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Vademecum

Viatris

Mi scuso sin dora per il tono di questintervento, ma certe cose vanno pur dette. Personalmente, sono
indignato, e profondamente, per il livello al quale siamo giunti. Quel che pi mi colpisce, il livello dei siti
che, su Internet, o parlano di "tradizione" pi o meno malintesa, o vorrebbero rifarsi, a torto o a ragione, a
Gunon. Non parlo qui di siti informativi o di riviste in rete, perch in ambedue i casi chi scrive ha pi
consapevolezza della "gravit" e dellimportanza centrale del tema che tocca. Parlo qui dei siti che danno
voce allo stato mentale duna buona fetta di coloro che si dicono interessati a questi temi.
Lo stato generale disastroso. A cominciare dalle polemiche inutili e dissennate, dalla presunzione che, per
prima cosa, esclude senza chieder ragione allescluso riguardo le sue vedute, senzalcun dibattito o forma di
confronto reali. Costoro non hanno alcuna idea della distanza profonda che separa legittime differenze da
illegittime fratture.
Ma qual il punto-chiave dellinfezione che, oggi, ha toccato e colpito anche lopera di Gunon? Gi, perch
noi non dobbiamo nasconderci dietro un dito o mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi: lopera di
Gunon stata intaccata sia da questo "tradizionalismo" pseudo-tradizionale, sia da un settarismo pseudo-
esoterico. Perch il punto nodale, centrale: ci che non viene recepito lidea di Tradizione "in s", che il
centro dellopera di Gunon, da cui tutto il resto si muove, sirraggia, si dipana. Tutto qui; e recepire la
Tradizione implica, necessita, costringe ad un comportamento consequenziale, dove non c spazio per la
presunzione. N ci si pu arrogare unautorevolezza che non si ha, lautorevolezza si conquista sul campo
elaborando una posizione tradizionale, ma nientaffatto "tradizionalista", trattando bene dei problemi e
proponendo visioni ed eventualmente possibili soluzioni. Non certo rintanandosi nellopera di Gunon che,
ricordiamocelo sempre molto ma molto bene, non volle discepoli. Lo stesso Gunon, in vita, distinse fra
Tradizione e "tradizionalisti", animati da un vago desiderio di ricollegarsi alla Tradizione senza nessuna vera
"conoscenza". Questo spiega il livello, non certo adeguato al tema, proprio dei siti, che altro non sono se non
"amplificazioni" dun movimento dopinione che, per quanto numericamente ridotto, c.
Secondo Gunon (ne parla ne Il Regno della Quantit) c uno stadio in cui, prima daver raggiunto qual
piano in cui vi la "certezza" e le deviazioni sono impossibili, si pu facilmente deviare: ed ecco i
"tradizionalisti". Dove la "certezza" non "linfallibilit" (propria dei Profeti); e nemmeno lonniscienza, che
non cosa umana. Anche chi ha la certezza pu sbagliare non sui Princpi, ma su determinate applicazioni
a temi particolari: troviamo qua e l nellopera di Gunon questioni non ben trattate.
Vediamole:
1. rapporti fra Oriente ed Occidente ambedue tradizionali;
2. il Buddhismo: dove poi Gunon rettificher, per confondere il Buddhismo col Protestantesimo non
un errore da poco, ripetiamolo rettificato, per incontestabilmente commesso. Aveva i suoi limiti
lindividualit "Ren Gunon", la cui opera non si deve idolatrare, offendendo cos colui che si
voleva "Servitore dellUnico" (Abd al-Whid). Idolatrare unopera vuol dire metterla sotto ghiaccio,
bloccarne le potenzialit, delle quali poi tratteremo succintamente, senza per essere in grado di
controbattere alla deviazione che ha intaccato ormai anche lopera di Gunon. Ed questa la
differenza con gli anni 70-80, dove cera leterodossia evoliano-neopagana e lortodossia
guenoniana. Non pi cos, e questo un ulteriore passo avanti nella direzione del caos.
