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ALIMENTARE CON PIÙ ENERGIA BANCA POPOLARE ETICA

“Ciò che non è buono per te non lo fare agli altri. Il resto è commento. Va e studia.” (Hillel the Older)

La fase del ciclo di primo sviluppo che si sta chiudendo, la crisi macrofinanziaria in fase di augurabile superamento, sono
due elementi importanti alla base dell’esigenza di riformulare in maniera importante il progetto Banca Etica. Non è utile
considerare scontata ogni soluzione preferita nel passato. Le persone che hanno curato questo documento sono convinte
della necessità di “ricaricare le pile” al progetto Banca Popolare Etica. Questa convinzione non è legata ad una critica alla
gestione sviluppata fino a questo momento, ma vuole definire un ambito di nuova ambizione per il futuro. Siamo convinti
che le persone che hanno condotto il progetto fino ad ora abbiano sinceramente e risolutamente dato il massimo delle
loro possibilità, con coraggio e sacrificio personale. Sotto un profilo molto generale dispiace quindi sviluppare riflessioni
che possono apparire critiche verso chi si è occupato fattivamente del progetto e pochi tra i firmatari di questo appunto
svilupperebbero un documento orientato esclusivamente alla critica. Nonostante questo pericolo, gli scriventi ritengono
necessario sviluppare e presentare le riflessioni sotto descritte.

UNA BANCA POSITIVA


Un difetto importante che avvertiamo in questo momento nel progetto BPE è legato all’impostazione della sua
comunicazione “contro”, invece che ad una più augurabile comunicazione “per”. Troppo frequentemente BPE comunica
contro “gli speculatori”, i “banchieri che non rispettano qualche imperativo etico”, coloro che applicano lo scudo fiscale,
coloro che applicano le stock option, coloro che propongono prestiti subprime, ecc.. Troppo raramente BPE comunica
esplicitando le forme di intermediazione intrinsecamente meritevoli che propone. Vorremmo attenuare in modo drastico la
comunicazione “contro” ed evitare altresì la promozione che sottolinea linee intraprese dall’intero sistema bancario.
Improntare una parte della comunicazione, per esempio, sul profilo della moratoria del credito risulta probabilmente
controproducente, essendo tale misura comune alla generalità delle banche.

UNA BANCA DIFFERENTE DA TUTTE LE ALTRE


In effetti la proposta bancaria di BPE è nella sostanza eccessivamente appiattita su forme tecniche ed atteggiamento
gestionale di una buona Banca di Credito Cooperativo. Questo non è disdicevole in sé, anzi è assolutamente meritorio,
ma una parte importante dei soci di BPE mira ad ottenere di più. Anche noi ne siamo convinti.

UNA BANCA CAPACE DI SPINGERSI OLTRE LA PRASSI TRADIZIONALE CIRCA LA BANCABILITÀ DELLE PERSONE
Sotto il profilo delle politiche di prestito, nell’ambito della gestione tecnica della banca, è necessario che BPE metta a
punto un prodotto che si discosti nettamente dalla normale operatività bancaria e ne costituisca una accelerazione nella
dimensione sociale del credito. Occorre esplorare territori nuovi, prendendosi rischi professionali non convenzionali. Con
tale strategia si possono testare operatività su cui forse altri arriveranno in seguito. Occorre una formula di prestito che
sia: a) senza garanzia; b) a respiro nazionale; c) di attivazione quasi automatica o assai semplice; d) perfettamente in
linea con l’esigenza di tutti di avere una formula di credito d’emergenza attivabile a semplice richiesta. Questa formula
sarà probabilmente ricompresa in un plafond di operatività, rifinanziabile anche da terzi e rotativo nel tempo. Il mancato
rimborso di questo prestito, presumibilmente sull’onore, comporterà l’impossibilità di una successiva erogazione. La
messa a punto di uno strumento di sostegno finanziario di questa classe, efficace e sostenibile, è un imperativo etico.
Una banca etica senza un visibile ed incisivo prodotto di questo genere è un po’ come un “circo senza leoni”, che lascia
deluse le aspettative.

