Sei sulla pagina 1di 18

Tra morfologia derivativa e identit linguistica: il

caso dellantroponomastica cipriota


Edoardo Scarpanti

Lapproccio scientifico allo studio degli antroponimi greci, come noto, si


basa ancora oggi sulla fondamentale sistemazione che tale materia ricevette
allinizio del XX secolo da parte di Bechtel (1917), il quale ipotizz,
basandosi principalmente su considerazioni di tipo storico-comparativo, che
lantroponimo greco prototipico fosse costituito da un composto nominale
bimembre (Vollname), allinterno del quale la coppia di morfemi lessicali
avrebbe prodotto con regolarit una sequenza semanticamente trasparente1.
Una simile ricostruzione, di per s assai semplice, riesce a spiegare e a
giustificare con notevole efficacia, da un punto di vista lessicale, morfologico
e semantico insieme, lintero processo diacronico che ha portato alla

1. Sulla composizione nominale e sul sistema antroponomastico greco e


indoeuropeo, si vedano ad es. le fondamentali considerazioni di Chantraine (1933: 3132, 165, 248-249), Benveniste (1935), Hoenigswald (1993: 270-271), Schmitt (1995)
e Rasmussen (2004: 269-282); dal punto di vista morfologico e semantico,
lantroponimo greco rispecchia perfettamente il sistema di composizione ricostruito
per la fase indoeuropea e ampiamente testimoniato, ad esempio, dallantico indiano,
con unampia tipologia di composti nominali che, adottando la terminologia
tradizionale, si possono definire sia endocentrici (e determinativi, tatpurua) che
esocentrici (e possessivi, bahuvrhi); su problemi e aspetti specifici relativi alla
morfologia degli antroponimi greci e soprattutto alle tipologie di composizione e alla
loro esatta designazione, si vedano ad es. Schwyzer (1939: 428-429), Palmer (1980:
258-260), Meissner e Tribulato (2002), Woodard (2004: 643); per quanto concerne
considerazioni non limitate allambito greco, si veda ad es. Fabb (1998), Dressler
(2006) e il diverso e innovativo schema classificatorio recentemente proposto da
Bisetto e Scalise (2005).

creazione di un corpus lessicale stratificato di impressionante vastit2. Se da


un lato, tuttavia, limpianto sin qui descritto si rivela perfettamente funzionale
in vista di qualsiasi ricerca di tipo etimologico, dialettologico o storicocomparativo in genere, dallaltro esso non intende certo spiegare come gli
antroponimi stessi venissero concretamente utilizzati e rimodellati dalla
comunit linguistica che li aveva elaborati3. I nomi propri greci, in altre
parole, non sono ancora stati sottoposti, se non in piccola misura, al vaglio
degli strumenti euristici della moderna scienza linguistica, della
sociolinguistica o delletnolinguistica: unanalisi che, invece, varrebbe la pena
di intraprendere con decisione, soprattutto se si considera come proprio nella
scelta degli antroponimi sembra esplicitarsi con maggiore chiarezza quello
speciale rapporto fra la lingua e il sentimento didentit di una comunit, che
tanto interesse desta oggi fra i linguisti4.

1. Le caratteristiche peculiari del sistema antroponomastico


cipriota
Unindagine di questo genere richiede la disponibilit di un corpus di
riferimento ben isolabile e limitato, ma allo stesso tempo sufficientemente
completo e omogeneo: si scelto di prendere in esame, in tal senso, la
situazione linguistica dellantica Cipro5, gi al centro dellinteresse di linguisti
e dialettologi per i suoi peculiari caratteri di multietnicit e di plurilinguismo,
accompagnati da notevoli particolarismi linguistici, quali il dialetto cipriota e

2. Per avere unidea della ricchezza del patrimonio lessicale rappresentato dagli
antroponimi greci storicamente attestati, sufficiente consultare i ponderosi volumi
sin qui editi a Oxford per il progetto, ormai quasi completato, del Lexicon of Greek
Personal Names (LGPN).
3. Su queste tematiche, con riferimento allantroponomastica in generale, cfr. ad
es. Bromberger (1983: 7-21), Prosdocimi (1989: 15-70), Caprini (1992: 231-252;
2001: 13) e Cardona (20063: 113-121).
4. Per il complesso problema del rapporto fra lingua e identit, il riferimento
dobbligo oggi al lavoro di Joseph (2004); lo stesso argomento, tuttavia, stato
recentemente affrontato con riferimento proprio allantroponomastica greca da
Morpurgo Davies (2000; in stampa).
5. Per le coordinate fondamentali della cronologia cipriota, cfr. Hill (19723),
Karageorghis (1981; 1982; 2002), Maier (1982), Reyes (1994), Raptou (1999) e Steel
(2004), oltre ai problemi evidenziati da Graziadio (1997: 15-25). Sui contatti
linguistici, oltre che culturali, con il vicino Oriente e con lEgeo, cfr. strm (1989:
15-17), Milani (1993), Mucciante (2001: 124) e Todd (2001: 203-213).

