un altro progetto molto bello la possibilit di pubblicare online il libro in modo
che sia a disposizione per tutti coloro che desiderano conoscere ed approfondire
linsegnamento di Kripalvananda.
La mia traduzione, essendo prima di tutto per uso personale, non a livello
professionale, nel senso che spesso noterete che litaliano non molto fluido e
scorrevole. Avrei voluto dedicare maggior tempo a questi aspetti qualitativi, ma gli
impegni di lavoro, famiglia e crescita spirituale per il momento non me lo permettono.
Mi scuso per questo con voi lettori e con Kripalvananda e spero comunque che la
lettura di questo testo vi aiuti a crescere e a migliorare la vostra vita.

Giacomo Bo

-2-

Amato mio Guru,


a Te dedico
tutto ci che per Tua Grazia
ho ricevuto
nel mio pellegrinaggio
verso i Tuoi santi piedi di loto.
Davanti a Te si inchina
il figlio Tuo,
Kripalu

-3-

Prefazione

Swami Kripalvananda fu pellegrino sul sentiero dello yoga per quasi quarantanni.
Per pi della met di questo tempo mantenne il completo silenzio, meditando tutti i giorni
per 10 ore al giorno, al fine di completare il proprio viaggio verso lauto-realizzazione.
Nel 1977, malgrado le rigorose esigenze della sua pratica spirituale, Kripalvananda
affront un viaggio che lo port dallIndia al Kripalu Yoga Retreat, nella Pennsylvania
orientale, ove parl quasi quotidianamente per i primi tre mesi lasciando stupefatto il
pubblico americano per la sua saggezza. Durante il resto del suo soggiorno in America,
che dur quattro anni, Kripalvananda parl soltanto in due occasioni per ciascun anno:
alla festa tradizionale indiana chiamata Guru Purnima [in cui si celebra il Guru] e alla festa
di celebrazione del suo compleanno offerta dai discepoli in suo onore. Questi furono
momenti di grande apprendimento per chi era venuto ad ascoltare ed ora questo
insegnamento disponibile in questa raccolta di tre volumi dal titolo Pellegrinaggio
dAmore.
Il Volume 1 contiene le trascrizioni dei discorsi che Swami Kripalvananda fece sul
tema di yama (limitazioni a favore di una condotta etica). Yama e niyama (osservanze
per una condotta etica) costituiscono la base dello stile di vita yogico.
Lintera raccolta dei tre volumi offre al lettore una guida pratica favorendo una
profonda comprensione dei principi yogici di yama e niyama al fin di accelerare lo sviluppo
personale e ottenere la pace mentale.

Chi parla veracemente dovrebbe essere considerato pi che


coraggioso; egli in verit sommamente valoroso
Swami Kripalvananda

-4-

Introduzione

Quando arrivai per la prima volta in America, stavo praticando il voto del silenzio da
19 anni, tuttavia per i primi tre mesi dopo il mio arrivo, parlai senza sosta per tutto il
giorno. Perci, essendo rimasto nel silenzio per cos tanto tempo, la mia cara sorella lingua
incontr le sue buone difficolt a rimettersi a funzionare e, di tanto in tanto, tartagliava e
balbettava come un bambino che muove i primi passi. Anche sorella mente ebbe le sue
difficolt, infatti il mio pensiero non risultava troppo ben organizzato. In queste
condizioni, parlare per me era come tentare di far partire una vecchia auto arrugginita.
Questa confusione dur per tre giorni, poi rallentai nel parlare e ci fu un miglioramento.
Il pubblico era tutto composto da discepoli molto aperti e da ricercatori della verit
che mi ascoltavano con gran fede. Essi non potevano rendersi conto bene delle mie
difficolt, perch non parlavo nella loro lingua. Ad ogni incontro comunque la mia
struttura migliorava, fino a che, nel giro di una settimana, cominci gradualmente a
correre speditamente sui suoi binari.
In America, sono stato ospite dei due ashram di Amrit Desai, in cui vivono 200
discepoli. L giungevano di continuo gruppi di non residenti - da 250 a 500, e finanche a
1.000 persone - per partecipare a un programma di seminari che potevano durare un
giorno, una settimana, due settimane, un mese o anche un anno.
Per me, entrambi questi ashram sono terre di austerit e di pellegrinaggio, o da
unaltra prospettiva, sono ambienti di sostegno per promuovere la salute fisica e mentale.
Essi sono impregnati di unatmosfera che favorisce la meditazione e le pratiche spirituali, e
che tocca il cuore di tutti. In essi nessuno ha bisogno di cercarvi la pace, perch la pace
che giunge naturalmente a dare il benvenuto al visitatore.

Il testo dei discorsi raccolti in questo volume pone in evidenza il tema duplice di yoga
e devozione, cui ho aggiunto i principi di jana (conoscenza). Ho cercato di rendere questi
temi utili ai ricercatori spirituali dogni livello e dogni tempo, e sono completamente
fiducioso che ciascuno ricever la guida che desidera; che si tratti di uno studente yoga
principiante, avanzato o intermedio. Inoltre poich ho fatto una selezione dei temi trattati,
e i ricercatori ne hanno a loro volta selezionati altri, il testo contiene materiale di interesse
per unampia gamma di persone.
Due sono i volumi che costituiscono Premyatra: il Volume 1 sulla Scienza dello
Yoga e il Volume 2 sulla Scienza della Devozione. Il primo contiene discorsi su tre
categorie di argomenti: discipline e pratiche spirituali (yama e niyama), yoga, e dialoghi
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con i discepoli. Questi discorsi mettono a fuoco in modo equilibrato sia gli aspetti teorici
che quelli pratici della crescita. Ho cercato di guidare i ricercatori verso lintegrazione delle
pratiche spirituali nelle loro relazioni personali, familiari e sociali, ricordando sempre che
lo yoga non pu mai essere praticato separando la vita dalla religione. La comprensione di
questo principio costituisce un passo importante dellintero ciclo dello sviluppo umano. Il
Volume 1 si conclude con le mie risposte a una serie di domande poste dai discepoli.
Questultima sezione contiene soprattutto domande di livello introduttivo allo yoga,
la devozione e la psicologia, cui ho risposto in modo generale; perci non sono state
organizzate in capitoli riguardanti una specifica area tematica.
Il Volume 2 comprende quattro categorie di discorsi sulla Scienza della Devozione:
devozione a Dio, larte di amare, i bhajan (canzoni devozionali), e i kirtan (canti
celebrativi). Questi discorsi si concentrano sulle nostre relazioni di tutti i giorni e
includono commenti sulle emozioni che riguardano soprattutto i sentimenti coinvolti nei
bhajan e nei kirtan. Ho tentato di rendere i discorsi e i commenti emozionalmente
espressivi, scientificamente corretti, interessanti alla lettura, e adatti alla meditazione. Ho
ancora spiegato estesamente la pratica delladorazione dellimmagine di Dio che pi
amiamo, mostrandone lutilit per la crescita dei ricercatori spirituali.
Per illustrare i principi trattati nei discorsi ho fatto un ampio uso di aneddoti.
Aneddoti vivaci come Vasavdatta incontra Upgupatta, Lo Schiavo e il Leone e Dala
Tarvadi sono incentrati sui principi che desidero spiegare piuttosto che essere semplici
storie sgargianti e sentimentali. Spero che ci aiuti a ricordare sia laneddoto che il
principio che vi legato.

Il 20 maggio del 1977, volai da Bombay a New York. I Volumi 1 e 2 contengono quasi
tutti i discorsi pubblici che tenni durante il mio soggiorno americano. Non contengono i
colloqui informali che ebbi durante i miei primi giorni in America, poich essi erano solo i
dialoghi del ritrovarsi di persone che si amano. Considero il 24 maggio 1977 come il primo
giorno in cui cominciai a tenere discorsi, ossia quando presentai un breve ma toccante
commento sul tema dei kirtan.
Tutti i discorsi furono trascritti dal mio caro discepolo Dushyantkumar Patel di Ashi
(India). Subito dopo ogni sessione, egli li trascriveva dai nastri registrati. Si concentr solo
su questo compito giorno e notte. I suoi sforzi hanno prodotto 800 pagine in bella copia e
un numero identico di pagine in brutta copia. In aggiunta, egli scrisse un breve resoconto
dei miei viaggi nel Nord America e lo inser in questo manoscritto. Io vi ho ancora
aggiunto la parte pi importante, con la promessa che verr pubblicata come libro a parte
dal titolo Ricordi di Premyatra: Prologo.

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I miei occhi si riempirono di lacrime quando venni a conoscenza del servizio


impeccabile e indimenticabile di Dushyantkumar. Egli ha svolto questo servizio invisibile
come un suo sacro dovere, senza mai confidarlo a nessuno. La sua dedizione ha toccato il
mio cuore. Il suo amore e la sua abilit appaiono evidenti dal modo in cui egli riuscito ad
includere anche i dettagli. Sebbene Dushyantkumar non sia uno scrittore esperto, ha
scritto in modo gradevole e al meglio delle sue capacit. A lui va la mia benedizione.
Quando rividi ed ampliai il manoscritto di Dushyantkumar, le pagine divennero
piene di segni e di rimandi, perci il mio caro discepolo e assistente Vinit Muni lo stil di
nuovo in bella copia. Egli mi confid: Dopo che Dushyantkumar ritornato in India,
anchio ho iniziato a scrivere il resoconto del vostro pellegrinaggio. Il diario di Vinit Muni
sar pubblicato a parte con il titolo: Ricordi di Premyatra: Epilogo.
Ora fate attenzione, Premyatra un testo sacro, quindi devessere letto e riletto,
meditato di continuo ed integrato nella propria vita quotidiana. In verit, Premyatra un
testo che contiene molte intuizioni personali che ho usato proficuamente nella vita.
Inoltre ho letto il manoscritto della trascrizione dei discorsi, capitolo per capitolo, al
mio caro discepolo Amrit Desai al fine di trasmettergli linsegnamento. Egli, dopo aver
ascoltato con grande attenzione ogni parola, ha fornito importanti contributi. Per
commemorare il mio pellegrinaggio in America, egli e la sua intera famiglia di discepoli
hanno gi pubblicato questo testo in gujarati e stanno ansiosamente aspettando questa
edizione in inglese.
Il sacro testo di questo libro di yoga ha una sua struttura unica che permette ai
problemi di emergere. Vorrei, a questo punto, dare una risposta che chiarisca una
domanda che potreste fare: Il testo scritto solo per una particolare categoria di
persone?. No! Senza tema di esagerare, posso asserire che scritto per tutti, in quanto lo
yoga il padre di tutta la conoscenza. In tutto il mondo infatti lo yoga validamente
definito come: La conoscenza del S, La conoscenza dellEssere Supremo, Il sentiero per
la liberazione.
Questo primo volume di Premyatra tratta dettagliatamente di yama e niyama. Sebbene
questi siano solo i primi due livelli dello yoga, condensano i genuini principi di tutte le
religioni del mondo. Yama e niyama sono state ampiamente definite nelle scritture yogiche
come le discipline necessarie ad ogni essere umano: sia egli una persona dedita alle attivit
del mondo o un rinunciante, indipendentemente dal paese in cui nato o vive, dalla sua
classe sociale, e dal suo gruppo dappartenenza. Vale la pena notare che il dharma viene
definito come qualunque cosa che promuova lo sviluppo dellindividuo, della famiglia,
della societ, della nazione e del mondo intero; questo dharma universale richiede a tutti
noi di seguire questi grandi principi.
Yama e niyama costruiscono cos a fondo il carattere di una persona, che praticandole
con impegno possibile abbandonare lo stato animale e divenire pienamente umani o
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addirittura divini. Inoltre, sebbene queste pratiche siano molto ardue, non giustificato
averne timore, perch ci viene soltanto richiesto di praticarle al nostro meglio. Un
individuo pu bere soltanto la quantit dacqua che in grado di assimilare, non importa
quanto grande sia il fiume.
Yama e niyama sono eccezionali anche per un altra ragione. Vale la pena ricordare che
il successo raggiunto da uomini e donne nei vari campi della vita si basa tutto sulla pratica
di yama e niyama. Anche se alcune persone di successo non conoscono lo yoga, ciascuno di
loro pratica delle discipline per mezzo della volont. Queste pratiche richiamano in
qualche modo yama e niyama e promuovono lo svilupparsi di ordine, sollecitudine,
pazienza, coraggio e fede. Lo sviluppo del nucleo della personalit di ogni individuo
dipende essenzialmente dalla pratica di yama e niyama. Chiunque ignori la scienza
spirituale di yama e niyama sta apertamente bloccando il proprio sviluppo spirituale.

La psicologia la scienza specialistica della mente e del comportamento; lo yoga


include lampia scienza del S. Lo yoga si focalizza prima di tutto sulla materia mentale
(chitta), poi sugli organi e sul prana, e, al di l di queste componenti, sullanima, ove
loceano della conoscenza romba continuamente. Quindi, dal punto di vista dello yoga, la
psicologia gioca un ruolo marginale nella scienza spirituale ma molto importante nella
scienza materiale. Si pu considerare la psicologia come la radice da cui deriva ogni
scoperta materiale che lo scienziato compie, perch se questi non avesse esplorato la
propria mente e il proprio comportamento, non sarebbe mai potuto giungere a una
scoperta scientifica.
Il significato profondo dello yoga pu essere compreso, a vari livelli, solo da coloro
che sono abbastanza interessati a studiare in modo sistematico attraverso sperimentazioni
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personali. Chiunque sia interessato allo yoga dovrebbe studiare questo testo attentamente
ed essere sicuro di contemplarlo in profondit. I sadhaka devono studiare continuamente i
testi yogici, perch questi sono chiavi indispensabili per aprire la porta della conoscenza e
realizzare la verit.
Il sadhaka non dovrebbe divenire intollerante se quella parte della societ che
continuamente impegnata con gli impegni mondani non accetter questo libro. Dovrebbe
invece portare la propria attenzione al successo di quella parte della societ che lo
accetter; in questo modo egli stesso ne sar attratto.
Fino ad oggi sono stati scritti da vari autori innumerevoli commentari che
interpretano le scritture originali della scienza spirituale. Questi commentari si sono
dimostrati utili a tutti. Ai sadhaka che iniziano, essi indicano la giusta via e forniscono
indicazioni utili per trarre determinate conclusioni dalla vita quotidiana. Se qualche
sadhaka, una volta maturate le proprie personali conclusioni, inizia a fare dei cambiamenti
nei testi originari, questi si diffonderanno ovunque, alterando la trasmissione della verit
dei testi originari.
Nulla di questo mondo pu reggere il paragone, in qualit e in quantit, con la verit
pura e inalterata. La verit loceano della bellezza stessa e la sorgente di tutte le bellezze
dellintero universo. Non tutti comunque hanno sperimentato la verit; essa pu essere
vissuta solo da pochissime persone. Occhi comuni non sono in grado di vedere la semplice
verit, poich essa richiede occhi divini. A volte gli uomini cercano di diffondere la
semplice verit infiocchettandola in vari modi con delle non-verit. S, tutti cadono gambe
allaria a causa di questa fantasiosa verit, ma rimarranno sempre bloccati nello stesso
punto. La verit adulterata non sposter mai nessuno dalloscurit dellignoranza alla luce
della verit.
A confronto con la vastit della verit, lessere umano appare piccolo come un atomo,
e se la verit compiaciuta da quellatomo, solo a causa della sua grandezza che pu
decidere di condividere il livello umano. Daltro canto, se gli esseri umani vogliono
adattare la verit alle loro esigenze, solo per la loro piccolezza che tentano di
rimpicciolirla a loro misura; essi riescono solo a rendersi pi piccoli di quanto in realt
sono. Quindi, non dovremmo mai tentare di alterare la verit; dovremmo invece cambiare
noi stessi. Perch? Perch questa la via migliore per spostarsi dallinsignificanza alla
grandezza, e ci in armonia con le leggi naturali dellevoluzione.
Allinizio naturalmente abbastanza normale che gli studenti, di qualsiasi disciplina,
considerino poco interessante la terminologia specifica di quella materia, ma non
dimenticate che il linguaggio specialistico di ogni scienza rappresenta la sua sola porta
dingresso. Perch alla fine possa raggiungere limmensit della conoscenza, il viaggiatore
deve prima entrare dalla porta di quella scienza e attraversarne le strade strette.

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Lessenza di ogni scienza rinchiusa in nuce allinterno di ciascuno dei suoi termini
esoterici, e noi possiamo ottenere la luce della verit in quella scienza solo assimilandone
lessenza. Perci la terminologia scientifica dovrebbe essere mantenuta nella sua forma
originale in modo che il soggetto a cui i termini si riferiscono rimanga pi accessibile.
Certo, sempre possibile sostituire i termini originali con sinonimi, e ci far apparire
largomento pi familiare e interessante; ma i cambiamenti di significato che si producono
impediranno al ricercatore di raggiungere la verit. Io credo che nelle scienze materiali, a
certe condizioni e con qualche eccezione, tali cambiamenti possano essere permessi,
ma,nella scienza dello yoga ogni alterazione assolutamente sconsigliabile.
La conoscenza del S cos tanto una scienza astrusa ed estremamente esoterica, che i
termini tecnici sono appositamente coniati per avere solo un unico e specifico significato. I
ricercatori devono rimanere strettamente aderenti a quellunico vero significato e
rinunciare a tutti gli altri erroneamente attribuiti. Non tutti sono in grado di tale
discriminazione, e la sadhana yoga non pu neppure iniziare finch il segreto di tale
scienza non sia stato rivelato. Perci il ricercatore deve comprendere il significato originale
della terminologia. Per far questo deve sedere come devoto discepolo ai piedi di una serie
di esperti maestri finch non benedetto dallincontro con un Sadguru; a quel punto, i suoi
problemi finiscono.
Perci il ricercatore deve pazientare parecchio tempo prima di comprendere anche gli
aspetti teorici nelle scritture della scienza dello yoga, e questi devono essere compresi
prima di iniziare una sadhana in accordo con la guida di un Sadguru.
Per ottenere la conoscenza delle scritture, il sadhaka deve praticare le austerit in
modo cos arduo che la sua tapas (sacrificio) trasmuti in profonda devozione.
Ricordate sempre che una genuina sadhana yoga non pu mai iniziare prima che questa
profonda devozione sia sorta.
Concludo con laugurio di cuore che questo testo possa essere di aiuto a tutti i
ricercatori.
Jai Bhagwan (mi inchino al divino che in voi).
Bapuji (il vostro padre amorevole).

(Kripalu)
Muktidham
Kripalu Yoga Ashram
Summertown, PA,
U.S.A.
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Biografia

Lintera vita di Shri Kripalvanandaji, chiamato affettuosamente Bapuji, fu


lespressione del suo ardente desiderio per la realizzazione di Dio.
Nacque nel 1913, nello stato indiano del Gujarat, da una famiglia di devoti bramini,
che cadde in povert quandegli era ancora bambino. Sin dalla sua fanciullezza Bapuji
amava trascorrere del tempo nella adorazione e nella devozione di Dio e dei Santi, e
svilupp notevoli capacit nei campi della letteratura e della musica. Egli, tuttavia, si
sentiva sempre incompleto. Il suo desiderio di unione con Dio era cos intenso, ed il suo
tentativo di raggiungerlo cos frustrato, che allet di 19 anni giunse per tre volte vicino al
suicidio. Quando tent con determinazione di mettere in atto il quarto tentativo del
disperato gesto fu salvato da un maestro compassionevole, Dadaji [amato nonno], che
divenne il suo Guru e lo guid sul pi alto sentiero dello yoga.
Il profondo amore di Dadaji vinse il cuore di Bapuji e quando egli vide i poteri
miracolosi dello yoga di Dadaji, anche la sua mente fu vinta. La rinnovata speranza di
esaudire il suo insaziabile desiderio di realizzare Dio riemp nuovamente lo spirito di
Bapuji. Dietro richiesta di Dadaji, Bapuji and ad abitare nellashram del Maestro e inizi
un addestramento molto personale che avrebbe cambiato la sua vita.
Dopo otto mesi di insegnamento, Dadaji concesse a Bapuji una iniziazione speciale
allo yoga, richiedendogli prima di trascorrere 40 giorni di digiuno con sola acqua, in
completo isolamento e silenzio, meditando e cantando un mantra. Era una pratica dura
per un giovane di 19 anni, ma il grande amore di Dadaji permise a Bapuji di sostenerla con
successo. Dandogli poi liniziazione, Dadaji gli disse: Figlio mio, la mia benedizione che
tu diventi il pi grande yogacharya [maestro di yoga] del mondo. E la benedizione infatti
si avver.
Dopo un anno e tre mesi che Bapuji viveva col suo maestro, Dadaji misteriosamente
scomparve. Sebbene Dadaji avesse molti discepoli devoti, nessuno fu mai in grado di
scoprire il suo vero nome, meno ancora da dove venisse o dove fosse andato. Bapuji fu
quindi lasciato da solo a percorrere la sua via nel mondo, sostenuto dallultima
benedizione del suo Maestro, che Bapuji rivide quando ebbe completamente rinunciato a
tutti i desideri mondani. Circa 10 anni dopo, Bapuji prese l'iniziazione di Swami, (monaco
rinunciante). Viaggi attraverso lIndia occidentale, insegnando le sacre scritture e
volgendo il cuore degli uomini verso il Divino. In questa attivit, le sue naturali doti di
studioso, oratore, musicista e poeta si espressero completamente. Bapuji era eloquente e
ispirante, e molti furono motivati a donare denaro che fu interamente utilizzato per la
costruzione di scuole e templi che favorissero la crescita spirituale dei suoi conterranei.
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Dopo otto anni spesi in questo modo, durante i quali medit continuamente sul suo
maestro e pratic devotamente i suoi insegnamenti, Bapuji si incontr nuovamente con
Dadaji in un modo particolare. Fu nel 1952, durante un pellegrinaggio, che Dadaji apparve
a Bapuji con il proprio vero corpo yogico nella forma di un giovane meraviglioso. Senza
rivelare completamente la sua vera identit, Dadaji spieg di aver assunto una normale
forma umana per un anno e nove mesi semplicemente per poter insegnare a Bapuji
personalmente. Due anni dopo, Dadaji apparve nuovamente a Bapuji per incoraggiarlo e
guidarlo nella propria sadhana. Fu allora che Bapuji inizi la sua intensa pratica di dieci
ore al giorno di meditazione Kundalini, una pratica che egli ha continuato fino alla fine dei
suoi giorni.

