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Trapassato prossimo

Trapassato prossimo
Il trapassato prossimo, spesso chiamato anche piucheperfetto o piuccheperfetto, una forma verbale che indica la
compiutezza oppure l'anteriorit temporale di un evento rispetto ad un momento passato: Ieri ho ricevuto quello che
avevo chiesto il giorno prima.

Coniugazione del trapassato prossimo


Questa forma verbale si coniuga combinando le forme dell'imperfetto indicativo degli ausiliari avere (a) o essere (b)
con il participio passato del verbo in questione:
1a persona
singolare
io

2a persona
singolare
tu

3a persona
singolare
egli, ella

1a persona
plurale
noi

2a persona
plurale
voi

3a persona
plurale
essi, esse

(a) Verbi coniugati


con
il verbo ausiliare avere
Es.: parlare

Avevo parlato

avevi parlato

aveva parlato

avevamo parlato

avevate parlato

avevano parlato

(b) Verbi coniugati


con
il verbo ausiliare
essere
Es.: andare

Ero andato/a

eri andato/a

era andato/a

eravamo andati/e

eravate andati/e

erano andati/e

Per quanto riguarda il resto, la coniugazione segue le particolarit del passato prossimo; possibile ricorrere alle
tabelle di coniugazione.[1]

Uso del trapassato prossimo


Per l'uso del trapassato prossimo viene definito un momento passato a partire dal quale l'avvenimento viene
osservato. Ogni costruzione si riferir a questo momento:
Ieri all'una, avevo gi mangiato.
In questo caso, il momento viene specificato esattamente nella frase (ieri all'una). La funzione del trapassato
nell'esempio quella di indicare che, in quel momento, l'azione era compiuta (vedi aspetto).[2]
Il momento di osservazione pu essere anche indicato da altre forme verbali del periodo, come il passato prossimo, il
passato remoto o l'imperfetto:
Non volevamo leggere il libro che la nonna ci aveva regalato a Natale.
Non volemmo leggere il libro che la nonna ci aveva regalato a Natale.
Non abbiamo voluto leggere il libro che la nonna ci aveva regalato a Natale.
Le forme del trapassato indicano in questo esempio una esplicita anteriorit temporale rispetto al momento indicato
dalle altre forme verbali (spesso, esse si ritrovano nella frase principale).
L'uso del trapassato prossimo non raro in concomitanza con quello del presente storico:
Nel 1616, Galileo riceve aspre critiche per il contenuto dei libri che aveva pubblicato.
Anche in questo caso, l'enunciato specifica il momento passato (Nel 1616), anche se non deve essere
necessariamente cos. Infatti, il momento al quale ci si riferisce spesso del tutto implicito e deve essere recuperato
nel contesto (in un altro enunciato oppure tramite un ragionamento, come accade anche nell'esempio seguente):
Guarda com' sporca la tua maglietta, eppure ti avevo detto di fare attenzione!

Trapassato prossimo
In questo caso, l'azione indicata dal verbo dire sar anteriore rispetto ad un momento non direttamente specificato.
Nell'esempio, si tratta forse di quello in cui la raccomandazione (fare attenzione) stata trascurata.

Altri usi del trapassato prossimo


Similmente all'imperfetto, pu indicare irrealt (ma solo nella lingua parlata con sintassi non sorvegliata):
Ora stiamo qui bloccati in questo treno lentissimo, ed invece con l'aereo, a quest'ora, avevamo gi finito il
viaggio.
L'applicazione della grammatica normativa dell'italiano richiederebbe invece un'altra costruzione: a quest'ora
saremmo gi arrivati. Secondo questi usi tipici della lingua parlata, il trapassato prossimo pu sostituire le forme
modali del congiuntivo trapassato o del condizionale passato, soprattutto nel periodo ipotetico dell'irrealt:
Se ero nato a Milano non parlavo mica romano.
Normalmente, questi usi non sono considerati come accettabili nella lingua standard.
Esiste inoltre anche un uso di cortesia del trapassato,[3]: in pratica, comunque, esso applicabile soprattutto al verbo
venire:
Ciao, come va? Ero venuto a vedere se stai bene.
In questo caso il trapassato sostituisce il passato prossimo (sono venuto), che descriverebbe con maggior precisione
la costellazione temporale degli eventi. Per ragioni di cortesia, comunque, il locutore trasporta artificialmente le sue
intenzioni nel mondo del passato (si tratta dell'uso corrispondente all'imperfetto di modestia): l'espediente serve
dunque ad evitare un enunciato troppo invadente o comunque troppo diretto.
A differenza degli usi corrispondenti dell'imperfetto, anche essi in un qualche modo collegati all'irrealt, il trapassato
indica dei processi verbali conclusi.