la stessa scrittura sillabica dellisola6. Le considerazioni che saranno


presentate in questa sede si basano sulla raccolta e sulla recensione del corpus
completo dei nomi di persona attestati sullisola di Cipro fra lVIII sec. a.C. e
il IV sec. d.C., che comprende 1.280 diversi antroponimi distribuiti su 2.550
singole attestazioni epigrafiche7. Il fatto che la comunit linguistica parlante il
dialetto greco cipriota, che conosciamo soprattutto attraverso le iscrizioni in
sillabario locale, utilizzasse in prevalenza allinterno del proprio patrimonio
lessicale alcuni antroponimi in qualche modo tipici dellisola gi stato
notato pi volte; tuttavia, appare utile trasferire queste osservazioni anche su
un altro piano, corredandole di dati non solo qualitativi, ma anche quantitativi,
per considerare il sistema antroponomastico locale da un punto di vista
tipologico e nel suo concreto funzionamento e per verificare se e in quale
misura luso di tali nomi abbia potuto effettivamente rivestire un ruolo
determinante nella creazione e nella difesa di unidentit comunitaria
condivisa, analizzando in particolare il modo in cui la speciale struttura
morfologica degli antroponimi poteva essere concretamente sfruttata dai
parlanti in tale prospettiva8.
Si sono, anzi tutto, elaborati alcuni criteri per lindividuazione degli
antroponimi tipici, attraverso il calcolo di un grado di tipicit, che si ottiene
comparando statisticamente i dati della diffusione del singolo nome in esame,
rispettivamente in tutto il mondo grecofono e a Cipro: in tal modo, possibile
isolare con un certo grado di sicurezza quei nomi che possono essere
6.Dal punto di vista sociolinguistico, il territorio cipriota sempre stato testimone
di una situazione di plurilinguismo diffuso, ovvero di plurilinguismo sociale nei
termini di Berruto (1995: 250), con la compresenza pi o meno pacifica, per quanto
concerne lepoca classica, della comunit linguistica greco-cipriota, delle potenti
colonie fenicie, della comunit eteo-cipriota e con la parallela interferenza, sempre
pi forte con il passare del tempo, della koin panellenica; per il plurilinguismo
nellantica Cipro, cfr. ad es. Consani (1986; 1988), Morpurgo Davies (2000) e Scafa
(2003); per il problema, ancora aperto, della lingua cosiddetta eteo-cipriota, cfr. Reyes
(1994: 22), Given (1998), Petit (1999) e Scafa (2001; 2002); per il sillabario cipriota,
cfr. Baurain (1991), Bennett (1996), Palaima (1991) e Consani (1996; 2003).
7.Tale corpus stato raccolto e catalogato da chi scrive nel corso
dellelaborazione di una Tesi di Dottorato di Ricerca presso lUniversit degli Studi
G. dAnnunzio di Chieti-Pescara (Scarpanti 2005); per una presentazione
dettagliata dei principali aspetti evidenziati in quel lavoro e per una esemplificazione
dei casi pi significativi isolati nel materiale antroponomastico cipriota, cfr. Scarpanti
(2005-2006: 155-192); per un analogo data-base in progettazione per gli antroponimi
cretesi cfr. Hitchman (2002).
8. Sul dialetto cipriota cfr. ad es. Bechtel (1921: 397-454), Thumb-Scherer (19592:
141-174), Pisani (19732: 81-90), Duhoux (1986: 48-77, 112-113), Chadwick (1988:
55-61), Risch (1988: 67-77), Egetmeyer (1996), Hintze (1999) e Consani (2006).

considerati tipici della comunit linguistica locale in quanto presentano


localmente una frequenza di attestazioni decisamente pi alta di quella attesa
sulla base dei dati della distribuzione di quellantroponimo nel resto della
Grecia9. Grazie allanalisi di questi semplici dati quantitativi e attraverso il
calcolo di quello che si chiamato coefficiente di omogeneit onomastica, si
poi evidenziato come lisola di Cipro rappresenti unarea del tutto peculiare
per quanto concerne luso degli antroponimi, che tendono ad essere riutilizzati
con una frequenza particolarmente bassa rispetto a quanto avviene in altre
aree della Grecia10. Come si vedr pi avanti, il tratto caratteristico

9. Per una dettagliata illustrazione del metodo di calcolo del grado di tipicit si
rimanda direttamente al contributo gi citato (Scarpanti 2005-2006: 155-192).
Considerando che i 1.280 diversi antroponimi documentati a Cipro ricorrono in un
totale di 2.550 singole attestazioni duso e paragonando questo dato con le 249.000
attestazioni complessive di nomi rilevate in tutto il materiale epigrafico greco (fonte:
LGPN), si desume che il peso statistico del corpus antroponomastico cipriota
nellambito della Grecia stessa pari all1,024%, potendo cos calcolare, per ogni
singolo antroponimo, il numero di attestazioni statisticamente attese a Cipro
nellipotesi (ovviamente teorica) di una diffusione tendenzialmente omogenea del
materiale antroponomastico in tutta larea greca. Cos, ad esempio, se il nome
presenta 297 attestazioni in tutta la Grecia registrate dal LGPN, il numero
atteso di attestazioni rilevate a Cipro dovrebbe essere pari a 3,04 (= 297 x 1,024%),
cifra che corrisponde bene con quella effettivamente rilevata, pari a 2. Paragonando
per ogni singolo antroponimo il numero delle attestazioni attese a Cipro (= AttesoCip)
con la cifra di quelle effettivamente rilevate (= Cip), si otterr un coefficiente di
tipicit (= Tip), come segue: Tip = Cip / AttesoCip. Un nome panellenico come
, con 2 attestazioni a Cipro e 297 in Grecia, presenta un coefficiente pari a
0,67 (= 2 / 297 x 100); nel caso di , invece, che presenta 181 attestazioni
in Grecia di cui 22 soltanto a Cipro, si ottiene un coefficiente di 12,15 (= 22 / 181 x
100) che ne conferma in pieno la tipicit.
10. A partire dalle cifre fornite dal lessico dei nomi propri greci, si pu infatti
facilmente calcolare il rapporto che intercorre, per ogni singola area geografica, tra il
numero totale delle attestazioni di nomi propri rilevate (= NTot) e la quantit dei
singoli diversi antroponimi registrati per quella stessa zona (= NAntrop), ottenendo
cos un coefficiente significativo che potrebbe, appunto, essere definito come grado di
omogeneit onomastica (= GrOmOn): GrOmOn = NTot / NAntrop. Tale coefficiente,
applicato ai dati numerici oggi resi disponibili grazie alla pubblicazione del LGPN,
permette di evidenziare come in Grecia, a livello statistico, i sistemi antroponomastici
locali abbiano la tendenza a ripetere e riutilizzare per differenti personaggi lo stesso
antroponimo con una frequenza decisamente bassa: il coefficiente medio per tutta
larea grecofona si attesta sul 5,06 (dunque, in media, un antroponimo viene
riutilizzato poco pi di cinque volte), con punte di 7,51 per Atene e per lAttica, dove
il parallelo uso del demotico permette di diminuire il rischio di ambiguit; il dato pi

dellantroponomastica locale sembrerebbe risiedere piuttosto nel riutilizzo di


un singolo morfema lessicale, estrapolato dal composto antroponimico del
genitore o di un altro membro anziano della famiglia per poi essere reinserito
nel processo di composizione nominale. Tra le famiglie di antroponimi pi
marcatamente caratteristiche della comunit locale e allo stesso tempo pi
ricorrenti quanto alla loro attestazione si sono individuati, ad esempio, i
gruppi dei nomi in -, in ()-, in --, in ()-/()-, in -,
in --, in -, in -()-, in -/-, in ()- e in ()-.
Dal punto di vista lessicale e semantico, non un caso che i morfemi utilizzati
nei composti richiamino con una notevole frequenza il mondo arcaico ed
eroico, tradizionale e monarchico, rispecchiando perfettamente quelle
caratteristiche salienti della civilt cipriota che la differenziavano nettamente
dal resto del mondo greco.

