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Seminario Internazionale
LA FAMIGLIA: UNA RISORSA PER SUPERARE LA CRISI
18 Settembre 2014 Palazzo San Calisto

Giuliana Martirani
Il nucleo familiare
come anticipazione della famiglia umana






Conviviamo con la violenza
Conviviamo con la violenza, con l'odio, l'invidia, la calunnia, e la mondanit.
Piano piano ci siamo abituati ad ascoltare e a vedere, attraverso i media, i drammi della societ di
oggi, presentati quasi con una gioia perversa, e ci stiamo perfino abituando a toccarli,
a sentirli intorno a noi e nella nostra carne.
Il dramma vive in strada, nei quartieri, in casa nostra e, perch no, nei nostri cuori.
Conviviamo con la violenza che uccide, che distrugge le famiglie,
che ravviva guerre e conflitti in tanti paesi del mondo.
Conviviamo con l'odio, l'invidia, la calunnia, e la mondanit, nei nostri cuori.
Papa Francesco

La carnevalata
Il mondo continua la sua carnevalata che dissimula tutto
e i nostri errori e i nostri peccati, come chiesa, non sono fuori da questo quadro.
Gli egoismi personali, giustificati ma non per questo meno piccoli, la mancanza di valori etici
in una societ che genera metastasi nelle famiglie, tra la gente,
nei barrios e nelle citt in cui viviamo,
ci parlano dei nostri limiti, delle nostre debolezze e della nostra incapacit di trasformare
questa lunga lista di mali che ci affliggono.
Papa Francesco

La trappola dell'impotenza
La trappola dell'impotenza ci porta a pensare: ha senso cercare di cambiare tutto questo?
Possiamo fare davvero qualcosa di fronte a questa situazione?
Vale la pena provarci se il mondo continua la sua carnevalata che dissimula tutto finch dura?
Tuttavia, quando cade la maschera, appare la verit e, sebbene per molti possa suonare
anacronistico, riappare anche il peccato,
che ferisce la nostra carne con tutta la sua forza distruttiva,
sconvolgendo i destini del mondo e della storia.
Papa Francesco





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Per questo luomo lascer suo padre e sua madre
e si unir a sua moglie e i due saranno una sola carne
Gen.2, 24
Foto di famiglia: lo sguardo che non ferisce
Mai versetti, come quelli di Genesi su riportati, furono pi appropriati in questepoca anche
se apparentemente possono apparire superati vista la maggiore libert di uscirsene di
casa e fare coppia.
Perch appropriati? Innanzitutto ve limmaginate, visto lallungamento della speranza di
vita a 70/80 anni (in occidente, per, non dimentichiamolo mai!) ve limmaginate una vita in
cui nella stessa casa convivano padre e madre - con i loro 2/3 bambini (che gi sembrano
troppi a molte coppie!) - insieme ai nonni - con un paio di figli ancora zitelloni a 30/40 anni
- e in pi i bisnonni, semmai insieme a una o due loro sorelle rimaste zitelle e ottantenni
anchesse?
Ma ve limmaginate il prendere decisioni con la testa di tutti e la loro influenza psicologica,
oppure, allincontrario, assistere alla loro indifferenza dinanzi ai problemi della coppia
nascente?
Ecco il problema: lomogeneizzazione culturale nella convivenza della grande famiglia!
Che abbiamo una omogeneit fisica, il Dna, nel ceppo familiare di appartenenza ci
sembra tanto ovvio quanto scontato. Appena nasciamo, infatti, la gara, da parte di
amici e parenti, nel vedere la somiglianza del neonato: tutto suo padre si
affannano a dire pi spesso ( infatti il pi gettonato, quasi a dire, senza dirlo, che
la madre il figlio lha fatto proprio con quelluomo e non con un altro! Un altro modo
per ricordare lantico detto latino della impossibilit di accertare la paternit perch
mater semper certa, pater...!). Ma poi si aggiunge, quasi a darne il contentino,
anche il riconoscimento del Dna materno: Per ha il sorriso, gli occhi il naso.
della mamma!
Che viviamo, poi, immersi in una omogeneit sociale questo altrettanto scontato
anche se molti oggi, sentono almeno un senso di colpa a dover accettare le regole
di una societ divisa in gerarchie sociali, in classi sociali (superiori e inferiori!). E
questa considerazione viene sommessamente o platealmente sviscerata molto
prima della nascita del beb, durante le prime uscite o il fidanzamento.
Che viviamo immersi in una omogeneit internazionale, determinata da questa o
quella nazione o gruppo di nazioni dominanti, lo vediamo ogni giorno sia
storicamente che geograficamente quando studiamo le grandi omogeneizzazioni
determinate dalle dominazioni di cinesi, egiziani, persiani, macedoni, romani,
dellIslam, e poi di bizantini, inglesi, francesi, giapponesi e le attuali della
cosiddetta civilt occidentale con tutte le sue conquiste e tecnologie che le fanno
arrogare il titolo autoreferenziale di G/8.
Che abbiamo una omogeneit spirituale, determinata dalle tradizioni oltre che dai
riti in cui cresciamo nella nostra vita spirituale, altrettanto scontato. Solo oggi si
tollerano matrimoni misti e forse pi perch sono misti del tipo credente/ateo che
non perch interconfessionali o interreligiosi!
Che abbiamo una macro-omogeneit culturale, determinata dallambiente
geografico e sociale cui apparteniamo, altrettanto ci appare logico e scontato e
anzi lo riportiamo in alcuni casi come ricchezza delle differenze e in altri casi come
superiorit o inferiorit di religioni e civilt!
Ma che abbiamo una micro-omogeneit culturale, determinata dalla famiglia di
appartenenza questo lo analizziamo ben poco. Ci ha pensato invece la Bibbia,
proprio nei suoi inizi di testo quando ci d questo ordine perentorio di lasciare la
casa del padre e della madre da parte delluomo. Per molti motivi ma forse anche
per avere un rapporto di riscatto nella vita e non di rigida, impotente e chiusa