UNA BANCA CAPACE DI UNA FIDUCIA TRASVERSALE, CHE TUTELI IL POCO ED IL TANTO
Sotto il profilo delle politiche di raccolta è necessario che l’offerta di BPE si allinei su politiche commissionali molto strette.
I prodotti di BPE devono essere, effettivamente e in modo molto chiaro, convenienti rispetto ai prodotti postali e ai prodotti
di altre banche rivolti a piccoli risparmiatori. E’ necessario tra l’altro mettere rapidamente in piedi uno o più ETF1 su tema

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Exchange Traded Funds — E’ un fondo comune di investimento a bassissimo ricarico commissionale, particolarmente utile per l’investitore che vuole
una soluzione di investimento semplice. Gli ETF sono fondi comuni passivi, che propongono un portafoglio investito eguale all’Indice di riferimento (etico
etico; questo allarga lo spazio dell’attività bancaria senza rischio e senza impegno dei mezzi propri della banca. Un ETF
etico che incorpori l’esperienza del gruppo BPE consente di allargare la base di influenza in termini di messaggi e di spazi
commerciali. Un ETF può essere acquistato presso qualsiasi banca. Lo strumento fondo comune è invece strettamente
destinato ad essere venduto presso una struttura di rete commerciale di proprietà dei soci di Etica SGR ed ha un
potenziale di crescita basso in quanto ogni banca vende i propri fondi comuni.
La difesa del risparmio è imperativo etico che si realizza attraverso l’offerta di condizioni buone. Un prodotto di rilievo sul
lato dei prestiti e una serie di prodotti di rilievo sul lato della raccolta possono incrementare di molto il rilievo commerciale
della proposta di BPE e potenziare l’apprezzamento da parte del pubblico dell’approccio proposto. Sotto questo profilo lo
spazio operativo attuale di BPE purtroppo non è sufficientemente interessante per il piccolo risparmiatore ed ancora di più
per il risparmiatore con qualche disponibilità. E’ probabilmente necessario organizzare un servizio strutturato di
monitoraggio della qualità dei prodotti offerti alla clientela che risponda in via diretta agli stakeholder della banca.

UNA BANCA GIOVANE E SEMPLICE, CON POCHISSIMA FINANZA


BPE si deve orientare, per una parte importante della sua offerta, a prodotti finanziari di base, molto semplici, con ricarichi
commissionali minimali. BPE deve essere la banca di riferimento dei piccoli risparmiatori, in particolare di quelli giovani. Il
canale distributivo principale deve necessariamente essere quello elettronico, con importanti obiettivi di incremento dello
spazio di mercato.

UNA BANCA CHE CRESCE SENZA SALTI PERICOLOSI


Una strategia di internazionalizzazione di una banca è coerente con il pieno successo sul fronte di partenza. Le esigenze
primarie, di consolidamento e di perfezionamento di una conveniente gamma di offerta, sembrano meritare priorità
rispetto ad una strategia internazionale. Il profilo internazionale dell’iniziativa ha un rilievo culturale e di confronto da
coltivare con cura ma più difficilmente ha un connotato operativo di breve periodo.

UNA BANCA CHE ATTIRA CAPITALE PER CRESCERE


Un problema sempre presente, in tutte le banche, è quello della base patrimoniale per crescere. Senza nuovo capitale
non è possibile allargare il raggio d’azione di BPE. Su questo profilo, suggeriamo di condizionare la raccolta del risparmio
(depositi e altri strumenti) ad una proporzionale operazione di sottoscrizione di capitale, fatta eccezione per il
risparmiatore con modesti investimenti. Il risparmiatore che si serve di BPE (investendo più di una soglia, ad esempio, di
10 mila euro) non può trasferire ad altri i costi patrimoniali dell’iniziativa. Deve parteciparvi in prima persona, sia pure in
quota modesta e relativa ai propri investimenti in essere, per un fattore di coerenza etica.
Questa politica è assai fuori linea rispetto all’azione commerciale delle banche italiane. Ma BPE può essere
opportunamente coraggiosa e rompere lo schema. Le banche italiane non richiedono di sottoscrivere il capitale della
banca per poter depositare. Si potrebbe invece condizionare l’operatività sul fronte del deposito ad una preliminare
operazione proporzionale di sottoscrizione di capitale.