2. Tipologie di riutilizzo transgenerazionale del


morfologico

materiale

Da un punto di vista tipologico, se si considera lantroponimo greco


prototipico nella prospettiva delineata da Bechtel, risulta evidente che, nel
passaggio diacronico da una generazione allaltra, si possono di volta in volta
realizzare le seguenti possibilit teoriche di riutilizzo del materiale
morfologico del nome dellantenato (I) nellantroponimo del discendente:
(II.A) ripetizione bimembre dellintero composto; (II.B) ripetizione
monomembre di uno dei due morfemi lessicali costituenti il composto
originario; (II.C) riduzione a ipocoristico, mediante conservazione del solo
primo morfema lessicale e concomitante suffissazione dello stesso. La gamma
di possibilit teoriche si pu, a questo punto, riassumere nella tabella che
segue (si tratta, in questo caso, di due exempla ficta scelti a scopo
esemplificativo):

sorprendente resta, comunque, quello di Cipro, dove il coefficiente di omogeneit


onomastica si attesta sul valore di 1,99 (cfr. Scarpanti 2005-2006).

I.

antroponimo
originale

filiazione

II.A

ripetizione
bimembre

II.B

ripetizione
monomembre

II.C

riduzione a
ipocoristico

La tipologia di riutilizzo dei morfemi lessicali maggiormente testimoniata


a Cipro senzaltro quella del riutilizzo parziale monomembre rispetto al
composto di partenza (II.B), in un processo che generalmente si realizza nel
corso di una sola generazione. Fra i casi pi evidenti si possono citare quelli
che seguono (con il segno > si indica la relazione padre di):
> (Amathous, IV sec. a.C., SEG 30, 1571; 32, 1318)
> (Marion, IV a.C., ICS 86)
> (Marion, IV a.C., ICS 86)
> (Cipro, V/IV a.C., ICS p. 432, n. 398)
> (Pafo, I a.C., PPC E 27)
> (Cipro, IV a.C., IG II (2) 2934)
> (Idalion, V a.C., ICS 217)
> (Pafo, I d.C., PPC O 32)
> (Salamina, V/IV a.C., ICS 403)
> (Marion, VI/V a.C., ICS 143)
> (Marion, V/IV a.C., ICS 105)
> (Marion, IV a.C., ICS 85)
> (Kourion, III a.C., PPC T 12)

Altrettanto frequente rispetto alla ripetizione monomembre il riutilizzo


dellantroponimo completo di entrambi i morfemi lessicali originari (II.A):
> (Marion, II a.C., PPC A 83)
> (Karpasia, II/I a.C., PPC Z 20)

> (Marion, IV a.C., SEG 23, 658)


> (Amathous, et imperiale, SEG 29, 1552)
> (Salamina, I d.C., PPC 27)
> (Pafo, I a.C., SEG 23, 643)

Un problema assai interessante dal punto di vista della morfologia


derivativa, e per certi versi decisivo, quello dellutilizzo dei cosiddetti
ipocoristici (Kosenamen), che generalmente si giustificato con lipotetica
derivazione del nome del figlio a partire da quello paterno (II.C)11. I dati del
corpus cipriota, tuttavia, sembrano smentire almeno in parte tale ipotesi
interpretativa, testimoniando invece una sorprendente libert nelluso e nella
derivazione degli ipocoristici stessi. Alcuni casi, infatti, parrebbero
inizialmente confermare lipotesi vulgata:
> (Cipro, IV a.C., ICS 339)
> (Marion, V a.C., ICS 81)
> (Idalio, V a.C., ICS 217,2)
> (Marion, V/IV a.C., ICS 124)
> (Marion, V a.C., ICS 165)
> (Pafo, VI a.C., ICS 15)
> (Marion, V/IV a.C., ICS 126)

Altri esempi, tuttavia, testimoniano con chiarezza sequenze


diametralmente opposte, dove lipocoristico persino utilizzato come
prototipo di un nome composto:
> (Cipro, V/IV a.C., SEG 20, 314, 9; ICS p. 403; n. 327)
> (Limne, V/IV a.C., ICS 428)
> (Pafo, III a.C., PPC O 17)
> (Amathous, III d.C., SEG 25, 1093)

Sembra di poter affermare, dunque, che il meccanismo morfologicoderivativo di ipocoristicizzazione dei morfemi lessicali testimoniato dal
sistema antroponomastico cipriota in buona parte slegato e indipendente
dalla monolinearit padre-figlio.
Pu essere utile, a questo punto, discutere pi da vicino alcuni dei casi
sopra elencati, per mostrare come la presenza allinterno di una determinata
tradizione familiare del fenomeno della ripetizione del materiale lessicale
appartenuto alle precedenti generazioni, al di l che si tratti di un riutilizzo
11. Sul suffisso -ilos, di gran lunga il pi diffuso e utilizzato a Cipro per gli
ipocoristici, cfr. Chantraine (1933: 165) e Schwyzer (1939: 485).

parziale o totale o di una riduzione ad ipocoristico e che tale riutilizzo


avvenga a distanza di una o di due generazioni, implichi sempre la parallela
preferenza tendenziale per antroponimi scelti fra i gruppi lessicali pi
tipicamente caratteristici del sistema antroponomastico tradizionale dellisola.
Si cercher di dimostrare, in tal modo, che il fenomeno della ripresa di
morfemi lessicali tradizionali della famiglia non da intendersi come un
procedimento meccanico, quanto piuttosto nei termini di una deliberata scelta
operata consapevolmente da parte del singolo parlante o in concertazione con
i membri della sua famiglia o del clan, una scelta nella quale si riflette ancora
una volta il complesso problema del rapporto fra la lingua, in questo caso
rappresentata dalla struttura morfologica del nome, e la comunit dei parlanti
che di quella lingua fa un uso quotidiano.