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predeterminazione che non ci fa uscire dalle trappole di un forte determinismo
culturale.
Nella grande famiglia ipotizzata (che, vista la lunghezza della vita, vive tutta insieme nello
stesso tempo come se fosse ununica generazione) i vecchi tirerebbero continuamente,
anche se non in mala fede, al loro pacchetto culturale la giovane coppia, influenzandola o
direttamente con le mille modalit pseudo-rispettose-della-loro-libert o con la minaccia
psicologica delle proprie fallimentari esperienze passate.
Ma tirerebbero anche i bisnonni e le prozie e anche gli zii zitelloni (in modo malaticcio e
insano conviventi coi genitori) che darebbero lezione (dal basso della loro non assunzione
di responsabilit addirittura facendosi mantenere dai propri vecchi) alla neocoppia che
invece se l assunta una responsabilit, sposandosi e mettendo al mondo figli.
E poich i pacchetti culturali della coppia appartengono a due universi microculturali
differenti, che per determinano fortemente le scelte quotidiane (dal mangiare questo
invece che quello, cucinato in questo modo invece che in quellaltro, dal fare questorario
invece che un altro, dal crescere i figli con queste regole invece che con quelle altre)
allora quale dei due dovr soccombere? La Bibbia nel suo brano di Genesi suggerisce che
luomo, che appartiene (allora) alla classe dominante, lasci la casa del padre e della
madre. Riconosce forse che alla cultura dominante maschile si aggiungerebbe il grande
rinforzo di tutta la sua famiglia e questo porterebbe al non riscatto della donna e a un
perpetuarsi del solo modello culturale della famiglia delluomo.
In unepoca, come la nostra, invece, e soprattutto in un modello sociale e culturale come il
nostro, in cui la dominanza maschile pi sfumata ma soprattutto in cui il modello
maschile abbastanza incerto (forse anche per lassenza di padri che si sono dati molto
successo nel lavoro e nelle relazioni sociali e poco alla famiglia) il lasciare la casa del
padre e della madre sembra diventato un obbligo sia da parte maschile che femminile
proprio per il discernimento non solo sulle proprie micro identit culturali (quelle cio
derivate dalle proprie appartenenze culturali familiari) recuperando quelle buone e
buttando tutte quelle dannose, ma anche per la giusta trasmissione ai figli delle proprie
identit di genere.
Se non ci si allontana dalla casa dei propri genitori questo discernimento diventa pi
difficile (e nonostante i grossi benefici culturali derivanti dal bagaglio culturale positivo
delle famiglie di origine) perch il confronto tra le due micro-culture familiari non pu
avvenire e non avvenendo non si pu creare il nuovo, ci che ancora non c ma ci deve
essere.
Solo allora non solo le due carni diventano una carne nuova: il bambino, ma anche le due
micro-culture familiari diventano una nuova cultura liberata e liberante, una cultura che
non ferisce, una cultura che pu reinventare le Beatitudini ad ogni generazione, pur
rimanendo, esse Beatitudini, antiche come le montagne.

La festa
Se non festeggiate il fatto di diventare pi vecchi che cosa festeggiate, allora?
Il fatto di diventare migliori - fu la risposta-
festeggiamo quando pensiamo di essere divenuti migliori e pi saggi,
ma solo il diretto interessato pu sapere quando questo accade,
e sta a lui informare gli altri che arrivato il momento di organizzare una festa.
Marlo Morgan
Famiglia ed economia: la mano che non ferisce
Nelle nostre famiglie occidentali abbiamo perduto il collegamento tra la natura,
leconomia e i nostri cinque sensi. Abbiamo dimenticato che la natura e cio mondo
animale, vegetale e minerale, attraverso produzione, distribuzione e consumo, entrano
nella nostra stessa persona attraverso cinque canali: i cinque sensi. Abbiamo perduto il
collegamento tra:

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Acqua, terra, fuoco (ad es. mondo vegetale e animale, gli alimenti) e il nostro gusto.
Terra e fuoco (ad es. il filo di rame e quindi la luce) e la nostra vista.
Aria, terra e fuoco (ad es. elettronica, il mondo minerale) e il nostro udito.
Acqua,Terra e fuoco (ad es. il mondo vegetale e minerale) e il nostro tatto.
Terra, acqua e fuoco (ad es. i detersivi) e lolfatto.
Abbiamo perduto il collegamento tra leconomia e i cinque sensi che sono andati in caduta
libera, governati prevalentemente dal capriccio e dalla pubblicit.
S.Ignazio di Loyola, negli Esercizi spirituali, parla di riequilibrare due realt: i sentimenti, e
quindi il nostro mondo delle relazioni e i cinque sensi - e quindi il nostro corpo.
Quale percorso possiamo allora ipotizzare per vivere quotidianamente uno stile economico
sobrio nellalimentazione, labbigliamento, la cura e pulizia, i trasporti, la casa, la salute, il
tempo libero, la comunicazione...?
Possiamo riscoprire la via della sobriet materiale secondo dei percorsi che rispondano a
concrete scelte quotidiane in cui si cerca di:

1. Resistere alle mode alimentari e consumi quotidiani sia accordandosi tra pi comunit per fare gli acquisti
mensili in modo collettivo (ad es. i Gruppi di Acquisto Solidale, GAS) sia privilegiando le piccole cooperative
agricole e biologiche sia raccorciando le distanze tra produttore e consumatore realizzando, cos, lacquisto
a kilometro 0.
2. Riciclare umido, plastica, carta, vetro, alluminio
3. Riusare sia gli alimenti (aggregandosi con un contadino per crescere il maiale, le galline per le uova, i
conigli) sia i mobili e labbigliamento (mercatini dellusato).
4. Rinunciare in modo collettivo al consumo di merci che sono prodotte da bambini o che fanno danno agli
uomini o alla natura (Boicottaggi, Consumo critico, Bilanci di Giustizia).
5. Ridurre i consumi di trasporti (collettivo invece che individuale Car Sharing --), di medicine (privilegiando
quelle naturali).
6. Risparmiare le risorse e soprattutto energia e acqua (mantenendola pubblica).
7. Riparare e rifiutare di gettare perch costa meno riacquistare, ma riparare per rispetto alla natura e ai
mestieri degli artigiani.

Una vita familiare fondata sulla sobriet economica, infatti, ci libera anche dal tempo
tiranno, il tempo veloce, il tempo-Kronos, oltre a depredare le risorse della Terra,
impedisce che ora sia il tempo di avere relazioni familiari, amicali, di solidariet
impedisce, insomma, un tempo-kairos.
In una casa, infatti, che contenga 10.000 oggetti, ad esempio, sono necessari molti
tempi-lavoro per sostenerla:

1. tempo-lavoro per pagare il mutuo (1 lavoro del padre)
2. tempo-lavoro per fare la spesa e pagare le bollette (lavoro della madre)
3. tempo-lavoro per la manutenzione della casa: idraulico, elettricista(2 lavoro del padre)
4. tempo-lavoro per la pulizia: colf, lavanderia, detersivi (lavori extra di madre, padre)
5. tempo-lavoro per le assicurazioni di casa e auto (lavoretti extra o pensione del nonno).

Dobbiamo, quindi, nelle famiglie perch possano passare da rischio a risorsa:
1. Riappropriarci di un tempo-Kairos, che a livello personale, faccia sentire tranquilli con se
stessi: perch si ha diritto a esser qui, in un universo che si sta schiudendo a noi, perch
siamo figli di un Padre buono. Un tempo che ripristini il rapporto con se stessi e ci faccia
sentire tenerezza per noi stessi e non condanna o autocommiserazione; ci faccia
accettare noi stessi cos come siamo, e sentire affetto per noi, perch se non ci vogliamo
bene non ne vorremo neanche agli altri e se siamo distruttivi con noi stessi distruggeremo
anche il mondo che ci circonda.
2. Riappropriarci di un tempo-Kairos che nel rapporto con il prossimo ci faccia avvertire
concretamente che anche gli altri sono figli di Dio, perdendone la paura in quanto diversi
da noi. Dobbiamo recuperare un tempo che ci faccia avvertire la tenerezza per laltro: un
tempo in cui possiamo finalmente smetterla di sentirci superiori ai nostri fratelli e

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desideriamo rientrare in rapporto damore con loro, recuperando la tenerezza di rapporti
desiderati ma non espressi. Avendo il coraggio, pur di rientrare con loro in tenerezza, di
dire:Scusa, mi dispiace, ho sbagliato.
3. Riappropriarci di un tempo-Kairos che, nei rapporti con la natura, ci faccia perdere sia la
paura di essa che la voglia di assoggettarla, e ci faccia sentire tenerezza per la creazione
contemplandone la bellezza e la magnificenza.
4. Riappropriarci di un tempo-kairos che nei rapporti con il mondo diventi tenerezza e
riconciliazione coi popoli.