A questo punto, resta da chiedersi quel che segue: lasceremo che lopera di Gunon venga di fatto
abbandonata allo pseudo-tradizionalismo ed al settarismo pseudo-esoterico? Lasceremo che lopera di colui
che ha fatto della lotta allo "pseudo" la sua bandiera sia lasciata allo "pseudo"? Lopera di Gunon davvero
il Vademecum Viatris. Occorrerebbe poter emettere una nota di riordino e di ricompattazione; che poi ognuno
faccia le sue scelte, delle quali dovr render conto in Alto.
Perch che la degenerescenza possa aver corso non per nulla sorprendente, se, Gunon vivo, una buona
parte della sua opera stata dedicata alla rettificazione derrori e confusioni che si producevano sovente.
Non questo il punto. Il fatto che non si pu "tornare alla Tradizione" in modo antitradizionale. E un
dovere di chi non ha raggiunto il livello in cui non sono pi possibili deviazioni il cercare di raggiungerlo, e
solo dopo iniziare le discussioni; ovvero, cercare dimparare da chi ha raggiunto quel livello senza farsi
giocare da eventuali apparenze contrarie. Lunica forma mentis giusta andare a fondo delle questioni,
sapendo che si pu sbagliare, per senza mai cedere alla superficialit. E unortoprassia obbligata per chi
vuol davvero essere "tradizionale", e non "tradizionalista". Unapparenza un po "rude" pu nascondere una
reale conoscenza, cos come unapparenza brillante pu non essere altro che lesteriorizzazione di giochi
mentali e di unabile dialettica. Ma pu essere pure che una vera conoscenza sesprima brillantemente
mentre la rudezza non nasconda un bel nulla. Solo approfondendo si pu comprendere. Lattitudine
superficiale quanto di pi lontano dalla Tradizione vi possa essere. E luomo che deve fare uno sforzo
(jihd, kung-fu), sforzo meritevole, davvicinarsi alla Tradizione, che, quanto ad essa, stata il pi possibile
avvicinata agli uomini, riconoscendo che, senza lo sforzo di dare, non si pu chiedere lo sforzo di essere. Ed
ecco lo scopo dellopera di Gunon: fare un improbo sforzo despressione, di martirio, cio di testimonianza
dei Princpi, dei quali mai e poi mai Gunon si reput "possessore", unendo a tale sforzo la critica del mondo
moderno, proprio per rendere pi assimilabili ed intelligibili tali Princpi. Dimenticarsi questa necessit dello
sforzo meritevole significa non essere tradizionali, essere lontani dallo spirito della Tradizione, vuol dire
essere quei "tradizionalisti" che credono di avere gi quel che debbono cercare di essere, sforzandosi.
Quando si trova una tale lontananza dallo spirito tradizionale da parte persino di coloro che si vorrebbero (ed
in evidente buona fede) ad esso vicini, ecco che cose come il "New Age" (oggi diventato "Next Age")
diventano comunemente diffuse, e comunemente confuse con la vera spiritualit. Ma il problema a monte:
queste sono le conseguenze, gli "epifenomeni", ci che appare nel dominio pi esteriore, mentre non mai
nellapparenza che vanno cercate le cause profonde.
Altro cahier de dolance: lallontanamento sempre maggiore tra forme exoteriche (religiose) e spirito
tradizionale. Qui distinguo le deviazioni in due gruppi: "sadduceismo" e "fariseismo". Il primo, rappresentato
soprattutto nel Cristianesimo (in particolare Cattolicesimo) e nel Buddhismo, cerca di accettare il mondo
moderno, al quale cede, nel tentativo dinfluenzarlo; il secondo, rappresentato soprattutto dallIslamismo (ed
in talune parti dellEbraismo) cerca di combattere il mondo moderno, dal quale per mutua comunque
atteggiamenti mentali e tendenze profonde. Beninteso: in tutte le forme religiose vi sono ambedue le
tendenze, ma laccento cade o sulluna o sullaltra con gran chiarezza.