3. Alcuni casi esemplari


Come si osservato pi sopra, la tipologia di riutilizzo del materiale
morfologico originario maggiormente testimoniata a Cipro senzaltro quella
della ripetizione monomembre. Un gruppo di antroponimi sicuramente tipici
dellisola che ben testimoniano tale tendenza quello dei nomi in -12,
legati allarea lessicale e semantica del sostantivo deverbale luogo di
raccolta, assemblea e del verbo parlo in pubblico, quindi in
stretto rapporto con larea semantica dellassemblea e delleloquenza, come
evidente anche dal parallelo, al di fuori dellantroponomastica, con attributi
epici come lomerico (Od. I 385 ecc.), semanticamente quasi
sovrapponibile allantroponimo 13. Per i nomi femminili in -
appartenenti a questa famiglia, inoltre, gi Masson (1963: 6) parlava di un tipo
12. Tali nomi costituiscono una vasta famiglia legata alla radice apofonica *agr/*agr-; cfr. GEW s.vv. , ; DELG id.; tale radice non ha diretti paralleli
sicuri in altre lingue indoeuropee, cfr. ad es. Frisk (GEW s.v.): hat keine
direkten Entsprechungen in anderen Sprachen. Es wird gewhnlich und wohl mit
Recht zu H., Gewimmel, Haufe gezogen, wobei verschieden beurteilt worden ist (cfr. Hesychii Alexandrini Lexicon. I, ed. K. Latte,
Hauniae, 1980: 372, 411).
13. Su questa famiglia antroponomastica, cfr. Masson (1963) ed Egetmeyer (1996:
135); non si entra, in questa sede, nella disamina della problematica presenza del
lessema nelle testimonianze micenee, dato di per s di difficile soluzione; cfr.
mic. a-ko-ra (PY Cn 453.1; 655.5.6.11.12.13; TH Wu 49.; 50.; 63.), forse in
rapporto con latto del riunire greggi, con il luogo di tale riunione o ancora con il
gregge in s, ma la stessa lettura incerta (ad es. < , ovvero *
ricovero per animali, ovile, cfr. ecc.); cfr., fra gli altri, Milani (1966: 397).

di suffissazione nominale del tutto peculiare dellisola. Interessante il caso


di , nome attestato da unepigrafe alfabetica del IV sec. a.C. da
Amathous (SEG 32, 1318) per un principe di famiglia reale, che vi compare
come figlio di : in questo caso, dunque, il figlio riceve il primo
formante del nome paterno, re della citt, in evidente omaggio a una
tradizione familiare e dinastica, congiunto per a un secondo elemento che possiede un elevatissimo grado di tipicit; in pi, ha
un fratello, chiamato (cfr. SEG 30, 1571): ancora una volta la
famiglia attinge a campi semantici dalle caratteristiche eroiche nella scelta
dei nomi, senza sentire lesigenza in questo caso di riproporre materiale
onomastico gi utilizzato per gli antenati del soggetto in questione.
Un secondo caso interessante fornito da , un nome che
presenta un elevato grado di tipicit oltre a una diffusione numericamente
assai significativa nellisola, con 21 attestazioni dal V sec. a.C. sino allet
imperiale. Tale antroponimo possiede anche un buon grado di ricorrenza nelle
stesse famiglie (cfr. ad es. PPC A 83; 86) e si presenta spesso nelle tradizioni
familiari in associazione con nomi tipici come (Pafo, IV sec. a.C.,
ICS 92) e (I. Kourion 25); in una singola attestazione, ed quello che
qui pi importa, esso compare come padre di , testimoniando
un esempio di ripetizione parziale del primo membro del composto originario.
Volendo considerare ancora una volta la stessa famiglia lessicale, si
notano i nomi (due attestazioni a Cipro) e . Il primo
antroponimo, , ben diffuso in tutta la Grecia, mentre la forma
femminile corrispondente risulta, allopposto, un hapax cipriota (in
una sola iscrizione da Pafo, II sec. a.C., PPC E 28)14. In un caso,
appare come genitore di (PPC E 27; T 14), testimoniando una
ripetizione parziale del secondo morfema del composto (Pafo, I sec. a.C.); in
pi, il nipote di , figlio di , porta il nome di (PPC Z
24), anchesso appartenente a una famiglia lessicale ad elevato grado di
tipicit. Nellaltro esempio rilevato, lo stesso antroponimo risulta
utilizzato per il genitore di , riconfermando ancora una volta la
tendenza al riuso del materiale lessicale originario nella seconda generazione.
Una trafila molto simile individuabile anche per il nome o
: la prima forma rilevata in due iscrizioni del V/IV sec. a.C. di incerta
localizzazione15, la seconda appartenuta a un mercenario originario di Cipro
che ha inciso il proprio nome su di un tempio di Karnak in Egitto (IV sec.
14. Un caso del tutto simile si verifica anche per e la rispettiva forma
femminile.
15. ICS 399; IG II (2) 2934.