Di modo che si possano avere altre 2 R:
Risorse che non vengono sfruttate e dissipate e che, quindi, possano ri-sorgere
Relazioni tra le persone che non devono pi impiegare tutto il loro tempo-lavoro a
fare soldi e possono passare dal tempo-kronos al tempo-kairos.


Per una soluzione nonviolenta dei conflitti
Prendete allora le armi che Dio vi d,
per combattere nel giorno della lotta, le forze del male e saper resistere fino alla fine.
Preparatevi dunque! Vostra cintura sia la verit, vostra corazza siano le opere giuste
e sandali ai vostri piedi sia la prontezza per annunziare il messaggio di pace del vangelo.
Sempre tenete in mano lo scudo della fede con cui potete spegnere le frecce infuocate del maligno.
Prendete anche il vostro elmo, cio la salvezza la spada dello Spirito Santo, cio la Parola di Dio.
Dalla Lettera di Paolo agli Efesini (6,13-16)
Famiglia e relazioni: la via della mediazione
Ciascuno di noi persona di relazione: relazioni familiari, relazioni affettive nella comunit,
nel gruppo Caritas, nella parrocchia, relazioni nel mondo del lavoro, relazioni in un
ospedale, relazioni nella scuola Noi siamo relazione; non siamo persone singole, ma
siamo relazioni. Relazioni che talvolta si frantumano.
Cos che ci rende disperati, senza pi speranza? La divisione. Quando ci sentiamo divisi
nella famiglia, quando non ci sentiamo voluti bene nella famiglia, nel lavoro, quando non
vogliamo noi bene agli altri e quando gli altri non ne vogliono a noi. Queste situazioni sono
occasione di divisione, di separazione. La disperazione ci data dalle divisioni a tutti i
livelli.
La via della speranza, invece, la comunione e la comunit, la comune-unit di intenti di
un gruppo, sia esso la famiglia che il gruppo lavorativo, che quello condominiale,
parrocchiale, o la comunit di suore. La comune unit di intenti e la comune unione
fondate sullAssoluto, su Cristo, il Dio che sta in mezzo a noi. La vita quotidiana appunto
un continuo passaggio da questa disperazione della divisione alla speranza dellunit.
Qual la chiave per arrivare allunit?
1. Prima di tutto occorre assumere il conflitto, guardarlo ad occhi aperti. Il conflitto non
rappresenta la morte, anzi il conflitto il momento di crisi che ci aiuta a superare la
morte..
2. In secondo luogo bisogna operarsi per la trasformazione del conflitto e la sua
risoluzione
La via della mediazione nelle relazioni diventa lelemento fondamentale, la soglia per
passare dalla divisione allunione, dalla disperazione alla speranza
Da secoli la Chiesa ha inventato alcune modalit - le modalit della mediazione - ma
vengono utilizzate?

1. La prima mediazione quella del padre e della madre nella famiglia, che fin da piccoli
intervengono per dividere i fratelli che litigano e per trasformare quel singolo ancorch piccolo
conflitto.

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2. Nella famiglia che nasce, poi, la prima figura di mediatore il testimone di nozze: ma scelto
proprio per aiutare a mediare i conflitti della coppia? Chi aiuter la coppia ai primi inevitabili litigi?
Prima di arrivare dal confessore, dal direttore spirituale, dallo psicologo, ci sono mediazioni spicciole
che vanno vissute in casa, nella quotidianit, per ripristinare la giustizia e la pace, o che vanno vissute
in un contesto amicale.
3. Il padrino o la madrina del Battesimo dovrebbero essere mediatori, per la coppia che ha avuto un
figlio, nella difficilissima arte di passare da due a due pi uno che un passaggio difficile. Tali figure
hanno proprio questo compito di intervenire in situazioni nuove che emergono offrendo un
accompagnamento spirituale, materiale, tecnico alla giovane coppia.
4. Laccompagnamento poi prosegue con il padrino e la madrina della Cresima, quando
ladolescente entra in conflitto con i genitori (che un passaggio normale perch se non taglia il
cordone ombelicale cultural-psicologico, non acquisisce una sua personalit). Come vengono scelti il
padrino e la madrina di Cresima? In base a questo criterio di accompagnamento durante la crisi
adolescenziale? E lo fanno poi?

E, cos accompagnati, si pu andare oltre i propri odi, rancori e risentimenti che diventano
collera e ira.
Non cedere alla collera oggi difficile perch viviamo in una societ in cui alla televisione
si vedono persone che vivono un alterco continuo tra di loro, sono sempre in collera luno
con laltro. Forse chi vive nelle periferie cittadine, a Scampia di Napoli ad esempio, pu
capire quanto determinante sia il cattivo esempio. Se i ragazzi vedono il cattivo esempio di
persone che credono importanti, vedono che questi cedono continuamente alla collera, lo
faranno pure loro. La collera a quindici, venti anni diventa il coltello del ragazzo che
uccide, perch hanno offeso la sua ragazza. Dalla collera al coltello non ci vuole molto.
In tutte le relazioni importante non cedere alla collera, ma soprattutto dimenticare i torti,
cosa molto complessa, difficilissima. Si dimenticano molto pi facilmente i torti ricevuti da
unamica e anche quelli del nucleo familiare, mentre quelli subiti sul lavoro diventa molto
pi complicato dimenticarli. Non dimenticare i torti nel mondo del lavoro significa rovinare
totalmente il contesto del lavoro e poich il lavoro lunica modalit con cui con-creiamo
con Dio leffetto sar che rischiamo di non con-creare. Noi, infatti, abbiamo un solo
elemento per creare e continuare la nostra creazione con Dio: il nostro lavoro, con cui
ultimiamo la creazione.
Nel percorso delle relazioni familiari e comunitarie, indispensabile essere fedeli al patto
familiare, al patto lavorativo. Le mediazioni ci permettono di rimanere fedeli ad un patto: il
patto familiare, il patto della comunit religiosa, il patto lavorativo, il patto condominiale...
Tali patti nel mondo cristiano si possono definire con un nome bellissimo: la
corresponsabilit perch essere corresponsabili gli uni degli altri si fa con un patto.