Infine, nel 1955, Bapuji scopr la completa identit e storia del suo Maestro durante
una visita a Kayavarohana, un antico importante centro dellIndia per l'insegnamento
spirituale. Bapuji fu condotto in un tempio dove gli venne mostrato un grande lingam di
pietra, nel quale era intagliata la forma di un giovane yogi seduto. In un lampo di
trascendente realizzazione, egli vi riconobbe il proprio maestro: era il Signore Lakulisha
(Bhagwan Brahmeshvara), la ventottesima incarnazione di Shiva, che si era reincarnato nel
secondo secolo a.C. per riportare Kayavarohana alla sua iniziale gloria spirituale.
Immediatamente dopo questa comprensione, durante la sua quotidiana meditazione,
Bapuji ebbe due visioni di Kayavarohana allapice del suo splendore e ricevette lincarico
divino di riportarla ad essere di nuovo un vivo centro spirituale, non soltanto per l'India
- 12 -

ma per il mondo intero. Sebbene Bapuji fosse uno Swami senza denaro, si inchin alla
volont di Dio. Oggi Kayavarohana sta risorgendo dalle ceneri del passato come una
fenice per assumere un nuovo glorioso futuro come centro internazionale di illuminazione
spirituale realizzata attraverso lo studio dello yoga, dei testi sacri del mondo, della musica
e di molte altre discipline correlate.
Oltre alla supervisione della ricostruzione di Kayavarohana, Bapuji continu il suo
brillante lavoro di studioso e scrittore, senza mai smettere la propria sempre pi
impegnativa sadhana yogica. Per 12 anni pratic il totale silenzio e per i 10 anni successivi
parl solo in rare e particolari occasioni, con lunica eccezione costituita dal suo arrivo
negli Stati Uniti, nel 1977, ove essendo stato impressionato dallapertura spirituale degli
aspiranti che lo accolsero, tenne una serie di discorsi dai quali sono tratti i primi due
volumi di questa raccolta.
Alla fine di quella prima estate americana, Bapuji torn nuovamente allisolamento e
al silenzio, vivendo in un ashram a lui dedicato dal suo intimo discepolo Yogi Amrit
Desai. L Bapuji insegnava a pochi discepoli scelti, scriveva, continuava il suo intenso
programma di meditazione. Una volta alla settimana dava un breve darshan alle centinaia
di persone che arrivavano per beneficiare della sua presenza. Nel settembre 1981, Bapuji
ritorn in India e il 29 dicembre di quello stesso anno abbandon il proprio corpo mortale.
Per i maestri di yoga come Bapuji, questo processo conosciuto col nome di mahasamadhi
- la fusione finale nell'unione con Dio. Per onorare la memoria di Bapuji e continuare il suo
lavoro, sono stati edificati un tempio e un ashram accanto alla sua tomba nella cittadina di
Malav, nel Gujarat.

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C APITOLO 1

IL CELIBATO

8 luglio 1977
Venerd, ore 6,15
Kripalu Yoga Retreat
Summit Station, PA, U.S.A.

Miei cari figli,


per tutta la mia vita ho meditato profondamente sul tema del celibato
(brahmacharya). In verit, per tutta lumanit questo largomento pi importante. Oggi,
ve ne presenter alcuni aspetti.

Lantica scienza dello yoga a confronto con la moderna psicologia


Il nostro ordinario concetto di celibato molto diverso da quello antico di
brahmacharya seguito dai saggi asceti dellIndia. Al confronto, la nostra attuale
comprensione ed esperienza del celibato risulta superficiale. Questi antichi saggi
condussero esperimenti scientifici di altissimo livello sulla natura e sui problemi del
celibato. Per risolvere i problemi del celibato essi basarono i loro esperimenti sullantica ed
ampiamente sviluppata scienza dello yoga. La nostra attuale conoscenza del celibato
basata su concetti moderni della biologia, psicologia, medicina, fisiologia e filosofia che
derivano da esperimenti e da esperienze molto superficiali. Quindi i due concetti di
celibato differiscono enormemente nel loro significato.
Anche se il nostro moderno e limitato punto di vista sul celibato pu essere corretto,
non comunque quello degli antichi saggi dellIndia. Perci non possiamo scartare il loro
punto di vista finch non comprendiamo il celibato contestualizzandolo allinterno della
loro esperienza unica.
Gli scienziati moderni dichiarano che non possibile vivere un celibato completo e il
loro punto di vista non pu essere completamente rifiutato perch ha un fondamento
scientifico. Sia le scienze fisiche che quelle spirituali sono parimenti valide ed importanti.
Io ho contemplato questo tema per soli cinque anni, laddove gli antichi saggi dellIndia lo
hanno fatto per migliaia danni. Tra un migliaio di anni un genio contemporaneo della
fisica potrebbe essere dimenticato, ma gli esperti scienziati spirituali dellantica India
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hanno praticato per migliaia di anni e non saranno mai dimenticati. La loro conoscenza
trascende i limiti del corpo, della mente e dellintelletto ed entra nellinaccessibile reame
dellanima.
La scienza spirituale ha diversi nomi: Conoscenza del S, Conoscenza dello yoga,
Scienza del S, Scienza dello yoga. Questa scienza olistica la miniera che integra sia le
scienze spirituali che quelle fisiche. Coloro che credono che lIndia sia soltanto la patria
della scienza spirituale rimarranno delusi. Comunque, senza che prima si sviluppi una
scienza fisica, la scienza spirituale non potr essere conseguita, perch la scienza fisica
forma la base della scienza spirituale.
Nelle foreste dellantica India furono condotti esperimenti su diversi temi. Questi
esperimenti erano sistematicamente ripetuti al fine di controllare la validit dei risultati
ottenuti. I principi della scienza spirituale non sono ordinari: sono straordinari ed eterni.
La moderna fisiologia afferma di aver scoperto che il celibato completo non
possibile, ma questa non una ricerca nuova. Lo stessa ricerca, fatta migliaia di anni fa,
giunse a una scoperta straordinaria. Il Capitolo 3 della Bhagavad Gita dimostra come la
passione sia dannosa, e presenta una tecnica per superarla. Inoltre, la tradizione della
scienza spirituale riconosce le esperienze di un Maestro o un di Sadguru come valide basi
per la sperimentazione, cos come la tradizione della scienza fisica riconosce i risultati
empirici della ricerca di uno scienziato predecessore come valido punto di partenza per
verificarne le ipotesi. Una cosa credere nelle esperienze di qualcuno, altro valutare
queste esperienze attraverso la propria personale sperimentazione. Le conclusioni degli
antichi pionieri spirituali non erano basate solo sulla logica, ma sullevidenza sistematica
raccolta sperimentalmente.
Considerate questi due ipotetici principi: 1) il celibato possibile, 2) il celibato non
possibile. La seconda ipotesi proposta dalla scienza fisica vi pu sembrare pi valida
perch propria della societ moderna ed da essa generalmente applicata, ma se volete
diventare un sadhaka, dovreste accettare la prima ipotesi che si basa sulla scienza
spirituale e analizzare perch i due punti di vista sul celibato sono diversi e in che misura
differiscono. Non c bisogno di tecniche per verificare la seconda ipotesi, ma per
verificare la prima come scienziati spirituali, avrete bisogno di una tecnica che sostenga la
continuit del vostro celibato affinch lesperimento possa durare.
Sigmund Freud ha affermato che il desiderio sessuale pervade e dirige tutti gli esseri
umani. Anche questa non una scoperta nuova. Gli antichi yogi dellIndia conoscevano
gi questo principio, n ci vuole molto per comprenderlo: dal momento che la nascita
stessa il prodotto di un atto sessuale, naturale rilevare che la passione predomini nella
vita umana.

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Il Dr. Freud credeva che se uno bacia un bambino, lo fa solo in quanto spinto dal
desiderio sessuale. Scientificamente ci parzialmente vero, ma dobbiamo accettare
questa conclusione con discriminazione. Baciare un bambino comporta un grado minimo
di desiderio sensuale. Abbracciarlo cerimoniosamente, dare un colpetto affettuoso sulla
sua testa o sul corpo comporta un desiderio di grado medio. Ma entrambi questi due
desideri dovrebbero essere considerati come gesti affettuosi e distinti dal desiderio
provocato dalla passione. Se si ignora questa distinzione risulta che il comportamento
affettuoso di un padre, di una madre o di un Guru sia motivato dal desiderio sensuale, ma
ci non risponde a verit. erroneo considerare che una parola o un gesto affettuoso che
hanno luogo durante la normale interazione umana siano motivati principalmente dal
desiderio sessuale.
Se consideriamo che il desiderio sessuale sia uno dei due poli di un continuum che ha
dallaltro capo il desiderio non egoistico, non scientifico accettare luno e respingere
laltro. Io sono il Guru di molti discepoli. Quando loro vengono a me in lacrime e,
desiderando sollevare il loro cuore dal dolore, poggiano la loro testa nel mio grembo o ai
miei piedi, spesso devo toccarli per consolarli. In quel momento, dentro di me c soltanto
una corrente di puro amore. Della stessa natura sono i sentimenti del bambino quando al
seno della madre per nutrirsi; scorretto considerare il suo contatto motivato dal desiderio
sensuale.
Naturalmente, pur contemplando eccezioni in cui predominano sentimenti puri,
sarebbe opportuno che lo yogi limitasse il contatto con le donne [vale ovviamente lo stesso
per le yogini. Nel testo i soggetti generici sono sempre al maschile a causa dellidioma
gujarati, ma gli stessi principi spirituali valgono sia per gli uomini che per le donne]. In
India, ad esempio, vi sono quattro famosi ashram dedicati allo Jagadguru
Shankaracharyaji. Linsegnante spirituale di questi ashram non permette alle donne di
toccare i suoi piedi. Se una donna non al corrente della regola accidentalmente li toccasse,
egli digiuna per il resto del giorno (ci non vuol dire che il tocco di una donna li
contamina, poich toccare i piedi di un santo con sentimenti puri non dannoso a
nessuno). Molti santi famosi non rimarrebbero mai soli con una donna. naturale che i
Jagadguru siano considerati padri o dei, e il loro tocco sacro per tutti, ma allo stesso
tempo la disciplina del non toccare viene osservata in ogni caso al fine di mantenere vive
le tradizioni sacre per il benessere degli uomini.

Sincerit nel celibato


Dopo aver considerato tutto ci, potreste ritenere che la pratica del celibato sia
veramente impossibile. La possibilit di mantenere una condotta scrupolosa verso il
celibato pu essere dimostrata attraverso lanalisi delle contraddizioni evidenti.
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provato che molti celibi che si concentrano sugli aspetti salutari del celibato riescono
a coltivare fiducia in se stessi, perseveranza, coraggio e pazienza. Di contro, rimanere
coinvolti nelle difficolt e negli ostacoli del celibato pu ovviamente ritardare i progressi.
Sono comunque convinto che chi ha praticato con piacere sport ed esercizio fisico
durante il periodo formativo delladolescenza sia stato avvantaggiato dallaver praticato il
celibato. Attraverso una consapevolezza sempre crescente dei benefici del celibato, il loro
processo di pensiero gradualmente si espande e ci, a sua volta, aumenta la purezza e
dedizione che essi pongono alla pratica del celibato.
Chi invece negli anni formativi delladolescenza ha avuto uno stile di vita sensuale,
diviene vittima della sensualit ed incontra difficolt a coltivare una condotta scrupolosa
verso il celibato. Inoltre, anche se si risvegliasse il bisogno interiore di celibato, la
debolezza mentale impedirebbe loro di coltivarlo.

Perci, lesperienza sensuale ripetuta promuove un comportamento di dipendenza e


la ferma convinzione che non vi sia scelta alcuna per lessere umano se non quella di
soddisfare i desideri sensuali. Al contrario, la ripetuta esperienza di astinenza sessuale
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promuove la consapevolezza che la continenza possibile e che la sensualit pu essere


superata.

Limportanza di conservare lenergia sessuale


I bambini e gli adolescenti appaiono spesso forti e attraenti proprio perch durante
linfanzia e ladolescenza si accumula in loro molta energia. Al contrario, le persone di
mezzet e gli anziani appaiono spesso senza forza e brutti proprio perch hanno perso
molta energia durante quelle fasi di crescita. Inoltre, proprio come lenergia generata dalle
centrali elettriche pu compiere grandi cose, il celibato pu realizzare sorprendenti
conseguimenti grazie alla preservazione dellenergia sessuale.
Attraverso la conservazione di virya [fluido sessuale] si pu preservare luniverso
intero. Si pu raggiungere una posizione eminente nella societ, come il sole rispetto alla
luna, i pianeti e le stelle. Anche le porte del fato e della fortuna si aprono conservando
virya, e la luminosit del corpo aumenta gradualmente. La sadhana della conservazione
dellenergia sessuale genuina; con essa si pu realizzare tutto ci che si desidera. Inoltre,
si pu anche divenire liberi dalla schiavit dei cicli di nascita e morte.

Le conseguenze dellattivit sessuale non limitata


Quando una persona indulge nel non limitare lattivit sessuale, perde la propria
riserva di energia vitale. Questa attivit progressivamente distrugge la forza, lintelletto, la
pazienza e la memoria e riempie la nostra vita con dispiacere, agitazione, stress, noia e
depressione. Coloro che non conservano la propria energia sessuale vengono rifiutati
ovunque vadano e incontrano fallimento in qualsiasi cosa facciano. I loro corpi divengono
opachi e afflitti da innumerevoli malattie, e orde di problemi li affliggono insidiosamente.

Il voto di celibato il segreto della crescita


Per sperimentare i grandi benefici dellastinenza sessuale la si deve praticare
continuativamente per almeno un anno e tre mesi. Questo il miglior metodo per scoprire
i benefici del celibato. Non dimenticate che la passione nemica della vita, mentre il
contenimento sessuale suo amico. sciocco aver paura di un amico, ed sinonimo di
debolezza pensare di non riuscire mai ad osservare il voto di celibato. Dovreste scacciare
questidea, che prova dellinfermit della vostra mente e risvegliare in voi il potere di
determinazione.
Quelli che a parole dicono di essere capaci di affrontare grandi tigri, e poi sono
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impauriti di fronte a un cane, infrangono nel pomeriggio il voto che hanno fatto al
mattino, e alla sera quello che hanno fatto nel pomeriggio. Alcuni sono cos deboli che
anche se incoraggiati da milioni di parole, non riescono ad agire senza paura.
Il valore pu essere incoraggiato solo nel valoroso, non nel codardo. Il valente
guerriero rimane sempre tale; quantanche decapitato, il suo corpo continuerebbe a
combattere senza testa. Di contro il voto come una dea, o una donna virtuosa; ella sposa
solo un valente guerriero.
Quando prendete il voto di celibato dovreste abbandonare ogni precedente ambiente
negativo per la vostra scelta e le amicizie sensuali. Come il motore di un treno fornisce
energia per spingere i vagoni, un ambiente adatto al celibato, fatto di amici anchessi
praticanti la stessa limitazione, d sostegno a chi ha poco autocontrollo. Prima di prendere
il voto, dovete comprendere chiaramente limportanza del celibato e scegliere con
determinazione desser dediti alla sua pratica. Quindi potete prendere il voto e iniziare la
vostra esperienza concreta.
Dovreste difendere la vostra pratica sistematica dello yoga erigendole attorno una
fortezza costituita da: preghiera, moderazione nel cibo, esercizio fisico, studio delle
scritture sacre e delle altre discipline che possono necessitare. La preghiera si riferisce alla
devozione naturale e ai sentimenti che nascono quando proviamo dolore o gioia. La
moderazione nel cibo vuol dire una dieta equilibrata, ossia non mangiare n troppo n
troppo poco. Lesercizio fisico favorisce la dieta moderata; praticare entrambe le due cose
produce prontezza fisica e gioia mentale.
Il celibato, conosciuto come Brahmacharya, che significa movimento verso il
Signore, la guida che emerge nel genuino ricercatore spirituale che sinceramente pratica
lo yoga. Egli gode di salute, contentezza e conoscenza! Se conquisterete questi benefici,
diverrete un pellegrino sul sentiero della sadhana. Comprendete, inoltre, che voi siete il
fiore fragrante del giardino della vostra famiglia e che la vostra prosperit e felicit si
trasferir anche alla vostra famiglia.