a.C.)16. Il radicale ()- chiaramente connesso al tema di vivente e


del verbo / vivo17 e nel caso di i temi nominali mostrano
un notevolissimo grado di ricorrenza nella tradizione familiare: il
personaggio, infatti, risulta figlio di (ripetizione del primo
morfema) e padre di un altro , testimoniando perfettamente la tipica
tendenza carsica alla ricomparsa, a distanza di due generazioni, del materiale
morfologico gi utilizzato per lantroponimo di un antenato. Per quanto
concerne sempre questa famiglia lessicale, si pu ancora citare brevemente il
caso di , usato per il figlio di (Kourion, III sec. a.C.,
PPC 7)18; interessante anche lantroponimo , che possiede un
coefficiente di tipicit particolarmente elevato come tutti i nomi propri in
19
-; esso presente in tre iscrizioni sillabiche (VI/IV sec. a.C.) e in uno di
questi casi viene utilizzato per il figlio di (hapax).
Una famiglia antroponomastica particolarmente importante senzaltro
quella dei nomi in ()-/()-, fra cui si pu anzi tutto ricordare
(con ben 17 attestazioni, a cui vanno aggiunti due esempi della
forma con vocalizzazione conforme alla koin, cio )20; tale
antroponimo ricorre frequentemente insieme ad altri nomi fortemente tipici
che presentano con esso un evidente legame lessicale: cos, si osservano
ancora il re padre di (bronzo di Idalion, V sec. a.C.,
ICS 217,21), un figlio di (Marion, VI/V sec., ICS
143) e ancora un padre di (Marion, IV sec. a.C., PPC
O 13). La famiglia lessicale di riferimento, in assoluto la pi numerosa fra
quelle considerate tipiche dellisola, chiaramente quella di (ion.
) fortuna, utilit, aiuto ma anche conforto, benefico,
id., tutti termini ricondotti al verbo aiuto, giovo (fut.
21
) e dunque facenti capo a una radice *- .
16. Achoris 9 (= ICS 423a).
17. Bechtel (1917: 186-187).
18. Lelevato grado di tipicit del nome si accompagna anche qui alluso di
formanti lessicali legati al mondo tradizionale, come si gi evidenziato pi sopra:
cfr. legge, id. poi oracolo (divino), () giusto, conforme
alla legge ecc.
19. ICS 155 (da Marion, V/IV sec. a.C.), 357 (di incerta localizzazione, VI/V
sec.), 393 (da Salamina, V/IV sec.).
20. Si noti come la forma dialettale cipriota con il vocalismo
originario in - sia nettamente preferita nelluso comune e tenda a essere sostituita
da soltanto a partire dal pieno Ellenismo e dalla parallela diffusione
delluso della scrittura alfabetica; su questi fenomeni, cfr. Consani (1986; 1990).
21. Bechtel (1917: 348-350).

10

4. Per unindividuazione dei criteri di scelta antroponomastica


Leziologia della scelta dei formanti lessicali degli antroponimi, a quanto
stato possibile osservare, non parrebbe necessariamente n primariamente
legata alla conservazione del materiale lessicale posseduto dal genitore, ma
sembrerebbe delinearsi come una pi generica ripetizione di morfemi lessicali
ripresi di volta in volta, come si gi notato, da un vocabolario tradizionale di
riferimento che appartiene alla famiglia (o al clan) pi che al padre naturale,
con espliciti riferimenti agli ambiti lessicali pi strettamente legati al mondo
eroico, monarchico e tradizionale22. Le ripetizioni monomembri elencate
allinizio dellesemplificazione proposta testimoniano infatti scelte di
morfemi lessicali prelevati non solo e non necessariamente dallantroponimo
paterno, quanto piuttosto attingendo con libert ad antroponimi dei
progenitori diretti o a morfemi presenti in altri antroponimi tipici
apparentemente non attestati in maniera diretta nella famiglia di appartenenza.
Losservazione dei casi di ripetizione bimembre dei composti nominali
sembra, del resto, confermare questa ipotesi. Coerentemente con tale schema,
anche gli stessi ipocoristici non risultano necessariamente utilizzati per
designare e marcare linguisticamente il rapporto di filiazione diretta23.
Nel momento in cui si passa a confrontare le sequenze nominali sopra
evidenziate con i dati riguardanti la diffusione quantitativa e statistica degli
antroponimi tipici nellintera comunit linguistica cipriota, appare da subito
evidente come i tre diversi procedimenti di scelta lessicale sin qui esaminati
mostrino un impressionante grado di parallelismo, certo non casuale, con la
22. A livello lessicale, vale la pena citare ancora a titolo di esempio, oltre alle basi
di composti nominali ricordate in precedenza, la notevole persistenza in uso sullisola
del termine wanax (mic. wa-na-ka, att. ), gi ben presente nel mondo miceneo,
ma ormai di fatto utilizzato nel resto della Grecia per lo pi in maniera residuale: a
Cipro esso continua a indicare il principe di famiglia reale, di rango
immediatamente inferiore al re (mic. qa-si-re-u); sulla figura del wanax a
Cipro, cfr. Poldrugo (1999); per il wanax nel mondo miceneo, cfr. ad es. Hooker
(1979), Palaima (1995), Pontani (1998) e Milani (2003).
23. Al di fuori di tale particolarit cipriota, il legame che potrebbe in qualche
modo unire, a livello semantico, i suffissi utilizzati per la creazione di ipocoristici con
i suffissi patronimici era stato citato, sebbene en passant, dallo stesso Chantraine
(1933: 165), il quale notava come un antroponimo formalmente ipocoristico come
potesse valere in realt figlio di Urano; da un punto di vista semantico,
in effetti, nel caso degli ipocoristici il nome del figlio sembrerebbe riproporre il nome
paterno rifacendo il padre stesso, sicch lipocoristico Y derivato dal nome X
potrebbe significare sia il figlio di X (senso propriamente patronimico), sia il
piccolo X (con un significato pi specificamente ipocoristico, cio vezzeggiativo).

11

concomitante presenza massiccia di antroponimi tipici entro le medesime


tradizioni familiari, quasi che la scelta di nomi tradizionali da parte della
famiglia si accompagni per qualche motivo a una maggiore tendenza a
riproporre certi formanti lessicali nelle diverse generazioni, secondo le
tipologie della ripetizione monomembre, bimembre o della riduzione a
ipocoristico.
Analizzando le 2.542 singole attestazioni di antroponimi rilevate a Cipro
ed escludendo i 1.241 casi in cui manca una qualsiasi indicazione di parentela,
si possono isolare 1.301 casi di filiazione, che si riassumono nello schema che
segue:
tipologia di ripetizione
del nome paterno

numero di casi osservati


nel corpus cipriota

grado di tipicit medio


(grado atteso=1)

ripetizione monomembre
(compresi ipocoristici)