La verit
Perci basta con le menzogne!
Come insegna la Bibbia ciascuno dica la verit al suo prossimo
perch noi tutti formiamo un unico corpo.
E se vi arrabbiate attenti a non peccare:
la vostra ira sia spenta prima del tramonto del sole, altrimenti darete una buona occasione al diavolo.
Fate sparire dalla vostra vita lamarezza, lo sdegno, la collera.
Evitate le urla, la maldicenza e le cattiverie di ogni genereperdonatevi a vicenda
Dalla Lettera di Paolo agli Efesini (4,25-32)

Lospitalit
Non dimenticate di ospitare volentieri chi viene da voi.
Ci furono alcuni che, facendo cos, senza saperlo ospitarono degli angeli
Dalla Lettera di Paolo agli Ebrei (13,2-3)




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Il passaggio da rischio a risorsa attraverso la Mediazione
La via della mediazione nelle relazioni familiari
DA A
Gerarchie per et Gerarchie per fragilit
Incomunicabilit Comunicazione nellagape quotidiana
Gestione monetaria individuale Gestione comunitaria delle spese
Gestione individuale delle priorit Decisione comunitaria delle priorit
Delega a specialisti di corpo mente e spirito Gestione familiare di corpo, mente e spirito
Chiusura del dialogo nel conflitto Mediazione e risoluzione dei conflitti
Assenza di figure mediatrici Recupero figure di mediazione di padrini, testimoni
Famiglia chiusa nella privacy Famiglia allargata ad amici e parenti e non solo
Vacanze solitarie Vacanze comunitarie
Feste individuali Feste comunitarie
Fretta comunicativa Consiglio settimanale di famiglia
Struttura gerarchica Struttura democratica
Talpe solitarie Rondini in stormo
Supremazia del potere Supremazia della spiritualit
Anoressia religiosa Comunicazione della esperienza spirituale
Fissit dei ruoli Intercambiabilit delle funzioni
Ripetitivit dei riti Creazione comunitaria
Conflittualit ignorata Mediazione, assunzione e risoluzione dei conflitti
Supremazia del potere e delle alleanze Supremazia del servizio e della inclusivit
Difesa dei privilegi Obiezione di coscienza a potere, ricchezza, successo
Separatezza dal mondo esterno Integrazione nelle realt territoriali (incarnazione)
Supremazia delle conoscenze e culture Valorizzazione dei saperi di ciascuno
Monoculturalismo Universalismo interculturale
Timore dellesposizione Capacit relazionale e affidamento reciproco
Evangelizzazione concettuale Utilizzo delle parabole e dei racconti
Non compito mio Posso imparare se serve
Non rienta nel carisma Possiamo accogliere lemergenza
Relazione per schemi fissi Relazioni a schemi flessibili
Gli altri che devono adattarsi a noi Il servizio richiede adattamento agli altri.
Chiedere alle istituzioni sempre soldi La libert dal vincolo
Inadeguatezza conclamata ma non reale Verit sui propri talenti esistenti o possibili
Professionalit eccessivo o mancante Giusta valorizzazione del tempo e dei talenti
Autovittimismo, giustificazioni alimentari Maggiore attenzione alla mente e allo spirito
Abbigliamento troppo curato o troppo sciatto Lindore della semplicit
Nepotismo, l'architetto amico, il commerciante La libert dai vincoli parentali e affettivi
Le parole e i concetti fuori del mondo Adeguamento espressivo alle parole del tempo
Macchinette per tutto (caff e dintorni) Libert dai vincoli meccanici
Superiorit nei confronti dei laici Convivialit delle differenze con i laici

Famiglia e politica: il gruppo umano che non ferisce
Se la famiglia sapr testimoniare stili di vita diversi, davvero fraterni, l'effetto imitazione
indurr sempre pi persone a voler essere fratelli, passando dall'io dell'autismo sociale al
noi della comunit dei credenti e infine al noi tutti della comunit planetaria. E realizzando,
nella concretezza della politica, programmi politici per il bene comune locale e universale.
Possiamo realizzare le Beatitudini seguendo i percorsi che da secoli stanno tenendo in
vita, come anticipazione profetica di uno stile di vita fraterno per l'umanit intera
(universale=cattolico) i religiosi e le religiose, e cio i consigli evangelici: povert, castit,
obbedienza al regno di giustizia e di pace sognato da Dio.
Nella famiglia di oggi la pratica dei consigli evangelici perfino pi facile a volte, per la
maggiore consapevolezza di questa generazione, la maggiore informazione cui si ha
facilmente accesso, i frutti maturati del Concilio Vaticano II, la maggiore interrelazione con
le altre fedi e religioni, e per una sorta di sopravvivenza spirituale che ci fa capire che tutta

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la violenza, l'indifferenza, le miserie accumulate in questa generazione sono davvero
troppe, sia infine per la naturale nostalgia della tenerezza di un Dio, che nella nostra
societ violenta, opulenta e indifferente, ormai non sentiamo pi o sentiamo lontano.
Nella famiglia possiamo realizzare i consigli evangelici con stili di vita differenti, inserendo i
piccoli e grandi germogli di speranza che si stanno realizzando, in un piano che sia
contemporaneamente di resistenza e progettazione:

1. Resistenza e non collaborazione alla violenza e morte attraverso tutte le possibili obiezioni
di coscienza che il cristiano pu fare (a ricchezza, violenza, ingiustizia, indifferenza, armi e
fondamentalmente alle tre tentazioni di soldi, successo e sfida). Mettendo in pratica il
principio gandhiano dell'ahimsa (non collaborazione).
2. Progettazione di stili di vita alternativi attraverso progetti culturali economici e politici fondati
sulla solidariet e l'amore fraterno, realizzando il principio gandhiano del satyagraha (forza
della verit). Significa fare comunit e alta politica. Perch la spiritualit, quando si
trasforma nell'essere contempl-attivi (don Tonino Bello), ad un tempo cio contemplativi ed
attivi, la forma pi alta di politica.
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Nella famiglia possibile educare, nella prassi quotidiana alla mitezza intellettuale
secondo dei percorsi concreti che rispondano a concrete scelte quotidiane:

1. Riparare evoca anche un altro concetto legato agli esseri umani: riparare le offese da parte
delloffensore. Se necessario riparare gli oggetti, per riguardo alla vita della natura, a maggior
ragione obbligatorio riparare i danni fatti alle persone, per riguardo alla loro vita materiale,
intellettuale e spirituale. Il riparare i danni da parte delloffensore, accelera il dono del per-Dono
da parte delloffeso.
2. Riconciliarsi: che ripristina di nuovo le Relazioni senza dover accettare con rassegnazione e
fatalismo le separazioni, le divisioni, le liti.
3. Resistere significa non solo resistere alle mode, ma anche alle illegalit, alle tentazioni, per
il nostro ego smisurato, di volere - sia a livello materiale che intellettuale e spirituale - tutto ci
che vediamo. Ma anche resistere nel senso gandhiano del termine, saper essere cio attori e
protagonisti di una resistenza attiva nei confronti delle istituzioni politiche ed economiche,
riappropriandoci del nostro potere di cittadini, di consumatori, di lavoratori, di contribuenti
attraverso la non-collaborazione (le mille obiezioni di coscienza da inventare ancora, oltre
quella al servizio militare e alla contribuzione fiscale ad armamenti) e la forza della verit.
4. Rinunciare: che evoca la capacit di recuperare una forma antica di resistenza che il non
collaborare anche attraverso la rinuncia collettiva, che a volte pu assumere la forma di
boicottaggio, e che pu significare rinunciare alla televisione, alle marche, alle mode, ai marchi
importanti, alla voglia di comprare, allo shopping compulsivo. La rinuncia significa
semplicemente che non abbiamo bisogno di certi prodotti. Oppure, significa, ad esempio,
rinunciare a quel determinato prodotto perch ha affamato intere generazioni in America
Latina, o perch in Africa i bambini sono morti per una volgare diarrea a causa di un latte in
polvere pubblicizzato. Allora quella rinuncia diventa boicottaggio o consumo critico, spostando i
consumi su prodotti etici, che abbiano una garanzia sociale, e che garantiscano uneconomia
che non affami o non danneggi il Sud del mondo e non sia gestita da banche che utilizzano i
risparmi per finanziare vendite di armamenti.