La pratica dellamore incondizionato


Una coppia sposata che pratica la limitazione della sessualit avr una vita felice. La
moglie che aspetta il marito che torna a casa dal lavoro e va continuamente sulluscio
lanciando sguardi in attesa del suo ritorno non spinta dal desiderio sessuale ma
dallamore puro. Vedendolo giungere in lontananza, una nuova consapevolezza pervade
tutto il suo essere; i loro occhi si incontrano, e mentre si avvicinano lun laltro, i loro volti
si illuminano di sorrisi. Analogamente, quando la moglie fuori, il marito laspetta
impaziente. Lassenza di una forte eccitazione fisica tra di loro conferisce a quellamore
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una dolce serenit. Le loro menti, piene damore, si abbracciano reciprocamente e la loro
vita non governata da rituali superficiali. Naturalmente, lo stile di vita familiare ha le sue
strutture e formalit, ma chi vive lamore puro in grado di custodire il vero significato di
questi comportamenti esteriori comprendendone il significato che essi hanno in
prospettiva.
I comportamenti esteriori servono unicamente a facilitare le interazioni. Se li si
enfatizza eccessivamente, si diviene un perfetto attore piuttosto che un individuo sincero
nellamore. Se ringraziamo solo a parole tutti quelli che incontriamo, ma teniamo chiusa la
borsa della nostra genuina gratitudine, il fiore dellamore non ricevendo nutrimento non
potr mai fiorire.
La felicit del marito e della moglie si comunica ai loro figli. Luomo e la donna che
conservano la propria energia sessuale sembrano giovani anche in et anziana e sono
invidiati da coloro che invece disperdono lenergia sessuale. Salute, felicit e bellezza si
producono in chi pratica il contenimento sessuale; infatti nellantica India era normale che
la gente vivesse centanni, e ci grazie alla salda tradizione del contenimento sessuale.
La felicit che sgorga dallaffetto libero dal desiderio sessuale non pu mai nascere da
un comportamento passionale. Un fratello diventa felice incontrando la sorella, e cos la
madre col figlio e la figlia col padre, sono tutte relazione costituite da uomini e donne,
perch mai non si risveglia al loro interno il desiderio sessuale? Perch esiste una
sostanziale differenza nel modo con cui essi percepiscono la loro reciproca relazione:
questa la chiave.
I sadhaka che cercano rifugio in questo diverso tipo di relazione con il sesso opposto
sono veramente in grado di gustare lesperienza del divino amore e comprendono
limportanza di questo modo diverso di percepire il sesso opposto. Se si percepisce una
donna anziana, una della nostra et e una pi giovane come fossero rispettivamente nostra
madre, nostra sorella e nostra figlia, possiamo trarne la stessa felicit che riceviamo
dallamore verso madre, sorella e figlia. Lo stesso vale per le donne se considerano luomo
come padre, fratello e figlio. Quando un padre vezzeggia con tenerezza la figlia, o una
madre accarezza il figlio, o fratello e sorella si confidano lun laltro affettuosamente,
emergono affetto e amore puro. Questo tipo di amore cos puro e santo che mette in
penombra persino lamore del matrimonio. Se riusciamo ad espandere questo sentimento
damore verso tutti gli esseri e riusciamo ad estinguere linfluenza del desiderio sessuale,
possiamo divenire la conferma vivente del principio: Vasudheva kutumbakam, che
significa tutto il mondo ununica famiglia.
Un comportamento di puro affetto non fiorisce mai quando vi attaccamento ai
piaceri sensuali. Se desiderate sviluppare un tale comportamento, afferrate saldamente

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questo concetto: solo quando cambiate la vostra percezione verso il sesso opposto la
pratica del celibato diventa pi facile.
Quando lasciai la mia famiglia per indossare la tonaca arancione del sanyasi, presi una
ciotola di legno da asceta e me ne andai solo per il mondo. Non avevo parenti o relazioni
con persone amate. Solo dopo essere divenuto uno swami compresi direttamente che avrei
dovuto vivere in accordo con il principio che tutto il mondo ununica famiglia. In
armonia con questo principio, un sanyasi non abbandona la propria famiglia dorigine, ma
piuttosto la espande per includervi tutto il mondo. Avevo solo trentanni quando fui
iniziato alla rinuncia. A quel tempo, il mio riverito Gurudeva mi insegn a rivolgermi alle
donne chiamandole: Madre, a quelle della mia stessa et chiamandole: Sorella, e
dando lappellativo di Figlia a quelle pi giovani. Cos facendo, per anni ho potuto
contemplare lamore puro di madri, sorelle e figlie che veniva verso di me dagli occhi,
dalle parole e dal comportamento di varie donne. Oggi, sulla soglia della terza et, quando
qualcuno mi chiama Bapuji (amato padre) sento fiumi damore che fluiscono dal mio
cuore. Soltanto lamore puro pu essere un oceano di santit.
Quando si pratica la preservazione dellenergia, importante realizzare che una
condotta pura e contenuta e una condotta licenziosa e sfrenata sono diverse come lest e
lovest. Vestire con abiti bianchi nutre in effetti il celibato, mentre indossare abiti con colori
attraenti aumenta la vostra attrazione fisica. Vestiti diversi fanno emergere diversi tipi di
desideri; quasi come se emergessero differenti personalit. Perci, chi desidera
conservare lenergia sessuale si veste solo con riserbo e per ripararsi. I rinuncianti radono
anche la propria testa o tengono i capelli corti o, se li lasciano crescere, non fanno niente
per renderli attraenti. Al contrario, i giovani sensuali spesso aggiustano i capelli e la barba
per apparire attraenti, e cos le giovani sensuali fanno con i loro capelli. Queste sono manie
giovanili che con let diminuiscono progressivamente.
Potete praticare la preservazione dellenergia solo se la vostra attrazione per il sesso
opposto diminuisce o se consapevolmente impedite ai desideri sessuali di essere provocati
mentre siete in compagnia con il sesso opposto. La purezza di pensiero unigiene
mentale, ed lunico modo per ottenere la felicit e un vero senso di benessere. I santi
pensieri costituiscono una fortezza indispensabile per proteggere il celibato dalla
sensualit della societ moderna.
Senza autocontrollo impossibile che si sviluppino i santi pensieri. Gli Stati Uniti
sono un paese prospero. La prosperit pu essere acquisita solo attraverso lautocontrollo
e la disciplina, infatti lassenza di limiti la distrugge. Non mi piace viaggiare, ma in quei
pochi viaggi che ho fatto in America ho osservato, ad esempio, che il 60% delle automobili
ha una sola persona a bordo. In India invece, anche lauto di un grande industriale
trasporta 4 o 5 persone, e se c un posto libero, viene dato un passaggio a qualcuno lungo

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la strada. La prosperit preservata dalluso efficiente dellenergia, mentre il cattivo uso la


distrugge.
In questo paese, milioni di tonnellate di grano e di auto rottamate vengono buttati
nelloceano. Questo un pessimo uso della prosperit. La giovinezza uguale alla
prosperit e pu essere conservata attraverso il contenimento e sprecata attraverso una
condotta sensuale licenziosa e indulgente. Bench la prosperit elimini i vecchi problemi, ne
crea anche di nuovi, infatti i giovani che si astengono dallattivit sessuale risolvono diversi
conflitti di crescita, mentre coloro che disperdono lenergia sessuale producono diversi
disturbi.
I sensi sono un magazzino di energia. Le persone che non si prendono cura della
sensualit devono sopportare il dolore a causa del cattivo uso di questa energia, mentre
quelli che praticano lastinenza, incanalando correttamente le energie sessuali, ne traggono
gioia. Possiamo quindi osservare che un pensiero malvagio come una pietra pesante che
trascina chi la possiede al fondo dellinfinito oceano di nascite e morti; il pensiero puro
invece come una scialuppa che salva chi la possiede dalloceano del mondo. Perci lunica
via di crescita lamore incondizionato, praticato attraverso il rafforzamento delle proprie
relazioni allinterno della famiglia e della collettivit.

La pratica dellamore libero e senza freni


Non appena i ragazzi e le ragazze raggiungono la pubert la loro attenzione attratta
dalle proprie energie giovanili e dal sesso opposto. Essi sono sopraffatti dalleccitazione
sessuale; truccano i loro corpi in vari modi per apparire pi belli ed attraenti e sono
continuamente spinti a comunicare con il sesso opposto.
I desideri sessuali istigano quel comportamento che pu essere definito libidinoso,
licenzioso o senza freni. In una spirale discendente e viziosa, il desiderio sensuale aumenta
e gradualmente esce dal controllo. Lo stile di vita di molti adolescenti incoraggia questa
caduta. Ascoltano canzoni damore, amano film, giochi e libri sensuali, e si coinvolgono in
conversazioni voluttuose. Inoltre essi non riescono a discriminare tra cibo cattivo e cibo
che promuove la salute e il benessere; si nutrono di carne, liquori e di cibo spazzatura
che nocivo per la loro salute. Questo stile di vita sensuale un percorso scivoloso che va
verso il basso.
Poich non sentiamo la passione sessuale fino alla pubert, non possiamo veramente
considerare la sessualit come un istinto innato. Durante linfanzia e la prepubert, virya
secreto internamente piuttosto che esternamente. Come il bambino nella fase prepuberale,
lo yogi, dopo aver raggiunto il sabija samadhi, cessa le secrezioni esterne ed inizia quelle

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interne. Questo processo evolve lo yogi fino allo stato in cui i fluidi sessuali sono
completamente sublimati (urdhvareta).
Il virya di uno yogi completamente celibe, i cui fluidi sessuali sono completamente
sublimati, si fonde nel sangue. Alla fine, il suo corpo evolve verso il Corpo Divino (Divya
deha), completamente purificato dal fuoco dello yoga. Anche gli uomini e le donne
sensuali diventano celibi alla vista di un tale yogi, come illustra la seguente storia.

Vasavdatta incontra Upgupatta


Vasavdatta era una bellissima cortigiana che intratteneva gli aristocratici nella sua
bellissima residenza o a volte nei loro sontuosi palazzi.
In una incantevole notte di luna piena, Vasavdatta era occupata ad abbellire il suo
corpo truccandosi e indossando vestiti sensuali e i gioielli. Alla fine adorn i capelli con
fiori fragranti e asperse il suo sari con costosi profumi.
La casa fu pervasa da una dolce fragranza. Era tempo di andare. Nel cortile, la
carrozza lattendeva.
Sentendosi felice, Vasavdatta si sedette nella carrozza e disse al conduttore:
Sumantra, questa una raggiante notte di luna piena. Guida la carrozza lungo il lago cos
possiamo godere della sua bellezza.
Vasavdatta stava andando allappuntamento col suo amante, e il suo cuore
risplendeva come un loto da mille petali. La casa del suo amante era in un luogo appartato
vicino al lago. Quando la carrozza si avvicin al lago, gli occhi di Vasavdatta si posarono
su una figura che stava sulla riva.
Era Upgupatta, un monaco buddista che meditava ad occhi chiusi. raggiante con lo
splendore del celibato, il suo corpo brillava alla luce della luna. Vasavdatta non aveva mai
visto una tale bellezza. Dimentic completamente il suo amante che inizialmente
desiderava incontrare - era egli davvero il suo amato? No, se lo fosse veramente stato, non
lavrebbe dimenticarlo cos rapidamente. Vasavdatta era una cortigiana che aveva
innumerevoli amanti, ognuno con occhi assetati di bellezza e di passione. Come poteva
lamore puro risiedere l?
Vasavdatta guid la carrozza vicino alla riva, vi discese e si avvicin quasi di nascosto
a Upgupatta. Ma il rumore dei suoi orecchini che tintinnavano attrassero lattenzione di
lui che apr gli occhi. Sebbene vedesse davanti a s una dama celestiale, Upgupatta non ne
fu influenzato n per il suo inatteso arrivo, n per la sua bellezza. Vasavdatta not che in
quegli occhi cristallini non cera n passione n desiderio per la sua avvenenza. Mai nella
sua vita aveva visto uno sguardo cos puro ed integro.
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In quel momento, le radici indiane di Vasavdatta fecero emergere in lei il pensiero:


Egli un santo, il suo corpo e la sua mente sono puri. un grande peccato guardarlo con
occhi di passione.
Tuttavia, questo pensiero non rimase a lungo nella sua mente. Vasavdatta era maestra
nellarte di vincere i suoi amanti con la passione; ma questa volta, per la prima volta, era
completamente impotente. Si stava forse risvegliando in lei la sete per lamore puro?
Mentre beveva il nettare della bellezza di lui, Vasavdatta si trov a pregarlo
dolcemente: Oh Divino! Sono accidentalmente giunta ai vostri piedi e in un solo istante
sono diventata gi vostra. Per favore accettatemi. Vi prego umilmente di concedermi il
vostro amore.
Al sentire la richiesta n lo sguardo n la parola di Upgupatta mostrarono rabbia o
offesa; piuttosto i suoi occhi erano pieni damore quando rispose: Divina Signora, ora sto
meditando. Lasciatemi continuare e domani verr a trovarvi alla vostra dimora.
Sbalordita Vasavdatta esclam: Verrete a casa mia?
Naturalmente rispose Upgupatta.
Vostra Santit, ma sapete chi sono io? chiese timidamente.
No, non so chi siete.
Io sono Vasavdatta, una prostituta molto conosciuta in citt.
Dove vivete? replic con voce sicura il santo.
Vicino a Devkunj.
Bene, allora ci incontreremo l concluse gentilmente Upgupatta.
Ella continu ad osservarlo per un po di tempo senza battere ciglio, e poi aggiunse:
Non avrete esitazioni a venire da me?
Dov lesitazione nellamore? egli replic fermamente.
La parola amore risuon nelle sue orecchie come la dolce musica di uno strumento
a corde. La mente di Vasavdatta si esalt. Desiderosa di sentire di nuovo quella parola,
esclam: Mi amate?
Con sublime quiete, il santo rispose: Solo pochi istanti fa voi stessa avete implorato il
mio amore.
Di nuovo Vasavdatta prov una dolce gioia e si sent immediatamente goffa.
Scusatemi, disse, io non desidero distrarre la vostra meditazione. Vi attender domani
a pranzo.
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Con ci Upgupatta richiuse gli occhi e continu a meditare. Nel frattempo, Vasavdatta
ritorn alla sua carrozza e si diresse a casa.
Negli ultimi anni Vasavdatta aveva giocato con lamore, ma questa volta la fiamma
dellamore puro aveva risuonato nel tempio del suo cuore. Non pi cortigiana traviata,
Vasavdatta era divenuta come unadolescente pura. Interiormente aveva sposato il marito
che aveva scelto. Anche se non poteva sapere quanto sarebbe durato quel matrimonio,
sorrideva raggiante. Sentiva che pochi momenti di sublime amore puro le avevano fatto
superare gli anni spesi nei piaceri dei sensi.
Nessuna donna diventa una prostituta per sua libera scelta. la mancanza di aiuto a
renderla tale. Le qualit eterne dellamore puro non avevano mai veramente
abbandonato Vasavdatta, anche se era diventata una cortigiana; esse erano rimaste
dormienti, ma salde, nel suo cuore.
Vasavdatta accolse il nuovo giorno come un avvenimento importante. Fece il bagno e
si vest di bianco - chi non la conosceva lavrebbe scambiata per unasceta della foresta
venuta in citt. Insieme alla domestica cominci a trasformare la casa sostituendo tutti i
preziosi orpelli sensuali che arredavano la sala da pranzo con un unico modesto tappeto.
Poi and in cucina e prepar un cibo molto semplice. Sebbene Vasavdatta possedesse un
tesoro di stoviglie in oro, chiese alla servit di portare foglie di platano come piatti. Come
potevano gli utensili fatti dalluomo competere con la sublime bellezza della creazione di
Dio?
Ultimati tutti i preparativi attese ansiosa Upgupatta sotto il portico. Quando egli
arriv, gli diede un amorevole benvenuto e lo invit a pranzare. Nessuno parl durante il
pasto. Gli occhi di Upgupatta erano molto contenti di vedere i cambiamenti esteriori di lei.
Dopo essere rimasti per un po in silenzio, Upgupatta si conged.
State andando? disse timorosa Vasavdatta.
Naturalmente. Sono venuto solo per offrirvi unelemosina damore. Il mio scopo
stato raggiunto. Ora devo andare.
Dunque questo lamore? chiese lei con insistenza.
S, qualunque cosa soddisfi il corpo e la mente anche con una semplice goccia
chiamato amore.
Vostra Santit, io per non ho ricevuto la soddisfazione della quale voi dite disse
Vasavdatta.
Ci dovuto alla vostra mancanza di sacrificio rispose Upgupatta. Non si pu
ottenere lamore senza sacrificio. Solo dopo che la penitenza ha purificato il corpo e la
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mente, solo allora pu essere secreta una goccia di nettare damore. Se una semplice
goccia di veleno pu causare la morte, una semplice goccia di nettare damore pu
permeare dimmortalit.
Ma Divino protest Vasavdatta, non solo io appartengo a questo mondo mortale,
ma sono anche pi impura e immeritevole di una qualunque altra donna. Il mio unico
desiderio in questa vita che tu possa toccarmi ancora una volta.
Upgupatta rimase in piedi fermo. Chiuse gli occhi per un istante e poi promise:
Divina e affascinante Signora, vi prometto che verr un giorno a benedirvi con un tocco.
Il vostro sacrificio di aspettare sino ad allora. Vi do la mia solenne promessa.
Ho fede nelle vostre parole e vi aspetter disse umilmente Vasavdatta.
Non appena Upgupatta se ne fu andato, Vasavdatta si accasci al suolo.
Molti anni passarono. Colpita dalla sifilide Vasavdatta cominci a vivere i suoi
tormenti. La sua bellezza tramontava giorno dopo giorno. Inoltre, una epidemia di peste
colp la citt. Anche Vasavdatta ne cadde vittima, e con gli altri che erano divenuti infetti,
fu cacciata dalla citt e gettata in un fosso.

Una notte di splendida luna piena Vasavdatta inizi a riprendere i sensi. Aprendo gli
occhi, sent una grande sete ma non aveva la forza per alzarsi - la morte le era troppo
vicina. Desiderava per qualche goccia dacqua che inumidisse la sua gola secca.
Guardandosi intorno vide che non cera unanima viva a cui rivolgersi; Soltanto alcuni
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corpi morti che giacevano lontano. Nessuno poteva spengere la sete di una donna che era
solita bere da calici doro. I suoi occhi si riempirono di lacrime; bramava solo un po
dacqua ma non cera nulla da fare.
Allimprovviso sent i passi di qualcuno. Lentamente gir il capo in quella direzione e,
fu piena di gioia e stupore, vide Upgupatta venire verso di lei. Langoscia si dilegu
lasciando il posto ad unincontenibile gioia. Era proprio lui, lo stesso corpo radioso
illuminato dallo splendore del celibato come lo aveva visto molto tempo fa in riva al lago.
Upgupatta silenziosamente si sedette accanto a lei.
Con voce sommessa Vasavdatta esclam: Alla fine sei venuto! Sono cos felice. Ora
potr morire in pace.
Upgupatta appoggi il capo di lei nel suo grembo. No! No! Non mi toccare. La mia
malattia ti contager grid Vasvadatta.
Bellissima Signora! Non essere in pena per il mio corpo, ti ho promesso che ti avrei
dato pace con un mio tocco e sono giunto per adempiere alla mia promessa disse
Upgupatta pieno damore.
Gli occhi di Vasavdatta si riempirono di lacrime. Aveva provato innumerevoli volte il
piacere attraverso il tatto, ma la felicit del contatto che ora sentiva era oltre ogni
immaginazione. Quello era il tocco di Dio. Il corpo di Vasavdatta che una volta avrebbe
fatto sbiadire la luna per la sua bellezza era ora devastato dalla malattia, ma mentre
chiunque altro ne avrebbe avuto repulsione, Upgupatta la teneva in grembo inondandola
di amore divino.
Upgupatta sollev una brocca con dellacqua per dissetare Vasavdatta, allora ella
ramment di avere la gola secca, ma bevendo pensava: Sono gocce dacqua o damore
queste?, il gusto era quello dellamore. Infatti, quando la mano di Upgupatta accarezz
affettuosamente la sua testa, Vasavdatta fu dissetata dal nettare dellamore e, in pochi
istanti, sent che la sua mente calava in profondit sconosciute.
Loscuro fantasma della morte si stava avvicinando. Cercando di tenere le mani in
preghiera, Vasavdatta guard Upgupatta, e con occhi che si perdevano nelloscurit, lo
salut grata.

Pregate con regolarit tutti i giorni il Signore. Osservate il celibato, e praticate una
dieta moderata e lesercizio fisico. Lentamente procedete nel pellegrinaggio della vita,
portando la lampada della buona condotta in una mano e quella dellastinenza sessuale
nellaltra.
La mia benedizione a tutti voi.
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C APITOLO 2

LA NON VIOLENZA

17 luglio 1977
Domenica, ore 15,30
Kripalu Yoga Retreat
Summit Station, PA, U.S.A.

Limportanza delle discipline e delle pratiche spirituali


Come una tazza devessere pulita prima che la si possa riempire di latte, cos il
sadhaka deve adeguatamente purificare il corpo e la mente prima di praticare qualunque
forma di yoga. Ogni branca dello yoga delinea questo processo in modo diverso: in karma
yoga discipline e pratiche spirituali sono chiamate yama e niyama; Bhakti yoga definisce
questo percorso attraverso vari rituali e voti; Jnana yoga, infine, incoraggia laspirante a
rimuovere ogni impurit, distrazione e stratificazione che si sia sovrapposta sulla luce
dellanima.
Tutte le religioni del mondo riconoscono, in misura maggiore o minore, il valore di
yama e niyama. Una religione che non tributi loro il dovuto rispetto non durer a lungo. Il
grande saggio Patanjali ha definito cinque discipline: non violenza, verit, non rubare,
celibato e non attaccamento. Egli ha chiaramente detto che la corretta osservanza di queste
pratiche di base porter beneficio a tutto il mondo. Queste discipline umanitarie a livello
universale sono di primaria importanza per coloro che percorrono sia la via pravritti che
quella nivritti.
Allinizio della sadhana yoga, il sadhaka deve erigere con yama e niyama una fortezza
per proteggere la sua pratica. Se non difende la sua sadhana in questo modo, subir
continui ostacoli e disturbi. Ci sono due modi per combattere una battaglia: stando dentro
un forte e in campo aperto. Al sadhaka richiesto di combattere in ogni situazione, non
importa in quale campo di battaglia si trovi.
I cinque pi potenti nemici dello yoga sono: violenza, falsit, furto, sesso e
attaccamento; essi ostacolano chiunque viaggia sulla via verso il Signore. Al contrario, i
pi potenti amici dello yoga sono: non violenza, verit, non rubare, celibato e non
attaccamento; essi consentono il successo nella sadhana.