1.110

42

ripetizione bimembre

191

Risulta evidente come il fenomeno maggiormente legato alla presenza di


materiale lessicale tipico dellisola sia senzaltro quello della ripetizione
parziale dellantroponimo paterno, mentre la ripetizione totale non
sembrerebbe un tratto cos fortemente caratteristico ed esclusivo del sistema
nominale cipriota: sono numerosi, infatti, gli esempi di nomi uniformemente
diffusi in tutta larea greca che sullisola tendono a ripresentarsi con costanza
da una generazione allaltra. Un caso esemplare di antroponimo certamente
non tipico dellisola e di tarda attestazione (I-II sec. d.C.) che presenta un
impressionante grado di riuso nella tradizione famigliare ,
testimoniato ad esempio a Lapethos (SEG 25, 1133). Al medesimo riguardo si
potrebbero citare i casi di (I sec. d.C.), di in alternanza con
(da Pafo, I sec. d.C., PPC A 37) e di altri antroponimi ancora.
La costruzione teorica bechteliana senza dubbio molto efficiente dal
punto di vista dellanalisi morfologica e composizionale, ma qualora ci si
inoltri nellosservazione della resa semantica dei composti antroponomastici
essa non pi in grado di fornire, a causa della sua stessa natura, le risposte
che ci si aspetterebbe di ottenere. Unanalisi tipologica dei morfemi lessicali
degli antroponimi mostra, infatti, come essi si ottengano a partire dal
vocabolario lessicale tipico, con una forte preferenza familiare, a prescindere
dal valore semantico della sequenza finale ottenuta o dal rapporto diretto del
12

figlio con il genitore. In altre parole, la trasparenza semantica


dellantroponimo, che tanta parte aveva nella ricostruzione di Bechtel
dellantroponimo prototipico, non sembra pi essere primaria, mentre ci che
importa maggiormente il recupero, specialmente parziale, di materiale
lessicale tradizionale e familiare. precisamente tale recupero che permette di
tramandare il nome e il ricordo dellindividuo oltre la soglia della sua
permanenza terrena e, in termini greci, di preservarne il klos; la risposta pi
pratica a questa esigenza la riproposizione del materiale lessicale gi
utilizzato in precedenza per designare altri membri della famiglia di
riferimento24.
In definitiva, per spiegare in maniera plausibile i fenomeni sin qui
evidenziati, si potrebbe ragionevolmente ipotizzare che a Cipro la scelta degli
antroponimi si configuri come una vera e propria questione di identit, che va
al di l dello specifico valore semantico dei morfemi utilizzati e della natura
dei composti o ipocoristici da essi ottenuti, e che ha a che fare piuttosto con la
tradizione familiare e culturale dellintera comunit linguistica di
appartenenza25. Se ci fosse vero, allora sarebbe possibile annoverare anche la
tradizione antroponomastica fra gli elementi che la comunit linguistica locale
utilizzava per ribadire con forza, in una consapevole opposizione tanto con il
mondo greco quanto con quello fenicio e vicino-orientale, la propria identit
etnica, linguistica e culturale; uno strumento che, dal punto di vista tipologico,
era reso disponibile proprio grazie alla particolare struttura morfologicoderivazionale degli antroponimi greci, particolarmente duttile e adattabile, e
che poteva essere consapevolmente utilizzato dai greco-ciprioti per gli stessi
motivi per cui essi conservarono sino al tardo Ellenismo, con una
sorprendente ostinazione, il dialetto locale, la scrittura sillabica tradizionale e
listituzione monarchica tipica dellarcaismo greco26. Non forse inutile,
24. Per limportanza di simili fenomeni, considerabili come veri e propri
universali linguistici, cfr. ad es. Zonabend (1983: 24), Cardona (1989: 6), Prosdocimi
(1989: 15-70), Caprini (2001: 41-42).
25. A una lingua senzaltro molto conservativa anche dal punto di vista delle
scelte lessicali evidenziabili negli antroponimi, e in generale dellintero lessico di
riferimento, si accompagna, in un notevole parallelismo, una societ altrettanto
arcaica e conservatrice, la quale non vide mai lo sviluppo della o della
democrazia elleniche, passando perci direttamente dai regni e dalle citt stato di
stampo miceneo alla nuova societ ellenistica.
26. Masson (19832: 17) scriveva che la caratteristica pi tipica della civilt di
Cipro, durante il periodo arcaico e quello classico, era costituita proprio dalla
persistenza dei regni ciprioti, rgimes si diffrents de ceux de lhellnisme
classique; sul problema della peculiare organizzazione politica dellisola, cfr.
soprattutto Baurain (1980: 277-308) e Steel (1993: 147-156).

13

dunque, allargare la visuale e considerare i sistemi antroponomastici nel loro


complesso, non dimenticando che fra le ragioni per cui un nome proprio viene
attribuito a un individuo rientrano anche importanti fattori sociali e
antropologici, che hanno a che fare con la stessa identit culturale di una
comunit etnica o linguistica, ovvero con la volont di rafforzare o persino di
creare ex novo tale identit; un processo che, per cos dire, viene
concretamente realizzato anche attraverso la scelta di un singolo morfema.

Riferimenti bibliografici
strm P. (1989), Early connections between Anatolia and Cyprus, in Emre K.
(ed.), Anatolia and the Ancient Near East. Studies in Honour of Tahsin zg,
Ankara, Trk Tarih Kurumu Basimevi: 15-17.
Baurain C. (1980), Kinyras. La fin de lge du Bronze Chypre et la tradition
antique, Bulletin de Correspondance Hellnique, 104: 277-308.
Baurain C. (1991), Lcriture syllabique Chypre, in Baurain C., Bonnet C. e
Krings V. (eds.): 389-423.
Baurain C., Bonnet C. e Krings V. (1991, eds.), Phoinikeia Grammata. Lire et crire
en Mditerrane. Actes du Colloque de Lige, 15-18 novembre 1989 (Collection
dtudes Classiques, 6), Namur, Socit des tudes Classiques.
Bechtel F. (1917), Die historischen Personennamen des Griechischen bis zur
Kaiserzeit, Halle, Niemeyer.
Bechtel F. (1921), Die griechischen Dialekte. I, Berlin, Weidmann (ristampa:
Hildesheim, Olms, 1963).
Bennett E. L. (1996), Aegean Scripts, in Daniels P. e Bright W. (eds.), The Worlds
Writing Systems, New York e Oxford, Oxford University Press: 125-133.
Benveniste E. (1935), Origines de la formation des noms en indo-europen, Paris,
Maisonneuve.
Berruto G. (1995), Fondamenti di sociolinguistica, Roma-Bari, Laterza.
Bisetto A. e Scalise S. (2005), The classification of compounds, Lingue e
linguaggio, 4, 2: 319-332.
Bromberger C. (1983), De lanthroponymie, LUomo, 7, 1-2: 7-21.
Caprini R. (1992), Il significato dei nomi propri di persona: alcune considerazioni,
Quaderni di Semantica, 13, 2: 231-252.
Caprini R. (2001), Nomi propri, Alessandria, Edizioni dellOrso.
Cardona G. R. (1989), Ideologie del nome proprio, in Avanzini A. (a cura di),
Problemi di onomastica semitica meridionale, Pisa, Giardini: 3-13.
Cardona G. R. (20063 [19791]), Introduzione alletnolinguistica, a cura di M.
Mancini, Torino, Utet.
Chadwick J. (1988), Differences and similarities between Cypriot and the other
Greek dialects, in Karageorghis J. e Masson O. (eds.): 55-61.
Chantraine P. (1933), La formation des noms en grec ancien, Paris, Champion.