Ed pi possibile che altrove, scuole, sport a riscoprire anche la mitezza spirituale
secondo dei percorsi concreti che rispondano a concrete scelte quotidiane per:

1. Riscoprire una ritualit pi creativa di quella attuale, marcata da una forte ripetitivit.
2. Rileggere spiritualmente gli avvenimenti della propria vita cercandovi la Provvidenza e
la Misericordia di Dio verso la propria persona, propria famiglia, gruppo o comunit.

1
G. Mrtirani, La civilt della tenerezza, Paoline, 1999

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3. Rileggere spiritualmente gli avvenimenti e la storia della propria citt.
4. Rileggere spiritualmente gli avvenimenti e la storia della propria nazione cercandovi la
Provvidenza e la Misericordia di Dio.
5. Rileggere spiritualmente gli avvenimenti e la storia del mondo cercandovi la
Provvidenza e la Misericordia di Dio.
6. Riascoltare il grido della Creazione e dellumanit, riscoprendolo attraverso un uso pi
sobrio delludito, con la terapia del silenzio.
7. Ridefinire la Creazione come <<cosa buona>>, mundus, cio pulito e non sporco e
maledetto, ridefinendo gli altri come fratelli e non nemici, attraverso un uso tenero del
tatto e cio attraverso la terapia della carezza e della danza.
8. Rinominare come fratelli e sorelle e Ri-dire, bene-dire e non male-dire, la Creazione,
recuperando la propria facolt di usare lorgano della bocca per la Parola e le parole
oltre che per lalimentazione e il gusto (Non di solo pane), attraverso la terapia del
digiuno alimentare settimanale e annuale (venerdi e quaresima).
9. Ripensare nuovi stili di vita attraverso la gioia di occhi che sappiano vedere la bellezza
della natura e delle persone, recuperando la vista attraverso il digiuno televisivo e la
terapia della contemplazione della natura.
10. Riposizionarsi nella Creazione chiedendo aiuto al Creatore e ai suoi Santi, che sono
sempre in comunione con noi, e in primo luogo a Maria, donna del Magnificat. E questo
riposizionamento pu avvenire riflettendo con la nostra mente sovrana, meditando con
una intelligenza, resa pi lucida dal digiuno, sugli accadimenti della settimana per
rimetterli nelle loro giuste priorit
11. Riamare la Creazione e gli uomini, cosa che pu accadere solo rileggendo
spiritualmente quegli accadimenti riposizionati e ordinati il giorno precedente con la
mente.
12. Riconciliazione che ripristina le Ri-sorse naturali che ri-sorgono di nuovo per le
successive generazioni e le Relazioni con le persone.

Per una Mistica Meridiana familiare
DA A


Complesso di superiorit
(Orgoglio)
Smorzare le superiorit
(Umilt)
Complesso di inferiorit
(Inadeguatezza)
Secondit in piedi e regalit
(Empowerment)
Apparenza
(La polpa della ciliegia)
Sostanza
(Seme e nocciolo)
Lo squilibrio dei sensi
(Obesit, despiritualizzazione,deculturalizzazione)
Riscoprire la saggezza del corpo e lunit con spirito
(Il corpo tempio dello spirito)
Alienazione personale
(Perdita di senso, disorientamento)
Unit di talenti spirituali e abilit professionali (Il
senso della vita)
Visione razionalistica e scientista
(Riduzionismo scientifico)
Visione spirituale
(Mistica meridiana)
Solitudine esistenziale
(Smarrimento)
Accompagnamento, tutorship
(Maestro, Padrino, Testimone)
Mancanza di speranza e di futuro
(Disperazione)
Trasmettere sogni, desideri
(Utopia del Regno)
La mancanza di riferimenti
(Solitudine)
Lesempio personale
(Testimonianza)
Disumanizzazione
(Barbarie)
Tirar fuori, e-ducere lumanit sopita
(Umana unit)

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Per una Mistica Meridiana sociale
DA A
Identit escludenti
(Rivendicazioni identitarie)
Identit plurime e interculturali
(Plural plurality)
Lavoro occupazione
(Disoccupazione, post-pensione)
Trasformazione creativa
(Travaglio e con-creazione)
Alienazione personale
(Depressione)
Unit talenti spirituali e abilit personali
(Con-creare con Dio)
Alienazione di gruppo
(Disperazione sociale)
Bellezza della diversit
(Convivialit delle differenze)
Competitivit sociale
(Competitivit, successo)
Comunione economico sociale
(Fascino dellunit, Coop-etition)
Frammentazione
(Alienazione)
Conoscenza e alleanza per meditare
(La forza dellintelligenza)
Diffidenza e sicurezza
(Disperazione)
Fiducia assoluta nella gente
(Fede = Fid-ucia)
Lintimit bipolare
(Privacy)
Lintimit sociale
(Comune-unit)
La disunione familiare e sociale
(Conflitti e indifferenza sociale)
La conversazione per la coesione
(La trasformazione dei conflitti)
Tempo tiranno
(Kronos)
Conoscere e ri-equilibrare i tempi
(Kairos Ora il tempo )
L'economia sterminata del cow boy
Logica del mercato
L'economia essenziale dell'astronauta
(Logica del Creato)
Deregolamentazione e sregolatezza
(Neoliberimo e capitalismo selvaggio)
Le regole per la condivisione
(Comune-unit per la Comune-unione)
Razionalit
(Ingegnere/ industriale/ imprenditore)
Ragionevole
(Ingegnoso/ industrioso/ intraprendente)
Scoop nelle informazioni
(Il 4 potere)
Essenzialit delle notizie e verit
(La forza della verit)
Necrofilia
(Omicidi, femminicidi, strage innocenti,ecocidio)
Biofilia
(Lamore per la vita)

Una convivenza planetaria che non ferisce e non uccide
La metafora di Leonardo pu aiutarci a passare dalla violenza di gerarchie sociali,
nazionali e internazionali che rendono nella storia alcuni primi e altri secondi alle
differenti gerarchie che il nucleo familiare, fondato sullamore, vive e realizza.
E una metafora che pu aiutare l'umanit a ripensare i suoi modelli culturali, politici ed
economici, ed allora veramente potremo dire che dal nucleo familiare si irradia la pace a
tutta la famiglia umana.
Con la metafora Leonardo (che sogna di volare e disegna la macchina volante):
Con in-nocenza ci si apre al nuovo che non c (innocenza dei bambini)
Si sogna di volare e alla base di ogni processo conoscitivo e scientifico c' un sogno,
cos come dovrebbe esserci alla base di ogni processo economico e politico (l'utopia dei
giovani).
Si intuisce che pu farlo con una macchina volante (ovvero l'intuizione della donna).
Si ricorda cose gi inventate e realizzate (la memoria degli anziani)
Si realizza la macchina volante attraverso il duplice gioco di creativit e innocenza
infantile e memoria degli anziani.
Si costruisce poi la macchina volante con la razionalit e lintuizione (la
complementarit e reciprocit della coppia non solo riproduttiva ma anche culturale
scientifica, economica, politica).
Si verifica razionalmente il funzionamento (razionalit maschile).