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Violenza e non violenza


La non violenza la prima delle cinque discipline spirituali. La sua posizione primaria
sta a significare la sua fondamentale importanza; essa il vero seme delle discipline
spirituali di base. Quando germoglia, verit, non rubare, celibato e non attaccamento si
manifestano spontaneamente - una potente virt attrae infinite altre virt, un potente vizio
attrae infiniti altri vizi. Ci spiega perch la pratica della non violenza rappresenti la
religione per antonomasia. La non violenza una straordinaria pratica religiosa per tutti.
La non violenza in sanscrito chiamata ahimsa; la parola composta da: a con
valore privativo che significa non e himsa che significa violenza. Poich le sacre
scritture prescrivono la pratica della non violenza, potreste chiedervi: la violenza una
tendenza di tutta la collettivit o un problema che riguarda solo il sadhaka che percorre
una via spirituale?
Se si analizza la questione superficialmente, si potrebbe concludere che n luno n
laltro sono violenti; ma se analizziamo meglio il problema concluderemo che lo sono
entrambi. Perci, se guardiamo da un punto di vista superficiale trarremo la conclusione
che sia il ricercatore che luomo comune sono non violenti.
Come siamo giunti a questa conclusione? Se chiedeste ad una famiglia di elefanti o di
cervi: I leoni sono violenti?, essi risponderanno allunisono di s. Ma se chiedeste a un
cucciolo di leone che gioca vicino al padre, egli risponder all'istante: Mio padre un
modello damore. Non ho mai visto violenza in nessun angolo del suo cuore.
Questo ci che si vede da una prospettiva grossolana. Infatti, poich n la famiglia
degli elefanti, n quella dei cervi e dei leoni sono consapevoli ciascuna delle altre, ogni
famiglia considerer vero il proprio punto di vista.
Allo stesso modo, chi fa una valutazione grossolana si mostra parziale nel considerare
che il sadhaka e il non sadhaka siano entrambi non violenti. Una valutazione sottile e
imparziale rileverebbe che al contrario lo sono entrambi.
Ogni persona possiede in una certa misura una propensione alla violenza. Questa il
motivo per cui i grandi maestri hanno fatto della non violenza un voto universale.
La principale giustificazione che adduciamo nel dichiararci non violenti il fatto che
non portiamo con noi armi: Non pensiamo neppure alle armi; non portiamo nemmeno
un semplice coltello in tasca. I criminali invece sono sempre armati. Tuttavia, non
dovremmo dimenticare che esistono due tipi di armi: quelle grossolane e quelle sottili. Chi
non usa armi grossolane, usa quelle sottili, come i pensieri e le parole. Il pensiero fatto di
parole immanifeste, cio sottili, mentre la parola pensiero manifesto, cio grossolano;
entrambi, pensieri e parole, possono funzionare come veleno o come un nettare.

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Le ferite provocate da armi grossolane spesso si rimarginano nel giro di qualche


mese, mentre le ferite inferte da armi sottili possono richiedere molto tempo prima di
guarire.
Il modo in cui scriviamo o parliamo pu colpire il cuore dellaltro; quindi,
commettiamo violenza anche quando parliamo in modo duro. A volte il nostro
temperamento tende ad assomigliare a quello di un animale violento e crudele, e cos
offendiamo i nostri parenti e coloro che amiamo pronunciando parole dure. Quindi,
davvero fondamentale osservare la non violenza.
Una eccellente forma di non violenza lamore altruistico, mentre la forma di
violenza pi estrema lodio.
Quando lodio cresce in eccesso, una persona indotta ad agire in modo violento. E
sbagliato ritenere che la violenza non venga commessa finch lodio non cresce.
Unaltra convinzione errata ritenere che la violenza sia commessa solo da coloro che
vanno a pesca o a caccia. La violenza pu essere commessa ovunque, anche nella propria
casa! Ad esempio, quando un coniuge ferisce laltro con parole dure, essi stanno
commettendo una forma infima di violenza.

La non violenza e la famiglia


Se volete vivere una vita familiare felice, non date spazio a nessun tipo di violenza.
Non v dubbio che consideriate inammissibili ferite causate da armi come frecce, spade e
cannoni, tuttavia esse sono in realt pi sostenibili di quelle causate dalle parole. La mente
di chi adirato diventa cos agitata da far inasprire lo sguardo, tendere il corpo, e fare
agire la persona non pi come un essere umano ma come un demone. In questo modo egli
infligge una vera e propria tortura sui propri parenti e su coloro che ama e poi si aspetta
che questi lo amino ancora. Una casa bruciata dal fuoco pu essere ancora ricostruita, ma
una famiglia distrutta dai litigi non potr mai pi essere ricomposta.
Se non volete praticare lo yoga e raggiungere devozione e conoscenza, non fatelo! Ma
se volete vivere una vita felice in questo mondo, dovete praticare gli esercizi spirituali per
addolcire i vostri occhi, il vostro cuore, i vostri pensieri e la vostra parola. Sia il marito che
la moglie dovrebbero praticare lesercizio di parlare dolcemente di fronte ad uno specchio
quando laltro non in casa. Essi non dovrebbero considerare questo esercizio una recita,
perch in verit un modo per imparare ad amare.
Un attore segue un copione, mentre gli studenti che desiderano imparare ad amare si
allenano con fermezza a costruire nuove impressioni attraverso una pratica ripetuta. Solo

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lamore pu condurre alla tolleranza e allaccettazione, perch la tolleranza la vera


natura dellamore.
Come pu mostrare tolleranza chi non ha ancora imparato ad esprimere laffetto? La
tolleranza si esprime come non violenza, mentre lintolleranza si manifesta con la violenza.
Se non avete successo nel coltivare affetto e tolleranza, incontrerete fallimenti in ogni area
della vostra vita. La sadhana per la vita nel mondo il primo stadio. Chi non ha ottenuto
completo successo in questa prima fase, non potr mai aspirare al vero yoga, alla
devozione e alla conoscenza.
Lindifferenza il seme della violenza. Il numero di piante dellodio che sono coltivate
nella mente sono direttamente proporzionali alle aree in cui si indifferenti. Quando
queste piante vengono nutrite, generano frutti sotto forma di violenza. La nascita di queste
piante e dei loro frutti segna inevitabilmente linizio di un conflitto.
La violenza assume questo approccio: Io sar contro di te fino alla morte, e con tale
convinzione parte allattacco dellaltro. La non violenza invece si pone con un
atteggiamento di comprensione verso laltro e genera comportamenti protettivi e di difesa
dellaltro.
Anche se leggiamo innumerevoli testi sacri e ascoltiamo infinite prediche religiose,
rimaniamo sempre gli stessi e non cambiamo nemmeno di una virgola! Come pu
accadere ci? C ununica risposta: restiamo nei pensieri e non nella pratica. Per
trasformare i nostri buoni pensieri in semi, dobbiamo portare gradualmente la nostra
mente sotto controllo.
Critica e biasimo sono la causa fondamentale dei conflitti familiari, poich essi
influenzano pensieri, parole e azioni. Il rimuginare sulle negativit agita la mente. Al
contrario bisognerebbe coltivare labitudine di apprezzare le virt; cos facendo, lamore
puro si sviluppa e si manifesta nel pensiero, nelle parole e nel comportamento. La ricerca
della virt ispira i parenti e coloro che amiamo a frenare le cattive abitudini e a
manifestare rispetto, buona volont, dolcezza e amore, anzich mancanza di rispetto,
cattiva volont, amarezza e odio.
Nella famiglia davvero fondamentale integrare il pensiero e la pratica. Per iniziare,
lintera famiglia dovrebbe sedersi insieme e scegliere di volere un ambiente amorevole,
felice ed orientato al servizio, e ciascuno dei componenti sceglie di vivere felicemente ed
aiutare ogni altro membro della famiglia a vivere allo stesso modo.
Finch non diamo felicit allaltro, non raggiungeremo mai la nostra.
Durante il giorno, vivendo insieme, possono sorgere differenze di opinione o di
condotta, ma si dovrebbe usare la discriminazione per rimuovere la sorgente di tali
conflitti. Bisogna essere vigili affinch queste differenze superficiali non provochino nel
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cuore differenze pi profonde. Come tali diversit di opinione crescono nella mente di un
membro della famiglia, aumenter il disaccordo tra tutti. Il capofamiglia dovrebbe vedere i
bisogni della famiglia, definire e mettere in pratica semplici esperimenti per intervenire in
funzione di questi. Esperimenti complessi non avranno effetto allinizio, perch non si
acquisiscono nuove abilit appena si inizia un nuovo lavoro. Queste giungono
gradualmente! Attitudine, entusiasmo, fede, pazienza, e altre virt giocano un ruolo
importante nello sviluppo delle abilit. Anche il fallimento non evitabile, e occorre
riaffermare la propria volont e sforzarsi verso il successo.

Avere delle mete nella vita


Esistono due tipologie di persone al mondo: coloro che hanno degli ideali e coloro che
non ne hanno. Ogni genio in qualunque campo inevitabilmente ha qualche sorta di ideale
che guida e sviluppa la sua vita. Le persone senza ideali non possono focalizzare la loro
attenzione a lungo su un obiettivo, con pazienza e perseveranza.
Si sforzano oggi di raggiungere una meta e domani unaltra.
Molti anni fa, vivevo a Halol, lo stesso villaggio dove nato Amrit. Egli a quel tempo
aveva 15-16 anni e veniva da me regolarmente ogni giorno. Ci amavamo profondamente.
Sebbene lui venisse da me per affetto, io ero solito consigliargli di essere amorevole,
virtuoso e di praticare il celibato, in questo modo avrebbe avuto successo nella vita. Amrit
accettava con affetto i miei consigli, li ponderava seriamente, e si sforzava di assimilarli
nella sua vita quotidiana. Dal momento che lideale che gli diedi combaciava con le sue
attitudini, fu in grado di integrarlo, ed anche oggi sta sinceramente perseguendo lo stesso
ideale. Per questo egli sta vivendo una vita genuina qui in America e sta ispirando i suoi
discepoli a vivere anchessi una vita genuina.
Siate idealisti! Un ideale non dovrebbe essere accettato immediatamente, ma dopo averlo
ponderato a lungo e profondamente. Se quellideale collima con la propria personalit, anche
solo leggermente, sar pi facile praticarlo. Se invece si scontra con la propria personalit,
diverr molto pi difficile da praticare e alla fine dovr comunque essere abbandonato.
Chi dimentica i propri ideali non una persona sincera.
Come lungo il percorso i fiori mantengono la loro fragranza e le stelle la loro luce, cos
lidealista porta con s i propri ideali ovunque vada.
Ora, cercher di darvi alcuni brevi suggerimenti per aiutarvi nella vostra pratica
giornaliera:
1.

Create labitudine di alzarvi presto la mattina. Appena alzati, ricordate il Signore


per due minuti. Poi con calma finite la vostra regolare routine in bagno ripetendo
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il nome di Dio o cantate un bhajan o un dhun.


2.

Dopo aver concluso le vostre routine del mattino, meditate in un posto personale.
Se riempite la stanza della vostra sadhana con pensieri puri e sacri, appena
entrerete essa vi condurr immediatamente alla quiete mentale. Perci fate in
modo che la stanza della vostra sadhana diventi il tempio di Dio, un luogo di
pellegrinaggio, una terra di austerit per voi.

3.

Durante la sadhana, cercate rifugio nelle posture, nel pranayama e altre pratiche
yoga per purificare il corpo. Per la purificazione della mente, cercate il sostegno di
preghiere, mantra, canto, bhajan, meditazione, lettura di testi sacri ed altre
pratiche di conoscenza. Agite con amore piuttosto che in modo meccanico. In
questo modo integrerete le vie di azione, devozione e conoscenza per eccellere
nella vita.

4.

Frequentate gruppi di preghiera sia al mattino che alla sera. Ogni giorno dopo la
preghiera, ispirate gli altri ad essere amorevoli. Accettate gli errori altrui e
chiedete perdono per i vostri.

Se lamore pu calmare un leone feroce, perch ci non dovrebbe funzionare con i vostri
parenti, per quanto essi possano avere un carattere aggressivo?
Studiare il mantra dellamore unottima pratica tanto quanto studiare il mantra della
non violenza. Nellamore non c posto per la violenza. Amore significa resa del s.

Gli animali, gli uccelli e lamore


Lamore ha influenza anche sugli animali e gli uccelli. Sulla strada che va da casa mia
al tempio, oggi ho visto un gatto che andava verso lashram con un topo in bocca. Subito
dopo aver assistito a un atto di violenza, ora sono qui davanti a voi a parlare di non
violenza.
Forse dopo aver finito il suo pasto, il gatto verr qui al tempio, e si sieder in grembo a
qualcuno di voi. Se sar cos, possiamo dire che un essere che ha agito violentemente
proprio un attimo prima ora amorevole con voi. I sentimenti che erano presenti nella sua
mente mentre catturava il topo non esistono nel momento in cui sta seduto nel vostro
grembo.
Possiamo allora dire che il gatto non sa come amare il topo? S. I gatti amano sempre i
topi. Non importa se non hanno mai messo gli occhi sopra un particolare topo prima
dora! Indipendentemente da quanto si sentano tristi, essi provano unimmediata gioia alla
vista di un topo sconosciuto. Il topo per non potr mai amare un gatto
indipendentemente da quanto questi sia gioioso con lui. Nel momento in cui il topo
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vede il gatto, diventa subito avvilito. Un topo non potr mai amare un gatto, e un gatto
non potr mai odiare un topo. Questa la Legge della Natura, il Gioco di Dio.
Noi amiamo gli uccelli e gli animali, ed essi possono sentire il nostro amore e
ricambiarlo a loro volta. Se anche un gatto che ammazza topi vinto dal nostro amore,
perch ci non dovrebbe accadere per i nostri parenti: padre, madre, fratello, sorella, figlio,
nipote, moglie ecc.? Non dovrebbero essi avere almeno la sensibilit di un gatto assassino?

Lo schiavo e il leone
Oggi vi racconter una storia che ci riporta ai tempi della schiavit in un paese senza
nome.
Cera una volta uno schiavo che desiderava disperatamente fuggire dalle torture
inflittegli dal suo padrone. In una notte buia, egli riusc a fuggire. Giunto al confine con
una grande foresta, stanco per la lunga corsa, decise di riposare sotto un grande albero e
pens tra s: La foresta sembra essere pi sicura della citt.
Cos, sentendosi fuori pericolo, ripos e quindi entr nella foresta.
Per tre giorni cammin nutrendosi solo della frutta selvatica che trovava lungo il
percorso. Finora quello del cibo era stato il problema minore, in quanto egli bramava solo
la libert. Tuttavia ora la libert era stata raggiunta.
Inoltre lo schiavo era ignaro di trovarsi in una parte della foresta abitata da animali
feroci. Quando sent il ruggito di un leone, il suo corpo cominci a tremare e il suo cuore a
battere forte.
Alzando gli occhi al cielo, inizi a pregare con fervore: Oh Compassionevole! Ho
lottato duramente per liberarmi dalla schiavit. Non ho ancora avuto un attimo per gioire
della mia libert che gi mi trovo di fronte alla minaccia di una morte immediata. Se tu
desideri ora la mia morte, sono pronto per venire a te.
Il leone rugg nuovamente e lo schiavo si guard intorno. Ebbe ancora pi paura
quando lo vide seduto sotto un grande albero. Ma, cosa abbastanza curiosa, il leone non
era per niente interessato a lui, al contrario la bestia sembrava avvertire un qualche dolore.
Lo schiavo consider che dopo tutto il ruggito non rassomigliava a quello di un cacciatore
ma piuttosto a un lamento; cos la sua paura cominci a diminuire.
Sembrava che sia lo schiavo che il leone fossero infelici: due individui sofferenti i cui
percorsi si erano per caso incrociati. In queste condizioni, facile per chi soffre
immedesimarsi nel compagno sofferente.

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Lo schiavo si avvicin al leone e vide che aveva una zampa cos infetta a causa di una
spina, che lanimale non riusciva nemmeno alzarsi. Infatti il leone stava ruggendo per il
dolore della ferita.
Alla vista di quella sofferenza luomo prov grande compassione per il leone. La
compassione, che cosa incredibile! Immaginate lintreccio di teneri sentimenti tra un essere
umano e un leone selvatico. Lo schiavo si sedette di lato al leone e osserv la ferita. Vide
una spina molto grossa profondamente conficcata nella zampa e la estrasse con
delicatezza. Poi fece una sorta di coppa con delle foglie e la riemp dacqua a una piccola
sorgente l vicino, e ripul la ferita. Per fortuna lo schiavo aveva delle conoscenze di erbe
medicinali. Perci cerc delle erbe medicamentose, ne fece una poltiglia e lapplic sulla
ferita.
Il leone era contento delle cure. Aveva sentito sin dallinizio che il nuovo arrivato era
un amico, non un nemico. Perci, nei due giorni successivi, tra il leone e lo schiavo si
stabil unintima amicizia. Il leone, con qualche sforzo, pot nuovamente camminare, e lo
schiavo lo guid allacqua per bere. Sebbene lanimale fosse affamato per il lungo digiuno
che linfermit gli aveva imposto, lamore per lo schiavo aveva cos tanto occupato la sua
mente da fargli dimenticare la fame.
In pochi giorni la ferit guar e il leone poteva ora cacciare liberamente nella foresta.
Ogni giorno egli tornava dalla caccia per sedersi vicino al suo amico. Senza parole e con
grande affetto i due sedevano vicini e si guardavano negli occhi.
Poi un giorno, dopo circa un mese, lo schiavo decise di tentare la fortuna in citt, e
cos i due amici si separarono riluttanti. Mentre lo schiavo si allontanava, si gir indietro a
guardare almeno una dozzina di volte verso il suo nuovo amico che, seduto al limitare
della foresta, lo osservava allontanarsi.
Lo schiavo entr in citt, ma a quei tempi ogni schiavo senza padrone era una preda
per chiunque volesse possederlo. Un uomo ricco not lo schiavo che vagava e lo cattur.
Per fortuna il nuovo padrone non era crudele come il precedente. Lo schiavo fu subito
grato per i modi gentili con cui il suo padrone lo trattava, cos inizi a servirlo con amore e
presto divenne il suo favorito.
Un giorno, il nuovo padrone sent di un premio favoloso offerto a chiunque avesse
osato lottare con un feroce leone che era stato appena catturato nella vicina foresta. Egli
decise di andare a vedere lo spettacolo. A quei tempi, era uno spettacolo molto popolare
guardare lottatori addestrati tentare di combattere contro animali feroci che erano stati
catturati nella foresta.
Il giorno dellevento, si riun una grande folla nellarena, compresi il padrone e il suo
schiavo. Tutti erano eccitati perch famosi lottatori da ogni parte del regno era giunti per
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gareggiare e vincere il premio. Coloro che avevano organizzato lincontro non avevano
permesso ai lottatori di vedere il leone in anticipo; cos, quando il leone feroce venne
mostrato, tutti i lottatori si rifiutarono di combattere.
Gli spettatori si arrabbiarono perch sembrava che nessuno avesse abbastanza
coraggio per lottare contro il leone. Lorganizzatore, ora disperato, offr un premio a
scelta del vincitore a chiunque avesse affrontato la bestia. Nessuno per si fece avanti.
Quando gli occhi dello schiavo caddero sulla gabbia della fiera, egli riconobbe subito
il suo amico leone. Allora disse al padrone: Vorrei provare a vincere il premio, ma a due
condizioni: primo, che io possa vincere il leone con lamore anzich combatterlo; secondo,
che lanimale mi sia dato come ricompensa.
Il padrone rimase sbalordito dalla strana richiesta, ma data la determinazione dello
schiavo, tratt con lorganizzatore che, anche se sorpreso, accett le condizioni dello
schiavo.
Rivolgendosi alla folla che se ne stava andando, lorganizzatore annunci: Fratelli e
sorelle! Sebbene non ci sia nessun lottatore con abbastanza coraggio da combattere questa
belva selvatica, uno schiavo si fatto avanti e si proposto di tentare di ammansire questo
leone con lamore!.
Molti spettatori risero, altri erano curiosi, altri ancora erano preoccupati per la sorte
dello schiavo e tutti iniziarono a discutere lo strano caso. Quando lo schiavo si trov di
fronte alla gabbia e si avvicin, alcuni pensarono che egli fosse cos stufo della propria vita
da aver deciso di farla finita con una esibizione audace.
Appena lo schiavo si avvicin alla gabbia, la folla scoppi in un applauso spontaneo e
in grida di incoraggiamento. Ognuno sent un tonfo al cuore quando egli apr la gabbia.
Erano tutti convinti che non appena fosse entrato l dentro il leone lavrebbe sbranato.
Quando allinizio lo schiavo era sceso nellarena, il leone aveva ruggito cos forte da
spaventare parecchi bambini del pubblico. Come poteva una bestia cos feroce accogliere
lamore di uno schiavo? Ma appena egli apr la gabbia e i suoi occhi si incrociarono con
quelli del leone, i due vecchi amici furono felici di incontrarsi nuovamente! Lo schiavo
entr e teneramente abbracci il leone intorno al collo mentre questi gli leccava affettuoso
il viso.
Il pubblico rimase attonito, poi incantato, come da una magia. Nessuno avrebbe
previsto un tale corso degli eventi. Quello era uno schiavo o un mago?
S, ci che stava accadendo sotto gli occhi stupefatti degli spettatori era una vera magia: la
magia dellamore! Perch se esiste qualcosa a questo mondo che sia veramente magico, questo
lamore!
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Larena era vicino ad una piccola collina fuori dalle mura della citt. Un sentiero oltre
la collina conduceva direttamente nella foresta. Lo schiavo aveva deciso precedentemente
di liberare il leone, e lorganizzatore fu daccordo.
Il loro legame damore si era concluso.
Andando verso luscita della gabbia, lo schiavo disse alla folla: Miei riveriti anziani,
per cortesia datemi attenzione. Non siate impauriti. Io e il mio amico ora andremo
quietamente verso la foresta. Desidero vedere il leone salvo a casa sua. Sei mesi fa, la sua
zampa era infetta per una spina che vi si era conficcata. Vedendo il suo dolore, laiutai a
guarire la ferita e da quel momento siamo diventati grandi amici. Non sono un mago; ci
che ho fatto non frutto della magia ma dellamore.
La sua spiegazione soddisf la folla, ma nonostante quelle rassicurazioni, la gente
aveva paura. Lo schiavo rientr nella gabbia e ne usc con il leone che era per cos
immerso nellamore per il suo salvatore da non fare alcun caso alle altre persone. In
pochi minuti, i due amici scomparvero dietro la collina sotto lo sguardo attonito degli
astanti.