14

Chantraine P. (19902 [19841]), Dictionnaire tymologique de la langue grecque.


Histoire des mots, vol. I-II, Paris, Klincksieck (cit. DELG).
Consani C. (1986), Persistenza dialettale e diffusione della koin a Cipro. Il caso di
Kafizin (Testi Linguistici, 10), Pisa, Giardini.
Consani C. (1988), Bilinguismo, diglossia e digrafia nella Grecia antica. I.
Considerazioni sulle iscrizioni bilingui a Cipro, in Campanile E., Cardona G. R.
e Lazzeroni R. (a cura di), Bilinguismo e biculturalismo nel mondo antico. Atti
del Colloquio Interdisciplinare (Pisa, 28-29 settembre 1987), Pisa, Giardini: 3560.
Consani C. (1990), Bilinguismo, diglossia e digrafia nella Grecia antica. III. Le
iscrizioni digrafe cipriote, in Studi in memoria di Ernesto Giammarco
(Orientamenti Linguistici, 25), Pisa, Giardini: 63-79.
Consani C. (1996), Le scritture sillabiche egee: dati esterni e caratteri strutturali, in
De Miro E., Godart L. e Sacconi A. (a cura di), Atti e Memorie del Secondo
Congresso Internazionale di Micenologia (Roma e Napoli, 14-20 ottobre 1991)
(Incunabula Graeca, 98), Roma, GEI: 229-236.
Consani C. (2003), Sillabe e sillabari fra competenza fonologica e pratica scrittoria
(Quaderni della Sezione di Glottologia e Linguistica. Universit di Chieti.
Supplementi, 11), Alessandria, Edizioni dellOrso.
Consani C. (2006), La dialettologia greca oggi: acquisizioni, problemi e
prospettive, Incontri Linguistici, 29: 11-38.
Dressler W. (2006), Compound Types, in Libben G. e Jarema G. (eds.), The
Representation and Processing of Compound Words, Oxford, Oxford University
Press: 23-44.
Duhoux Y. (1986), Introduzione alla dialettologia greca antica, a cura di F. De
Martino, Bari, Levante (edizione originale: Introduction aux dialectes grecs
anciens. Problmes et mthodes. Recueil de textes traduits, Louvain la Neuve,
Cabay 1984).
Egetmeyer M. (1996), Grammaire historique du dialecte grec ancien de Chypre,
Paris, cole Pratique des Hautes tudes.
Fabb N. (1998), Compounding, in Spencer A. e Zwicky A. M. (eds.), The
Handbook of Morphology, Oxford, Blackwell: 66-83.
Fraser P.M. e Matthews E. (1987-2005, eds.), A Lexicon of Greek Personal Names.
Vol. I-IV, Oxford, Oxford University Press (cit. LGPN).
Frisk H. (1960-1982), Griechisches etymologisches Wrterbuch. I-II, Heidelberg,
Winter (cit. GEW).
Given M. (1998): Inventing the Eteocypriots: imperialist archaeology and the
manipulation of ethnic identity, Journal of Mediterranean Archaeology, 11: 329.
Graziadio G. (1997), Cipro nellEt del Bronzo, Pisa, Servizio Editoriale
Universitario.
Hill G. (19723), A History of Cyprus. I. To the Conquest by Richard Lion Heart,
Cambridge, Cambridge University Press.
Hintze A. (1999), Antikes Kyprish, in Cancik H. e Schneider H. (Hrsg.), Der neue
Pauly. Enzyklopdie der Antike. VI, Stuttgart e Weimar, Metzler: coll. 983-985.

15

Hitchman R. (2002), The Survival of pre-Greek Personal Names on Ancient Crete:


Using a Database, in Keats Rohan K. (ed.), Resourcing Sources
(Prosopographica et Genealogica, 7), Oxford, Linacre College: 113-121.
Hoenigswald H. M. (1993), Greco, in Giacalone Ramat A. e Ramat P. (a cura di),
Le lingue indoeuropee, Bologna, Il Mulino: 255-288.
Hooker J.T. (1979), The Wanax in the Linear B Texts, Kadmos, 18, 2: 100-111.
Joseph J.E. (2004), Language and Identity. National, Ethnic, Religious, New York,
Palgrave.
Karageorghis V. (1981), Ancient Cyprus. 7000 Years of Art and Archaeology, Cyprus,
Hellados.
Karageorghis V. (1982), Cyprus from the Stone Age to the Romans, London, Thames
and Hudson.
Karageorghis V. (2002), Early Cyprus. Crossroads of the Mediterranean, Los
Angeles, Getty.
Karageorghis J. e Masson O. (1998, eds.), The History of the Greek Language in
Cyprus. Proceedings of an International Symposium Sponsored by the Pierides
Foundation (Larnaca, 8-13 September 1986), Nicosia, Zavallis Press.
Maier F. (1982), Cypern, Insel am Kreuzweg der Geschichte, Mnchen, Beck.
Masson O. (1963), Notes donomastique chypriote. Remarques sur quelques noms
de lancienne Paphos lpoque hellnistique, Kypriaka Spouda, 27: 3-8 (rist.
in Masson 2000: I, 49-54).
Masson O. (1981), Les graffites chypriotes alphabtiques et syllabiques, in
Traunecker C., Le Saout F. e Masson O. (ds.), La chapelle dAchris Karnak.
II, Paris: 53-71, 251-284 (cit. Achoris).
Masson O. (19832 [19611]), Les Inscriptions Chypriotes Syllabiques. Rimpression
augmente, Paris, De Boccard (cit. ICS).
Masson O. (2000), Onomastica graeca selecta. I-III, ds. C. Dobias Lalou e L.
Dubois, Genve-Paris, Champion.
Meissner T. e Tribulato O. (2002), Nominal composition in Mycenaean Greek,
Transactions of the Philological Society, 100, 3: 289-330.
Michaelidou Nicolaou I. (1976), Prosopography of Ptolemaic Cyprus (Studies in
Mediterranean Archaeology, 9), Gteborg, strms (cit. PPC).
Milani C. (1993), Contatti di lingue e civilt nel greco miceneo, in Finazzi R. B. e
Tornaghi, P. (a cura di), Lingue e culture in contatto nel mondo antico e
altomedievale (Atti dellVIII Convegno Internazionale di Linguisti, Milano, 1012 settembre 1992), Brescia, Paideia: 365-377.
Milani C. (2003), Note sulla regalit micenea, in Luppino Manes E. (a cura di),
Storiografia e regalit nel mondo miceneo. Colloquio interdisciplinare. Cattedre
di Storia della Storiografia Greca e Storia Greca (Chieti, 17-18 gennaio 2002),
Alessandria, Edizioni dellOrso: 1-12 (rist. in Milani 2005: 81-92).
Milani C. (2005), Varia Mycenaea, a cura di M. Iodice, Milano, ISU Universit
Cattolica.
Morpurgo Davies A. (2000), Personal names and linguistic continuity, in
Hornblower S. e Matthews E. (eds.), Greek personal names. Their value as