In tutti i casi, per, si consuma il divorzio di fatto tra forme exoteriche e Tradizione, fra spirito tradizionale e
forme religiose. La qual cosa la peggiore, la pi grave che potesse mai accadere, perch priva, di fatto, il
mondo umano del suo ombrello protettivo, come accade in Occidente, o, come accade in Oriente, se
lombrello non sparisce, pure vi son operate grosse lacerazioni. In tali condizioni, non solo non ci stupisce
che lidea di Tradizione sia non compresa, ma si comprende bene come sia definitivamente aperta la porta
al Regno dellAnticristo.
Questavvento "allinverso" stato annunciato da Gunon, ma oggi noi ne siamo alle porte; il che implica che
quel che Gunon proponeva ai tempi suoi oggi non sia pi sufficiente, bastevole, ch la nostra situazione
ben peggiore. Ma sempre dallidea di Tradizione che occorre partire, dai Princpi che Gunon ha esposto
applicandoli alla concreta situazione del mondo moderno. E di una resurrezione dello spirito tradizionale,
della consapevolezza duna Luce non di questo mondo che tuttavia sesprima in questo mondo, che noi
abbiamo bisogno come lassetato dellacqua, come terra riarsa, riarsa dallo scatenamento, organizzato e
pianificato, delle passioni umane, che hanno reso questa terra il deserto di Seth.
Non in potere delluomo far piovere. E dovere delluomo che fa uno sforzo (jihd, kung-fu) per lo spirito
della Tradizione "in s" invocare perch la pioggia cada. Questinvocazione di per s dimostra che si
compreso il senso della Tradizione.
Mi fa personalmente ridere questo stuolo inutile, veramente osceno nel senso antico del termine, che voleva
dire di cattivo auspicio, di polemiche fra tali sedicenti "tradizionalisti", in realt lontanissimi dallo spirito
tradizionale: bambini che si baloccano del simulacro della Tradizione. Mi fanno altres ridere coloro i quali
hanno trasformato lopera di Gunon in un feticcio da scagliare; e questo del tutto in contrasto con le
affermazioni perentorie di Gunon che non voleva discepoli. I primi son vittima dellincomprensione,
dell"ignoranza" non come mancanza di sapere, ma come inconsapevolezza di ci di cui si vorrebbe parlare,
della grandezza della Tradizione, dello Spirito che dovrebbe animarla, di quello Spirito che, cos spesso al
giorno doggi, diserta i santuari acclamati per rifugiarsi nella Caverna, nel ventre della Balena. Gli altri, al
contrario, ben pi consapevoli di che cos la Tradizione, sono autori di un vero e proprio tradimento; e mi
riferisco al settarismo, incompatibile con lesoterismo.
Ambedue, poi, sono inconsapevoli di queste parole di Gunon, come sempre non sufficientemente meditate:
difatti Gunon sempre sottolineava che ci che uno prende per comprensione solo la possibilit di averla,
ch la vera comprensione avviene solo con la nostra maturazione interiore. Sono parole scritte nel lontano
1927, e che per questo meritano ancor pi attenzione. "Noi entriamo in unepoca in cui sar particolarmente
difficile distinguere il grano dalla mala erba, effettuare realmente quel che i teologi chiamano la
discriminazione degli spiriti; ci, per via di manifestazioni disordinate che sintensificheranno e
moltiplicheranno e altres per il difetto di vera conoscenza in coloro, la funzione normale dei quali dovrebbe
essere di guidare gli altri, mentre oggi troppo spesso non sono che delle guide cieche. Si vedr allora se, in
tali condizioni, le sottigliezze dialettiche saranno duna qualche utilit, e se una filosofia, sia anche la
migliore possibile, baster per arrestare lo scatenamento delle potenze infernali" (R. Gunon: La Crisi del
mondo moderno, Mediterranee 1972, p.160, sottol. mie).
Questo vale anche per le disquisizioni vane sulla "tradizione" senza lo spirito tradizionale, perch proprio
questo spirito bisogna riaffermare. Tutto inizia da questo. "Un cammino di diecimila li inizia col primo passo",
dice da qualche parte il Tao-Te-Ching (cito a memoria). Finch non c il primo passo, si fermi, bloccati. Ed
il primo passo non ancora stato fatto. Questa la realt, cio la situazione, oggi.