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Non violenza e sadhana


La stabilit della mente fondamentale nella sadhana. La non violenza nella sadhana
viene osservata in armonia con il tipo di sadhana, mentre nella famiglia essa praticata in
armonia con la propria situazione familiare. Chi vive in un ashram dovrebbe considerare
gli altri ospiti dellashram come la propria famiglia e comportarsi amorevolmente.
Quando si pratica lahimsa, ossia la non violenza, ci si astiene dal produrre sofferenza,
con i pensieri, le parole e le azioni. ad ogni creatura vivente.
Cos come granelli di sabbia, sassolini, o pietre increspano le calme acque cadendo nel
lago, allo stesso modo, linstabilit mentale deriva da ogni alterazione che nasce nella
mente. La violenza unalterazione, unanomalia, mentre la non violenza naturale, la
normalit.
Ci sono tre livelli di sadhana: ordinario, intermedio e sommo. Allo stesso modo
esistono tre livelli di non violenza: ordinaria, media ed elevatissima. Un sadhaka ordinario
non pu praticare n il livello medio, n il pi elevato di non violenza, perch non ne ha le
capacit. Egli deve svilupparle gradualmente.
La mente diviene instabile quando si avverte odio per qualcuno. Se in questa
condizione si entra in meditazione, normale che i pensieri di odio catturino la nostra
mente; di conseguenza lodio si radicher pi profondamente. Il sadhaka dovrebbe
rimuovere lodio dalla sua mente, ma se non ne capace, non dovrebbe allora entrare in
camera di meditazione. Coloro che meditano lo fanno nel luogo che sentono pi adatto,
ma si pu anche dire che il luogo ove lindividuo in grado di mantenere la propria mente
su un unico pensiero una camera di meditazione; che sia il bagno o la lavanderia.
Le persone che rubano o assalgono gli altri saranno coinvolte in tali azioni malvagie.
Sia le azione viziose che le azioni virtuose sono il puro frutto della concentrazione.
Ogni qual volta la mente del sadhaka diviene instabile a causa di un pensiero
anomalo, egli dovrebbe stabilizzarla coinvolgendosi in qualche attivit che gli piace o
verso la quale si sente portato. La causa che aumenta linstabilit della mente dovrebbe
essere abbandonata con fermezza.
Solo il sadhaka che ha realizzato larte di cambiare la direzione della propria mente
diverr un maestro.
Linstabilit della mente un ostacolo. Un ostacolo indesiderato pu essere rimosso
soltanto da un ostacolo desiderato. Solo una spina pu toglierne unaltra. Vale la pena
ricordare che non si dovrebbe sollevare una spada contro unaltra, ma si dovrebbe
sollevare uno scudo contro la spada. Ognuno ha il diritto di difendersi, ma non quello di

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attaccare. Questa tecnica vale per il sadhaka sul percorso pravritti, non per quello sul
percorso nivritti.
Il viaggiatore sul percorso pravritti dedito a condotta e pensieri virtuosi ed sempre
vigile. Tuttavia quando il prana tenuto sotto controllo nel suo corpo diventa indipendente,
la sua mente che era ferma e forte diventa instabile e debole. Allinizio il sadhaka
sperimenta ripetuti fallimenti in tali situazioni, e la sua mente ferma si altera a causa di
questi ripetuti fallimenti. Comunque, se egli riesce a stabilire in quali circostanze il prana
diventa indipendente, allora pu erigere delle barriere alla indipendenza del prana ed
essere in grado cos di resistere al fallimento.
Supponiamo che qualcuno offenda un sadhaka e che egli non lo tolleri, allora il prana
controllato e dipendente dal corpo diventa libero e disturba la mente. Di conseguenza il
sadhaka potrebbe restituire loffesa ricevuta e persino, preso dalla rabbia, aggredire laltro.
Se la stessa situazione avviene durante il sonno, si avr lo stesso risultato. Perci il
sadhaka sulla via pravritti deve avere una mente subconscia con le stesse impressioni della
mente conscia; allora i disturbi nei sogni saranno limitati.
Vi far un altro esempio. Quando si guarda limmagine di una bellissima donna, il
prana dipendente e controllato diviene indipendente e disturba la mente. In questa
situazione occorre fare uno sforzo per guidare la mente nella direzione opposta. Ci viene
chiamato resistenza. Dato che questo tipo di disturbo pu presentarsi anche nel sogno, il
sadhaka deve rendere la sua mente subconscia devota e ubbidiente. Perci alcuni
cambiamenti e alterazioni sorgono a causa della suscettibilit del sadhaka ai disturbi fisici
esterni, altri invece a causa della suscettibilit verso i disturbi interni o mentali.
Per il sadhaka sulla via pravritti, la stabilit interna ed esterna sinonimo della
predominanza del controllo della mente sul prana, mentre linstabilit indica la
predominanza del prana.
Per il sadhaka sulla via nivritti, quando egli pratica, nella propria stanza di
meditazione, la sadhana di resa al prana, pensieri di attaccamento ed odio sorgono
spontaneamente.
Il viaggiatore sul percorso pravritti controlla il prana e rafforza la mente. Egli non
permette che durante la meditazione nella mente sorgano disturbi. Se ci avviene, la
mente frena il prana e lo rende impotente.
Diversamente il viaggiatore sul percorso nivritti frena il controllo della mente
sullenergia vitale e cos facendo rafforza il prana. Durante la sua meditazione, il prana
risveglia anche le passioni mentali latenti e le combatte. Comunque, non le pu
sconfiggere. Ci conduce il sadhaka a subire ripetuti fallimenti, ma nonostante questo egli
non abbandona il combattimento. Alla fine il prana diviene molto forte e ottiene la vittoria.
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Anche qui necessaria una piccola spiegazione. Sul percorso pravritti si producono
pi passioni mentali, mentre su quello nivritti si producono pi passioni fisiche. La via
pravritti pi coinvolta da fonti di eccitazione esterne, mentre la via nivritti lo
prevalentemente da fonti di eccitazione interne. Il sadhaka sul percorso pravritti sta attento
a non far sorgere le passioni. Egli le ostacola e impedisce che rechino disturbo alla mente.
Il sadhaka sul percorso nivritti quando in meditazione non ostacola le passioni, ma le
risveglia deliberatamente e sopporta i disturbi che queste causano alla mente. Allinizio il
sadhaka attratto da molte delle sue precedenti impressioni. Tuttavia nello stadio
intermedio della sadhana, dopo che il prana ha continuato a risvegliare per molto tempo
queste stesse passioni, il sadhaka satura queste impressioni e gradualmente perde
lattaccamento verso di loro. Nello stadio iniziale invece il prana risveglia continuamente
le stesse passioni, le quali producono malizia nella mente del sadhaka. Alla fine per il
sadhaka resta a loro indifferente. Cos laspirante che pratica il sentiero del Sahaja Yoga
trionfa sulla mente per mezzo del prana e ottiene la liberazione.
Se il sadhaka del percorso nivritti, invece di rimanere ritirato, in silenzio e devoto al
dharma, si coinvolge in varie attivit, ricerca la compagnia di molte persone, parla molto,
ed osserva con scarsa discriminazione le discipline del dharma, nella sua sadhana
sorgeranno distrazioni. Per evitare ci, egli dovrebbe vivere in isolamento, stare nel
silenzio, e abbandonare il coinvolgimento con persone e attivit non adeguate alla propria
sadhana. Anche se si dovrebbe essere amorevoli con gli altri in ogni caso, vivendo in
isolamento, questo sadhaka potr osservare la non violenza pi facilmente.

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C APITOLO 3

VERIT

19 luglio 1977
Marted
Kripalu Yoga Retreat
Summit Station, PA, U.S.A.

Il significato della verit


Oggi vi presenter alcuni importanti aspetti del secondo yama, ossia della disciplina
spirituale chiamata Satya, che vuol dire Verit. Tra gli infiniti significati del termine
verit, ho scelto di parlarvi della verit nel linguaggio.
La verit viene definita come ci che promuove il benessere di tutti gli esseri viventi e
che non corrotto dalla falsit.
I maestri spirituali che hanno realizzato la verit e che hanno vissuto le loro esistenze
in armonia con questa definizione, alla fine hanno realizzato che tutto il mondo la loro
stessa famiglia. Dal momento che questi santi hanno abbandonato ogni forma di ego e
sono divenuti liberi, ogni loro azione ispirata da Dio, dalla natura e motivata dal
benessere sociale. Esseri che sono cos completamente liberi non hanno ragione di dire
altro che non sia la pura verit.
Ricordate per che questo stadio si realizza solo dopo un lunghissimo periodo di
tempo in cui si fatta pratica del dire la verit.

La verit e la famiglia
I grandi maestri che hanno realizzato la verit ultima vengono a noi portando la luce
che disperde loscurit della falsit.
Cos come un gufo non tollera la luce del giorno, noi non tolleriamo la luce della
verit. Perci la nascondiamo, vivendo nellangolo pi remoto della falsit.
La parola verit antica ed ben definita dai nostri dizionari da centinaia danni,
tuttavia essendo noi fedeli delloriginalit, rifiutiamo di servircene sviluppando dalla
prima infanzia labitudine di parlare in modo falso. La nostra la condizione in cui non
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abbiamo bisogno di preoccuparci di praticare la verit nella parola, ma semplicemente di


cancellare una piccola parte dalla massa enorme di non-verit che usualmente sta nel nostro
linguaggio. Quindi, per praticare la verit, dovremmo diminuire la nostra pratica della falsit.
Proprio perch n noi n i nostri familiari sappiamo come parlare in modo veritiero,
non siamo in grado di avere armonia nella nostra vita familiare. Perch ci cos difficile
parlare veracemente a 5-10 nostri parenti e a coloro che amiamo? Se non siamo in grado di
parlar loro in modo veritiero, come potremo farlo nella societ? Siamo cos poveri damore
e cos pieni degoismo che tutto ci che riusciamo ad esprimere falsit.
Ovviamente tutti noi sappiamo parlar bene, ma definire comunicazione ci che
diciamo tuttaltra cosa. Non si pu dire di saper parlare solo pronunciando vocali e
consonanti; finch non parliamo in modo veritiero, il nostro linguaggio puro rumore.
Chi parla con sincerit pi che coraggioso, un valoroso. Dallaltra parte, il finto
valore di colui che parla con falsit un semplice inganno; ci che appare come coraggio
in verit pura debolezza.
La falsit erige muri tra gli esseri e trasforma anche la persona amata in uno straniero
o un nemico. La verit abbatte i muri che ci separano e trasforma anche gli stranieri e i
nemici in persone amate.
La falsit conduce al caos e allodio, mentre la verit porta lamore e la pace.

Il silenzio: il primo passo verso la verit


La verit temuta da tutti nel mondo, pi dogni altra cosa, anche se porta pace e
prosperit. Perch temiamo la verit la quale una forma di Dio e dellamore? Abbiamo
paura di parlare in modo veritiero per diverse ragioni. Una tra le pi rilevanti il credere
che la verit non serve, priva di valore come una moneta falsa e, perci, non pu aiutarci
ad ottenere ci che vogliamo. Crediamo che sia necessario parlare in modo falso per
sopravvivere ed essere felici. nostra ferma convinzione che la falsit sia universalmente
valida, mentre invece ci conduce lungo larido sentiero del declino.
Supponiamo che la verit stia al centesimo gradino. Per raggiungerla dobbiamo
partire dal primo gradino e calcare uno ad uno i novantanove scalini verso la verit. Per
fare ci abbiamo bisogno di diverse tecniche. Una persona che deve catturare un serpente
parte afferrando il suo punto vitale con delle pinze, per evitare di essere morso. Anche se
la verit un recipiente pieno di nettare, le parti egocentriche di noi stessi, come odio ed
egoismo, sono come serpenti velenosi. Perci noi possiamo soltanto partire dal frenare il
nostro linguaggio e il nostro comportamento afferrandone i punti vitali con le pinze del
silenzio.
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Il silenzio il primo passo verso la verit perch aiuta a limitare la falsit che
generalmente esprimiamo parlando troppo durante il giorno. Questo incessante flusso di
parole ci rende inclini alla cattiva abitudine di dire cose false. Questa cattiva abitudine
potrebbe essere tollerabile qualora morisse con il nostro corpo, ma essa continua a
coinvolgerci vita dopo vita. Parlare in modo falso quindi la principale causa di
fallimento.
Il miglior modo per rimuovere labitudine di parlare in modo falso stare in
isolamento. Iniziate con unora, poi due, poi tre, e gradualmente aumentate la durata del
silenzio finch alla fine rimarrete in silenzio tutto il giorno per ogni giorno che
necessario. Il silenzio durante il sonno non vale. Contate solo il tempo in cui voi
intenzionalmente limitate il parlare durante le ore di veglia.
Il modo pi pratico di osservare il silenzio quello di rimanere in isolamento. In
questo caso, limitare il parlare naturale perch intorno a voi non c nessuno. Chiunque
tenti di iniziare la pratica del silenzio senza avere un rifugio isolato dovr sostenere
uninfinit di disturbi.
Ricordate che sebbene limitiate il parlare col silenzio i vostri pensieri pi forti non
avranno bisogno di essere espressi con la parola. Un comportamento silenzioso pu
esprimere facilmente pensieri del genere. Una volta una persona che stava praticando il
silenzio fu insultata e, allimprovviso, senza dire una parola, diede uno schiaffo a chi
laveva offesa. Lo scopo del rimanere in silenzio non solo quello di limitare la parola,
ma anche quello di controllare la mente. Cos come tirando lestremit di un tappeto si
trascina lintero tappeto, limitando un solo desiderio, si controlla tutta la mente.
Perci per raggiungere la meta di controllare la parola, si deve controllare il proprio
comportamento. Come lacqua non pu essere contenuta da un recipiente bucato, cos i pensieri
non possono essere controllati dal silenzio se la persona persevera in un comportamento privo di
discernimento.
Il silenzio quando accompagnato dal discernimento come lalbero che realizza i
desideri: ha il potere di trasformare un ricercatore ordinario in un maestro realizzato. Io ho
mantenuto un silenzio costante per 19 anni. Sebbene non abbia notato in modo specifico
che cosa il silenzio mi abbia portato, esso mi ha donato tutte le cose di valore senza che lo
chiedessi. Il silenzio mi ha reso in grado di praticare la sadhana yoga in modo assiduo.
Il silenzio mi ha benedetto donandomi labitudine a praticare lauto-osservazione,
mantenendomi costantemente consapevole e cosciente. Ogni qual volta ho un
comportamento che considero inadeguato, la mia mente assalita da grande dolore e, se
non riesco ad individuare lerrore del mio comportamento, questo mi appare quando
pratico lauto-osservazione. Ne sono sempre sorpreso! Se questo errore sottile giunge alla

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mia consapevolezza in modo cos semplice durante la mia auto-osservazione, questo


dovuto soltanto alla grazia di Dio.
Il pensiero, che il primo stadio del processo del linguaggio, sottile, nascosto e non
verbalizzato. Ci che noi definiamo linguaggio il pensiero manifesto, grossolano e
verbalizzato, che troviamo sotto forma di parola o scrittura; questo il secondo stadio del
linguaggio. come se la mente parlasse per favorire la lingua e poi ascoltasse se stessa a
beneficio delle orecchie.
Non possibile controllare i pensieri col semplice limitare il linguaggio; al contrario
quando si pratica il silenzio e lisolamento, il flusso dei pensieri pu aumentare. Anche
quando si pratica la meditazione aumentano i pensieri. Di solito quando il ricercatore
compie attivit esterne, la sua mente cos assorbita dallambiente circostante che egli non
consapevole di tutti i pensieri che la riempiono. Invece, quando rimane in silenzio e in
isolamento, oppure siede in meditazione e quindi diviene introspettivo si rende conto
con precisione di che tipi di pensieri riempiono la sua mente.
Quindi, pi il ricercatore pratica silenzio, isolamento e meditazione, pi diviene introspettivo.
E, col progredire della pratica, passa dallintrospezione allauto-osservazione. Solo questultima
permette al sadhaka di visualizzare chiaramente le proprie virt e i propri difetti, e con
laumentare della purificazione interna, aumenter la propria affinit per le virt e
diminuisce quella per i vizi.
Il ricercatore che non riesce a vedere il suo vero s nellauto-osservazione non
diverr un vero sadhaka. Colui che diviene un oceano di virt attraverso la sadhana
davvero un grande maestro realizzato.
Ogni notte, prima di dormire, praticate lauto-osservazione e poi concludete la
giornata con le preghiere.

Luomo daffari di Bengalgranus e lisolamento


Il silenzio insegna al ricercatore la discriminazione e la contemplazione, mentre il
parlare gli insegna lindiscrezione e la mancanza di fermezza.
Cera una volta un orfano chiamato Mohan che viveva in una citt povera. I suoi
genitori erano morti quando era bambino, e Mohan fu adottato dai vicini che ebbero
compassione di lui. Ora Mohan era un giovane che viveva del proprio lavoro. Tutti lo
amavano perch era amorevole, generoso, educato, tollerante, onesto e di poche parole.
Con il suo lavoro era riuscito a mettere da parte un po di soldi e con quelli apr un piccolo
negozio dove vendeva ceci tostati. In breve tempo lonest di Mohan fece s che egli
passasse dalla condizione di lavoratore a quella di piccolo, ma prospero, uomo daffari.
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Divenuto prospero, Mohan si spos ed ebbe tre figli. Ogni domenica, nel quartiere
della sua citt, veniva organizzato un mercato. Egli vi si recava con sacchi pieni di ceci
tostati e realizzava sempre un buon guadagno. Una di quelle domeniche stava andando al
mercato con il suo carro carico di sacchi ma lungo la via doveva passare attraverso altri
mercati molto affollati. Per evitare incidenti guidava il suo carro molto lentamente e
gridava in continuazione: Hei fratello, fammi passare per favore. Oh sorella, lasciami
passare. Cara madre, permettimi di passare.
Ad un incrocio in cui cera tanta ressa, malgrado Mohan procedesse con prudenza e
continuasse a chiedere strada a gran voce, allimprovviso un bambino che correva gli si
par di fronte e fin schiacciato dalle ruote del carro. La gente si raggrupp tutta intorno e
arriv la polizia che stese un verbale dellincidente.
La mente di Mohan era sconvolta. Anche se fosse innocente, era terrorizzato dalla
sfortuna che gli era capitata. Fece un resoconto alla corte e venne fissato il giorno per il suo
processo.
Mohan and al mercato con i suoi sacchi di ceci tostati e con la mente molto confusa. Il
giorno dopo avrebbe avuto il processo. Il suo viso era segnato da profonde rughe per la
preoccupazione. Pregava che Dio laiutasse ad uscire da quello stato di prostrazione.
Allimprovviso apparve un sanyasi; spesso quelluomo veniva al mercato e sempre
riceveva amorevolmente da Mohan elemosina e ceci tostati.
Il rinunciante era libero dai desideri mondani, e Mohan insieme alle altre persone
della citt gli volevano bene. Il sanyasi dopo aver accettato lelemosina, osserv la faccia
triste di Mohan e chiese: Fratello, perch sei cos triste oggi?.
Mohan cominci a piangere e raccont la storia dellincidente che aveva avuto, e del
processo che avrebbe subito lindomani. Il sanyasi gli fece ancora alcune domande, poi si
fece silenzioso e alla fine chiese a Mohan: Farai ci che ti dico durante il processo?.
Ho fiducia in te come fossi mio padre rispose Mohan.
Bene disse il rinunciante, allora domani, quando lavvocato dellaccusa ti
interrogher, rimani in silenzio e prega continuamente Dio.
Seguir i tuoi consigli rispose Mohan umilmente.
Il sanyasi lo benedisse e se ne and.
Il giorno successivo Mohan and in tribunale. La madre del bambino rimasto vittima
dellincidente rifer per prima alla corte la sua versione dellaccaduto. Il suo avvocato
inizi poi ad interrogare Mohan, che rimase in silenzio e non rispose a nessuna domanda.
Incapace di tollerare il silenzio di Mohan, la donna perse il controllo, interruppe il suo
avvocato e grid: Ragazzo, quando eri sulla strada al mercato sul tuo carro, avevi tanta
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voce! Avresti potuto rompere i timpani a qualcuno gridando: Largo, largo! Perch ora
rimani silenzioso? Perch non parli?.
Immediatamente lavvocato di Mohan prese la parola, si avvicin alla donna e le
chiese: Quando Mohan gridava cos forte per farsi strada, passando attraverso la folla,
perch non hai trattenuto il tuo bambino? Perch non gli hai impedito di attraversare la
strada di corsa?.
La madre non fu in grado di rispondere.