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Ecco dice Dio - ci che accadr negli ultimi giorni,
mander il mio spirito su tutti gli uomini:
i vostri figli e le vostre figlie saranno profeti
i vostri giovani avranno visioni,
i vostri anziani avranno sogni.
Su tutti quelli che mi servono, uomini e donne,
in quei giorni io mander il mio Spirito
ed essi parleranno come profeti.
Atti 2, 17-18
Il nucleo familiare come anticipazione della famiglia umana
La famiglia, cos fortemente caratterizzata dalla reciprocit delle relazioni, da una capacit
di essere presenti, di esserci, nelle situazioni ben concrete della vita umana
(incarnazione), profezia di una modalit di vita che ora non si intravede nelle modalit
umane, non solo di Ninive e della citt corrotta, violenta e indifferente nella quale viviamo,
ma anche della Terra tutta, coinvolta da impoverimento, guerre e degrado ambientale.
La piccola famiglia, composta da nonni, genitori, figli, coniugi e nipotini innanzitutto
modello di vita e progetto comunitario e come tale ci spinge continuamente a scegliere tra
individualismo e comunit, testimoniando come bello stare insieme come fratelli.
Allora questa testimonianza una chiara indicazione non solo per le altre comunit che
compongono la polis: il condominio, il luogo di lavoro, il gruppo di amici, l'impresa
commerciale, il partito politico, il sindacato ma anche per le altre comunit: la regione, lo
stato, le nazioni, le comunit economiche, le unioni di stati, le organizzazioni delle Nazioni
Unite... fino a formare linsieme della famiglia umana.
La famiglia mostra continuamente, nel bene e nel male, pur con tutte le sue disfunzioni,
qual' veramente l'economia di Dio, la sua aritmetica, che moltiplica due pani per dividerli
tra 500 persone, che cio per moltiplicare bisogna per forza dividere.
La famiglia umana, nelle sue organizzazioni politiche (dallUnione Europea alle NN UU) ed
economiche (dal Wto al Fmi), deve ancora imparare tale aritmetica e la piccola famiglia
umana l per mostrargliela, testimone (e oggi martire) di questo passaggio planetario che
si sta realizzando.

Quando i primi diventano secondi succede pane rose:
la mistica meridiana
Nel nostro modello di sviluppo economico politico e finanziario, infatti, la preminenza del
mercantilismo sull'affettivo e sul familiare; la preminenza dell'hic et nunc, dello spazio di
qui e del tempo di oggi su spazi e tempi che sono lontani; il privilegiare lo sfruttamento
incondizionato invece dell'utilizzazione controllata; la preminenza di individuale su
comunitario e della competitivit su solidariet sembrano essere i parametri su cui si
costruisce, attraverso la cultura e l'educazione, lo sviluppo delle nazioni occidentali. E che
si vuole esportare come modello politico ed economico nel mondo intero.
Nel modello di sviluppo di molti dei popoli del Sud del mondo, invece, e di coloro che
emigrano in occidente, cos come in tutte le periferie esistenziali spesso c ancora la
memoria della preminenza di affettivo e familiare su mercantile, di tempo su spazio, di
tempo di ieri (memoria) e di domani (utopia) sullhic e nunc che caratterizza la frettolosa e
indifferente societ occidentale. C ancora la pratica di unutilizzazione controllata dei
beni della terra, determinata dalla scarsit e dalla miseria e la cooperazione resta ancora
lunica via di uscita dalle tragedie quotidiane. Mentre l'atteggiamento dell'homo
oeconomicus occidentale appare fortemente caratterizzato dalla prevalenza del mercato e
della competitivit sulla comunit e la cooperazione. Anche il suo approccio conoscitivo
appare unicamente fondato sulla sola razionalit, che mette in secondo piano non solo

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l'immaginario e l'utopia giovanile, l'intuizione e il procedimento analogico, pi femminile,
ma anche l'in-nocenza creativa dei bambini e la memoria degli anziani.
E queste persone, nelle gerarchie sociali occidentali, sono anche le persone "seconde e
terze" e ai margini dei processi di sviluppo, le cosiddette periferie esistenziali, e in tal modo
diventano o il target dei sempre affannati venditori di merci e di beni di consumo, oppure,
nel caso non abbiano disponibilit economiche o sostegni cooperativi familiari, diventano il
target delle politiche sociali e delle esuberanze caritative.
La differente gerarchizzazione della famiglia nucleare, invece, mettendo al primo posto gli
ultimi (piccoli, anziani, malati, handicappati) la chiave di volta per passare dalla
competitivit alla cooperazione anche nella famiglia umana. Se lo vogliamo e se
assumiamo il modello delle famiglie e delle comunit religiose, si pu anche passare, fare
una pasqua planetaria, verso una differente gerarchizzazione facendo la scelta
preferenziale delle periferie esistenziali e geografiche, che pu far passare davvero la
famiglia umana dalla competitivit, con il suo carico di guerre, povert e degrado, alla
solidariet, cooperazione e fratellanza, con tutta la Allegria del Vangelo, vivendo, nella
bont e nella bellezza, con pane e rose.
Una mistica meridiana, realizzata a partire dalle periferie esistenziali e geografiche:

1. Rivaluta le differenti modalit espressive delle persone
2. Riunifica i talenti spirituali e le abilit professionali
3. Riscopre la sapienza del cuore
4. Rivaluta lesperienza e la memoria degli anziani
5. Rivaluta linnocenza dei fanciulli
6. Rivaluta i sogni dei giovani
7. Rivaluta il pensiero femminile
Scrivo a voi figlioli
perch vi sono stati rimessi i peccati in virt del suo nome
Ho scritto a voi, figlioli,
perch avete conosciuto il Padre. (I Giov. 2, 13-14)
I fanciulli da rischio a risorsa: ovvero reimparare l'in-nocentia e la nonviolenza
Nella famiglia i fanciulli possono essere profeti attraverso la loro cultura della in-nocentia
senza la quale non potremo entrare nel Regno di Dio. La cultura della in-nocentia, della
nonviolenza, l'unica che oggi pu educare gli esseri umani a diventare soggetti
coscienti e in relazione che, in comune unit di metodi, vogliano e sappiano "lavorare la
speranza" intorno ad obiettivi di umana unit, superando appartenenze ideologiche,
etniche, religiose, di classe e di culture pericolosamente "guerresche".
In-nocentia che significa superare il complesso di "primogenitura" di Caino che rivendica
per se stesso, come tenteranno di fare anche i discepoli con Ges, un pericoloso "esser
primo". Primogenitura che si esprime nel complesso di orgoglio nei confronti di se stessi,
di superiorit nei confronti del prossimo, di sottomissione della natura, di dominio nei
confronti dei popoli.
Ho scritto a voi padri [e madri]
perch avete conosciuto colui che fin dal principio
I Giov. 2, 13-14
Gli anziani da rischio a risorsa: ovvero la forza della memoria
La disattenzione e l'indifferenza verso gli anziani potremmo definirla il pi grande spreco di
risorse della nostra generazione.
La loro memoria ci consente, infatti, di recuperare le nostre identit che si vanno
quotidianamente frammentando e di non dover ricominciare tutto ex novo come se si fosse
all'origine dei tempi. La loro esperienza ci consente di non disperderci in tentativi inutili.
Il loro distacco dall'effimero ci consente,poi, di andare all'essenziale, ricentrando
continuamente i nostri bisogni ed autolimitandoci.