Occorrerebbe costituire il terreno dove piantare il "germe" di cui qui si sta parlando. Quel germe che, sinora,
non si mai riusciti a piantare davvero (il che non pu essere un mero "caso"). Devessere detto a chiare
lettere che non che chi scrive proponga di formare "unarmata Brancaleone" per andare alle Crociate. Non
che la legge ciclica n la degenerazione dellumanit possano esser modificate. Qui Schuon stato molto
realistico ed obiettivo, nonostante i suoi grossi errori sia sul Cristianesimo, sia a livello suo individuale (il
culto della nudit, lantinomismo de facto dovuto alla mescolanza di metodi di varie forme tradizionali:
Schuon non sincretista teoricamente, ma lo stato metodologicamente). Ci significa che qui lo si cita
senza condividerne gli errori, ma solo perch ha ben espresso lidea di base. Allora, "non va dimenticato che
taluni modi dagire dipendono largamente dalle circostanze e che luomo collettivo rimane sempre una
specie di belva, per lo meno nellet del ferro (). Le religioni possono riformare luomo individuale se egli vi
consente - e la religione non ha mai il compito di supplire allassenza di tale consenso - ma nessuno pu
cambiare in profondit quellidra dalle mille teste che luomo collettivo, e perci questa non mai stata
lintenzione dalcuna religione; tutto quel che la Legge rivelata pu fare darginare legoismo e la ferocia
della societ incanalandone bene o male le tendenze" (F. Schuon: Sguardi sui mondi antichi, Mediterranee
1996, p.18).
Allora, gli atteggiamenti negativi che mi hanno disgustato, cos come disgustano qualsiasi individualit che
abbia coltivato in s non solo una conoscenza pi o meno profonda delle forme tradizionali, ma pure l amore
per la Tradizione unito allamore per una determinata espressione della sovraformale Verit (al-Haqq, un
Nome dIddio), tali atteggiamenti, si diceva, testimoniano della malauguratissima nascita duna forma
intermedia fra Tradizione e non-tradizione. Ma la Tradizione non mai stata, n , n mai sar,
unoccasione per accumulare informazioni morte, non vivificate. O si ha la visione complessiva, cio il
progetto delledificio, oppure si possono solo accumulare materiali che rimangono sullo stesso piano, senza
mai strutturarsi, cio differenziarsi, "qualificarsi" dando forma ad un edificio. E questo indipendentemente dal
fatto che il progetto sia ultimato del tutto. Neanche lopera di Gunon completa; eppure, nessuno pu
dubitare del suo essere un edificio: si tratta solo di comprenderne profondamente il progetto, cio di averne
una visione complessiva. Si pu anche proporre un altro progetto, ma devessere di nuovo una visione
complessiva. Per quel che mi riguarda, poich reputo lopera di Gunon provvidenziale, poich il solo
Gunon stato in grado di proporre una visione, di certo con materiali non suoi, tuttavia costruendo un
quadro complessivo, sostengo che sia opportuno completare quella visione, modificandola in ci che ha di
datato. Ci perch Gunon ha posto delle pietre miliari; ripeto: non sue, per in una forma specifica, che
testimonia la visione complessiva.
Quanto allopera meramente informativa, che pure ha il suo posto legittimo, ma che ben determinato e
definito, stata portata avanti da individualit pi autorevoli. Ed allora, davvero ridicolo questo ripetere ci
che diceva Gunon come un bambino che ripete una lezioncina o come uno studente che deve passare un
esame. Non c nessun esame. Tutto devesser visto in relazione alla propria interiorit (al-btin). Perch l
che si gioca la partita vera.
Abbiamo visto come lo scopo delle varie forme tradizionali riguardi linteriorit, mai lesteriorit. Ci non
significa per niente che le circostanze esteriori siano trascurabili o minimizzabili: vero lopposto. Questo
precisamente uno di quei punti dove il moto ciclico discendente sempre pi accelerato e tumultuoso del
nostro mondo ci spinge a conoscere e ad elaborare posizioni molto pi definite di quelle che poteva
permettersi di avere Gunon allepoca sua. Ma non bisogna confondere questi due punti di vista che si
collegano ma che non si equivalgono per niente, il punto di vista principiale dovendo sempre avere il primo
posto non certo perch si tratta di un campo particolare reputato, a torto o a ragione poco importa, quello
"superiore", ma invece perch si tratta del "campo dei campi", che tutti ne congloba, e nel quale tutti gli altri
campi, tutte le possibili applicazioni devono trovare il loro principio. Ma perch? Perch il campo dei
Princpi: la Metafisica. Questa la Metafisica.