Dopo aver ascoltato i testimoni, il giudice dichiar Mohan innocente e lo lasci


andare, ma, alla fine, il suo avvocato gli chiese: Perch sei rimasto in silenzio?.
Mohan rispose: Me lo ha consigliato un sanyasi che vive nella nostra citt. Mi ha detto
di rimanere in silenzio e di pensare a Dio mentre lavvocato dellaccusa mi interrogava.
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Lavvocato rise e disse: Mohanbhai, forse tu non lo sai, ma quel rinunciante una volta
era un famoso avvocato prima di prendere i voti della rinuncia. Tu sei innocente e dovevi
essere assolto, ma il consiglio del sanyasi ti ha sicuramente aiutato a dimostrarlo.
Anche se Mohan rimase in silenzio solo per poco tempo, questo lo aiut a rimanere
quieto, ed egli ne ebbe il massimo beneficio. Viceversa, la madre furiosa che aveva lasciato
sciolta la propria lingua solo per pochi istanti, questi erano stati i pi inadatti per farlo,
perci non pot che perdere.
Il silenzio unarma tremendamente potente ed ha un sorprendente potere protettivo.
Osservare il silenzio rimuove molte delle miserie che abbiamo accumulato parlando
troppo. Quando parlano le persone gentili, sembra che si sia aperta unampolla di
profumo. Quando invece parlano le persone chiassose, sembra che si sia aperta una cloaca
maleodorante.

La discriminazione nel linguaggio: il secondo passo verso la verit


Il secondo passo verso il silenzio e la verit nel linguaggio lusare le parole con
discernimento. Una persona che abbia labitudine a parlar troppo pu anche essere capace
ad osservare un completo silenzio, ma difficilmente sapr essere riservata quando parla.
ben pi difficile parlare con discrezione che rimanere totalmente in silenzio, giacch il
silenzio non richiede lo sforzo di controllare le parole. Perci imparare ad usare la parola
con discernimento il passo successivo allaver imparato ad osservare il silenzio completo.
Chiunque sia abile in una qualunque azione e abbia conseguito il successo economico
grazie ad unefficace comunicazione verbale, sa come rimanere in silenzio e come parlare
con discrezione e discernimento. Chi usa male la propria parola non dandole alcun valore, non
raggiunger mai il successo.
Molte persone credono che chiunque voglia diventare un avvocato di successo debba
saper essere eloquente, ma ci non vero. Un avvocato deve spesso frenare la propria
eloquenza e calibrare con giudizio ci che dice. Chi non padroneggia correttamente il
linguaggio non diverr mai un avvocato di successo. Una sola parola da parte di un oratore
attento vale pi di un gruzzolo di monete doro.
Gli oratori leggono molti libri e quando si alzano a parlare dalle loro bocche fuoriesce
un ciclone che scuote il pubblico. I grandi maestri non fanno discorsi perch questi
richiedono parecchie parole. Come potrebbe il pubblico mettere in pratica tutto ci che viene
detto? N a un paziente che soffra di una specifica malattia saggio somministrare farmaci
adatti a curare numerose altre malattie.

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I grandi maestri non svendono la loro conoscenza; essi sono come gli antichi medici
dellIndia. Danno soltanto una piccola dose di conoscenza quando questa viene loro
richiesta.

Non rispondere a questo avviso!


Gli avvocati pi famosi guadagnano molto denaro dando soltanto poche parole di
consulenza. Essi soppesano ogni parola e non ne lasciano uscire nessuna che non sia
veramente necessaria.
Ora vi narrer un aneddoto che capit a Shri Vitthalbhai Patel, il fratello maggiore di
Shri Sardar Patel, manager di una grande azienda. Vitthalbhai ricevette un avviso che
riguardava un problema che poteva costargli centinaia di migliaia di rupie.
Sebbene egli stesso fosse un avvocato, sent il bisogno di consultare un avvocato
esperto per impedire che lazienda subisse una tale perdita. Dopo aver raccontato al
consulente la situazione, questi rispose: Vitthalbhai, lonorario per la mia consulenza di
100.000 rupie. Vitthalbhai accett e lavvocato gli disse: Non rispondere a questo
avviso.
Lesperto aveva richiesto 100.000 rupie per una frase di poche lettere, ma Vitthalbhai,
seguendo il suo consiglio, evit un ingente esborso di denaro a carico della sua azienda.

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Un linguaggio disciplinato
Il Signore Shri Krishnachandra consiglia che, prima che il ricercatore spirituale parli,
osservi i seguenti voti: 1) dire solo parole che risultino agli altri gradite; 2) prima di fare
unaffermazione, esaminare ogni singola parola per verificare se in essa v asprezza o
egoismo; 3) qualsiasi cosa si dica, deve aver lo scopo di favorire laltrui benessere; 4) con le
proprie parole non si dovrebbe mai arrecare turbamento alla mente altrui; 5) ci che si dice
devessere pieno di verit.

Uno scherzo gentile


Vi racconter di un episodio avvenuto nella mia vita, quando scrivevo versi ed ero
assistente regista di una compagnia teatrale.
La nostra compagnia stava viaggiando nel Kathiawad (provincia del Gujarat, oggi
chiamata Saurashtra). Avevamo un bravo comico che aveva recitato come capo comico in
due famose compagnie teatrali del Gujarat. Ultimamente aveva lavorato come giullare con
un uomo di Nawab. Dopo la fusione dei due stati, egli si un nuovamente alla nostra
compagnia teatrale. Era capace di parlare molte lingue come il gujarati, lo hindi, lurdu,
larabico e il farsi. Comprendeva anche un po di Inglese e di Sanscrito. Poich eravamo
tutti letterati, ogniqualvolta ci incontravamo facevamo dei giochi di parole. Il mio amico
attore sorrideva sempre, e il suo comportamento mostrava la discrezione di un gentleman.
Tutto ci che diceva o faceva era raffinato e faceva ridere il pubblico. Egli era un attore
abile e popolare.
Non era solo un commediante, ma anche un profondo pensatore. Questa
combinazione unica di qualit tocc il mio cuore. Sebbene il mio amico amasse sia la
letteratura che lumorismo, era pienamente soddisfatto di fare lattore. Nonostante avesse
un grande potenziale per diventare un erudito letterato, non era in grado di progredire in
quel campo, ed ogni qual volta parlava seriamente di questa che considerava la pi grande
sofferenza della sua vita, nessuno che lo osservasse poteva immaginare che fosse un
comico.
Un giorno non mi sentivo bene e la mia mente non riusciva a concentrarsi su nulla.
Perci fui contento quando vidi comparire allimprovviso il mio amico attore. Mi sedetti
su una sedia sotto il portico di casa mia, ed egli si sedette di fronte a me. Con mio grande
piacere, inizi a parlare dei diversi tipi di umorismo che facevano parte del suo stile di
comicit. Dimenticai presto la mia indisposizione.
Mentre il mio amico mi raccontava un episodio della sua vita nel quale aveva fatto
una bravata, io vidi che stava arrivando il miglior attore della nostra compagnia. Egli
indossava abiti bianchi e la sua pelle era molto scura; cos appariva come fosse molto
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luminoso. Io chiesi al mio amico comico di fargli uno scherzo amorevole ed egli
acconsent. Quando il nostro amico ci raggiunse egli cominci a fargli parecchi
complimenti per i vestiti bianchi e luminosi: impossibile non apprezzare i tuoi vestiti.
Sono cos lindi e bianchi che in una notte scura sembrerebbe che camminino da soli.
Compresi subito la sua battuta. Il comico aveva fatto i complimenti per i vestiti ma al
tempo stesso scherzava sulla pelle scura del nostro amico; come a dire: Sei cos nero che
se fossi nudo al buio sarebbe impossibile vederti. Io apprezzavo il suo umorismo perch
era cos innocente da concepire solo scherzi amabili, privi di disprezzo, che non potevano
in alcun modo offendere laltro.
Pensiero e condotta sono la vita della persona, e il linguaggio ne lanima. Per questa
ragione i capi famiglia e i rinunciatari dovrebbero parlare con discernimento. Gli altri proprio come noi - gradiscono ascoltare parole dolci e si dolgono di essere oggetto di
parole aspre. Dovremmo ricordarci di questo e tentare di usare sempre parole molto
gentili. Dovremmo rimanere vigili a che asprezza e falsit non entrino nel nostro
linguaggio.
Questo insegnamento, oltre che nella Gita, descritto nelle Manusmriti [Cap. 4, verso
138. Le Manusmriti, le leggi di Manu, erano un'importante fonte del diritto nella societ
indiana tradizionale], ricordatelo sempre: Dire la verit, parlare dolcemente e non dire
verit che possano ferire gli altri. Allo stesso modo, non si devono dire mielose falsit.
Questo il Sanatana Dharma, leterna verit.

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C APITOLO 4

NON RUBARE

22 luglio 1977
Venerd,
Kripalu Yoga Retreat
Summit Station, PA, U.S.A.

Il significato del non rubare


Una sadhana, che sia yoga o bhoga, richiede preparazione, altrimenti non si riuscir a
superare le difficolt che si incontrano. Non facile eseguire un compito e al contempo
superare gli ostacoli che si presentano. Per questo i migliori ricercatori preparano la
propria sadhana compiendo uno studio sugli ostacoli potenziali che si possono presentare
ed erigono una linea di difesa per prevenirli. La preparazione costituisce le fondamenta di ogni
lavoro.
Poich eseguiamo ogni attivit attraverso le mente, sono indispensabili pace e stabilit
mentali per realizzare ogni cosa. Quando la mente ferma ogni compito diventa
relativamente facile e il corpo lavora con padronanza ed efficacia. Solamente quando si
raggiunge la pace mentale possibile il successo in qualunque campo della vita. Quindi, prima di
iniziare un qualsiasi compito, dobbiamo preparare noi stessi attraverso la creazione di
solide fondamenta. Emergeranno in seguito molte difficolt se non comprendiamo
limportanza che hanno queste fondamenta e le costruiamo correttamente prima di
iniziare.
Un sadhaka yoga nasce con lamore per lo yoga, perci il suo principale scopo nella
vita ottenere la pace mentale. Solo quel ricercatore che confronta con coraggio i disturbi della
mente in grado di praticare una sadhana yoga.
Dobbiamo imparare ad affrontare un compito per volta. Il sadhaka non deve
impegnarsi in una purificazione esterna se sta gi praticando una purificazione interna, e
lo stesso vale per il contrario. Soltanto quando il flusso del pensiero si dirige in una unica
direzione il sadhaka ottiene un rapido successo.
Il non rubare la quinta disciplina prescritta dalle scritture e da esse definita come il
non desiderare la ricchezza altrui col pensiero, la parola e lazione, e non appropriarsi
degli averi altrui senza il loro permesso, non importa quanto esigui essi siano. Quando
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otteniamo ci che desideriamo con mezzi onesti, la mente rimane in pace, libera dal
timore; quando invece otteniamo ci che desideriamo con mezzi disonesti, perdiamo la
pace mentale e diveniamo vittime della paura.
Non solo latto del rubare consuma energia fisica e mentale, ma la paura che di
conseguenza genera rende la mente agitata e stressata. Un ladro pu apparire coraggioso,
ma il suo apparente coraggio in realt una forma di paura. In pi, lesser convinti che il
rubare soddisfer i propri bisogni segno di debolezza piuttosto che di fede, e sviluppare
abilit di ladro segno di stupidit piuttosto che dintelligenza.

Anche i santi sono ladri


Alcune persone sostengono che le parole ladro e furto siano insensate in quanto
essendo il mondo intero una creazione di Dio, ognuno ha gli stessi diritti su quanto esso
contiene. Dov dunque il problema del rubare se stiamo tutti usando ci che gi ci
appartiene? essi dicono. Dacch tutto il mondo ununica famiglia, ogni cosa che
acquisiamo, sia segretamente che manifestamente, appartiene ai nostri parenti; essa
quindi gi nostra.
Molte persone sono ancora convinte che il mondo sia un grande mercato pieno di
ladri; esse hanno ragione sotto molti aspetti. Inoltre esistono diversi tipi di ladro: quello
ordinario, quello abile e il maestro. I maestri sono chiamati aristocratici, quelli abili
gentleman e gli ordinari sono i santi! ... Ecco, non riesco a non raccontarvi una storia.

Langelo e la iena
Nel medioevo cerano dappertutto guerre civili. I re costruivano fortezze per
proteggere le citt e i villaggi i cui cancelli rimanevano aperti dal mattino fino alla sera. Un
giorno un viaggiatore di nome Marvadi giunse in uno di quei villaggi. Egli vide in
lontananza i cancelli che si stavano chiudendo; corse sperando di fare in tempo ad entrare,
ma arriv troppo tardi: i cancelli si erano ormai chiusi. Egli supplic a lungo la guardia di
aprire, ma invano. Era inverno e faceva molto freddo e, in aggiunta, la vicina foresta era
piena di animali feroci. Poich il viaggiatore era un girovago, la sua esperienza lo aiut a
trascorrere indenne la notte anche senza la protezione delle mura della fortezza.
Quella notte fu per Marvadi carica di tensione. Vicino al luogo ove sera accampato
cera un cimitero e nel pieno della notte, Marvadi fu svegliato da uno strano rumore.
Grazie alla luce della luna pot vedere che si trattava di una iena che scavava per predare
un cadavere appena sotterrato. Non era mai capitato in quel villaggio che un animale
aprisse una tomba e portasse via un corpo.
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Allalba i cancelli si riaprirono e una famiglia mussulmana usc dalle mura per andare
ad onorare con dei fiori proprio la tomba profanata dalla iena. Scoprendo che la tomba era
aperta, il ragazzo disse al padre: Padre, perch la tomba aperta? Dove andato il
nonno?.
Il padre, sebbene avesse capito che un animale aveva portato via il corpo, cel il suo
dolore e disse: Deve averlo portato via un angelo.
Marvadi sent che quelle persone stavano parlando in urdu, la lingua dei mussulmani,
e usando la sua conoscenza delle lingue disse: Fratello, io ho dormito qui la notte e ho
visto che una iena scavava e portava via il corpo.
Se la famiglia mussulmana avesse dovuto accettare che il corpo del loro congiunto era
in realt stato portato via da un animale selvatico, ne avrebbe sofferto molto. Perci, per
evitarlo, luomo pi anziano sollev il pugno adirato e neg laffermazione di Marvadi.
Marvadi che era un uomo pratico, per evitare problemi inutili mitig la sua
affermazione. Diplomaticamente, rispose: Fratello, non litighiamo. Il problema che
parliamo lingue diverse. La parola iena nella mia lingua significa angelo nella tua,
quindi ho semplicemente fatto uno sbaglio di traduzione. Comunque, resta il fatto che il
corpo stato preso da una iena.
Questo aneddoto mostra che lultima affermazione di Marvadi fu la medesima della
prima, ma egli us la parola iena in due significati diversi. Allo stesso modo quando
qualcuno in questo mondo di ladri viene visto come un aristocratico, o come un
gentleman, o come un santo, egli in realt sempre un ladro.
Rubare la religione della vita: gli orafi rubano loro, i fabbri il ferro, i carpentieri il
legno, i sarti le stoffe e gli insegnanti la conoscenza. Tutti noi sviluppiamo abilit da ladro
e quello che diviene il pi abile in assoluto chiamato un grande yogi.
Anche dei come Shiva, Vishnu e Shakti si incarnano come ladri. Anche loro rubano!
Che importa se vi rubano la mente o il denaro, sempre ladri sono. Essi sono ladri di prima
categoria, sono maestri nellarte del furto, pionieri nellabilit del rubare, e supremi
propagatori del furto.
La letteratura oggi una delle forme di divertimento disponibili. Tutte le forme di
divertimento si sono sviluppate e hanno prosperato a causa del nostro diffuso
intrappolamento nella delusione. Le melanzane che crescono nella fattoria sono diverse da
quelle mostrate nelle foto; le prime possono essere mangiate, mentre le seconde possono
essere solo guardate.
Rubare stato per secoli considerato in India unarte. Come mostra la storia che segue,
molte arti derivano da abilit innate, e il rubare non fa eccezione.
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Il ladro di stoffe
Poich ai tempi antichi il rubare era considerato unarte, si prendevano spesso degli
accordi per coltivare la sua espressione. Va per qui ricordato che una cosa un artista che
cresce facendo carriera, altra cosa il ladro che fa del rubare la vocazione stessa della
propria vita.
Ai tempi antichi, anche i re e gli aristocratici insegnavano ai loro figli la fine arte del
rubare per sviluppare la loro intelligenza. In quei giorni, se un ladro non veniva scoperto,
il re lo amnistiava. Il ladro allora, senza pi timore di subire pena alcuna, si presentava
allassemblea di stato e svelava il trucco che aveva usato per commettere il furto; infine,
lasciato libero, avrebbe pure ricevuto una ricompensa in denaro.
Poich il rubare era considerato unarte, una volta lassemblea di stato organizz un
seminario e decise di interrogare un esperto nellarte del furto perch mostrasse le proprie
abilit. Il primo nome che emerse fu quello di un ricco sarto, che era il favorito della
famiglia reale. Dopo il seminario, il re lo mand a chiamare e disse: Mohanbhai, due
giorni fa abbiamo tenuto un seminario sullarte del rubare. Molti partecipanti
dellassemblea di stato hanno fatto il tuo nome come principale esperto di questarte. E
vero?.
Vostra eccellenza rispose Mohanbhai con dignit, avendo servito la vostra famiglia
per molti anni, sono divenuto abbastanza ricco. Sia chiaro per che non ho mai rubato
nulla per acquisire ricchezza ma solo per praticare larte del furto. Nessuna arte pu essere
sviluppata senza pratica. Il rubare inaccettabile solo se compiuto allo scopo di
accumulare ricchezza e non se praticato come arte.
Va bene se tu vuoi rubare per larte rispose il re in tono amichevole, ma cosa faresti
se ti ordinassi di non rubare pi?.
Voi siete il re rispose rispettosamente Mohanbhai, e siete potente. Obbedir al
vostro comando. Tuttavia, dal momento che sono un artista, devo dire che se anche non
potessi rubare molto, porterei via comunque qualcosa di piccolo.
Il re replic: E se non ti permettessi di rubare neppure quello, cosa faresti?
Allora devo confessare disse Mohanbhai, che qualora non potessi rubare niente
non potrei pi essere considerato un artista esperto.
Faremo un esperimento disse il re. La principessa sta per sposarsi e per questo ci
sono necessari molti abiti per il matrimonio. Voglio che sia tu a confezionarli, ma dovrai
farlo sotto il controllo degli occhi attenti degli ispettori di stato.
Come desiderate acconsent Mohanbhai.