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La loro stanchezza fisica e la prossimit al traguardo ci fanno recuperare la tenerezza per
la vita che scorre con inesorabile velocit e la voglia di non sprecarci.

Ho scritto a voi giovani perch siete forti
e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno.
I Giov. 2, 13-14
I giovani da rischio a risorsa: ovvero il coraggio dell'utopia e della speranza
Si pensa spesso che la pace sia sentita solo dai giovani (e dai popoli giovani del sud del
mondo) e che la esprimano solamente nelle loro festose manifestazioni coi colori
dellarcobaleno (dalle bandiere, alle maschere dipinte sui volti, alle copertine arcobaleno
dei neonati in carrozzella).
Che la pace sia giovane e dei popoli giovani del sud mondo senza dubbio vero,
soprattutto in questi ultimi tempi, in cui si visto i giovani del nord del mondo e i popoli del
sud del mondo uniti in un comune impegno a Seattle, Davos, Porto Alegre, Firenze,
Parigi, lIndia, Londra, lAfrica E in cui si visto, e giustamente, autorevoli giornali
definire questa societ civile internazionale il 5 potere e si vista luscita sulla strada di
oltre 100 milioni di persone, in prevalenza giovani che, a staffetta, hanno manifestato in
tutto il mondo per evitare le guerre.Ma dietro tutto ci, che pure ha lasciato meravigliati
molti opinionisti, c un lungo e tenace lavoro di cultura, educazione e formazione alla
pace, durato, per quanto riguarda lera contemporanea, addirittura un secolo, il secolo
della pace (paradossalmente, o profeticamente, proprio nel secolo delle guerre!).
E' dei giovani dunque il sogno, l'utopia, ma lo anche dei popoli giovani del sud del
mondo di Africa, Asia e America latina, quelli cio che si affacciano ora ad un loro
protagonismo in autonomia e libert dopo la lunga e secolare tutela colonizzatrice del
Vecchio mondo. E' grazie ad essi se, nel sonno e nella morte del futuro e della speranza,
risorge ancora l'utopia, il sogno e la speranza di qualcosa che non c' ancora ma che
vogliamo ci sia. L'utopia di:

1. Pacifismo integrale
che non scenda a sconti di qualche milione di morti e che non chiami le guerre missioni di polizia
internazionale, ristabilimento dell'ordine internazionale, missioni umanitarie, pulizie etniche, guerre
elettroniche, operazioni chirurgiche.
2. Solidariet concreta ed onesta
dal Nord al Sud del mondo, che non contrabbandi per aiuto un ulteriore colonialismo, e di una
solidariet dal Sud al Nord, che, nonostante il furto di storia, di risorse naturali, culturali e anche di
fede, subto dai popoli del Sud, sappia con generosit regalare al Nord del mondo, smarrito e
confuso nel suo cieco egoismo, i valori che i popoli del Sud hanno saputo proteggere.
3. Femminile consapevole
che dia finalmente alla storia e agli uomini, confusi e smarriti, quello stile di politica e di economia al
femminile, del prendersi cura che realizza la carit, e del prendere a cuore, che realizza la giustizia,
nella corresponsabilit e reciprocit.
4. Maschile consapevole
che riesca ad inventare una modalit maschile finalmente libera dal patriarcato, dal padre padrone,
dal sessismo e reintroduca la presenza maschile nella casa e coi figli.
5. Ecologismo esigente
che non rigiri in ecobusiness ed ecodittature l'imprescindibile e non pi prorogabile bisogno di
fraternit con fratello sole e sorella acqua, ristabilendo il vero Manifesto economico, intronizzato da
S.Francesco nel Cantico delle Creature, di risorse che ri-sorgono perch non pi cose usa e getta
ma fratelli e sorelle del creato.

La donna da rischio a risorsa: ovvero la valorizzazione delle differenze
e la mediazione dei conflitti
La donna sembra essere il punto di svolta per il passaggio ad un terzo millennio che si
spera possa aprire davvero per l'umanit il millennio della relazione e della riconciliazione,

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la civilt della tenerezza. Le donne, infatti, sono trasversali a tutte le ingiustizie e
discriminazioni perch sono emarginate come donne e come bambine, come donne e
come africane, come donne e come indiane, come donne e come malate....
Le donne, con la loro primordiale e sofferta differenza di genere possono essere mediatrici
per la soluzione nonviolenta dei conflitti derivanti da tutte le differenze che creano conflitti
nell'umanit:

Conflitti internazionali derivanti dalle differenze razziali, culturali, religiose, etniche;
Conflitti sociali derivanti da differenze culturali, religiose politiche ed economiche;
Conflitti interpersonali derivanti da differenze sessuali, culturali, generazionali;
Conflitti con la natura derivanti dalle differenze biologiche e dalla differenza tra i cicli circolari della
natura e i cicli lineari economici delluomo.

La donna sembra essere un'ottima mediatrice del Progetto di Dio, soprattutto perch le
appartiene una visione della vita fondata sul pensiero divergente e sulla prospettiva
relazionale che pu far diventare corresponsabilit la politica e reciprocit l'economia. Le
donne aggregate, infine, in quelle comunit religiose che sono la pi profonda radice
cristiana dEuropa realizzano, il pi spesso inconsapevolmente, una politica e
uneconomia al femminile, semplicemente con latto, derivante dal loro carisma, del
prendersi cura che realizza la carit, e del prendere a cuore, che realizza la giustizia.

Scrivo a voi padri [e madri]
perch avete conosciuto colui che fin dal principio.
I Giov. 2, 13-14
La coppia da rischio a risorsa: ovvero il cielo e la terra insieme
La crisi della coppia, nel difficile trapasso da una societ patriarcale a una societ che
realizzi la reciprocit e la sussidariet interpersonale, si rivela non solo nella coppia
familiare caratterizzata dai rapporti damore, dalla riproduzione della specie e dalla
creazione dellunit, ma si riflette anche su tutte quelle modalit con cui uomo e donna
realizzano la reciprocit spirituale, culturale, politica, economica.