Tutto questo ci riporta direttamente allo scopo dellopera di Gunon, alla quale dobbiamo assolutamente,
fermamente, rigorosamente ricollegarci nei Princpi, mai e poi mai nella scolastica sterile. Lo scopo
dellopera di Gunon non era per niente quello dinvocare la pioggia o di piantare il "germe": cos la
pochezza della ricezione ed il fallimentare bilancio della risposta non la toccano. Lo scopo della
testimonianza (cio "martirio") di Gunon stato (perch appartiene al passato) quello di operare una
discriminazione, fra Tradizione ed anti tradizione, iniziazione e controiniziazione, civilt tradizionali e mondo
moderno. Il tutto inserito nel vasto quadro dellinterpretazione tradizionale della dottrina dei cicli.
Se la sua opera non stata correttamente recepita, ma si dispersa in mille rivoli o stata illegittimamente
coagulata, "ghiacciata", non vuol dire che la discriminazione non sia avvenuta. Vuol dire che la
discriminazione stata operata davvero, ma il suo esito stato negativo. Perch non per nulla giusto il
non dirsi le cose come stanno e nascondere la testa sotto la sabbia (servisse a qualcosa poi, ma non porta
che ad autoilludersi): lesito della discriminazione testimoniata dallopera di Gunon stato negativo. Cosa
che Gunon non ignorava per nulla. Perch lopera di Gunon aveva un importante fine in positivo: operata
la discriminazione, Gunon spingeva perch lOccidente si ri-orientasse al Ritorno verso la Tradizione,
perch ri-trovasse il suo Oriens-Origo. "La Riforma della mentalit moderna", 1 cap. di Simboli della
Scienza sacra, tanto per fare un nome, ma un tema che costella lopera di Gunon: ho citato quellarticolo
solo perch si tratta della prima opera che lessi di Gunon pi di ventanni fa.
Trovare riferimenti sarebbe facile, ma pure una cosa sterile. Ci che invece conta sottolineare che il ri-
trovare il proprio Oriens-Origo, il ri-entrare in contatto con lOriente era per lui il punto dinizio del Ritorno.
Sottolineo e ripeto: il punto dinizio, e non il fine.
Il mezzo, cio lattore di tale Ritorno, per lui sarebbe dovuta essere llite intellettuale (cio spirituale)
occidentale.
Attenzione, perch siamo ad un punto dimportanza decisiva, dove si opera la discriminazione fra il grano e
la pula; chi legga ponderi, cio soppesi, cio pesi ("pesare" e "pensare" hanno la stessa radice) con grande
attenzione questo punto. Il punto questo: Gunon non d inizio alllite; egli non la fonda (vi tent da
giovane, ma, per molti motivi, non ebbe successo). Gunon presenta e propone, ma non d inizio alllite.
Se in Occidente vi fosse rimasta una rimanenza dello spirito, non delle forme, tradizionale, allora lo stimolo
dato dallopera gunoniana e dalla sua funzione avrebbe dovuto generare una risposta reale, che non c
stata. In Oriente ed Occidente, del 1924 (e n passata dacqua sotto i ponti), Gunon aggiunse un breve
scritto nel 1948; tale aggiunta importante, perch Gunon sarebbe improvvisamente morto di l a poco nel
1950, senzaver potuto completare ledificio cui aveva posto mano, mentre Il Regno della Quantit e del
1945. Siamo dunque in presenza di una specie di "lascito testamentario", dove Gunon ritorn su di un tema
che laveva particolarmente interessato e coinvolto. E scrisse allora parole lapidarie, che dovrebbero essere
sempre presenti a chi sinteressa davvero della Tradizione, ma rifiuta il settarismo suicida o si rifiuta di
coltivare chimere in vaso chiuso: "Se lOccidente possiede ancora in se stesso i mezzi per ritornare alla
propria tradizione e restaurarla pienamente, sta ad esso il provarlo. Nellattesa, siamo obbligati a dichiarare
che finora non abbiamo rilevato il minimo indizio che ci autorizzi a supporre che lOccidente, abbandonato a
se stesso, sia realmente in grado di portare a termine questo cmpito, qualunque sia la forza con la quale
simponga ad esso lidea della sua necessit" (R. Gunon: Oriente ed Occidente, Ediz. Studi Tradizionali
1965, Aggiunta del 1948, p.251, sottol. mie).