16

evidence (Proceeding of the Colloquium held at the British Academy, London,


11th July 1998), Oxford, Oxford University Press: 15-39.
Morpurgo Davies, A. (in stampa), Mycenaean Personal Names: Continuity in Space
and Time, in Atti del XII Colloquio Internazionale di Micenologia (Roma, 20-25
febbraio 2006).
Mucciante L. (2001), Incontri di lingue e culture nei testi micenei, Quaderni della
Sezione di Glottologia e Linguistica. Universit di Chieti, 12-13: 121-161.
Palaima T. G. (1991), The Advent of the Greek Alphabet on Cyprus: A Competition
of Scribes, in Baurain C., Bonnet C. e Krings V. (eds.): 449-471.
Palaima T. G. (1995), The Nature of the Mycenaean Wanax: Non-Indoeuropean
Origins and Priestly Functions, Aegeum, 11: 119-139.
Palmer L. R. (1980), The Greek Language, London, Faber & Faber.
Petit T. (1999), Eteocypriot Myth and Amathusian Reality, Journal of
Mediterranean Archaeology, 12: 108-120.
Pisani V. (19732), Manuale storico della lingua greca. Con unappendice Il
Miceneo di Celestina Milani, Brescia, Paideia.
Poldrugo F. (1999), La persistenza della figura del wanax miceneo a Cipro in et
storica, Studi Classici e Orientali, 47, 1: 21-51.
Pontani P. (1998), Note sulliscrizione di Pilo Er 312: potere tripartito?, Aevum, 72:
37-51.
Prosdocimi A. (1989), Appunti per una teoria del nome proprio, in Avanzini A. (a
cura di), Problemi di onomastica semitica meridionale, Pisa, Giardini: 15-70.
Raptou E. (1999), Athnes et Chypre lpoque perse (VIe-IVe s. av. J.-C.), Lyon,
Maison de lOrient.
Rasmussen J. E. (2004), On the Typology of Indo-European Suffixes, in Clackson
J. e Olsen B. A. (ed.), Indo-European Word Formation. Proceedings of the
Conference held at the University of Copenhagen (October 20th-22nd 2000),
Copenhagen, Museum Tusculanum: 269-282.
Reyes A. (1994), Archaic Cyprus. A Study of the Textual and Archaeological
Evidence, Oxford, Clarendon Press.
Risch E. (1988), Le dveloppement du chypriote dans le cadre des dialects grecs
anciens, in Karageorghis J.e Masson O. (eds.): 66-77.
Scafa E. (2001), Elementi per uninterpretazione delleteociprio, in Finazzi R. B. e
Tornaghi P. (a cura di), Cinquantanni di ricerche linguistiche: problemi,
risultati e prospettive per il terzo millennio. Atti del IX Convegno Internazionale
di Linguisti (Milano, 8-10 ottobre 1998), Alessandria, Edizioni dellOrso: 567574.
Scafa E. (2002), Influenze culturali e linguistiche nelleteociprio, Atti del Sodalizio
Glottologico Milanese, 39-40: 206-217.
Scafa E. (2003), Plurilinguismo e politica nellantica Cipro, Plurilinguismo, 10:
103-111.
Scarpanti E. (2005), Antroponomastica greca antica di area cipriota (Tesi di
Dottorato di Ricerca, Relatore Prof. C. Consani, Universit degli Studi G.
dAnnunzio di Chieti-Pescara), Pescara.

17

Scarpanti E. (2005-2006), Onomastica greca e identit cipriota. Alcuni risultati


preliminari di uno studio sulluso degli antroponimi nellantica Cipro, Quaderni
della Sezione di Glottologia e Linguistica. Universit di Chieti, 17-18: 155-192.
Schmitt R. (1995), Morphologie der Namen: Vollnamen und Kurznamen bzw.
Kosenamen im Indogermanischen, in Eichler E. et alii (Hrsg.), Namenforschung.
Name Studies. Les noms propres, vol. I, Berlin, De Gruyter: 419-427.
Schwyzer E. (1939), Griechische Grammatik. Erster Band. Lautlehre, Wortbildung,
Flexion, Mnchen, Beck.
Steel L. (1993), The Establishment of the City Kingdoms in Iron Age Cyprus: an
Archaeological Commentary, Report of the Department of Antiquities of
Cyprus: 147-156.
Steel L. (2004), Cyprus before History. From the Earliest Settlers to the End of the
Bronze Age, London, Duckworth.
Thumb A. e Scherer A. (19592), Handbuch der griechischen Dialekte. Teil II,
Heidelberg.
Todd I. (2001), Early connections of Cyprus with Anatolia, in Karageorghis V.
(ed.), The White Slip Ware of Late Bronze Age Cyprus. Proceedings of an
International Conference Organized by the Anastasios G. Leventis Foundation
(Nicosia, 29-30 October 1998), Wien, Leventis: 203-213.
Woodard R. D. (2004), Attic Greek, in Id. (ed.), The Cambridge Encyclopedia of
the Worlds Ancient Languages, Cambridge, Cambridge University Press: 614649.
Zonabend F. (1983), De lanthroponymie, Luomo, 7, 1-2: 23-29.

18