Gli uomini da rischio a risorsa: ovvero 'ci sar'
La crisi della societ patriarcale, successiva all'avvento, sulla scena del mondo, del
tentativo di protagonismo femminile, che evento della nostra generazione, ha messo in
crisi le false identit maschili, quelle cio fondate su una sua superiorit o primogenitura
(esser primo rispetto alla donna). Pu, quindi, emergere la sua vera identit, quella del
'padre presente', cui fanno ricorso anche i religiosi che vengono infatti chiamati 'Padre' e
cui a maggior ragione deve fare ricorso l'uomo sposato e biologicamente padre,
semplicemente rispecchiandosi nell'identit di Dio che, col suo stesso nome, Jahv, dice:
'Ci sar. L'identit maschile, infatti, che spesso si perduta in un 'non esserci' nei luoghi
reali degli eventi, familiari e sociali, per esserci solo o prevalentemente nei luoghi lavorativi
di carriera o di potere, pu essere recuperata rispecchiandosi in questa identit paterna di
Jahv che promette Ci sar, e mantiene questa promessa con l'Emmanuele, il Dio che
c', che sta in mezzo a noi.
Questa identit paterna, legata all'esserci, all'essere presenti sulla scena della storia e
della realt, familiare e sociale, quando realizzata dalla figura maschile, ricorda a quelle
donne, rinchiuse nel loro privatismo o nelle futili vanit o nelle evasioni da soap opera, che
assomigliare a Dio significa esserci, come Lui, come Jahv-ci sar e come Ges-
Emmanuele-Dio con noi. Significa esserci nel tempo e nello spazio, nella storia e nei
territori, insomma come lEmmanuele, incarnarsi.


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I valori per le 8 Felicit familiari:
un altro stile di vita, unaltra via, un altro modo possibile
2

Chi ama paziente e generoso.
Chi ama non invidioso non si vanta non si gonfia di orgoglio.
Chi ama rispettoso, non cerca il proprio interesse, non cede alla collera, dimentica i torti.
Chi ama non gode dellingiustizia, la verit la sua gioia.
Chi ama tutto scusa di tutti ha fiducia, tutto sopporta, mai perde la speranza I Cor, 13,4-7

1. Stile di spiritualit:
La via della regalit per recuperare il proprio empowerment personale e lonnicrazia collettiva.
Chi cerca lAssoluto trova le impronte del Maestro, e ama.

2. Stile di spazio e del tempo:
La via dellorizzonte spaziale e temporale andando oltre i propri limitati orizzonti.
Chi ama sa andare incontro allaltro. Chi ama sa dare tempo e spazio;
nellincontro sa andare oltre il proprio tempo e il proprio spazio
e quindi paziente e generoso: due qualit fondamentali
per poter aprire la propria porta chiusa e le porte chiuse verso gli altri.

3. Stile di relazioni familiari e comunitarie:
La via della mediazione per ritrovare la bellezza dellamore e dellaffettivit.
Chi ama, nelle relazioni familiari apre le porte alla mediazione:
non cede alla collera, dimentica i torti, che sono due realt difficilissime.

4. Stile di cultura, educazione e scienza:
La via dellumilt per ritrovare la saggezza dellesistere.
Chi ama, vive i saperi e la cultura con umilt perch sa che non
con lintelligenza degli intelligenti che si risolvono i problemi della storia umana,
ma con una umilt che si fa storia, e si condivide in comunione nella comunit umana
e quindi non invidioso, non si gonfia di orgoglio, non si vanta

5. Stile di consumo e di economia:
La via della sobriet, per approdare alla comunione delle risorse del Creato.
Chi ama, nelleconomia usa la sobriet
perch cerca linteresse di tutti e non cerca il suo interesse.

6. Stile di legalit:
La via della resistenza, per giungere al traguardo dellonest personale e di gruppo.
Chi ama nella societ pratica la legalit (che significa verit e trasparenza)
non manca di rispetto, non gode dellingiustizia.

7. Stile di vita sociale e politica:
La via della mitezza, che ci porti allobiettivo della condivisione della fatica dellesistenza.
Chi ama, nella politica, percorre la via della mitezza,
e quindi si compiace della verit.

8. Stile di rapporti Nord-Sud:
La via meridiana, che porti alla fratellanza universale tra Nord e Sud, locali e globali.
Chi ama nei rapporti Nord Sud percorre la via meridiana,
quella dei secondi della storia e della geografia, delle periferie geografiche ed esistenziali e quindi tutto
scusa di tutti ha fiducia, tutto sopporta, mai perde la speranza.







2
G. Martirani, Viandante Maestoso, La via della bellezza, Paoline, 2006

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Stile di Per-dono e riconciliazione
Quando succede qualcosa di grave,
nel momento cruciale del conflitto,
e a seconda della sua gravit, alcuni direbbero:
per-odio o per-vendetta ti uccidereioppure
per-rabbia ti prenderei a schiaffio
per-rancore ti escluderei dalla mia vita...o
per-educazione ti ignorereio
per- gentilezza ti girerei le spalle e me ne andrei
E invece come cristiani
siamo chiamati a dire settanta volte sette,
(e quindi non solo una volta e per di pi per concessione):
Per-dono ti restituisco la tua in-nocentia,
la tua capacit di non nuocere data a te per-Grazia,
e ti consento cos
di ricominciare daccapo la tua vita!

Levangelista Luca narra che la Madonna e san Giuseppe, secondo la Legge di Mos,
portarono il Bambino al tempio per offrirlo al Signore, e che due anziani, Simeone e Anna,
mossi dallo Spirito Santo, andarono loro incontro e riconobbero in Ges il Messia
(cfr Lc 2,22-38).
Simeone lo prese tra le braccia e ringrazi Dio perch finalmente aveva visto la
salvezza; Anna, malgrado let avanzata, trov nuovo vigore e si mise a parlare a tutti del
Bambino. unimmagine bella: due giovani genitori e due persone anziane, radunati da
Ges.
Davvero Ges fa incontrare e unisce le generazioni! Egli la fonte inesauribile di
quellamore che vince ogni chiusura, ogni solitudine, ogni tristezza.
Nel vostro cammino familiare, voi condividete tanti momenti belli: i pasti, il riposo, il lavoro
in casa, il divertimento, la preghiera, i viaggi e i pellegrinaggi, le azioni di solidariet
Tuttavia, se manca lamore manca la gioia, e lamore autentico ce lo dona Ges: ci offre la
sua Parola, che illumina la nostra strada; ci d il Pane di vita, che sostiene la fatica
quotidiana del nostro cammino.
Papa Francesco, Lettera che il Pontefice ha inviato a tutte le famiglie, in occasione del
Sinodo (5 al 19 ottobre 2014) su Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto
dellevangelizzazione

La preghiera di Simone e di Anna
Ora lascia, mio Signore,
che i tuoi servi possano vedere il tuo volto
perch ora sanno, dopo il loro lungo cammino di fede e di azione,
che tu davvero sei lunico salvatore che abbiamo,
che rende evidente il volto del Padre
e corrono a raccontarlo proprio a tutti
che solo tu pu dare la luce a tutti i popoli e a tutte le nazioni,
illuminando le loro vite personali, familiari e comunitarie,
e dando la giusta direzione alle loro organizzazioni
culturali, sociali, politiche ed economiche.