Non basta neppure che lidea della necessit del Ritorno alla Tradizione simponga, e non si di certo
imposta, visto che sinora si qui parlato proprio dellincomprensione dellidea di Tradizione da parte anche
di coloro i quali vorrebbero in tutta sincerit comprenderla. Il fatto che luomo si pu allontanare dalla
Tradizione, ma non pu ritornarvi per volont, desiderio, necessit proprie.
Se Gunon ha stimolato, testimoniato e quindi operato una discriminazione, ma non ha dato inizio ad un
cammino, allora egli non un "maestro", n mai e poi mai lha voluto essere; per questo cos scandaloso il
settarismo.
Se nessuno pu essere "discepolo" di Gunon, neanchio che scrivo posso esserlo. Ed allora? Allora occorre
sempre far riferimento ai Princpi esposti da Gunon, adattandoli senza tradirli, senza scolastica sterile, ma
invece comprendendo ed accettando il momento che stiamo attraversando nel divenire ciclico. La dottrina
quella ; non ci possiamo inventare nulla. Gunon lha esposta in una particolare prospettiva, che accetto e
seguo, recando anche chiavi specifiche, dalle quali si evince che siamo sullorlo della "fine dei Tempi".
Nasce allora il problema: come pu porsi la questione delllite intellettuale occidentale se quanto detto qui
sopra vero? Ecco un problema che Gunon non poteva porsi allepoca sua. Noi non siamo Gunon n
viviamo nella prima met del secolo XX d.C.. Altro problema collegato: la situazione, anche politica, del
nostro mondo attuale quale vera chance d per operare nel senso del Ritorno alla Tradizione? Problema
decisivo perch occorre lo spazio per poter operare in tal senso, e sinora non c mai stato, per un motivo o
per un altro. Altro problema, last but not least: fra i Princpi e la vita quotidiana s aperto uno iato che
divenuto un vero baratro; possibile costruire un ponte costituito da una lama duna spada che taglia le
carni e tuttavia permette di passare dallaltro lato del fiume?
Ci son differenze legittime allinterno dun certo quadro, e differenze che indicano che non si comprende ci
di cui si parla. Nellmbito della Tradizione una vi sono molte legittimamente diverse forme e prospettive.
Ma come distinguere differenze legittime da illegittime deviazioni? Qui, e precisamente qui, lopera di
Gunon non ci necessaria: ci indispensabile.
Uscire dalla scuola rappresentata dallopera di Gunon vuol dire saper operare tale discriminazione, e non
certo per propensione individuale: buono ci che piace a me, cattivo quel che non mi piace. N c
spazio per lesclusivismo degli exoterismi religiosi.
Beninteso: lexoterismo necessario; esso forma la societ. Se fosse in buona salute, tanti stupidi malintesi
non esisterebbero. Purtroppo, come si gi detto, le forme religiose sono in degenerazione, vuoi per
"sadduceismo", vuoi per "fariseismo".