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Il re ordin il tessuto per i vestiti e Mohanbhai rimase a palazzo sotto stretta


sorveglianza degli ispettori ed inizi a cucire i vestiti. Alla fine dogni giorno, il re
ordinava agli ispettori di controllare le tasche di Mohanbhai prima che andasse a casa. Un
giorno vennero a palazzo la figlia dodicenne e il figlio di otto anni di Mohanbhai. Come i
due furono alla porta, la figlia disse al sarto: Padre, mio fratello non vuole restare a casa;
dispettoso e d fastidio a tutti.
Andate via! disse Mohanbhai. Portalo a casa! Non vedi che sono impegnato?
Ma lui vuole cinque rupie disse la figlia.
Uno degli ispettori ne rimase sorpreso. Cinque rupie? disse. Perch ha bisogno di
cos tanto denaro? Mohanbhai, forse hai cresciuto questo ragazzo con troppa tolleranza.
Padre piagnucolava il figlio, Datemi cinque rupie!
Non ho denaro con me. Va a casa! Te lo dar quando rincaso.
No! No! Voglio cinque rupie!.
Mohanbhai perse la pazienza, prese il suo metro di legno e lo gett contro il ragazzo,
ma lo fece in modo da non colpirlo: Te ne vai o no?.
No! No! Voglio le cinque rupie!. Infuriato Mohanbhai allora gett una scarpa contro
suo figlio: Prendi questo, lunico denaro che ti do!.
Lispettore temeva che il ragazzo potesse farsi male. Mohanbhai, non lanciare cose
contro tuo figlio. disse, Potresti ferirlo.
Il figlio di Mohanbhai intanto tenne la scarpa e disse: Ti dar indietro la scarpa solo
se mi dai le cinque rupie.
Davvero? disse Mohanbhai, Allora tieni anche queste altre rupie! e gli gett anche
laltra scarpa.
I due ragazzi corsero via con le scarpe e lispettore scoppi a ridere: Mohanbhai, oggi
dovrai andare a casa scalzo.
Non mi importa. rispose Mohanbhai, Mi basta che quei ragazzi se ne siano andati.
Non posso sopportare di essere disturbato mentre sto lavorando. Dora in avanti, terr
delle pietre per assicurarmi che stiano lontano.
No, disse lispettore, non gettare loro delle pietre, potresti ferirli.
Lo so, lo so, rispose Mohanbhai, star attento a non ferirli, ma devo minacciarli in
quel modo altrimenti non mi obbediscono.

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Quando Mohanbhai ebbe finito di cucire i vestiti per il matrimonio, il re chiam gli
ispettori e disse: Avete controllato attentamente per assicurarvi che non ci siano stati
furti?
S, vostra Eccellenza. dissero gli ispettori, Abbiamo controllato le tasche di
Mohanbhai ogni giorno, prima che andasse a casa. Siamo sicuri che non abbia rubato
nulla.

Il re chiam allora il sarto: Bene Mohanbhai, dimmi se hai avuto successo nella tua
arte o hai fallito?
Mohanbhai prese alcuni tessuti rubati e disse: Per vostra grazia, ho avuto successo.
Il re ne fu compiaciuto e disse: Sei davvero un esperto in questarte. Come hai fatto a
rubare quei tessuti?
Se siete davvero compiaciuto disse Mohanbhai, concedetemi allora una ricompensa di
altre 25.000 rupie in aggiunta al mio onorario di sarto, ed io vi sveler il segreto.
Il re acconsent.
Mohanbhai descrisse tutto lincidente con i due figli e confess di aver nascosto il
tessuto nelle scarpe!
Il viso del re si illumin con un sorriso.
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I segreti dello yoga esistono soltanto per salvaguardarlo, non per rubare
Una persona potrebbe desiderare di essere uno yogi, un altro un sanyasi, ma nessuno
vorrebbe essere considerato un ladro. Ogni qual volta nascondiamo qualcosa a qualcuno,
diveniamo dei ladri. Ma non tutto ci che viene nascosto un furto. Ad esempio, la
scienza dello yoga estremamente esoterica, ed i suoi segreti sono sempre nascosti a
coloro che non sono maturi per riceverli. Ma in questo caso per i grandi yogi stanno
proteggendo la verit, non stanno commettendo un furto. La proteggono per coloro che la
meritano.
Un po di tempo fa, lamato Vinit Muni mi fece una domanda. Essa riguardava uno
stadio avanzato della sadhana yoga che andava oltre la sua esperienza dallora, perci non
gli diedi risposta. Egli un sadhaka sul percorso di nivritti marga e sta praticando la sua
sadhana da almeno quattro anni; mio discepolo e figlio spirituale, e tutto ci che mio
anche suo. Ma la conoscenza yogica spirituale, e viene data gradualmente in rapporto
alla capacit del sadhaka di comprenderla esperienzialmente.
Il ricercatore spirituale si riempie di gioia quando perviene alla comprensione di un
segreto esoterico attraverso la propria personale esperienza di sadhana. Questa la via
suprema per realizzare le verit esoteriche. Di solito nelle scritture disponibile la
descrizione della maggior parte delle esperienze yogiche. Il Sadguru generoso e non
nasconde nulla allallievo meritevole, ma quellallievo deve raggiungere un determinato
livello di sadhana prima che il Sadguru gli riveli il segreto di quel livello. Se per qualche
importante ragione il Sadguru deve rivelare quel segreto prima, egli ne dar solo alcuni
indizi, perch il discepolo possa realizzarlo dopo aver conquistato quel livello yogico.
Nella sadhana yoga ci si confronta costantemente con erronee convinzioni, in quanto
il piano emozionale dellaspirante intensificato. Queste illusioni sono un ostacolo che
tutti i sadhaka devono incontrare per realizzare il samadhi. Anche nella mia sadhana
questo tipo di ostacolo avveniva in continuazione. Anchio sono stato illuso perch ho
considerato che certe esperienze fossero significative dal punto di vista yogico, ma col
progredire ho imparato, attraverso una continua valutazione di ci che sperimentavo, a
discriminare tra le esperienze yogiche vere e importanti e le illusioni. Ora considero che
unesperienza sia veramente unimportante realizzazione solo dopo averla passata al
vaglio del mio esame finale.
Anche se lerronea interpretazione delle esperienze yogiche fatta in buona fede,
liperemozionalit ha condotto fuori strada persino i migliori ricercatori. Il ricercatore
spirituale deve aver chiaro che le conquiste autentiche e quelle false appaiono simili soltanto a
causa del suo attaccamento emozionale [ossia della sua aspettativa]. Infatti esse sono in verit
diverse come il giorno e la notte, e il ricercatore sar semplicemente illuso credendo il
contrario.
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Se un ricercatore non consente che tali illusioni lo portino fuori strada, e se continua sulla
giusta via, prima o poi si render conto che la sua esperienza era unillusione piuttosto che una
vera esperienza yogica. Ma se segue la sua erronea interpretazione e imbocca la strada sbagliata,
continuer a credere che la sua illusione sia reale. I ricercatori che sono in questo modo portati
fuori strada si comportano in modo contrario alla verit ultima. Di conseguenza, ogni scrittura
prodotta da loro erronea e chiunque pratichi una sadhana sotto la loro guida sar condotto
lungo il sentiero dellillusione.
La principale differenza tra le scritture vere e quelle prodotte dallillusione che le
prime, che appartengono a grandi yogi realizzati, rendono evidentemente ovvio che il
percorso nivritti adatto solo per aspiranti straordinari; mentre le scritture prodotte da
yogi rapiti dalle loro illusioni presentano il percorso nivritti come una religione sociale
praticabile da chiunque.
Possiamo essere fecondati da buone idee ascoltando i discorsi di un oratore
ispirato o studiando il libro di un ottimo scrittore, ma quando a nostra volta
riproponiamo queste idee, dobbiamo esprimere il nostro riconoscimento verso i loro
autori, o il nostro sar un furto di idee. Non si ruba soltanto per la ricchezza
materiale, ma anche per la fama, perci spesso si rubano le idee altrui; proprio come
un corvo che si vesta delle piume di un pavone.
Rubare immorale, mentre il non rubare morale. Chiunque voglia viaggiare sulla
strada di Dio deve praticare la moralit.
Lessere concentrati di fondamentale importanza per i ladri, sia nella fase di
pianificazione che nellatto stesso del furto. Ma questo genere di concentrazione una
porta che apre la strada al decadimento spirituale. Le scritture yogiche danno istruzioni
per la concentrazione di natura pura [sattvica]. La sadhana yoga deve essere compiuta con
sforzo in un luogo appropriato; ma durante il giorno per lo pi siamo coinvolti in una
concentrazione di tipo rajasico e tamasico, perci non abbiamo bisogno di una stanza di
meditazione per praticarla. Quando ci coinvolgiamo in forme di concentrazione rajasica e
tamasica mentre siamo seduti in meditazione, si sviluppano velocemente sentimenti di
attaccamento e di avversione che indeboliscono la nostra concentrazione sattvica.
Produrre un disturbo nella mente di qualcuno una forma sottile di violenza.
Rubare perci violenza poich crea disturbo nella mente della vittima. Inoltre, il
ladro non solo per rubare ha bisogno di agire disonestamente, ma deve poi
nascondere di aver commesso il furto. I suoi averi sono di conseguenza contaminati,
ed egli infrange i voti di non attaccamento e di non rubare. Perci, un semplice furto
sufficiente per distruggere lintera fortezza della disciplina spirituale [costituita dai
voti di non violenza, non mentire, non rubare, non attaccamento]. Vi racconter una
storia che spero vi illumini su questo argomento.
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Dala Tarvadi
Chiunque pu scrivere o parlare di principi religiosi, ma non tutti riescono a praticarli. Un
comportamento religioso richiede austerit, e chiunque non sia in grado di praticare lausterit in
modo costante non pu fare sua la religione. Essere religioso significa essere un asceta.
Il vapore prodotto dallacqua e dal calore, ma nessun lavoro pu essere compiuto
dalla forza del vapore se la sua energia non guidata correttamente. Allo stesso modo, i
pensieri che non sono incanalati in un comportamento rimangono sterili.
Cera una volta un uomo chiamato Dala Tarvadi che viveva in un piccolo villaggio.
Egli aveva letto qualche testo religioso. Un giorno, senza nessuna ragione apparente,
Tarvadi si incammin verso la periferia del villaggio. Lungo la strada not un piccolo orto
di propriet di un uomo chiamato Vashrambhai. Vi entr per vedere cosa vi avesse
piantato e, distante, vide Vashrambhai che curava lorto.
Hei Vashrambhai, come stai? grid Tarvadi.
Bene. rispose Vashrambhai, Cosa ti porta da queste parti, Tarvadi?
Avevo un piccolo lavoro da fare in periferia, poi ho visto il tuo orto e ho pensato di
venire a vedere cosa vi avevi piantato questanno.
Verdure rispose Vashrambhai, e accompagn Tarvadi a fare un giro per il suo
lorto. Ecco disse, portati a casa alcune di queste melanzane; sono eccezionali!
Tarvadi ringraziando prese le melanzane e se ne and a casa. Quella sera le prepar
per cena e le mangi con piacere. Due o tre giorni dopo, si ricord di quelle deliziose
melanzane. sapeva che Vashrambhai non gliele avrebbe date gratis tutte le volte, ma non
voleva neppure pagarle. Pieno di pensieri riguardo alle melanzane, ancora una volta Dala
Tarvadi si diresse verso la periferia. Giunto allorto di Vashrambhai si guard intorno per
assicurarsi che non vi fosse nessuno. Poi entr nellorto e si diresse sulla montagnola dove
crescevano le melanzane, ma proprio mentre stava per prenderle si ricord di un verso
delle scritture che diceva: Se prendi qualcosa senza il permesso del suo proprietario, stai
rubando.
Tarvadi sapeva che se ci fosse stato Vashrambhai non gli avrebbe dato le sue preziose
melanzane senza farsele pagare. Rimase alcuni minuti a discutere con la sua coscienza e
alla fine trov un modo per prendere le melanzane senza pagarle e, al contempo,
convincendosi che stava rispettando le scritture.
Egli domand a bassa voce allorto: Oh Natura! Sorella Natura. Ma come poteva un
orto di verdure ed alberi rispondergli? Dala Tarvadi allora, simulando una sorta di voce
femminile, rispose al posto dellorto: Che cosa desideri Dala Tarvadi?. Posso prendere
due o tre melanzane? rispose Tarvadi ora parlando con la sua voce normale. Certo,
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fratello, serviti pure! Prendine anche dieci o undici disse con voce femminile Tarvadi, e
cos dicendo port a casa tutte le melanzane che voleva.
Dopo aver controllato lora in cui Vashrambhai rincasava, Tarvadi cominci ad andare
ogni sera allorto incustodito a raccogliere melanzane.
Alla fine Vashrambhai cap che qualcuno stava rubando le sue melanzane. Cos, una
sera, invece di tornare a casa, si nascose nellorto per sorprendere il ladro. Presto vide
arrivare Dala Tarvadi che cominci a raccogliere le melanzane al suo solito modo; ossia
chiedendo il permesso alla natura e da essa ottenendolo. Allora Vashrambhai salt fuori
dal suo nascondiglio e lo afferr. Dala Tarvadi era imbarazzato e provava vergogna, ma
Vashrambhai non lo percosse. Senza dire niente, lo leg a una corda e lo cal gi nel
pozzo. Quando lacqua raggiunse il collo di Tarvadi, Vashrambhai esclam: Fratello
pozzo, oh fratello pozzo!. Poi cambi la voce e rispose al posto del pozzo: Salute,
Vashrambhai! Che cosa desideri?. Volevo solo chiederti se devo immergere dentro di te
Tarvadi due o tre volte?. Oh, fratello, immergilo pure dieci o undici volte! sentenzi
Vashrambhai con la voce del pozzo. Cos, con il consenso del pozzo, Vashrambhai
immerse nellacqua Dala Tarvadi undici volte, prima di tirarlo su.
Dala Tarvadi era quasi privo dei sensi, poich aveva bevuto tanta acqua. Alla fine,
quando si riprese, se ne and a casa con i vestiti bagnati e pieno di sconforto, ma aveva
imparato la lezione e da quel giorno rinunci alla sua mania di rubare melanzane!
Ci sono cinque discipline spirituali descritte dalle scritture: non violenza, verit,
celibato, non attaccamento, non rubare. Quando si trasgredisce ad una di queste, la mente
si fa agitata come una fiamma in un luogo ventoso; ma nel rifugio delle discipline
spirituali brucia come una fiamma che punta dritta verso il cielo, senza oscillazioni.

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C APITOLO 5

NON ATTACCAMENTO

20 luglio 1977
Mercoled, ore 6,15
Kripalu Yoga Retreat
Summit Station, PA, U.S.A.

Non attaccamento
Nei miei ultimi due discorsi ho parlato di non violenza e di verit. Oggi esprimer
alcuni pensieri sul non attaccamento, o aparigraha. Attaccamento e non attaccamento sono
due opposti. La parola sanscrita parigraha significa accumulare con forte attaccamento,
aggrapparsi, legarsi saldamente a.... Poich il prefisso a [come lalfa privativo] significa
non, aparigraha ha il significato opposto, cio: esser fermi nel rinunciare, non attaccarsi,
non accumulare.
Parler del non attaccamento perch esso importante per ogni tipo di ricercatore
spirituale: lordinario, quello di media abilit, e il perfetto. Il ricercatore intermedio pu
raggiungere un moderato livello di non attaccamento, ma il vero non attaccamento pu
essere realizzato solo dal ricercatore perfetto. Tale elevato ricercatore aspira solo alla
liberazione, e il suo unico desiderio quello di inginocchiarsi ai piedi di Dio. Egli quindi
rinuncia con fermezza al proprio attaccamento verso il mondo illusorio. Tuttavia, poich
desidera ancora la liberazione, rimane attaccato al non attaccamento. Poich si pu
praticare una sadhana soltanto in armonia con le proprie capacit, i ricercatori che iniziano
il viaggio spirituale partono da una condizione di grande attaccamento e gradualmente si
muovono verso il non attaccamento.

Il vecchio e lalbero di mango


Il concetto di benessere pubblico e di servizio sociale non sempre coincide con quello
del non attaccamento. Il vero servizio sociale, nel senso pi profondo, pu essere svolto
solo da un maestro molto elevato che abbia preso il voto del non attaccamento. Una
persona ordinaria pu fare un po di vero servizio sociale, ma esso pu essere considerato
al meglio solo linizio del non attaccamento.

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Vorrei raccontarvi la storia di un giovane chiamato Kumaril. Egli aveva una casa con
un giardino. Un giorno entrato nel giardino vide lanziano zio Padmakant che lavorava
alacremente per piantare degli alberelli. Kumaril rimase impressionato dalloperosit di
suo zio che aveva la veneranda et di novantanni.
Cosa stai piantando zio?. Figlio mio, sto piantando degli alberi di mango.
Vedendo una quindicina di piccole piante, Kumaril chiese: Perch ne pianti tante cos?.
Sono soltanto quindici sottoline Padmakant. Non credi che quindici siano troppe per
questo giardino? chiese Kumaril. No, non c altro posto dove piantarle. Faranno un
sacco di manghi! si compliment Kumaril, Ma zio, tu hai novantanni. Quando queste
piante daranno i loro frutti?. Tra una dozzina danni. Ma tu potresti abbandonare il
tuo corpo prima dallora. A quale scopo fai quindi tutto questo lavoro?. Figliolo, sono
sicuro che sar nella casa di Dio prima che questi alberi diano i loro frutti succosi. Io sto
piantando questi alberi per gli altri, non per me stesso. Per novantanni ho mangiato
manghi di alberi piantati da altri. Ora voglio io piantarne alcuni perch altri possano
mangiarne i frutti.
Kumaril osservando il non attaccamento nei sentimenti di suo zio comprese che chi
raccoglie per se stesso una persona ordinaria, ma chi raccoglie per gli altri ha rinunciato
agli attaccamenti mondani.

Il non attaccamento matura gradualmente


Quando un insegnante risolve un problema di matematica alla lavagna, egli non lo fa
per se stesso, ma per gli studenti. Il non attaccamento aumenta ogni volta che compiamo
unazione che non per noi stessi. Io amo insegnare. Gli antichi ricercatori dellIndia
continuavano a insegnare anche dopo aver raggiunto la completa liberazione. Essi non
insegnavano perch erano attaccati alle scritture. Allora, perch lo facevano? In verit non
stavano facendo alcuna azione nel senso comune del termine; le loro azioni erano in realt
una forma di non-azione.
Qualunque azione non motivata dal desiderio personale (egoistico) in realt una forma di
non-azione. Ad esempio, ogni azione compiuta per amore di Dio, per il benessere degli altri,
dedicata a Brahma, o spontaneamente ispirata dal Signore, azione nella non azione ed la
migliore di tutte le forme di non attaccamento.
Noi possiamo utilizzare qualsiasi azione per ottenere felicit per noi stessi e per gli
altri. Quando compiamo azioni a favore degli altri, ne traiamo in verit grande gioia.
Questa gioia elevata non una semplice gioia nel senso comune del termine, ma grazia di
Dio.

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Luomo inizia a rendersi conto della propria esistenza individuale pochi anni dopo la
propria nascita. In quel momento inizia a distinguere tra tu ed io, il tuo e il mio, e in
questo modo si semina la radice dellattaccamento. Pur disponendo di un potere illimitato
e potendo accumulare tutto ci che si vuole, non si pu avere tutto! Con tutti i nostri
attaccamenti, se qualcuno ci chiede di prendere in considerazione il non attaccamento,
disprezzeremo il suo suggerimento.
Passare dallattaccamento al non attaccamento difficile quanto volare dalla terra al
cielo. Il non attaccamento non pu essere realizzato in un sol balzo, ma attraverso
unascesa graduale, compiuta passo dopo passo. Come diventiamo sempre pi capaci ad
arrenderci al principio del non attaccamento, gradualmente il nostro comportamento si
trasforma, e il nostro sforzo personale a dirigerci in quella direzione si fa pi leggero.
Saremmo forse capaci di mangiare una tonnellata di grano in un sol giorno? Naturalmente
no! Ma avendo davanti centanni di vita, potremmo mangiarla poco alla volta.
Dobbiamo praticare il non attaccamento al meglio delle nostre capacit, sia che
viviamo nel mondo, sia che seguiamo il cammino della rinuncia.

Lo scoiattolo e il ponte
Nellantica allegoria del Ramayana, quando il Signore Ram riceve dal coraggioso
Hanuman notizie che Sita stata rapita da Ravan, il re di Lanka, che la tiene prigioniera ad
Ashoka Vana, egli immediatamente decide di conquistare Lanka.
Lesercito di scimmie di Ram giunge alle rive delloceano e comincia a costruire un
ponte per attraversarlo. Uno scoiattolo che viveva l vicino osservava la grande armata di
scimmie. Le osserv per un po e ben presto si rese conto che tra di loro vi era un uomo
speciale. Ogni mattina tutta larmata lo onorava genuflettendosi di fronte a lui, e solo dopo
iniziava a lavorare per la costruzione del ponte. Una volta lo scoiattolo ascolt il discorso
che quel grande uomo fece al suo esercito e nel suo cuore si accese un amore cos profondo
per lui da fargli sentire il desiderio di servirlo. Cos si mise anche lui al lavoro per la
costruzione del ponte.
Lo scoiattolo osserv con attenzione come le scimmie costruivano il ponte. Prima di
spostare i grandi massi che erano necessari, cantavano il nome di Ram e poi rotolavano la
roccia nellacqua. Lo scoiattolo allora si rattrist di non avere la forza per sollevare quei
massi, ma il grande desiderio di servire gli diede unidea. cominci a rotolarsi nella sabbia,
la sabbia si appiccicava alla sua pelliccia ed egli poi la poneva tra i grandi massi che
costituivano il ponte. Poteva compiere venti o trenta viaggi con la sabbia nello stesso
tempo in cui una scimmia deponeva un masso. Vedendo il suo servizio appassionato ed

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infaticabile, le scimmie si commossero e, dimenticata la loro fatica, accelerarono il lavoro.