UNA BANCA CHE COLTIVA UN MANAGEMENT PER UNA FORTE E CONTINUA INNOVAZIONE
Ovviamente gli spunti tecnici sopra descritti meritano una ben maggiore analisi di dettaglio, che qui non viene sviluppata,
per determinare i corretti e precisi termini di fattibilità. Più in generale BPE ha necessità di esaminare un flusso
consistente e continuo di innovazioni di prodotto e di soluzioni di mercato. Ciò vuol dire sostenere la creatività e tentare di
“rompere gli schemi”. Lo stile manageriale deve essere orientato al sostegno innovativo del contenuto ideale, non alla
normalizzazione professionale della carica ideale.

UNA BANCA CHE COMUNICA EMOZIONI E FA RAGIONARE SUI VALORI


BPE deve abbandonare una comunicazione basata sulla declamazione per passare ad una comunicazione basata sulle
cose fatte, senza un atteggiamento dogmatico sul profilo etico - valoriale. Occorre sottolineare i risultati da essa raggiunti,
limitando il più possibile i riferimenti in negativo dell’altrui azione bancaria, che poi spesso non è necessariamente
criticabile nei termini proposti. I valori etici e gli orientamenti valoriali sostenuti dai soci di BPE sono in effetti assai vari.

in questo caso). Con uno strumento di questo tipo BPE può servire “clienti” che non si rivolgono ai suoi sportelli ed amplia il riferimento di mercato. Gli
Non ce ne sono alcuni imprescindibili e altri meno importanti. L’azione di BPE deve portare a sintesi le varie sensibilità
valoriali, con equilibrio e talvolta con intransigenza. In caso di conflitto tra queste diverse sensibilità serve più equilibrio
che intransigenza. Ciò che non è buono per noi e per i nostri cari la banca certo non lo fa agli altri. Tutto il resto è
commento. Sul resto valutiamo con pazienza e umiltà. Andiamo a studiare come i nostri orientamenti etici si possono
concretizzare assieme agli orientamenti parimenti attenti delle persone che stimiamo. Occorre organizzare occasioni
sistematiche di scambio di opinioni sui vari profili etici di rilievo.

FOCUS SULLE PRIORITÀ


I possibili orientamenti valoriali si possono sintetizzare nei seguenti punti:
a) vogliamo uno strumento per svolgere attività bancaria che rispecchi senza alcuno sconto tutte le norme deontologiche,
di legge, di carattere professionale, delle banche ordinarie;
b) in particolare, le regole di governance devono essere rapidamente adeguate alle best practice internazionali
(amministratori indipendenti, incidenza di amministratori di genere femminile, organo politico e operativo ben distinti,
trasparenza e correttezza presidiati da una funzione di audit severa, semplificazione dell’articolazione di gruppo e del
governo delle iniziative collaterali di varia natura);
c) vogliamo uno strumento per svolgere un’attività bancaria che sia sensibile nella misura più potenziata possibile verso
obiettivi collettivi e metta in subordine (effettivo) il fine di lucro;
d) vogliamo uno strumento per l’attività bancaria che concorra a difendere i diritti delle persone;
e) vogliamo uno strumento per l’attività bancaria che sia anche uno strumento per riflettere in modo critico sul
funzionamento del mondo economico e finanziario e sperimentare in modo innovativo.

Per queste ragioni, crediamo che BPE debba avere:


- un orientamento commerciale pronunciatamente volto alle esigenze del cliente
- un orientamento di gestione del personale pronunciatamente volto all’attenzione
- un orientamento di gestione pronunciatamente orientato all’efficienza

In sintesi conclusiva, riteniamo che il profilo etico vada raffinato rispetto ad obiettivi concreti legati alle esigenze dei
risparmiatori e dei prenditori di fido e rispetto agli standard riconosciuti di operatività bancaria, che la gestione tecnica
della banca vada riallineata ad obiettivi più ambiziosi, che la comunicazione segua una più focalizzata impostazione
gestionale e valoriale della banca. Un riaggiustamento di questo tipo, crediamo, è necessario per traguardare obiettivi più
ambiziosi.

Il documento è stato originariamente discusso tra Giulio Tagliavini, Marco Gallicani, Giorgio Curti, Carlo Musiari ma è
studiato come documento aperto e quindi può in qualsiasi momento essere discusso, ripreso e implementato.

ETF sono quotati in borsa e moltiplicano il massaggio di chi li organizza in modo sorprendentemente efficace.