A mio avviso, vedendo lo "spettacolo" di questi "tradizionalisti" non tradizionali, che simprovvisano pseudo-
guardiani della fiamma, mentre non ci sono "guardiani" dellopera di Gunon, con la quale pu esserci solo
un legame di corrispondenza relativo ai Princpi ed alla prospettiva per mezzo della quale li si guarda, mi
chiedo fin dove si arriver nellalterazione della Tradizione. Cos come non ha senso combattere loscurit
scacciandola, basta invece accendere la luce, allo stesso modo non ha senso combattere lerrore punto per
punto. Potrei scrivere volumi sulla multiforme proteiforme variet derrori che costellano questi temi. Non
avrebbe senso. Basterebbe, a Dio piacendo, avere un centro dove si propone la visione della Tradizione
come intesa qui, come spirito, come scienza sacra che propone alluomo orizzonti davvero illimitati, non
come "informazione". Ma sta proprio qui la difficolt iniziale, non certo "casuale", che blocca ogni opera in tal
senso. Oggi che ogni sciocchezza ha libero corso, proprio questa voce ha difficolt a venir fuori: non un
caso. E che laccesso ai mezzi di diffusione della parola e dello scritto senza quelle qualificazioni che una
societ tradizionale richiederebbe, ha di fatto formato un vortice terribile, per cui come parlare contro un
vento terribile, contrario e persistente. Di qui le difficolt: perch la Tradizione contiene ogni forma, purch
vera, per non pu accettare di dividere il comando con altro da s.
Ho detto "a Dio piacendo": formula religiosa. Ma, in effetti, cos accade: prima hai la fede, poi la certezza. E
cos anche nella Metafisica: allinizio devi aver fede in cose per le quali non c prova possibile. Poi crescer
in te la certezza, quando vedrai Ci in te oltre te: il S. Gnosis: conoscenza per identificazione. E il Cuore,
quindi pure il Graal, che si trova nel Centro medesimo dogni Mistero Sacro; anzi: il Mistero Sacro
Primordiale. La Conoscenza di Dio per mezzo dIddio. Lo Spirito Si pu conoscere solo per mezzo dello
Spirito. Luomo si pu trasformare solo per mezzo dello Spirito. Lo spirito nelluomo pu attivamente,
consapevolmente, animicamente ricongiungersi allo Spirito Universale solo per mezzo dello Spirito stesso.
La Tradizione pu ritornare solo per mezzo della Tradizione, non mai con norma non-tradizionale.
Porre al centro la Tradizione e, quindi, di conseguenza, lopera di Gunon, vuol dire comprendere perch c
la Tradizione. La Tradizione c per la salvezza del genere umano, che, lasciato a se stesso, degenera,
come il mondo moderno dimostra per sovrappi. Senza Tradizione non c salvezza. Luomo da solo non
pu salvarsi. Se, per, gli animi son cos fortemente ingolfati nella nera pece delle passioni scatenate,
chiaro che la Tradizione non trova spazio, che tali passioni siano consce o subconsce.
Bisogna dire la Verit per quanto possibile, ch lAssoluta Verit non pu esser detta, poich
linesprimibile, quel Cuore, quel Graal, quel Mistero Primordiale che lidentificazione senza confusione, il
rispecchiamento del Divino nel Cuore, lalbergare del Divino nel Cuore, nella Caverna, nel Graal. Ed ecco la
Surah XVIII del Corano, ed il simbolismo della Balena, che vuol dire che tutto passer, pure delle forme
tradizionali, ma rimarr quel nucleo, quel Centro indistruttibile che il Graal. Cos, la Fine coincide con
linizio, nella Camera di Mezzo. E questo il Mistero che la Tradizione conserva, come il mito di Re Art, che
il simbolo del Corpus della Tradizione colpito dalla controiniziazione (la mezza sorella dArt), mentre Art
stesso chiede chi lo rivivifichi, cio dia nuova vita al Corpus della Tradizione colpita e n viva n morta.
E davvero L vi la Forza pi forte dogni forza.
A differenza dellinesprimibile ineffabile segreto del Divino "in S", la Tradizione invece esprimibile: Spirito
fattosi Atto e rivestito di forma per presentarsi nellarena della parte pi esterna della Manifestazione
Universale, linfa che fiotta fuori sul tronco come resina balsamica e salvifica. E lInesprimibile che Si
esprime, per quanto possibile, in un determinato contesto ed in un preciso momento ciclico.
Firfis
29/05/2000 A.D.
Revisione: 01/06/2000 A.D