Il trapassato in latino e in altre lingue


Il trapassato prossimo abbastanza corrente nella maggior parte delle lingue indoeuropee. La sua complessit di
significato si riflette nella ricchezza di forme che si ritrova nei vari idiomi, il che giustifica un confronto. La forma
usata in latino, non ereditata dall'italiano, rinunciava all'ausiliare e prevedeva un'unica forma verbale (detta forma
sintetica):
Audiveram ('avevo sentito').
Le dinamiche che hanno portato alla formazione del trapassato prossimo nella lingua italiana di oggi sono le stesse
che hanno causato la nascita delle altre forme composte (vedi passato prossimo).
La forma sintetica sopravvive ancora in lingua portoghese, ma solo come forma scritta e quindi di uso meno
frequente (ouvira, avevo sentito). Pi spesso si usa in portoghese il verbo ter come ausiliare, per poi aggiungere il
participio ottenendo la forma tinha ouvido. questa la cosiddetta forma analitica che conosciamo dall'italiano. Lo
stesso meccanismo caratterizza il trapassato in inglese:
I had heard ('avevo sentito').
Si comportano similmente, oltre all'italiano, il tedesco ed il francese (ich hatte gehrt; j'avais entendu). D'altro canto,
in alcune variet meridionali sia del tedesco sia del francese esiste una forma ottenuta con il perfetto composto
(passato prossimo) dell'ausiliare, cui viene poi ancora aggiunto il participio passato del verbo da coniugare: dalla
combinazione risulter il verbo coniugato, che includer due forme del participio passato e sar cos composto da tre
forme verbali in tutto:
J'ai eu entendu ('avevo sentito');
Ich habe gehrt gehabt ('avevo sentito').

Trapassato prossimo

Tradotti letteralmente, gli enunciati andrebbero resi in un italiano agrammaticale (io ho avuto sentito al posto di io
avevo sentito). In francese, si parla di pass surcompos, in tedesco di doppeltes perfekt.[4] In sintesi, si avranno allo
scritto le seguenti forme corrispondenti all'italiano sentire-udire. Le forme con il doppio participio nelle variet di
tedesco e francese sono riservate ad contesti speciali (linguaggio poetico, dialettale o antiquato), sicch non vengono
incluse nell'elenco.
Inglese

Tedesco

Latino

Rumeno

Portoghese

Spagnolo

Francese

Italiano

I had heard

ich hatte gehrt

audiveram

auzisem

ouvira / tinha ouvido

haba odo

j'avais entendu

avevo sentito

you had heard

du hattest gehrt

audivers

auzisei

ouviras / tinhas ouvido

habas odo

tu avais entendu

avevi sentito

he/she had
heard

er/sie hatte
gehrt

audiverat

auzise

ouvira / tinha ouvido

haba odo

il/elle avait entendu aveva sentito

we had heard

wir hatten gehrt audivermus auziserm ouvramos / tnhamos


ouvido

habamos
odo

nous avions
entendu

avevamo
sentito

you had heard

ihr hattet gehrt

audivertis

auziseri ouvreis / tnheis ouvido

habais odo

vous aviez entendu

avevate sentito

they had heard

sie hatten gehrt

audiverant

auziser

haban odo

ils avaient entendu

avevano sentito

ouviram / tinham ouvido

Nelle lingue romanze come l'italiano, il trapassato prossimo di solito affiancato da una seconda forma, il trapassato
remoto. Con il passare dei secoli, quest'ultimo ha ceduto gran parte del suo ambito di uso al primo (per quanto
riguarda l'Italia, soprattutto al nord).

Note
[1] Nella letteratura specializzata o in verbix (http:/ / www. verbix. com/ languages/ italian. shtml); italian-verbs (http:/ / www. italian-verbs.
com/ verbi-italiani. htm).
[2] Per quanto riguarde le sue caratteristiche aspettuali, si ricorda brevemente che il trapassato prossimo una forma con due funzioni base. Pu
infatti indicare sia il risultato di un'azione, sia l'azione stessa. Per il primo caso, si consideri l'esempio:

Sono tornato a casa alle due, e Fido era sparito.

Nell'enunciato, il momento specificato (le due) ci permette di mettere in luce il risultato dell'azione, cio la
mancanza di Fido, che viene considerata come uno stato che alle due era gi attuale.
Nel secondo caso, invece, con il trapassato si indica semplicemente l'azione stessa, la sparizione considerata in tutta
la sua pienezza, come nell'esempio seguente:

Siccome Fido era sparito dalla circolazione verso le due, cominciai a cercarlo.

Per approfondire, vedi anche Comrie e Bertinetto (bibliografia).


[3] Uso che Bertinetto chiama attenuativo (vedi bibliografia).
[4] Esistono anche altre forme passive con un doppio ausiliare. Erano considerate come corrette nella lingua letteraria di alcuni secoli fa, bench
presenti soprattutto nei dialetti del sud e dell'est. Per quanto riguarda il doppeltes Perfekt, il suo uso in parte spiegabile con il fatto che le
variet meridionali del tedesco tendono a preferire la forma del perfetto (ich habe gehabt) a quella dell'imperfetto (ich hatte)

Bibliografia
Bertinetto, P. M., Tempo, Aspetto e Azione nel verbo italiano. Il sistema dell'Indicativo, Firenze, Accademia della
Crusca, 1986.
Comrie, B., Aspect, Cambridge, Cambridge University Press, 1976.
Coseriu, Eugenio, Das romanische Verbalsystem, Tbinger Beitrge zur Linguistik Vol. 66, Tbingen, Gunter
Narr 1976.

Fonti e autori delle voci

Fonti e autori delle voci


Trapassato prossimo Fonte: http://it.wikipedia.org/w/index.php?oldid=63708913 Autori: Bathor, LucaLuca, Mauro Tozzi, Mess, PersOnLine, Phantomas, Sbisolo, 26 Modifiche anonime

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