Il piccolo scoiattolo con il suo sincero servizio aveva ispirato unintera armata.
Questa storia mette in evidenza due qualit di chi ama: 1) solo chi sa veramente amare
in grado di percepire il vero amore; 2) gli amanti vedono pi amore negli altri che non in
loro stessi.
Le scimmie infatti sentirono che lo scoiattolo nutriva per Ram una devozione pi
profonda della loro e ricevettero pi gioia dalla sua devozione che da quella che proveniva
dai loro stessi cuori.
Se la devozione si manifesta o meno, parzialmente o totalmente, ci dipende dalla sua
forza. Ma la vera devozione sempre totale, non importa se si manifesta o meno.
Presto giunse il tramonto, e le scimmie smisero di lavorare. Venne la sera, e lintera
armata si inginocchi davanti a Ram per rendergli omaggio e poi si dispose seduta di
fronte a lui. Molte delle scimmie volevano parlare del devoto servizio dello scoiattolo, ma
rimasero sedute in silenzio a guardare il coraggioso Hanuman in attesa di avere da lui il
permesso di parlare. Anche lo scoiattolo stava in silenzio. Nascosto ai piedi di Hanuman,
in modo che nessuno potesse vederlo, contemplava devotamente il Signore Ram. Il saggio
Hanuman sapeva naturalmente cosa aveva fatto lo scoiattolo, ma si comport come se
nulla fosse.
Signoredisse una scimmia, oggi un piccolo scoiattolo ha distrutto la vanit che
avevamo per la nostra devozione a te. Noi trasportavamo enormi massi e lo scoiattolo
trasportava sabbia. Nel tempo a noi necessario per trasportare una roccia, egli aveva
portava venti o trenta carichi di sabbia. Oggi abbiamo sperimentato una gioia senza limiti
alla vista di questo servizio devoto.
Dopo aver ascoltato la storia, il Signore Ram espresse la sua gioia per il servizio dello
scoiattolo. Allora Hanuman prese nella sua mano lo scoiattolo e amorevolmente lo depose
ai piedi del Signore Ram. Tutte le scimmie gridarono di gioia. Il grazioso Signore
accarezz il piccolo corpo dello scoiattolo e le sue dita lasciarono dei segni sul suo pelo.
Era come se linvisibile grazia del Signore fosse divenuta visibile.
Proprio come lo scoiattolo della nostra storia, tutti noi siamo dei ricercatori minuti. Ma
anche se il nostro non attaccamento non ci consente per ora di muovere enormi massi,
trasportando un po di sabbia per volta progrediremo comunque. Cominciate col
risvegliare la devozione allo yoga. La devozione allo yoga la devozione a Ram.
Nascendo con il sentimento dellattaccamento, naturalmente desideriamo accumulare
cose. Ora che abbiamo accumulato tanto, ci ritroviamo con una lista infinita di
attaccamenti nella nostra mente. Da quale porta, in queste condizioni, la povera idea del
non attaccamento potr mai entrare nella mente? Fortunatamente, il non attaccamento ha
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una grande pazienza. Anche se rimasto fuori dalla porta della nostra mente per molte
vite, entrer quando lo chiameremo, e allora lalba della conoscenza, della devozione e
dello yoga sorger.

Il distaccato yogi Bhatrihari


Quando lunica meta del ricercatore spirituale lunione con lEssere Supremo, il non
attaccamento, nella sua vera forma, si realizza spontaneamente, senza particolari sforzi.
Come un viaggiatore che si dirige ad ovest si allontana naturalmente dallest, cos il
ricercatore che va verso la liberazione si allontana naturalmente dallillusione del mondo.
Quando il ricercatore che desidera la liberazione inizia a praticare una sadhana yoga, ogni
precedente impressione di attaccamento rimasta nella sua mente, poche in verit, inizia a
manifestarsi e a creargli un piccolo disturbo. Ma il ricercatore libera se stesso da questo
disturbo attraverso il potere della discriminazione, la quale aumenta ogni giorno, man
mano che la sua mente e il suo corpo si purificano. Pi lamore del ricercatore per Dio
aumenta, pi diminuisce il suo attaccamento per le illusioni mondane.
Viveva una volta, nellantica India, un re valoroso di nome Bhatrihari. Ancoroggi
considerato come uno dei migliori poeti sanscriti e yogi; il suo regno, Ujjayini, rimane un
luogo di pellegrinaggio. Dopo aver rinunciato al trono, Bhatrihari pratic la sadhana yoga
per lungo tempo e alla fine realizz il samadhi.
I grandi yogi che hanno ottenuto lunione con Dio incarnano veramente la pratica del
non attaccamento. Alcuni di loro non sentono nemmeno la necessit di indossare abiti. Il
loro non attaccamento ha raggiunto una tale ampiezza che essi possono distaccare la
propria consapevolezza dal corpo e dalla mente e dimorare solo nellanima.
Una volta, mentre era in viaggio, il grande yogi Bhatrihari si sedette a riposare sotto
lampia chioma di un albero, ma divenne conscio che il perizoma fatto di corteccia che
indossava era strappato in diversi punti. Dovrebbe essere riparato pens; perci si alz a
guardare intorno e raccolse due spine. Ne us una per fare un buco allestremit della
seconda. Ma quando tent di infilare un filo fatto di fibra della corteccia di un albero nel
suo grossolano ago, si accorse di vederci poco a causa del sopraggiungere della sera.
Intanto il Signore Shiva stava viaggiando con la Madre Parvati per il cielo. Bhatrihari,
mentre tentava di infilare lago, cantava: Om namah Shivaja, Om namah Shivaja, Om
namah Shivaja; egli era solito cantare a Dio mentre compieva qualunque azione. Le
parole del canto giunsero alle orecchie di Madre Parvati la quale guardando gi vide
Bhatrihari. Madre Parvati una perfetta devota del Signore Shiva ed ama i devoti di Shiva
come ama Shiva stesso. Per questo ebbe il desiderio di incontrare Bhatrihari, e
lonnisciente Shiva fu immediatamente cosciente del suo desiderio.
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Madre Parvati disse umilmente: Mio Signore, uno dei tuoi devoti seduto da solo
sotto un albero. Ti prego, vieni gi con me per incontrarlo.
Non ne vale la pena rispose Shiva.
uno dei tuoi devoti perfetti, esclam Madre Parvati con sorpresa. Perch dici
ci?.
Allora entrambi scesero gi sulla terra e rimasero dietro a Bhatrihari; ma Madre
Parvati voleva stargli di fronte. Il Signore Shiva sussurr allorecchio di Madre Parvati:
Digli pure ci che vuoi.
Bhatrihari, figlio mio ella disse. Io sono Parvati, tua madre. Sono giunta qui con
tuo padre, il Signore Shiva, per incontrarti. Entrambi stiamo dietro di te.
Bhatrihari non rispose n gir la testa; semplicemente continu a cucire.
Madre Parvati trov strano e scortese il suo comportamento e lo rimprover dicendo:
Ho avuto il desiderio di scendere qui sulla terra solamente per incontrare te, e tu non
vuoi nemmeno girarti a guardarmi?.
Non parlare cos tanto rispose Bhatrihari. Sei diventata cos anziana da non
ricordare nulla?.
Le parole di Bhatrihari erano colme damore per la madre, e questo riemp il cuore di
lei. vero che sono diventata anziana disse la Madre Parvati, ma non condivido ci che
hai detto riguardo alla mia memoria.
Non sei tu dappertutto? disse Bhatrihari. Sei di fronte e dietro di me, sopra e sotto.
Tu sei dovunque! Sei nel mio cuore, nella mia vista e nella mia parola. Perci dimmi: come
posso io credere che tu stai dietro di me? Posso addirittura vederti nel buco di questa
spina e nella fibra della corteccia. Perch mai dovrei girarmi quando tu sei proprio qui
davanti a me?.
Il cuore della Madre Parvati si colm damore. Ella allora comprese la frase del
Signore Shiva che le diceva che non valeva la pena incontrare Bhatrihari. Figlio mio,
disse con affetto, Sono molto contenta di te. Chiedimi qualunque dono desideri.
Di nuovo un non senso comment Bhatrihari con indifferenza, e senza neppure
voltarsi disse: Va bene, se insisti a farmi un regalo, infila allora la fibra di corteccia in
questa spina per me. Come posso disobbedire a un tuo ordine?.
Madre Parvati lo fece, ma poi triste aggiunse: Davvero non vuoi proprio nulla da
me?.
Va e non mi infastidire disse Bhatrihari. Laver raggiunto te il pi grande dono
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che tu potessi farmi. Non credo esista un dono pi grande. Tu sei ogni dono e ogni dono
te. Quale felicit pu mai venirmi da qualsiasi altro dono?.
Questo tipo di non attaccamento viene sperimentato solo dai grandi yogi.

Il santo dai capelli lunghi


La storia che ora racconto riguarda Laturia Maharaj, un santo di medio livello; anche i
santi hanno qualit diverse. Egli comunque era il migliore di quelli del suo livello e
seguiva una rinuncia rigorosa: non soggiornava mai nella medesima localit per pi di
due o tre giorni, n sceglieva la direzione dei suoi viaggi; semplicemente si muoveva dove
lo portavano le gambe.
Una mattina Laturia Maharaj stava camminando senza la pi pallida idea di dove
stesse andando. Il vento gli soffiava forte dietro e gli spingeva i lunghi capelli sul volto.
Egli se li doveva continuamente togliere dalla faccia, ma i suoi sforzi erano inutili.
Alla fine ne ebbe abbastanza, si gir verso il vento e gli lanci uno sguardo infuocato,
ma il vento lo ignor. Riprese a camminare e dopo nuovi insuccessi nel cercare di tenere i
capelli lontano dal viso, nuovamente si gir verso il vento con sguardo minaccioso, ma il
vento di nuovo rimase indifferente. Esasperato, si ferm e mormor tra s: Questo sciocco
vento oggi fa il dispettoso. Devo metterlo a posto o continuer a darmi problemi.
Cos Laturia Maharaj cominci a camminare proprio contro il vento e con un sorriso
trionfante disse: Ciao amico! Ora fa pure le marachelle che vuoi. Il vento ora spingeva i
capelli di Laturia Maharaj dietro di lui, lontano dal suo viso! Cos finisce la storia di
Laturia Maharaj, il santo dai capelli lunghi.

Il santo pazzo
Un giorno un santo rinunciante, giunto in una grande citt, not che era stata costruita
una strada asfaltata di fianco ad unaltra di terra battuta polverosa. Un vecchio cestino di
bamb giaceva al margine della strada di terra; egli lo prese e inizi a riempirlo con la
terra e a svuotarlo sulla strada asfaltata. Dopo poche ore, aveva accumulato sulla strada
asfaltata un enorme mucchio di terra.
Chiunque avesse visto le sue azioni lo avrebbe considerato davvero pazzo, e in effetti
lo era. Ma la sua pazzia derivava dalla pratica dello yoga, non da una malattia mentale.
Egli stava soffrendo della pazzia dell'amore e della devozione. Era un ricercatore yoga, ma
era stato condotto fuori strada.

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Nella sadhana yoga assolutamente fondamentale avere la guida di un Sadguru


esperto dello yoga. Senza questa guida, a un certo punto della sadhana si diviene pazzi
damore e si abbandona la sadhana stessa. Comunque, poich questa pazzia molto
diversa dalla malattia mentale, il comportamento del ricercatore che ne affetto appare
molto santo; noi riceviamo unidea della sua santa personalit attraverso le sue parole e il
suo comportamento di tutti i giorni.
Intanto, nel pomeriggio, il santo rinunciante aveva accumulato unenorme massa di
terra proprio nel mezzo della strada asfaltata. Poi si sedette nella posizione del loto sulla
cima di questo cumulo come se avesse lavorato tutto quel tempo solo per potersi sedere l.
Proprio in quel momento giunse sulla quella strada il corteo regale. Di solito si
programmavano in anticipo le strade che il corteo doveva percorrere, in modo che gli
ufficiali del re potessero prepararle. Ma quel giorno il re aveva improvvisamente cambiato
idea e aveva deciso di prendere quella strada.
Non appena gli ufficiali andarono avanti per pulire la strada, videro la grande pila di
terra proprio nel mezzo della strada con una persona apparentemente pazza seduta in
cima. Poich non potevano fare in tempo a ripulire la strada per il passaggio del re, lunica
cosa che poterono fare fu di chiedere a quel matto di spostarsi. Poi il capo degli ufficiali
osserv quel matto e concluse che era un santo. Poich tutti sapevano che il re era
religioso e non si burlava mai di un santo, il capo degli ufficiali si avvicin e disse
umilmente: Sta arrivando il re.
Il santo guard indifferente lufficiale; Chi? chiese.
Il re della citt disse lufficiale.
Ma il santo continuava a non apparire impressionato: Il re sta arrivando? Bene,
lasciatelo venire. C abbastanza spazio per passare.
Ma il re insistette lufficiale. Non dovrebbe subire lumiliazione di stringersi su
un lato della strada per passare. Tu dovresti spostarti da l.
Io alzarmi? E perch dovrei? rispose il santo. Se sta arrivando il re, allora ho il
diritto di stare qui, dal momento che io sono limperatore! C un sacco di spazio per
passare.
Non era possibile smuovere il santo dalla pila di terra senza usare la forza, per il
re aveva precedentemente ordinato che nessuno doveva essere molestato durante la
sua processione. Lufficiale torn dal re e spieg: Vostra Altezza! C un santo seduto
in cima a una pila di terra proprio nel mezzo della strada. Quando gli ho chiesto di
spostarsi da l, mi ha risposto che lui limperatore e che voi avete un sacco di spazio
per passare di lato.

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Va bene, passeremo di lato concluse il re con un sorriso.


La processione prosegu; quando arriv davanti al santo, il re ferm il corteo e scese
dal suo elefante. Si avvicin al santo si inchin e chiese: Siete un imperatore?
S. Non v dubbio.
E qual la differenza tra un re e un imperatore? chiese il re.
Il re prigioniero di uno stato, grande o piccolo che sia. Egli non libero di lasciarlo,
o di abbandonare il suo palazzo e vivere da unaltra parte. Un re non pu viaggiare da
solo, ma venticinque/cinquanta persone devono accompagnarlo da un posto allaltro. Io
invece sono un imperatore, posso spostarmi in qualunque stato e andare dove desidero
senza essere accompagnato da nessuno.
Il re fu molto soddisfatto della risposta del santo. In verit non aveva altre domande
da fargli, ma continu la discussione per il puro piacere di ascoltarlo. Un re ha grandi
ricchezze. disse, Tu sei un imperatore, dovresti averne ancora di pi.
Il re un prigioniero, quindi infelice spieg il santo. Solo un infelice accumula
ricchezze. Solo chi ha delle spese ha bisogno di ricchezza. Io non ho spese, quindi non ho
bisogno di denaro. Non ammasso e non accumulo nulla. Un imperatore colui che non ha
averi ed da questi distaccato. Nessuna al mondo pi ricco di lui.
Il re si stava godendo il colloquio. Di sicuro devi avere un grande regno e, se cos ,
dovresti avere anche una grande armata aggiunse sorridendo.
Armata? il santo rispose aggrottando le sopracciglia. Perch mai unarmata? Solo
chi ha dei nemici ha bisogno di un esercito. Io non ho nemici. Perch dovrei aver bisogno
di unarmata?.
Il re rimase senza parole e si inchin per rispetto davanti al santo.
Tenetevi i vostri inchini disse il santo. Sono inutili per me.
Il re se ne and molto contento di quellincontro. Aveva molto su cui riflettere. Il santo
chiuse gli occhi e riprese a meditare sempre seduto sulla cima della pila di terra.
Come pu un re impressionare qualcuno che non desidera nulla?
Questo grado di non attaccamento appartiene soltanto ai santi. Le persone ordinarie
possono essere impressionate da chiunque: re, aristocratici, persone normali e persino
poveri. Esse devono progredire gradualmente verso il non attaccamento secondo le loro
capacit.

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Loperaio e le tre pietre


Un uomo ricco stava costruendo un tempio sulla cima di unalta montagna e aveva
bisogno che tre grosse pietre fossero trasportate in cima. Dopo aver deciso quanto avrebbe
pagato per quel lavoro, luomo diede il compito ad un operaio. Questi era forte e era
deciso a salire la montagna portandosi su le tre pietre tutte in una volta, ma dopo aver
scalato per un po si sent stanco ed ebbe bisogno di alleggerire il suo carico. Lasci quindi
una pietra sul pendio e continu a salire con le altre due. Dopo un po per sent il bisogno
di alleggerire ancora il suo carico. Perci pos la seconda pietra. Dopo che il suo carico fu
molto pi leggero e alla portata delle sue possibilit, egli fu in grado di completare il suo
compito con successo.

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Glossario

Ashram

Un eremitaggio religioso o una dimora per il tapas (sacrificio).

Bhajan

Una canzone devozionale.

Bhakti yoga

Lo yoga della devozione.

Brahmacharya

Celibato; rinunciare a tutta lattivit sessuale che possa essere


espressa in pensiero, parola o azione; letteralmente: Movimento
verso il Signore.

Bhoga

Edonismo.

Guna

Le tre qualit di chitta (materiale mentale): sattva guna, rajo guna,


tamo guna. Le loro qualit individuali sono le seguenti:
Sattva guna - uno stato illuminato della mente caratterizzato dalla
purezza; essa lega la persona alla gioia, alla beatitudine e alla perfetta
salute. Sattva guna d origine alla conoscenza e la persona che si
stabilizza in essa cresce e sviluppa la propria divinit e saggezza. In
questo stato, inizia la stabilit del fluido sessuale. Questo stato della
mente albeggia allinizio del sabija samadhi.
Rajo guna - uno stato della mente orientato allazione caratterizzato
da forti emozioni, desideri e attaccamenti alle cose. Questo stato lega
la persona allazione e fa crescere lavidit Le persone immerse in
questa guna sperimentano una evoluzione media e ordinaria.
Tamo guna - uno stato pigro della mente caratterizzato dallignoranza
e dalla letargia. Questo stato lega la persona alle qualit
dellindolenza, del sonno e della negligenza, e conduce ad errori. Le
persone coinvolte in questo stato tendono a peggiorare e a cadere
nelle tendenze inferiori.

Jagadguru

Il maestro supremo, il maestro di tutto il mondo.

Jnana yoga

Lo yoga della conoscenza.

Karma yoga

Lo yoga dellazione.

Nivritti dharma

Sadhana solo per i sadhaka pi avanzati; i ricercatori su questo


percorso usano le potenzialit del prana per raggiungere la quarta e
finale meta della vita: la liberazione; anche chiamata nishkama
sadhana, sahaja yoga, kundalini yoga, sadhana del prana.

Pravritti dharma

Sadhana per i ricercatori mondani evoluti o per i ricercatori religiosi


avanzati; i ricercatori di questo percorso usano le potenzialit della mente
per raggiungere i primi tre obiettivi della vita: religione, benessere e amore;
anche chiamato sakama sadhana (con desiderio) e sadhana di chitta.
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Premyatra

Pellegrinaggio damore. Composto da prema (amore) e yatra (andare


in pellegrinaggio) (n.d.r.).

Rajasico

Vedi il termine guna.

Ramayana

Antica epica indiana che descrive le avventure di Ram

Rupie

La moneta indiana che vale circa $ 0.12 .

Sabija samadhi

Samadhi con la mente o con il seme del desiderio; samadhi in cui


permane la coscienza della differenza tra oggetto e soggetto, la
distinzione tra conoscitore e conosciuto. Il seme dellesistenza del
mondo (esterno ed interno) il fluido sessuale (sperma/ovulo). Lo
stato di sabija samadhi (samadhi con seme) continua finch il fluido
sessuale viene espulso e fin quando chitta e prana rimangono
instabili.

Sadhaka

Chi pratica lo yoga.

Sadhana

Pratica spirituale.

Sanyasi

Chi rinuncia alla vita mondana.

Swami

Membro di un ordine di sanyasi

Tamasico

Vedi il termine guna.

Virya

Fluido sessuale.

www.kripalvananda.org
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